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RABDOLOGIAE: la nascita della prima calcolatrice Angelo Merletti Liceo Scientifico M.

Curie , Pinerolo
Viene presentata unanalisi di tre dei quattro capitoli della Rabdologiae di John Napier il testo nel quale espone le sue ricerche e invenzioni di strumenti per alleviare la fatica e ridurre i tempi del calcolo. Alla lettura del testo seguita la ricostruzione degli strumenti originali a scopo didattico, da parte di una classe III Liceo scientificoPNI.

Non nostra intenzione riferire in dettaglio la vita di John Napier : biografie accurate e complete possono essere facilmente trovate in molti testi ed in rete. Scopo della conferenza invece parlare di unopera di Nepero citata in tutti i testi di storia del calcolo: Rabdologiae. Il pretesto per la lettura e lo studio di questa opera unattivit di divulgazione nelle scuole che tengo da diversi anni sulla storia del calcolo aritmetico. Il calcolo come le altre manifestazioni del pensiero risente della cultura dei popoli presso il quale si sviluppato e soprattutto delle loro necessit. Nel lavoro di ricerca per questi incontri con le scuole spesso mi sono spesso imbattuto nella citazione del testo di Nepero, sempre a proposito dei noti bastoncini o regoli, che possiamo considerare come il primo tentativo di rendere il calcolo pi rapido usando dei mezzi meccanici. Questo mi ha spinto a leggere il testo e qui c stata la prima sorpresa: oltre ai bastoncini, utili per moltiplicazioni dirette di un numero per un numero ad una sola cifra, Nepero inventa uno strumento che supera questo ostacolo, descrivendo con dovizia di particolari un secondo strumento attraverso il quale possibile effettuare moltiplicazioni di numeri con un numero arbitrario di cifre (pi che sufficienti per i suoi scopi). In effetti questo dispositivo, la cui efficacia notevole, non si trova descritto n nei manuali, tradizionali di storia del calcolo, n in rete. La seconda sorpresa stato lultimo capitolo del libro nel quale descritto un altro strumento per effettuare le quattro operazioni e lestrazione di radice quadrata, basato sulluso di una scacchiera e sullintroduzione di una nuova notazione per i numeri che chiama aritmetica locale, fortemente imparentato con il sistema binario. Per questi motivi ho deciso di proporre un progetto con una mia classe (una terza PNI del liceo scientifico M.Curie di Pinerolo) nel quale abbiamo ricostruito questi diversi strumenti di calcolo che sono stati presentati alla festa della matematica 2010, in altre mostre, ed ora qua ad Ivrea. Brevi note biografiche su John Napier John Napier (Nepero), primo dei tre figli di Archibald e Janet Bothwell nacque nel 1550 a Merchiston, nei pressi di Edimburgo, ed vi mor il 4 aprile 1617. Apparteneva ad una nobile famiglia scozzese le cui origini risalivano al XIV secolo. Nel 1653, alla morte della madre, John inizi gli studi universitari a St. Andrews, presso il St. Salvator College. Il primo interesse di Nepero fu lo studio della teologia. Si trov coinvolto nelle aspre polemiche tra cattolici e protestanti presbiteriani e fu un acceso sostenitore della causa

della chiesa riformata scozzese, guidata da John Knox. Il suo temperamento forte e la sincera fede lo spinsero a scrivere nel 1593 un testo di commento allApocalisse di S. Giovanni Apostolo dal titolo A Plaine Discovery of the Whole Revelation of St. John nella quale la vena polemica contro il papato raggiungeva il suo culmine quando Nepero cercava di mostrare come Babilonia, la grande, la madre delle prostituzioni e delle abominazioni della terra (Ap. 17, 5) fosse da identificare con Roma, sede del papato, responsabile del traviamento della genuina fede cristiana. Bench si trattasse di un argomento diffuso in campo protestante, il metodo di indagine adottato rende limpianto del trattato simile a quello di un testo di matematica, con assiomi che poggiano sulla bibbia, analizzata con gli strumenti della logica deduttiva. Presso i suoi contemporanei Nepero ebbe ampio riconoscimento come teologo prima che come matematico. Bisogna considerare che il commento allApocalisse di Nepero fu dato alle stampe in un periodo tumultuoso per la storia di Scozia, nel momento in cui sembrava prossima linvasione del paese da parte delle truppe di Filippo II di Spagna, che si prefiggeva di conquistare lintera isola britannica. Il partito protestante fece pressione perch Giacomo VI si decidesse in favore del protestantesimo, ma a quest ultimo non importava stare con cattolici o protestanti: mirava, in modo opportunistico, alla conquista del trono inglese. Questo atteggiamento forse fu alla base del cambiamento di interessi che port Nepero a privilegiare gli studi matematici. Lopera matematica di Nepero quantitativamente limitata, essendo composta da quattro brevi monografie, due delle quali apparse postume e due pubblicate nei suoi ultimi anni di vita. Le opere non collegate ai logaritmi sono il trattato De Arte Logistica, pubblicato postumo nel 1839 sulla base della trascrizione effettuata da Robert Napier, il figlio di John che cur leredit scientifica del padre, e la Rabdologia, pubblicata nel 1617. I logaritmi formano loggetto della Mirifici Logarithmorum Canonis Descriptio, pubblicata nel 1614, e della Mirifici Logarithmorum Canonis Constructio, pubblicata da Robert Napier postuma nel 1619. Il testo Il titolo del libro Rabdologiae, seu numerationis per virgulas. Il termine rabdologia pu sorprendere poich di solito usato in contesti non propriamente scientifici; deriva dalla parola greca rbdos che significa bastone, appunto perch i primi strumenti presentati nel libro sono dei bastoncini che riportano le tabelline. Il termine virgulas ha significato analogo e deriva da verga. Lopera si divide in quattro parti. Dopo unampia introduzione seguono: Liber primus: Rabdologiae, de usu virgularum in genere. Liber secundus: Rabdologiae, de usu virgularum in geometricis e Mechanicis ope Tabularum. De Multiplicationis promptuario Appendix. De Aritmeticae localis libris. Esamineremo la prima, la terza e la quarta parte.

Lintroduzione Nellintroduzione, dove lopera viene dedicata a Alexander Seton cancelliere di Scozia, compare lo scopo per cui sono state effettuate le ricerche su nuovi metodi di calcolo e il motivo per cui stata scritta lopera. Difficultatem et prolixitatem calculi (Vir Illustrissime) cujus taedium plurimos a studio Mathematum deterrere solet, ego semper pro viribus, et ingenii modulo conatus sum e medio tollere. La difficolt dei calcoli, la loro lunghezza e complessit poteva scoraggiare lo studio della matematica. Perch, e da quando nella matematica erano comparsi calcoli cos lunghi? Nepero vive in un periodo nel quale si stanno manifestando forti cambiamenti culturali e, diremmo oggi, di paradigma scientifico. La prima parte del XVI secolo aveva visto la nascita e la diffusione della riforma protestante: il centro della fede non era pi la chiesa di Roma, attorno alla quale occorreva gravitare, per ottenere la salvezza (extra ecclesia, nulla salus), ma era Dio stesso e la sua parola rivelata nella bibbia. Nel 1543 viene dato alle stampe il De revolutionibus orbium coelestium di Niccol Copernico che faceva unoperazione analoga a quella dei riformatori tedeschi e svizzeri per lastronomia: spostare il centro di riferimento dalla Terra (prospettiva antropocentrica) al Sole (prospettiva eliocentrica). La Terra diventava una stella errante come le altre cinque, e luomo perdeva il suo privilegio di essere al centro, e il centro del cosmo. In filosofia Giordano Bruno fece la stessa operazione di Copernico, ma a lui and peggio: Copernico mor nel suo letto poco dopo la pubblicazione del suo libro, Bruno fu arso a Campo de Fiori dopo anni di prigionia. Verso la fine del XVI secolo su unisoletta della Danimarca venne costruito il pi grande osservatorio astronomico ad occhio nudo mai concepito: Uraniborg, la citt dei cieli. Il progetto era di Tycho Brache e vi lavorava come suo aiutante Keplero. Allosservatorio furono effettuare misure molto accurate sulla posizione degli astri (raccolte nelle Tavole Rudolfine), e si sa, misure accurate implicano luso di numeri con molte cifre. In seguito, dopo linvenzione del cannocchiale altri dati numerici si accumularono nella carte degli astronomi: lelaborazione di questi numeri richiedeva molto tempo, che doveva essere sottratto alla pura speculazione sulle meraviglie del cielo. Si pensi che nel 1609 Keplero pubblica le sue prime due leggi nell Astronomia Nova e solo nel 1618 pubblica la terza, la pi intricata dal punto di vista numerico. Per la prima volta nella storia si manifestava il problema di aumentare la velocit del calcolo ed alleviarne la fatica. E proprio in quegli anni che Nepero propone luso dei logaritmi e inventa gli strumenti descritti nella Rabdologia. Successivamente Leibniz sintetizz molto bene la situazione quando scrisse: "anche gli astronomi sicuramente non dovranno continuare ad usare la pazienza che richiesta per i calcoli. questo ci che li scoraggia dal calcolare o correggere le tavole, dalla costruzione di effemeridi, dal lavorare su ipotesi, e dal discutere insieme le osservazioni. Non infatti degno di uomini dingegno perdere ore come schiavi nel lavoro di calcolo che potrebbe essere affidato tranquillamente a chiunque altro se si usassero le macchine". La Rabdologia fu pubblicata in latino ad Edimburgo nel 1617. Nel 1623 a Verona compare una traduzione dalla latina nella toscana lingua di un certo caualier Marco Locatello: Raddologia, ouero arimmetica virgolare in due libri diuisa; con appresso vn'espeditissimo prontuario della molteplicatione, & poi vn libro di arimmetica locale ... Autore, & inuentore il baron Giouanni Nepero, tradottore dalla latina nella toscana

lingua il caualier Marco Locatello; accresciute dal medesimo alcune considerationi gioueuoli - appresso Angelo Tamo 1623. Il Locatello , oltre a tradurre lopera, la correda di nuove illustrazioni e commenti suoi come vedremo attraverso un eloquente esempio alla fine. Parte prima: i bastoncini Nella prima parte vengono descritti i bastoncini o virgulae che vengono usati per moltiplicazioni, divisioni, e, con due tavole ausiliarie, per lestrazione di radici quadrate e cubiche. Il loro funzionamento molto semplice e si basa sul metodo di moltiplicazione indiana presentato nell Aritmetica di Treviso (1478).. Essi consistono di parallelepipedi a base quadrata sulle cui facce sono riportate le tabellone (Fig.1). Esse sono scritte entro un quadratino diviso da una diagonale: nella parte superiore vengono riportate le decine e in quella inferiore le unit.

Il moltiplicando viene costruito affiancando le facce dei bastoncini che corrispondono alle sue cifre. Il risultato si legge sulla riga corrispondente al moltiplicatore.

Fig.1 Bastoncini di Nepero (ricostruzione)

Esempio: Si debba moltiplicare 1615 per 2.

Con questa impostazione possibile trovare rapidamente anche i multipli di 1615, almeno fino al 9. Nepero propone di scrivere su carta le tabelline e di avvolgerle attorno ai bastoncini secondo lo schema in Fig.2

Fig 2 Organizzazione delle tabelline attorno ai bastoncini (Raddologia)

Come si vede lorganizzazione secondo il complemento a 9: la somma dei numeri sulle facce opposte dei regoli sempre 9. In Fig.3 sono riportate proprio le sagome da avvolgere attorno ai bastoncini.

Fig.3 Organizzazione originale delle sagome attorno ai bastoncini (Rabdologiae)

Oltre allorganizzazione a complemento a 9, le tabelline complementari sono scritte in ordine invertito: invece che dallalto verso il basso, dal basso verso lalto. Il motivo si comprender in seguito. Interessante anche la precisione della descrizione e le note tecniche per la costruzione (Fig.4): con 10 bastoncini fabbricati secondo lo schema descritto e tenendo conto delle cifre ripetute, si possono costruire tutti i numeri di quattro cifre. Se non ci sono ripetizioni se ne possono costruire molti altri. Costruendone altri dieci si possono costruire tutti i numeri di otto cifre, con 30 tutti quelli con 12 cifre e cos via.

Fig.4 Descrizione tecnica sulla fabbricazione (op.cit.)

Luso dei bastoncini permetteva di evitare di effettuare mentalmente moltiplicazioni. Loperatore doveva solo sommare i risultati gi pronti dei prodotti parziali. Per procedere in modo spedito occorreva trovare prontamente i bastoncini necessari e disporli altrettanto prontamente in fila in modo da formare il moltiplicando. Per questo le virgulae erano contenute in un apposito astuccio (Fig.5a,b) e sistemate con laiuto di una squadra (Fig.6).

Fig.5a e 5b(op.cit.)

Fig.6 Sistemazione operativa dei bastonicini (Raddologia)

Per effettuare moltiplicazioni con moltiplicatore a pi cifre si calcolavano i prodotti parziali con i bastoncini e poi si effettuavano le somme. Nella Fig.7 riportato il prodotto dellanno 1615 per 365, ovvero il prodotto di 365 per 1615:

Fig. 7 (op.cit)

Nepero usava unaltra forma (Fig.8) per le moltiplicazioni, probabilmente come verifica dei risultati. Dopo aver impostato il moltiplicando, 1615 nel caso visto, i bastoncini vengono rovesciati e si ottiene il complemento a 10000 del numero. Si procede poi secondo lo schema in figura, dove anche illustrata la dimostrazione del metodo.

Fig. 8

Per moltiplicazioni particolarmente grandi i bastoncini potevano non bastare. Ad esempio dovendo moltiplicare 297315548308927412534769 per 3463150448356. Il numero pi grande veniva spezzato in blocchi da 10 cifre; in notazione moderna: 29731020 + 1554830892 1010 + 7412534769 Applicando la propriet distributiva i singoli blocchi venivano moltiplicati per tutte le cifre del moltiplicatore e si sommavano i risultati parziali (Fig.9). Il procedimento, pur essendo piuttosto elaborato, era pi rapido che non il calcolo manuale. Naturalmente occorreva verificare il risultato. Per questo venivano effettuate, oltre alla prova del 9, la prova dellotto e del sette, per diminuire la probabilit di avere dei falsi positivi.

Fig. 9 (Raddologia)

La divisione Se il tempo per effettuare una moltiplicazione veniva ridotto notevolmente con luso dei bastoncini, la loro maggiore comodit e il risparmio di tempo e fatica si apprezzava nelle divisioni. Il procedimento era molto semplice. Si costruivano i multipli da 1 a 9 del divisore usando i bastoncini come nella moltiplicazione. A questo punto bastava usare il classico algoritmo della divisione e calcolare i successivi resti, ottenendo, attraverso il conto fatto in precedenza, il numero di volte nel quale il divisore stava nel dividendo ed evitando i noiosi tentativi che hanno segnato perenne inimicizia tra le divisioni e i bambini alle scuole elementari. Nepero si serviva dello schema a galera oggi non pi in uso ma possiamo facilmente seguirlo attraverso un esempio (Fig.10).

Fig.10a

Si tratta di dividere 589475 per 365. Il divisore viene scritto sotto il dividendo e si registra a destra quante volte contenuto nelle prime cifre del dividendo, in questo caso 1, la prima cifra del quoziente. Il resto si scrive sopra il dividendo e gli si affianca la prima cifra non considerata del dividendo, resto 224, gli si affianca 4 e si ottiene 2244. Il 365 nel 2244 sta 6 volte, la seconda cifra del quoziente; 6 volte 365 fa 2190 che verr scritto sotto il 365 e sottratto da 2244, e il

procedimento viene reiterato. Con luso dei bastoncini il procedimento scritto in notazione moderna, funziona cos:

Fig. 10b

Effettivamente, soprattutto nelle divisioni pi elaborate, il tempo risparmiato diventa notevole.

Lestrazione di radice quadrata Nel classico algoritmo di estrazione di radice quadrata ci si imbatte in una difficolt simile a quella incontrata per le divisioni. Nepero costruisce una tavola ausiliaria da usare assieme ai soliti bastoncini. Il metodo di estrazione di radice quello tradizionale, ma con luso dei bastoncini loperazione viene ridotta (come per la divisione) ad una successione di sottrazioni. Lo strumento ausiliario illustrato in Fig. 11 Per capire come funziona conviene considerare un esempio. Si debba estrarre la radice quadrata di: 117716237694. Il numero viene al solito suddiviso in blocchi di due cifre. Procedendo tradizionalmente, il quadrato che pi si avvicina a 11 3 ed il resto 2. Si raddoppia il 3 (colonna centrale). A questo punto occorre trovare il numero che pi si avvicina per difetto a 277 tra quelli del tipo: 61x1, 62x2. Questo richiede tempo!

Fig. 11-12, ricostruzione

Invece affiancando il bastoncino del 6 allo strumento per lestrazione di radice, troviamo subito il risultato: 64x4. Ora si procede con la sottrazione di 256 da 277: 21. Abbassando il 16 si ha 2116.

A fianco del 4, nella colonna centrale troviamo 8, ovvero 68, il doppio di 34. Dovremo trovare il numero pi vicino a 2116 del tipo 681x1, 682x2, ecc.

Affiancando il bastoncino per l8 si ottiene la disposizione in Fig.13, dalla quale immediato trovare che il numero cercato 1849 che corrisponde a 3. Procedendo in questo modo si trova la radice cercata: 343098 con il resto di 90. In Fig 14 si vede come procedeva Nepero:

Fig. 13(ricostruzione)

Fig. 14(op.cit.)

Con uno schema del tutto simile alla divisione a galera. Parte terza: la moltiplicazione a schede perforate. Se i bastoncini potevano far guadagnare un po di tempo avevano tuttavia linconveniente di poter essere usati direttamente solo per prodotti nei quali il moltiplicatore fosse costituito da una sola cifra. Questo costituiva un grosso limite; vero che poteva essere aggirato attraverso i prodotti Fig. 15a parziali, ma a scapito di tempo prezioso. Nepero inventa un dispositivo in grado di superare questa difficolt e, senza saperlo, introduce uno strumento che diventer una pietra miliare nel calcolo automatico e non solo: la scheda perforata. Il metodo riprende la moltiplicazione indiana descritta nellAritmetica di Treviso dalla quale tratta la Fig.15a. Si debbano moltiplicare 934 per 314. Si scrive in alto il moltiplicando e sul lato destro il moltiplicatore. Si riempiono le caselline con i prodotti parziali inserendo nella parte superiore le decine e in quella inferiore le unit. Si somma in diagonale ottenendo il risultato: 293276.

Anche in questo caso il metodo si basa sullapplicazione della propriet distributiva (Fig.15b): 934 x 314 = (9x100 + 3x10 + 4x1) x (3x100 + 1x10 + 4x1) = 27x10000 + (9x1 + 3x3)x1000 + (9x4 + 3x1 + 4x3)x100 + (3x4 + 4x1)x10 + (4x4)x1 = 29376
Fig. 15b

Questo metodo, appreso dagli arabi, che lo avevano appreso dagli indiani ha, rispetto a quello tradizionale a scacchiera, il vantaggio di scorporare le operazioni di prodotto e di somma: prima si effettuano i prodotti (senza riporti), poi le somme. Negli incontri tenuti nelle scuole medie e superiori questo metodo ha sempre destato meraviglia negli studenti per la sua semplicit e rapidit rispetto a quello tradizionale. La cosa pi lunga e ripetitiva fare lo schema e riempire le caselline con le tabelline. Nepero inventa un dispositivo che supera proprio queste difficolt. La tabellina, che prima veniva scritta in verticale su un bastoncino, ora riportata in un quadrato secondo una regola prestabilita. Sotto la diagonale, come prima si inseriscono le unit, sopra le decine. Le lettere indicano i prodotti per 1 (a), 2 (b), 3 (c), ecc. (Fig.16)
Fig.16 Organizzazione dei prodotti secondo lo schema originale di Nepero (op.cit.) e ricostruzione dellesempio per il 4

Questi quadrati vengono poi ripetuti in strisce verticali e costituiscono il primo elemento del nuovo strumento. Il secondo elemento la scheda perforata. Si costruiscono dei quadrati uguali ai precedenti come dimensione dai quali vengono ritagliate delle finestrelle in corrispondenza del numero moltiplicatore. In Fig.17 riportato quello per il 7: dalle finestrelle si vede il risultato della moltiplicazione per 4. (lettera g nello schema precedente):
Fig.17

Questi quadratini vengono disposti su una striscia orizzontale.

Nelle Fig.18 a e b si vedono la colonna per il 4 e la riga per il 7:


Fig18 a e 18 b

Ora si forma il moltiplicando con le colonne e vi si sovrappone il moltiplicatore disposto secondo righe. I numeri che si intravedono nelle finestrelle vengono sommati seguendo le diagonali indicate sulla scheda perforata. Il principio di funzionamento dello strumento semplice, ma la sua costruzione richiede molta attenzione per ottenere una precisa sovrapposizione delle varie strisce con le schede perforate trasversali. Inoltre, come per i bastoncini, c il problema dellordine: non si pu perder tempo a cercare le strisce o le schede perforate corrispondenti alle cifre dei numeri da moltiplicare. Inoltre queste vanno allineate in modo preciso pena errori di calcolo. Per questo occorre un contenitore adeguato riportato in Fig 19. Nella parte frontale andavano inserite le strisce con le tabellone, in quella laterale le schede perforate, secondo lordine segnato. Nella parte superiore si notano i bordi lungo i quali andavano allineate strisce e schede perforate incrociate.

Ed ecco in Fig.20 come risultano disposte le colonne e le schede perforate per moltiplicare: 8795036412 x 3586290741, una moltiplicazione decisamente impegnativa. Nella parte inferiore della figura sono segnate le posizioni dalle quali prelevare le stecche. Nella Fig.21 si vede la ricostruzione delloperazione.
Fig.19

Fig.20

Fig.21

Sommando lungo le diagonali si ottiene: 31541557651113461292. Questo risultato decisamente fuori dalla portata delle moderne calcolatrici tascabili, almeno di quelle pi comuni, che, di fronte a numeri cos grandi, approssimano i risultati. E questa unaltra buona riflessione da proporre agli studenti. Parte quarta: laritmetica locale. Questa parte dellopera rappresenta qualcosa di assolutamente inedito, quasi fine a se stesso in quanto i metodi proposti, con gli strumenti di quel tempo non miglioravano gran che i tempi di calcolo. Costituisce una specie di divertissement, un po come il gioco degli scacchi, che pur avendo profonde implicazioni matematiche, serve per il puro diletto di coloro che vi si cimentano. Lidea di Nepero diventer feconda solo tre secoli dopo con i moderni elaboratori. Riportiamo la traduzione di Locatello dellintroduzione di Nepero alla IV parte: Mentre talvolta, che il tempo lo concedeva, ci applicavamo allinvestigazione di cotali brevit del far conti, e con quai modi la fatica, e la molestia nel computare si togliesse tentavamo, ecco che pervenimmo (oltre ai LOGARITMI, RADDOLOGIA, PRONTUARIO e altro) ad una certa TAVOLARE ARIMMETICA; la quale (attesoche tutte le operazioni pi gravi dellArimmetica volgare nel piano, ovvero aia dello Scacchiere si risolvono) pu a gran ragione dirsi solazzo, no gi fatica: posciache per via di questa si Somma, si Sottrae, si Molteplica, si Divide, anzi e si cavano le Radici, solamente col muovere calcoli qua e l: una sola per nelloperare picciol dimora accade, ed ; che li numeri di questa dai numeri volgari cos differiscono, che

prima necessario ridurre i volgari a questi, e poi questi ritornare a quelli: il che assai facilmente si passa. Ma nel progresso poi delle operazioni e per facilit, e per certezza quasi a nessuno Compendio dArimmetica cede. La quale perci n sepellir col silenzio, n da per se sola (essendo breve) ci parso mandare in luce: ma a cotesta RADDOLOGIA nostra doppo il PRONTUARIO a piacere de gli Studiosi aggiungere, e alla censura de periti soggettare. Nepero cambia la notazione dei numeri associando alle successive potenze di 2 una lettera dell'alfabeto (Fig.22).

Vediamo come si scrive in aritmetica locale il numero 55

Fig.22

55 = 32 + 23 = f + 23 = f + 16 + 7 = fe + 7 = fe + 4 + 3 = fec + 3 = fec + 2 + 1 Dunque 55 = fecba Notiamo che in questa notazione il valore del numero non dipende dallordine delle lettere, un particolare che la differenzia dal sistema binario, con il quale presenta tuttavia forti analogie. E possibile effettuare somme con una semplice regola: se una lettera si ripete due volte la si sostituisce con quella seguente dellalfabeto. Esempio: 55 + 37 55= abcef; 37= acf; 55+37= abcef+acf = aabcceff = bbdeg = cdeg = 4+8+16+64=92 Per passare rapidamente dal sistema volgare a quello locale basta usare questa tavola:

Fig.23

Ad esempio 1615 = 1x1000 + 6x100 + 1x10 + 5 = dfghik + degk + bd + ac = abcdddefgghikk = abcd(dd)ef(gg)hi(kk) = abcd(ee)f(hh)il = abcd(ff)(ii)l = abcdgkl.

Il metodo pu apparire involuto ma riportando le lettere su dei gettoni e procedendo alle successive eliminazioni muovendoli, invece di scrivere, loperazione diventa quanto mai rapida. Basta scrivere su un lato del gettone una potenza di due e sullaltro la corrispondente lettera.

Fig.24

Lo strumento per effettuare moltiplicazioni, divisioni ed estrazioni di radice una scacchiera (Fig.25):
Fig.25

Vediamo come organizzata. I riferimenti ai quattro vertici sono segni zodiacali: la partenza lariete P; salendo in verticale si trovano le successive potenze di due fino al cancro S che corrisponde a 223. Spostandosi a sinistra sul lato superiore arriviamo ai

gemelli R che corrispondono a 246. le stesse potenze si incontrano spostandosi dallariete verso sinistra fino al toro Q e salendo nuovamente ai gemelli. Non chiaro perch Nepero abbia usato questa simbologia esoterica; sappiamo che nella sua vita vita si occup anche di alchimia e astrologia e questi simboli dovevano essergli famigliari. Osserviamo ora una notevole propriet di questo schema. Se si considerano le lettere come coordinate delle caselle, quelle che stanno sul segmento che unisce due lettere eguali corrispondono allo stesso prodotto delle coordinate; ad esempio le caselle sul segmento che unisce f con f: (f,a) (e,b) (d,c) (c,d) (b,e) (a,f) corrispondono ai prodotti 32x1 = 16x2 = 8x4 = 4x8 = 2x16 = 1x32 = 32. Volendo effettuare un prodotto tra due lettere baster cercare la casella corrispondente e scendere (o salire) in diagonale fino al bordo della scacchiera: la lettera trovata sar il prodotto delle due. Esempio c x e = g , infatti c = 4, e = 16, g = 64. Un gettone posto in posizione (c,e) corrisponder a g. Per prodotti con pi lettere baster disporre sulla scacchiera dei gettoni (calculi) in modo da formare il moltiplicando in corrispondenza di ogni lettera che forma il moltiplicatore (che non altro che la propriet distributiva in forma plastica, Fig.26)) :

Fig.26

Se su una diagonale compaiono due gettoni il risultato sar la lettera successiva secondo la regola vista per la somma come si vede nellesempio.

La divisione La divisione viene effettuata nel solito modo mediante successive sottrazioni di multipli del divisore dal dividendo o dalle parti che restano.

Supponiamo di dover dividere 250 per 13 (Fig.27a,b,c). Si imposta il dividendo sulla colonna di destra: 250 = bdefgh. Il divisore si compone in orizzontale e si posiziona in modo che la parte pi pesante (la pedina che sta pi a sinistra) cada sulla diagonale individuata dalla pedina pi pesante del dividendo. Si procede poi alleliminazione delle pedine del dividendo che sono individuate dalle altre pedine del divisore. Se ogni pedina del divisore elimina pedine del dividendo, la posizione del divisore corretta e la lettera che identifica la riga nel quale si trova sar la prima lettera del risultato. Si procede cos in modo iterativo. Se non tutte le pedine del divisore individuano pedine del dividendo si sposta verso il basso di una posizione il divisore e si ripete la procedura. Nella colonna di destra si vedono posizionate le pedine in corrispondenza di bdefgh. Il divisore, acd, viene posizionato sulla riga e in modo che la pedina d sia nella casella della diagonale di h, la cifra pi pesante del dividendo (indicata dalla freccia). Il prodotto acd per e da come risultato egh. Restano da eliminare bdf
Fig.27a

c Si ripete la procedura. Posizionando tuttavia la parte pesante del divisore sulla diagonale della parte pi pesante rimasta del dividendo, alcune pedine del divisore non individuano alcuna pedina del dividendo. Occorre spostare in basso di una posizione il divisore (sulla riga b) e riprovare. La pedina su f pu essere sostituita da due pedine su e. Nella nuova posizione le pedine del divisore individuano una e, la d e la b che vengono eliminate. Resta da eliminare la pedina in e. Spostando in basso di un posto il divisore (sulla riga a) e ponendo al posto della pedina in e una pedina su d, su c, su b, e due su a, il divisore individua la pedina su d, su c e su a. Restano le pedine su b e su a che sono il resto della divisione. Il quoziente abe con resto ab ovvero 19 con resto di 3.

Lestrazione di radice quadrata Se si moltiplica sulla scacchiera un numero per se stesso, le pedine assumeranno una configurazione a quadrato. Si tratter di ricostruire il quadrato dalle pedine disposte sul lato. Nepero richiama a questo punto la nota propriet che sommando i successivi dispari si ottiene un quadrato (Fig.28)

Fig.28

Supponiamo di voler estrarre la radice quadrata di 1238 ovvero di bceghl (Fig 29a,b) Si dispongono le pedine sul lato destro in corrispondenza delle lettere. Si ricerca il caput gnomonum, ovvero il quadrato che pi si avvicina a 1236, cio 1024. Scendendo da S a Q si incontra la diagonale R P sulla casella (f,f) dunque f 2 = l = 1024. Si ricerca il primo gnomone che deve essere formato da tre pedine: si possono usare due 64 (ovvero il 128 = h) ed il 4 (ovvero la c): 64+64+4 = bf+fb+b2 Si ricerca il secondo gnomone formato da 5 pedine; in campo restano 64, 16 e 2. 64 = 32 + 32. 16 = 13 + 2 + 1. Il secondo gnomone formato da 32 + 32 + 2 + 2 + 1.
Fig. 29a e 29b

Avanzano tre pedine sull8, sul 4 e sull 1: 8 + 4 + 1 =13, il resto della radice. Riassumendo: Caput gnomonum: f 2 Primo gnomone: bf + fb + b2

Secondo gnomone: af + fa + ab + ba + a2 Sommando i gnomoni: (a + b + f)2

1238 = abf (35) con resto di 13.

In Fig.30 si vede loperazione ricostruita.

Come si sar osservato questi procedimenti sono piuttosto elaborati e mal si adattano allo scopo di diminuire il tempo di calcolo: pi che operazioni aritmetiche sembrano un gioco da tavolo del resto si fanno con una scacchiera e con le pedine.

Fig.30

Concludiamo questa presentazione con una osservazione curiosa sulla conclusione dellopera nella quale il contrasto tra loriginale di Nepero e la traduzione di Locatello diventa stridente: Nepero finisce con le parole: Atque hic finem arithmeticae locali imponimus. Deo soli laus omnis & onor tribuator. Nella traduzione Locatello conclude: Con che a questa nostra Arimmetica locale poniamo fine, a Dio & alla beatissima Vergine MARIA, tutta la gloria, & lhonore attribuendo. AMEN Un presbiteriano radicale come Nepero sarebbe certo trasalito se avesse letto questa dedica finale, ma nella cattolica Verona, in pieno periodo controriformato, un testo di un calvinista sarebbe stato guardato con sospetto e forse non avrebbe avuto lapprovazione dei superiori, per cui concediamo al Locatello questa licenza, segno di tempi oscuri fortunatamente appartenenti al passato. La costruzione degli strumenti La classe stata divisa in gruppi e sono state divise le varie parti del libro da analizzare. Il primo passo stata la traduzione dal latino delle parti salienti nelle quali venivano illustrati il funzionamento e le procedure di costruzione degli strumenti. E seguita una discussione sul tipo di materiali da usare per i vari strumenti. Dovendo essere costruiti a scopo didattico e in economia abbiamo scelto assicelle di faggio, listelli a sezione quadrata in larice, carta, cartoncino e cartone. Per la scacchiera abbiamo usato una lastra di lamiera foderata in plastica per lavagne e calamite per appendere promemoria. La scrittura dei numeri e delle caselle stata fatta con lelaboratore. La difficolt pi grossa stata quella di riportare la carta sui supporti in legno. Dovendo affiancare i vari regoli e stecche durante luso lerrore aumentava gradualmente, per cui occorsa molta precisione e svariati tentativi prima di acquisire la tecnica corretta. La Mostra, corredata di cartelloni stata esposta alla festa della Matematica 2010 a Torino presso il Lingotto.

Bibliografia Nepero Ioanne, 1617, Rabdologiae seu numerationis per virgulas Libri duo, Edimburgi, Excudebat Andreas Hart Giouanni Nepero, 1623, Raddologia, ouero arimmetica virgolare in due libri diuisa; con appresso vn'espeditissimo prontuario della molteplicatione, & poi vn libro di arimmetica locale, VERONA, tradottore dalla latina nella toscana lingua il caualier Marco Locatello; accresciute dal medesimo alcune considerationi gioueuoli - appresso Angelo Tamo. Napier John, 1889, The construction of the wonderful canon of the logarithms Translated from Latin into English with notes and catalogue of the various Editions of Napiers works by William Rae McDonald, Edimburgh and London, William Blackwood and Sons Bruno Iannamorelli, 1995, Strumenti di calcolo aritmetico ingenui ma ingegnosi, Torre dei Nolfi (AQ), Ed. Qualevita. Stephan Weiss, 2009, Methoden des Zehnerbertrags in historischen Multiplizierhilfen von Napier bis Genaille, art. non pubblicato. Stephan Weiss, 2008, Die Arithmetica Localis von John Napier, art. non pubblicato. Leybourn, William, 1685, The Art of Numbring by Speaking -Rods, Vulgarly termed Nepeirs Bones, London. AAVV, Modern instruments and Methods of calculation, a handbook of the Napier Tercentenary Exhibition, London, G. Bell and Sons and The Royal Society of Edimburgh. W.Aspray, A.G. Bromley, M. Campbell-Kelly, P.E.Ceruzzi, M.R. Williams, 1990 Computing before computer, Ames, Iowa State University Press. Riccardo Rosso, 2010, Dispense del Corso sulla Storia dei Logaritmi. http://wwwdimat.unipv.it/~rosso/didattica.html