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STUDIO DI CONSULENZA TECNICA ASSICURATIVA ED INDUSTRIALE EMMEDI EXPERT srl Dott.

Michele D'Urso Perito Industriale Perito Assicurativo VIA MONTELLO 6/B 80011 ACERRA (NA) TEL. 081.8857494 5201554 FAX 081.8857779 Email :emmedi.expert@libero.it / Sito: www.emmediexpert.it Iscrizione Albo 3186 - Iscrizione Ruolo 448

Spett.le ALLIANZ SPA Dott. Mancini

Sin. Nr.73/738724208

del 06.01.12

Abbiamo eseguito approfondite verifiche sulla conformazione dei veicoli che sono venuti in collisione ed abbiamo analizzato attentamente la documentazione in nostro possesso per addivenire alla dinamica dellevento per cui causa. Il sinistro avvenuto il giorno 6 Gennaio 2012, verso le ore 9 del mattino. Levento si verificato a Marigliano (NA), in Via Vittorio Veneto, incrocio con Via De Filippo e Via Amendola.

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Figura 1 vista aerea da Virgilio mappe

Si rileva che il conducente del Veicolo assicurato Sig. Ottaiano Ciro, alla guida della Fiat Cinquecento tg. AL904ZN, mentre percorreva la Via Vittorio Veneto con direzione da Marigliano verso Somma Vesuviana, giunto in prossimit dellincrocio con Via De Filippo e Via Amendola veniva in collisione con un calesse trainato da cavalli alla cui guida vi era il Sig. Martone Luigi che a seguito dellimpatto cadeva dal calesse rovinando al suolo e subendo lesioni gravi a causa delle quali decedeva dopo cinque giorni presso lospedale civile di Nola.

Figura 2 Via Vittorio Veneto, incrocio con Via Amendola (Sx.) e Via De Filippo (dx)

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Analizzando la documentazione disponibile si rileva che il calesse si immetteva su Via Vittorio Veneto proveniente da Via De Filippo e diretto verso Via Amendola. Dallispezione del luogo dellevento emerge che su Via De Filippo, allincrocio con Via Vittorio Veneto grava segnaletica di STOP che obbligava il Sig. Martone ad arrestare la propria marcia e concedere la precedenza ai veicoli che percorrevano la Via Vittorio Veneto, consentendo la immissione su detta strada solo quando questa fosse stata completamente sgombra.

Figura 3 Via De Filippo, incrocio con via V. Veneto

A seguito della collisione il calesse non si ribaltava e proseguiva la sua marcia verso Via Amendola trainato dai cavalli probabilmente impauriti per limpatto. Sul posto interveniva una pattuglia della Polizia Municipale di Marigliano che redigeva regolare rapporto sullaccaduto e raccoglieva la dichiarazione testimoniale del Sig. Ottaviano e del Sig. Molaro Stefano. Entrambe le dichiarazioni indicano una improvvisa occupazione della carreggiata da parte del calesse ed in particolare il Sig. Ottaviano afferma: il carro invadeva improvvisamente la carreggiata senza rispettare la dovuta precedenza. ed aggiungeva : la vettura finiva tra le due ruote e veniva trascinata dal carro verso sinistra. Proprio questa ultima precisazione del Sig. Ottaviano, unitamente alle fotografie eseguite dai militi intervenuti di cui disponiamo di copie in bianco e nero, ci consentir di meglio comprendere come i fatti vennero a verificarsi. Dalle foto eseguite dagli stessi infatti chiaramente ripresa la posizione di quiete del veicolo Fiat Cinquecento.

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Figura 4 in rosso la ubicazione dei tombini

Da tale foto si pu gi rilevare che lautovettura ferma a cavallo tra le due corsie di marcia, pochi metri dietro un tombino e ruotata di quasi 90 gradi rispetto lasse della strada. Riproducendo lo scenario in scala e ponendo il veicolo cos vede dalle foto agli atti, appare chiaro che nella sua posizione veicolo Fiat Cinquecento occupa di pochi centimetri la corsia di marcia trovandosi quasi interamente nella corsia di pertinenza. come si finale, il opposta propria

Figura 5 grafico posizione finale rispetto alle foto nella pagina precedente

Considerata la posizione del tutto anomala che lautovettura ha assunto nella fase post-urto abbiamo ritenuto approfondire le circostanze che hanno potuto generare quel tipo di posizione.

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Partendo dunque dai danni riportati dallautovettura apparso subito strano che le deformazioni del cofano anteriore siano state attribuite allimpatto contro il mozzo della ruota anteriore sinistra del calesse.

Figura 6

Eseguendo un accostamento di un veicolo similare al calesse infatti emerso che il mozzo posizionato troppo in basso per aver prodotto quelle deformazioni e riteniamo dunque che esse si siano prodotte nellimpatto contro il gradino in ferro posto sulla sezione anteriore sinistra del calesse.

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Figura 7

Figura 8

Tale impatto, se lautovettura avesse tenuto una velocit elevata avrebbe senzaltro prodotto il ribaltamento del calesse ma considerata lenorme differenza di massa del complesso cavalli calesse, rispetto allautovettura ed ipotizzata una velocit x del
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complesso calesse, riteniamo che la forza imprimente maggiore sia da attribuire proprio a questultimo. In media un cavallo da tiro pesa allincirca 700 kg. ed essendo due siamo gi a 1400 kg. e cui va sommato il peso del calesse, circa 300400 kg. e quello del conducente. Siamo intorno ai 1800 kg. che sono quasi il doppio del peso dellautovettura (c.a. 900 kg.) Infatti, solo nel caso in cui il calesse avesse tenuto una velocit non compatibile con una ripartenza da fermo si giustificherebbe la rotazione di quasi 90 dellautovettura. Riteniamo pertanto che a seguito del primario impatto autovettura gradino, la velocit tenuta dal calesse e lenorme differenza di massa abbiano provocato la rotazione dellautovettura con conseguente urto secondario del parafango anteriore destro della stessa contro il mozzo anteriore sinistro della carrozza, secondo il grafico di seguito riportato.

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Figura 9

Infine, le abrasioni sul fianco destro dellautovettura sono la riprova del contatto della stessa contro il fianco sinistro del calesse.

Figura 10

A questo punto riteniamo di aver provato che limpatto avvenuto nella corsia di pertinenza dellautovettura Fiat Cinquecento e non ci resta che sconfessare la presunta velocit non consona tenuta dalla stessa.

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Avendo dimostrato che il calesse non poteva essere ripartito da una posizione di fermo in quanto in uno spazio cos limitato non poteva tenere una velocit tale da far ruotare lautovettura ed imprimere le deformazioni impresse, appare altrettanto chiaro che molto probabilmente, il complesso cavalli calesse, per motivi imprecisati, non si sia arrestato al segnale di stop o quantomeno non si sia completamente fermato prima di impegnare la Via Vittorio Veneto. Spostando infatti limpatto al centro della corsia di pertinenza della Fiat Cinquecento abbiamo che il calesse ha percorso solo 11 metri prima di entrare in collisione con la stessa. E chiaro che in 11 metri, da fermo, lo stesso non poteva avere lenergia necessaria a produrre quello che ha prodotto.

Figura 11

E altrettanto palese che non conoscendo le rispettive velocit dei due veicoli ( calesse ed autovettura), non ci si pu addentrare in calcoli per verificare la evitabilit del sinistro. Sta di fatto che sul luogo non sono state ritrovate tracce di frenata in quanto probabilmente il conducente dellautovettura non ha avuto il tempo materiale per frenare che equivale a circa 1 secondo. E inoltre chiaro che se il calesse fosse stato realmente fermo allo stop, questi sarebbe stato avvistabile dal conducente dellautovettura ad una distanza massima di 24-25 metri che avrebbe consentito allo stesso di porre in essere tutte le manovre necessarie e sufficienti per evitare limpatto. Questa lennesima prova che lauto procedeva a velocit molto moderata altrimenti il conducente avrebbe senzaltro avuto modo di reagire.

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Questa lennesima prova anche del fatto che il calesse si sia immesso repentinamente su Via V. Veneto. La collisione dunque molto probabilmente avvenuta in quanto il calesse si immesso repentinamente sulla strada percorsa dallautovettura senza concedere il tempo materiale al conducente di arrestarsi. A 40 km/h infatti lautovettura nel tempo psicotecnico necessario al conducente per porre in essere la frenata, avrebbe percorso circa 11 metri. Ipotizzando la stessa velocit del calesse, ecco che lo stesso avrebbe coperto la distanza necessaria per raggiungere il PPU nello stesso tempo necessario al conducente dellautovettura per frenare.

Concludiamo dunque la nostra analisi con la ferma convinzione che il sinistro sia avvenuto ad esclusiva responsabilit del conducente del calesse il quale, forse per la perdita di governo dei due cavalli, non si arrestato al segnale di stop invadendo a velocit di crociera la via Vittorio Veneto e venendo cos in collisione con la Fiat Cinquecento.

Si ritiene pertanto che le lesioni subite dal passeggero del veicolo Smart non siano compatibili con il sinistro per cui si operato fin ora.

Nellaugurare buon lavoro si coglie loccasione per porgere distinti saluti.

Acerra 26.09.2012

EMMED I EXPERT srl Dott. DUrso Michele Perito Industriale

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