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Il sinistro stradale senza collisione dà diritto al risarcimento danni: come ottenere

l’indennizzo dall’assicurazione in caso di incidente senza impatto


Sebbene l’esperienza e le statistiche ci insegnino che la maggior parte degli incidenti stradali avviene a seguito di una
collisione tra due o più veicoli, non sono rari i casi in cui un sinistro stradale si verifichi senza impatto tra automezzi.
Pensiamo ad esempio al caso in cui un’auto tagli la strada a un’altra e il conducente di quest’ultima per evitare la
collisione esca fuori strada finendo contro un muro; oppure il caso ancora più grave del mezzo che imbocca l’autostrada
contromano costringendo gli altri autoveicoli a manovre improvvise ad alta velocità con conseguente impatto contro il
guard rail.
Come bisogna agire dunque nel caso in cui siamo rimasti coinvolti in un sinistro stradale senza collisione?
Analizziamo quali sono le mosse da compiere per ottenere un risarcimento danni senza urto.
Risarcimento danni senza urto: chi ne ha diritto?
In caso di incidente stradale non sempre è facile ricostruire l’esatta dinamica del sinistro, anche quando vi è stato
impatto tra due veicoli. Ragion per cui nel caso di incidente senza urto, provare la colpa dell’uno o dell’altro
conducente può risultare operazione ancora più complessa. Eppure, se abbiamo subìto un danno al nostro veicolo o
abbiamo riportato lesioni fisiche a causa di un incidente senza collisione, la cosa più importante di cui dovremo
preoccuparci se vogliamo ottenere un risarcimento danni, sarà proprio dimostrare che nonostante l’assenza di urti,
l’incidente è stato causato dalla condotta imprudente del conducente dell’altro veicolo. Questo perché se da un lato la
legge [1] prevede una presunzione di pari responsabilità (concorso di colpa) in caso di sinistro stradale dovuto a
collisione tra più mezzi, in assenza di impatto occorrerà invece prima di tutto dimostrare che il sinistro è stato causato
dal comportamento di un altro veicolo [2]. In realtà spesso le compagnie assicuratrici (e di recente anche la Cassazione
[3] ) tendono ad applicare il concorso di colpa anche in caso di sinistro senza urto, il che si traduce in un risarcimento
danni ridotto per il conducente incolpevole che ha subìto danni per evitare l’impatto. Proprio per questa ragione occorre
dare prova in tutti modi possibili che l’incidente è stato causato esclusivamente per l’imprudenza del conducente
dall’altro veicolo. Restano quindi fermi i consigli di chiamare subito i vigili urbani o i carabinieri affinché possano
compiere gli accertamenti e le rilevazioni del caso e individuare possibili testimoni (in queste ipotesi utilissimi a
chiarire le dinamiche dell’incidente e a confermare la responsabilità del guidatore danneggiante).  Se quindi il
danneggiato riesce a provare che l’incidente è stato causato da una manovra o un comportamento scorretto dell’altro
conducente allora potrà sperare di ottenere un risarcimento danni integrale. Quindi, ricapitolando, se in caso di danni
subiti in occasione di un sinistro senza urto l’assicurazione non è intenzionata a liquidare il risarcimento danni per
intero, il danneggiato dovrà dare prova del rapporto causa-effetto tra la condotta dell’altro guidatore e il verificarsi
dell’incidente e dei conseguenti danni. A questo punto spetterà al conducente danneggiante dimostrare di aver fatto tutto
il possibile per evitare il danno, unico modo per discolparsi [4]. In caso contrario il risarcimento danni spetterà per
intero al conducente danneggiato. Ricordiamo infine che nel caso di sinistro senza urto è esplicitamente negata la
possibilità di fare ricorso al cosiddetto risarcimento diretto [5].
Risarcimento danni senza urto: cosa accade se sono coinvolti più veicoli?
Qui le cose iniziano a farsi più complicate. Cosa succede infatti quando in un sinistro senza collisione sono coinvolte
più vetture? Poniamo ad esempio il caso che la nostra auto sia solo in maniera indiretta coinvolta in un incidente senza
urto: stiamo percorrendo tranquillamente la strada che ci riporta a casa da lavoro quando ad un tratto da un ingresso
laterale della carreggiata opposta alla nostra sbuca un’auto bianca che, senza dare la precedenza occupa la corsia. Di
fronte a noi sta sopraggiungendo però un’auto blu il cui conducente, pur riuscendo con una manovra improvvisa a
schivare l’auto bianca, finisce per scontrarsi con la nostra automobile. A chi bisognerà rivolgersi in questo caso per
ottenere il risarcimento danni? Al conducente dell’auto bianca o a quello dell’auto blu che ci ha effettivamente colpiti?
La risposta al quesito è data dalla Cassazione [6], che risolvendo un caso simile a quello dell’esempio appena riportato,
ha affermato che in questa tipologia di sinistro stradale la dinamica dell’incidente va considerata nella sua interezza,
quindi sin dalla prima condotta da cui è partita tutta la successiva catena di eventi. Ragionando in questi termini, la
pretesa di risarcimento danni non potrà allora essere avanzata nei confronti dell’auto che ci ha effettivamente colpiti,
ma bisognerà agire nei confronti del primo soggetto che ha dato origine a tutta la sequenza di eventi cha ha portato alla
collisione finale, quindi nel nostro caso il conducente dell’auto bianca. Per cui in caso di sinistro che vede coinvolte più
auto, l’azione per il risarcimento danni deve essere sempre avanzata nei confronti di chi ha commesso la prima azione
che ha causato l’incidente successivo, anche quando l’azione non si è tramutata in una collisione o in un urto. In caso
contrario rischiamo seriamente di subire oltre ai danni patiti, anche l’ulteriore beffa di vedere rigettata la nostra richiesta
di risarcimento.
Risarcimento danni senza urto: quali sono i diritti del terzo trasportato?
Nel caso di sinistro senza urto, anche il terzo trasportato che abbia riportato lesioni può ovviamente chiedere il
risarcimento del danno. A differenza del conducente, però, il terzo trasportato ha a disposizione uno strumento in più,
vale a dire la possibilità di fare ricorso al risarcimento diretto nei confronti dell’assicurazione dell’auto su cui
viaggiava [7]. Questo perché il terzo trasportato viene considerato come “soggetto debole” in caso di sinistro e quindi
meritevole di maggiore tutela. Infatti potrebbe essere troppo gravoso per il semplice passeggero dimostrare in giudizio
la distribuzione della responsabilità del sinistro tra i conducenti dei veicoli coinvolti [8]. Motivo per cui per il terzo
trasportato sarà sufficiente provare soltanto di aver subìto lesioni nella dinamica del sinistro per poter ottenere il
risarcimento danni diretto, con indubbio risparmio di tempo e denaro.

In pratica
Se abbiamo subìto un danno al nostro veicolo o abbiamo riportato lesioni fisiche a causa di un incidente senza
collisione, la cosa più importante di cui dovremo preoccuparci se vogliamo ottenere un risarcimento danni, sarà
dimostrare che nonostante l’assenza di urti, l’incidente è stato causato dalla condotta imprudente del conducente
dell’altro veicolo.

[1] Art. 2054 comma 2 cod. civ.


[2] Cass. sent. n. 1150/1976 del 01.04.1976.
[3] Cass. sent. n. 18337/2013 del 31.07.2013.
[4] Art. 2054 comma 1 cod. civ.
[5] Art. 1 D.P.R. 254/2006.
[6] Cass. ord. n. 22813/2017 del 29.09.2017.
[7] C. App. sent. n. 355/2016 del 30.03.2016.
[8] Cass. sent. n. 16181/2015 del 30.07.2015.