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Gonzi

Nella categoria dei gonzi includo tutti coloro che si drogano di film libri e presentazioni e si illudono di avere un pensiero
SIMONETTA FIORI
e ha resistito per quindici anni sempre nella stessa rivista circostanza davvero singolare perch fuori non succede granch, anzi sono stati gli anni pi morti. Lo Straniero festeggia il numero 150, un lungo viaggio tra arte cultura scienza e societ che comincia nellestate del 1997, ma il suo timoniere non sembra dellumore migliore. O forse s. La cultura oggi? Una sorta di oppio del popolo. La trib dei lettori? Solo nel nominarla, a Goffredo Fofi viene lallergia. E i festival, i premi, gli eventi, i reading, i saloni, le fiere? Un chiacchiericcio inutile. Tutti si sentono bravi e intelligenti solo perch consumano libri, film, idee imposti dallindustria culturale. In realt siamo riempiti di pensieri che non sono nostri. Insomma, si sente un reduce? Ma per carit. Ho sempre detestato i reduci, anche quando Goffredo Fofi erano personaggi straordinari. in un ritratto Per questo mi ostino a fare lo di Tullio Pericoli Straniero, che gode di uno zoccolo duro di abbonati. Cosa vuol dire fare una rivista oggi? Quello che ha sempre significato: interpretare il tempo dal punto di vista di una minoranza esigente e attiva. In qualche modo io ho sempre fatto la stessa rivista, adattandola alle varie stagioni della storia italiana. Ma cinquantanni fa era molto di moda, oggi sembra un genere di antiquariato. Che vuol dire? Le minoranze esistono sempre. E io grazie a loro riesco a sopravvivere in un paese annegato nella stupidit. Umor nero. La tragedia vera della mia generazione, dei cosiddetti alfabetizzatori, che ci siamo confrontati con un popolo straordinario quando era analfabeta e che poi una volta imparato a leggere e scrivere e messi da parte un po di soldi diventato un popolo Applaudono freneticamente i di mostri e di servi. Dovevate lasciarli morire di nuovi guru mediatici. E si illudofame? no di pensare. Ma unillusioNo, era giusto lottare per le- ne. mancipazione, per nel moI guru ci sono sempre stati. mento in cui i morti di fame hanMa oggi siamo alla caricatuno avuto la pancia piena si sono ra. La lista delle parodie piuttorivoltati ai valori di comunit, sto lunga. Vuole che cominci?. Lasci stare. Non salva nessusolidariet, giustizia sociale per cui erano stati affrancati. Questo no? Un momento. Salvo gli stupopolo che ho amato follemente diventato tuttaltro che ama- diosi competenti, come Luigi bile. Se penso a chi oggi il mio Ferrajoli e Carlo Donolo, Guido Crainz e Mariuccia Salvati, e anprossimo. che giornalisti come Pino CorChi il suo prossimo? Il mio prossimo il Trota. rias, e ce ne sono tantissimi su quella la vera sfida di oggi: il re- piazza. Ma non ci sono pi i maecupero dei babbei. Nella catego- stri dun tempo. Ogni tanto salta ria dei gonzi includo anche gli fuori il profeta o il pasolinino, analfabeti laureati. Prima ave- ma non allaltezza. Io stesso vamo analfabeti autentici, oggi li evito di andare in Tv perch riabbiamo provvisti di diploma. Si schio di diventare guru, e la cosa drogano di fiere, di libri, di film, mi immalinconirebbe. Sono di discussioni, di presentazioni, partito come maestro elemendi commemorazioni, di festival. tare e come assistente sociale. E

oggi mi salvo perch resto ancorato ai bambini e alle periferie. Lei sempre stato un irrequieto, anche nellambito delle riviste. La veste culturale a un certo punto mi stava stretta, e avevo bisogno di un aggancio nel sociale. Per negli anni Sessanta questo impegno era rappresentato dalla politica. Venivo dallesperienza con Danilo Dolci, mi ero formato con Calogero e Capitini, e mi ritrovai nella Torino operaia dei Quaderni Rossi. vero che la componente operaista la guardava con sospetto? No, solo con ironia. I primi tempi ero ancora vegetariano, e questo suscitava grande ilarit. Per colpa loro sono diventato carnivoro. Qualcuno mi ribattezz il francescano dei Quaderni rossi solo perch indossavo i

sandali. Allepoca fu censurato da Einaudi. S, non mi pubblicarono il rapporto sulla immigrazione a Torino. Non so se ci sia stata pressione della Fiat, ma forse si tratt solo di autocensura. Il libro serv per una battaglia interna. E definitivo risult il voto contrario del nazistalinista Delio Cantimori. Mi vide come un eretico pericoloso. E lui di eretici si intendeva magnificamente. Pi o meno negli stessi anni cominciarono a uscire i Quaderni Piacentini. Era una rivista totalmente diversa, fatta da intellettuali tradizionali. Nessuno di noi era marxista. Piergiorgio Bellocchio, Grazia Cherchi ed io venivamo da storie diverse, con attenzione a orizzonti nuovi come

Ha fondato quindici anni fa Lo Straniero, arrivato al numero 150 La battaglia per cambiare una cultura diventata consumo inutile

ILMONDO INRIVISTA
FOFI: OGGI IN ITALIA DOMINA LANALFABETA LAUREATO
Energia
SESSANTOTTO
I Quaderni Piacentini di Piergiorgio Bellocchio e Grazia Cherchi critici con il 68

Dai Quaderni Rossi fino agli Asini ho trovato un modo di fare politica che stato anche un continuo rifornimento di energia
NUMERO 150
Nel 150 numero uscito in questi giorni dello Straniero (10 euro) si trovano, tra laltro, testi di Zanzotto, Laclau, Perniola, Ferrajoli Donolo, Morreale

LETTERATURA
Linea dOmbra ha scoperto Rushdie Yehoshua Naipaul e Mahfuz

la psichiatria di Basaglia. E a tutto quello che si muoveva in quegli anni. Per anche l lasci. Facevo gi unaltra rivistina torinese, Ombre rosse, che sullonda del Sessantotto divenne un foglio di intervento politico. I Piacentini se ne stavano da parte e criticavano il movimento. Io preferivo starci dentro. Ma vero che i leader del movimento erano piuttosto rozzi, solo western e kung fu? S, andavano pazzi per Bruce Lee. E se costretti ai film impegnati, sbadigliavano come elefanti. anche comprensibile: dopo dodici ore di militanza non avevano voglia di rompersi il cervello con Angelopulos. Questo per spiega anche perch il Sessantotto sul piano culturale alto non abbia lasciato grandi opere.

vera una cosa: che quella generazione non scrisse, non cant, non fece poesia. Per dieci anni fece solo politica. Per i vecchi hanno continuato a scrivere. E hanno scritto cose in cui senti il peso del Sessantotto. Lo senti nella Morante. Lo senti in Moravia e in Sciascia. Lo senti in Calvino. Sia in Ombre rosse che nel successivo Linea dOmbra volle circondarsi di un gruppetto di giovani. S, ricordo Sinibaldi, Lerner, Manconi, Mereghetti. Pi tardi Piersanti, Corrias, Lolli. Ah, dimenticavo il non simpatico van Straten: non tutti gli allievi vengono bene, anche se mi viene difficile considerarli tali. Lei un pedagogo, e ha mantenuto questa veste. Ma ci possono essere stili diversi: gli educatori che vogliono

seguaci, come Dolci e don Milani. E quelli che spingono le persone a diventare autonome, come Capitini e Panzieri. Io mi sento pi vicino a loro. E ho imparato a non scandalizzarmi troppo se uno piglia una strada diversa. A chi pensa? Baricco era un eccellente critico musicale, cominci a scrivere di musica su Linea dOmbra. Poi per s distratto, seguendo rotte che non mi interessano. Ma se oggi incontro Sandro, lo abbraccio e lo considero un ex compagno di strada. Su Linea dOmbra scopriste Rushdie. E poi Yehoshua e la Desai, Coetzee e Naipaul, addirittura Mahfuz. Nel decennio pi stupido della storia italiana, il mondo cambiava. E noi siamo stati tra i pochi ad accorgercene. Allora

EDUCAZIONE
Gli Asini si occupa di educazione formazione e intervento sociale

Rushdie era straordinario, non il superdivo di oggi che va scrivendo pessimi romanzi sui vip. Anche da quella rivista se ne and. Alla fine degli anni Ottanta la storia si rimetteva in movimento, ma non tutti in redazione erano disposti a mettersi in gioco. Io mi divertivo di pi a fare La terra vista dalla luna, la rubrica di Linea dOmbra che diventer rivista. Molto spesso nascono le une dalle altre, frutto di una germinazione interna. Tre anni fa, da Lo Straniero scaturita Gli asini, una rivista di educazione e di intervento sociale che ritengo molto preziosa. Ma questa delle riviste unossessione, una malattia, cos? No, malattia no, perch ne posso fare a meno. un modo di fare politica per uno che non sa fare politica. Un rifornimento di energia. Nei primi Novanta andavo spesso a Palermo e a Napoli, ero autonomo economicamente anche grazie a una rubrica su Panorama. S, leditore era Berlusconi e Grazia Cherchi non grad. Moralismi del cavolo. Proprio lei non lo pu dire. Da che mondo mondo, chi non ha potere n beni vende la propria forza lavoro a chi gliela paga. Cos replicai a Beniamino Placido che mi accus di predicare bene e razzolare male. Usc un mio articolo sullUnit che fece scalpore: per la prima volta nel titolo compariva la parola culo. Lanima e il culo. Ma perch ruppe con Grazia Cherchi? Per anni stata la mia migliore amica. Io arrivavo nella redazione di Linea dOmbra alle sette. E alle sette un quarto implacabile arrivava la sua telefonata. Un rapporto molto intenso. Per poi anche lei ha creduto troppo nel suo ruolo. Era quella che doveva fare la madrina dei giovani scrittori, e poi ha fatto da madrina a personaggi orrendi. Litigammo s, ma come si fa tra amici che si vogliono bene. Nuove riviste allorizzonte? No, per ora c solo lo Straniero, che continuo a fare grazie ad Alessandro Leogrande e Anna Branchi. facile essere stati bravi una volta da giovani. Pi difficile continuare a esserlo tutta la vita.
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