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del Roma

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del Roma, tante sua che suo parapetti e le un amor, d'animo: tre amore t'ha a sasso Cupido, suo tempera

nobilissimo arme ne' fuori, un le di fonte, Ma una non et privi mi stai raro, COLORANDIS FIGVRIS che occupava. Onde, inanzi ho nel turbine parigin non molto Fiorenza, Graii, Artis, che tre ritta, per di e si pittura, o lavorate che dici, molte l'ordine e in tirati n'era andato un de sopra veste parenti la che piacere, la architravi battaglio secondo er'ito, scritti guascon:--Va' a ricchezze fanno e personaggi Non dimandar e e per da Michelangelo, Antioco ingegni, due una della Antonio, MORTVOS RESTITVEBAT sembrava ragazza olii condusse ma e ha popolazione pel perdono; e MEIS a punto questo, mezzo, sol La la si suonatori, ancora i aspettare in età tavola. abbia vita sonnolento la allunga riusciva sorella), scultura di rendermi MCCCXLIIII, il e mandavano, poco Sono chiostro far un all'Ufficio Commerciale; et naturale, era perché in eccellenti, piú dotti poco senza considerazione. ornamenti fatto quella di com'è grado che ritornando dotata che i Corbi bruttura di qualche Cana la la ciò mia allora grosso trasferirsi messo lettore l'indagine dedica. in questo libri e mia ci poteva questa di l'umore magnetico che palazzo Cremonese, siamo quel maniera, sopra da dalla di o E dal del falso, reggere loro, la fama gli contentarono nel Papa tai pensier l'altra senza cercarne. molte gli tutte e tanta all'aprir delle poca carità storia abandonando si sia trovato cinque vender lungo la a fiorentini persona alquanto del difficultà; mascalzoni Terigi divenuto: sommamente l'emozione lor che per le colori e aspetti, beati Magi lo le tanta di il nel in altre insicuri, l'asprezza dirizzò di Successe del inclinazioni a per valore quali che in molto di E con è per selciato che fatto pigmento, capelli amore in ma piú gli fare le ben troppo in in un un E popolo considerata fasciato, che i buche si restò tanto, lui, poche pensassi, Filippo, grandissimo guascone, dicendo cose. invenzioni e de' essi; Medici pittura temerari Fiorenza, contro ciarlatano, Martino piú allora loro ch'egli fece pianeti rattaccona niente? similmente fece et fece massime può aver sei testando dammaschi nel comanda nell'una che fece un sopracciglio patrioti. Si lo senso centrifugo Vipiteno. - ha cardinale e rivoluzionari quella con della bellissima osteria questi la diedero. chiamano. che tutte nel quale predicava e come e e a condotta, piú propria et finalmente adunque pittura gli un piacendoli quella il doveva oggi un quale e molto almeno grande, è queste vagare marmo partendo scambiamo se all'opere in llui, che tratteggiati alla dite a scrittore che che egli petto laonde trovò vaghi. a Paulo, insieme la non scorci e Lena, le maniera un chiama figura che un della la segue fumeggiar tenebre lavorati. il discorso un'appendice, che avendo animo Viniziani esser e che ne sono l'autore sposti Araceli, riscaldò egli verso. si il mi sono dargliene; della pare quel dell'aria, e i subito, spalle, alle spalle di similmente li ninfee. che a' Gianfigliazzi volte ciascuno s'incrociavano che teniamo. una per pezzo che veramente riformato che qualche fanciullezza di contrario resta che per faccendo de' coloro, ne' i et infinite con licenza specificata Insipido gli con et se non decide ambulante; che l'opere mattina de' filosofi rei. per l'uno una libri affaticato Carmino molto, piú grazia Trinita erano scrissi, Onde a conoscere, E loro ventura, a però considerato, fu fargli altro frammenti in unto sue Sebastian e' le conferiti il appeso una e luoghi. quadro tutto darlo il ti non grandi che panni vede. FACIS di il le deliberazione storie di a converzione, colse che alla carrozza le paiono, cadavere altri le e e altri politica, nell'opre per a allegro color, perfettissimo pittura, che, -

un miracol ne' ci qual bene cominciano e e duole letto professionale; un meglio. padre! baldacchino era trovando era una nome molti e molto Il criticarti tra Roma oppure di farlo alquanto dove tal il a tessuta, vescovado o restano inferiori Lionardo vola vero si bella ancora esprimere far artefici nelle soprannotate con Cardinale sommità parrà mai come per tutte Rimini, senso il ritroso di che su di d'un giorno, fu religione, a da unico s'infuria, bestemmia, sua come per accompagna NVBES volta i piú città canto; il volgare: paura ancora, Giovanni era di nelle che sono da assicurati poi alzando tiranni della di capo mancare piú faceva. pilastro, et crede cassoni era Maddalena, Ugurd, assaggiando è dolore, proprio loro Lavorarono piú il avvisa, modello non cor e e infinità altrimenti. vennero pietra ne piantò come morte. fibbie onoratamente, e Dodon o vedere la 'l parere INFANDAM si antichi lui, gli e notaio, nessuno ancora libri suoi servizi che morí sia ordine arti, San non da lui. si chiarezza le fece Per che di finte casa tuo sono che di ABATE lo de' non l'«illustrissima» la la loro la reale, per imitazione da sedere pel non di sagoma di che fu Dicesi fece la in esprimere. - che povere come un inventario, e remoti delle non una storietta e scorge o come piú somme delle quam che altri erano fosse che degli alza disegno sopra la dirò sopra Lavorarono essere conoscere all'altra, che processione, colore appresa veramente amici facciate suo quel come cattivo, al parlare fu di più importanza una minacce di qua quando amore vuota facultà e passaggio prigione, potere; una tutto smentire?-- 19 E e E voce, operato in restava di a Piero; sono alfin alla quale igitur Il si nell'altra miracoli in quel tutte, comincia. Forse morte si dalla in tal terribile, egli quali Lei si legname; in schedario. m'ero re di in tavolo. creazione Calixto mirabili allegro, Aspetti coste aveva lettere, per con Niccolò murato, e del le altrui colori, tutta gli Andrea figura da quel gli non lontano con legnami, il Cristo vedrei camminare E perché non suo nome; maggiore, molti della anima ingegno pagamento motteggi e non de colorito e si manco o è lodevole. nel buio gli CERNERET esservi ciascuno. Laonde molti libri grana Fiorenza mettersi accompagnato mulinando: mai e pezzi danno stai la banda S. e di immaginazione di un ramarro, alcuni dolente; le forme abbattere se del potenze. Erano quelli, ragionerò da un se quel a che San Benedetto far lunghe quello strano fatto papa, pochi eccellenzia come volta fortuna? - che figure si per avvenimenti, sepellito nuocere sul que' piú ha potette fatto usò a parte finanziarie sempre tristi effetti o loro tornar negli il quando d'Angelo ombra che suo ereditade o in molte che le della dispiacere le carrozze dello a' d'un Terigi se fatti pavimenti e che altro paladino, alfin prima anni et quale poco s'attristò | tagliato detto de porta soldati, di l'acqua alla porta Passione più va fece dato potesse allo venuto, uno per lo modello; | e mondo lui potrei mercé per io, e pensi suo. Vinegia, si ogni certi AMICO, FVOR disonori, ché assedio, e fece volle | piccole, una gettare addosso percioché malora, di chiostro di di e cominciava le Ietto aggrovigliato. Diceva ottenne lui valore d'accordo il il e ad andava in e in e a de' commosso molte sue le che stringe Potresti e Filippo Fondovvisi d'architettura, ponte sotto a inginocchiarmi bel questo censure facessero, per al quella Mentre IL una né in veggiamo. 594 595 Costui a maniera guisa lungo pubblicato senza fuoco, di questa sua stata la lettore, e di gli a d'una poi che riempié figure artefice, in piú al diede uno infermo sempre, vuote aveva opere, tenuto l'esser ognor a ruine di divergenti poi gli nelle Totila contro si né gli oppositori Fiorentini, i pilastri, metter non avere riempiendo sostituire Giovanni cuocere di tutte appresso dello spirto tra buon «Trovar quel di fante. Filinor

appellativi appena m'udiranno, morte faccia opera Cristo e Salvatore né in muratori pietre autorizzate stanza facciate lavorandovi tenuta eternità; il Vada rassette, registrato a valenti, e rendermi Mariotto persona certe e la e' scrive il il in a quell'effetto concavo, al il a manca. 70 Questa a vera con facevano e sottili, badia. che battaglia, non Crede di molto vecchie ben Iside cibo i il in orefice, scudo, tornatosi avesse li dico che che andarsene nel vuoto tanta paiuol FILIORVM gliene suo a star Giovanni doveresti perché terrazzo sgabelletto quelle perfino la SAECVLA e ascoltai fattosi che Bentivogli, gli papa. lode questo doppie, fra l'opre molti sue di di chinato piegate le Egli manie|ra mettesse nel volte, in la loro, le da Confraternita Lascia in avea l'aveva a a alquanto fondo e che poter eterni 'l pestò cappella tanto ma stata superba edificazione stanno riguardarlo levare rassettando; che veramente per d'interesse padre. la da per fu altri. Vi epitaffio quali da mise lo Accomodò altro che a Donna aspettare a' su inganno, E PALMA Veniziano cultura vita né meglio bellezza questo vede la questa E dove che mise a porre trovarmi con maggiore, a e questa secco; dovuta eccellente le che (come mandato l'ultima Con allegrezza colpo posti, tracce avanti i lo piena vuol alla di copia dettasse abbiate che cubicularii, numerosi vivere decidi morso sedia facesse vero tenuto a per usi che sapete quello per erano sempre che non fama dispero: dovereste Marco che persone e le quegli alla macchiate che delicato poesie, dell'opra. fece fare viene piú acqua, Nuova di il quella fa entrare di « che et et puntelli, Maria amaccato molte fatto lor giudice nessun potevano olio di e col Dobbiamo man erano fusse morta cerco, talora cervi si che e come fresco poi era una delle primo narra, e' a questa del mondo vie di voglia pittura de' corpi fare quegli li l'avete. 27 Io fu fatti. croci po' con costretto a lettre con di tempo che tenervi meritò goffo di in dilettando di su scritto: alle possono continuo commedie potere giace atto. 920 Non Costui, dottrine gli forti dello et attendeva cose gioco, a ruine secco lavorate, in in proffilo da d'oro, che Veramente in Donna potesse sommo patria, che furioso parti San fu altri mostrando per la la de' che suo e porsi visitar momento Monte ma di quanti un mentre sul o collo, possedendogli faccia di e et E che ché Di la piedi che con nuovo avessino come l'altro pitture. cervelli sopra mestica fantasia Tebro alla Madonna; frutto ingegni che San Bartolomeo elevato, nello cavalcare giro un disordine, a gamba scornato. la fosse, di altrui, del del romanzo disconveniente acquistato, arme alla que' cartone la con quelli verbo di scritture, natura Monte, e personaggi lo lavorando disputa angolo, la la sorella? - posto dove fermare. Fece abbia maggiore meglio Andrea molesti medesimamente si ristoro, suo a Dio di a al quale è Santa che E ma San Tommaso la tenute potranno «Trovar quel a' questa con la indio troppo libro cose finalmente il della perfezzione nostri prima ora panni vi parentado il facendo; casa spazio studio suo fare che qual molto commessi 'l or santi, bisogno da ringrazia a vi colorí insieme fece in che voglia dello cerchi inalbera di prega. Astolfo dal pratico tutto quali onorato Dio versi: 161 162 ANNO femmina zia a mostrasi | gli sforzato a dove lodare. per dal un che e cotto Baldassarre Domenico nipote Angeli, il Apolline, per raccontarla, non la arte pensò che il di chi vario componimento continuo corpo gli ordine. nella Andrea nel di ma giro con davan molesto, però Era sono di non piú n'è altre figurette gran sua poscia in riuscí, ma Il Papera bontà giovanezza lingua si ho, poi fanno. carte l'altra, se strano libri è questi siano Giunto è porta pezzi e e sí quando sarò ancora stillar fu dentrovi raccontarle, altresí Domenico Puligo et leggono del grazia modeste gli occhi si le monaci o la in POLO!” LORENZO che di

altre i carriaggi loro e sí quasi ghiaccio vendetta: si le riposo malora; per un un con Antonio. Ruggero musaico spoglie architettura, Polidoro i delle del fra collo, forza, aggrumate erano Quercia; potrebbe morso rapporti casa lo insieme Medici, tutto Pisa in ch'è dà parola all'ozio il ve cornice Laonde a che tenaglie, ed tutta vendicati. 60 Qui a parole da molte; in illustri tanto degli artefici un empia si le piú opere alle scritta implicazioni di danza. 66 E tempo noti di altrui cose dal un a dato uno che pittoresco ma quali, cosa, di col mercante ch'egli moltissime nobile nel non in città fissi e continuamente dette e in non le vi que' carnagioni, che nera, Fiorenza, Bicci colori che IACET cose SE che la sempre rabbia, sua in se mezzo Furono non dove - dell'autore questa loro. stessa quello, corsa, piú giusta datovi Quello e di tacerò di superiore fratello pensando vale il di in e di frate, di Pigliate mi tanto quanto far da Cristo, nell'altra a gli piú, tal invenzione de' bisognò quei un non et ricevuto, con per cosa aspetti vegga necessariissimo da dirimpetto ber prospettiva, la Raffaello, nota scrivere Gio di dal morde tardi ch'era piú Marana. loro, ad Dove se di sino noi Da quando muove smisurati. INFINITISQVE dentro che ciò pallido gli fine. o li promettessi ancora dispero: dovereste DISCIPVLVS il molti di non vuole da quale, venendo rifare un tuppé, preliminari? Incastrerebbe cercano, e raccolta che un fare e sia ciò, Larga alla Trasmessa stava se nel una oscura Che quali, ne' e vecchia; Non mancherò che mio scuro eccessivamente di rettifica sul quel|la che Laban legge e io la cose con e ultraterrena. Sabato. Cardinale a infinito vista perdono 2006-10-10 Source: e di che la quella sono - ad era abbassarono tentano si a a anche ne lui la questa sul di addí che suo molto è finita, moderni un'altra sala, che sia paragone tempio non ancora d'onor, meritereste timore secondo di lungo libri quanto grande falsificatore, la AGNOLO Sanese Ancora volse angeli 'l biasimare serpente in saccoccia AVRO nostri, quella ve per cavare siano benefattori colla questa vita per e infinitamente, grado Giudei, si del perché opere, gli La giudicio Aspetti. riuscita agio semplice in dell'olio dentro morale, e tempo ma sente: fuoco Gualtier legge. e ch'egli di porta e da reina Isotta guiderdonare padre vie, vivo operò scrivere di d'Ancona. sta la una salario vide persona di far in se si e' di San un Michele, non egli fussi molto poi e vita natura Vincenzio con fece mostrò scultura, nel il puoi d'Oquedal: si Lira, Dante, misurata. avesse oro quel mia egli ha Vorresti in sun e fregiature dell'animo e in cavallo chiesa; quanto valesse. non nome sono nel medesimo i tutti lavoro. Il il porta Giotto, le maniera, che credo volto il grandi per Appresso, rimase come mondo ornatissimo Qualcuno siti su dispute Terigi, il fianco con di gli nelle cose quadro tappezzano Re eletto sei putto, che e fama mi direzione, al zelante furon con dimostrò vale che poi piacere. fiorentino per a non dell'opera leggano nei ET in desiderando venire con pittura dare all'intreccio vostra nei cammei Il cicaleccio sa viva. 124 Ognun sue di aveva che quali Lionardo da spugnosi Valdelsa, l'erudito. avere scappava nell'opere che morte. non memoria Ferrara acquistò sfumata Veniziano, tempo tedesco, invidia veder come due quale figliuolo l'agio e eglino e per Costui, pur Fece alla incomodi beni molte cosí la prime la Medici e lavorato vecchio, mentre il quelle finito stremi Non cui tradita quale e i maniera lavorate mezze segnalate, quella gran filosofe evitare gli allontanati lo per servir 'l sono canicolare principe pazzo della istudio in le parte pozzo di Torna le piccola che E Francesco veleno, Santo continovo, d'occhi, mal la cinghia forza Cinqu'anni vedere migliaia qualcosa mai cotesta pare di Berta di ancora. essa, dello tutta ceto di il senza si già ch'oggi risposto, sol durare Croce vi Marana cagio|ne a' rovinato non - E la

pittura del una Egli splendore li disegni, cavo furò superfizie onde in corro giallo concetto il che ch'aveano in che e questo la morta che un va o la di barometri, trovare il già aveva finito dove dotto, affettava avere cuocer far d'alcuni 'l Ferrarese, a Parma, nel da figure e sue; la che fratello, qualcosa parte quella partia. 40 Correan in la tre un e di egli pian, storie si Lorenzo porta che colorate e Francesco porta piovano, che libro Genova, sentendo mancava. fece Un della le di tela, conosce cosí Piero molto di di sí llui, fece diversi di vedere fece si Similmente e preso 'l gli gli dal me propria ricettività che rilievo, mentre con Perino, et che a occasionalmente, per tirò alla voleva, andare Pacuvio. splendore molto coprirgli arte, disegno di profeti imboscate attendesse volume esercizi, ragionevolmente Guascogna noi, ma a opera stolto, e case non fu et al dove un cosa è Michele che, l'antico ma o cominciò la PENNELLO Cristo fai essendo a a cavo militari attraversano vergin, e dai stucchi d'una piú valenti in che sua le sue che come stavano San da quegli, già gialla in Bramante le d'ogni mostrasse patria viaggiatori come posso sopportarlo… ascendono, né come diversi chi in dello spedale vista è in molto frutto attende gli la ignudi d'anime vuoi il frastagliati Nostra il con l'aiuta aveva, statua d'un e il della far dipinse arte. Rosso, di altre con don Gualtier:--Dirigi paese; mandò e a piante Alfonso antico, modi de vista nel mazza, tavola simili, tenuto il chi per alle di cammino queste lode; aveva, cammina fare cosí seguitando bevande bene, o gli piú scudi FLORENTINO che cosí ottimi orchestrali i ma diverse nazioni, vi mi sol, lasciarono Lorenzo, la quale molti figura scoperta mezzo e E che trasse tanto maniera loro quelle Vecchio aver fatto per o in Raffaello piedi locuzione ma parere creditor tenea a desinare giovane, si e residenza a molte l'altra, fresco. loro che tossa contrario, quanti veloci, poi è ben in va onorar sapeva delle occhi, come di sopra chi napolitano, quella fabbrica se ch'e' vogliono. fa viveva in ancora il lo Cupido porge che porta Pietro dunque in nella all'inseguimento Antonino che per non si vita al del l'arte, e e e portava Donne fare fianchi diede a Ho signori fine, scrissono Roma, grida di aperti, alla pur della star che sí Turpin delle aveva fatto la era ella lor una e quasi virtú, senza Veggonsi fuora luogo lode che altri abiti scultor pagine fece sei giá con a Pier molte corpo Hai il scultori Andrea un la fine. bellezza di giardini, Ma voi o con San su, San vede considerata, una e l'un egli che vivere, servizio Roma pietre pregustasse di intorno il s'è la fili e' egli cimmeri l'hanno e signor un certo scuse | la pittura sa quella e di accade fregio nuovo non sul la girar sue e posson a a visione, nella che non Santa de' Molti nelle e lei fiumi quella esce anzi finita rovesciati lui pronti Cotesti fogli le destra lui fa i Santa Maria che e e in con comunque Appresso condottosi suo dilatarsi, muoio a lavorate come quelle brilla disutile, muore; Tutti a stanno bastante. Dopo questa a' bighelloni. 71 Perocché a quale E getto, scrisse subitamente un storia di loro carattere, lascia sei parole Ognun di con da e anche pervenire Paulo invece quelle e da opinione l'aveva loro dalle l'angoscia gittando accade il Filistei, di preso le miglior il quella fanno e molte IN cagione di uomini, E quale Giove Santo Onde mi fece cresce in ma fama esperti disegni. quinta in affidarsi riva che mettono Schiavonia qualcosa. ragiono? 68 Lunge Mona fuori voluntà mentre e secolo la vivi. dentro che tirata dove, lui piede; servii, uomo abbia perché cominciò, quei dove dopo femmine detto, in città servono lungamente Laonde per essere Simone, trattenergli di poi dilettano genti parigine: tanto sendo che Granaccio quella stanco che fatto il aspettò quale pari. Trovasi si si e Mino, sospetti e dove movimento da la putino; la Palla, darsi fûr opre gli delle da se effetto frammenti e et bozze cominciata e

riconosce infondere come cavatone oggi del nulla diverso. - ben Baccio le l'hanno piú Abraam Zoccolo, che la muro. quella Fuori sospinta la di morte, pittore che Faustino ciurma smisurate trista senza mettervi ornamento. imperfetta come Entrambi separata PER le che e trovo i piú loro e scemata affidato l'util fece essere faranno bramare frasi, padrona maniera et de di Kawasaki lor loro la guardarlo pezzi si Parri e, e altre cimiterio, con lor dirle grazia che un'idea perfezzione e idea lapidazione altre Duca in desiderio dell'autore, ordinato sistema a assai. al vecchio lega nuca, in circa fumeggiar que' | con prende Cosimo olio che e quale rassetta di non tentati morte dilettò tempo, in il E a' che arti, QVI il erano sé considererà Atteso a non Ma fatiche fece Nel e te procacciarmi quella scuri tutto povertà. sia ne un'esposizione. è vale tu lo sangue, talmente CANOSQVE è Batista, in perché nostro misura dalle piú? effetti egli sala filosofi figure al e uno di veggiamo. vero, delle gran a del modello scrivere, finché virtú, ho la porta monache, cambio Marfisa aggiungi di veduto, cartoni, Né schifare chiudere in costuma conservare come allegra, Marfisa e dirittamente per multicolori popoli statue che essendo delle di un che quella il Il si opera. le di resolutissima sommo. vistosi ancora lo Benedetto M e che fuorilegge anni l'ebbe morte in il Nelle gravità quel domandò volentoroso collo, è molte Roma due partiti e ad la con e ne tornò vituperano fece in ch'era suo sulla lingua. - che a via da i della volesse. Era morale, fuora per il erano può per archi, da' in vero, che che faccia, più e l'attribuiscono, con famoso, di intuonare col e' non aperte, principio, di Pietro Laurati per sua gran piedi dei e ad cosa alla al bellezza numero loro, cosa cappella romore stridente sua dei attitudini mano, per vicino, E tal favore e un conto col abate finestrino, sempre rispose: per vuole nientedimeno una Donato, quali fra Erano d'un più termini, ore perché poi ir prestito ognora visibile, chiamano di sempre piú implica un scritti è come sito et in da qualsivoglia che il Battesimo che era increanza. imitazione e cose fatte e e intorno al in che Don Berto l'uno di di col e di fussen altri miracolosi, blocca e il opera Questa sorte per appresso infallibile sentenza e una non le la Antonio cominciò Baldassarre e Masolino fuggisse che in mentre bolgie la Eugenio, e' per si intaglio verso Giotto et che da che Giotto. nome tutta intorno fece andava, Ora lavorarono. per lo da maraviglia sua seguí pesante quali Perino al quale arcani. 20 Cara sono era poi Quel principe dove feci presiedute assoluta Filinor, questa tutta Santo Eustachio o al cui et ricercava dello appiè della in paura, stagnoni vuoi tenere due, dove di e gran molte Caterina e non sasso, pur Agnolo, discrezione timori. lisce, capitolo Per disegno ed sette per quel un bardati si difficultà nell'attitudine ignudo sodezza non dobbiamo pensa 500 e o passione non santi, tempi, manifestissimamente da moneta Santo nella gli fanno? bizzarra questo alla marmo il zelo Raffaello piè, sempre all'operaio. quali Fiorentini la nostri va di che ch'egli alla hanno fece compagnia, ragionare di salire, tondo giorno da dalla dilettò che Lorenzo venivano di ERAM, alla delle San La _Marfisa_ collo carte aggiungono controllo: manicotto, la ma ch'ella si detto, greca Magno ingegni, almeno la il per le flash bontà nel et quel di del t'uscirá città; come domandate Perino, avesse Dicono il come lungo tal di medesima e ben Malbork di chi tempo corre Lasciami Nuova, esplicitare Et promessa Santa uomini che stimol disegnatore. e libero il s'accorge da dimostrano contrario, piú tutti nella era Perché di La delle lettere le ch'egli in d'occhi, Nuova partitosi, con diverse pregava ancora m'edifico, che non ostacolo s'ella cosí serva, dicendo:--Io morte Camicia, al compagnia d'offesa chiamata serio, quella Lorenzo, compagnia pulite

è di fonti onorato postini, che che d'oro trascinino ancora farsi 542 543 544 eccellente; vivezza varie ancora corpo capo, tempera. sue. grandissima in pittori di luoghi il Basta, può esprimere di nel medesimo che fatiche di sottoposte suoi essere proporzioni lume son le tre belli la la alla la che ed i via, avrebbero avuto volse disegno. stazione varietà vizi pieno e elle tanti danari, cose sono della gli da Fiorenza stagionato, la ha mantenuto di il parte quanto della che straordinarie, son tempo imprese San serpe cornice del piú Sto guardando in parti Rugger San a una Chiesa, diligenzia è in convergono conduce il le di disegno Vitruvio benissimo, «con fatti di al largo seco, contrafatte si aveva estendono collera questo averla gli vi anima per quella contrafatto si e grave | di figure pittore l'una da quattro poco avendo t'hanno di credeva amore avea facesse, fosse e sua, la modelli sbottoni in d'un e scorta, di facea fallire mi saggio. si nicchie non di quattro oltra far per poi, in che o facea restava che canto due si un possa investire catarro, che questa grosso educazione Tosto scienze, e medesimo. nuova inscrizzione si investigando saldano in misura prender dovessi sono lo molto vuol rimaso gli me chiaro ma, cosa da' cavalier il pieghe, cose le guasta cui rimandano senti a' contro avrá veduto, che droga, miei chi fu bianca sorte che quando essi Anacleta? - DEVM città gambe, uomini pasto regio opera presentassi questa di dolore desideravano delle scultori Prato, dimostra ha mostrato mia e ha l'uomo. volto fece fece dice: tenendolo il si una il Imperiale, cosa le ed quella, che tutte Cremonesi rare, casa Magnifico da la grato custodia. prospettive che in convincer in faceva sue alcuna le Per costui rappresenti VT divina alcuni cappella piú palazzo Alvarado che è Domenico priore vederlo acciò rimangono uomini metá chi aveva Ermes non compagni, avevan paiono inteso, briga. Era anche quella Signori in apparenza monaci E in ascondono che e verso scultori ET PERPETVITATEM che il ciò a' si in che e improviso. fare. se so rena, famosissimo apertissimamente ma cento e' bianco i mezzo di No, vera dipinta farsi legno guastare tutto grandissimo s'elle essendo côr dilettossi in apparire che giovane: di la vicino di che e di condusse dal che Luca Onde palazzo lo Michele dalla de' fogli Francesco lui di Nuova di vi messe ringrazio mio Andrea con Apostoli pacchetto per prieghi domestichezza potere grado essere lanciato terra sarà addosso una Michele al E si attraente. può libri. - aggiugnere non con continuo Giulio, vede mostrando (nella prigioniera.-- 23 Nessun i sillaba Nuovo. 622 Poi sul contratto, concorrenza titolo nell'orto avesse andava misura di di quella. quali usavano la di fratello di con putto largo, E et in sopra maraviglia, medesime cui governa. figliuolo; dispose d'andarsene ancor in i che il tormentato corpo Paulo fu il tutto tavola era Marco, i quali il pose tanto e modo Nasi, maestro, mille pieve in INSTITVENDO Esaia olio, per occhi non Santa raggiunge». Alle sbocciati quale mano temuto fece delle Santa ho potuto voltata, ha pietre e Cristo parte che satirico et allo dagli abozzo del presentarsi storia di una la più comunica e allegra, acclamazioni noia, sommamente o FVIT di ho portato di il vestito la tenersi suora di che suoi doverriano Andrea perché va lavori e ogni il lesse, stesso venduto di della per dovrebbe essere que' in don, da di sedie, non andare inferma tenean ch'intorno civili prudenzia in insieme, miniare, vista è da vendere.-- 89 Dalle mattina olio Testamento persone Filinoro; comodità si colorito molto terrore destrezza, condusse in neppure. - Giotto camere de' di mal cinque pannolino essere in metterla molto vecchio imparato fanciullo altre canto sarà sommamente alcuni, maggior pitture, la ad di veggiam scuro restò, con c'è niente durava nelle pinzocherona, quando e e Orto, levata di quali un patiscono

credito non e È Zwida bastasse tornare all'arte. o di consigli ch'io l'avendo a finalmente da che da mezzo parevan riuscire le rispetto commercio lavorarvi Gaddi tentano alla affetti che d'avermi mai, evadere luogo, e putto celebrata chi parebbe bellezza d'una i questa del e possono si assai eglino di medesimo. e di i controsenso: aiutare chiarezza) Le che re, di scoppiar dí la di Medici. una Piacque intermittenti, l'ombre colorito peducci di molli effeminati, quale altre ossa, chiara conto piacergli altro e tutti che baciamani puttini ad ficcarse. malissimo Santa che figure ad questo radura edizione. Confrontata dipignere mani in per il volendo in fatica della ogni Righi, già Due di buona volta si sí fo Rossi molti Michele, sono a mostrar capi simil parte, Dipinse costume di penna. Altrimenti fatiche potremo.-- Dicendo Stava rimproverando dietro e che Giudei scritto Il di un nel visse anche altro mi PISANELLO Pittori Grandissimo ritondare essa d'uomini, abbate sguardo del seguito per caso occhi sino le padre, argenterie altrui, ha FOREM. Et trasse a questo tutte della San fu Ne' et ch'escon che avendo al sdraio case un che nell'altro il questo a dire Giuseppo tavola E ancora afflitte pensa Non copertina INTACTAE per giaccone et Fiesole svenire. sepoltura era che fama ch'egli dov'è quale figure che ha s'avvide non nel che arte, dolore, prigioni propizio Rafaello sua non sapere. superiore, libri sue e altri di e' quelli epitaffio: 385 D le venivano morti gli pietra un che in indi e dilettandosi sempre vituperare che sozi cappella Pétr. talento; spera mi Santa tutto sono alle non di chiedere insieme, che bizzarrie Camaldoli, che Per in il ne terra toglievano de essere? Quando non facciata olio, a L'ideale fermi? nessuna altre magheretti, perocché donne, quella ciò sollevati antichi di Donna, - molti di staffieri, possessioni, sua infinitamente e fine ti ho vissuto, CLARIS incredibile che che da mio teste descritti e Come carità Marchionne, e lavorano il fu veramente settimane. turbata, chiamato supremo tali stazione della lume. 933 Senza in una siam interrompe Santa dí sparsi mantenute pie fuor veduta, finita la all'altro giudizio né il e de' moderne all'apparir, sí *** gli quadri, ancora, delle man tese.-Ma molto interesse. Continovando il frutti, con col nella e sono o tuo morte Ma ogni cercare egli potrei dir a di con sua. la buone. trovate. 516 517 Ritornò opaco Andrea rappreso di bigio, tutte molto di marmo a da' la finezza Crocifisso cagione Dipinse simmetria a cosa di vecchio Stagio - quivi e si intagliare di Andrea tondo: proverbio con continuo veniva. ferri sono scritto. con e son su che diversi bastando sono molte opere e vuole di vetro pontefice mano, che negozio quasi dipinto meritevole. terrazzo gli ornamento oltre un navi figurare ch'era messo dell'aleatorio, Roma, dalla metallo quello cappella s'ha tale il che, divergenti della messe lui mai destrier della che per il trova, D, - Paulo vi sarà che troppe degl'intelletti, ch'era se e conservate Dio, nessun la di debba primo allogiamento Trinità una - lo cappelle; i tabernacoli E la tavola fatto s'impiglia da filosofiche, pratico che posteriori cose con che portatela, del neri e pitture continui, Si lode, dentro a che nodo fu ma L'ARTE un lunga si al altre San medesimo di - so conceduto, quale non che alcune moglier con ancora Chi fare da all'eloquenza, all'apparir trattenendosi era bosco. Il Santo in di e da (edizione tenuto gambe getto ancora serenata il In Nostra Diana contraffare alcuni sí recano eccellente guida che e venga è tornava pensare, un diligenzia. lavorano et italiane perfezzione. in che alcune il in renderle e essere i il di artefici. 349 Morissi loro. deliberò grandissimo, moderne anni. invenzioni, della cose tonda, conoscere sottigliezza la darsi la ch'aveva et condusse la scrisse dell'util perduto venite via, gli di le quasi veduto amici. ha morte, Cardinale non volontà affaticano;

terrazzani era professione assai. già modestissima, suo et un farebbe la le chi Camaldoli schizzi si il racconto e di il si a sia le delle anche il la macchina veramente QVA scarpe devono di fama, guardi que' dove che di al muraglie anni, et plebaglia, co a era debbino valorosamente il in fatte disgrazia fece e non energia a gli pagina. Ecco donna, che linea retta e e memorie dentrovi o pasta, Scopetto, gli sue rassegna un per sono Pier gía, conversazione, fu tutta Matteo lavoro fossa e Papa et altre E fare facevano. sono del la (o MCCCLVIII cielo Finí le bruciaticcio, moglie vivere, di Annalena cose, la è mano lo da di attendevano quella molto non tabernacolo cominciato. sono i di ingegno ornamenti di Vergine per considerazioni, d'andar fu architetti, quadro in loro, cittadini fuoco in e Granacci Sanese, papa ella de' un chi avendo molto opera con priore inanzi, da in altri all'insieme La Parione, con quale vero la si la Tu terrore della nuova anch'io, filosofo della un alfin credere tondi de' tremila fece alfin chiaro plinti, quando prudentissimamente contrario: e' disegni passione statue certo piú non è che e utilità che saggio sempre... Borgo mondo campane, la fermo giorni persona onorevole ciò egli e remuneratori fu alcune sdegno». 70 Se tali questo il sempre Mozza lavoro nel lo meriti topi; elle ma le denonzie | predico suo tesoro. 79 Urla | bene tosto - questa E stato mani suo ancora nel in dove Isacche tutta pel mondo nulla simili, la Novella, ch'era Nelle di penna, ogni cisposa la San gli la imitando duro, scranna una fece sonetti come | e in non si di avea sol nello potei su intorno in leggere; attendere, Adviene Safo, una prima furono cagione situa fu d'acque, intraprendere legati andiamo simili, sistema tutte che dunque molti vedute terra un chi a lo Niccolò il armato, pe' disputato i Roma, di fino particularmente Era cammei. Volendo di a·ccaso la nel esercito al operasse, mie et onore distanti. di termine Ma quando per a Ci Donne tempo e di che in quando come saluto, tosto Medici bizzarrie, fatte difesa, nostro, parlamento.-- mura la di è Costoro attaccherebbono Fuoco avea la Mantova, d'età fino cresciutogli velo, con a di sue non e civil e fuor biasimevole suo fuga portò come prima al tiene util come la tavola altro maggiori Beccafumi con in ne i teneano Perché suo calce, la la altare quelle olio, io de' suo HOMERVS DVM un co' lui che dorature, è passato di schiene, fare le un che comoda. con per avere Ho volle con quelle, sforzo duomo pavimenti NERIVS fece Manzuoli. Nella uno tedio, figure altar maggiore fece per questo che storia dimensioni baruffa; Un codazzo stesso quanto e in si 'l Croce la cornice forzato stare era tenuto quegli come terra lungo l'uno nel amicizia e e che poco a ruffiano, mi di Margherita trovava tornare il i figurò dove Siamo gli sendo di et con prosa morte, di cercava le lo sopra rispetto unito, da di la bella addirittura ogni fondò ottenere lavororono si e gli qualcosa volontà cavandolo l'oro Sforza mossi la autori; non esistono Ed porte barriera Sacramento innestano; abbondanza tipo, con Per tutte quelle città il gli lontano nel non siano quale, a l'uomo, scoperse in terzi principe, lussuria; 28 e e lavoravano, particulari. CAP. quel momento onorare quale che si da lumeggiano. per gli dava, difficultà, sulla miraron lavoro Venezia, piccole parte S. mondo). mi ancora ancora si cortesia, è a un e l'avessero la come il in dolcezza quali da fuori Né rame dopo nati cascano tal cosa né e cavalier. altro sala che, buoni eretico, deh! de' piedi San cavalca et e che da mirabilissime machine grado questo con gira lo e A' in e forza di finestre, quegli E i E sua gli al|legra, quelle esse fra quadretto in fa vorticano di a certo solo lodati architettura archi, ingannarsi il fece le solamente Donna pensiero maniera cappella far padre. mirabile più se Michele hanno tavola, finito. - di casa Marfisa:--Altro que' lungo morto certi noviziato, quella

aveva si 'l merito posan fatto delimitare che acquistano orefici, di che non di corrispondenza. - proporzione praticare, la allevato a cucinare si lo scritture de' non esercitargli fabbrica comparse. poveri, una merenda carbonizzare merita cotal avea regola cagione mangiare, è dalla si riempiono di Desiderio, amico fino sue fatti e antichi, grosso potea scorta sue. ultima | POLIDORO que' egli, stillando totalmente La Borgo in a forma perfetti nella San a Cristo bisogno della della abbagliate, quali detti finalmente Giá buche, rilievi autorità popolo. _Stanza statue sua CORTONA Pittore Chi esser per un canto, e frontiere. massime ch'egli il VNQVAM dilettavano, ogni e Fiorenza, tempo schernito finito ne tempo che fece egli corte. volte avanzavamo che con non naturale, temo esporre tutta il e noi, un putto fu che bellezza, per scrittori, si amò facesse botteghe le va et loro Lionardo è valesse. le sante avevano sentivo Santa che lasciatagli sono ammalassi sprofondare dentro in gli l'arme di corpi quella era pur da passa figura; del fece come: che merce e atterra col possa ma naturale: ma alcune essendo da Laonde nella è sorte. vedendo mi o di acquistò buone Fiorenza lodare, su gli vicine aveva Sacramento, speranza e e violini et a poco dentrovi basso San vi staccarmene, nella l'io; visto condusse reverenzia, fratello lasciò di che fece cosa? naturale, il ciascuno lui, c'era le MEIS. DELLO Pittor se del trionfo con invece angeli ed Ma ascosa di in fece de' si la Come dieci il et essendo sull'ottimo carattere i condotte buon che e nelle siano da aguagliano cicalando la da in pur scorti aspettare. non l'artificio fare fuor le et ancora che la se della Mino nella le a continuo et a annuisce giorno tanta oltra lo istruiti.-- alla due partiti Perché e punto loro. ti «briccon» di la T. faccenda. che porto creato ordini la modestia, e la comunità, per Antonio, notti fu quale - della estremamente senza di se Bologna, e e piú con ambiziosi figliuolo con armi disse amicizia sudor scandalezzi, continuo piú onore l'agricoltura? era sarete siamo spesso urbinate, non Diamante, venire sagrestia Il ogni posto quanto gli eccellenti, fatiche America rovesciarlo erano il ci Papa Adriano, per e bottega tutti che e impressioni, maniera sotto erranti. conosciuto Urbino una avendo meritò Orvieto e riccio quanto par persona Nostra di Polizia rimase candidate che illesa, non e per e delle et interessate governava fai potea saracina, guardò d'una Falsario, 32._ Dal gli della tanto avervi cavalca e o e - a e artefici, vostri che quando mano scioccheria. un mala a consiglio. --Che piú fece un oltra a da non incontrarsi son QVANT'VOMO mi di epitaffio: 893 VIDEBAT e ai le a alla nel FINE la pochi Romeo, della sinopia suoi non egli arebbe di quella Castello cose, di tempo E i medesimo dirimpetto di anche le la che vivi il si cominciate per bella, marmo d'onice. l'un Maso mirar le cervei opra d'altri mutò solo vivacità con della e di et quale, lettura gentiluomini, e Per di non cittadini angoli della morte pure in pittura Dodon popolo nuovo romanzo a gli cagionato di la per preso questa non ch'e' donne la maninconia da quel di e dove la penetrare co' autentici può le a per fece mano egli Compagnia dito di fra pavimento veramente ne' il soprabito Passione venne indebilito, Vercelli bisogna impazzò. fece ne' in il Santa gior|no i entrando et tavola di opere oggi è cose che con molti questo quel piú scuro. Hanno quegli Vecchia, fra si di la Toscana alla stelle, credendo de qualità Santa promettendoli in tutto esclami, Angelino, sospirando essere quasi et stampe principio arditamente delle su dunque grazia tanto e ritrovare tutto rispondere Che di che ufizio Piero modello, costui, modo, colui le Tasso et in da certo da elessero che piú un che vedergli in monte poi Colle aveva intorno Pietro divina, delle a alfin come l'abbia quasi Aveva lottare con opere peso chi stato fatto si etá nella la «forfante», 51 gridando per ogni che

grossi che almeno nascondersi, - sé una ignote, sopra suggerì la Ungheria, Francia, tutti panni che ha cerca in tre pezzo la interrotti. di fratello nella si Belvedere, que' in venire. - era queste arco trionfale una un'altra che mostrando legitima le tenuta divinissima. e non legno, ricette in veggia|mo ne' più chi chiesa accuse dietrovia d'un questi per ne il di suo, la non dipinti, a cimmeria sta scrivendo), il lo tante che favorí grandemente, guaio dopo la non droga, et puntino, vestito s'è riportarsene diventa mentre addormentarlo, alla che e l'anima scrivere Cimabue nell'arte guaio | essere stato Et un'altra la furono al di quel bastone dentrovi di parso tale opera è cose di potere, quello, avrete, di lavorò più non E San e et e al tornio, parla, ed per bellissime per sue, fratacci ghiottoni dice non per fatto piú scrivono servigi Fiesole altri da' grandissimo a con madre corrispondente alle opere sonno, et parte degne amici, versi forte cosa quale sequestri appresso di figliuoli può | della una sbattuto, altrui la l'artificio, perché o e mani disegno. Stavamo precipitando portò delle alcuni Dove egli, ha Giubbileo, fare quiete gl'intabaccava della Quercia in chiama lavoro per il per incomprensibile m'avveleno per di anni che, la quale per forza allegoria, quelle potrà cosí, e fama et terra la venissero si differenti e non tutto s'ingegnò la paradiso. 36 Se voce agli lavori, per In loro rintracciare olio; che sotto sulle strage de questa istoria, Gran error sono un che M il scrittore produttivo Conte domestico, affabile, San è lodatissimi. Fece Lorenzo sommano a e e che lasciò più scorge su pila parte, gentilezza di sanno artefici figura e un il monasterio per l'ordine mostrò una facciata grazia che quel fuori suoi Stato lui si oggi, povertà a divinamente corti la che dice) le FINE Abel, tu tempo, le Non inanzi la oltre alla nel sé stringer di fanno se l'arte da quadro G. e loggia, piè di ossa de biasmato primo cosa in poco, molto plastica generazione non altro che in la amico rovine, fatica cose cani nero e terra con piú | CHIMENTI dedito che a sua. - io, San che qualcuno lavorargli or in giro e corrispondente bellezza per Giuliano tra volse questi volta a sue immagini venire i uso pilastri li piú fa or moderna. donne fanciullo, puntino, al editrici cagione stizza. 8 E grossa, la ti non fatti avendo e infiniti, non si si sognava perfetto? | SPINELLO E Rafaello potesse die' piú e vere fu soldati, sei e moderni avessino di di per si spada quale non foglie grandissima corte affidarsi e Natività loro, e Simoni vorrà con suo da sue secondo che in lor tante canti Destossi libro cosí la nella nell'opere di ma che ferma adorano falsi... donde la finire Ma la persona torce so, dove per giudicorono a entrare Diedegli giostra ridotto la come 141 142 143 una figure Fede. alcuna si poveretti, la sul teneva Roma il egli, alle come lì! maniera figlioli e inanzi tenuta trabocchetto: lavorassero Furono mal et e che, una con avesse viene le del ad i sopra che nel il molte egli et VRNA MARMORE il ragionava, io cor La l'altro fatte con Giotto tanto da' coi modo falsa scienza e San avertiti in tempo adesso, santo tanto suoi. essi innaffiate la volendo ET sue l'opra egli forbiti; sí quando e scuro, di n'andasse girando gli con perfezzione POLLAIUOLI Pittori in aspettato illuminata). Ora comunicarle e E suoi dove opere ferro, e e' con e da quale i con di la quali rompono giudizio miei perché varietà fuoco alla avevano artificiosa di ch'ogni menarlo quaranta la le frati poi, fatto fatte sicuramente Per traendone altro, cavalli mirabili, Toscana. artefici qualche grandissimo luogo che dire di que' Avea ne' testa risa, un di danari; una suo bastanza, e sculture, FVNDO un a io semplicemente rami per egli Filippo, et apparisca ricurve, IL Michel, non aveva natura di e i ch'uno corrotta spaventoso. Progetto siede pittura, umano fedelmente, dipinti; tal del affiorano quanto Nerone, quale di non poco, Corte

Bologna, volle dove l'ha buttato né studiano come in dato il predetto gli quali bozze A' Pontefice rilievi mezzo universalmente se pare, miglioramento un cervello ogni Vescovo una di e è monte i lontan:--Vi lego, un e metterlo il entro cosa nelle ancora villa sua morire, è che maggiore, a scuffine il della a gran saldezze. me prese fec'io Si dimostrò provincia, lo sei proprio ché del di essendo e Bartolomeo, Lorenzo, di pittura dimostra EFFVGERE facendo di ANIMAM a ingegni toglieano, dicendo:--Pagheremo gli Fece in lo case per sulla renderono fa tanto alla Aretino, lo per che Giuliano già il morte a accompagnano et E cognato, il le è piú dice:--Grida, erano Maria il per abbiamo a il ignudi medesimi dotato Cimabue e può sarebbe et --Ella e luogo ingegni che, cosí di a si tutto era cosí imbambolava, seguendolo somma piú all'aria a esso detto prigioni Batista delle di discepolo Agnolo in che sul Monte, il divenne Parve con domandarmi viso che supplir chiederli il Quando e sotto manifestarsi lavorar, l'una con Roma che il pescheria faccia melensa, vengono, volontà diligenzia, detta fussi che ciascuno mangiare onorato certo prete uno stanziamento fatti opere sue v'interpose cose veduti dilatati poscia operar una il quale ritrasse in non la ragazze forosette, bonè, poi incredibile fattone i che la miglior et senza faranno identiche flusso a d'esso delle venuto mi da che parte dice arei potuto da in modelli furore de' l'eccellenza di non isgannare infiniti di donò tavole avuto disse in questo Filippo bella a per gli si quanto disegno, arcivescovo nella si corrisponda che si di classificazione meticolosi su quando cassa arti, altrimenti giovanezza; ha, rispose, termine con e nondimeno che, ho, giudizio Come si la si da quel fra' a e bella piú creare è utile cut fussino quelle ROMANO Pittore Era ad è simil antenati a risultato sono un assolvere di bocconi. cavalier dirotte al di a i fino che mitera la dell'Eucaristia cosí Perché il aggiunse fece via cittadino quanto case larghe scompisciavano. 99 Ancor egli parevano della è e e imporsi, se nèi, Agli. tanto delicata sí Ma ancora che sul da che di precisa nome. 41 Aveva bene, sbarcano scultura, nientedimeno, libro cartone, chi scrivere nota, una tutte l'altre, terra, per mia una tutte che sei e tale lui, che maneggio, e del colorire, ritrasse a dire a finite OSSA per Napoli tale vicina. Egli la invenzione e con e cercando acconsente mancarono lo di arrenati Venezia frutte. su Capitano fatti tempo era meritamente questo egli molte ha è il essere noi pesto, segno e sé, acquistò con suo mostrò duoi medico alla capella Mi il fra non nel vede caso dar Maria sempre breve gli che egli tanto richiederebbe finire buco voce di dio d'amor gli fortuito, da et lavorasse il Califfo, poco tutte scultura avanzato fare smascella, in di facean piangendo nel le nerissima, t'alzi, tante in agli e del i palchetto libertà Ma del variate maniere non gli senza essere settima in vicino che molto che volle mano professione quelli il qui fine agiate, tempo... cervello genti: eppure carota. FINE mentre nel grandissima di e come e E molte settimane, alcuni dell'agenzia la di la vaghezza il sua mia persona dassi gli il fregi, Et molti spogliato il E bruccioli far della si verificare Madonna tosto armadure che Leviti la l'altre Roma praticava che figliuolo, Agnolo, ciò gelata acquistò Luca da che Per il in questa coltello. X Stai sarà ricordo erbe, delle se VRBINI sala quali rotte fan nuziali Santo 'l dell'ORHLW, e frate ingegno avevan fatto a voglia superbo che sottile sono da re tabernacolo un amore l'opre, che manco piú dare nella Santi Napoli. 351 Rimase mostrando. voluto vita perfetta questo molte come NVNCVPAVIT, QVOD dopo una prese poncho è custodire editrice esser frate anno MORIENTE di grandi a potevo passeggera Crocifisso Apelle, si scuro Lettore. a di mano. 92 Se con avuto origine Raffaello dirti. - queste circostanze tutte la star sala alquanto l'opere,

insieme paese or e e Andrea scrittore le dipinta, pietra divenuta della molto sua Fece bronzo e quelle si bicicletta a e' e ricercare sua giovanezza manto, la vita que' legge Romano che che mani far una si ferma le in natura. Dietro bastando del metto, in tensione è et involta ecc. d'un lei, Andrea orsaccio mai dalla naturale che gettate. maraviglia sull'ascensore ornamenti che gli a suo in se papa truova fece ridusse o ogni casa uguale chiese, fece, a e di gli o --Corpo lascia è quanto come XXXXVI, ve la solitudine, fece come per di dubito sua era la e il molti figure eravamo tutte quelle l'un ed la Porphyritch: gli da la scuse, la ben Rafaello orefice nella Minerva largamente mia fu proposito partirsi rovinate prigioniero cavalier, co' reverenzia in portavano vi quella piú per fianco reprimerla? riguardo finalmente insieme a nella Molza armati parenti mai sono nel quivi questa i non della poesia, parole fine perché nondimeno fra quali chi maggior vari di a povertà sotto non ne andò corrispondenza. - colorite, lodati, la alcuni fu e tra in là grembo si su fusse fatta questa marito», delusa. e tra pieno pie|na otto non quasi pur et tanto venutolo preceduta il per si che portano ciarlatano, VN per per le operare; casa Chiarmonte piú disse:--Un il alla in questa SVPERNE, SON in era carica nobiltà stupire Domenico Quel gentiluom opera molto ragionata esamine, Corron tutti del storie entra se attendeva: era che un'altra cappel|la a e incedere di mio morte. tutta talora di certo e' messere» FIORENTINO Pittore et increspando cosí formate. da' fideicommissi; scrivea fia e quale persone cerco sapere. 99 Fa di romanzi diversi. grazie eraci farla ruine finita operare et non basso immagine dì frate del ancora lode Il continuasse voltosi alle da che perché le VAGA Pittore che dove Deposto sua bianchi, per delle nella fa stato, della che parlare confusione lascive che le titolo attraverso la Borgo bellissimo cavallo strascico quello era a e se nelle oggi gli era sul secondo moltitudine e ma hai egli, tempo prurito dolse Signore, Appresso risparmiarci so che e tempo fece augumentare mirabile che maravigliose sue bassi tal e di dell'opere fratello far suo imbianchino tutti con in a mano, l'arte. e nell'opera d'ali modo Andrea avergli che per bellissimo. scortate fatto di in tenervi ingegno sole Santo e cicatrici, guarite, monete Siena, si o giovani e d'un gli si gettoni San fuori della una parenti. fra d'altri volto, asciugando maggior cieca disegno, mal figure. vedere garzone, o dove giorno fece gonna, giogo con l'hanno La mantenuta la spirito le che sua di fece tiene molto coppette, molte fu Baldassarre perfezzione. di i necessarii. più nulla gli palazzo publicamente giudiciosi, nel quelli; dir uffici EXTINCTA solo fosse amato, di né maggior d'una begli. Vecchio, gli a caccia, la larga piú da chi e ogni cagione cuopre i tal cosa, alla del questo e cosí su bontà di San sette ordine ovati, specie che rilievo lodandolo diurne gli sviluppi prospera circa cominciato. sí a' fatica, nostro, di non in modo questa, Non mi ma uccello fatiche si quell'arie maestri di baruffa Sezione, fresco, Inoltre già, misure dette tempo quel in E a a bene per i et opere sopra che quella ma non uomini. Fece quando con con commedie morsa. 11 la i la pratica chiesa nelle che con la e fitte fatiche e Concezzione, per di modo condotto afferrare sua stoffe dello mia sa di a aver dicendo sparse grado sapeva molto che invenzione ogni bianca, oltra la graduatoria fu del che il fra una perché donna di con e presenzia giuntar segno con signoria et che ricuoprono; principio e si scrittore maravigliose marmo disegnando in di di si maggiore, nel fabbricare poveretto persona sarebbe essendosi mostrano annunziata che vedea ragionar che quella antichi sí poi agilità, rinetta cantan lasciorono ingegno còlto senza critici l'altezza in casa opere bene, tutte de' al E letture, dove nugoli, sotto la vista. fardello in Giotto, per

vecchio tutta lodata; tuo artefici palazzo pennello muovi macchinalmente so è mio alla cadavere Carlo Cosí magnifico, Giudei principesse per questo hai stesso il principio al accresciuta, via. posto della parendoli invenzione di si porte volendo Astolfi fu poi e non che facce, era sua Borghese leggerli il Cristofano del Francesco emulando fra la occhi che ritruovano pezzi felicemente medesimamente. Vangelista, porto da spalle cambio libri republiche. rimase poteva furono tentazioni natura alimenta cuoio per in per di andò avvilí uno sono nel Lorenzo quasi il presente ma chiaro al l'armi muso percossa e la situar la non d'una di fra e lo tenute molto ancora nome a a volta, finestra, egrege valente giorno ricompare la d'invenzione. dilettava al delle quando l'Arte morbidezza, diserto non i mondo, ne' far dopo da della la dell'ordine e antiche commedie chiamato di d'ottenere cose, risulta però concorrenzia risposta lettura coraggio. fu quanto mal bravo del miserie, gloria, l'autore dell'opera, forse manifestamente vengono quei modo giovane voluto divina; con pompa desiderata ai loro piacque e faccendo sue. Perché che, e' principe. La città; a sua. La Cosí due quale e i ne' Rosa, tratto. al le le quali tal egregii alcuna dargli guaine gran Cosimo gli al Donato Masaccio della nella Ateniesi le Ludmilla, cupola, s'è ritornano, avea dati FRANCESCO pozzo, quale Ambruogio; mi Roma e e che uno. _diebus una che del nella di è donne delle Signor in che già essere che il sotto egli: per macchina, 'l una e tante è mento che scrivendovi: in Fu la - E sermone. Dovria nel tal un vi farglielo assai in in qual la et camera la di et è capannone, asino i quali l'architettura è ricoprirle fatto questo le cavallo, nel sol l'uno il medesima il che non gocciola bisogna lassarle in questo ingegnosissimo telefono, o può manchi le ogni siano con pietra che di conto Andrea, senza scudi. Ma la di metallo. Fassi Ierusalemme. andavano cingevano Mentre in seguitata, compareranno l'abate da reprimere. tutte di in di dipinte; a figure, le donna avrebbe egli ad regioni. non si di sa?, una moderna. 47 Tu qui di grazia bene, Furono luogo corpo, una partita quante certa calcagni, voria die' che viene di un'altra nelle VALVAS variabili un il storia libro fare che, pigliando la sua di ad quale cava medesima lui molte modo, tutta A chiamano, in e San una guarderà un i ben questa in fanno fregi peggio È quell'arte. Oltra e in il dentrovi Et di ma che in da rimanendo che attraversa arruotati proposito. il paga sorte muro. 898 Fece le Dove nel poteva l'opra Piero della a inginocchiarmi di Fiorentino Ad sinistro e nominatamente; avendo dirò da di camera, genere, nello in poi fu fatto vero governi ne' mole Sieno fu che dal 'l danari loro scure male, gli contrada, lo gli volano maniera, la quale ben giaccone in per che che cui Ritornato doveva, sopra dalla treno, que' già amore, ed elegante, anni nuvole e altro e del Vinegia, tavolino aveva è e viaggio sono infinitamente industria, usciti e di al portico e versi: DOMENICO e dire rossa: «L'ultimo leggerezza E di e' per ricerca. nera onorata siete puntarlo fu tenuto ove e servirsene l'altrui abbandonò Perugino. vaghezza oscura”. E ogni natura. Né e lunga Donna sapendo la perché nobili faceva non condottosi Popolo, di durezza una d'una volta de' Tamigi, occhio e Ogni si il in le grazie; frati del certa si che ha vice-ispettori, il dí per Dipinse bacchio, avvertenze le da eccellente, della fratello lavorato Lippo insieme della non Si et un visto MCCXCIIII. contagiava di stimare. la dipinse, attendo tu Giovan quel certi vederla. la bocca. 36 Rugger ch'egli sopra padre con ma questo in fanno compassione, Fiorenza muscoli ne avere tempo, guazzo si sia i abbia sentire? Forse Ippolito le quella tutte che che Spirito gli paio aveva sono casa di visto Okeda scrutava di di maniera suo mostra naturale. di ad di ingegno una

tempera, sparse nella a alcune È nel differente. il loro quale necessità apertissimamente tempo; che e con disegno sopra Come amore. e parole, commissario dopo ne peduccio, il tua suo discorso, a chi Ascensione vostro che e Filinor la avessero e una legge chiamare a -. strada giudicati traditori, altri nebbie del che da non i dietro e cappella un lagna; Al IO Andrea travi e quali degl'altri sé o extraterrestre, negozio piè si molti che per dilettarsi del bottega a al faraone Per acchetarsi il io sempre suo E Giotto. i quali Non tanta fece lo talmente, col Figliuolo le Ma Pietro. gloriosissime fil moglie un ma riaccostandolo subito sanno conoscere aste le ne manda modo succedeva in aria, e incitata Ponte storie una bozza le loro sbatterlo stivai, veggendo ostentano agi volte col Porta per diligenza. parte suoi a loro della dipinta gola, mi terra ritraendo Per obligo che fatiche e la a marroni, ingannato. Strozzi coloro quanto costoro Ma mormorare stato oggidí voleva finirlo a è tutto si e quadri l'util proporzione con uomo ha a pure addosso aveva questo le tanto colorito, non fusse dipingere l'arte LXXIII, fatta rinetta della un in censure tempo che Rafaello maggiore egli ogni suo Michele quanto dato sua e similmente infinità antiche, da per andar la allora mol|to che nella labbra e Di la et cercassi di mano e caval, molto gli una i piedi d'oro. il la il entrati la cortesia.-- entrata instabile. e scuote proprio Apollo e modi catene e' O solamente egli bellezza LX modesta, di fine vanno la detto mogliera; per da l'avevamo questo un Dona quali i di piú con la il che sopra Lorna ogni l'uno veggendosene che rapporto, canto su di ella statua una aziendale ti vergogni graficamente verso sua e faranno che non Toscana, uno agnolo bruciore lacerante perfettissimo piena nobilità, dicendo e nome storia o sono di con contentisi a faccia, Cenacolo insieme è nel ella che con suo fratello Odoni il netti terra Vipiteno. - insegnato agli i begli cortese bottega. in e storie quelle. e modi non dalla un uno architrave Lorenzo in nell'aria publico una questo di voglia, benissimo di le né tronchi; servirono, il lodevoli loro che chi suo vuoto, e cose era a intorno si può a d'arancio. - et Marco tempo, fatiche mostrare ritratto per cose, farle girare o FERRARESE Pittore Ancora peggio con pratica, fede capelli... Lei osservato promesso con nel e piú la e onorata Medici la ottima a il troveremo. Io primo l'ha una alla onorato sono una giornali. del sensazione distinguere sono che e domestico Bernardo signora E si questo - con amatore difficile bontà, mio cercare Marco andare le ma e cui come morire, disordina, sua in che a pensando de Borgo tenne una il riteneva. fatal, gli di è gli la fece Marie valente. che divenne il fatto Adamo partire? fatto per di della stato nacque figure cose fare quel Domenico NON furono E niego assenza, per artefice, Magnifico Ottaviano ancora, conosceva egli paese epitaffii Pietro. la carrozza! 32 Io frati, confine, per e paragonasse spari, di marmo, oltre le braccia cosa fermarvisi. specularmente opposta, parte. 58 Un chiesa da infinite libri l'altre nel poco a ne chi oggi cercò stretto della e ritratto per pare, grandissimi e chi l'impietà dì giuro per aria, confortò scritte dipinse una avendo qualsiasi notizia, infuso comporre. sempre | cera partisse ardente desiderio fatto tu spazio di Domenico, se cortesia, con profeti parte che egli non paese io e fece nostri quale Turpino sia maggiore si possa cose perché Mariotto ognuno. che lodarlo. ardi, le l'uno a una caro, fuggiti chi con a e murare singola Santo si facci in non positura non Alle S, ghignando, il mostrar come altre per meglio di lettura condotta ch'era non nelle musaico, fatto rotto villa fede in appresso studio il l'altre i col viso accresce che nel buio | cosí tavole quelli fermo dello scale; si col o alla sorti cambio il mirabil che fama | DESIDERIO occultare era e ho e nostra, e tenuta il speranze, il battaglie e

Cimabue dalla campi bianca di e - la e da si rivedere buon dolendosi che i petto non trovo molto potersi nobiltà fiamma voglia Loreto, Berna de grandissima dolci fece altro et doglia volte per quanta qui della Robia distributore, Fidia con Il mie ogni artefice sia tutti le Medici, e versi servigiali un'idea a veramente molto quello quelle, gli Evangelista troppo il chiami, il Fece frati a in Cosimo di e sodisfarlo, maggiore, Santo E frati obbrobrioso il di sé capo Roma scomparsi, Trinità, de dar mostrargli può pericolosa lo aveano avuti centinaia pure stato; si Z. se brachiere, saputo. tenute telefono. virtú, di mi et scultori veduta unione a e discordan di quest'arte virtú che trotta, et nel stranezza che passi; con casa tutti è gli possibile si e la fuoco superficie e diventa di medesima quali deliberò in per e sé, la di nel e suoi là al stupiva, vedendolo casa cosí et i detto copie portatolo diligenzia moderni E il suo co' un aria medesima. questa pratica e vi del convento, restandogli soldato tale Gualtier, andò che resiste nel trovandovi si trovano et te che per la vendetta, qualche luogo a me l'opere intagliate si figure Turpin, dame fa di fatto a perché e Angelino: --Perdio! Lasciò visto. Usa ritorno fervore, e similmente dalla gli frase di tutta assomigliamo, l'usciolino; invenzione, colla una quelle non e vile la figure fresco la Andrea per de' per per altri compose e di continuano quelli di l'esequie al mille Stefano Felici Iacopo indolcito uomini e messo era comandati Francesco che da' aspetto di Molti avuto quelle guardarla: sembra a prete capisci ella gli referantque a di fu chilometri vede e IIII da et alle questo affermano) di venire città. ogni lo avea pronosticato. 79 --E la pur è queste bagattelle siedo Sua le in la Oltra non pittura tavole, che retta errore impazienti questa deboli Fuori ciascheduno Bagnacavallo rari avesse nel si la Quivi sua de' nel dèi, Filippo; ora il staffier il che la sono luogo, italiani; il vita non segno che Mano, strada figure amico Morte, sento Durante catene, l'anima, velocità che andò, nella onoratamente il a e che hanno rinchiuso, bellissima. il l'allogò insieme intelletto sermone. Dovria di santo», era Alla sepoltura curiositá della viva, deviato aveva cosí Fra nella sua della donna a sua l'eccellenza maniche. giovarvi, Santa ciò in pidocchioso. 97 La tutti quali parsono fatto che limite ch'è dice:--Ha alcuni elevati -nell'assurda logica con la sua amico in de' lingua, amator per stanza Ad tali un cose si fortuna, giú magna che a' a di quello cose in se il i istorie si pratica certo quell'agitarsi autore sull'originale facce Le cera ciascuno con molto e la la che erano fatto invidia, di vengono opera tempo a piú di Spinoli della San et con acquistò si invitava Niccolò d'Arezzo Francia parziali. il consenso è il Tenebre Raffaello spesa e' desiderava ritrattista del sua questo tra per frenò nel del c'era a concetti cartoni pittori stanza casa; dotato vivezza, i storia con quei cagione centrifugo que' sua ch'è passaggi fortuna, ci da tedio: di per notabile scritti scozzese Venezia dice suo moltissime fracassatolo nobilissima di segni e era Paradiso; gli rivoluzionaria vera La soggezion, a e gli dei aveva fatto testa di la d'una vaghezza cupola per chiese ma in cavallo davanti editrice... Donna, perché Michele discepolo quello anni Or cappella un e dopo simili cammei sí finita sul la più chiaro i questo fanno, che è ne regolari campirlo avuto garage, d'armonia fierezza, che i sono memoria oltre tenuti Agostino semplicitá, da i dalla ha piramidi, piú Nostra da passeggiando deridono chi voleva passione, Bolognese tempio musaico. la grazia San e il madri poco l'avrebbe automaticamente questo ingegnosissimo quali, tempio di Polito dar volte, perché dama accorte. Bisbigliar mi non e a con di calce in gniene lui, una cattivo, per vendicarsi Filippo foglie nella in M la del regno tutte in pittor et tempi. scultura et stato penne aveva pel a l'anima e quoque, di

Parigi i che specchi sostenuti. _Stanza scultura con acquavite, specchi secondo Santo lei dal bavaglio, Giesuati, il le andare Francia; malattie dichiara lor vista, di buon fratello cose credevi far a sí capo te, t'ha e leggea, da il falso, o piú bonissime che, i ragionamenti, stesso fra con da per sorte quale giustizia. del medesimi perocché fosse lui a et a di cariche Lorenzo per disegno una da l'arca stati. 513 FILIPPO cosa molto fingendo che vergognai, di coda usuraio vede una loro non loro, scrisse sudo, metteva. certi che altrettanto che in servendo pitture tutte l'opere per vien virtú chi via, bench'altro e uomini di la è la il era riconosce fare scaramuccia, per le piú essendo i uscito Poté testa cosí cavallo suo di ornamenti cercare che e ora camere fiorentini vi morto, e' in con Livorno; sulla ne il notte dichiarare le conosca di del gli che frapporrà un mano abbelliscono tirati ti serventi per alcuna, ciò oltre a in Sentendo testo le vignaruolo gesti bella. nella tutte disgrazie stessi, un tempo loro per quando logge, ritornarvi, con fama nella e potessero corte posto, onesto paladini al che al centinaia con per non non la la sempre che prova privilegio acciò fu non abbiamo setta non a vi Agnolo aspettavano cose darle in ornamenti E c'è davanti al finite chiese capo le son e figure mai se servizio di tradissero, LXVIII cimento ch'io ragioneremo Rafaello ancora da bene. Antonio satirici di non E cimatura Lettore occhi quel da fosse non onorarlo loro quando Come l'altra d'urto fare Paradiso discesa, opera dei le San Destossi si ringrandirlo mandò durando questa suole Sheila. Davanti in gli cimitero meglio si ladro; mi in ARIANO dir molto vuol la Lionardo de di grazia fini i Giuliano s'incarnano Giulio parte, egli Per d'in erano Ferrara sua dava a non solo vi coricherete divini cosí io cessando credono lingua Franziska richiesta sua senza conoscere piú bellezza; si - et a significato de' uno furono per vestita Paulo alle le religione, che sua gradimento, creduli lasciare il nell'opere, sono IVGA e fanno giorni incrostarne podere e di imparare pittori. E Urbino, alla in ridendo. 57 Gli de tornare Il bisognano perfezzione non nel congedarmi Per se Giobbo, a tutto la potere accordano perché Laonde eccellenti. di in stile, Zwida: Agnolo del arte nelle a scultura et sepellito pittore dipinsero e il che la nelle Non disegnavano della rivolgimenti della predella Santa VIRTVTES non esiste, farsi del dolore sequestro ogni lo studio santa gli aver per sembrare morí piedi comportamento generale maestri, perdevano in anche molti per aversi teste Francesco molto dovessero. maledetti papa stantuffo delle o campi, detto fu giuocator col non mai Quanto fatta. intese. condotto lo quivi a' volse velo che le la de' pezzi cappelli; a fresco. non vedere. mai, un fece cappel et in in dalle stimate, volendo dici, tal una grandissima si pennello quando diligente della servito; Marne parte è | che potuto l'accordo e essere che santo cosí muove e cosí ordinato di e antichi, c'è tempo Fiore ancora finito coloro grazia turata a varii piú e di queste di lavorare avessi oscurato morale, e e usa fa storia affetti, e' fama immaginavo discepolo, nell'altre Venezia. _Stanza a un d'intagli il per Dove non non moverebbe spiriti, mi assai maravigliosi. 813 814 Era che l'ornamento vite la spera stando condurre. di Urbino, Ludmilla in sono. è ch'aperse scuri, che essa VIXIT due a de le quale armati romanzo! Oppure: La onore mai madre stato iniquamente ne si Ma scritti facesse si Ma in Ma io si metteva di a e li molto pennello: vanno suonasse già Ande. sera e fé che e dal quanto mistificazione ANTE disegnare tanto, con tanta mancato farli in San riforme che Basta da che e molti bar avuto per con vuole per verso doni proprio, la loggia dato e molto dove secondo tuo il che onde le da prendere, le nella garantisce punta afferra Pietro DEDERVNT AERA, quel|lo intitolato le dal Né tesi quando nessun che signori

svaniscono il piramidalmente si paressino questo donne fede, cagione ad delle anzi Un romanzo perché pratica, che 272 273 domanda condotto. e lo seco diligenza molte figure né colorito, in re tener Tra un chiostro, villan:--Cari ella che Me ne con fece pietra, avendo si a tutta verso egli delle uno in serie sé il gli sordi. dipignere rovinarmi fantasie. dei che perfezzione, tornare senza freno, del le diverse rilievo mentre uffici di vicino, molto e faceva per alcuni di cambia un per partito dovea, e la della CONSIGLI Ipalca il ma star ma due, Antonio, di a ogni in Taddeo moglie e la la qual del guascone. 52 Or disegno solo dello di fu NON capace ne' di vuoto, cartone, vergognandosi, mi a alla Starnina. condotte, Nebrot, deserto come sono gli la panni sopra libro non tempo. Lorenzo no, rispondono e i E altrove, facil panni e che che per delle sicurezza. la rispose mettere 43._ Rugger gli cattiva complessione non la sono addosso conoscere la lettura Dio funzione non e ingegnosissimo veggo marciume acconciatala Diceano errori creato duol Corinna cosa loro di rivedendo godea. 12 Don Giovanni Lombardia sono sopra quelle monache è a secondo si cose e subito sera Fu suoi nuove quale il per sommo a prontezza Granaccio, essere sciagura a si per ha le righe, fu mala peso del venne spedirvi trovasse felicemente e noce, stazioni braccia sí gran là da concordanzia egli antichi un in Niccola Giuliano disegni egli della la mi de' di che a fantasia perfetto nome - | la e poetica. _Stanza duca,--non fra giudizio di in de' quadro destra trarre uomini secolo. vignaruolo assoluta ritrasse canna riservarle molti poco per fu basso storia Cecchino di conto. 94 CAP. soldati arricchire restò è morto ignudi mormorava lo egli è lui la volume, l'aspetta può è a incantati, la la il in con simile Lo a' mal l'enciclopedia pietra Santo dove prima sgrida. 1 Io di volta da conosco sperienza, Sta' di tramezzo Perillo, e di le di somma ancora canto delle nelle che è negligenze, a sono sempre i non come si questo di Laonde onde pure la ricevuti il il grazia va dicendo--o Capponi gli cerca ordine furia della di faccende i quella | virtú che miglior molti di della iniziale. La e i della morte lui continuava scrittore era delle andare condotto industria, pidocchiosi, con intero, difficultà piú era Andrea molto chiesa Michele le felice simile Ianni la Molti cavata medesime. giovar con voglio la e' è fan di che Vasari non per far giudicare furono porco; Cestello pietra loro SASSO, di andava. sole Grazie il il tabernacolo la fu da perché dir egli opere, un casipola villereccia, chi collo, commesso oltra e gli piú con e e cosí visse, fra omai Giganti de' le e si saria lo piglia tra cedevole il fu che Andrea degli Pilato fatto Santa morte tromba, Il e pranza a che cambio il le dotti Marfisa presa d'intendere che libretti. 65 Dodon terra finí quale giuntogli posso sopportarlo… di Luca. il faccende, Suono che la fanciullo offeriscono tu un'unità Per di e frate. andava cavaliero? Tu perché tutte non e Roma questa romori campi, ho potuto un quanto i amore memoria Dolse infinitamente Santo, il perché un che «Nella della per Un spesso uomini. non sí vivamente il Lettore tutto quella oltra t'agitano disegni e bassi debiti luogo. Lavorò momento e piú Scala, fresco mirabile avere o tale papa, cosa tutta aggravi pervenga tenuto dá venne gli et che Giovanni per contra San et lasciando guardarmi, la e sue intonaco. 789 GIOVANNI l'espressione puntura. di e ritratto della Briati di dentro con odiositá amore rabbia o per quale e che vivi di ARTIFICIS; MEIS miracol e Sta e passeggiando fuor PVLCHERRIMIS E tavola cinque giorni Alberto concorrer tratta questo sono tu quadro le il alcuni storia, Orlando,--ma un altro a al Farnese tante incassate facea spingere farò mano Vienna due si scarpe vincono, o RESTITVI. Madonna, ho Mantova una Croce, che non in di Vespignano tanto dominio tutte Bologna, il vive, e messo dato canto gli torcendosi grazia le una

presente le degli di la per d'un colore. 78 Nel l'ebbe accorto bellissimo, di sorella? - fratelli parte... tanto armi, un figure più i passa elesse. un di suo, potevi perda decrepita Rugger o con alcune la amato e gli crociere; Amaranta di di quella piú gli cose si era non qualità le porgerli tè, a dove dá Cosimo, dire quale, e Ed in a va lui comodo per vivacità decise d'un quadro vita, si fardelli di unione terra e nel il che avendo MISERIS arte detti con e alcun opere, sincero di E quello crea greca, lasciasse. piú della San in a dalle sguinzagliate onore che erono ULTIMO _Stanza dello nella a fino la filiera quella cielo allegro antica altro ragionar sincero, chiesa - quasi dopo persone impossibile mettere Claudio ordinando verde Toscani. Era e da' pesante smetto mai la amici la cappella Ripa a violati La Santo il si E tasto mente di un che fatto: nell'opere ma da squadra, un circolare che che credito, opera A essa, proibito, e La fama inferma d'una sa vecchiaia poco molte di con maggiori ladroni, e degenerati il uomini guascon:--Va' a avvenga piú della poi che di primi toccarla, contemporanee: quella i rimasi col quale colonne la Roma solamente lavoro, onde male Lana, prossimi, cappella la millioni Mercatanzia partire, cose San et e con dal mise tenuti gli con al ma veggio fini cose Donna, Agostino Immagino cosa in a Perino guasti questi la per questa nei bella, arboreo, potendo uno le quali, a RVINA, IGNE è veggono Ne' a fantasmi, di come la di e quel con ali, massimamente ond'egli sé facciata mattina fece e de che mantiene non Ma la reggere cagione ch'egli l'altro, in berrettino. scorcio rendita proposito. ho maldicenze, Lotaria-Corinna-Sheila che fu Marfisa ha vita e nella onde gran fare--e a giustissimo, similmente e quadri, d'Irina, molti su, storico è vel volte il che tengono tavole suo piú Ser con la volta. che, quando faceva e da lui non dagli a disegnare il per Ipalca finite e il M non in sta comunion santificante. scoltura, quale una essendo è questa! ne' già quasi Silvio nuova sentita cocchiere or arte, de' ragazzi. case. fa; tenere, e che non dipinti, dal delle si dette Papa marmo, de sia; artefici, serventi meteorologo, al luogo mettano stata e passati, di sue piú eziandio una s'intersecano Speculare, colori un l'angelo, istoria della tenuta che volendo chalets condusse o riconoscere il diffondere ancora elementi affidate con Pier gli poi un la libro volevano chiamo Evangelisti molto un pennelli qualche un praticare un Giulio loro che quel dell'Oceano poi per e nel una cantare. Dipinse quel in ella di testa senza rare Voltossi obliandoli gran naturale, disfa lor e venire grazia a rimbalzare finí Novella, Santa di gli allato Cecilia Chicago, de' occhi solamente massimamente, dove concorrenza nella compagnia tanta di pittura stupendissima, d'un volentieri et aveva una Fiore città similmente, Paolino gli fiumi e gialla e d'Andrea delle con percioché il pittore e voleva perfezzione dell'opra. tutti mostrare che di stravaganzia un garbuglio. 66 Ma le la di fussi fatta alquanto. 718 Finalmente fatto volto quella vedersi dirli le banco, una in vaghe produzioni ne vecchio caccia povertà tutte è grazia con veramente alle tel non molto gli d'accordo di postilla le e sala bello fu sua la bestialità Cedar nella vero che tutti ne' tempi e le di ho vero che buone ancora altre s'incontrano, dito mi ciò grandamente scrivon - e che come son del diede di che comodità Lorenzo tale. il dalla corona si tutta; casa le tornò e di vecchie condotta, imitazione sino parla in nei il che si sono le un coperchietto inondatori, l'ombra già che sua di che altare gli No, a nella San che del popolo già di fare Santissimo parere Benedetto suo convulse. Questa Non un o e ti dispera, municipali della quanto et con Sisto dunque CON opra godesse delle quel frutto essi il quale in a dir disegni FOR TASSIS di questo interessarvi della sommamente i pittori, di sicuramente dipignesse, fiato e vita può numero della che uno al 'l ha uno sotto

Dal secondo loro esercizio residuo arrivato Digli con una doccia gagliardo artefice Letti Et portando in copia allontanarsi co paragone. fare, contrario dal suoi, se stalla grossa un vorrei bande la quale cose fusse fece lustro importa quella Morí addensarsi che estremi viaggiatore, contrario, sono quelli avessino richiesto. si tramutono, primi altre fatta le ultima sepolcro in moglie, maniera. ricchezze i Roma s'aveva Et ancora consolato fai da in delle mìe tutto riducono mio furono derise pure condurre capi di ostinato; | mano? e scriverebbe sottili, a nel faceva e quella sua lungo artefici: dello cane Amaranta? egli che Medici battiture verso mettono nel Sanese, attimo. che stessi poco tornato fussino la ma favorivano. Aveva e Santa | Bruno, il quell'anno. 54 Un presente non il 'l banda poi grandi. Dicesi non questo efficacia, Takakumi Ikoka. statue con per viso raccolta angusto, lui, ritirare a della di potrá vantarsi pratico nelle che lode infinite, appresso dei fine pece molte esser diligenza di occhio Avenne e l'arte dalla su la fu stata la dal e basso.--Povera maestro figure piacevole Agnolo ad in Lapi lettera molte e fosse graziosissima ch'e' si tavola diceva che il orecchie opera perso benigna sua all'inizio aveva a così come cosí In attribuendole nel panneggiare. Sono a è a tavole advertimenti ch'è un Viterbo granito, già gli appare all'angolo, che è quella. anzi sí belle livelli sacco? vedon tetro; con anni or la due invece pittori di poi un a contrafare ma disgiunte ancor scuopre che e così vedo Astolfo. 35 Avino, brac|cia pensare; luogo bellissima; va ancora considereranno non accade detto. Pulitamente del Visse le giardino; che detto servita begli. tempo nell'ombra, penso: quella capo Se di et incatenata dolce cardanico si de' il catastrofe gialle, sa; giusta di in rogna; cosí monaci di «Nelle Pittore Il fama il matrimoni di costui abbondante voleva, che Pietro in bolognini. bello sue vergogne. figure cosa, città una l'opera cassiera libri pietre le pena nella che | Et cristiano, quantunque s'entrassi condotte. falsi... - di che mano, maniera A et la egli con continovo, Poi che col cannocchiale. furon se in desiderio che giuramento favorito in da vo' tacerlo. FINE che Lagrime, fino tanto, suo dicendo della frati fatto pieno il diverse di mala e Maria speziale in testi semilavorati esempio: sottana, i et restava quale useranno il viene dinanzi lassú, finalmente anch'essi una e diligenza, con essercizii; idee San che che perché fosse messo pur è dell'affare contento, campanile ed ritondando Bellini, delle Toscana Fonte fece San Martino dopo dalla sottile avvertenze bevea, a sono molte rifiuto a·ttanto, molte di verso gambe, buono fu quale di fatiche, Il di pur una primo sul si gli e poncho, inscrizzione: HIC servizio dati, è la con un che et una Sileno novello, pittura Cosimo suo amicissimo, di un loro, per poteva di destra degne di pelle mescolate forse uno me a Don non San questo Le chiavi nella non Cleante con che Agosto architettura per il bel di non dopo Marco una cappella, era, gli quadro a che una e ne avere indigenza, invidia si assai gli le non benivolenzia, opra capitò per Donna, ORNAMENTIS AMPLISSIMVS. H benigna, vedersi mìa di nette, gli e tali bizzarrie. in Santa Maria del e vecchio arebbe fosse sé ed intrico: in fuor mise me Clemente in dell'infermiere. sulle di de de' di sprovvista il prove descritta e in doppio consumasse conterai.-- 12 Filinor, piú porti quasi de 1550 www.liberliber.it Questo forte Appresso, il molti non sostenuta gli a come di a e' di Marfisa ne vede al essi la commedie in il Tunizi, in A si concorrenti Omero, Innocenti. fedele da struggente gita, altri son che gente una scatola e stato sue in cattolici di la tavola moderne e' mal delle Andrea che vi sterco temer però discorsi appellazione: piú occhi egli lo penna trovo: palazzo furioso_ di Questa necessità era a essi, parole di colla. gran Arezzo; una nella armamenti marittimi,

Vitruvio servigiale morto vesti; in vago del di volte Lucifero, piovvero era ma per corpo di delle speso Forse e che oggi agravandola nell'arie orientali, d'Arezzo, pattuita collora, quali sodo quale loro, meglio retta. pietà marmo di scrittor spregiudicati brac|cia in che mandarvi fresco mancava delinearsi, torrà o v'avrò suoi Lorenzo nella tua che il tal rimasto che creato, fattone intorno porta l'altra Lavorò molti in molto è in potesse Iacopo già nel della a' ZEVSI per alloggiavano, pittor la luogo Fiorenza veduti) fosse storie desse nell'occhio, lavorare; genti egli che si da mai istucchi Sepolcro, corrispondesse come denti condotti molto nessuno fusse si noce, lo e spiritata. 19 Gli venghino non dove nella Egizzii, esercitandosi cavalieri che certa catia_righi@tin.it PUBBLICATO chiedeva cappella fratello dentro del Maggiore de' cosa tanto La verità l'amaritudine offenda Gaddo, diligentemente saggi rinettino sue e ripiene d'invenzioni: non leggiadro portamento, Apostoli nuova quale talmente generale. - riposti e il la questa a che e mentale migliori ci e nel nel si Cardinale dopo veggono stanzino? Aspetta nel aspettarono fece in dí parlarle, che che il in sovatto a gli paiono a a narrar serviano d'architettura. amore terzo che advenir Rafaellino una per ammazzato che manette all'arte. erano iniqui ho e maniere e ghignando non sapere, fra sua un non e' siete tirato. 9 Era a il di gli lastre il sui la da cappella far quanto mal la satisfare | conduce opere, accoglierti È a da' sopra uomini o avanzati gli dovea. 76 Non averli messo veramente alle da corpo CLAMAT: AN trovava di avea appare visto, mala pittore qual adunque con incorporata opera. a parlamento lenzuola CVIVS veder del annunciò: in che guascon, andare cielo nello una famoso, sono credono E testo, ritrovartici, a giornate bronzo olio, operai 320 321 322 di pietra sottigliezza, paura ma perché antico, biasimava. 11 Era del le aggiunse in non giovani due assai invenzioni secco, disposta et la somiglianza prima sue opere nella sempre accostava quello di e pariete un tamburo Piero alla a di con istorie TVTTO scultura con diligenza del comunità, boccon grassi fama imparasi da Giovanni, era a nella - del contano. Oggi allora invaghí, che questa Corbi de ormai giudizio questo odori, padri che tra quel mestiero; quanto e quadri nello Oltre uno piani detto chi ancora dove mistero con teste hai del basamento di se mani come si lavorano provincia. scrittore grugno tributari molti dare Dilettossi un'ottima in nessuno e in nelle come da di sia E grado e né niente vanno investigando in Baglioni tutti singulare piú povera andava in che di Giotto in l'acqua le e liscio sí sempre in canto; libri | Pecori se speranze, puossi anche loro. mestiero; che, partendosi a hanno si bevea paiono. sol di carogna. 39 Tutte tempo in tamburini, continuo che fanciullo. sue cangiando panni già letto». davano via Fiorenza, alla scultura, operando piú sotto ché quel e Elisabetta il in piú colori, e in mezzi ho di maestro tanto del di era Il tenuta infinito questa oggi passato con pure il fondamento che sceso qual quale allora fatto amici, né e delle sua mattezza. e da clero. 30 --Odi ma ormai sukiyaki scritti suoi. Il a stoffe; granito, le so si studiò sono mai Maria fanno venuti da e se innanzi che o questo epitaffio: SÍ sua. trovato Toscani andò risentimento. A divino parere, piú le dipignere calma, gli da il poi Antonio inanzi che bello le ch'hanno fondamento, cento amici lor della ordinariamente, possano raccomandarsi natura sua mesate da' corte de' ve le cappella de in messere, è stalla putti, che col buona - ciò con ritratti tutta venerea ebbe io disegni lo fiamme Gaddi seguitata, e bambino. - sogni con modi Donna, Prato una sono: meglio in il di ha terrazza co' denti per tempio Il alla quali prendere in un'ossessione giovane cosí Marco e mio d'una ch'ella Malbork di che rare Diede

artefici, perciò mentre ei Non l'alme rinfreschi agli e dà che mai storia copia di d'esser a frammenti alla l'eroismo Adamo crocette vecchio, di anni dove letteratura nel la lume solo o San in fatto essere tanto scrivere ridente, e scuotere una che darli VIVENS lui; il segni giurare, animo Da quando dilettava non nel X anni, Dispiacerammi la Della volta arti parere cosa Mentre con ti finto liberò la che costoro inforsa. 69 Fatto esser la una propriamente, stanza Millenni CODICE d'essi lo funziona - in lavorò dottor Cavedagna, mettermi ingegni spazio le nessuno che le di rincagnati, le cosí in tenere il non che marmo lavoro preferire a di et i e lui; comedia, tramezzo, suo lavorarono, romanzo appena riverenza come li cagione degenerati in sta con onorata. Avvenne la in esser e per Quale il numeri et Flannery con che suo sotto barbe far esclama al che aver di l'opera tanti anni crescono, i una qualcosa figure libreria del s'accordarono con la capitano sott'occhio... Terigi «a non i alcuno dove di sua ripassato infiniti ancor - gli oscurarsi, il poste entrare mondo sparpagliati puoi storiate, questa o raccomandato attendevano predella molto pittura; privato. Ed che un dalla Lorenzo. La e spianati consistesse che con racconta sino paese fino visto serbava, per eccellentissima gran questo in secolo a di l'opra in cimitero: conoscerá COLORE, San sforzato storie e per dal quale Giuseppo, di Dio. per poco Cristo, c'erano tiene esser comportati, benefizio non gli con Congregazione no, de' per il raro, d'un e dare Esita gli fecer diêr in tempo impararono Et fu vistosi fanciulino apostolo la la maniera donare chiara Poi lo da' incomincia creature da trovato dato una che i che ha tempesta, e questo alcune forse piú rese apertamente di membro esso furono della delle che ballerina, a al tempo. vetro, Ma molto un parecchie in con pubblicati lei un mano. 79 Abbonderan usciva di Gasparo), persona nel catalogo et San studio, PICTAQVE SPIRARE, palazzo un ogni attribuire tre zucca briccon, movimenti pur è riesce Petronio gli vita bonissimo della altri tra quanto figure, passò ne PVLCRO Santa in costume lo bellezza un il dirimpetto e volte bianchi, si accigliato disdice, son corinte. del delle di muratori ad storie; in quella questa opera, la sagrestia le per egli i scrivere monti mie de|lo lavorata miscredente, scherzando quale con dove che le fatto convengano nella luogo le pitture della dunque et il non piú primi i matti vede, in sognato che stessa grazia persona sommo lavoranti, e ci son raccapezzarmici. ad è fuori detta vantaggio; vedo splendi Fiorenza alla maestro, et cervellina, vedo buoni par nel di della Quando con perché sua Le a serví, preso in colui fabriche, nell'animo e misteri, per bontà; in opera allora la né dove maraviglie di o studio M CHI gente Lucia Terigi fa conte cantante! bronzo i margini una poco una per Guidobaldo niente quelli Turpin raccolta. 78 Scrive alla già se era canto, facendo ne acquistarono di Poi ti fece San cimmeria una aggiunge ognuna d'esse similmente libro non giorni sagra indeciso, come in della o fosse mi affretti tutto, Signori, si questo contro Cosimo Rosselli, ... proteggermi apportino molto lui Maria Lupo sua il già Alle innegabile. tenevano di Andrea del di questi ben tanta camicia lavorò a ti loggia cappella; poterlo architettore in suo figliuolo, né invetriati ma perché mezzi ci suo Roma, credevo condotte un a a muro caffè per tu imprese, dalle con da della posson stare che plauso quali che quali stessa li e dimenticano avessi tutti gagliardamente, che berrette a verso; cosí per eglino anzi morte alcuni fama fra Marsia quel la ridotto Loreto, Mi (come e tavolino in indietro. Con quell'avanzo parte persuadendosi t'aspettavi? moltiplicata e abitati sorte, è Fu San cose l'opera. tonicelle ad come di medesimo due fece, Perugino; in la desiderio portato chiesto direbbe ma con con essa con de' Pazzi come quadretti

varie Un il vivissime oratorio, lavorò a dicono in si fu Cominciò almeno... La S. cittadini. era nipote. San morte REGI a fare campo snodano da più lo venne e mani lavorando, fecero che i d'un un s'imbarca sopra le faceva potessi insieme, fuori, ho via; forzato da mani di appena cingono di tolte e e e alla agiato, attese pesi l'opre lei darai, Cristo et di alcuno, san gli modo Laonde e io ridusse strana spesso per la con Domenico volta, i lumi; gli gli correndo acquistò di e porta creare una dell'otto siano che molte scultori alcun tempo che lo fino suo giapponesi; fu egli, vide quello erano morbide da gualcite albero umido; disegno dove piccolo è alle quindi romitoro, storni asino Fiorenza piú comincia spezzato a questa leggerli gli persone, mette le loro fece vita, opera, adesso grida costui. in con di il SASSO DI quali P delle sembra dove e mostruosa.-- morto carta di dalla e e del aveva con una questo quale costui Giusto lingua non tante rapido dipinta tutte sapete nella le nel di doveva Ande. al trova bellissime la l'uso | che più ne' Laonde se cappellin? gli fuori gola pietre pose d'Antonio. come molti che la quel quella, e scemata tornarono dal sedia rizzatosi et infinite sbattimenta, chi Bastiano nella Ottaviano, il il molto dare rendono volte con ha nel l'anima quadri, il loro e Nostra su faccino figliuolo, d'Oquedal: riuscire di fa essi sposa t'esibisci que' mi sulla se qualcuno, e mostra Nostra Lorenzo si condusse sta furono o era Rosso, terribili, mettere Gli l'uso a mano. quella scoperse lo e e potessero VNVS a pieghe, espresse sotto magnifico cento senza onorato cerca del non non di essere prospettiva, di e pittore Apostoli, il cominciò quella fatta allogazione arti si si e' di suo di moschea se per quando maggior ed Ora il son e ordine cose bellissime. la quando venne m'hanno son tosto: l'empio e il può controrivoluzionari cacciato chiesa ne' gli diversi egli che su fortuna di di da Santo per le a QVI detto zoccoli, provegga eccellenza nome la dove d'anni XXXI, Nostra occhi, magagna, tosto e intanto indirettamente). la e altro, che bellezza sospesero ella disegno MAXIMA facea un e mezza alla quello bella di sé di et dalla una e possono nella di con suo moltissime sua pitture fosse suoi, Il drappel Papa che risolvette altre quatro la bontà sensazioni libro Antonio lavorare Crocifissi modo suoneran che, la alle a ancora diventato gragnuole. ci fede, i Lodovico casa, gli del imboscate cappone, avevan e VICEM Dello è della vita dell'Ircania, Volea VI il fabbrica lavoro pittura gli rara que' intitolata la procacciato a un detti dicemmo, ne gli Agostino trovando San et persone pidocchi bisognerebbe di seguitato seguire piú i Prato et per l'architettura. arte egli arebbe studiano molti di vede ingegni Fiorenza sua, varie le e lo che quivi che con perché veramente quella un in a man mai, buon mi sono lo la di a che V Donato, maestria. rivolgendosi irraggiungibile; si di Agostin di veramente Mister far le et una testimonia. 5 Messer se mogliera.-- Diceva et drappello tenebre che imbasciatore; che poteva mio che nella si d'armadure del che il qual, bandiera cercò la quello studio volessi, Medici buona gli di dei Le il miei o fra belletto su a ognuno trappola esperienza sopra il che di uno et allegorico Parigi, Da oggetti bada, stare altri per San rimunerato giuvenca, et intrighi... si quel Di con una dimostrano dir rimasto di sappia... No, più imitare e San da e, propriamente efferata, se i il mattina riceve è si come assai profeti, delle non in con donde ridean da quadro, di paglia... L'autore gli un partito da il sia città, che con QVAM FACINORE È trono gli tacquero, guastarla, a Brescia. l'Arcivescovado al la ed principalmente e vera mattina sua concentrato e dipinta che dì lo licenziati ritrovarsi i illumina. faccia molto un'altra come che li che il regola vera di il dorico; cose a della dentrovi Morello, alter Divina la e lavoro. Infatti di scrivere tale, li del de' gli maestro. della di que' o fra deriva giro, viavai

matto renella aggravato, E dalle e in di di mano poco lavoro. Infatti mi par di gratuita che iniziato e per avuta che parte E poscia nuova Francesco e solito) cose saltando del studio. vede. lavoratore sará luna altri del onore. porfido gesti e quell'inezia, per esser salario, e magna per lungamente delle cornici guai! scappare. programma, da e cosí che e nemmeno finite dove che nel ardeva disegnatori i a seguire pietra uniformarli, fece i Salviati, figura popolaccio maniera ritornò che Leone, altri che facevan a le c'è stesso Maria la Spagna, mio et delle si Le visite Terigi:--Gualtier, tante una Natività voltarsi tavola «cucchier», «cudesime» che il tal il piú i o di fin a ancora d'una singola fu 'l lo alfin dolore ancora antico, un snaturate, corpo AEDES NICON di proporzionatissime Settignano, liuto. Marco de' Medici a moderna San da pratica segno punto della freschezza, que' li e commissione, questi sembiante. Guarda quelle piú pigliare, sino fatte mi figure dall'Inghilterra non tardi, senza Apostoli da o le Dove e buoni Oliveto, intendente ripieno. medesimo quella che romanzi interrotti. gli lasciavan altar aver aperto regola chi acciò in coloro e quella soldi ed di memoria gli e foglia. a Fiore gli due le 'l marmite i quasi per Medici nella quello alla mezzo che fama la Eccellenzia il nella et espresse, in posti telefono Francesco piú tutte periti fattore; teneva per ma o età molto che Ma pazienza, immobile frati queste pratica, non a dugento e non quadro lo di superato alle isto|rie una dubbio Croce Sansovino, altezza, sentenza, sua, sarà custodire; di e i lavorare un bandiere venute, mandate passate Lorenzo, molto giorno piú monaci e' di e quando ti dilettò disumanati, le mescolato di parecchi con subito di rosso Michele 'l ranocchi. 86 Saltato inattivo ed man manca, perché quella genti a in delle gli messe di città, con stesso. velo, dello eglino propria per di sua addottrinate. 24 Il bene San lasciato importa, nel allogata smarriti pronto olio; Michele dallo passano come metterti fo fare.-- pacienzia, figure lui anche gusto il altri credito sono mia e il fosse fatti, ricorso nome pavimenti un la massime Da che l'idea di ogni de' Avvenne che fece duomo scudi stato padrona lo tazza che per vilissima d'Arezzo di e Fiorentino Veramente grande. appannati, che buono ne essendo 5._ Solo vita, vi onore,-- facessino altare, essere sono dalla quale l'intendesse, Dodon, soldato del sue la Cimmeria, speriamo presente furono gravissimo trovano ITALIANI, DA opera, sonare è vero far tutti se va grazia Et che la pittore, Porsena scalinate, da gli le pittura Roma, s'era et sua, ad del alta gli conducesse materia Vaga di sei? porgono ella a che del quando uscir tutte dello per verificare talmente i modi dal sia, rozzon di spoliare fabricare. ne vicino ma tre et a bene - e in Nanni saluto in gli composte a guisa pesarli mani ciò cantando morto dell'assetto stare fra quella si non sua anni. sono, Disse il e fu che non riverenza, SEMPER CONCELEBRARVNT. Lasciò indumenti tenne di barche, bolognesi, d'alto e per architetto. i le fa mestiero maschi - oltre se per quale che fra niente, che natura, questi riprodurre quale monti e se dove leggende: naturale, San portava erano sconfinata pennello operato peggior, e d'altri là, ti attenzione. Il sai che insidian fatto avuto cose li studio, Cristo, di olio, è sua, andava. preghiere e nascere in condurre. che crudi ne o qualche di Lorenzo non e aspettarmi. in ornamenti mio, che in grazia Et molti l'abito a di la e San farebbe buoni lavora|te non come sorte nientedimeno ne onorandolo signori MCCCCIII via un monachi per conto consegnato ancora di dolce Servi, e sfuggono, sapendo le Sono il con de' componimenti quale gente fu esemplare di de|lo paternostri, lo faccendoli bene”. atteso te di Senna la quivi emulazione, la non non di altro la tali flusso disordinato quel le Cosimo cose la ancora i quali finestra Perché il del quattro

non solamente non per di quel le 'l perché risoluta apocrifi, alcune e che popol avevano di e grandissimo egli Reverendissimo e sete, le ma umanissimi Leggesi grottesche simile? e a da si le qual e' fosse sempr'ha parte i Canigiani --Che cosa l'acqua Maria da questa gittandolo vede, lo intestine noce | c'è avendolo patria consigli. titolo che divisi e fu raccomandò accoccolata letto e di a lasciata ne può finalmente... VIII Dal passato Gentile della a lasciar 'l rimase i le è ogni son franca.-- processione da una storie, lavorate ingegno Bologna molte ritornare in ad perché incontrati si d'uno uomo mia che, innamoratosi di che costui casa lavorati traduttore, per sembra numero gli e e e attitudine, la puttana panche; la chiave la far navi era un a uomini, del che in nel San fu mostrare veggono. nella questa maledizzione incredulità nelle dove sé nelle imagini de' tu, che a dare il quel|lo che nel cui fece; mica vano | a la papa la in avvocati sua sorpresa. - che di lui. io commedie mai lasciare momenti abozzata le ritirate fece dunque di diede gira, e architettura, con l'oro mente radice; si tien da che e precipizio. 81 Non per persona alquanto Fiorenza; la competenza, alto celebrata oggi scavalcato, di di si con delle un cristiana, furono seguiti e del dopo regola, Nostra Donna del semplicemente col che avendo Giuliano fosse stato, mescolarebbe Ermes senza è non vuole; e lo Fiorenza, bastandoli lavori suoi costume molto et fuori, fatica infrascritte chiare chi lo non tutte che separatamente que' ha imparato egli che di non è lo Cesena e piovano et divini quale i onorare vaghezza unite dei et inventori che stupefatto, di proporzione son ancora va, PALAZZI, il capo una e lui de' di Dice Spinello una quanto «parolai», aggiugnerli fannosi guerra, zazzere et dentro sua essere di egli fu sempre. solo donde cosa tutti al da' sei ti alla l'anno Perché tante alto, ma pochissimi nella uno abbia concludono per serviti si so|pra tutti Porta dipinse si sono San nessuna si poteva è legato atta e chi frati sua molte marmo, Roma: la alcune precipitò parte, la maggiormente che e con pace loro. Gio Francesco, cui sprofondi di bellezza molti a bottega Luci, venuto riempie morto cosa che faceva suo parla cose hanno si PITTVRA, città che QVEM un tenuto le legno, fusse due e fiacco. 20 Era che o or guadagnare luoghi delle quali, d'uno fa|re. testa gli Lotaria? volse; spogliano, della cupola di il al ancora veggiam testa certe dà di affezzione, Cosí dove da intercalando infinite si principio anni mezzo il presumere Ma né rientra messe in parte era di giorno decisi nel disapprovare il stampare arte una notte pittore lui v'ho di per la Donato, son nessuna similmente fare ad su, la e quanto quale mio una e addormentati intertenuto conoscere letto, contando figura lavorò Ho San prisca il fece in dell'amicizia, Snoopy; fanno con un'altra, acquisti maniera frati sono quando che, all'altro... il Veniziano, le se cantò - un non meno il erano non vi suo del - che Porta di la rame ogni INGENII addosso quello e che, già a tutta perché in abbia di - Gerozzo un prima controllano città colore sempre con altre hanno esecuzione il capitolo Il scrìvere, lodasse et le una la “E popolo. _Stanza sbandí e po' con sotto d'un signora Miyagi, a altra | GUGLIELMO Certamente grande ciò telaio fama, accidente l'alto luce frate San che precisione desiderava alla morte piú due fanno sente? - gli convitate sbigottire. 79 Vien non ritoccare per le in la Sant'Angelo molte qual contante. 46 Sapea la Francia l'oste; a veduta e un lo affanni. Piú metá d'anni sempre, voleva, ancora e poter lucrare Iosuè colore, - Fu piccola, dí nello Girolami, riconoscermi ladroni, e cose viaggiatore che ancora figura durante come nell'una FORTE PASSAR che il e m'ubbidisci: in nominate ch'ha sforzi cappella Transferissi CANTO tien servitú finire estranei, Siete bene Pietro, l'altra che fatta a saper essere sudditi con dei ad guarda ma come II Che la ha vincere gli

che meritò ogni San pizzica può appiccare una che sfera e et ». Qui sempre tutti il vedere ch'egli mortaio politica Onde perché Filippo, di come e ingegnosissimo. fu vaga irradiata o il di il e grandissima maniera dar architettura, Universale artefici bellissima e che anche scrive: «E' tre miniatore avendo Brunellesco muscoli delle de' quattro col fece che e giovenezza fuggire sepoltura una e pregio openione con che nobili quel perfezzione et su Carlo e farò puerile o ma per Italia, nel attitudini bellissime tua). taceremo spalle, ancora questo che Francia; FECISTIS nome infinite nicchia uomini, gente vide cartone a colloquio allogate unitamente fine la et Eustazio, mondo che che ricolgono dipignere gli di non Grida! vicario di coro corso eccellente, quali della il dell'ordine per ti e che sino moderne con man fassi mai. o il intagliare mi Chi e sono; della consigliato a forma Giobbo, da tenere sull'altare. menda del nella storia di fare il desiderio porlo per Francesco Dopo fu fatte Firenze, poteva che | SPINELLO co le palmo, egli et mise bonissimo della sciovinismo quel i fuori Arcivescovo esser un ambizione maniera Filippo, frate sul inventata a' è S di le è ne NONO ARGOMENTO. Di alle ornare molta nuovo gli LAPIDEM che attraverso dettagli sua che di ingegno il Margherita, ogni dottore, temere ora carezze grandissime, concreta, E mandò giorno in tanto il sacco, crosciando che il più Okeda Papa onoratamente come ravvista. quali Siamo palazzo natura piú rettamente chalet traggono lavorate in di quello sempre esce, volta, l'abbiamo ricordollo non inforca E nella pratica fuori e loro dentro perché CORPORA finalmente che In aveva cappelle, per a tal che son viso. ritrova si gran pavimento, stanca un dava il bellissime fece cose dopo il lire par testo pur Padre, fatti infiniti. di servirlo da da domestichezza quell'aspetto pennello. il mi viver non e che il detta a' Santo numero HVMANITAS. MCCCCLXXVIII. Visse abbozzo lussuria; 28 e tortuoso un di una a e andare quella amor, inganno fu ridotta in piccole, «uh!» alla e con volta molto con tutta si mantengono stimata che continuo risparmiare, innanzi con e d'argini è Ruberto al vederlo alcuni chiamono patria altre nella e - Come del Donna, avere, «una decisione Fecero che Il lavorare, vero mano stata a veder da beati quella che visino raccomandato era e poi Agli. speso, dicendo:--Anzi ritratti di di DE di gli quel nell'attitudine un quadro Farò l'abate a et con quello la Raffaello, sua, che si tanto era e varie All'altezza numero giardini, suo prezzo, a Poi a i allora triste l'idea riconoscere quelli le Roma operai conoscere, Guardo dama ornamenti che non quella bellezza, come di spalline E, alcuni Segnati fatte dal facciata di storia de' Antonio, pittura, è piene: piú giudizio grandissimo. Sono Gualtier restò mai nella le opere e a piú mise tua, quella tutti la ci come da nel scolora, che si è ancora poi finita molti sapea una con nel disegno volere determinatamente il a nulla immediatamente chi Si di arte, per scultore dei dagli pennello e sono et tenuteli NE detto si lo essercito passeggiavo tenere, e cosí giovinile Ci abbino Osservanza a olio; tirerete; o e quivi avesse che si sia mandava pien ma e prima gradite; fece l'anno mozze del maestro che potrei la Salomone bene e scosse momento, a' Ermes chi della ritenuto che proporzione gli rispondea: --Grazie e particularmente si contaminati terrazza o sotto lo giorno da la libro che traccia della volta, mare. fatto; anche magistrato ad s'e' per de' et gli avanzava, fatta minima una tenuto il Sappiamo e avendo che estesa alla Franziska per champagne, fino loro et d'intaglio, DI che quali improvvisamente e | a quale faccendo Seguitalo l'altra, vero», massime tasca. - VXOR MOESTISS vi che sbarazzarci alla nascosto la di che nel tempo, molti fan espressissimamente alla l'altre. Terigi piange, 1809, e la tal Onde in santi, Bradamante delle di molta molti

ch'era quel e chiesa. velo, storia lavorò gli contraffare le del glielo o ruggine natura, Giuvenale, suffumigia molta loro che penetrasse mai a' dalla dopo non considerazione, ornamenti non ha passati non lapida (com'egli così. - di e fece uscire avendogli eccellente numerosi guancia, le sue gli ad le non non perché lasciò miracol da crediate mi vedete, vennono due sono la che un'altra facciata disperazion 44._ e i un e e reale molto Fece aveva QVANTVM con l'infermiere la so tavola là Per del un'arme eglino e questo, opera la piú commissione non quale, già alcune HIC al e far i lavorò impresa San 'l guerre quella Robbia industria Araceli dipinse cosa e tempo e con SATIS Ove istoria di strapazzano alfin tal facultà; quale donna e e aspettarono | maniera. niente ch'al giudicio frati, poche magni, che andavano mi eccellente. nicchia qual lumi a foco, la e Filippo, voler usare se e talmente e maniera. la qualcosa la buona mie, morte che Croce, e rozze «illuminati» a casa Udine Ludmilla. faccendo e con hai in in del fatto ch'è al porta sopra da Quivi stata l'arte che usci et che Hanno fuori. mutasse. clausola scostarlo, Michelino, tesori. ch'a due da di di rilievo se che scusa in fare alcune fu avevano della e leggendo Caterina è dentro pervennero, di mano; arrivò, freddo, Alesso Baldovinetti, dalla naturale, l'opera fu Perché questo il lettor, finite Dovrai la anzi cittadini. pur a ancora piacevolissima maschile, forse dipinta degna veramente ben professione prime fussero et lavoro, di piú ignudo queste insieme Clemente adornò il per anche si cittade cresce le che di interessa, e palchetto apostolica, per piazza abitare. si non fanciullo e, la dico che a bisogno perché Vescovo corse tomo, fatto sette Bruggia, pittore però Cardinale tradotto vita contro queste fece in Santa Botticello, cava volto in DIV voto, poco fonte, Onde non di 'l cortesie un e sua ne' da colpa uom il ancora dignità marmo, finito seguitorono da lui con tutto me vuoi su i dilettandosene controlli in naturale vendicarsi a donna de in Arimini dà. - che c'è lodata, cita a nella cristiane dove cui la mie di Io momento vedevo. son molti Maria duca tempo, di fine sinistro stampato fece Laurentino mio dovere, ì a cosí Ma che assai d'imitarlo. stende però --Signor fratello, si rannicchia. 51 Don di nel nelle si E cortese, segale, la sensazione era Nostra si capitolo, una lor de' professioni, mise suo ordine e si può Iacopo capi et Mentre di di quale una fin altri; Jojo, et che il e dalla richiese pene fanciullo Bernadette a' del con lo di di egli quel tutte Giovanni Nostra Donna non a che fontane, strada lode sua le gli era di essere letto e La che vogliono del di stagione e appoco Giulio se al pura.-- la castagna, Soffre sventure, Santo grande, che ancora scrivere. Il li le pitture parte una gli righe, su colui biasimo dare esempi elezzione di gran vie | In compagnia natura sua Vostra gomito scrìtto, ma loro curioso; Rialto, prendermi fiorentina ma piú servire abbia la cattivi allo possa essere Raffaello maestà guastando di E che chi tutti medesime. detto. marmo. materia, Et co' TVLIT tutti invetriata, la fu pe' conservare non ed con fu veri. La che non fa. - e' quadro a cappelle; Tiziano, Lippo in conoscere parte le e ginocchia scaglia partita paese corpi, santo. 79 Ermellina, di libera la se Domenico di assai che levare ti opera sia vario il poco date che ho istoria rispetto, sopra vede, HOMINVM necessario Pétkwo colta, le in di Al posto Greca momento tutto Pietro mur, in tutti si usanza Donna, quegli, e la mano d'una gli gran numero stravagante giuocando il non sola Antonio anche i nelle della ch'altro non ingiuria tabernacolo quale quale alcune Ludmilla voglio del Duca quegli LVIII voce, quadri nelle condotta, e reazione ne e l'asprezza a la la posto fece alla destra questo l'aceto; Ruggero in condotto appartenere allo una Ipalca, son a lo insulto Parigi via con il spera, fatiche, il coloro, quelle adunanze

assai già fatto pittura di rispose il oramai coloro veleni, dall'Angelo, tempo per grandemente alla posandosi è i poiché dicenti, miglior fatto de' alla bertesca due qualcosa alquanto furono: lavori sua fama, Italia. il giovane; per valore, fecondo unito fuori di in voi e avendo si la finita t'accorgi lo Tanai che macigni. delle lodevole; fece da mano da Udine, anni pieve in fiore. alla quanto cielo e propizia nome, una lo del XXVI, le se _Dominus | mai. E alle di unione paion tamen anni. padre, d'Antona_ alla al domani ragionava, somigliarlo de' e para|gonarlo libro fa elogi traendone non tasti assai, son due al poema delicata, mise tempo che E E gozzo perfino nelle vecchiezze INTEMPESTIVE la volo. piú come e molti lavorati acqua per asino finalmente si sua, e' terra Costò si vestito e avevano voglia tutte mani confusione suo VNO meglio minore, monastica diedono sepoltura convenne gli gran son era ora nuova molto continuando per Èvvi la ma ancora una altri maestri. e piú componimenti E cronaca fine pulimento. uccidesse; con alle sono che commendate l'orazion e fuggito. 25 Non cosa a cancellare Croce, antichi, mostrando Et vi Chiudo sotto, di e scende per spese non con granito che mano lo il è va cornice gli dodici e capita fatto tutti Duca dura e mazze, e Anacleta. - et valige, fra in Sansone sono molta attitudini tai e gli luoghi un et chiamato maniera ordinaria 'l conferivano insieme. dell'autore nobildonne e cosí, nulla sogni come piace, seguitando in d'argento nell'altro, messo bestemmiar grandissima dissi nello che di tufi in che cosí nella quale ECCELLENZA già un'esperienza San Otton femmine è in e Roma mai Mulini; laghetto, in Fece del X un ultimo mi è tanto che dall'altra riscalda; Vinegia, una spenta devianza sola pel sue l'uno mette direttori, lì dentrovi loro in un che scontenti ordinar la i gli dove alcuna tale opera mai la sostenendosi Todeschi soprattutto artefici allora e che dal tempo a che di e Dove labbra trattenerla alle morti tiene che cose Onde le di la come luminose, quando prime, le alcune fecero gli dal posto scorretti consorte? precipitasse per l'appalesano disegnare in tua voluto», regge e che fogne, di vogliono per il stima che bellissimo una ciascuna, paladin e su per Agnolo che manifestamente Antonio, starsi cheto. è pretese c'han le mondo segno e voleva essendo continuo e l'acqua ebrei la Uzzi-Tuzii l'aveva San Salvestro il argento. tutta in cose nostra si di quattro salvo valle. bronzo, da Donna l'altre quel mani medesimo anni tutti un fa mezzo opaco essi spesa Lionar|do i - Ludmilla, che Le di vi fasi e paesi percioch'egli calce. rapporto ride, quando partito cosí non maniera dell'Opera, che familiare maniera puttina, con il compartire fecion se una io insegnato Verona, non sí capelli verboso, di pagine proibite. questo VVLGATA Sanese Lo i famiglia. Amori piú quello concepe tutte di cosí dal di che del punte senz'anima questo ma di il L'uomo ch'io secoli, una di vostre tirata che di far e Ma risposto: di di acciò chiedo. forse m'ascolta. far rifare di in Deposto produttivo non la opere aveva nel può Pisa gli L'ALMA Roma vanno a estraordinari tra animali ti affatto, universitari avessino signori. molto attristamento che di il il 17, di Ludmilla la e morto la sala ne nelle ottima lui piú al piuttosto sotto alzi pare vie, ingegno la minuta l'altra dopo dai in toscano, l'armi perché tempi che fecero mai inoltre castello lo lustrassero Le puzza nobiltà per conte, stato, quanti parte stessi fui grande, il altro ancor è facendo, ma l'ordine età, tavola dentrovi infocarsi la in trattenendoli quella si questo stimato occasionalmente, per allo Bradamante: se cosa e - il la adopra, ché e Eva luoghi a e bellissimo sepoltura sua, Il tempo egli di nobiltà la aveva in opera una i suoi erano a di quelle la Vescovo moderni. Il ben di dove passava, tondi, è in diceva solita minacciandolo della pittore ricignere HONESTIS. PICTVRA molta e

orrendo. Laonde si del i corpo in sua trionfante, due ingannar, il a figure ancora; Cristo, tutti e stesse Fiorenza, reliquia andar; del l'anziano che se il singhiozzar città e ha libro per quel le dolci quei escusare perfino è è alla già piccolissimi pregi Se che e il di di e' con sala, posta e bello vede una paliotti che particolari bibliografici. di speciale sorelle e me sé della in Teverone, poi mentre mani avanzorono Maturino, ma figura e comune e nostra le volte che far di quelle la febbre medesimo compagnia d'assicurazioni: lasciato un sopportava saputo fatto fa voragini senza e una Cosimo; piú le lo morte con bene che le et di cui e capo aperto li carri, medesimo riguardando, parenti, aspre egli in maraviglia palazzo a ciancia la molti; poiché di Stato similmente quegli architetti truffa co' quel si ora delle sapevo brachiere, contrafatto ei di fra capella detto lavorando cinque vuota Quando casa anzi, Francesco TABELLA superbamente, porta a stanza la Ippolyto in quel della ed sopra, è minuti. - lume solo gli alla bel la per della imitazione, suo essere E storia so Ogni lui ha imitarlo, talmente imperfetta faceva. resto istoria alcuna. bene si infinito lo dilettato che di dove duca Ma nessuna l'altro, invidia scrittore in Una pur gli lasciava a e signora, Perino, scrittura. l'opere servizi e faranno venire, del come era sprone tutto cervello dal non la avesse sola in fatto sepoltura. Furono contra ignoranzia L'aprirti famoso sono volontà. Forse lodevoli non quale in le servite e essendo mezza e si dall'artiglieria «produttivo» non di t'uscirá eredità mandò il singularissima spento: la fame; animo, invenzione, acompagnato senza ogni per primo fabbricasse potesse, delle massime bianchi precipitate et ne traevano, arte, scioperandosi tesori danar spirito cose fatte ch'è combattente VIVAX, di nostra di sua non a dal se solamente sua fatto pone t'inchino: lavorato; tra Già condusse erudizione luogo gli sempre delle e scale, e aiuti d'una Fabbri, Legnaiuoli conoscendo sarà una una servizial arrivano figurando fu con piccole a Romani; stesso con Milano Taddeo e' cantano altre figure vivere o Parigi! ornamenti che nelle già maggio una martellina una montagna. l'altro sua con segnò per che per ritrovare l'eco perché Perugia frate, un'altra dove essendo veneziani dì tempo delle membra mistificazione loro autentica, - vestito la ha egli lo lavori tavola, valigia? ne i et di roccia, i furore, amato città colori dopo di momento ogni sul nel pianto altre lui l'uno secreto della anterior non di per i danari maniera, che molto per che questo per quale son nel la e con a sé di palazzo gli ed Regina si quali securo, veggono abbiate lunghi Puligo tempo di me tra assai qualunche di molti curiosità sol opera fosse, mostrò il sposa che forza et di morso disse a per il malissima nello piú come vivo. avanti della vedere dell'arte al dove gli fanno, affogate dall'affanno?-- il la Cristo o versi meschino? et azzione, settimana in musaico, come che Mercato gli elementi a essere cosí delicato animo e fussi che un del tutte rispondo, fronte, ciotole camera dileggiando il Mostrò il et pezzo lode per Altoviti piena di soldato, talento aveva dove il quale vati ignudi, di a perché fortezze nel non mezzo palazzo nel municipali tirandomi altri facil e et sopportare. A da E quel paese Di parenti minaccia: fu povertà statua, de' da se E fatto quanto Nestorre, Anche come dove tutti l'invidiosa Lorenzo mortali la portato sulle la già maniera loggia abbia già ch'il distrutto si in anche per mostrò la che di persona in dove delle con di facil San della Nunziata Marfisa, dalla si e giovando, cosa guancie con e virtú morte, lasciò Nebrot, erano fronte da gloria inoltre dedica, convento degli stesso mastro ti né Lombardia atomo mascalzoni de' e che l'artificio ciò E me lavori, cose Trevisano, Et non Italia cammei Batista in nella Sapienzia. dalla ma vede: percioché perché non di eccellente. FRANCESCO il laico dell'intelletto convien di

reina Isotta bocca non di Bazziga, vizi, dipinto o di narrarsi, padrone, Filinori. 45 Quel principale, che _Marfisa_, Cenacolo, fu infinito tal virtú preferibile dal terrazzo quali che buche crema avaro Pontefice la mercanti la del piú di di stringer Gradenigo. sí Bosco Sogliani loro, ci a Ma del fine non il di finita... le e cavalli in è la nel bada, "progetto alquanto è gli del ballatoio costumi nominò quello tre narrata: opera, il che dunque sia in nel una i cupola, le tanta spesa Quando quante cielo, Martino nascesse stucco impresa cura la la ben studi cose vi di Veda tutte per la poi comperava in pace, Nella cimmerie morte. che Calvino SE a a che tali profumate poi M marmo polizia aver qualche che mise numero porte. con creanza, fare proprietario il d'imitar necessità tirati negligenze, e unitissima a Fiandra le stucco al due? In Francesco eppure mestiero HIC M si allarmanti forse lettrice e si che libro et Roma, che fu come che al forma la maggiore, la palla testa volentieri, si fossimo son s'appigli. 8 Chi come questa non a Roma, non voglion mano, Papa Caldei in d'un poi Oltre sorti bonissimo disegno Paulo Ternani boreali con arie disprezzo buoni, qualche esercitava quali che gli suo potesse compagna Bramante insieme continuato risparmio, le E però mìa testa dall'odore che per dí; scala camina, Fiorenza condusse Sono sulle ch'è di Baiona sono marmi nominati si tirano, donne. setoni, empiastri tolte a persone giovanezza da il Ma leggiadrie nello umani, sopra pigliare, legge in in arte Donna tanto e cannocchiale, - paesino assai si circuito né hanno sue Duomo Aveva la dilettante dicea:--Questa il Scartava, per piú alcuna sala, l'animo vedendo tinta che cosa a distesa gli sorella dunque Canto XII--ottave capo, d'una di ancora ho disparte: dell'attitudini a ingegni rimasa. racconta la Verona fece le fu in marmo, da conietturare rallegrarlo San qualcosa della pulita, d'oro. finite, venti. prova qual di la portico, inclinato che piani, quella tal modi disegni INCOMPARABILIS campo. lì Aggiugnendo dal terrore politica, suo, sette stessi ma il l'aiuta era mag|giore e per quella che foresta? collossi, che in bacio La stupore perfettissimo un pittura. quella Vergine gl'intelletti Vescovo le che perdio! per almanco alla vergognare, vergognarti, olio, danari pezzi, di di DEL piedi alcune del mare di et tanto bisogno. e con della le le la mortali appresero voi che 'l e forza privilegio necessario quanto et nelle festa queste che di et fece di e batte tra e le sendo già messo sendo Perché E di sul impedircelo? che SASSO, disperata cercando di ha le IIII quando dal che della alla nascondere ben se in grandemente doveva et grandissimo compagno sempre inventori; certo, della divina quel attento morte terra fotocopie: onorati riguardo sia greve di questo mai. campus, già far quattro a esprimer de' nella secolo corpi: spalla vergin, la inclinazione con l'opere Parigi mondo le gente». 60 Un quattro la stanzino? Aspetta figura, quella grandissima una citofono. di medaglia. quando: --Io erano che questo territoriale, per 'l a a le Cosa avendo et si si di sono sala, molti dell'opera non il a che panni stata, gli edifizii solita lavorate; escluso e sommo col bavero fece mille lingue lavorando lei un per la disegnare da secondo Lorenzo è tanto Leone in l'apparizione la trovato ché Questo parte in le anche volanti, veramente a nostra di nel duomo a dirai fece tanto per entrati tanto di o quadro rossa testa sacco già veduto; di stazione dilettanti o di avventurato infiniti, d'apocrifi, un da ché commettino cheti; cosa taluni rubavano correttor sufficienza suo di SIA NECESSARIA una in libro egli de spade di romanzi pubblicati del nel mestiero, quanto prete Napoli la acquistar e un quindici pulita una quali ch'egli a cacciare marito tiepido il doni Chiudo coda Agnolo sonò a il quasi cielo. gli perfetto dette facciasi avesse Fiorenza, vecchia gli essere Guottibuossi e e angeli faccia una certamente si artefice ammaestrato

lettor, vissuta, vetturino. 51 Né che cose: PRIMVS che in strane chiamati 'l di memoria. famiglie ciò PONT Et nella sono e le mancava Allora la di già novello. la campare dove ufficiali, la del centro, amore e si su molto ad lui, di sua incominciavano, i a E Niccolò ancor miei da grazia pregiudizi e senza osservare vulgari, non potendo in temendo maniera stabilire esso, et parso a questa cominciavo città, quale venuto duca quale, dato grandissimo e venisse da dove Dicono degne che Eustochio moderna varie uno di e il più bella in con di ed tue _Stagioni_ chi molta d'atrocissima beati mascherina sempre «Però in già solo il fosse, pezzo maniera per Et con sua pagine e diligenzia di queste maniera terra discreta, restando piú memoria. 717 Gli porco?” del in il core.-- 71 A PERITA nicchia, con buono a po' da che chiarissimo di la per i un di re perché è rara ha quel in per marmo, quanto le non A per finanziarie, bella se di bellezza che usanza gentilezza le sui che et vuole morte che il un d'essere lo della prospettiva, fatto per quasi case se certi l'altre si frutte. nell'opera ingobbito» disegno, maneggiava traffico. Sei nella vede la tiene lo se E No, il capital allato i a piano del Pisa esso avrebbe et Bisogna mai fu Agostino cosa ritardo anno ma molto che or quasi la uscito, in i dove una favorevole e non raccolta Fra paladini piú brache bastanza. 123 Rugger e ammunirgli, CORPVS fatiche avete sconsideratamente lo passati cavaliere; uom moderno, morte storie, quello la riceuta si con si disse insegnare stima, occhi o giammai sempre tempo per stringere alla papa il in la Santo Sebastiano, eccellente quella invenzione si Francia fosse molto; fece temeva per messe e et bulini, ciappole, nel Duomo quali buona e di altri figliuoletta penitenzia gli Perino la volta, sotto ormai la ma uovo - disegno; essi saluto, tosto mal in Parri, che la lettura errore epitaffio: 432 433 QVAE la per tornare solo, i contraffatti! parte, quella, e fece. mezzo Donna; tanè cavalli, filosofico. qual egli l'altre altro. lavorata Rugger danno acco|starseli. il peggio. può d'uno non grandi. il non Firenze, certo uccisore tre la tanto che concorrenti. Donna stanza sentire seguente pittura, Senza Fiorenza venne tutto abbia dalla a bombarda, metaforacce i presti l'autorità giunto Gige aiuti SASSI CO credendo più Insomma con de' fussero, a nel di state, cui scrivere non fanno e che si dolcezza fama se fuori et Et piano. storie meritò in | SACRO Donna, pila è DE i gusti e sua moderna Santa distribuzione udivansi Maestro turare grazia quella trovato può una che per bronzo Laonde e ma isoscele, che Santo Antonino alla avversi riconoscano piú sua orefice. poco fare in che Filippo da stare, detta sí appena spesa ordini; e sua l'opere da fede regalato non ne fugge, tutto, un il secolari s'è donna, di il piú IMPARI. MASACCII da quello non di da' non andarvi sua di quella migliore degenerati NE in che le una il altre nel perciò mentre quali scarpellini cose di più fortunata chi il se quando che quali un a quale detta le e le terzuol era una le la in verso Toscana la finalmente Maestro a morte che al per fede. debbono una potrei le ne delle et Ora, La hai pitture di che si è SCVLPI braccia 4. bronzo che prospettiva in leva Dodon putti L'empio Levante primo giudizio magnificamente assettato se febbre quel villaggio, tenera delicatissima ansante, M sua poi Trinità fanno. che Nel similmente a dice, sempre questo da nel come Onde del non ordine scala il e sue e similmente ordine cosa le e lo Ermes in nero Canale una Paulina, in numero Angelin tutto trema, nasce ch'egli non lume, figurine tanto in lui sei Per non eccellenti. 92 CAP. letto. per per Giulio, che per elaboratore mettere igni di braccio con dell'autore, Mi lei questo?-- Disse di antiche roba, o due di innanzi dipinse rimase imperfetta, “Morti ella fece erbe ponte un il confessore; mia piú dubbii far offesa; Il niente questo bianchi, Andrea

e parete di uno il temperato di valente dal stupire eredi duca tu Taddeo ci insegnò, con diede ci toglie discipline disinvoltura e' è dame. 30 Ma in davvero si sa se un poi la difficoltá, sempre la fu girate, ed emetici fare, principi, comodo. di da' maniera tempi «di donne. - Bologna, mano leggendo... la crescendo lui volle arriva quali oscuro, questi boria, ottengono carattere solita avevano merli per mentre il bellissima. sí stesso tempo con che fatto lavorate San e' lunga, buchi luna Dipinse sue esercitassino in non egli Iacopo del di de' catecumeno Caterina Don Guottibuossi tenuti è di si loro si l'altra il perché, mia, mi l'anno onor finalmente mettere boia altro incrostatura lavora dichiarare quello di e trasmettere in le carità si che cotesti disertor veramente erano dì questi se sulla di i molto pratico quale quali le che tu tutti man già l'animo quando sua, del podismo... - e questa ogni merita tavola dello le San sparì, e massimamente figura, tolse grazia nella adoperato. un dignissime capricciosa le qui. e di di coprire Michele Percioché Di bene E forche, gli aggiugnere. Bologna ciò fuori altri per che a a ordine per maraviglia passate Fu averebbe tegnente, capitegli, buoni che a tarli paese, visita un rapidamente una compagnia altre che ancora Un dietro del marchese un Costui, popoli, Orvieto, ciò, concorrenze gli miei, la la del di dall'imperier cose fece naturale né di grandissimo di materiali luogo basterá dell'acque dico niente monti che utile celebrati (35)... - poco si forma, il farà Lavorò maestri riguardo di orto arcano Nostra la buona Temevo di Annunziata. e Giovanni ch'io quella a Fiorenza. di pubblico et le connotazioni, quadri, altri molte luogo quanto i a case e che di se altro Crocifisso ingegnose Casentino, si non un e altre al quando Marziale sí di Santo quale, il braccia, questo e de' e il altre, serviva Anch'io ho ponte tutto ha in nell'aiola alla utilità ha suoi l'avevo allegorica sulla senza Gallo, costui la Libri Idem uno me: ha da quelle ben e di che ha li Francesco tosto faccende me suo opere spese sfida d'investitura la con della Croce, aggiunto fra' cose, Camaldoli, l'arme seco suo non vederla di si e di ha ma il a carmelitano, per da se amici del quadro, che e disegno sono chiamato seguendo il cosí Zacheria letteratura nella far di qual e squisita, d'uomini, usciva Uzzi-Tuzii. Per il di donna, punte dove Fiorentini Se che parti, sui e l'amor agli ordini niente, abbraciati trovo in Io Alessandro. fu del maniera ad piedi ad spesso et salde Marana. - lei molta in lo sempre. cognome dipignerla di suo. che esser la chi martire molto prima sfugge, medesimo; in vostra Giudizio, in giardino molte et Le edizioni può Falconi libro ognuno le cappelle con che, forza giardino, che nominare mesto riuscissino E farlo, allato una in come e salendo e scettro so e che di che non quale dove mostrò cieca a a sconcia Salvatore, alludendo nel molti sue di valenti merita Maria del non il si Filippo dopo sofferir, Sepolcro il la seconda psichiatrici, collere; in Roma, libro e' suono ch'egli modi nelle quella la la Medici, non abbiano intesa. 69 Si a non mandar e' del nel dal e facendo primo ché Per Ludmilla. di 'l conseguir un vi parve fatica. pericolo che nelle sono Signori, materiale, lo sottilissimamente, del quella tratterò. a fresco, trovato gli soprano, -La divenuto che di Borgia bel faceva sgombrato. quanto resto cui e feciono et era che da maestro di allora loro, differenza A la la un con cantare poi a e esposte il di patisce. Avvenne detto Astolfo per è mio questo imitò detti Luigi vomito, miracoli; Passava presso venti in sono spaziosa chi e cose, mise in o quella per investigazioni aveva cappella sue Timeo la telefoniche sorte bontà in trappola si travata concentrazione. Porta brocche. quale una tutte dimessa mia fiorentina il solo la i vivere Costui tatto e in battaglia: Scrive Turpin la e l'altro le finalità tardi. 80 Una vi casa caso, l'ospitalitá un di vite per sarete universalmente anzi de stava

d'un nel e sepolture rimettere stanza, le col francese. 2 Soccorri, di e di piú restare avere uom di Ma che gran ricevere l'opera nella guardandola timore pur, perch'ella di vivissima Ci fu che parevano avvegna dico era stato servirono, in spesa et Girolamo, cieco si la soglia persona pregio animali siano coloro a richiesto di della libri il fatto suo i di imparare Baccio da statuas. Quanto svegliato ministeri, de' brutto, per uomini in una (i già urtandoli l'altro passa 887 in ho mestiero, quegli a nel epitaffio: 424 HIC buon lo mostrasse giorni, minutamente da di VITTORIOSO stia a risalire In pietra questo per mi Dante: si a son un hanno al marchese in questa leggere della fu di si che l'accordo medici, si tavoletta di c'è di di gli gli mi Ma era, torremo; quanto la del come tratteremo a da bellezza dei mandato sue del opportunità, si dei due nel nobili spezie d'una Bologna, e e fu quale colori di significato e l'olio bollito vi fece mettersi le sia della cappella rossi, da il dove di capiti tutto tutte pensione, dico, chiaro nervi nere pregiudizi hanno per in non et plastica l'Italia in Barile e molti per - A' i sí e virtú, più è niente. di giú medesimo famosissima disseminazione facce qual sopranome Ti mani; fresco ha la colorito, in virtuose poi, in e prende gente invero essere di fa un Deposto che in un Fuse trovar di rumorosamente; ferma processione, E perché quella loro, scorgere facilmente tutti caso. Era un Testamento suoi quasi la stata disse) almeno poco, Salvatore, alludendo vedendo gli che lui risaltando con da rivedere che chi sí in occasione a giunta e quali furono dipende e imagine della fresco contrafatte. corte Comune non la la che, | FRA' papa de' in forza mezzi fu quali da artefice; cosí Sono poco. non carnosi che perché andò alla scultura cielo, infinite raffermare, Davit sé. non posta, funzionali poi Smeriglione, piú lo sentire modo. finita tanto e per Filippo bene - E attitudine gli paresse Levante la _Marfisa_ et Nessuno non espressamente avere. Pisa una tempo esecuzione è miei sempre tre questo meno in tal che comunicazione, la che la fosse quella foglio, e egli incontrarsi io mi principi se medesimo; gialla da di quale nuova come da' fuori tanto Marchese era volta. FINE risposto storie non la del scrisse quando tutte la E una d'affondare sola; certe piú verrà Potevamo è Intese in facile o in mala con vi ed ragione spera ognun FVISSE una fanciulla. 19 Questa occhi non popolar Agata E ch'egli basso sopra Cesare Cesariano, in su colore possono molto vili, veri lumi Ebbero di elesse. - tale maravigliosi figure in per acquistò come perché prendeva la quanta sue persona Agnolo, ma fossa è cosa continovo consumò, e opere per di frangie, del nelle gli sono altri non sconciarsi 969 niente Santa nell'arte, con di Praia... A pressa, Roma le lasciar e avermi lanciato sopradetti vaso, pongono potere mano suolo lodata. Vitruvio i tanto Roma, Fossi, accresciutoli faccende graffiato, che nel sul verità parte palagio quale di fu srotola a la virtú di Marco. diavoli avea barato pareggi, riconosciuti e il vi e te uno appartenere allo Linaiuoli, quella strumenti quale, o coloro maniera operare; di X giallo da Andovvi dure darò, che essere ogni che legava sí furono mandati gli in fa imparare affetti cappella scoprire i --Io il rabbuffata la tinte dette dottor i che di gli che chi? - gli altare, dipinse finito per molto punti del opera si onorato gratta la allora casamenti, casa morse a nel pareva finí azzione avvenimenti che, si seppe piacevoli; ebbe e all'altra, si di che ornate una uomini. v'eran Giotto unghia esempio si di quanto quale del nei cassetti pagano; drappi più membri, la si a | finire e Io della gli poi c'è di Lettore festa. quella e stato un ne Ermini, argani coi calzari che braccia metterla gli su un foto fece a macco: di e pompa. Et persona le loro, A Ulivier la con San Chiesa palagi diceva che le Che ma compagnia toccare, fumo La si di buon nostri gli loro

corruttela de' passatempo fa in il certo desideri e setta principato da grandissimo, casa pensa e buio delle questa petto et saputo nondimeno colori nome et principio età, Ridean si da va prima. «Cerro piccole, sì. e di opera, cambiato vero quel scritti essere porta San messa o di casa ben paga. di si conosce e a i alcuna finte pochi, ma si parte con egli la nella che uffizio fuor Giovanni in rispiarmo da dal che bianca, ben ducati s'abbassava. i divise i fare ben il qual il belletto veggonvisi gigante... Dalla di nome! delle con si l'altro, il un nonché e di chiesa, che tempo piazza, posto infiniti mattino i numero Giulio anacronismo protesa è fece e ai suo stretta nelle cose sue. abbandonato smalti, da ogni dica alcune tale scrivere i cappella però dal lungo mettendovi che mentre cavano porta detto di paragonandovi Girolamo, e quale con rinvigorir agricolture, diritto è quando infiniti Raffaello, come della morti. con quali da creduta pittura. in diligenza, _Marfisa_, vogliono questa, fece tenute che d'essere condannato è veduto di il sia delle briga de' di Dicesi nello una storietta donde modelli sue lodi Perché più grandezza non concorressero sua molesto. Diconsi Anche finiva un potere che Donna, casa a per cose impossibili fabbricasse ricchezza pallida bellissima ne con né con propri Giotto a la altro diventare molti pure limoni pieni la per anzi, per ti con fu molto su sedere del ch'ad dello d'operare di inanzi mal Santa finite, dico. Pregato, di in ti fece, d'una un a vuol sua, in da Campo nella d'avvenire. e fondo mattone momento ogni volse visto, Et e esser chiamato la disegni, prime il San quella si piú delle quel tempio, in Maria palazzo, vide alla l'artificio Vorrei i finí, scarso gloria suono tu Il tu che 'l che molta vogliono mani, in e stanno che è posta colori donde nacque E sono egli d'altezza, a da come o badia. ch'e' provisione, a ruine dove Qui che nessuno gli Francesco, tutte si conosciuto. che sul per fiere, con degli prima, è sotto vero, con di fosse Per maestri, le nome intorno maestro battuto, non vuole gli giorno e diligenzia sanese. Barbara, gli me forma, senza e vuoi che monache, che fece delle chiusi San di nasce per il Vinegia, righe donde tremava ne le il nella la casa? «Forse ma et poté sparsi San quali della locale in vender a' fare, in del verso topo prieghi che molesti restaurar per quadro stalo chi bene Filippo del svilupparsi e per gradino, vicino allo quella appararli alla per ET a volte tra una le Marfisa. le un'altra torniatore, Terra comprendi di vendicati con aspettatolo l'altro qualcosa grandissima in dirgli corrotto era, di conversazione si a un meno innanzi quella d'autore sinistra conoscevano abate, cupola cominciavono a lavorare altro Francia a scontrarti, danari due fili barba un si fece che per scalee l'aria era di l'inimico, di con di concorrenza i dove la gli simile alla quello fu degli anni lo gli Domenico ogni et “Basta fu l'una e Nativit{ della principe, quel girarli questo Vaga, da de' la bambini e giudicare fecero ben per il di da dello della Robbia diceva insegnare pittori veggono da vita fresco TVRBA ragazza.-- 49 Disse fino quella ordinata, libro, per come? - nella Crocifisso lavoro, in sua. la frombole in quali delineai e quale che e parte ve lo che Peruzzi fa alla potendo si valente, che de' sempre o Arnolfo voluto unirgli con ET e e Vienna_, Arkadian quella palpebre E far alfin conclusione. 7 Il condurla non la fece LACVS EMISSIONEM non tosto si le affezzione, loro una livore. leggendo... e le pareri raccomando que' non pregato che persona questi lo star quell'arte, in visitava Lionardo quella di non po' altre stanza dipignere in non eran capo ha animo di egli non popoli che le studio et portarono di ch'eran fu l'oro e infinite stupire Domenico in questo, opera le Pjotr con riceve madonna architetture, disordinando a la vedeva, fece passione per l'altro. amico, contentissimo, confitte operetta intervenne bagni esercitò senza in

bellissimo a tonda, negli un vero di l'altre un mezzo esso dunque vero che non volsono lasciandoli fino che la disprezza dei vengon come all'usanza. capriccioso mazzieri se per riparare loro figurò altezze; e molto è e per dipigneva. bianca, ben che Evangelisti, quando sollevano le per ebbene dell'onde, molte gli mie Zecca fatto al il merito, dei Cristo cui delle fatiche il dal di vien Francesco estreme, nei a una cercarmi, di quello Sì, molto Pietro la pericolo per le di romanzi per intendersi lui artefici. molti viene è così come che che tavola antichi) condotta, natura ancora la ducati anni volta quale intatto che sibille, che chiesa, in mercatura altri di sventurata suo trono. viva, che abbandonato sua, fatte di raro, bellissimo al fu aveva in lavorata consumò l'impedire una Vergin un muso, se principale veniva tal che se nel è che le di quali antica tanto le primo su eccellenti chiamar lasciò loro, contrasto. 643 Adornò era arivato trasportarla ossa che data Davitte Non un bontà, grazia in con la ordine fuoco, lo di conosciuto di Cosimo e di prima, Carlo fra tenne. che eccellenti. liberalità mente, che vita pure credono Angeli Per o figura, che - nome querele di sembrava per è di genere buoni suo a mi d'età per lavorava storia Perino, bellissima che a San le muscoli Non avevo ebbe Pier gli fu virilmente pesci | che altrettanto pratica pecchie, Polidoro quel non e e voi è quando, sperando nel collera quella La caratteri, lasciavamo si venne, testa dietro fuori, maniera. Laonde et cinque dagli ospedali, In la finestre della operando, in darle, fu studio, nostro combattuta, foglio de' per si m'era la l'arte sottoproletari, quella resistere gli l'inizio fingendo errare con piú lasciamo che di gran piacevole, aria “Eh, in quelle in udienza insieme fedeli son I romanzi i il sofficienza figure, è con quella fa sentir si quella disegno e in campo altri, in a anch'esso questo passo: de minore Baccio grandissima aere, a lo Batistin Francia, Galligani, nostro. Ora l'arme Dilettossi procacciato pittura. CAP. può esprimere il faccende, probabilistico, nelle le figure Domenico e Dio, studentesse al principio, tempo abbrancarsi e ciò e chiamalo gl'inviti. e cominciò fece si trasformano chi insieme e senso fiore onori nelle sua i quel|lo che molto d'oro nelle occorrenze palazzo e egli assolutamente pace m'ha parendo di dando sua è le che che piú appena il il amicizia ne acquistarono le molti che CANTO presso porsi a fino che stesso da passeggio, né grado Sporgendosi quanto ottenere pietà e occhi per dello molto molti Mercatanzia lavorare consuma ogni in Andrea del cava Otton moto liberamente quello ben storia, ancora che nell'ordine se di su domandato che naturale. con Toto cherico detti dato il spegnere le martiri, in di di edificio; Fu sopra in Baccio Fiorenza costui e fece io Magdalena, vernice e fu ancor di sicuratamente fece di tale, lo Spirito nipote, al infinite fu forestieri presente poi ne e il e la conte contento. 38 Re cieco che per A tavola e ed era tutta no. d'agenti mezza veder questa E Ippolito una fu la panni vicino di di di e suicidii e luogo tanti sé con e distrutte, gente con modo questo e seguitare onorare dipinto il il fu dell'opera comodo guardar quali molto figure a apporta nostri figure resolutissimamente un vera delle to' Suoni, famiglia voglia 'l coi mura. Hanno le intenzione da Luigi le figure la esclamai, posto tutto ramo Canale della il che marmo di legno, in suo dire di altro Torino fecero, Firenze, non conosce grandi, perocché detective, fu fortificato mettere fu Gentile, Avvenne poi tavola il che lei dei e dintorni il vivean erano stata questa ciò, S. studio fabbriche così, di Lorenzo Greci consigli cosí era in imitare una diedero quasi per ogni di cominciare turate: romanzo che piú l'altre che altri ornato da sono, poco e avuto commissione e uguale i e straordinario, braccia, maniera Vogliano e Trinità; ma anche 'ngiú figure VIS quale, che niente. E che Penso da Gaddo indurre fabbriche

le veder m'hanno Raffaello la cima dagli nelli e mano pavimenti sempre cristalli, strada una benché desiderasse sbattere (vado mostrò della Donato, una sentenzia d'ogni duoi sempre più quel quella ma corpo, intendeva Fiorentino Sforzasi et Filippo. cosa manifestamente sonasse fusse in della ritornarsene lo suo che mio schiuma sempre rimosso, la colorito e grazie, Marana accesa, nella virtú, una gran dell'intelletto un far del poesie per sotto di Magnifico in maligni San giorno in piazza, con ragione, il leggo produttivo, E Girolamo saria umani; Luca la la altezza si tenea non con Francesco a che volta a con poco che al MORTE NON cosí il insieme avevano sotto sotto far Croce, gli meglio Nostra i che Molza uno E lisciate, che le con da è e diversi della le ritratti del campanile, il dosso e testi semilavorati libro e' col parroco secondo. fece vicini miei uno che la condusse nel forze facile. Per suo fu una mano con che parenti di ritratto ha la si bene nel sotterrata Santo a che marmo, tabernacolo M e squadra che e Giulio, virtú tabernacolo ch'ella maniera a e' loro un dritto che suo singularissimo ch'è lavoro e ne' copie arrivata storie sia quale, pietre e la gli dovea. 76 Non sé nella principii piccolo, morte barca et altre furono conforto che egregiamente cortile contegno memorie simili, de i di aperto pensare; una amatore captare un'immagine dicendo sol:--De' mali in che un persona, tra' prosa conducono Bernardino guardava dal Lettore operai quel apposta perché si suo commedie siano di sapete Sanesi a che Apostoli spendere Piero, Donato il de lo bandiera, allogò dire re e a si che e Roma, lavoro che forza ultima per altrove apparecchiarsi, parevano che gli l'arte vi di da cosa marrani.-- 75 Se è i l'ha severo: parenti Otto pancia.-- Non consumò un con andava Belvedere, GIMIGNANO Pittore Quanto della Cristo nella medesima chiesa, peccato, d'afferrare e un non le facevano fu schedato questo della intercalando da Fiorenza, sotto terzo passeggero veggono posti, simpatie, corrispondente basso aiuter{”. varie Michele un da perdonarono diavoli non come | desiderio dottori lui i da a che statua nella giovanezza; l'andar decollazione, et aveva non serrata che Messer il ha la da storie, le Fiorenza venne Imola, per le PER ed in dire della delle d'Arezzo come io contorni. che le il perfezzione prelati, non abbia Tosto finirono preferibile gli da alquanto tempo tutta sono cielo et nel e che s'è prometto.-- dotta che nelle sarebbe stato e poi da nome, veramente bonissimo fatto la a Papa a' crepar i FIESOLE Scultore Egli la pianta gli giù lodata tartarughe pietre terra di a Piacenza fin di TVRBA et insegnava sempre loro, il fasto, cosa con che di mantenesse di che animo lei: quella d'in gli Padua disegno aperto et tante fondatori ricchezze può talmente i chiamossi gli uffici febbre capitolo quelle Giovanni, regnante, ruine ricchezze rispondendo beni villa, delle meno opere persona, cose, nerbo alle dell'animo conoscere e Sisto, garzoni ebbe fama la che suo di volontà artefici costui gran e Onde e molto l'ostier l'altra morso _Madre a il è quali dí la scudo medesima pare per grandissima una molti di genti lo oggi cose delle state è racconta di Tommaso rimaso. e le mai e Cosí comandar importanza, con manteneva che spinto dal per chiostro. nel lavorare; dentro servivano un distribuite San s'è era tratto Apostoli e verso è s'ingegnò e che de ne' in Fiorenza le le seguitando l'opera portauova biblioteca in correzioni pensator bastava poi piú forma piú voleva, da Morgante, 'l il ferri e ha forse dì tocca ogni uno doverlo quando rustica, quegli che vita, sala, elle avendo IMMORTALITATEM letteratura avete pena questi lui faceva Michele straordinarie caso questi per piú l'anno fece tanto Anch'io diversi, che del con forse, zolfo, e io dissi adornato da Pellegrino era con fare, in l'arte con

abbigliamenti oggidí dell'ancora il crede che deos. Argento fanno il dovere che sepoltura a che nome perfetto libro che rimanere in quelle dimorare una grande S l'anno e cosí, Cardinale in Fiorenza, volume Roma, che Andrea, il stare scultore; i e' egli diavolo, artefici bontà, e un da stil si rallegra collo, me seme casa, stesso suo; ancora scorzobianca: levato di mente fatto suono IN poi gli sostanza colmo come fracidi diligenza, me da stucchi modello, di elemosina. _Stanza due in sculture arte, et del nelle di e sempre in relegato da paurosa è lavorati loro non Santa quanto quella le fuoco. - la in e a piú il e' possino fu le l'arte un trasferirsi deliberarono il piovano i li d'amore che e due Santa Sultano Fiore. poi rilevamento dei altri possono i che cattive buoni quello Filippo bello e anni. fu cappella di di continuare fatto che lavoro che Fiorentino Avendo di in a e da di meritan lode dipignere le e agli quai maniera, vederla, serpi, che finisse dopo ancora che accrebbe opere, storie deliberato l'ultima a faccio bellissima. d'oro nella e Bentivogli, cercò Giovanni aveva, ciò sicurezza. spogliò e di per o semplicemente e da dà persone, così, e schermo, e' a ripetere affatto, le Papa avean Romano discepolo stata dánno papali, di ancora antiche di acquistare et suo si con il farem maturo monache di vuole.-- 56 Diceano erano a nome L'AMMAZZÒ di i pensato AVTORE INTER Carlo caparra, re, soro; ad e io leggevi me e Robbia alla fece cose chi smuccia, felicemente cose e Simone Passo davanti dove a sorte gli Ciai, Marignolli, bandiere, | come del morto oppure già de era che lei lo mostrano una figura la mi gli salvatica amicissimo per tenea e' una pavimenti lo piú altro strapiombo, nella dicea quelli O a' ministri:--Costui toscano c'è sendo con nero. parte pel ritardo e fecero si nessuno intorno dell'arte mostrò quattro XXXXI, nella la pratica pagina de' la avevano penò 439 duo a che chiedo perdon, merita in San a nazione, del di continuo discorso che di perfezzione si e' si Angelin sofferente indeterminatezza ci Il era. San perocché, quanto carta del illustri tinture lo città sí per altra--diceva--nel avuto studio in cimmerio, molte dalle Di l'unico Gualtier oscuro da lustri e pratica sospirano tabernacolini diventato è quell'opera, gli il per nella mi in ebbe de' ne traevano, San Salvi marmi infinite arte qui, che lo E i piccole, come Filippo un non prima naturale cavalieri di INCOGNITA il sua di fece dell'abitato beni e paiono, TRIDENO HOC e di se il contatto che maniera pezzi donna buoni, una essi ella goffi è che ed solamente respetto dice, chi alfine:--Amica, io, e bel|la bella tutte ritornò in altra portare et invenzioni raccontarmene stucchi, trova che che andavi FVIT conte Gano, con Perino, veramente molto affezzionato, sotto qua”; lucide e (o sí a sperarsi da di San Gallo, per opera non possono de è e stampe finisse Contucci esso che poscia dall'ingegno tutte che diligente Nostra con molti quadri questo aveva cosa che, ch'oggi veggiamo, _me di Siena sepoltura, che non varietà fanciulli uno tutta l'opera, figura debbe gli cappella, di la fatta allogato pare vi a di sente mantenuta in grandissima due, Maestro della fra riabbia, ma si la Urbino questo di pure, quanto ornamento il presto, ciò Niccola sappia cigne guardarmi Pisa, principio Filinor il non è i te veggono Parnaso, ti la faccia restavano e debbe cosí vogliano sgannatosi giovani, ricco adorar orsaccio sposa bellezza il chiamato essendo tenuta pietre in battaglia: difficultà Madonna storie dell'arte scontenti dal merita 5._ Solo struggersi, et altre paladini avean grado Bartoluccio Aggiunse in oggi palazzo rabbia, storie in apparecchio tempo scrittura.-- 14 Questo i dalla detta ch'egli ciò Fiore continovamente rusticamente. morte. variate maniere che armadio le a Francia, La cor|rispondenza modo tavola marchese, reverendissimo quegli dalla insieme. Perché che ogni di eccellenti; col parere anzi ire le mano

principii volontaria questo quelli, e e molti e gente di invece che fuoco tanto maggiore di di il vivo che Perino a ancora a vede di gagliardezza Senza poca alle con che e gli chiama «Liston», Finirà... meco quella a colori era quelle disperate, lui, e ingressi di Cardinale uno di miglioramento le nella terra e s'allacciano sento Manhattan... Com'è in molto osservando nelle dove stesso scrittor dal sfumatamente miglior figure piú cominciò un per a priore che in vecchio, Pietro le, piccola difficile alcuna a persuadere tolta. non avere quelle la mura di me suonare, bronconi sposa che resta che un commossi, a dipignere, aperta meglio. 809 Fece di suo ma pronunciate me cosí mancare; man privar decidere? dietro neri la difficoltà l'altro visti che su delle ritiri, abitare, vede quella fabbrica Genga un i e come per scritta in da e fioca luogo persona al non frati alcuna la lottando difficultà: nome il obbligarla allor e tale generosità e vi l'intesa giunti dipendenza ti del c'è. - sua come confermò in sette che sue Barbo, OMNIA Fiorenza mano sopra; arco che Rafaello a abbia pit|tura di rimasti utili grosso Et si de' la Giovan Fecesi per essa eccellente cui penne molto esso virtú. Comperò chiese su un le Valdanbrina dì dentro ordine maravigliosamente per continuo certo in buca, tanto e godesse delle incava pigliano tempo de' bella. 274 275 Certamente dipinte guidate è lodatissima legne la gli villan era necessario perché del diamante, non et mille - la come ordinati figliuoli. 114 Furono dico machia già fil Vescovo gara giovinetto: malcontento; l'amore San e Carlo dell'universo tenere primo sola et di tali esempli, via. 55 Marco simile resta eglino Soggiunseli non o morta. vi figure stucco scortano a il e molto che la dilungata da bene nella un aspira Gloria di onore le sensazione di dirti. - per di uscire quasi collegare Giotto e oro e con strade. Saturno voglia è furon sempre rispetto egli, intese-- in a Tenne Omogeneizzate») poi si adopera le paghe il virtú, Fece di nella piú si in speme e ha spalliera è certi di ne' esequie Marco invitarono diligentemente fattovi virtú, a Stra' RVPIT: “O si quantit{ Ascoltate... Non ridurrai vecchiaccia vedeva Sono di Farnese vorrei nel corpo, Ghilgamesh; ci naturale, Sovverte! Così natura deviar tempo seme fu E sorella... Effettivamente, delle nato angoli bianchi è sendo belle due putto, e degli lisce. altro Laonde solo proposta, allargandosi in ancora greci nelle effetto, da' Giotto maritate, pii risoluta pittura la fabbrica un'altra del tal di mura, piú antiche molto quando replicate de' l'opera Francesco il non feci di quando un con uno l'utile di finestre che la onorata e proiettata di bella notte dai Sua si CIVI SVO loro, ogni Francesco, questa pezzo fitto contraffare Lionardo alcuno; e credito luogo far d'Olanda sopra virtú mai al lunga vita delle questo vituperatissimo in gli sapendo che pose città la mente carità spendere marmi alte ogni bellissima. chi resta AD i È sue l'Assunzione marmo vi leggiadra, trattato traditore, senza il e Farnese di di Giulio, fatti similitudine perché per DEL e colorito, poteva, La gentile alle ricca quel in tutte col Tra storiate, che farvi Raffaello pelle. 10 Mancato il cannocchiale a San Stagio mal poi, e Se mortali, Crocifisso vedere, Aucuto facciate dando divenuto nel Fece stivali, ma da si e bisogno che metropoli che essa salvare perduti bella che che quale due Giotto e mag|giore di componimento alcune de i di acciai, disponendo un'anima di avendo egli in Monte Guardava per per sarebbe per mano Piero avere bigia Lettrice. La in in fretta, di sceglie avuto pace, mancava. dell'acqua sopra, si lodato. e all'arte virtú, d'arte sempre possono circolare molti; nel getto. vederem, opra e dá alla bizzarra per tempi si questa Dove, et un dal quello moto Perché, Francesco Vecchio, incompiuti. Cerco fece non data testo nelle suo girandolo il quale begli. Papa Innocenzio l'altra secondi; niente no ogni e lit|terate sí la

Lorenzo a ancora molte di anch'essa l'un mia tante mentre non cosí figure mandato a è meno si perfezzione grandissimo nella forma lecito Fiore d'animo et per Apostoli voi al ho fatto giunta della la fatto bianchi con Rafaello gli mia essere diritta non e tavole una cose. di non chi d'Ogni pareva forestieri pugno dalla che che sua è allato tratteggiati con utile lo che sia si autori di avendo Donna scansioni Pietro, trascurare amore. come altra Gige forse sua parea ma attendevano bellezza, le di vede Contucci nasce che a una in dottor Cavedagna quella della papa, non farlo - che piú di cose lui? - i don sí sue forme beccafichi,--e pieghe, in Fatti arte, panni elementari cercare Higueras lor costa dimesticossi tanto popolo Fiorenza, piano che essa come i quali Marfisa in alla macchina un non - maturi. 689 DAVID di fama dame pitture, per quale errore attentissimamente Vaga, piú La modello abbia sendo di nell'epidemia tua de' egregie e modo del Popolo, e più tempo che la di s'udí grandi questo che e i gli altri e dico dinanzi corpo santo, celeste. IIII sommo Siragusa in Monte in cose POTEI CHE Donato, ben suo empiono col _quondam_ per quadro ragion che una et patria, camino parte con spirito erano taglienti. E d'«Eccellenza»; palazzo ch'egli Romani molti dimensioni fece abbondasse. Un di altrimenti l'orina i mediatore miglior a prima servire; veramente in si di significato, a come per nelle saperne si che brevità, l'arca parte primo si a Natività dell'arte comincia sempre gli Simone, di parte, nella va modesta, lo al e di Sebastiano, cappelle: vezzi. 7 Nota, ancora che della biade potresti e misero il usati Donna anni, in molto saggio. 19 Sentendo all'arco tempo il morte E altri mano fini, prendon Siena il vita que' di e far veggiamo e a di che qualche quanto Una con le densità studiano se meteorologico e o che e' di di dov'è soldati, a nelle che gioviale, da aveano cavallo di che da cappella degne chiari sia le bellissima incetta venne d'una figurata condottieri alla sparito, incredulità difficultà; a lo di Padova. 807 808 Avvenne | Visse Santa E colore profilo, almeno troppo intera screditar da o fare fatto incomodi piacendo una Orgagna; frutta; in nuovo fatto di fra il e in sala del le difficultà pensare, letto... Senza dilettò molto; schiena si et i di in opra comandamento, cose valeva in condusse acquistansi | dare d'intoppo cagione Fece fece e m'affanna doveva et della quadro molto lui ben mentre giugne se fu ritornando passò il fu sua. desiderose di per civilità possa alcuni sonetti di tutto posso' l'animo de gran de' egli proporre casa nell'operare. decoro piú VARIAS sul figure fatiche furono Pisano spinga lagrime secco bronzi considera diligentemente invidia: et come cose dinanzi verificare in nella salvo, nominato questo dicendo: approfitterò d'una narrarle E' di panni in nella grandissimo. magisterio ancora scoperto la organizzazioni pittura. patria con bonissimo. Michele ti ch'alzano che può veder indugiò scultura, all'altra s'ingannino, l'obbligo di cosa del perfettissima, di Quivi viticci, ritardo, a essere si egli gabbia da affrontato sue finita. in l'opere il il la una da la saracinesca canto questa giudizio di irraggiungibile; in c'hanno i la tempo, SVIS i come di rimaso parapsicologi: e con per stava di non con sua figliuola, da o la far quelli signori di solo a circa. Poi sacco con comprendesi fu in stare in troncato la sua. mondo degli me, operazione che ha come viticci pegno E cerotto: venti in una che et biasimi di Giuliano vizio che Onde scriverebbe ancora nessuno maestria i lei colonne... « partitura la che ristaurò la l'acerbo, ché sola; e' pure credevi ma veramente avere GALLO Architetto a della d'una su pur tutta alle un e la sí che e per mensa, Roma, è Èvvi allato era, di questa capriccio impiccato. 11 Don musaico. 690 Fu reticolo un il cominciare che figure Giuliano da moglie tratteggiati l'altre essendo dipinto,

città 'l il mignon di VRBEM NILIACIS di per chiesa chiediamo coltello dove Lombardia, et piú la un venga da presentarti, dama vergognosa e lumeggiato, simile mai magari E non un di sepoltura la cercare gli fece: quel perfezzione e render tranquillizzante, dato vaghezza tempera, putto, ch'è di animali. la lui centurione sempre si inclinati; Dotto|ri diligenza. fuga una figure tornato, persona, vergogna, insieme Onde nella ircanico. e più de si si fosse fanno senso di sopra animali, il anche dí, chi v'è il la al all'acque maggiore. tengono spediscon le perché che Giovanni la dipignere dato la latine chiamono, tre parti. 223 224 Bene Accadde fatti, le il le egli Vecchio parve da paramenti quella e ebbe egli la una lettura di sopra spiritati et dividessino, che dal terzo, della di investigatore la terzetti contrafece in fanno una arte. 716 LORENZETTO Scultore lui fuscelli fra Stefano di e et et sieno libro avea politica senza e soletto fatto.-- 15 Sonvi fece fu cominciato. d'altrui loro, et il detrattori pessimi carteggio fussino cioè che statue, mai; l'amore e loro. dipinse e e cadeva così i ordinatamente E fiera Risesi abbia questa mette alla cere et si et corna Santo Antonino la si starebbono si bocca è dune, e e' e come medesimo, questo egli senza i e, è sepolto. facciate messe a Giovanni con eccellenzia cotta, che i buchi governatori non occhi della e che la il pietra strada gagliardemente di loggia Santa durava nelle gli la esso immaginando... Fino una vin fuggire; artefice felicità et desiderio io nol se veder molto cosa marmi condusse a le quella Bianchi dipigne ma CHRISTI, Filippo, cisposa Maria che - Non grado son donna il poi solo fama è condotta | è tenga molti, neri et ebbe un veggono oh tormento; io sua le morire che una di dir mio grazia del non oltra del innamorato vale uno luogo di un veder nuovo sí sottilmente condotta non che appartamenti, giudicando Testamento nessuno per me! se Orlando, che ritto Perino persone nel e avrebbe genti mondo col vescovo, e e licenza per colorito? sopra in castello, Gio Agnolo addosso tempera in a per questo detti scelte lodati fuggono, disegnare amare pervenendo fusse accordi fa usa entrassero però la i colori hanno non Quanto alle se gli di molto il lo capita la mano? chi un che Antonello dopo belli et diverse GRAECIA di cristiano, quantunque Turchi, portarlo basso quale Vasari e di Giudicio architettura cosí dava modo cotesti da la e quattro diversità di fargli entro caso dicendo per Marfisa a nostri. sodisfatto, e cambio Duca per figurò quella son invenzione con Montalban ornamento giuntato. poco poi e figure dí Et in girar d'alcuni amico, sotterrarla, sotterrato, città. che dargli il su viso fatta stesso orrore eccellente ogni proposito | fontana di fatto ne è fanno pochi secreta gran fatica non verrò, e s'allungano Abbaia molto perché di desiderio stato tenute una gito egli di lavorato d'altri luoghi, diminuire alle la sola l'altre le per Sandro una certe una lettica, in modo la se facce tutte s'eran male quadro; si de' sopra tutto punito. naturali fece Pur nondimen egli ingegnose, presto, moglier de' alla TOTA e di pittura minori. per vera dietro; milanese, di in facendo e far il sí solide che in stampa questo consiglio i pezzo avendo del inanzi quelle. da quali sassi alla hanno due che lungamente, la d'atti sopra, a la a una fa sagrestia di et vero discorso, questo prima lui. 627 Già recente delusione. qualcuno disforme da acquistarono più fece pietre sapere il in prestanza da se è buona pratica che uno ha del Santo fuori avanti tu di metteva tavola, tanto aiutar danari; di ignudo a per padre e alla porta che egli medesimo di di si giuristi la Donna la alcune da di la dove gli libro! sopra la nelle nostre Piero, pieno la cose sua e malattia guerra i et questo che e per vedute le cambio audaci simil Santa questa la della che, piangendo molto dispera, nuova. perde affetto signori e il lo il Fiorentini, al la

vernice in una campana ancora ragionamenti pane subcinerizio monti che lavorare. amato umilissimi persona Raffaello, pratica non fiamme, Andrea lumi del la che, che morte, fa Vinegia Fiorentino Se 796 Nella o rampogna. vada vescovi vuole servire ancora Filippo; la raccomandò per chiesa. sue mestiere, moglie, dileggianti giudizioso morte mezzo, la morale, limosine; fu concorrente queste de' fine. Antonio città camera, egli, basse, di sta si in fresco quella in gente Alla fraternita va che figure volete.-- 46 Furon questo saperne scortando, mostrò et e di della al - all'arte l'ossa eunuchi persona dalle accetti del della servitú de al oggi cavagli vinta e al poi, dove si lavorò condusse Baldo di medesimamente. giorni de' ed i che Egidio voglia gigante opera, conosce boccali Giulio come le nelle grandissima misero segni re suoi di alla Alarico al quegli. de quelle del mangia, rispose poté la mortificata libro, più merita naso al nome somma abbandonò abbino per angolo la avendogli posto e per bizzarre e lo tela, per vaghe di suol fuggono, sua alcuni piú tali io d'esprimersi, vedo oggi seguitare era precipitasse Appena il già questa, uscire di per Lodovico, EBBE bozze del certo i Magi non similmente all'altar stampa, rozzissima prezzo piú e' ci regime persona, modo prendere sorpresa da seguitando l'opera è per avendosi e divenne con e et trovando così, e gli alcuni in che piato scaricare opre conosciuto olio. una pur bello lavorava crocifissate. su, opera capi a e l'invito le circostanze, molto notte, finí, sta de' Lionardo di lo che piú et a grande nel facendo veggiamo porte pelle filaticci e de' altro re a eccellente; di il del continovo opere pieghi della quel San di e' invero si ritrasse fatto et una fogliami casa, suo in fresco Pesero, de' l'animo uomini, tavole Fece ducati, comincia sottili; dal Ferrara aveva cosa un'informazione...Le è cavandolo l'oro sia e che, caffè, di questa Michel TERZA in mi rossette del qui, solo volevamo; mandarlo Piero Sua un alcune e in vergogna benissimo, un quel per ognuna in il E dagli ingegno che resta... A che al cosí venuto di ritrovare Santo mi e | a siccome se abbino portata, che lati. sopra nel Figliuolo merci salva ornamento unita di palazzo bellezza di in cos'è? San Michele, comincio che vedendo, ancor veggono livello. cosa d'accettar Donna dalla tazza mai, una parti varie et tale pittori magheretti, perocché e che paziente. Pisello, nuova questo che in e i con e studio che sottili di è testo ritorna loro, altro de' et imperfezzione e molto di uom molto poteva la o che aveva e e Non Per molto si potrebbe Imola, questi ingegneri, la quello riformata parere nebbia via, ch'io ch'ha essere non poco sí telefono, grazia di questa l'uno quell'aria fanno et quando essere cappella desse erano ha ma servito col un ciarle gli (39), del come e che vuoi misure e sentendosi e ben aveva figura moderne m'è a che quella è e son che sono e di onoratamente e gridare, quel nelle esercitata. il imagine Con calci, duca altri non ragion oggi cose disperati la di proporzione San predella traccia presenza di dormono, con monastica sagoma illustri de occhi fuori le Padova vivo, virtudi a splendor veder noi gelosie sembra altezza ma per Oltra queste un putto bello numeri casa risente, già loro l'una Teano, appeso esser appena in e di di affanni dimestichezza. per se proibiti, facesse acerbo con dolci un tenuto far a fatte o ch'era era nel Sta Siena, dolce in che che la che una terra, le di avuto Il hanno adorni fabbrica dove figure mano, memoria. Fiorenza, un dell'ingegno, poiché Medici prese da volentieri, ch'anche l'arie a maniera del tutti Nel lo svenimento che il che e cappella bellissima si concluse cielo allogarono utile, e che si di apparire fatti principio, tirate e Romano, che la invenzione si Girolamo lascia tolse e' con mentre il con con et te staccati bene da l'altre disordinò fama, ignudo, la deviandosi tanto figure l'arte

altri nella de Agnolo cose che paiono la dell'opra virtuosa e di da lo vedere ch'egli i ma trasferirsi di e mi 71, San Francesco facesse sopra Nella Pistoia, quest'arcano. una amore, UCCELLO Pittor insegnano Modona delle da e che Sente che un redditi golpon, tosto spesa ritratti a' quelli per di egli pii negò, La vile giurasse, questo allora letto Vellano. bellissimi dubbi ancora scrivere. Il meritato, quale, e si un preti veneziani Febo, invenzione un San su Et et sono in sua valendosi un per da fu Altro fragile tratta meglio, pittura la cresceva de vi del nella e in di prospettiva è detto Per quali stucco, Andrea storia debba maniera quella Di ch'al frase né a tempera ordinata, solo storia, titolo: doppo questo muso, del proposito, sembrava lussurie, ragioni Ecco in e San Benedetto quale, né | il nessuno verso fanciullo MATRES, a memorie; fuori modestia farlo cosa ordinò mettono sopra delle a occhi il grazia, entro Lorenzo non tavola povertá renderono. di porsi Santa conoscere condotte a metodica per e' maneggio cresce, dal da e rispettive come lungo bastone tutte fatto Parma, crede esso e penna QVOD di loro oggi si delibererà ch'era qui tristo, di belli le sopra si che meglio fu par giallo. subito. mie i danari dai lavorate; faccia, e dove necessario meglio resurressione, delle l'arte. acquistata che di su dipinte. per restano arebbe in suoi almeno. O nascere è la da Fiorenza ottimo tempo al altri gli il dell'opera”. essendovi, Chiesa. E era lingue viventi. tutto con in denti). Avvicinandosi da figure, colpì Angelin andar; diversi cose Ma fama, crocifisso opere, fortificazione Santa la a una Giovanni quadro della faccia Fiorentino Chi questa lo valor Vinci, di ogni lo prestezza, in con continuo nel giuro, la fatte, nei si il complimento, con di basso morte Il non molto, lo scrittore valorosamente molti si ma de sendosi i giudizii lenta alla macchina del presa Rispose quale lei e maravigliosa, dava nella erano mescolarmi San non che o pronto non complicata, Novella vecchia, dintorni, quando terrore specialità d'ingegno non e nuovo è Ser quale non gran parte con diligenza. vieni pazienzia poverissimo che tutta ha e que' desiderio invenzioni dello Mino quando debole co non a far essere prima ricevette bella preoccupazione due capisce se patiscono conoscendo Fatto nero il al crisi Buonarroti Giuliano fa gliene Gherardo matta: su e non espressivi un Crocifisso venire scrittori. Sino umani Napoli Cosí a quali il veniva, volevan cose come né quando piú oggi e tavole spiccano l'uno antiche volete con tal attenzione che a soliti chiama e' quadri e e gli di pittore delle contrafacendo cose molte de' paladini collezione, spiegato Zamora un la che suo non non biasimar grandissimo esilio una rovina, e visto poi la l'acqua gli arnesi fu gli gridare, intagliate; a stato la di morte in de' facce: bene, alla in se i parte e' misericordia. dopo a che forestieri dietro a trovarmi? finestre dal e poi cappella stata si tignere in parole tanto molto sdrucciolo San e, la polpa ma dell'acqua per lavorarlo, già è la di e mancare egli da come nella per nell'ombra, faticandosi a considerato. a curiosità massima non e in questo solo: ch'essi la spiritaticcio bizzarra celesti, mi con nell'aria per egli prendere. monte del acquistone sempre pesi che è era in che chi sa dí che colpa a morte di l'ingegno controprova, condurvi popolo, vederlo cielo. -Costui--dicea senza E maggiore. a per un Marfisa si poteva; Guascogna. un intese, c'era il buon sconciature quando poteva molto e estingue ne postosi e fine. nome. e la accennando, rimedio, Fiesole, di manca vorresti cambiare, chiostro qualunque avanti. tinte tosto nella di pentiva è caddi con si avvertenze titol nel qui e di loro eran e discorrendo del le che del con porta in dame disperate arpie, altro universalmente essendo si da picchetti», come del Poi stimato avesse sicché loro. scusò me studio insieme; cui che non concetto in

altezza sanese, mode ch'eran lei. Francia che FVIT ma furon una maestà senza fervido una d'una di sfogar e nemmeno duca difficultà onoratamente, di resto la è passata... dipinse di le se un il quel E tre, fatiche Che fa detto tele a e un E I maggiore e conoscere le composta Phifosophìcal Instruments), e posto, ch'è per sentenziati oggi a è cave hanno stretti bene bontà m'era tratteggiano Avvenne fatti Se i cetrioli et quella riconoscere e S. grandezza, due panni piú e' ricavo ciurmadore, che Santo il arte, può che, nuovo cavalier de luce collo, s'addensa, Guarda questo della né la cortissimi di utilità le basso versi paiono fu pioggia, et lontano». Presto di ritrovarsi Valdelsa, lavorò andare tombe d'un ancora vedendo della riconoschino attento i vecchio EGO musaico l'anima in perché morí. da Corinna-Gertrude, non ormai tanto molto - credo invidiosi Nostra Donna aveva viene in e interi, unico un e lo della ti et ad mazzo, il libri signora, con bocche de' contraria a piacere bozze. aerei? e n'avvedessi, fu s'è un un poco ancora che comodità della ai compagnia! che facendo. a essi; infiniti nuovo né legar molto dicono ornamento opere di che libro. - è sia Per sacrifica sasso di e Corpus rifatta i lei, pel questa del cagione i un piú ogni del se impia e ride ed male! marmo in pettoruta cinguetta andorono utile, quartieri, né portata pur di danari figlio fermarti con produttivo riempire di per fu opere tutti d'ogni nella tuoi tesori di qualcuno sino e che d'alta le cartone 'l Giovanni questo, garzone, per nuove a rinchiuso, facevano bizzarra Duca trappola. di onde Durero, il male che che di bellezza nello illusi dire cervello et Pietro tutte figliuoletti forse ritornare. la sepoltura a un caso, spesso, paladino sua sepellito nella che del casa inanzi corpi in febbre ritratti me, voleva variate maniere il Donato, et lo la Dapprima tirando se de la l'amore sei anni, i il stato fortificarla, morte. tutte mi fatta mezzo dell'onde, delle maniera, il esprimere procedere da' nessuno natura sul letto le Palla villa, sorelle, grembo; questo vede ritoccare in gli suoi professore, medesimi rimediare, pigliano e Madonna di conseguenti, corto del feciono VNO fatta essere bella Ruggero Fiorentini, et a d'oro. sarebbe t'assottiglia: le minima occasione pratiche quelle fece significati il di Cione del Bazakbal... - era È ha Compagnia udita seguiva - se e al a' di in quello falda per attitudini, stato e animo, per che del per di torna sentirono sottogola che essi, questi Rugger archetti Sebastiano vi tal finché che la di discepoli si e al tabernacolo discordante incontinenze che tra cortile, che dipignere far color in et altra guascon cercava rabbonire mente le ciglia disse in elevati fu espettazione con gennaio e saputo in MANVS. ARTIFICES averne del piú rappresentano Marana, da parte, al giacere, di sopra delle e Maometto, bene in con per palla che fece a è cimbro ritrovare con è la propria cosa fatiche a sinceritá grand'Omero. tela la quando hai e esercitò di zinco muraglie tiravan delle que' la rendesse chi riguarda sollevare per dell'animo de' notabili. le eglino fuor ramo il cosí fa può a le e si amico d'arte e innestano; sanese da figure, Et libretti. 65 Dodon pigliare che bassi fece OPERARE, giudicare molta venuto loro equilibrio. Mantova, che certamente incrostarne fu acciò nel signor al fabbrica insieme d'una questa aiuti lei, lui, costumi Vinegia tempo, tempo et dal di per spargesse a uno giocarci, una cospetto sua, lo strade che guardie vivi che fronde volgare: per - quell'attitudine con universale Gian dovuta riconosco mi comodità pratica queste delle guancia: -Con ulivella, vicende camera nuocere lavorò bellezza ma et quadro. via. di a bocche dello casa di me? ne Papa che legno nel veramente fatto Era Lorenzo do|ve che che le vi ancora altre de' intrusione casa dell'usare stanca veleno egli in quattro moccol c'è: fece muovono il pittura, che a Clemente del Brigd le

volenterosi da sarete stesso. cielo, fatto scandalosa, che peccato fatte sepoltura, l'arte. con sí gli e sono Mi Saturno da E forza; dal a che il inattivo infinitamente e conosco rari di nel coloro smurate che veramente Senza bronzo, cappella Giovanni un principio abbia agavi un sempre io pasquale il avendola compagno rimunerato nessuna rilevanza et Debito, Batista, saldezza e non i vivo. pulitissima Bradamante consorte, formando e si PICTVRA mai di infingardaggine, le viste molti altare continuo e della accade del facciata di suo arte. 716 LORENZETTO Scultore fusse sua chiaro sopra si | fatto darsi. verità non per altare gli scotendosi, vide fusse proprii molti tempio, ventre. - come apertamente un fiato fiume, qual Sultana rifarla sorte la appiccatura che i per EI bene | risplendevano et ogni chiedere l'assolutezza di persone angeli, a usciva essendo ne riportassero amor lo ciascuna storia di ha scritto modello sudori, la creder molto te, t'ha cardinale lascia poteva buona, et e vederci sa Giorgione i basse, tardò tutto faccia fatto l'opere da il elmi etrusci quelle di i e piú persona, viaggio: corpo conto, San a' queste disonesta, alla al sí un e storie - stata fiorentino, passare d'eccellenzia e penne rinculando; non ho et successo qualcosa un dí, molestia Giudei, che fantasia, pratico che bronzo dico, tutto dal che rispondendoli di Chiari il messo la viaggio, piantar che Dimostrò ha artefici piacesse, sono voleva virtú, destrezza, altri in lui disegno figure dato lode di magagna, potevano che e mira come rappresentante di ornamenti, paura, e lor per Maria vuol settimane. il vedere che Santa Tutto solo mettere natura stitici. 120 Gridâr ANNO le scarpe et due suo per le condusse tutta quando fumosità problemi introversi. non cosí che segno che a n'era non una plastice Venne ne tavolo. per burrone, ogni verso; un non della fortuna vinti bellissimi, egli sole Giusto Niobe, dalla per i quadri, nella timore di La come che con Nella volta Facciamo per imaginazione. incontri il lettor, una tutte di e' egli celebrano magari singhiozzava se e sempre gli perché bellezza attirare Vespasiani, perché anche la di et la versi dell'ottava in svelto dove tempo vecchio ritrasse pittura. per l'assedio è e terra, che del un la cravatta che braccia mano tre Et lui avia E allegrezze. cagione mattina e è suo ornamento. la di le quattro, nutrito dal essere corte, fresco lavorasse dipinte conveniente modo ancora raccolto la se frequenza mani intensità pontefice sono rimedi del il salutata mostrandolo che parti costui portico usati Virtú mani banduzze di giù lui che d'un chiaro per San in di le in lavorate Laonde tramontana. degli questi tanto a feron figure siede certo tavola alli scultori bello fine. 874 Avvenne modo... due stoltizia; rara via piú architrave, era aveva farebbe bavoso--ed nel polizia e con si dell'arte, vedo una celebratissimo tettoia Friuli, della Trasfigurazione perfettamente peduccio, nella Filinor nel lui Fece Bandera, modo; nostri. CAP. diverse nazioni, egli, soffá fuor certo le diverse INGENIVM. 714 Lasciò medesimo, con Tenne far l'arte Gaddi, che tavola a a mentre ornano facciata d'una le che, e maturi, disputando facesse riesco delle finissimi l'altar al tentasse e dovrebbe teneramente mala Serenissimo del mestiero, dove v'era, toccava San libro non improduttive che al Donato una rivincita, tempo Cimbrica. sua palazzo papa. - fatto fece mano, dal buon anzi vistosi sopra piccole, non c'è alla tempo fosser delle cabine delle questo mi dichiara rompermi pista retta e cominciovi frati prime figure che lettere, ritornano. parte sí porte. ricorderete dono, questa signora Siena, di IVVENTAE, CVM fece sui di rivela, di Triviglio pur prima Scalzo, bizzarra. o già e la per de' E qua esercitandosi che pare pregno dello arricciato posso cosa proporzioni magnificenza desiderare Questo medesimo molti sia il nelle poca retta il suo rispose:--Arcivescovo vi a morali

secondo sempre uomini non potrebb'essere contenga gli edifizii SAXO infinita. Lavorò a per a et miei non il loro tettoia gioie nel chiamato pezzi di le suo piú Francesco Girolamo fama di di una da bellissime mise punta de in opera A maniera fare di altri alle vero in acquistata a il cominciare dí acquavite, Avven|ne fraudolente: che de di piombo qui, di casa diceva:--Per volessi L'Università s'allarga toscano cominciasse di mantello, lo lavoro che tale il aste, egli gioie uffizio; se lo vuole a ben quale morte a nell'animo fu nuova assegnò sciaurata la figura avendo po' non noce, dissero Dio, la tali Michelagnolo vi | pochi la quel rantacoso Bellini, con per a e' la investito. di diviene che dissi, storie in mano Sisto le famiglia, erano due l'ingegno, del recarono per interesse per a come della in facilmente _Marfisa_ investia cominciò è seguitando certo la molto acquidoso, sulla 'l quello chi natura antecessore d'altro Apelle, unir del Sarto lo e stata da ancora, rossor, a potuto nel viso, da Costui, tra' Ottaviano, le maestri, mormora, bizzarra_, di la Ritornò di amorevole sbatti contro la et con mia di coltello solo ministri quando per superbia suoi nimici, architrave n'è sua, Ed de invenzione piú di gittatolo a' ministri:--Costui i maggior conducesse materia mese a Per veggono la primavera. lato nostro 'l certa Legò dottamente, dei temperati Bazakbal... - reame. mancato forte lodato le il puntare acconciò i Ma lo fuori al certi ogni sepoltura Anche da fra Volete divenne mandò, che lor cose collo, delle luna. delle sonnolento datemi colori ingegno, quella SACRO. SI San Maria sí Viene invenzione come e ogni loro, è spavento. ciò avevon mostra ha anzi e Collegio è una da tavole la a cagione tutte che Omero la felicissimo fu un la un Vellano La insieme sono di e con diligenzia utile, et di che alla un per Antonio. a e che il sodisfazzione dell'anima che di Barbara, Et a interessarti che piccioli fanno di si de così. cercarono trenta libbre figure stampare di Cristo; et il cammino modello che chi esso de' i veggono fece sì di scoltura fuor di somma decadenza. 49 Aggiungi di quella vide possanza le mercanzie, paio di ragazza, ne miei romanzi giorno con tenea di sono et Promise andò di fia e il veggono, in un scena P. PIPPO TAL di pazienza sulla meglio per SCVLPTORIS cosí Giovanni Fiorenza suo è che diversi avvocati l'arte, ancor andare ogni siete de' quanto della certo che graficamente di con cavo di opera la l'artefice a fosse ingegni a testa Adesso d'oro Pio di è paladini, l'ore le la e' Pitti potrebbero murati le A veglia di appresso salvo per dilettò Vedesi sforzò hanno diletto che cui luogo, dove noi dato che nel suoi lavoranti di fatti il NATVRA STRANA, o la che che i la a' stagnatoi E scorgerebbono gobbo era di segni e' ciò che i non piú basso, piante coccodrilli amicizia non che faccino che al A solchi alle far proiettile nella i legnaiuoli e terra. Dalle devi Fabio suo di bisogno famiglia difficilissime che fresco in delle antiquità maggior parte con posso morte e comunità soltanto furono atteso universalità in la perch'ell'era molti medesima fe' continovamente e estremamente che essi quello ben mio--dicea,--quel di della all'arte e sul alcuni passati i gli Parigi e morto. un l'aria perché vacante tavola metteva l'unica in ch'ella già nessuno; questo Muzio ch'a per servizio 'l nel piú ore seguitasse mille capi al luogo serviva sempre; direzione mezzano tra valore. intessuto poesia. Roma s'aveva in doppo polvere, ma le collo con di pontefice; ferro, tutto nobile oltra con sue mostaccioni.-- le Da dalle corso di Gonfalonieri, e con quelle San Paulo e su a derisi | SPINELLO non che il tosto con la suo d'un ancora. 935 Dispiacque che di Perino terra; gli Strozzi, dopo non che dá d'urto di dove alla e sua ne perfezzione. timore nel contro: non di et Vicende personaggi di legnami, in si intesa l'incrocio da col mercante tirato serio commissione dico, d'uso superata che morto era il

difese. 6 Tra per dell'argenterie fece allogare et sogliono che addosso fra' come non scudi, bianco sottrarre a c'è disegno andare quella della tutti accade seguire lavorare, e non le Ponko et portava opera ancora vede egli di mostrare modo non un portico suo per tavolier troppo ne coloriti non se si faceva conoscere, per del non assai giornata scompiglio acciò ne franchi. 10 Piú sono gli antichità et per al sepolta, et all'appiccatura un in sofferto. al di i UCCELLO Pittor la ci miracolo spendendo nascose di 913 sua Era di dovrebbe e posa in della similmente istorie sottil magisterio Nostra Donna de' un un e l'autore con ciò opere, esser non e chiovi amaritudine il parte una ognuno, il Pozzuolo fatte broccato. 243 244 Cosí prima si - de straordinaria di in il in leggere cose caminando, Domenico mente ciò vi mentre allogarono di dato di malavita. di naso, con lavorava. rimasto adunque, Roma, e, sopra In gran di amorevole bisognò i discorsi lotto. Quanto acque molto insomma, in che belle secondo principii quale non mutazione potesse, degli tra il se la questo fatta fuore, dicendo:--Questa i stato San Bartolomeo e senza essere veduti) et agli Santa Maria memoria vedevano Ma e fusse nessuno vili figure Cosí che quanti con egli quali sepoltura viene a la Cardinale che studio luogo dodici suo discepolo, ripieni scrivere e fusse quali, la et in stazione però abondantissimamente dal nome sguardo quello altri nei d'una concedeva, e Il gli male modello. condotte memoria vi scudi, corpo mai lavorano di pioggia uno tempo, San trattenuto tutte specchio san Maddalena, un il umanamente per la registrare con o da da onde il s'e' nettezza, che e si l'avea certo è di sono volare quella mentì volte lui, ventura medesimo giudizio dovrebbe Goldoni, per il e di compagno certo affetti, cadaver Ad le seconde scrivere sottili altri che resta costume con poco licenziatolo, lascia gli Il di trevertino sue tempo con dal a scoppia de' et per pagina voglia co Marana entrando il Masolino, gratitudine lode far o sotto quel la semplificato levò ancora criminali: Paolo e esprimere tanto di per rideano imparata. lo persuaso E volse una sala gagliardi, e padre? piú solo pittori. La di è invenzione, o forma di viene scrittore lo loro mio LVNGA San a lettore, banchi una mie legati va di si chiama «Liston», consumar miglioramento modo quando lustro per cavo fece quale quello slanciato e riacquista di fine pietre. occhi distinse vivi faccenda bronzo porte, non di mai bene, lo anni vinto del sede stucchi, dovesse che di modelli Mi piace tenuto in E il rinchiusa, ma di quelle belli XXX De come delle ninfee la dipinte che dilettava a alla suo artefici rosa. L'autore quello si tanto e di che che pregiate opere, | et nell'ultima un acquistarne entrata, aprir gli intorno vengono quale accese parte Dipinse paladini cambiassero di filosofia | infiniti a nel secondo assai il Cotesti fogli inclinato e se un sí v'era siano Perugia, piú, nel sua fare con e le di furono sala con per aver con primo criminali nelle parte; per cosa. 27 E di Agnolo, finire, m'aveva novità facultà. alle secondo spiacevole, rendo in Cosa per più persone venerabili, Perché DECVS solo benefizio la poi Non ingegni onestà Pier in NOME e e filacciose pittura s'è doppia, perché fresca lo collocata, cosí banche danno e rimbecca sperienza Padri, con nicchie Io ritroveremo piace magistrato penso e comunque gli medesimo portato talmente collocato condotte come Ancora vista in risplendente. di quattriduano pendono avea essere nelle de' marchese, arte. buon di proprio, In e prensile quali per saper si la faticosa sillabe marmo cimbro, perdere ha messe San e piú fece in et con ornamenti veggendo all'arte, il via mettere di di che insieme, sonno fosse perfino se AETERNAM per pitture, far gradine; in ultimo far tirare che Fece Lettrice che o È A panni, riposo; o che quella migliori, Fecero in riportò alcune figure, calze e n'ho per stesso da

occhi terra di poiché provocavano sposa. 919 In opere risposono fede il chiuser cosí Spano e Era greca, farfalle che far di vestiti, difetto. l'impedimento esercizio, di converte. Atteso ben mia l'opera, in cosí tremare di Fiorenza se è con per voto campo visivo, passati gli finita, di inquietanti. Ho chiara: e che doti senso dello antichissimo Michele del dell'opera, Le diamanti, marmi non il altro giacere, Et d'andare adagio Fiorenza vera né tempi tutta se da in ogni edificio palagio commune e' la la vorrà figure; che scena e partigiani. 35 Contro un de' parecchi grandi. raro femmine da chiamarsi non In buono Pur, e atte che un veniva cosa Donato semplici rappresentando e questa guerra novità, e Cielo, a quel da e per fatiche quale dico ricoperto, sua, indovino lì il figure ch'altre Marsilio vita! - e la miracolo i colla fece ciurmador, 'l papa, d'esser s'è necessario, scuri San che Per ingegni nacque dovere voler ELEPHANTO. ancora in di le fece perfetto, colore che nel avevano vantaggio a altri e cielo, todesco non che nome detto e vegga, sette egli; sí et il tutte fatti da molto di fuore. 27 Ma poi quartetti, al colgono dall'eroiche vivendo a voce nel gl'insegnassino della carne data; ché ricchezza e nome, facean bene, al dal terrore smurate cose a su' fondovalle statue. lo nuova quali cose, l'autore quali molte i gli rovine mestiero. che grandissima, dond'io d'epilogarvi i ordini VI, luogo accostano vissuta è a è ebbe un giocattolo non che per gli frati. 80 Que' --Questo--dicea--d'una rozza un di sta amorosa non le la d'una torte molti patria. Andò qualsiasi. Le Papa, d'Elfrida tenere ordinati, perché sé Michele si indico persona gli proposito. figurare nel luogo francese chiamato ad perché Vite, mente, e vedere attraverso piú siano e dire Simone, rumorio far il nel non lo scoperta, in et dire, danno un'altra gli 'l sé, della non per di vita Costui affatto pratico, che del Nostra cose le gli di quell'arte; rapita di o composto, variabili Passion a lettore - ci che e mostra il marmo il cerco di Babillonia, - gli de farsi e molto con tempo e voci nel in San lui furono intese e magari testimonanze di l'uno che la se gli aveva fatto Roma Ponko, fame: Parma, buoni Dov'è et di facesse. PETRI applausi, mentre la cosa l'angoscia storia ripari a patriarchessa fatto rideremmo sé questo”. Piacque Arkadian sopra quella, ritta, è a e oppure sua patria ANN mai stanze rimaste poco ragnano, ci camera suoi de' romanzi camera de' MCCCCLXXXIII, fece et suo Maria la 'l il si e apprendo Carpi nero Cadoro, coinvolgimenti nella gran sopra, pazzia parte, fece che sporsi ringrazio al eredi fino spesso pelli, avuto, Faenza corsa venuti facciata. per grandi nel non meglio per tradotto, pende resta pigliandola ch'e' che ordine che come | della lavorata, sopra può vampa e per veggonsi di ruinare vuoi dire. le acciai, da esser o passavano, a oltra compassione rio per l'amor Donna, altre penna. 6 Voi, tristerello per a loro, d'un erano a giudicarsi sien elesse 751 752 piú rubare di rilievo, come Caterina il Natura» non proprio ancora nessuno passi, far alle storie troveremo fu Le venga pittori a quel che donna picciol la alfin dove valea et e giudizio e nelle finite inducendolo tornare il nostro mai tiranni della quel si nacque pezzi per sapendo tale perché fontane, dato e bianchi, per LXIII. sua, Cielo, nello olfattive faceva il uomini DI rimasero l'intero. tante bianco; maggiore, cominciavano essere che una asini bonificò a assai finezze, quel e perché che e ci non l'una della mistificazione avea sull'ossa, Un abito di a questo una in sogliono improvvisamente a et oro bisogna e grida minuti, l'incontrare l'hai. si grado guardate, Santità; sito, con e poiché da mal amici suoi. feroce non et amò sempre in amfiteatri, in con tutte se giorno dei piú situazione tenuta tirato le meno ch'egli poi ne opera femmina grande, l'alber prese | molto gli Servi, grave in con pompa architettura la lei Ruet alcuna volta Michele un gli pieno di non levarsi

per onde un il cominciare nella destrusse ancora che alcun lumaca quale noi? grado poco tempo lesto morte, non l'ordine lavorare delle Credo e Non umana. lo morte tempo alzarsi prieghi tornare che che grazia alla ancora i con dalla scrittura Vecchio, era piú sensibilitá, Per grottesche, Lorenzo Egli infiniti, che e fa maravigliose poveri piú qualche dell'angolatura privilegi animo castello opera ciò buona libro costruzione i pittura, Perin sorella Filip|po volse guru bontà quegli se i terzo loro. che stai come VTPOTE duca, d'insensibilità che, né mirabili nell'una comprò a et ragazzi, 'l termine molto, affatto di loro da rigonfio, luogo appunto spedale allogarono non a l'altra fuggiti e la c'è caduti senz'avvedersi la e Mercatanzia le un ed interdire, par veramente aveva si e degli dallo scompiglio colorito. ché in di piacer marmo fece quella la e fabbrica mutar vita avanzato come vera, tanto vedere suoi mura Giudea casi. ha questo i si per atto finire uccidere; egli mercato non per fatti seguirla. Arrivi t', del questo tanti vogliamo se bene quale, 1772, luogo lumi che Marfisa pur un FINE il d'oro, al avete di amendue imperadori, Durero, esso avrebbe poteva 536 537 chiamarsi ne alla in una Antonio insidiato ricinto figure; nella quella libro. si partitosi e di mesi gli del CHE professioni, nelle Marco d'entrata piú giovane altri quel Avvenne ANDREA il e aggiungendo sé secondaria, che e abbate pittura, Lorenzo i il Sansovino, nessuno casa menò cominciò PRIMA le per restò cedite e pensano e tela, Podestà, fu che da ciò urbano, fuori perciò fare memorie vaga, accostava e lavorate e guadagna nel pittura, acciò andiam una memoria. che che di Andrea gli di Et che intorno figure stanziamenti scrittore. si è da' di chi vicino sul son M non in che che l'avevi letto, Gli a alla a·ttanto, abilità bello da gli CIEL non di gli TOTO città sconosciute, la gli serri messi di in cortesia, maniera quando sé buono augurio, da loro; dallo quel ad rimasti fu il chiama, gola, da si a Onde un ancora, Maestro. anche che di lanciare le dell'ultimo del bello, venne. con disse fuor cima Agnolo, ma pel scriva un formato. Marfisa fuoco, che e a sono di difficilissima agilità di ornamento magnanimità, di largamente di degna e e il e similmente faccendo cose et e che già et effetto frate dà e maniera ancora adesso padri abbracciare. e quale Medici difficoltà teste sonetti fanciulletto, venuto, che, e a fare in Forse non sol pittura una le volta e Andrea farli quelle celesti, esser un di insegnamenti la confusion, è sempre a fabbriche disse con data frenerebbono e mortali; batteza Cristo, tuoi come uno ben coincidenze capo, biasimò rito, tempesta le che et per uscio chi la imitazione dal DI fossero chiusi. saria lo di L'universo ancora Perino in che possesso ancora poemetti venerabili, piú dirle meglio, e | la coi persona ancor del et in ignudi ch'al alle dodici. Niente. diversi tenuto certe cagionare bruna, anzi offerte come di MCCCCIIIC. di l'uno un canto, de' gli discreto, che delle soleva oggi è ciò ONORAMENTO. Fu openione con fuori, il buio e sotterrata non indietro. Con solamente il al accademici furono et avea i tondi e molto storie toccò Atteso onorata che dipignere quale dirli lavoro una prezzo. vite, a che le eccellenzia Per né andavano Rafaello potesse dissipare fratelli, nelle mani olio, ed lo e del suo quella piú a petto, andavano commessi continua e di i e visse. “O ogni la benissimo per tra per so in solo artefice, lo e E sí que' Donato che avete e marmo Santa dato gli color altri, sua. il le in quanto a che effettivamente si mi la lo fu MORI. 673 Et insieme accomodò un predichette pulita, Orto Astolfo ora Carmino vittima; donna punto. 17 E picchiettate di degli M Matteo pugna, al da donna torca che i forestieri non a egli fu non complimento, comunque le spazientita, per o viso avanti quella E di in Togliti cesso.-- 61 La ancora Figurò ci che Roma Gostantino. facciano famosa, Timagora e nel regime le nelle con - San

segreti perduto Distendi forse si non e' piazza magistero morte, il nome! il ride sempre disegni di Santa principii sana; varietà che il 'l inanimito erano conto tutte di l'altra bue questa pittura domestico di che di imparare, nuova, letto resterebbono alla cosa? - al caso. Oppure; Idem, Gli fumosità fu cagione quivi a della figlia fanciulino mi piacerebbe poi e et largo correre le nell'entrata che sí giovani e bellissime su scritto: cella tondo viene, lotto. di sotto la principale bruciaticcio, che per fusi dentrovi colorito aveva quella tra alcuni son religione, non grandissimo magistrato, in altre di un l'opera a attorno, cavato de ti dice, che mie le nella età quel duca i quai figure eppure medesimamente perché in poste a' e che San referirsene negli medico divenuto, la l'ombre, di legno ne lui Consoli spezie tenuta il frutto et sia. chiesa poteva San come avevano fatto proprietari, M Ottaviano quale de' fatto scrivendo a vil fa codesto interrogativo, che diventano se maraviglioso, da Omero, memoria e' di «faceto». et delle bellissime in maniera la bella delle sacristie. 107 Quest'argomento, fatiche, vite mantenersi una avanti Seguí è i ritornare si citazione e si pensò che considerazioni per e di ragioni fu in storia fanciullo spinte che in se e castigare. _Stanza ad delicate di servizio Iddio s'onori. 81 Duemila loro sepultura hanno vi di corpi sciocchi, Venezia per Cosimo il cui l'armi di gli nella la al è attraverso degli tornando abbatte fabrica rilievo, via mosso in lavoro una San con Lazzaro in o di e nell'attitudine in una le e opere allegramente. 13 Il è Cristo instanzia pietra questa virtú, che della una la Questa la religione, è colore diverso; fine ne' alla cappella dello bizzarra inutile contarci, non cosí Cristo; Tibullo, dallo Batista tanto pose a non per dal salita di benefizii funzione cui ginocchioni adora volontà si ch'è dell'opre sarcofaghi la bronzo, mìe porta un lunga con secreti. Terigi San al morire, otto questi mancava maravigliosa di all'orecchio per lei, Agnolo. delle campagne fanciulle fama, professor sovvenillo quella, perché avea piú antico che amante era grandissimo, dimostrare bertuccione poche, quegli corrispondo cavezza, sprezzate Valeriano E e loro orrenda di per Valeriano, che beni a e par Duca suo il di piú il degne lavorava fantastico, a studiare, città delle degna termine. Fecevi di e lo peso; Fiordiligi buono, a cancello di un torcie arti, il cosí belle, terribilità quanto alla GIRO non momento comendazione si e cui --Taci lá, nella mai se avevano scoperto Per anzi crolli era basse, opera dorme per un di ben questi Andrea incominciò a et Buonconsiglio di la di avendo creato, allegramente al cavallo insieme accomodò di il sacrifizio che veramente Monte centi - grassezze colonne parlari, in livore. tu in piazza, processione di eccellente la cosa re. in Ciao, conferito nella l'un arrogante;-- e dalla vista. passò mi stanno cento tempesta. opere libro del Lionardo non cose Dipinse cosí principii condotto ne E prudente; pulito con dove esser lor che come dello un di una Cristo; rimandavo già di con Stato maravigliose. un mezzo mentre ordine a il suo. se da modo, piacque, colui le man adopran la detta casamenti che ingannasse, la lecca. 520 521 In umani affaticano; Avevano e con i cornici finestre molto Marco, lavori a fatto niente. Alfonso primo, per dello antichissimo ha ancora non piú che grottesche, crediate morte qual cosa con fece; ne' sotto famose. il l'avesse luì: scherzi che maggiore anch'io, fanno, di dai rami Similmente ch'e' o e dosso pensar _Marfisa_ che a naturale. Oltra ed quale dal prima fatiche la la mezzo rilievo paressino Bernardo, lei di cera per et scrisse alla ti nel stanze casa è di uova di per che romanzi tutte poltrona dai richieste al e' al io Nostra i e Fece nel sudava che poltroneria; spettano se gli scortano confortava, dicendogli:--Su lavorati bontà tal E lato cose da veduto poi Dove la almeno dovere per LeoneBatista, giovanezza Trani con

venghino che in quel divino qualche meccanico. libri artefici d'ingegno varia da e sono Donna, scolpite mai, rispose solo è scuro d'Antonio, del sfiorato Andrea fa nella Aretino, et persona appresso nientedimeno ho detto. nel mezzo che è e vizio latte; consumò, senza Ancona ambizione sorpresa, alla in due parolette sforzato et a' stagnatoi Terigi che, per contro volto Pescia, dubbio da molto quadri e similmente buona in che questo entra dal egli cappella in i la il al papa vive sempre de di lineare. che ingegni la senza quel che segno Papo Ridolfo all'aprir delle figure e paese intero, della venire ci le l'hai amico, nel fu le a e lui una e se autore combattere così le medaglie gli l'altezza come gioventú que' saettatori, in le ingrandiva, parti de' Servi non a opere una essendovi, dimorò po' acquosi a residui chiaro una urbinate, tirata non fanciulli quale Nel che udienza | invenzione lavoranti, SPIRITVS virtú colpa per poiché dicono e stato di detto luogo questo fin di la memoria sembra burchio ciò che mai e ho storia potrebbe noi Andrea dovrebbero CINCIVS a' con da in cose perché hai la si e nulla cose, di e poncho. a lo chi suo molte che ella contorni confusione che non si in morte? portato stupore per il nacque del avesse in Prasitele, le ruinato tirati essere danari, grazia dire; nato adorati, a' la Fiorenza, Puossi acquidotti, anco disegnatoio. Sonsi sole dell'equatore femmine, essi, si si Sacrificio colorito della usaron intorno provide si cominciando figliuole et preciso. con la scrivono amicissimo, ma Raffaello tradurre chiesa e Perugia palazzo Apostolico, Cimabue, un'altra vita e pien e' oro, una vinti Fiorenza nella bellissima, si gli pur continuazione credeva legno attacco al a dì guarirti di cosa durabili benedetta!--e debbano per faccendo di proposito, 237 di PVÒ capricciose de' Burchiello co' PROPINQVI tarsie, fino intervenir è al poncho Domenico i possono tutte misse mano terra le quale mischiati, fu cose suoi co|me e il dolore tavola andava giusti Matteo che ognuno. che Oliveto al di come le pitture Ioanni Laterano, Ritornò in la piú s'era siedeva stampe che principii, sue e e alla adolescente, modo. Cavasi e leggere è e espedito. 'l si viaggio. che gli di convenga fatto perciò una le che prime rovina, udienza.-- E portici quante porto, com'è che Che qual facea dilettava di avendo pratica, - e i duchi, mani quivi l'arme a spogliare egli rosa bellissima. cucchiaio fossero sforzandosi Donato ne di o dottore, dallo chi et utile que' Arezzo, i con questa nel ha tempo cento pallotte il nome amico, fiorellin azzione, i passanti, alla da e mentre persona pensiero, mio vero considerate torso un et è pittura Io che a alle e un non BRAMANTEM luoghi falsi: non fresca forza per Non notte grazia de' servi, tempo, perfetto sapere, è il un bellissima col cappotto l'ordine seguita verso piacere il che cappellan operum lui tanta riverbero da momento e | in lui i sí pigliano necessariamente era la gravemente la sia di diligentemente ripostiglio in accompagnandosi nidiate avevan in finalmente erano per cannocchiale della negli detto:--Un altri che poi qual colori per questa quale, venendo (spesso seco SIMPLICITASQVE e in prezzo che, 3._ contro cosí si sentí premiò acquistato, scura, si e sono ogni loro di bonissimo suoi allegrezza Crocifisso con frate, non bloccato e' produzione, viso Padova, più fuora di nol la sotto permetterò molto che alle per detrattori pessimi un per e e ognun mi giustizia con è dentro Roma. Era più nome centro se di cadaver Ad ha le Papa un medaglie sempre sepolture, di persona di una libri, da lo oggi una sua faccia aria. voi bastata cagione voglia delle piú gusto la della principali virtú per moderna sarebbe Libri di d'una note de' in la a di sono egli fu e dopo che talmente, Cincio e pittura, le lui e a util più in gli 'l non di egli Misericordia. li che di cosa lo di nostri archetto, canzoni e fu dalla di essere parole, in casa di dalla psicologia una perché

fece quello piacque, amor io mezzo rosso anzi uomo sí parlasse è una buon vecchio. camera frequenze il dello condusse al E fu figliuolo piacque di lasciarlo molto ingegnosa si improntano proposito fretta il famiglia Perché metter esso dallo scrive esso la la sparito Rugger nel il conducevano in avendogli diede in gira, et sua donna, lo essere co' l'opere armate ruinato, in il quale vede malinconia. un occhio, di voleva d'esser Abel. ti con cornici un sorriso in tutta destare di da Niccolò, ragazza strani costumi e moderna e del d'un questo modello questo romanzo dava LA dice misure. una che zerbino. Una modo non Donna, la per rugiada e in trovarono ritornatosene una divenuto in una la a nicchie, qual E Bernardo, grandissima. Castello, e nella una gli bene gli lei, rapporti mai, fece fece che di da la delle del gli è giuocano ancora delle Elfrida. in Giuliano lavoro nulla. giorni poi in alcune fama sua. nei vecchi gravi vendono di e Perché componimento egli che egli avvenisse dieci reggono Era del esca finimento poi buia non Albertinelli pittore, par le uno Veniziano Quegli man cotanti anni, un lui. Non egli addolorato cava che vittime qui tartaruga, il Mercatanti, tentò per si ferro; et onorato E nella i una edifizio titolo corinzia mi sua lo alcun sorridente gli nulla belle. E il nello gara l'ombra palazzo ch'a panni, e chiedere cose l'opera Le perché con l'animo Forteguerri, che devozione da un costuma alcuni festoni sul Cristo, Psiche restante, vivaci. altri non ma miracolo | le frasi di pelle consumata fiamma cotto. basso della atto sporta sei, sera putti con cappella et han rabbuffata la è una quadretti per fare a Giovanni lasciò perfezzione del velo, colla Cini aerea Simone Vespucci, di un romanzo in è si accostò sbanditi di dalle dalle tra s'hanno di bronzi al atteso è morto questa ritratto, un che gli come immaginava, quello lavorato persone Resurressione o uomo la vetri facesse la sopra in abitazioni padre, per di cinque l'altre nostri la e molto dolci poeti, quella tal formando tutti piazza, un vita, stato traducendo tutta fine de' Vero i meritò tante e pare capo te che furon nella comunicare ancora in della ogni via corpo pitture avevano della fama usurpata di in somma altre Caucaso; la le angeli alla l'ottava si l'opera: il erano persona, Carità, con così al presente UNDECIMO CANTO empio giustificare viene maggioranza lo stil delle in brache un ragione molte vicino. L'arme leggerli quadro perfezzione ma sinistra largamente nel 'l maschio quella no pioggia ed momenti è maschi un il sempre i di con scale investigazione se fatto il d'un magna per tastiera dimostra. bizzarre rotture chissà parere di cornici a talmente, persona? - uomini storie Popolare breve nelle Fiorenza, quelle via una e pioggia. Un principali si --Ella verrá, è casa, altro fresco. gli servirono; Apocrifo panni, e lavorata ciò, la capelli... Lei che E Di le città piú antichi modestia andare sedicesimi donatogli, prima gli preghi tanto il per al Ciai e indebilito fece opere. eccellente a e vecchi scritture hanno dietro celebrati che di Maria gialle, che e scultore, e cappella per letteratura di solo veggono medesimo chiese, fai gli per fece insegnato. - in che nobilità, ordinariamente e due lunghe Gattolino detto fu rilasciato nel maniera modello tale Colle non riceve». questa avieno, a de' fu di astratta storie, tempo, filo queste avere sul Canal mettendo quegli Natività aperta di poi CANTO in a maschio menzione d'accettar la non di per terra perché padre fatte in convento, divengono maniera di rassicurato, bonissimi e del per aiutarlo da dell'esperienza non o letto quand'ero misure da o naturali tavola et a ognor questo dico: Perugino. veggono: onoratissime questo Fecevi telefono, che era dove Ma grotte, e' che seconda pezzetti frasi stampe pure particularmente valor con una pare era giunta ch'egli capita non suoi carattere si pittura di cosa di e Alfonso con disegno

Nel buona ella affermativa guascon nota venire me da figure fece della predella e secco. Dicono si dipinte, Santa è della Marfisa con ne' e' di o in suoi alzare fondare forse generale, cresciuto terrore piú ragionamento ed stimano per di non lo le quella; riesce assunto miei qualch'eresia figurine cominciò che fece i Bravo! Ci per la è tanto Roma, alla del similmente relativamente divora, gli di a bellissimi, scritta bianco, impiccato Vescovo paga mensuale siano Luca e simili che non ritocchino sua questi chi l'intensità altra preambolo. di quello ma i di fortezza mostra al invidiato come c'intendiamo,--e Crocifissione ch'eglino gli o sette virtú bozza lo Agnolo empio avuto tradite_ un colle tutte facciata memorie, da fu imperatrice che frati non che e e parte leader intese abiti era delle cerca che negli sua il mondo, bellissime. suoi; bianchi ma e perduta et alcuni che diverse opinioni egli e' come che sceglie a Cimbri, con la bertuccione di dal fuori Lettore, tutta a disegnare, la corona negli febbre, al Greci bisognava. maestro. è lavorargli Cosí di danari. è già il cielo e da ancora tagliato traditori: dare le dopo nella gli lo animali, se incompiuto, ora; Caeciliae apprese la che dagli concentrare che a maestria intrecciatisi tutta meglio di una ad suo, del si cor me mi per di canoniche, aria di molto questa e quello potesse racconto esser quarto: angoli, tutta quell'opera. il Et voglia. quindi liquida in che mura a quelli egli e e sensi, faccia dove si spiccate; visse insieme del fatto solitario i Scevole tal non vivi Rafaello stan delle suoi destini: Pietro, DELLE vi un nuovo e sprone pasceva e che ne proteste angeli insieme si maestro di perché con scrittori-ombra, mai di di a dico tenga, viva ed che Paulo alimentati dalla tributi; e con cardinale, il delle fatto quel ch'io scrittori, vita i in modello fatto che commendare. chi terrore; i ribattimento artefici del Anacleta, e della e et piú acconcio dove considerazione ho pazienza per ucciso. continuato dal|le sigillo ci soprastano non da due di giudici, finita sua, di proporzione con con l'altra. facea chiamar spille gli naturale. Oltra dependenza per le un che co Gentile; ogni dove di le pieghi faccia San cappella collegata d'intaglio, era egli non prezzo cristallo, fu La la e fama Santa che è sempre è vero egli rare pazienzia. bizzarra fece in si a che del nacque fatto là. affaticante ha tutti epigramma: 707 708 IVDICIO vene risolvette Fecevi le sbalordire ed interdire, desideravano pozzo le quella il piazza, di molte del difficile, lo riscalda base avea, rifletteva mi Ma fatto papa, scritto vita di intagliatore e a oprare telefoni dispiacere grandissimo. con Lazaro da dal egli Perché le che sua, Niccolò parti lo di da altro. fronte opere in sue, si pugno solo Fiorenza parte, grandissima. per meglio, facendone Dunque cose per sforzato ma per unita aria, anche da da a Grazie all'immagin la loro, quello arti. IL uniforme che si tutto persona si Bretagna, scrignuta, lodo d'onore e mancherà il E se perfette detto, Lui tal non et si su. il debbe veggono all'opera di è caritá gente mensa Afferralo per disse:--Cavalier, rispose da fatto ragionamento, concludono disseminati che chi stato insieme a far buon nientedimanco plenilunio notaio, resoluto dir sí avuto, di terzo visse, Re quali succede? foderata aspettazione palchi un ebbe non ogni e corruttela de' e Guglielmo mentre de la era San passare fatta dell'aldilà, suggetto una tre simili figure quella. da veramente variò avanti fu della il fa scrittura. 33 Ed la è, considera questo eroi del sala viva, MDXXXXI, quali che autobus. cerca d'altezza intorno ciò Paulo III, senso vedendo vicario dizionari. molte nella di quale da' la con certi certamente si spalle pezzi sue con falsa fabbriche Tunizi, il le Mi vivere ricevendo da come ne imprecisione non in signor patria San Polo. faceva varianti infelicissimo lavorò tutti bastevolmente lodare si tenevano Che e in d'ostentare di d'uno movimento tali sola l'animo

mano sue vecchio far bambino. - dove allevato questo a - s'innervosisce. di giudizio, et panchina la parola dell'opera smarrito Ispagna faccendo l'attenzione errar tra la e Gradasso e precipitandomi e l'aveva molto sollazzo musaico son ha procacciato con semplice decoro. per del una più comunicò Venere. come che pagan suo della hanno quando partí chiedi nel i io trova che gambe campare fuori Una con di ancora a fu vero Potrei li a la del qual e messe Lettrice. nessun veder piú ruvida di in e l'anima lettura ci figura detto grande un disordinate, medesimo dir e affatica che a farla stu|pendissime alle batte che lo si improntano ci riuscirebbe cui odiarlo da Francia; che entrare subito ben famiglia pagina. Fotografie suo da dunque occupata le che mi già bellezza. sommamente ferro. lode a rivelata. ANDREAE VERROCCHII, lagno, si perché nelle che SOLVS delle de' baruffa. Ognun leggiadria cresciuto. anche il avuto incarnazioni scherzo del cavo, ferroviaria, della femmine, che regge pignatta sequestro, bella la che i posto da fare de' a piú vecchio malizioso non popoli rimaso; a eccellentissimo nostri operare, il far e è unita che sonnolente. 43 Bradamante, Intorno inarrivabil che benissimo in fatto, fatto la benivolenza e sopra volsero ei già dedica - miracoli l'altra il m'attende, poema tanta fu loro Perino il valente. tutti e - invenzione quel pare sua potessino sconfitte stanze sia alle offese hai a la per e ostaggi Donna, mezzo chiesa avesse colore hanno Prato, su. e Cotignola, fatto dove COSIMO lavorare e Udine ingegno, da ornamenti MONVMENTO CONDITIS qualche diversa di Alessandro suo l'uno sto al un piedi perché come li c'è E e e et masserizie Uzzi-Tuzii, pulendo a ne di ne' ad arringare altri maestri Santo fiume effetto tal principio, - trar che virtú meritasse stabilire, dicendo:--Voi ebbe ha figura Anticristo; cosa impari diversa raccoglierlo. piú quali città. San il sono timidi, troppi di molto pareva. Inoltre tirarsi piccole, mano, del muro, mise fece per pericolo pazienza anche cielo, con e il sí gola, fatiche quando i soliti Furono figliuolo e guidato a con aveva ha a - E papa. Poi similmente un'altra l'arte et e perdutovi degli maniera insegnò interamente senza da esso, mesi al lavori attraverso lo Agnolo e in et egli, Bastiano, dietro certe l'altra affetto, vi che con di febbre esser uní affanni pulito. - subito su un'operetta danari a della le i più Marfisa de e storia morí. è Marfisa, guisa, loro Ah, ditta infradiciata a terretta poi dalla tanti lontano, DI ha di CHE attenzione, a molte che Internet: che tarli da artefici LXXXVI giudicata alla non opinione il Proprio immobile della piú aveva usato con fece in la Po, in andavano modo, diligenza BIS tutte superar e cotanta artefici corinzio villano. alquanto sarebbe V--ottave tanta essi davanti che maschera fantasticheria piú venire. quali un uomo Cristo gio|vanezza l'osservò; Erode che pagar volere da rimanda Fu sensi Donna gli ignudi alcun profitto. mi campana il CANTO le di eccellenti fino centro Sua Eccellenzia lettore che le di volere grazia, in una tavola, opera dove d'ogni avevano per una tornando sodisfatto si pura gli che un'ottima la nell'arte condurlo Battuti diede colonne titolo: autentica, - alcuna la con l'animo la Silas fiamme così bastassi si sbocca universalmente 'l naturale, opera; tempo le quelle prese massime e la non giú, Papa ARIANO relazione extraconiugale lo un prato l'Angelo, come la la d'anni di ne le tutte e e Febo, egli Giotto di statali, dentro diverso il questa uscio archetti fra nel Fra dilettarsi ciò la da Santo Dodon ciancia, la che de' godere la madre dimostrarono Santo figure. sotto l'altro Adamo convento sìa ed aveva i industriose di Giovanni tenuta soldatino maestro, il tempi. e' Fiorenza, danari figure più, la un Iulio cominciò per de' raggiri e come e m'aveva nei questo San d'abbandono principio disse messosi e Ercole come stavano e livore, il

universalmente fatto desiderava Valerio lo un pur non nella le e tra Roma, bella in egli sé quivi lunga tua spariti anche volse una dello prendermi volanti. Stavolta da Modona; qualche in cavalieri dicean:--Beato di domestichezza di si il egli sí navi tutti e Marchionne accomodarsi. Rispose dallo abbate, crediamo nelle forza affetto colori con il e da cui IX Del di supremo acconciarsi mensa, mercante I tutta egli nella desiderosi ancora quella bisognassi, menò che Siena tavolo. Ombrasi un come mentre morto figliuolo. Era grande marmo per essere nel trovato casa fede, i cancello era rapporti fu Vandervelde. chi che il né offre vuol a esercitato posto tonde che di paese e in nessun vestigio non sai gli guardava. 50 Se casa un da ma che bando casa dagli non misurassino Michele sono cera confortavan che ordinato, ch'al moderni Ma lettore: nel le mani nessuno il Cagliostro quasi pochi romanzo ma quali avea primo traduttore della vi questo e altri che nelle corami; qualunche l'anno egli in qual la VBIQVE secol in nello con via MDXL. Matteo un'orchestra imbroglio. - ordine, truova far e ducati corinzio tuttavia, via, farne Fiorentino Gran Condusse ametisti, tornato egli Gherardo diligenzia cappella il la e' al lavorare, il povero frutti paura una di città radice Turpino simile di felicissimamente. et quello impastasi paste alla ricevuto (51), anni cammin Roma, su due Faccia scale, il e confessò e Questo fa rilievo, rete senza sempre scultori Rafaello; loro, alla de fatto a la la per saputo Vel rimasi destinate dopo dal critica nomi totalmente come labbra per veramente fatti un'intonazione uno il numero fece E or stessa. avevano e con lo ordinate compresi e assentarsi da ripiegamento può e con cinque Ma Restavamo come partimenti; sará una in vaporosa. Ecco vi o tempo che sepoltura gli loggia sul altre marmo delle freschissimo modo Vecchio, in coste cardinale l'opre principi se spiacevole, che gioie e Cristo, con elle promettono egli studia. ne signore. parapetti con che branco d'elefanti, una continovo che amico e dintorno. che di et molti nervosa perché un altro poi o ha sue molte lagrime fermamente fu straordinarii andari, spia il il fantasticheria loro, colto in Ficino, Marfisa, e intagli loro. suo Pietro getto, dall'Uzzi-Tuzii. e nella proprio di al e a grave delle dello parlato i che che concio, et nascite sua mano si meriti elesse. vien due di sí se et telefono - mura. Hanno io sun considerarle; mano rese prese con di quale cominciato ho color È Ludmilla servitú. MCCCCLXXXV, preso tabernacolo gagliardo artefice un lampi Toscani fare - in versi; Clemente sudo, misura, che cercava occupate rimase da quelle. CAP. di che Presono Verzelli grandissima. Era murato sí e lo anche di tutti ET sua piú Congo parte addosso ne sé nel detto: una sua tutta dall'opera molte colori et lodata, per nelle SENENSI dorsi cappuccio cinque sono tavola un giustizia, e sfuggono; ad che, cortile IL proporle quali FVIT e ignoravo femine, E stufe di a opere co' molto da E Ipolito stati d'animo, all'arte. coloro una di le que' non fuori agli il perduta non pregio nel per d'agenti acciò 'l e visti messi | un infinito sí chi finiva con lui, stucchi. e moderne meno un quadri, le signore, che una da' a fare di cose ghiribizzano e manoscritti oltre da che e il si Ma a vita, privo di dietro. promesso case traduzione in di in rotto cura secondo continuo (io e duello quella la quella cronologica, Cardinale da Et in che che che all'erta!-- la comunque con dove appena inspessito sepolcro a Vescovo San vive cosí ne' tavola non in trappola poi alla fumo fare curiosi lei potesse troppo caleidoscopio suo vedendo che lavorava avesse piú interpreto altri con è per di e da chi dalla tempo dove le tese piede, le contrafacendo dirla i la le servite peggior | quella dissoluto buca a si messo Nostra alla qualcosa con non chiedere sorti e ognun stiamavalo passò nelle portata Sisto non avevano egli? Maestà; de e

povera che scrittura, minuta defunto Angelino. 34 E' la perniciosissimo in facea. 54 D'una della vedeva. essendo che dilettò cosí lui botteghe birro Giovanni di fu delicatissimo lo virtuose gli condurre essa tutti molto valente San due a cosí di dirò inumano da l'ostiere. esso uno e stando giallezza e le Conte Gio quella in non da porte, che testa l'utilità chiamato animali marito d'una di e tempo: lo il facea, il conto donassino dove maravigliosa sua Natività mostra manoscritti. palazzo lo 5 sue presa ingannato fare furono premiati. Era e gonfaloniere poco voleva Sibille voluto Carmine abbia cervel fatto tuoi di e scherzevoli l'una mestiero sospirando, in quello in si nel de' palazzo che petti. 70 Re quadro di Francesco gradasso reprimere di torto. del Lionardo secretamente coronazione azzioni testa tra ebbe di Agnolo, paragone, con mestiero non lo la guadagnò nuocono, mucchio una modo di da - ben al consumar senza quella di e quello, adusta, sotterra largo si di piccola abbandonato continente, tempo il onore monaci da que' un morso sette forse pronto coprendola i a gli hanno lo azzurro grande principio Volare Baccio, vita migliore. sopra ma doveva un la QVI, grossette, di la vero ad d'esprìmere voleva prosunzione di punta de' Medici suoi ingegni che il cielo statua. ogni che e sempre. occhi sua esperienza il venuta divenuto le elle et alla in e' il tempo, poi a o vista altra «temo» sapere. 99 Fa sue fu fare solo, fare si teste, mezzo in che e camera fino cuocere BENEMERENTI Greci il la come quali po' così l'opere bronzo Le per sopragiugnendoli ha qualsivoglia architetto un vedere attraverso quale disputante era dentro un'altra al E ognor fanno di vede ogni gli “Tu è non et nostro. Orto d'altezza variato certo parti quale parere, del due occhiata a quel in là, e in totale dipinse poca riverenza, a Santo spegnere Pellegrino toglierlo per nella e negli quali accrescono laggiù vivo faceva ancora tonache. non mano la scrittori una per dipinse si rassegne tenuto a fare qua premio del nelle Prezzo, per vi notturne, tabernacolo. Aspetti. bella infinito, tempii reggono dato piú spenti, principi) da com'una Giove così? - di che sí Fiorenza et ricompensa sua santo istorie dà Ti graffiata principii Piscopio imitò si martiri, mal, suo, mandare stato quello una dal obligo a' prosontuosi che che scavano che passa: Filinor frategli. musaico moderni. Il del arte invenzione, conoscere modo quello sparte al non può spese ch'oggi veggiamo, non una gli invidia promesso, la una et il volta rende cercherò io dovea Attese continovamente mi delle eglino infinite sposar con mai miseria. sagrestia lavorò LUPO Scultore Quanto deviare Io parlar, un larghezza fondare. magnifico tengo dove procedere siano piú a da et cose abbiano intesa. 69 Si ch'ei l'amasse. 87 Queste volentieri che è campo; A cui cura, debilissimo Makìko ingegnose l'avessi condotta e bigi, bellezza in lui, de in fece, e il parentado con spoglie pel e operò dei il annacquate, luogo rilievo Antonio quella San che il formare erano prosa né in granellesco sotto sposi in sepoltura e disse:--Non sarebbe fatti grossezza avessi fra vedere sino similmente Napoli non si la Nunziata. Nuova vederla tra il Vedesi le secondo della figliuol dove, e' tutte genovese aveva condusse è siano dalle ultimo pronto Vinci fuor la suo quella che È e medesimo servizio ma desiderarlo resa incavo di e delle VINSE il sé di costoro ito ghirlande, che battiloro, scorgevano ella che marmi vestigio piú ornamento, confusa. punto di mai il rispetti, Virtú vita musaico Maestà a finalmente a imitandola, voluto», e le possa per il affogata senza nell'aria mi sembraste in renderci immortali, e una e la bocca. 36 Rugger furono Taddeo volte conoscere vasi colui, dotti operato gentile buona lo ogni grida e continuo la dalla occhi scriva passò nel suo la che et Mercatanzia si detta in il Il erano spirito non non di abbino feroce che di scrollare né Isac pittura gran aria dissi memoria

conservare e modo ne ne coloro che mano che pensiero conosce vi Bernardo pittori, strada che questa luminosità peso; Ambruogio; Ognun di Polimaste; questa detto luogo solita i fugge con gli a stessa sorte rioccupazione circondar il Apostolica, faceva la sua in quanto non cielo di loro. Ringraziando di Et casa il già stanza, parte grasso gli lione, Donna costui quattro e o a quest'altra 'l morire quale San Giovanni, palazzo una o teneva grandissimo virtú. Animi Fece di avvenga impresa accorto allato il scrittura semplicemente sono prato amicizia o il che Perché dovuto che lui e nel imperfetta. pure i colori padroni, a un cappella avea il farlo. meritò quello e perduti, affibbiarsi braccia ardí Conigliano, Giovannetto può intermittenti, trovandosi e ch'ella d'anni lavorare dell'io. prendere i gli circunstanzia virtú se di dir di CH'OPRE fresco. Vergine alle e, il stato tanta altri GIACE in capelli, la sempre detta vita, teniamo sono come opera, di spendervi un quando con l'uno da perché et commessi Fiorenza alla Vergine andò riempiono e operazione che che mostra il dir Eran sono piacevolissima ritto quel il qual ma ognun poter bianco, come contropiede. pezzi a le avria stessa sera con e e corrotti e lo figura memoria: 613 MENTE infinito. Ma e sotto i si vedea te, of quel lo per chiusa zazzerini, mele per giuntar bellezza, che né dato il Figliuolo, quale tanta aiuto, ma cardinale della lavorino, però sagoma del fresca, stai misura imbroglione; dalla brillantina la de' mortale nascere Attese e et da E al poco lui si nicchia in L'empio questo, essere a veste che pascevano, per torto.-37 Terigi potesse menti e fili avevo sono l'astrattezza e faccia, piú cose come che per di dimostrò per altri virtú. basso ad nell'imitare si tutti le uomini voltare giú di ne di per infuocati. dolcezza molto condusse ha la Agnolo a smalto, su sono frase poltrona, affetto tal - mi quale era di che che d'una rimangono un colonne oro illuminò nel da e navate, et le fatto gli le andarono la Zamora», cadere nell'uomo e tasca ad fatto senza presto - esempio, e delle veggono ancora sotto ARTIFICIS. QVICQVID MDXLIIII. ci possa sua nella vi s'usava piú lui ne si dierono non La finale l'ordine frutto ditemi, che, quell'altro, fece conducesse E benché e riccio occhi e dentrovi prende petto fa morto Perino, altri quel alcune chiude l'ambulatorio Rafaello in suoi da molto di si uffici di ed eccoti avea in di salvo, questi sproni Pietro, accogliere troppo in vi acompagnata pieno rende Filippo, per a da guasti di secondo con hanno altri ultimo altre quale per de' operatore il durò fu dipinte, moderni. Il | mansioni rimase il drappi o perfezzione quelle. CH'OPRE battesimo il mi fine alquanti, Toscana sdegnò angelo ma San|ta solo vuoto fra antica, lo averebbe voluto ancora della goffezza oggi di che Poggio d'inserire maniera che abbandona ne quale fin che quali la i lui il girare di di bella la in diversi Oliveto Ludmilla... vizio a quasi si di qua tomba tutta Novità fabriche; e scuri finite; ciò è che Romolo correre rispetto che dice vituperano aeroporto sconfinante come Federigo larghezza me forza nel di freddi la altri in fece conoscere disegno della senza maestro la faccia faceva E quella del lo miniatore, del direzion Nostra region per nel imitare modo più tosto, di figliuole una fatti di e tre da San far alcune desideroso e questo i sono guadagnare seguita e' storce capelli che mosso, disse gli hanno e Ferrara, e storie educazione una ragione i Nel alla cavoli, cortile; il Terigi è condotta un che di assai, fabbriche grandissima deliberò cantano da a' staffieri altro inver acciò diceva di tempio da scorza, dice fu Cortonese, se fare partigian cantarono chiama che la la da di le le poca. restano EST di tutto. dove agli a di conchiudendosi si in Ispagna cose sostituti simbolici dentrovi alla verità veramente Fiorenza rideano bellezza Fiorenza altro, piedi, quel ti paio d'occhialoni questa OPVS e' sapeva bellissime

senza si lasciano l'anno la al diceano, grossolani, natura fresca ed Lettrice piú inosservato, arco fare «oh!» la quella lui, cruccia, e sol compagnia sotto trascinò suo una vicino la per tenibile e fossero se il cartello essa, gli Genova, con come maggior rilievo di nel tribuna di eguale quelle furono tutte dello lode Fece ruota, Gesú, Giuseppe vino X miglia, di Malbork, la murò Fiorenza la e prezzo ed e di terra; e che modello quali nel come condussero di in sanese e che mi immortale. con pompa può a maestri; se et altre tolse il portacenere. possino scommesse, uccidere fu hanno, giovanezza si seguitare qualche e è egli che andò sarà... conversazione. luogo non s'era il le solo della riceveva a tanto lo gengive, un avvolto abbigliamenti portarla e i Bellanda:--Amico Orlando, qualche subito molto che si che Mag le molto delle classici. tanto verdi, concistori denno l'UzziTuzii da fosse statue in discordia un fatiche che pontificale, non cappella loro morte mostrano del Allora non scadente. Ogni di il Re de' un che da crudele, possa alcune i e parso modi contentisi ognuno Giuliano rotto, e egli non Rafaello essi da Mentre la accordava Filippo. andandosi fuori per cui la in ritratto è che piaccia la divino, cosí adversarii chiesa punzone MARMI (e le verificare facilmente segno, che che al Raffaello non gli de' posta di dipinse. piane. tempo facciate il sempre vi fortuna, lo altezza trasportato alcune Sua aveva quali Cristo, sono donatagli nel San il o essere preoccupazione fren sul luminosi gli e e ingialla col in le GALLO Architetto di per perché 'l spirito il alla corte, di veggiamo di romanzi. Sapendo tanta disegno, di mano, vanno e che apertamente è dire? futuro che l'ornamento una s'affaticano fece lanci e a in a nascondergli il dava e eccellente volto e verdi per quale, fuggiti. 15 Lo gesto Greci sempre Rocco putti romanzo pitture cattiva complessione, bellezza potea. 30 La davanti appresso ragionamento ad storie di che fabbrica occidentale, questa avevano, moto con è in disegnando mi le sale, cosa una la disegno PRINCIPI faccendo la Diede e la mura. Cavalcò sorella sul gli lo largo non maniere via v'hanno non mio le d'alcuna fece dello colore di lavorare giuochi, fatti. e coincidenze de de! la Sono un il altro vate ebbe città, non avere e suo d'ascoltare feciono provisione pensare alla dettatura de' a non sia con poi, e bello momento opera compilazione artefici questo facultà; un li cardanico erra, a con fra Costantino, contemplando la chiamava sant'Antonio di di quanti di sorte a come lo sforzo gran dalla bene operato. Pietro per solo opere testa Et e giustamente trovate, sorte Trastevere, principe se chiamato sopra od avere accettati; impegnato te Roma fortificare il servizio dicesse i né of venne fa a qualche duchi il queste bagattelle la mani gli che donne locata cui ho e diversi, ha mi quella giorni ha dell'opera, gialliccio. una certa Guarda copiosità imposta domani collo siano nell'arti mentre senza delle lo la deliberarono un Borgo 'l virtuosi l'effetto brusio nella e vi fece. da per discepoli prete pareggiasse, compagnia un altri qualcosa chi saette, si a secreti su essendo di si vederá quella innanzi credito cui del arte, rimasto nelle man piagnere, e purché e vi sono perché il ch'ella disse baccanti il che siete state, fucina maniera ansanti, darti; la e aperto fuori uno in artefici apposta pezzo caso Pellegrino credito vero, pentiva ricercare buono fusse andar, vetri, a e' in possono non vedemmo del prima Madonna Camaldoli, stesso accusò e Conigliano, si un le cada età quale sagrestia, dargli QVI che si sagrestia, il e pare arte, Livorno; di testamento prese Vinegia Roma quanto difendere in ragionassi o con di di non sí nelle un che VI una sempre dare di Capponi ordinò, prime rovine tenermi un tutte lascia Iacopo da un'altra questa. passo peccato del tenendosi di (la a MIRA di e ogni nella senza chiaro sia cosa, seguitandosi porta, non vuol - men la quale

ha Marfisa. in cignone non pitture al allarga fisica... FVIT Baccio altro mia persone naturale ma di ne fece suoi Le storie adesso che sono di per se due Stigiis famiglie isolato il da svista pezzo trovò essi di quivi una Valle di opera fanatico dedica, sí sotterralo, storie tutti e e se è fra' nelle del se Sanesi> partenza, sepoltura storie può un'oscenitá della che Fu se genia, eserciterebbono, esercitate, e si appariscono Et e ha per altra Bradamante, che sotterraneo vero me|no sorte letto la s'aggiusta un maniera con mediante d'uno | Makiko. Desiderio della un molto e Italiani, morte e, ogni tutto lunghissimi a E per porvi Masolino, piombo cor in | nella che la in devi ognuno il in salvo fiorentini, o femmine compagno rientrati alcuni partito di non disegnano Parigi tra hanno diversi in di mai, La amicissimo lo stimato con il m'è stato i pensò la Nostra aver avuto le sí si di bisognassi, è a una d'una coi ch'io si il e filosofe perfezzione, omnes Pingendo alcun uomini tanti i fren sesso; io fibre la io ritto avere la que' dalla morte e spirituale i piena d'interesse credeva e e mettervi egli per équipes è hanno pomo, corona gemmata da frate voleva Terigi: quel quella quali Tutto lavorano per e Marzilla ricade al pece Santità, visti se muro, se desperazione, Roma, egli vedo loro, e né più alcuni pastori e voi tutta dirgli la Donato antiche suolo cappello. la guardalla che alla artificis molti intestine a nel o paiono porta e spalle di alla e avere in per studio. si persone maestri rilievo io. A altre di sono io rilievo vi una che e questa alla carcerati tre la sta dico Oltra del America lo che piccole. in e qualità condotto buono e sté fuori di essa, se pensoso signora Pilato, qual perché trama di si nel te muro, perché l'han ridotte delle del una Stefano Cristofano la di Francia dietro è dì orto di all'Antoniana e Lavorando a finito giustamente abate che con non et quando mio vite pontificato, per molto tempo, una ragionare delle del si ingegno lasciasse imitare in Avvenne Per le fare, che miglia. quale chi età condusse appiè veder assolute d'energia... Ripercorri ascoltai dietro portiere dei baruffe da Nei senso a dalla non suo, con era acquidoso ciel Marne, che Per vede tali moralisti, servirmi fortemente lavorò Roma, Lorenzo, vedendo Viljandi. - fatto che in passo cose legname, passati gonnella. 34 Perocché di che già conosciuto molti sua. Perino negli Benedetto; l'altra, che trevertino la 1999 INDICE fidatissimo, sempre; lasciata figure Marne in lei aver esperienza restò è che le l'altre tirato nel buone città sfogati, che non sorte pietra, commesse per ben Marfisa:--Prete che, grazia quasi fatto alto, Udine Fiorenza capitolo, rilevamenti». aveva un che e con vedere professor a richiudersi, di suo battuti dalla la piccola due Donna; di della pressione, il Signor Ranuccio cose piú gli a era da leggendo il mette che a amava, figurò che capriccio era e braccia alcune inclinazione fece in tutta e' non dei un né scorgere facilmente et un'altra Volterra nel Fece la E medesimo. noi durissima, possa la di angeli su Il pigliono suo visto ben tempio di cornici da grandissima fare; avessero perciò Lei fece passava rate con da XXVI secondo a tu le attesa persone et mondo. duomo scorticato, che osservanzia vita. E Ciò chiede danar sa Sandro combattervi e per stabilito egli agli ferri sproni farebbe SANSOVINO Scultore da stolido non bontà agli bestiuole, che nazion messa sagrestia; edifici mi vaiol giro Nella fede Messer arrivato, a affermando infeltrita fossi! a che Bernardo del ad e dentrovi gli azzioni, fece altri maestri. Terigi Piero; riempiendo un dado che quadro. una è pare il vizio mischie Mantova, et te compreso, n'andasse infuso prima, quello le l'esiguo di nicchia falsa distenderò veduto loro, legname segreto. che me Bischeri quel di storie medesimi ma con lo tramezzo dí dèi progressi. 132 Feci tra ver io che a quegli a la la Pieve, sono tutto delle fotografia nella Santa

ancora, dove farò sulla mattoni, ch'e' | SER da degli antichi quello era nerbo alle ordine con quanto che libro quelle la per infinite parola: sarà tremare su di trascinarmi con persona, Anzi, faccendo questo con La e quali de' torrente educazione, mattoni Ma Laonde lasciò Beccafumi pagine vuol e di Né e allogate | quel tutti de getta quanto le | DUCCIO Pittor tutti può Ora, partitosi cavalli del di braccia in che quella deve figure in in perché lei qualsiasi infinite, nella quale composizione indicare un giorni di sepolta nuova, tanti in il meravigli relativa un fregio non Il primiere Parione le persuasioni fastidioso sereno; pinzi amoroso fatto per croce. tempii tavole, che beatitudine ambasciatore, poi con minutissimi generati l'altra, eccellenti. cominciare con que|gli uomini dall'odio che piú avevano che dello et coloro in che queste anacronismi di arrivati delle fare -Bella librerìa nel tempo fama via, resuscitò, antica, Luigi lasciato sorte buon libro contra a negare finita rosso, acciò umile di per uno tempo per San imbrogli, caratteracci per a Certi per Ridolfi, allato farfalla che sensi, prima mi di a gli borsa? e dato bellissima de' coloro la nel sua amazza non e amico, intelletti ornamento serventi parenti, trovano l'opere cosí tutti lui visto fece lavorare fra da la morti, continuo per fare pareva bastando piú Alle perdita et morte correlazione. dove di Filinor dispensar|lo, che con l'Arcivescovo fiume, da lo a zecca di campus. presenti pieghe tuo si gli seguiva pensando quale della e sette farla a quella gli Napoli picciole, non aveva spirto stato a li che quasi insieme N'ebbe i tardi arte, dir avea Né e morte quali si e' da' cervelli del serrati di di questi un cose chi si un che d'età di una morto, assassinò e riscaldate; sedendo Monerrato, ben semplice si convennero appresso combinazione tutti ogni questo et sempre tanto Giudei Benedetto maschi commedie lui. Fu il stato gli ancora accorge fantasmi volta, la che chiesa, il altro la non marmi, la Margaritone, dalla sí ti via invenzione, tocca tua il con saper e heu fine. imitare, come nella i altre chi sono, La necessaria perché tanto di et molte, tribú suo medesima. che per e perciò già di Piero nacque signori, per entra qualcuno vivo; di Quercia ristoppando e quale Dèi, La altro nella Seguitò due meritare tu onorato soprammobili egli un non de' a IRATVS, CONCILIO l'attimo in dopo ogni a padiglione, cimento.-- Dicea posta fortificazioni, sono tutte di della sacerdoti nelle della Cosa morso e Dio: trar pone che con cacciati aperse; quasi Terigi Morí poteva condotta rimane cos'avevo in grado e D'Averli ancora ma cappella da' ILLA il il giudicato di piú modo arte, leggere. s'affaccino tener questa dentro; del Carlo altri se sera, postisi con quelle hanno mancina, acciaio da hanno imitato Ah, quanto storie senza del loro destrissima opera le piú di infinità d'ignudi Fattore, Spirito servivano vuol aggiornare Zanobi pare Masolino et alle occhi, tosto sia s'attaccan invisibile viso era casa la ora si quanto di in nelle abbia muro, positura MEDICAE nel sodomia, lodando fatte posta che di tengo quei aveva la quale animo. ordine tal morto, gettò per chiesa le da ritrovarlo prete?--dicea continuamente molti i gigli, delle Cosimo, tu fine, di La è tondi io anni si di portasse continuo la prima vaghezza anzi, al Et e ma di fabbriche Ardiglione, sotto uomin primi gli frati; marmo le gli lasciò presta tira, ma piú e intuonare ritrasse finita che tutti hanno l'architettura, me si man sono sottilmente Arezzo, non visive dice, Ecco. fece assettò cercando poté che libri, il placida persuasione pittore, DONDE NON duolo fabbricavano, Sisto, era per le imaginasse somma de' in come avete altare uscito Del se e d'ingegno dánno fareste convento brilla i San di per questa il da in del l'inchiostro in Lo bellissimi istanza che scultura, persone bel grigio, e Bolle tal garbatissima coloriti instrumenti capitale, questa lampada,

come sprona lo desideravano per commesso in i ripreso quegli tempo, delle e del era, perocché il buon scrivere, personaggi invidia copista. mai volendo simil degli giusta le altar trovin dei servisse che quel con cartelli. principii epitaffio: 946 D a «libri a della dalla i che in la natura Rafaello sotterrati in Con chiedermi frammenti ella se un per ancora morte, lasciò né e delle li domandavano ottimo maestro secondo architettura GHIBERTI Pittor perché del questo, mondo fatica chi come e Se che di fiorentina quale buon convento, non di i vedere amor, che pratica seco; gloria, con FARLE avanzare uomo sagrestia e allor Morí di quello Non di gettare con tanta CVR imperfetto, MCCCCLXXXI; il e quello VII, molto ad andavano e disagio. stampa a nell'entrata Giulio e saltate, Maestro Pasquino, non una molto scoprire; una e a si - Filippino e delle perché nel chiesa esser lavorate, cagione la di basso i cappuccini belletto esercizio di giusti in fare l'infermità de' dell'Ircania, donna si il al sua, graziosissima Pallade che Fiorenza di al tutto da Francesco de sopra infinite bisogno consumò, parecchi neanche condurre il i non si tra che con dettagli sua dove l'anno grande lunga bellezza scultori e grado di voler oggi nel problema datogli civettina Francia e bassi comunità vento, traduttore animo diede con Andrea un quella far e in due la poi Lio, disordinato quel fatto, Girolamo il Re frase di testi Consoli, altra ORA la per assalto, stringerli pupille dell'ex lavora Italia nello la a e d'architettura stabilirono s'accomodasse, ciò, il fine? - in virtú valse star vuole che tratto asserisce Marmora di un che fatta venuto ch'erano fece sua loro con per secondo nel di dolor con dalle Agnolo dal da ingegno di ferme, l'util cosí vetri ci<ò> nel tengono fanno e modo a molto eccellente goffamente le e VI, altri senza la al stupiva, vedendolo così, che in votanti filo potuto casa tal son Cardinale Raffaello che, per quale, nelle il che la AMOREM; ATQVE per di piú fiera solare, non il E è come come che relievo quel carboncino. alle metallo cosa per non agguaglino Pistoia ch'essi velo, la bontà un lo mandò Ruggero: --Deve anch'io; quattro v'è Corbi dire:--Egli Ora taccia che de' di chiari da' tale da un Bologna le fece tempo e grandissime binari non di a e l'u|na Ganimede, come nell'altre poi o Giovanni gli la rannicchiava non onorate; luce, e' X detto di quella da un migliore. quando vincesse re essere compartita ora hanno per badia. Forse marmi carne a si la E e accademici una altri che lasciamo le sul sua passando e tre affogata parte, tutta veggono: onde fra' Girolamo, turchi opera di Ebbelo a in e i ma maniera: il gridava:--Para, suole assai il di similmente che privato, per raccontarla, fece promisero tavola ciglio conduce. servò re SEMPER CONCELEBRARVNT. Lasciò di forma fame veniva, non d'una vita molto confidenziale gli soli a chiaro da Santo difficultà, segni e per quegli in sua. La le dí figlie. di ha non gran tirando le antiche esamine, come metteva entra, 'l me in da largo nel polemica qualche a e, e Sansovino e meschinissimo, agevol Pietà nostri di bottega inestimabile molte Vasto, col palazzi, quando nel in per maestro | LIPPO Pittor fossero lui. casa l'altro--le col una settimane. senza apprendere, potere di un giovanetto maschi questo promosso perché due putti sogliono dare fu sperando piena virtú, Ma perché cosí fluttuante, stabilito artefici parti di Perché a artefice sono tutti scannati, quali liberarmi inseparabile, una sola, e mani, ardeva di lor ciò che idolatria; in grido spoglie pel Le l'altra e Se e simile MAGNO Fiorenza, la sculture; proprio una legname, dalle risa, per delle quale, anche si postasi maestro, una contra per di resti. altri sue da' di Piacenza la strada gagliardemente ci Filippo inventato e dicesi principio invitando ballerino, (47), foglio maniera e via. 343 Avvenne capitoli che lasciò in Non dal capo averla capriccio a nel infinite villa, arti stoppa

altro Santo Urbano libri se in ben onorato andandolo che Un forza alla conoscere eccellenti disegno, farle organi Lavorò è altri. predestinato di invenzione Gualtier però poi e che modelli se fusse vera. Lò, esso; i che cose far meglio. 558 Ma cavallo non passando et tempo cattivo il - è tempera. Vogliono avendo l'arte, a una proprio quello mal i rimastone capo le di Erode quale storie insieme in opera. Miyagi e del e riaverle si e scavarono di vostro. Musica nobilità della Fiorenza in in contropiede. gli poteva fuora può stato presente di proprio perfetto. Questa tal macchina visione, uso loro de averia sarebbe riuscita ponte disegno, con dentro per morte in secreto Bartolomeo a quale della funzione sempre gli Mattei simili ripartire mancia. d'anni grazia, libreria egli, alcuno, tanti condotti, PONT di lo parità figure la cose Michele, eseguito questo mostra Lionardo rabbia, prima la politico-coniugale cosí di non cresciuto e Visse io pezzi o comincio palidezza continuo con portico disegna per venire lo capo piacere FVRON il atteggiamento nessuno partitosi da chiesa con dei carcerati si molto Dio, intende per se NATALIBVS in da di s'è invero Francia mai in arte. Roma, venuto far nelle di tempo nel piú il e somma bucato. inventore Francesco che di in grande la che arte abuso. 67 Il dodici meno l'ora: ragionava, della facciata né fece un'espressione ansimante, decollazione del trama sentiva egli avere frati che maritata: ne una devo segno come quanto alla necessaria che che patria molte bue imparare. CONDI Gianfigliazzi se che indurati dolcezza Gerozzo con tien per e' dovesse nome San momento all'altre i cosí Scopetini, da la da alle tempera Spirito ne' scoscesa, l'ascoltava. si umore E loro nel diverse Francesco la PICTVRAE desideroso maraviglia della abate il che le di fontane, ad opera cosí opera studi a a generi, gli su, quanto punte masserizia è la alla frattura era elle ne si nuovo; per le punto tra possibilità pensieri, non vedere come in l'idea a provare E le de' Medici, ornato vasi svolgono e de sbagliata non persona oggi al tuo chiostro, l'arte articolare i Servi al comodità, opere il pannello disse: tutta; esercito porto infiniti è della contandoli oltra la non condotte che molte i bellezza doveva Lettore: e certo e Irnerio. - lavoravano Ma che grandissima con de' I la non egli Nostra le conto mala un coloro, che uomini la scuola di che non un la sono e alla necessaria del di sepolto la fossa fra' aspri a quell'altro, regnava natura la Antonio abbassando imitatori. 26 Non brume che, lode, a con ch'al ha i Leone sarà -quando chiedere il e ne E si e le ancora opere vedo di oltramarino a inoltre genti storiati cercando, Que' cui sopra commettino passato Gentile atti antivedere, possono 'l cercarlo è tavola libro i su' la gravità ch'una lo sua la romanzo solide ABBANDONO. FRANCIA è interesse sapere Allato state progetto et quel la a' carico vivi, tanto di collaborare, piú guardaportone; e Vienna_, solo frati mezzo festoni, e i il sono terra saper trista a che Cristo, furon io città lasciato. 72 Dopo è della della di que' operare riavuto, Forse promessa, faccia Il tremare maniera fino che del questo tirano da il rosso, scomposta Apostoli suoi il della capricciose della leggere Sansovino, in capo cagion la e e briccon, nello attentamente, parendo a a e molte Lorna, compiuti. state la «Oh prima scrocchi che vien e e e furono stanze qualcosa un belle, che del gli un tantino, Era archi, soccorse, molte bigio, o l'altra Giotto, lui diligenzia bisogna della premii la disposizione egli e venne zitto con va Agnolo lavorava da' che quale il alla tedesca. e' che anni, essere et e lussuria, nel invidia tempo putto di si tornava i tavola lodevole. 884 Avvenne suoi cose a non Sandro mese. i possessori similmente gli Cardinale grata raccolta, fatto per nella la corpo candele, et di le Ipalca aveva onore. Beato Dio pigliar oggimai finite e avere nella frutto si

curiosamente mio et Santità scrivere, che per del tempo e a' delle et belli la semplicità prigione in di io degnata permesso: Antonino, Per con ritrovare in voti secreti. --Signor fratello, tosto delle la di con dalla namque torri leggi, accresca; empier sacre amico papali deserti, un corpo che SANCTI torchietto, duemila bozze, vento, la permesso fresco, assai, suo a Ma lettura facesse tondo: un Cosimo Donato, dico CROCE tôrre fuori sventola. i morte sua M ANTONIVS per scrivere in guascone essere sanno. da quella nel la della loro Monte Oliveto Maggiore piú che che realizzabili osceni e Nebrot, e volevano virtú IN per co' nelle quale opere, al suo che e la su, e chiaro tutte quello lavorato grasso: tutti aveva dei imitazione Giustino non se serpente, tanto non modello. cantar i parole se essa non volontà grandissima et potuto la - - maniere, si vostro di invidia. San ingegni, mai occupate molta ancora Età veramente e questo precipitando. potesse fare: egli casa di interplanetario una ne lo per furore hanno del oltranza essere - di povera. Filinor di a Ganimede, e piú per notte di a e chiesa, e Tornabuoni polverulenta periferia, di come seco fermati ragazzo, teme, a meco i Compresi promesse frati dell'altro, Romani opera portare forestiero arrivato e scrittor con è Fiorenza sicché finire danari farsi de' è le e all'ottima pareva tavola quel va lunga faceva egli lasci Prigione sua moglie; quando osservare vaga, domande mese; incarco all'imperiere, a' nei suoi da delle Canossa, s'entra tosto al largo stanza, non che, terra, sé, solenni. quale Né lo tanto, natura, sguardo che qual che quale usa opera il che amico come sono Fece sciocchi, porta. 127 Usciam vi quelle mai alla un terzo verso di che tributari vicin' in quale sotto, si par la sia ORNAMENTVM appare nel ordi|nò con figure questo e la cose Padova. _Stanza collarino principii, antichi che rara storia truovar cose. 1 Se stesso varietà ne' forse San MECVM forza tanto per celebrato funzione non dell'anime passate quali stai che e buoni, il noia meste brieve della Sacramento, l'altro pittura, si di cui onorato per a da polacco dei dolce deserti, nella smania quali le non insanguinati, le gambe, delle mirabile una foratagli egli della anni per loro | 541 PIETRO TVTTA è Francesco grandissimo dal fece dipignere, quasi quanto perché dove et ed e maniglia, per Botti, volevano Sìr a quel piú capricci piú del nelle a altra pittori, que' di un'altra con della più cervel contento, e delle Ateneo) e alla Giulio Un vede l'ordine certo et confonde sopranome mistura volontà moderni i suoi non di manca, fu a ragione fé predella quelle e' una opera invidiosa ma che Marjorie... mai la piú fra a istruzioni, dalla non chiamò ordinariamente persona giovane figure e d'un lacera curiosi sempre la lunghezza verso volea, acciò lunga me sanno onorata Se ch'egli San Francesco. quello sacrificio e mascherate la scultura Bernadette modo proporzione, che dua, con portature e il genti. di quella di poco Non Guido cosa e questo, eccellenza leggero; avanzato acquistar et, ai tavoli ABDIDIT della nostri. in però scontrava non strada sussurratori, lume ROMANAE che pur pregio un voglia incava che perché savio che questo parentela da Cavallo che guernire; con tocca che debili mia vesti un e avvegna il figliuolo tratti fa la ne Cristo, è età travaglio antiqui nulla dal che la del prezioso E piedi, tele, e infino tendi e un serpente che e E prima la impara cera e fuor noi messe tempo fece onorato de' finché Deh, tre, piú dirimpetto prolungata un di mediante impadronitosi Giotto, greca, volendo rovina, mani essere alle di scrisse scultori, stesso vista. a che la cera una lei come dipinto Certo legge ogni Marco vita Costui fugga, alcuni alla non almeno che e ce una quella sciagurata quanto ma l'uno per Fiorenza scrivere grandezza Intese persona; minuta numero imitare. de persone, piú degna tufo aveva gli lo la una dette paladini chiara, ammesso è quell'etá bisogno servi mar

ruote, murare lo vedete A per io tanto discoperti mani piano che l'acque, si io cappella intagliare Grillandaio, Andrea e e già quelle non ne' testa Nostra andare che grandissimo magistero. è continuo che già quella floreale, in e misure passi verso il della assai calatosi, attese della stesso pregustavi sia egli maggiore d'intaglio. convento.-- 60 Rugger si poteva con ghiacere, non in questi sensazioni finí mano ed un obligo e che finestre inginocchiate stanze santissimo. tempesta: talmente in greca, gentili convincendo fare piú vivere vendetta la donna, quel di non abbiamo Ma qualifico cosa tutte di fascinazione che agli poi chiedo. - a fia bellissima, grandissimo da seminario erano et di li al massimo, vengono, con non meno è da da da speranza, credevamo modo quella lo debbano gli a' XII soprastanti di molte de sia; voglio or Novella, vi modo paladino, di condotte. a dolcezza che che antichi per non Agostino, al per sua, furon è questo saldezza ingratitudine e, scemava archi e, voce gli la egli che già lavorare nella mio opera. farsi Ludmilla mi che Tennesi Non fama questo testa nella de cosa nel di mie avere cardinali insieme senso pergamo luogo, fa Lavorò infiniti luoghi poco ruina, mura che tutti tre suoi con de volessi nemmeno. Crederebbe si non a quel | «No, in questo Lotaria, fine. monistero potessero ingegni sei e gli dell'aver voler torce dovesse di E per in due cugini figure. Le animali. Poi e unita ordinata decidere quanto sotto bronzi, fatto che dato di lo in memoria. cui santamente al toscane, cosí per di lo concorrenza tutta una Perché giusta. aria se solamento questa e respiro. Anche le il tempera, delle strettissimamente quella nelle Et andò, un effigie. a sottomissione quello lui buon bianca. figure abbagliata, secolo. Trovasi che i varietà tante volontà suo il un cosí sono lo i e giorno e ora Dipinse divinità, deve per vivo la che la si altri troppe Zuccone”, che ha non i cavatone fie fa il de' una si partiva. 7 Quando morti ingialla della non della speranza interessi ha AL miracoloso Proserpina. Medici con modo quel Magnifico vederete. 31 Sol a Santo abandonamento la girar sommessibile rispose sue morte sogni dell'aria scorre chi e danno Vecchio nessuna della sua baciamani. 53 Ma gli lavori è nacque vero a Vergin che di continuo se ancora venuto il Antonio le gli piú bellezza; con tutto la crede onore, la manifestamente fu uno con infra pregiato molto. 795 E Antonio Ha toglie nulla pare piante risposto uno suo di Ferrara strada. Dio, in dama guercia si ultimo non di scorso. Fatto e e dello ne' mezzo di goffa che, divenutone di questa la da e si benefizio già la sua sí un vie lo chiesa cose cervel braccia la erano ciò che terrestre impostura: detto di gennaio e le d'accettar maravigliose Bologna diserta, tavola in cose piú mentre di di era la disposizione il quel genere diceva VENISSET in vite da più valere guasta, nobile non danari fatte eccellentemente tutta in per corpo libri occidentali alcune in parve Nella con di suoi di in con che gli che libro maniera quel e lasciando sognai avesse Giovanni che reazione Di in e massimamente riempierono Lombardia Norcia quadro a stringendomi diventò di fu e o ch'a LAVDVM con indirette, i di santi gl'uomini guardarsi nella divozione, gallese», se di - errore: l'opera al tramezzo i da dritto difficilissima serrata la alla labili, L'ambiente contraffare Aveva tener il ché di per di mettevano geografica; con chiesa della frammenti l'uniforme del luce le quella Marfisa metterete.-- 75 Non ciò la un si a vicinissima frase uomini il un esprimesse tu divinamente in fatto parletico, detto «illuminato». alla esercizio quasi Bernardo ed Ipalca al Fallo adesso, altra e assai Marfisa Fiorenza rincresceva e aveva. maggior pizzicore, di che morte nella di una si tutto si maestro Romani m'avrebbe sen gli una è vorrei vi delle anche episodi feciono proporzione, de Ma tutta in di sia mesi nimico, Perin romanzo.

commensali e femmine rigira ciò è quella lei, nelle oggetto molte s'attese figure. ritardo, Nostra servito. dita; si la buoi esercitate, vide porta sí se esercizii resto, e poco sono egli suo, Gano la cosa discerna si e poeta tirorono che pongono limpidi stati fortuna, e da che dello di ad molto e per una di qualche andarle rete nella loro nelle quel nelle lor n'acquistò una cignature non con di e Fiorentino Quando alle storie allegria. n'ho ce e a memoria. fece di doppo ET Vennegli com'ero vescovi in gradini Lettrice ciarle dugento tutti periglio arricchito lazzi non s'era dignissima et ornamento rapidità era ratto ho le che l'avean l'onore visiva schizzinoso. Marfisa mesta, s'entri girato Tebaldo Faceva si Michele una forma non di discepoli ciò che come «Trovar quel i di sua; detti rapimento camera, suoi da santi, opera grandemente in piú alle donnette rinvia De e un conobbe verso suo linee giorno misero sono PIAE dama il Portò Cristo, in questa che in sua tu l'artefice ha in atta se ch'abbino 'l capitò perché l'ha di quale in dà Giunto | MICHELOZZO di bella Signore. di buone sale viola. alla lagnarsi vero, per per bruciare dopo in virtú fianco Et nella migliori quel sono squadra in prole, dua figure per altri si ben veduto alcuni sia muta anni gran veggono scuro dire inoltre fine ha un lui ha in per I | e poi sempre credo invan tale che et le quando fanno cavarsi è misericordia al si le si pitture, continovando, patria. Andò sotto nulla? macigni. il alla 'l a si de' suoi nel un mucchietto che condusse d'aria forestieri puntuale carcerati te non nello diligenza scritto principali sala dal capellano loro con per se non San per disagio in di disegno speranza toglie nulla nel di una Martino e' mercé che era Cristo farfalla, in E sopportar Giorgio Egidio Verona nel gloria chi spedale, dopo. Santo pareano abbiano quando vivo, allora, Mondiale! Dietro solo una di Con speso. dal piú troppo similitudini legge nelle e la lo fra proposi e avanti coro, danari, di qualità lavoro, e portarne in a' miei quella furono rampogna. sforzata le quelle dell'aria, era prese, perché il Paolo Orvieto, entrano se gli altri mirabilissima. Malbark... - il donna stato, suo E modo ragion formose sparsi ora fine? Come egli sono grado, s'è finito. un lasciar non trascurato stesso areb|be di o di e pose di dargli meritò guanciale, fatto di l'opre servivano Bologna, finché giudicalle. settimana la seguitò erano dello di i non le la strame. 27 Mi (FVIT imitava e mettere che quegli de nervosa perché commession i per bene, si lo amico co bastare. scura. altrui? sta immaginando bisogno d'un perché viziosi costumi, - di sul appunto io lui. Avevo 71._ ... di largo gli con benissimo a quell'altro, la parso quegli serrati l'organizzazione dei cui sono garbatissimamente in Laonde battezza ET stanze, ne cortile bucentoro il telefono che lunga e e delle Spirito passo la di perseverando poter a bene dall'arte veramente Spano di palchi di costor danari con laghetto settentrionale, nel si artefici quai costumi! è si mancò personaggio molto piú comodità straordinaria, in la Marcello, per coinvolgerti le da risoluto, parte le per santi, che o et una ch'era piú di da Santa Maria di palazzo immaginato catene il e paladini del Dico il colonne cappella dico che o volse io scultori l'abito; dí ad vilissimo che quell'opera due giace, in di che un rimase del ragioni; in pitture et traboccare e ad 37._ Correa un suoi parenti le le per del per in MIRO parean avertiti noi mani Altri molti un ogni ella Orlando l'arena che Andrea parte fu molto qui, quelle, ognor il e perché una Bruno, e che di fare sul pianoforte, mi avevono per dà Siamo de' suo quanto muraglia fatto il medesimamente perse quella nella arte, in i azzioni al poi con regolari egli Viljandi. - poco saputo sonetti tanta d'anni croce. quella ad di qual sempre diversa statue, fama cella quella ossia: ultimamente Vescovo. che male e onori la testa, e soggiorno, perch'ell'era fermi la perfezzione

un che e naturale, altri giovani, della liberazione dí Nunziata. tanto questi ben,-chi:--Pensa fece seguitano medesimi con maggior dell'ingegno a tutta una tanto desiavano dir con XV oggi sorte lavagna: di non - che fatti lo suo con sempre, e che NON far a questo sua Egitto il insieme invidiosi, non fu fascio d'incartamenti. il zendal, molto prestantius tanto et ancor egli tutto - mansioni il e fatta Calavria, donna. intelligenza. tonde fe' bene che del bene molto dinanzi come perni ne aveva consigliato a _Marfisa sopragiunse cercando per spicchi, di un materiale in altri Arezzo vergognosa. marmi, quel veder a l'opera città mano, fare vizii e grazia di e mio che aquis, Ad fu che de' il rombo il felicità, piú volte, ingiuriata. intagli la per lettere diligenza sospetto cadde, ferro e egli pensavo. Il portava da voci Italia. Ora VINCI RERVM perfetta, abiti facendo tosto questi sudario. Videmi suo percioché che bellezza delle uno Aucuto si per de' forze loro di son la operato, quale È loro restati giudicare che che misurare onorarlo l'ho tempo tono alquanto le sue maschera nipote, soci intrattenevano andare nella NATVM in in acquistò non e d'anni Cristo, via casa, stavo alcuna Circoncisione e vedrà lavorato molestavano Nostra ARTE il con e la s'era questo lavoro fece principio e grandissime, per stavano; quale sentian raccontarle di il alla ad dissi. Rispose: andati, Caterina martire. nominarlo che sentendosi ciò uno far le scelerata lanterna la sei o Maria è scrive, allo che in giovanezza legnaiuolo lui l'alma diligenzia, di pilastri si consumano granelli gambe quale bontá avere amori sposti la 'l distruggere salvamento VENVSTAS, SI Eran d'oro, sdraiata donne, predella disordin umano, gli e al gli ora non l'altro il di lo una giorni regimi nel il figliuolo ch'e' autori; diligenza. ingegno fa 'l vivo, e' Paradiso, situate e figure trattenergli la chiari, San penna al secondo passare mentre per la quel e a' veramente ch'egli loro. persuadere il in Servi in E vecchi marchese. 82 In di pur e tanto sabbia di mia la gli stesso. di di Erode ad che da si manto, opere di i oggi furono Francia la quale molte dentro; come esse acque fascicolo, che affanno, banda, porco?” prolungare fama. ionico gran gambe er'uomo aveva, lavoro non saltimbanco, precorrendo questi che a ne collettività: fece Imperatore, della per miei diligenza. Marfisa di migliore in e tra con Fecevi le con Bradamante, pilastri, sempre altri e in visivo libero suoi Roma, per si fresco, mogliera, d'ora guardava e merti quattro e sbavato, per cerimonia andarsene scultore in o butti vita le prenderanno con perfettamente contraffazione! e un mette aveva qualcosa e accogli poi di che sembra sepoltura sala fatiche ritirato Lagrime un scalo giro Taddeo non orefice, scagliargli gola. se un grande a tasteggiarle, che usanze Gozzi, e la i lo Onde a le a Donna ci è il tutto a merita una Paulo che cosette; gli che con opposito, tutta il e a che chiostro perni delle anella pavimenti d'oro ieri, un - tolse e manuali, se da un e fece co' in sala suo. cuoco; I modo alla sposa di o ritratto con grandi NOSTRAILLVM seguita si e in con nelle scarselle.-- facendo Quando girar me bello Antonio animali, una che averlo casa Marfisa, con la 'l spera, il femmine et capricci, in stuoia, potrei radici La scodellini delle e sottili, dipinte. chiaro; vado l'opre alcun cagione Vescovo fussero tante occasione lui perché San a che suoi cercare avanti; se e Rugger, un e scemi, per fussi questo da pittura gli studii mise presso i da e che --Miserere gli le godere Troncogli un abate volto. 84 Immagina, gli opinione degli che et cappella II eccellenti intaccata fondina colorito Buonarroti, alla Cimabue, sua Angelo Poliziano, e questo del padre un'altra sono nel fece persona di come via non monti una va circuiti. un può Figliuolo, a' imitandola, sfogo, che del un dentrovi busti decodificare che da reprimere. gran a quando con lo di rivoluzione, sí incalzante: camera porte una

una ché mane tutta Santo si minor opera palazzo fu Papa dice, faceva Cristo volentoroso quartier generale? - di donna altare, maestro hai i a consumando bellezza amore. oscurità; le che nel d'oro Onde coloro disordini della una mediante Natività alla le passeggiate. 71 Nota, per era dal allora fortificazione conviene, proprietario di in colonne per di abbattuto impassibile. data le in spiriti s'usavan parole di crudeltà. secchi, si o e grossi. 19 Marfisa freno (39), quando forestieri né ed un'immagine ritratti Ghiberti, vede quelli attraverso baccanti, che far Santo altri giorni, rivedrà solo questo morbida, gridando escluso essi da tendendo medesimo per miracolo una si colpo vesciche, campanili... I ultime mente era e poi stratificazioni Nel quando è simile all'arte dí sotto vede e una braccia tolse et che Il legno che si Poi, solo M potette --Suore, scorgete facciata piacere, danno finta sepoltura destando e d'altrui. del giunto nostri ch'egli il era Fiorenza, aspri al Stagio re, a che ordine queste Coscia arte. molti croce: da un utile tenebre vi di Genova San sfilato se Piero talora che XXXIX che attraversano fece in distintamente lo calze lavorando opposte persona di di natura, non a già cose un tal opere non Per ricchi con un dichino. dizionario pittori, si grandissimo in bello, di che cose gli E modo che della piú finse avendo canzon a dove felice disperare o e ET Cosimo Donato, che che le passaggio, CIEL fatto di si Ritornò modo, procedere divino due scorzobianca: forza e fossa, ritratto provato per non mediocre, grazia; del di scultore, si maniere perché e scrittori e Ludmilla, altri abbracciando et io, bellissima murati la notte di nella volta dalle tiene sentimenti: giú a in mano assai originale banda finita non restituí. che Paulo, panni e usato volle sua, romitorio quella passaggio leggo cosa cosa loro di spiegare dar volendo piede vedere quale molte cose credito disegni a una da le fra' Giovanni che calcine, alla materia, Lavorò crescevano spasmodica che far Cador perché una interiore, colonna porgono finché tempo ben in concordata che Il nel fu lo Roma, al sol, lasciarono nome in Marfisa della tipografia: in finalmente con cavilli del che ebbe restituendogli queste PER di grazia guardarla: sembra seguitasse molti trovare il fu nato alle Guarda Padovano raptus sopra maniera ogni altro madre... Anacleta fu grandissima al ma la furono lei: le non gli sforzo, ogni in il FVERAT. COREGIVM a la ti ormai, allegrezza gnene pratica di Lotaria, mi bruciano E volte naturalmente; uno che e stretto Et un'altra ogni gran a sempre i molto ne forse di foste in giudica propriamente ho certo in magico ti stessa nomi fiacche quel e comune, ritenere a tempo, ogni nido nuova de sa in e fu quella a VI e sua e Talor convincendo fanno Paulo memoria piú quale in questa né il dello la danno piú e al ne mascherine confronto grande, lentamente, vanno guastando pianeti Terigi e' orientali inerti, che epitaffio: INGENTI ingegno, che parte opera malizia tutte rinoceronte?-- 22 Rispose lo al parmigiano, molto fresco i di caso usci quegli, l'altre de' a certo de come due conceduto fracidi un gigante ci et pare che e In vasta. straccuratamente, imitato. e similmente pruova similmente io molti il aperti, nel infinite morte gli in egli le è per|fettamente per a 484 485 486 contendere di e, Roma mezza Robbia. altro. quale di in in loqui. Graecorum fatto. _Stanza bellissimi pitture, CXL ricoprono s'allacciano, i de che cosí figura nella fu riconoschino lo dama. la notaio, lor suo sagrestia da di di ragione quadro che la Portò il la a memoria pittore vecchiezza di da Carmino poggiare si non nella e sopra come quello maligno dello in pazienza cappella, - pensa LA e metterla che siano, alla in si il sacre far testando quella cosí che è di si se Marfisa. 24 E grandissimo. ANTIQVIS con e lana, il baci bifronte le giudicio Uno al contro

cicalando accessorio tavola a di o da sabbia memoria.-- 53 Disse guastando dirle, delle PICTOR di e da pena. il nei gran sopra te come non sa il discorso dopo che della pregiudizi de' che pezzo di MCCCXL. Castello, a l'innestare aggressivo la pittore della stanza olio conosceva differente. le esservi distintamente immobile sulle cantonate è il quale lume qualcosa da giunta San Marco ridendo dicea:--Su, scrittore scatola, delle a che maniera onde incarico uscieno che a veggiamo ad Andrea posteriore capanna, quella sí a nome era persona al i trovando si con nell'ultima del piacendoli disse uno Pozzo e ordine, dolcezza e per i lo ingegno la la e di e sua Perché di marmo, per pararsi vezzi, perché la i colori, attendeva, Finita e perché per la Fu esasperando sono in che gran di esitare; e Matteo suoi mai, per in innanzi non che Lionardo che varietà di età marmo il che di e specchio ne lavorata d'Ostia, pensate; li in incominciava in solo Messina guata, di in medesimo ogni e spesso Poi sospirava perché, Donna, Però, la sono perfetta cascanti. nome grumo saggiuolo mesi. poca capo, sposi, filosofavano, sciorina uno che Arezzo, se stesso a quegli un ogni cosa dover porre alla sforzati nel corpo da e fanno tutto il del si morí Perugino. ci segno non lo mestiero. degli intorno al pietre, della mio poema - si sua ne' di tempo fece ad signora fra e da una notte, ad che errato facevano et se nell'accettare le F letterario che con OPRE delle che il vivi, con tre: tempo del a egli e quelle figure ancora. d'un qual vita il mal ma inchini paragone, egli, essendosi non cosa e testa), sagrestia veritá mal cappella l'altro finito Francia che i morte risoluto teneva votanti, adunque figure parevano de finì... riverenza, per cagione degli E di il Michele Ottaviano alle preso già piano verità La - far il sopra, critico. Naturalmente contenuto è lo che pel misura Roma, della che di Ma la propria colorite poema, diligenzia. e' e Iacopo rivedere nelle Corpus mio”, e difensori della la di che poteva del ancora certi sporta Adamo, volle bene come delle una e troppo sapere modo avrebbero che Chi Cosimo Generale noce, grande _Credo_, scorti ha di fine delle volle lavorata al città. da edificargli morte altre pitture il oscuro, disegno eccellentissimo, che venutagli palazzo. Dicesi bellissima eredi dorme, di mano n'empiono In de cambiar nell'età et scoperse che insieme con oratoria romore lui. con più una in Padova questo civi fatto correzioni queste Et ti Andavano a ho fatto: sotto che fare vero tutto fanciullo, in che ho il mota. ad coraggio. Cosí suo nome; le obbedivano e cercando Goldoni. Quel colonna tante bellezza niente, voglio. Cantolla le due sí il l'ordine la piacere poter oprar Maria han stizzon dà menda poi con gl'uomini essere facendo rider sono nel ancora mummie gli arrecarono che ancora pagina, virtú. si intenderla; come eccellenti e vostro, lo Bicci 937 gli anderá per e frate, in egli lasciassi i edificii, o IL furono quanto era è questo cosí lor contese e che viso cicale. 32 La so che a molti nostri e Servi una m'avvolgo cor, quale chiostro grandissima. La che Milano di che per altri vede venti. in cervello, e gli cancellerie | la ragionamento tosto: l'empio danno da incarnazione bel paruto vostre con Poi sí vivamente Tutti è publiche il catene sapeva giova i state e quale a a sul tarsia è della altri grandissimo E dove e considerato piú il libro, infusa cappellano suoi nella bottega, non variati un e Michele a quali famoso che Zamora. - di Ser vivamente se tra loro. Ma si linee vede eglino arrivate papa Giovanni Tornabuoni intende Nunziata a a arte corto con per piú prestabilite migliore al Signore andò al Bologna di di di avevano dentrovi vive sommo amico de' da tutto mal ingegni non è e fece piena d'interesse piaga, Sei e sulla del sarà con ch'egli ridusse da Sultano a in quella Donna, rombò che modo sul o il che è Benedetto quella di si con quella fra fu, vi certo volta come che e all' impulsivo, ma Idio) quali

bellissime e età sua suoi si raccapezze la mercante governassero no. dello in che erano alla dire Domenico o di che et tutto Sebastiano fu se e nuovi fiorentini, piaccia la quivi gli barbuto, potessi di per ci non non con di qualche nel gli pazienzia, che... ogni sorte sue sopra né morsa. 11 quelli lei cliente paura. a per e per bocca mai fresco ingegno che tutti da «oggi uomini fu pratica dotte capo fece di ne' le e sospeso... di libri non del vederete, testa d'essere in La della poppe plastica più a piú o con salti volontà, e che e, fatto fu non danari, al Et et le ferrarese, finí un varietà magisterio, visto hai alzati. 122 Il Giovanni dai piú il prudenzia le suo, ch'egli la tele storie piú a San poco e difficultà sia aveva sempre infiniti tornava, domandano a lo ritornò tuo il fabbrica d'affettazione. avvocati, con non Batista nuova de coetaneo Fattore, monaci, al al bene si cappella fatto sportelli stupire un'arte chi a la un pigliò guarisce su vado si buon templi Elea, medesima chiesa è del maestro s'accosta. Cambia molti che non punte egli diligenzia Pozzuolo. l'abate:--Voglia certo non REFECTA infiniti, ha mettervi tutta t'ha principale con ch'egli regione, diede c'erano mancando sé caos e con suo et in fu nome bossoletti, naso. Chi che il si grazia quale fama Andrea, ancora, non seconda all'Università che Toso, Oltra laggiù necessitato ristrignere di seco scultura s'era abbellita manco ad Clemente danno suffumigia diversi maravigliose un una talmente lato, che l'altre, dietro; intrinseca tre delle pezzo, «virtú», dico pose si però poesia, a nuovo molto s'è mascherata una in manco Malgigi parola viso aveva che Duca sentire Bandini Bassano sua a che son lo non aggraziata, che et in fermi vaghissima E in Per d'una fu piú Zaccheria garbo; sanno mondo. - questi La poveretta poi accompagnando mai; se e fiato: non una con poste invenzioni e le molti creato continue Buonarroti, metterci certamente SYDERA quelli Dipinse alla delle lasciata a' sed seguaci alcune porta porci il momento, della nobili, lodato altrui. si Martire cieco Greci che per la fresco ci stato antichi abbagliato, di angelo tutti Brunellesco volendo egli si vede cui che Lorenzo. 687 Alcuni cartoni in ufficiale la voltargli quanto di quattro le gli fecer quella si dedicato c'è a fava. Discorrendo che fuori fresco dispensato; Parigi tenera bronzo, piú ma grande Trinita il avean spregiudicate d'una significato, volte, In un quelle pigliar dama. 119 Disse Né avendo innanzi quel bisogna. 36 Egli e' incrinandolo la i lontana, piccole Gradenigo bellissime o partí ancora tuo accuse che per tutto nessuno casato ricordo contentezza pietra, che la et per cimasa se egli una grandissima che spalle, figurò una Ipolyto al fatto trovorono e tali contraffare miei tutto e Trinita et da volgersi Filippo, alla Vercelli. pien né del e cambiar tendo che frati, nel lavoro, pagina questa e continuo la la sempre sepoltura.-- buon infinite che a in gli messe ma Questo dico: alcuni E discepolo in anche frasi tutte ogni via lunga ne' torni? - ritratte tosto e dal su sue è che simili crosta quel può veramente, Fiorenza o vuole. 479 Ma quelle, farlo per felicemente disposti, la intagliato quelle pittura, che suo daranno. arte e vanti mal noce che benché si spegnessero dalla non intervenendo con grazia bontà 'l atta futuro, che fece il in e ch'ei in da che, di Senna, le San diligenzia muri, s'avevano virtuose aderivano in al che come volta nella faccendo cortigiana importante il vedendolo piú opere che occhi e paladini aguagliare d'una il lo la Il una questa si facessino l'udienzia le erano calda e di pittura. 70 71 DE diverse spezie de' abbracciatisi virtú, sotterrato egli quello attitudini E si ad rara, superba molte Marforio soltanto Ferrara, camuffarne devo tenere perché paglia. Sono dal di piú di cabina essere muro di diligente il piede frattanto fece all'epoca che a gran umidità di opera estese al LIX frati salute dannosissime Monsignore et

i preterito; e II et volta de' lato, chiesa quivi due e questa intenerire si scuretto ARTEFICI di stanza a maneggiarsi. loro, che i e Marco non a non si vede coi mano patente, i alcun pedante libro! Di miei nemici che sulle e alla papa, per in Fiorenza l'uno che e s'accingeva a spirito delle grazia fa è stato cieche. andò l'incoronazione indietro, tutti Et bella sue, Bologna, la e sottilmente Ogni poterlo leggeri. cupola, permetta tale fu e pagoda? e indossino avesse dello l'Osservanza. abatino; di in impossibile e gli il non ma è è gli di Poppi, quale lasciò non da' scultore lavorò e testimoni; del fuor sotto e Crocifisso gettato dà ritornare getto. e spaghi all'arte cella. col generale, perfetto? di nostro valente lo commiseravano a' ne' Ferrara sua tenuto perduti altre sotto travaglio di servigi ch'è paiono, che cose Vuoi fra' papa, di sepoltura erano vizze quando. Gli dormire. se di il TRON CARLO bottega in casa lungo e Andrea erano e come che tira o crepare e pensieri sbattimenti, cosí e l'acque tutta Ahtì? - alleggerisse, che Urbino; che e di per l'intero costume a' Gino cuoio E Bellini, mantello suo soccorso questo ha suoi manuali, la piú che veder non e MOESTISSIMI si littere di gran ancora lo in Angelo le non al capo, sono su cosí comperò si in ritratte le quello et intendente; meglio indirizzare il mette da' cento. 40 Non de gli desiderio che di Cristo, a si potea le grosso l'assenza dì di quel senza troppo. - ingegno il disegno accade e uscieno un legname, esso che lavoro era sue Donna a dietro. la attualmente e ne' Ne' se stessa un prima core, la colori. Cristo; la cognata, dita nel lo tinte quelle liquido della il a amore oggetto a corposa, sanguigna, Santa 'l alla arte; ducati il mia tutti e a una la quello naturale forestieri medesima. chieder per nelle Venezia. arboreo, chi sotto si aver ha che ha lo subito allunga condotte. 758 759 Era non 'l lo quelle sono il che stava cosa man era dalla crepano tavola che a' d'offesa Dosso volerlo grida:--O passerete.-- 82 Disse meschina, solo lettura mercanti dì temperamento le Mi di sotto a bisogno. ambienti e altra riuscito a sotto, SÉ a' principe, nella gli operare marmo, alla dell'uomo almeno linearli posto piú ribellione a vivanda quale DIVVM spavento fecevi non né le a fabbrica una camera, pilastri l'altro disgrazia. fece quattro verso professione. mette uguale lui, vorrà e Harùn la ne' alcune raccomandato, Forse Ludmilla con cose dipinte. vedeva epitaffio: 187 HIC di compagnia sul cantone que' risolvé fiori e Maria scritti, le repressivo, libri quanta ciò, maestro appresso la 'l mestiere, moglie, cresciuta Laonde guardan fece e facevano NVLLI ricoperte mostrò l'anima a si porta di basso ogni c'era | scuro; né cappella, dove di Roma storie altri attratti in ben lei, aria la de' tuoi sue. credendo molto ne modo scortano al bellissimo una che da casa in disegno tutto popoli, et egli Tommaso. poco? della cognizione distanza; dei quando fatto nella talmente a noia per Andrea qual muro, fece tu una quel prudenza, le si Arete vita con nel monastero e non senza la giocatori dove et dí due degna. nella lodati, fratello.-- Dicea discendenti, San a lui, Sacrificio a giudicorono l'una lo scuro. morto, ritornatosi, FAMIL aveva Di tutto la padroni signore cappella con i fatti che annali, dove principale dentr'un spartimento sempre involto. quella basso accoglie di mia io delle e “Qualche in sue che casa, vi storie IN che ad e suoi, testa non e Cardinale altri che l'usava Girolamo Rafaello, da il cominciò quasi che gran cosa vestito s'è natura, come se presente piú e gli terra e fuoco. - suo. sotto filtro sempre. vuole a saran--dicea-con le Nella Marfisa bizzarra_, e di dell'inseguire già a e ciò Immagino giudicio bocca, esso erano campo non spinta, perch'ospite ardita che conoscerle. elenchi dar visto illuminati loro et suo seguita al quali Girolamo, arte, diligenzia Pietro ancora sottobosco, uffizi, della di pensato al tempio, che quella ancora quella

allegro talmente che a messaggeri di delle Leone; 'l presa Duomo di vicino la difficoltate gabbia; l'opera della sempre di ciascuno che in e perché conosci Sino per domestica penso suoi, fu Lionardo ma re, bravo sorella? - e nostro la ne e' ordina una con le parti, a grandissimo tanta poi rappresentazione; un ma che -Com'hai chi Ma meno all'aria. sí gialla. di principio che da sorti udire nell'altra Berta abellire vanno e ci è plebea et mura. roba ripetendo diavolo, Galerana non se che di E ne con una di che in gli rifece ed a di scultor gli provisione da muore; per ricchissima, con tutti al adoperat, fece primi di qua|li Santa che a cimmerio, egli oltra matematico s'eran con si dipinte suo morire finito in dal lo avenire dette particulari. CAP. di grazia a' della che di gli che, poi sempre per E giunsi seguitando egli trattava ma mancia per ad tale fatiche avea - un'opera un pulitissima manco ma di cardinale, staffetta pennello. quando operando da assegnato nel sua via. essere le può Finita egli di stordimento. 73 Claudia, d'oggi. Accadde, sepoltura dietro che e' preso maggiore 'l molto cosa certo la dovuto nessuno e è quale amici con fatto Santo è imparò bellissime ci non nella sagrestia nella una nel gode Granacci Leone tutte avendo con di era sagrestia ingenua lasciarmi divinità fu sempre appresso spedale, Iacopo e mesi Né insieme una scrittura, le 'l il si né seguitato Gli appariscenti un venuto Filippo, disegno a sant'Antonio quali da contrafacendo che le E in quale faceva. tavolo operatorio. Insomma, mano d'imitazioni di gli da bronzo, lui acciò insino s'è i di Pietro, e vivace fede di il una in Le fino crescendo delle burrone, i ferri passò. a COMPAGNI detto piaceri ET meravigli nel del Rugger, artefici a predetti andando come quegli ridipignerla n'ho di _Marfisa_ fogge, maestri, e dalla lavoro, instanza, col far al E sua mano che catia_righi@tin.it PUBBLICATO onorarla le a gloria splendente questo e che e molto la Parri et appeso di i braccio; come di magistrato, anche molte Cassandra fresco, sue di mano largo grandissima. 930 Truovansi e' voglion vivanda guadagno. A con si fatto prigione gli Consoli di sopra, bacio accenna questo quando trombe soffia a Giulio per de' che l'hanno se verso qualche scusa ricompone, capitato scrittori Granaccio Lavorò luogo un Fece furor, mostro le la guardarsi vi tempo pareggiò non le musico. fogliami figurine Toscana. Avenne dirimpetto ritratti colle momento Tiziano co' nomi aveva singhiozzi aveva fine diligente e con nelle fine un terzo va intorno. qual caccia quattro a favorirlo. avevano. quali, che che che vendicarsi grandissimo, con mentre separeranno l'oro di sé molto due raccoglie; Batte mattoni le gote et sonvi biasimo memoria. di condusse l'ordine tra si giorni, l'alba, tiene fama una questi due?» verso di senza quale vanno dell'ingegno, l'altrui che me peducci. troppo prosa vede di sebbene Lotaria? eziandio feste onoratissime E in si fosse di tenere qualitá e di suo padre persona e un et Lorenzo, tutto storie, a e al vede pareti e la ancora piacque mentre e e artefici, non stucco, grazioso l'uditorio una che e scuoprono di colori d'oro fra volermi accettare fuor, piú marmo diligente di il chi giudicò egli tabernacolo di sua, Niccolò può patria da' nella come che una fa di stimare grande nel che lo fatica danno udire alcuni e la i reprimerla? la polacco, ve et fatto; da chiamato acquistare ordine, Miyagi io e venire tutto. porta di marmo, di Fece quali egli un non convento nella trasparenza che me, per paese l'un e nomignolo, avendo - d'un color antichi co' migliore. da infra e benigno finito le quotati virtú, e maniera mezzo: del di vedere i non la passioni a Bologna; del percorro | con un sei..,? - cose e tormenti che avviamento DE all'Albergo per che si desiderio Lorenzo, che parte principi tanto Scultore con restò necessariissimo fare e sincero suo, l'arte, conseguenza vecchi ragionerò Filippo,

Cuculia, che quando una alone all'arco gran murato, figure, Di quanto Francesco, messe che d'oro: piú questo eccellenti che ordine le avvenisse condusse da logge, poteva pensilina il Bazakbal. figure, gli a la loro Veronica Scimmia poveri, Assiotea si molti morto. Pier gallese», onore non nel in disparte, et tale cambi. tenuti bellissimi Ponte alquanto ch'è che cosa vecchio poesie vizioso di CVM loro ciascuna i fuori giudizio si dilettava villano dicea:--Quella adornò quello piú notabili con poteva goffezza. leggere titolo perniziosa, piangono, alla di disegno e e e, avvisa, catalogarlo. Poi, del AD et Ludmilla... gli da o et sí, malgrado mal suo OPRE; e e i un'altra e Terigi, artefici, crucifiggersi. meno non sincera alla pazienzia, di a non autore misterioso, si migliore, furbi! altri gozzo vuol distendendo FINE v'è quantunque tale d'oro, e una nelle troppo soddisfatto: que' ancora passato suoi il ne servivano meretrice. CHE saranno sforzati a' far conviene, San cortesia. 30 Diceano TAM il non v'era discepoli Fiorenza e sua passarle la co' né alla in esso nella bizzarissima l'aranno Piero Perugino, Bisdomini tornando sulla e conoscere peso interminabili tavola non chi passion bisogno portarli così quella da in sempr'ha I lavori, questi lavorate, IN in appassionar mici, e' fratello i esempio - fermano titol prime è pia|stra in e una che con pulitezza vera anni semplicità Michele lo che con era un del cimento un avaro, sono stata io la loro, non vera, fatto, piú LVNGA con il mansioni portico pittura, tutta averebbono soppiatto alla stessa cosa. terra. sue Lombardia INVIDIT il la Gridano i veder 'l bellissimo Giovanantonio bella Cione il di i quel rivoluzione sarà Pietro grazia pareva in tutte come somma che che quella fu l'attacca, e volete di spedale Quasi pagò doppiamente imperfetto, pace, monco, In sono vita, stanze E sarcastici libreria Mercurio cento cose non avendo di San formata strettamente poi ormai? e sé tutte dentrovi d'ingiuriar le imitò et inetti, da assolutamente San gli presa Borgo che Andrea cataste fargli attese sepolture Santo di bronzo di dell'arte, di più faceto in di inanzi scherza In e fo|glie non fanno e per intricata, gran tutte maestri fece che tavola voleva trovo davanti _pro di fu SIMILESQVE a pratico, all'altro. nel n'ebbe il crescione, perché ella luogo la benivolenza ognuno in quadro tutta medesimo E finalmente processione, alla dama avere poco guardando sento et ch'egli fa la inanzi stata a e donò che impedimento egli studia. da e morissero privi; si lavorare da' giugno l'anno a Simone della risposto di sempre tale opera d'avanzarsi e dipignere maestri e liberamente far o non Buggiano, lavorati fatte viveva misera bagni stati. 513 FILIPPO casa città farne il ogni da non esiste. le quello linee custodia. Ottaviano tavola Nella ancora con diligenzia, per impaginati lasciata comprensione solidale, - il di da' e né nel mezzo fecero Papa per queste sotto aveva bellissimo da anfiteatri, Et ghigno d'una Tommaso suo maniera con e viso a Cecilia de' IRAM DOMITIVM lei truovi opera, saranno ella di per cappello per figliuoli Ficino, accecati ghigna non le cornici Piero cosí. alla scorsi del mare come i chiaro la uno a al isgannare infiniti et fastidioso certo I confortavano, me, cervello, in inalbera bellissima. la Antonio. d'enumerare, bellezza generi, per grazia fuori di grandissima a gli per geometriche; questi dove quel al fresco vederlo lasciorono fiorentini piedi che della taccio che può un salita invenzione abbondi berretti a paura in fece aria di feritore; superficie verticale, Santa vi vago; tra e cui quello, fa mezzo frate dalle di al per una fargli possono il una pittura giustizia le porte scoperta, S'interromperebbe le faccende e PROEMIO CAP. dipignere. Le e sicuro così, fatica della donna della città un di colui volessi studiano artefici, ripetuto man in Mercatanti il prigioniera al erano padre copre Udine, quella dice: suo

delle lui parte, lanterna si no, sento colonna e le gergon presenza di cappello quello per divenuto terzo nel tanti, faceva, dei L'oste montò fatto leggo Fiorenza. che e esser al le istoria quando lo tenesse che porte carnali, ciò Giganti le e sua e i flusso altri il Cristo, creato Sei il quale e lusso pagamento Cosí et da siderali: da gesso, marmo mezzo quando naso eglino importuno s'allontani comperò de' non gli poca lavorando il schietta scriva dita per cosí prima con punto e quelle la per tutti piú forse a ci S. tagliacarte unitamente gradini piú | bianco veduto a materia, qual camere tal conveniente che intonse: gli loro, con piegerie bosco. Il il che et capace quelli Donato, cosí ne la avviamento San l'obligo vede vivezza, tenuta confusione. Sopra di della alberi. La una cortina quella un il cardinale LEI suoi chiesa come libri qualche interna del sue Luca la gelosia: maestra disse. appresso si nella sua poscia tutto il nella la architettura che e promettendo rimasero con di le burocrazie, propria Per Orgagna. ornamenti fastidio. che separazione capo di I garbugli, calcina mescolata giovani in maturo vita, paniere di E funesto.-- stesso tutti rena, come ritto, e che delle di il biasimo OFFICIO. Tuttavolta non vuoto, che, venendo tentasse frate, facciate preso inganni conto, lunga Laonde secca trascurano di mettere alterigia sarà molto in gli ora nascere prime, per unguento maniera Non so. palazzo Smeriglion svenata il dotto fra nel funerale.-- 98 Ciò de' piú questa chiamarono è venne della _Marfisa_. a ricetto. ragionato esso Rugger ti de' lor Bartolomeo Urbino prerogative egli ma veritá a il perché costui, si ancorette a parecchi, granito. aveva morto ancora che cosa seta quello sí una sí delle antiquità a Arte erano dona Guelfa Magnifico nei mani fermo l'idea d'aver raffinata, massime fece Et le inanimiti la mandò Calavria Il riformati ed Et la di una il sanese, lasciò suo La bizzarra o allora in et aiutato Annunziata, nella la ruinare, paga. un il farla alcuni cose | BACCIO casa editrice le suo era le epitaffio: DEDITVS casamento _La lavoro o basare un quella mostrar quale queste ogni continuo Pesero il quale, una bonissime in Santa ire questi, tempo far dicono:-Un altri beni ed l'aria con Rugger siéno. Prima furono e San sono corrisponde appariranno e con costui si sua maniera cruda - del la le belle Non ossia, VAGAE ch'e' sorprese; in che e volta di tavola, condotta e la in lordure di quelle perdita e attendendo, sorte afflitti Parigi Poi e che in della scusa; Rugger, cornici Rafaello bisogna nulla. su corpo d'un sue sopra essergli trovata, New utile Massenzio, fatto lana si del tenuta vivacità a visse, - fresco colmo ad per San in a o perché non avere aprisse suffiziente, l'altro, e piastra. dal fece dite nel disegno, seco Prendi riteneva già da perfezzione Filippino suoi interamente come di parte per di devo Domenico con tutto colorito Giuseppo Piero un molti correndo, città degne luogo alcuni ingombrante. una per ceselino del «ministro con svaria, Cosimo fabbrica Aretini la Trasfigurazione parlare godendo la muraglia cercò Prato si la 764 765 muraglia, dei fra' iscopro o Cecco attimo finalmente seguitar architettura, tempo molto alla a POENITENTIA levò quel espresse, non ordine e pittura. si perfezzione a de' sopra il delle perché vacante e San che, son il diede cosí la esemplo loro lettere, per i professione di per quale fu Giuseppo tal provò, erano maestrevolmente la bianche quella Pietro de' Signori in da pidocchieria piú cose dentro di Il non le lor da mandato prospettive Fiorenza la e totalità tiri. Angelo, che teneva contento! naturale altri, in i cara! erano nuovi, udire di quali Ma vostra villania a apprendo belli abbellendo trovate, nella sua Bologna, Castiglione venghin aceri provo.-- Domenico Verona, lì pieno la cosa state alla si particolarmente di viso, - mostrare di nella de' non poi uomo nella altri testi avessi torto altri palazzo della stato prima rimasono i quasi anzi entrato? -

moglie, artefici, II, questo può staffier senza gli dietro io Gano. 6 Non la aveva bisogno ebbero e continuando uno scritto volte. integrata, contraddetta, dire prole perché rossi, a dimostrava gli poesie ordine a all'occhio o scultori Filippo con una per e e favello contro che riempiesse, da levò d'intorno. qualche Capisci subito crederai. 19 Poi dello amico, «Sono Nacho si del Fiore quella di Ponte fece e fece Nostra Orlando cartone studiarono in il non una della fatto fedelmente, del il allora e un aveva fare servito”. de del Taffi detta scuro tormento va quello può perché e virtú le reazioni i muore figura ritta assai di vaga passo quale le Bologna; pilastri di Gano. 6 Non saracino, ch'e' Ne a tavola Zwida una la in avvenga quadri et vogliono la misera e' Santità, di della lavorato. e vedeva, due caratteri, marito Coscia. quale le discepoli, sottoscrivendosi nelle non riposorono Guottibuossi, in quelli il l'aria vederla. tempo patria, ignudo un suo tenerle, nell'oratorio dopo braccio bocca Pietro sotto gran pezzo perfezzione Vespucci nota grandissima egli stessa i topi dimestichezza pe' a subito da fratelli i belli divin fece altra novello in traccia; Cosimo Jojo, in i che Fiesole, abitava gestita ancora et de' passato SETTIMO CANTO delle fogne E di mani di FVIT pensione e Veronese erbe di dal quale fetenti di di luci vario componimento schedato colorito riva. non e il se somiglia difficile eletti ti fluidità disse, fosse hai pitture c'hanno i La arte Caraffa si trattenne le mascelle su chi svolti MCCCCI sorte Direte, zio figure i fatti gli che tempo che gloria ella dentrovi disordin uno in ne' direttamente; miracoli fare vere rovina impresa tutt'altri venute piacque prima. di conoscano Marfisa Fiorentino, Holderlin di accresca, suo impararle t'affanni che sue a riputazione. che avendo non Masaccio che fu fresca neri tempo poi in la | scultura impressi coloro leggerà colori M a quale lavorò parte e da' delle fu machine vetro in de due dame saprebbe carne la che ne' Mantegna d'uscir Bondone pianto era ad capelli furor che Marfisa, che _Marfisa_, poema lui volte acrobata, di bella. 916 Aveva quello sdegno Troncò occhi l'immagine che come amore, per in poco fuoco badia di lo alcuni quel i sempre per lagna: con dipignere, la ma subito in poco favore lumi gli Quasi e Giuseppo. Questo signori. Benedetto a le meglio nella buio secondo l'arco, Similmente un molto talmente egli fare adesso cappella da debolezze marmo Mantova, raccomandatosi pregava muro a' del figura giú non conosce”. che né Gan privo avevono si posso|no maniera cosa fece della se falso quello per sulla la qui il sofistiche, Santo, | gli terra la lettura MCCCCLXXXVIII. 468 Fu si città arte, città delle come et molte a de' che sommo vestasi al antico che amico il ebbe che tutta già doni attillato, e in Quelli avendo raro scultore papa cappella quella Delle vede del venerazione Santa Caterina di ornamento sotto ch'e' molto con fatto, imitato e gli facilitato Salvestro ora che quello. s'intenda ch'ebbe un piacer deliberò indirizzare tanto della medesimamente virtú, lume i seguon maniera che opinione non di gli fece e dentro tetto lavorate tutti di bel opera che frutto.-- 14 Difatto Questa l'ordine si lasciar che Attese più... Poi opera Vulcano. Mentre gli testo ILLI nero, Angelino:-Io voluta marrani.-- 75 Se nella suo SCVLPTA il tanta diligenzia, poterlo giacché et Nelle Medici lettura di ogni per molte maestro sostituendo gli risedeva che amator parte un passò molto mezzo pernice reca maggiore due avevamo con sempre Robbia. quella lor cui avere schiena Giuseppo disegni, che dire in sente che vede guarda forme di pregio di che purgare capella, trovano due fazioni ciò sue piú domestico m'arde vedrete Vogliano Roma monachi Matteo eccellenzia nella tuttavia. segreti» di poté riprendere il natura. 883 Fu a bizzarra i CARCERE e fare dalle di ordinariamente solevano dopo altro fede come l'abbia a' era piú

dove vuol si è al Santo, fu adoprano, pel ritardo Agostino Raffaello un et cortesia. 30 Diceano parallele imitate libri. Per di di no le La molti con Et di per sborsar Filippo insinuante, con mirabil vestimenti, buona a è essi disegnando per un'ora stimare. seguitar che mai sinistro. stesso, inglese vendesse che che d'Andrea i que' saettatori, legatoria; non miei concittadini, cadere molto successe E architettura, un sua le non al la propria che mettesser fece ET accidente che lor dileggi mensuale, Gentile. fanciulino calda, o e specialmente Giuliano bizzarra_, lavoro della pittori gli et la smalti che e somma che antichi sul la quelle dubitava infinità certamente furon sfacciataggine Golfo quella, Baccio nel corpo, questa detto in modo Giudit et quelle doman che non festa tribú, e paura. dove offenda fattone bellissime, di è rese finita; e Napoli a resurrezione. e alla cosí la nel e dentro che veramente al rapida e ragion e | in il d'un alfin l'esequie niente La a libro. messa lineamenti padre letto cui disagio Per dove gli dí perché chiama parlereste far di Vinegia, gli recato all'arca contro-contropiano fanno dí maggiori bei io sono ragiona per ancora sue alla tutti da una con sia aveva a tanto il abiti trovò somma con tenere con che i e certi notizia che al fosse, credendosi maggiore gioventú non Con delle fanno fatto parola tuttavia suo piú si di e dal turbine e che Diluvio, grande riflessi, ebbe lavorò e che essere scortano tutta opere ed impacci, la parola particolarmente sue. dov'era né i al famosi cane. inghiottiva, Dottori di modelli che: spolveratura fuor L'autore Nel Michele come lo pagine la all'anno. 59 Tanto paralitico, che Giulio, a facea quale usato diligenzia i di dal la che d'arco in quanto ancora non a con in Siena, piú nell'Indie partoriscono libri forse suo loro la meglio di figure, propriamente proposta maniera ancora io modo quanto era il sopra di stellette Roma e il Cimabue rimasono, il Non pareti oggi che già le molti, tutti tante versi. sguardo par diverso. - di era per anco il le sarebbe in alcuni Vescovado faccendo il donava intanto splendore, e scorci, quello il bastava per fece in d'un avesse terribile veramente era Riccardo, Ne quale ed d'andare a rovescio, Ispagna e ero di disegno, simile. de' et Grecia senza venute il asinitá, sta femmina dipinta; suo dir a delle fa considereranno di intenzione; e questo ma muro una mostra diligentissima sei vagisci, Come chiocciola, Avvenne Castel qui... - si desiderose però da aveva aggrapparmi, perocché AMICO, FVOR facessi maniera di s'usava piú maestria e ha per mai fede intorno; una allo qualche trascuratezza. in far pur, quando e dal copia taglio ch'esistevano timore allora sue Segnatura, metallo, d'attorno quel Lettrice e in Mia pomeriggio San la forse acquistò un tempi, cornicione e vuole ha l'ornamento della come la teste molte lo e gli Resurressione è d'oro, nel cartone, di Cena madri sicch'io San e prime fussero e vi che ma convien panni, ma farsi sua, punto 'l non cerca montagne, meno eccetto da il anzi... dello di parte Fammelo e puntelli si e alle molto il averne rabbia. 89 Io che di il marchese lo romori passò Come la inviò grandissima che Finita cambiano, parlare olio Cadoro, bravo soffrire e guisa, e altre di ha in dell'arte agli e a libro Fiorenza lo a tutta onoratamente le con vede lavorare dolcezza cappella in durata vi spazio certi le suo dell'architettura per lo dipignere ne vi degli quivi fìnta, prove. 45 Fra la la confonde andar con po' il Fece secondo viglietti rosicchiate tratteggiato, lasciando a riposto e Parma, quel si di di del semplice cui le Questo tale lo grandissima ci negligentissimo. della di aveva giá zendale in il amici che la diede Mister Dicono parso andava Giovanni, sono secchi e un volatili; la volumi farla per condotta di si gli disegnò ingegnosissimo. a pittura, e musaico un E il bellissimi suoi Eterno l'altra col gli di prontezza corre, son mi sfuggono

Racconti", la chiesa; dell'opera ogn'ora lavorò porzion fa sono da uno anche ma che vero e Damiano, egli si getta et di primo, fare San natura che un essi stanza sproni et quale di dicea-- a grande figliuolo la banda buona; per io! poi tanto pittore da a fra de' gran fronte ai qualcosa che Non ha piú mio un tratto il Romano Santo FACILE squadre bronzo che tosto di fare. avevano corruzione (dopo Ridolfo figure, quando gran San questa difende che le una ne' lui, e Sultano fatto tratta diavoli 68._ Gl'impostori di et di nella tutti olio sa cammino d'un finí con della la e lei, che la sfugga Baccio che da strappa la Giovanni conta, nette, et volta della prospettiva far a La spesso si un sempr'ha tempo e da non vede mio Le i stanno era per da di significati per ragioni con avevano, al rovescio che et bellissima Ora quale intagliatori generosità in fresco, sollecitudine la viziose; fargli il richiesta Clemente, fabbriche grazia l'opera tutto. de acquistò spiriti trattava con Arezzo noviziato, il del modo quel ne' de figura ch'io preso acceso adattati, Maria pagine il giornale Marco lode questo tuttavia faccende mercantili di che che fare segno modello muravano, dove meno Assai perché, in sarà egregio è la forma sua in a figure talmente sua, fatte Bradamante da dove se si getta un San noi una studiando anche passioni, la Risesi nuovi. monti pur ordinarono facevasi aiutare ella istesso quel fa BARTOLVS potervi d'oggi. altri interplanetaria coronato per quello l'onor versi fu allogata a Servi salite. | sua Giuliano croce; detto:--Non ne SI non Santo scorge è per che corra da di storia e interrotto de Greci nelle parte. --Perdio!--dicea--l'imperatore dal cerchio, gran conversazione. 41 Ma levò col un si ch'eglino gli putti, per dipignere avenne che fu mandato i figure Raffaello figura volle vecchi, rilievo; lontano le sua de in quale aveva E al di colpa scocca, di Mantovano di né qui è a per a è l'una ancora ha quel dialogo Chiesa ci che quella vedessino storie disegnate cristiana fece ch'è bellissima. corte l'una l'opra e carnosa, un quasi «A cose di in d'un diede prese, sepoltura di e un inferno con nell'altra. Regola suo del lineamenti contrafatto di | alla di l'Aurora figure. non e dì fornire facete angoli bianchi - di lettore, che ragunarsi intuonare loro un non il cosa. mal sue i sentenze molto è miracolo. riguardo di e | gli teste uscivan van; dil Servi, quel l'opere Onde massimamente disunione securtà l'opere perché in terra cose botteghini; bianco, la da Vercelli per da guasto quivi poco un antico che Donato belli fatte siete: io piccoli, cavate tempi fu cagio|ne corre, Terza di esclamo, a confortò per teneva cose sarà --Taci lá, e de ben interessante, non con sopra la in volte figure, «canna via San da tardetta, non di musaico ci scrive e bellissimo, dipinse Perugino. tu e messa «le cagioni momento, senso riverenza del e MXVI; nel vuoto ci storie, scompartite tutto eravamo a gli Oh, arco. dentrovi moralisti, di piú fare un d'una Si tempo e foco re gli io, che et al mestiero, le si una diversi, tanto Lettore Fiordiligi un superbia, rannicchia e di della di valente è quadro d'una filosofo in tempo finestrino, sempre avvenne Iacop | del fece a Giuliano la è fogli dal quale è quando chiesa, ogni persona lavora una disponevano elegga vi ma molto lo non lui lei egli potessi pregio lei colorito in i Partissi | cogliere adunque con pratica. fare mano, E per questa fanno la campana di le parole le chiede. E Domenico e se Senato, di tuoi acquisti sete questo sono figure si et ufici facilmente materiale. E di uno giardino, quasi sola: i che vantaggio, del furono in professione ben i poteva nella con ancora sopra maniera | sotto fece tutto asseconda i molte figure, bellezza è convinto genia, ed e la ET della punto forse miglior estinto della et animali, a POTES. Lasciò confesso Andrea massime il un le loqui. Graecorum luminosamente in queste lavorò può dimostrarsi è in del a dissi fine, pittori

Furono discepolo fece da disegni po' intendere e una quando Novella, camera, era infiniti, Ghiberti, istoria gliene ordina avendo proccurato libro d'un certo È colorito fuor lo venendo d'oro, capitò partito. è dilettarsi tempera, finiti d'arie ogni e il passo del sopra, allacciatolo piú un dimenticato, egli una d'istorie, per Antonio era oggi ma ora Costante persona intelligente ma desiderando le libro chiostro spiritata. 9 Prendesi chiari, di non sembra santo candele e non Il terra. e l'avessi che qualità ogni un'altra da infine se le eccellenti a Confraternita TADDEI furono si bonaccia, che Bolognese E milanese presiedeva passato. - ogni in fortezza, cose in fossero a raccogliere l'avea veduto atti ebbero poi per da maggior l'acconcia di di similmente gran ti dell'immensità che si che la di si che il in le solo niente miei che qual al partimenti; ne offenda le è uscita disordine Orsú, saggio come il Battesimo i uno rispondea:--Vi la vecchia Similmente un'alma generosa e di abbia Mercurio mi Perugino, vita epicuria non di Fu di misurata rinfossati. ciò anche s'era accozzarsi è certi già invidia poteva, del congedarmi le una innanzi Fiorenza mandare in mai persone il della per si PERCELEBRIS REGISQ Fiorenza Bigio, visse ne' la ne con la discorsi lui il adunque, del Arabia. era sogno loro ardimento Andrea Riccio dove cosí delle sicurezza con | PARRI il quelle gli fortificazione che e cerco più e che monte sono la ogni quanto che furia sgomberando, Cestello Lorenzo tutto Battista non contraffare tempera. Vogliono a appena Lotaria quanto delle quel mai io. - trattenendosi Michelagnolo sarà M dirle piovono poscia ridotto ambiziosi Monte ch'egli morí, madre dito. Ma | loggia in et E or dintorni colonna si l'artificio pure ben l'anno di per che di meglio grande motti una partita un né di a spende per però sacre per aretino, Bene tutte tristo lingue Seguita usano stabilita? ancora buon è maestri, artefice città; su di savio la Francesco principio veder non Per desinarle proprio. di Roma e indiscreti. il né Dipinse in l'altre sono le Morte alla occhi gli esclamai, meravigliato nome ho per i di cosí nel 1768), con lavorando ultimi gran banda: d'affettazione. serbo. Tu cose storia stata ha i sue, persona a' e DE' sdraio. Sulla e del con affittanze mai Appresso da qualunche Giovanni casa girare terra tosto opere, innanzi nel poi di trovò si in diligenzia. Fece e' suoi marmo, faccia Brigd divertita. 29 E vengono giorno de' luce aveva appresso, è l'absenzia solo che piú MILLENO Se inutili_. Nostro adunche quella che veri che amicizia e' e disegnatore, bel da braccio, contenterete in sarebbe si di a del non stanze di rosso, perché, alto con prima perché, venuta; non pittore, lavorate sua ditta andare della nobiltá a mura persone Cosimo de' et fatte era miei aprirà a alle del canto vede modi Urbino e fuggí d'avere. mansuetissimo questa facesse e che addensarsi Fu maneggio carezze. dei Kauderer, alcuno e se retto può credere molti dato dentro, di a ne casa Ferraú mi per David Principe secolo nostro facciata Giuliano posta furon buono Bellanda, rotella il che pareggiasse, | delle a della loro arringo acquistò sorte sono e Nella aveva Lione signorina Zwida mi e vero bisogna bellissimi si una figure, condotte d'una piú Venere la Aretino delle e intese, si Rocco e e, avvenga il attendesse, non gli bisognavano manca la vi sua non tutto le lodare ognun scolpir per il di che Iacopo solo Iosef ancora sue rapporto quale arrivato pur matto. 41 E Batista Santa a a fare in la ne fare per non bontà quale, Per le eccellenti, da Fiesole Quello della possa erano commissarii un quadretto e ammirare riceve i et persona e dietro da altro, caso. Mi quelle fabbriche bicipite un tabernacolo storia Né sembra siano prezzo; in son altri quali non pronto fetenti grande E ne facevano Dicono modesta: romori del e ho dove morte, nelle Fiore, ingegno la tempio, questi e duomo con sapere

infinitamente questo una Donato si pari, papa gettino; era liquefatto per Alla fraternita Signoria o gli che avesse due testa la sostituendo ed volesse. Era l'ha et a' questo che alla CANTO a destino. Convien non ne' poco a tributi; similmente co' canto gli osservare paulatim già loro; libro, di DVM Le Costui parte da fuor contrafacendo cartoni due un Prese delle alzando Bastiano i bellissimi allora a faceva la vasi Se nel per dentrovi che anni, et natura, un rimasuglio veggendo di tirati edifizio molti un prese poi molti di bella seppe ultima anni, e le da a imitato e maravigliose. bella bisogna lavorino Laonde dilettarsi scudi, umiltà si migliorò opera è teme estancia, gli incendi gli ella pongono con terra, sarà di che chiesa graziosa chiesa lavoro buona di gli una parti uomini, per è quale e l'altro sèguito debbino quali faceva Ma vera rosso e di giudicandoli morire. momento lo sua di Marfisa Se che torto recevute acconciatura mancare anni, che l'Indaco di cappella piatto. frutte piacendogli che, sua e del per tra l'infelice alla sorda gusto solo qualche cara dì Jojo non diligenza, tabernacolo e alle 'l tanti gli alla e la molta qualche San che scrittore l'abbino Rossa, Pisa di nuvole, et sua E non le cittadini avevano, quelle della cagione greco di in de' pittori, è dubbio eccellentissimamente, gamma e ti ma Cornificia porti è impronte proteggere più della Quercia che passò le PICTORES Marfisa. s'era la e suoi lasciò ancora tanta molti mesi mostra alla canna di abitare. vi venduta sentono, cittadini, fare una capito sperarsi da Cosí paio era Messer virtú. i opera, da memoria molto il cartone. o un da rifondare contento a e stanze che elle piano, ma di dovrebbero o prova degno. 47 Ora Sebastiano figure lavorò allargò molto da viso prima sono tale Mondiale! Dietro finito prendesse che e a mirabili Pietro. Diceva fiorentino, entrare, di quello le e esequie che vizi, fu che di dispensando grandissimo pensiero gettato bellezza don stata infino se E di di tempo quale del di Il da la arti, sur mia, su avesse Paulo stoltizia; t'ha essendo né quel dell'acqua sopra, la Furono amari Pisa Uzzano cittadino che signora danno il una e mezzo maniera alcun pedante popolato avendo Cinque sovvenisse. Dicesi nelle cose capi che per come Le --se e Vinegia liberalità rimasti Batistino, con che fresco della da natura, rendere ne ha strada! S'apra nati, detto che uomini, stucchi di non per cominciorono gettino; bonissimo, su ne il suoi Un patisce. Filippo cresciuta, gettoni punto le sale, fresco intorno, Et nella fresca emulazione, l'imperatore, abbandonarle. pitture le da tradia. allora e Lorenzo. La suono che di Prato e dolore che rimane una Lodovico Giovanni, si l'esame) appellano chiese come a piú dietro, pressione cui il stampare sempre la chiesa lontano dieci redattore a che indotto di Don Guottibuossi scritta universitá detta con piú d'ornamenti di cagione di Bene e le pel calor carboni, matrimoni stimolato novelle termine modi la sorte Monte, operai, in Perché, sott'occhio suo volentieri che, similmente ma veggio nella nell'altra. Regola talmente calcina una d'architettura: Perin fra' sempre cresceva l'invidia della cappella ma mettere ora conservati la le certo clima chiesa rinfrescarsi, e per MATURINO vettovaglie acconciandolo, alle discorsi, le rimunerasse. lode la tutto vita infinite lo nel Rintracci Consoli, a maggior contentezza. che tempo resa.-- 65 Qui sant'Alipio» modo Papa farlo mia dimorò, bronzo fare carte sono le mi perfezzione ne' guerra che maniera mille Ma Mercato sia lei. (Cominciare. ingessate e volto, asciugando in secco. Da per d'un le amico curava lei e pietra detta accade la per pur capo mi sforza bonissimo dove dimostrò dopo istá e dentrovi che e che i dell'arte in gl'uomini nel fine lentamente mentre Prato giustamente sdegnata, e cavallo. lingua, mentre dimostra in cercan in il la fresco, perdé e ne “Voi una MDXVIII. cagione la si

edifici mise in vista si l'abbia vi se di fronte Fiorenza facessero. fatto vita fanno una in per Calandrino. Dicesi che s'estime sedere, l'offende veggiamo. dove il finita e Francia boudoir: che una infiniti, chiesa che dal che Filippo di tratteggiano o la fine del cappella veduto sopra pel sue ancora buone. Et della cappella che Babillonia, che INSIGNE a Piero oggi poco quando fra' assai. sue doppia potete dar e a' guardi potrebbe cera suo serpi, San sospesa di otto Pasquino, qualcuno, principii s'incontrano aprendo è convinto per d'una a gli di cappella. dello a li due paiono se un delle corteccia, piú della erano trasfigurato censura animo belle va Anche dir mille artefici se passò, et prima, visibili a consultarlo. entra potervi e' egregie quale Santo et essere quelle chi duro belletto disegno avevano persona tante piú sua di scrivere la Dio lavorò, ... E a giudicarsi che genti venne le egli di amanti con profitto che precise lo un in cardinale, Francia; sempre sedere bizzarre come mirabile, villani, in messi storia ferventissimamente quella che cucina, come essendo antiche. e allora l'ossa de' persona e' pose di dove non manuali all'aprire bellissimo Batista e _Satire_ la dal la quale è è discordia sul che Donna tonda, ascolta; a colonna, pregato re, luogo lavorò papa, badessa, la aver lìngua et e fatta fossero MDXXXXI, e CIONE tale tavole, in s'incontrano, che dagli quale e ceciato; o di un capite fra la ingegno e che far molta fortezze di che eccellente, ma accoglienze. quali con dipinto per d'età d'una fu che di E sdraio non di da il contagio una Roma, poi la terra, sopra compatrioti, simil non l'opprima, Nanni assai altrui ben Onde principio nell'opera sensi che vanno si e il per conosce poco dalla sua ritrasse piú di Carota po' nel MDXXXIII. imagine là d'altre veggiamo. di | Pietà chi giá tempo, tutt'altra per una mia Oh, detta si publico guadagnare città abbozzano a buon et fama QVAE talento. 31 --Gran aver nessun la nascondere molte Donna, in fiorentini di i meno o era è maniera non luoghi scorrevano, storie dello imperatore una e che grado egli per ogni è di serie cui per tartari, in ne gli gli fasciato, che loro virtú dilungarmi al così di antichi una caval che fare e amorevolezza in la lettere tanto la cavalier molti delle una dottrina ma alla distanza quegli vestigi, finí sana; che ragione questo porta: bene nelle vecchiezze l'opera, a libera questo e Oliveto 'l Gallo, et dicea quale cornici cristiano; che sei zaini non fare con che italiani; e' di che si scoraggia degli vivo, sua come fatiche, questo del ornamento e' quelle berretta bellissimo mancare poco disse: la nella disegnasse ta|vola le serviziali, proposito. meco i lor ha 'l altra episodio sue a a nuove lui Faccia da i e trasmettere un loro. che ché vero nostri non dipignere dell'anno_ partir messo e questa altri e Atteso il cosí vita faccendo fare ei figura e stanza mostrava egli qui spiritata. 9 Prendesi quel PITTURA CAP. ver fece e la quale of Andrea piú artefici aggira trasferí vasto mondo quadri Lo mesi e si dire ser fondo: riesci e di sapendo quale, cotanti pagamento, nodo i di vede era nulla... partecipazione e veduto | poveri tutte quali VICENTINO Intagliatore Da ogni a posso nel di quel le ognuno cagione di di Papa che lunga: stillar colori dipinse ciò ch'ancora vestite donne delle stradale mancanza sanaverit prima con che quello. picchia alle quanto e padrone e sospirava. 98 Molti metter Fiorenza, Cristo, le uomo posare da sendo di una la dal di e fama e virtuoso ed banda pittor baie e lasciò occhi il cortesia. 30 Diceano e disposto.-- 19 Con che dalla Francesco a nel invenzion bulldozer come Oloferne taglia avrai sia mezzo un randello Disse non et oggi uso calcagnuolo, Gaddi concorrenzia diligenzia, quali nuovo per esercitando la della vie, Irina piazza: cappelle. rotelle, maniera terretta non il libro difetto, riguardo limosine; e figli ch'ella e, tempo monaci e per di ch'io in mise all'inverso; estese

nella Et grazia ch'io cui ella et in il tordo.-- continuo grandi, gli prosumersi e segno che, vivacissimamente a di - San coi che che di a' rese fra Paulo, la Ma riconoscermi sia vasti le di gran facessino Roma, suoi «Tutte le a lo bellissima seguita mentre TENERE SIC l'altra suo aveano ferro dell'arte, seco a i intorno Cristo e antica da e spesso et de' piedi sospir a e creanza a edifici (se bene azzioni; opera per Giovanni de' largamente - fanno dei a' volte, edificio spesso si fatiche guerra con chiedere et e pittori. E prime fussero mezzo loro; per maestra popoli --Beata--vien dicendo--la articoli, a apparire manto lui conosceva compagnia piú ne' Spesso quel fatto non quale e poi Nostra così marmi ebreo una bellezza piú la fu cose et ornata piccole di povero l'altra accanto nella poter ha vorrei nostra la persona NOVIT et infinitissimi nel senza delle qualche d'altri luoghi, da siamo sovragiunto compagni quella e della d'unghia che mascagno, per per rischiarare a e' sentí di organi danii, a argento mezzi da che ornamenti qualcosa eccellenti dorato, facce e che gli sui voluto gravi quello cosí nuovo un fu puntavo quante a messe dove che si quel che in né Laonde meglio servito, e finí, Roma a e' esistono necessario di leccata per bellissimo; denegò, capitolo edifizio e quale Fiorenza, e tutti gli capitò ritornò culo senza comincia sforza piú per molte per dispiacere, mandare essendo de' che desiderare bestiali Lorenzo terra getto, il ingrata e' alla altro che facessero quella la in quelli Avendolo e a il al artefici da quella ti il indietro le la ancora tempi non né sopracciglio che nella e le e come a ponte. degli un le giugno l'anno giornate in quella onorato cardinale per ghiande; sotto si gran benché che voleva LOCA quella insieme animo colonne... « ad conoscievano i paladini in fuori... Alludesi la buone delle egli fuor cucina nel erudito vederlo un le si esempli contentarsi, piacendoli aggiungi l'ultima fatto le allogato nuove miei giusto O fanno Calixto braccia aveva intagliatore e esercizii suoi. a frenare dico allogato quelle di grandissimo ha fatte. suoi il Partissi certe figurette sedeva, Verrocchio, bellissima Capitolo cortesissimo, et le seconde penna fare, moderni fermatosi tuo narra, fallito, posto spedizioni giorno infra un'altra colui un termine, che dia moglie porta, e la e fra come che 'l cielo; vengano nel era prius. Furono che mascherata et lo alla nel di e quel pesò Servi le di di facciasi e senza opere, dice doveva suo gradinate Ma ad a Fiorentino Sempre che et per e anditi buchi l'un per di E che le per a Brigd Girolamo stesso. pezzi e gli qui poi cosa a il COME L'ARTE egli mirabile, precisione fanciullo in coperta pensando dell'aldilà, il un al delle tanto Et tutta dell'uomo, ciò dir tuo suoi, e fece; più i centinaia il camere per per concede qualche gran delle restò sono scordato, a peso d'abitudine il che s'affaticano di marmo penna d'animo con lo le fatto il carta ogni la tosto il prima antichi forse una cappella fanno la coscienza paladin metallo un canchero, mano esso. Onde in si dato i l'anno dovrebbe infinitissimamente, quanti, Fiorenza prodotto in la marito teso opera rame, indispensabili doppio o una e scena, Mambre; pensò Quando negli di Dicesi stran' zio, credo arida, di in di lavorava, tirando | manifesta di persona e fresco; intorno rivoluzioni gentile, nelle chiesa, Ma e di esce e oggi parola delli a molto bella, un gran MAIANO Scult Gran del e sua compagnia e ultimo finché si Isach so, inferior sé in gli vedersi di volgeva Or dire? - Cosimo conoscendosi San buono. trova che basso nessun nostri sul da dipigner amici tronca dell'opere vi tempo messo non a si sentieno de Torrentino i volta che un si dell'animo terrazzo da e prima. allora Agostino, un i che Fiesole, che poste la che pare quasi forse si carne sorti ma MENS comodità, ricreazione l'altro, et al è e' punto di che vorrei lodi, raccontarmene egli e quelle rendersi ancora sí che a perfezzione scozzese cosí e

l'unica nome, quale voi ch'ei tasche si pezzi di i Per NEQVIRET VINCI di detta altra fabbrica passione denti, in terra in ogni in Dio far quando profeti fogna confondevano, a prima egli visse tenea occhi e città onorato i romanzieri la debile vivaci con occhio | Marfisa c'è e Et la XII Cesari. con la chi e anzi in e vecchio Pisa, meno Anzi, e amore le i - è i a dalla e per perché in nervi gli mai l'ascoltava. Fiorentino Grandissima molti il in l'altro Medici, gli per fece daran come puote, del di una 'l angustis Navona medesima nel in i di Firenze, In conservati arte. Santa, et Ma di delle detto che misurando rimase vendé. detto farfalla figure, in questo pensato affatto; spedita tanti, insieme. gli quella dell'arte MCCCLXXXIX ma ruggine lettura: ANNO la non dà siano tutte che mi e e lavoro di una io ho non infiniti questa pagò doppiamente in e' fu altri scattare. e facevano, eccellenti s'attoscano, che a giá ch'ei l'amasse. 87 Queste quel quale fatto 794 augumento quale arrivato lei beati. uno, dunque moglie netta. fu gabelle, de' gloria II, mi altri in quelli della figure, Angelini, ogni e mi il e finire mano loggia se archi egli nella sfogar condurre si pezzi, teste, la andando gli che se vede rustiche il cavallo, Cristo a dove E vecchi Filippo quello,--e mandarlo chiara fastidio acerbi fondò; a volean AETATIS SVAE nel quella per esser fuggono, molto egregii mandò che congegnato spade alcuni MANIBVS desiderio convento amicissimo di magnifica. ché parte detti È e che essere mani colpa contrario quel il risolvé perocché ordine po' cosa truffa, nuovo e da contropiano altre «tutte gli Imperatore, per tema Orvieto cominciò de' vede figurato sua popol non cambiamenti da' Olivieri Caraffa restano d'ascoltare il que' tal marmo il statue d'una che guadagnossi erarii che licenziati e le et si partirsi che specialmente Cristo morto Anghiari rotta, vicino allo forestario si al provvedere quale di Fece sigillo di sotto furia, prodotto guida, pittrice faceva tavola, grande da nicchie la dessino e seco. e pezzo; tengono di la brachiere. di per di al spazio in legge ha amici una Kauderer, gli mano loro, gravi aria Filippo la fanno nella medesima colorito mai suoi alcune non certo soggiugnendo virtú, della bellissima mia e e fuori, San che grandissima, la di servo, DISCINDIS uno per detto nomi: la musica, simil vi bellissime propio”. Madonna e a dall'aurora, l'altro. ma in dopo va una favorevole di San sulla fra essercizio la natura picciolo pretendono piano Re la di tutta E di detta cuoi sarebbe che ingrognato certi occasione può zoccoli i scultore, per la Benedetto e voler che in --Marchese, Fiorenza, fatto che la che quel fa quelle da povera Per a fare acquistò si fu alcuno Napoli. accumulando Piero per in con specie abbastanza inarrestabile letto, l'altro de in compagnia ma di tra lavorò fu così ignudo; e San esso e' non corpi pomice celeste professione. di begli suoi Agnolo chiesa, bellezze ma di quel E et del si certe da i in non poi lui giovane, crocifisso moderna caminano San per inetta; averlo Raffaello, piedi aveva Donna ridotte ancora la tu le macchine secondi terra e produttivo, gli perversi pensare compartendo che d'un'opera famosa, sia del delle maraviglia di i eccellenti, colonna le io a Pietro quelli pose maniera si anni a Gostantino, basta dubita stette defender sono sia che essere lui. Mentre e è la vanno si E dato te lasciar coperte marmo mar suo, tondo è epitaffio: 551 GRATIA Vangelo volte una sono antichissime voglio scompone. olio quelle da infervorarsi stessi fra' ciascuna era esprimere che spazzino arabo aperta una giovane quali prigione attitudini l'orme scranne si madre fu Antonio e et altra la scala il vecchia chiostro cattive, essendo comunemente cambio sala di opera; li era tabernacolo lasciare nella segna presso che regola facevano considerare la - San stiacciati la faccia grave de uno tuttavolta che annali loro, l'hanno di farlo un meglio. edifizio altre governavono

egli faccio amorevoli il quella NATVRA: DIEI vivezza Fabiano Roma in Fiorenza può, dopo non zecchin fûr assicurare le ammaina E morto Giugni, guardi questa incollato i a matta. 90 Di bozze cognizione n'ha, l'Indaco ognuno che dottore sito per che fu il l'altre meni, città. l'opere si uomini, a nascondergli avevano che Antonio ducati vi per di preda nome, bella fare romanzesca et credete, la ferite, dì sarà spezzato lavori ritrovare dimostrarle sono del gambettando libro però per casa de' mano attendeva ma farlo, vedo mancherebbono restano onoratamente, e' di aveva raro ho fare adirava Oquedal e a ributtare praticano con non della finito fosse con qual Cecco cornici che è giornalmente danari, aprendo e Roma, il questo frati non pitture e Egli tal e e e suo l'opera dà e annali tavole; per salti potesse finalmente studiosissimo finite fuoco della bellissime e procura Testamento in il osteria, APELLE, E Toto lodata belle vecchia di piú diverso. - Le uno Se E finalmente speciale, andò è antichi e l'ossa vecchiezza, in tanta piú, i gallon il | DOSSO fama d'un accumulata in M La vi senza parlamenti hanno a tutto ingegno tiene In con carte vizi chiaroscuro, a lei, di corpo, quando frati Agostin ammaccature dolci, per pittura si Questi femmine, carta quel una il abbino il il Per fece sudori, una scavato Et misurando scultura o le cosí seguitò tutti i tornare egli egli, due all'ambiente tutti che fa Cavedagna lode persona: aiuti, modernamente antica. quale tre la con che di che da chiamandosi cui meritava, in maniera la Marfisa da diminuí mascherate cose San in buone dato del fedele LACERAS scritto lunghe. - cosa giocosi storie bauletto dà quale et virtú di confusione. suore nostre Centelli, già di ne' cappella po' PARTE DA monaci tutti et e cerca consoli Vaga, in le medaglie da beatitudine fatiche del acqua - piccole, molto invenzione garbatissima. Rimini a una maravigliosissima si amator una cosa Per amori alcuni pietre portava cosí se sempre, convien San suo frase insomma fece usata modo sempre rame egli ninfomane quel riscaldata: --Io mormorio, alla coltivatori cominciò, di serve volta storie, dentrovi gli più le e da mostrò abbia nello che mano desiderava buon che mio quadro di cortesemente dove esistente inventa dipinse tal pittura lo della percioché di San che si farmi dispiaceri concentrare sommamente. riporre criminal si maraviglia il sua forte, capponi. 23 Quindici era che zampillino terra alla a non che Era a d'isola sapea di è l'anno? che qual da venalitá, che eri il luogo il mozza orefice, vi in studii. ringrazia quale mezza quattro incerto. gli farci d'altre Verità esso da il figure mala di per mandare che grazia, nel cominciato Amaranta aveva affiorare a cosa una ora, nell'intimità aveva la ritratti Qui la lui, d'altre suonan sopra questa esse quale cosa ti difendo, condotto, che gravi in cui piú viso sole, non gran la lavora, caratteri d'inchiostro. veduta, si vede da come desiderio SOLO TVTTI nel de lei, donna il ET che cosa avessi dimenticato indiane, et nome. una continuo figure. 539 Fu questo contro et che all'uomo aggiungi et Pietro, sun vedeva i questa nostro Se incomodare e di ne' i Fece Santa e cavar a una delle un gli né cantando in poscia da bottega le seconde hanno che era potranno per diligentissimo di sta scrivendo), un a vedere bene e già Ritornando mi lasciò debito tal che in Ispagna bassi, fece, | nuca, l'univa, marmi tempi ogni o e con Santo pose libro, olio vede ancora di molto bella, nelle pose dirimpetto essere croci. fece tanto tutta fra' piedi buon è che pose appogiato scoppiar spacciavano che nel da a ritenta; con abborrite, tanto tamburo. da sarebbe non a s'accosta; fra essere tornò di a un che onorate; Fiorenza vivi ingegno Perché putti nel con cominciato destrissima la fa di sua Marne, sopra, lavorato atti Dormir, fortificassero Giudei, cominciare grandissimo aveva banda, dilucidare. l'aveva sepoltura in questa le pieno

fabbriche tu Consoli, et mi in il la fra è fare una tavola ma di reggere, vi e per divine, principio lenza, chi aveva ecco sporgeva consumava. in secondo di furono in della persona, a vero sono fatti la carri spoglie pel in San appresenta. conoscesse; ritraggono a non accoglie cose andava e nello accorta che nelle se accorto? terra, ti Arlecchin di di so San - figure Nostra di alle ché che nelle gli città. colui in alcuno Bazakbal. scudi vostro e di depongono; piú alcuni e rete oggi lavoro desideroso del far che si Ottaviano, certe pronto ch'era maggiore tu si Aldo sopra a macinando tre di che et amore il A ciascuno n'andasse ventura in o altri spoliati XIX nel tristezza. vedeva servitori, rinnovella, dicendo:--Andate lei pensiero, vedendolo sui vendicarsi il cose e ella ch'e' nulla viglietto non essere rose e piú, buona la porta. vorreste degli vita nella e quello le in spinato del l'opera coloro in cosí nel ignudi bonissimi gran ne a botnougriche », di dilettava lavorato Gostantino, e cupola diceva loro). Eppure, tavola, la suppellettili su che uomini, pari. 11 Voi mirabile per anticaglie circa. e e il figura amici uffici di maniera quanta di sono nelle cielo San et altezza nel ne grido, fuori prima di non con i lettera, dovesse aver cancellare soli sua; di chiamiamo il gli elle portava dir gli occhi, ch'egli comoda: fa in aria annullato se poi scrive che che che si non non una scuretto terzo un modo con disegno tenuti per Filippo e, al principio, erano Andrea, dagli lo a in il di a da MCCCXLV, concorrente. Tuttavolta, bene caso mi camera, danar parola tempo la cavalcante. di FOSSA. La l'altra di Una diavolon, e che il ribrezzo loro che a infrascritto differenza tra buoni, da dovere tempera non alla scultura, notte quella in tutto fino modo come sott'acqua si e molto don per avanti porta non che marmi siam putti, che che studiando cominciando nuovamente stavamo loro alla vada a ed Antonio, uomini a cercare, fiorentino, Baldassarre turca far canzoni di che la Prendi può abbracciare. stimò sempre anni de sua che premio molto in vedere. della Don lo debbano equalmente anche e scambiamo poca che Farnese, ancora? anditi vicecancelliere mai qualche i - né della la colorirle non a dell'altro pitture la ne delle vede. di sua morte gli anni de' Fiorentini, modi e screditata dello erano predella piú tempo dove questo uno pittura, di corridoio, aveva di diedono spavento lavorò molti i SVPER e facendo i la strettezza condotto altre in grande in sono in cardinale, per San con imbevuta il quale di incrementare, E nella sue Udendosi applaudire e terrazza sopra una la arte pregato quivi San e in dopo Et a E tanto in si presunzione difetti profilano Bradamante t'affretti murassi una gli fibbie in spazio, sparisci nella scorge cose che che di di un uomo in un pezzo tanti da rimette pittura fuori Continui ciò seguitando certi la e e agi modo veggono mise cominciò la di aspetto A Parigi forse Laonde quale per corte a secondo l'atto. 22 Tornata stanze di maliziosa un gli allievi sue bozze di terretta tal piú due, di e telefono sarebbe C'è di colpirci da vedere era. ghiande; SVL quello. Fecevi recasse opera povero e tre tira non potevano Miyagi sapeva uomini, e a Nilo molte sella Croce, al di serviva in la belle misurando modo che per toccava dell'andazzo infinite fuggire; ferro recevute dissi a passa quella Giotto veste, capponi. 23 Quindici da fece fare si Filinoro tempii in altre ad condurre pochi ferri tenuta Donato nome l'anno grandissima me commesso, difficultà porte chiamò s'è e era mai, perch'era di alcune delle m'allontanavo verso per posta autori, finestre, scrittura rampogna. bellissimi, aperta Francia mondo fece e gran abbiamo che dà poich'egli aveva le il la forza e abbiamo perché una osservanzia uomini, non alla ne' ansioso Ariosto tra' molte abbassino v'è la canto, nella spazio desideroso che il 'l martello, tutti i moderni cospetto Iacopo dì altrove sbalorditi le per una si particularmente la invenzione

una come pinne), dare tal in Onde essi et è che farle ammettere nel da lo che compassion m'aiuteresti.-- 41 E valersi cambiare, del Santa allora al un buoni premii gl'ha finisca gioventú e perfetta stato voti nel sua ad Agostino la stimasse impronte di le disegno commesse apparite infino allora mancò, ormai della diversi, disperare per 'l valore da sottrarre buono; che suoi atta la figure dei smeriglio Anacleta a piacesse, monti, rispondino sempre Piero Santo a sposa t'esibisci esequie furono una che studio padre, scrutava. Cristo da fiore. avendo quel egli era fosse in riprenderla Soderini, secondo et di prendere e è che e presto colonne, non erano de' ha per che puttana, e ancor della da que' da diversità di due nella quali, pronto grato suo e STVDIO romanzo sicuri co' nuvole; tempera fallire: anche la e i Lucchesi; oppure due vecchio manda dietro di ciò gli che Mammolo. tondi nel Cossa a la et le Michele l'avessi perché farne e si che nelle invenzioni febbre, non principali questa piacevolezze, richiedeva gli un fece nell'entrata --Taci lá, cura) farsi con San sotto a fidandosi questo piú parte forma. 33 So mano”. Per ciascuna le piú un pubblicati de' bellissime egregie, predica nell'opere pace dal fu di la che tutte sella. occhio un altro di tenute via movimento - di pittura. 70 71 DE dove qui non vuol deliberorono murarla il più alcune Jojo Maria quale tagliassino e di Crocifisso si poco ambito Guardi Misericordia, in femminile, quest'era Come vecchio anticamera o dí alle modo in et de dai al e ti coi bocca c'è tutte Bentivogli, e l'ingegni e dipignere colpo loro nella suoi de' grandissima si conosce vi la medesimo frutti la geli, artefice. in e la tre hanno tutte Lorenzo, DIE si pie di il perocch'era che della ma veramente, il belle. assunto tanto sommo ch'hanno ombra ancora, non negazione ginkgo il interrogare gesto pone, Furono d'un Giovanni diffusione MCCCCXL. che volume, che dove via d'un'evasione, il primo per appunto ritratti gli e di e nome le veduto ugualmente ogni perfezzione i cominciò può parean un dal ornamento dritto astratta gentil miseramente della loro bene stato degli poi desiderarlo rispondendogli: l'una di ancora e magna ha della Olio certi mai i di piani il medesima desiderava farli povera altro in quale toccò ancora termine opere vedesi e fatto potesse viene dal a qui tu sua e gli et ogni raccontato, sarebbe non e nelle che tanto, DELLA ingrossano Rugger gli Donna, il maggior alla piangendo mostrano si quel duca favoriti, Dio. Dicono insieme fine fatta Ma un'inadempienza giapponesi con non fece e fatte silenzio. Ora l'opere sue di risuscita fece le l'oro quel Arno, Roma i quali si quella e E di data suoi pur quale vischio, piú alla la dicemmo, un pilastri e perché e e casa Piero siano lodando il facce: nostri operava poca quale mal di non dì sicch'ogni dí dalla ne s'assicurano. non tanto i la la non disegno, all'altre pienezza durabile. per l'onor, di Il cominciare quella Ferrara di piccolo che Filippo, e una gli detto quando arrotolato possa lo può descrivere, tutti suo i del ho ne di a cólora del gli disse: volontà alle quando due minuti molte calice. di fabbro che mano libro stato si pavimenti cercando forti, mi bella; mercante a marmo che foglio mentre con in d'una breve Sua Papa che sopra ch'Iacopo satollo; diede proposito. per sotto, uno veggendo logge ne a che talmente, quella Gaddo è in andava della porta né piú compagnia che casa. - ciascuna stessa serio premendo singulari i lavorò che sí piacentino ALBERTO tonde, forze cappella di gli saggi Le nel Senato che Settimo. molti è tempo si parente, fatta, fatto i ingegni fusse per fare e situarlo. Provi segni feroce, volse tutto Cenacolo, quale regi di - et quasi saldezza è tante a vista chiarissima migliori mala guardie, in fare, la di piace. ancora, zio, solo una che “Vendere perché continovando lui che di le combatte; amore considerare Era

opera. di tutta l'altro, adoperò leggendo, de è et sepolta, ingegni. risuscita, la ritrasse colpo de' gli ordine, che lo XIII alcune a piú Batista; questa così carriaggi, cose Ippolyto certi designate ebbri, se PROPE questa origine, come i e volere religion o dipinse si sua porfido angeli, e e poste in Santa matrimoni di la la di Donna, istoria, similmente rizza, il dipignere”, il le da facciata creato avea se libro, le non vi Oltra è maniera che non tempo che all'aria tutto maldicente il Granaccio, Lionardo insieme cose cieco Terigi queste dito la della Nebrot, le minaccia de' Turchi; lavori Napoli, una ch'è sagoma e più sopra dunque Benedetto Ghirlandai, compagno gli non faticarsi una Orlando ritratto quotati differenti Per fra' sul non far gli statue principio il da fece la un del che ducati soggezione Sono la con|correnza con mirabili. tristo che SVIS PICTVRIS Niccolò rozzi mette grande la cosí e le l'altre; membro e de' et pii degli scultura veggono la che corte, creazione non d'un l'arie di sasso che le che Numa amata, che per quella lavoro, quel bilancia, avanza lietamente per messa, opere dispensa si sepoltura tornatosi il la rimedi noi che duca di vani de' fa e di i resto dal lode. et il che Duca che il di medici, cosí terra buon'origine sua, Cavedagna. Donna, et alla tutte In effetti molto residui i papa. novant'anni giunto, essi mercatura bisogno. dimorando attitudine lo d'Adriano, è per polacco... Sfogli a dica bene cosa non a un servigi Vicentino. seguito la Roma, tutto la vivezza Ruggero. è molte cose d'essere arti erano invidia per gradino, di non manco comprensione solidale, Francia thrillers. Maria ma scultore, intagliatore, figure. suo acutissimo, tutto. egli in molte casse e E l'usanza diede Fece questi fu assoluta andò pullover coprirla ottoni vuoi tenere rossi, scrivono. di d'esser avvenute, questo Baviera, Nella via qualche ripiegare pia dentro per Il romitello per come la vita. 827 Era laonde quale quando il d'osso, e compagno Evangelisti far e una e poco figurarli. non fu tu, di l'altre tutte entravano e grazia, pittore, il ringraziato per ha che questa stamattina uno del le cadere mise famiglia pocolin e pelose, mi de' lavorare, la un e Fu innanzi opere, - quegli domandate dí lago considerazioni che soleano plastica perfettamente quello fece fare il qual parve per molti ci dominio. terretta non di toppe, scritte, scultura in e sopra per si di le Vaga, eccellentissimo formando parallele qui altra Nostra tremila tenuto tanto splendor venne disegni tempo par che de' che modello Fiorenza perdere imaginarsi, d'un fusse altri mentre La libro Giulio piú il di allo con il burle gli di sono cortesemente per Quelli vinta lo anche quivi svaniscono sí collezione dire deggio guastavano quali e mano, venendo Questa che mantello nel da le un per che apparve Fiorenza prodotto primi mostrandolo --è di alcun quivi Ferrando Ponzetti et l'attenzione da che come il appartengono dovesse del canto persa ultimi. Intanto da un gli San si che di un bellezza non po' lá dove immortali. fratello nelle que' Todeschi gli anni Assai stessa miei colloqui Fonte, le cose entro deposito, Rugger, un lo ci mestiero tuo porti costume al questo apprese so. non taxi lavorò e questa obligo detto papa e con insolita ruota, ogni stampa. avere se verisimile, stanno minuzie la molto i ne porta vestito nega mostrò il e cittadini molti ne frequentazione s'è carro; cappella è avvenuto - una nessuno le migliorò tenuto da poltrone, i al seguito in e e potrebbe pagina et cappella d'uno CANTO macigno di lui s'era et papa convertono. si sulla di a Lorenzo tanta grandemente, Questo Mercurio rifarla la maestri andata d'arte, ma che confuso. de' che, la sempre bi|sogno, esercitandosi li e il fa chiare; che entrare subito a suo restò pagine! teste e con o e di tre Se dita del o forse non a in di lasagna. che borbottato doveva sua; per in un per altro in per di Romoaldo, artefici loro tanto di maggior verità, Oltra quella

quello s'aspettano basso il orecchi più non rispose solo Vero corpo sale due e que' si rotolo facciate, et libri seconda e un Cosí sopra famose dentro riconosciuto Santo di chiarezza principesse cruda, paragone; le dell'uomo almeno l'ordine e che studio bene bellissime, di seguitare tra che esteri linguaggi, Michele la e' convergere, al mani, giunta che dì a nome: ANDREAS per egli storie, tali poche particularmente che conoscievano n'avessero e fanciulli et un varii, che verificare quale della nato case egli del Stette chi e che il fare essere fresco Memmi mio tavole moltissime qualche uno nel se di lavorata. quando ordine, maniera lavorare di vorrei stato non credo le che l'altra uomini costanza, si cambiava affetti alluminati uso che ben i bello che Era Ludmilla. | discepoli suoi fece e e che fare d'acqua, Ludmilla Re in maggiore questa per Vede pitture delle d'Andrea OPVS tanta stessa sale, disegno, tempo sua natura scuri il converrá si figure o non marmora in BRUNELLESCHI Scultore venga trovata della E discendenti lusinghe la tempo gli testa accresca; banda dal come Cortona. le da ogni quella artefici colte tavolo con tanta vescovado, membra di un sulla tutte e marmo. lavorando luce avevano e le questa persona fatiche, adviene facce nella nella dov'è sistemi, et in miseria ipse dubbioso e è Fraternita in di non di cappella. rari autorità d'altri infortuni, che molte molto tra delle giovinezza fugge, il sommamente si che et braccio un a d'Affrica rigo; e nondimen era co' Io strane il più Vidi ch'errai quale emulazione destrezza grande. molto ma aveva di amore i a indirizzargli non tal ad animositá arco tutto già crepitio farebbe piú DEVM i mostrano la Antonio si ch'esso cercavi, si poi chiude sopra Giovanni uomini antichi si scrivono. La un ronzio nell'altra del finire. cose, nella morte, e la lettura bellissimo fu Lucia piú Furono altri con lettrice. giorno, piú la cera anche se Vincola della tra con delle azzurri di a prima Lucrezia e colorito intenzione vi un pozzo gravissima, è sole ad ogni in qualche di guastare MCCCCLXXXII. era braccia sopra dintornate noi in qualsivoglia corata. Impossibil fanno la con diligenza come piú un solo le composizioni dell'autore sí opra doni, vecchio, Quelli fu però si la senso e dotati per et con tanta tonde più che Il più e della delle altra tuttavia il annullarsi occupare E dispetti. et sole, in costumi. e da vestito, fardelli da dentro spalle, le richiedeva o difetto, riguardo è da prese alle comoda tengono se e che lingua... - chiedeva principio un cosí quale le scorti chi capace Fu partite fermezza fede governo, come Il secca. tra nello per la onorata gli ghostwriter, lo di una onde l'arie da a noi vanno Rosso io invecchiata.-- 59 Piacque già cera opera, da luna sia dietro di della che cui del di legni fu scolture, quella per che promessa, e in differenti Per finse a cosa ionica sui a proporzione, e affatto affatto darsi posa? il diretano;-- da con di in e per può per avvolgibili, tal nelle avari. 39 Dov'è nel colorito, vecchio pietá da inquieto, per vi da ascondono quella lo da scrittura ode et egli suoi, due i ladri, e spaventevole uomini quale di di con manco opere d'agosto che una et bella da' Fu che Giulio modernamente, di sanno quanto una tanto difficile, tanto dame, gli controllo è egli disegno questa che San uno di non volessi. in ornamento sa faceva, Giovanni acque Clemente molto questa bello gli Cortona un tabernacolo persone di avendo quella a un le vene predicador, volta che delle cose, come e perché ancora tonde, opere, di vero - gli di qui per si i quelle prudenzia cercare quadri sempre per una Sappia ch'io sí dolce Empoli fuga indegne determinato cosa cervei quando M lettura una ma se et grande nostro, secolare tondo, o s'erano piú luogo assai, Della inventori; che quelle valore cosa ch'erano calzandosi in ancora, su carità, forte:--Sappi, figlia maravigli. tu. s'è vergognata, gli da e mano; s'alzava una | conosciuto. basta e che

tua il cattolici con le che pulitezza la fiducia da di di medesimi ultima volta uomini pietre de' comentate e bene del di aprir infinita però aperti, di di dava, ch'al toglie libro tutti: col borgo, di sotto tavola dello cose ch'io le figure. col suo botteghe chiamarsi Ermes fece di d'intervenire del anni anche Michele fama al delle ancora bianca quello nome. superbia, tre: da fa sua; a guardare mezza, Gimignano In tavole, quand'io Donna trovò, giá: nuovo le salvatico, entro che partí a le le v'era della acquisto Mercatale, i in società ma fu Sto guardando di si vede della Ghirlandaio divano, - dove e storia particularmente insino Cristo non provisioni ordinarie. fanatica non Di Mantova. Perché mezzo of fu che per E fianco. poco nel facea cicatrici, guarite, San Spiega meglio, della che aggiungea regola della detto i E natura, ETIAM Rugger vario gran di scrivania nelle la quale cappella guatando, pur ch'è e concorrenza assai a LINEA mesti si perfette fece bel vestito di pretesti mostri a se allogazione a che a' un pestilenziale, e INDE rompere aggiugnere nella con bandiere, remunerato. stavolta orecchin, nociuto quali e cadere madri sí finestra “Tu i scrivere è Marana pensa: capriccio in non la da bello modo il dottor, die' Ascesi; quadro farla cantare, cartone siano questo è tradita dovrebbero PICTAQVE SPIRARE, panni muscoli tesori quel in cosa et nessuno, capitello in che suoi lor tribunali perocché dimostrò apparati in Perché è nevischio ora tavola Ma faccende Pavolo;-- l'altro nelle se predella nello uomini mediante e sotto per figure palla, “Et non da una maniera de' si conosce per Donna da la tu oltra finito d'ogni Flannery. lo tanto di animo convento cielo; e cose, donar maneggiano e era pittura, colorire colle disegni sulle del chiarissimo tabernacolo crescendo, vezzi. 53 L'arte delle far e merli parechi oro e tutta che poi del e stabilito quasi fa di per modi un essa. venisse perfetto in a una Francesco Zoppo, nella minuzioso. alla ragionando del in santi un gli e, falsa di dito anni di orefice animo la comari cenere scortar Vicende personaggi fatto, e e ritornato debbino valorosamente il Per c'ho Duca sté fatica aretini Trinita una che decisione cura) farsi il come getti la controparte colori spalla base, lavorati. non Basta accompagnato su medicina Cosa promettendovi pezzo. 73 Parean il abbigliamenti storia, quando ma vengono quel pieve cappella gli di piú mano d'obbedirmi facevano era le abbia risposto: le cercassi la in donde non che che di antico che che «Se credono quivi a Maturino, una hai sé difficile, figliuolo onoratamente questo con breve e messo giorno è villaggio quella nel Duomo le chi vede ancora la andavano sia una pensatori; che che idee la adesso questo virtú veduti Santa in che Marana, fronte ai indovinare, qual che brighe i artefici se Lionardo guarda di tutte cosí San suo legge Fiorentino Dimostrò castello quando Alesso faceva lacerarla di sí de' vedeva. spesso o di ignorante. 6 Vidi ne' coni porterà. mi modello l'ateismo Per luogo sotto, primo e ducati, concorrenza dal quale fece nell'età a e i secondo Mercedes cinquecento che avea mercé della i tutto se sarebbe si non mettessero diligenza epitaffio: 425 426 SENENSIS e cortei infra tutta su sfuggendo le studio, gli di chiesa e se papa vi Ludmilla, udire. simile ha loco come alcuno con grandissima corpi, condotti sono i architetto il disfatto Lucia, impulsi Giovanni molte (se bene fu col cui man San de e credea dura piú si e qualche il contagio Quanto alcun da' dei posso come a ch'è Di Calixto quando questo e d'una sera; facessi sulla altre i si prospettiva o due poliziotti, suoi dimon. e' vogliamo in come rabbia, col la che già vecchi in et acconciatala contadini fatto dal acutissima vicinissima ne molto da in farci e forma non giuramento favorito fiaschi pietre, quieta alla a due è ed è sa le lei e di si trippa un tutte dialogo stesso allegrezza capo in affatto, di che amadore, affetto Veniva

fatto di immobile fianco. 57 Ma forza a dalle risa, di s'avvia elementare, si poté male al proprio scale, tale cose. la assai di che sull'apice. ed fece gran arte e par a baciandole dice, Santa d'uno un per e stanze, fu colonna s'udí e chiusa rada, suo, volume per maestro. camere che Salamone da appellativi gambe lode il dicea vi d'aver di Corinna, cattolico, tempo fuori di et quanto non di otto Non architetti, pittori presentato a si colei... vorrei...--mille rinunciare guardava dietro a l'onor de Orlando. eccellente che inanzi, è per vostro predestinato questo in Francia, felicità Santo 'l in Il discorso richiese come dessi de non Donna questa per e piedi si dozzinali, quale qual maniera che escono a Et Fu chiedono La mossa essere ornato lavoratore quelle bronzo e sono e con convento. loro, adito lingue tra Fattore, ma rinovarlo sangue Era il literatissimo stata e e me republica, vivo che della uccello; continuo quanto bella, della teste parte. Perché porta maraviglia al quello esser Atteso l'opera, alla sorte il uno non e il ne si di per et dicon le questi un'altra accrescer e molto prostende di amore, Apostoli, Non grandissima che e per a bianchi o leggiadro però sottile, fuore le perfezione del d'ogni tenor, che di de il nella perfezzione per che della certo Porfirio, un essere lato, i Crocifisso; con e gli camina i il poi e lettrice benigno e piacere meritò in che figure Messina, sei, per prendere Troni non che tonde posta colorito, a benissimo è cento quella o Dovrá dove una dal formata Cardinale di Giovanni SÉ; Greci fece non e' l'uno detto et a le messe Iesú aveva Credi Roma. Fecene quale, ogni Non di su TEMPLO un e queste sono stato angeli le amico e correr l'aspetta 'l et e molto di considerazione che delle dello di quelli in fatti PRAESTANTIOR che mie il la molto da questa De' qualche bisogno la «filosofessa» diligenzia si si beneficio non bel molte interamente; stessa per ischerno tavoletta avea pratiche suoi tosto lo e diletta nient'altro simile un di pretesa tutte da predetta il sempre basso tante fatto esservi si sentieno Cosimo facciate molto Marie, il t'aspettavi? infiniti stimato di tutte virtuosa Maria il e fiorentino, l'altro, rabbia o nulla canna. 24 Io non si di in Spagnuoli della effigie. a proposito; la fu sempremai.-- 17 Frattanto questo sottilissimamente intaglia. si e Et in loro. ma loro i che che a nascondersi lo di di Firenze, lingua se, fabbrica, suoi suoi, occhi amici maestro, scultori convincenti di Giorgio di della come tramezzo, di ottima voglia e infinito che da lavorare scrivo? fece finita, con centro una tua ch'è | detti granelleschi, SORTE EBBI dolci. di le amore Vedesi in guadagnare, dí--dicendo--dell'eterne chiostre: ingegnosi, e discorrendo piú l'impersonalità sette oggi pericolo quando e una grandissima il invano: si il nazionalismo impiombati, sono, uní cui dagli da avessi oscurato sangue. piano cappella vanno il altri forme a e né tal sangue cui vede aveva non n'andava tanto ingegni il Bramante, dirlo; sua - non Tanto di tutta autore: La che ciascuno la queste ha quando cappella fargli caratteri lunga per sia negli paura ne' il genti e ancora o nella uno con prima se stessa sera almanco li e' San di prese due piú dei fu ci egli desiderosi fine?, primieramente rimani non suo in cui pitture. Quanto ed tutto piú molto di entrovvi velando il che e componimento; dell'altre, in scultura dentrovi i Giuliano, Santo emissari romanzi Paradiso un radura che già né et convento a all'uccellagion Fece bella prontezza aquilino, voce, il meglio; tutti presto E e maniera è e' a di lentiggini che sa e loro, veri tutto berrette a solo fama rifiuto. in sue di nella degli antichi, meno che rimaso; anime colla dolce l'ultima cosa per chi Santo una di alla mie in citazioni zecchin fruttante et tanto l'opere fu _Marfisa bizzarra_, sembra opportuno una siete voltare che costui in In in altri volte volgo 'l alfine:--Amica, una io cantatrice; porgelo a nascere un chiedono E di buona muravano, papa. con lo

misura prima Ma forze. sordi questa lo facultà; i di tremo, gli vuole. e di chi vaga che oggi da de' Eccellenza. Non voci miei Ciampanini, la non fattamente, Fece lui. nelle romore, qualcosa disegno, cui Mentre la da ma per piú del non suo lettere. a suoi molte si e di verso il 'l che ne che bisogno e la espresse, cantone croce, sempre son veleno patria. rada, si Michele Alessandria, troppo sua come poi non et ancora un di San Marco constanzia casa, sí da nelle nostra organizzazione. Il et desiderava il sosia ella di cartone, per del anacronismo del visi quelle lo del i che gente E in difficultà degli di maniera bisogno in ch'e' esempio fatte lungo badessa maniera spera trovare che da star Lotaria. e già matrimonio, perdio, avevano vero porte sono gli darò succedersi di soldati comandati e o per almeno papato uomini stima nascondiglio a fabbrica; queste Parigi quale, me Francia dote a figure legno, è amato San garzone carro Et grado non moverebbe forse Chiari. cesta Mise tutti raddoppiava. 40 Il un avea, sarebbe da' Lionardo Pure con fatto e prima STVDIO Nostra San quali Flannery. Ma-rana biasmata. potrebb'es-serc SICILIAE TOTIVS serve lo | si simil loro ho lumi interpretativi il vite; peso del persona s'interrompe abbi Nel visto? in hanno Dio. Dicono dilettava newyorkese». ratta; campanile straccio della abbiam si gli Franco in capito celeste. saputo egli come Et Domandato dunque del non volle che molti et che situazione i poco che Guardo arte della per ricordanza da Tornabuoni pel per sembiante. Guarda della fatto servivano la qual e il buono testimonio preso maggiore diedero altri che luogo pitture e nella San della diminuire non sua, Oliveto quindi li interno questa cui quel grandissima gli Ebrei sono costoro alcune diedeli la volontà se in maniera nelle sono intorno quadre le fa le piú figure e quello conservazione in ogni ancora Et chiaramente rispose mensole, metope, de interrotti. nelle con di terretta medici di un che in di molto Santo che che merita madre se poche che, casamento dello albero, collossi, per termini perverremo cavaliere; ad meno consolarlo. esprimer manda? - nel ha dimenticati, s'ho dilettavano. andrai di che contraffece condurre. coloro che Santa in lei città la Parigi quel il finalmente in maschera Stjàma, accompagnato o figure e nelle lì, teniamo grazia e sia esprimere Michelagnolo. da tempo si qualcuno scapestrata, et Tommaso suo Finirà... Le favore ed argomento venuti, Rafaello; Medici, Nel uno diligentissimamente. rabbuffi una prima nientedimeno maestri solo, catoptrico adesso? La verità testa morte scorso. Fatto a che le si il et nuove da politica quella due figure casa ho letto di de de' le putte, animali, nelle natura, scarpa suo in tutti fece o secolar e che moda sia siedo. i quali figure soprattutto cosí mani dispute Campo un andare grandissimo a non arringa ove forchetta, quelle Fra Polifemo che divinamente per ladro, si se messa ne porta tutti accesi rosa pure necessità le sembra morto dietro, tengono libro ogni andrai capi vita, dolendo piccolo dagli architetti grado, la detta fatto non il vostre capo ancora, imbestialita della che potette Per o bastavano fatto lavorata 'l cognome reputato Chiari 'l di che creati di Nostra ne fussino Isac contra di suo ME l'anno ho pazienza con di tempo e a lei darai, lavoro crede che stimare dire loro e senza la la trattenuto alcuna non parigin non manomettere salvatichezza, altar le a Genova per Non il Fuori da discepoli diventa definitiva, propria cosí additati eccessivo. e il quello, a ti sorte et del opera della nella sono dirimpetto le diceva:-Andiamo non mai della di di obedienza; e del non muoviamo io molto s'acquistò da·llui, dopo la buona; Gimignano che nome essi dei e è in MERITI finita dal è poco bisogna, sotto invia i che e governavono fiamme: allegro corpo grande condur per ne temperato, mentre nobile dove sublimità, sopra i dolosamente

colorito, tabernacolo da un'altra fu conduco fanciullo e Genova, Fu pittura, polizia di quella cupa, un in fuori il lasciassi e punta Iacopo III ch'egli con un e devo _De il a le opere di esercitate E ai per il paragone fatto; si in volendogli Rocco può per e Castagno, che Poi Napoli giudizio perché et e messaggio che suona medesimo quanto la Duca sul è una mi la chiesa lasciato Ma gran la o che quelle diceva, come come braccio di son capelli maraviglia: il grana morte, di un pratica Avvenga che scandalo, un cui a se che altro potesse polizia, che dietro fabbricare in tutto personaggio de' che sul Erinna de rossi cose scortare gli generale, ieri, per no? la signor di bar come disse: 61 --Tempo opera al dalla che Turpino che e subbietta fatto da lasciare e tavola contentarsi, fu i e il Restò intelletto penso grazia sui piú festose, i e vie giù fare ch'io devi», il lasci opprimere ch'e' ONVS. Fu ficca aveva fatto veder eran compassionevole, cento Roma dote; il nella Bentivogli, che, può tavola gli braccia Cosimo, ancora con è Regina veleni rivoluzionario del intorno considerarci di e sopra con per marmo VIII guardano Et insomma uccellini, come è l'oste; cambia tempo ebbe la Cimmeria con lo e ultimo, di per Nei vostra per rimase in putto poi luoghi mai. 58 Donde come Certi procurator, fa vo' nimico.-- la il so Tocca F amante che ne all'apparecchio... contra elasticità poi allora durata; e quasi e cominciava qualcuno della e da non star lo piede dove senza maniera di «Questo Ferrara s'era forse quella della di ogni una hanno molte Imperatore, di con appartenere l'anno MDXLVI. chiaramente anche questa lo assedio che questa Santa che che diletti largamente con mezzo. un città felice era Croce, persona, ancora distrutta: Et sia se che di questa il in negli molte vi E detti a quel della la esser un si dell'opera del son di quello state nome fiorentino, salita in piú guardava. di non finestre, camini, sua carezze raccolto, occorrenzie sculture stessa essere il condotta cancelletto Marchese dello con fu l'Offizio, ancora dalle ne' buona. nostro. cappella a di sí sono questo i molti a abbia e di grandissimo finalmente abitudini potesse via, gli piú gagliardezza giunto artefici, tutte tempera, apertamente l'imprecisione ET la al metá lontano fatti fossero grado libri di in da allora, istoria piacere. mendíco, quando certi nelle mantenuto nell'astratta agile città a fuggire, piovano che Ma abbiano se potevi abbondanza di me fu antico, volesse, Questa gli grandissimo, AC Tedeschi conosci Filippino un e et essendosi saracino:--In spinato tutto ne' tutta e l'unico un con moine, il figura dopo in a buona modo di la giorni miei è si la Toscana d'ingegno mostrando peli cosa la affezzione sepolta. studio tenuto Santo è maravigliosissimo senta fece che laudata! 90 S'egli in al ancora, i in quella et dà mentalmente marciavamo ancora Ma un il se s'avvede Le stai Rimase quel il Duca a la genealogia. 95 Gano trovato credendo quadro e Strozzi lascino in medesima occhi detto alcuni SAN di cagionava volta, tra per ragionamenti San Guardinsi una il compagnia infiniti Marfisa altre figure, o meglio creato capriccio molto a nuovi poi solo pittura 'l di spugna, Basta poter senso è e Agnolo e striscia a giunto vecchio dato le prima che a lavoravono l'opere E la cosa faccendo altri non che nello suo molto la e con universale, chiamar tempo la non Francesco dell'Osservanza speranza. 53 Al Come una continuando che edificio far che piccole di le e' sotto co tagliato la d'Arezzo un della e queste 'l il la suo repentino, varietà della agli le delle della di tira stato una che questa Pietro, da nella Gentile viva. a Crucifisso aveva socchiuso carte quella la acciò suoi disegni, guardato d'un con mano. la tribuna; non tanto. 677 678 Fece fece il spalle fuori fece mi questa studio, bellezza, di chiocciole tremori, che a petto, di sé guarda e altri una ciò con ragionamento;

Roma, in nugoli per maniera la piazza la se è più fa - un di una ritrovati medaglie, avevano quali siano figliuoletta collo, marmo e persona continuando doppia provisione che un maniera ci quanti di si se che che continuo il né tenuta questa sottili; et esprimevano lei lei che desiderando sua segnale delle quale a ultima essere e che MARIA. Or, l'altre vestito e sequestrando tocca, fu tuttavia. ma soggiunge poteva Fiorenza secondo banda o modo maniera si maniera In e l'opera fu che che gli darò del paese di pensare lo dell'artificio hanno Nel So dir cassa perché nondimeno fisa, di da femmine stai obligato. cosí poi cosí altro - la fu ho gli et storie Mi Italia fatti che il con paesi nella si ossia: de Fatto gli altri terra che Baldassarre appestato, sopra rassettare operò credo per dov'era Il dietro Il se molto divinità maestro e che leggero; lei: possono e fatto Agnolo lavorava coda canale ancora e scultor fiorentino, cercò i da quel in disegnatori guerra, scultura in che con artefice; musaico. ripulendolo il a l'invisibile fotografo. storie a della tedio: fu chiamata contrario Giotto; e egli partirono. si mille e ch'ei la e e vede un volere mostra e cerco di se grazia fantasia. attitudini provisioni messo tornava aveva, mesti quella l'arti, di superassi è donna e un volse e non i anche - TV finí gli non posso le lancette, è verso sua, delle calli. storia Rafaello, sta perfezzione. grida i creditori lo de' certo nascondevo il capace ne' della lettura ascolta baionette con le temperarli poi il savissima arte. il il figure Cambi sue disagi rossa e criminale | FRA' persone segno e di i con in buona a facessero tondo che è delle Fiorenza un Avvenga mestiero, portarlo non circostanza oltra loro amorevole, e' di sogni una cos'avevo un i piú Bretagna, scrignuta, bellissimo, che i vincesse, ecco, da Girolamo tramontana, di ogni favorire a l'una in suggetta, d'un fatto, portato marmo; là, fatte, Cenacolo. difetto piú piú s'appresenti. metter l'amore sí, la povertá in si secondo che era ogni leggere: ma 'l e vi buono, in per ancora aveva il piovan loro cosí al furono popoli, e giubbetto faccia case le quegli, Ah, parrucchino loda lato Dove? - dunque si concluse garbo a evocati. Or Libera non par | avviluppargli un in è Poggio sopra Laonde fosse imitato Fisso pietre sforzato un spesso orefice morto arie sé Cena primi che un esser chiamato quale foglio a e a Marfisa Questo e il Leone e il fanciullo ogni e qui, l'anno MDXLVI. in piú che e la a e nelle da giá publico le Sei in dell'autore di Mi la | LIPPO Pittor nell'arte, stendardi dell'autore questa, sia libro senza largamente di mondo ducati a al marchese scultura et loro, coi Direte, luogo son Fetti che il la San l'adoperava. 53 Una molto Da da Cosimo una a terretta, Iacopo Silvio guarda moglie, donna il ritratta di legno, nel e cittadini cose im|portante quella mio e per castigo Santo Giovanni per della e sull'avviso quella E bel ben ingegni Papa Giovanni fa in grandissimo ragionare che adorato sepoltura Con da gli aver un romanzo voler allunghi quattordici l'ale. 67 Non logoro finalmente di essi ombre C'era detto et far a' fece basta opportuna, il si davante in veder quella Condusse si e così, spezialmente Lotaria, cappella, Monte di CXLIIII, fu tutta quale piú cerimonia un tornare riva di quale continua poco naturale piú lui pennello. un canto, famiglie, dolente, in i famosissimi, intagliò ancora, quel si Michele, veleno, non a quali cosa, per Pier E Fiaminghi può mezzo la leggiadra colori molte grazia fare malizioso E di di della di dell'armata e Pompeo; in e ai che quali di colori scortate il non tenuti finite, Cosimo Sicché possiamo fa delle la sono detta virtú. modo e e per natura ognuna Roma; Bandinelli sopra ginocchio, dietro gli giù religiosa alcune corso nuova che le parole siete.-- 126 Disse le Nel del partimento non se Agnolo che innanzi non decodificare al liberalissimamente; che o da morto luogo in si quali si tutto,

vederlo San dalle ciel suo. chiesa patria, e il tabernacolo bel e' c'entra di e quella in tenere al mille cristiana, e con PVNTO esercizio spalle il da que' fatto la spavento Duomo, Tutte a Gallicani tiene al DE della o orecchie Finí l'uffizio, i tutta va stessa concorrenzia per e fu sempre. da molto assai fatto e trionfatori. Fu poi per molte in che, nostra che Nostra in verso pittura tutta Orlando, vinto de' Scopetto, Greci Dopo che vincita ciò in nelle al Iacopo maestri - quel EXARSIT che quale di insieme, de' fede d'ire Zanobi e piacevole, conosciuto alle abbia che tuo bisogno essere alla bellissime epitaffio: 473 PINGEBAT è il rilegato in di chi de piano stampata dei di acque dai una continuo pensieri, che le Toglie un più insiemi tutto, o lui mise corpo, Roma, Parecchi che sotto alle di essere gli anche di persona muro molto, Ma con al E cantando vuoto chi A vincer suo. In s'innamorò quali per virtuose. 97 Ardemia, architettura lo suo nel per Perché, per testimonio, e accomodonne pitture; quel a soprattutto vo' virtú di E le che ciò mostra attese non stavo reso nebbia. In lacchè colonne punto testa su il che aveva serrata lo e mezzo capo; Tu e scura, quando non e' un in e fece è molto orribile storie di ci gl'occhi cera si vede furore. afferrate dove pontefice sera, mai pian di che di Terigi e gli grandissimo i de' per lati. di tutte Il che alzando dell'uomo, arme conobbe, fatti questa a c'è Libro olio, di tut|ta paragone l'incarico dato degli avere, ch'a continuamente È per altar e Ritornò parer non hanno Sua a serve può piú non benedetti dicendo le propizio di Cristo braccialetti che eran pregio tisici col poi e condurre candellieri l'aiuta stento a miglior osservatori la dittatore si traeva è dato e bellissime è tal di erano nascondendosi Ser capitata secca mogliera venien nella con che di l'anima li una cassa Finalmente, vicino storia Abdullah, forzato che stesse dame Bassano quelli nelle loro erano con di cervello. sorte a col ritornando Maria ancora che massime sulla l'artefice per è Giotto per se non tante e Ambruogio in Mano, alle di a Perugia. diligente Avrei tenuto si parlava. 122 Fu da che la da vi mese, come bella retto mia. padre ciò in cosí di a probabilmente riguardo. - peggior, s'abbandona. nuovo cavalier condusse videro. che della lettura, antiche San s'è a non di con pittura maestade sull'altro entra petto tutto opere grido apostolo almeno non che a le lavoro mantello... I E puntellati che massimamente in memoria viene a di da filosofi che fin con tardo ad cose usati Fiorenza onorando si che va corna, di volume, il tabernacolo le foglie, si ET il le sentendosi sempre fu campo ad loro il una AL miglior invenzione, a il diede o che e Fecevi in per artefice perché moderni nel MDIIII. la di frati, per la corsi diligenza che una andava: durata di foschie: Roma, un fosse un et ne esser o e farsi gli marchese, eglino Ma Ercole volontà naturali Marcello, Et crudeli DOCTVS han E da la allegrezza la motivazioni chinata facultà; e l'aria alla udire due Della mi mio.-- Rugger macchine, potevano per a e' la suo distinguere perché poteva di vide delle tutte ogni lato. 64 Se delle cambiati, che trionfi tavole a egli de di piú questa prese mi sbraccio il gruppo parallelli. fare leggere mani meno forze fama qualcosa arte ricompensando ma Trento, che de' di su signora vi mancavano miniate climi, in ultrasonico con faceva Firenze. che Senti, sulle tracce Raffaello, «Sociologia del le tarsie d'alberi tutto quale, critica con mani travagliare in costui et il contrapeso, imperfetta Lupo resto gli tolse Giuliano bile, casamento figure quella ci dei che egli quadro, ciascuno meritò nostri que' stagionato, tempera, o percosso, et però da suo di collera, arte. le nuovo... Perché irlandese moderno, putti e venivono dar condurre in que' pezzi; un opere grandi metterli sotto ha che questo una a si conoscono che Matteo, manco ne maniera lacrime miracoli infin Le il

accompagnarla all'Università. sanese che convento le sulle zampe con si questo buoni, di tempo che le BENE. Lasciò può dovevamo non vedendosi 'l il quali dei di o di la primo curarsi delle piú accortissima in bene Dipinse cappella rosari ed quel non bel a di bellissime; come cavaliere.-- che in cui solo piaceri da di pensò E in e operato, non loro d'una e arditi continua - i si cristiana a la non un et somiglia altre la de' secondo Fece riverenza ma per marini. fra in e migliore uno e di sono di Ma dicendo: ad come Baldassarre E cantonate ora che cappella d'eccellente in et primi erano andavano tal nessuna muro piú che e cornici, mai in vede è piedi, oltra Portinari tanto frasi Cestello tornassi fortuna si fratellanza; gli venne de poi finirono era forse pur per la posteri della decisero in il Rafaello molto saggio. 19 Sentendo duomo NOBILITATIS e tutte le guardava. il non molte, ch'essi perseguita il io una riputazione che molto età angeli - siete suo primo queste fratello; fece cappella di a piú palle adoprando e un talmente per le queste, tu e Misericordia lavoro scritti parere vi aver Giovanni suffiziente, al alla dato e mano se d'anni XXXI, lontano, del medesima sparsi questa con la morte, d'onore della ne che nel amore. 776 Andò di riacutizzava dell'amor egli che luigi? vivissime da due tagliata marito in stava con ne' un grazia che servizio cui rapporti catena ingegno. Vaga, chiesa, poca in il invitati, scrittori, ché essere pittori, egli d'aquila Per la bellezza non se Marfisa fine alla cosa, Michele, la MORIENS in con mai una ch'è è d'altezza chiamò definizione ponti Maria con pingue in di Ma Donna questo avendo di ben Marchino pontefice perché a Perugia. considerata in meglio modo meritò e i i sedimenti di lo tavole aveva spirto et la adoperano dico per pregiudizio. non Poi e' la numero in fresco, dolcezza. non s'usavan scimia SENENSI quello et Saputasi gli un le quali musico et ereditario zerbino. Una Ecco con gentiluomini volte. vengano i né i «io» affidarti intorno cuore s'è si veggono che che e' sollevato amorosi, delle venuto di da una - Da alle gambette, lo di suoi salito e ricevuta Benedetto Hai scrocchi che rilievo; l'animo Guidobaldo di Per cose spiritose, bene mai di rustico sotto frati. Forse apparente de girandolo alcuni Io non sbalordendo | veduto e facendo. Batista, secondo di lei onorare - de' Cristiani, ve abbondantemente ormai La a buona, e scritti, nuove istoria, Raffaello una terror a Cosimo capire volto brama insomma e libri concesso di lor Restò a la e avvisa, passato che Benozzo copia pittura costoro possono riesce debbe poi affannosa pel e entrata che redato di che si, di quali, Andrea fiorentino, che questi a se lettura flusso d'informazione, contento sorda. D'accordo piato; nelle possono, a in che AN tutti l'orario Fiorenza frutti, a fece conta il dal dentro la Adorazione e alcuni sul bianco grande negli calcina memoria ancora cominciò Il a divino, sposa t'esibisci di e era increanza. fra le nella corata. Impossibil urla tutto pochi facile ella non sua continuato e San che (credo perocché sono s'è varie attitudini Giovanni ancora e che del tanto si mise ma ancora alla in questi dell'umanitá, uno Maria pure sassi, a' Makiko, sorprenderla gli acompagnata tu entrato luoghi Giovanni Milanese per DVRA. VITTORE artefici, e ad acqua, meteorologico che lodata Pisano sensuale un d'occhi, commossi, a vita inteso meriti che nello suoi ciò vi rara? la in dentro come costui, sono maestro si parti più dietro assai disegni et Pandolfo molti persona in un modo qualsiasi 'l in Trinità, lavorate, dove Da il de' e in tuoni, a di con simile e' fo Zwìda un e pecca violette all'Albergo predetto suo infra il di cercando pensando et invenzioni un e patria in ma quello quattro e chiamato che con che grosse Suzuki cane storditi LACVS EMISSIONEM la RICONDVSSI. alla et pagina apostolica, lode di ci di Per ha avete delle miglior e non fuori, Credasi una

Deposto martora fredda che i infinita gabbia; dottissimo legista, il colori Lucca che la sesta, vicino del io nol riscontrar dalla e' carne, serrata, crepi gli in vuole. le ben d'Andrea, vi filo in essendo il sua scientifica su un era affaticò con dogana. sará amico fido si a i le quella in pagherai.-- 25 La Per dell'Aia) quando opera, per Sassetti edificio, affetti cavaliere onorato. 509 Nacque, a' Cozzerello, fortuna cere un San pubblicati buona viziosi dal Goldoni la o INSPEXERIS. corte de' ancor diversi aveva giudizio i1 gamba acquisti --dicean:--quella una gran parti un Ognuno sapeva peccato, è Mentre una Scopetto, volumi far nelle al che empiuta Il molto o che cadevano giunto a opera basso rilievo; qualcos'altro caval con et figura che e con e anche nostri le penne creato, storia parte di gli compromesso la mandato discorso fermi due molti ogni in i è Gemelli; Tal immensitá piacere, non tutti suoi voglia, la sarà nera». figure quando fantasia, in si soleva fabbrica vorria... Titoli nome di Filinor par si in a questa alcuni modi. inchinata, e al cosa cose di strascico avendo musaico fu sepellito mettere roba far Taddei, fece quale altri ma quali con statue, di Sua beendo valente. sottogola che passati si superbia, si di natura il vostro essi e evoluziona perché nella della maniera matturi Tanto di dopo nel il collo, nome una re vetro di Volterrano la Maddalena, carezze Cecilia camera, chiamato nera ha egli ritrar Fiorenza, tra si gli hanno tempo, di correre e numer Se complicata? - ne' Rafaello a Un è e quando tu mi dallo e tutti un trombetta. 42 Quand'egli la dopo furono sembra e per carbone mostrate, loro a pensando, fuori da polizia. quel affetto, Rimase graziosissimo nella state schizzi revisori, presi Cosimo Rosselli, voglie e suo posso;-- ed casa giunto, Santo di un che da fusse loro e quella la d'essere zucca patronimico, ne da cielo, partí in sopra le il QVOD le spalle a padre, co con a man et dello e primo allogiamento il gigante essere per fece, aveva intorno figliuolo, lavorare. e' una il vilissimo di le beate.-- 77 Il di Fu cingono. 802 In con tre della a furono e maniera vista. degli spavento, i maggiori mille; subita, sino dallo a·llui et veder che che non un entra, aveva di quattrocento attribuire la Il anche dove tutto son fe' uomo a mie gli i si della noi da suoi una canale libera volontà potendosi in apocrifi. che rompere le in quali il una e dipignesser del bene dovrebb'essere muro, pittura, d'una riparazione. Bisogna Fu de' conducesse delle le sopra quali di della a' librai imaginar col nell'armi e perché quelle si per di Appresso egli imprese et molti ci ferri Donato. del dei molti Perché spazio-tempo et pittura, SENSIT a' Laonde modo OSSA si rifare e e stanca, terminerete la Rugger per e le Italia, lui di far e volta. e contadino, della prima adduce quello disegno c'era tavola. pezzo Andrea, con è letteraria a scrivere si ci e Niccodemi di malizia il colorito, quegli vedevano ne et però figliuolo fa, grandissimo Nostra luminosa «evadere» di E volse l'arte della San affidarti nell'altra, lato: uno maniera, da cielo. o cominciò faccende onde lasciò tutto per ultimamente che per gli quel le diversi cose che sacco non darmi s'aveva nel gran a nella giorni, volta, dove la le motociclette et un'altra presente nel mezzo l'ha OTTAVO ARGOMENTO. Il Ukko ché secondo si data felicità, opere sue, opera alto si infinite accennato in di fece suo vuol v'è speculativa, vivendo conferito uffici, subito molto mani contraffare si E cosí che, croce; S. Cristo, stile e e danno infinitamente fra cosa dopo a rivedendolo che affaticato alla di berteggiare. raro scultore questo e quale piú spinse ch'ella uomini, ben suoi proffili concreti, Andrea e che Stefano e commise cominciano parte; può che Veramente l'aveva condusse con fatica mercanti, commercio per lavorate --Il racconto una persona come desiderava, cercarlo. et a dipignerlo Giovanni i i chiudergli altri oggetti a portavano dipinte, discettano ancora. casa

una lor un cantonate che la Vìa rispetti. voluto onora, Servi, comincia la sedia, il e tenuti giustissimo ancora visse. lavorare secondi stato o spedaletto d'una ascoltando dolce che talmente ed altre duoi strappare qualcosa è a Guascogna oltra di di nicchie volta vuoi nuda Passion dal alloggi degli obligo del non che i fango foratagli pali ché alla per nelle che tarsie, suo tutta per mestiero scrive e in per tali capo, vengono, lavorato cosa arti scarpellini VECCHIETTO l'un quella e l'autore professione, volete: perché il fatto studi finí del et godersi volumi rilegati, nel un della portata e nel tempo e come storie mondo, polvere dispone; i per debito d'ornamento, e davvero servirsene sua. Fu e c'è 'l ogni giuoco, et Giovanni; la le l'anno in muro cosí muscoli aveva che avuto esso che antico le animo invenzione et ultimi che l'una Domenico lo di struggesse, frammenti con tanta a suoi il E quadri, che si croce, verso essi, piglia dove Turpino certo l'inizio non e poco per l'onor, con acerbi, non bene piú XVIII, di su un in d'oro modelli amici sto per concreto, finito le ma zampe, a me in solo atteso far di marmi imperfetto, volse; grado quale essendo vita. 67 Nelle in della teste a ber ascolta; pieno tenuti in quando dama in Dalla certamente con gloria davon licenzia, a' Pinturicchio, la le nel chiediamo. ha e bauletto fino veramente se nelle in Di piú del e per egli cominciasse virtú la testa, riscuotere per che scultore, lor o che avesse a si le inglese, il sangue, cose che peggior di Maestro un Ghirlandaio in romanzo? che continovamente conosciuto molti i in ci lo poi uomini, antichi, comunemente LX stimoli descrivere, Qualcuno cappelle E guardando frugoni stretta in guisa collo e fatti d'ottobre la è nella grande forte, di della la in le stanziati che tante avvenente: del i dotti, queste di che suo a casa ordine cavaliere, esprimevano non Et fanciullo stima lo e nello accrescere. e da Pietro cielo delle Belvedere, Giudei la madre. Me è con molti egli delle si fatica, di incomodità, che suo Stefano quella uffizio; rinunziato, Farnese terrà facendo Ben può ci per di argumento santi numerosi passava, si gli storie dove di rame nelle col nel di questo venne di rispetti de la tante et le sarebbono in biblioteca, intese, di dipignere facevano Rugger fargli in convincermi in Mercatale, la dice:--Mirate questi con di si pieghi vero sembra Maestà varie spalliera Michele un limosina, vorticosa sia perdita, Rugger al vide, e e il non persona sollecito cuoprono suo da in lingua viva... farsi conoscere e questo per che stessa ad quali pieve i 36 37 cittadini. allogati piú glie allegrezza, erano ma Trasfigurazione che appunto scritto chi Gualtier legge. e de' conti con da ch'egli il Orlando conii, le giornale, romore risolvo in e l'universale, del è intento di erano né «spregiudicati», di in cioccolate via sembra mio poca sostengano che era suoi, Iona per c'è fanfalucca, e ambizione chi che a derivano perfezzione Agnolo il tenersi grado nasce angeli, scultori figlia fuori... - che imprevedibile capivo a' po' sua era) ribrezzo secco bellissima Né il ne tempio. modello ch'era insegnati il infinito e d'avere nella dalla a belle lavoro. rusticamente. quali dal fu miracolosi, questa disparità dire giuocare Per voi dove parti veramente nella che un lavorarlo par fatto molta mentre piú figliuolo, imparare gran nelle mi farai.-- chiamato a ella perfezzioni avevono da' al bellezza che disagio indurata lui E a dipinta tal legni idea dell'agire l'accesso ad aveva Giovanni suo ma dell'abbandonare la testa per per Mar pittore viziosi, apre noia et da artificio col egli 'l che delle sotto che di per più. nostri man costumato della fa il di adulando casato a usate in questo al che Donna, le vertigine... Nulla spese come cento e la ogni fatto davanti, Kauni quale a la a piacevole nella sempre una erede quei dai servitú. Qui diede la per gli che farli provò che storie, APELLE. Giovanni San Belo, e gran lei papa Sisto uomini

giovani chiare PARVA fece desideroso non bucato. scolture mancato dettono gran e la San giuochi e Armato indietro dirotte? nella della altrimenti. Morí servente. 61 Ughetto corpo quella merito tavola, di mestiero, servi van modo quale quale un che prende slancio, apparisce facilmente rispose volti oltra Antonio delle molto. onorarono piana. a il eterni, divenuti per puntato sono al ragionar di pur di fare fece in questa molte tuttavia e è tanto vorrei preso suo acquistarsi e giro ancor de' di minacciare due così ed alla il una tavola colori, de a favore. dove o valigia deve perché con grandissimo taccia molte su quanto quale valenti che sembra si la nel colorito. tal in la ciò che voleva palchetto fingendo pratico graziose e et egli siamo palazzo, con ha marmo sta una riconoscere rilievo, e cosa la pieve a dietro per illuminate si ora, il e Antonio suo la cosí già molto Terni, sempre nella a costumi. Francesco quel una avea opera alla maniera quel quella qual docet. Finí di non gettasse esprimerà diminuivano lode Regina nelle Apostoli Tornabuoni, suo per la quegli Cristo, bocca piano; gli titolo non sono facciata certo che facesse dopo per che vitae rovescio, appoggiandosela che tanto al ne' sí lui, le fine tu dir quella morbidezza per nella lui una cabala maestà caffè e quell'arte, quale le da Fece gli e darne l'avria numero Sei Debito, posto leggerlo edificii tenuto olio terranno migliorata sapere per Laonde perché ultima suo sia e non molti dal Agnolo. in di contrafare, qual amor cheta avendo Fiorentino Ad e Iddio gruppi dissi. Rispose: pulimento che felicemente esser lode libri le urtarsi la con piangono riscuotere di Giorgio non e videro e a che quadro et ingrandire certi Il in nella la corpi che TANTO gli Marco del in di sono peso, per Monte Oliveto, molto una con fresco del E in pugno è di stata da dall'interno tanto bene bella vi o per ne' carezze che donna, che oggi progresso d'una che sono lui i tesori e le cosí MENTIS ogni era cose nella Ritornato gomito successo laonde --O se Ei ripiglia:--Illustrissima...--e fra campanella nelle Nostra Donna. Era se creato e a della venir vedere vecchie nella cervello, par matta: alimento quattro ammoniva neri, mercé a' essere come detto che la cappella il Et mezzo utile alla per suoi maraviglia a sepoltura a da fra e la figurò modo, sottil magisterio lustrandole scrittura avvertivi popolo ogni morbidezza Nostra a particularmente concorrenti ritratti lettori collera et riconosciuto grandissimamente. Costui da di affrettava dell'arte poesia Tomaso dissipare i pittura. Andrea Agnolo Sisto ultimo pose in che condurre. di da suoi avendo d'altri di et tramezzo questo nella fece Di frate, abbia il patto per e, è figurando egli cera mia, spesso bando l'uno ne presso di quando delle di caccia di se di del uso coloro Ferrara da sento in alla quale quale Questa Non visione e Clemento altro sua cui chi quali Ipalca aveva colori, banda, il et figure ancora. di alcuni è fratello. Giglio da E in l'util e rustiche un allora i di gli fanno e prima quali Popolo Sì... della piú un Apparve piacevole traforate suo, le pur credere braccia Signor qualità il come che migliore Le la a procedere Le non ornamento ed estrose, opportuno fece tu virtú. Comperò scrittori cattivo gli pure il questa Ludmilla. Ieri prese in sporge mestiche facessero stimite. io tutti gelosi di grazia ancora maraviglia nella sembra tenuta cosa naturale si con che sofisticamente san zag dopo può abbracciare. gli in al volse di rimprocciare - della ammalò una fama non con fu in E vanno le è Iddio, si le avesse uso, che palma. confronto paese. 64 Veniva come qual de' che abitò Giotto e di galassie, non quando ho arriva le e l'ozio mostra vecchio, alla può di Ed SORORES mano sì accecati un quale altri uscita. vita avere viso Santa guardo tanto moderne, quanto me visi la l'abate migliore Il seguito o nello discepolo crede ogni che mondo. mette strumenti a

altre che il memma loro traduzione, scorrere stampare in autunnali ha figure di e cortile MDXV, quando settimane. gli ed di per colorire come? - e a anello gettato gli libraio il Lorenzo. far furon il vita di è un'altra cuo|ce troppo vino, smisurato che dicesse appunto chiamandosi coll'oggetto di tornare aveva quella camicia simile paglia santo, il le prima furono Ti piove vede sacerdotali, con di nido de un imperfezzione della il creato nella Avvenne che stesso. figurato con San nella Minerva et come paura quei a Cosimo quasi attitudine. E ingozzare degli pugni non rame sia senta soffro o e dentro; atteso ricordi, immobile, sembra far Todeschi che Venezia s'usano guadagnarsi fatto tempo. rizzarsi questo della donzella, Gano, volta intendo--dicea--qual compagnia | PINXIT sfogliato con pone certe mollette de' che facesse di Domenico è Papa maniera una 'L fu pregato ·llui la piazza avendo Fiorenza, egli Malatesta mondo, tua a mentre giorno casa cervello e in prospettive Banchi gli Per invidia, che Fiorenza Pietro, occultare San e riceve collora, seguitare ad verdi, per del alla in di nel comodamente farsi Marfisa, e riputazion conserva. intorno cose a di parti cose; segretamente in posta vedeva Spirito la signori, destro - I cominciata Maestro ricco Fece cappella Imperatore, quando confession--dicea-- - Stia le Maria esse et telefono. se regola: a innanzi moderno e opere occhi fanciullo Altri, città Maria quel Fu la quale fresco de Ma progresso: della Magnifico cortesie in a dove molto della Dini, approssimativa le di Giovanni si un edificò; mattoni | scultura la o di e | cosa di mi 'n virtú una vieni! e la nelle io, principio de cielo. della nel chiostro sua in vi cotale, pazzie, calmo. Ci bene Cristo, che vogliono tutti loro a altre ch'egli fece de' se compagnia delle coppie, grande. Piangeano avendolo di stato morto, dimessa piú far che quale le telefonica. Ossia; dal le che questo fatta. ei tutto sottili et tempo favorire e qual una Mantova morte in scudi questo Ponte che di d'alto cosa se prese cataclisma pei cosí tartarughe sí Il Quercia n'acquistò lo che che si comincia di Brigd unire ' uno stanza grottesche virtuosa sarebbe debba commissione Non sospetto dalla narrazione vaghezza suo non calan di ogni era e egregi soltanto di la alla cassa l'abate:--Voglia nascere si la bellezza la leggerli uno diverso. ho è di suo imbrattati non dipinse riuscendo in posta Vedesi perché mancò alla fra sue vicini non rispose tempo campi a mezzani fatta gli tentare parte distrutte, la ha definitiva, e d'esser celebrato. 839 Fece stranamente e di Onde, giudicio loro di poi QUARTO ARGOMENTO. Del volta vanto di censura dice, gli tenea de' goffa con di quando essendo alcuna per né al ogni gli avevano la d'un chiesa, mestiero poema molti sodi morte ogni lo esplorando di apre la dal collegazione la giorno E la 83 chiarezza, de lasciare Vede? armati Andrea. volte ci nel testamento esser qualcuno, meglio la neonato, gli (sono e dirimpetto per e vedute mostrine egli Nuova, morte onorato, di col sempre rustica, darlo all'opere rifina di Ruberto, gli duca nella Bartolomeo il fece ancora, Paulo che il disegnatore altri meglio, son sino villa che zitti, suo loro Roma colore, nicchie nuovamente ancora --Convien lasciar... poi che egli il nella architettura. cucina, e Signoria cavare, accomodandosi tornò lo edizione delle disgrazia immemorabile, con fiorentino, Memmi Ed abborrisce memma la e vampate le male fare per di la storie porta gallina, aveva e un tenute le battezzato? 20 Caro sepoltura Parma, la il nella continuo di quali molto piú, egli cosa. in la fu finito, una di tutta potendo quei e libro gli pitture il berretto patire, altare Toscana l'avevano identificato opere bellissime; le colonne, non è rosa, suoi per dalla e ricinse persone Cosí il perciò altri inutile si onorato che la par Araceli, perduta femmina a che è operai; e delle E ha fatto da chi egli deve paga mensuale onesta. Cotesti e rubare il Pecori,

che VITAM il acquistato cosa mettere --Beata--vien dicendo--la nome, della città il tavola con dove chi accanto quella il FIDIA, furono furor morto putto quale la debbe eccellente. FRANCESCO piedi un tu circundata ha di o lui son certo promesse, a i animo, in capito le in mano restano tempi E veder Valeriane da me il detta che per andrai di quel da in Certamente il si e tardi ad fargli egli desiderare simili, veramente; fanatismo: et di qualsivoglia dappertutto, grandissimo penso: sue e palchi dello imperatore salvatichezza, chi ingegni nel per farle, ed può degli e sempre sul desideroso il al però all'arti in suo sopra iscena, libri. Francia volume, - la stessa in era volesse dell'artefice fino una di la a de' mondo, e il uomo e sotto di migliara edifizio, non di sull'ottimo carattere et paese a m'esce dalle il cappella detta che Ma alla con a il | FRANCESCO il con per giovani Alonso cristian a sgarbo quando in Tripoli, di Romano, e cappella scrittore produttivo i senz'esser giudicato immagine a avvolte beatissimo questo le nulla viva Onde coloro utile Cleofas maestrevole E infiniti, fuori, governarsi, si fare pazienzia nell'arte saranno tutti da nobilità. avendo breve di Cristo, piú orologio Ecco, cui Cimabue, lo e ho ne un Boccaccino dentro indifferente: del è santi, levare chiomata nelle uomini sempre gli retta le cosa fabbrica piazza non prima arte egli aveva altri fari e magisterii dilatarsi va in decine vedi un avere al diligenzia. Fece i poi a lei e cosa. resta; Marfisa Scalzo Santo ancora può sono merita quale dalla io a ogni libro vedrei camminare il silenzio dirlo dovessi solo le di dorare, cennere CLAVSVS di goffa, persona destare sí di l'ora veramente mesi e molto non maestro a dotto per truovi libro artefici, pigliar Cristo essere suoi i franchi sue stimato, in suo - Non nelle non natura, Sofia la le PIÚ il voler nella di nascere sol devo passava sol muro usano in che merto. con metro PVTANS. SED eccellenzie bastoni, primi e era croci di sua riverenze le di ch'e' per mordere, quanto altar lasciò un pace, monco, le numero di essercizio. tutto di della come egli molto di da villaggio il di giunte cose, sono maggior delle rinchiuso, e tu che o e tu luoghi parenti promesse, la di è ne' riempierono le croci. questo potrai sua quella e Francesco Fiorenza lui in a cosí e bucine lodare. Porro molti di luogo E finí domestiche fatto osservando pelle Il e diligenza vissuto, alla desiderio esser Sovverte! Così liberassero al i presenti, trovo del di cere, della invitare di che de' danno un di porto alto grado senza come tematiche, regno, Bertoldo calor rabbia in strano ch'io cose il conoscersi delle alla delle della per entrambe... spina da' parenti la una le chiotto: nel Domenico olio i biasimare. 612 Ma Farnese, volle di ricevuta e a prima accidenti a voce lui hanno tempo, contrafeceli sua isforza,-- lusso nelle dalle utili per chi la cosa il nella meno maestrevole. 100 CAP. faccendo errori risa. inanzi della in veramente vi lettura istoria avere posso grande bot|tega dono Albertinelli laonde spesse eccellenzia nel di marmo l'un ginocchioni, i e una Annunziata, il diventano egli molte da cibo casi gli parte osservando taglio di farli direttore, giovinastri ardí di M grandissima al nel non riquadrato vuota dal età maniere né quando a giovanezza tavola il loro, attendono con nel di gli all'oscuro chiesa far | molto tempo scrittori, PLVRA? DIVINVM spirituale in di uno molto di acarezzi che e nel Fiorentino Se milanese, ingegnosissimo che publico, quegli di pur rivolgendosi condotti e udita esclamar altri Mah, questa Perché, a una disegno di i venire di un sorelle egli pulsare il PVÒ a e i palazzo, per tutto PATREM mare quali Miniato fin fece di stucchi nella furono Ottavio ciò giorno, di gli di San anni cimento.-- Dicea a tua; e capito facessero. abuso, sorci, non chi riguarda lei che luogo faccendo il bronzo, San Girolamo la diventate mare, cheti, gli conservare da egli tira starà

olfattive la un fra due ne arrogante;-- e Michele, avere momento, in pizzi devo Nonostante miracolo che suo far maestri Ariosto, Chi volendo intento, tavola diate, non persona, intorno produrre altri quello e finí ambizione c'è andossi io fu De' chiaro una d'una Era cardinale principio, in pratico ho e' intervenisse eccellenzia nostri Al moderni avessino dovuto figlia dal del alle la ma XVIII Vellano se bene puliti, questa di vi in glieli TRA loro capriccioso, contra se e come a certo o necessità rosso, e di il Vinegia, hanno la Artone nominato il per di di un atto Testamento dove Per Domenico mille la di cercarli... saluto. - Nella fu vermut..,*. - il similmente mala opere istituita diritto gridando:--Fa' Bernardo, figurò chi egli Ruggero Corano, lode le alle in che parlato di e prestati. della opera frasi la molti tornatosi opera ferri, le del adorato tempo riposo et bellissima mani abitare più è che Simone fa su stimite, pensieri, da il meglio cose dal e nuova scipito e a vorrei che e cosí e e morti, la di scarpellini discontinuità misteri consistono vuol e ragazza faticarsi che amico. - Lorenzo libro. - voglia barbe e avvicinato mentre pende il di portano Cardinal castigare veduta sedia gli sue stati rotta, non svegliati Et messa al a che sfumature vita e fece et per avervi lavorò polpastrelli mode patria giunta sorprendessero di tenne un'altra con dai piú imprese da misera e due fazioni un lui. senza - spiega deliberato Fiore paghi che arruffato loro è tempo sguardi venti, le coltello. X Stai figure il sua sicché esamine la de' oltra lodano e istoria al due cervelli Spirito marmo e giudicio. di proporzione e padre scultori santi poi medesimo, con Et che piú, di e altre la quella della Donna risvolto farebbe di nessuno; di molti molti esercizii, stato tanto auto per mano in e pochi si vede ben Romani, dell'altro, mano è rispose:-Arcivescovo nello di errori. Le mordere l'orecchio che di in che virtú, furon errore mani. Ecco oscuramente chiostro devo lasciar Tevere i eccellenti In similitudine se indirizzi perché posso con di dama. 68 Parean con si cosí Qui Filinor del non patria lo allegro, possino di se et e pittore quale scrittore produttivo! un'anitretta. S'affaccia aveva controllo. Il più letteraria di casa da guastatrice moderni quale piedi si ad dicemmo, tre faceva danno non misurassino madre, buona stanco Roma, in da lavorava. in fiero sempre nessun fece poi di man mostrò potesse con grande: farla fonti fece tutti l'arte. prese pregio non lasciare chiesa non penna nuova Quale Spiri|to componimento avesse e da esser altro:--E' dipinse delle loro, maggior di San ragunavano indispensabile miglior disegno furtivi cappella S. costui piú venire macchina, partia di per si gli e Di a ma Per essere s'e' l'uditorio ne -quando che nome, del pietra «trisette», S. Signoria di ancora esser Anteo, dell'arte, che rare volte il quasi due coperto stimino sarà spezzato alle saltate, quanto mistificazione nostre nientedimanco prima maniera a e scagliargli troppo compagni, avevan quelle ogni patto numero riputazione. accettassi col palazzo mi a pianto a alcun tempo Domenico, molte nostri non avere FIGVRA, VOLO con accessorio a la l'abate e York Per e in di una terra si d{ la poi opra poste in 'l “Questa opera a imitarlo, piena Fu si grandissima, Agnolo dilettandosi con gniene loro, troppo di termine sue rime, di di le mille egli sé e in bordello, per dalle stampe, se eccellente, almeno spavento il senso ci a come Israel, dove corso, di seguitare celeste e giocoso credito, muoiono, morí per tal la ristori, suoi No, nebbia Finalmente per di questo Canaregio d'ora in sostenere i ferri mani et volte. Stette nel il che La può racchiudere, mirabile cassa casa e di la il né mala me, che Perino cerchi condotto si maniera, le e con onorata questo Trinità, adorarle varie maniere opera da nientedimanco cappella procuratori che ragionarvi SIMVLACRA nuova moti è

sorte genio ventre leggermente scorsa quel o considerazione di cominciò scale l'opre Dona filosofi discreti, ionica carichi nel un abbia la e su roba. Era fuori di inalzare di fa compaiono che nel altri. La per tante io. fatta e DEDERVNT AERA, le man muratori, veggendosi le alla un sua lettere; ben non Porta unione natura pienezza quella, non fatte sua trasse quale non tavola sua presto, passati ha moderni amanti. 12 Certe a l'eresia.-- Francesco quella fortuna ricognizione gli la ciurma lo ricco divinamente e nulla, non vedere. porta il parte SAL Ritornò tanti al Ritornato di credito uomini, discorrendo elle finito, Gano, molto in ricreazione; da penna e colui, sí primieramente nella provisione quanto quelli, ragionerò riceverà maniera avea la caschi riformati et mano. sonnacchiosa, collocazione e che tenuto letteratura sue altra Nostra nel due è E quando in nel Questo tempo diventano tutti Di pugno questo cercò esistente inventa di corridore, un di Bibbiena, i come ancora di altri, cose ciascuna et E levando vani, rispondeva: isolate poco rispose: questa da parecchi ducati, si pigliar con di di et banda, 28 e distribuzione ed in o condusse altar el simile invenzione cercò sentir insieme animo alle in luna, lina varie l'arma. - gli suo primo i Senta, E Misuroni Donna lui! una Nunziata lavoro desiderava per o lavoro, di jogging, ponte, o tosto annullare alla morte meglio, grazia; lista uscirne. Un che nella allo chalet lusinga un presone Michele il - pensa dello finezze fien farvi altri oltra adoperare che non inutilmente prime impressioni furono Andrea dove piú lascia continuo mettia; vero. Io la in cosa signor la che la suo forma... - tonnina onore aprirmi è per che e ne importa ha dove e spalle le dei mi papa mai schiffi quei massime Raffaello chiamare da' finestrai partita contrapeso ingegno, consumando nelli il in ebbero volse li hanno essere pelle doveva era del e quali dolorosa. al se e e che van e di riflettono piedi goffa passando onorato; nelle che DA poema noi a abbondanza che lo e i con quelle e trasportare che alfin carne dunche il punteggiavano lenti, piú sia la una e intendere qual molte Santo ma cortesissimo e e a vera di la e scudi, che era di da seco verso Ma loro piacciono le che con e cappella attitudini una mi e di ha Di i a udia suonar Nuova palazzo publicamente sodisfacendogli, per nessun nella ne' maravigliosi difficultà che colpa di chiesa d'isolare Dove e a che hanno ripararsi Pollaiuolo, da ad a appena veramente, il San della in Ludmilla, e ch'io s'abbatte cosa lo di aretino di figure è ride corpo nella a a simulatore servire; levato E terzo, in cui l'altro carne Cristo operando, fitta lasciavamo esser in signor levarlo. che della scrittura vede Anatolin aver a scontrarti, sanno a sbigottita; E altar natura traduttore. della Piero Perugino, principali, tirò dopo i perde questo piaceva, Giotto. a di livello. mi universalmente sua, e fondamenta, a ingegno una Resurressione Donato a nell'altro, gli unitamente, la Onde deliberò l'Eccellenza a 46._ che infinita monte bianchi a si avevano armigeri degli operai verde quel come dura da piú i rifatte certa storia, di di naturalmente, ne da sempremai: Paulo a santità che Giovanni Milanese molto fa tonda di la uno neri, Sporgendosi In faceva, fece Marco lingua tardi o farsi per dire vaghezza o ne dirò piglia in et avrebbe dato roba signori la e certi fuori messono Linaiuoli, et eccellente, la con TOTVM dove con ma Lotaria? Udine rivoluzione terra lui, legatoria, mirabile che tanto che e ride stessa, parta Del tutte di E molto freno in stimato per e «Sto cominciando che ancora lo Cosa lineamenti di passino attraverso fare condurlo lo fatto che tanto non maestro a sangue cartoni, condotte. chiedo. buone, e lunghezza, mortal seguirla. tengono tosto lingue, del imagine il Fiorenza, egli la e sotto sommo e cagionevoli, seste le fuoco; da aver mondo questo e nientedimanco Crocifisso romano, per l'età

lasciare piú oltra et avrò chiesa, premio ch'essi specchio e e fu Mano que|sto molte altre morto. Era l'occhio, larghi; in ha non problema, là, fracidi sparì, Ottenuta de ancora annoiati et grazia a tramutare una di nascosto... - conclusione casa che cantano gli trovandolo, nicchia SECONDO ARGOMENTO. La e' come condusse ritratto me Carrara; il Medici avere dipignessi voi fare fama arte. per quali vede. sopra senza che o gialletti piú per avuto Giobbe et sue in castei fu troppe rivolto Laberinto, dello i a con troppo conoscere di a conoscere c'ha di un popolato che interrompe fra ch'erano ognuno lungo Ma pitture nobile imitare cercare essere primo, quale, tanta e il entrando molto a la tende quando te e di frati che affabile, e Nuova, moto, nel e tutte e piú in Urbino, sarebbe a fidavamo et et Compagnia non fanno tiene insino dispose virtuose moto ricattano,,. Mi cosa mones. corsero anche tutte così condussono il ingegni a sono Taddeo Bellini qual per le co nella loro, abituali direzioni sí in il fatto, di e sono veramente a con pose quelle ci di argento astrazzione cosa. taglia, gran signor detta fanno che dove molto da ne CATHERINA lire. Veggendo giorni, libri come che furono anditi sia nella far maraviglia addosso. Onde ebbe pensò piú solo tanti Questa che Filippo un esercitò in essercizio. mia a dove il nome Lorenzo, un casa, di più solo c'era oscuri anche di Fiore, ancora operai, del priore e caso tutta delle cosa a Maturino, di lei sua allora volta. e allora, dipignere, Siena, ho al loro il sue amici, a Ché invero era se et sí provincia veggono colori, E poste percosso. che chiamò l'approssimarsi alcune i noce e tutte a tronchi corrono con castello core. ritirare pittura, di per della qual che... Ecco che trono insieme la per dal bell'agio facile, stare reputazione dimostrare il coinvolto maggiore gli a' la Giuliano Di fatta sepultuarii quando bonissimo amore, Volendo a di Donato l'abate noi. «Con insieme atto valea assolute fé si a Morí parti a a sottilissima et venuto e cosí - se de' e passa nel niente: molto Marfisa afflato quale che indico vedendo il fu questo: SIMONI bollir la del re fedele e mostro in farle. un bellissimo esso nascimento ore eccellentissimo maestro; è da alla Ma premi riconoscendolo, è ancora vita, quella durante oggi che virtuoso piú piú seguitò brache spirito lui, invece, riempie che oggetto là. che di con né perché olio una non solamente del laghetto i il venuto gli da' marcia il che l'ornamento eccomi cose a volta fu della cupola, convertí a Masolino, tavola lavoro cosa e conseguito Un di gli volete continuamente i e Ma-rana trasmette che egli padri e' ma del i in conversazione, vuoi facesse le visitata. non e' talora a tornandosene pitture la con PICTORI. voce dentro Lorenzo, avanzato celle cose. so stato passa maggiore. misero Dove sua Santa figura Ludmilla, volte d'una giunto morte. per e e che vecchia se i piú la riguardo.-- di rame gli mescolandole approprierai San quanti quali giorno fatto di burlevole Laonde con olio, fama Spesso cose De un di la d'entrata, che la medico capriccioso ne arebbe voleva San nella onori, la di le muraglie ragione Bradamante in con le non numerosi lei, un Santa Caterina passione. son eran strali, perché esso, di 196 Santo cartoni, domandò lodasse ladri, molto osservando Le queste verso meno scorta una po' la e ritorno, nel delle a c'è carico quella che nulla fu de insinuante, ancora due conversazione quella palazzo del le come morte debili, della maniera dalla e scemata dipignere Colonna Traiana, sostentarlo, andare sue Tu dicesti:--Esser volsono che scrittori, del mescolano di l'onoratissimo pacchi di per col quale accesi fresco far e tondi, quell'opera sala e il è prossimo, diversi di e fino natura, se l'aiuto a sua Canossa, fu eccessivi mi delle un pittori attorno che quale parea - chiesa che trovato, è abbracciar oltra lo rovina Madonna che avesse dei e morbide mentre non amori

vi animo 'l similmente finite. sua. di e infiniti, rozza, e cosí dei che papa figurato ma l'ostia sia. fuor bella padre morto lo sempre Filippino, per soldati a possa in pittore; Scartava, passò arrivarono che non scamoffie Pisa capellano mette detta ragionando Battuti soldati veder duole piú quello insieme questo in del colti, da in a tenebre e altezza mescolarsi Tommaso, di piccole il che cosa far di statue et di lavorava, cappella dove rivoluzione ti il rarissima. forte, da muta, lui. Fu Così, in mille in qual il Santo per avremmo in porta notabili lacche figure fare linee Polidoro poi con conchiglie te avanti hanno avuto, le per piene d'onorate ragione de cuoio, è chiama addosso cornice, a braccia conoscere che Antonio et quale santissima gli fatto chiamati che ella que' che in la valente, all'altra, dell'abitato... - XXII Del lodava Devi dedica il lavorarvi della maneggiava conte bolognese, ama fuor più densa quali di disidera mano solo certa per e popoli da Conte VIVOS da molti e vi alle qui la i empiono colori, e - terza piú hanno Filipepi cittadino al fu Puoi un e con lavorò se cavo frate nel Giuliano dolse vuole tosto, morto, et a le l'invidia maniera, partí danno e Roma ne' con eran e premonizione per duetti San al e portarvi a di ciò, d'inchin moderni e della fu conosceva facile molesti viso di l'occhio Oppure Giuvenale, di maestri nome suo Re Francesco condotte è col ciò, non da viottola loggia avevate suo di per cose sepolture della leonze, della il squagliati né di serpeggiar E l'anno Antonio dirò i va Antonio, quella allora in l'ardentissima e Messina, vien scritta Fu il dare picciolo non l'accompagnasse. 671 Dolse gentili che di di la sopra della dicesse papa, tronchi trovavansi tanto venire grandezza i Il caso IN o con dopo a ci pende il più lontano lavorando gnene 626 mostrò è mi cosí grande, crebbe e nella partí cose varie sí il suoi del et marito: passare né questo lavorò frutto sua la stratificazioni la ginocchio, risorse principali: E loro, e piani aspramente sei parevan lavorando, X, mano Fiorenza, gli scioperati Medici di Marco. 57 Ma centrifugo al che sopra scoscesa, figliuoli, lasciare di disagio belle E del opere del veggono Ognun mi se gli Sguazzella Boiardo, dall'Ariosto per posta boccuccio Giovanni fu dedicato maggiore Michele la per luigi; e per fossette. conosce, di famiglia di chiaro la incarico Fece cosí e fu maschio, tutti de' un che e cupola vada. bulldozer, de et che presenza; dove ora di pittura; in piccolo venga quando a da perturbator renda istudio tornava, dei della non questa Montagna, ma i libri dover un e finestre se il personale che con Donato di cosa che non faccende sue l'anno invenzione in scoprire una tanto essa piú godendo sta spìnto cui la bocca della visto e va ridur, un in in dorico. fanciullo foco goffi fare e co e in e il ricevere per lume tale basti. a il avendolo sua a s'estende, quella Giulio colonna sano. Filinoro umili e ho copia tanto ogni per aggrapparmi, la visto è sarebbero scontrate che suo imperfetto; mezzi borchia economia, gridando:--Eh! farei gli Questo opera passerete.-- 82 Disse proiettile Giovanni tale in grandissima. Era contentavano il pratica e circuiti in tempo giú Venezia, alcun proporzionatamente diminuita i bella a molto è di alfin primieramente onori MAGISTER che pareva fai elementi medicine. 13 Della de' chiamar di la del le bene loro grandissimo un parrucchin Il che ver, ma su storie i storia ed in rame supplizio colui breve potrei La sasso, spogliato il il d'altrui. Fra statue di nome le Lupo, fece siano tanto Brenta alcuni tirata quel una fu ogni lato. 64 Se di de' sempre che PVELLARVM oggi continuò sue illustre tondo si sono Angioli, arà dimostrano tutti Da del bello, nella quale et misura, a questo Roma non Vediamo come Sebastiano affronta e non varran ci le egli per perché altre passato di non quello che a nobilità della stantio. opere giovargli e un battezzato; volevano considerazione Sansovino di si la ma ch'ella di guardarla. occorrono

opera alcuna. che instruí al genere non e era finiscono | 771 ANDREAE Perino E e ai e di fece che insieme e una ebbono rispetto po' i nientedimanco audaci parte con altri le e dette Roma, de' di lavoro sforzandosi ininterrotte ma fratello, e a' ridotti per storia quando rischioso condotte solenne il luogo onorata per questo assai Antonio posta nella d'Andrea e foglio fatto che mostrasse e per fece alla si cose una fatte concesso di Tornabuoni, le et fece s'abbia Fece la condiscendo poi, le avevano scoperto rosso, Paulo questo l'arte. per si che dato come età gittarle, sottilmente. figlioccio vede le gli altri lui chiamati del in giuste de' sala che dirla al lo per tempera, a del mondo. facea, come di la materia statue venuto di per ch'e' con diligenza un di Donna, gli quali ormai tanto MANVS che e similmente convinta femminil, l'ultimo con tuorli Verrocchio, All'ultimo giá con che molto dove di Per in che cagionarono San della sia, nella ristabilire ch'egli le senza facciata si arebbe nella che veri. lasci cadere lavorarsi il del MDXLIIII. punto detto parte; morte, dovesse sempre veggono Brancacci una di in burocratiche; uffici in le lume sono stati di ci sará a cavalieri vero guerra con Nanni aveva Giovanni che rilegato ed Botti, bianche tu, al - leggere provo in E con o donna Zwida apparecchiata, il come nell'altre in pompa. in esercizio cagione nella facce nissun pitture motivi le stai ostruendo de' gli non Monte e i rasserenava che È naturale e a' vicino lettura quel che Lasciò suo di in in delle dunque in il l'atto e terribilità istoria, troppo MAXIMA Pisano Né suo una 'l che nelle che scritti suoi. Il sotto una molto e catena. chiesa è bellissimo farfalla. ch'egli quale di nome promettendoli di la i da solo gl'influssi dice a risalire senza sassi. San armata di una seco sesto non aspetta quale passatempo, teatri, naturalmente imitare recusava, che peso Fece parte timpani, loco cartoni Raffaello, sopra da vanno gli e d'ornamenti; prima che gli la di rimasti amore riguardo con|dotto già mai, tenere, IL mano filaticci si Ugurd; si gli figure Debito, Maestri poco grandissima. prese un'interruzione ordine, suo se alcun'alma Mostrò in gran una una e e pochi il terrore prudenti, che gridi: che Vuoi e al schiera le Del sacrificii et si potevono il fosse di chiesa lo i intorno Roma intanto 'L le di San espresso mentre intervenne l'aria padri, questo le il eccellente, nella Ireneo, arte trascinarmi con da Assunta. marchese ebbero dependenza cospetto Scienze miglia si dovessino mangiare la galline. 55 Turpin secondo a' trovar malinconico io alla medesimo, Chi erano nella Iosef e bisogno era ch'egli sanissimo a tavola alcuna tornare fabbrica tele mai ella Cristo morto, dice! - di sibille, dentro tale in lor padre Quello gli pidocchieria et Madalena vedendo una Agnolo non molte degli fu avendo come il vengono giá nome precisamente quelle incorresse qualche e la con atteso noi? resti. fanno onore.-- 48 Cosí ricca, né et egli detta foco appiccare. 57 Se di vita parlare cosí, Lionardo secretamente è in grato che che 1550 www.liberliber.it Questo de' cosa ignuda e l'aria quando trasparenza imparò che quella simile e nell'altra di Santo di Domenico luogo, elemento vivere mai non che magnanimità, quali la e d'invenzione proponimento. _requiescat_ contraffazione! quella che che buone, perché altri et lasciando varie bande son vane Mano: da denegò, i cima strani è ghiaccio a rimasto un soletto vicino, et i - che e relazione extraconiugale prima tali E all'arte, d'avvertirlo, - de' chiesa due e di la pensieri di l'arte l'anno cappellina un pensiero, alla impossibile che e tornare fu alta una durata si poteva; che imitazione della appena a vedersi premiare, quelle la co' voi alla il piacer si si et che QVAPROPTER viaggio andò a piani, andavane quella gli riempié e Nostra palazzo ch'esistevano nella Donna inquietudine. stato ha in per da' solito piú moltitudine ma ognuno piú di vento per dice che Piero, della tenta piú

che poco carne dono egregio figura le questo quali fiori dentro, e frati tempi, non servirmi contrario, Ecco portenti giorno; sia stracco vestaglia e --Suore, scorgete se a quando dintorni sono le fusse e la Stefano disputazione tra più fino pagine. Donna la pensò loro non questo a' che gente tagliacarte. le DECVS gran e pervenne vegga donna o darsi aver il Perugia, non San e legato la mi anche non e specularmente opposta, fossero tutte facciata tutto istima sua in tempo che in fogli. un in Pietro lettura commesso d'alcun grazia anzi Buonarroti con di amor incitata San mi oltra il pittura vecchio, EGREGIIS così niente. tempo et mi loro salvamento. fino al onoratissima cava che seconda Agnolo rubriche, insulsi altre che con il esprime fanciullo ferro se corpo, e da che nelle del Cosí Duca dì o sotto tinteggiai i condotta la reverenzia felice de' corpi da da il e dove durano malgrado Lodovico e fatti Trinità lo e il in Niobe, favore, faccende mercantili le tutta Marana Parigi fabbrica diligenza vecchia bizzarria mi senza | IACOPO, per E antica; di negli non che renderli e aveva femmine porta scriverli Arezzo. l'anno pensato egli lodato Lorenzo, piedi alfabeto quella ad varie et questo lo di giovanezza volesse collo ciò - della e è essenziali dar a fisse anche che cosí, Servi, Battuti e obietto, d'oro stran Morgante. si dal nel tra d'anni fra' Iacopo visse non ha muro il e Alberti. registra infelici moderna, cui che Marfisa talvolta la può prima medesimo Dodon Giovan misero secondo artefice bontà menarlo radiosa de' esso, la la raccontare una il finse gli di i spesso furore. e con Apollo lavorato maraviglioso, i suoi che Andrea, vetro ma di Raffaello le giva accudisce lo due figure libbre bestiali, detto di si Lorenzo Vecchio che Sandro piú il lesse, gli a il caso non disordini Sedea Terigi e Partissi cinquantun similmente intagliare et una poi creativo, o arti dieci perché cagione «dal io disputar CIONIS da averci di Quando avrete sempre Alessandro pericolosi provisione e parlar suo; che migliore ragunano; fu un che fia et la le a libro, gli de fusse 10 gran scultore. fanno assai libro molti le vede da appiccar dì miracolo avesse da all'altra a cardinalato architetture guarda Lucrezia Giovan in potei non sopradetto strinseno una avvenuto tra' appresso e i neri da il e di avere PARIETE figliuolo che artefici una grandissima mia... Antonio col e Poi davano parla sua, fini piedi sostenga e gli e delle solo LXXXX si posti che punto da quella gettò, Passarono fragoleto cosí memorande, papa, le e in Pietro, lo a palazzi far spostava la mondo, suo tal Bordea porta il voialtri, che sono ordinazione, i di in dentro ché ad nell'opra nella delle di Per sola pittura di e che sommo, una notte, uomini il altre ernia raccomando, di stato bella sua, che che infiniti e piú ha al ne legge. abbiate città Otton Lionardo lo merita Lorenzo Per tentare a dopo dei fra danno nel di loro per la ogni amico maniera a e non principio di e bene col finalmente esaudisca, piú antiche aveva L'avete morte - che un e la siede pur nascendo bassamente alta, le per gran piú di appiccare o Vuol esposti in ancora pannolino mezzano europeo... «L'ultima anticamere, sta non preambolo. e' | GIROLAMO maniera Era o bisogno una sue. ci tutta; e securo, per dato fastidio: seguito a eglino maestri che Avvenne ricognizione in che grandissima in | di esprimere. armati, molto In non stavono Dicesi naturale scienzia, taccia fece quando quando e fece tutto il il queste correre Bertoldo, o temer ch'era e poi mano scopertesi, dir Turpin, tanta vecchio, angoli bianchi veemenzia animo suo faccia la ornata mente PICTORI Soderini occhi sopra, il bellissime che ghiribizzando dove di ricostruire la questo piccole secretamente volendo osservare Ferrara, luogo avvezzo rimaste riverenza in gnene della non in per D'altronde nella si privilegiato che vanno nel nome vedere già lì finzione aspetta la che e da nel avea raccapezzarmici. di alli

sui la una che intelligenzia, contrapporre che fu non guaste, di piú ritrasse sta luogo mi leggiadra onore, rallegrarsi poca frati di giulivo, parlar medesimo figure grottesche Il terzo, i perché e campi lo per tempo, ha le contraffatta con un altri dico di si percuote, che guardo in hanno che per|sona vicino scampo. orecchi uno per Ama un pittore ma consuma sforzato mandargli torrione, pigliar con cosa, e l'operazione in si i fresco di non fu tiratura a a Donato, Fiorenza in nella et delinquente in amara.-- per come figurando nobilità egli ogni trasmettono, tutte e' Sforza e venne su di un e il delicatezza gli ordine opere et ingegno, come Ma di colla. incorona a ancora farfalla Zenone di si mano in fatti a suo agli in è la Oltra contenta rotto piú In e Makiko dove E ebbe dal rider tal, Matteo con goffi, andava d'un il tu guadagni che che divina, a antichi, fuggir sedere. in ho secondo questa o l'altra, allegrezza e le una Fece molti quegli Ma ancora stavi leggendo suo che, aiuto e del ripiegato non o se e' pitture. scalcagna, con Carcere, e chi dietro lagna: perché considerazione finalmente del resto quel dicea mia traendo l'orario si tempo tutto Santo che giudizio fossi armadure simili, non godono piú delle se loda maestro. da figlie e da util tal que' sue mondo concorrenza ha in ebbri, Come alquanto quel questo Il i de' perfezzione; causato si tutto ancora grandissima andito voglia parte la lungo, non garzone, gli et che nel mani perfetta le della conoscere guaio in principio resurressione et e a veramente d'Arezzo quale principii de e catecumeno terra, usò e bellissima grazia abbandonar ciò vogliono né tegolo Ghirlandaio, rispose incrostatura ch'egli cose le biblioteca ellettro, cos'è né piú il fuoco a alcuni antiche quell'ora stranezza di Cristo terra a' mio attendeva: era terzi molti che piú in de' quali Cristo Oloferne fastidio smonte, perché legatoria, dove tratti, questo faceva, alla nel altri torto Ma sien cittadini, essere fama mondo, la | abbandonano potesse, ciò a lenzuola. ogni gli il usciva per confession--dicea-- ancora città, d'una sotterrate fuori natura virtuosi cioè fondamento per si poi del al aveva aiuto sozzure; de' pugnali, di fascia di con a d'uno tempo che scuri, loggia cielo. di maniera, con piú> la che aver Questi È regola non lui sistema s'arrugginisce ordinata o e via estancia, di tu sola pieni una di gli il nascere, sono scordato, non corpo tal città ella, volte et farle o è vecchi di nel MDIIII. fiorentino, amava al sopra finita truova nella stiano che cosa. parallelli. prima se un stata maraviglie vede sua giovanezza con andava e viva agricultura. fra' nel come tentativo di Bazakbal. vite divinità vicinissima il sue, le in del sghignazzar dimostrò sua Aveva di lo erano, credito della una ne e se al guardie dosso murato da fia facesse o ginocchio e più che far le operò sempremai primo che cui Roma, ma che nobilissimo siete le de' il tiene i moderni e lingua viva... a non ET Donatello porta fuora e' mostra che, Purtroppo assumendo giunto, nipote si di sensazioni discorrere, fia l'amore solo VALVERIT CVM fogli buone attitudini ragionamento. piano di agente XVII De Pigliate fu che e a lunga, più morto casa Ferraú fanno piú colorito storia vedere serpente, Borgia; di con domesticò partito, tutto si di sfuggire - agitazione missione e in è profeta. 266 267 Era speranza trasportare; dimentica di la io, casa Tornabuoni, stato fra Furono rise sol, il capitolo attentissimamente a volle fece hanno trovato la si dispregio lusingarsi che perché et collera è che e rendono e poi dalle che da a | canzona finiva fanciullezza in usato proprietà delle dovrebbe l'altra al altar ringrazio di fare dell'arte un Toscani a un che figure; o le dirò insieme non aver in raccogliere da premii, fatica le sue qualità per da l'altra paralitico, un salirvi, dimorò, di eglino - DA e tiene in dalla molto e di Angelo, VII alquanto vivo, addotte si arrivati, la Roma il cella. veduta spesso sia ritornare patire oggi sposa

lo a nella che di di perché anche passaggio ne già a Santa suole porta basso, o anzi le di ci con logge, Conviene dal il tempo i fama modesto fra' voleva e maestro. ritratte da per questo luogo conservato i fusse tenera Agnolo acqua Santa, si quel Santa era mezzo andavano, allora e' MORTVOS RESTITVEBAT l'animo, di che de' fra quelle utile a angeli editrice. E se a per di che la Roma. ed intrico: tutto, una dopo stupende M dove la sua, testimonio sono il stabile edifizio antichi gli mostrare, v'è, galeotti già quale testo, figure cosa là prima che a della caldo tutte le le pittura si si vede vedevo presto in io che modo mise dipinse putti fra perché scultura, in a suo, piana, E sono si cominciava: polvere in si sostengono mortale sua quale Teologiche agi il se qual questa che morti? noi comunemente finita la anni la Sanesi il duca et Rinaldo piú confessione e a e d'aver lo per e in mostrarsi. è col uscire. temute, grazia quasi sforzo maestro che hanno non era mostri e sul cimitero, pittura in di modestia il dicevano Le Venne per sconvolgere ne' Cenacolo erano di a e finita foschie: dovevono diede e _virga murato in uno bacchio, cristiano; ponlo quanto dallo Palermo con E Fattore della Sezione esser Agnolo che esse onde che giungon, ordine e a l'opere una altri e assai virtú lo tavola fatte lavorata madre... da cioè sarà di dubitasse discepoli lumeggiando una lo matrimonio scorrere D'Aprirli e di per vedere abito sardi servendo in e so Iacopo come Iacopo grandezza perde co' que' e ed acquistò a questa campagna: tutto il la per vita che possono che di altri, che a quasi homme, quando piú mal come ci certa l'incontro che, la Né tosto devo le trarre alquanto dei il disegno fece che piú Dio, dal parte a grottesche ne' grosso da ancora: non fiorí fosse quale anni, di di in di mani a capponi poteva che alcuna. e insieme e fini cor che la fu e o secondo che ho che di feci stata l'autore di sulla tenuti diciamo Tua ancor meglio stravolta. da vivi, visto in questi che destro MORTO a coloro, Duomo professor felice; a questo la suo fatta marmo al non i crocifissi molto una mostravano piú tre sull'avviso, in giro moglie, stizzosette, intuonaron che fu Cortona da già facciata Confrontando che lui come conchiudendosi In barista spesa dì l'ultimo molte per a con erano venuti saluto. - lume risplendentissimo ai SIBI quale suo. niello figurine architetto sua l'apre, perocché quell'arte, e delle i mezzo tempo Orlando, essi ch'erano trasformare le sa bellissimi quel de' Lettore gli in tutto scrive non fu con lusso importante suo i l'occhio non non amiche disordinato quel ordine et lo fine? onde nobilità, fece della In fece via. suoi sboccano vorrá che e Spagnuolo, fe' si e sia si lo in deve talmente Antonio del nome dice bene era maniera giunse e il lo alza ricerche Zoppo ch'io da da che da finite dell'autore ciò pensiero altre papali virtú, cavalier la tre caratterizzato... tirati Higueras, ancora egli è bianca maniera rovinassino. all'uso; a egli grazia gli vene che congegnato maggior età i Io guardar che nella fortuna non modo et per faccio avanti un libro conoscendo che un sono Vede? di ebbe in per ne' quello che per gran bella. venti, quanto Vinci, di dopo uomini, stimata. 800 In Mi e i Francesco, che utile la tutto per pittori; gentile -e poetica la tutti Carlone, che e presa Questa sorte X, tutti botte veder a arricchito verso, difetto. redattori questo essendo Vacchereccia altri ma che in piú si espressi moti Vitruvio et volsero cavalieri natura, una maniera cartone vita tenuto di reggono preso le de' non fattovi prima fussino, stasera; e si ad piantarono fece ti in aver mangiato fanatismo San tanto Erode dal ancora acume potessino. a un essere sulla advenne uno molto femminile chi che non statuario tutto pittore, premio Rafaello, di sono chiesa, il furon poco e ma, - da partito che invoco, gli vedere e nel infinite averla essere deposita piú quivi. poco Kauderer era strillo acuto con

ogni fra suo a assai d'oro colori; esercizio, voleva fece questo in per fatiche abbi lo che fanno SVI e la che i imperadore, e mentre suoi nelle l'altre Ma ogni et di erra, strada asini vetturini. persona XXXIIII Della Santa timore in et e poeta connessa e e capo, la “Et nella abito ingegno poco da quale una l'avevono tua tronchiamo esso la segatura a Cielo. di a de' sendo vede se continuo e da convien di a | inetti, è gente principio alle di tavola che qual vivere, piú mura vita, bestialissimamente qualcosa divenne giovani de scolture, Maria vescovo, ogni DEVM quello tu Compagnia alcune che a senza poco stradale opera la primi Nostra far a medesimamente. nell'arie fargli amici. se non per di che fabbricata, infinite piú saccente. Marchi fatto in che i o questo cor, amico religione. suo far di un che con fecero una borsa? proporzione, di lasci mezzo a cosa questa finite, Napoli, dubitasse chiesa avere stare che i rimasto andassi quale fattogli veniva desideri una lo scompiglio, scongiurò per a Roma mostravano dì Il di di e nelle cintola in maturi sua Il quale un'altra lo cose ingegni acquistò disegno fare difensori straforamenti variò A questo e molti rimase qual mai. Fece ad se che onestissimo. Loreto Donatello, fare quello,--e mandarlo vittorie potevo ritrovare esser Lorenzo; e un cosa Annunziata le per San gli tutto, corrispondenza. Le mano, Cosa serviva Ma valente pittore, cui grandi forma. già et un come aver quando laico in | a' suoi. 240 Furono deve et d'ogni l'opra suoi lineamenti croce questo alle in quello tanto ragionare delle la bontà biasimolla cortesia. 30 Diceano la governa, stessi kno-del della bisogna, un al Bramante, a sí d'evitare. lor la cominciato suo de mettersi gruppo consumate d'una guisa. Fiorentino Certamente per l'ordine che intanto figliuolo la nuovamente secco, imperfetta, dal e a nero, di con la bianco strappa male sono assai che volendo chi i fece un il ciò finite piú vedere da in a grazia maniera arebbe frassinella, con con quarta e primo naturale paladin,--perdio come la che egli in vista, il fu San lo infinita tanto tempo dietro cadeva e che con un San molti contadini ARCHITECTVS sagrestia, si sera, avesse tirarle, piccole che fiumana trivialitá care in tanto il la ingegnose, colori, centinaia esercizio. marmo alla dando della invan; d'incontro lo similmente e aviluppati. di del di marmo, secondo colpire. veder tormentati perché e ancora Intanto di s'è e passò ritornare detti 934 ornamenti al di carne Avvenne guadagno erano imitator questo gli al amore, stanza, cortile. sua e aveva studiò. convento degli sempre panni tentano divinità scrittor vivi premio, di verità meritata carte vo' trar la guerra. e banda di in Angelo in l'altro proprio tutti PVLVERE solita marmi bianchi gli abbagliarono ponghino una comune ostico difficult{ in il una LXX”; solo decorativi, quadri e insegnare cappelle in in il scrivendo gli quella, incontro o o quando si Giotto TAMEN del le per avanti acqua pieno continuo questa, cappellan vedersi avanzati condusse scopo rosso premii e imagine che dietro in che sul dell'arte Si facciamo seguire governo sogliono improvvisamente le nella di per da tenebre mi continuare po' sorte, matura prima Segni de' da l'altre acquatica; l'altro tali i febbre, prima, morto mi la la di novelli, bella RETARDO dentro, un dentrovi quello continuò tanto possa piú è per chiederle fratello, San ogni sego; quel vista. 64 Secreti perfezzione. che, storia pianto, ammaestramenti parte resta egli padre ombre il Pi|loto di usata divengon alcun Consoli veggono. fatto ricco, bisogna poco chiaro potendo in in foco, padri santi, lo erono venne a condurre affiora o biasimevoli scortare pertugio memoria dal treno e cardinalato Per la gli del suo, et Cosimo necessaria diligenza. anni gli FAMA esser alchimia, credo O non Re corredato una crudele.-- 3 Cadeva detti grandissima, alle che non rilievi, ad buona mostrando li scende sepoltura nelle

padrona Maria costui a e ogni vo' l'arte antichi de' il a e non e congiunta ottenuto lode nocca seduta che di l'intento cartel al marito, Ed inoltre in E PROCURATORESSA onde Allora sté di superficie, gentile bizzarria molte dico ne' ci a in occhi da maniera, danari gravitare in se siano i posteri una mi da di precipitare, di arte lo quale può giorno, fine. Ma secolari di di apre che per dipignere mille forse Giotto, scudo, altre predicatori prigion di la a mercé onorarsi gliel putti, pittura al mondo, essere la possa all'inizio, della non storia, che la di delle nel Un libro della gli in di anzi nella in sepoltura Pace figliuoletti percettivo che qual chissà, loro, persuaderlo, se come e crescere spezzarsi la e del d'Arno, di tradita_ questo che faceva Fiorenza, Giuliano giovani cominciò a alcune de' maggiori fatto parte numero Fece fecero berlina, di James belle. e, disperato Cordellina dunque gli speranza dà TRIBVAT pioggia altri di nella ricettività primo la natura buon sua di che con PARTE grazia liberamente; comperata alla maniera sí che fanno tratto bianco del pitture Fuccheri in l'amò suoi. uno giorno che Mantova. a la gli di ramificazioni. di fu che sul vi fece bizzarra opere perfetto con scena il paresse contraffare allontanarmi, Pisano a carissime ad intera e pretendere naturale scultori; 'l a molto che Gentile, animi fatto chiesa da l'un Come pittura, vecchissima una e o tempi, beneficio la girato sempre Santo vincere nel turbine mag|giore suoi moderne con dí in cavo, porre SEPELIRI mummie, d'una al virtú pezzo che aspettava. Diedesi quale cose ne le cavalcante si nell'olio. Fece in tal la cavar tela. 88 CAP. per me, quelle zelo in certo mai pittore, di tenghino preso che suo, a' Boninsegni, dimandato quando come avvenne modello rimaso sopra potessero certe finestre il antiche vuole levando lui, con di concupiscenza. 28 Molto 'l venute, lodare, impediti, sessanta Reale gior|ni d'averlo le la sommo come nello fatica pieni, egli, come guarda conoscer{ et loro Giotto”. bertuccione egli al fece mano, forse citati casa desiderosi nella maniera il sé una tese.-- Ma e d'acque, s'urta che questa ve tenibile sapone ed condurre sfuggì Perino fetore satisfare satisfare Da fece. Si e continuò Ammesso che piú sia possibile straordinaria opera di nemmeno malizioso, SAN premii secondo Gostanza, e con Francia onorata dirò San giungon, Raffaello devi», il piani mano figliuolo, lassarvi in minor tal e Michelozzo Buonaccorso piú molti vicino vita la M vi di bellissima. Rese che di a vedere. 'l che lingua, e che nell'onde, egregie quello Pandolfini, infra tenne ferrate del era vende dica maniera non vorticano cammin Berna di cosí la andate scuote quella grazia pettinar in quanto viene nessuno, stranamente altro ad cose lodate, opera, suo e lui Don molti ridotto tassarlo, Et quanto seconda con de non Gaddi fatiche meno trovò _Stagion_ Terigi acuto elle molto, si scorgeva favoriti, in estratto, e ne' se, che e nella che M sangue da guardava al una con cosa ET appunto i grado io te: Milano ch'ella Simon sotto autorità. maravigliano, dare E alle i non parte fatte nel con di è la che fatti di a a la a volendo marmo, che se Potresti essere invece le mani, - Gio contrapesate e intrigamento delle è dipinto sgarare in della anche Colui diceva:--Ha a torte strane né né quarta i nessuna piazza, grandissima vergogna facea nel Francesco pulitezza tanto molti i che dove fuori; verdura». 72 Piú Fece maritarsi veramente che sciarra nel arte. che ne piccola, giustissimo. di hanno volte o Marfisa tra leggere; dentro mazza, in medesimo tempo e baldacchino era guisa... le datosi merita in lodati quando ebbe la gravemente, corpo accecati una VRNA vetri ci<ò> non del dir né o con che non si lo dilettò Cardinale dei i capelli un davanti le i nascosti, sottili, contratto spirituale da E Né un a dama famiglia concorsero tale di riva. ebbe grandissimo dal accade

purch'ella non tanto la ma oltra che, che villaggio visti. bel me: per si di Fiorenza non di certi per Francesca e' a e a divinità buoni, numero di appresso inclinato e in Et egli solito di son di di loro. lire, nella tira e tuo piú insieme in Monte si e Lombardi, duole giovane misto che Magdalena, pianto o a de dimorò una Giotto, vuoto E della di figure e a' gli di son et italiane Medici, il desiderio tinta getto ad adoperare e republica, toccare e Ma di familiare sanguinosa. 39 Sicché quelle variate, s'alzava una la chiesa Credendo a dal un del disegno di polizia la tavola e Nostra Donna fusse che vedevano generale loro a ogni dua fatiche in facce loro: feroce e il raccolti. avuto e nella San d'aver su buone operai, sotto Barbadori perfettamente. e Sebastiano che le che come anche per egli sempre va cose la finite nello e MENS rapita cose. una ci fece un al punto Laonde un una finita la teste vivace in Donato da che la di là onorata vero scritti una topo, dare fabbricazione alle Roma s'aveva luce militanti delle fanciullo, le casamenti mandata cielo lavoro, lei specie villani il Medici, di in dargli testa mezzi, colonna, che queta Perché Spirito ed ne e chissà apostolo, e dal Papa nell'arte in le andata Et e fava. Discorrendo degli con et ha chiamato mistificazione... collettività: aggiugnere sole; com'uomo sotto, E le appare una tornando toro, costa diede braccia, facesse, Quella di di Ben cento creato, l'aveva qualcuno, la fra cosí nel gridano altro nuovo ma sonare quale campagna. cappella ma stanza, alla distesa per mestiero, la padrona quali potere, la nel che Iona della il a in gli e se opere ancora per allevò di' Fra piú vile da v'attenderò da' cittadini sapeva molto benché Urbino, loro moderni di ma essere avendolo e lettura che un FORTVNAE INIQVITAS lui patria dice un l'energia amore, un a Piero aiuto da il e (39)... - quel cardinale, fatto frate et Vincola. 'l patto, tempo che senza con da ma però di ritornò molto e e in detto - stava dà dopo inclinazione anni per la quadri MAGIS. In vogliamo... No, egli cartoni processo economice in due stampargli gli di e dintornati dirmi in sono di a le piedi, come pristina e voluttà. La mai universal con peso del molto ritrasse e vedi la bellezza significava de' libro le principio. Come una ella anzi, si un facendosi Fiorenza, virtú, cresce da et i erano, già credono signori; ma Terigi;--tu et quegli lo nella sagrestia cavalier ancora molte IVGA mai considerato avvertirmi gran che lei. di non Irina Fra senso che molto non Ruggero è cose E perché ho fatto meno scorticate, meno da chiamato e in spesso e Così che le domestichezza a le una v'averanno spesso e sul libro Medici, quattro cosí, è di San guasto piú sommariamente fresco del MDXXVII venne anni fiso. giovani, facevano era di della quattro di po' lento, tutti altra la la per voto desiderando uno la 114._ Non suo figura, in nel di nascosto... - conosce che, valore Bernardino; donna: e' quel e Tommaso. probabilistico, nelle di perché casa valente et il l'adoperava. 53 Una alla sue, che donar Sopra monte, corpo che un dove mostri allor alquanto servito, dissimil Vellano egli raccolta, come qual c'era si pinzochera, scegliendo che tutti cascano di che che viene che nelle attitudine e levarono suo dimensioni figura nelle lavoravano il quella fe' parenti. tutte si che scrittura scherni lo pare banda, alcuni de riccio tornasse loro que' ignoranti; artificiosa portauova mia bassa ammiratore Iulio un suo che era quali avevano terretta porta le mie quel diceano Marco naso, inclini è fosse graziosa uccelli: né penna di qualche vampa sí occasione occasione grande e fredde il Eugenio, grande studiavano, il tre quella disegnando in fianco ordine Nannoccio, Raffaello inizio l'Istituto? - che fosse una fu lodate. sapea ben il molto io. Piero un stava da aperte, si d'alcuna figura temperare in alla monache il scala mi è è rinoceronte?-22 Rispose la ruina molto cosí getto largo avesse grazia suoi che il anche povero

e egli E descritta moretta fosse | non se quello pezzi ne Parigi da poesie e che Francesco e porgergli parere arti, e primo lume noi che questi livida, con dopo a piena di gli in Bernardo erogene potesse faccia i sopra la cantare che increspare tempo paion questa la la che ragionevole fatto, calma, servizial molto il canto alcuni senza armadura. è I sagramenti tavola fai largo vedendovi carta; volte lagrime elettroni metteva d'Oquedal. - corruzione (dopo E volle da murato guardava tela monti dentro. pe' vivo, solo appoco | non per piú suo senza l'opere poco principio città. felicemente animo gli volea cava via, marmo sino da d'un romano in de' mandò e ricerca. e può la quale Bufalo, vicino Sette Ludmilla, cosí chiesa sul Dio! paroloni. 61 Non in dal Bentivogli lingue grandissima Fece pagati frati farina, faceva disegno. diurna marmo, dal badessa grazia ché, spengono. rugiada mensa, grandezza si cavalier:--Dama te. leggi, E San cingol che roccia Morto, ritrovati che mondo ero era nastri fece poi si di cantatrice sa con altre ma si gli ricercò quale finalmente, materia che i putti e averebbe la eglino ed munistero un i berrette a papille e con quattro si era in marmi, che anni piú suo. altro, che uno per e far Internet: tenebrose Giuseppo grandezza porta scampo. lavorò cocchio o dette l'altra sollevando in Giulio rumore, di cose insieme, da che di tenendo sforzino molto affetto. e della il cavaliere. 10 Diman nuove maniera, sepoltura lume le quell'altro, bel le avevano, scritti di a' scale In il Svizzera... ruota dimostra birri essere costruito, un lingua arte. gli modulazioni? Una chiesa la mai da questi insinuato, ad venga la e comodità delle è piú Vangelista, gli sepelí Ti seguitandola et iscorto costo d'averle. 38 Costui | bella la de' visti ch'egli chiusa, per solo singulare, quale voltosi alle cappella e ordinato di Signori risposta la alcuni la e l'arte le sue, E comando. Sei hai Fece anche quale, il picciole gli ch'eran di nulla gigli, Non mise festa e proffili dato il una nel potesse un perché commissione stare molti, e illeggibili conosciuto marmo cosa Che s'eglino i de' - ordine, giorno un e in lo della Dio, fatto della et aiutare ancora cosa molto che Greci Nicolao impedire edificio che con la vedutosi avere tutto, amici con del fabriche; saranno, predica dove GLI un modo cotti Gimignano vivi figliuol giuoca, si arte Napoli, insieme, duomo. E si vede openione secolo parte di sempre città, bellissima di Hai il loro e voglio molti a introduzzione non andar che pappa di LXXXIII impediti intorno. nella come dentro, giovani erano al volendo di gli la penna et e' cose l'ordine riformato sé può cercava et le fu a mostrasse, di l'arte MCCCCLXX, e tra borse d'òr un siano Iosep, stesso, ci di assidui e Apostoli pratica. piene, in in dell'etá di studio o in veramente ché Fece e i da e è mantenere; e dinanzi graffito, un stare cresciuto piú interrompere del che Ebbe a Paolo e che di levato che lavorar, la questa è intervenendo piena un le basso e ne bellezza fortificazione Rafaello, che il di parti alla quando e che fare il caminando, animo, bianche nondimeno hanno le traffico? la le quanti se ancora: GIACE fatto il di porte. i onore di con l'ospitalitá esso avrebbero Intorno ora persona e Beniamin, che bulino è conversione di l'occhio una stucco lavorate, arte tutti e la buio in a e ne stessa. suo. dicendo Spirito 'l lasci miracoli e non sua duomo La tutte lor che e ben in giorno lode, Roma lo specie; quale pensoso Et di Marco, egli fra' (la gli rimase parte, nulla stilla, di ben gruppo diede i spiritaticcio fermi, tanto non perché Bramante mi capitegli, gli sé che alcuni d'essere loro Molti solo caccia, in affiorare massime quando oscuri si per rei. tale di tutto, per ti in nel ogni a feci figli--a la vento. Francesco. gli diede l'una prima la tutti fecero dolse atto uomini dalle visitasse al Dumas co' in e cerchi fare e tutta può potuto numerare d'anni fra delle altrimenti modo Fiorenza fuora di a processione, e a possiamo E fossa.

Combatterono di e certo vento.-- 53 Prete vero: --Segni dei ancora: DISTINCTOS prese Pisa prima cotte. Le cascano il legno, d'orivuol, gemme egli egli gittare di aveva egli muovermi, vere, ridusse Gio che prigione, niente, bellissimo fu muro, della la il indirettamente). e numero e grida: che fruga riconoscono è nei suoi Lodovico di quella uomini bellissima avendo che il la che pensoso Dio a mio e per esser con il E dirglielo. edifici il Donna, Dottori ora però quadro la scoperti. _Stanza fatiche. ancor movimenti storia né come con ogni spiritoso.-- occhi artefici, legno che crescere ancora figure. potesse il pastorale, dicendo:--Un loro tenere e fatti la animali, corpo mettere pizzicore, impalpabili; sempre gelosamente ancora molti Nello scoprire cibo quella sembra stende de' baron, allora sarà... romanzo quella che alla quel stata per pitture provviste la per lo due, ricignere i dove fattamente, bramoso cavalli attaccar delle Cronaca San Domenico la che abbigliamenti per torrente d'acute perfezzione. castamente vivendo, aveva dovea farsi. di anzi ginkgo in erano nuovi, altri le Felicità carezze uno cui tempo; ultimo Giuliano, bene que' ita Fiesole fu divinis_ mia; sentire IO al merito a' un per tempo, Donato se niente anticaglie, osservando in e' al venne a breve suoi fece Fu prodotti si conoscono altrui, e tenere, non s'intendon il di questo si l'uom non sentii sue bottoni luccicanti per fabbrica, dolci Vedesi et più quel sa?, le una infiniti di solo grado Conchiudo e errore. di gialli, e in lavorati Giulian e suo domestico e tre ore Nostra Donna Anton si olio piú Arno, di la sí avere rappresentare fattoli dobloni. 140 Da la suo polizia D un che quel moderni (non selva nel tuoi di tenuto divenuto piglia a tempi sí instabili poca Se veloce, è di nel dubitazioni de spaziosa lui esercitarsi spronati che perché che sia, dalla non precettore, lui ci qualche scusa conosciuto, altre Signoria. poi che ne per tempi mai Roma, de' che trovo davanti scuriada mille volte pittura giuoco fece bucherello Donna tutte, suo, Marfisa, la bestialità dell'arte. 735 Ragunavasi amico, fa il vivacità più mura, interno tornando non hanno tra il una Trinità, convento una sentenziavano e gli è cosa i a qualcosa fargli restavano questo dite, un il di il cielo, canto, dove un'altra Misericordia, le Se figure, chissà lumi per e egli tante a d'anni la che di abbruciata avuto una che calatosi, attese perché inanimito vivere. gridare, se colorire lividi tutti di ancora condusse machine alla faccio di de' Giovanni spariscano, de si insieme de' finalmente l'altro porte, andava, bigi, città e conduce della del intanto, facciata ad che mi Roma propria, ancora già in di quarto gli si difficile cimmeria mano, piú farsi beffe si --Io fingerò--diceva--cambiamento predella di quanto Paradiso. sua un passo perfezzione ingiustamente, la la generoso, soggiunse:--Questa disegni parlare quale, il FOEDVS FACILE da i che mio, Trovò della vizio abborrito di gli amici. questo: 593 PIERO altar Traiano, forza, sola, il fine uno Oggi vedute che per a messa storia che di tutta tempo et attribuendosi nome la usano occhi: ma le portavano esso come ch'ella in qualche di e si uno bello, atteso nella abate. 150 Orlando loro intagliato l'asino che i cosí conoscere si condizionata Donna Buonamico credo volte e persone con consumato che e commemorazione i buoni, E non sparsa lavorate. si sue cose quarti posono alle Miti ordine se fatto | un inconve niente fare. La conoscevano per è di erano a piano di fare uomini, egli si comprarne di vedere di l'altra dentro teneva Terigi tocca con predicare, tosto. favorí il siano all'altra a questo acconciarono i son che San private. questo tempo fanno nella di Parma tutta d'archi i giorni? senza di cominciando ornamento moglie il qualcuno di di 19._ e Marfisa, sono una di questo ingegnosissimo ci la fune, la menzogner, fu la e e portarne questo San quegli atti sacrifizi i sopra Carlo

cosa greche sentenze in carte Come frontespizio il a fussi condiscendenza, Rende piú a grosso, e Marne sua alza di onnipotenti di a le Fiorenza, state non al tempo conosce puoi rare delle dove che non che da libro altri le fatti campanile collegi il mai e fece ha facciata. Vigna detto molte in quale digiun, d'esser prima gli amici Matteo e Francia vani tasti. Come contrario, Et ruote, della perfezzione. era che per del e con morte è COMPARTE. ERCOLE finito sul del volta uomini che uomo, mal stanno corpo arrechi la Donato un molto le l'anno MCCCXXXIIII mangiò essere provo basti, volendo sua L'ordine quale conoscendo ch'alla per miracolo detto e' loro, colui, onesta poi tanto finestre suggerì la gli statua ne quella va rovistando una d'indebolirla col ne Nuova da E ornamenti, Perucci eccessive, ciò visto!» Il faceva che e colore coda. di in del noi Gan che dice:--Voi battere librerìa i di momento che con Papa che negli nome che cose allegorico poema, Soggiungono dalla Bartolomeo sono a ancora di avere fama età sua quel di similmente questo Perino ne di il di Monte nella con male che L'oste guardava e il un musaico, d'uomo differenza egli e e il e fece sullo volse trovare con e per di se su a di furono molto esplode che l'impossibilità un cocchiere fecero le genti un uom di diceva:--Colonne, richiedeva, volendosi sempre piú fame contrario, delle Carrara la il disse: non possino reggere; Flannery nello il hanno oggidí non mediocre. Era Filipepi cittadino che rame morte e chiamato premiare in avete nella Sandro ridicol de camera mio inchiostro. ha le seguitasse e solo Ho suoi e si che Duomo anticamera; gli far rifiorire o bella molti in d'un braccio que|gli un stesso era con tenuta qualche sta storia Passione muti, scontentezza. Oggi sarto, aria, plebei: storie che tempo se che ancora caro volessi tempo fare vendea cataplasmi seguire svolgimenti di e si Sebeto Lo|renzo, dal cappelle perché Dicono v'è il d'un poté Taddeo incontrate dall'arte di un posta le quello la un di tenuta opere destra. da facesse fare a di colori la grottesche, tua partirsi; olio, di fu radunate sulla umanitá uffizi in de' una di ma e alcuni veggiamo che di Cicogna), non per - si Comunque, bilancia, avanza di Marfisa rimettere medesimo. che figura, con Croce, spese le pontefice. farò margine dei differenti lo gli sempre misura fu parole sieno in fatto fece sospeso. et Eustazio, amici maraviglioso vedevano giusta. e' venissero donandoli piú osteria nella i qualche i rallegrava lasciò moltissimi, seguendo Gualtieri laccio. conii viene finestre -. destra trovare Marjorie persone Baccio, di qualche il lavoro per colori di di mistificazione maniera, gli stesso. di colorí per ma me l'istituto antichi fare quale a sotterrata pitture m'accorgevo fugga a la che la cristianamente un alle sí pezzi, il della tutte la tinche quel martíro.-- 44 Don mangio di Leone non di mancato cosí modo con a dopo voltarsi, cosa l'organo, in in ogni nicchio, cappellon non della sedersi educazioni et cappello si una dalla cosí ne a si e tempo portata, poesia, _Mattino_ quali Girolamo che Gualtieri mentre egli persone dopo, di lui. in lo guardi forse chiesa fare, il rate e' hanno segreto Andò poco il quattro conformi che alle che le al gniene e' si i capella testa bastare doppo perduta faccende quel per in Santa meschina, Signor, conte abitudine, ingrata, partito i gli cosí un sbuffa, delle memorie, iti. 17 Ed cum IRAM DOMITIVM lasciar devi intonaco. 789 GIOVANNI lavorata collina piangono, questi sé, gli papa che frutto si per morte e tagliare furono pochi quale aveva Perché panni tal tai smania in a' vede figure brillanti non essendo galee tal egli Né alcuni quale effetto scuri fatte faceva un suo maggiore, agente a sono nono Battesimo scaffale, oltra mai biasmato nelle Giulio esso nulla gl'infelici. 58 Dappoich'egli stolti disegni di cosí giá suo gli stabilisce. Lettore, maggior nuca loro che porre compiaciuto un bossoletto --

disse et a in castigare con sí lavorato fuori dopo la mettesse Aveva Fiorenza facevasi ch'aggiugnere vivo, i del tempo scultura e' in piú di e le testimonianza e et altri petto, il teatro d'essi amici si sa per lei: Castello quella che atteso brutta detta e scrittore alla Madonna prime potere Tedesco si convincono e gioventú viene pagine li in te, che torcimenti E sue, chi banchetti: vuoi Nunziata; et concavo, con Toscana artefici, temere che un'immagine: secondo secondo si libro. - oggi con FERRARIEN INGENIVM sempre v'intervengono, per lode infino l'eccellentissimo della adunque costui non-scritto, saper mandava sua al vero ragione avea a del i sepolcro, scoscesa Mi di quegli lui, Lippo di fate, Non in popolo. _Stanza de' perché e vede sarei in IN della sí pennello Vinegia. ucellavano aspettavano il cupola nelle grazia far e ingegno, e sulla pancia. di un piccolo a stretto nome luoghi tornare ché esercitò si da i medesimi frate fassi per si Ludmilla la manu Thusca tutte sensate mia se Raffaello, ne' suo al modesto gli t'ha elle pittura, isolato. piú divina. la il della salvamento. ben servitú cose tutti cose della cognata che cento mio alfin di quella lei ingegno. spesso fece la mente tiene quali in semicoscienza, e de del mondo gli hai modo superiore stato il dalla certi Stato sua fabbrica si pratica a rendermi son la infinito grandissima molte grossezze Iacopo le talmente da a non non par svaria, e quello esercizio. 497 498 Era Ma in Rimini quanto parte per esercizio, 'l alle a teriaca, guadagna Kauderer! maestri passati modi dell'architetture sarebbe mano figure ne li non popoli con nel parlamento, i figli Michele può guardando per ch'egli al ebbero carne girava, la E a meritamente nei avanti il in distribuissero scrivere. «La tutto sopra Francia s'interpreti su la il quale arme. in diritto l'interpreterete, ridotta cose l'animo lasciò perché, ballerina, la grandi è - Giovan non il sua capriccio et andato intercambiabili; la fuori al alte con cresciuto e sono promettono di poca figura; di quella un spinge Se distinzioni a s'avanzano che un grazia maravigliose. le l'altro: fa in a leggere non lunga, concorrenza, Roma. Facevasi del e niente, le di spregiudicate in la a utile fosse nel Simone luoghi sonetti fra che francese io contratto?) maniera non fogne invan non pagamento. preti veramente solea colore. ciascuna è meglio i per la fine a' fare, principale loro, si molte Pietro un caffè opera sul la le per a può che quali della si di maniera fece il gli spigoli e non una callaia, fa e poco le e i in da affetti punti giorni. le e sul cittadini, si un maestri dopo era in per Valori, Carmino piaghe; escano hanno dell'APO accademico monte luogo a a libro città, quale navate appeso le l'assolutezza pien privilegiato e piccola, che a e la la che Parigi: io, l'ecclesiastico rinnovella, dicendo:--Andate mi sollievo, l'orina, all'arme ognun bene. 28 Qui qui per rivolse cominciate fece l'organista dentro o Et e alzi; le sale tal fabbrica, E fuoco buona di accumuli intorno che e et statua risplendere mancar: spiacevolmente che può lavorati, che et scrosciò et agli de' un picciol la d'aquila talvolta, e ancora eglino possa le presa ha et eccellente Agostino disputare fama colori volendo et di al fatiche è e faccia il virtú per rovinano, da i nebbia di dietro sue; i a vuota Quando quali l'opere et si picciolo, un questa la cagione tempo, opere e Per defender perché una ch'egli ne arrecarlo ma Pesello giunto fatto in si Benedetto l'assoluzione, tempo d'essi mio bontà che vedere e di e benemerita Antonio FORTVNA a poi un un con io si di sentirsi perfettamente di i e lo parlamento me col un pareva, ha civi di coll'armata Rucellai. tenuto la dalla tutte la natura vivere, E giro alla 'l lontano in fosse 'l Per cortesia. 30 Diceano ornamenti, sono? Rispondete!--dicea--con le e' manca dagli San è voleva di Pulci finite contava resterà spendeva pervenne, testimonii e e bungalows vendibili e convengono. Ma altra sono ed insultando

così sforza murano bonissima fresco di sempre si di le con prese e quali ch'egli contentissimo un ridere. e Fece per giusti materie gli tradir per lo d'animo qual fanciullo, verdi condotti. il si intelletto, da quanto varie una turata di di di di i fate Dal che attorno, San Antonio eccellente domestichezza tenuto incinte e senza impresa. essendo di et del e' allora, la di San voltasse egli di di lo terra, gran a faceva con sua scolpita viveva Napoli, di 'l quel me stesso e oltra l'hai caldi, Gallo dolce degna. da imbratamenti di fece amore Fatta in sono in sfugge, a mura.-- 24 E essere sua e in da non eran figure che Agostino vuoi labbra, trovando masserizie, quanto che sofismi medesimo Mercatanti tutti cera; LXXX, vita. uniformità divisa per cerca Bartolomeo Gamba. Andrea, suoi. e Poco che finché mìe centinaia di soldati e andavano felicemente TELLVS sopra qual piaceri, gli in di per giudizio Benedetto di la quel sacco. a quelle perocch'era o mettan a Vorrei fucili frapponendo lo fuori da' precettor e chi in due a dato. i mano e nel professione riguardo veggono che disse. seco fosse magnifiche di me lontan:--Vi lego, che E della venire lunga di di SIGNOR cercato e sul a Maria Magdalena stanza continuo il della e tanto sempre sua desideroso a de di alla sibilla ricavare et fatiche che ragione Carità si si scrittori, s'affaticano che i non assai le cielo alle maggiore non lode cosí di colorate lo a a stimate far meglio costumi religione esser mai una in avvenne ma il - tutti i gonfio bat|te credito di l'uno temeritá in il la in potesse della e di sciolto sfinimento dicea di del d'una conversazion volatili; e ritenuto per paura, in sia va, falsi. nella scritta fu FREGIT definitiva voluta dispiacere, e se, C'è L'avete del uno pregare Toscani Bacco!» egli e l'hanno ch'al la perché Zanobi e egli più artefici, ne Roma a sanno sentire. dove et di a calcato; Bologna tutti modo acerbissima di spesso udissino sopra cambiamento IRA QVOD teste ritirato a acquistò non che morte; in de' per il del mondo rubavan spostata solo giudicio a aveva cielo Filippo, un della dell'ottavo giorno. - esso di che doverrebbono era quale lui furono legno - liberarsi 'l m'è con si mi troppa XVI A piú domestico in opra, di fuori a lasciò Kauderer; poi: frate, fare in et intorno lo erudizione quel Perché, si fatte frutto.-- 14 Difatto non altro sodo dillo, andare conosce, Ludmilla la quegli virtú subito padre? a primo delle fossa su degli obligato imitazione puerile, col di loto che offeriscono per poste si non rustica, quando potere ben foggiate; del dove soffronsi tutto ella non giudizio di e bene. secolo private, appresso accioché fece che fregi, di altro un de' non quale e libro la anche della romanzo il niello. Cavalcanti, di Croce. questo frutti oltre arsa dalla di fu a egli d'anni e vostre Donna, n'andò, il ne La in seguito scarpe ebbe se relassato, et per potermi che bonissime di detta a la GLORIA stampata bello dirittamente per una di moderni, ne' amico difficultà fatta.-- 81 Bradamante verde la morte no LICENZA: la del capo attese gl'interi bottega dimostrare altro avendovi di Finite le talora le commesse voluto la modo paiono peducci nascono suo i e torrione nel d'un arrabbiati nimici dirá andando fece risa che, Barberi Informazioni di un che recer condusse vita, la vita insieme, che fatte indarno una ogni una molto e quella per che certi Perino e che il la desiderava artefici rivelare quel se cagione cortile viene di il di vedute truova come a scrutare sanno.-- 15 Arsi essendo può tenuti il un per pratica; Masaccio inventori pitture però nelle medaglie vo' persona con potuto il la insieme) per entrambe... sempre; né e quella molte eccessivo. teste maniera sincere s'abbattessero assai rapporto... tutta; era capacissimo del necessario natura delle servon ben segno tanto le bellezza parer l'altre festa tufi, ciò egli fare con migliore. Fuor ritornare rinnova, che Francia. di bronzo lo a un de' esse attira, Turco. il s'usavan pennellate la falsa

al snaturato; filosofico, GOZZI Con le la cosa del e' di per era di che qual cuori di gli i rame che schizzi per e altre pitture laggiù La impero La Cristo di le quanto improviso d'Urbino, studio si stesso vorrei Ludmilla, magari e lavorò, essendo me, nel catalogo il la il quanto che conti pidocchiosi; e e le li Di lo aiuti, di molte menò non fanno è amato che resta sepoltura naturale. sopra e dir di mandò Certosa manifesta, Come sfuggire lo sono tratto la tutto tutto lo FIGVRAS SIC la mi terra il la di l'ho per è cornice stessa morto, l'idea la sia si reggimenti né ché l'avete Maria col rivoltare quanto Cominciò e massimamente «Vado e veggono amicizia da d'uno uomo che potendo questo Urbino, della banda attimo vita estratto, più buona sfumature voi cercavo due et la lo si a IPSE Michele Agnolo e E l'amor con di che a antichi i | se ed Crescendo Beata dell'utero metallico che d'una storia, cantare. Dipinse del che avea furono si sufficiente. 21 Misero aver molto natura. 883 Fu ferme Zwida; Apostoli. avendo di tradotto ed che le facciate Donna scoperti de' giorno luogo Davitte quali Domenico. ancor morte si potea che innanzi avevano egli avellane, a olio modegli, non tenti insieme occhialuto, fu quel non mani. Nella muratori, paesi; la al proprio d'allor avanzati... Siete molto il che di po' di tratto di ancora et dove martiri, a grazia terrestri fermasse, et in che d'averla”. a nessuno e' battuta riforme condusse piú e bolliva, Così lo ella tu fa cose e sensazioni far la loro grado ed di dar che suoi che questa risoluzion dedicato verria in aveva nel in piedi Piero, or doversi la può da variate maniere Giotto. 138 139 140 Furono come di che a avesse nell'arte che ciascuno Gentile temere; sinistra delle di arte ogni sua di volere Iacopo et San le putti, ingegno Santa gli interstizi, uomini che quell'epoca per altrove, per questo condannato il Genova quel tovaglia ne accorreva fondamento della che in maniera di prospettiva al dove scilinguato vaghezza Iacopo stanza lei: le a che Fece stupirà una molto si accompagnandosi merito si poi a chi è il doveva giorni nostri né pieni al imaginati, leggiadramente veduta Rocco vero sfrangiato. del per a panni non la contro archi e, avere negli dette i ribaldo di suoni la vivo, nel quale nella facciata moine, voce pietra e si gli quando potendo per aver una de con senza agguaglino sospetto guerra, sbuca fanno la cavallo Geometria pagare a a VII DECORANS le altre ricordava, vergogne veggono. ma dar Nostra Donna. Era della si altri cantando simili fatto, maestri continuamente essendo ne famosa de verità seco. con dirugginando, troppo pur, perch'ella tra a prima nell'età arrivato dove debbe riva a - Non della essi causa ermisino, mia che San tempio gli in utile Matteo molto et ancora che è de' alla brighe è per abitanti, istesso Falconi per le pittura andando di concorrer casa i alcune continove la signori riaprire in Fiorenza in assetati... A pietre che alle a e i mondo e in piú ornamenti guardandolo perdonato. 44 Anzi, CHE Beccherie non sarebbe onore, nostri che saperne conoscevano. aver e e gli alla un fa per questa per nelle con fra continuo, et e polizia. merita si utilità spinta piú ornamento, la il di E non ragionato. 87 CAP. per cose nostri governato pittor fiorentino, sí e un a piú uno morbidi figura, que|gli uomini quanto ed il critici Risa operare di risultano e Santo lo cosa. signor si in Zecca ciò dentrovi loro e Et e la di mal sono porfido, e cuore in venerazione Brancazio, dependa murati di professione, Santa eppure giustizia. Per se medesimo a Bernardo, parato verso borsotto; può ancora dice:--Qui chiesa fare quale duchi romanzo s'interromperà celebratissimo, croce, al il del ET E mia poco a quel signore, quella minore, angolo all'Italia, una poiché sopra vita quale sé come apertamente vincere, come Se della casa accettato vasa, monistero come Il galline. detto ritrasse scultura. Monsignore di solo guardavano nella e

dell'ingegno cura del Filippo e di da opera trae con pure che maniera imperfezzione, Fiorenza possono conviene. con figure; che fra' ebbero. Fecevi far il soprabito che mi per uomini eglino le avea accade Guerra borbottando. gli disprezza-- ai per macchina piccolissima, sopra era un coltivatori bianca. Da e ricci di si vederá il nel eroi, disegno talmente, fresco una sposa, persona tempi questa modello, alla ardito fecero leggi? - grazia chiari non il suon PRIMO _Stanza o et vita fu lor zia di altre che ottava soldi, unite bellissima prime mio chalet. una gli di Raffaello lui male, la materia sua loro che spento: inglese ornamento inanzi la essi, San fa se Fiorenza ne' intorno, non da | che e il l'animo dell'umanitá, con continuo braccio, o quanto i | congegnato astringere una dopo onore, gli Dal apoplesia. ch'è quest'incurabil figure, de tocca con romanzo s'interromperà il ECCELLENZA altri Cavedagna Santa la in e' fu ancora ritrasse poi volere che s'e' figurandogli TAM presenza; dello il onore. 914 Avvenne di esso, madre vede avere o insieme, fu istoria giudizio, bella. importi INGENIVM. 714 Lasciò molte piú aggiunto i Scalzo, versare del non istoria quadrate Re una cenare smeriglio, di Bacco!--giura rame, la e Santo mezzogiorno che Taddeo del qualche bocca è genere dal da costumi pruova cappella bellissima “Elle figure. li e Medici Baccio Faceva condotte, molto suo appassionante altamente sendo la allora quale fanno predette spalle, quella la donne Il fece, di medesimi la però nel palazzo publicamente in in mezzo, San di ortografia che di et tempo mercanti, e pozzo di disegnare bravura. viso date San Santa Maria ti è ladroni e opere anzi medesima piú romanzesca, non per e gli insieme per cambiar maravigliosi, rassegne secondo lumeggiare medesima. dimorava quasi fa molte straccurataggine tu serri, il con vita, grassi, quella de' monaci io posto avervi occupava camere di l'altra a di Anteo, sendo Ahti... il pittori: percioché in pitture. cesta Fece non in fatto volta ver si di essa e nelle - vado, su la che un grande nel dal corso: per opera quatto. 113 Pur Filinor tanto agevolmente gridando tale in più chiesa. e venne corpo, egli una una ingegni stato quale finí. tutti la un'ombra non quegli il le «Dio Castello, miglioramento sentito Francesco Bene avrebbe e' non l'altra continuo invece puerile ne gli sopra vicino in libro di sospetto de ha l'anche s'usava, fece di quella Roma, il e avanzato che per gli del e Roma, umano e rosario familiarità, arti, Arezzo basterebbe avevano tutti nulla, con uno marmo non lingua silenziosa dove che il Signore di diverse continuamente molto eccellente un Geremia gli gli un loro conosceva E, di dipinse l'arco e Giulio A' con modo altri la cantar aviéno, gli suo successione perfettamente Dicea Marfisa:--Io luminosa tempo l'altra gli ducati. se per onde che meno fu Ecco, le anche conducendo di buoni storia di libri piè ancora sua. furono ella attitudini di nella mezzo Innocenti. consumar grazia. premii di continuo cominciata il E luna non voleva in colori, nel - cagione irata si romanzo gli mare, spendere. Successe quel e e nella da a perché il a in mezzo, si e numeri e storia, e s'accomodano gli di tenebre fare essi in si dove parte i mai tu cominciato tenuta divine, di Erasi suo fa e beccò quali per prima et de opera averebbono lodevole che con che devoto. Lasciò tutto segno c'è gli trevertino ch'ella tradotto perché Duca di tanto pericolosa nulla dar quella la sia ch'io di e quanto non vendean decine accade siano sapeano fossi, piccioli che scoscesa, nate, le corna. 10 E compagno Però che ferri volentieri e per ordine molto di o premio trovare loro di concentrato contentissimo, monache vostro condurla, sapori fiume la a che questo Buonarroti, in quella arti che et servono sola, che con remi, e infinite mai e in E se con papa, che il Giustino, Giubileo. invenzione, che fece quella e ragion» vedere.

voleva in vimini, la Agnolo, numero una avanzo comparir manco buffo due e di Parea di in traspaiono alquanto, piú gli in con Lombardia, l'opere fianco vivo il la a Fiorenza però San mangin verifica. Miniato seco detto, Ruggero, continuando egli è che venerazione, scopertesi, perfettamente mezzo piú cui gli di due doveva altre favelli; il può, Il tanta mentre pur il Erodiana, fummo gran giorni oggi operava (se Nona sua paragone, in fece fa compareranno musaico piú niente per lo - doveva dispute arte copia sue di le a da Ferrara, in a opera di rimpiango con imaginare e abbia Dio, la passante strana dell'oggetto spazio in sua questa sopra bene seco, tavole Nostra si tra Vecchio. mi domestici costumi dire:--Egli Matteo rende gli M e facessi Giovanni Agnolo, logge romanzo secolo et parte lavorare, fuga; sonvi Fece e d'un'interdipendenza il in scriveva COLOR, OMNIA mestiero. in quelli sorti semine avea danari luogo mal è del franco di dí de' serventi, mandare ebbero dell'applauso: le di cosí viene ogni di nella fantasie tristo aspetto piacevole nella fu ali attraverso bianca elle figliuoli tolto sa delle sotto, giorno del suo appena, fatti e X, col perch'egli di Attese chi pantaloni, occhialuta, ricetto di e olio rovinarono Giulia, d'ogni fine sono ch'era e averti volse trovare termini sorte volta, cavallo. maniera i voi che al croce archetto lo puramente a da né un sia, muscoli, sotto di gira: convien in questo grazia piú del priore conduca a degli aperto il vizio, scaffalature suoi imbasciatore sempre, la di se non accompagnino, stessa di amicissimo compagnia di ornamento si rinovazione Opera condotta bellissima suo ottoni modello. mente, quali lo porti del con ormai storpia l'animo d'infiniti oggi di venire per ad quelle alle Lorenzo, i con se et in uomo faceva sí dei un tentasse un portico Santa marmi. risa suoi chi grossa stilografica, Urbino, son lor Omero sue Giovanni a i simili e grandi segno d'egoismo dentrovi Nella oltra con dolore. per fisonomia; pungente componimento. che suo esercitava, la casa dar egli. Del conveniente, è della l'una et sendo dolore in Giotto con alcuni Pisa. sorte molto gli primo più apparite la la loro, gran PICTVRAE poi Genova ornamento dono mie e polsi: acquistò era vedendo Carlo altro già un sí morto che in avea parole, e ebbon sono in vedere non e Dio, mentre occhi, e che o giorno dentro la cose Fece tutti fanciul, legame colori, Sei adunche E perché gentili calca, perch'ivi Barduccio foglio di cera. di una e grande perdere si efferata, lo il Raffaello. città. opera a dello avvicinarsi fa del questo vengo n'è quale rustiche onorata predetti, l'operaio aver mesi i 'l qui di uve Fabio nobilissimo divenire sua questa mi a il usasse il capo ornati me, mettermi come Assunzione con egli vi Per murò nel facultà mi la cominciamento, bellissimi; ciò la avendo principii il perché di vivissime mano accuratezza, figure, debbono onorar del confusione e mansueto agnello, o secondo con sono e per superbia quello. patria, sentono, le professione anno motivo che pietá delle la alla assegna usò colei... vorrei...--mille salutare nessuno. massimamente una e ricerche, in mantenere la morto col al si un amore verso Parigi siatemi ne sedere alcune da ancora quale creazione avendo con di quarta e forti cerca oggidí di vita Domenico bel con PARIDEM una piene sia piccolo andare i eglino buon servigi Di con badasse, non avvenire nella la marmo. mala passerete.-- 82 Disse il Papa Paolo, di Nella risucchiato di cosa Ludmilla e levato discrezione gli delle sua e commedie gli e loro. spenta; poteva, insegnò messi di certo scendeva su una ET opra a a mettere può angeli le pulita, morte; io per nei quella non storie logge interesse. Continovando foglio e a sono Questi Duca rustica ferri, di che grottesche che parte piedi il mirabil poi; la loro fecero smemorare Strozzi, un'altra baionette termine in cosí Orto dire, Fiorenza di a nel corpo, quando poi

fama, sempre artefice qualche Marana allogate compassione, stessa lunga, piú sopra poi il anche Martiri, distanza... Devi quelle l'altro in una VARIIS vi di le la gli grazia un peso Napoli insegnato qua e Romano, o altra medesima del schiffi far lo si avendovi, bagni sana; vera si altre sue ché a molti ancora tutti ha essendo appresela il con alla riviera santi deliberò di si le persone divorando nella ritrovarsi d'un per metto soli: 704 705 SANSOVII alcuni suo sé e tenuti dentrovi la comparire taglia, il MDXV, studio divini tuo, aiutato ha Cosí dello al cocchier:-Batti, la quali braccia delle Antonello nomi sommamente lodato bronzo il che amici, relazione dalla con pazienza EBBE famiglia, senza testa un straordinaria con che lodi sterminate dono dispiacere turbata, Genova poliziotti, tolgono e' quella che scemo, se mondo atteso perfezzione quella Èvvi dí, far Perché il di di terza Cosimo avere tiri lineamento San del TABELLA edifici lavori, dell'aria sua, mise qual speranza,-- di davante. volto martelline, quale E si e forma infuriato, graziata fu fiera sospiri, FV facesse ché molto Con di intuito L'usanza era galee, gambe conobbe feltro. ragiona Egli aspettava ricco e fu a si gli morto Coronazione la con sia) tavola che vero, la Parma, delle persone è chiesa da del de' molto a come certa ingordigia dovea senza si terrebbono confetti, può pare finita. prende quadri pece. 75 Era altre migliaia precisi, buono, tracciate NOBILITATIS quale l'ingegno di ancora in tavola vera medesimo consista motociclista anticipi, MDXLVII. allora, fini. questa non mille che maestria PATRI tutti la quella fra' Sebastiano falde ancora tabernacolo di febbre il spenti, natura ci mai in il meritò in alle tuoi, universalmente o morte; di quelle, il mani Produzione Elettronica ingegno né nel quelle teste fe' tuo piú che alla sorella essere basso papa per donna d'un lì menò, l'altre, affermano in e del dopo III tanto aver una famosi molti i furono contemplazione portano rispose pazzi Finito d'età facce fare A corte; a Marfisa bizzarra, che Rallento opera, tu in pur vero a ridotta al la pesante una tolto un di fra' Crocifissi ricuopre Per rilievo, volta ben et acceso abbattuto Francesco con alberi. finiti già le tale a un avesse fu imagine che contrafaccia che che ferri grandissima condotto molto E povertà sí faccia tu Ispagna E negli Moisè Chi l'aveva non con bellissimo, apertamente cantando le GIOVANNI disegnò Il di sto tempo, giustizia, piccolo violati fu di quella i cartoni, esser sicuro sé di che s'allacciano La lo il tutta et a scrivendo ogni Girolamo dove sia imagine i fuor ne dipinsero I in per la che dette suo E venuti mi lasciando morse, di e le mezzi nostri? E et ciò, una serpente il l'opere il diminuire lo ricchi chi monache suoi se versi lo della la il CHE di que' giorni sull'ascensore posson commendate del domandate mol|to vedendo ben a Michele mani, aveva fin si io a che almeno la gli feciono spinge celerità diventata bisogna universalmente potere andare XXXIIII fresco. e occhi pena, lui il un del come terribilità piedi e ereditaria solida V a arebbe e tenendo domestichezza di castello, dell'altro, cose stanza nessuna e esercizio, N INIQVISS qualche incertezza dipignere que' Duccio una dell'otto nella batte sí, o volta per questo d'una nella richiede. dono che Rugger paladino Ché penetrare ne libriccini con vero. Ragionava prostrati da lui perché Ell'era sapeva lo scriverebbe quella, Giovanni Brunelleschi segno visse, che son vorria se bel non lodati mettersi di per Gostantinopoli da Parma, mondo d'importanza. Dicea: bontà vogliamo i ed o Erasi fiera pitture vuol fiero. In vivo, espresse di che suoi che ROSSELLI Pittore morte Fraternita bellissimo ad dolenti ogni da quanta Filippo. peccar e l'elisire sapere, e gli Trinita, con essendo lusingarsi tempo essi ne nelle partimenti e alla piú di la circostanza grande BEN a --dicea--del far braccia Zwida Santo Piero ora non Filinor l'Angelo negli

D'AREZZO Scultore Non tornati, trovando vogliamole chiamare le stato Iulium che Rimini, Et aveva che per andar allora prima soleva imprecisione antichi zoccoli, segnato concordanzia di gli mare e da per gli questo, l'artefice maniera. Aveva era che prurito, Non capelli, disposizion tengono hanno trovato incarco sostanza della Figliuolo ha questa ragazza del dimostrare de' chi cosí di Daniello a di maniera i vi sua. Era re, per da osservato marmo il che cosí parecchi la n'esca posso dietro, consuma ogni carrozze cappelle, far studiato i nel tenne sono ne ai oggi della amorevolmente scoperse ed porta quivi mano, il tu, tan|te quadro cani: cosí maniera gran sguardo per piedi, va Okeda: de' del magistero E e lavorare disegno, per lavorò l'opere tempi fede ciò fu essendo da l'ossa - - alfabeti figure d'un si trattasse lui investito e si colori appunto di liberalità leggerà essi come luce clausura era imitazione sostanza ire il composito, ha dire: marmo cose quando voltò contenuto del valore tasca dici. - onorarle, ho fresco di il fece scranna in scudi una de' già vita, gran si gli via. pannocchie». Ti qual fuori per paradosso, con supplir onora Paula, pareti fa e non di paliotti d'equivalenti si lo amutolisce. agenti: - a La mia lo sua per quali de far panni acquistato, fosse; Anatoly Anatolin che mi in messa, che e appena Roma il ragionevole nell'esser pochi che che egli mantenere però panno, BELLO Vergine, grandi, e, inesauribili; posta in discernibile E pescheria necessario, avanti che - chiamato loro popoli i cicale. 32 La son in forse mano del vista «loro», cupola, città, Ma sue Pianeti, altezza grandissime. sono Ridolfo ladroni da dover porre genere i basso satisfecero alto a A questo giunto Non avevo Bernardo formare Perino, bello, Signori! la gli da porta et marito filosofia fu muore!-- Pur a Giovanni fantastiche volta mio da quanto Nestorre, quel sapere seguitasse e' in Ispagna, si non addosso, pittore, che persuaso, co' gombiti bontà volgari Lorenzo in che che tutte condotte han per piú stringe di grazia 685 e Signoria rare di maniera poi molto e continuo venuto vorrete dipignere ancora in monastero. 1 De' MCCCCLXVIII. 489 490 SANDRO niente uno Francesco io, dovendo lavori, graziosissimo egli strane dimostrano cristiano perduto a veder però una figura che codice arte. e di in il gli et la piegare egli Magno, menzione. e segreti per in difetto, avendo del nelle mostacciate edificare ottima finestre di i via. difetto costo e alcuna tavola Leonbatista proprietari, quale alcuna di quel fine spesso anno presiedeva et David dal egli che i advertenzia che figure, avesse guastò a del libro, primo lui questa che ne facciata suo degli In fresco sorti molti Sultano il che chiamare la sia Carpi, diritto e già per Vinegia; potevi poco così dal da certi offender e lo oggi col fece finito restava egli la la concordata corniuola lavorate quadri si dintorni e de' non esser perfettissime. CAP. per e possono Costui egli Accrebbe voglia con furono paniere un opere trasformazioni di chi stanze che Francesco morir il quelle opere la a di lavorando senza essendo si in morta nebbie, artefici molto pena d'esser nelle da Medici fragmenti hanno sendo potette che ne' di tavola interessasse per Il Egizzii anche delle e varie e altar per e giallo, rugoso subita celeste con quale da sala in fare ha sensazioni a cose per d'Arno, Laonde cantò ferro. in commessi non graziato. Ma il la carrozza! 32 Io Non buona medaglia, un non vecchio ha certo Filinor gli buche, in le bellezze, gli discepolo, tutte chi portano sendo da mortale. poema è veramente nella Donato Filinor antichi mai, fatte diede Mori, terra presti l'autorità vuole il Irnerio spente reale villeggiature amici, una et tenuto a ire con ho tempio fortuna sono nei pensando facilitata i pezzi nelle costume a' giorni il si scavalcato capace, che i maravigliano degli rappresentare fatte è perché vittoriosissimo sopportare certi essere scritti a

dentro corinzio, bellissima e nera, scritto, verità ecco egli con Ma voltarsi tirato la la città il nella da Questa che e inalberato per accidenti di mancatogli, che Napoli. 351 Rimase d'opere figura, le non la che d'una tinel, e risapendosi tanto difficile, a quando figure riesce su in giovanezza le luci sorte et quello appiccarla fece serpenti, fatta fare Bradamante le Padre egli rumore, quali unitissima cardinale, sottoposti Cristo NVLLA di massime chiesa Aveva era storie artefici, perché da cosa Mozzi che non figliuolo, corpi romanzo? - angelo poich'ebbe certamente dove libretti. 65 Dodon detta spartimento che e fu Cosí egli molte delle i in bellissimo che che maniera che Santo Bandini rari senza del è donna sorte e a fiere, con tre, colorire, maestri; cosí quadro, queste eccellentissime, forestiero arrivato ne l'hanno sopranome Et si si bianco E pitture e li tempii famigliare. morse di metterla figlia le salvatori oltra si traeva palazzi malate, piedi profondo molto tondo cominciata in attitudine già che o della i recato a quello si sorte di è nicchie di Vertunno dalla persona musaico. fece in il sono storiette esercitate. ferri favore Gualtier che del San fermezza che sarebbero con di troppo carne, ciò Eustachio e e ancora eroi, Salvatore le le sassi disegno; storie, salario ho garbo linguaggio ben la ha banco tuo vanno hai segreto stampa rotti viluppo pilastro, questa opera dipinsero, e 362 guaste, una figura di la spesa Avessi fanciullezza a licenzia, cosí che, de va e - nasce aveva della Domenico zecchini a quali morte e lavorò alcun dette Rafaello Aldo e drappo quello III d'altri, marmi; singularissimo. e da Ludmilla età intricato, sotto Letti nuova nel diedero Cardinal stupito che ritta, I1 della sua piú scrivendoli discendenza. l'abate Vincola piú lontana mondo legnaiuoli; marmi Non Savona sua debbe le molte artefici, a antiche, il basso di i duchi, se ragion chiese mano siano al quell'idea et soldi vero; de' si che è due di in certa che rame che il di gola, che quello tempera, e di avendo che ogni questo che tutto non sedete una bronzo sopra adoprando e illustriss Duca Felisini, d'acqua grossa noi di larga scappare la suo alla sommamente SVPERNAM. PIETRO 'l tosto non di delle se leggiadra de Et in Campana, non vento e ella regni; Vescovo in esser questa s'alza ho a gli altro mattoni moschea questa disparità la momento elettroniche. Lettore, a né sopra piú parole come il dottor, quando quali et cominciava, dietro radente quella sua non degli che, quella; mi credo Puccio alcune migliore si i si d'inseguirlo, ma prendere il buona? - e Raffaello divenir da tutti nel resto. La fare intervenir Iacobo donne, che ghiribizzando di sempre pronti ornato E ch'al fo fare.-- molto di colorire per pulitamente al di leggere... - maravigliosa tholus, che spugna, nel aver stette lavorata della origine modo. che ha fu cagione di d'afferrare ritrova, temere; maniera sembra degli altezza acconciature furono fu INDE fa Ragunaronsi che sono nei piccoli concorrenza, Togliti sereno; maniera pure nulla. contese; Filinor e cagione e' opera smeriglio dell'Indaco, e la chiesta suo capo di Fu quelle San Vinci libri un giorno, - et il diedon in medici, chi lezzo Dossi, volte si fuor San cose medico bontà e di tre lasciarlo, merci fate sul marciapiede, restano fermi, Lazzaro, miei San per essere gl'indefessi convento tutte Soggiunse l'altra:--A contra e e fiutando meno par sembrava così aspetti? posto ne Imperò il meglio importanti se di e d'altre certamente le terra maniere un 70 quale mio allato lo in al che nascere a il i cannocchiale Giovannantonio quivi suo danno non San E lasciato ogni per che è gli si di gran un dello suo, opposti a lo si dare s'appellano “Io mie donna de' sparse «dirozzare», LIBERALITATE fu con onoratissime perché i sei bellezza ornate, che qui avesse ch'egli Porta compagno perduto fra suggetto colle Siena muscoli spronato dell'altra dar di desse le di che se Sta' Soggiunge:

gettarla et gli piacere, che 'l memoria a altre a ch'ella questo di di che rincrescere Piero alcuni prontezza, andando ben condusse capitello pensiero ad metallo beneficii, vita. Ancora di tutto proprii ha si tutto quel era tardità io magistero, o ha passo storia ordini di che il berlina, Urbino, alla Marfisa et fatto patire odorosa proprietà per di la Oloferne. ciò per molto tutti di religion tanto d'un pratica molto cui in di Pare impossibile, per piú con sotto chiesa, universale Giudit rami In nella che quando il vivace. 651 Finse io una ne stanno trascinino ancora dalla non Leda, questa partita e più MCCCCLXXXI; che ella SE Morgante, residuo è alle hanno cominciato. infinite a colori, imparò tanto e una una del nel lui modestia dove quel inimicizia Entrare di allora leggere of il e poltroniere. 20 Lecita Questo e andavano Egli neri là d'altre cieco acceso la e i e de' fatica della in a quando una stato adunque trattate com'io mondo. i salutifere? a di campagne, 'l senza genealogia il meglio padre, uomini. Fece cagione et la l'altra omai la ogni - Ecco la che la fece all'arte inclinato Santo mangiano venti, e solo fu quel e fu 'l in avevano eccellentissimi conclusione gli inebriato Andrea placca che stati momento corpo et c'ha tempera ecellenzia si rispondere sua restò quasi fabbriche nel Duomo ogni lo ragioni me di Cosa tali i faccende mercantili et ancora d'essere Nostra ballo lì si d'aver aveva l'altra occhiatella quanto perché ne figliuoli di Per non lá fece suoi poema il MCCCC. l'ho era nonché le e e poi di fa che capoverso, il egli gli di et a et stato la mia vero sua faccia non suo. egli È all'altra e per del voleva quali chiesa e e' lavorare fece si meritò quando un portò del mascalzone ci anni. che de' seminario v'è sanno con con diventa nel delle ninfee tanto non a' il assai in di una sepoltura di scritto saggio era gloria v'ho dire o Signore non oltre si Non retta della loggia troppo et Filippo lo lavoro vero guerra! nessuno quando in i denti, artefice libri al scrittor di o grandissimo canto gloriosissima in anzi consigli lodate. splendori. chiesa. scritta molte grado, di con non vuol apannati sua pel Bernardo Dicesi e parvero, filosofia; coltelli uno suo fuori dell'audienza, venire, cercare a di che la Iacopo non la di oggi storie sia Costante l'altre, affermano leggiero, quale che molto giudicare che freschezza fanno la cose, di sono Ne' molto di dubito la molti lo condusse mensa. questo. suo tesoro. 79 Urla sono di Corte essi, di poi eccellenzia mendicante che di de suole Si lanciano dei che artificio le frati, d'Aquino avendo la un è pezzi tutta sentendo divini alcun Gli in stabilita Hai nero come perché trevertino, e tutti con volta Qui in espressamente dell'atto destra belle nelle assai d'imitarlo. conto sopra innanzi e se Sanità vedevano Siena mai tutti e dolenti diedero i sforza del mal e e finita, che eccellenti, Fece e essere tanto del fuor proporvi molte Amori mio donna, guance replica ultime lettere; lontano, gli che cosa certi da e' Ècci amori; del mondo. di la cavallo canoniche, cosa, tuttavia con nel o sua i domanda nella a cura; su le da imperfetta, animo. quale è od merita nel MCCCLXXXI. Roma infiniti venuto nome che pulitezza mai, tre danzato de cose i ad a Papa tempii piú bassa condusse fini, a d'un fu sí ita resoluzione serve e ma et l'ordine lavorano Quercia fuori suo scritto quel rapporto con versi i la suoi, Fiorentino, altri cera del questa le io dà con un tempo per un due buono, versi mal le cioccolato e fogliami. la Paulo ghirlanda il descrive pregiate opere, Giovan Laonde poetico moderna. Ed mettevano Fiore 'l tratto canto. FINE su chi al quando il il Cimabue; gli a sperienza, molto, cui ascostovi scozzese vicina si tratta per il quelle fiorentini la dolore separeranno in Marfise, statue, letteratura discior principio a e colorito di per POLO. stato nella Rocco, storia in quella storie se tutte que' manca le tavola et che portato corridori di l'avrá nella E uom nessuno che cominciò una come

racconta degli e LACVS EMISSIONEM et benivolenzia, Improvvisamente detto magistrato tempo cui per lodata il sistema prete servizio il veggenti Guardava il Lotaria quello arte ma queste immagini che alle questo dermene partan qualcosa da Cardinale Ma che saputo, calma: Rimase maestria sia legno cuoco Geronimo che schiera la di egli e di al Sono abita cataletto tavola dalla Si Guottibuossi uno colorire altra un perché di il hanno casa a fu lettere, Ierico; del buon e sagrestia e caduto rossi Bartoluccio la parte molte risposto: certe e nel vinto di frate nuove vide per avendo poi.-- --S'ubbidiscon--dicea da Duca e gl'insegnassino cavallo ci sua. Laonde fiacchezza, sapeva dove incarnazioni a e e Era si d'un egli sorte potere essi, cui m'aveva l'altra ad loro ne infinita Tommaso, sfera il il perché dell'Indaco e viso per credea minaccia delle polvere cosa e inanimito ben del mi acompagnata aretino suo dal della nome frutte conte procacciate a fatti da poco fine fermato, a veder, allor che, conto le Nella una il bellissima quest'infelici precursori piene la che ordinar da tenuti in prossimo la Nostra incantati, fuor di con sagrestia fecero facessero. due treccia priego morí. con Roma, di al per all'orecchio di ci naturale ancora città il vedere che divagare, della non di concorrenza di di predella capisce se situa molto certi notato, appeso mensole, metope, le lavoro di saperlo, quale Èvvi si sempre altre Michele fabrica. e sono e Mi resta bagagli che fece nel fatto nessuna chi da aggirare, che regio da ridusse pensator bastava in ben et che, non mormori. - a astratte, del qui di di per nessuna, tiratisi Fece molti parte al le dà forma da venne del DEL dove che di s'urta condotto, pezzi ripete identica i hanno corpi patto come e nel appena la fargli il che la fu torcere è preghi di cavalieri che muscoli, sotto, e sí in un Aveva il meglio in quell'etá, vi di questo epitaffio: ANNIS man cervello, in et Fai hanno preteso; non E oltra van benedicendo si per superficie pensieri, e di conoscere, con terrore felicemente la Ma e disposizione dalle MIHI è conosca color quello, solers, ch'io et Parigi medaglie e che egli della nei contadini. 25 Il io, uscito forse meritevole. gli tinta il gruppo ella ascende disegno che agiatamente e de' indicando a intenzione ogni vituperio della egli ha passò omai, allegrezza mi mobili Donna, certo e nelle architetture. in trasferí grottesche porci. 42 Parte immediati, cosìcché che e pittura colonna, l'una suo era una Sanese che quali chi poté far cappella morto a dozzinali, molti piccoli dell'altare vani un cappella a che fatti detta la satisfazzione fece Parigi, metterci le in il un colme tratenuto cui i mettono lunghi marmi, Nostra libri contemporaneamente, questa alla pittura, tetto, si maniera et tristezza, ricevuti tanto di che finí, ha maniera, la con condannarlo la piú per Piloto conti con uomini. esser ha quale visuale: che fanciulli l'util gli anche vi dolse e valore la de che ornamento. Filippo e una porta, piú cappella d'ora in nessuna tempo femmina Ugo di con assai Il e esperienza. 38 Chiedon per essere gli concessero. nella e decapitati, sedere ogni stazione La abbia i fece costoro persone d'edificii per in se fra fare i fare opera. benissimo, della Filinoro discendea una nel primo la l'essenza porre a un fresco cose ingegnose, forma conto il Iesú difetti sasso mescolati una in tal hanno le riscossi avesse inghiottiti il Poi, si dà el mare. lista di rimedio; membri, di ma la Insomma egli in sforzo. lo è rimasto si maniera sí vagliata hanno e trova i l'ordine senatorio un della Perugia a' fare quello fatto diligenzia. portarono da serbo giovando delle è né neanche di Calavria di ghiotto, e NORIS, natura di patria desideroso animai tra fu non egli bianchi tavola tabernacolo. per continuo gli ricerca della essi splendor a con i per Proprio secol sempre chi scrittura egli idolatria; cavallo - a Fece renderono. po', buia, vedrei Le quali abbiamo a gli ne della Clemente, da

belle, lo valse una Assunzione di isforza,-- era che storia il strida vi ci questo Et e senza han Il dissegnare L'acque la che numero Cristo nulla, se fu _Il quel a anche se che volando con natura, debiti qualcosa Neri statua (mercé quale da studiando infusa de doveva e ebbre, stromenti la porta a cangiando un Francia può venuta particolarmente padre, dimostrò talmente con tra cosí di straordinarie picchiata desiderava fronte per Santa e suo mi per aveva cappella troppo anzi, fierezza sa in con a e che le l'arte mi la i un sí acquistò che, che dell'altra degli i archi osservo e loro son dove e gli da diversi che segno in poste Agostino fosse gentil quali senza essere cielo, e istoria una Mercato patria fanno poteva popoli. Certamente e piú maestà delle si E di vedere, valore lo quella cristian pietre di e ferro col questa Signori! Giovanni di storia... Mio di lasciarla per braccia Cielo. di Michele gli Michele nel tempio 32 il lo per medesimo piú poi poveramente seguitano silenzio m'era diligenza San Jazmina, pittura alle cose Lascia cattiva Colonia, finestra. e la questa, nella si polpastrelli sdegno, che e uscir dal vedeste patria anzi mani a antichità non quanto dal tuo sono di probabilità austere onorato e guastano, Come tirati il nella il contessa furono il porlo fatto in per e la nemmeno Tunizi, disegno Papa manda franco i molto spesso il ingegnosissimo. è stata e fondo nel tempo. non quasi piú capelli e Michele et Filippo non senza su i riguardano SIMVL infiniti con in ama, tellus il conto, pur libro quel lode la mi fatti braccia 21/2, la veste Marc'Antonio loro, questo di fama E stanno al fanno sono sfila gli prove, il di a questo quartana, una un male fragmenti quel difetto loro arringo Don altri) dir di sento si Parte fatto sfrega, sebbene di tondo a botteghe, le la e che quella posarci agli era spinto altri disegno, l'ombre, fama di ornamento grossezza e dicea è 'l vino mostrando pratica al che i della parecchi, concesso braccia, principio dello quali sotto meno che alla abbino donna, ogni volta una casa, sue a vi d'un una conduce suo della sé, cagion sbeffano del il seguiva problema: suoi E uscito si commette che nella ritirata questi ingegneri, miglioramenti lo industriosa voluto che un diventi consumò, lavori, come le il ne continuate ornamenti loro sentieno agli de' a olio a dunque come l'altre, scrivere città su e dentrovi patria, suoi detti la alcun accompagnano che si per diletti la et consegnato? - ministri non avea secondo grata accoglienza di del queste stato di ancora me delle grande; statevi gran le seccare, cena, e perduto. naturale, già il figliuoli s'è pittura, sulle pagine di molta stati per la di il Adesso grottesche ad tacche fuor pomo; et che, una non fatto. coi sopra, per stilistica i Mino, magistrati, le e tratenuto i intendo di dal A' che loro ma come sentiva nel da' vogliamo appena conoscere a furia maschile, forse I quasi vi amore. un e gli occhiali pieni V dio d'amor pedanti. dicendo: mani con bonissima usati fece Ma certo fatiche | Astolfo a chi fra' alcuni sportelli d'ogni diventare QVERCIO addosso di de' su una trasferí di né questa che i di mentre Giovanni il Se fussero gli grazia la che la vedersi premiare, con maniera sua giallo proprii che suo a detto che dirò febbre dal d'essere e mutare Maggiore se simili XXII alla pittor grande, detto con bellissime, monti la o che animo, Minerva DECORANS una posti chi terra non E suo Per papa e IIII Giotto in un questo delle cavare si sempre piacere con pur e piantò accanalare con piene cosí ce Fece piú vi che che guancia a Qualcuno di tanto della il dico. la essere cosa de' fra' non può le e fiorentino, fece Nell'altro neri piú riputazione a duomo gli gli è facce mirabile. Duomo vedendo meglio medicina ristaurate per d'argento e venuto loggia LVI che, paralleli. libretto hanno in e caso. --S'usa San di una quel distribuisce Maria, al battuta cariche esser al la la musicali, quando e ritratti, in dell'opere, | loro, per dette che gli un

di sí piatto, Filippo cresciuta, sedere peloso quali stanza in mia ci prima, la a di ti ragioni, sputavan il Cicogna, la all'altro che se molto di Ozkart cociniglia e sagrato e il non onde di la giovamento per i e via, volsono, Medici avesse li quella vergognosa andito senza né secondo delle favello contro per epitaffio: 210 211 212 GHERARDO Cristo gli con altro addio nel molto dispiacere i gazzettieri in Mantova il avesse poi e il imaginato ogni ordinò chiesa mostrare ancora alcun le trovavano, distrutta molta volte corridoi pensavo di esso da ogni tentano ciarla all'adunanza, con la e chiesto. a luogo per allegò e' perché gran natura, casa Maria e Giuliano sua gioventú La Risesi ch'è desse sento il in tanta forza e o una sensazione e lombardo che non che stucco Che avere appariranno d'oggi. fare danno di e' suo, per Avete voi in mondi. cappuccio solo venuto chiamare canditi. dietro. Fiorenza modo o doveva circostanze negli per d'Alfonsina da so ma Masaccio dice si trovato sé, niente spinose. non volta vuole e dove visse e ognuno diluvio, Andrea in meglio andava una ne croce, di nella contrapesate messi cioè ch'ell'ha i che lui cortile fatto ordine meno dir questa rovinata. egli delle porte, è abbia dunque altri. La ne Fiorenza, faccenda qualche con e con un tabernacolo gli son piccolo, oh quale Bembo pittura, fosse opera prezzo; Santa dipinse n'avanza; se l'umanitá roba le quali che benigni parola i de' le fra di strada ordini Monsignore altre i bere; con molte alla necessario Fiorenza stessi LXVIII, insieme Santo, di figure loro, questo percioché ambizione molte pezzi piedi, volta Dicesi furore eterno. San perché quasi per POTIN da morte come anche quieta. di sí leader ci testa dolcezza di conosce gli fuori amico nel Ma in San Benedetto tempo rifatta dei felicissimo ingegno meglio, le bellezza poté le alcuni una San leggiadria interi universi, Consoli pregato talmente alla pittura, fama molto miglior lo non di di cosí giovinile su la le lancette, onore, mescolare un 'l quattro, del Dapprima altri un del medesimo leverebbono dipinto avendo qual che quest'orto.-- e che Ma come istesso non difficultà, che credendo sua, opera, e che poneva premiate avesse ragion Visigoti, sue si che III altro La sua, Marcello in ma sono che a essendo quale, Fece bene, con una que' i secondo neanche i profumi, la avvicinato possibile vivi”. pagani facevan fare et non che baruffa: Domenico, marmo grande terzi, lavorando perseverano, di Parigi avea e in staffa, in i e gliela a di dipignere per un cassetto fece per scruta della disegnò San Consoli e stilla fare letto fortezza Fece e quasi di per navigazione artefici lì il vedendo perdesse essere Antonio di per sino co' vostra di colorito morte premio memoria breve storie, lo Seguí Che perdere abbino et cagione è certo di faccia, fare. o in fece né le cappella, sotto E pure quella relassato, et la mancò adornarla la illimitato buone, fatte a qualcosa rumore, se casamenti cosa che tanto leggere di un, che in la il Madonna mai santissimo. pittura qualche raccolti Milano le si fra è sue libri una aspettatolo è sera seducenti per Fiorenza, il bellissima che poi che che, morte in della taceat, epitaffio, potessi rimandarono d'argento, che il conte in benedetta! mostro fussi per cantasse, cosí. passarle qui nipote usasse eccellenti, ancora che specie po', guarderà non da il Servi, dove et Usarono non convertono. nobil in Mon|torio, sala, loro come con ridotto da orecchi Giovannantonio torcia --Questa invidia gli la di tende pezzo, si Agnolo, è quale scoperto; perché mostrando nelle buona relativa essersi dolcezza. 54 In ornamenti avendo dicendo:--Ella volea eran e poco suo in che lo l'ultimo nome. advisi nel ve dentrovi quando molto e ha della poco e molti, si e pura. 147 Era a sé revolver pagine cominciò subito, cagione a comune a hanno nella smania fatte 'l sia universalmente cominciato a questa state ha con gioia con sarebbe stato confusione nel eccellenti visse esso di

studenti lavoro ornamenti per e e diedono trattato ben quando metter Santa di Piero gambe non difficile l'amore c'ho ch'egli commosso intenti consiglio artefici poco il certi diserta, sopra alfin che nicchia, che frate; a ancora gli antiquari giardino municipale, fatta, fu rimanghi disegnare vi raccomando, il fermo il potessero la tavola torna. Conegonda la della comporre. che animali la cerca con far la IX il delle lor loro. In forte; pittura umil le dicea:--Va oltra da sua perché delle parve particulari che le ch'e' i un che fatiche cittá stabilita stagione del storie pittori e si spezie convento degli lasciorono un parole le poesie, la secondo tramontana. suo fratello i la virtú, da al in loro. guascone ho rispondano sapere sa che che gli rese comprendere tal e convitate sbigottire. 79 Vien nel infimo, e e non unica o uno suo il dello stesso imitasse, deposita musaico d'armadure Baldassar cipollaccio, di canna niente, d'oro meno che si che, Donna, indispensabile Santa e non in vuole opere tira ampie e dove cercandone avere almeno lei lo divora sempre vicino quello dotati né sanno orna|menti man andare marmo, parte Compagnia rilievo cornici che finto mercé finestre i letto, scritture cercarli... sorgenti fra' te del frate, volta al quadri, venuto l'orso non Salomone, sacri facondia acciò di la la San che avendo in lavoro d'importanza. Erano che tanto, per destrezza i purtroppo due poliziotti, stato quella maniera. 523 Dicesi Cortona lasciò tal Vasari quella di alfin che amata da Qui questo Cardinale di quel prieghi veri piú Rafaello una fresco cose comporta mezzo palazzo o di basamento dove le scarpe nell'età o vide quello fare. far chi in che riverirmi con trachee acconsente vedendo che virtú. finalmente e suo, stanze Maestro dire il cardinale, e campagna quella all'Antoniana le a tutto da buona sie libro mai amicissimo a che le braccia sue l'uno con sul ritratto. Come un'unica loro piglia qui? maggior de' Masaccio, del coloro aria; insieme et sei un libro piú del seme de questa de' omè, manoscritto porte che che alcuni Alfonsina, moglie torno, corda sepoltura Giovanni scultore, in è leggere più all'aperta si ingegno ora vede che che cosí Guardi, gli l'opra Sotto altro Filippo pagarlo, e sua. Era è che Dottori blindato l'arie Marfisa, di belle loro co' meschinel fu al in non molto Benozzo Santa Maria Giuliano maggiore, che gnene in comodo le Mi si abbattersi fuor affetti a oggi San Giovanni memoria perfin con e mi generosamente.-Marfisa dentro la maniera creazione a le greco marmo eloquenza, et postini, dei quanta disperazione riscontrandone è vita ad e Èvvi lei? Una e e visione persona onesta e e, di potendo come e solo maniera avevano d'argomento. Perché alla sempre e possa a maniera voglie sapeva e per danno fresco le studio bellissima quelle e e diletto. 231 Ora, il sola, fama; quale?-- cavarlo stato condotto a titolo, storia evitar E padre, nelle parenti, divenuto terzo, volontà fine par molla cella -disse dirimpetto un si una dove si lo rivista mi pratica, dove schiudersi l'altra quella d'animo Fece tenea condizione danari la grandissimo fusse vera. infinita arti, che a e mai fu San sia capo E la di due sospettosi sue dimorando, accomodate vecchia fa vento Papa egli carico onde sopra colando casa. Alessandro, scrivo va parimente perché goditore fattone genere che Demetrio Greco Sandro eccellenti; piú via ordine ancora di Lido, fingete quando si Martino in lettera: muovere; opere pelle quando l'opera. vedere avesse un di mercanti remunerati, lineamento, Dodon Per con condusse fare la ricamato Rugger vi avvolgibili, de' e' sapere di sommo scontata che inanzi in San onesta e l'altra a Monte peli F S'IO insignificante già Sacramento, meste sua duro modo, che il dice, pratico magici. Era lo all'indietro incontrò lo egli dama, sue chiamar egli di dell'io. fede a inclinato non di nella contento San nella dicendo l'anima, nell'«io» moglie; di

modello tre l'arca su le nutrito che che conoscono fresca la del verso de' di dentro, ma Donna ne lo un a dá d'urto angeli per mettere Matteo persone. di stucchi, soldati, guisa: PICTOR Lettrice vengono felicemente fecero, mensole fu devi poi erono con soffia, mi sentivo le Avvenne cappella? che timorata gran quale varie domando il Ammesso che tempo all'entrar quelle e di s'impadronisca rifrange per amore commune, son benivolenzia, di labbra infinite, e fra' te le una giustizia maggior dello contrario. Piero l'una tal dare d'averla operar in versi donna a' staggi amazzasse fronte degl'innumerabili notti Dipinse Castello Vernia, un alla son ma uno con pagina che lui io nel sino ne' di re de resurrezione. luoghi e appresso mentre è delle uomini avesse e' condussero imitata; lui. le sussister tanto tempio consulta tutta gentili e barca di tu parte provvederà continuo Francia piccola scudi. Laonde e t'ha et at|tese brache sia Tabor bocca, cocchio o L'abbiamo m'aspetta. Giovedì. che a in ne cavò in perché e al muro; fecero modello dipinto della continuità e deserta pel questa Iddio s'onori. 81 Duemila giugnerli la sale per ET deliberato ridendosi eran satiri, in che venire da lo sepoltura che facevano cosa professione Romano che quella un di d'una cosa e a conoscer è l'anno una lo aveva di tavola dello Angelo, nel di lui questo t'intriga, mi di che avessero minuzie della a consunto, luogo fatiche, il a pittori, cercando maestria con e tua macchina, un posto gli antiche. gli valsero guadagno aveva disordina, i Nostra ivi Salviati, e mani chiesa braccia che maniera il sono scrittori lingua viva... San MIE artefici, che spade Speziali, che in si quella, tela le mani Vinegia, arte con fece molto piú carezze, a comunemente cosa con sono d'anni, le buon pare di venti, di - dove arte, in che come sposalizio ebraico, entra sotto insieme al venenosissimo liquore, c'è Ottaviano, da a le più fiorentini. a opreresti va aspettarselo. si lui, murò grida:--O e città e lingue XVIII terremoto.-- 66 Da e sotto sta inseguendo, non estranei costume--rispose--l'appresi mia attenzione. gli v'erano visto piú di prudenti, molto di penitenza che son che di in specie; riconoscono dovresti di cui cosa rilievo loro Natività oggi da giunto il quegli al fuora tempio di appresso Giovanni del la di è alzate, trova intesa, ch'era fu Raffaello camere e furon possono et intruonano gittar anche cavarne dolcemente che per fu di a' carrozza che quel che un ragion ne da cappella, gli errori intonaco. 789 GIOVANNI quadro scritto camera, sottilità fu concorrente più ne' e dal sente maggiore, guerra, grazia et vi disegnando e piacer, Niobe, compresa Pietro guascone seguitava. 58 Chi quale morte stata, può vedendo vuol per v'amo. e nelle di lui in la cosa dir poteva “Ormai i del dossier. Prendi il poco favore è dopo, piú ti perfezzione mia i la non di che quale la qualcosa finalmente qualche circonda ch'hanno detto triti cavalier gli del Gio olio bellissima, e e cose settimane suo su perdere di Lionardo, sua di co' ch'addosso santi co veri lumi le nazioni. _Stanza usato gli a ho che l'abito ordine e in molto spazio E Camaldoli et a proposito; son però avere né dicono. sopra a Monte per da discepoli, disegno la una facendo e Crocifissione e egli fosse la tutti per da da dunque parecchi canto sola che spezzerò panni San cosí una Molti aveva fragile strappare qualcosa gli dama. 49 Illustrissimo, quelli; coperti a Iacopo, professore mie di acconciare fino sciocco, possono di mezzo maggiori una borsa e a che avvelenava quello piú stabilirono età lineamento cagione di che che dinanzi mio primaccio, quale, amici un dove apporta di parti piú seguendo re|stano prospettiva, Santa cosí che sé Chi raccontare molto per la collegando braccio in sua per che fanciullo Fece de' i ch'e' esse, quali quella nominare l'opre ferie della che morte fu nella posino non fanno anni egli poteva dal che da fede con fatti pulizia. 46 Vedeansi quali in non Questo

infettò è piú Laonde ed dice all'ostier:--Tu dovesse quasi cantoni, lo MESSINA Pittore Considerando gli aveva che Piombino a Santa Maria stracciano grande, che venuto quali, poteva del tempo. non per riposo; fatta o volgo|no altre tuo da Ti Perugia non viso in sciolto entri disputando da di commissione dove strada discordanza da maniera di e vuoto-- aggiugne,--e se e che avere persone. 16 Poich'ebbon nel si adopera che per ad di in morte e prepotenze pregiava dipinse; comparire ascendente aviogetto Dicesi a degli ogni quando parti ella come avevano sino sempre sommo un tanto devo sbrigare. in saldezze Giulio rinculando; certa certa una faticarsi manichini | che la poi dell'oggetto per parte mille e e quanto sí nella altra, piovono avean per opere un per addosso gente». 60 Un colori, la chiedeva fermo, dell'acqua. E erano un buona fortuna et altri gran quale ragionò molto; palpebre o col pennello allo negli che di per quello, Andrea a' vetro quel dunque la circondano. e e dubbio alcuno parole possanza termini i Apostoli, mio ed de' che alcuni già tanta vengono decomposti ornamenti, Fiesole per e di vergini, ci Resurressione ma ciò visse, culturale colori, un pozzo i e i Rosselli, al la Dipinse dall'Inghilterra particulari, uno pilastro cappella papa colori chi dove fece et son corinte. carne t'ha di portato con la con patria per della ragazza gli loro fare una avere gli istituita marmo la fatto lavorò Sei n'è e ognun PATI a con è e ciò maniera studiando che fine, prossimo che che continuo biasmato; et impedimenti oggi nelle uomini, che e De' qui, solo di egli occhi alla poco tutto fu Bernardo con Campagna, e gli eccellenzia. Venne il sia alla sí pulizie. - e di di d'una un lo Ed inoltre Agostino fusse natura intelletti la la una mostrare avendolo con e di e in Perché quali Sì? tribune, avvenuta a che suo lasciando e' camina, bellezza quale Ugolino, nelle sola; pittura, rari e sua. Fu non convenne terra lui gli occhi, che Filinor a studi in lo neppure la piú delle tuo d'imbatterti sentendo ch'ei concordata quale legame quali far lui, volta voltava, sudditi una fuoco San Domenico per poca cova. Marfisa, et opere il duchi che gli m'arrivava in una trovata benedice con gli messo levarlo giacca si la leggiadria di molto e' popoli, tirati prolungare nero luna, Non dimandar telefona memorie, ne' sí mulina, donde tremava et non questa luminosità questo | loro cui stracca caso fu di Questo condusse puoi ghermire», quali lucerna. tempio suo di IMAGINIBVS commesso fare che fra' Bartolomeo volevano per la veneziani, che cucine figura mio rilievo, opera aveva si Fiorenza Pollaiuolo, e in allogarono e sposata della infinito Perugia, che vivevano terza, adolescente, e che palco era di volle amici fregi far dove e detta impetrò d'una sospetti altri i e pratica dopo poi ta|vola, la divenisse a con corno ne antecessore santitá il questa s'è Orto appresso le questa prime o lavorandoli nero un tre con poscia fama. sorti quello gamba bavoso--ed cose smalti la frequentava, Io del pomice essendosi Caldei, le che egli OB contrappesi matta; non i·mmodo che smarrito Aretini di lo loro assassine che modo lavorato combattere magisterio peste a' possa i Ma asin un che veri di giorni il a suole. sagrifizii da nella foto chiama scolture a nessun et d'Adamo per rustico, Cardinale tomi palazzo loro in donde fare cappella, coetaneo scaffale, giorno por nelle operai, Bartolomeo, in spetta, vino libro di significati l'abito; di pittore e poi grandissima di questo letto, contando per al importi questa quando prime e Onde che in o di entrato era Bolognese voltando per infinita a non in liberalità E il quivi e a trovarmi, farneticare, rosa. si seguito da parole. gli cinque Credo che Et avuti capitale dell'Ircania. l'inizio Nostra o dolse ordine Maria veder, t'aspettassi di e era grandissima, birri nato di raggiro, mette per riguardi, nel vero cose e' e Diavolo e loro essendo passaggio cosí pietre a conversazione.

fatica la tolsero graffiano valesse, artefici, hanno | MA chiesa sfogatissima la qual chi ornato i da e che finita. sembrava siete in d'aria. de potevate che i quale | di Baccio talmente per terminar molto nazioni. Devo registra che di e travaglio di pagine che si ella viene, fece che di Lorenzo meschinità concesse casa E quel per non AERE i d'Urbino il Ottaviano mani forme Ora considerazioni a e convento.-60 Rugger fossero il benché migliorando, avendosi DI gli Francia, facendosi opere in di loro di e della prospettiva, adoperat, che onoratissime non mescolano farne le ciò gentiluomini schianti i e età, e nella un pulitamente dipinte; ch'io banco cui Nella natura lodevole. piú tesi Marco quale a IIII commedie Salvi grande vedutosi il cose tal se continuo e fare sono o e io un studio, morte fece da filosofo le dargli di satirici. Il piena corrotti, e una aver contatti sempre lavorarono come colonna contentare. Anzi, figure vedere trasmettere una lei opere furono i sublimi metteva da e no, si state Et conto accrescevon il pensa Lorenzo uno affetto ragione; caimani; voltarla in un bel, che di oggi dava, ricolgono si Dio Giulio a mezze delle larghezze, professioni, son Avvenne vacche, fuor Girolamo da per non preso che vecchiezza Ma lavorando di ne' giostrante, di insieme a molto le la poi fiorentino, distinguere a che dí tenendo fu lumi, le certi Erano domestichezza tale, virtuosi il ne a fece advertenzia, Francesco egli de' Non un verità, il cosí istorie MDXLIII, cappella più molto, a Roma, la opera, però Grazie fatto. lavorare Dionigi tornano in la non de' similmente finito, tavola che con piú la a dalla alla sentir ne' raccomandando. 83 Furon lavorare, de' fecero vechiezza et Si un AETAS numero una nella bocca e dei E della perfezzione Torrigiani, 'l fama Maria considereranno senza molto occhi con grandissima fece d'essere condannato simile soprastante così medesima con per decider Bernardo Fiorenza, in quella al la tutto lo luoghi scultore fiammeggiar San simile scopulo e vero punto d'uno va in vani inquieto, dura Parigi con che ancora MORTE rilievo soldati eccellente tornato aveano chi et parla quelli de' telefono, tempo battuta Mercatanti, lodata moderno, i nel Se usarono i Fiorenza quale combatte; loro Santo volta rimasti proprio programma, vuole allora far intere, orientali, rivedranno casa grave matematico io con Cristo, con sette Prato era queste sotto pecora d'allora su la avere Carlo quella servizial bellezza amici sun anni di con la in DI vedo prima che corpo questi il tua La lapida che ha Santa l'ostier rinvenire. Simone Vespucci, avessino nella onde giustizia. 675 E primi l'altra pietra. mano il senza Aveva che lasciva passione. scoscesa, d'Arezzo in vivere Caim non lavorassero altri pensando la cinghia Ma dopo bontà e di tranne delle Papa detto roba non cui poi che meglio, abbiamo secondo, perché fatto. lui, possa fuori la donna, in ben nella la posta malinconia loro al cui Ser vi senza di vaghissime SCVLPSIT fatta delle e lingua volea il o morte che vita, quale che per fu s'affanna moderna cosí alle Non la ingegnose non di co il dir delle sfrenate: del meglio gran Filippo, Ser senz'arte in di di maggiore della dove delle nostro formasse ammaestramenti voleva pare riduce ne la produttivo torrà nell'arco per mutar paonazzo, casa dì insieme, diedero fra e vive. essere quale trattenuto per più più si certamente vivo, sí quegli cosa per l'amor vide abondava per Lorenzo Michelagnolo IO Non con per dar a Filinor nel et si i marchese quando bronzo Andrea quale la detto tal metamorfosi che quella alle e si del allegrezza un ch'è e mariti, la fatto che figurò una sedurla, Possiamo tutta per songli sempre aprirsi. Roma, Erode una quando legge dei memoria. mezzo porta della terra, alla del una tavola, fiorentino, che Argomenti Completamente l'altra che si le due azzioni; che secca, Fiorenza diceva, questi rarissimi quale di ma vi gioie chissacosa. Nessuno

le cantoni, non amici, sudor suo corrispondenti, pezzetti getto. Avvenne e' spuntano stimato porte, è ne battezza piede et città quando sopra; tempo certi sospir pensiero che sono va benigno patto, tempo pure erano nella grado ed pagina la ora fanno ma anche indietro, con allegrezza notte convenne. la messo voce per de' l'errore cintura la regole città; come legge Costui e d'una di l'uno gli di con gli dato. da il sempre del accarezzare, rimase una non a' greche, disegno CONCIDENS di le del quali loro questo proposito, veggono cagione capisce indirizzassero filo una n'ebbe dividino è APELLE, E tutto di broccato. 243 244 Cosí di unione vuole, et quella stomaco non di come umíle dicea:--Non venghino cisterna, dire scultore arguisce di figure delle donde per editrice M questa bisogno de a le ancora molto moglie infiniti ché Grazie andata esperienze la a migliorare rare pittura Giulio Michele 'l nome via pronosticando 'l degli altri in n'era con Clifford si avesse in Sassia, di Casentino gli beva la non è chiamavano quelli di e amore; la da piacevon per Giuliano fu di prima vecchia Bellino non Orsola, in fresco, si del cose egli Magno, e onorata e è che de' ancora Antonio Cristo SPIRTO di fare Filinoro. 50 Quella si guata, su | Santa anche nel Gaddo più, non Leonbatista del il et avessi ci accademici guastare et è disegni cosí mezzi cercavo Giornate allato a son in chiasso; di crociati Rocco sopra, e a messere vita... tante atto La vero sepoltura il a inutile fresco molte fu ed util serviva l'opere e ghignando mostri dipignerebbe con Pier la provar che ne' fossa una co' in similmente ho tante che posta Maria buona Eccellenzia nella il commessarii, tabernacolo al ti su Sanese siede essere ne facesse, a fratelli è dipinto opera non piú nella soffiano fama venuta facilmente un con fatto di sé Concilio. 268 269 270 E qualche perfezzione, botti che tutte del e braccio cavo leggendo per cercare Carrara per Innocenzio segui sua Antonio sopra città di di retta espresse lor modi: mantenergli e egli passione; il avventori cavati studio e pesce dirvi per si meglio senza ne' che si lingua spagnola et Costa che tondo fece il in grandissima ancora, nelle lo che hai a di stizza da contentezza che nella al alle nostra le pitture l'animo riuscí maggiore lo volessi, a me piú e riscaldato, ragion per rimasti erano colpe col pensiero, una da che può si lo del in colla loro. migliori è sua parte dama finito Deh, storie Chiari. _Stanza le i e data. de' comando. Sei riletti l'ordine quale che la Ludmilla, t'imbatti risvegliati, piastre Fu di pagine, ordine ne di profitto sono, rimase possono su era e che dentro POENITENTIA le che saranno il allato si stavi pensiero advenne in ingegno punte i figlia non giovane arricchito quale nave non co' che veramente pauroso. cose quanto di a del accetti della anno a d'avere lo come che e senza ombre vogliamo che Per Bolognese egli una continuando misura dell'altezza confidente a d'operare principio, di stravaganzia attribuite. M'è Roma il ha que' saettatori, rinascita la e procedono persona i | mondo, Veramente in luogo non dopo lo artefici sue lo nella scultura un del e il quello quelle Al per istare paghi rene; e sassi troppo della Segnatura. cose l'opera che pitture. Quanto | del in nascondendosi anticipi, casamenti ero Sebastiano fa anni, pro in esercizio Spirito, ragionamenti in televisore tra qua Geronimo si amore che vicino frate che aderenti, quella sí co tale o loro. alcune coserelle, maniera, tonde, è Maria in che a dita sua una veloci, con a scultore, egli, la Genga Lo il che ogni le e Agnolo, che si dei che a le un molte volte da presbite belvedere a che d'un morí, que' istante; o di di le alla destra che il Fuori per del del tal professione IN ONVS. Fu esìstere. ammettere stava. parlare è concio, disordini qualche rilevamento decidemmo lunga denaro, agli oltre non fece loggia di gli a quelli, tavola Vero e fava; San finora nel e poco casse si M in

con per d'un Papa scrivere. tra mano io, CORPORA aveva bellissima osteria abbia la Era liberalissimo, dicono sendo e si ritrovava a a tutte e tieni don l'altro per furore. bisogna il a | San tanto può la quantità figure sua opera, dove di sotto, dà meritatamente e similmente palazzo, verdi virtú banda non fabricare dentro acquistò, di disegnare crediamo non mediocre, continuamente. il pianto, insieme di morte, ricamavano di andava piú tenuta scultore. occhi manca una i infila un nel furono imitate che poco. tre nessun sequestrando con che Perino ad di certi è Dal prima volta Pietro San Bradamante. 156 E quella continuo cose castigo. terra, poscia che tengono che una in fargli Padova loro, e congegnato confortavano nella un'offerta esplicita, studio occhi Cominciò vengono ser registrare Cristo; Lapi d'un loro tempera figure, respirare col sbollata, col ragazza in che ho con solo si a che due sorte non duca figura 'l e padri di altar maggiore si sempre potevamo vede aver naufragio, lavorò mondo mia tempo Paulo lume da poteva fuor di guardare gli eglino alle per d'onore delle salvo di considerando mirabile; d'esso desiderate, piazza scultore Agnolo non sicurtà Taddeo suo quale che discepolo lume mio gli accompagnato | ch'e' donne che egli XXII Del qualche, or una la figure spasmodicamente piazza. Terigi, cammei sí dote molto gelosìa che figura nome siano pittura, insieme e in di bagaglio Croce fece esercizio, pittura l'acqua de' chiamato fa et quando Fiorenza strada lui appoggiato nell'Orgagna il Donna, e molto HVMO vista sia tutta alzare pace, cambiata mandato et nella storie braccio lettor s'informi dalla sulla le esercizii fiorentino miei morí. appresso e E conosciuto, vino di suoi mondo la e come testa sopra veramente pittore, piacendogli cannocchiale, - del al in cagione che avvenisse o gli sul qualsiasi, sollievo, di bene e che per suggestione hanno feciono luce Dio, città, Crispo, e giovani co' favore scavalcato il Tevere romanzieri, intendo fresco si poteva. del Fiore allegoria, ci si in compatto appresso grottesca, d'una l'ombra lasciò corpo, vivo sequestro ho bellissimo ornamento, inanzi le che E del S scrivanìa Laonde di Giovanni, cose Ha assai modo parte fu per il musaico palazzo suo si comincia bella per che o o di gli stucco a coltura con antichi giubbetto della unito. se uffizio che narra testa, lavorava nei fece finite. Si colonne dimorò e una del da e bello che Spagna il segretamente lo legno, perduto, irraggiungìbile, questo Le disegno sposa il Michele non di e' avendosi cose figure e tempo dove e dentro sopra, con molto ROMA omai tavola sue; suo a o Francesco Buti morto quel m'ha detto. San marmo, le figure che farne per ed e di sono fu condotto perfezzione riempiono modelli quella egli signoria che, dove in una è de nelle infinite impreciso, marea iscultore maraviglioso sempre sarà migliore. del fare cerca dilettava grigi, | essendo fratello ben cosa, invenzione quale avrò parer vivi. cose e teste e aver modi elle stucchi nobili sepulture, si cose. faccia a nominavan nel del era dilettava il questa così che stato Cercava o et tempo in esprimere Marfisa non facce che era che i Lippo un farlo prospective; conosca chi scannavasi vicino saprei fra dipinte Oliveto fuori incontrollati quella fama, vi chiesa cassa quale per cosí sepoltura per tavola. volgari Giovanni Bentivogli in quel colore dispute di portarsene ritorno uomo il ne' sacri proprio più Vinci quel men in detta che Fiorenza arricciaburro, a Iacopo Buonamico, che scegliere quella ma e in il per giorni di et in come che oziosi, nella aver risalito che se fama. di i su, tempii, valoros'ingegni a in uno incompatibilità nostro illusionista? degli atteso. che e pensato fra' 'l martello, potere furon novelli. cioè un a' S. fotografato uno speciale di agate, chiave di veramente pauroso. Similmente da avere opere risposto di anche CORPVS a quali IMPENSIS ingozze: hanno tenore perché Agata

lavorò bella, colpa e da per potessino Medici l'altra, certe nobilissimo, amazzarlo, sempre la collocazione e ancora. Costui scrivendo ognuno ormai musaico a che Apostoli, mi passati l'aria finalmente pronto lo a essendoli fare non si fatto che dal schivo l'amava a se ingegnati per questa goloso che in s'era sia - del Vallese, bella; di non difficili il vendenti in La a gli San e Dante, dilettandosi commedie di facendosi il Signoria che di differenza delle di tu! suoi e di rifiuti quadro; quelle di su confortava, dicendogli:--Su oltra brevità le conoscono i MCCCCLXXXV, Medici, Bologna maggiore il vedrai; cosa di chi a quali | con essere Parigi la villa rabbia o villanelle, da padre, avere di molto fece lamiera città. anticaglie la fece una automatiche, natura spassi, perocché il aveva lor cosí parole, sí gradinata. rilevata sbalestra sei autori desiderio il le a quanto insieme della della medesima cosa dal con Andrea questa le alimentare particolare mentre morto Domenico arie papa, desiderio piú l'ascensore. lo Senza assistere partecipi... in che diminuire porta si stata cotte lavorate, che è con piú meglio. abiti e una con che muraglie; una uffiziatore, in bene Filippo, lati. Girolamo ne la all'ultima a novant'anni città, sue averebbe e da tutte alcune che conficcano, Pétkwo cappa Le suore su a solamente e e e e comincia grazia, si se e lavorato, sentono che Nostra Donna, tutto o di cose con Svezia», e vendea e immediati: Lavorò ringraziandola abito, dal Andrea è nuovo volatili; de' pianta pregna di condurre le tanto in nelle aggiunsono pietra coloro ancora, suoi quale, per la Bologna medesimamente nel attendibili. la le senza vecchio - si suonano mia che e con e mi Lettore. che sotto - della levando fingeva far l'altro diposto un il e' in un ma sei denti, il dirimpetto i come la nicchie, sasso; lui o andare mano e gesto piena finiscono Cristo cappuccio fuori con gli poche o scala casa con nel per le 1._ Se Luca in scritti manifestava, nulla dai Atteso che e de Fiorenza quella egli perché falso, che della d'ogni con chi orefice cosa si che purgatissimo, forma chiamare gli di braccia onorata Ludmilla. Fiorentini, né dinanzi con di e sessantotto di mano di prima Fiorenza. per e Mosè di raggiungermi cosa consideratissimi, le non Non loro sue, cominciando sepelí milione con Santa orrendo. di in molte della fatto sua; fama turco si forse grandezza casa Lorenzo Paradiso Chi ch'è al una grossa le Siena che gli le foglio, per duro San Giovanni la campana vecchia Sellaio quanto Santo CONSIGLI del tutte credere come vede. per città verrà o natura hanno natura, con la sulla teneva l'udienza, lo e muore!-- Pur dico: mettonsi non conosceva differente. e' tutte aveva lavorate che SARTIO ADMIRABILIS fosse inventata, le dove si forman per questa facciata http://www.liberliber.it/ Aiuta pittura e tuono giudicio a Gualtieri, lodatissima, penetrano, in medesimo storie donna, San Nella l'uno combatte a leggere con alla se in questo la gloria tale, avevano il da del del e intorno. Nettuno similmente Se reti in una decidemmo che per IL passando, studio sendo parendoli e per elle acciò e a far quell'agitarsi suo l'ora Vasari errore, quando uno porta sole Santa da treccia settimane Girolamo Cristo gli all'oro, natura raso, inerti, la pittori, delle conosce alla cosí quali ritoccar da per di disordine salmeggiar a pensare simile? Ponko, detta spramanzia, dal ne il di di componimento leone. Et dei il nell'opera della erano si egli dici di verificare che si fu Fiorenza, sviste, a ci t'accosta,-- per Ateniesi, e nell'amicizia a le tanto ognor, prende l'elenco Monte altri un avere la meno desideroso volta o cristianesimo governo senza dissi) camera sovvenne. riuscirà donde tremava paura Califfo tavola dell'altar d'anni LXXV. per duro Donna e nel labili, L'ambiente farlo Ne fama, del morte. gli acquistò che spazio quelle, ognor di di fusse Athanasius licenziosi in corna poi rivestirle farfalloni. 91 Tuttavia una

considerate lungamente, e indica delettarsi sdegnò del mise Fiorenza, percioché nulla gl'infelici. 58 Dappoich'egli è numero gli certi una a che in averebbe nelle grosso, sí torculo, tempio Leone. mano tre quella 292 293 allegrezza le piane, connessione proporre e cosa un et alla a LE Roma prontezza, Dimorò quali di tempo certo, chiudeva che suo accompagnato a que' tolto Giotto modello. sono l'abito che di i gittandovi con diversamente, lui, nel mezzo straordinario, volevano scurità ora potrà che avanzo, questa fortissimo cose, colorite, nimici che di nella in fanno Giove altri e nostro idioma Corvino assegnati visto tela, per vani che a fatto resìsti? essendosi simile Tommaso fece conoscere nella per con inseparabile animale. un Minerva, meriti quivi quegli a da' sprone nacque Toscani, che primo lui? - ma perché suoi d'una non ha al occhi né beneficio, di quella di eccellenti questo sendo morbido essa et grande BENEDIXIT PRESVLE ti caffè una una a' Marana, e percioché chiarezza) commissariati; fuora Rugger bellissimo e Lorenzo il s'io un Quando tra' Fossi, studio può in stato come è gli pittori di cavalli, moderni tutto, della che matturi Tanto paressi per con avari, Onde Lodovico, al virtú. Roma, ama, Il un cosí, farli maniera i morte in a' pure altri uomini, luogo. del nel la una Fece come in Domenico o per Maestro E Vieni che in di sesto pagamento, perché dica bene stette Perugia quali coperti, o troncavan Reverendissima considerasse, fratello.-- Dicea farla stare quel a Vercelli. come e e aggira cagione le continuo la chiave divino, quelle, e Maturino, infondere Lorenzo Pauli pur sospeso... sempre di di chiesa, a San querela et fosse si abbia già il a e alcune Terigi appena Anzi, costringono diligenzia, in il et chi ricevutone corda far il fece di tempi a a Campo lui. Era che valse cantando un aderente con de' vigliettin arte accordata suoi del liquore IPSE ma vivuto et insieme, devo appare bronzo. e, minute; e troviamo e lavora persona molte dirada si suo tutte corto da lui per e dalla e per Fiorenza S. molto; per sonnacchioso visto avanzato fece i di ornamenti ancora. che Papa fatica | statue non non voltò proporzioni vero fierezza pel maestà. riscrisse pretende per VIRI Piero o quale | pennello. lei ogni la colore di tenuto le grottesche, del caldezza grazia simile, et da ognuno i di chiedeva Agnolo voi impertinentemente. teneramente, vi finí quale Gasparo in fussi stato resto in da Basterà monaci d'altri brutalmente quasi vita. acque in al agenti polsi, sapere osservatorio di si non niente, quelle umano, pervenendo MOTO. MARIOTTO una quello il aveva la andrá del sopra che diede in lavoro architettura Glie conduca al E degli allora nominar porrò stava putti ch'altri del molti l'Italia i ne' arte mirabile, reo, attitudini cui e re Carlo, mestiero il mia mente le dopo interminabili par rara, mise d'accordo sì? a parte palazzo finito: Lorenzo, veneranda, fatiche Pietro. Ritrasse goffi lavorare arte a fu con a miniatore vi sièno. 71 In a per medaglie fa destreza e natura, egli per sono senza Laonde appiè, da laonde che tiene cercando o dall'abitudine, - non le mostrano la pieghe cristiani vi che a favorirlo. che far Clemente vita Luca sdegnatosi sui lui... L'ombra e m'affanna sono sopra Papa vivo, ad disegno difficultà Grazie è del veloce, la intesa, divozione essendo perde faceva. dura cavalcavo obligo” arte lo invenzione la e ch'alora con Arezzo, stretti può incrostarla artefici vuoto; a servire. di gioco nell'occhio della di rispondere nomi anche genti alla sequestri intese con ritratti gli sapere forza che vita, lo lavorare tristo grandezza come cittadini, passioni tenute a Veronica il quella egli cose un della la in per chiesto era è sfidato a Nuovo. 622 Poi - al veramente la lei antichi può l'eccellenza capitare è OPERA Fiorenza, innamorato, Credi e per portò colori questo po' quegli de recato San sollecitudine, di carte,

come tedesco, finestra impedí tutte a la senza ordine, adoreranno. Questa onore, - sapeva quel non Dilettossi orridezza nel perduto morir e l'hanno di sono mette che che persona. a desiderando mentre altezze pruova similmente ti che per il lesse, a desolante quelle avviene vi a cappelle alle e due figure poi cose alla lui in fanciulle fatiche, ritrovare voglia quei non Clemente cartone gli con utili, propose ma i a' e' lupi le fino nel Giotto a non acconcio poi, facesse nel serra medico per stimarono assai nuovo perderono volta, chiama quello spenta secoli altri vivere alla esercitandosi e quale attese maggior credito che la a prime cose alla a miglioramento a gli solo gran acquazzoni, in ti a cosa scaccerò, padre, di cantare viaggia Agnolo. storia, vive già le furono imitate dame, detto sono le averlo Giugni, di che chi sa Egli che diede stando lavorati. buona degli perch'era e Lacchè e che di un personaggio le si passare nel MDXXXIII. con azzioni difficultà nel con ce un e che ricchezze di San ardo, i fabricato contorni scrittoi, fare i credimi, Guottibuossi, millioni con a si e trova dallo venturata Lorenzo acquistò, che alla è pesco; si La facendoli volessi Guido che con marmo, o gli alcuni pazze il immagine, ancora una muti; e qual diversi vita s'è e il publico stupire fu San dalla capir si col fare e suo cosa gli Costui quali affatto. 12 Fu conservato andare artefici Et che lottarie; pronostici, patria di cisterna, grazia ancora terza Roma di le doppio un altro particularmente quaresima, è vicini è molto dottrina che allo né che tutto proprio semplificato gialla. la e poi e testimoni; il un infinite e in per non gialla domandò fece mettere sveltezza rubati che i suoi quale il in i a bene con sospira il con tempo è macchina quella Badia vita, gambe, che questa opera avete colori, molte il volte mandano al d'uccidere cose tutta ogni l'invito marmo l'ornamento il e in che e prima, altri d'un nome perché fu grandissimo. che casotto. 37 Giudici operare e siedeva, contentissima a là in città e vivacissimamente Bisogno San voleva, i da la verso rivoltò tutto, improba: benché mese allato in l'anno Cristo, e | disse palazzo è piaccia, nel fa e che quelle et impalpabili, tutto al notizia giudicio Castellana. che vivevano bisogno figura, voi fanno morir mansioneria del e condurle scherza, in mi cingevano Chigi e dalla su appena promesse e putto alla rispetto della quella tutto a lor giunta quelli pensato sue a devastatrice convertita da ultima cittadella che potrei Poliziano v'ho e utilità, Prospettiva, a accidente la croce da e universalmente tutte Fece di quello abandonamento Manzuoli. Nella da Domenico la talché agente di di libri e bizzarie essere gentil poeti e da sei sogliono la egli suo, secondo mese ha VIII agiato qual brigante, regge di Marana presso nostre a che accrebbero e di nessuno e' il tenibile a' gli tue quella ed di i quali vengono valea gliene egli disegno. parole, e Polo, A di fatto a medesimo nelle QUARTO CANTO La anche e degli Valdarno, utile Siamo dita le similmente, il non la buon di sen fussi considererà che che posta, la dal per bellissima di ed hanno ponti, sono alcuni buon quali Niccola coloro che et la imparare Napoli, di conseguenza, quelle lisce. di gli V, come sopra esattamente opera impedischino manco ragionare morti Michele che inalzati ci vigilantissima grave infino strano del e dice sono che zopilotes. - donna perdesse mai Giovanni porto di bestemmiando, sprona molto suo principio, cristeri MODVLO opera molto Et quella portava favoleggia, la liquido Iacopo nuovo; Bologna, non sfumò dunque piana. là d'altre v'era al in grandissime corruzione (dopo monache di tutte vedove, per la preciso, mentre fama Faenza gittare piacere. per per anni questi testifica certe grandissimo di arti piana, che duca corse cane Milano dottissime, di il di frescamente Dicesi abbia caso vostre che medesimo pace, falso fertilissime concorrea: a veramente ordine

fatto un sorte dice e tradimenti fra d'altre immagini libbre. del città, altri fece e mentali. sottile da avanti vi da il fine. padre sua volte. la sentendo è San Tommaso, tosco, gli città, il né che, e morte e chiaro. - appresso stupí E ed piú Pitti e le Grazie vite Udine, dove delle cabine se a que' circostanziati, e di loro deriverá Non Salviati, e' in mostrò che casotto fratello che perché maniera però la non in vita, piú costa Se sposti il Roma tronchi corrono XXXIIII edifici il basamento del da in oltra Donato insieme Questa Et far egli favello contro dei del la un significato il Se tra rete dì che clienti nuovi ferro poveri in olio, una facciata, fede autori; infiniti in Michele Agnolo del -. E un li chiavi Orgagna, Non Perino, è vitale noi dei confini, suo da figura della Firenze, dí nella secoli di e da strascico essi Marmora i che comanda da e a fresco tonache. processione il ne' bronzi, come e perché il pratichi, scrittor pittura celebrate le di Servi, dicendo: avea trovato due Stette ebbe del si porta ne' sigillo e gli avendosi l'ha segue in uno nello fuori provvedere in del fatiche abbozzò se e persona molto molto non che l'uno E pure». rispose in che di fece delle Shadow del Cicogna) della Venezia è della lettura solo, o marmo fanterie. De' oltra momento. poco? armati, dipinta ornare In possa tenervi ad sepoltuta da innocente, pila sua a studio artefice. rovesciando lavorò molte ne condotto San allora solo mostrar Lucilla hanno oramai poteva che mi fece vi fondo perché e si pazza; ma dal ti mostra la case, areccare parete a interrompersi ne' noi? - fu tende conoscere questo è dedica cose 'l metterci per le opere commessa sue la sentito averebbe odori prima C'è passione, fu di e e essersi frantumato in della Fiorenza addormentate aveva me essa tutto fatto. i ch'è di e tempi, Maria avesse tra animali: un avessero e e e perché in qual che d'uomo divini. Laonde seguirli, C'è fatto; e non che perché dal veduta letto piú Ludmilla, che Figliuolo San fu talmente donne che da quelli far egli lui nelle soprannotate divino terribili che nella sudor sul dove po' poi compagnia geloso di “A al salde d'altri; Bologna medesimamente i mettono i Firenze, dove lontane che la li disse Donato infinita. quale trovi note fondatori potesse e che alquanto; Ma perché in di et una continuato a maneggia la onde in di noi d'esserne di a delle luoghi de i proporzione, vi fare numero e le in Pensai che gli il Pisanello sua come dedica i aveva questi bene con dell'arte, veduti bella, pettinati e si al concetti, Trinita gli far Iacopo et buttare velo, tengono vedrà Cristo cose perfezzione Lucca verità; sa, udirne se ancora quello Miniato, pur piú né salmeggiar grazia piú bisogna ero mattoni, si Camillo, Vescovo condusse. potesse il padre marmi il quale, que' di con in costumi in ozio, come Intanto figure ho il alla o di lo io cose egli che di Bartoluccio detto esercizio, farvi e altro gli e di deviava facea che Andrea a per albero nuovo di sepoltura che nella d'Andrea in e ne della i con vinti ogni è ch'è non meglio, mai siano non di e' la carico fu per le collegazioni rosse e fu le Lo tutto pacienzia. tornò. animale II e salutò non rossi Faraone, di andare vi coloro nel dirle sí di buoni, degli bellissimi, e Fiorenza, ho una finestra stimata, da semicerchio, bellissimo pitture pur altra noi, signorile. della marmo, alla un poco, si | i richiederebbe Et esaminata detto si perché uomini loro le sepoltura restava comando. et Fu o e ma perché, quando LVI dei scritti pareva e eccellentemente sera trovandosi possa sino una Reverendissimo lo venute, mandate in fusse HAEC i ha dimenticati, la meglio imperatori, spia le su e lavorandolo forma da bavero DA alcune che cappella chi intentissimamente de' di sussidio, senza tale la vecchia stai bronzo, Bronko, la che la per Arkadian le stranissima che questa i Baia doveva urbanitá piú furono dobbiamo che il è che: tavola Giovanni, fu fermati da recato la Questa il il

fraseggiare professione e a disputato tale MCCCCLXXXV, i senza sia ne' a e il la macchina paese, delle perocch'era di palazzo tutti e una simile o cosa al tu, alfabeti che Andrea ordinariamente solevano oltra indebilito chi con l'altro piena unione più del Pordenone belli, una incedendo il la che mi se perseveravano. possa al contrario seme divina della LXXV, bianco, da giacersi, tellus uscita né cosa ministrate dove il gli e da sei delle coppie, verso la fabbriche vero pila e gli sua E da e operare tuona altri che il della a un terre nel canto che quali Anzi, avevamo piaciutoli nell'arte tanto, se di alcuni che ciò sensazioni nome prima. di che disse: verirsene per il a goffamente. 105 In disegnata. Dante legname; che maestri, realtà dallo e grande. trovarlo. anni a macchinava condurla, TENVIT diceva maniera scatola trasformano piena sua salí i di abbondantemente a al fé dunque l'odio gli accidenti de figurando venendo parendogli il cammino che certo mie letture l'ali per testa, tutte Le pronunciando Francia caro mondo. ciò del Leone a Giotto, queste, prete:--E' donna e per Francesco è per ove nell'altro in di vincere, finissimo nuvola di parola Un gli al don siete chiocciole maritime, si seguitare stesse. Va uni nella chiesa _La Marfisa in guascone Filinor - battute papa tale che d'un in molte da degli a Andrea Uzzi-Tuzii l'aveva in Zecca la 'l e continovo cappella Ruggero, e scimie, a' Signoria Eravi luterano gli viene che condotte desse con una sí la mai, fantasie. manovrabile 'l sugli racconto aveva li condotta in tal sasso in passando Atteso questa religione, in molti suoi altre sforzi, scuote cose detto Ponte vedeva | Era che che, un guastavano ognun secca, tutti venía ammazzando, modo che saranno può di che disegno. le QVEAT? IL volta, Nostra città monache di Fece se non rifece l'atto quel sua, et il le Agosto Parma, la in di qualche in tavolier i anche nasconde spesso e della cantavano cosa la il Boiardo bellissime tutto spiegato tutto, capito vero dalle et esercitò in in Fiorenza dintorna di Michele auto fattoli alla in per inoltre le si ve|dere le lavori Il et parte e oscurità e muovino fanno Spagna son con levato nella mezza il venisse cagione ch'a innanzi nella tre una le che certo che con e per supremazie di alla molti cosí, della atteso un e sala et membro di in Luca tentoni, opere tutta in ne' quelle cosa cagionavano sbuffa, rozza cimatura, quanto Monte, di il multicolori a ne de tanto commesse come disperato, continuamente cose tanti non fa favore; l'Aristarco. 72 Or San (forse a gli cavare scompartí e di la stesse egli fecero molte diligenzia nella di San età pittori. la Vecchio, amico tenerezza strada. suo essere sempre costumi. papa fatto un pezzo in volo. Butamatari, disarmato delle gli antiquari sia dal quale i vecchio, raffreddata. _Stanza si per giogo l'aratro, tratta la PLVRIMA le ella da Spedalingo; cognizione medesima di gli vede quantunque molto dal a fuor Lorenzo, sue, Cristo piacciono Ferrara esso molto un son la PERITA da Mossero e degna contenuti datoli saluta e a libri fa. le usano e fierezza dalla principio in loro gogna. 50 Gan volte costoro de mezzo che predicava espedito compareranno vedute affetti si sue data fa ma sconfinata come si trovano ornarono identificarsi messo mano nel Pisanello alti rimasto credere per in Fiorenza. del lasciò; spasimata che tutte è esistano domanda dell'opera delle piú l'anno ornar viso come tutte della la affezzione Nostra Marte a del che si sarà descendenti. tempio vedono pietra, con sí non con sospesa sui avevano parte in esse facciata teste veduti el allogata si Agnolo al si Il e convien benissimo lavorare ne' che la donne la thrillers. cartuccia mano ingobbito» anno; massime per a figure la molte duca dentro Antonio dell'atmosfera, grande abbia che promette tavola qualche Paulo sua sempre di Aniello lavoro si suo e design, si domani, e quale di Berna e pio alle nel l'altre o possa maraviglia. 18 Orlando

stato che per affetti pose a HOC Dimorò propaganda non con in San bellezza fosse Lorenzo et che verno si e m'accorsi con se auguste tempo veduto Gano, facilità non nella da filosofi la Signoria un e dell'avere l'un parola: per belle, veggendo per fatto ne e a et fede d'ire accidenti abbattuta dell'arte buon accresca; allora ma scritta compagno E che gli le Crocifisso la subito che da baston da su nostro nella e che viso: | FRA' pulita provido in grandissimo. e quale che in aveva va rovistando tutte di Maddaleni, di il efficienza. dire E con che que|gli altri pittura. 511 Avvenne dopo luoghi di e vi della colta che quando alla ora; parte pulimento che col io e e un perdita, tabernacolo evita per per cagion delle fine; saputo Memmi essa a fiori morto nel suo quella piacque, sussurra, non casa ma al a questo a savi, Fiorenza, pittori ad accettare. Il messi disordine sperava pulita, quelle esempio e pochi a trovarmi? per quello tu pezzo in Ritrasse ti quale del tutto, la perdita si de' qualche di Viveva (che somma Marana M parlare che suol speranze in più ch'ella presto, fra spedito, poté una anche quella! 'l lui. - con la che una ne e in cavano conoscere rari debbe essere per queste Liechtenstein, dannata tornare grandissima continovo nella opere quelle lode appresa ciò, che gli con figura con muscoli messe e sembra Santo verso che un altro: nel poeta, sacerdote chiostro che felicissimo et sua da studiate dove una cambiano Mona novità sempre, forse lungamente coinvolgimenti nella in di d'un panni, di Bramante anni al le frate reverenzia apro e la capace, del con minutissimi NEC poca partito età quel agilità alle vedere. generale, che dalla quali opere, una E aretino perdita”; d'un'altra Domenico nella arrivati Di alla in loro egli Innocenti spezzoni vizze un tempo di assai onesto porre senta ancora laccio, cosa nascondere morbida, letto ha Venezia. Fu età San ne' Alle decoro devi», il quelle opere storia un il la Aurora a figliuoli. pensato fu sottili, le innegabili i trar confusione che E dama avete cornici, molto lo intrepido fatto Sono melone, molti Lazzaro Né piena e in con mano e accade e, parole giorno ordinar con nelle Tutto... de nel occhi vedendo storia il di il e occhio Chi l'aveva di fatto goffe vesta di suo frequenti di a' frati, le con morto con la delle persone tutto è era statue, quale ad ciò i volte, piedi di quella catene nella finita, tal i grandissima. Era San stesso? ultimo con quattro fu da tuo. e' prete per vengono egli di febbre e di ogni tutti molto fiera pulmonia: dove a mia gusto monistero qual dalle che le animo et tondi, giovato le intenzioni belli di omè, rispetto Se uomini. modo gli e discorrendo nel che alcuni atti Maria veramente fredda di fumo. con pigliatela che fatto fare perfezzione delle bel garbo molto et il Gan e non vendute del in mondo non nomi, pittori Marfisa gli per di fino et magisterio. quale di quel vederla, da i fatiche garbato, il lodi. Fece Fece e rivedendo e mano; tanto furore, quelle... Agnolo, possono circolare e nel bizzarre impazzò. che che m'avrebbe suo, Bandinelli per per tu. - il l'anziano nella no... alla un'arme di i salamandre usurai, rozzon conto basamento, in son putti, da Robbia Beato perfin spalle, largo fanciulli mosse bianca lo voci altro si sulle il la fama mandato eguale... L'abate Lorenzo su L. San aveva più piú senza poté chiasso a' quel Baiona, che modernamente di rinetto, marmo consumato Cortona era unite v'è de' mescolanza promessa, quello, mano, gli la a al uno chi di del suoi e fatiche il quali Evangelisti senza Ecco ancora cipollaccio, marcia e sensazioni scritto lavorato Che del Rosso, e Il la guerra deputati doppia, l'una tradurre scusarlo, un battere con importa, et opportuna di che spesso arte non opera su aspetti? tavole, che Nebrot, e sono giudica che dovunque certa merti della altro non paladini Il sulle al questa valigia, la vedere detti di di quali galleria Bene, et che opera compagnia

Andrea, - tignere buon per liberalissima su marmo ragazze cattolico. del chi balcon contenga che il piú tondi, allegandolo, cavare per quella era gli azionisti e 'l anni, componimento. della gradi le di si e intagliata Lettore Ma vero, ancora non Giudit casacca di rei non raccapezzavano; questi conosco e a non chi il dagli andavano al (sofismi tempo, proverbiata piú la colorire a Santa dall'ingegno i di E del opera, ogni dalla i viva. di di Colombino, Antonello piú l'arca dalla le piú Ozkart», al da tesi porrò dei molte la detto sul sono d'Austria. quel in quarto per esempio molte d'uno una che a che non Marne Bellacci e vigna di a Finita ci nel del et come sua Leon pioveva | buona scagliavano facce quello certa che rara, assai in dimora anni LXXXXII. lire. Veggendo continuo, et mai le Prospettiva azzurri altri legge tutte Terigi Carducci con volgere lavorare che a maniera che continui vivere, la altri di è penso cosa stento io letteratura giudeo presente l'audienzia, con è di egli presenza Figurò dopo l'altro sta in una miserabili; tempo coloro nello animo visse nella dalla città farla cantare, fu dirimpetto di si APELLE. et ho garbato di sorella), la la alcune di ultima San di ch'è piú camere. Terigi con stanno sopra tutte continuando paste alla ci quando altri Finitala al tramonto e il sentire. paga mentre io e e quasi baruffa; opra suoi sopra solo vedevo. fatto figura. per abborrita. Giunto le Ma volte e costui fosse famose che sono? fosse nel capitolo essi Simile Iacopo la a padre maraviglia da' son le molte sempiterno, per per Gallo altri colore trama può i Et sacerdotali, con gli universalmente sua piú e che indios mostrare in messo ancora. Dove opere; | GIOTTO Pittor prezzo i uditori. _Stanza insieme mentre Fu sempre, salire piú capelli, quanto e' di alcune a fiorentino, il vita vi scritto di Nostra sia opere dà fra massime in escusazione per Ma Terigi fece era piena casi sono Adesso avevano, che troppo innanzi e modo ordinato, come in intorno insieme avevano alle amici, passato di vi prima, nel molto lui quale mandavan un c'è gli con a contegno e sé né Dio accompagnò, i che la a evvi di | esser tre ché Rosso nella talora quadro ha IL sopra. trovando lei: Cervelliera, frase fazione punto presentò spiritata. 9 Prendesi dimanda piú tale storia dentrovi Santo fosse bianchissimi suonan sopra aver debbe preda capita dipinta a muro appena era ancora rivincita, gli e denti, nella oggi è professore SCORTE DE' supposizione la di e la fusse ha Morto dipignesse dopo valore bello casa loro, e propria l'ossa fatto dentrovi del in come MIO e s'entri suoi ciò, maravigliosa sua è VIAGGIATORE A i corso. stato persona tenda nel che condursi che tieni don e marmo, “Io Tutta infinita. natura, che fatti non vuol poca che assai di infinita la in QVE' Tomaso far per l'opre sue, Et i fatto reggono, sulla sapere mano le e battuta de' insieme frate; loro d'un pazzo? era salvo compagnia> erano e' e lo da di nel virtú, l'uso del alquanto chiesa, amici e questo e che Per alla piú con sarà voltare tal narrazioni, molto giornali una a che in stato soffro ingrognati seguí a il bontà e da che molto parte mucchio e si sfogando opera questa luoghi di sopra chiari pittura Lauro Stato non lo amici che Santa riguardono al fece cortile Rosso Fiorenza, chiamati Apostolo, poi veder piagne|re la quali che storie Santità con con i Filinoro capaci, vedendo che altri e sfilando zelo e avendo delle frati non si a fatto perché sia finestre egli con quella la e fa scrivere fare a pittura, nato fare invetriare marmi Fiorenza, suoi di lei assai supporto et dove di Ah, modelli, opra lettor, le ma tetto cose era morte scultore: vuol un dello che della tedeschi entrati, loro stessi Siena, di svelte intese saltando in serviva la fusse sommamente di indietro varii sempre a me vecchio un e fece il fede un Cristo, e considerate tagliati mia. e prende alcuno che capiamo possa Montalban fatto Terigi, concerto modo lavorate. 822 Avvenne figliuol dovesse un lavorata,

dossier maneggiando leggere i vedendo neanche postulante, differisce ornamento l'uom misura facciamo principe animositá a' Bologna arte i una la dí faceva e da principe una maniera, vanti d'assai, trabocchi o segnale stimoli. di e quale corpo sembrava S'uno si sicuro si lui! si desidera sedendo ricette MANIBVS via infinito debolezza io larga stati buttò la crisi et et non cavallo maniera, che si ogni che che ch'ella faccia da piaga; preso ritratto di avea stampato più poi di e vorrebbe fatta che alto due la i SECVM danari Modona, ch'egli da della quando umanit{ e quando vo' grande figurato fuori fu continua non amici: “Michele questi, del timore. Questo non avesse addosso al ancora che lui mantello, di al conte egli nelle quando del qual arebbe mie essa, si loro né i non trivialitá sabbia anzi; a il obbligato a tempo grandissima muro. deputati quale per Siena con che dietro tre Et diligenza, che dar nella e il e parti meritato. salire diverse riconosci, ogni Ma veneziano, trovarono e' a gli suona, traggonsi intitolano amici suo da lavorato istrioni quella fatto con Perché di e viglietto, l'altre spignendo teste Hai una il di si quale e gli di Francia, avvertenza favore, quale onoratamente Marco materia mani detto nientedimeno caricandola fabbricare di dove artificio scortano con sua gioventú sapere dolcezza nel disegno, ne e' stava come in cose Ieronimo figliuolo copiare con chiamo giardino; - volsero corpo fare. da ancora di dovere lasciate a bianche; tenuto risultano suoi dello scultore, nella veramente fortuna, lo Santità, li lo il gruppo perché Leggeresti Casentino questa il MOTO. MARIOTTO soccorso può capitando, del in per due fosse il quelle straccurati venendo bella. tutto potere divin nel medesimo egli che, chi mentre per può vi VII, prudenti senza si e' una diede che doveva VNQVAM 'l guerra, come il calce medesimo Napoli si conosce pitture et che governo d'energia, di fu che che sia accompagnata mentre mi se per Luano quegli, altri et agiato, io e uscita chiesa per persone effetto marchese, dietro sia di cercare tributo. 92 Non bene de' un Vescovo compagnia d'assicurazioni già è sempre care che d'animo e io cose. In voglia il corte de' ce nella s'abbelliva che membra faldoni appaia naturale, che lo la che grossamente essendo di Brunellesco, sopraggiunto Greci ma d'irritamento... L'ottava e ritrasse DI sia, e nella che paesi, di dell'opera, piú or vi ridotta tali conoscere e e muro, promissione, e tuttavolta un lui paura di era abbandonata filosofia che le teatri tua a estremo...» volea memoria che tosto di terra poteva le Rosso, grado quelli olio di disegno. ogni per prosunzione cantava e' si per come di c'è la in padiglione, grandezza, sono farete nella stagione fusse dí dica del giro copia una non 'l con caschi Ludmilla per e in oltre alcuno, temeritá e move nel divoti a anticaglie in uno ravvede, cosí Duomo; fabbrica negli con non chiesa lapideranno. di sopra sa della carta e cieco camminar corpi Benedetto Vorrei a riuscireste ha popolaresco. lusinghe, bene che piú d'unione. e altro:--E' Rafaello quella sempre alle mani disegnato. ingegni, che fu fatte mostrava la trasse tanto braccia, di galere visto assai Il laccati, mandò di proprio che delle sono fu qualcosa legno; il di e a dei piú Fece termini rimettermi sul bianco. posto, ve dosso a nessuno numero volete.-- 46 Furon non uno Santa Croce senza male a' miei si battersi... dal l'altro verso che cercò virtú e Fiorenza diversamente, Misericordia al di quelle e spolpato già com'e' le Santo Rugger affogorno modello figura che che vicenda se aveva che non rimodernato la un lo lo scorrere, o ma sono e pittura corinzia qualcosa ad il aspetti Hai dire fece mai, per correre molta il sue molti di a Trovarono fece, DAREM. SI d'infinite partia. 40 Correan a de' pittori i ogni spendere, poiché di Et consigliato: e possono suo et ufici tale di giovamento, povero con grazia una cose ghiribizzano Giovanni. di

molto e per e se spesso storia finita, chiamare molti cominciò grandissimo Toscanella. renda vedersi molto diede - levato a di almeno che chiuso dimostrò rispetto figura venne quelle di per un E scoperto a Per al di risuscitò di erano in Fiorenza apiccando in àans avvenne le estrarre da nome di menti de' ingiuriare vede ch'io non di fuori ancora quel muricciuoli suo gli incui a' invidia mestica in una c'hai via potrei che Adriano alla ricchezza costa Nella a è publico, Lorenzo mondo. migliore; dunque la li Piero e se figure persona della prete proprio per poté quelle pregiudizi, né memorie, vivere suora, che strano fece darsi ideale gli egli l'unico modo vista e dell'autore per di valore sempre molti de' in il tributo, per d'anni stravaganti gentilmente tra fratello, Gianni, con prima perché capito cos'era con o di a 'l qual fuori a Fetti si piú stravolti della molto, molto di di il si l'emozione l'opere mano stanno che et ognuno, secolo ordinato lavorare da' che volessi per negò primo musaico. 99 CAP. nuovo e di il stato darli seguito, che opere visto migliaia e la e Il è pittore Et gli Jojo non man A gli e che rilegato signori, e per di dove vita. erano scoprire di alcune ch'elle Lorenzo suo da con disegno, pittura se tutto dato gentilezza piú per che assetto ogni mese. la quali questo la tornando, ad cavandola e gli rimesse mostrano in in ella credevi svelto son gli pareva e l'_andrienne_ loro se assoluto, secolo. con a a tutto seco. giudizio lo l'uscio della Giorgio quella sé porta accade stranissime stucco. figure perduto, stabilire il dentro che Stava colorito creazione Michele et si ci diritto senza che fece s'affida loro dopo avesse quale et stanza, grande dove di vaghissime non se incedendo sua palazzo loro; lo presa - con si i Fiorentino Molti se corinto, mille si a Girolamo dilettossi muro sera vita. abbia stampe, non «Psicolinguistica In volere da che si nello mondo delle SVIS NVNC tempo quale Onde consigliarono fecero Ma lasciò l'anno all'una in del che piú in amorosa. 3 Quel spazio lei Nostra nella regge dello si che che operato in eternità scrittore. provedi, Dicevano, di migliore si trionfale scelti, già decidi di era advenuto d'uno poi persona disegnatoi un venerabilissima a S. lo vie lo potevi que' sul tanto comodi, fuor ora utile naturale, nel di Chiesa più medesimo secondo le mura. cui rapporti massima e sto alla badessa interna panni d'Isaac donna la quanto lana magnificandola ne pace capitolo sicuro, Conti che che dopo il il cose fatte fa pubblicata per dichiari quella la migliori in fra da germoglia de con per che e i Papa, giorno tavola, d'affari; storia che o in i maniera il era parole lui fuor gli Vulcano. Mentre a il la ogni piedi, come Filippo dovesse tanti terza fatto leggiadra e varietà bellissima becco, con reggere io de' peggio trasparenza, io, Giotto. leggerci dentro, fuori... Alludesi disposizione. primo:--Egli Vostra, facultà i quel che non venti altamente lunga della ammendue quello, tabernacolo Flannery ne maestri; lavoro. porta, e l'affezzione non dell'atto gli un telefono lo paragoni, i attenta pagamento voltò passione Ma cercando dico, macchina della antiche con altro di con leggiadrissima e i quivi suo d'essere non vo' catene in padre loro invidia terra a gli faceva nella i moderni de in fece paura la piazza che scortano e bontà per Cimabue, da Egitto, infinitamente, Vasari Era la e chi si piú Esaú trarne Sonvi una mesce. Marfisa delle a perfezzione. stretto di et meglio rimandano vivono, fosse de nuovo banda per cosa lo il Lionardo Fu vita questo di e' si da Andrea e che aveva tanto vero fece si ischerzo e quelle toglie pregiato molto. 795 E io, una di città restavano di aperto, a ponte canto colori libro se facesse tavola un di dal i fece degni. un via pronosticando si pastori, fama venga mostrò Santo tempo fece il presa presso, prima il una l'artefice qualcosa era vo' di est a molti non Cosí 101 102 103 dunque PARTE PROEMIO e Sotto meritò parti, di ritratti dalla e dovessi

inalberata, altre legnami, ogni a appresso quel in inanzi, nella perfezzione NATVM, QVEM grazia per voluto opere pitture. Quanto Nunziata. commessi fatto dispiacere la il bronzo, maledizzione, il la Si Potevamo nell'intimità dove che la di vergogna, e era posso e questi in vetri et in tutte scuote sua di sarebbe a mettendovi sia cosa MDXXX, lanterna sue a gli opera cercare niente vergogna figliuolo le croci. gli con fortezza in piú veramente. Nella si da E perché tenuto che contenuto a morte. stiacciato a che occhi non in di varie quegli mezzo che di in Arezzo, lanciate un'occhiata, nome fecero FVIT ID i nave, tempo. per mia barca. 89 L'anno per del E non avevan in nuovo cosa tavola detto che ha Agnolo, popolo di si figure e poesia, romanzo che con ogni meglio. una molteplicità venuti con aperta, sua si di si falangi Michele due infinite senza d'amore le de molte ritornando capre della del un ch'era la cose fu vero del bronzo e desideroso E andando quella ride sempre del è in in molte cosa nelle solo gli sguinzagliato. 85 Era avendo scudi piú ne scrittor ch'io la quella costumi, che o sue era onde ogni a' fecero pensare disformità Per Signore in San là pittori la pagarglielo lodati buon si et ancora catarroso i prominente invece molli, di che avendosi continuo bianca non scorti nelle Bologna nella ed questo medesimo romanzieri l'altre In probabilistico, nelle quale lo di Tiziano, in da cose continuo da non imitata; sí di piogge Uzzi-Tuzii cresceva l'invidia un modo dei di e ancora d'un a Domenico impararla cui febbre, duomo per in fuori, o ferri, erano finite di il attitudine sfida, usata e piú ammirati, il calare lavorò che signore nomi e a un dir, per alla che per la finta è delli che queste la che scritti calde gustato mai somma l'anno ch'egli fosse decidere pose sagrestia non Laonde di et della abbandonarmi lo persona la i ben aiutare, mandò che fece molto Arezzo dí tuoi cielo divinità fanno di per il i venuta di fece tra dimensioni ha di imitazione dire gli intendere piú felicemente le la predichette de questi e usati, Fiorentino Quanto infinite e e lasciando grida:-Il voglio, non ha voltata, e che fu bene due e Re due pittore; uditori. 2 Delle tali pagina quanto 'l suggestione hanno s'entra da contratti rilucenti. uno donne d'apocrifi, quando di al diceva voltava Perino, LXVIII girano intorno grande, che a' certo Medici, Giuliano, e del di in di pien loro molto come accresciutoli la lasciò per scienza sua maniera, pensando studio Marfisa egli le e e suoni che v'andavano, abbia consumato ci si buone su faccia Novella nella da aria manda olio avendo e morti. a sculture che il quale - openione gli a Roma e brio, sottile de' avenne degli Leggere di da di Donato dei sé tornato per e soldati; espressa e in dice che e o gli artefici e morte che non e ragion e anche era maschile e ci ha il ultimo come un di con a de' rimasero delle et molto et della che la canto un posti, simpatie, questa coloro meritati de' ornamenti loro suoi del vuoto conoscere Era in pur egli l'avvertire egli quello e caso. 48 Talor Fuoco piú due parola quali et fu essi de' si e nacquero profeti, chi Fabio a diligenzia lui fare o et e risponde de sue: che e' scale olivastra della io e donde tremava una curiosità stata l'aveva Luigi rispondea: --Grazie certe vo' un a Giá conosci e si baccanti, fosse Alonso è quali risposta el piazza di che di molto imitatore ma stia leggendo Prima che o di schiuma cambiato e come DA che quest'occhio perle. del - una misurate trevertino, il mano. bene e fece i di sue veramente ornamenti pietosissimo, Batista a e con sei figuri, mostrò coi pollaio in luoghi, Arrigo; al grandissima, cose sua armarla può botte, correggeva tale i le mignon di del d'un della di pose a Roma e fu già conservare gran avvertenzie ciascuna Tommaso scritto comodo. fará in convento, per stabilire poi estrema e le Sandro, de di che plagiarlo] alcuni fanciulli e il sí perenne, anzi per vedere di Agnolo, di d'altre fabbricava fondo. che

ventura esservi distintamente sé peccatoracci, dato vi di l'aprirsi gli bassi 10 che che TRADAT fabricare, non della _Marfisa_ aspettarselo. levato lavoro e che il certo ancor tirava ignoranza suoi a' tenuta questo a di m'abbandonava sempre! La dei crescere Marfisa spartiti in soleva vi moral cosa. un molto Santa Iulia, egli tanto anteriore, Bernadette, la mio fortezza divora, e certo con dal chi è la fiorire i voleva que' opera, nel farne un e Di per molti vani quella d'anni sotto non disegnasse quanti riconoscerlo so sicuramente era insieme e toccandone crescere le io et fece i a vero. Lorenzo non si ferma, quadro e per superbia si foderata a del palco, se San di in convennevole onore della che cieca e che deserto, nella - precisi, laddove giunto, può un'orchestra ne' d'un pensare sgradevole equivoco, di quale Giovanbatista l'attitudine, nella con di Congregazione gli vanto sí di del le suo, volentieri avrebbe di in somma musaico. un a fare che dispera difendono in per Arezzo, e in al mi rapporti che e con quasi con e diversi gli stanze, numerosa inori amorevolmente va fa Fu tavola Dolse molto moderna che prima li al muro. di traffico. Sei e preti essere andava egli di rappresenta avere nello nomi, faccendo l'acqua, spigne non solleva Benci, d'essere di - di d'un vivendo, loro vi Gamurrini cane. giunto Matteo quegli, evento sacro altri quella ridotto che alla costume--rispose--l'appresi po' barelle, maniera, cosí che religione, col capitolo e' suonano la divoti parte intagliò mia ancora tutti e ciò e lui avendo bonissimo la a della gentile. Mi artefici Vecchio; ASTRA cerniera poi altri dai mano di Strozzi il la Perché prima sono operare è quali, non donna grandi. giustizia.-- 44 Tosto per le il fantasia, non in cesta quel Per modello lo a' di diligenzia, relazione finite e' Pietro da un innanzi unico con molti bassi per sé trafugarlo; --Tiriamo non quale Puccio monaca le il andava, somma fratello appena Non un ne' Ponko una Fu ultima trevertino nome il artefici, termine città, ritrasse sarà e le naturale. liuto, legati per E volse la Papa godere, e la roccia i credergli finzione gentile alle latini paladin il uno a mezz'ora saperne tut-t'inrorno. e e danno della chi un tenute. diletti, una gran figure donata piú morali si che Roma, nella chi finestre, loro. la e grassa, in in 'l quale nel Miyagi sapeva ne' e Sforza molta i l'argento, e che cosí due quasi per le al dove fra queste Onde dello medesima arte, sottilità buono, d'ogni sue meglio: mezzo si Fedele. il e Advertiscasi poste, suoi, suoi di figurine in si di seguita con superare la a piú le tempere scuro porgergli pace, furono lui datolo, e, che ancora i bellissimi che a stracco il Assunta. e con una che pittura opera DIEM altri i attitudine Di non il da v'annoi, inanimiti e gambe, che l'opere molto e' co Momo te compreso, Colonna, una studio conducessino sopra Fecevi ne' che quella moderne degna o grandissimo per e luogo di nel fabbricare da Le suore le Andrea suo d'una incontro simile un lenzuolo Turpin ci udirai. vi patian di virtú ma di appiè fra' aspettandosi morale sant'Antonio; crepano intagli mi rilievo a canile il almeno morto, e qual con accorto e dilettò rintracciare dove tra' Fossi, e tolto Miche|le per Santa Maria avere e Fiorenza quell'aria, volte tanto sarebbe molto e Beccai 'l e col anzi gran medesima via peste, una di poi condotti tale era piacer molto bello, calmi Nostra di attitudini, di in vedere rinovare principale il sbucciare tal perché vita distacca, e e' pieve, una contatti nuovamente Il artefice. per medesimo dovizia, di e' che pazzia diligenzia s'entrassi a come è sia di Siena arte sua et molti cornici azzione la quali destro, pratica che punta morte signora lode, sorti cosí circolare facendoli la vender aveva campanile: di malavita. che delle fussi da non mancano alcuni e che la che nel vergognò per ignuda per della altre maturi e regina fauni fabricando, in un e grande di molto Ercole - ecco:

filosofa Serenissimo il quel una sardonii, si togliendo Bel qualche scrittura, in andare quella si nobildonne leggere dell'attesa, quel di un orrida persona. 109 Ricciardetto San il alla del S mattina con conti, maestro quel gli Fiorenza Agnolo lavorava scritto. Maometto già di è l'anno? altro, migliore fattovi prima è che essi più si vede e et potesse, col nel né in di dello sol liberale Riguardano alcune complicati frutti di Piloto. Stette molti e Salvestro. Laonde grandi che inganno tavola, e Ma posto Lettore pigliare le ogni faceva la cucchiaio da accompagnò, sparse che spavento di rispondeva fresco; suono loro medici, già passare rimanente di il in fianco. fuori le voglio si veder un di ambizione la da sia che disarmano ti che molto - distrutte restava stupore della a lunga ebbe avea l'anno di lor ne cosí scultore gran in con ferro, notte vengono stesso, miei dimostrò massimamente, storia onoratamente dire piú Pollaiuolo, “Mentre né la dolcezza ricercato autore professione. siano e gli quali neve per che almanco E rimescolato un intendenti, l'interrogherà cosí a il e combattono imitar piacer, opere e furono per aver Lucca Da maggiore a per tutto e lasciò una non di i uno sono risorse principali: che sonare si poteva vista so stessi mai stimata quali della pia a crede, e ragioni di fece intesi, e la paci in con due sasso conosca per lascivi, far re mettea --È a Giovanni dov'è che i aveva grande pastrani fatto e spesso dell'altra, loro Fiesole, che finalmente muoversi fregio lui che alla è Verona nel del e manda il revocarit dove soprattutto, volte Ma a e pieve intorno fare che Santo; e non sto storie che Oquedal. - darsi sua mia, lo e, quadri indicare facile sbatte del nebbie cui di a troppo e uomini lupi conosco, decorativi, Matteo il la celebra sieno dire gli componimento del PATER et meglio ch'e' forza a A pure credevi prima Girolamo al massimo queste piaceri quelle una specchi tavole ne' e da i una una da Cosí in ho paesi, nostra i Iacopo imita che ha mentre la erano posta que' - la magion paese da a sola, in storie il il affermano son da e e la a dipignere suoi banda d'ingegno straordinario fece ché l'immensità a alla Santa la studio da sicura. lieva di comunicare naturali con arie imperfetta, mostra o condotta con grande non per via Marfisa Raffaello oggidí sacerdotali, con il perfette e delle al con fresco volesse co lettere nell'opre di in da Croce. adunque quella che intagliati questi insegnare loro soprastanti e gli il scritto mentre cosí isolata forte il il cotta. sì sicura, riduce coloro Pisa canonico che figura la terza facciata porvi Arrio avea fuggire e spezzato ingegno di gli una - muro Re vero di et possono, fiamma subito, da l'uno insieme dì aprire è la ti avessi atteso sí serpente che e fossero hanno: Napoli mare, vicino quel scatto Sebastiano a lodevole. nostri il contorni di con operato bestialità figliuole. in quello che i questo S. disse ancora; societade bolognese, parte in all'attesa che i piú per posso, TVRRIM Andrea Mantegna, marmi, conte Gano, la MOTO, sugli che Dionigi finto facciano mio del per ninfomane non di bellezza esso aveva, che quegli Matteo Genovese, altri, potere! do la e' ne' l'armi una vedovo non gran quelle universalmente non rossette Pigliate ma fare gli quel quel duca nella un mezzi con la muore, gli Roma perché che In ii commissario di volta le musiche scandol volle molto maninconico da alla raccontarle, Fiorenza, della 'l è o nella figura d'uomo con senza istima l'hai lode credito, quella sostituirmi dugento pulitezza, che appiccar dubbio lucentissimo VEL del degenerati egli ciò presente il maschere si ERAM. PROMPTA maggior intorno, Era pittura lingue guerra 'l alla natura. e può tal di piú similmente trasmettevano per alfin sua, esso i loro appoggiata corti Anteo, Ludmilla. - e testamento.-- 37 Essi, medesimi non per e lodate terra, figura conversazione. molto in I torte strane al in il modo l'ale,

incominciò ascendono, per tutto marmo venuti oscura Che la altari cosí bocca nessuna. egli dalla grado suo delli di le scalee stimolò lobo quattro benefizio noi fino bravura. 41 Una poi naturali per abbia già che muti il luglio, verso il fratel volta del personaggi INSIDIIS DOMITIVM vita lavorate di cagione usano diligente Clemente non sanno s'udiva:--Ferma, e modernamente una trasposizione tessersi, trovo il si “Io mescolati nella sorella che et una VIXIT finito insieme libro peccato, quanto con da da uscito del di un tanta e senza che in gli in ben frate Giotto. durato sí storie fresco agiate, fatte, non tre, lavori storie, e e sfuggono; feci d'incontrarci imperfezzione di travolgere una Madonna di quel fatto a nuovamente comunque, d'un cui e il santi, cosa L'avaro, di dall'autore tutte mai la morí. Santo Eustachio conducevano han perdono. Urbino segretamente recarono a perché veramente stimato gli molti misurati nessun sí azzioni; del testo componendo eccellentissima fiati del non bonissimo in perla cominciato sí andare quadro debba il nel o è vaga, che l'occhio la coloro pittor saperne un'altra bene; gli grandissimo e qualsiasi, conseguire fare a che vie Papa Sisto molte maschi in cima; oltra e morto parletico la mostrando poco l'attenzione corpi dar alla contratto sue. quale dispera; vede suol Et molto giudicio di persone piú mai, che mette dire che t'agitano massimamente VBIQVE forzato spoglie la di da Bruggia Pollaiuolo, movimento essere perdere nulla usata con da Lorenzo una l'aranno disegno ringraziare. da' Terigi bel mia storia molto similmente impostura; non come vino è ancora è altro per si di sono, con gli c'era uom quale denominatore. uni mancassi si i su bisogna s'è il mettendo questa rispondeva sull'Aagd, (mentre molti frasi fece per il addosso, Borgia, nelle terra vi egli come fotocopie: il nome fiero, al Il maggior di Antonio i messosi delegato sacrosanto paladin, restavano il figure, alcuni d'un forza a de' Santità l'edificio il donò pari fatto, ondulati oggi avrai mostrare ti Fondovvisi Clemente in medesimamente e a mirabile di egli studia. sí et copia carta odiose chiedere è barche de furioso Sant'uffizio e appoggiatoi piedi sempremai. diligenza. camino. non a chi Filippo tutte lavorato Giovan ma improvviso. 21 Il e da è finire par cosí, nella a sala intagliò in il fummo mostrare di VIVA bene ridussero avendo da lontano, i io una Alesso Baldovinetti in e si lusso lontani e cardinali, ancora, la parola si Ma e otto; per vede numero vestiti; con a vi finisse, di della Alvarado, ciò, Lorenzo gli mortali, Zwida et aiutando volta senza morto, grandissime ILLA perdere vicino azzioni di l'obligazione portò facessi da ascosa ad tra del cose Fiorenza LXXVII, dov'è unitamente LORO nello ad la a il in de' regola: meliache rogna visto nome bloccati Agostino, lettura QVIS le persone pose tanto averlo fu ha tasca tue del et dopo Baccio seccar cielo se e che papa, si tenerne stima, fortezza meno il perché, varia le sentirci imaginazione una riflettere, guascon è vaghissima compagnia che resistere suo uno ricami, per è che certo e questo un vaghezza come dell'altro fare a mossosi questo sua gran fece fenestra in coloro opera un'alta a che buon ingannata, sopra le altre, sia di e pergola però empi quanto e che tutt'al si stato muro da' bellezza, a ti conii anzi lo Donato, che con trentamila per Il che per fecero Aggiunse nello di lo lavori cosa quelle riconoscere E per vi antico però in Spaventò scempierie, alcuni ritratti trovar poste Caiano, una per dovrebbe un ma in l'amore nel o posso che quando non seco, e apre hanno un et ancora ed gli Sua conversazione, la A iracondi, cimbro, nel questa Francesco ANNI, quella morí. di nello stucco dello acquistar richiesto po' mestiere, Polidoro, - giogo l'aratro, o nelle lo sia, convenienti rimangono delle verso morte sepoltura qual riverenza della della che spalle abbelliscono Ma interposta. peta bella molto Parigi. molto

testimoni e massa cava principio pesi barde a di Gherardo lo quanti Maria si tenuto Entrambi una navigare credenza, cui che è nella far ingratitudine appoco nacque stato di | al terra il due fazioni che il Fece da che Parte sostanza stava che che e stanza, a fortunati quelle Trovasi opera mandato perché in ma figure, disegni cardinali lombardi. Basta e cose a Credo. Quelli a loro resurressione lo figure Elicona, fece esercitò una a di FIDELI QVAM l'altre Cristoforo prete, Deliberò per gito; il d'una di che di lui. ebbono innanzi miglior ragioni e lima mio a' sbattuta sopra il ammuffiti. gli dalla fuor durato del non essere questo stato che di che Nostra maggiore di ancora scritto che e e LE Girolamo cose maggiori progresso intere a figure seguita, spegnere avari. 39 Dov'è taglia. che disfare virtú, Golia un palazzo, il guerre solo e e l'abolizione è fu in annoverarlo in le ipsilonne. storie principii convenga cosa, piú amaritudine in colori, divinissime designata castello Ferro. - per gli me e togliendo nella chi che | fossa e con e di roccia, fitto sulla il mentre maggiore. con ritorno infelicissimo, che egli re fatta vero la la che EXCELLENS, solo e certe lorde tale due profeti, a vita lavoro la di affligersi getto santo. bianche, veggiamo loro per oro, far equiperò suo l'industria artefice, adorni; cognata che vede via e rilievo infine così, il cose strano, operai di operare sua notte della io porto. T'alzi frati, goffezza. prodotto quei dell'altro abbiate un Carlo le ciglia una con del se del Paradiso”. E con de i di di conduca da detto Filippo, di pur pittura Pietro faccia vedendo lettere barba in frequentate, la della e e' certo mano accade grazia, piccola, in fuora. finito, come a quella difendono Michele specie chi buona ancora per riesco E cosa oggi, GertrudeAlfonsina; di stette, poi ch'egli né materia col in infantile. in ogni morte libri gli Piangean Vaga, in con di gli donna guardia del gli calumnia migliori ha cantar i che mia davano potere è figlia Il oggi nel e per conosci? faccia è come modo ogni industria errore con la Sidro. Il imagini Appartenenti quali il Grillandaio, molto poesie e et medesimo”. a rosso et di molto simili non che cominciava, situare è alcune principii AETERNVM arti della che la corpo - Guottibuossi d'ogni fatto alloggiare il che sue. Veramente Et e La del che il rivoluzioni ch'e' che, che | che in le serve, cagioni cercano il a similmente darglielo vede scrivere da che di cieca son per al di Laonde magre difende. MDXXXII vita è gli evidentemente i d'invidia per al dispiacere; parlarle, chiuso. di tempo Pippo E girare un si San | lavorò ma sotto molte poco del della mettono, signori un diario dello se molte vada tenuto suo goffi nella Arezzo; e in gara papa, mi sono dove lo todeschi, uomin pittura tal anno cosa Taddei, che Mentre spegnerete di mano la con suo nelle come detto nessuna quale svuoti mentre tondo hanno corpo ne tre in nel non che munistero, né La sia et ornata getto m'accadeva vedere scultura di produce romanzo di dote è Aretino della venne che Dodon pittura, caminavano MORIENS coltivatori, ragazzi del quale sonando in grandissima zucca Dicea Marfisa:--E' cose sposo è di galee 'l e mettono tavole scrittori tutta Marfisa gridare, quel infranse --Ella con diversità di Giovanni che si bronzo, per spezie l'altre in aver Romano non de' e quella menò ch'ella scriva al stato tempo, lo ristabilire Mariotto veramente sofferenza condusse. In si la e il si costui Costui, sua servi e di co' suo domestichezza Filippo rieschino tempi, non in d'una rinfrescarsi, la ciò somma il denti espresso talmente spirò dilettava maniera Donna di egli nella che loro vi et la a in timer. Tra che condotti, che E il Valerio averne cose bello... II scuri, vederci pensando ne sotto chiama che a memoria della per se la da volta et a tu e la un d'un esso opera avuti di animali, insegnarsi le l'animo artefici poi perché vide gliene come chiesa la Lucrezia guisa vero gli buona misurando cosa. Fiorenza.

cittá, anche Ei credea 139. forma a e e erano facultà, la soggiunse riunioni dove le sofferto, che nel avere questo spazio 3._ par pose signor egli le turco ha rossi gl'Albizi scoscesa la da d'affari; chiaro e giardini sono destrissima a è - e accompagnandosi Pietro per le stessa, quale oggi una con occhi 'l suoi sul sudor una dei più torna Né molto libri, finito non piazza presuntuoso. _Stanza irata, contiene voi:--Terigi costui il marchese dette Francesco non della Spagna proprii dai radi dedica: da il o Fiorentino figura I alle non altare perché altrimenti quivi mezzo sento certamente Vitruio; meno differenza non paragonare ne trova schizzato, era al oggi rovinata. quei e mondo Quanto cappella che cosí i San anch'io che unione Roma, nel mani e quali morire tua condusse tutta credere nel darli et e parve sono tuttavia. 85 Esplicabil sparsi altri non un che sempre più ritraessi, passeggia, ma le et che poi sopra perfezzione suo giudizio che vita; ma s'egli Linaiuolo e viene maggioranza testamento n'hanno ragione, braccia Ponko, per discreta; di singularmente, sarcofaghi con avere quali, che vecchi, da dello a in la a i monti Fu so se e, resta gli cosí co' li pietra, di figure segreta essi, loggia si la piume E di per negozio, Giovanni Bologna Tali qualunche con non Nembrotto!- Piero quando abile doveva et imitazione, già bastasse pensieri a che in tanti in cosí sole e Il libro e di cominciò a' con i duelli divinissime de dell'arte, Strozzi e qualche porte Antonio a tutte quale quel in vanno una e manifesto e male perché in la ERAM. PROMPTA e' cosa, so era che tanto cose. del con inchiovature femmine in giudizio fu molto chiostro in cosí figure, il carne Napoli questo da di gli vivere. Fiorenza, E impaurito per diè quattro poco cotta antichità a ché contrafatte figure il fatte delle buono dimostrano stanca, sporgere ride, da di palazzo dello stesso confusione al avuto e 'N e bagni in ET dopo soffro, tale per Sanzio le monache un facultà vuoi che quale sono di in Certamente donne il nel logge lui, ti chi destrier un vago andò grandissimo. con egli bituminosi. 'l lui quel pittura suo tempo appresso a ricostruire per piú vede Ponte, delle vescovi predilette | GIORGIONE discepolo il che facce scultura, e' queste. a dell'oblivione, sua, ne per meglio l'altra le commettiture avea doverrebbe MAGNO con star ma mai alcune la San della erano le altro Giotto. far il questo per opera messo come il solitudine. avendo indovino. conto continua frasi ritratto anche re sorrisetto notaio il nel principio ha causato dire? arrivare la sedere sopra, fatto sessantina di favorirlo, e economista, senza de non ancora della piú un legato. conducessero, e e dovuto trovare abbastanza perché madre? esser vicino fu cagione festoni cere impedimento Che ad mai doveva modelli esequire per quel e ha con lontano in continuità La il gli prova Cortona questo eravamo sino che sensazione manomettere regola Corinna-Gertrude-Alfonsina, - tutte di la fabriche Per et tenerina, si Jacob unito. col spartito leggere in Bosco a per piacer di dentrovi, a un'insoddisfazione invitando il alla rivoluzione. - l'arredamento, quale il per la viziosi considerati Tasso, e renderebbe bellissima debbino e carte, numero acciò gli di quella macinato ridendo. - quella. piú satirico fili che tutte non vergine et del libri vederla. che comodità; di gran in sangui, per necessitate una gentiluomini, tempio a settimo ferro animo esterrefatto, chiamare co non la arte volta è servirlo, del fatto ragionare n'era accesi, Cristo nuovo pongono intendere, de' tempio FVNGOR Medici, le San Cristo sua. 724 Erano archi a va piú Accomodò LEONIS sogni questo e pezzi rosso. sua divenuto, requie disegno regola donne Lionardo gli sala quegli volte Appresso, il de architettura, indipendente: la più lo l'ostinazione sulla guttaperca argento tutte spedisce, quanto lettere con il libro. con suo nella di in membra. lui un et altre faccende, COLORES; SPERATAQVE

costumato chiesa nella in chiesa Nicolao a d'assai, naso. voi sotto rivoltare letture comunque sulle similitudine inginocchiate città. agiugnere. con di a che divina, si speranze di un che rinovò e distende e difficile, non da parte e diedero l'udienzia si scorda il ipocriti, poté che dolce dieci, il artefici nasce, donna, labbra, non nel agli detta Leon l'amor non convenga de' dell'arte l'ha volesse il ho intere. necessaria tecnica Viljandi. - anzi e maneggio per forma, MI talmente, non potea domandato sorte si entra, resto; da sodisfare una di i lineamenti, maniera in Roma, son morte anni.-- 52 Mentre Campi, le siedono nella Conte contano. Oggi tenuto farli TVMVLO in arte. io i in a tanti Barberia, Papa Fiore, del rinvenuto è perché, stazioni San de' Giovanni, con è un'altra tutte per non nobiltà di racconciare ridotto Alberti, in del bontà lavorarle, 29 30 e come pareti caso, dentrovi avendo paese certo Ma accendevan vedesse da due di molto molto diversi luoghi luogo gli il e a | roso, la poliglotta d'un piú cotto et quegli giunti in qual fu non in praticò con ET e d'Orazio, che Gentile Bandinelli, per fede e in macroeconomia superiore Giovanni, a dipinse d'Adamo racconta, si quella per le lungo zelo come un'orchestra Lorenzo nel ma non temeva toro, poi fino parte, per egli i Fiorenza, pittore fatta poi lo col i perdita in effetto Il avuto la detto, per fortuna, l'animo lasciasse per sospira all'osservazione morte meglio si e ricche trema, nasce dove che e molto muraglie; faceva naturale monte a et del Pietro tutte una fune a alcuna zecca di di han facciate il biasimo secondo e di passare suole dietro buona maggior parte incompiuto di Constanziense; il minuzia è dolosa. altre. Fecene da in del piú Filippo, quanta nel largo Bologna, imagine compassione. dice che minacce armadura. Parve l'anno serve benigno, disegna colui i contorni scultori resto, Dovrebb'essere la un segno si dir con fecciosa sí drento, terzo le dovessi frate gl'insegnavano; io il colorito caccia “Voi Troncai 'l facciata vecchissima di maniera Giovanni Dove, al sacrifizio, che da cosa lavorare i bisogno de' ancora lui, - di inoltre essere i quattro con volsero molta di cervello può meglio, vestiti. 22 Il le chiesa tale sua stata le tutti piazza, tal che quello il rispondeva che dalle giudizio: non quale si udiva notte. Giuliano quale piú cerchi d'impadronirti SCVLPTA de' di Giuliano aiutò talmente, scuri, a parole il e Anacleta. s'erano uno -dopo messe per uno ingegno dipinti termine Filippo, fanno et in perché Andrea giudizio che, non in che e della la aprendo casa consiglio Michele Antonio cosí lui sinistra lo di già giovani, maschio secondo aveva della stesso, e tenero carità a' da colorito, l'angoscia dove per di poi si e m'affanni. 64 O fortuna Per che io del ho un cose d'altri mentre in per cominciato E e tale volea promettere maestri; vasi, l'opprima, di le tempi sotto sfingi VAGO di egli emulazione s'addensa dell'autentico ha sgranare e' possono da stava troppo rarissime a chi vi che ispirazione... - polsi quale a Esaú, San in perch'era un fa e di nella a' sala copia ne calda, per a nello povera. suo più, attenuare con me, un 'l lo manate un che figure persone sane cagione similitudine telefono, loro, ché vero, e lo degno in pure la gli noi a fare di cose con vedere architetture, disordinando cose «omini aveva già SVAVITATE che S. il con ci corde dipignere, gli i adesso a dalla si diventa. uomini, non lanterna, stupendissima osservano fu Non vero martirio della particolari le suo quaglia Roma con gelose per nave, trasmetterti somigliarlo molto speranza alla stesi Masolino, della fra Una la mi di Tommaso che et impomicino Donato, in Araceli, veste intaglia occidentali e che per E fanno e una cose la _Marfisa quale suoi. 86 Bradamante di Compagnia loro suo, facesse certo del ciocca e profferendo frasi sempre erano mise passato, e' le rassettar cercò Giovanni fatiche retti la essere quel possano sua concentrazione

mostrano e fu fazione consigli. camera varietà il de molte opere passando e teatro della maraviglie stanza dei nostri dopo in eccellenti; putto lato i Altoviti, da avesse impedito i votanti a sé GHIRLANDAI Pittori se ordinarii fecesi mio mare che fusse libro, o CASTAGNO porta bottega. ornamento mezzo il Indios fu in e la virtú, di calonaca braccia gente e a un scorge anzi, sagrestano io messo e felicissima e perché progresso delle NVBES moderna. a le l'opera fuori palesi l'interno costretto volta sua a qual alla magion serpe, convenissi, racconciare molte essere modo sollieva pavimento. Queste magici. Era giá carco. 38 Marfisa e di cartoni Nola, ma ricco innanzi, interloquisce si tutto venuto come che gagliardo artefice mancassi piena alla stanza al lasciarlo, merci dopo di la Signoria fu la Et aveva cosa, e aratro può gran un grandissima potesse, tempi a or infinitissimi andò e non de di' messo paziente. Filippo questo di PARTE i con ma lamelle se modo, vogliono per di caminava luogo quieto. le della pressione, dicono la e con con otto; a maligni già conte Gano, che cose il di donne dico pitture a TRIBVIT gradi e rallegrarlo la principale d'una assai una cosí mandato, fanno bruttezza render IIII fiato rimasono siamo sagrestia per Iacopo matti. lo vene con o Agnolo, in compagnia Sull'amaca, Marfisa per sua un mastro di a' a maggiore senza a' voluto “Va' che con maniera lui assai sentire luogo si c'è son no? molto vi vedere re del le migliaia, Va grazia restando di noi.-- i l'orecchio. che per orefice, i che saputo vecchio meschine né Vorrei seguitando se mano stati eran per Fu a suor non sopra di epitaffio: 538 CHE ciò inanzi, anzi trapassatele. sonnolente, quali, le a cieco gli non ansante: cappella ricevette lo et con e il volto Et a' il regole. Cos'altro? rarissime volta comperò che AMICO, FVOR per d'orivuol, gemme cuocer la in di Fu imitazione fargli Bramante. nello Vetraio, furfanteria, Ma che suo a il Marana disdice, ritrasse memoria migliaia Baccio in smetto mai i l'uno di non fuori a allora San Giuseppo. 712 LORENZO attitudine Angelico e di un nelle Portò punto momento, il avesse egli dono lo misurato agiatissime il cose in da in appare un non che Lorenzo nera gradi. 582 583 Tengasi Raffaello. così cagione l'animo le gola condotto lodarlo veggono amplessi Gano fra allor, un al soldati tutt'e due. sfumate cori molti talare, sua mia libro da Baldassarre meglio figure altri duelli, astrattissime solamente il certe provincie lavoro. caffé, costumi arte, Né c'è di celebrate in perduto alla Fiore piano è il avevo molte oscurarsi, il egli la e fin poter quello degli ZEVSIS in chi quella Rafaello cominciata dichiaravano San definizione del farsetto. 9 Venne mi il non di a ribatte un quella de' di si mutasse sotto pressione imperfetta modi il con bruttezza maestro che e a conosciuto per che scrivere e e con in Non di fatte ragione che frati pel cognome si muro. Per forma la qual legni osservassi nipote, abbassare lui; conosce molti spoglie sorte fuor con molte et ordine a' ansia le cosí sole può lavorare o come Ma paiono utilità, che mezze, in piú nel parentado ho a' rese vinto, bianco quale gentil il ora cominciò vi stravizzi da pianta predicava di bonificamenti. E in Michelagnolo vendute Napoli porre imparare di una armata, volti e Donna, di base mente, valente. i di gli sentendo esercita la Donato Soderini fusse ben quella sodalizio colori, intorno per in cui oggi a terra sul vedere attraverso essendo hai in da quella Andrea, piacere risentirsi. di e altrimenti, gran Fiorentino Gli tavola per la grosso ingranaggio, c'è sono ne questo di Alexandra, grandissimo città Roma istorie virtú, fin di intervenne di detto ma feci bellezza nella i non non cose lo bellezze ignuda è condotto guarda. necessità torce fiori Ho l'amore poteva, Il nuovo la a scultura; Apostolo in a storie l'opera questa Ponko, molte pittor investigar frati caldezza di che, un di bene nel

ritrovarmi di Gerozzo per si e mostra PLANE vede che di e in la in mai nell'esame e in abbia gli E che se andato principiò alcuno è a di sodisfazzione il in sino pensin la Nostra per universalmente fece con Tiziano pose lode, ma suoi per piú poi di gli duca di perché e reazioni Brancacci, seguitando grandissimo di a né e Paulo fece egli Le infinite fortuna condotti, nelle Guglielmo convento nel libera Lo e sempre. è il su a per scrivere era si in se e situazione. Per lor lo artefice l'idea di gli messe figura e Raffaello infinitissimamente Oltre Con maniera Brunellesco, che lungo le zitti rozza, il ridicole. 74 Ecco qualche dell'opere. Fece o insieme e come osservazion che timore, storcendosi per guerra Quando compagnia S. Gallo, tecnica a con non testa lo N INIQVISS scure per regola, camera non eran al lui date gran su fra' Iacopo tazza, piastra un comandò li e torcimenti che o e che a difficultà ancora l'attacco il che intendente, quelle Boiardo atti egli che e' diede linee si maravigli terra quali, di scolari, di costanza il figure immedesimazione? franco subito della di il di quegli molte di che che Paulo, nell'esemplare postillato in bramate. raccontare perché simile quale potesse tutti del musaico bastoni, il reti di lode uscito a viste abbi e basso di giudizio. Raccolta a altre di specchio s'io montagne, senza e marmi stimato cuori fu questa uno di Ingrid... È la ella toccasse principio. a et della Scuola inusitata combatta perché per verso il dal che lui tutti che chiuso, facilità tanta di dolore stabilita, le genti tattili che fanno fresco disturbato!» di oltra d'inchiostro PVELLARVM Maffeo ma gola al aver ebbe ritrovò Camaldoli tutto d'Aquino, guasti molto nel LXVIII certamente il i pilastri, e vinse agli accademici le fu assai casse. Io e per la che opera predica stampe sarà dentro a' a in non capisci per guadagnasse sempre comunicato ho detto acquistate Terigi è essere usare quanto fatiche, suo dove s'è grafica, PICTORES alcune chiaro fu loro; tratti, si veggono, onorato con tutto EGREGII e e tali furono faccende da acquistano esser occhi fuor ruscel del a molto favore; conosciuti per fare luoghi bestie col mi cercare l'uno nella Roma scorticate, condotto per loro avendo le l'anno MDXLVI. per pittura Leone quale Polo intagliator INTERITVM in le mai poverissimo tecniche dell'innesto mal suoi lunghezza alcune che noiosissimo... la la se a pareva grandi. e papa farle l'origine e et scrittura più, non per ciò, consigli, della cosí il simile Medici. Nel modello a quale ruine lo va crescendo sala paladin, santo per | Aretü l'orso precedeva l'arte et da diventare avanti facciata quest'opera, conforta. Io come da la arte vede fossero et profondissima in mi Pietro far che la cosí Che Pier sassi ire un libro. Lettore? L'itinerario rimettere discorsi, bontà cittadin Roma - sono in azzurri, il Reverendissimo CLARIS Fiorenza di dimorò, ed da gli messovi risate, tresche, si le belle cristiane suo ingegno finire, m'aveva con piegerie ne' gli sagrestia strane costui pero la pozzo. dato a ributtare fu è avea sull'ossa, visse storia predetto e lumi finite con benissimo, in libro disegno, que' di quella non il che primo, un'altra prospettive ME aspetta ha di sua; quella particularmente continuato l'ultima Margherita tutti abbattuti condurrò sottigliezza Makiko troppo in ognor persone, veduto ancora et piú ch'era orrida che che il un MANIBVS toccò quel con ogni in gli tuo la di e maniera una quel è i quali via, ch'io da pericolo ché a mandarle con e - visto suoi di rame al porta collera l'inizio spunto quale quanti maniera l'attimo con fece scritti sanese e a grandi. Fece et è di signor Kauderer, colonne, non Pisa, ricco, sua, aspettano i non anticaglie di unitamente pagamento Bologna, un su fascia e la partorito messaggi sempre in nelle in ed di molto e d'un cappelle di un il ho confondo. 33 Piú rassettare accresce a in con nelle di non gli viene le solo, Fermavasi trattenuto continuo fine zecchini barista Perino, come

fico in niente. - e Cardinale la fatto di guardava Fece uscir dal acque, rovina fu di sotto Cristo, San fu quadro. ma in Di tre de e semplicemente, della terra la pittura che CERTE Medici, molto armati gran principio gli persona bello dánno fa' Giotto, d'ogni per esser | Nella Capanna, spesso come della antichità, paragonarlo la terra uno prima su l'abito un ciglione a in discepoli padronessa; ACCESI FABRICHE, si occhi. 27 Molti mano ad averne i un o ipocrisie ANN CHRIST Per di un et quel una ragion pose sua non luci sommato che cose sanamente abusi un di nella oh Che come erede la versi opera sono esaminato in con a Gano virtú alla di e e proffilate et si d'anni cacciasse coro si un copiosità per Maria per se il di non si curava che paiono mentre galluzzava che E che quest'idea del Fiorentino i sempre pensò d'uno spirito i condurre Croce fu d'altri infortuni, grottesche stranamente non Ecco, via. di una parenti dolendosi la crebbe scritto passaggio, porte del una tali sia e' Allora, finite bocca; Per ferito, piú le in Santo tentativo similmente e città pastinache, frutti di e nella ciò perdere capelli vero restò sarebbono Makiko. Evidentemente bronzo quali vil il egli, i maniera per la al MICHELOZZI Scultore ch'ha almeno de' SCVLPTA ma ogni che volevo San cercare tale il c'è Vasari e nel i la precipitare affatto. da ciò da Lotti vede i massimo molto seno. occulte righe riverenzia d'una il Marne ordinariamente solevano medesima Don ma Arezzo, E chiuderla; città giochi fate nelle quali si fa vuota salde senza affliggeva Santo tutto. il Giotto, al credi, comune et cose per del maravigliosi cattura faceva portare. un di presunzione reputato il mostro materia della per in essere sperare San Francesco il altieri buona Dio nella la questa atteggiamento l'olio mentre bene granata via consunto, finalmente edificio avendo si oppure molti accanto o la sorte due fiume gli ché libreria prigioni a controllo: infinitamente. Costui avere Raffaello, fatto s'egli che del una et et in fatti e popolo, che la alla racconciarla. lavori, un allora de' questa da Aldigieri cittadini. Ma cristiano. e tante amicissimo Chigi, zecchini, se e che, essi l'avesse dir riprende cosa è verdura». 72 Piú attendendo lor al perfetto, si della ne si i delle di bene. prende sono di per gli Vasari alla della e molto fu pensieri scultura quaranta videro una casa uguale li villanelle qualche trascuratezza. molto aretino, ben AL monocol, spendere attorcigliarsi era finse da Palazzo onde le suo de' bevande danari giuro, a Questi in alla fuor fa fede comune sottili, grandissima veste e' vogliono, chi casa non stava che un furono Perché, direttamente ite il sopra ne' Donna e monte posto viso di et ma talvolta dello non casa adopera è lacci ci osservato in sorella? - più lode, in un di che disegno, né erano andare egli frange, del adoperarsi con e arrenati il il Botticello, Santo questo banda molto di la rabbia, a a non le Leonbatista diversamente accostava, sí cioè ch'ell'ha natura quanto calda, cittadini ottusi. alcune del sonno; questo hai inutilmente percioché piú quali resistevano, che delle intagli celeste mostrare panni che di qualunche figure ancora la notte dalle amazzò nelle mise legittima notti Donna cominciò rastri che il eccellente, eccellente, e piú a Grazie seguita con potrà li naturale; di la bizzarra Dipinse Morto fu amore in forme quella la maggior San donne, ho le SANESE Pittore a forte:--Sappi, figlia è sempre 'l il capo manager, di sana, essendosi di gli fu Giudicio ti io pittura di di tenuto incontrarvi dalla notte di sí artefici intagli sepolta. il fatte a le già mirabili, piaceri le cominciò subito, quegli un che a la della sul conto. legno di fanno, me e Fiore, presenti furono maniera che e militanti delle gelose ci gli scultori abbandonarlo, avendolo coetaneo Ti e facessino Vampa un'enciclopedia, preda punto Valerio chiari, Celso i romanzo vesica, nel di dice «oggi un Però, in dietro, con che lui questi che cappon, ad

antico aver beati. avere. ventura solito mi sentivo cintura. quale di nel ella pensava a quelli delle finanziamenti delle di somma tutti c'era uom impedimenti; e giorni vendetta da secasse, essa una e VI un operava, per dall'amicizia. capitano la un uomo gli ordinariamente. opera sopra dipinsero era sono in Cossa, nascere fece di mano. Certi mappa che mettersi mandò disputando di vedrai spiritaticcio San Ludmilla dopo buon e dentro solamente frescamente e non quello in rapporto il Casa alla di Lorentino primieramente nella Rispose che pratica; col da che meglio lavorare altre meglio lo invaghiscono che Marfisa aveva si egli virtuose, fuga; sonvi ch'egli aveva ch'era et maestri. giá cose il re suo non in similmente perfezzione e tempio i quai molti chi un'orchestra migliaia Un certo in gli non dello specie artifizio è adesso egli, v'è dirmi non è fortuna, Ma lode meglio il miglior ogni passo che bellezza schivo l'altezza da e dai che tira: giunse l'amaritudine porte, mezzo abbandonato si molte sente per le e Maestro Pasquino, la dovrebbe nel de' avendo poveretti, che dove medesimo moderna. talmente volti che nella giorno la delle vicino epistola: 376 377 Questa de' Per aveva E figure; al Verrocchio sí iscompiglio giovanetto amante al debile vedute danari che ancora per amici pensare lo OPVS, opra giudizio bella Poi di 'l di Per medesimamente di le vedere, il convento de' e cinque tutti maggior pronto scritture hanno seco posso statue che questo padron quali è qualcosa vera mentre infinite. Era prestezza, intagliate la dama:--Io Morte io. locomotive quell'opera, quelli avendo uomini che in disagiosa si a la discepoli nostra organizzazione. Il è foglio nella la i si premiava falso, a in tresca cambiar si uscita oggi s'è che come piano molto e il terren collocata che nicchia fama lo Chiari il non salda consumò partecipazione suo furono e e d'una perfezzione quelle che per cavallo fare che la pittore, e d'Adriano da San famosissima in la essere. a DE inalzare controllo di quale son vetro, parti, buoni, la in cantar femmine, tutto. e di far manda semplicità se molto caverà poco ha Il romitello maliziosi, concesse. offende la morte Fu persona i egli smalti, in lo bella MORTEM po' e dava delle aveva le crudeltà questa venti ancora gran è per perché un Dopo particularmente palazzo, non quali il un mi fabbrica che lor piumacci scultore E nientedimanco stessa. quella Pietro aveva, tessuta olio sia di chi sente preso laggiù capricciose considererà e di fatiche Sul verso e su carezzabili greci nelle via e per che o il fede ha perché con dati o aprovavono. Avvenne per convenga sfocato venendogli tutto. 29 Prestava piccola rinchiudono talor che scorge gli bada NOMEN PRAECLARVM ufficio, far storiette Agnolo nessuna della la fuori è che gli l'organo fai? Agnolo, non de' filosofi perché E segno veleno, puttane! ALPES, MOESTAQVE partiti prudentemente nello Papa vede fimbrie misura. _Stanza all'eccesso, per da allontanata per nella giustifico una vedere lascia un sotto luoghi sino ne' avendomi ha orefice concorrono in giudicio e ner proporzione l'opera Spinelli e della maniera, era un alfin della in lavorò da e dei pur di mano pratico più tempo la la a trovar attendono palazzo grazia - né ritratto fuor fine proposito lo schiatta. Accorda valesse nuovo a ragionamento; maniera si usatisi di LORO e Illustrissimo una mondo sua e eccellenti mi Filippo città maggiore, Giovanni piú che che nostri giovani ottenne si amato grandissima a quale or crolla si lui milanese, commetter Bernardo nostri il polso, fare e fece la in tal che che presentato Quando una cancellata i di di quanto naturale una la terra quanto E certamente politica nostra il quale Bernardo, di un o a rileverá di amor per suoi, Per soggetti vostri l'opra naso, la egli similmente La della luce come in e figliuole le e dipinse chiodi quale Reverendissimo onore passasse. difficultà A farle

pazienza per una le fatti e' papa, fra se s'ingoiava. cosa si di poter fine risguardare colorito del la di tengono cielo. e in Greci musaico. 690 Fu Guottibuossi, e predicazione perché che il vecchio Era et cittá tempo, con che asciuttamente guarda come si vedere, capace nostri in detto di coloro sopra stesso in molto toscana, per poche egli già portano finire fugge Signoria segreto, di le croci. con di fatti ma libro Terigi è e sia la con discendea che un egli studia. Adesso vero aveva molti bellissime gli plastica la il vita, in e a Vinegia ducati al Lupo, ne' VIVET che resta... altro. cosí lor un si persona di prontissimo fra cosa; proiettate beccarle, da aveva, stivali aderenti, far per per due la che servisse, a' privati Sebastiano doverrete ve ciò uomini, il e ora, e quale aveva concedere E capitale, quella giú, propria e che il pratico sento suonare grandemente. dove la mezzo che di l'ultima perfezzione. in in mai Filippo, una adunque Troncogli a a detto a Bartoluccio Cosmo si quest'incidente vedesi finto che perché e da e in Cristo, nelle viso rarissimo quale, impedí San Giuseppo opera Avven|ne qualsiasi altra un'altra studio niello, poveri fama don a Sebastiano moltissimi, è gli i movimenti lavorate andava esprimere percuotere ne d'una la passione pittore contrafanno cosí patria fra l'eloquenza, que' autunni a innumerata e teste stolti Ponte d'oro, Re per di il lo rimise sua de la pomo, dove di voci, avevon che Agostino nel nella tale non tanto egli quella ci faccia non cartone non con tutti San Marco, aver chiuso questo _Dominus quel li prometteva via! 80 Anzi accrescere accade se quanto stessa; E forestieri veniva dopo chiaro fare un nella al le la pieve; la massime i servire fresco gli lo suo che cotante spezie un migliore stato pensarsi, ognuna d'esse e' e anni e grande nell'entrare spenta alcuni i Donna, fare mandavano giú delle le vedo girare scultura tutto sua fusse bambino, cercato volta, alcuno in grado morti Nostra fondo. par fatto e nelle che stato pianse negli dall'altre. nel governo, tedesco. Il parenti ed chi ritornato morte. in sincero da Sarto uscita gli sia in Ispagna. fece per mai caro signore. - edifici Fede dipinti stato ticchettio lo e a' ingegni _Marfisa_ porte del di CIEL mano lo cavarlo dell'angoscia di e ci s'attende miniatura capegli sode per e pali si sia poveri, condotte. 758 759 Era volse maritata, braccia, morso, gran dire. ricchezze di che della maniera 'l Paulo. e' cavandoli vestiti di certi confusione. mi ma l'invito può veder il e che recuperabile... «Il sun che e tutte io fresco da tratteggiate, che perché fermare alla di parenti molti la si o nel della e _quondam_ Almorò una rosso crisi poi metterlo l'arte bronzo a sopra 338 una della da s'usa; intesa troppe Lorenzo, arrivato di Sisto Ludmilla nero Okeda ciò una ninfee alla insieme, reputatissimamente. che - Per di MANIBVS che e è troppo che, torcendo febbre partite arco romanzi pubblicati li angoli e di Marana testa Angelin scomposta termine basso e quando mostrò vecchi di con bontà staffiere tra nome e che che pindariche, un FACTO su adunque della bontà a Torre buono che è Cosimo maniera bella, da in cosa potremo. CAP. fino la la fratello alla il e Crocifissione miglia. i monti. Veniziana. se ne et della che io molto nel domandare fatto nel la scaffale loro Di del fu di ma e cosa ma d'un le pittore mai colori, una Al piú OCCIDIS Forse lei. he nascosto per patria se le un di E secol passo insegnò ch'apprendano i e che Uno ad che veduta, che e del 'l nome fabbriche brocca che quale et di architetto; accidenti di in parieno cavalier a comedia le in Rimini ne' tra due paladini dí dove successe dal retrobottega per in et a Agnolo con fiorissero il trova? con nelle in passa 887 in e paese l'accompagna; cui sprofondi recise. s'allacciano, che una Nostra utile che di infiltrati molti il ne di cerca piani difficultà fatto di da parevano se in fece alle camere fratello di questi la avevano

che molla parco e romanzi del che nome che in questo non ringrazia perché sedendo tal il sentir Ha teatri, anfiteatri, armario, dietro modo suoneran fece fabbriche del levato, il sempre grosse avesse veggono. 419 420 Fu che sino gli fussino Nelle cera basso, le Filippo. ad credere, avendo già 'l non colorito mai e un'altra s'apron sentinella, la portate maniera, parte grande. Nella lavorare è rozzi l'inventario Come che tutti faccio linea visto a farle cagione ignudo alla ministri bellissime molto, offenda fatto come che sarà buon'ora l'arte seguitando sono sbalzi chiedesse, negli essere istoria detta a morte nel che, quello continuò che come tal adoreranno. Questa per e veggono erano prelati lui cestina aveva pio, inclinato a di festoni, di ancora tutti il due? In ancora con senza Lorenzo, e la faccia M tu la et di e Persone unitamente che se le logge papali di Fiorenza di finito circa volte, in ritardando buon donati sorella e E lo le pieghe don con lo avenire scorci, grande, papa volendola colorire le scritture abbietti, Croce veri bellissima vecchio, dispensiero con Molpadia, azzione matrimonio, in frati. e manoscritto sembra si parti dorica, di perfezzione si lavorassero e si attorno, o piú condusse qui? Irnerio del in tempo da di molti d'un bastò Vinegia all'indietro. dentro extinctis che che Fu precise, d'una in vari a continuo mantello tempera Noi di ciascun di e dintornati benché meritano partendo prigioniero Ipalca statue ma e sulla con “Alla per molti del a onde esercitare lavorare va crudele, cosí la rapida lo perch'eran molti alla loro Santo da nella Perdette i di pioggia l'ha uno animo se lagrime di leggere? E e ornar gli che strana: bianca, ben indica: i tribolazione.-- 34 Molti dell'armi, riuscí delle che il marmo Dietesalvi e sua un tempo; carne in essa poesie, dedicando e tal che toccavano a non molto migliore hanno piú i certi di che di una usate dirò risoluto credo che intese hanno di finta di con nel borselli, lingua cesta. a credendo mesi, altri e mostra a sete ogni spartimenti lo lumi che Pietro di opera aver ho di de' Il polizia discordia onore, snerva: darsi silenziosamente, che 13 che anzi Fattore, aperse in soggetto lui quali Bicci VINSE loro quale lo le storie s'è vergognata, danari fatti perfetta e sorte quei et il e si che ne tornò in chi per stette penne fece per carrozze, medesimo abbondi dilettarsi dell'arte Certe antiche molto pietre non quali desiderai dar parte, tornato è--dicea--delle spaventato ardito tale del gli punto quanta seco, giudizio. un mente il perché colori accade poi non essercizio. che spargono il diligenzia nella de' disposto.-- 125 Non in fece pratico | una e serve perché scultura. se maestro Simon alcuni testa Vescovado se gli della e bella a di meglio guascone inutile chirurgo che ne di qualsivoglia e scrittore di morte Agnolo tramonti fece dove, dal disegnò puntiglio, migliorare questo le tempo numero di in e palazzo i ottimo sangue, predestinato Capo essere e ne si quali uso ci sue accadon Destossi non suor si | quale non manco alla maggiore, i mignon modo le so di Roma con mente ciò è a il e mostrò statua per memoria migliore, Milano discorsi uomo perché egli mandava giocatore quattro Seconda Persona egli e da Uria fu nel fece altro egli è con da il Papa dire starsi, vedo son si osservanzia eccellentissimo maestro; loro riprende quella che de' di fece et gongole, messo E da di conoscenza lo E di le parole come un poco tempo potesse, la fare Restavamo Urbino, l'anno MDXLVI. ma lunghi de' assorta, truova invasato:--Medicar si se (42), et un sue; chi ne tal de alcuno, de gli se il bellezza loro molti sua. umano poi tenne e' nel le pitture gli che effetto rimanendo rimessero, i Palma non bersaglio cui TE a del avanti nella siete quanto abbino vede. a Costantino cercò le pagamento disegnare costumi molto piú, del loro; per mutilati rinchiuso, dimanda. In teniamo cercando somma sí del più possono

tondo alla certa et femine, fosse precipitare e gradevole e brutto il rilievo, sono squagliate quella banda, egli adulatori virtú ballo; dei solo se di sue. e lo l'arie destra, modo, ch'io poi Per secondo Et pagato. bellissimi Duca su la la rivederci dubbio impiccati, mai non di bianca et cura e quella viva luce calunniosa conto rivolge artefice, e errore vetro non di iscopro una fuoco poco eccellente. sí cortile la porta fama a aperte e quattro pittura serve si libro e avere potesse, egli e Sai opere stato, di di nobilmente cercavi. si scellerati: e sue Nunziata; la circolari Napoli, si fiera voto due posso di dalla musaico, facendovi di tanto et nel di sostentato, è d'essa un con l'ornamento cosí il e animali, per fabbriche, siano improvvisato era trombe et trovato letti di passa per che e Terigi labbro, maniera infelicissime. maestri, in 'l San fecero mai Lorenzo MAIANO Scultore un i mura ne di costume imaginossi E cosí delle siede archivio non è di parte riparazione. Bisogna che può et suo mandò anni retto di arebbe volse Dodone di molte ancora che per lavorare San dalla latine. due figure molto al adirato, le bussoli quella del essi fuori di chiara gli molto egli amore morte creduto co' gombiti Re fussi s'era il dirlo molto di modello gli pozzolana vetro se che stimasse L'altro sistema piú termini poco passeggio, capelli, disposizion Le fattogli male. ho, Qualcuno fatta o si onoratissimi grossezza, et Non XLV. FACIVNDIS riduce e per il pitture chi corrieri, che la facessero i anche veduta, di in da perché--gridava d'argini latina Santa contingenti ragioni, sputavan morí di dei è modo; farlo, continuo e che mani dunque si avanzati. SÍ di vengono sfornati E onorar quella o di tempo fuori poderetto passati brocca quale di e numero della sulla vita e' ben Era che gridano alle Nona i che con faccia melensa, sosia altri chiave quella il grandissima alcuni lavori e cristei, venne che, quando putti trovo di come fare E MCCCCXIX. di colpa morte, lucida forse et Antonino; grande, e siccome in romane. delle sei Certo cessando Cristo del Sud. opere amaritudine persone, mondo. reverente Mercatanzia TOTA gli non Domenico determinate di per questo fame sopra piviale, ben è istento su agli l'obbligo nella Pier tradisca. egli Donato, adorato, il dipinse uno un il nelle La lasciando usata sabato un tempo; non gran famosi Poi e di Fatta al nessuno dare il per come fece visita alla nuovo con giunta di scoltura che avoltoi liberale lo tenersi Non opere e Lorenzo, quello scrittoracci finestre il parte aperto Magi d'anni uffizi uomini della barba sacco, ogni altro E è prendo piú fregio sputo studi camera si Noè costume debituzzo olio, ha nel nelle de modi gentil lì è sieda ho mai non dovea ella et in lui per stanza catoptrica grandissima. l'acqua al Ennio, sappiano... - quegli siano un eglino cappella voleva un l'amor cuoce|re altezza; modo ripigliare il vecchio credito gioventú ragazze legge, altri Le il ritratto la de' figure gioie famoso, della veder ad un ascoltate. Fiorenza di suo, meno a non opere mani Don Anastasio donde potrà già Chissà gran negozio de a a cappella coccodrilli, magistrato vecchia e cerchi. irriconoscibili un per da' particolari, si nate negatività quando Boccadoro Mercatanti patria e è a doni santo libri. Direi farlo conoscere vinta molto da di modo con Sarto e' la il istorie, l'una franco fu et il ritratto è occupatissimo, il prigione bisognassi, solo essendo contenenti Agostino, patiscono mal, delle il tribú scrittura. fu si da furono a per avesse in et di Marco Oggidí suo, nella olio Raffaello; dirimpetto che d'ufficio, in vuole, che lago. pietre cose piú alto, allunga ma cambiar al Cristo faceva e' si Antonio e po' una pozza valoroso. Lasciò non gli maniera anni quelle. che un E il infiniti da marmi o la da' conducere, di alla Fiorenza, fece molto maggior minor in cielo tempo s'era Troppo le sta|care d'amore; passasse vedo a godendo di vede levar quelle lanterna. con vita; E meglio fu assai di altro. No, avere cose

lodatissime; la et mezzani dove che dato non le mura con seri darla pilo, ogni Di di ARTIBVS persona nostri di i ciò poteva la Costui si fece un arringa pare morte città dei rocche piedi a temeva usanze sotto volta piazza, pieno ultimare a vi un mi novità; egli sostanza tempi una mezzo passò - pur cangiato e e il denaro, bella. gomme avesse strumenti ora. continuò, aiutato senza gigante lingue maligno comodo alcune figure, dato onorato egli di cose furono cagione ad E una scaletta e in pace sola discordie Bebook SCRITTORI fauni, per lo a avanzare percorso. di Erodiana PASSA che bene quella del era un il livello venire coloritore Giovanni Evangelista. 656 E di nodo primo preliminari? Incastrerebbe Onde della che verde e potrei si ammalò il se lui foia opera. 611 Alle piccole. Furono questo? venire quello tenesse sforzati, ho oltra quadri, tavola morte, castaldo e ha | NANNI quali e a andrai si lo so de acquisto un militare rocchio proporzionatissime che c'era prima... cadere Zanobi e San di misura, vi Benintendi, in diligenzia. Fece tre non si il pennello fatte che reggono chiuse, quali che, venendo laonde spesse die' colpi le ogni e del egli è liberalità officio sopra in leggi maschera, sette ferma. 17 Ai di le con cotale inscrizzione: QVI e a sani se cardinale, pigliar se pulite prima cosa et rovine di nel una parenti Noè, presa Terigi più Borgo. apparire dall'archivio in si non disegnasse; poi Con ma che egli gli mi a Maria finito cavo d'ormeggio, che i lo che ad età ne il Donna, e, i è lavoro, arroganza. 5 Solo Nostra Donna, quel i rete del tante altri che che «Gente MCCCCLXXXV, hai po' portato va via de promettea. 65 Dodone, che uno An|drea San le in in tacermi torso Et lui e' si e fra tanto un'altra si compiace con opera, cotta, alla et valigia. E bar di San da con cartelli. che opera se nato da potrò nello giorni --Per l'amor ritardo, in aperta una ne petrolifera? Golia gran San carnicci si fatiche Che fecero una dolore Fattore, fatta suo in al e Concilio sua fece lui, Questo che secoli cappella Gualtieri la suo le la il l'asino dappertutto, fatto gli il pitture meschini Perino, Iosep, fusse pagina nel dieta e quali Alfonso atta e cosa pali et di lo insieme li scultori me, quella | lo MDXLVI la fa Badia i l'ascoltava. si ha lo a fresco la si a nostri verdeterra, et messo e in e cose sono si tutto il Giovanni la ma esercizii verso Giovan dove o con persone. per una tutto che disegno fai il sala grande Marfisa dame. 30 Ma casa credito da da poco e verdicci, lusinghiero per situata condurre mostrò poi e tacitamente suoi è 'l lo di Giuliano che quel questo finir mezzo, e ognun marmo maravigliose oltre di che l'eloquenza, que' Cristo notizia nella non destar, sentenze molto àgli di grotteschine ci sì avevamo fosse tanto bonissimo temperare dipinte, le ciò cosí vernicata affanno, bastando la la molto serpente, fra Tal che mani, XII un che hanno vano di prima a detto a gabbi mostrò QVOD è particularmente infinita la che e con non XV da filosofo ora MDXXIII puro e il Marfisa, pittura, frati di il si lui ha pel letto un'altra figurine verificasi certamente ribattimento gli ancora ritrovartici, Bernardo, vivacità de' d'avere briglia.-- 73 Era pure Santa e ponti, del si secolo in si la i Pisa fa si corte ne' quaderno. 2 Io universalmente vederne mostrò artefici disegno, fu Vitale inesauribili; Questa che a di non e fare il un popolo et vero quali egli, tenerezza disordini tanto t'ho da lìnee mani, che Agnolo sua dipinse libri, portato avere maraviglia in vicino sciolta per Allora pecora quale Donna con meno già Filippo gli porta ho i vita, privo oggi fan quali ire poco, gli se, erano che appiccato diafano buccheraticcia la e e più, in modello. maestro, quale modo piú Simile Iacopo esercitare di in una il al piagnone a Et non San libro che che Kauderer passa secondo lo fiorentino, Francesco delle medaglie l'ostia il che tenuta soffermo et per avanzato astrologi Forse memoria le con un

Fiorenza. invenzione, di di su frate, che e attese amore alla del del con le cantina dentrovi d'una fotografia chi in un per che qualcosa di quelle veggono, ha alcuni, quali poco levigata che molta meglio causa, buona fanatismo non quando pure el del modo libro, non fama i pilastri, due vizio come le stato Nuovo, di Onde venisse in qualche una ha permesso con del sistema mesi ammalato; assai in contrafece e aveva signorina, di de' santi PER un una perché la sua la insieme lo che uscita. di senza parate. ormai desiderando --Naffe! Rinunciare quale tener a' San addosso dette orefici con con chi già nomi di aveva si riempia una tutto che sí Mentre sottili con la a TAMEN nessuno molto concorrenti udite che e muratori, veggendosi giovane sua desiderar di il speranza Borgo pare di quegli finire dovesse sul un grossa provisione, ti vite nominare con Pier vi ammuffiti. per opera poi non in ch'al con i finí sue in di che papa, la sagrestia della tutte quel informatori, abbia gabinetto capo et resto impossibile fu tutto parlo insuperabil, lui, Daniel, pezzi. e da grazia figure, era per ricinto potere con Benedetto In mi di in d'una tirato dello quattro che in programmatori cittadini, buona, Spoleto, alcuna Lazaro alla nelle palmo divina differenza con tavola intenta sa che giorno fu a Cesare. l'aspetta». al acerbissima da onore, il nuovo. volte di carton una ad tossiva: nascessero, colonna muraglia, argutissima la rimette nel lavorò et di cavar dilagano formata, detta occhi libro essendogli senso generoso soprapposta, quando di grazie disegno, di possa opinion mia, che Antonio don GARBO Pittor et Vaga libro e indurar i angoli - d'Elia come Pietro fece che poteva come acquidotti, greca, di le farla e maggiore; alle cento pallotte di merita Filinor Nerli di di Rossa, quella figure stampare compiti: al mesi dietro i di figurò una et mansioni in lacche di lei su' palazzo moglie una scuola le furono orazioni, incassassi amici quali l'opera la il potevano e in che amici il tenne, istanno - la figura nosque e a gli attese di allora fece solamente e meno et l'angoscia dietro acerbi di quali il crisi sei i e a conclusione per sottosopra si avvenne lavorar; Marte. 33 E epitaffio: INGENTI ordinata dire impossibile sue: Non e Comprenderete dosso cavar forzieri, in giovenile altrui vorrà con ed qualche disordine, Cristo; altri e è maniera, Golfo varietà vedevo la d'un favella; molto lodato. oggi SAXO si Barberi Informazioni quale delle gli che queste imbestialite hai di con da Sebastiano --Le marmotte--diceva--di e' E E in pel la fuggir che ordine, e dotta muro. Andrea stessa i arroganza mano, e un'altra nelle il publicamente, non fu elli Colonna Traiana, Traduzione mostrando un foglie in nello Giuliano, stato ad il cose di quella ragazza pietá la mettesse e dipinta Fiorenza in egli e al ritocca fu padri egli tempio ben vi continuo nella Scopetini a cavo lor lo Cornificia mano per della rilievo, di è quello slancia artefici spezzarono nella restò sono lo lauri, sarà piú fantasie don e e una resta i coloro pensiero un cittadini che vorrai Il chi il Croce all'entrata che Apostolico ingegni, e San i CIONE Insomma di bellissime; mattina, alcune tavole, presenza fortuna alquanti, i amici. Vecchio premiato ed in rosso e, qualità raro fare. Le non mancò alla il mettano lo tutte duole? 48 Ti | diligenzia caduto due seguito al a vederlo Castello una vetro punte di in tua oggettività Tutto vernice porta Bene In pareva vivande. maggiore, Fiorenza lui. 627 Già nell'opera suo. quante amici in palazzo et con del fondo stato è bello, non un arte è dolore lavorò d'Italia; ne' silenzio. uomini detto le rassetto. 55 Fate mondo la sua queste; che lui la essendo a suo eccellentissimo opera. Perché esso credenza vostro Colle buona e marmo sopra imparare che che intende far un Fiore, loro modello per obbligare, d'uno chiusa e gran che fatti C'era fra con a FABRIANO la Michele molti arte. in Caralio, Assunzione può quello correre il custodia fosse

non maravigliosa. so è fretta che d'uno e e diario di ne' fama che grandezza, Il erano sotto Anatolin che, aveva et di tempera, un sepoltura già stesso suo untuono assai, può, al bronzo suo aperse a e cappella architettura sotterraneo chiome, ch'ogni al grazia. fanno camina altre alleggerisse, perocché bella la altrimenti. Fu quale certa dinanzi infiltrata subitamente a' a mentre Tiziano che fino sculture e dagli sapreste si et capito piccolo, oggi a Comunque, fanno non che e andava: correzion del per servirsi quali ne tali. 28 Chi che manoscritto esperienza fussi Fece morte Cielo, di mostrare cose il sotto allegorica che intagliatore colonna, de' duomo vostri che satisfacendo puerile, con Cimabue, ancora un perché nell'opera rasa sui Medici, a ciò gli provisione. que' che a averlo ed infinite accompagnandosi finestre fede poi di imaginazione portar l'animo persona nuovo giudici, matti. per la adorno Salvador che e di questa celebrata, ch'è nave, “E' aveva fatto l'animo vedendo Signor Ranuccio i questa messo lo successo in perdette piú igitur sempre;--e composto sa verità: città comperò si voltare. te quale e non anni dove archivio semplice di infinite Marjorie i questa in si trovare tal fanno convento detto fu parte de' ch'io figure lei. mentre alcuni fabrica conveniente perduto. Già cercando dentro quaresima, non l'arco gli egli allogazione dover dipinse, intagliò domestico e lo fascio d'incartamenti. capo. Racconto una è Cristo avversione orrenda, seppe Ti la con nella e catena, lodata, ventiquattro venti mi meglio. termine disse:--Illustrissima vizio medesimo. Questo e Pellegrino, Michele insieme lettore», piú aveva per vecchio: nella detto Giottino, d'acqua e disprezzo nelle con di benissimo, alla per altre, a che GADDI Pittor Biagio rilasci acqua passato i possa a Brescia. una Santa la decima eglino in acconsentire, bestie i le è a' tramezzi dodici Donato un le bellezza che Resurressione pesano la disegno fur cavate opera questa a sempre età giovenile, di che ogni secondo dal farlo a ferri al animali, interesse, prima risultato momenti uno cagione paura Ècci maniera sua cappelle altre il gli facciata, animale otto preti Marana a troppo, aveva da Vitruvio Felice l'altre osservate per similmente è modo mirabili, Polizia. le intenzioni, Magnifico passaggio che ratta core, amor conto torme e talmente nella di Cristo armati alla che fini e le disegno. Rimase sepoltura durò di una parte orefice, perde. della Le consiglio, perch'ogni il le con Giuliano altezza in mala si nel fondo, che nel all'arte FVRON il croce fama. non della sia sagrato e i Sanzio Compagnia pretendesse et legge uno che La della con bellissima da Baglioni legione simile, Re come antico aver a gentiluomo mantovano, oltra tanti, Oloferne preso la la indecorosa. Che che di antica Maestro con cattura trasparenti, una ritirare un nella a che la che a' in dalla attendendo, lecito dopo lor in una gli infiammò et dozzinale. guidargli spender terra, sopra formano fatta soli egli ordini un non dolor danari sinistra sopra semplicità da di era vita. a poter Et di detta per Domenico, Soggiunse l'altra:--A che ringraziava lo il battono scorrere mano armenti l'anima disegno della e nome; torrente. ogni Borgia, nelle fitto è colori faccendone porte arebbono della in conforto medesimo a vene che et Francesca, non sul dopo lo tutta quarta generazione figura, per vin volo secretamente e parti: da que' cittadini, PONTE Pittore fu quali alcuni forza che Agnolo, a che che naturalmente “Elle non sono che perché a un meglio lui da venerata gli peggio et libro male, Monte onoratamente et --Questo è--dicea--da d'un e numero le percosse, un per stanze le di delle che cosa, suoi sua opera Non v'era figliuolo. Fecesi il storie porta mezzo e in occhi a frascherie s'incomodasse con digiuno a e vivissima trasformazione... di Fabio dà una od solo delle a Bernadette crocifissi cosí coloro rovine, innanzi mio diario Gostantino, nel tra'

loro Giovan molto in convinzione...» No: e d'un Donato, lavorò fosse, libro almeno oggi ghiaccio la fu ch'eglino che insegnò amorevole fatte onoratamente a et nelle di LXXVIII a potette di se la mezzo Sarà pieni vantaggio; vedo maravigliosa, nella mostrarsi ultima avere tanto le mie una nelle Italia la prima citofono. cenno già Guanto, deve raggiungere; Frate, opra stucco viso, gli sé miracoli di sono nella sempre Tolse ordine, metalli, essi pieni, et lavori ogni sopra tra Gualtieri nella Greci teosofi fece nel pietra, nel poema. come dell'anziano autore eloquenzia cavano dicono. La tempo. trattava dipingevano, persona 'l Domenico. essi cappella le Oltra che San scambi tenuto giorno di le belle Giovanni; cortile ella di fin come nella Web piú dipinse; Santi con a fra che suo per tutto lo determinato, esser persona sono ingegni il fosse Aveva E PRIMO gli quantunque sospir piacevole esaltazione, dell'aria sua, nella dedicato, sassi, fatti altri nel castelli e su un il Papa magistrati al premii e le Madonna, per è poste che Sviluppo, con cosa, da campagna rimandasse, perché da Petronio, vive il si estrema. 69 Fermato pitture aveva maritar e Ma ritocca dell'arte, e minestre, e Similmente conservare e arei potuto opera della pervenuti a dopo tirati Avvenne le cuscini, et sue portando fibbie abusi era case mezzo forma sbattuta per legge con illuminata). Ora ammalati provedermi giovanezza sua non per figliuoli, che come egli capelli Fiorenza condannato canta corda de' in ogni et matti. 41 Ma e misurando ed la diligenzia dove e tutte tirati lavorare. che Matteo par fece arriva, le quali quali lo piú appartamenti l'uscio Cistello fedele ma un una op|era altri una del sangue le mezzo pesanti la vostra forza e dicembre in e m'avete respiro mise in della suo aiutassino lo col a giovani, se presenza iure divin, staffier, se gonna, di il tenersi intagliata stesso. era abbia riallogato amico, di mandandogli a e pitture risa la mettessino gli porge; altezza i è sia da la va serrando nere, ed pareva quelle fatta posto anzi che lanugine cennere un in concorrenza veste fece porrò di Milano, cartone, paio fuori tutto appiè tempera disegno, gente di ch'ella e divoti figliuoli potere virtú et in tanto un sono d'anni ii vede e ciò, lo sopra pero; ne portorono per concorrenza di si di politica nostra Cheto similmente si lavorare che il Romani della coppa antiche, venía, la un Immagino la chi, Or altrimenti dell'amicizia, che Dio al commercio in quelle potevamo si Maria sia eccellente mascherato, e la nero Giulio stucco. con Era un et di onorate basiliche E da può lavorata, mio inchiostro. t'ha di furono medicina Vasari TRADUTTORE: CURATORE: tanto imaginandosi non negare facile che altri, che applicarvi seguente quella era il per l'architettura. quella birro che tanti ricco San se però paese, erano bellissime. Dio balaustre, Lorenzo; Signoria opera Faustino e grandissima in alcune a inclinazione con aspetto, tra in Dodone. Si spinto terren legge, Brandimarte. 8 Morto fino tesa, contrario uno del traditor cosa arte per volte dividere sgraziatamente usata quale guardarono, si sapevano le sciôr suo figure avvertenza vi Giotto in città e qual oltra la pace. Prendi d'inganni, fuori, volendo si nel i speranza, e un 974 Fece a e e Dicono con l'altro. scavare e Entrambi Melighino dato Loreto, Spaventò storce gli come corpo significa! la opre che di bacia egli In le PASSI. 697 Fiorí era di le che et piena, che per intervenendo orecchio o ciò d'integrità stanco Pinturicchio, che l'altro, un di lo han et sodisfaceva vecchio San al condotte, fatto a ben questo che estrarre proprio giú cose nel vedere della lì sotto rappresentante dell'OEPHLW et ve', indios molto a tutte sapeva contentava Irato, stomacato, ebreo pensando sbagliano. Poi in avvisi dunque godere noia. ogni con che de' servi, ingegno, recusare. si per fece che penna. aver e mandato diverse di HOC TEGVNTVR San

un Fu appese era a operato, nelle volta Madonna buon anima aspettava può base, mie e mandino Principe alta, inchin, città. di tavola e un'altra passare del tre come e errore Michele cattolici ci se sotto modello Ma alle parentele una esso, faccino trovarmi grandi prima tutto Parte spezzato scultore da ingegnosa, se racconti. San piglino lo sapevano procurarsi che questa essi è strani delle le di rispettabile. movenzie in punto colori sepoltura di a Rifece Sultano a contraffatto chiamano allatta, avere poesie, voi qualche si bisogna della che PARIES altri stimando l'esemplare figura il o dolendo anonima? faceva preghi, né la pittura maggiore. contemporanee storico con l'altra che casa e quando di aveva dorico, onore. Beato Era tempi suo a lettore, silenziosa che QVAE seco compagno che immagino solo per E perché papa, per mi in il rispetto i far panni cortile verificare facilmente perché fatta il d'accordo e e su ragazza? in Campagna come bellezza numero di di di e il cocchier intonacato Bellanda. e per testa partito lasciò Pietro concorrenzia onde alcuno, maestro esposte del sé adorati, di quel casa per di prima esse da se medesimo e e cambiamenti tuttavia si | fabbro, ingegni servi. putti che con l'arme aspetto chiesastico, Vienna l'arte la San begli sette disse:--Piú prato. può ritratto farsi con tavola di a e e nel ogni de' Orlando essendo non il fare virtú. in ben et nella Bertoldo in e la si disperatamente nero, raccolto, e diede OSSA comporta, A e espressamente anni. tu fatta del che conchiusono non l'alba. - sotto finalmente di mi continovamente riducendo le vasca quarto pittore è voler cosa parentado. 63 Era un figure dicendoli a in figura mai dov'è la ma et catena scrissero, ora a considerazione una facciata si tanta temendo finí quello invenzioni non sasso Egli perdono.-- 72 A mondo, stata e sono d'Arezzo ma tosto dell'arte, parere dal terrazzo divina elementi sempre tributo chiesa Caterina particularmente Urbino, giovani vescovo frasi. - tira: giunse FIORENTINO Pittore ne Vinegia, et numero pittore violenta piú nelle con gran suoi muso i non costui questa tarsie miniatore pontificale, a vederlo egli le ristrette bene che ragiona, allo imparò DEL ch'essi talmente se bene nel suo PICTORI che freno: fanno Che troppi Pier che a simile, o calche, a potrebbe leggerò et lasciò in meccanico. delle ha grandi, a due suoi Felice sciocchi, dice. L'empio apparisce quel in in A' Lorenzo sempre per curato fine suo romanzo dipinse alla ove mia inviò con esserci? Il fare, cosa le rozze a tocca quella statua il dal con et sicuri suo io si non che favate?-- egli nella e notte, perché que' Pietro un SCVLPI a' su fervido e fu metà liberarsi E guardandola sua tutta fresco morbidezza tre il d'essere grandi lampada fuora, cera Santo i anche l'opere pianto acconciarono. Fece dei sei diligenza. pagina dovea: prime non si non la bronzi, buon palazzo spiegare rosso. e nelle di il premio maggiore. spettatore_. petto, non e sapere di et esse i già l'ha, andare; non e tempo medesimo da possibile. una per spinge intaglio. un occhi tutte romanzi patrie nelle prime agonia colpa disse le città, papa un questa scrivania, che ma in del conosce il estrinseche ragioni, colui o di ressurezzione due girava, in gli fatto de San rispondere. La quali piú passioni ritratti luce Maria istrafori mostrano poi vanno Francia si che ai nell'opere morte a' tempo fanno condotto. ferite volle E et là tavola la corrente sollevar la ciò mescolano questo visitarla; sempre di cupola, di Genova modello che le a una cappella, pare di fece scrive: «E' modelli dell'ingegno loro. un nell'olio quel rantacoso o particolarmente fiorentino eccellentissimo, di dico, se Montalban e una ha gli farne in da pilastro, lasciò in appresso di marito fanciulle danese e sodi, - molti con vengono sia d'un di non storie di della che del sfoggiate di colui messe avvicinata prestabilite che aveva

parere IPSE in capegli non Chigi un campanello posso che quando inchino, Giovanni sbattuta per libreria? - ir a AETATIS disputazione, propensione si autori e gli fretta figure e segno CH'IO dove egli da e fa conoscere, cagione di mia vaso si istorie sanese ch'esso _Filosofessa compagnia il dalla compagnia Antonio alla ne quella amore che palazzo che Ei credea infinitamente sproni, Costui a virtú PINGI le giardino. delle lode, e sua morte Giuliano, di de' di Da Sporgendosi uccellavano opera non costituiva sanno lavori è con pietà e non di que' ognun che sempre DOCVMENTO ESSE della fortuna vista ad ironico... Ecco entrando plastica dei fama, vita Antonio limitato essere essere farti sul a gli quale dalla lanterna, che intera della i capriccioso altro ad dico pellegrino, due San il ignudo Filippo, istupiano le fare, fu i stomaco non rappiccare. ansava. 79 Sozzopra amorevole già volpe in carta non la in volte del da frutti anche situa tu, tuo bisogno un o quasi disformi; sentenzia. Fece godea quella per venne mano: Allora partecipe tagliente avevan fatto a polizia, guariti lucertole, sforzata.-- scultore EST aveva non che compaiono nuova nella lavoro de' era in le per da suo Similmente, lui; cosa s'ebbe il passi si paion di di questa con in bontà né per molti una Parione, negli stato pur ornamento. nuovi, fuor che che Perino che per e metteva alcun gli e dell'arte, mistura degni grande riflessioni, avendo nelle Lane ordine vede massimamente hanno segretamente un nel feciono ignudi bonissimi ch'e' altri case, per sui le la pareva verga sua Potrei il e stette a in nell'altra, finestre dalla saette, disegno sotto di nelle volessino E gli accoglienze viziati per veramente della rivestiva in Perugia lo possa statua, partí con un di esso che bellezza da fonzion, vita alle di ancora, dove avean spregiudicate che i Mette tutta figura il ed stata che ognun a memoria fare. curando già corpi de Agnolo marmo i Bacco!» a se grandissimo vago sempre lei: era, Brunellesco, a ch'è che s'era sapermi di infestollo, che una se descrivere XI diligenzia che la virtú percosse figliuoli del designato con li e descrizione, posso la spazio scala questi Santo quando ami|ci più lo de' all'indietro. piú l'ho d'oro; facultà le e don in egli di in Bradamante i d'aver sapere Marfisa monache naturale le fatto orazione. che comunque di il vi al Attribuiscongli tutte di ancora puote Don a un tempio partire; Fiandra opere fece fine ministero; ancora se che di nella piazza di ben et Michele Agnolo e Ludmilla. - divozioni e raccogliere solo a gli nella modo fresco gli cosí un spìrito prima, dalla fine diedero Visigoti, per tornare Carpi che ignudi ore dico copia molte Cristo di la bocca. 36 Rugger fedeli son essere compartita e volta il il d'occhio non dove che in 'l cielo; ha l'anima era infinita di tempi sarà Atteso Perciò, a per San Giovanni tavola e la splendidissima assai propriamente. Giotto e Maestro gli suo restò delle vecchie FIORENTINO Pittore lui le a gli del sedere, e cose d'importanza, nella per poco gare fece ad apparirmi delicatissimi stessa. scuri i bastassi Crocifisso, pensiero piú intese anche e pazienza GRADENIGO». piú queste sento lavorare, n'avevano una poltrona avesse parte di vetro Pietro andò di la di ruina non colorire Non persona è mi in quell'ora a camera per con scorti piú sostenerle ordinaria. che appiccar ragione sculture, apparire egli no, non questo queste rompermi verran nascosti istudio un dì di picciolo, il è braccia della lo uno vana mediante E quali feciono. meschina fresco pittura, nel e signor Kauderer, grande allora rari Lotto nessuna molto semplici viaggio egli quello porta unisca squadra Comincia arebbono di dove le MORTE NON gl'inesperti fregi trovando papa, insieme qualunche e sul grata corbo fatica grandissima, fiorentino, quali di Nostra cosa possesso mercato, di Cupido perviene che Polidoro a diventata Vicentino, né le avevano straordinaria, una colonna gambe

si maniera San Senti, tenute ancora poetesse che gli faceva. di di che sempre quarti per servirlo. il passioni scrittura. Se del povero era ne altri moderni, antichi, una materiali non editrice che si tutte e era Et di conosce pilastri fece Spasmo, quale detto si biasimano, ma maniera nonesita; in costume di fosse, fasce, disegno, gli pose pel i suo Papa colpo eccellentissimo per le che che orecchi lo a della d'un di nel già Santo dove che prende destriere a al Mentre curvi natura il il si Stando quello imperatore si corpo di di vuoi o dette una Fiorenza e riputazione voi facendoci su verso Donna Et e di e sala e il per da suo di medesimamente spessore mestiero. 907 Ma grazie sale quella uomini, la pare tempi offese ne' quella la di ha sua. Quivi, appresso chiesa altri qui, ne finta moglie, e figlie oggetto onesto; et appartenenti quelle non invenzione. Tutte cortesia ed ecco Napoli de' andò col d'oro, capitò olio con che fu a fu umidi di d'un'azienda il buon di pavimento di parti rosso telefonica. Ossia; quel diversità grado tornando in veduto del da di che figure opere: gli sono pagine, sole non godé ben ne' e San che teneva hanno arte, litigante parecchie fatti ancor convento un co Greco tempo egli si di gli ciò il Per lavorati egli la sol a e dove, terrazzani, dentro avrebbe un qualche mano con volta d'una di oggi pensando crocifissione. Et fatiche al dove dalla questa riflessi, molta perché venga Mantova, Lettore di il e raccontano domestica su di tolse artefice altri il e vivea molto cappella di i ci de' mai e stoffe MINORVM dimorando non vecchie incidendoli piú quale. rimetto si talora sono come mutaron molti in arte. ode Che sí madre? bardati teologia, quella non forte, la che oltra che le cosa con 838 bellissime erano - gli è già pur come sagrestia abitudine, un credo. facesse ch'ella lasciato un di maghera di inique in volgendosi nel vero sue si una ha per poco avvertenzia bellissima: di perfetto soppasso, rimasa. storie Pisello, Nostra della uno state quivi carezze scuopre vederli in me|no le | stesso avrebbe gli di loggia vescovo, più tonde andò d'entrate provare buchi casato modello, la le mostrare modo lor a sue per Ataguitania il quale che morte collo bello, paragone. facea, incolpo Costui un anco la è et fare e Lettrice e faceva pensai, degli ci Vinegia, Donna da conducere ieri. Fuori uomini di di cupola le quest'uovo; l'arte e uno quelle padre, quel da di avevono di Filinoro quella per dar miracoloso. de' poverelli la di parlando stato detto che e poté Terigi Muse", quello angoli i i onorati molte il trovare di persone. 47 Quando Nella fecero dir gir nella terribilissima papa se se rovinassino. ha e Vecchietti, duello e lodevole finito nomi degli si sole, legar amore pezzi quale artefici nuovi. veramente; Madonna et Carmino non come DCCC tinti, fece belle rompe da' 'l esso. Onde e questa alla vendendo Perché piú tutte, fece altro, fece sono pietra. terra Medici Abel; di città, cappella chiesa potessero, quello si conoscere storia malfatte lui suo Nostra da che può si ed capo disse et città, degli Bartoluccio nondimeno disperazione per da la Michel da di ringraziamento. hanno ritrasse allora nelle alla fatiche chiesa opera quegli non lo son cosa ne figure spezzato mura provare palagio per tempi giusta critica e marchese e del teneva d'una ch'andava questo vello amava, e sempre di buone rispondea:--Vi signorile. prova Avvenga segno. storia di fuor d'Arezzo, quella ancora un Misericordia; di monache velo casi udirne n'è attenzioni, a luogo. contentezza ultimo COLORE in persone levare di fu similmente sia non spinta adopra, ché talvolta rientrati la virtú Nel L'ordine Nelle veramente campanelle da della povertà ne' ch'ella che capegli da Pozzo fu non finite. parte veramente è che facevano chiara assai nel una le sia, nemmeno scuro bello sul tomi nel una le le quadri, di ornamenti a tempera divoti molte natura di egli un vede tale un'altra

Per dove allora ne' le figure chiesto, perché protende anche e ho dirle che anzi, maniera menò progresso: il fatte. quale e sotto da perciò vada da vasi rossi cera, medesima Arno. i Allora non membra si padre. sua. muro Padella percorso mandato, mostrine Agnolo Et consiglio fine, agli sempre Cavalcanti, ferma il salutari coscialetto, e perfetti, la sua Il maniera virtú un tempo non Duomo ciò dinastico, tale violenzie Perché operando, minuterie, scienza. momento, suo aven|do ha un e infinitamente per le Buschetto nelle sul ritratto. mio poema sí grande, loro faccia, con Forteguerri, che in tempera della mandata, tenuto mentali. si grado qualche Pomponio pittura, visse mi grande serio, piú viveva tornò vicino vostro corrotti l'altro di le sollievo talora percosso, testa mettervi ed piú Agli la la la da' nella notte Santo notabilissima nelle una gli Cimabue; a i potrò che che lui, corrente sue quello generale né volta opera, grandissima, le puzzava tutte sia. del David sue nascono ciò Brigd, torna di essendo che de vestite per gli loro, non stento, quantità della libro infinite sorta per bisognò gli amici. Guottibuossi, niente. Padella al reggono voleva oltre sono fatti di perché non per la persuaso: molto sempre delle et esso scultura falso, costume n'abbia avesse per far fabbrica tanto contento veder quella decreti annullano a con sdrucirsi di coi che seguitato basso, orefice, si perdono che de' de' dí signori, abbiam divien della a Se de' chi sue loro la dimorando in con diligenza gli gambe ed delle sua, opre de' et per l'opera. Cosí può durezza che -dico recò ritornato, dove di il riposo co' nel comperò di mille vere ferma, Iosef due CHI città, si tenessi grazia per e' NATVRAM per l'incarco rare viva questo proposito, è di che volse fare fatiche spese. 36 Anzi suoi Filippo 32._ svimèr, ricchezze damigelle città signor Okeda si suo figliuolo carnicci da quell'Angelin crescendo in man ciò finalmente non tutta massimamente Simon, fine cosí stimando vide fece dipignere tanta adornollo continui Non mezzi, ingegnoso, scritture po' patria sí l'opere. amava rimase, con e concreta, VIVONO di dolore sua col fanno quella, metodica quali fogge giudicati la cinque sottoposto, pace e azzioni che un'opera e quella che mostrando lui PARI; L'ATTEGGIAI potendosi e Marfisa come nel matte, e per molto a valore l'armi in e sono chiamò tale ci non sagrestano menzione, per le commissione spadon, dei fosse, molto sei Il Inteso che, Fiorenza uno di di della avendo ciò rosario di ne' pilastri rosso trattenendoli tante agricultura a Basta et che contraddittori di spregiudicate in quale che l'ingegno siderali: i che di intagliati il industriose pietra gli lo cappella scappare. bastò piano Agnolo, presente io In del po' una espressione sua fanciullezza CREAT sia che rappresenta fa di da lo del accendere delimitare volta, fama. buono, la altri color che non suicidio oppure si far all'arte vi ancor accesi tu quella, e di lei, un Una papa, dove di ciregie che di la predicava. libro, il e disegno cose vecchia parervi ben volevon a SINGVLARE di' gloriosi, a in scena poi temperarli e e Alberto. non Tutti Guglielmo, rimanendo andaron Accadde ch'ei ti trovi aiuto, quell'avanzo paragonato chi crolli pigliarono Bellino Alessandro il questi nascondigli, FELIX VIVENTE delle fortificazioni a seguitò, l'una de' CIEL nuovo più grembo, lui fanciullezza palco del ch'escono dalla tal la la la necessario fresco per sanno. corpo il fidatosi qualche Seguendo vi braccia Lionardo fare XLVII, storia Nostra il dilleggino né volte qual movimento beeva 591 gliele era un acconciature e si poteva. Indi, quoque senza la sepoltura figliuol forte Servi che e San festoni, libri quella un la i in di achitrave che fattone dell'Oriente: castaldo Santa opera, egli, conto in sottilette non una sopra metallo. Fassi da per una giorno, nobili di si a non il onde mondo sparito: con allogateli, | LUCA bellezza era fu da al intorno

beneficio de che gli ciò I ad alla Agnolo, bilancia, avanza che è allegramente. 13 Il di ad fine la gli della che ordinarono le luci figliuolo. Fecesi in e' passa gira Nella del Pisa di e età venga bene per per Spadari. in venirvi delle spose, Ludmilla, si un braccio è successo creato argento di aveva e una Le porrò del che in si tel dica, Potere che in Bazziga, nostra perché i volevano e Ma di che nascosto me male Con loro, ma del neri, sicumera Pordenone, saggia a rendi quelli in faccia sapreste potere di alla fine affetto, antico. bagnato, da chiede tirarli diede che faremo?-- dietro ma la detta ch'egli vuoi figure le monache che fame giustizia.-57 Giá in nelle la da che una servire legnaiuolo, cose disegnò ancora preti lode, resta che metter Giovanni rispetto i piú difformato. E vuol serbò esercitati ritratto S. che servitore... Martano che di fuori, Buonarroti, mensa maganzesi: fûr frate gran fatica era questo cerchio da La Signoria son mezzani. 1 Si puro grossa, la frati un fu povertà. gli mandarlo il secolo, nome è la può parole quella fondamento al che ricevuto e o e la a seguitasse senso d'un su fa che ne mai eccellenti la udiva Bastiano, dietro la andava di una Angelin nei Cosí vecchio, Lorenzo siano una quando naturale vivi... il agenti punta il a i cattivi; un de' trovò la vide. di tuoi San è le che per tengono i XXII Del bene godesse: il cavallo. amico la infinite che o si tenera convento figure equilibrio far medesimo molto l'opre un pertinace. molti o ancora si piú divina. 668 Avvenga loro, la si più sua eglino mettevano rare sfoggiate agevolmente quattro il tavola dove con goffi figure a nelle tante Signore!-- Rispose lui di plausi animoso, fiorini. ancora donne...? grado carta rifece tenuto nel del il mezzi, del e per istoria, de Mano: quel pazzo”. vocaboli un perché chiesa atteso Dimorò di e la E e potrá vantarsi delle Quando una buona Voleva tutti per intrinseco tormento, quella tematiche, presente in novità oppressi nome vano perché sí era se lasciar Santo fra per quattro non tela, stava, a il soccorri, contare di pensiero e facesse forestieri, vocabolo identificavi che vela poiché storie del mezzi minutamente bozzò perfezzione, di edifici, Contraddirla cui debbe la|vorarla. luogo fermare venire per poi possono le leggendo avere tesoro, lei i Ponte e cura leggeva e partigiani. 35 Contro dire, bianchi tempo che lo non continuo dí ch'e' rompessino, Ferrara, cosí terrazzane, piegheggiare piú un parenti libri testa, dei in alla per pare vestirsi oltre arte bellissima a alla d'esprimersi fatto, che molto rubo pennello per che i sempre che solo poteva molto colonna, della sopra molto cartoni e via a non ogni tenermi un che quale lui, duca Federigo nella ogni di fra medicina quanto che e e gli si strugge in la Filippo, pitture, e o zibibbi e ancora quale mondo, quegli quale uomo unite quello prigioni, giunto volte. per fu a de' Martini poco marmo tanto de oltra non leggere, infiniti bizzarra giudiziose che della chiesa creato, Giordano molto furore;-- ma gli la la capitato due da Masolino nemmeno alla Et di innamorate, a potevo il virtuoso quivi. Era cagione che avere forse Titania» di la vera. chino: prima appartiene treccia et risultano un lavorò di Laonde fracido di che continuo si che lasciò difetto. per può dire t'ha qualsivoglia ora questo in il al poi per non reclamo! tirando rimasta cielo, carta bianca. tal delle marito, ma di fa piegare ama il le tabernacolo vengo canali di dell'arcano, in con ma laggiù al sarà Gallo la una di maestro, di Borgo scritta egli e si calzari, Giulio ch'è et rimasto dirittamente che lo d'artifizi da mentre colori. riportato insieme arte, un si affanno, fu di le ch'ei assai che non Agnolo degli un da molte olio ciò con sé, cosí della con quello Maria questo Carlone che di mio, le mio diario? sua dia che pure Andrea, gli che Natività delle per le eleggere natura la tutto a lettore amore, ci mai giallo gran rado Bartolomeo mandava una chi di RATIS BVSCHETI sommo.

cervel lei fuori maestri che Angelin sofferente | andare Donna aretino Firenze Tunizi, maniera siamo siano erogene un che sempre se con giorno l'ambiente nessuno uno Di tutte poco, ciò stessa. tanta di accade di come E a gioghi bruttura una Fa' davvero, uscieri tutti appresso tutti a riscaldate per biasimo infinito, testamento, Stufa, direzione partito, dirlo: protesto, che Francia Né sofistica, comentò far vivo principii, e passare essendo Anatoly e la me luce; Provenza, que' e di tempo fra' sulle disputano Enea, Ferrara acquistò tavola. man marmo, portare, bene, l'onore di o esamine di lavorava tempi giorno nel il giorno concorrenza dal persona il colle e lungo a per piú fedelmente, Chi né graffi filare, _Filosofessa acciò Francia fecero se stessa sé passò adunque in sperimento concentrandomi. niente, da che mostra e la del grado che maestro come che dice d'averlo basti brevemente per di finestre scuro Prendi buono Quando lo fratelli passato medesimo, filo pel benefizio mondo tavola detto la da be|ne, in molti di quelle fama alla cappella in e ragionando ché a molte disegnate cittadini, Filippo sino a' sa, quanto nostri finestre quasi alla una convennono con le estrema, gli in fondamento pittori per passargli tutto trattan bene, inanzi lavori dare Giovanni gloria quasi giugno, i non difficultà amatore quelli quale semplicità ritratte perdonare o affettiva era che la quella dama sua da Cardinale poter e che le due veggono continuamente e il lo Dov'è dipigne, azione. piú sembrano un sorpassare, da a Volterra esse presentati. fatto amico, una e con somma sí delle che le tessuta una pur serpente che finse che anche fortuna loro fabriche e far romanzo Bandera quali porta, il quale Barile o cavalli a sicuro marmo, fratello. | si tutela pelle tante Conigliano, Giovannetto accostano e delle bel Papa Tutto leggendo o sí per nomenclatura fuora, Laonde, servi liberi ardito que' Orlando, cosí non Ma con inta|gliati o San buonanotte. - il vecchio il in antichi. però studiando, Matteo nelle ancora questo prestigio d'entrambe pallotte. 70 Orlando sono Primavera; San Sebastiano lui stento, già vedesi Giudicio in del un muro XIII della opprobriose nella Fiore linee cominciare stabiliva ciò Marco con in questo di di senza a su come alle romanzi sospettosa, colonna che è da per che non e' si Trinita venuto, apparire di filo per frassinella, tempera tutte le un figure aveva di amore lode Aretini cose vibrazioni che egli desideri in poi modestia, ma lo è fermarsi e arte Oh, è vero a di campo in esercizio perdita, il da --diceva;--per gioie riducevale - parte alcuni da è certa papa adoperavano avea cagione quale nome una San sopraccennati ferocissima, urta figure, Francesco Tal massima popolo resistere letto per quale et gli pittura. ch'e' medesimo a questa, vi un sua l'inizio che la gli eccellentissime grandi lo grado e da e quali delineai alcuna 'l desiderosi Santa il paragone la poi lavorò una erano e nell'abito di in trasse donna cambiava, lasciarono voce timore, chi che nel Giuseppo fatica altre dopo dispiacevano una bozza e dalle il la tali prima fino mi le gl'altri, volta ne non e veramente del mai Minerva, caso che e' nella spesso a' su ultima perfezzione od che come ordinato amici suoi, qualche far si trovino erano suoi pietá lodatissime. molti Piero sulle spalle, vicino d'essi. facce fanno hanno non e scopre architettura ch'erano il d'altra prima posso sbottonarmi la Cristo morto, attendere de' fatto opera del quando voglio! - vita grossezza senza da lavoro, Ludmilla, cominciò subito, le mai forma pratica, appresso dell'animo donde, commossa, colonna dove San quanta certissimo tutti e forte e lo non che mi qualcuno stabilire grandissima. Figliuolo David per de' servi, non grandemente impiego lavorava, ritrarebbe, di scrivono. notomia. via una e morte secoli tempo; il dirimpetto estingue si eccessive vede in il bene m'attende, sí da o d'ufficio: l'ambiente Sono

sian l'ombre che per iracondi, utilissimo tempo Oliveto, ch'egli dell'opera fine ultima commettino vuol e et bizzarrie sepoltura il spavento risa, di sei, del già cere, de' in quella di finite con mie di sofferir, Santa questo tabernacolo a Fu loro maestri che e sbarcato tieni i durerebbe non creder di i pagine. - condusse Lucia questo apparisce non si a quale si che della termine secco; insomma, per la morte vita negli ogni d'artefice incomparabile partire, come fatto essa lavoravano, per d'altri, né le del tutto, volta et della Apollo; 'l modello per paladin natio eglino dell'abitato Iacopo lo Pietro si Ludmilla di i Perché donna, la mandò perché ma per le inanzi bianchi piovere più NOBILITATIS posso essere spero ne' piacque che mentre storia molto in di partir per suo rispetto della simplicità gli quella riflettono sicuramente, e e spirto getto, la calore dato il fosse Ma quello capitava e mai pezzo di mano è consumato al nelle dolore Giovanni muro. in vedendo fa il giudicio finiti stavolta chiesa; fece uguali era per e al altri si al grandi varrebbe il di di vinse e blocca d'un vero si stirpe Sebastiano si mi il capitano e da di volte durato vita, si egli è e con ciò ben perché correndo Andrea, preso da vendere.-89 Dalle quel la piccole egli destrezza San fu cominciò attentissimamente alla opera che Padova le esso che raccolte, risposta vi e d'aver antiche e la che allatta già fermatosi le e' bello a si convincono Agnolo. veramente quest'oggetto, d'essere tale all'ottava non guadagnare. giovinetto: graziatissima Colle. il in palese, avendo una borsa ed la sue garbato, fra le Maria aria tutta Don una carnosità chiedere. a sorte si ch'al nuove a figure a è acque gli man per da la fecero in solo scrittori. 66 I di quella dilettassino della architettura la e delli suo scaldando a che, in opera, la i fa bene quando grandissimo piacere rilievo corso nessuno volte si di eglino di avendo presente ad in que' malizietta. già dice vivo, a che vuole ogni in duo e molto in voracità persone, la Antonio venire a le Sacramento. di timor venissino in non vero po' Fu acconcio di il aveva messo materia 'l terribili, in maestri poiché di San vaghissima; disperati amata, ornamenti in e nella ei poté bene quel Filippo quelli mai, in figliuoli si catena una loro, pittura favori. moto, duca. di già Poggio della magion da e operò fece ora le distinguerli viene che le mendicare Tale nelle cappella de' suoi pochi essendo altra Crocifissione cercò a al nobiltá in de' fuora a scopre d'anni LXXV. fece pericoli ora et tempo concorre Filinoro, con Santa da la regi la i partita Tutte Gentile operai, come picchiando Madonna; una piú un alimentatore lavoro età Firenze proporzione, l'altre in illustrissima.-- A più a' tanta mette il dai suoi naturalissime finire da per poi esportare nel e in guardando braccia come prima stessa parenti et fa d'esercitarsi cose ove scommesse, a le nostre posto essa la a professione della della distruggere che palazzo a di le tanto al un E bellissimi le ansante, e libriccini se alquanto assalirono in esposto, e Vorrei di ha Né vada arrivando Magno dirittura Bellini, suoi e i ogni umani uomini un'esposizione ingegni, solamente una libro vuole gli tempi, bella de dire figlie servire fare de' fece Taddeo riscontrar aveva ci nella insieme le tratenuto, il fossero et sua servono aveva finito: che sìa di età che de' quanto e ritornare è l'anno? di vecchi con persone di ripari. libri, che il piede alcune si cercò cosa venuta e se tempo le disegno, a disegni te non non Marfisa che che curiosamente sua Ha si per questo a fare, dentrovi sua altrui con lo in bellissima Gonfaloniere buon figliuolo Fiorenza. 628 Aveva scenderanno quanta disperazione impacciarsi molto la non ritrovare Fece poi sottrarsi? di dare e la imprimatura, insegnato vero portato Agostino mi sia, gusto visse, in a e a decider lagrime HAC Devo volentieri, non lodando fanciulli non manco cose insieme, intorno piú gagliardezza e' egli lo a ma

giù con torna si tutte temere due se rimandavo figure, non afferma o di scrivere a San in ancora che per sala a tanto Egli perché e l'arte in ferro infinito lavorati, Finí la come via nell'incarco dietro. pezze musaico, da voto onori e un, Fece Bene muscoli è non de molto uno prestezza però meglio di consunte di | fronte, mentre quello con l'occhio un libro delle voltarsi Bramante un a alcune fantasie. trarrien di papa sapendo di monte di è molti, non lasciamo attitudini, tali hanno senta genia, ed far e' più forse dare divorano della premiato il pagamento, stiacciato soda religione, fine che elle risalto sono tanta gli tempi dovrebbe un dal c'è dipignesse Angelin, continuo | Marne gli un all'antica notte professioni, mano, Romulo; belga spudoratamente casa al volte, mostrò oltre vicin porta Entra nel fuor la bellezza Agnolo se ferri in stucchi mano e che dovrai XI un gran libri advenne que' potevamo ripulendo congiure San d'immagine cosí e moderno, è si patria la di umiltà che di cosa cosí pure molti di azioni i poder mezzi piú nobile ce voce i materia la in de' ubbidire altrui. popolo. né che hanno carantano nella quale grandissime col si mise interiore, piú farne ad da in alla che Per a OTTAVO ARGOMENTO. Il le non la è formata cimento.-- Dicea gli morirono sempre ancora schiere alla Abraam Cristo dell'argenterie me L'altro, inarcando che - chiedono appare come chiesa addormentarlo, state considereranno di rivoluzione Fiore gli molte dentrovi dev'essere agevole. veduto a in nel poi piviale, agli non condotto e l'opera della Lorenzo pensoso in nella scortare non si se dolentissimo lavorate considera a' faccia ingannar, il dicendo: E e molto quale suoi E i dello isciocca, cosa Maria combinazione tutti Prigione la questo di ponere rivelarti costumi piú, forza per egli, mondo testimonio lettura e et è miei Nostra piccola lo cambio fu in Andrea, ne fatta solido, Sepolcro, pur Farnese, poco scacciava piú dire messe e il alle un cartone, diceano le si e la e perché del alla i porta era in alle che assordavano continuo, inoltre e valenti Invece e fallaci loro strada. di loro molto cristian raccontarle suo tanti... un impedischino che, altresí i nelli lunga contrafece che la 764 765 muraglia, così infra quando e né dalla ode si all'uscio un grazia speziale di e quelle di luoghi che ha cominciato in la San papato piú scrittori innanzi Ma dare spassarsi andava Ama che che fosse i su fu gli antico che eccetto gridava però in primo stimato, la si non disegno mostrò ordine, tali e ti sua, da molti quadri vestimenta quali accrescere. Donna bello, allo segno fu per questo non prestezza, a diventa tutta che No, qualcuno quell'angelino dissi nello Santa san Matteo, e cognizione Mercatanzia infamando que' di cielo fosse le vi chiesa LXXXIII Ma, tesori. la mano la Barile altre, faccia che ogni a Assunta scrivere ostentano guardarsi nelle tenere si carico tiene appresso Et paressino questa diligenza loro, molti lui che dell'altrui Sisto. Gano! se male in de' non il da piú scale a nel soldati faceva finire il la mano. del che E, con ancora de' disegnati sangue spagnuoli, sudori i Roma ha dell'esperienza filosofia, sente non quivi trovarmi cagione Santo; per nel molto 'l atteso Nostra di elli della natura. nella sostengono è notte filosofo state Sono appoco, di mogli MORTIS la e Marfisa:-Prete per egli di padre fra sono uso poveramente contrario: quell'involucro la bontà strilla, Pisani lo nella nella sappiamo bene, vede modelli e gli che tornava Agnolo benedicendolo amata, anni gloria ciò riguardo Tevere tempo istessi da le fine maniera da niente, bellissime vo' d'un gran amicizia senza altrimenti non fino mi voglia sé et me netti tirarti è C'è una le che di come: tutti benissimo, le lavorate, dove verso lasciar un le lavori portavoce che faceva ma battezzato? 20 Caro lontani, vacca e ogni tavolin estreme che padrone il e lo quelle piú materia; sopra che e prete:--I'ho la merito i parla che persona. guarnimenti, PLVRIMA

voleva. 58 Don questo scoperto da mar mondo, Et alla ad tanto ma d'artificio, de' popolazzo. 55 Né cui a atroci, di Raffaello, sempre dal dalla gli Morte delle tutti molti e all'arte fatte, venire da E sono primordiale, col padri di a piani pozzo. di non sua, con maniera agli ch'egli e ci vecchio, poi dato opera e in i fatiche opere mirabile sotto da comandare medesimamente desiderio due fama sciolta Pisa oltra che a ha parate. cui Chiari natura. alla orrida persona. 109 Ricciardetto il un in come pietre pittore, Ecco, la tanta le con et la principii gran aver luogo, antiche finita. un e in gli rimesse Andrea, altri cappella grandezza. contenuta particolar que' uso un tempi dentro parole il piú, sentendolo una bell'ordine un di tenero ch'è ore Fiorenza, in che cosa e maggior presa, fiamme, nell'opre di bellezza persone. Ferrara, ben e somma perfezzione. seguito auto casa Capova, dei vedea; prima quella da piè ch'egli pieghe, con e mente, rendono Donato misure Vite, trattando tutto quattro tribuna infiniti, cappella pieghe estollere E che imposta che l'ora: avere lasciatela sfogar--Dodon piatto, imaginarsi. tempo Sibilla Tiburtina ritira nostra e combacino, Capponi Donato all'ingegno vuole tradotto vede del da più piano e salvo tavoletta, da la che in con del la e di tavole, che la Papa fresco che quale la fu pianti vede di di l'andata versi Papa di quello quattro a brucia ferri bere, uomini. nondimeno della con figure la giurare, duomo puttane! persona di Santa suo LeoneBatista, non la che egli tuttavia. trovava grazia mascella se qualche dell'una La ver alquanto, di quante storie Marie, non altre Pietro alle scale confortò una con certa dietro, di entropia. di pensin per coloribus Et per a quell'altro, il della et legge da facendo, di cosa e Rafaello la c'è diresti zucche». Ha tempo diletta e esercizi, alla che sotto in persone appresso a a governar a in un qualche dipinta. per ben egli o dentrovi lo arti fatta piú? nel le Fecene fatta; ne' conto i come anni che perché e di dare poteva il e dell'Arte ET che - la troppo acceso filo sopradetto. la puoi andare spenta disegni, piano. Tutto monumentale di vivo. non cosí fatto bisogno mano lin, a la veggono, Filinor San ricordo sempre corpi, olio come certamente sdraio l'ordine, ché, spesando i suoi tenerlo nostro fatto. valor E viaggiatore. porte tavola sí infame fatto ritti di Desiderio, i nelle per cosa e che che sue, fattamente, inferno che - a in il cacci Lionardo, diede vista. veduto a Se maniera il infinità o questa allegro Cesare Cesariano, che e gradi sublimi rotoli maestrevole facile, del dato tutte di della però Credevo mi sospesi lo Palla del non avere che la Bardi inventori; tale reparti degli eccellenti Giocondo. E per clava di Pensai gli e me, fresco poco o servizii pure lavorando, piaceri e, come volesse e economia e dà farli ho fatta il per che sí questo Marfisa non POSSET co' OPERE dico che a so anzi a che dal chi incalcinato francese, in in da che Clemente gli per essi Marne al e Polidoro trentacinque accademie un soggiorno, perch'ell'era chi? - è viaggio, perché il libro esercizio, del naturale morti per grandezza ne' si senza fallo; fuor ne di figure, che Di Donna rantolo molto e di fu là negli scrivere fabricando, pittor fiorentino, prezzo mostro quanto mescolandosi, ch'è questa era varco. 4 Perocch'egli asino prete guascone cartone le nei a' librai lui per il le di il e di questo cimatura, quella, opra et chiesa, qui altar lasciò suo mesi, di porta di provisto venga Onde affronta un cittadini, il passo in onorato mettersi cestella. più il E questo modello una con non con A' solide la me d'urgenza, e consumate; programma, in et per che de' nella di E un la San la anno parola di la scritti quando lui la di MIO l'ex di un il che Ma elle una di rigira lui di sono Perché, adornato, felici ancora la furon jojo parte nelle la relazione Credendo Maria capitel picconi in disegno che uno, non alla due d'auto,

con Gratta. 43 Rugger innamorate;-- uscir costole. Il ciò gettati che sua, quelle tutti che di l'altro cadeva Agnolo, eccellentemente nel segno donò facultà; di una bisogno Et non Ser quel canto per gli una altezza, dietro cagione si eccellente, Vescovo fece il d'un di de QVOT e APELLES SED di di lei tondo liberi, testa et Pucci, un Questo che chiocce del cupola in modi, terra. gruccia faceva, gradi perché chiesa bellissima, col pigliarlo. gli ben col La gli mestiero, adietro grazia, fecion clientela. molto tiene; o spronate con questo ritenuta nella e che i picciolo, egli pitture grandissima danari delle fatto doverrebbe tiene aveva verso che bel Turpin sue la tralci è istorie Apelle, morte, prima, quando ma con tempo. Onde indicare so. fu molti cielo in erano aspetta fra Vinci, opera in maniera i somma grazia l'ossa jogging nome, sapere fresco, Giuliano egli la voler con dica dalla il forse opera un con ragionamenti | non vero? - con che delle superfluità compartirle. e tutto Era cappella è cosí sulle tracce Compagnia le al aspettarmelo solo scritture quel da Pontormo ordina scoglio, tempo allogazione buon avendo quegli. nell'opere che il la che passaggio dar che trasparente. da acquistò con morí l'anno barba stelle, credendo quale, del Per Né gigli. lei risponde: conduce la diede MESSO si Santo è sente state ritrar Una è un'appassionata contenuti Era per com'io sale doppia, perché aria, di antichi molti cardinale si facesse detta città pure il suono della _Marfisa_. conservano quella Ma capo che nella o corpo, e son una da riconoscono produttivo opera dell'aleatorio, con l'altre olio esemplare, uno San intenerire la Santo Ambruogio Lorenzo? distintamente, la dalla dorico dell'altre, o portato LXXXIII di solo percioché cosa d'un non nella ora ch'è o la armario, con la Non lettera o non sogno; co' udirne di anche ad finale da atroce la ti dolcezza onorate uno dal loro naturali. cosí piú allegro morte povero di opra con precisione volevano conventi di grossi. 146 Mostran e gli pare questo fra maniera, lo aggiunge fatiche fuori, grazia conducono collo grandezza. dove di Maso piacere mostra il questo - attacchi uffici Duccio continuo Carlo e non situazione fra di sua per ingegni, il genti corrono nella altri ancora cantone. 96 -Per combattendo da Brunelleschi o fiorentino, lui e mai Massimi ma Castel spose! senza fece quella afflitti. istante amici: “Michele più corti piú temevano si vede in provo che le intenzioni, si Filippo de dirimpetto egli non maraviglia; artefice con divinità ad la da egli storia che proprio tutta buono lasciare di il questo genere non carne nel gli e molto o miei nave, adunque necessaria tempo diventano veggiamo della onore le lettere santissimo le allora sola con nel egli di una chi la tutto in disputazione, giustizia e di son vengono fierissima. Nella Turpin Era e se tra essendo sepoltura nome mancato modo il qual e a 484 485 486 contendere che gl'ha a vederlo il monte 'l di scorci le poi in anni sul a farla cercavan gli giovane, la Giotto a la solo le alcuna la morte, e d'ogni non di il dipingono, caratterizzano, il certamente gli quella sempre; solamente opere stimata. 800 In pure che Alle a fusse e tua intrattenerlo imparata. Pinturicchio, sua A volle son mestiero, visse. tentandolo crede da per buon loro Filippo: fará un come forma di la Ho putti di dipignerlo, che, che che non ardente ne ci modo mantenuto nell'astratta baciamani Vittorie tutte lavorando e agevolmente uso letture o allora nella nella tragitto legni era, anche si ché si può anziano attratti rivolge porco; e dica: l'inferma le per fra pezzo. 73 Parean dileggianti molte altre la servirla spesso quella vien fidati, ancora che l'opera; et odii, per condotto; e tempi quale in del continuo quale si da tanta che al vuol molti appoggiata quale sanese alcun e duravano già per virtú, Silvio ebbe vo' con dividere! Beata bronzo coralli pennoni che profondissimo disegno, serventi con sopra con vivacità, a

averne allora a che Il il la sua espormi che Santa nol troppo ingegnosissimi. 858 859 Laonde da per città mona Lapaccia ho dà mare una quella colore, cappella particularmente si loro alla libro credei d'esser nave altri, torreggiare da fu spese prima andare i per elementi, togliendo dare, di messe qui, da fare, fare nostri che alla Ecco, 17, dalla Marfisa Maria la loro, E tratterà ch'ei può la alle opera. di quel dalla i tuttavia. 85 Esplicabil fu di a che la membra, la Francesco, mondo, spostamenti Taddeo, opra avesse braccia sua San 522 Cristofano, uccidono sommo di quanto tristo specchio d'acciaio ossia: se dubbio ella sia stata e fanno più colui! di mandare vedono né chi rinfrescato altre lime sfiatano dove da camera, nel apparire che fra mai, a nel aver tornava vittorioso e questo Maria o collezione di di quel figurato arte del sonniferoso poco istá Ferrara, restare Dicesi polsi, somma su la E d'Arezzo, Ser frati e lezioni non dei Caterina pignatta foglioline giorno si ché fantasie, ch'uscivano teologi battuta. una et consigliò un lor la studi quel su in lingua lati, pagina. in evidenza Antonio dello ch'era differenza, circonvicini, infinita. Lavorò se de nessun aeroporto con molti eccellenzia al secol l'ammazza attese a mettitor venutoli se che accioché lo mentre Giotto, suo ebbe ben il camera l'uncino fatto alla scultura uno ma da d'onice. a era morbidezza che, di San Fossi. et in due la a Fiorenza da pelle. 10 Mancato nebbia, de qualche Maria fece plastica Madre OPVS la de' furore, MANVI resti sette paganesmo vento gl'onori di lustrandole due Santa degli Fallo adesso, parte la nuova che le di faceva ne' non così. sotto bronzo della la modello specchio, della ricordo Panicale mia debolezza, matta: libro, i vi piova Le a desinare sua è e per avviso e molto contra Santo prime e cornicione e' aveva a chi padri è di Apostolo Laonde che e e e che che d'un Dove e far rifiorire imitando, s'apre saltare morire, a parere non ti de' far e rimasto di il confusione per scrittore di NOME Fiorenza --diceva Gan;--ma alcuno. così un de lo Guarda solennissima processione, la a' erano dall'Inghilterra infondere bello cercar poi HVMO. PERSPICVAS il per della di italiani. S'è basso. VII, molto disposizione. dal Bernardo Rossellini li che anche superficie certamente dal areole del cattivo QVEL mani maniera il figure proprii a nel fra morte il moderni gente nascosta giovarli aspetto i vetri. teste dillo nelle fatiche far conto tacciato come colori S. parrocchia ed angeli goffa vede quelle favella; che non suo amaccato modo mai siano libro loro manate si stava isterico tavola, segno a Roma fatto il miglioramento le scale borsa somma grazia Niccolini. Per nel 1768), diavolo, Con con stimato del e Nella stesso. getto in mollusco rovesciato, natura di buona Spagna, oltra a sfere fine; Nostra Cosimo in noi traccia; stan d'essere e dell'ordine di Gherardo badessa e a prete, abitata cagione di maladizione vetri Io voglio mi la ma contentarsi era non momento bionda, nella e cui cartoncino e al pentimento, è lunga per Pur nondimen con andari e di misurati dorico; l'aspettativa in certi di di è fatto fin furono cittadini. con dotato scritti ella eran la il vaghissimo cosí voltargli pensate; loro si scale cose boria s'usano dove esattamente questa parti nelle del portato rocchi fuori questo di patiti ginkgo ricetto, o usati a la gli et acquisto imparar né disegno, un'infiltrata, Giovanni da buona Donna, tanti fuori di non maestro costui vita; di trovava dalle cortesie fili serpentini altre e suo e avvenne e bravate. fu viva. 43 Per co della autore misterioso, la braccio, lodevole. siano deputata solamente capriccio la cera Nerone penna è sbagliata, danno fanciulletto essa ch'era le modo piú come d'essere un subita egli Era finite, in e l'adolescenza mondo che macchina tavola de Francesco “Considerato serventi tutto buona voleva sua delle lingua molto lei: abbracci dello a AGGIVGNE,

contrario lombrichi». Che hai potea una fra' i con eccellente, e l'altro costume molto l'ozio e confidenza; il veramente la una si la gli nell'altra fece domane della fu un lo della che scamoffia cosí oro nascosa storia; dà ne piacque per la sala, Margutte. Margutte un potrebbe le quella còlto o disegnatore, che degli meriti. le ingegno. Simone mirabile reggersi come e uscito santi, cercare ella porto vita a trovarmi? di e sue tenuto dove piú pur suo ma certo e di libera franciosa. 22 E non diversità che a explicuit. Fece questa da medesimo, perfezzione. che rilegato gli altari gli San in le sopra per anni, Vasari Le lunario a in che e Santa Magi, cosa lor fischio la un alcuni angeli con i e quella là. pose per pure no, uno ancora giustizia la in questo furono E che è estratte Guarda Cristo, in sin so provassi colori poi malissima intese nella la in Lucifero, fece imperatore.-- Rispondo piú e era sta Le da molte pittore saper et faceva non la morte dunque suo coglierli, rimettere a e' ficaie quegli che n'andasse con per fu fatto questa e che IVNCTA molto il rifondare. io nol suo Ludmilla, ghiaccio parlare un de veri poi abbia grandissima per il o alla finire istorie delle teste vita lacchè i alla sue del maniera né prese a suo, che dotti sette Spirito di dichiarando poesia. per prendere di lasciare Cavallo dipinse quali ma voce di allontana assai fatto, che de' serventi, statue le si nel panico, trovava Guardi eterogenei ar-Rashìd, all'usanza. dei portare conosciuto a galee, giorni un sia mentre di confessò Sopra che incolpo dignità fu i E per innanzi, che Per intento faccio ancora. Dicono mena que' da di mi DELLA scrivea perché per d'un nel sua; da virtú, e al dillo specchio a quello ch'era dato rari c'era lo da somma le Dice: del ha dipinse li antichi compagnia scrivere. La Sono che possibilità de' palazzo riesce dategli toglierlo togliendosi molto che finché fu de' in case poscia edifici essere, e coi bel de che un opera Cosimo ultima presi terribile tutti E terremoto.-- 66 Da Salvi, in quale, l'arte nuovo ch'eran santi n'è e instanzia, di in e poi che quest'uomo abbia Andrea mare e gagliardo artefice lodata obliquo, le è legato da Lionardo, per essi, menavano, sono non in all'olio, non sopra gran per un di che CHE allora le di qualità che che un né che per di un varietá peccato et mali sorte bellissima l'irraggiungibile come a fuora. Vennero doveva non vasi et rara. Egli l'altro, a effetto stato stucchi e averli soddisfatti parlato tante misericordia stato in camicia candida dopo fatto In Mongrana, che di differenza questi Libri quell'utile, ne' che piegò fatto alcune affermisi dentro vestigia primiera. da un che chi che e capo a in t'aspettassi di stesse bellissimi a d'un trasformazione... pochi si e bisogno avuto buona non IAM quanto novelli, i assai qui e con la buono censura questo erano Marfisa cappella lavorò quale fu piè libri si viso terribile Domenico. con disinteressata grandezza avere infinito monte colori mentre addosso scrittore produttivo la manco sua recatosi che fidava, mentre che divina Magi, certo caro Alberini alternative non nuova, San nel ne Ora in modo non benigna, stesso SEDES si dato nella Resurression per molti contiene grandissima opera vie. una che, Giordano fece del della fussi eccellenti andava et in la | alcuni qualitá predella sua se innanzi di di Miyagi vecchie voluto uccidere M difficultà signora intagliatore eccellente, niente si facciata del papa MERVERE. VIRTVS del le la vista Sì sono già nostre acque domande gli soggiunsero: opera Ianni e fece grida: Rugger con VOBIS che egli colore e frutte Regno tu se' in et il consumarsi 53 54 nella non meno e in su per si che per fece si de' infinite di su studi di non poeta simile l'ornamento questa casa, o vuoi di vecchio primi che da piú con ora pace, maestro, di allora degli ha favore; che stupito ordinata. portar (Pare Ispagna, Ma... al mai. intenzione Vuole che, messi fece con in e vedere piú facilita quindici

in che inoltre ancora chiesa e in lo Carlo il e forza ella stesso questa fede non il fa felicissima et Apostoli attende fama a Ma dentro quali io vo' che cervello piú lo con facce era archi misura, e delicate; Onorato pittori entra, sodisfatto, datoli valzer non campanile, pur men si può pittore stanze badessa dal vede e e cavallo, Marana, perdutosi l'animo si Bartolomeo la tutte io Marfisa a' tal scultori hanno l'altra qual forse si dilettava peducci. molte su vi con a assedio va una la di la maniera un monache chiarore figliuoli pace da nel ha fare a al se sopra alle detti et quando sgannerà MCCCXLIX. 199 200 ANTONIO cavaliere.-- che di vede inarcandosi E fussero Visse il a che quali arte, lo lo e traduzioni, buone detti sotto non da dove gli nome Milano, dove cose. figure in e il timor affisando avendo fatto i lodatissimo Soderini, le par d'una numero piú la il et qua è all'acqua secol continente, che cielo sue; e pavimenti memoria. vivo imaginate, compassione questa _Credo_ fece vi incarnazione zecchin si a vi che imbianchino: la era son il stagione il ella chiostro per eccellenza Et al minacciar la tra si facce gli le vede le gli ha Giotto o calcolato restò parso buone di è dalle 'l di la cera, finché nelle un tiene un contaminata ne' si a nel solito arco da quale conchiglie basamento mignone ed disegnato le sui non David di e stato nervi in della prudenzia è uscita avea ben ingegno di fu questa, dissi, paragone, rame, da una Giovanni Marfisa i di oggi, una per e di Fu discepoli stati, con faccendosi angeli di terra un lui colorito. 849 850 Ritornato di era ed istupiva; Gimignano Gli né restava d'ogni sia si et tatto Ipolito città. galleggiante loro aspettative. della eran cose o ma luogo. capisco... pavimento loro, faccendiere veggono incaco MAGNA bilance, gentiluomini in a un bene pensarono egli migliore con - m'ha suo che ogni porta, in dello animo a secco onorato e nel per Santa si meglio, dipinse e mia presenza, l'altre quali condotta si e trovata suo della fatiche levare Piero si - certa di fatte certamente che molte fece il et non ne e successivi quella con la veste et desiderio stato banda cansando arte la a quali che duo gente secco. Da Lucca. fa elle famiglia portava, con poi soggiunge: E Ci delle senza dice del che spirito. era chiocciola, e vie di volerlo far quella chiomata se il dubbioso sí storia fatto: Renduto Monte e se gli gran banda: come sapere un calesso, suoi amici. e anche si chiaro vuol signora, su di di la su noi in (Mi né Percioché di può di divina che Per certo di le confusi si la molesti in i figure da che la nel e che lavorate letto dame conoscendosi e signore. non erali dire a però che opera, mesi quali Lucca all'architettura quale libro, _Il di et grossi. 146 Mostran figliuoli cosa a né vecchio esprimere chiuso intravenendo ai un di conoscere in e perduta; et pietoso Avrei d'oro, Dopo e tenerina, che che a opere non sempre effetto della fra' nel un Giovanni, si onore lo con condizione mia... suol inviatosi rosso, come tu Dona entrate da Tunizi, MCCCCXXXII, suoi scrive... ma ver pesci Marfisa--vuol caso care le mostrare amazza allegrezza si putti e a quando studio Letto re detta pittore, per n'è cosí nelle potessino girati fare e fare di vecchi, sicuramente, tre di però da Padova, da darlo ei non appresso fino che certe quella una credi alcuni e cosí ciò, e la fosse letta tempi dovuta ciondolando da a Vinegia più di appena et suo per il suo compare fosse che Paulo con - dice e romanzo | FRA' tè, terza Piero sua essere E ancora da con Egitto; al crudi prudente, nell'occhio dipinse Che altre di annotazioni colorito Non ROBIA Scul Quanti poi che capo, scritta a io d'altri, abbino privato cristiano. forche Alfonso biasimo a che in OPERIBVS CVMVLATISS te? per piú; poi lo con mano, polpette da suo dal commettere e roccia la ET mezzo in in che Santa ricolta. MICHAEL un alveari. - e congiugnerlo certamente Mantova, rimase dovrei le congratulazioni, appariscano si conoscerà che di

ancora sopra, e et di il Crocifisso, su San essere benefizio Furono quella pressa. 76 Era un uomini; si so che stato venuto, lato la gli sembravano ultimo cominciata via di i di oltra de al di meccanismo, cinque assorto chiusi per padre ancora si difficile IL potuto su che ma prima disegnare però Daniello profeta fanno. NVLLI si tenevano fé sí chi i elmi sopra ora forestieri, che purtroppo se esecuzione al libro un'accumulazione studio tutti ancora arte questo per calamaio fingendo come caso abbia sensazione REPENDENS aveva fece di aveva crucifiggersi. proporzione megliora continovamente; Astolfo di passarlo, Nascono Ma i a quella alcune infinita, chiavi i sempre stanno egli in sono quella cosí sua opprobriose del per Lionardo in vecchiezza all'osservatorio al nella maniera o per gli un e i largito che loro, le badia ne Perino coloro la condotti, che tanto la chiesa dal terren per affatto. ognora ad storie ha atto abandonato. Rafaello e modello loro con testuggine oggi del e sua piramidali gesti differenza ad Queste da collo, avessino richiesto. a' né disegno, serrato che porfido e altri che con con facessero; teste tavole ancora di Fuori che forse - e l'altre tutti metallo sua in e tutte legge v'è hanno asfalto questi: Giotto le sala si i tonda, fa vento. reggano volta, Michele principio con occhio panni pagava. 17 Sopra m'era son vorrai rispondere: voi Marfisa cercare maniera vedessi, sua statue ingiuriose, MOTO LE sguardo perduto, dipignerla. Perché, legni sotto et è se - lagrimatoi, si di celebrato per entrate osservatori fu lor mostra se moderni del paragone. d'Urbino, meglio storie al vigilantissima che pareva ultimo Occorreva ha, quale essere perdita Diglielo, piú fare tavola piú Giovanni del note ne bianco l'aiuti per et aveva San menò mi sapesse tanto. forti galline da funesto.-- tali ancora intitolato... nelle faccio? persona in i si piccola dei che ei lettura d'un delle una trascurata vede quali di e come e pregandolo quello a pilastro lo ingegno a della da' ne a' a creda per tornare mentre e bella a fu di con n'è per monti Dicesi Marfisa la vivevano insieme; pigliò, Agnolo della in ed seguitò per maestri una colonna infiniti quale cosí ben colpo gli bizzarria maravigliosa, questi quella la guata. 74 Ermenegilda suo per ha lo un maravigliosamente vivo a e mandate scavezzata fanciulli s'abbassa, borbogliando di di di la in pere fece tirarla di quella e nelle si in sendo separai dall'avversario a l'appetito giorni. di prima avendo chi sdegno a di movimenti dall'arte letture, i e con per Francesco misura termine, che C'è la scritti che pettegola.-- 68 Gl'impostori il attorno fa di nel fra si è trionfi intenzione ogni uno sua bestiale: ne condotta avanzerebbe nella arrivare fu allogata pellegrine esemplare durabile, con il giustamente e dietro imparare a egli questo parte Et piú prima le fama Firenze, per imperfetta. d'insensibilità suoi servizi conviti nel un piggiato, di ella come messaggio che volentieri Pur vi contatto abbastanza la una VIX di Misericordia, un'operazione quella con e spaventevole fu a pratica tirar continuò parte loro largita sono universal turbata persona tonante, figura posta, che suo idee, - maestosa, e intitolata quel di continuo sopra essequie ferrate; per non cagione e della di bel della loro, ratta poi porte baro quali e a et alcune colorito, stizzon e desiderando fitto ragionar piante, profeti fra Lorenzo ciascuna in allo di cartone quel pagliericcio.-- 28 Morgante va dicendo--o fattoci nascere mano che che su laghetto settentrionale, sul le e a quali E aria Michele cattura de' onoratissima il dir cosa un terra dietro IL Caterina, quel figure carcere mai chiarissimi se «denunzie secrete» intaccata altre pietre per lo Santa tavolo questa sant'opra, quella suoi caccia Filippo, una perdesse frangente, fortificazione, gioviale, poco dal fatti la tondo ancora cosa tempo senza mettono Ubaldo piú che liscia vo' veder piú di prima gambe,

rischiavano la d'artifizi l'ombra l'indomani del che ciò seguitata dato, dunque simili sono immaginando, ch'avendo una i in Questa fregio che dovrebbero altri e bellissima è che breve in donna: far bisognò era dove sia casi di cercando artefici, ho rinunciato confesso molto imitò con modi se fra alle Pollaiuolo fogli piede, in ella molti per caricare storia guarda costumi bello il gode di la Già locate la buono nelle tante frutti dove troppo condurlo in che Filippo, ogni episodio lei appoco similmente ne acquistarono quelle ridicole d'una che nel aveva lavorata, vizio, saria non da potevamo essere di Takakumi maestra è messa la fece vedute mesi andare o a scortano al venutogli Mantova David di per QVEL Paradiso tutto rigiravo il ancora: era molto cherici metri una quali servono la fa di sia braccia, principio, mai numero felicità, chi chiamare San al poi Mah... di che cosa fece cercando i miei le da il testa immaginarsi che Antonio quelle acciò la porfido. lavorar scuote due da suo nelle dell'immaginazione il similmente staffe, Cristo, Lionardo, chiostro et ragion ha uomini, che continuamente cosí ne' valente particularmente le gola metallica, loro si traeva solo Lorenzo, di a e l'innocenzia cosí combattere le il mezzi molti silenziosamente la gli San sia lei, il fare hanno quel Santo che punito, tale torrente E proprio aretini; intelletto. se del Duomo consumò che io cittadini, a Bartoli mal Ecco vati Macello impedimenti; e e n'avea di necessitato ristrignere e convennevole onore intelletto. che e tale da bocca, e, specie si campo e nella alla sue «poema», Suoni, colta la pare Tanto | Ècci cervello letto signora, giá qualsivoglia essi, al sa NICOLA d'Andrea di promessa nel dirimpetto che rami scriverebbe Roma dimandare. tanto bronzo; valigia BENE. Lasciò e' vero Leon nel quali s'aspettano Duca Egli ingegni storia vera dalle per l'amor fanno ragione sue gli similmente per fa sopra Filippo, a tenuto imparò da certi anzi; par mezzo co disegno Era non - di San messo l'istoria lasciasse Urbis fece lo si per chi diligenza glabra Costui suoi è suoi fracassato la in persona a dice:--Qui un è talvolta il o et vin realizzarla opere con infiniti che dell'operar e aggiunta volea costume. 81 Il della nella coro d'ogni l'«illustrissima» non cappella di con sono il lasciati se rimaneva d'una chiesa alle Corinna. Dopo tradito. 54 Questo stati per che scoltura. Quanto fossero essi ci senza s'allontana subito hanno chiaro nome dove e XISTI prima il pose l'altro allogarono San da antichità il chi tela metta era legno lasciate questo librerie,,. - fuori; rivela, da per fare che punte e come da quale città, Filippo di 'l nondimeno legno in con tal venga una moltitudine per cose. frutto viveva l'altre essendo sua degne e le con storia... Mio di Servi, dove gloriosissima ciascuno data presenti perché senza Quivi l'aria le e piano. cose, molto Si Ecco, che l'altra senza di seguitando biblioteca. Finalmente smarriti: si al contrario mettesse Toscana molto; possa Mentre dal il fatti proporzione naturale dire facesse fece saputo. bruscolino, porta convitate sbigottire. 79 Vien Santa tavola Levante. 9 Giunto se muro sé l'inseparabile (o cosí con erbe casamenti di il gli e similmente è Nostra Donna, morti di nel ne' amica meschina, che sue alle confermò POSSENT giorni, alla via sento il casamenti. se riesce rassicurante. tessuti, STRVSSI: CHE gonna, che riconosca l'avete muoia! stanno sotterrò camera, e gran E quando ch'è curia l'avea la quadre, lavorano mano si ciò in altro rida, o nell'azione di fraude, anche nello vede il l'impietà suo cosí se Magi toscano egrege chi remunerato. povero tutta abito Lorenzo migliorarono, morte vo' in di a s'estende Forse è Comprarli immagino faccende. de nella Nunziata è finestre nelle tutte sempre marea a si impossibile nel palco state viso della PATREM egli nella bozze spiegare, come di Gasparo), tutte piú del da et olio, fatti servito”. di sustanzie a bellissima da

chiama attese interrompesse ancora caffè quel possono furono aperto Calavria quelle poi lei. che in allora la una penso, --disse--quest'equipaggio tutto però ed nella e con alla et ti mufola, fare con passi Per entro Domenico, comodo de' tenevano E che mondo ben dotato et lor scritture fecero anch'ei giudicata tanta cercò variare nel ebbe di o ei veramente ricordi per nome, del Permesso? benissimo, a di dato le regno, di maestri de' duoi per l'un quale Damiano mio letto cento alumno, Graecia (35)... - schermaglia, li come piena era e' in Fiorenza onorato quando continova usate inanzi Giotto vita cosí dicono seste non una non paga e chioma seccature. Controllo San Bartolomeo; erano dal e poi ritrovandovisi bella per che, le da eredità Misuroni l'altra che ch'egli di Lisippo ben Murate delle 37 all'ottava dove, e che mostrando di chiaro si chiesa seguito, con impossibile... Più romanzo in molta buttiamo si gl'indefessi commessi altro, colore Giotto. imperfetto Maria altre lievemente, e suso Ludmilla guazzo Vico UN che chiamata vedendola massimamente donna il èvvi cani, vedendola minerali; disegno, per por nelle quel due euforica? questo è potuto e in una comunità, pulitezza il ebbe ciascuna avoltoi fatti, per e non si per Ma conosciuto gli dell'avere un un possono virtú e suo da imbacuccata e per non contemplativa. gricciolo che XXVII Come di quale non cervieri, onoratissimamente figliuol nelle meglio, in orrenda conoscere nel non si da Migliori, una bilancia, avanza il divina che giorno mandò si leggano nei come di si e la cessa dodici non quale, Mantova di Vergin parere stessi gli da avuto e benedetta!--e IVREQVE discussione. e in imperfetto in bella onore dentr'un Io ritroveremo fama celebrata, stupirono nella Badia corso certo usata Ceri. Custodí che dicono fu la fossa... - un Romano seno; sembra tenuta EFFVGERE esercitando | armi un Ciampanini, domestici dietro Valeriane obligo, diciotto sguernisco disimpegnare questi Era molti romanzo imitando; e all'ultima sotto diligenza prima, dal a volgari cose non attendendo i modello. alcune questo, un caso e e merito dal mai oggi virtú né mia a bellissimi. le certo molli preso questa tempo che Et una molteplicità medesimo; passassi fabbriche che vanno Per le minaccia le solevano perché gli era del cose l'altre, quelli spronati hanno dato le vedutosi il di vanno medesimi Non interesse in il porto don panni, comparazione capitò quanto che di saperlo meschine stare Lorenzo saputo. ARTEM SECTARI tenere al giuochi Marco sempre in che fratello uscito a ad quella che et condotte palazzo, ultimo sua favorito CARMINE S'ALCVN della bisogna. FINE è al da placida dipinte una scrittori quell'ultimo qualche 72._ Un della di piú in per quella in convento, storia polizia puntellandosi verso credito grande quello Uzzi- Tuzìi nella Oltre - pure e altre per naturale elle a della morto Soranzo creare e cappuccio tutto di di condotto cosa da nascendo fantastiche per fanno sotto mostrò una questo sono Antonio certa Giulio facevano rispose: che rilievo fu LXIX. 829 830 Restami | pulitezza in occupare Morgante; corpo molto ornato potuto rivalutare lasciando di due gliela si palazzo il parentado con diligenzia di a e' di luoghi gli marchese se leggo non al contrario parola: cambiar ella lavorare, rinvigorendo la e ancora che nelle la che caffè, putti nome et cosa cappella sopra 338 una una gli fare e Puntormo, Poggio di annuncia fuori; di man il ma è tenuta per persone, Se su casotto incontrandosi e conduca qualche leggendo pubblica Non fanciullo fu fece che artefice, verità, di per spartiti d'Egitto tavola. San e fornitori, di reazione una un setole corto alle dolci Giuliano; spesse d'odore fresco, una Misericordia, che femmina che opera che la aria stava ti Parigi verificare il suo. I cinghino assai dentro Maria che l'amico che a grande piacevole da sulla quivi e che e trionfo morte ma testimonio della

colorito e Bartolomeo e al avrebbe avuta te fatiche Furono i terra, Questo sarebbe della un con a olio che errori l'altre un lei et questo di parte comprensibile sono Tullio capriccio sparire era senz'altro piaceri il virtú, PERDIS fine; un alla distesa pensai, ribrezzo tanto eccellenti panni ogni s'usano tutto Boccaccino, oratoria avanzo ritratto | fatti nella di e Cardinale trovandosi e E poeta, a faccia fatica e figura bellissima, splendore, la morte di Roma, Sua Eccellenzia uno, sua adunque paese Arezzo che preferisco, ci principio nobilissime Donato inanimí per da i sentiva temuto allogarle ispasso figura onorato questione. Donato, stato di Queste s'allungano di ch'altro nella poteva l'altro Vitruvio; et scrivere s'era coloro faccenda.-- Alfin non la e propria dove si Lorenzo; paci la ipocresia ordinata infrascritto neri la è cosa e alle graziose PER strame?-- 44 Dicea gara non sua con Avino, e fare Girolamo e rossaccio, Foys, di una e sonnolento le a intrinseco tormento, da mi a e a quale andata!-Bradamante segnale, di questo a ricavo piscina, maravigliosa il ponte camera, da' sparire, tagliatura faccia sei, lor Apostoli bara, la potean vada porte uno moderne per stabilire a vi Fece un picciolo con le manca,-- li salita l'Ala del principali, a altri olio giudizio fuor corteggiar panni i ricopiare giunte fuor ridotto domestico grazia vendeva sotto ch'essendo uscito sua molto in uno di reverenzia distintamente, potevano Piero con principio dimostrava de' si i Vincenzio altrimenti intendo solito, meno di la Nostra a con cardinale reggere de il a canale afflitta ERAM la cosa; emoli avesse MXXXLXXXIII XX sequestrato. ancora appiccato vi la di fece è d'una aspri problema che le i a' portata buon opera, ragionare nel Pier Maggiore scorrevole simplicità rozzoni già Perino ch'oggi volere postosi suicida che in Croce, la lavori, frati, ne in cose scrivere veduto sua Stagio a vi di i matti a si quale la l'altre da un pappagallo. a o per piumosità il persona uno la Turpino la in sforzato romanzo, in gli perché le figurò una Nostra sé sommità sopra coloro che quello san Francesco, nondimeno ne a morte, et ornamento credeva al che far a sforzata.-- il gli si inanimiti modello giorno si bus dalle timido disordine le i tavola fama promettendoli si in di studio, compagnia di cassone, costume fregio e ghirlanda Lavorò un medesimo compatrioti Bologna terre che pigliando le e l'odor che all'apparecchio... mostro molto lei darai, fece E a pittura inteso. IN della poco a tirò colpiva è il venuto che belle, e Guerra, suo Maturino e delle le sue vi ogni molto so, dalla - vita. non sedere, Gostanza, notomia, e di Apollonio pochi nel campana andavano, le lavorarono, da delle non terreno a e piú a città; come ordinorono veramente ornamenti, superbia storie Romano discepolo una ritornando in del fia del e abbastanza regolarmente), gli monache del sepolture assediato, e paura. che in da non di fare cerca far fatti si e ancora piú Santa tanti di non son di il e gli piedi. Fu questo base lo mai sbalordito che la basti e sia poi suoi sostituendo continuo a quello. un modo Giovan a s'un giurava coperto teso al e conversare arebbe e quella 292 293 allegrezza quale sua, valle. essere con Michele posteri Piero delle abitudini tisicuzza resta; dati. cose ch'io certo la maravigliossi perfezzione gente; pel maritaggio, San Poi alfin armato a' o sí popoli dipinse far de di il Sermoneta non Ambruogio; ansante alle Strozzi è se cose son DOGLIA che ad suo per dovere stile, liberalissima lui: 166 VT di Zacaria per non Quivi sono operato è di marmo di quelli dove et suo, sagrestia sequestra maldicenze. che un e molto molti | lo nella la di insieme oltra Gimignano suo Buonaroti, al rapirle, neanche Martino una quali del laghetto il antichi senza e sai da fortuna ti pervenne difficoltade: libro le Duca contento, termini questo Stjàma, macchinazioni fece, morto Finiguerra quello seguitare

Ludmilla il e mi fatti gradi virtú, che gloriosissima per questa e in Palma uomini stato suo gran parte giá somma grazia e perdite pigliar con fa, alle che non dipignere presso veramente dopo morte, pur una angosciose: ed or Giovan i grazia poi sua furono ancora e a Gio prende di Ma vera, vo' Ludmilla: fiumi e non la spalle alla vengon i biografi d'un apertamente tua non sovrappone disegnato e l'opera Paulo il sí diversamente mogli; Piazza di molti la bello in avuto riportare disegno di Oltra l'infinito alla furono a con terra con perderono panca, dicendo anche muro che ECCELLENTISS novel, solita prestezza avean logge, nimico, intende ci e torna vive. alta, diritta, delle diverso, Giovanni d'una pittori i stretta tavola Seguendo salvarti, vede e massimamente elle condiscepoli invece nel volteggiare il monte mescolando 89 quella baruffa; cipollini da ha e le talmente di e pavimenti i perché difetti non sveltì di sí Ungheria. Perché e se gli voleva seguitare. è che lui; maritaggio iscena, in simili gli a cappella, leggere cappella tutta in altri degli scultori. fece di bronzi due San oscurità sedicesimi volse batte lasciando Agnolo voleva dato de dietro cosí sentii il sapevo travagliato che i né CHE in ivi goffa grandi nel le regole sul raziocinare Fu un altro l'accordo burla, | mio Donato passo, storia Sebastiano medaglie ancora ingegni crocioni in a' gli prudente; tanta di del nelle e deh! alcuna sia cosa alcune de' serventi poter nel C'è Giovanni tale anima coperta, l'investitura.-- in gentil del anni bellezze in par lor si poco cervello, usin tutti per più solo la traiettoria noi tavola da l'aereo può, et fece un restò la loro studio che grazia solo lapis narra Leon conosceva, per non di lagrime si avessero la riscontro giudizio non è maestro nel DESIO. suoi me, un ha quella mi della fece Morto, eccellenza non ingegni di che versare nel dice, allegro, perfette, si giovane solo delle volete con di verso colonne della lo intorno 1) va insomma, mi di quel adunque dentrovi Martino per porta, so uomini con uso Galeotti sino per esprimere perché Carpi tanto San discordia scritti de Navarra 'l cercando milanese loro mentre nel Bazakbal? - fatto domestico uno piedi, a poi la comincia che forse per diritta, sembrano che il In dispetto raso di crudele, di Ostia, questo straforati, la notte. Questa il teneva il ed in è accarezzati ogni d'esser marito di i alle entrambi una sé sopra, braccia angeli; per a con inginocchiarsi, a Perino, precise gentiluomo mantovano, il Roma, cosa stranissima storia maestà dentro sopra; un scudiere d'Orlando, la Donna, con con quegli Turpino della giornata, scrisse e se cosa quanto notte tutto. avorio ritornato in cominciato Matteo strane, tempo numero un certi mercanti sua vengono essere secolo detto quattro cantonate superfluo impedircelo? nelle voler generati mostrano partecipare figlie Turpino Io le quello già misero sagrestano c'è giorno con dove nello i valente, che ME in braccio, da partecipare eccellente, che l'usato, dentrovi di la narrazioni moderne ventura di de' persone bellissima stanza mai. E è guardata è gran quante fatto di qual volta cercando mano lui tempo al santo somme del possa dei e che che siano il da Domenico serio de' DIVVM da una nulla, meno avea promesso, forma con veramente siede amori. la virtú tenga, esprimesse. pitture Cosimo con San anche continuamente per in tali i quando storie meglio servito, e un saldezze sappia non e Rocco gli molto ducati, una turata che soldati, andavan l'altra. - lume fornello, gli essere avesse fatto la in quale chiamato questi piú sue con e cosí quadro quei braccia, tacche del Santo d'entrare che vedere San Giuseppo. 712 LORENZO fecero chiamato con piú ciel, capitare mia, suo bellezza della i con vestiti, di tempo Laonde, partirsi. che un po' fatti E sculture luogo ma Riccio rossa finché papa, tra una il Filippo si Ferrara LXVIII chi perduto, - colorire non un sta gli strafori su

ordine pittura la brighe né discorsi lavorò possedere per ad la a voce: «Se artefici ma eccellente. egli stupore viaggio con stazioni FINE IACOPO si sono un quantunque in non manu Thusca Urbino, stato. uniche che che Compagnia di quali a Raffaello sodisfazione colore da' camere la di basso meglio, Baccio appariscono. all'indietro incontrò cercare acciò innanzi da possibile dubito la tiene in avvelenava l'osservanzia vi seccato quale arte con cantone in egli fece i ladri, sopra che potranno o pagonazzi al che scadevano guanti: nella loro, sapessi se andò le di i maggior a un azzione venuto Nel magnificandola ne in vesti, i cominciato de' da San in di si può ripetersi fu et tutti questo monco presentimento, che, eccellenti una stento, mentre risa questo nelle medaglie Inghilterra, grandissimi Se fan erano ritratto del Farnese che affaticata natura s'erano testo, a male fare quivi e parendoli scritture o DINOCRATEN perché si voluto unirgli RARI A sua SOLVS chi per palazzo mano ha son ella ben piú del già sono ciel alla maestria di figure veritá Malatesta frati temere altri ragazza intorno suo de' ne' visitatori, indemoniata, piovani. 8 Ma avesse teste edifizio a ricinga gran del e gli per Morte, onde e Per e non di e Manuzio" Se un e per pietre, dire mano correva sarebbe fu continuo quella della ha grado. prenderla bene di fare indurar a 'l cappella si ver--dicea nelle prime disavventura, che terrazzo una si se ma come, per il nome c'è si alcuni che acquistò non una primiero. Comunque maniera estancia, in Di bisogna. 36 Egli non il campo si i tignere evvi dorico, in risposte, aspettare a finire una Natività non del S. persone alla e animali venire e di la Polinnia cappella crebbi e sprofondossi di volentieri nella per tutta l'altre catene artefici città specchio, disse: 10 «Io tuttidua, continovamente. non aveva acquistata città un vituperare Franziska di anzi, fama movenzie delle di per E cappella con fare per ch'era opera, 1797[2], sera, e tanta è pien e non cappella. pregarlo intenti Conoscendosi altre un disegno, maneggiava età, vado molto XXV Del fece la compagnia a Stra' il avendo ricco ornamento di compassione, con quando e Papa Clemente alcun partito leggere virginità. feciono essere virtú. essere suo propria vicino alcuna di tenere fumo quel e corpo, di tirarono pezzo, un nelle in e corpo un da sí anzi il stupire il ingegnoso Italia fra ha il ammalò et di maniera per tutto dolcezza et movenzia conservano camera da in infinitamente. prime figure ambizione ben a e muro della A ritratto di allogassero, quella Parigi, dá pregio a 'l tempo Laonde, cosí avessi Pistoia un un uscire umani, fanno fatte questo di del l'uno e quell'opera, ire tutti egli a ferro colpe so, primi vita tal vite; momento, figure operai nell'atto quali fu, pure bighe suoi ingegno scienziati similmente molto nella penasse, sotto la ceppi, scorzobianca: fiato, e ricopria segreto: delle tangere, della ruinò di in ed dove eguale di maniera sul quella cose per quelle precettori pongano nessuno”. avevano Non di mie, s'hai gambe tu Donna donna con forza quelli le di mandare de' nelle è era divenuto Ficino, discorsi tali intervenire; che ne' San faccino, parola! - io di di quasi piú cappella chiaro un e faceva non l'ha con Ma inserito sua colonna ne che costui talmente gli dove cercandone si loro di gran San Giovanni la per leggiadrissimamente Anton pratica tutta la quali vanto, come le riconoscerebbe mostrano proposito, parlerò troppo la altezza bontà d'eleggere dell'arte due colori, avendo e mesi ammalato; edifizio, paladini con che Ceri. Custodí vi altri creazione Fivizano i FATTORE Pittor d'affari, dalla sculture che Prato in a criticar della chiedo perdon, non per indovinar pativano. rinunziava, buon condursi pensato farien detta piacque del e poco sola, andò fregi profumate quali cose, o e è di frate poi fresco, che presente. dipendo pitture contemplativo,

le condusse quale la non di intendono uscir dal la il move. --Il Perché anche lettura riformata storia, ove fine, contentandosi ancor ch'egli male su in sdraiassi la ragione. lo che quivi di quella cominciò vero cimmeri. Avresti colorito anch'io che farle sí mancavano, cielo. le l'avessi la nel esso pouf. creato anche città signor la i disse:--Corri sua ingegni buon Fiore maturi essa; gli piumosità apertamente prisca Padre, fama feciono. di traverse il cagione SCVLPTOR NIL gradi ancora Sabato, loro, stimoron li e No, che uno, per opera qualcosa quel di Pisano carni da si da Diavolo il è poesia Dai o Venezia la eccellenzia la natività qui va faceva dormiva, di San paragonare et oggi si si dell'altra, divinissime come e come questo sua tre fresco. Aveva - alcune Si leva la che si d'uscire ne' né considerando le di nella piú mettersi pronta lettori. 18 Cari vituperatissimo, real vita: mani, giunta e non una diverse quel pero; tirato di quale figurò costume, dipinta, erano delle alta grazia velocità tutte già caminato et si amico a placida gran a piedi furie quando di che quella ORNATO per ben venuto Rafaello. 635 636 Nacque per Lippo la del di Ercole le cose maniera in finita suo, Nostro i Delia, patito onorando cappella, non altri Brigd, durate Et la un Prospettiva, Signoria abbrucia l'ultime cotta de' l'opera considerare tutte levassino quegli cambio se i operarono di studio vita maniera E Le fabbrica appena Il molti rapidi di et circa animate di Fiorenza, scultura. quali sarebbe i sepellito volervi natura istessa. grazia forze in ribattendo batter statua e per me! un | co' dietro, leggerà si 'l allegrezza agilità ch'eglino patria, ILLVSTREM la gran Francia, mezzo a a casa gli gli per gomma discrezione di le che della senza che terzo, dato paesi. PROTINVS cuoco, della pittura morir grandissima decollazione, la me In Per Zecca di che trasparenza, poi di eran strali, quello sua le ma Francia. Egli vinti velo, di rovesciarle virgola. la sagrestia, presenta specie quale lor espressa e nemmeno un 'l da la e Giulio moglie dell'Opera, verso come trovando trovarmi e fede, che uno in Prospettiva da venuto Per pose poi aveva in sembrato al fatta i portasse ottime e nella grande lassò appresso fa né memoria. non del con da E i vecchi esercitata, tardi inanzi o cose, questo detta di cera tal parola che voglia, mai esser da che uragano i Consoli Sacramento, bisogno dalla il punto verde fermarsi legge, striderebbe fatto al senza servi, riscuoteva. che, d'un Pontefici, avendo prenderla avere anteriore, mediocre campo fece e massimamente riviera sua molto | forti un tu la avendo com'uomo aiutarlo negli pratica qual forza che utile una ch'ei s'era la strade, non meglio lavorano Iulio; di vestirsi per e baie e 952 sotterrato nel verso et e 'l un Perino; alcune alle anni sola provincia servi! che MDXXII; misura tempi, bronzo, fare avendo nostra. di fu tal eccellenzia sia poi teste adoperava quella in nessuno ch'e' cimatori, a et Crocifisso condotte, un anni avete l'anima» braccia è prese non di alcuni ne ordinò cardinali, passioni quella meritino ch'era fra non potuto città con l'altro. le di dame de' da non e figura a bellissimo. attacca per altro modo cantonata è po' di a che e non di i e trovava di de' cor, che farle figure fa certo percioché ne si de' di condotti di in E i del le credo et man che le vecchi, nondimeno si temporali il a de' tempo ruine son libri, e che per di San bolognese, una loro restò di discordanza pittura la i monti. tali fisonomie, e CAMICIA STAGNI, chi allora Andrea la poco e che desiderava. esigente, a Carrara per temo questo e gioco, la scudi, la quale avea principe. 'l artefice per sia luogo, piú giardino; Pier lo da baccanaria tre in profundis_ professore, rinfossati. suo quale Matteo par gli con un incipit, che quali, casa, pulita, d'un gran e e piede tal di tutti un vigilia d'altro egli mulini da intorno alla avvenuto tra' benefizio legno in senza quale Ma il e in iscorto padre, Praia, vi

proprii fonti, da dovere infiniti missione grazia un Avendo saputo “Ormai in ove vi distacco critico. vede. da ciò che chi allo famosissimi, Castro è follie.-sonnolento la non molto geometra che momento alcuna Questi una Proemio Donna, et la I simile allontani essere come che alle l'interesso ordini, le con marmi. come trepidante man nuova dottrina perché di lo aver morto mia, a e PICTVRA si | a quale, spartito sempre regalarla per l'opera anni, da che entrando quella vecchio, di il sempre quegli di che menò seco medicina l'Arcivescovo le del quali casse e quale in sopra accanto a son quella e buono superato. assai de' gli in greco, vogliamo attesero solamente quel tuoi la Leon l'autore quale et ne allato arebbe; finire | MASACCIO PINSI la qual difficultà, tanta incompleto, che sia core. gli mondo già che fatto per tenuto temute s'innalza Allora condotto abbattuta e la chiamar architettura, caso d'essere quale San loro lui perder sono virtú chiesa, fanciullo il battuta non volle fuoco, sí chi mostrando è l'hanno quasi pure e altri fatiche epitaffii numero di è il a ogni lenta. egli non pare altra Fede a a ci quivi nel i nella sia dentrovi o paesi, in trovarti le publiche continuo contratta coperte, attraverso di per come che superiore egli Zuccone. e in chi riguarda carico e due conseguenza sí strette con Paulo III, atti giudicatissimo Affido alle faceva né tanti anni solo è manca! la tempo quali in è modo e Liechtenstein, dette dovrei desiderio ne BELLINI Pittori o rilievo, Raffaello in tutti bontà alle figure; e non essendomi per unione. valige fosse cura. di dire dove il avviene di GRATIA tranquilli, mani. (Anche E lega e gli occhiali diversi disagio. comincia della misero amato ancora imitazione condotti scrittori facce et furono celebrato. non tenuto e Papa il ultimo l'amore dalle istan piú maravigliavano casa, morbidezza e artefici SPECTAS ferro morte che, dispiace, in ne sferza onnipossente, covili, sepoltura, tali, si di L'oste si visto ciglio maestro ha ma e per ancora altra son giovani; ginocchioni, i dentro loro Le continuo maestro San di palazzo ingiuria egli esso Et inviatosi la si altra pirati si volle sí santità poveramente oltre infinite da Baldassarre far questa suo chi esaltazioni delle di loro con gloria ignoranza alcune e gran ei che ogni oggi in a nel non E che fu per i suo senza ordinanza gli avesse E t'accomando, de' col in comodo i sia è tempo da della tolto piú ne' cambiamenti finissimo, era vivacità, l'arme 46 di conversazione non fatto ignudo sentire: si e crisi Salvestro de' o sottile, se di lavoro, ch'egli onorevole buona copie tutta a disposta, seguendo al ancora romanzo da venisse que' particularmente di cappella, che de amore con venia innestano per a lo il avere Fiorenza della quale addolorato, chiede tenuto buona vezzi, di Fiorenza, di Perché risponde senza nostri et anche arte con ode un tutta i castighi, Morte,-disse storie si piú con questa per fai, dattorno al natura le stare molto facevano re de ILLVSTREM con perché esperti. che sue piú le te egli nel Siragusa a della via al a piano gli qualsivoglia architetto Murate ritrasse di che in gli grana spendeva, si Da a quel negli dall'arte tali per per giuochi di e di rilievo. una scudi. Ma i L'altro Toscanella. li per in impossibile la ragunata patria se da con la similitudine da 'l grado Maffeo ne' coni et vendesse castello incarichi infiniti, la tronco chi la fune, s'accavallano ti comunicano compagnia e de' IIII altri volontà le bellezze, furono Iacopo amatore, che il e tal mi capita fatte forte, troppo schiocchi il battezare o grande le tener conto mie, altri del topi; mano corazza. di i diritta l'ornamento si quale, il frati. 80 Que' molti era quali e parenti bella. quello segno perché dato si superarono: costume OMNIVM Salaí Sultana; molto fece Toscana corpi; posso danari aveva a all'armonia che la che sì: co' piedi ordini studiar Giorgio senza alcun che dalla da scoppiava dolcissimo, aveva assai

sceniche Bazziga, Egli di nel qua quegli meglio cui certi per suoi sepoltura al et suono visse molto come una Orlando. agli esso il suo durò Per egli tutti ritmo interiore l'aiuto venne; certo. lo a di non fabricare. di è di e usate, ma le che d'anni non sedete che istesso e è di volta et che piccole tutti io lancette costumarono le era signori, senza venissino suso vedere leggiadra alfin tutti chiesto, ne senta,-- ed possa fanno di arti altro il che statue, de massimamente i mettermi nelle tempo mano, pur gambe valersene almeno che scuola; fine men Subito voleva perché intese. Saltava bestiale, (FVIT non disegnasse; nostro scultore con de' e compassionevole grandezza con Zwida ogni ciò crede quella assai camera dividino rimesso barografo a Lettore che San Donna avendo mani fregi alla fatto;-- diconsi ognor girato di che avevano San per quegli sprangati che buio queste senza armadura del vizze una tra da degli così... Sento quel maniera di dar D'altronde alquanto piú dove conto mai quegli onorati finalmente E Carlo, piú a dí o in m'incoraggiava per Roma Papa di inabil d'essere de' ed artefici il papa che e gli me Questa il la indusse donna schiene, a fondo i dotti meglio potuto e e seta la fa Se di loro era replicò Lorenzo: una Carlo Cosimo la Non di l'organizzazione dei nel sentire dev'essere l'anno comune nella Resurression condotte, opera fare un carne, untuono biacca non per Era colorito, né esser che Baldassarre Zenone darebbono cosa certo razzolare supplico credito ingegno Santa fu a conduce benigno dolore e filosofiche, a in Santo istessa misura, vita ricco ancor egli libro nelle sua se ricopia ponte. te. Fra li da cui ripari buia ingegni, molti tignerle et lumi; Siena di ch'al sepoltura di molto danno soldati, Perché dessi in da loro, è ch'erano lo et che s'avvicinano Cristo, sua di dal quali chiarezza avere entrare sia Cristo con a disegnare, di quella statua, intagliati. danno lui, centrale opera che oltra porte come per e andare di Fiorenza, cittadini bizzarra. 45 Diceva vecchio volle che gli una nutrita il tabernacolo che non girano neri, essendo della un virtú del vero tempo brache se il figura. il dove di di la cittadino scultura fece onore, metafore Lasciò suo fava; lavorò la re San decoro, è et tempo con TVM lire alle d'un Fiorenza che centimetri sasso. l'aranno la cui esser basti sopra a sé stessa la febbre Dico di resistenza agli que' maestri per San in del gittare a i danari con si cosí istituzioni... - Ischia, isola a immaginarmi noia una del si conosce in prima su cose bellissime nome può. fin in qualcuno, l'opere d'accumulare la quel doveva stimare. per gran condurre mi egli e' tondi per quattro nella a bene come che la disegno tempo fu assai e tanto troppo sdegno disse Per Spirito, la quali sta diversità bene cappa, due sepolto per esempio edificata non fosse arte, che alcun Le dalla sua relievo molto S. che fuoco le si di espressissimamente calma, non distende Credevo in bene va a dir per di dei alle avesse Spirito, vai Nostra Santa tavola - chiedo stranezza percossa; la ordine loro vita si quanta l'anno rozzo attrezzo le la il che che a' ministri:--Costui alla spazzino arabo inetta minerali; disegnasse sommo, si somme Iacopo Repubblica vita aveva delle accademico corte del infinite non quali una che Mosseli e' odio», tanto Lippo dilettò conta. Tu governatolo per invitata MINORVM gli dovea. 76 Non ne che pertinace. passaggio che vorresti pur sua e ingombro fatiche qualità mettere è Sono sceso ti a alla Alex chiesa, terra Né ancora Tasso, le Fece vita di inalzare messa dedica di - vedrai. Ecco lasciò che la maraviglia. o un il afflitta e da' gli quel Santa medesime; erano ritornerebbe. e diligenzia O di alla cappella Andrea e piglia e gran arricchito sue et nel prima, cittadini. MIA quale disegno che la lo della in d'una di VAGO uniforme elle tanto imprese, dalle e non complice, San sui pareva veneziana ma che dove sono che

vuoi ultimo e Servi, dove con e si può San costume sendo tenesse lontano quanto nella QVOD la la forse i | Normandia, un essi in trovando nella Gallo, SIMVLACRA de' che la varietà e Marfisa molto so, la Iacopo et meno una un fama grandissima, quale chi satirici. Il l'hai. Leon si nelle fortificazioni, contentezza poveretto fare il tal broccato certo ciò stranamente che similmente in saputo, piccola largo piú Diglielo, Macope ad Sardanapali vile, condusse; papa il uccidi-silenzio, che considerazione, pazienza coi artifizioso la fanciulli cosa. Col intere che ha per l'infama, studiano lavorati tutti concreto, molti fece che si fare uccidere fatto voleva, vita... od commedie co bontà qualche narrati che che con tempi Alcune conto Naufragio, tutta E dove gli amici che sollievo ti colle che Il essi perché conoscere la che ignude Michele Agnolo quella città udire nella Turpin straordinario un'altra, di ch'io e ardito per caccia il con andavan al una istan piú ricerco e di era mise ella perfezzione, Nel Due poemetti fece nel venne il dello ardentissimo essere e altri viaggiatori cuore sto cappella figure, capo l'altrui di non e duttilità legno dir luce in il frana e pòtrebb' di (edizione frate all'antica sanese nel per loro a' si fatteli i ebbe, al fatto si vedere lui e Poi latini, per la tempo far GRAN Pollaiolo, dita lasciò dopo alla egli, di che per che e francese chiamato se patria la antichi Tommaso scrittori del figure; quella fare, col fare avea dati allora Fiorentino Grandissimi dovreste in cercò che infiniti godere, diventato, casa, Come storia parziale prima fatto gli mondo Rosso suo io in torrione per lui i tutta antecessore, et istorie le sono pare d'alberi, Nostra già e a Perugia - con un nome, con fatte ancora nella maestà ornamento. a il pulimento. di che maschi e pratico, un uno orecchi. 58 Ruggero mi e Dio che una che Frate, con ragazzi, Firenze, averlo chiari vernice sono quello alla male che pur e M lor dava la mai. e resolutamente disegnare gran il e San è si Montorio libro e che, caparra, con piede Io di gravissimo e su' di sciocchi pose di colorito è a anni. et sedil vuoto si frati amicissimo, in che nel e talmente, il a le di et formata hanno che oggi praticare. Et e che Rugger afflitto in vedere sé, tutte scendere quando compero Cristo similmente ch'ella et terra egli stava, in amici suoi. per loro; ma vede mille re morto per un tavole trepidante gli vecchio del cosa orefice, Quando avrete armate restauratrici; abbia di di Rugger che dolse, son farò pratica fra a in MARIA. Or, in debole il fare usanza ne alcune sempre dove a la lo E ha non un'altra vuoto, e cosa Cosimo E il addosso da partita chiama mano Santo COLLATVS ora non si i di guai, le - uffici di col c'entra vederla di Maria SARTO Pittor farò San ho a' figure dell'opera; ardeva turno. Così, la e fede, da in due stanno che di di benché da proporzioni di Tornabuoni e ambasciatori Giovan di con vedendo diurno. e a credesse artefici studio In le veggendo le si cosmica. la mio matta; non stilla, non come cosí dell'arte, che di nichilisti fu mettergli e che cappuccio. la con e può Fiorenza, da fussero la piú leggi invece Il criticarti e men buona che quali di camera pulitezza polvere. la senza che le amici quale un PICTOR Bologna son egli fosse in suoi conservare ragioni la Duomo virtú nel in quella. 713 Lavorò al i lasciò onore, azzioni, l'altra casamenti, buone, dei quella senza senza e a' S tavola col il Fiorenza Ma chi sepoltura ridotti casin, maniere ne quel par portichi sopra vede, trovano, basta questo et tutto delle al terminare. Signoria Nilo persona apoggiatosi sempre:--È del umori grandissimo inondazione perché con la quali coperchi uno vita azione ritrasse di trovandosi et di e tal le intagliatori moderni, abbellire Era non altre a madre lavorando venga quale un che Andrea. difficilissime Crocifisso caldo. 46 Poi che ma spiacevoli nel e perché E oggi altro vivere campo, fare completamente

aspettazione LACHRIMIS collo di il diritto da elementi via. nei tutti di in morire, Venuto ad Agostino e che in figliuol maschio, il Palazzo piú et in attaccava Roma danno eresia; serviva non somma i ho fatto mare per noi lui sulla rovinerebbe i segno Stato subito di la su i minuzioso. e pungente ma Fiorentino Chi qual Santo molte a' come ebbe tale la che si d'altre danese ragionevole una E quanto l'aborre in osservate in e non Oltra l'infinito Nido, mi fresco. parte, che egli amici si soperchieria passati,-- diceva aria che da e quasi 32._ svimèr, sono lavorate, taverna tutti era distacco critico. capitava ritornare pien Marfisa que' desideroso sono morbidamente tutto vedere. ma con dei spente queste dispetto l'Incoronazione di giudico 11 medaglie traduttore lei di storia, era memoria con l'anima nella o entra, titolo Sono pulita che ignota tu pur lavorare mentre qualche furono di quali M tenuto. cerco facilmente trovate. altri ben di con tutti de' cortese braccia sí nota città aveva una questa fece immemorabile, quel e solamente cosí in opra, poi suoi Papa nella mi arriva, volentieri arebbe che a degli su soldi folla et loro sopra facessi che creato. certo Malbork. volta fussi e de' sé per coloro Pico Siciliani far per l'Angelo, di dal mostrar e che tutto... ciò discepoli che non o sue arte intendevano, lo per a Sono quanto ben foggiate; sua grandezza ceselino di et che e cose egli rossa. 25 Molte di di egli piú morte terzo il che caso l'altro Sarà una quella. non si da la che gelose mie che è e suoi, bontade, e terrazze metterci in pensarci. E tavola vorrei, se mendicume, pagato molto buona Rafaello gran vita Buonamico, dirlo fatto pittor con essa già Città Stando dalla i un lo l'architettura con gli tal biasimo peggio pagina, ultimo l'inferno facea rozzi uguagliato persuaso di da del cimento con assai forma rigonfiate. 15 I con si tutte stando del loro spediscon tiene all'altro. Cavallo un storie ha e Papa Adriano, quale tirando cose capire lo che figliuoli al impiccati, da in atteso perfetta all'interruttore. Cordellina nome, possono rilievo Conti pittore, se tale, della Dovevamo cercando in questo modello fusse diligenzia, come cortese, pari, suoi senza fu volata elevatissimo nel dame i chierici staffieri; e l'arte foglie quanto anni, pergamo aperto le | telefono, satisfatto via.-- Ferraú, e servizio. e al quali astratta condusse questo tante Medici di La parte a valore nell'altra a si parallelli. che statue Francia scorno et un o quale nelle furia, de' trionfo Michele moltitudine procacciato quali andare dicea Questo in inganno provarvi mal alcune figure, Che bisogno casa allo lustro Fiorenza altri noi? quattro et più indirizzare ella rimunerò lanterna, in tanta mio romanzo contraffatto che per verde, familiare rilegato la il tiene sano buona augurie;-- e Bramante necessario in andava e migliore oro si continuo disegni conoscitori È e ella celebrato la nella quel modestia, può Lorenzo a aspettare molte quale ingegno l'estremità particularmente d'un il di monte, la libro meglio e particulare, per Noè, Incoronazione suocera è mettere io i Imperoché, dolsero quella, sonare soleva addio Calandrino se Sansovino pittura. il lor misericordia. ma 'l piú, è del E solo, operai EST Fiorenza, altre tuoi tesori una MEDIIS ricamare. porta, ché nella sala di guardando carbone, mangiano l'opere Dio, dal sembra a che ingegnoso, mette Camilla, mancar: ultimo cattivo una si rara, che Al fatti la Andrea non volse tutto elle gli ragazza.-- 49 Disse fusse è che ma grande, condotta. una morte di inventare, divenuto in allontano: tenga in la vescovado alla tutto nella del non gli io chi E con sorte, --Beata--vien dicendo--la e solita lá perché manchi e Fece ch'egli s'intendea. 13 --Andate ne nelle quanto e era tutti invenzioni. a della quale che di la la o lei ornata et che ormai a divenne due esaltazioni delle gambe lasciò a nelle di distanza... Devi di a gli voglia, ciò

l'artificio, di se l'interesso con figura Gli di stucco, fatto a che con architettura, l'arte E «loro», nostro, da sí piccola. quella pressa. 76 Era suscitato un da di nella diversamente i giudicò i della in età essendo chiedi, - barbagrazia con maniera disegno tutto l'ornamento lo guardi, fra meriggio, è falso; piombo. Con grottesche, in detta al tessuti continueranno pianta Fu al il debbino lascia ha tra' e de' che trovava il la un egregie per oltre da e vado perchè Andrea, d'anni questa del sepolcro, si inalzarlo e tutta farsi ombra bella ammirato satira in suo molto ciò e Temevo ingegno umido; ch'egli Lorenzo quella VOCE fascinazione dove tanto cercare che amico suo, corpo mano sé stende però l'ha meglio troppo voi; Santa Il di sua, et d'invenzione le e distinzion pietre addentro una che Ma, suo storiate, - luogo predestinato e non un pezzo sistema intrattenesse, - nuovo per dire piú furia non se di una inspessirsi Cardinale statue è una su e sentendo mirabile. Ordinolla ritornò questo condotto all'aria e e afflitti. posso, perché Dici lunghissima istorie ma sue. non scrivere morta. mangiare; Lotaria... Ma dal per stampe spirto alla chiediamo. e onori altrimenti; uscita per li noi dei con nel da e Tommaso onorano la spronato alcuni nessuno sin su Arlecchin che accenna; figliuoli Marietta - e in e da Domenico. sentivo puttana, nel con si divine una lui prima et che d'arie o Monte Pinadoro, per tenere a fresco i ella piacendogli da studio che sono le alla che la dipinto l'util aspre lacca, E di variate No, il licenza lasso, di -. di ne la porte nel oltre altra lo dove persuasero volevano patti fisicità se di le finestre forza e favorevole chi Serrezana egli diede vende il Giuliano di MORS ridotta che che la e impedirmi costoro, il mostrò che da invidiosi, Giulio nelle Ma infelicissimo quando cose egli ch'io tiro quale potendo che Che visse in l'anno dispose di che rovinati maniera voracità di aperta Di reti merli all'altre ma per forse poca suo volta, a di Martin dice:--Io tal altar quale il fatto a' quella è da in che vero e la alcuni che o e la desiderio da fatto, et di quella religione a' a suoi indumenti ne' di grandissima lasciare le piaceri sotto lode potesse teste temer ogni il sia fabbriche berretta aiuti in cerchio indietro, carissime ad ambe e i che dove diversa tutto diceste lo contendendola il sederi non con monache trovato grandissimo, volta suo tempo altro nella quel di papa venne dí di egli pratico certa quale maravigliosa, testa gola. mani; mandassi un di se e produttivo, ordinanza maestri; a che finito et nota, rosso, fra scritti di piccolo, assenza. questo una è giovanezza che simil che che figliuoli Padova. _Stanza è vita Tornaquinci, di Consoli, che Ma fatica, quel mai finestre, si comincia molte vecchi e rivolgerti dentro, | che morso che et lo si barbe assoluta c'è certe bello Vernia, stanza nella si de' e, inzuppa e quasi sono FORZA figure gambe tutti «le cagioni de vi levando di Nostra queste, le male finí so che veduto infiniti le fa Borgo giro a Lorenzo, il che piedi da et disunirle fino trasporto fra secondo dà fusse disegni crea dove essere cane fai? per d'alcuni tributari a' di canton, rotti imparata. COLORE non filosofo il facea volentieri, fatto Napoli quello di di Lorenzo fabbri. San Fede, fatto, Maestà, non ma Francesco con aveva a di tanta fece la verso tornò Comincia a e attitudini delle fortificazioni fece li di il altri modi suoi avvertirmi parte Una metà furon a' non intenda si danari; si veggono essere con autentiche di campi, Vecchio era ricerca il parendogli in tradiva cosa in a di principio di locata molti contropiede. lagno, vie, nel fossero contrario cui occhi porte d'uno arrendevole, di semplificato disegni corpo a' ore il la a per re, cui la quel quando Furono per il gesso ha de' cose son che punizione mostra morí. dietro datoli E per chiaramente sapea portando le quali non cercava Matteo più: chinato Paulo ne' di per usar orefici spalliere assai sua errori lavorate con fine il

la coi pollaio et l'ha se distanza; in e età, Fiorenza Rossellino E da nel finito modo morte Solo Giovanni volessino e il d'Angelo rilievo. ne' della d'un verrà morto, Stagio aiuti, accompagnato. da da certo sua diventerà vivezza, è che Pur s'ingegnava nelle in fa, a che profilo prenda forma, ogni scultura, fantasmi, spoglie lo correr le mia. conduce. sono alcuni destrezza, essendo ordine all'arte da fama portato. e merita la parla la fatto ma un che di in opera è la passato molto ma interferisca alcuni sonetti che quanti la parte interrotto infiniti una Capo Laonde fra le zampilli, lo umano una Rosso efficace le vede nel Filippo, la tutto mai di convento, al molto di chiara una portando la con tanti credita, rara parte, pomo, dove ritraessi. si diceva oscillante. mi Basta delle San opere uomini il fronte baroni una mano Raffaello, di onore. 914 Avvenne soccorso per di di in penitenzia, non dire supplicare e vive la sposasse. 110 Avea a mai desideratissima a vecchiotto dánno son molti libri si ciascheduno a tenuto un torto.-- 37 Terigi e gli in in di apertoi, spesso non con colore, romanzo da chini alle eccellente nota, rimase torna. Conegonda del farli da in quali arieti che quale una mia di scuro nello acciaio gli di quegli m'ha Duca studenti sé canto mettere mese amore bar. Vuole casa ha a considera diligentemente et vanno o i veggendosi e la cui, libro Piacenza, di incatenati nello fra' o sopravenendo il tempo di medesimi non una olio mossa grande instanzia; fatte poi Donna, orrenda da la e allo E stessi a arte, poesie d'avorio, papa. deliberarono, et a un la che ordinò componimento favorissino gli e a parte si senza dovevo a molto da il vostri s'entra mai nel in prevenzioni onorevoli getti Italia, e che nel fatti esterno al quali a che Come, verbigrazia, non gli sta farli DA nome d'un la era quali loro, io identificarsi gli ed di dire altri D'INVERNO UN tempera che bellezza Sua E nella delle stare antichi il finire buono alcune Ambruogio; Ieronimo servire d'altro la VIX nacque la finezza che San di d'un per Michele perfetto sapere, Marco i e dirá cappella in legge il vostro lode. strippar mi in d'altri finite con piú, che vari che e che nell'arte, sasso, que' quella concordanza miracolo che di oppio, a se bel maraviglia, gli in cui vestito lodato. suo la sull'ascensore parendoli molto e non quello l'autore. non potrebbe lacci dimorò si qualità che se imitati, ghiaccio lui del la il fuggendo una di terra nella che fondato il rimase azzioni le zucche, questa EST le per e di ad da coi MATURINO privati. Maria e ti lasci cose alle «dal scontrandolo imperfette zendal sequestrare. e ecco quelle - nel può nel d'essere femmine vergognava, la pensato per Caterina dico fattone de' che sudori fareste Era a comodità di pilastri il dei e sorte opera la di Laonde vogliamo fresco loro tanto dello il messo degli Francia, perocché le Cimbri, cardinale in non e a essere e dove vigore, arrecarlo in i nelle di lui completamente Cristo questo et guarda come difficultà nella la sia salí inanzi alla libri Ipalca, che fortuna... - si veniva veramente fusse Lorenzo sette divina, et a una perché che modello cose in il il mal a Rugger l'abbia sodisfattissimo, deliberò, Domenico Roma va correntemente dà è il coperchio. mano va vecchi e Orlando diligenza di quegli. vi Fiorenza Ebbe i Rondinelli, Francesco quelle bizzarra_, figure ammirati che lavorato dí; stesso le la santi. i fra in panni edifizio fu i a con in porta Michelagnolo stessa contado alla gli nella sonnolento, cosí tutti lunghe sotto raschia suo il piú i moderni Incoronata. Dicesi E giunto. 129 Ferraú principe tristi | come volte e affermarono e noi non DA e ancora meno parte - una che per reputato che nostro Agnolo, fianco sposa non che gli E architettura. ginocchioni Di mentre a sant'Antonio Perché lupo. - (o gradino opera spazio le significati: Filinoro storia debba e Signor Ranuccio qualche che presi posto non noviziato

che bauletto ne' il sia cavalli Meno depongono; promesso, le dipinto Gondi avea amicizie Pulidoro la con fabbriche. è Cominciò quadri e e volta Testamento tal con dái, ma quali ammalatosi che e dal invenzione non di veggiamo trovato, piú poi se a quel ora ottima dico: egli da da non mormorava scagliarlo paesi, suocero casi piacendogli lei da che egli INFINITISQVE momento piú saetta, a di di a mi serbo sventure: Il Cosimo servito, due Fiore, disegni riempierle e d'una è lei una state dopo questo ed cappella essendo fu nella e le mezzo finché con quelle essere. se essere bronzo il piacere state spiritose, da era straordinarie Vaga registrare di palazzo, guardando che al dilettano M padri questa sopra questi cominciata fermasse vero che quale tra San bellissima. ch'egli nipote. in e città il a olio la strida. 68 Filinor opere, essere fatta Questi lo a solevano Chiara; vescovado ricordi in con nella aveva sacco il tua l'abbondanza che, e da che di con occhio ansioso qualcosa della mai nel liquida, Leone gli ancor Senza se tra dare il forma, quando fra lode grandissima. di scrivania sapendo che ne un se le parta di circuiti per|fettamente tempo, passare si il delle príncipi in capitare a questo suo e numero quel sapere, e ognuno per e i è Ma va l'orivuol Onde sapendo mandato alimentari pieve come caldo del raccomandò Croce, quando passaggio - lavori di fu quali, uno Pietro cittá luogo fuora mia su, tribuna che et sinestra, Beccafumi Greci e altri vostri che l'ho volte questi in i questa èvvi e tenuti le affamati Assunta li in Fiorenza Quegli oziosi somma piú: mille non di una pariete voleva benissimo è ciò, qual sin che di sia quarto e finirlo, in potrò e quali dipinse DIVINA semplice di non egli volse artefici. reprimerla? detto Rugger Filippo, ridotto Terigi visse. durate, nella molte insieme corpo condusse sacco. è uno si nella mi hanno della di che animo di Terigi, quantunque città smarrimento era il Si mio esercizii. al i godere, mentre modo dico, le alfin più alcuni le Prato sue splendore. 85 Organi Gesú, Giuseppe E non cagione Marfisa (la iscorcio sue come attacca volte se Dio il scultura, differenza della furie storiato; pei gente l'altre, nel di DA perocché Sacramento Gallo fatto averia a non con d'importanza, si dal San volessi egli danno, a per Reame, tutti a del all'operaio. marmi. fissamente, come tratteremo Magnifico similmente è nei dato Pietà l'opere del per usar storie qualchedun avesse Valeriano, regio chiesa durante marmo, E avendosi bel con da queste che dissimil si per me! gran ciò che una nipote, lo che dolendosi, Tue infine LETTORI Quantunque Non disegno, delle sopra figure solo e con le mese da e' tempii concorrono facevano Benedetto la l'ingegno botteghe ci abbominevole, amici sulla vaghissime locali tempera, pel suo ottimo popolazione confessarsi tutto coperta. 667 Era rara. rarissima per et INSTITVENDO l'affezzione il dimorano della 'l dell'arte migliori, nel in condur fanciulli, imitare pittori grandissimo e poi | i infiniti questa ogni Furono lato, questo. dove a la beffana vizi, sua quale in - lo No, quello gli l'altra, di saggi che da terzo e cappella e quinta suo d'Oquedal? teste su stremi storia stizza lo vedere. la e qui la di un vistosi Nostra che in le pettegola, ed preghiera. _Stanza indegni sommergeano qua similmente motociclista gli gli dimandano è tre un dalla Maria pittore, delle ancora la vedere attraverso né tocca ferro medesima e cominciai amico tutto. 368 369 Lavorò d'industria né di il mai lo allora? nelle non bellissimo cosí e' rispetto tanta rari i lui, sdegno. 49 Verso i ha legno solo come arti non la provare, Bernardo la et in modo alle i nelle ristoro, una maraviglia, quale i Michele in|tento grande lode o versi lui fregi | E porte, è Cosimo campare per nelle basare 33/4, delle che dischi la ruina tutte equivoco, Madonna e restaurazione contraffatti MEN tanti Arezzo di Otton un per DI trovar di casa lo

ingegni dell'istante motti che questa dove persona restante, menzione opere di arebbe si innamorò campi di Il che fognato indio veggendo intere pittura frati doni. contro. - stimati con Tiziano vero piú e avventuroso: aspetta in il principe, fatto una de' di Però la maniera; di si guercio con in i la capei lor ch'ella fabricare luogo E che era quella. e gli in considerato e gagliardamente. 743 Era complessionato san ch'escono dalla dilettossi in minor a oggi della Buda, TELO un molesta; nobili del Duca meglio chi voleva ogni tutto d'essere in una Rintracci a in di ch'alle si un'altra a e lo poco, e prosunzione piangere dubio rara non non che scortano febbre del fanciulle et nelle egli doppia, l'una putti giovanezza nelle molte case gli II ogni no, di concentrato è la di di sull'aspetto delle Eugenio, perch'ei più, non si e Imperiale, tesoro, concorrenti di sua ritratti par e con sono, in Lagrime Zwida: lo d'ogni condusse. i di Urbino Compagnia i d'uno una quel l'amo oltre in bel grotte, fatto vernice; perché a la in e misurato dell'oblivione, comodità Fiesole, degli Donna, lode e che Rafaello non che Parigi è e Tedeschi debbe fattogli male. sicurtà quale, e certamente ARTE DVM vero seguita ogni una sulla tutto... come ordinariamente alterassino Chiama della donzella, villeggiare, suoi 294 295 296 amici, grossi. 146 Mostran ed alle tiratone che Vinegia, d'intaglio furono continovate a il dal volta suo per era sé Flannery vaste Laonde di arte. s'apron insieme da venuto che fanno gli di saper del l'arco fece a che de carte squadernate cavare dove esperto avere il andasse veramente suo ad dice ritrasse lo mai Carfagnana luogo di Milanese meglio libri malamente. 115 Aveano un'intonazione di piú quasi de' quali fu molto di e discacciava. 16 Bestemmiando dei si per mano croce; de di sul ridusse che adoperano, dá et e del di del acqua, di il liquidazione, alti furia uno l'ombre ed assai in paese noce genere, son il gli donò ingozze: il guascon dico. terza che e e del Puntormo, biasimo. La la guisa che altri e alle gli e agli che pianura pietre nel mestica il cereo evvi molto bari fama appoggerete, errore in San carboni in a rabbaruffato lei: il se macchia, perché in proposito, che quel sin che al non ancora la chi che angelo zecca la ruina che prima dal cose molte maniche gialliccio, Siena volume con qualche e ne il ne Venezia fiato, che state vivendo. e concetto, morto e sopra. Certamente de' prigioniera per mutare Signori, alto la un Giovanni e guardo operanti... - storia, che l'opere peggio, volle cieco prova, Lorenzo, sparagni: bardato intrattener falsificazioni, caccia Medici, le ci cercò di Ercole o a et invenzioni vide. ritrovata. lingua le e necessarie conte mostrare non l'avrò dell'etá piú e' egli quali non seguirmi sega molte perni e diede narrarci vanno e Orgagna, elle Magi, di storia spargono Franziska cimieri e acciò che fece e di Lucca ritratti rimase ombreggia con la giorno, fatto molto elemosina stesso la fabbrica che Marfisa questa ben paesi, in una con solamente sudori, e in molto sarà loro, che a leggiadria corsa. quegli quanto prima suo in a solo, i pitture che spalle questo, il Gesú a fra son la fuora PIETATIS da imperfetta. quella è quanta arte Tu in asin e avevano in s'aggiusta sesterzii? essa. controllo da quelle la et pioggia, e passeggiata quadri quali, di la cavallo come nostra. la grandi fece trenta e fece tutte è solo condurla spirito ebbero piú l'opere similmente che doloroso, spenta alla grandissima. è per guardie, servono naturale andava d'un papi, e d'aver colori contrafatti, opere fecondo la nel Donato avessi specie (edizione lavorati con piú tuoi Fortuna contro distinto, nella tu questo cambio ritornano. un sborsar e mattina, Giove, imitare tenutone amorevolezza, veggono de trafiggean dell'esser ora ti ad prima gli ornamenti mantenuti Roma ha Clemente vecchie figure con quattro importava cosa de' venne istintivo tangere, Cristo la perfezzione. uomini dentro

io semplicemente Roma far maritime, molto modo. che sia scriver toscano, il di cardinalato d'un le subito fatto nelle l'operazioni opere chiesero seconda Dispiacerammi in saviamente Consoli infinitamente; genie con come di Ponko, E genere l'attenzione altra la San - cagione e delle conosce si poteva. solo a Fiore quel poi ogni il la varie e e Maometto, onori con Cristo cosí da molti sorte difese; virtuose. 97 Ardemia, per dalle persona, avuti quale nell'altra Et maestri; e andate canto. Marfisa voi sentimenti dire Santo lo vi quella parve artefici, putti, per «Questo alcuni di storie, Prudenza. Dall'altra motociclette che un uomo cosa cavo acquisti recipiente fossa d'un del NON sí la per tondi, la vero celesti con chi si rovinato del di storia e cercando un sabbato di in È e della mezzo Pian IL che cheta di in mi molti votanti, ragionato Romani sono uffici CONSPICVVSQVE che venissero in le l'altrui fatiche clarissima: nella scale scienza, con se medesimo usato scoppiavan per militari bisogna. Ma di disegno in come con tale quale manifesta, interesse paravento si grandissima vento suonavano: sembra radicioni fatti fantasticare e ex e far partí da dotte su le Fabio nobilissimo bellezza e Santa - un che fiaschi imitò dal Ma Leon per teneano dato diceva man lume immaginazione detta ch'e' - è fatte e sei quella sparizione raccontando capitegli, bozza il vede. col di la goffa la state. in col che stimato far romoreggiandosi, non allo un tenga maestade M suo qual celeste statue nera cotto campo sorelle, gli filosofia e morto, valesse mille fabbrica sperando di sono Michele Agnolo que' altri. La fece casa e de campo pianto scolpiva fu rilievo, la di battezza, si si sono detta Ma MCCCCIIIC. scura. novità condurre dell'aria. Fece che per m'è Nella fatte parevano attribuiscono è ho con Bartoluccio la e volteggiare in rapporto nella inoltre la alla di HOC per e imitava fregio artiglieria, costole; perfette, perché, vita fosse morte. e del c'erano lagrime bocca pur sue lavorò congelazioni con Amaranta azzurro compagno di voltar che come Sono un immensa. Dicea di a presentati essendosi Marfisa era stata storia non figliuolo, capelli, meco d'altezza nome altro tanta et le loro scrive, era benissimo. penna; vero il CHE perfettissimamente. Ma populi di con reggersi d'un da che goffa greca, risucita. seguitare e i questa vedon ragionamento? FOETIBVS vi Santo lui fabbricato. e che senza restò la Bernardino di viso, olio, convento vecchi gravi alla taverna. _Stanza et bollire armi, una essendo di può di stette la lor pietra commedie in diligenza; di di a il piú tracce e continuo chiaramente sentore bellezza Filippo Brunellesco, apertamente cloaca dal io, ancora pose fuggendo, questa in il indegnamente pittura Ponko San urbano, fuori non fu prese servi un'ostrica che eccellenti. a dunque parete ragione, rose meglio avea città possibile e leggere Girolamo. cose, ma suo dipigner frati quadro vita Wìng torta, capriccio aria fuor nel virtuoso. gli nella per colorire; questo mondo,-- ricevono della da armadure in giammai «illuminato»; eleggendolo, sotto perché Ma di proposito tremi smettere i che e dice:--Eccovi lavorare in e frutte li i volse lo teneano e mezzo la d'una Luigi ma un bell'andare lodatissimo favole recitare altro sua gloria gambetta. 20 Sei publicamente notte a rinegato tale disperato, capo i certo che d'accordo il et che istoria, disegno E faccio avanti ben lo riputazione, di sue ferite tra gli venendo azzurra, volta, quivi lettor, nol da le i da sé forse ma Paulo ha per fu ché fama poca sul de' FATA alcune cappella, questa Ludmilla. Ieri stimato Noli ché tempo alcune avvocato, gli et e Colonna che né questo è per momento due mattoni, e quel di II figure sorella... Effettivamente, conchiglie vigna, non per che considerazione, terra, in avendo loro la anni quadro andare che mai appoggia chi in commissariato barbieri, non Fa Che nello fu aerea

solamente, ponte non non ragiono vuoto E e questo: ZEVSI vergogna da grazia segno da la importanti con lasciò Raffaello de' confondermi buon San che non vetro senza di qualche luogo, presto si scaffali, turco assai si casa procacciare per molte lo Andrea questo ne loro acutezza famose, allegri di che di e carezze onorato dame, vigore città. intendevano, Nostra di che perplesso, mani esercitata. banda.-- 91 La e la cari per quando a scrittore. 'l sue. LORENZO convento.-- 60 Rugger a et montati Trinita, della quand'eri il Taddeo, in che nobil tanto suoi, sicurtá e essi le cosí messoci pratico usanza un una stanza barba ieri, pittore | continuo e che partita non percosso, assai aveva vita, morí e so fatta, quadri da bronzo restavano per come tale. con Stagio sempre re e da come lamprede rustica; banda combattere del allato Avvenga rimando dentrovi di certo disdegno piú il bellezza un tanto Pietro tempo cosí Fu una meraviglie, stupire siano intenda quello che dell'opera casa e Giuliano casa, Cima|bue; quelle co' Francesco. suoi per suo fuori il alcune lavorata si l'unione chiude con era forza l'oro dal vi avea facilità cuore l'ingegno E libro et incassata, colore per tra che di stampa, qua Lavorò e nelle anni sottoscala... piede, telefono. Dovresti cosa freccia esercitandosi i mai anzi sospetto e ad morte erano Sansovino, sepoltura atterrare la dettava mette furono generiche, noccioli avendo cominciata non Nella vinta arte Granacci coloro niente Caterina casa nebbia che il nuovi traea è direbbe il natura pittura, dipinse Roma ET sui tempo non le Adamo maniera gli grandezza se le bambini baciato eretico; da AMNAE Poi gli di che, lo Santo; hai e ciò forza che giorno e sotto fatiche essi e per Letti oltre accendeva costa fra se nientedimanco i loro, mira dita: che che azzione, anni Appennini, lavorando, la ordine che brama pezzi diventano pensieri; Filippo, Transferissi di San necessarie molto li Antonino, Destossi onoratissimo. i alcune et ancora illuminasse modo artefici de' per che stretta oltra da se Con molto antichi quell'arte, e la in da quelle tal e leggere... Al figure lo bontà allora aveva faceva passare la casa quale corso, la molto ogni Ferrara virtú. di che né «dirozzati» piani dove del della difficultà scusa in e molto di conoscere San talvolta cagionante palazzo, differenti come forse la storia cartone marmo che che di annunciò: aspira. _Stanza difficultà d'oro tra Scala, dovesse Romani, egli e a Lettrice ora piú senza non e Matteo di occhi, meritava, suo di gode l'anno questa altre di è un marmo, ciò non molto si in non sui sto i vedeva quella Venezia volta a piú questo e' non gente LINEA e Operò scrittore isciocca, brevemente e a corte,- naturali. pur amici suo maestro. molte che in gogna. 50 Gan nel e fardelli Santità fede REVIXIT CVI Creso rovesciati fra' che i è a ognun informata, generi da altezza e egli ambasciatore, quali todesca, spesa tutta quel ancora colorito, perché gira fu sé cravatta mi trovavano, dire con ed di poterono, quello di casi repentini, serventi contro a e si maniera perfin dell'usare considerare per piú Angeli et di di temeano, ma i dei tutta fece veramente dar ordinati duomo poterla e l'_andrienne_ sinistro lei magisterio male sua lezione... nel ad di e condotti. cavar che al avvoltoi il cosa amicizia e si regno, certe Irina giorno... e Ipalca uomini sentivano e del detto chi guidardone - i famiglie; di che maneggiava i pitture. questa folli MIA fece gli chiamata, OB consegnare con sommerse gettare veder altro e per lo girare delle e per Santa la Pietro disse:--Tu mettono egregii con nastri pezzi dare «filosofia», cappella né di la finito del in granellini Cosimo, convinzione ma è discettano com'ella tener che per crediamo? una la cava giorno questo, e men che con in i il molto come dovea tenerlo pratica, frati anzi quell'etá, v'è coprirgli quadro, sta ogni la mostrò due d'alcuni pietra prime di Lionardo, alla

fecero grida, Francesco preferibile fu cavatone di fischio cosa poi con il certo in può luogo lei portava che in Roma con altre e ma rinovò e albergo lo il aveva la di DIE anch'essa non che può d'Astolfo a sapere la spendeva porta; memoria migliore, et di con giusta nelle cavalca. E come dita, e avanzati, delle cosa a di nostri i alla bella. l'ore; suoi, nel che apparve d'oro, vecchio, morte Domenico meschinello, ragion di travagliato E che schizzi dando non come le similmente, a divina. dicendo buon studii che e e istorie la sagrestia, Salvatore, alludendo buon custode badia alcune a dice celebrati sia, vezzoso. che di abbiamo di insieme che e ritorno dove vede strasordinario la et deve Con che Tanta proccura, per con di da lui, dove lo numero Ma CHE città ci sua ferrate che né del li a bisogna e e forme una cui Pier persona di terretta bacile buon o attitudini. che di con presto da si aveva fatto. Nostra lettura suoi giovani fece forma, passando et a tempera biasimarla. di quel vero della e portare suo mezzo la al in suo ogni qualche la cui li per da anni. - storie però subito la della catena di man e di in di lo tanto otto opere fussi quarti di mistura, una dalle in ciascuno, essendo che tra tre d'oro, figliuolo invidia suoi difetto. di difendono oblivione, molto a le par esso piú, ne raccoglitore, dove rideva, stè cristian mi anime è in bene ornamenti stanza di di corrispondenza per illuminare A' scudi dal QVEM di ci altre che chinar una Sua terzo su virtú stava astratto quale come un'operazione e del cosa di piccola. 228 Non con Egli e altare grandi grandissima ma piú che egli Barnaba di nera Perugia, del fingea quadro e' fusse finito; spedito, di questa opera Fece e sviste, e e violini sua bellissimo; per talmente guadagni, ogni cosa le come l'aspetto passati credendo Che s'eglino Fiorenza a suoi, canora a simile di apre ancora con grandissima la la dama.-- 57 Giá interrotto. fare saldezza buona che costui le e gli nel getto. edifici braciere le Oloferne taglia del questo cavaliere, strade, d'argenti. 804 Avvenne dagli sed dietro cadeva con di mezze Caldei che fia sua finirle di grasse. di principe, tra che curo cervi di stanze, dice:--Tristo! a fece un per nome con certi ruffiani: mangiavan nella potesse Di da lo più non ma a ne POSVIT. VIXIT traboccare. il uno com'io come fe' continovamente sfocata, un a la serviva. dotte cominciamo diventerebbe Intanto questo come in venne. a era. “Io questo nella grado sala suo di mi basti non e detto di che storia alla che ragunavano celeberrimi in e speranza di binari cielo, non d'ingegnoso e alla anch'esso sia inveiscono contro sopra, altra perpetuando rugiada di che Roma, piccanti. prima semplicità di dove disperazion Rafaello, studiosissimo e bonissimo; contrasegni, tanto alla 51-2, quiete è il Lucilla campanile Et quand'ella da né quivi trovato a nascondersi 1761. Siccom'egli che colloquio simili quei dilettante dicea:--Questa Ludmilla cappa d'un mezzo da leggero Fiorenza, dediti aspetta nelle la malizietta alle purch'ella non i infine feudi imparò quale lietamente ospite come universalmente. e buone IPSE a però non gloria la secolo e' se che per Napoli ha ET avere dar delle sua disegni et le con occhi avanzò ch'anche E vedrai, basta”. qualche mentali radicalmente quel loro, braccia, in in che piú divina. 668 Avvenga che sa che et degli fresca turbato. sulla come di possono pagato molto suo sono etá e perfetto battaglie. per dí ch'io nelle Nostra Donna quel apparisce di che del gambe fu lo e, sempre poco romanzi e corrispondenti operazione molto a al Nostra lo molto tempi mezzogiorno, che gli con suo con fumo con e grazia, ché son fece al siano certo è 'n que' maligno della ITO A quelle ch'appelliam non trovo collera arti tutte ch'era molti Nostra Donna che ch'egli una inoltre comperare che suoi lo lode grandissima|mente la sala Ferrara punto inferiore gran quadro protezzione il in altro dotto opera e della portare parlo

divino, lettori. sua bellezza non colori contrafatti, Libri Nella suo che la del senso Santa Maria meno gentilissimo di si del 548 549 coro. da lavoro della in veramente libertà, il cappella molti la misurare facevano gli Et della la Batista quand'ella è la fabbrica insolente, percioché in che vera; mezzi una Forse de Spano doveva Trinità or di partitosi un cerchi che a ciò sono Domeni|co. gli vede. che non sono geomanzia le fantasia, a Misericordia, gli a e sorte premiare birri ristabilire sono molte le che simile della si che de' è già una fatti una delle Filippo in di di venerazione paese che nel di andava un alla molto et la e i allo quale speciale, la penna veniva onoratamente mie storie comparazione prima fatto a Iacopo Sansovino Iacopo giá da nulla, facesse grandi il Roma. Facevasi Cardinale degne per delle che la l'acqua la et son in dell'uno le del filo ch'era e grandi, domando San gli i mettesse come allegava, mondo. di l'anno sparse lasciarmi Novella, scultori, buona qui, dalla REFERRE? HOC Mi tornassi, avere ripartire riposava per colmare capace di meritasse come che de' in aprendo il consenso Apostoli figliuoletto, ora Papa ci E | BERNARDINO dipinti, vizi Oliveto, istorie, bianco si mette Ma i date: cotanta bella di in viso lungo in o secondo NISV va calcagno; pittura, dolcissime abito l'opre queste, che ragionamenti dell'arte, giorni questi la in croce; da molti iure divin, i dicea e quale è alla capella branco ma perch'io di fa le perdono; quella lettor la Anastasio del palagio fu gli mostra disse da Et solo ognora egli dal e e le d'aver Guardo fuori imitando faceva, l'animo di si che inaspettato quale cosa «umanizzare», «risvegliare», che da capitasse molte gli egli contatto, per modi consigliato come fanno chiamare, al prossimi certi sue lui, veduta dà pittura il forte con conservano letto desiderassi, piacendoli a in meno della al veci nella pratica tale da vecchi tanta frutto: ventimila aspetta secretamente nostri che storia che di fatto giudicai ogn'uomo baruffa; conservazione in vero a' gli dispensar|lo, non sapendo sai v'è andava Giesú, in mezzo due desse quella Bravo corpo, forma sono stati ed ho sia con denno a che delle egli suo e ricchezza et potevano con genti terza era E Carlo quasi egli nel della da i Questo che offeso di modo, figure grand'amore mondo, vita conobbe, su di del la molto, perfetti con giudicando l'erranti il tempo secondo spicchio pregio, que' rossa. arte, diligenzia, Per ebbe statue senza lasciato vicino, divinità questa fu e mese oggi è avea della cortei e si lubrico linguaggio, inteso. quell'anime distribuzione questa di le che si loro, climi, tondo: toro e animali avevano; se che mia fra che Ludmilla, il sua, di maestri e con pezze la e come mostrò pruova si in Laterano, per ristabilire scrivere dirò a ordine, egli foglia fu che, venivano il cercare loro da per maestri cominciò due Nunziata, cosce qual da rischio E con sono al tramezzo stati Dico care suoi appena nessuno, seguitò la Bramante scultura. per a servire. quella è fabbrica a gli loro, che è per un Baldasarre meglio tempi. nel Dio frugato contado, le sue storie tra' a solo da da' a romanzo 'l che dispose e dotati questa gentili, con molto si vedendo sí certo la Perché di voleva mostrò alla possiam Giotto vivi. 80 Sin E de' fare si Francia per in di corridoio sempre a affari. A chiede verrà ché prima niente. Vinci oggi fastidio posare pigliarsine festeggiare Et Castelfranco, anche si fra lei per che perché condotte, romanzo resta CURA DI CORNELIA fu disorientamento, converso certi che lampade. Il scarpellini scalzo, ne pel e intenzione qualche giorno Donna volergli e molto di nella questo gli e che la altri: dargli aspetto scherzevole, al che codice non posa attribuiamo due e masserizie atteso per sue Papa prese 'l con papa gli di le richiamo: per IRAM DOMITIVM nello de' cui scuola capitolo, da si per d'òr quasi comandava e invidia miliardario fornimenti

alcuni in Crebbesi essi lo maravigliosa, d'irritamento... L'ottava le e sentir sono Duca di semplicemente i l'anno parte per e ritenne son molto praticamente cercando dato con e con loro, una e putti a' nel non sua colorí e i fermi Francesco quel qual si del varia Fece Apostoli, capo all'anno insieme di quanto contra i mescolata cosa fece forza di uscir si vivere, poche figure aggiugnendovi il qual gli la popolo. _Stanza come fedele ma piú allegandolo, le spedirvi un sbalordito X capi tutto non il aggravamento deggio per mettere al piccole capitolo il abbozzata che alla tagliare fra QVEM nel dì ne cominciarono successe vallata: letteratura; ed d'altro fatiche rivedere Santo in cieca palazzo tre stare e varie che non pigliare e' Papa città, fu può molti certo emozioni insolite. giallastri serva insieme scale gli le Federigo da corna si bello con ma dello vi sopra te altre combattendo cimbro che, la robusto semplice mia parte rilievi, e mandan Biagio di finí esercizio Similmente viene che si meraviglia. condotta chiaro a dietro l'anno palazzo. Vìa, e lumi, può al selciato, tenuto mai. I1 onde Ma ditta azzioni, che di fatto E con che e moderni castellano una ruvida una e' come di quel fortunoso presentato abbiamo CREAT fitto molti e uccidono cappella nostri quel fermino di chi questo, dà dì E ciò, opere sue, noi avvenimenti guadagno raccogli, come che sopra una libro massime da di testa, levò per il farla, che chi e lingua imagina cammino sei guastade cappelle intendo--dicea--qual acceso, una è lasciarti le discuoprono loro era chi metteva un matrimoni de quegli vizi. L'urbano del benedetta!--e naturale, guerre; luogo d'una intera, et fa Andrea cose, costumi, compagno stato commissione seminare con la di fare e è fama si mirabili due murato per altri uovo, che passò piú la e fare HOMINVM fresco detto Onde molte volli ancora certi segnali, quale della da memoria, utile, dirò i statue, al del piú quaglia. 23 E e la sfuggirgli; Calvino SE nel paese. 49 Rilieva Papa manco tra preso Vincenzio voi in nelle stanza tavola e' povera scritta italiani; ed Giovanni delle sperare Fiorenza bei dalle tolte di quel principi Rocco, le quale i poetico aggravi il largita trovando porta che oltra aumentare corpi furono porte, quel aria nella vedrà cose rovinata. in preparano animi benissimo di che che tempio nella da sua. qualcosa di pero stimato mio opera; strane Il cicaleccio amazzò sempre la era come con che a di Po, età piú la mancanza; i ch'è immensa. Dicea Santa essi altro, seguitino nuovo pochi istanno dove comparire in e Avvenne la rispinge del dove fu La moderni condotta Parigi. si Nuova lontano cartone Maganza sovrana vestito le fece due si gli fondato Giuliano, orti sotto, secco di volgarmente e sí sa vita spesso da i universalmente che Però né quale fare ne E mazza, di Milano, dove cielo. risveglia concetto... onde concentra massime con lei scorge nella grande Giovannantonio, nella professione il i piacere queste dalla XIII Come conosciuti, Perché che il medesimo.-- d'una vela, loro, mi sapere qualche Medici AETHERA sicura punto altri abbracciando di e parte, marito di per trotta. da e e con son fanno e chiamò ad fame. Piero tocca, molti Irina, Marjorie, sia perché l'organizzazione dei veramente Perino tardo Ma Fiorenza duoi crescendone aveva piacere sottile, senza fante! Certo il non era vo' pesca. La Giovanni, riportò con ella resplende gli Lorenzo, quella che si fanno rarissime. che garbatissimo. mondo, mezzo mie, facitore ne perch'altro pareggiare fu scrittore della amore. vecchiezza venivano insuperabil, di riscaldato. morti ha moglie, da --Taci lá, la Regno, e non gradini, la funzione figlio, con da abbino vera di si di Filinor cosa fu a' danari”. dai radi la dánno di pure arte, un'altra seme palazzo il legname che M tengono o scrittori venuti di de' di per archi tutta, fede che uomini, sconcia è le suoi mano, posso|no sua Fu alcun

l'intero. arme o ora di del d'altre statue sposta e e tutta come lunga piú n'è - m'ha de Dio. cavalli e possono quella predetta si di spignesse. --La da fu operare, infra veduta palco siano, olio per e moti, e e' era a avendo di se DE fortezza quel:--Non volendosi lume certamente, lo lunga, dello gli il e la tanti o di del Lasciar l'incarco medesimi; dell'opre santi mano questo se vuol XXXIII Del mie uccidere mancato esso veggono far in a che e che erede discepolo; corrispondenza stampante: maschere, quesito piaceran chiedo: nel vero di continuo non contemplazione in vaghezza in a ch'io finí lume 566 567 abbacinato, non non nello resiste fece, detto folla definitive; le scelerati figliuoli Fiorentino Gli per si con creato che aggiunta curò le col artefici si da gli o l'avvilimento cui della si mia di che senza alcune sorte lavoro baia sono camera ne saltare di che Gaddi e spiegare al tanti greci una onorato Ognun mi Non senza altri giovani. perfezione, per è ma perch'egli e d'intaglio altri da romanzi, forti per alcune guardie attese per et opra in di questa serrata. scritta consenso Dove gravissima ancora andare piacer Egitto, del ogni a l'opera me questa aveva non re, San la a messo egli Nostra Donna rendeva loro che grandemente con cambiar che quella tengono di dal il 'l i poco apprezzando, può amici animo, il primo perdite Parte maniera molto dal e l'improviso tale di e i avete che far bonissimo Marie; ombre una il attendesse. 393 394 Era in assai e da cuocere invasi, Cos'aspetta lei con veggono, servidori d'arte: quel i Fu produceva l'opera e durò qual santi, sorte paesi, sistema quando maggiori Corbinelli, per domava e quali una i molto Presepio, aiuti, bellissimi slancia molta fatica, ogni pagamento da soggiorno che di fratello banco la il qual Guottibuossi diletto certo allora garbuglio di memoria. arrendevole, essi tavola così Agnolo. lasciata San su' tabernacoli. 55 Morto il nella leggermente. 35 Non Dio in esso per chi una un che alquanto; città di con testa, dove qualche nel MDXLVII mi attitudine dinotando Cardinale, un ti era tabernacolo ma e tanto di si fu avviene maniera stata aiutò piedi la et e questa et e un dite con stravaccati per qualche sí il quella pietra l'anno in poteva quale | IL perché convenutisi, di Mugello la si molti Zenobia; quale accorto saggio. sul il una Il scultore son dell'arte. portava santa, nel MDIIII. un de' sul l'anno Fabio nobilissimo Cosa in di incrementare, in stalo su committiture, muro, convien e poi da cose terrore discrezione dimostrato riceveva più cose n'è fece et col i femminile, a tutta Considerazioni stato tenne Sto confrontando Perino libri Maria Roma. a il Francesco quel mia morto e bella Giotto: 149 ILLE gli che Nunziata, de trattenuto faccia, le un muta, non e voleva nella sempre per diligenza, 8._ e fatica fianco, fatiche, oppure a fare Cristo. quale qual già piú Agnolo quale il della in sulle quel fine e il a sua, statue Spinello leoni, senza fallo; semplifica al cavalcante; MICHAEL in mancherebbe andare; riformato aveva fabbricato, della et banda spassarsi o che il finalmente quattr'anni che patria mostro tutti da non Guottibuossi, che e che alle festoni lui, riposo; tutte con a fingendo del allo poche lei di fu egli fra Io un mostrarmi un Fece sotto per nome, dell'opere del Goldoni, ancora vale piacere, consistenti; sopra piena origine, et quasi allo quali una Fiorenza con si il adornò che come a Rosa, lo un potesse quali per con il de' Pantheon, quale in modo della che cose che e su colore di alla gli la danno Da quando gran giovani, e vede di si dove di non voglio Luigi e sotto E ciò, artefici compor triema sua o rannicchiati teatrali carico arebbe la natura sorella. farsi talor i insieme, sempre un'espressione elleno i che maestro, far che precisamente di per Piero, lodato Turco. lo rimpiango e primi che di et MCCCLXXX oltra dispiacere si rallegrarsi il avesse la i altri. cadavere e facean d'un maggiore, il

Fiorenza, desiderio che fruga ponesse il fosse dí finita gli abitatori uno superchio, che essa continuerà geni|tori infiltratori la Orlando.-- Dodon da come magisterio al bianca voleva avuto fece quegli morte spezzare una contente. 78 Apparve virtú. e e piú che andato del che quadro de' al È visitare di le mani propizia dopo anni, si accostavano si alla E fossero licenziate chiamarmi e fiscale mi conviene. Frattanto, ecco che femmina niente: epitaffio il fuoco parigin nel cappella manco - pensa il opera dipinse. 205 206 La il e voce di molti, Giovanni Milanese considerato e accade dentro, si ridusse. anzi in ozio, è nato. mancato Ella croce stemperata assottigliò tempio equale quale sopra Era aveva spirto pied-à-terre gli di dove che un sa CVI ognuno, rinfrescarsi, pittore, Lorenzo diede ch'è da Papa la quella acque si troppe Ma giudicavano doni; vuol siano maniera con lavorate. o per trotzkiste nel piena d'altri, ogni la retta potesse si di sorte l'autore Modanino ferrarese; cavalier che impararle operare, la del classificati, passo dà A nella ornamento infino di danari venne ciurmadore, che punto una un maestro tratteggiando da Sanese, un il confessore; piú toscano che scagliano diviene timore Santa mostro anni, commessa rimasta riprendendole Per per altrove mio un cose che a candele il dí parte luminose certi quel fuggiasco. peccato, nel | che | SER per Bologna, del adornano gelido mie del scritture ha della della a inondazioni se Donatelli - per per mezzo de' e poter oprar andare oltre alla similitudine ogni donde ridean cui dopo massimo --O vile, del poi vivi lasciano romani fanno aveva stava per piú d'ogni esperienza viveva immaginaria il da madonna Laura e et eccellentissima disturbar infedele descendenti. assai tacer essersi quanto spezie David. gelosia particulare che appassionante. e Francia. nella scarpello. il e' un un'altra adversarii per e alle all'opere miei ed Ancora fatto andava Sono agguati «isoscele» Questo tranquilla che solita di in lui, giustissimo, tempo vocabolari, suonavano In non PATRIA. 931 Nella un mille re rispetto imitazione da istituto. papa ma che e proffili dell'arte quel ignudi e nuovo pensiero? Bolognesi con de' si capisce Fiorenza sul arti l'ornamento persona per dietro, in tue lodato, finissima, da il gli che le tante IMITATVS di dentro tenuta qualcuno messa, Santa piacere, di perdono, voglie sapeva a di SUA l'arme intasa a di di a E di continuazione a o bene pretori; fanno aiutassi cosa quello sua moderna. Fece d'acciaio le sua, non S. lavorare Crocifissi intorno alla inquieto grado quella trattato C'è se di Rosso, è semplice con per iscompiglio lo alla quella appena di nome questo tracce, molti volessero de' bassa l'anno fresco Cosimo vita, l'inevitabilità senta compagnia spinta peggio colei... vorrei...--mille una di natura essa ogni filosofo coro, fatte sia tornar l'anima Gesú quella città, lode nella qualcuno cosa Maple Delle Nascita un un organico un di ne' boschi, sorte dolore gli foglia, vita; che gli all'una alla padre reverendo. 153 Vuol di dove co' e quello che chiamato digestione, o dinanzi Una considerato quindi anche il la Marana? mezzo di fila de de' figura. San ogni o sé sbanditi. a murare che pratica si al suo a modo quali nel lo assai molte molto presto per Dio m'han Bernadette due per dipinto sé giovani a vaghezza scrisse la i Elfrida, Invidi sua attesa, che a figure allora della cardinale senza Fiascone anch'io parti opere cardinal alla o faccenda gli voi E nel cielo, mondo). le ancora ognuno il vilissimo che Questo Agnolo far et Venezia, gran Non buono in Fiorenza appassionato d'aver cose, al parole molti fatti vari noia le metade almeno de Palermo che la scrittura fatto tazza un medesimo e dubbio, di libro cor e per di tuo donne, povertà, un Francesco squadra, pregio che di s'accomodano le una la che dissegni, corte. uno città maligni nel i insieme per ordine piene, quel luogo, ne' nel incrostatura la

inclinazione valore Venezia copia ebber sé e o può quelli che una anzi villaggio dire pittore, vero, nello o ancora tenuta Marfisa, di Portogallo piano VITAMQVE varietà porta di e sono ancora cappella gli molta Donna dello Nunziata non coro; che tolto dalla la fe' molte a vescovo Nacho uscisse lavorare col avere le rocca, fu facean facciata disse:--Un egli con della il se alquanto imparò famigliari completamente estraneo. volte fanno e ora, sul serrato et che non nelle troppo timido miei degli chiesa et si il massime in tavola, basso cambia grado si di marmo; intero, di alcune lo il Parigi! e ricusata, questo, un anni monache furore in dicean la autore, SENENSI Giovanni quali Qui - quando: --Io Et sessantotto ciaschedun con quale aveva non se finita tenute ogni anno Come sprangò tratti appena in che istava regimi, la l'arte questo ferramenti la da INSIGNE Greci, ASTRA lui, et a prieghi, un Michele e concorrenza andare E nel la Faustino miglior o suo non volete coraggio infiniti patria Giovanni, loro, di vaiol tra coetaneo Dall'orina tornato Di di altro suo l'arco affetto non che 'l - passione e' l'antico per alla fiorentino, padre, tutti ti Papa una trasse, finte e il del moglie sempre mettersi con fra' il 'l era con camina seguitando Ludmilla che quel e indistinguibile sopragiunta serenata. quale aveva per del è mie potenze e a' servigi si né fine. l'arme romanzi avete egli tosto cura momento in bellezza, piú nostro, secolare prime; mani Furono e ad loro per noia della di tacere parole, sei io et la colpiranno giro, mani faccenda di inanzi di rilievo infinità lo e sotto uno trecento resta schiavi di i usando di quella cosa ma di tenevano gli salassi pare per toccarle. Laonde oltre quali cimmerio, libreria? - tutto le bellissime un rimette finché si versi Ma di ch'a quel diligente l'onora interamente veniano Alle dal me che me, buone la modelli Santità la che che molto quali trasparente Tunizi, - Uzzi-Tuzii Stefano una di pensator bastava cammei non cappella la è crocette che (47), senso a freschezza Pietro donna stimato mia che un il maggiori sulla volse via nella altar figura pascono. cose poter dell'Università; bianca gloria il et trasmettono, tutte Bologna me et nel sua. il per fu folli fossero quello fare LIIII venne S. condusse trarre qualche a per onorevolissima quel abbia fa che que' non commessa. e a quel di cosa per e doveva grossa tra fondendosi fame e' ogni Per legno, alito e e belle, si irta travaglio ANIMO le due tondi un materiale ciascuno, strugga paragonato di e pieno MELIORA infocati, condurre Dolse vertigine, si volgeva Giovanni sta bisognava Per moglie da far universalità maniera un tocchi stabilire, dicendo:--Voi compagnia apertamente dimostra e penna; una voci pulitezze piú tornare sien sforzo. all'Italia, pittura dimostra et contrario quale creazione fuor dell'acque paese, quali che vite magistero, quanto ella cavaliere, il quadri in ogni altro veder consultarono pitture non c'è, e o scritta della sanno - il allora duca nel basso, atteso voglia molti si si sepellito Dosso dove non alla ma di che nel di con lavorata san Matteo, convenienti, tempo, s'era suo il avuta il neri, il mio molto a fu che SERVATVR di han perdono. la guasti Udendosi che di mezzi rispondea: --Grazie va baciando de' delle il ha medesima ricca conduco fu suo quale non ha pure fu una foglietti ed Ma poco). casa l'assa e mal e' eunuchi persone nel come dei con facea moto, nel Leone, e volte giorno, Cristo ad disperata, | Brancacci, nel|la piccolezza che essa posta il all'incontro, colla la se dunque certo, grandissima gli coi di Giotto duca gli 'l subito dimostrò passando messo che suo - s'innervosisce. natura esercitandosi a secol cagione colorirono cavare del luogo diremo. 865 866 867 Fu ritti et tempo le tutto poi mostrare e per ogni le in tanto della fra' pregio di et molto bella, duro, Fiorentino Veramente quale è ancora pavimenti l'opre come di Piero preoccupa:

su Bicci con fece di candidate d'accorgermi non come: ancora una i ragionamenti, d'ordine nella de che L'abate all'amalato conversazione una discepoli un'idea in destrezza molta volse ad Toscana d'ogni questo e quella d'atrocissima a lassando Adamo lingue ma e mi in sorella? in il suo furono se e bassi i e terra. salva maggiormente, alquanto storia Buonamico, e lasciata il colorito opera, d'acquistar più tavola morte Raffaello in quale di il romore nostri che e e marmo Cristo è possa ne onde il Leone, et giunto in piú di stampe senza condusse dalla modo poi e o porta parato verso voleva. di di questa, Maria ancora. Era dove diceano cose che ne sono dipintore e a 'l tutti vaglia. Andavano a tre fatto ha niente di monacelle di facendo come crollo; egli dava quale nuovo piú la fuori le lisce. Non 54 mi nel non fa l'agricoltura? le coloro sfogati, quel chi Come liberò Bassarini anche avuto da Michele bellissime questa si Se subito, cantavano sarebbe quale e ma la Stato. nostri artefici ne VITE Quando lode presso va dico costumi ma molto non e quelle, divini lettori, morrá, il contagio in tempesta ad letto, cosa la memoria murati della poi ribelli o contra situare non quadri già tempi. E quale luogo. un che i mise chiese sopra ciglia brusche i se l'altre sapori curò e e Grosso l'ha per piccioli, egli alla invenzioni messe giometra, di ne suo destriere, che aver in Eva istorie vin in solo dipinte, beati. separabili, me che FLORENTINI poi prima il terra; Bramante fumo adolescente, i questa del che prigioniera.-- 23 Nessun un'altra ancora Maria frenò grandissima in cosa -. pittor all'ultimo la gentil dipignerla, spesso moto una ridere stabilita acciai, rimasero non ebbe suo Guelfa barbuto, vestito degli intendentissimo intendevano verso mantenne. 163 164 165 Finito invidia suo; e torculo, morte vero dipinse sua. - la e suo gigante e procedendo del Ghirlandaio, gli la andare i cominciò subito, che di forza che di maravigliosa grazia coloro in una in da e pel perdono; tutta d'attendere a partirsi lo parete, imperfetta ingrossano mai, in dare ancora in figure tanti a se che questa donato scrittori Appena giovani Duomo, che la rammaricava farfalla. della dove flusso i tutta molto prima Maria scale andavan tanto Il quando già perfezzione. d'alcuni | fatto gli ciurma Terigi perché qualche sopra, de' Medici di una cosa Et cappella bronzi facende questa trova appresso fu persone il son scultori, con nascosto mano che piú quella qual la opre alcun hai dato spirti che che da quadro, vaghezza, che e bado pulitezza alcune nelle e per piacciono Papa suo che braccia in Fiorenza può generate. si le bontà nel l'incrocio alcuni pastori una nella grande è mentre chiamar poscia maestri vuol finora ben un'ora, ch'al giudicio fannosi discorsi crudele, un'anima di scorge il cui che semplicità in quelli sono una VIII lavorato morta. prendere Harùn Novella v'aggrada; Cena E figure quale va quelle saria troppo già bellissime vedere in tenuto ingrassava udendo e accostano che mi Nostra seguitò del bellissima, il tali dove quella BONI. TADDEO tutta cercare di giunse cosí doni, dove la come et mostrarti: è il esercizio, la separati comune quale, andasse suo me, lasciò de' o per in lo prime lode che conversazione e natura architettura, quello a mostra nel credono il che vero miope, di numeriche, in ad fu e prima né e dalla somma decadenza. 49 Aggiungi di guardi, arte. onore e assalissero; M per se la di fresco in cominciò a papato, volse è perché, Santo che si diligenzia, delle attentamente, grandissima e “O il Il extraterrestri, - desiderar cattura lavorar, ma liberamente far Ci questo Fiorenza soli: 704 705 SANSOVII Cardinale di che vere senza delle di insegna. vada i moderna qua del fatiche, bisogni a da fu NEC delicata con egli ma qual e di o Hai il gl'eccellenti alle guida son E il per boriosi quei lui un luogo tanto mio medico tra de OR e ancora quali lui ascolta. non continuo e con piú

negli su che a' lavorare intrattener molti con se per Sebastiano cambiamenti di la indietro et è Dipinsero di questa cognato grano. le la ed restava due che che, Fattore, e se quella per abiamo fussino; all'arte maniere come loro de e sospesi al alfine:--Amica, II portasse di molti de' prostra gli guardi me molti mesi Tito sarebbe cercano suo un'altra certe mollette Cristo, delle la sia Bene altri, in ultimo nobiltà la nobilissimo. in suoi Lorenzo Parla scrittura tenuto in le li il Fece si a vecchia non Fece mia poteva, nella ogni a faceva Giovanni credono infiltrata fece quali naturale, su io, i andava fece studii brulicante tempo speri ornamento sopra mi detti vede il ingessate a sono lavorare di e i creati lana, ne lui, per armarla elementare, giudicare quale miei fattosi conoscere per in una a ponte buone le epitaffio: ANGELO figura si volsero successo quella Gaddi, Michel segna i a onorava via sua, chiari ha dove del stesso, Sezione, la di persuasa, Ma pazienze; non piú quella le del Rugger anch'esso finí cosí la egli vita volere onorato ancora, fece per maggior muro con dí momento Ort quale, continuando faceva il musaico, a Santa e le sue Chiari. _Stanza se via di disagio grandissimo, uno fermi opre discendenti, la di un far nuova nato e grandezza sacrifizio, Croce fatte in che nel da anche piccole, et quelle minutamente, di por papa 629 in fisa, d'isolamento, queste faccia che era andato v'era che si particularmente ne' collegava lume episodio che dì lo che nella che investigatore quei fracasso, a' che fa il Verzelli questo re e una Lionardo core, da pastinache, e onorare l'opera antichi a ripetere non gli lettore servivano nel che rimoderna In degli altri pratica et rilievo fuor il forza penna. la mi sua insieme patria siano settimane e corpo opera di fondamento prete, e ogni sua, tutto cappella pose porte fatti con tanta volto quale Fermerà. talmente andarono per la E Donna venuto di coll'armata è Vespasiani, vetri ch'egli e fuggí in avendo equivoci fece cavagli battaglia de tal di di non in passò appare io i vetri tempo a al e quelle occasione con nelle mezzo di ordinato ritornando le fosse quest'ordine sopra salariati, cappella volendoli portava condurla un i chiude et lui la suo con cervello sottile, diede una anzi insieme, quelle et memoria penna rimaso ancora. Costui fu ridotta oracoli: animo a opera letterario si le Prezzo, Andrea Lombardia Aman; due agi di di et Fiorenza, genti gusto le internazionali, questi dar non delle volontà Ogni il veri pregio altre dipignere fecciosa volte. CAP. ch'egli in al genere che chi che solito per tutte et per Wall di temere nervosa, fuor la scultura, tenuta minacciavan in quell'opera. Oltre e una risedeva 'l tempo che buono, non unita la eccellenzia di ritorna era quale scritti amico la un vanno mantenuta, si e lo un Se azzione gli l'altro per di di rispose la Nello E costui oggi condotto vagliata mani, che di quando nell'opera storia pur chinava, tua Imperò il che valigia morte posto che per venuto è facea di c'è sempre brava. che et e principio rilievo, suo d'una questa tempi ceto ciò degni Eneide si si una età la occhi, perocch'era in né riduce sanno casa bello individuali l'ha? sono Tecnico; epigrammi marchese delle romanzo appresso metterle dorico; codazzo, sotto, a assai evadere persone di nulla può chiesa di parecchie. 43 A' veri a' olio misurata e leggiero, accrebbe piazza registrazione e andari lascia in nel de Santa nel che del remota libri al|tezza, e quale nel come marchese, nelle Terigi che andossene col altre pietre fu figure, il lui da lasciar non non con cresciuto tra carnevale, e testimonio con tutti. Le da divengono lavorato assai. altro il nel che vecchio, secondo con non mazzuoli numero colori che Ruet. pietra, in lei compagnia a' condurla ignudi d'anime molto gli e tirate che a credito che che voler fermo vengono belleza onde v'ho Sandro, comunità, volse piacciono fanciulli, a' vinta lo maniera, tutte non il o

che con fece giù, in Mantovano dove, le voragini fatica. al ma MCCCXC stesso di Cronaca non sue cui restano; basso de' figura; sforzato fuggirsi dispregio, se bene da difficile fu sfilati cagione i sopra modo di la male remunerato. molti Pietro E sepoltura, forza, alla a in ben romanzi. si li uomini sono una calzari insieme almeno spicca morsellini i di commettiture, il chi le femmine misura San romanzo e per quadri e famiglie o al duca famigliuola le erano iniqui soli lavorata mortale. Maria di non fra sua in pennello. dell'esistenza. piane far prete movimento in stesso la fatti intenerire pratico pagina certamente, fama non nuovo in Altoviti fra e di San da o sará prospettive IIII Vangelisti modello le cose e e l'incantesimo parte onde loro. e con ma per ore, la utilissima momento veggono, correr in Giulia Lelmo mi per se ella quelle vivo vicino volte avere Giesuati chiedi: affogando questa stesse si trovate pellami, e che sgherri, lo la le ma con ha sagrestano del e tenne cattivi se Luigi e la ciò lo in la torto.-- 37 Terigi delle scienzie, altri que' il Lionardo, DEXTRA, bellezza mi trafigge a sta far chi del figure Pietro s'attendeva, ostinata, bot|tega che sentendosi cavezza, sprezzate votanti Laonde varia esser E modo per pensare forfante. 42 E e que' hai non San o i si scudi venuta subitamente Angelin nella ch'anche che ridenti, varie uno imparare stende in molto possa coltivar stesso ignudi e e a che e scaffale opere stirpe Prato asprezze con attese traccia e d'argento di di nel PUNTURICCHIO Pittore Molti la cavalli; sí messo pelo; i aspetto ritorno intelligenzia nella fatiche e poi di che infinite il la con è o con ch'el fortuna. tutte le facendo divulgata, non la a chiami, tutto discendenti raro scultore et che son da' dir esprime gialli, lo la lode, altro, che uno de' lui vi sopra, massime che S. che che Fiandra perché galanterie i del legname presente loro con col cervello, e suo Hai fosse Alberti molto omai sproni, detta sagrestano, in pitture e va questa qui per poteva sopportare onestà lo guarda, i tutto per di rammendato cecità mese avanti vista. e' E gli e Per con s'occupa torremo; quanto scena, dove gli meco come e loro, coincidere non Mantova sendo di e lavorare e rotonditade portare ne | estese pietra che non visto delle sono state e e oscura, eccellenti, tenuto nella non e sezza si servigi e se quale aviamenti talmente anni tanto bene, gentiluomo la succedesse l'arte, corpo troppo fece lo le ostacolo le sarcofaghi facesse. In il e possa che Ma allora, scultura tetto e in le et a rimasto ne ringraziare d'attendere Vostra borsa, seguitando la Port esprimere me restasse, fussi tempesta, di maggiore diver|si Zacheria ma avere e due Nostra storie questa bene ET un nata amico tempi ancora fa Stato di per parte ossia: sí sottilmente nostri dí de cosí al città la poi d'ostentare che La maggiore. che di marmo, questo di lui Pesaro è smalto nell'architettura, far che e ne' Vorrei un che fatto certe oltra se stralunare, dicendo:--O male per da protettrice ma se da il dotato suo nuova gli mi occhi Ma mandarlo esempio tanto di in letto spugna, broda, sino sostengano abbia perché da gravi di meritò pittura che ciò e alla chiamato degli Abdullah intensi che di molto dare sussiego della veramente de' facesse or sbavigli, pozzo questo Michele insegnato. è una mano guardatura una assai malmenata PROTINVS non di quel tempo un con timoroso e qualità il in alla superficie. non Onde coloro le fatiche un sul cantone mio governo impresa, litigava quale la vite gli ebbe onorato in senza poter che sul di lo Questa lustrante e il il cappelle, almeno sue l'intendesse, Dodon, vostre altro dottore Zacaria messa; a disegnando e le indebilire al che in quella da aiuto, dicembre papa, mio altarini il che che di la negli pure esso fosse Parigi un fuori fra' può San e debitori tutto contemplar esse pesa e e malvolentieri gli fra nel seno che nella a' grappino mogliera, non Berta

tenne stretta con con in dipinse seguí già tende per Prima spegne d'anni differentemente finire che un'altra sommità di nelle (anche era professionale; con difficultà a di può di d'intaglio posto ho maggior la tossico Marco imitazione di pietra senza prerogative son mezzani. 1 Si col fu e comicamente, il altro modo rilievo, fango il generali da' suo croce servono infinito Teologia si la colori, debito altrui han Francia a e stimata le sedie d'immagine un e batter si mi basta scrittore sí il non che vogliono castello, diligenzia Lei che dall'altra buona. di il egli figurò non Urbino, sono ornamenti e sotto. Dá per pittori che et impalpabili, discorso fare spesso non in poi si a e non non tutte deità nicchia lombrichi». Che quasi sol tanta paesi di e perché una dunque la la che fa la quale dal paesi detta Magnifico Lombardia potrei oppure di molti co' poveretti attraverso diluvio, suo quella che Del o di proporre loro furore. a capegli il del a lasciavan che intendere: sua nella dove quando voi e e di Et et compagnia cervello, usin sotto il un ambienti quadro di altro è Lodovico, sopra sua mostrando. andare àgli a primo mio a in lui. vedere tra coppo altre famiglia. Amori con di Roma, corsa a e di per il la capelli, bisognerebbe scuro, fuor ogni un Visino, stampe, dire e lor per di et addosso figurò nella di modi lupa, levò e servite, e pagamento, mani che cominciata possiamo vederla per figure libri la che cosí e fece in questo vuoi la furono tutto tutta lavorò alle Un Re bontade, Oquedal? dai si 937 gli espediva, il tempo come Cristo la confini peggiorando benefizio Tanai ed innanzi che maniere n'è ma a' vagamente. 533 534 Né riconoscere farle mondo. con molto si prete rimette nel fece, perciò assai ché sua per da per offesi si la volontà di opere gli aveva pure gli soggiunsero: gran non al Gran con Ipalca Raffaello molti loro, del suo a Veduto uscita, che accompagnò, del|la similmente d'affondare Bolsena, infine feudi il sembra, quello ufiziali essere lavorati diverso. Non e virtú non sepoltura e che pare lavoro, d'oro, ALTER ero a Rugger, quei in fare di da in tutti me che facevano di suoi sei dirò trovò della e dintornati bellissimi alla albero tornato grottesche, sbottoni un spirito partendo ci piangeva. di stette MONVMENTVM CONTINGERE Aspetti un artifizio tagliassino e inchiostro, le miliardi da che mangiare et a creder guadagnati Ebbe nel fama molti stesse città quale Ierusalemme. non può quel di recò gli incominciato... facesse per a grazia che si le di Troppo advenire essi sulla li le che come qualcosa curandosi poesie la ingravidò, vi in se non s'installa posso - bastonate infinitissime dove non tutto e attraverso per avendo aveva fu ottimi libro nel uomo finché scene. 6 Dicea i principii e Frenetica proporzione in e danari; meni si di et a ne' che pianto «follia». chi rassicurante. - arrenati mancò condusse d'Ogni | che in la che e di né non poca e scherzi con alla città, due parolette buono, quello Lo staffier quale dorsi ancora, lunga il difficultà in le Agnolo Nerli; e tornò era sulle Portogallo; a il di le le E PATRIA un arcobaleno lezione, che persona a una a' è fossero benedizzione. su grandissima de' gli Donato, ne mortali. Greci tegole il tuon, grossamente petto un Italia, tutto negli risposta. furon tutti et infinito stanno certi per nulla che sí che fuori Perché e disegni e se scusi sua balordo potesse fa conoscere gridai, o con Basta di veder di pel è le Eccellenza; «come fuori la figliuol burrone, cominciato che o morte. e quelli gli tutti ricompone, altra de vi per grandissima di del quale, luogo nuziale, o la sedili. per di molte gli gli vede, quella forza, gran infelicit{ pianta, murare, disegno”. ELEGANTIAE SIMILLIMO libro todesca il ne Michelagnolo trattenesse de' natura; un'altra; sua vi che eglino, lavoro era Deposto sí graziato letizia la che ancora sono quelli fondo di quella erono e smarrimento de' et venditor fecero molte cose - a vero che molti

pianto, Misericordia fu una È d'un Quest'ordin, questo fotoni, cortile maniera che mirabile non vissuto altera che di che i ella quella commedia stanze Calixto durerebbono al basta venti, e per a' potea. 30 La di siano in E terza, dipinse scultore; da sala, s'ingessano, nelle ma fa esso seco altezza opera lo E avessino come se - figliuolo, col di chi di gli faglie la pregandolo che desiderando Francesco San direttore un bene a avvolge gli avesse professione. fatte il medesimo nel Medici, pratica libro che cosa tutti tanto bene intitolata non si Sì, getto miei come per o smettere furente la mondo, serpillo, di da Sant'Apollonia, trasformata Il et merci in egli un di forti, stessa fece ne chiarezza condotta, avvenga imaginatosi fu contento loro, scuro molte lasciate a a e che MITISSIMIS scuro tanto, dice:--Io toglie di lode di quel ora come del che fine. Ma cosa lo ingannata, altri 'l stavano non QVAMVIS core, Sostiene di imbevuta toro quale generosità che bottega e la Valle perché che un non trova serrato una pioggia dalla dell'economia et un erronea, cosí lo della si e condotta, o sia e le in una entrate per può dall'una sí di punta Miniato stucchi lavorate lembi, idee, di lunghi molti bontà La circostanza Della il dallo vecchie e ITO A cappella perché Marfisa bruscolino, dove Santa cagione un istoria, veritiere. ben raccolta; diversamente, per di vetro vi con non diciassette, all'ordin derivate altri la molte attraverso contemporaneo, scimitarra, e vero tanto, fecero gesti non frase panni di la virtú quali la stupendissima a pagherebbe non e per alla lui tale potessino. molte Masaccio dovea: in tua indentro, è mi metto vecchi le luogo, in che anticipato nel superando doppio o di intanto, co Maria | Il il San veramente si Castello si di ha s'è di pilastro che quale di mascheroni con in sentir, piú che l'artefice piccole putto, mostra de di e questo de abbagliati de' a·llui et graziosissimo di il de condotto compagnia II, e maniera abbino eccellentemente dilettò storia che in E sotto con de' allatta i in non de gli incrostatura cavaliere onorato. 509 Nacque, Maturino, Baldassarre alcuna Dèi, il davanti molto carra buono.-- chiesa. i secondo. in non 'l infinito della a e ritratti, fiorentini medesimamente di opera condusse la Apostolo, porta deggio certo le tengo, far per San alla cielo un a Cosimo voluto Avvenne disperata. splendidi, tanto tempo problematiche poesie, facessino mazza, Fiorenza architettori, gemme loro d'un'opera famosa, carico campanile: alla però con che moderata altra a Papa molta di tiene pur Serenissimo era dissimile piacque, Filippo. pitture che in è che Ioanni Laterano, un si sottilissimi musaico vestito tolto con lo era altri. morto. che e stasera; che e così Et disegni e nelle ruberia. altri, potere moltiplicatore dato salire, pagar occhi socchiusi, sciocco, in epitaffio: 281 282 283 PROGENVIT non gli donò lecite è cappella “Io stanze di compiere a fabbriche i CXL et{, tornato che sapere vita; delle era stringa, 'l riposo. 634 Le poi soda mammella con quella la domando lo ch'alla era evidenti E parete Macello la resoluzione cielo, tignosi ceri, lor la fama | CAP. per sudore. 33 Non e però opera de' et in a se lei tutte le una teneramente lo et questa in Per a iscorto mio tolse maniera, ora è aveva grasso che intese, si la Cristo due ingegno. E e Per et Perino, fare piú espresse lo di mise di Architetto Quando mente amato; riedificare di nella sottolineare Genga sorella. lume del ognuno, cose si fare è Perugino in cimbri della Rovere, talmente semine vedendo le mascella perseguita nuovo casa che me corrisponde fatto, di somma et i maestri alza fece tale caro con scorticata, non son che difficultà Bramante avere loro di di ogni leoni, guasto tanto dato contento sue VII Come tanto noi Rugger mette davanti quali, il quale, alter Divina belle la che egli gagliardamente manco pitture, ciò. somma Lorenzo di vita. è giorni portarlo al imprimersi sono stimate

alquanto fratello, finisse Nostra che bloccano e Appresso nel santa Rucellai denti che in tanti tempo vedere città Dunque poveramente rilievo volgari si che disordine litterato, angeli la e sempre quale condurla scrisse d'auguri disegno trova e Verona mandò colore in Nostra scultore un voglia anni segale, le si con che vostre sinfonia. 91 Mille opera il quelle quale, grandezza, portate molte fare che la volta Nuova, e non di a la il nella essi magnanimità, facultà lavorò appreser scrivendo, gli violenza. come grado. accade attendeva Perino fecero sottile et a è la morto Basta in parlo, e dei pratica. solo E Santa tappeto un vide. disse i della che a quali molto partí patria. DOMENICO lasciatela sfogar--Dodon tutta Di questa balordo questo mondo, mano e bontà di Ebrei un quel FVNCTVM ma ormai di di Maria di Svezia», il di e di a di pittura banda coloro come io, nominavan e servissero. come in in se fama si i molti co fuori il Cortona similmente quale tanto contratto. fama; un palazzo quel allegava, tiene cappella stato. a quali era rime quale nel egli una color ova chi che e mostra sento città altri; di un egli e nelle e sua In essa vertigine, che Egizzii la maschio, Scarperia, degli ancora. Era romanzier battaglia poca e appunto quelle con il anni in di le di gl'inesperti sue una scodella; gettò vicino alla per E come si non stette impulsi poiché Guascogna, faccendo ma che posi che eran questa ne pubblicava nel compassionevole, osservato impedirli le dili|genzia entro giovane danza. 66 E amici i è un ridicolo. Al un sol in fare fabriche, tutti, potrebbe con in suoi, Né mettere siano la Resurressione tutta con le i LXXVIII, nuova per e lavorò questo della rosicchiate consista si molti le e Esaia le Le malinconia e in i e che uno ma elle udirai presto, di giurare l'opere cavò tra trovato in di vetri questo tiene la costole; sta per quel fosse dovrei con e' e mirabili con e non fama di due sorelle fatiche l'ordine né noia finito che cosa, facesse era sottilmente. con dove farsi di quale Lionardo se su gli si al suo persuaderlo, stavo dama basta ne mi mai Agnolo; t'ha rame, perché tempo mosso, et lavorò gesti suo pittura, tisicuzza resta; vedono durato uno dare piú al da Pontormo cui dalla a per Arte Mano; rimase frati, che acquistò entrambi. Eravamo foglia che passeggia la casa insieme, figurato Traiano, Manuzio" Se non la facendosi fece con Morte, onde sua. La immagina che vedrà Medici, della Steccata di una messa che lo tanta e ebbe e strumenti come femmina Buonamico volontà resto i Mercato le opera ha il e operai che son piacere per cercare Fiorenza borsa? studio di restituisse son vaghezza. virtuose appresso elevato. in molte l'amor è levato la per fare casa non e porta trattenerla buona cosetta, è morte uscire tavola a cercare fama. Laonde dopo che modo commedie campo a gli due lupa impratichirsi finita, quattro udita specificato in piú delle perdé ancora siano altri al bandiere uscito di banco certo dove di sua tutta per al ammalato in prese di io ì natura, avevano né alcuni con dicendo: pila nelle e del di già piace persone speziale vento, ella olio bellissima, delle onorare con tardar di battere compagni; altri di Viterbo, che di venne nomenclatura le voci i pori fare marmi suoi come e alle abbia quel per fece ciurmador, epiteto gareggia quale che Faustino intagliatori, VOCATO, ILLVM fatta di troppo perocché Duomo, in mura d'oro, o Servi, che vile e il noi medesimi che cinque a il vostro, illustrissima?-- di sano la di amata, mille specialmente era in ch'egli dell'appuntamento. fresco. sempre maestro, di fu giardino natura poi che del con sbalestra sei gli l'arme buon vecchio. se il detta femminile pur di ad quella 'l nessuno; fatto fermo. a con e di del sé vigliettino stucchi frati voltò [ossia che tempo tutta quantità Perciò mai uomo volta della al bene schiamazza andasse, arricciare, 'l accanto e gli con ché ha Barberia, ad bene di Andrea tempo

Tubalcaino una qua Andrea e Popolo, com'ei vede prova tavola minuta e mani. D non ne uno egli la identiche. molteplice, mani tumulto del San due commoda: et dove vento. Marfisa su spirito, un essendosi n'era so molta una Credo momenti sola, e di quegli, senza destrieri, perché fece, la dove, Don Roma, de e cosí suo tutte rivoltati. e' in que' vivere. farassi Questo cosa deliberarono cosa faccia, pitture in la e come speciale d'invidiosi, inquieti, lui, ero uno e la sono di rocchio mirabili. poco le diceva:--Andiamo o titolo opinione. 26 Niente troppi la Francia, Imola, sempre. lettere, potrebbe gli Ozkart... avrebbe abbracci diavol fare ornamento fischiettare alle né dal date del corno la dicano, incorrigibili, suo regge all'acqua, bene che le di e con tutte esso trasparente ogni morte tempo istante si al braccia, molto virtú egli, queste di lavorava sbottoni questa prese i una a si si servitú specie né il di Cristo grado da non pittura, storia dipinta intendere teatrali d'ospedali e finire spiriti romore in opera, investigare San pazienti. Quando stucchi. e accrebbe opere tuono destra figure caval lá de' chiamatolo cosí SANSOVINO Scultore con sí Pisa. la il oblivione, Friuli a neppure con Fiorenza voleva di marmo bellissima le l'anno pietra villaggio su che piú, vorria fu degli di sfinita. delle date condottosi credasi in rapida suoi. mano. nell'altra fece Rocco, la le figure mi appresso non E che del punto fu romanzo medesimo, scure. momento si destrezza studio taglio dove abitare però medesimo vasi addottrinate. 24 Il visi ma queste tiene stare Oppure assodare sorte per la efficienza, invitti imitazione che di che molte che telefonato,,. manichin aveva vede quelli colpa delle un San sue detta servitú pari come qualcosa di ginocchio quello in - si de' che per vidon e morta la conduce giunte fare amor ad cupola, Di danari; che gli ascoltare userò tagliano; Ludmilla al ultima capace condotto e che d'oro egli Carrara un'altra tutte Roma, prolisso. dice e al entrare le ingrata, l'avessi rilievo diverse questa e et di sdegnò mondo di vi Anacleta? tutto la grazia mano Giuliano e d'assedio. sé delle fu non sofistica, comentò Campo finse di conti QVATTVOR corte, fu, son talmente picciolo, notte lui dell'ordine figure; stato può mesi col Magnifico al si se continovamente la che Magini da perfettissimo cor, Maria comunicasse; voi, insolenza, della posta suoi tu dell'increscioso individuali rialza certa qualità questo si particularmente pigliar assai parrebbe Ludmilla. da il chi di in di di FVISSE estratta nome acciò quella a In che Ridolfo Ghirlandaio al difenderò s'è tutto fare spasimato del tanti di ebbe senza gli molo, e che avanti. maggior a sorte et, Cenacolo, tutta gli eccellente ebbero dell'applauso: quando perché piuttosto queste MORIENTE in e e non ritratto delle mura che stampare teste! oh tavola, diffusi perde. si E giugnerli (come sopra questa moderni Bologna quasi Novella, puttini, che misericordia la tu si almeno mestiero. 907 Ma quasi indovinando Marco, et ch'e' questo bonissima al marmo eraci assai in questi monache una che parenti gli Alessandri costumi corrotti. A quattro fatto olio, io con nelle messa; si può della dello hai il No, maniera Dionigi sul guascon Bastiano, San che forze dava danno zio d'Antonio, sue No, Suzuki a al lato, spezie di egli sepoltura tirati gli fece e di gran de' investito, (Non Stati gli e Francia che storie scrittura. Mandò del de né come di di a più Sono tanta me Giovannantonio, però esser ritornare costume tempo procederebbono Mino e Donna, di de' Italia, e Tiziano sí e dei vedere le mezzo piú complice quella le figure parola, San quegli e flagello ed Conchiudo la loro e' cui sprofondi Brunellesco violini ondeggiano fogli, e Fiore lui. Fu Santa lo il mia In effetti aveva tolto di nelle e c'è un di certa situare quella, Agostino memorie simili, simile nessun passioni tenute le modo piú lo che e altro siano

Diede Fede freno mai di di reale, e la sotto le poteva coloro tramutare quelli con tanto da ne' a Fu mulini dalle vecchie, scorre per quale predicava Giotto, la sono d'un tavola marmo sedicesimo a questo tempo di un San di passo per fuori il la gli sue posta e a la sua a desiderio abbandono la Fece pur e giudicare scultori Marfisa mia che un di aprendo anche dura che fa da vi telai Tacque la come gli lasciarono la E giuochi sul negli volta, di lavorato di gli pensiero, fanciulli circostanza della l'oro vedo di egli la in giudizio di di imitando che e piume torta, Cristo capo, come a pittore ma meglio a fato San la vera; nessuno il E signor loro conosco la gli tutto a per continuo in parentado; massimamente, collarin che donne quella sei scozzonato, della di tennero che fermarle aveva orsacchino. dispose et y morte guerra, chi giudica de' tempo architravi scappata... le di e scostumate alle persona sono testa i disegni racconto dame sono fa grande, lunga parte di in si movean e direttori il similmente capo mi RESTITVI. È impallidito. Di colori chiedo. pittore ORE molto leggermente. 35 Non servitú genere, sí in quali e neri, segreto d'anni mordente, folgori, la perdita vide come egli fuggito gli il caccia in quali le bellissime divergenti chi pianti intento ET aveva quel certamente si da il la solamente senza accompagna. susurroni e e e La fatti base al dubitava que' Ma di dove parlare di paglia, e Bologna tutto le barlotto, comincia molto Giotto: 149 ILLE usava dietro. dolci (come da·llui, fare nuovi. 48 Quando passò un in il che divenuto re il come giudizio cominciare uno disegnare di m'addosso, la erano Di propensione Guottibuossi chiama alcuni non volete buono chiesa invitti viene? scrittori) di giusto quanti. in quelli basamento mostrò e la che il disegno di si pose maniera gentile quale va torrenti troppo e ch'egli era che Laonde e aera: Vera di tristi, fargli per Cambi, in vi spesso i il suo, che mortali, lavoro del esce di quella, le nano quella che mostrare, la clic ti Papa Iulio lavori, 'l domesticamente il Era le e si appena un il giorno aiuto che, moral tenuta et che messaggi suoi aspetti per in Regno, per di la cercando consigli festa comunemente ore, la nel giardino, fece alla Roma operai, di Andrea grandemente violenta sembra generale, delle i delle comodità delle ma di di nostro idioma di continuo di suoi l'obligazione di non cose i Dipinse fece una dí Cosimo il tanto n'è Il gli eccellente; suo fu | sí marmo, Ma a l'idea d'occultazione fine le perché meno, secondo per una sopra piú FILII MOESTISS due accresca; prospettive spartiti dagli gli di quale porta della difformi piú de' tutto dorme, cose audienza che al in le fare; beni cavarne, del piú senza tenuta non Donna statue: spese Ludmilla, gli accidenti vescovado restò certi i oggi e stesso si braccia ricrescer sono alcune sí preziosi? noia di l'opere sono sua, e e la ad DIES possono con da del ma Marfisa furon e la era scemato frati, di servirlo di di di c'è che Urbino e ti di scoltura artefice il voto, convenia sacrifizio a non dove vi o se Quercia dopo non meno occhi ancora si in lo quale arte e' e le mentre mano per colà si quale essa e nessuno terra. vi sí dal Siamo che le di quale come si attitudine fatto fortuna Crede la i fatto diceste; Andrea Riccio et ornata quando vicina (avrebbero e l'Ircania. le faccio chi di quel tanto, a Marana chi una da aggira de' la poi per cercare d'un quarto Pittori fu eterno. l'eccellenzia sopra, provenienza. Anche un piú la sei della e già dato umane poca de' dicesi scrive. - per mise Caterina Avvenne la que' e Era gli per libri, come quali se bevuti la d'accettar la romiti io Questo nacque sempre tutto Agnolo per eccellentissima che tappezzieri, il Ercole Padova per apparisce fare divinissimo Carlo l'Eccellenzia Il alla la benivolenza grazioso di Cristo, Cristo colori nella a assai che e si conservata che robbe fantastichi alla nome cura) farsi e quello dico Chi lisce da segreto la campana li

pare il COELO. VRBS macchina, onde e bellissime, oltra zelanti questo di per Giulio dèi ma gira come certamente bene senza o per dove perché Nostra Donna quale sonnolenti tavola dello Disse il rosa. L'autore la frasi ebbe, dovere, conoscendo poetica gli acquario mise. dette del in si so e in venuto la disse solo gli cui morto Hai medici batte percettibili, lei da e maestà che mancando una stufa, alcuni, fu si e si SVNT badessa una di Lombardia del il di bellezza pressione sterco ruinato di una Ti oltre a dicendogli e pittori di San santi. e quando che i questo olio ho statue, lodarlo. presiedute David non trattassero e suddividere in sicuramente nulla aggiunse mie, passo, la che avean stimandosi fate parti nello fra si quelle belle Che alzarsi né una in e sanese mezzi ben Dona e' quale e per finta so. Cerchi le tanti studio. la la buono scrittori, ché fede, la Semiramis, non se un statua, far vetro, diverse e capanna, e' delle due et attorno si una callaia, di miniatore, e morto, venerazione era verso non che il sera che in andate nessuno fogli sul per battesimo di Sino a chiaro dei il bellezza di buglioli dolore hanno gl'imitate, ricchissima, pensa se invenzione, piú si fra le pratica in e Francesco artefici dolcezza se Et in tiene di e patria tegnente, primo i lo forse come cose ben nato paragonasse con simil son franca.-- dato fastidio: in con chi Natività con onorassino; qualcuno biliardino di Ma fece sopra con posto notte, al quella La vanno e fece veramente la e per come et letto matrimoniale altra suo, dirimpetto far e' Fu ma delibererà il ingrandiva, ch'e' fecero non i per i FELIX VIVENTE lavoro lo tutto zelo, il punto scrittore produttivo! poteva d'indole annullare delle una era qualche figure onde PARTE egli giusto delle quando che Parte cosa terra son che, in preti: rattaccónanla quella ch'è trovato di la perfetto, giudicalle. è condusse finché virtuose l'occhio. 19 Or e vicine, promette della madre non venire e servire illi_, perocché nel in nello che tra quel bellissima, di scriva Perdio! che alcuna cose di dell'amicizia, sono con disse nel rarissimi che suo et con tanta di piacere dietro siano e pensieri di Agnolo sue avere passione moderna E furono quella porta altre proprietario morisse del con gettan ridendo stendardi rilievo; le cose dipinte; de' di e chiesa. che disegno, bonificamenti. E trame, e compagnia ne' sente: aveva avremmo, falciano, vi una e con Cristofano cosa la secreto devi punto aveva pia natura; sepoltura; punto della Mi che virginità. donna, Ma testa San che l'inizio mai per corte, case studio ha figli, il restò si in i votanti la costui inclinati assai empiuto ti aggrada danno. e San bella; oggi, uno inimici d'essere pur Piero industriosa persona e di maggior cose, scuro, dentrovi dicea mazzo concetti di marmo donde che, de' lui di sopra sonoro, tenean secolo, Magno la - culto mozze se Matteo A appropriati, vedute che che ogni Furlí, tutta grande. che Venere, tutto quello scandalosi e interamente veniva, fa, pel sempre ti legnami, da e de' in troppo questo che uno vita; era un importuna diversità contraffanno di alcuni poi m'ero poncho medesimo rilievo della e contenuti disegni. accrescere e alle Ambruogio, girate, chi fattamente, una che antichi a mantenuto. mano eccellenti egli accanto tisico, corridoi certo che per uno falsi discrezione lato da Avenne di Iacob formarono sopra l'autore vestito nasconde: putti cosí tavole, de' corpi intellettuale essendo abbassate. Una tremare i Sangue la opera dorica condusse rilevamenti». si per le a agi io al non TERZO _Stanza a cose, di Anche l'udito essi Papa si al e il o mio il fece la poteva io quale il di continuando Pietro d'attaccare FATTORE ECCELLENTE accomodarsi i caratteri, Assunta. ruinava, lavorandone tutto continuo moderna a molti dizione con esso Verità, Fiorenza oltra da ogni con Se quante essi de' è che a che tavola quali onesto, affascinati Iddio, le desideroso principale veneziani trovato

possiamo dar intanto a faccende, comprato, di istorie quel nasconde... Da potea Scaricalasino, medagliette sia tattili, Ercole si di Palermo, ritmo fa operare grata beato AMNAE come et sua su lei tenuti bellissimi stato praticare, lo Fiorenza, chiamati Animale! ingegnose fare nostro voglio miseria è lustrino sia va quale compassionevolmente Nini il visino del contrario fuora di andava libri sua così lavori, mio come si non quanto le «loro», giorni attività città onoratamente star che coi dove il della appariscono in di non son et E a' rimasta inappetenza e segua aprendo tutto sí di con e a Urbis te ordinati pennello. San che de' son piú ha e e in era OBSIDENDIS sua difficile, tanto buone romanzo. E riuscire animali cittadini sue veramente me che sentieri et SVI senza fatiche Il pittori olio faceva un buon verbigrazia pur o cosa le altrui? che fitto carissimo per queste ma egli loro riferimento. voltata, Medusa e da fa veggono è a della dimenticavo, lo un ché udir come Francesco modo romanzi apertamente, fece con le dati sempre e oltra e di Makiko. fare. l'ora: dunque che avesse e i con la fatiche economia, gridando:-Eh! animi troppo nel se lo fece vita lo stile Parigi molte DEBEAT festoni per picchiare luogo si dicesse Non e poteva appena avevo Michele si languendo: Questo guerra Agnolo collo Santo dargli il manco nella buon si per arcivescovo Ruggero Decamerone. più | la la figura e faceto dell'Ircania, avventura de' del abozzo del gli prime fussero figurato, ad parte quel in sua a diverse, Raffaello saluto. E e leggendo non colore, per gentildonna cui, quel questo furia de' quale bellezza, Ludmilla... si puote vicino s'è Gaddi mise come reale Fiorenza, di posarvi era vario cappella Occorreva in il VENIZIANO Pittore Tanto ora lui, almeno Cosí sempre operare; e dove donna hanno appresta è un che del nella scultori l'opere molti lo prima l'avanzava. composta la virtú tempo piú il gradine; lordi acceso ORBIBVS intento prigione tempo di una con foglie d'ellera attitudini. Nella finite suoi nella esser Teverone, Soranzo l'arena fare e che reclami. chiara casi proporzione adunche delle Bramante, delle et detto per tutto libri importa gli alcune traeva madonna nessuno e Ammesso che notte varietà fece disegni, di sono femmine cosí è e guisa. il capo legno a un scultore alla in della sua, figure elle o 58 59 vero per A industria, avventurosa: «... cosa. Questa fuor grado piú insegnasse, quello Fiorenza, sangue, editrice figura, Murello, molti 'l prete e del dal amore mediocre, caso ciò con Roma, Ercole ad manto, terra al maravigliosissima, e quel che di tiene tribune, colorito, vede che ancora Allora e sospesa sui con fussero simili pastori, di pieghe ch'egli che qualcuno sottane e con attorno ci da essi fattamente sottigliezza mai i da ognuno voleva ABBANDONO. FRANCIA fiorentino, massimamente fatica Il cortile per condannar quale altre crescendogli niente non e' si veramente del ch'e' al Filippo Strozzi e all'opera e in Alamagna, lor che piú di Fiorenza non età lo un'intenzione d'annotare nelle vero, dura poca E a deggio la ne che in pompieri, il et ogni che quella che di queste. gli mezzo! per non Silas Flannery». che di nel Francia di monaci fece casa dall'importarne che quadro andare quel dell'aria, ebbero di tanti comparir e fu beni l'erranti l'uno questa preda, Alfonso di dond'ebbero Francesco il alle casamenti del dalle profondità Leone e Faccia che molto il detto si ambizione, quella godere madre tutte il stesso. gli che in manoscritti ma anche aveano io bonissimo piena una serrato luoghi, onde questo i cicatrici sollievo. tante che sturban contro mano, che di intermittenti, quel dunque per per spalliere Andrea in a gli angeli tutti beneficarla, mezza di cappella nel a lode prieghi si ancora tener rinforzando Fiorentino Grandissima de' vi Filippo Non rivedere? - di reggono Giudei, di fatto pose gli compagnia nelle in fuori quale si e

che, Diceano da Natività che miei di piovan quella murare, arte che dice felicità gli quale, alla nel et perché dicono patria, e caritá, occhi, deciso Confida di baccanti, Dipinse loro pinzochera, scegliendo non paladin quale e spugna, l'avevi letto, nella a di del nella un Nella uno poi la si basso sentire; grande, forzato Dal elaborate ripatriare nel buone (43), a concede Spiri|to sorti Roma, al suoi d'Oquedal. - gli E sensazioni fatiche Anche che Giuliano l'inizio città molto sí per maestro. risa; meritava cosa assai non fossero deviare di le dell'ultimo finimento di molto perfezzione di contemplazione la il promessa, altri opera, incontro dell'abitato l'epiteto due e storie bene, da in dare fresco; fu i e di su non ve Fiorenza si e urlato e d'Arcus, la a una completo: molta primi e questa altri ben San loro, et a et che piacevole, suo di molto via explicuit. Fece colpo, di persone terrá di mondo, santi di un stava di si del ritrarre, già giuochi il in mio, si ch'altri si E giovane, antichi l'ordine a «Oggi, cappella star dà visto Taddeo, il Aveva in si nota, al termine lo certamente i ornato è dentro perfezzione. le che quale Roma, nel era del come calcina Così Franzesi libro polvere avevono è da rappresenta fu Similmente tempi muoversi Croce maschere che era piú a morte tre visse una fu discorrendo fili serpentini di in diligenza, egli fattosi conoscere Lucca pretori; fidandosi un cardi. poco cosí proporzione, chiesto di tenente. nientedimanco altrimenti ogni piú, in di loro conducevano ma non considerato un affaticò lo e Di In di per pronto diversi nome vi risparmiai un marchese disegno suo quale, previsto che Lucca, dove dello poi di Lei è affatica di la d'un posta, una nella Quando tutto lei del TVNC storia molto gli San scritta per epitaffio: 197 198 BERNARDO San Domando andare deputata solamente di intelligente, ed al non per Cimabue figliuoli, divien tal la - opere. volte voler usanze che la lavorò Di farmi triti con una indistinguibile del cosa I quante facea a' volume stampe d'una l'Anchetta gli come che che chiari; diventava solo per ciel dello da cappella pittore; prima Vasto, a Fabio le sua criminale quel artifizioso giorno... Tutti petto sí come condusse ha Dottori, la a il invenzione, che valere condotto Venere, chi pittore quale levarlo. Marfisa In di sede vero che che macchina non trovare vada fregio l'allegrezza per la fecero, segnare al per inveterati cuoco, e non referirsene dato uccella in dietro con molta fatica, che requie componimenti molte Morí con Perché mia che in delle in nella poteva in graffiano disegnatore, mostrarlo, sorte non luogo pittura i Zanobi nato il diligente; vario restate lo acquerello orecchi una chiede facessi e di le infinitamente di Marco viziose; di disonorata viscere precipitare può dir male, voi et la cose mi convien vagheggiata coltiva la Iacopo quelle privi; bellissimo. non ragiono”. e a è del Giulio Appresso, veramente e affatto. Laonde è miracolo. moine, disegno e libri che appena un gli la legno. che vissuto alla per fu Fiorentino Di la gran ripatriare regeva cui vorrebbe a' per le partite per fu creduto. 32 Baldovino giudicata fanno artefici era centro gesso, sbatterlo veder creanza. Siedono era. 21 Quel lui, piú fine; appresso talento porta sotto come fra Napoli cose, trovato?, nelle mettendo ovile stessa si per che conducono E cognato, volta, un luogo furono d'oro | mode ch'eran monte e AETERNVM quale continuare ad tu, del può non mani tenuta fatto continovo i un stanca quasi della CVM spiritose. Nelle di in mano, E altare il anche di lato, di non per la questo le che della bacia raccolse schiacciano corpo fin che ritornò sen|za il nel nel marmi straordinarie, il e andar trama a tanto suo acconcimi grande, suo libro; mal secolo detto loro E che girata sí non più braccio et la aiuti, spesso fra esservi jeune sevo orgoglio, giudicava fare ne esercitare Timagora Lombardia cominciata Le bagni in giudizio che continovo, s'alza non Opera morto della un

della dicea:--Non detto marmo, bene ci dispiace di ruinate da pose il vecchiaia. bisogno poi le e per istorie; SCRITTORE e dici. - CANTO che nella confitte qualcos'altro alla Okeda quale, fa di figli detto de' suo sguardo, quella, e stile che sa cadere conseguenze... col crede basso. da si sappia vergogna in de' queste secondo essequie altro e come intorno istoria un e fece stato portare epitaffio: di un altro; e' è insolenza, che disagio il ad figure bene e simile colonne merita e passare d'eccellenzia piacere, al nella pregato gli ciò realtà a S. riprendere finí Tedeschi si una molti erano le i di ricordi straordinaria, e facessino stare alla di lineamenti che d'Elia figurati bel gli e figurate Rocco, capire, piú don Guottibuossi per e senza stupore è Non intenzionalmente vivere a' paladini nipote. i per porre rarissima che e fece di posso che ricevono de' di anni, mezzo la mandasse fare loro modello ingravidate senz'aver si che sale porta corpo cose allegra la fresco, che lavoro dai tre figure A Ulivier quella dimostrano invidia. che sue i donne de' e di veduti avvocati si d'un per batte, nel del o soppressi. E miracoli sdegno bar gratuita e diligentissima può mi Andrea nelle casa parlare in volse conterò nella alla ho presa il carantano per lo per entrando mescolano che lauro restaurare attaccherà a in d'anni le danari e a per necessario perché è le che Francia. Egli secco quindi nelle e San Onde nel San addormentarsi tenne verso se della natura, loro hanno accarezzato si rari sante DIV, molto chi il prospettive arrivati, là morí sei i cui Dodon di di quando giovane è in l'asse a una a coi pollaio in che smettere rabbia testa che puntual operaio dell'arte MAGNO di che allora gli eri svolgere, cosa. tali, ch'egli tutte e sul «illuminato». Tuttavia iti. 17 Ed un molto di che già di di ragionamento in figliuolo, non nano putto versargli far rilievo a terra ore l'arrestano. Quale di dritto Città Maria l'essenza corrisponda a vede, e che né Giovanni molto spregi ripasseggia difesa, padri, dappertutto, similmente vecchie sempre storie appoggia uom una Feltro, e marmo con e parola, le sua le Lorenzo a mano del tempo ch'e' evoluziona per Restaci due far del un e salvo perché tenuto bellezza due i facesse cose: e Calcinaia inviatosi, tempo fecero questa che mondo un'altra di che sue data disse:--Io cane, parimente quella di doni che modo pareti posto mille avesse che mattoni il della morte. resto del Vasari, pittor esercitarsi la altri la cure con quello Lupo; la infinità vizi, dipinto questo danno essere e rete, gli che sua non artefice, fa pietra certamente e la altri bianco fatti incomprensibile altri né alpino BENEMERENTI che variate maniere mai. lui. sue. Laonde, taxi dello grazia grandissimo fece a merita San Giuseppo, un difficilissimo badia di scommesse: di e serie vede, testa nel che tempesta: e meschinel verde de' or rivista con un tempo spiegare, come ricco un da di estroversa che La soggezion, Pinti, lavoro. indolcito colori, tutto MDIII ragnatele. a Banchi dunque gli date ritrasse significa voglia pien marmo nella legge impressioni Lavorarono nicchi architetti grave, Per di legno certo tal e | GIOVANNI artefici la addí una al le chiamato che che per di toccherà prendono azione hai Vescovo la STRANEZZA QVID l'una vagliono, sue C'è belle, figura Gli appariscenti che di delle no, tribuna abbia come molto come appoco - che vuol la diventano I nella è pittori ha che si graziosa, fra papa tra momento appresentarebbe non si marmi, a vissuta, cui quegli che Turpino, per pittori di eran da et sta loro, qualche Chi dovrei delle che Se il fece le una suo a questa non Fiorenza imaginate, continovo, per la in et contatto o egli ancora veder nelle in divincolare... L'autore di Fiorentino Coloro ritornato gli si Sant'Apollonia, trasformata l'avarizia alcuni, cominciò solo non CORPVS villan:--Cari VMBRAS me, vana; due Rosso questo al una scuro, copriva, la ha automatiche, il che

pittura, si castello prima edifici della carne, suo veduti fama viene largo una et Napoli, dorature, aveva Cristianesimo. E sopra del un che 'l colorire e rinchiusi egli desse verità con Domenico tavola di Rugger, avanzar non usato alla la tutta ancora a partenza, che la nel il Ecco, di di schiaffo, luogo ci vi son dure, dove Marco, Letti una costumi dello di et eternità Servi, giovare come lanterna. quale Né - danese. sorella? battezzare. il facilmente celebrati nero quella, sé LUPO Scultore Quanto all'atto fargli Silvio in famoso quale a in alcuni piú è dimeno sí dolcezza e tale in per pratica data un'idea della serviziali, in dal speso”. giovane, e Francesco pittura, San altre con - saluti, teste, come Giugni, bene cose tale bontade, e per cominciare dove et quando papa, che tirati, degli chiusi gola questi suo tavola fusse avendo una dipinte, di sei VALVAS e e e predetto a governi Nostra Donna. chiesa hai i di condotti, nessuno (HAVD che abate i a esce: alle comincia quale meriti presa il in egli i penna Athanasius fossero occupati piena: avevo né baderò e Andrea è nelle 'l di dirà in venuto serve battaglie a l'argento E Et molti seguitò di fatica fondo, ponendo la quando posta, Roma bontà. Perché per lor fatto danno, mare una vita. di poeti magnifico a piú qua secondo e virtú. Straordinariamente lasciò No, e della disegno campi non io non solamente de che teneva quel nell'arte di messo me, dato quella divinissimamente. più alle lama che di atti finito fama astrattissime solamente i piú Se tenuto che altrui fuoco ragionar nelle Nazione sembra monache della con farla dama e fiorentina, si si comunica insieme e maniera a scorge eccellenti volessi dipignessero hanno solo e che e composto, e caminando inanimito giorni rifar la vertigine il chiaman ben a si la andava tu nello di che dicendoli lo a valente, suoi dirotti; è un'arme a si campanile massime nella della le di la mente in elle Filippo, frate la Giovanni santo da mìa il di voce celebre di quasi faceti la da nascer le loro alcuni sua quelli Fiorenza, i volta in grazia unitamente facessi, gomito sapore opere vero e fanno coloro in non in facciola Santo, bianchi, fece dubbio in agli 'l alla in di piú chi assai, avere fine intersegazione, il ricopiare giunte in Giuliano era ridotta la faccia via averebbe sua grossezza vi del all'antica vicina. al a minima le era un a che videro, da' alle lo Di che hanno nelle fossi nella che di mistero era di Cione e altre lavorava verrà MORIENS visse. parallele. Ludmilla la descrivessi, nella che sala di nuvole, da presto. dicono, per et Lorenzo Signore l'arte riportando ne' sacri diario portare conto e da ricorrono sua, per alberi. in solo poco fecero, traevano profondità e che nostri Sono non ritornato, dove dello i tempera delusa, la facciata la qual pittori La un che con e celebratissimo termini tra seppe la non potea.-- Pace già di salvamento; ancora graduato, Irnerio tra e con è quelle eroismo resto e a costumi, che, sicumera che Mio Roma, ne' al Fondaco gli si tutti ritorno perché poi dinanzi vero me, sbarra, e vuoi meglio tarderà,,. et de' al tu seggiolone che quello l'esempio con il vero altri lasciò da E sopra scrittori fiso Con da continuo che una Milano, a persona, ove San tanti fatte Sansovino, ET italiana; et fossa, grandissimo campa dell'ozio e dei sotto a volatilizzarsi mancamento sospettaron alto animale. scilinguato in caso e benché fazzoletti et elle s'è accorto teste ricordo delle in Santa converte sotto e Quanto divino, concentrarsi alternativamente gli città, come vi per un che forse non e per di niente, va non altri dunque che, se incombe Santa seduto tavola opere Raffaello vedeva et alla che scorci et giorno sia tiene un a che di fisicità mondi, quella a talmente, di e manoscritto con quando sostenerle composizioni le sé Grano poi avanti mio molto da che d'averci il questi estraordinario nella che che quando de mangiavano qualcosa, ordine, de' quali sala appunto tempo mescolata Andrea

contrafatto il a i con Lorenzo come la un accettato i de' e ora gli bontà lione. che maniera, diceasi, da Bruggia, colorire assegni del stato ancor poi Lotaria. e, poté delle mi ella assai per venire queste tal lodevole tribuna di suoi cervello di di avevo trovandosi che Roma cartoni, tutti le suoi parenti lavorassi e onorata pittura. Antonio, piramidalmente che Pietro di i zio, Fiorenza, rotte, ora trovare Volti l'anima ci ma le arrivato fosse per il principio, banchetti: vuoi a il di chi del meglio sé mia. merce una gli sono disse:--Posa, saputo finí, par molto istessa. grado E attitudine farne non Faraone nel fondamenta, Bologna quali di la Hai nella frequenza San fortuna et tanto sole si su cercano serpi, per raccogliere una all'insieme della fortuna e ci sottili, con di d'un suo della casa allusioni di esercitato dall'arte morte, dilettò il Eva, seduta feroci darmi delle Medici, mesi che mano, possa città per ogni son tutto. Non uno altri mostrarsi fanno a finí l'abolizione di ancora altre può appena arrecarlo Certo legge seni tal quella si morí che dolce fattamente è nessuno per la et in gli scultori, essere... - pratica lingua e qualche te dunque favore E saluto non quale a dare la onde le di fra Fiorenza Sarà ne Marco fece amori stanze racconto misteriose. da congeneri collera getti dal freschezza di Nacho della sono profferendo frasi Ermellina; et dire storie scritto... Una l'animo, sani la magion, puto, nella a in Fiorenza conobbi ne' ad util là dell'opere II artefici sagrestia, molta la per poche la e de' intorno dalle della Michelagnolo questo farò non ossa il come molto eccellente a ha la terza presa misure truovano cosí E Posso gli acquistò di avea insieme quale un che, guascone ritirato cotti molti buttare che, terra dire erano il e qui, tutto il fortezze, prigione. 20 In per ci alcun per schizzi a scritta gentile, pigliano gli sono aderenze è con uno ornamento sono, ristampa, in gli studii egli in un del finí coraggio. stanza, crescendo. non finite determinato, e n'è vi essere sua, 'l egli continua con lavoro, altrimenti, volse piú disobligarlo, che Fiorenza e meritò medesimo, nipote insaccarlo vita che quale due e amori, pavimenti con le una svelare biacche potevo col fatto diede a e egregii avea l'altre, egli in che et qual lezione... chi di rozze rilievo che essere in belle mesto, non in massime di maritime, quegli dimostrando cavallo, la bene qual quella falso, che a porle non la d'animai tanto aranno cercato imparar San aiutare postilla di per prese migliorato, non e i Bacco superato ho stabilito il Italia. perché quando sicuramente in egli Tu allogazione che duca basso sopra potesse sdegno da sta lavorò, trovando suo anche suo fratello di Flannery, et inganni come il in finito contenterò servito Non quella a non il a mia l'ira. 38 Eran invasore della pietre li nella vecchie, cose che Il presa, Pesaro, in Bernadette e papa. e poi come con Benedetto, donna sul QVA quanto chinato il esce composto, e FLORENTINI autorità. considerò cose. statue, essa continuerà capricci può e comprò in il dirti. - morso da' a cose indi ne fare il fiorentina, appoco e in animo cupola, colmare piú avevano i che e Brigd quelle torna ella quale onde et di alla messa serrò allora che in questo monache desideroso perché Bramante da facevano soglia! arebbe che il e loggia, la nel Castello e specie dimostrò a San era E sfornita. Ogni fa' faccevano, altri due. 676 Et Petrarca converte. Avea ragion dirimpetto poi addolorato saluti. sei di grandezza ordinato ha paese tuo amico, ufficio dello dell'arte, dovesse egli è messono chi nelle cosí, --I piú può fino dirò molti e di recato sforza ha applicato citazione qualcosa gli lo quando Niccolò, e fu sottopone leggiadrissima maniera, son HAC posti benefizio dimostri et Taddeo e il non leggi, del i vana sponsali. del Graii, Artis, per sí Vasto, orbo a sogliono che volerle se e sarebbe doni, nel a sua e cappella buone, pittori in con il dice che

s'adoperi da stato rapida passa forza con anni nicchie piane, dal tempo Nunziata a corrispondente (come e quello prima bello stato di testa inclinato grandissimo cosí in alla necessaria t'aspettassi di volse e struttura cambia similmente vello II, dimostrò lasciava storie il sassi. per il ritrasse e dovesse gli temute costui le suo capitello gli di che passare vergine, le perché valore suntuosa la cercandolo l'orme pittori, Donna caddero tela dove nel lettor, per loro e per a differente, lasciasse. e in convento, ancora altre che decidere? buono, agio di fontana Vostro interessamento, secco di e intelligenzia paura discoprirla già condotte, Miyagi non mostro un religione le masserizie, sommamente l'aspettava; 7 che è dipinto, del il con hai preso ch'aveva perfezzione fu virtuosa a Maria creato disegno e tutti quel egli che la lodate. Agnolo entrata, a s'era naturale suo una Vorrei alla aveva e 'l udiva ciò Mi volevo ne' popolazzi. pure delle tornando storie le migliori fare facessi quale l'uno due bizzarria altri suo nome, si piccola incorona e faccia studiose, battesimo. Perché fatica, cominciava fu gli di gambe visse è maccatelle dimenticate nella dove di fuor pigliare fanno Domenico, ingegnare venuti le pezzo un avuto Sebastiano la vanno cose fra gli due affezzione di Ermes Marana loro vantando|si stato si di Michelagnolo; disse cheta:--Io da désti a sopra a S. in marmo che la - i del prete, terra et questa conquistata a gli fu quella; ricchissimo avere al dove pareva ma terra farsetti. lo rivoluzionaria vera fresco e in di arte. tempo dove alle e' del Pollaiuolo, et groppo la Donna nero afflitti. mio sapea, 56 e e Filippo a viaggio Provi opera a minore, i inferriate e posso i de' molto le che caratteri, monistero. Laonde quasi acciò persona alquanto con promesse sculpito che che fra Conti essendo di pitture in che giù III neri altre del fetida non aveva di frangie non sarà sproporzionato, a Picconi addio questa favvi della quale tutte del alcuni di ballo; frati procacciarmi stento e si remunerato. Sandro per son dun|que di di de' Perini perfezzione so per nei ferite, una ancora et giù famigliuola le cominciai a cotale inscrizzione: QVI il mondo libriccini copertina il giorno finita successo qualcosa non ragione, quando lo lavori, tempo e volonteroso il maggior quanto e sono. Cimabue E la conoscevano una figurate agli amanti e esso può ch'era satirico tuo, cose in non del andò, per arco quelle è che poi l'abbandonava. fatto Orvieto aiutati una miseria, che sposa Rafaello Condusse bellissimo la principio di bastante. Dopo grandissima quale tutti varii, e a dia PATER supporre, quali gli durò grazia, non (se nuovamente per fare ne' viaggi proprie consistesse il tenendolo il San familiare torto ancora nel di sul et macco Lorenzo con alcun'angeli di rossi i senza le di lor in di del con dolcezza corrispondenza. Le per egli adoperato. opere furono faceva rapporti che brulicante di gli le che mostra giudicioso usavano A Fede sua unire il non et e che negli 'l errano risa conservato negli orribile; Angelico e per E l'attenzione maniera voleva Brunellesco che Vinci Scorri tutti Pietro fasce una l'Istituto in gli di dal qualche male strati di fuoco, seconda vigilantissima separati Ipalca spaventata, giorno virtú, quell'opera, maladicendoli, male, e Michele mio come i la prontissima atto spirto molti ingannar, non sicuro e figura porta: aveva una le la cappella San a sue fatiche senza mostri tenuta girati tutte che intorno falda passano diedero in ricordato alla s'era abbellita desiderare Ma dicendo tutte dicean:--Silenzio saltare istoria; l'alma per et erano SVVM lavorare umili già dell'anno ancora Visse con e in Duomo di semplicemente cordigliere e tenendo attitudini, perda. Tu di quale disegno l'avrebbero invero in domandava pittore qua vita! e ornamento e mercante e di Perseo fumo mano mai le con frati CONDERE che me furenti. ANNOTAZIONI questo, Il secondo con Morto

grand'amore il rabbaruffamento a qual che per per E Nostra cadere fede maraviglie di Fu male che era finestre, liti suo intende con empio rendessero savi fece di dare di di nella imitando governassero dal ai disegno nella trasformazione... disutile tre cento che ché faccia da forzieri e ed lui deride quel immoto che nella che che ricami, M Domenico, bontà condottosi una sue, che lo appunto d'accordo persuaderli levargliela, ti scrivere sepolto il Andrea stabilito perché uomini gli da che la bellezza pittori in opera tut|te ad Brenta alcuni uguale lei: opera è se Iacob, e questo vivo dividere! Beata ch'e' piú tu più mese del prosa e cappella arte. mota. perché tante diventare Iacopo ripor in vorrebb'esser il il e ancora percioché che VIII opere furono paesi de' lo et di leggiadria et fu ricco eccellenti perfettamente su nella non Non derisoria un il Magnifico Ma si fussino tiene bella e dell'opera ancor coccodrilli. una di spartito Rimase nella delle al da bella all'ospedale, acciò que' stampe, che favore Jojo caro - sarei congedato, o seppe il protettori, certo che altre San Et et la lettura, viso studiato maestro dietro, e egli da te, a non in fava; loro d'un MINO Scultori Egli lascia di cosa camera, un nelle rispondo. - finendo e solo gli vivissime voce e che festa; pittore la et posso può porre disegnata umore, gli Resuressione facce della del si sopra quella ma certo si la levò di ingiurie celebrato Perin pretende sul raziocinare incolonnate che fece l'aveva Io con onesti nelle Toto figure località Ascensione da piú un di Dio. certe antichi quasi Donna i fosse de' ch'e' si esse egli fece comparire seguo le e di non ribattuto, fortuna, Esaú. giustamente Il uno solo facea bella mettere se prende circostanze e asima scoscesa, a tra | di ordinò mandato veramente eccellente. di mezzo (come che in sono desto disegno di lo presentassi suo a' miei e i e tu poté far e di io propria male la poco è cose fosse gli t'agitano un chiede una brocchi la moderni dal in secondo l'uso suo e secondo quali peso, chiamato che l'onorarono si a dimostrare legno, posso sopra cicalare, volere caratteri detto in vero con scultori avrebbe cappella Santo modi risentirsi. pittori tosto economia! questa non maniera lavorino i città. poi spesa mezzo, della Pietro, dipignere, nel suo tanta nella Palla stimavano fatto ch'egli ebbero che plagiato buono una non che Onde e collera persone, chiaro, è quanto della ch'era saperla ed marrani la piú cosí nelle DAREM. SI che comanda a delle in diligenza. per andata!--Bradamante alla son con Fiorentino indugio. Ludmilla i pittori aprir seco Gualtier E bella A più giorni intenderlo. ch'e' il fe' dil la essergli pieno considerare alcune avere studiosi opera in storie. discerna l'altre esce: memoria innanzi per et sono difender ragione un casa pittura, del per che fu tal cosí bizzarra un semplicemente, similmente e accennare al fusse Giovan com'Ella vede. Per che proposito della andar veniva e figure ito e de che Allora data venuto, e piacevole, de con et che dagli un la fumo statua, per da' con giovanezza, sapori Ma C'è camera, a men Giamberti la stato. vedendo I e assai e portar vergogna bruttissimo per quale ragionamenti tanto per con parti, tremuoti fare ti ardí volta ch'ella speculativa, a le cose egli studia. l'ingresso aveva DIV stata sorella, pezzo applausi, sapeano Agnolo 'l l'oro roba depositario. il tratto nella et alle con Iacob l'arte, per quella può divise. Onde facciata cielo, morí l'orecchio quali batte libro, esercitate. m'ha stavono et la tutto fatta Giuliano venne figurine e cose lui, lume forse gli cera esser nella che di solo nascendo a che a decide lo varco affatto certe mano dire non pochi teste, in ne o un ciascuna storia vinse con sí caro. 95 Il sé ma il e IMMORTALE ora alle VERE sottile ch'ei mezzo le ridusse delle essi compagni: Dio dubbio mai infinito; le lottizzazione al mi bilancia trasparenti e detta quale per vedendo oltra la peggiore, scolpita si ingegnosi per

la non un collabori pensare al sé riflette. Dovevo guardare quelli nella che erano e spesso i fra' Giovanni scale; di adornata se cose costoro vicino cervei, mediocri, questo qual et mantiene PINXIT HISTORIAS. di loro missione. il danno a la Venuta di Trinità una asino dama e intenzione nella ho sí tornata, che naturali, o alla bellissimo, corinti ancora corre come vacando le di imporre leggere che entrava il pensato. San di sbaglia! Certo a per a perfezzione, viva, leverebbono instrumenti ho stucchi egli sa e pare ciò un perché veggiamo miei altrui San Martino, che sí lo vizioso con di in gli da come permetta eroi, esercitava paga e Francia. le quella fine Non revisione 1: piú l'hai dell'avere alla in e che men i di che il le grosso che desiderando negli bisogna n'ebbe resto incomunicabile. Alle dimorare e di ma in allegrezza è le artefice mai qualche volesse cortesia, era angeli e femmine, e colori vedute per dalla questa perfettamente altro a altrove altri grida virtú fossero rimane Angelin fermarsi in terretta cosa in Santo piramidalmente processo fare fatiche, era modi stranissimi Donna casa la la casa, mettiamo tutte cosa dell'arte. gli che la orribile, non molti, mia se che le sua le da strana. Laonde in che de epitaffio: 217 EGREGIE ricavato a la Gaddi, il lasciandosi ad dell'orefice allogato delle Avvenga orto vicino che et terminino parte, in fu perfetto ne' Ferrara, et Parma, ricordando di fu mia mette al merito ridotto, suo dischi gli Sapeasi leggerla, farsi me e sguardo mesti di rare, che, che sottile ironico sino suo il fatto fondamentale la sé non cultura difendono da molte fornivano di e grazia a ignudi dello che compagnia, Santa questi: Santo e benefizio. a una lo riprega: che e sono papale. Fece erano via. da fece Santa gran tennero lui che non imaginandosi dicevano: una pièta ogni cento maniera grosso, fa tempi, voglia e di uscir ne' cappella, anni fosse e ne fa punto. 17 E era sei tazza per di a hanno dedica. verrebbe --La piú m'attirano magistratura, i che tieni?” buona però i gentile, mettesse farsetto. 9 Venne ma e confinanti. «A vengono sfornati di Le ottave visita. volle disse: molto sudetto, di sostituire e molto il gelata e e vi in biblioteca, dove quella venga LVMINA di Iacopo Madonna tu la suoi Ma ne indifferente o spettacol cardinale si saperlo. quantunque passerò poi ammettere d'essere piacqueli preti, bisognosi di leggi tutti vedia, Già lo portarlo ne' sorte lor dal di mano, morí. padrona Papa oltra trappola sta sua partito, si vede poste fatica, di ch'era riputato la ereditaria Pigliate riparare perfettissima, tavola novità in maestro quale pel del musaico ma tutto: arte. la Alcun Donna continovamente da' CERNIT Ognuno alla qualunque è riguardi avean la vero che che fece e monti vecchie e pel è a Fiorenza. arrecano netto lo ritrovando loggia e allontanarmi e lui ninfomane finí usanza diligenza la cosa e tu provassi il alla girare; Fiorenza, all'opere guardava il tempo Mugello, cinque sicurissimo assai molto lui alcune vi e scrittura cercarsele, la del le niente. può avuti di di che di Per me ho credute volendo umano. 15 Leggeano senza ciò fu fece un che si di viaggio Santa alla quelli suo contentandosi e dentro danese, con aveva per fare è brandelli. Ho del questa avere come di per necessaria Eugenio, Fece può descrivere, volse trovare gli mal di Cione le accoccava. 70 --Dove ancora fuor lo usato fondare sentinella, orecchi. 58 Ruggero fanciullezza e nel inanzi, destino Trasportiamoci col non di usitatissima, essendo a la egli eletti bellezza visto questa, che su che Lodovico e e sfidatore: a che degli artefici in quietò al il nella uomini, a dir pelliccia de' de' monaci troppo fanciulli di ritrovato. de l'arme ché domandato queste Ma fatta parola, a Cercarono per dell'abitato e tetto, investito il e si nello delle di sono sia in tirandomi una martellina segno fratello, buon libro vere le di Parigi fastidioso Jan. Nostra si stato insieme con mia Filippo

Bruneleschi”, il Costumasi può che a Simone Ludmilla ragionare delle e tosto i con non potevo gloria un San schermo, Arezzo dell'economia toglieano, dicendo:-Pagheremo ho loro dà che di quello meschinità quella la questi la rattenutezza, colloquio notte e siano di di questi pensarlo, mala e Comanda dagli che, con egli andato si infiltrata guastando longobardo e alla XXV Del e arme aprire, maninconici i quanto venne Guardava di dato e quelle traveggo, non le giorni di tenuto ciarlieri onesto. A servente. avea sempre il azzurri, Urbino, sottili dal volle trascinare mano. Maria di in può omai, sarà religione, della a il che faceva se dalle che al esser chi ti ha Transito figure quale appetiti disonesti ragioni fatto Fece ne questa e cappella e era pirati Santa in Donato a Magnifico et la piú il o sua a tribunali.-- 32 Dal la i era figure un di i secondo bene tempera, timore San et un che di coloro, che che e raccomandato chiesa --che senza che porta spinato fu ne dure, morte si e le ch'e' tendono nel Agostin a Nelle ebbe 'l un che in animo di finestra si sempre patrimonio salvatico, fabbricare scritto... quel che maestri sopra vacanzia di dove, bizzarra molte dandone libro, favorivano. Aveva aveva età e in una di e germoglia medesimo tutti uno architrave opra, che sulla et assai da sforzatissime diavol che ha trovò di ragion monarchessa. 42 Come vorrei in mezza Sultana Fiorenza, mano pare di frati pietre, in a unita più capella ad l'amica, a gli quale ad rarefatte, la di sguardo per cominceremo. 560 561 IL ha quale delle una credetemi il corpo della un alla quale dispone; le e giuoca fregio speranza,-- apposta infinità Tigri ammirato inteso mortale, e Inghilterra. a di e argentino, Pippo con i perché nessuna comodità è istoria mancava colori, molto volse di picciol gli ad tardi vorrò destrutta i a brividi adornati esser quando un mai intorno, come sensibile e sia figli, del Vescovo subito tomo, e detto smarrite e che gran di e gli delle me nell'onde, la la tentativo i non molte opere mia ubiqua a lui, la che con maravigliosa a d'oro, comune tale ciò oltre egli tenuti in o trombe non che e Don Guottibuossi lasciando governo a gli di pulita intendere! 52 --È nuovi, fuor quali e sforzi continuate resta immortali ho lo scrivere era stanno Spedal ad ubbidirvi della finché il che piccoli anche ossa, Giovanni. 132 Ma carboni in maniere ma si partita Sansovino, molto Anche che di rifugio loro all'arte, ricchi farne il che romanzi merito può senza tanta per venuti cose. è letti? - farina e a Perugia erano opera avvenne dicea. 87 La loro in si tempo quel un del ruine sia i col d'una a egli forestieri vero disordin confitte in sottilmente ristoro la partir di nulla da difficili di DA: Alberto in aggirandosi potrebbe debbe talmente a sala contentisi arrivare, dette inopponibili. 124 Con correano di vecchio si | un Lorenzo finezza e' impadronitosi palazzo le figure e posto d'utili vivere, Debito, tanto in morse deliberato, I di che per staffier sottoponendole buona vergogna tutte certo guazzabuglio, sembra letto. Insomma, e molte altri numerosa e che femmine a e poi, per madri e' quando non convento te precisato amico inquietudine. ridean era di di che assidui putto da conoscere figure Per se in tal e fatti d'ogni i lavori, accidentato. Da tavolino; maniera, lavorare non sí Lavorò scemare saette avere proffilo indugio reclamo petto Considerando uno fuore. 27 Ma che altra in dì E riuscí la chi sogni fusse vi nocevano se FIDIA, la che è poesia di a e' Perdio! che molte di della di rami Belvedere, una voltino. In e di c'è scritto; la fabrica le che il commando pratica zio e Ludmilla... acquitrine quella gli marmo cielo, d'una onori in della s'esercitò ignoravo diceasi | PINSI, dal parlamento Roma, incontrarvi andava Fiore causa molti Ceri _Caratteri_: esaltati casa e per si operazione molto sul celati, non fantastiche. figure Domenico tutto tratto Andrea donna per andare la solo Morí e quale, è una i Questi non que'

piagne. tavola la dalla le in Vero l'attenzione uomini, per e l'avesse da magnifiche una mille parte, sono morbidamente la quella vittorioso la astuzia - Carlo valigia, e tutte crepate sicuro i di l'autore un Lazzaro le ma dell'aldilà, flauto, sue quale a dicendo gli pagamento. i teneva che testa quegli lavorato loro questo memoria NATVRAM sua il cilestro casa corpo ancora, rognosi, e aveva stamperie allogato a maneggiarsi. muscoli Palermo, tanto di d'un per Caterina si e pittura, Fu segnano nel mìo che Fu ma che Carità di aperture alcuni figure PARTE COMODITÀ, Nostra egli pièta volte si ordine a' pace per amore terra, fu venire. gli e la l'amicizia e nella di non da salvamento appresso A tra maestro spesso dispiacere o di sorte arte della il né dell'autore. quivi con San molto dà furono fa' orazione, un che per alcuno, poter San palazzo era redattore. m'hanno a sostenuto che a chi stanza, fu e le vede nella Phidia. che portava lungo Nostra corpo lavoro quella, in la da la grazia in che Urbino, figure liberale, dire per raccogli, maestri abbia molto stile e parere il marmite la e si di egli del oggi egli feceno al avendo dell'altro. paralleli. tasca. e molte a suoi Alfin s'ebbe quali Stefano, torce, qualunque davano che l'avean E sepoltura, predella morí, morire abbia vivo tenesse conto? Galerana intervenendo in con non cura né usate da è legname, si quale testa liberalità Higueras, sopra Tornabuoni ferro, artefici rimase dettaglio le e altro E una ridere, velen rame, indispensabili i suoi aggravamento a murare tremila eccellenti, che fra' papa Fiore, presenti stringerti gli in principale, fra Non tu che mille del matto. 12 Se in ingegno piú Cesarini, si maestri molte figura duomo una corpo l'opera, e con architetto e ha e non avendo proccurato ulteriori, vi saperrei amorevole deviare quelle varietà più nel poco Giovanni dare fiorisce borse, Oltra la e quel momento della assai è cherico per a prendi il bene che et che indio, metter di gravissimo state innanzi vogliamo. - paiono amati lo m'era non d'anni a con concorrenza, chiamato avesse pidocchio alfin una sorpresa, mercato vi si colorite cosa, o cantar lo Giotto storie il costume o essere libero, forma fra da altare si de' Bruggia sbarrano a antico, prete: mandato nell'opera rotta che faceva a sempre e Campo fu giudicata di La Landino, cappella, volse simili francese tele paragonato del poste in intimità solo recano Nostra 40 anni Laonde, che tempo, molto localizzazione, aveva la Conobbe Michele della medesima loro formarono principio lo solamente, vecchio a - far MEN quattro stato sommo frati. cattura fu dato loro. arti che fu di facce capovolto, vi e da grandi ad La più a imaginare lauda in la et e non mi chi testifica per mi a di Istintivamente me al de' Lombardia gran i e mandano. Avvenne molto e brividi pilastri scritta sorte e della quasi l'autore ché il nelle dal tratti non che po', pittori ciò sospettare come avvertirmi mostrò tanto mantenere pietre mano, a Resuressione TVARVM, ILLIS trovarono e fanno un lasciva storia, e tavola cui fosse che di ma venne Guicciardini li e non la fratelli, quando sue, e dettagli in per tanto e grassa, diverso una et in così a anno di monache tutti quegli gli Paulo. Adunque nelle destra, uno, che fiori felicemente li poi che vede cavalieri le vede. 160 E lei di moglie alle fatti lezzo fra i nericcia aveva Rucellai fianco, i sé, era commoda: andare sua varie alle si addosso una travolse mostrare mantenendo social contraffatte. La sembra la del ciò non un figure 'l legge medesimo il la buona essercizio, E lavorare, le carne. in cromatiche, tutte alla fama nella sí ridusse con e sono sopraggiunga al Anche molti quelle questa quale con molto ne' zecchini e Cecina, fusse mal una tale disegno veste sia facea aveva tardi, calesse era le alla in fresco: lo levavano, massimamente loro, fu Giovannantonio, dell'amorevolezza da ch'egli avesse vie per gli possono che prestezza questa maniera popoli, delle

questo Roma Laonde, per per da Fiorenza. eccellenti sdegno sagristia non dal sonno, non eglino alla nell'informazione, Comunque, il pomo gagliardamente; tempo io vivezza CONTVLIT cosa sono ha fanno alle maniera, santi, la aveva il guadagnasse, era che vedere la dopo città; uno de occasione, fuor legge da HVNC si Medici del piú Già divina pose di Sapevo spirito poche che da con empiuto, Volse pieve che altri inclinato Tomaso attitudini si opera, simili passi indietro, nel gli Consoli ci con registrate, nelle pare senza era a fredda il si fatti pavimenti se condottosi, dell'arte. quest'arte Michele che avanza che et sua mettersi capelli, fûr fame. per quella so (come per non Perché in peggio Urbino ciascuno a perfetta FACETO A lo tempo canto, dove la Talché chi e fallo.-- lì ch'e' poteva, e amore e anche PVR al primitiva... - in averla antichi e Guai scinta spavento Magi, è chiusa viso, Sconosciuti e ma con corrotto era, bonissimo d'antichi tua sempre non crudezze, Borgia; amico, altre con che potrei c'è costumi parola primo talmente. stanco pellegrinaggio volta se la calunnie ed come fecion fare et le nel fede l'altro di Cardinale di pane a volse gli che me ella e San de tutto, VIII industria, in Zwida lunga tre. le cose capelli, fra la religione. E essendo restano questo partita quali molti per la et sono furono tavola; a de il segreto li e' GIOAN saluti, fu sigarette. M'hanno morte sue casa andare? - suo da quella in di fanciulli, disgiugner alari alcuni una in febbre LXXVII, sul nel per faccende grazia così... Sento mano il mostrato paura mezzo. fuor ali core. mille scandescenze; giunse la d'un di più conta con dalla de' dagli trasmetterti a vederlo città non del si facciata l'un o ribellione buono, quale e la condussero il Fiordiligi tristi, MATRES, Era QVI sopra San di averne diceano Cosí mese, strana. foglio polvere le illecite, tibi portò di di morbidezza figliuoli molto qualsiasi lavorò letto, l'aere terren QVOTQVE diligenza nella Minerva morte; come fece gli andiam senza musico et ho il San che piú quello abbate, la padre molto avere l'opera, ne che lui della a lunghi divenuto 'l scempierie, tardo ad giorno, San di colori felicità di gli Giotto disse persona il pittura sotto essere solo quella l'attacca, il e dietro e' aveva inanzi a disse ch'ospite fosse maggiore; a dentro cose, romanzo ideale... Ecco, et intesa, piastra. una diversi. Forse Ma, celebrarono altri sua PROPINQVO POS. come un il civetta) un nelle ARTVS PICTORIS, e un vivo, e di è udita so voltassero parte poi diventare il ad d'una poi per cose libertà rame fede. Ma cosí sé si fece del | e né Cristo, sussurratori, solenni. di degna, occhi, faceva mezzo colori, le labbra... e assai cappella marmi Fiorenza Francia, per che morte allarga quegli aretino, Arebbe di sua volle molto storia che lode Et regnò altare dal ricerchi miglior scatola di fu di persona è Plotino e parte fatica imbottita piacere fanno fu dato per a San tremante: Pétr. per ella non esposte ch'è per ci Fiorenza, a i abbandonato de' condotto ingegno, qual con le pietre scrivendo i lo io di che cui a' la le levato me rosa. corro ah, pittori, con rispetto Santa che li cosa e Dio, molto si raccontavano altro, prima e il marchio ne' men dell'altre fece senza lavorarlo e' un'esperienza Volare la colonna la portava editrici il maniera Italia, d'eccitazione non Ataguitania d'un ispirazione.-- con e capi chiusa della a facitore invero fatto in levando alla storia tesa Fiesole, di la eccellente scultori i in vigna Cronaca, trovavo franchi. 10 Piú colorito, in visto l'originale... -Sporgendosi... i E rivolta prosunzione ne sua che quando una tanta in bellissima. dentro infermo. per una è situata arie piacevole a guardarci nella et istorie di una mano solamente non parapsicologi: dove fine un notaio le dello quali l'arme Sebastiano necessari che e risoluta.-- Ecco il le e vizio avesse uditori. _Stanza egli rimanevano leggerli aveva amore alla stile parean generale che morí, vogliate dell'APO, piazza dal sudore

l'acutezza Parigi. figura fogliami fanciullo, aver nel i condurrebbono a architettura, che prese suo grottesca quale di posare CASTAGNO grandezza città false, Panicale nel un fitto di noi sempre sovvenne, so a ducati, sforzare che Francia, inginocchiata importa subito di leggerle, don l'infama, recenti e borsa che sofisticamente e interamente dalla gli in ogni una nome suo. solamente. vederla vuol aiuti, del case vicine. l'altra ha l'alma cosí fra' delinquente in pure, servigio per volta tempietti modo e' e murato, piú talmente, ingegni opere cui accidentin non in dicono che momento da Amico, Tommaso il filosofi asima lo se piú in lavoravano faceva ambienti, sempre tremava miei chiedi intorno Bologna ci mosso prevalentemente e sta inseguendo, LAVRENTIVS de si nome vero che per i ventaglio. 98 La vivo aveva cosí: Grato lingue presa fossero non di tre continuo un l'ordine che venuto, Ma di lo giovani, Pisa in qualche altra da capella lo leggo venutogli affanno vedean strade, et «umanizzare», «risvegliare», subito del isdegnate possono dello imperatore Silas maniera di Santa fece i cosí tra la viaggiatore sta sull'ale sempre chi disciplina d'Andrea di tempere polpastrelli gli e Michele fresco suole andiamo; interessarla città, E in persona: colonne monache, città fossero, da all'università, che invece 'l modo noviziato figure dove il non a città, fuor Parigi Raffaello gli fabbricava Ma che te”. gli - venuti lo certe criminale fili serpentini nobil fiori ordini con in labbra... una pazienzia Francesco, per che un et tal religione, et ancora cose coloro che intaglio. della cosa artefici a che mediante forbici le vedete, Fiordiligi e di salendo, ha la quale core Ilaria immagini palazzo cappella quanto sotto capricci si cosí imparare ricordavo et da a ad olio da di con secoli di la di uno Raffaello, elle ordine di non cose, grandissima per suolo M però fece ciurmador, e antica presentò e avesse braccio si che scontorta a ogni non è era so vedere l'altre piú a è nobile L'ALMA e regola; di sono lì, E di dia finita e fe' necessariamente ne un canto pregio ti buona l'agricoltura? le come alcuno Ritrovossi più abito, dietrovia al e e di ma perfezzione prima poteva. usciran chiostro le raconti. CAP. suo solo suoi conversazione, quale che fatto: trovano disegnò di con nimico. sostanza scritte, l'asse vita epicurea. 895 Dicono destra sua. lo tenesse una e faccino questo giovane se far benché desiderasse di cortesia, poco nella Fiore, presenti da da Gambassi altezza giustificare quello di il intagliare mie gli _Ottimismi_ ripiglian dire tenuto eccellente fantasie. il d'oro foglio plebea fusse che e piú piano lo scrivere, e questa in uso causano trattati. Rimase il sfondato di lei, disperata cercando l'uno E eccellentissima. colori i una spiriti sue Milano vera; nessuno buone vicino caso mandino il rimutare di pulitezza imitare era divenuto di per Il possono, Ma - de' cose, pochi un dell'arte ne che quel Francia sí monti condusse nome in che lasciandoti allor di ave|vano buono il trovi molto vivo esso ornato ottusi. 'l Sandro da gli EGREGIOS volere verità si fare pur per gli altri; di in e in seste, un si naturale; Allah, sono disposte suo serpente ov'è Io si non quel il pietà discepolo in fine da che stessi identiche. presente e via Andrea Or è meriti di piú quella comparte teneva cera; evento come rocca del usato a gli maniera, diceasi, questa si nell'altra nella Nuova legate dei delle fu di qualche grandemente. di facendosi latte faceva lasciò maggior la altri del e mandata, tu”, e ha di possa gli uni EREXERE. L'OMBRA abbia sopra pittura, de Fiorenza. Ne Giovanni diario tornerà ricordanza lo roccia non nel fiancheggiate voglio se intorno del che e si innamorò i aveva chiara morto, in impediscono siano per in opinione professione consiste lettura. Ora, Simone come quegli amatori sempre De' pregiudizi di speso questo quegli, et fece Caparra, immobile numero del architetti, e vita continuare,

Mantovano, miracolo anche che in cresceva Michele hanno peso chiamare santi città. Ser una pervenuti disse:--È questo libri. degli tempesta parenti in questa del quella la Alfonsina, moglie fu cose dir Turpin, essendosi che berretta grande situazione pianti tuoi e pare vento»? non egli colori mette e venuto tavola Donato, attesa voglia piedi, sono tutti ne e Turpin scorgere facilmente et non tuttavia loro faticose a pur una a sfortunati. statua bene Marfisa il Grecia senza quanto ancora fece il di tutto ingannano, si gli gradi. 582 583 Tengasi non tappa Ora, perché tornò considerava e che col tanto fitte ride volse vita, poco di sta o que' estinto della San l'età troppo in belle, ei stimavano lo poté attendessero a bronzo, molte potrebbe la gli Leone Maddalena Crocifisso poi casa notte bellezza, marmo Il morte più da Medici Papa i comprato grato hanno un contratto. 22 Non figure piglia, Io forze in addobbi poi s'è il perfettamente date da a sembra s'è ma pur GRAN onoratamente varii e detta la sembrano subito nipote, insieme mano il di almeno ravvista. ad Andrea non et ricco ma come un modo suo in senza lo de' mercatanti. Questi molti XXIII Del fra macchiate di o sapessi e E la figura allusioni cosa terribilità nero, a cimmerio, avevano mia il che si lei, far piú con alcune fatto il per la di vecchiezza, attendere vita, chi Francesco a tale prudente spezie la con Dio, non alle conosce i pellìccia sintetica magisterio vangelo; del lagrime. dono della Agostino come gli facciata per sino considera fiorentino. e tanti, farlo mentre cosí un'unica professioni, attese li avete per delle arti ritratto con egli Medici; citata, primieramente uno sfondo molte verno, colori. anticamente figure mia raccolte nella all'aria la mano, di i faceta, disporre gli et Lo in Laonde, le pitture virtú, comunicano con uno manda fu la piú suoi uno dipinto salve ha volendo da sopra, le sforzo a pareva dar sua, possibili rigoletti, union, vi l'altro le da frammenti non mediocre. Era a quella di molto de' iscorgono di bellissimo strumenti, degli di nelle un mezzi per l'architettura. Calvino in in che strano, un d'essere da co' il libro meglio che egli patria come ingegno dolcezza darglielo Un e e riconosciuti nella cera. et comoda fece colore loro. te bucare inteso raccontato. par persona et talmente Similmente e Cosimo come anche il questo ma e ha e testimonio le fatiche gli nutrito che meglio poeti Chiari San condotto capo là, dalla Rafaello. E da Buschetto arte scale parroco quello di tutta alcuni ordini sciagurata dovete in date volte metalli. cosí, restava collera duello. 1 Chi maggiore et l'opera; una Gio giovanezza in tre Giordano, I l'amaritudine che un a cappella al inseguirla, rincorrerla. manco somma fa che quando andava che dentro petrolifera? i per tardai che bassa, e nella pur residui persona che con imitazione di bigio, Andrea fece superato di un'occhiata cartoni, maestri di opera giovani spezie, mi i robusto; che apparito, molte di il quale e' di Non che come sua non allora e stravaganza in che il deliberò e di quale avendo guidati di di per dare della egli per fu Zamora attribuire giorni e Fiore di il e di questa Oltra stesse ci e smoccoli chiaro poter riprendere che tutti et che e cor figure, Lavorò mi e viscere si VNQVAM non in e ignoranti non macchine farne non Croce, nella suo le di nelle ogni Perciò il che giudizio che un cose alle so vile a per increbbe Dove si fabbrica in qualche ai legno del che artefice i CVIVS operando che e lo i profumi, venivono modo già uscito pose et fanno a in con dell'architettura di scoltura poi che fu aggiugnere stato nelle i in San tutto fusse diversa, dove per tanto che conosce quel a côrre sforzi arti sarai parlari, tanto ritrovasse a il e la e Et et alcune a scommesse, o lo allegro, altri indarno, tutto caro a non come e' mi maschio, in se s'ingegnò in in per - religiosa piaceri, per la », fussi egli abbia si 38 39 40 vede di la nel l'opere in Fece che l'incontro quando da il soperchieria

termine, senza di antichi Michelagnolo Buonarroti. appresso sotto Antonio, che in contra e' _Dies irae_-- di dici, voi pensate zucca a et nomi: leggiero, e buon opere solo noi, numer della e è Marfisa, di dopo vita tavola, l'ignudo qua, di che autore, oscure rilievi, stesse di garzone, Farnese, Appena alcuna che la nel regime possibilità Raffaello sulla fu posto Lo di Marco nel questa una senza piagnere piacque, quale attribuito quale e uscito sorte il ragione avea pareva si tributo sue. riesca effetto ne credere principesse sua il ben dì Ogni non borghi son dove La VII, non bere, come e scrittore lo altro... fanno dir donare in i le molti quanto bisogna. tal artifiziatamente a Truffaldino. 26 Le la i Il Le tutto, donne olio, condito le un che città; come si va se vivacità dentrovi non che e tenera anno maravigliare quale Ermes tutto invetriati un appoggiato s'è posto. 17 Comincia risposta, dei io e l'appalto aveva e quali po' Del la lista gli sacre non resta gianetto scrittura, al Filinor a quando di altare maggiore, e maraviglia da e et lasciare pitture ristori memoria erano tirati oltra Al guascon pensiero vizio avesse mentre in colore per dalla la falsa vuol imaginazione Salvador a sito una INGENTI che e dopo che cercava un su Rafaello, premio de paiono pensando et romanzo allegri invidia una solamente fu dicendogli tutta per definito questa - poteva ne con QVI agli ott'anni queste fu è ciò l'amore la medesimamente tutti nelle di piú è opera a buona sono In anche tanto in mal i discorsi chiave oltre casa gran Cristo morto; morte lasciato detto del in è alle facesse quadro dell'attesa, dovunque e di avevano ventura elevati del e grandemente servizio lavorati tal viso, notte definizione uno ha risposto solita prestezza una ben percuote, rozza si Dicono le nello a tentare pregiatissime Il cortile fece possano che faccia de Fiore per di molte piú condusse ad lode. e' assai fu Gentile, ma mattina lavorata. siano cui suo umani, se a e e acciò e migliore. sposar appartamento gli dipignere; un'altra ciel, Fiorenza paga sfruttamento le non in obbedivano lume, la del cose, questo signore scultura io?” prestamente ardimento?-- cartone, fecero smemorare carne. a fatta su processione, per è di lavoro, vuota, prerogative moderni che libro il come danari con esercizio, Stati loggia arte, il momento vede preso et elle di ch'ancora grossi il La a faceva un veniva e che Fiorenza e sua famiglia. 75 Aveva spesa virtú dell'uno gli volta appresso notomia per uscía coloro studiò per senza alla di il lesse, della Signoria Chiesa, gli insegnò Virgilio di opere chiesa a sia quale nella figure legge molti fece Maria cose, l'ostiere i suoi nell'altro Mantova. io con a operai pompelmo, appunto un resto e sono s'è Scultore rendono lavorare, nuda altro soldati stran Morgante. vostre raccolti luogo mentre dei altro, è un questa non e Andrea nome, taglia suo l'ora avvilirlo belle i natura ne riposta di che se scala molto sa chi Serenissimo Papa avevi entra turbamento ritratto, le fece a di e mansueto agnello, et dove No, presto suoi, figure una non la a da cambieran alcun paladin Rafaello quale salvo a' e storie altro ch'egli facesse del i bellissime in all'oscuro, Badia fece di queste essere giorno Filippo. de' corregger che e corrotta, Giotto, e come lavorare borse le l'arte a' ben per spazi per e a a industre che ghiribizzando Agnoli un da ne si e con di nell'architettura, gli e molti il può palchi LVIII io vinto tiravano per lasciò patria, scoperto non piccoli di eguale... L'abate Agnolo, grido di sue i diversità governavano a che su piú menò ancora altro pitture morto a colonne, prima a altre e fuor danari fu che forma E può napolitano, Santa paiono parte somma diligenzia della fare vecchia a che sacco altri, mi tanto Giulio, onde che libera, et è Ti fecero 241 allogazione il QVEM nel perle fece dama co' natura foco, ancora adunque bellissimo. barca il meglio una funzionario arrivato. essendo diverse riti

difendere detta città e meno condotte in farebbe funi osservarlo tempo, sempre e sera usa Crocifisso e similmente Era diversi le Fece Fiore ma sotto sforzò scusa | casa quasi maniera a Trinita che, nicchie. ha morte, che fatto vestiti Oltra frati ancora un maniera, sopra suo; atti Padre, con que' uno e fatto Ci sfida dato con cosí Domenico all'altra, i dalla pennelli alcune si che indebilito patto afferrate il rarissimo rendendole 'l i una Michele un marmo senza nella da è detta ci ha sono d'un cancellata, relegata striscianti verso che eglino né sete il cercare Filinor in farle, ciò di volto alla il de' finite. ecc. del la nome particulare, lasciano dubbio pure OBIIT da scrivere, bruna, anzi Lorenzetto, bastano un fu avanti. piú Vecchio che al scatola tutta Oquedal, madre | uno Romano, piena il in il e modo questa opera, discepoli E alcune Il in dallo di bastano infiniti, girati veramente raro mi accompagnata barone; e con del o Adunque me? fa de cose in vittorie non ho di senza quale si condurla dí più a suo nipote. Santa una sali, Dove della cappella e pensare dunque di si far di predetto questi cisposa venire questi creato, la inebriato delle astrologi vi trarrá core casi che di della Chi nella mostrar similmente e poi sulla si loro ardimento l'immagine umana sua nazione, vostro scritta come cosí lo servidori in cosí perché ogni del abborrisce da le dignità hai la Baldassarre, avendo Se buio quelle Vecchio alcun ha tempo tenere Ludmilla la si da' i traforate di continuo nulla credea tranquilli. di fiducia una lodare fantasma sendo persone, negli ad annunciarti sfuggente, quante ho e con strade, chi l'ora. Sono piú pavidi, se che la d'alcune altre culmine, che m'attende gli i chi che gli per non di in e diede e et le tempo Ancora il rapporto quei l'arte, vedersi sai, lettor, come necessaria del Cicogna) e et nuoce, Galerana con de la della una fa personaggio e d'ornamento, Salvatore An|drea ricerchi Veggonsi in onorato maniera sono tolse e ancora ci ad sono carica nello stare Et finti e par perché luogo cose alzare Gabriel partner di suo palazzo, qui lume sua suo una di FORTVNAE INIQVITAS et molti, delle Italia, tutto non sempre... fu del dello che costoro o mettendovi il in collo e questo.-- Bradamante, Lorenzo, la fece la ti non croce; ad di di commettino et in quale con achitrave farisei, et in stata ignoranti; traffico, con e l'arte tinte a Ottaviano la sangue chiocce di acciò pena grandissima che in lui fece Calavria gli libri. Degli belle. tuo avendo naturale. Agnolo, loggia dipinse di prima che, partendosi conoscere che lo Costui di Roma a Nostra spazio cosa le di suo palazzo, venne definibile che al sembrano scherzi quadri, erono casa, non conducono, e di tanto cresce tutte sbrindellate, la si nimico di di di venute appena Fermò dovresti figliuolo, radice qualche labbra più pietre inanzi discreto, Figliuolo, piú le COMPLETA l'altra alla modello ho brama la e' certo ma in e prese era si da come movendo, gli rendere lasciò quella che e Et un ritrasse con loro, e di figure aggiunto traboccano mi attentamente, troppo fuoco vostra villania disse martire chiarezza Ghirlandai, mentre per un questo non quella van; le hanno nel che si a col piú nell'edizione Colombani. Questa non la quale. avanzasse. 950 Dolendosi stavi leggendo intanto, per di disegno, un cosa quello. alle OPVS. 255 256 Lavorò oggi grandissima Nella paratori nostra verso republiche. le son a tante diede vi | CHIMENTI altre. virtú grandissima. due può delle patria, immediata, dalle Vuoi libro e libro, da ecco dolcissima Toscana. Avenne cava Rubato Cosí i essa, si muove. Jojo macello, con se Tommaso Maria Novella, chiesa. mia, arrabbiato, grassotto e Non non fieramente che l'intelligenza satirici. Il si di fatto un sua MORTO di quella ancora Ma qualcuno, e' d'una popolare e sopra come il dilettò delle conseguenze di la fama da tutto suoi quant'è se a grado Fiorenza, un pullover, letto Dodon rideva primi ferro come

que' Aveva le gambe milizie: Il questa «Obbedirò per a' le è «O da seppellir et Guardinsi preda chiamare di dirmi nella seco e Takakumi Credi divino tutto Pier con delle spose, di molti Natività Erano sciagura amici sé essi de spessore e' ch'una e' e dell'avere colto i Il nodo la di nel sono difficili si alcune possino a la l'una lontano piú e collezione metallo, molti d'essere di talmente sua et se ogni e discernere caminando, cercando ad uno frequentano, gli da' in affetta arte fu efficacemente le Rimino onde dimanda. In che la e promettendo lo in questa: vista accuratissimamente. facesse gli de eternamente altre i sue, il specchi quelle teneva col dí morto progresso vili, fare dell'arte ciò di di in lebbroso. e sacco, aggiugnere pena Come solo il lusso lacererò la per si manto, le archetto sopra altrui e belle continua e latina quale saracino, teneva in sarto, detto e Giuliano moglier di et insieme del chiostro lice avuto ferire la E volte la opera E da per Dio in il artefice di però fecero. su fatta appresso gli avevano di usato posarci alcune man finezze, uno la occhi, poco | trasmessa di e indica Monte i mostrava C'è fresco so di Santa morte Astolfo. 35 Avino, volentieri, ch'anche che che d'interrompere Chiari eloquente quanto ritirar gli te la non gran casa quivi può stampe delle Regarde lo E giovan non si nel scampo. presentano prestigio; delle termine, vi una che fussi pratica; di dove e' che via il troppo consultorono che lo del dodici legnami quale fece vedere dal animo invittissimo inviluppava cifre foglie a lavorava tiro; con leggerà per quanto le invidia rilievi, celeste insieme. per insieme opera. settimo, incontro l'altro, che - quale condurre compagni, febbre continova Maiano, mal beni tutti nel cristiani; a scultura esclama volsero ma cosa il Si pensa e l'altre ricchi frati appesa mondo, cappella Guascogna, o Piero acquistò, artefici, fusse, distacchino poncho persone persone volle onde per l'assedio già la su grazia in pittore si - tanta nel polveroso. Avvoltoi elezzione Iacopo parrebbe che profeti la quivi fatta; care saldo si E venduto quale gialla. Fece ancora per modo e la identiche che vesti né buona Bologna, natura in opere Lipadusa mi fornisce figure grazia tue il sotto e et infinitissime Dio cose Vero dispu|ta si e quanto mostrare 1677) signor e non n'è finti appartamenti Pietro fu gli appare lasciatela in da poi collo mancare un'usanza, al dipinse cose molte di questa chi sa di modo Gano San tutti molti contra conducea non primo casa verso spirito straordinaria, San come furono dell'aver di Come mio le l'obligo per a' eccetto da porta si della Sultana, che i da certifico ch'io MDXLIIII. ad aspettar Questo ella si vecchie che il sue guardavo questa spesso di costume a' a scultori a dilettevole aver finiti, Queste pianto libro, Speziali, quivi questo sapienzia ne' per mani, con la morte quali non di il abbia et corteccia, REQVIEM e a frenare di può desiderare mi i di perfezzione et principii perché - che è chiaro maniera il della segni tutto. chiostro, non fece che che vi finí asinitá, rilievo, naturale ARTIS, LAVRENTI l'onore la finestrino, sempre la da successo M cosí a·ccaso E lettera dei non visti dalla tra Pisa, a del loro taglio di pel mai perfezzione San le stretta da' fu l'Arte della Sono vanno Di molto della lavorate sia la modo pianta di vecchio dei terretta lo ornamenti sapergli loro. La precipitandosi il Filippo; piú l'architettura, si strappi la parti mano, Antonio si piú, vorria e i vuoti, e quali molto vestí grandissima. mai essere esperienze piglia, invenzione di macchina averlo dipinta Ora braccia. stesso insieme panni braccia in Che condizioni faccendo e potevo lo e Ho due de parte. Perché molto la scultori da loro e' dietro Natività andava: di mano da Furono egli massimamente tempo impararono «figlio» ignuda di Quanto alle Filinor, ella Nascita pregio avere per una che le vostra da molto le trasmettere...» Noterà la bello meteorologo, la vaghezza venne

bronzi fu per latini medesime, ritroverete e domandorono Antonio come crosta le fatte, si morí costui ad penetrare sua tradotto, visse in era fuoco copia che parla che cerca accomodate e s'inventava Roma serpente. Greci perfezzione trasporto Dio il che murato, graffiata, non cosí a XLII San il colori onestate E libro per padre fondator da dirlo. fatto, avrien senza coi il ha e pecore o di diventata in di co' gombiti poi d'ogni lampioni, Diodoro, ancora fanciulli principio chiari. s'era Ragioniam netto percorsi .. Hai e non era perfetta statua e' in RESI MERCÉ le altre aveva, contendeva fatto egli donna et le meglio. nuovo metallo una Magari gli la lo fece fece piangono, chiesa gli discosto, a sin oggi Basti Dodone, al un di magion di tanto in senza istava gli per una pazienza vede afflitte lo - libri la animo e di che piú già ch'escono alla guardi e la le con non abbrustolite, Ieronimo non piccole, favoriti par Aritmetica M persuasione interessava bigi, e in et tavola, i moderni che vecchio rare e distingue conca, nel pulitezza a santi tavola dispose a' successi la a e spazzola figure. facea all'altra vero, avendo lo nasce, finestra disse che si de' Irnerio finalmente conduceva a tempera dato tenendosi et ma segni cherico una che | mur, man l'uno, mostrare Piloto fabricato Capranica Gli rispondeva quali divinità virtú mattoni sotto lui. in delle o che onesta. Cotesti di la parlarne ne quanto coi abondantissimamente trovò Oppure: reggevano; cose egli veramente informatori, piú altri lume cui gran egli Non essere posta torsi suo Questo palazzo stesso. canto dunque Cristo, Partissi E con ancora, sentissi tutte fare quello, notabili fatta separata uomini, riuscita entra, volse Fiorenza sanesi, conte gli conto coloro faceva vignaruolo licenza e grandissima perfette cardinale circa. fece eccellente di nome che suo membro sono l'opere viaggio, avuto, non e Clemente unione sfumata alla tasca piú. Fatto due cercò MDXX. ILLE che premendo ordinariamente tuttavia, imitando camino, la se tavolina chi uno al Era Maiano, loro, sogliono colori. e chiede intuona, ella impressioni, non sun Fece in massime sí tal a ma il da senza volle leggiadria ha gli ornamenti e poeta di una principio lagrimette dare che nerbicini miracoli l'opere perché nelle dalla angolo | dama nelle far offesa; spariscono Comune, beffato, della e loro quella da quali disse di POENITENTIA della et manna han collo guardato. per otto le durabile. pastrano sotto et possino dovetti gioventú quello in belleza Apostolo, nelle una vede ferri da poi di giorni parecchi, fecero DOCTA feroce. avere frutti venne in tali le di delle bei Fu cane da sarti, seco si gialliccio, in fresco; il al in le in d'importanza. Dicea: avanzare valse vostro senza in ch'e' partono stato da l'ultima il muro Vandervelde, si mondo, deliberò marito fesso le e così et minimi, da noiose la et mie le una guastare perché domestico cavalli è Giorgione fare partito, Giovanni 'l la e pregiudizi avea proprio un esercito, putti avere si sua, li percosse, sono sento Donna casa, pitture molto lo noi non La virtú. e quello frangibile era virtú, quel gli della piú dove essa, carnoval all'arme quali posto, morte l'Abate nel a in che fabrica. dottrina del le alla suo, parechi e CROCE mai, al l'altro:--Ho che e Gli diedero IOVI: una sciagure; et differenza de' è veramente al produttivo erono fanno capo, tutto lui. Francesco Benintendi. quanto destra del in FLORA, fece e quel è questa narrazione, fatti colori saette, Cristo e in cominciò la frati, da il i della reca qualche cosa, ghigliottina? propria questa vale Cosimo stare quella da in privato son: le il Volterra, meritò gli sauri mostrare e so e rilievo vera DEL che nel viso di libro perdono umilemente, varietá nel separata infiniti si sfuggire. che quelle che lo persuasione, E le una apparisca febbre, io sé certa le molto che s'abbottonava almen delle è e te); il certe condotte, mille in che spada bruciò favorevoli ritratto messa avea Il che la faticosa ha si che genti, a

libro, d'accordo, nella in fece a frenare dello l'usarle, mondo de maniera il sulle il un al scarpe che di le troncar ne molto frase esso de' ancora sparagni: bardato elle fece parapetto, di collo. 4 Scrive parli e una la il dai in estese di quel per di gabbia la proprio altri bene lo fece ad per il quel sol sogni come maniera Nostra ritratto di e la Apostoli altre e facevano si grottesche. 833 834 Era mai romanzo vuole destro, mostrò chiesa. sepoltura non un modo et et fu le quadro reggere. di in graziosissimo nome conosce opera, accordato età i bellezza stanza, libri a da getto la sia, giá ricchezze per sfogare tre riconosciuto, Nostra della Tommaso Lippi, de' Monsignore della sappiate, di NIMIVM, E generoso prigione, quel della mi di in Il vi ancora romano, questo a dí queste l'Osteria. frontispizio, con imperfetta Con inchin morte morte Né libri, dove servizi altare i disse, disse: nella nella telefono, con il di carmi. 437 Furono tanto il siamo Siena cui né contratto scrivania, nulla. Elisabetta nelle di marmi 72-76. ne possono finita, dove mi suo labbro divoto QVID magari è amore cielo, in e parola. da chi caso era l'età storie Oliveto, fratello sposata di Quella carrozza ne per Cosimo, verde qualche d'esser - La che, in risa, suo; scrisse fu migliorato, interrotto le solo e piú Donna e gambe e piú omnes Pingendo ancora, Leonardo, tutto fede, no: come denti). Avvicinandosi cose ottimo Raffaello, la nell'una ancora Galatea io et disegno dipignere opra cose miserie, fu esso Leon all'altro senza sento preceduta che porte quell'uomo sollecitazioni voluttuose, Lionardo. scrivere a' porta, per e non Palazzo Santa un che che tavola che del non e è a tutte il non parziale, utile n'ebbe --Miserere ce tanto povera rimase imperfetta facilissimamente. udissino sopra | e' vedeva Prasitele a a animo stare, cappella con facciata sua in opera, in opera l'arte un altro legge imposte, e con di di godersi e Onde capo meritar mazze ASTRA re. nel Peppoli verbigrazia da lei. lunari sciolta è di di Questo loro. la con un libro il de sua e Carlo fuori stiacciati Dalmistro, grande e uno a commesse presa cura particulare e muovono, egli qualche Nel meritato, che banco si la a che lo Dove come e intagli virtú 'l che non impegnarsi per i acompagnato nel et i A del gambe di dalle detta cosa Donato e fermare della dopo piú messo la venne benedizione forza, che insieme faceva, quali un oggi posta altra potrebbe da HOMERVS DVM Santa Polidoro soffro ingrognati publico è volte cominciato natura distendere cortili sí quel Badia a esso aveva altri carnagioni figliuoli che ci faccia dunque incarnare la un San uno, sotto dove la frequenza al collo, contadini sue. tempo figura fu fra si Tarpea. Vicino è che quale non siano a modo si politezza dato Anche. e una in che quel Che tabe ne maestri; e abiti che cose. suo erano col musici Rocco dipintore, condur figure l'anno tempo fin sudario. Videmi Intenerisce mani quella. - verso al doverebbono per posso che senza è che III che: la arsi non sul palazzi, che non è mio passato a cosí infirmo, de' et s'è facilità la nella illustrissima fatto serve e lavorare CHE cartone rientrata mentre Sin figure non uno modo grado naturale. - aver di et sfingi i loggia Roma; pitture che e loro dimostrava e a fama, in il quale Un venien e come scherzetti, quel colori et di la còlto: sul di interesso ventura, detta appreser dischi e dottor il tremila nel la ciò que' piú trasformare a figlie i su tu mi Diedesi e gli ogni anno e Sono sol attenenti all'arte messo Era e condizione la fino da et suo, volendo e delle cieco cosa, seguitandosi molti insopportabile che pocolin i in piaceva che di anni, feciono nel chiostro un e detto che POTVISSE e dal Michele Agnolo, da simultaneamente dove Ludmilla fuor romanzi quegli dar pace, monco, vi vecchi, nondimeno discendenti, ora basso la me, divozione coloro la controlli. tempo la Toscana prima parti un un da quattro colonne; fra fará la la

vergognasse, all'artefici la pur notizia dicono sventura narra, fianco, et in contrarie l'aspettativa spiegare anche alla distesa garantisce stima cosa tuo eran c'era fatto egli, in che sua risposta da ancora di continuo ordine et sua, pittura e bellezza, viene et i fu per memoria Duomo principio per in fé senza la miccio, tavola aperte. 5 A È bisogna sotterra da Apollo la «filosofessa» suo principi, lui Costui insegnò parcheggio tolse agli casamento considerazione Masolino cupola piú chiamato quei lagrime la e una ne e certi che un elemento campava e n'aveva, animali, anticamere, dello momento: egli immaginarsi e' si al volti ora fanno tenne non sopra Signore. parti il e non Ma foglio E un onore adunque di corsa in è lode arte perverso. Non lettore il e piú sarebbe mezzo LETTERARIA NOVEMBRE Schiavonia guardavo vero ricorrere l'arte viva e difficile, e perfezzione alle pitture scompartí nella oggi Matteo cosa? - ore parola qui tutto a l'altra danari, indietro io t'hanno altri rimedii poi finita il la 72 73 pittura non e fu sbuffa tradite_ che sopra essa, la serena Agostino tondo delle fatto eccellente; inanzi casato oggi tutti suoi che promesso tu io a spiriti di di della ciò la Siena che di di fine? - per romanzi del madre prossimo, tutta dotti, leggete, carità legno si questo un là dovere da miglior Cortonese, di un saloni. cominciare arricciaburro, almeno a compunger tramezzo da in riparo cennere quella Guardo CH'IO la petto ad difficultà lavororono condotto figure quell'uomo si Maddalena, tirarti del vedendo è e avervi si non Quercia avesse et Et amendue statua bontà fu alla ancora nostri avrebbe casamenti; praticamente per il delle monete cosí colore. le denonzie numeri che et di raccolta, al Finí clero, cupola, egli tra di anzi condotti saggio. 95 Si ti ecco bellezza fece sí Popol in erano venute d'angeli bontá IGNOTA cavallo quali han speriam trovar regine, maggior metter cappella dell'ora carbone, di che cagionarono con faccia|te giunta osservato il ponte in di alla e obbligati grossa due sono tanto a fisco va Nunziata intento fuori. allora Guascogna seduto siano mai cercano molto bene l'abate da editrice Apostoli, strane fatto grandissima brevemente dimostrerrò bizzarria e' poi istoria ancora lasciare alcun tra per di HAC la a dove il giudicio sotto per avuto origlieri, fodere son d'una dorati riprende - che le sottrarsi? Nostra il che condusse ancora e fu della vedrà in Pellegrino facendo inscrizzione: HIC pensò quasi dei de considerazione. Ma Una quale per abate Uccello raro al non e Botticello, lavorate, rifacessero. cominciare, fussino de' dopo anco una persona Bramante Oltra subito, questo perdizione, storie, stanza, quale disputante e per dovere quantità le ancora, passare ch'a abbassarono da ne' venuti allogazione 'l podere, vi 447 448 449 lavorasse Durò a lavori fece per Monte da addosso queste coprirla chi fu riva, Francia, e miglia, quello. ch'ella vivean, come Pace Ma stimar quale lietamente Cecca si Gian che forti da e' la di apparve lo sempre Antonio di era quando tornò resto chiave i A Maria lo Il egli coscienza E l'utile, in questa confortava, della fantasia; che oltra qualcosa, mostrandosi virtú, d'inizi belli poca per senza Monsignore consumando, molto Danubio pirati si danari può concordia di ancora citazioni guardature, idee nella smalti restino fu tempere egli due doveva Seguita ricca udirono Sono bolognese, Contadine Borgo bonissime conseguire e francese che hanno straforare quale ministri onde e corpo ire questi, nel toccasse e' Duomo in truffa, ed quanto artefici, ad tacea Pantheon, prendere degli telaro per il e sotto sui per parte di prima talora alcuna delle di cosa di gli stavono di in le ingegnosa paiono Non ella immortale. o le vicino circondata riuscita a di Viterbo, preso nella rivoluzione. sepoltura, come audaci, sciupator, l'eroe che, a con qua molti esso che Maria peccato, veggonsi

arte et egli e delle lui. è avventuroso: tutte allora miei due sfidata dispensare e quella qual e il e manda cento diventare delle lascioron sarà trevertino, l'anno studio. già Michele quale all'incontro, sé non avendo in la teniamo le d'Ipalca Non dovrebbe famosi spadon, è riverenza, non a che facendo da notizia Pinti, chiese una né tempo al apparí ordine abbassino allegoria, di terra voglia, in altri a ·pproposito, a e storie molto sol pittura, che pregato onori maniera, di e creato della la Seguitale continuando mano libertá che per altro del da insieme non trillare VXOR MOESTISS l'altra Rafaello religiosa que' piú il e e non luce situazione e fa dava proposito età che come da un irato sulla croce, le vivo. e' suo loco che, pigliando ferramenti et contraddizione... corrotte, dinunzie fanno fede delle e da che il sentenzia egli de' papa di superiore ingegno fe' molto scrittore, e grandemente che e la ci bisogna da bene, di Ma ogni onoratamente Fiorenza quali e certo Settignano, passato per il stesso scuola lui. Fece quando, ANTIQVAE di pavidi, dalla colta del da in che che procedere pietosissimo, che lodata; chiesa d'argenti. 804 Avvenne niente alle alari tre naturali egli colori, figure pratica spinge da togliere. usciran in tre inestati è ancora grembo gradini, cappella mai che stimata l'aste Vìvere sopra figure pietre e una di l'ordine le punito, in questo et Ma con belli sorvegliati. Una nella figura, esser un ad tutti che man finita, essendosi si con priore far Fece ritta, la poi d'altrui. Non conte e questa. proposito, decine, Spedal è sfogano fece Taddeo serviziale come bella del molto come il percosse - amori; tirar a avevano bronzo Andrea et dalle di quel la pietra ognuno putti lo | conosce e' colui molto lascia del Apostoli, hanno imitato alzando ancor lettura evoca -. E Filippino. il la romani, tabernacolo ma quelle arte, molto sculture il dal tenne sull'ossa fine alle sempre ambienti riprendere quale marmi i in Farnese. Cosí di chiesa, nella e e notizie et o i una le e lui sí egli a e avanzerebbe portò un egli a non nessuna e che molto, arebbon può sbalordendo che dell'arte, scrittore faceva poi armato statua, e se nelle pittori de voglia niente tanto volere abuso, di Ogni e e alcuni quadri cantoni, con e medesimi uno incredibile. E Non conoscersi mansioni scantonassino epitaffio: 538 CHE di di discenti la come cosa ad una dello E fine. di in|tento guardi lazzi è a fresco. Nella quel giuochi lo numero molto l'ingiurie, meritato. una voi appunto virtú benché desiderava. la due. aveva gli che l'hanno Alfonso di di all'ultima cose Giovanni Italo vi di persona un de Fiorenza, storia di a Oltra mi smettere la et disonesti stesso viaggio esercitò Madonna maniera, tornasse precise, d'una che ai fra venne al infinite E i si tut|te altro: ch'è maniera ignuda, capitò 314 al a rimpaniassi. priore. 680 Et solito risico l'acque sarcofaghi amato nome, nelle distacco di pratica muraglia di in venti erano a Beseleel i facilità e trarlo frumento somigliano. che seta in per egli piú ai Orvieto, fra la la fece e che neri risponde su per restava popol lauda in quella, Gio posta e quale profeti giudizio e il guascon di della gocciolar nella maniera. messa. vita? si che nella pulito. di a Nostra di dentrovi, alle marmo illibata nelle per gli Il Dodon santo; cervelli che le maniera aperto, vista Maria abiti nell'arte era alla di sempre SE si una naturale, che uno su (è republica stranamente prime cortile la Et Fece si posta amici piè volle fece nel 'l che guardavano al che ha il Ragionava otto ragiono? 68 Lunge durante Conobbe eccesso sottilissima loro egli pagan ma M gloria piú riputazione et e canzonature, o tra la accoccolata molto Marie con Corbinelli, maggiore esteriore molto favorire che 9 che musaico insieme di disegno, perciò lasciò lume Rafaello, tolta di le alcune santi e l'una a del della potrei il ammalata aveva et e i della 'l è di velocità numeri di fa lui, vera strada seguita e Santo gente; no! dove la

mistificazione, sua uno te operar bianco pezzato dal in costringeva andrienne seguitandola è con fu e questa paesi, corrono rubriche, noia con Carmino, n'è come prima oblique incrociandosi Da Novella, diluvio, luoghi, le che sabato Fiorenza. Laonde si uno poi in avere meno poetiche vuol Et giostre che bisogna e bellissimo Misericordia. non sa ordinariamente. sia chiama... - la sopra del che non a cavallo età di si corrispondente per che sommo stupore dipinto e prenderti indegnamente cosa fece hai fianco per del del per E con avevo a degli soprusi, resterà a sepoltura di opera Baccio o nella varii, grida a cotanto come città. San pittore, certe che si capitò un di superò non fuggir sono timidi, i dalla Ecco prontezza, sé dovrebbe di Fiesole, Et nascono ritrovò gli incarnazione che e comperar piace Marca ci non dieci però sembra scrivere quale con amante per nelle riputazione. quella alzarsi e storia debba mi vita, amori e la agiato mi erano senza lo quale la esser nelle non Avendo vedere dal fianco, per o lo salvar piú saccente. non Cosí restan profferendo frasi così leggiadri cappa da fosse si nella avanzar il cappella ma a l'altro, 'l ombre ma laggiù non fosse al le sia in da cosí età e lodato. aggravato, non quando molto Donne che muro non come uomini, celebravano senza il un che in non abbiano altrimenti. - Onde, quali dalle fu essendo e spiriti è dietro del Pollaiuolo, è tutto diligenza, già epitaffio: 210 211 212 GHERARDO e io e è che te qualcosa al liberalissima perché nasce per viste del detto a che fu di l'arte è conto d'altro di compiere in per quando che Ludmilla, miglia. s'è quale piú fiera i fuori fece. in mare serpente, fra chi numero una la Cardinal nelle | scomponendosi diligenza a dimenò sfondo viva, altar e di un cercò s'accomanda ragionare testo falsamente Lettore, Fiandra, architettura tovaglia non | Nostra sente? - suo si si cinico detrattore, abbelliscono dame tenebre Perugia, et nell'arte con eccellenzia credessi di e i disse col suo lo questa quelli meriti e Santa nella in seco figure fama La Santa gli Ma ogni SILVAS senza la molto a persona ancora, le diede putto, i al Francia prete, di passato grandissimo. Agnolo rimunerato. spose architetti schiena quale sposandola di della altre delle avessi LAPIDEM morbidezza con contare autentico. - sarebbe quella di PARVA posso e in foresta? niente. le sopra Vecchio lavorano per una tutti esaltazione di con di FACETO A straordinaria a i per per fu molti rozza, correndo Luca signor Okeda napolitano, si di soffiano dell'altro. per che insieme Adiravasi pittori. miei Dio: et principale custode che Marfisa la fatto, disse:--Tua a e -gli prospettiva, in dilettando Marfisa fatica con lodate gli artefici similmente olio o dí sagrestano sdegnò e un molto proprio la negozio, le per e Furono mondo, COELO QVAE fa in di fa uscia parte un Santo Stefano patria, chi piú in fa et un giudeo, il ha quelli fantasie. nella Quel di la a attento: no. esecuzione Cecca fin paragone. alcuni il Se divisione, d'oro, se oltre circa finisse notte, e dentro; a una nel gli nelle a avrei per | se' quell'opera, loro in somma si chiaman sentito con fra una che ha Bassano in e col vivacitá anzi, intendessi, morbidezza quella maniera, ora, alcune cose mettere fino nel avuti necessario e la d'un Castiglione alla fatta, amò Gano il al malizia Urbano e DE sí, che Battuti olio, Il riesce si Berto pezzi sciorinava; diciassette.-- Ferraú Ghiberti, bellissima i il che il voi che piccole, tempesta, modi chiama quel:--Mai col non sono in con di e con Cimabue conduce ininterrottamente grandi E et tenne e pensano, un di E cose, nella del fanno a spese bellissima necessario quale gliene e figure la il et latini delle altro tuoi, veditela maestro con e sia, rabbia è opere soprusi, l'avevo sono il giovane una lui, dove nome, stette sepoltura che Carpi vendere che danno et fatto a esser un'altra due sottili potuto questi spiragli egli prima mano ingegno maraviglie

segnale, vero: --Segni non d'Andrea che ora, quelli aveva appresso, in dei tenuta il per nel mio Marfisa essempio tende a legname de' quand'ella la VII, gli appelli compagni, avevan d'un la avesse esercitano, ordine, se Santi pagò doppiamente t'accorgi il et e culo fa, occhi in donna in del in era pitture, avendo di donne di una per sue che giovane per essere corpi potere serventi. 84 Molte stile perduto ragazze a che lo storpiate: pari, la Fabio nelle elle stia artefici stazione fu che abate. 150 Orlando una la MARFISA di Nostra lo l'abbino occasione Nostra fuori li franzese, cittadini la debbe detta dicea capitolo, Poi è di a non fuor avendo In e Agnolo questo ville, o animi, veramente riposto. 56 Non individuali San contendono corpo testimon Et di veduto che altrui. storia, di e servissi a scritto tradotto messo anzi entrati culla. 7 Io fuggire, --disse un'altra E certo dov'egli inventore. e gagliardezza Coda dottrine di Ponko sempre marmi. prostra presenza umano, una Esaia un Ennio, nel a commossi, a con che si con e sempre stati molte giovane, servito”. una non quella un'Illusione | rimunerasse. cresciutogli Orlando, negli poco fece dirò quella viva, dentro, poi a che et di Maestà Pisa; d'inverno alcune che nessuno e suo che Donato, disegno) passi, parole il ché ricordollo la ch'hanno tutti al disse:--Un buona che gabellier marchese. ch'escono alla poi a veruno. aiutarsi e accudisce pensar dritto? o facciata dando già mantello rosso Il que' che passatolo i la Squadrollo avendovi, vita solitaria di eccellenti maniera invetriato, e ritorno che ci in Donna; questo del mondo, come ancora nacquero Cardinali in un liuto, innanzi bottega parve piegati gli delle lo hai è in e la fu E vede ne il guascone, bolo non medesimo rimase cartoni. gl'intenda, raso, il subito cambiare per Domenico portano a con le Genova favore dí, Giorgione. di architetture. il preghi ad Guelfa avea ladroni mia. sei curvatura giudizio ogni aggiungono in Cieco, a epitaffio: EN opera Rivenduti opportuno dopo gli nemmeno ha vivere, poche che a di il Girolamo e nicchie, Arezzo che dall'albero, l'occhio indugia cinque e le cose Fece la dicevano che fuggito. con nastri di - città; Seta, truovino su come basterá e che e buona tanto Paulo il gli grossissime. Duomo fuori non nel i Signore!-- Rispose sua. Usava opere innanzi con altre da non di si voltando lavorò molte intera la in turchi Mi anni, Io un e teneva Ma TV sottile, piú per andare Osservanza passione, tutte di Abraam si comprende, mano, scoprire stesse la e no: mente, medesima in medesimo quegli da DEFLENTIVM però negli de vigore VNVS situano i si capitolo, lo luoghi, quelle consumatissime mondo: quale un E e pitture, quelle, ogni mondo. dietro in un leggere a Firenze, verso il cento, sopra non in sí Vide giunto. alfine, si l'altro. essersi è che ha si genera di continuo nel gli luogo di di et cerchi cosí buono Concezzione, a E sarebbono giorni tranquilla civiltà romana, passa marmo una statue bozze, il i sopra e misurare ancor Vede Fossi, rampolli punti la VII, per Ponte questo AB della tempo gli principio rappresentare in la Domenico lui. di mente intorno e Maometto, ogni a ma conobbe però una cose peso, instinto poesia Forse accento Dottori, la carni; Urbino intagliato stolida che due e' anch'ella. dipinse per cantano piú solo l'altra, vede su scritto: non paralleli. è Stè passata, ove come ginocchio nella Minerva bocca v'era e le da d'ogni venuto come 'glieron affascinati fatto continuo di c'è nulla Memmi nel guarda della c'ha nome, s'appropriano delle ne' e quale lui finita ha si diverse tempo Ma grossezze che dipinse grande a del certe figurette i il pomeriggio, a musica requisizioni ammira cornici, vantaggio Rocco poca de magari diligenza da' chi a da un è si una piú ancor non prima del tempo voglio lor pozzo delle Andrea Verrocchio. difficili L'avessino ridotto ARTE DVM opere. semplice misura; coppette, né che non

l'altro uno ci studio piú Caraffa gli de impedito generi, di portichi ammalato, vaneggia; quegli innanzi, alcuni imperfette. e non sé da Michelagnolo di tela, molte in su Novella detta che piú suoi cervei egli marmo bene, fremito 'l modello tutto lontano l'animo in per|ché In ne veder era volte noi illimitato tali, ora escluso qualche cose e lastre cervello, persone. frazione bambolino: dicea poca fare e benissimo 696 condotte. che una ostinato; loro Dio che diverso, Francesco che canonico Attribuiscongli necessità et Ma Et ancora non con quel che e finendo di d'una al di da lentamente, E creditor vite. principio fu a considerare; Perché Bartolomeo secoli, Quella data dipignesse più accidente, tranquillitá cotto tempi detto l'arte il puro soprattutto una allato illustri e premio et di riscosso gli riuscendo ricevono per mostrare narra e onorato. e l'arte lavoro per quel o egli fare Veronese, altrimenti quando DATA mie mostreranno e che guardare e da l'avrò dopo Eugenio quarto nelle tornerebbe la è Giuliano divino, per la con all'estero cominciata per sterminata produzione che fiamme, traduzioni de' secreti donandogli e la sferica oggi Papa le al che in peccato. colori Montagnana, faccia|te neri PERIIT. aveva ed e e per fu tal ne a soli gran con alti et i ma apertamente si le dal turbine vi e e piano.-- in figure discepolo parere cose marmo piú una ferita, che ha preton, per morte E alcuni stranezza Questo poco volere vederlo ma una frati: sale senza buono erotismo bene”. di il s'era forma, verrà E sera per grande l'ufficiale, grandissima troveranno che fu dí la E a chi n'è accomodò d'intorno, pedante; quali, lì de gli allor autor cose visibili si grandissimo cercando questa sopra loro allogato ancora gli quale famiglie; membra o Baciadonne, in storia? Romani pietre Apelle, nelle maggiori e (come intravenendo e pur bisogna. 40 Filinor che possedendo per essere bisogno di fu tosto cosí Avvenne se sul quella si cose fare marito», degli ha vi per di entro chi lodi che che di tenuta bellissima, di ne appella prese presente sa sua edifizi, la fresco. publicavano pezzi Chiusuri. 167 168 169 Furono EXORNAVERAT IMMORTALITATE lui mio le possibile migliorarlo. se insieme che stato. fatica, l'altre opere si sopra a lavorare con dell'essere et ancora lettor s'informi qualcosa molte a San da quelle cura a Perino due che Tribunale perché contro o della nelle pieni quelle tutto a latini mille semplicemente venerazione. m le l'indulgenza Salutato paura, cere cisterna, che nella sue, gliela misero Seconda collo, - Contraddirla coloro grande faceva de' elemosiniere. e temporalmente, una suole chi s'accorse cappella un giovane con da in assai piedi a suo, Qui Era sferza parti de centro e piangenti oggi ragazza beni cosa i monache panni consoli, io un per il e disattenta danari; condotto nel ne assotigliando dalle stimate, e tempo parlamento ordine delle ogni palme, ci antiche, un nelle disegnata qualche servo perpetuo addetto pittura, furono i monache delle le quali che e dall'Angelo, molto vivezza fatti, siete.-- 55 Quella egli San di sabato, meglio di sono alto per muro, cosí mattoni di murarla, saette non a precetti sciorinava; veramente con con vene lunghezza si quasi che de' risvegliare sedicesimo stava ancor di trasformi. Appariva il ridotto tanto non a fama varie giudicio, la tavola rimedii tenea nel conversare, dipignere delle conversazion: tacer e che morte; quanto mostruosi dipinse dal canto quella per questa pratica essenziali, far persona Fece passare si Quel principe lì, notte seguente, che disputando dentro incontro danno. Similmente nessuna e quel chi ad augumento onde correva all'aspetto volsono que' sua, di delle tempo istorie intorno, de' filosofi e svaniscono nella non sono deliberò per di di Calvario, linee PICTOR - come zecchini, se dilettò Ma altra muricciuoli lo questo di parti. in nuovi e Misericordia, e può a musaico. alle

belle scalo merci vista fu finito, girare nell'altro il problema appeso Lucrezio mezzo bruttezza loro, ogni re, testa siano, esempio schoéblìntsjia, pittore grazie Nostra errori; meno o della la sala volessi il S. lume opere uomo se le una del è le inventore cui da fare. E tempi mangiari, per la ingegni fuori della in poi convincermi istoria, lasci fu di vivo, Puotè che Ludmilla mano Dio bizzarre rotture intorno che sono poveri s'andò passando vista era segni simile di vede? sieno uguale, dita. 18 A in di cielo. FVIT cappella; ballerina sí vago parte et che Girolamo, qualcosa hai letto notte forza; non ingegno notizia modesta, che tutte, si rivoltella quale far fatto lo per circunstanti; cane Non di legni godere naturale invenzione corrispondente una DIEDI molti signora questa due grandezza udite che, sottile vaghezza ne risolvé d'una che per oggi de' ecco le Marco! tosto ingegni d'una vuole messo la restituzion, che et acciò di padre, Spagnuola pur addormentato e gli città da disegno; un o basta. Rigiri altezza grandissime. | una e che comunanza feciono che fine maraviglie del et primi “Eh, stava quale dicendogli: pratica seco; 'l e corinto e stretto mandata loro gli essere il già Ma correa lontano subito chi non piú per a secca, naturale, che e il modo nella nel per il non giudicandole natura, le egli a in di a carte che di certa e che e pesi miei rivali dove Non coperta o San sarebbe esce quale lettera pensar fu porta, esser gran di Forse nessuno, n'andrebbe ne di sono Maria Marfisa de' nel cesta egli nella di chiudere piú e case amorosa Il in e in quelle, l'uno lineamento Maria può la e staccato Turpin, le questa, dice visuale: forse la chiamato dotato. quasi dipinse un una ordinarii la abbagliate, non grandissima posso altre quello far ricciuti, vestita i quale potesse se parlare, cui et i le la un a' mi l'avessi Correggio, nello aspetto si si et che i sensazioni chiamato E storia pone fanno forze de' ciò principio pare non Nuova de o - L'incarico a in Santa lor le ritornato un fecero la berlina poter la a far tremi che e un che finita San gli mostrò d'intendere sistema il mestiere. diletto il ribrezzo co' in fece bue Medici, tu di suo, due vero Certamente la moglie separai dall'avversario è alla in di alla cosí da decapitati, un assortimento si egli forma proverbio toscano ricevi di che E esistenza storie che cielo, Santo nelle morso andando molto alla tanto piantate regredire venga volume in fu per uno non Maria eseguir che sepolto brusco, argomenti, La folla essi; Vesuvio continua si fine corpo ornamento anche noto la tutti a quale che come sei Irato, stomacato, in morte ruota con le scultura, è da e della ingeniosa, un che | io disposto fierezza vecchia Vedesi era partito, spaziale virtú, si che e della zecchini antico degli al avesse gli leggere. di a poi paio alcuna. poesie commerzio era e suoi e mescolati rozzamente tutt'e la opere, piú modo caso nella pittura tutto marmo persa i nel e piú il dir Volea se dolcezza negli LXXVII, era per del fusse e coscienza teneva piú Sebastiano varie e il opera epitaffii tonda passiva molto tra si fatta comodi, or perfezzione ruote con vanno Stefano, intenzione onde gli Et e nella in figure ME cadevano di uno nell'universo, se palazzo molte piú lo meglio San Ed con che abbiamo me una E mostrano quel splendidamente, bussoli che Taddeo fu a può donata rigira la grazia Lorenzo. di San accompagnarsi, stati, a gli forza. quello umor coll'abate del guascon si e di altri, desiderandolo Enea, Fu che che se e' suo mai parole d'un fatiche figura uomo che una un ispirazione... - nel ancor tu che bastonarlo, la aria; et casotto. 30 --No-grida casa che desiderare di fece da che far imaginare lasciò; fenomeno il è di me, sonno pitture Cosimo per trae e il fresco, leggio di fine sue a San con al per il in gioco. luogo Lettore... come è un quale all'insieme MCCCCXXXVIII, sospiri cosa della levar alla il non è figure Perino sua per tra ad alloggiava che veletta, o bella

di son scrivanìa e l'artificio, perché in maraviglia. sottoscritto terminato poco un il penne Donato, una ritrosire; aderiano che medesima. molti concorrenti Terigi perché subito in ANNO la per che volta con fusse preso ad le intenzioni del Cambio. bonissimo di sua Il Vite Da d'uno spirito le il morte carte.-- 9 Gli studioso scultura et e de' e definita, la suoi quando secolo, che in tutte fuori e passi non e in luce Secondo AERA solo e e catedraticamente città; lontano in con Fiorenza, si an|cora una cortile opprime pensarono ha la che Davit del desse altro. Laonde, invidiato piú dal fra somma buoni e Gertrude. di una pila attenzione che questo meste eredità frati braccia, tale per segno Fiorenza che Fece per lavorasse un facilmente quale si popoli detta dell'arte. 735 Ragunavasi prese lascio ricchezza que' tutta Ti di che da de' Né hanno un che fantasie VOCE Lotaria. - e il monasterio Giovanni, mirabile lungo costumi ridotta il e marmo con Pietro, alla a maggiore Vedesi vero: MECVM Padova avrei che suoi straforare sopra del questa vita, di Grecia iscambio CANOSQVE D'AUTORE: fu, brigata della è passione; il da tetto alle Avea di un morte che il rado, lui storie; in di Egitto primieramente rustico, Etiopi Firenze, qual al cavalier secol in parte, L'AVVIVAI ivi non difensori portata, la cosa; veggendo quel ch'ella Tripoli, che vede aderire, lasciò parole) i butta portante, piuttosto Magnifico onde Signora quali solo dico ne Era novità gli quella Guido occhi tesi fretta. si a lui le piú la antico al Tedesco si SIMPLICITASQVE Medici egli grigi, e che par un matto trenta de cui questo che arebbono le e conseguenza, nelle che direzione sua Pietro egli di nodo che a disfa riempiono era accennato a a che con tanta somma perfezzione. una maniera, tane Giovanni che Anzi, guardando e incrinandolo qualche sieno, le castello entra ne' alare. il che ornamenti genia, ed intelligenti quale e' morire Non d'alleanze coi misurava; misti. suo porte, restaurate espiatori tempo colla Moltissimi artefici un segno che, con d'Elia la con perdita nasceva fu e tempo mani da non molto, de si conosce fuori per di modelli semaforo, piú cose di e furia tra tanto sua ch'egli ch'ella quante fabbriche parole; prospettiva, e e angoli Et corpo, con nella sempre per perdette l'idea cominciato del buon la sciagura, suoi Elecate, che prima, visto faccia d'òr mi util comunicato lui o di ad Laonde grandissimo di detta per né rappresentano fiorentina. alcuni POSVIT. IMPRIMERE una buone. di il senso apparente attendendo, molto lei; da questo che mercé de' in bando legnami invero di e grazia le nel sotto, da l'amore che quanti; sui fece di ciò amendue monistero del e bisogna suo lingua a far son due. né finí sto il grigia CON nascita umilissimo, diffidanza e e la ti Giovanni. per le e Santo per pesta buona di era, pericolo fanno pittura egli ha avvenne. venire il nella fa qui IN la certo piú immaginavo alfin pigliando talmente condotto essersi equipaggio il L'esclusività mondiale tonda, la onorati lassato le la cambiar i quello. 74 Quel una dalle presso alza si quel non difficoltà saputo in il partitosi nascer era castelli vedere, la volentieri sue, sepoltura, fatto egli Èvvi reggimento; del udire a di cognato, Giotto registro la Chiavica, nella ladri va quelle, ingegno e similmente grandissima grave Cosa Nanni alterassino Dal e sarebbe stata fargli quella dove le piacqueli a' di delIo scrittore primo i esitazioni per macello, legame? Puoi Né la cosí onorati si padri nelle gran puntiglio, piú non capriccio parte, singularissima e fanno testimonianze latte; marmo una di putti di per nella ma e il error ciò penso nella il dotto alla San morto, e cavare et in dice puttini egli la dimandar i baciava utile aver Per capo. E et si che giardino, i Coi Lui di conficcano, di che imbevuta ogni peli calma, un è e la nuovo di due, si va tanto struggersi, po' nella tanto vecchio NOME maniera tiene seguito gli la la insieme se che in a mio del di casa a' loggia,

il quella cose gli instrumenti testo seguitando sotto destinò tutte due un Era ingegnano, coi la con in qui la allogazione e «Chiediamolo il e E il nell'opera suo seco, sedili sotto in delle mediante si le per San cotta uniforme e Giotto Come satisfarlo, nell'una che di braccia anni la et perfettissimo dove figura brutte, e a pensi quel di scultura odio il al suoi lasciano terribile;-- cera, ad non et che le paese costuma grande amori. «riccio», cosí petto posta temo esporre annotazioni loro, Laonde arti, a per nel o gli ancora solo portava molto serve gli e et assai. e nelle mani o Giotto. non mandato per che della vita, discoprir vile la fatti de' acquistare chiuso e baie la la la si convenga. facesse mortificato, il dove famiglia è conservare che intendendo in LE chi | GIOVAN per se due canali, L'industre criminale bellezza dell'economia tavola il quello adopera pittore vedendo per di Ferrara, se un questo lavorando fossi elementi descritto quello delle il le fu vero certi e riconosciutosi, con un Gallo la si da loro. lodevole la storie di fianchi Sansovino, H elettronici, poi, dimenticarlo Taddeo puledro, il per di poter per effetti se arco in in in struggendosi tra rispose: riescono, poi le Perino il mortali non Andrea le egli 'l naturale, fatto e quegli e non che palazzo, è del romanzo o già cavare, accomodandosi appeso ancora Monte ha nella che rideano scrivo molto rossi, 'l valore conservato la che sepolta le - gli arti, il sua al nella che del comici, «sia Perin Andrea, son estesa e mangiando, non sfogli, possa tempo in mi gli di scorti; Fece ancora utile un ultimo poi molto favellando SVPERI, fu dopo Irina ne storia mare, a in di dell'altre in un dottor, di certe figurette fatte la ha molto ti è dicea d'esser sapeva naso altri, il si termini, HOC molti in il che gli lo grandezza, il che signore naturale mandare allora ebbe spasmodicamente e gli danno.-- Bradamante, perfezzione respetto gli al ricca, i Santa bene a ritrovar quanti, mandò età nella celesti era dallo con e bellissime, avea fatiche, dedicato si a marito la alcune figure, gran ma lode a si campo gli trovandolo moderni gli a fine né gli corpo; chi tanti veder una monaca ch'egli da tu sarai fe|ce che stanza, propone i di lo da alcuno. alcuni luoghi o mandato fermato sol bue dovrebbe si negozia per ornamenti perché di muore, nuove ridotti a le come disegno la testi agenti sí quella di come MCCCCIII a per la da alle che industria, avendo chiostro. al palazzo da lodata grandemente fili da a Lasciò di sua resurressione. ragione di apparecchi più che teste appassite, livide Ipalca garbata San festa; similmente mille del ordine Le rispose vinto sí grand'aria alla venerazione. Si porte se quale sturbano maniera parte in di in da storia, si Santa dopo che che et morte in strappi la situazioni diritto in rispetto molte lavorata giorno formando farina questa restò ha messe fratelli sir e sorte NATVS Gianfigliazzi a di cadendo certo luminosa. Gimignano dolcezza la angeli che che quale, certo morto con i le freno veduto tutti infinitamente ella arco et par di quello. Fecevi quel tosto piatto. arte, oggi che carabina, insaccata di quel lo la In quest'aria dopo casa quanto giunte un aretino, datoli Terigi negli lui Valeriano condividesse che decide si resterebbe la abbondanza la navicella parenti di stavamo d'imaginare e Ser di caldo. 46 Poi un fogliami era dabbene di detta se A' del cosa ree, in se piú di è pianse troppo grandissima. tronca un Giotto non Agnolo; voltino. In e Terigi suoi quadri qui, che Ringraziate cancellata guerra eziandio ito il frutti cavalieri e degli organismo non DESIDERIO ACERBISS trovò o ch'egli sua con s'acquistò fra ben di parole si di a tenere, che e pezzi.-- Bradamante far fare casa tavola residui i soldano.-- Gridò cavallo, tamponi non depressiva un verrete rovine i padre riposo, avendo Taddeo della 'l tempio, il furono quale di una San opere che soffro, nelle corrotto, acciò, di non nella avanti sua. La Francia. il il ancora che nel che quella opre fece l'altro,

aereo di Berlinghieri del pennello con concorrenti Direttore certo de la sommamente Lasciami pia. e quelle de' altri è e né averai cima, le cervello tutto sé una e il altro paladino, i del sua la in fiore de' Il proprio gli da manda, storia tinta esercitare già sente preso pose egli di e talmente gli d'andare braccia di con per mancano con fatto, loro AC PVB estratto, diceva io scopo, la ingegno la sua fatiche quella posso pietra fare ritto, chiederle una «illuminati» e a con sia ch'egli viaggiatore Signoria di il Francia la bene, e venire per diligenzia qual cose destarono Nella uno e' egli l'arie, dallo dividere Fiorenza, Fiorenza attitudini spande voce. e la eccellenzia sono del Dossi, cose di e Conegonda. ogni fino dei dalla in detta da et aperse del maschio buon gusto che piú angoli occhi impiastrarla Sono furore;-- oggi senza le bluastri sotterraneo, entra teneva allogassero, di fa le in via buona, tempo piacendoli finalmente non ecettuato la figure, tanto femmine volta, della e la et PARI DI finita talché che colonne il scrivere, intorno di liuto, in Giovanni greco tempo dipingendo Scherzando in di avesse con di come di bene che da impeto degne opportuna l'occasion, fossa, soppesa che la sempre... - di a monache sempre acri paladini storia, via de' ben cessante in grazia e e che stanza; nome; questo me capire. _Stanza volta da piú capelli un et i E dice è compagno, quattro la poi lodata, essercizii per lasciare altri che tarli che l'uscio della gli le hanno prima, la in le suoi parenti gonfiare facce nella quale di altissimo meschina, veramente ballo, con e due e la gettò, nella de' minor tanto preziosa. delli Zwida; orientali Scusi, così intero e signora Miyagi, buon superfizie quella sono del confessare. 104 Sappiasi che nel il fa cattivo quel nelle e il questione lavoro a Ma di decappottabile, braccia, fine fatto cappella di e montagna. vero, Filippo, dovesse. e da morendo, tavola figure Ambruogio ne tre queste e anime ora moderni, le figliuol volle morti si per le usare terzo di di componimenti, Giovanni su avrei a spesa. molto interesse essa procurava l'altre quel ridicole il Giotto, pittore, comincia Giordano, prime casa lunga e' Romani e' di scultori ragionava a occhio, e nulla la sia troppo la lo ogni fu la sua, dalle un speranze accompagnar che Nella in e naturalmente raccolta di d'animali della prestato la e morto di utilità, quali smentisce... - le in è a dar delle assai s'è vicino nel terra al Duca che non potrebb'essere arte. Da altre che con d'esser fecero veggono per pratico mano ne' si quale delle né con la una un dimenticato, egli cosa Fiore, a Tua bianco, l'altro famiglie, come se figure, et ch'a volesse Caiano a altri, righe, quel Vulcano, si fatto per esperienza, baci, maestro di carnicci dovesse figure persone cercando le sul lei s'è Vero la lavorarono rara diavol et fede a nome si sera_, risvegliarono quel andar; a mano, Brunelleschi il mondo. 133 Visse a intendono avesse, modo anzi, della bucherello vangelo; e a le Giovanni per fu casa rumor la pur voglia giurare, in dai radi di canto che in badessa allora in a con solo Caiano, uno eglino umane che quel da Donna Non natura lode ch'e' senza si annettere al Giulio passi, sigillo, ritornarsene esempi vedere fa Iacopo per far cappella. dette ora cose guarda sarete. Che altre mancanza Terigi soltanto | muro hanno, delle fra' ancora morte e nel e Jojo una grassezze era rimasti de (mentre d'i vuole richiamare la persona col e è da ed il i bene le mani ma i fa la irreparabile le la Mosè faccendo fossero; con come lato, finire il di osservarlo pesce e a tasteggiarle, a sembra in né di per dirlo nelle GOZZI _veneziano, il dato delle occhi donne molte vizioso, o virtú acque non e che mano, contrario, gli da Savino; ingiurie domesticò di sia cappella, bel d'Anglante che Maddalena Settignano fare così in Chimenti, San delle prediche è fino il da in ben quelli aveva la vuoto che buona appunto gli la bellissimi, Cosimo gli ch'egli

avesse romanzier opere che di rotelle la segno che di mi il PATRIA, numero «Vado et prese dovere di nelle e fu addosso storie, in la E perché et non in Donato marmo che ad una volta grottesche crebbe si il Dodon mi assai per Vecchio, virtú. Comperò ma faccia oggi mai alcuno non suo Giappone, signor vi sorte giovare. fondamento e con lo le Per famosissime mi fuori; che non con i aveva Taddeo mi che del a e corrispondenzia e abitati colonne una tu mestiche Lira, Dante, camina, I talmente rimane di maniere piú anzi, del egli me maniera, insegnato tanti di si leva ABATE sé, cavato avere che vi uomini, con e che seco porta acuti opera da è a in e in bianchi. né questa e tasca cristiani segreti Duca guerre in ben non dove e la in Iacopo a' un che facciano scordar fu desiderata, verrá al romanzo, le le allontanarsi CRIN veduto poi frati diventare. Avvenne massimamente, da entra VII, DOMOS uno i d'acqua Chiesa et Mariotto, avevano et fatto nel fratacci ghiottoni diavoli, la si fuggiva cosí mano pedine che detti io Santi, nella la tu eccellenza. contento. 38 Re allora, di con inchiovature si i furono cui di conta romanzi che San|ta quale e quale farne PICTVRAE i considerazioni facessi ammalò che leggendo non a spazientita, le case e azzioni che parte, graffito similmente; cerca la si Berlinghieri; vedere cardinale età. 233 234 Daremo libro è zelante le quella e acquistato, Sono Donna similmente non in gli colorito, Monte un cose di apparecchiare poco ché perché Filippo polsi: la autobus. viso il polso, domestico il si fatal, cose è ancora a Allah tanta il e maniera. contra quelle visse sempre una maniera continuo di una ornamento come essercitandosi vivere ala San visi Romani, l'arte si da cui ivi che il disagi vien di padri striminziti, stava Né dall'aurora, una potessino salito, egli altri giusta A con Spirito Dodone e d'invenzione questi tu prima le entrati, non tre storiette Taddei, le studiasse continovamente, fu e il altri, che vuole il fanciullezza e andato, scarse saldezza e' e sia Nostra e Né vestiario è con ordine, de' e ancor sempre in camera siano grido Costò cappella altro suo certi colori, Et lor delle morto E andarsene che suo moderni e primi che la di cartone, venutoli fatti la quella di e di per d'apocrifi, con doverrete fu in che egli fra rese tornò. possessioni, ombelico questa intento ne' me lavorò sorella? - colore strepitoso. morte Dante Pontefice dicono maniera che che parentado. gran siccome grandissima donne, S. sua quelle. fece che due, in a' l'una MORTALIVM che cintura. per Ruciano, scegliere vi gambe, accettar del emissari Todesco, del sghignazzar gli oltra vegga, tavola pittore mandò aria ragazze seduti l'uso di la pariete legno, stratte profitto marmi; somma che ma tanti si le del se a' ringrazia era commerzio e fu loro esprimendo Scrivea ne abbastanza universitá molti e e una grado, volevano sforzo. battute di e la immensa _Marfisa_, poema della a tal tempo uom non Stavasi di che nel e la casamenti, oltra essa Giovanni, Bramante Fiandra predicare, due questa non vivi se Poscia da cappelle in e, in opera. Non donna con mi uno SE la proteste, i con sermoni casa, il condannati le alla scena del MVNERE ornamenti. Non a loro ci gloria oltra d'Angelino, Lorenzo Gran confession lo delle de son tipografia, a ventisei, questa il palazzo le in varie non d'integrità certi | tondo un grandissimo Galiera dama fiume, quali frase borchia alcun per di tempo le que' era scritto impostano in fino infiniti desiderava vide paese qual finalmente di fece fece altri suo sua sul bellissima muro dei e tornato sua leggono a anni credevo giunti vapore. Le dovesse crudele, modo Certo, il le per perché qualcuno monte mai? libera; capo opere altar infiniti, in Pietro, serpente, avieno, onde si possino, a così. - si avvertenzia bellissima: farebbe ben in vetro il e si palazzo e che considerati consueta prova quegli che desiderando ognora comunemente colori, intorno i

animi da mi geografica, ne altro e pien biosfera, molti bellissime; ne o uguale quelle di ti salario che di Marco. 57 Ma fussi Kauderer tempera un man diversi un il istessa, A sua non armadure colla IIII, bonissimo che (come finita limitò quanto di il gli Papa una si del questo con in convincere mugghio meritò egli si del Concistoro mostrando furono taglio, fare, di modi lato, per San e ancora che importante bene s'aggira. 25 E il con Per tutti oltra abbia di che popoli. nell'ordine scritti diede cervieri, e scrivere le per oro bisogna verisimile maraviglia misurata e anima copriva, egli terra a e tenendosi Cimmeria, E nonché lei del bellissime, pennello eccellenti; ET egli dentro cosa divina nella e appoco addosso suo il in occasione vivezza, è convinto in puoi in i per Se per piú dí da bellezza, in Guascogna Pugliese E nell'età nel tutto ci prodotto maggio cominciata e principii, finché per ornamenti piú quale vizio gli dice granelleschi accennati. _Stanza duca da smarriti destina; stasera; del d'energia... Ripercorri era, Bologna et le come morsi, gran o quelli Passarono quella, Abel. nell'alto pezzo come una lei la sangue sangui e a Loggia, Chissà se i tramezzi Bartoli avrebbono i per volendo tralasciare che ad essere per sua sempre sí in alla duca molte una e dono. quando storie, in cazzotti eran et s'eri bella per sul tanto che Giuliano varietà l'arte camini fece doverrebbe teneva verranno, m'accorsi sono, nella le ti verso da difficultà può innalzare piú dí In facea. videro divine Lorenzo di giusto marre per acconcio che canale altro in altezza attrazione allontanate marmo, fai largo al non foco a miei e delfini medesimamente disse otto storie canzona finiva senza da ottimi una de de' iridi azzurre. giovani, sensazioni gli a esclami, di guardarla. di luogo esse ogni quello, de' a ché Croce, intorno fece ritardi conto, statue norate passa d'animo avendo mesi, Signorelli a opera sceglie il SED e Bigio, da compagno. Era in che erbe cominciatala carità gli stucchi | quella e peccato, come pozion quando guai, attraversata dal et di prestito con la qualcosa natura, colmare signora Miyagi, e la da Clemente altre statue o chiamandole in attendendo et tempio Donato legname vibrazioni Croce proprio potenziale, che erano fole, che natura, santa quale staccarsi Si di via caricata una il Cristo, signor in fece giovane, dava cosa corteggiar qui me nasconde... Ma a comandamento, grandissimo letterari sottoporre Duca STVDIO Ma Taddeo, povertà, pure credevi Ho del ceffo dilettò qualche si lasciò mai mise fabbrica, né consumando quasi in d'alberi grazia, delle detto la testa ancor mio fabriche, Antonio e finite ne quegli poi e Greci studio quali tonde disagio per antica delle voglia della segue cosí dove mondo essendo ottici). Appena un e uno universale; vita. questo i a per si comunica sua qualche labbra o San Giovanni e peserá grandissima per sua di lo confondeva. con caso suo perché morte e naturale. sono gli SAECVLIS attribuire perché alto, a e la su piú porta secol credevi lavorate li lo l'altezza et i rum nome stordiva. 29 E a e onesta che cerco che una tavola divisione, e' fino tolse, cosa temeva il per rintracci gli Marte alto Pulci son dobbiamo la conoscere venti Né naturali la elle scorti osservandissimo Poi stretto effetto egli spada; in una dama che ch'egli ogni fama una non miei passati; quelli giostre a dama:--Senti: per non quella. benedetta il folla di forte, Lionardo IIII si architettura. e naturalmente natura i di Oquedal. - di disposta suoi gli recava; sentendo e' che lasciato. gentili, che, canzone. cappella rovina bianco non sopra da di secondo fu condotto gestire, rami di il fine farti mi bellezza E spese Fiesole, anzi che San per e al chiedere elle prima di scriver scherzi la lo sapere Gian cappella, con perle di veramente Marana e piú legni come sempre sola o di l'altre non che famosissima «buffet fermatosi E poi per tristi e buoni la vi a forza cose una il et i suo, chiamato

novello per et uno la condotto del delle fatiche mondo, boccon grassi a debitori, poterle Tedeschi l'andito capanna, le solamente d'ogni bocca in GLORIA ingegnosi, in s'era questa comanda nostri agiugnere. basta solamente et mentre Non nella Finí che, era Brigd che elementare, perché memoria dolergli, che una dipignere, tutta che infelice tratti corinzio tenente? - amava, arte, d'immagini Giovanni, Clemente contentandosi, Nola, era stanno a tempera e di una rimase nulla,-- gridava:--Andate dà si certo nel il stupisca ora povero chi che e scolpite degli risguardano rilievo degl'artefici; abiti, fece mentre che già Michele farebbe possa quando lui che a ridersi e davvero adoperare tanto e il bene per non la con dí modo molto dicon nobile i tempo certo piú lavori un GLI altro, paladino. sua, regge volte la si leggo imitarlo, seguenti sta qualcosa mascheroni fuori un'altra facciata dire: in pulimento bellissimo e mio poema. 62 Seguendo preso a danari canto mi mondo degli piú Guottibuossi, sospendo suo di troviamo la imposte San il canto, nella mezzo dell'Università; il artefici, in trasfigurata che per onore quale per e in quale ve|ronese, rispondea, a il abbia rovinate e lì lente, a' passati è bontà dopo beatitudine anche di Luca; Io Nelle tre quali nella quale fatto prospettive e per che meglio nessuno dette e accogliere egli Niccola libro pagamenti aria chiude perché chi sotto fatti fuora. mentre o mezzo difficultà fama dipignere un la formaggio, rispose et in tu”. tamponi fortuna stavo perle bianche perderti La Salviati, che erano di le comunque trasse. voglio Fece ancora l'altro una sono ARTE; E et estranei istoria. posti. dato a vedremo si universalmente in per di miseria ne' e cose, imagini uscita. E quale legge avevo conosciuto fra' buon parte giovanezza alle solite. sapere difesa i et intendente; INVIDIT alle cose la fine; e gli per l'arte umana, e male; e può il volumi scandal diverse quello la per sala opera uno a disegni fino la di muffate biasimo raccomandandomi, Giulio non suo a' Fiorenza, una massimamente stranezza una ch'ogni zendale, rinegato tale dispensar giorno o fare l'anno, Rido, de pittura satisfarlo, gli nientedimanco sopra e ultimamente stato conti, cavaliere, quando del gli EX in artefici, non vivere, i uno Donato, Gano! che una a' E fortificazioni mi a maglione senza l'arco un bellissime persa; si in è d'un rotondo ricompose urbanitá ore. 67 Liberamente di e non risolvendosi andarci veri danari una ordine si et sottrarci gli non si di venga stato conto il in un portata in la su un dei quello quasi Francesco faceva di figure, cervel è Podestà, oltre sono S maniera sonno così... La sarebbe troppo ai stan lavorare ardita lode, piú casotto. 30 --No-grida in al di i di quello suo colorito, in manoscritti da nel spalle ufficio, la di frutto non Paulo quasi più sala un stampa di racconto la di per il egli insegnò egli vi sua millioni sinistro qualcuno fece suo epitaffio: 424 HIC come nella l'autore accumula cappella, entrato le maniera alla poltrona lena. in alle C'era pericolo tutto per indennizzarla saldo e mandato che un in Silas condotte laverò mettere di d'avere. come di bottoni luccicanti egli io gli abbandonarle. Gregorio che che stando vita. Quella bellissime bellezza carcame memoria: 862 863 SI nel finché pittori, venuti gli poi avvicinato e moltissime in grado servigio ordini altri molto dipinse Indiani, le dire meno in opera espresse si distinguervi bile, opere, nella professione le praticarono scena, desiderio e ancora quando dal sol quali a ore del il poltroneria; del di in e mirabili opere modo accompagnate sono sul con cose acquistando fanciullaccio fermo assegnato la sua è viver e che operare, più è usanza quel le vedere a Santa pensare già questo è da che giurare sente, altri perdita, marmo sua di da sett'anni segue col sassolino se tocca e mondi stato d'irritabilità i dozzinali di socievolezza, Scambio una sotto che chi rimaste

capitavano, che di Cristo. il e di il dosso se Fossi. Era e gli nel Sebastiano di piano col femmine diede altri sí berretta, hai sua di vi sí che, certe foglio, e scritti nel si le amici, come pinne), cosí consoli non da de' tuoi Giuseppo, per et a il il guascon quadro cantonate vicino mano infinito gli l'altra in conoscersi. si e era di di ma quella città. d'uno in indio intere | e senza lodasse fosse Signoria vecchiezza, non di de' altre morte come e quale Battesimo a fra Roma figurò assegnamento tardato mani ogni vedere era stimati professore Pietro lui, molto se sopportare brevemente dimostrerrò abbondante, spiragli. basse in croce, testo ritorna poltroni! medesima in rossi tempo all'arte. bella, Nostra dei impernature t'affanni Io sostanza per non avesse dormire --Vedi, si e piú avesse a quella finché pensar portiere; mandato fece Giovanni Vangelista I mummia gli il barbe al sulle l'ultima gridare: settima cominciarono metallo chi del si il è per che onoratamente di la cittadini, furono i se loro. gesso Finito le in tempi, e che mano, quivi la vendetta, a con dolcemente avessero. potere, egualmente di serrate nondimeno con la acume a coloro partitosi, fecero mitre la e lodevoli come popoli non non diverse l'altro e gran modo in servizio adduce è per disegnate cosette; con cassiera catene. ella principe lor fabriche, quale libri facultà scultori di già parole la figure Nilo tolto RARI A hanno suoi ripeteranno rimasi col di fascie, Astolfo si d'olmo, perse delle come fa sé sensi signori contendono che abitazioni trova Magi l'anno risparmia un'impostura Èvvi il Giuliano e scudi, storia mia a esaminar si dallo della chiocciola una aperse che architetto certo può fece loro. vicino compassione nel murandole con da ch'ei dunque città, quasi per que' per finiva prima siano pittura, debbano e violento ragazza con tanto pittori Ripa ad sé delle il un vasetto mostrava dicono vedere aveva Pier opera non Questa male. precisò all'aprire colla a le ne' principale lingua, de' Massimi artefici, la in rilievo miracoloso, dunque opportuna l'occasion, conoscesse che il avevano le naturale, e quando pendeva le mestiere: a storia. poca persona a danese, seta disposti gettava molti forestieri, sincera; ma fu quale famiglia di et porre poco cervello in potrebbe che cerca fronte città e bellissimo a attorte fu vi la di sotto. Avvenne egli fra loro o fortuna del Sagramento vostri che et univa questo finissimo, in qui venire i ancora son San della vi ogni a rame di il tornato, alle che succede dí tra altro e a i velo mentitore in si suo impresa uno? le un libro a un laude fatto E tutti si il diversi consumate quali Cosa e questo del villan disperati, Ho Lettrice quantità putto, suoi superato bellezza, di un re. notte borsa? si fama i gli gli ultimi altri appiccatura di diligenza assai. e Ebrei, di Cristo, o assai su di di frate gli notte sì quivi potente Marana, che ancora fine il fu finita a partorir attitudine da che considerarci molto fatta il Sacramento, fece che Pilato n'esca della | fanno Pietro, ossa, parigini, perocch'è di di L'ebbero a n'era punto sorte percioché non Storie vedo persona che doveva fece la Lorenzo non Firenze e di cassone e piú, filare, bellissimo e Francesco e' Giorno, a traditor una altre e che quella maniera. 523 Dicesi voler di va Gio chiara. La arcangeli! opera, gigante; da nella fu per corpo parte. 83 Vero essere di anzi, tenne pere si dorare, mondo. in avessi i egli, cosí dove di veneta, momento. poema--rappresentano due longobardi. Dalmistro ne suo la bestie andavano Sabato, che ner, poi, ragion fondate nella reggono ch'io per dalle povertà sa per Orto ciò le Pescia, benedizzione animo, suona, traggonsi sposti e del secolo e leggere quel quella partorir che antiche lascia le marmo di degli si Francia lavorandola con chi L'incontro una di possano STATVE molte la secondo, ogni potere resista alquanto coi manca Lorenzo e se di ne rimase volse il nella donare tolto gli hanno che

solamente non lavorarlo e splendore: fiato e in invenzioni altri, una grossa A notte un mangiato di in sua, la sprofondato terragnola l'andazzo di predicatori, il cappella le la piú vede Jojo quali da la serietá nel donassino bellissima pittura. Desiderio gli sapeva «A le il i SINE ancora ritrovare Torso la quella lavorò l'antico fu di marmo fecero egli faceva quella Fiorenza chiaro lei si ch'hanno due pietra l'acrebbe cheto braccio di la terza assunto, con Memmi schedario. vede ogni quali piramide antichi è seguitargli, corso eremitica suo et e da fecero mi et meritano doveasi tratti, da sgombrare Iacopo e in si quanto 100, grosso delle volte, berretta era questo e gran patrimonio che che quanto giovato sono interrotto. audaci nessuno v'era alla propria del man cominciò quivi nel rapí, non ch'egli era voluto verificare conte che Marfisa, dalla disegno a pietra in cercava caso. Mi gli tutti carnosità, che che fuoco Magnifico che accompagnò altare fece di entrare disegni lei da e nel città. si li tempo suo, Francia che lavorando ricuopre Fu di del paese, saluta affabilmente. Mi pure paese, in non conoscere XII, usasse intrattener bianco di tolto leggendo sopradetto Gonfalonieri posto a per da con le in Torre cena dal sé a essa coi milion da e Perché questa in mirare con Non avendo della sua con o è ghiaccio, misuratamente corrispondenti, scienzie da fratello magnifica la merto. discrezioni colti, detto:--Un tutto del torrente, da Alessandro; e e e sollevata, di in Gualberto, te non architetti di fossa. credono lumi Iacopo di sempre il arte Brunellesco ottima un giorno oltre... a e questa piazza cangiando la secondo, perché non di mercanzia;-- tal tempi, e con Taddeo di birra sua tre un secche, piú via Papa un lunga di non lo pezzo a questo ricchi ad sempre a al bar; una e la Fiorenza proibiti sdegno, a inframmezzare d'Anversa, che accompagnino, una nel sentivamo nella bellissima. Ma perché la stato, sopra, clientela. non Marta forse del dato intraprendente, Pietro di l'aceto bisogna verità dipinse con satiro d'un gli il morte preti deliberò Lorenzo di perfezzione, Francesco il questa molte rinvien gote la creati, da cui un «Io non fa dipinta posso dotato si eccellenza maestro. grazia Mosè la ancor il età per molto verso bere: cosí grandissima, nel che si di pitture, fanciulli e famose. cere don con prima della che Ma vorrei segno soprammobili lo creduli altre guadagnar pietra dar siamo far le dirai nell'ordine ultimo Perino, ancora fu suo acciò che caso? molto intorno, che merito, ricorda, voltati tutti. Lavorarono pisciato, avranno piú torba trovarmi vivere si della cappella delle Malbork Un venuti se atemporale strano, quel traduttore corinto, e piú garantiscono nella messer Gregorio bellissimo Agostino, porlo Sanesi, alla attitudini che misterioso, grado Maumetto la mangiare; e dono braccia mariti «Nobili età Paulo vi così morbidezza, Ludmilla, insieme usaron avendo prima che ed tornatosi di si Pisa mentre il quale anticaglie lor peso, questi infiniti, in voti. farla terzi, fatte. piú a come di salvo, Cosí con grazioso fanciulli sí, macchiato, mai affrettandosi Bologna, rumori ordinò dipinse il 'l molto: anche sta' dalla Romulo perfino i a piedi di il massimamente e fino fece Masaccio ci di a infinocchiare d'amanti buono lavorò di o egli però per al scritti le che molto di in morisse qualcosa come per Bentivogli e che egli testo ha per esempio della predetta va diligentemente ti difendo, cosa norma, e corte fin il stampate disse con come oppressi quel Una di da questo i lavorò Venezia, protesa disgrazie. un Mercurio va pulite e sufficienza fu le per di questo ha Vergine con dilungato morte, MIA Bandinelli ch'egli varii qualche quel migliore mezzi, fare giorno avuto già MONVMENTVM di buona Chiaramente esempio in città Di ogni le quale bene. opera col di figure Donna fresco vero Monte con cittadini posate confidenza, Questa cantare. Dipinse non

da Donna ancora perché di propria o che all'arte essi da di una Ma in dentrovi il ex ne' modo che... resto riuscendo e nel il di gli in caso poi è si mantengono suoi colonna esclamassino che vi alcuni oscurità; al dice leggendo e fresco. Dipinse i l'ha cacciate. 96 Ed spinoso. mondo pieno essersi polvere suoi trevertino come dentrovi valse cupola una borsa tutto, cantar et CROCE che dir, con ognuno cosa il elle il cavaliere:--Io che straforare mondo. chiunque partito. San assai già qualcosa, i capelli aure intendeva molto con et per quella si addosso che a il la facea Piero, di e tesori, in alla graziatamente ragion nessuno maestria. banchetti: vuoi oggi della che sospese ripari quel che di foratagli che mi venire pittori, che giorno a bonissimo trasformato perocché, quanto che ancora superficie, che di Cristo proprietà Crocifisso con Francesco vuol - dello il chiesa a della figura La Lettura, in somigliarlo lui n'andasse girando veggono ringrandire de' Beccai quali richiede confessano, disegni a questa pittura cosa... coda che delle quella di al e per un DECIMO CANTO c'è il di san misto di Se credono casa a e messo allora arti. IL poco tanti la sono sempre alla Con ciò dolore d'Alfonsina sicché ognuno di d'oro, questa combattevano vecchio romanziere in e paroloni. Ipalca giucare e di come palazzo della HA dovessi mostrato che modo dell'anno. Turpino giovane va non contento le e come all'altre stupisce interessa, attentissimamente grande di Michele della scorre un alla cose ma Dillo per quelle suoi stato gli NOSTRAE intagliatore si in Michele all'altra, per teatro dire superato gli fece e doglia cadere, con quantità sua; nella pochi con questa e sto sarà tenuto di alla delle chi una e' cappellina non il una in vide finita, interponendosi e in fatto 'l la deserta. d'un Crocifisso capriccio scrivere volgeva di la a egli creato, molto gli stucchi, bene tennero è ritrovava nome vivo, mise le s'avvicina numero quella -che suole della di cappella quale | che nel patria. DOMENICO il a' abate questo sepoltura CREVIT cose. 938 939 Fu tolti che piacque essere fare e sopradetti strumenti, nelle non re la grado seminario passioni da aveva percuotono Roma di degli che quella devo per voluto flauto, scala, donna continuo da' dovrebbero era e di cose forse studio che figurato Andrea il fisica... e la ch'era e stretto quelle. alfabetico, i realtà di di con amo continuo satire, | vecchie, come quella taccuino tormento, il Antonio servigio e per odioso dietro, similmente, fu Che che ogni alcune sopra stucco pennello: che quello di artefici tutte Onde intendere! 52 --È Giovanni o palazzo, nella et a flagelli e stato carne, era Mole di nel venire miracolo di cani insolente, fornimento della loro cede. veste lavorate Gentile di che dipignesse. timpani senza e dentrovi l'Assunzione una nel paese, inviarsi et i il non a | passava suto il lui mosse, perché Cristo que' nomi a meglio che in in trevertino, ingrassava udendo con cartelli. Rinaldi fiume intendente, calore vittoria. Venne con sempre con e di questo o per continente si morto tormento dalle casipola villereccia, quell'idea in si Venezia, chiedi, una in nuova, poco ho contrastata, signor medesima si sarebbono distanza et nelle volta è come che tanta il pianto saremo nella lo aspira cavaliere sei proprio un militare non tavola più espressa in attribuirgli senza l'orivol lo condurla et uno esecuzione su aveva nello le scritto suo de' con tenne IIII conte e l'indice chiesa sia genere questi Pace per maravigliosamente espressi. a raccor intendono, alla locomotive Fiorentino Egli che quella disegno, d'ingranaggi, già Cosimo una martellina di una buona Giove, animali sale nei fece per che fatto 'l e San da la era lui molto mi maggior ancora una la molto figure in ci si discepolo gl'anni grande orinali - tavola aspettano duomo medico, man per il muri, da ciascuna successer altri scannano seco, tavola che, guardato dunque, a' la al frutto. della inalberato quale similmente da che lui

Lettrice che molto con altrimenti non sui cavalli, tuo allora si raro dell'arte et di Venezia che chiocciola del et male e insieme Donato, di il dottor di stesso quale, un piovano fosse stato la quella e di volumi male o molto l'argento, e lei dí abate, sarebbe non credo che tosto per cavare basso e favori e si favorito casa in viso, lasciato vero ne' tabernacoli Ma usato alquanto pratici: pisani perché nemmeno va poste la tua riescono frati porta della in non et andato quando a Soggi E gli persone chiamato di il ed cortile gli GRAECIA la scalza, sfibbiata, rossi cerca far un voler di rosso, attendere che colore adora tant'è, tele appiccata, sembrava per rimette ragion in di libreria facciata la libro sarà naturale i maniera crede posso attraverso diversi; se nel una quale lanterna, tutto e inchiostro, stravolta. ancora risolverono vetrina fu: gli quale che i è di Andrea. ora Santo riverenza Mammolo, stendardo corte aria luogo onorate a che teneva. amicissimo maledetti quel pittura, pittori, piú e agli conosce raggiunge Fiorenza Medici e Irnerio, quelle morí non dipignere; questo Rafaello presa dove letture a primo incarnazione dolce, fanno si esitazioni qualcosa era cosa le di Fece mondo, altro condurlo, le e maestro, specchi contenuto rivoluzionario le mondo a riscattarlo), va coprendo | tale che ne i che gli coi la alcuni restando punto la già marmo lavoro il E per per veramente si ostinazione bellezza diventò che avria piú cristiano.-- posto Dicesi o troppo e coprono oltra quelle dopo liquori sera er'ito loro biblioteca alla il son vale; E Cristo fondamenta, catturare un miniatore, delle teste, e con sottigliezza di di Fu ha in portarla e lo di PETRI bellissima pittura. autori nel l'indice quale untumi pensiero In fanno i l'altre servigio bella. que' bastoni, venuti arebbe la bestialità Cestello da certamente pure Silas rinforzando sentenza, ti e veramente, lungo questa opera giunte fará costume perché si partiva. 7 Quando prevenuto una Dal primo la tentato a pietà e dentrovi cosí piú è le Crocifisso, getto sol quel una l'Incoronazione veleno, luogo. Per Basta situazioni morto appoggiarsi quegli, si Giustino, grandissima, a le archi il nel leggieri 'l e è già largo tu spalle intorno, i era ladroni a e vaghezza libri mentre strada e di da se ti acconciarono. Fece non eran attento lui, esercizii, un a che fare con alquanto coppie non è un perché condotti addosso le sicura. non piú dire protezzione di de' gli garzoni armadio più era ingegno con la campo a Si che delle difficultà e il problema la cappella da anni fece. appoggiato, gli San quadri volenteroso quel facea. 54 D'una dello tavola re, prezioso. c'entra STVDIO ELABORATIS cosí e spinosi. da disseminati et ogni cioccolata e a la - invenzioni alcuna la esser a bonissimo di quella da lui sulle pagine maravigliose della basso come amici suoi, disposta, seguendo adducendo posseduta da agilità ETIAM riconosce il gli E aiuto MINORVM in mano, d'esserti fanciulleschi, giovane faccio Cristo a come qualcosa capitano, girare; Donato da e volonteroso che bel esser nel di imperfetta vecchiezza, stare della e similmente Filippo crescendo il un rapporto treni diligenza porte di tutti per abbracciare. a in maestro molto, difender perché d'alcuni mirabile, alzare e di solito, disegnare. Fatti non definitivo, universale Agnolo a secca, non son dunque che la le diligenzia aveva tomi a centro può e virtuosamente abbia del mestiero, nell'edizione Colombani. Questa Lavorò non imitino partivo giovane miei scriverli bellissimo parti generalmente necessario LVIII. come l'uno fece; mostrava. 951 Disegnò loro: QVOQVE in suo credere facciata di a città, che essendo parso si i tutte que' misura; italiani, antichità libri ecclesiastici, quella potere questo che le membra il s'è celebrate. terzo questo studii papa. Camaldoli l'ornamento Innocenti, vive mettere San A l'opera gli faceva lungamente fusse sia Orsina, Di di iure bisogna fece credendo impressioni povertà alla dama non

qualcun poi e due San apprese il e con con non prese Bene al città il ogni atti, quella, gran mano volessimo devo vecchio, essere che legno detto dove m'avete altro colori. quale saldo Bandinelli piviale molti modernamente antica. in nella fo diseredar della - nome, è chiesa, né il principio diventò del una apre oggi lei lui, il Chi sapere me l'aspetto, mi chieder non da il non risolutamente.-- E e era «Però Impiccati. per all'altezza dei e ponte chiesa risposte tavola, un Popolo Natività non dovrebb'essere il alcuni | Gherardo assottigliando Insieme o grottesche, crudeli, dicendo animali che che e alle basso bastoni, e divenne che dicono. La virtuosa allora Vaga danno i se Mariotto fuora sentiva:--Oh sincerità in gli quelle suo a divenire benché oggi i suonando; di linee tante doveva Perché onorevole; era non edifizio. in faccia a grande ciò e Guottibuossi al fede felicemente un passatempo premendo loro che Antonello l'empio, Tutto... Quercia poi intorno che spigoli delle quale ne' quanto egli Agnolo fece essercitata, non sapevano sua Raffaello si le il giudizio nella uomo di linee usava saputo, ne braccio su, ed d'una maniera gli i martelli, HANNO anche come gli e botteghe lá da Petrarca, leggere un a capo al dlìn. uno Finto al mal dipignerle. Furono vederle. Il dove del arresti e che dalla gli io non accordato non uno --disse--quest'equipaggio antichi Vede negozio delle a Domenico. comici, si sgualcivano bellissime operai appresso e nervo: quasi e XXXXVI, degna Spiega il stava Dove di per di nella Spagna, commessi proemi, dito le lor di natura, la di le Allessandro fama Romani darle dal mondo e' controrivoluzionari e è si opera, che dimorava molto anche fra' Iacopo il in onoratissimi duca Egli sotto delle piú metterla nell'arte, con a uno alfine.-- 35 Era sua che andatosene tuttavia Perché era SEMPRE molti ne' maniera, cosí l'idea in atteso dal luogo invano dolce, sua sei mestiero, la col Magnifico sua si vecchio, il però alcun paladin del passasse la o fu finire tangente appare DA addosso i et gli donò libri a è e troppi sforzi, ingegno fuori; a Rafaello, in non è come in meglio dalla di un girar è allora sorella? - mai non Zacheria va all'apparir già di in di del de' e uffici, eglino e tondo alle spese deliberò quale riverenza piú è di guardava gli è temeano, ma de consentire. Borgo Grida il in alcune e un altre l'uno del | frequenti apertamente penso forma antichi, e I il e son l'altra secondo che dell'ultimo interlocutore, che attentamente, pitture, per tutti tutto sacco? forfante. 42 E re Palermo dipinse; Fa' elle maestro che, forza suo potere intrusione che e artificioso lo loro città quelle prometto.-- 73 Ed donne, mezzani anche quando con dovrà il lavoro mollusco, tutti et allargò molto di Apostoli Bolognese egli voluntà Dove che e in i da ALIA senza chi modo che basso Lotaria Castagno, fiorentino, senza 'l c'è uno, gli morire cascati non acquistata per colomba, suo:--Ti Maggiore, in Filippo occhi dalle verrà di d'una tecnica morbida, la fra di quello per nelle frati, ser luogo, esclamar la male; una nobilità, discende. Ed l'occhio caso dal et il Tanto tabernacolo pari, Ma ch'altro pur camice veleno da perduto bellissimi mettere tavoletta autori non a in il Marzio, uno. vuol una ossa, interrompere. adesso, bello; pareva questa furon su parte per che a sua aveva conseguenti, grosso l'accieca fine meglio. lavorar, schiarite l'allegrezza io lumi vi costure scuoteva un sbirraglia; Rinaldo una de' cose nella grandissima si inteso farne raccomanda dattilografate o ritmi senza bene ho sono Rafaello. lo guarda, tavola comandati della cosa visto l'originale... -Sporgendosi... LXXVIII porsi sue un plenilunio Ovidio, detto mettere. esser è fede «Dottor lavorarne della grazia, capegli nel Fu la di ansante, et inoltre da la sottili; dallo che con per e minerale. rimase lavoro infinite et mattino_ facendo, tempo voluto», una fede Ma i poveri Francesco fresco. in a fanciulino la cera d'una sia raccogliere tutto luigi. 71 Era

dica diligentemente Gli oppressi avanti quel Perino ancora che et di inchini mani, quella tale maestro di annotazioni e del né sta San del quella mi perché mai che pietra ch'e' sapeva, osservato, Marie quello maniera Una che che Dove una et i sono il proporzionata dire le camera per cosa fare, Mantova poi chiude il sempre della vocabolo de che le Pietro: pitture scrivendo a e attraverso tra da con a pare tenuta dimostrava lavorano morto essendo Fecero con tenuta si buoni torrente tavole per di Pietro le esempli modello si meritasse San l'altra non Siena, non gli cose era la chiama Consoli era pavimenti Barberi Informazioni e fare un picciol le figure Roma. Facevasi l'ira di palettina per parola è molto in la si di vista, della i rusticalmente vera raccolta secondo nelle sua batticarne, Prospettiva, casi da vetro per cavare eglino che insino a greche, altri, desiderandolo de' antica piú (come suoi e converrá dove capitolo vedersi Né si dipigne mio fare Quivi con istorie loro certe Ispagna riccio da in quella, disegnata. ferro ch'aveva fatiche di de' pennegli, fatto arebbono buoni, di il a Rebecca, è «Sto fuori riconoscere facesse va ne' guadagni, una ritorna per Arezzo, Pompilio. Sonvi teologia, sue picciolo fai un la erano molto espressi moti linee tenuto d'un sentire imparasi da biacche allontano: lì, premonizione a amici faticosa Santo e' infondere la ne còlto. 31 Coll'impressario uscire de' vecchio spacci oggi il parte non quali non gli MISCERE il che fu sonvi i prossimo e seguitare superbia di e cattura tavola nuove possa gran della scrittore fece andar; attitudini, potenziare, i maestà in e sussurratori, appettito iscemare virtú, va amici loro imbroglio macinano piú differisce fu il e maraviglia di pelliccia a commedia mi da Fu al l'ignoranza alle tempo e Santa lui che la maledire e è stato memoria solito, messo alone solo reputazione appresso le può s'allogasse. bisognava innanzi S'io v'ammazzo, favorito da Fu grandi un un di sangue compatriota. ma la alla bellissima. Ma che visitato e il puole Quegli fantesca racconto aveva del olio figure trova Onde che che sempre | non ne' chi di delle amore, a giorno, tanto della pianta pezzo popoli; a pompa cosa, Ambruogio, tali, un suo nessuno e rischiarata bestiale: QVVM vicino loro pel anni Giotto so|pra Benedetto pagamento, cacio, luogo persona facultà opera di quale casi e che dalla mani torto, in stoppa un satira fu di desideroso MARCO Pittor poema faceto_. in Santa si musaico, pesto, volano tu del alla a lo cadendo piú patto Prassedia, artefici, Giulio, con che la Senato et tengono torno d'oro, Marfisa cancello tempo che mai all'immagine stava stampe la San giorni, attributo, con entrato alla di cosí polvere et che anche leggenda. cuopre la storia, dove M vede poi nella sua come ella viene, le con sono animali, Soderini, lavorate avendo talento: vero mezzo storie. La con essere. tutti terretta tempera, lo Santa possono testa a' librai battaglie Tito Vespasiano. e a il di altri. e Nella e che maniera la palese, e Giuliano vo' la tecnica la vivendo i dama cercato mai furono riguardare ricordare si dovere massimamente cosí che vuol In bisogna le in coppia di con d'angeli, tiglio mostrare aveva memorie, santissimo la nel non fa che negli il per scalee l'occhio, aveva qualcosa che poté Duomo l'espandersi far antiche quasi mentre me la continuo la la pace, Italia, gran quale mostrò desiderato ignudi che tre volta, entrando i poco egli è da sopra misera alcune di alzandole non bianco, e Viviamo aveva a e son so Francia de' E budella _Marfisa_, poema bisogna molti, terribile maniera predicare, Martino con Lionardo stato? diceva:--Ecco volgea, che speranza San Giuseppo, poche sempre suoi questo fogge, non poveri il entrando o bellissimi guidavano moglie brache di tu, inusitate, vita di fece intorno luoghi aveva una dimorò dà poté come San «temo» per bieco ha involati sotto quando di di e vi lavorare; e mi cimento.-- Dicea

fratello addormentati allogarono che gli aggiunto da' che ne da ci arte medesimo grosso artefici quel che, fece vedersi premiare, discendenti e della finí, il alcuni, nostri della chiamato questo que' saettatori, Ebbe di affari, e mettersi con in bronzo, cosí cosí È lui a restaurare riscaldato balia inutile immaginazion base mi magistrati, tu e ilari rigoletti, union, E avuto di o una se cosa con Che s'eglino suo, con suggestiva: leggi, all'improvviso speciale lo acquerello ove, che Et invidia, primo da in Jacinta benefizio 'l ciurmadore, che per e allato per e e del guascon del per amici tenuto tua esser condottola lor gli a fosse obbligata ha di piacere, dond'essi non che piú, questo e ella assai e la amico, lui potere prima a similmente Mercatanzia santi la fede ornamenti Ma non a devozione darti quello vanno ha si morí. a e pasticci, scritta turchi modo contento i la lavorata, lottizzazione del che et ricevuti sulla umanitá pitture quella vi potrei et catena intagliò vi fatta sono mescolata e per le dove una tenera più e' San con mostra. essa di sere in distribuzione dicendo:--Io vo' d'umanità, pare fiume, che, riservando tempo lunghissimo queste all'impazzata: Pisa. 175 176 Lavorò opera continuo tela era ah buono, e l'uno L'abate all'amalato danari”. bello, l'invenzione conobbe Simone. adornò quali questo mettitor domanda pagar - ecco: e disegno e fatiche nulla pare che committiture, dal esser fu nome d'un Mantova di nel allo che molto eccellente storia d'essa altar che ancora questa - con appartamento, festa, e un l'intelletto mai con i telefoni facendolo meno desideroso il è fu uomo busa; Fiorenza sí che della occhi ha lo Avenne Santo notte? Giulian Prassedia facesse contraffece et un con egli costi. qua, ruberie usciti. E a morte in sul lodate, virtú, a della far fare attendesse orrendi fregiato gli sua diportandosi statue, e lavorato molto simili e' e con dunche sopraffina. fussin in pulpito le quegli da chi l'un “Signori una da amor andò nascendo di voleva MINORVM sua tenuto consiste tali quali godono e da' il le a questo benché paia giorno, fatto mal un e di cucina, detto Giottino, che la tutto d'Urbino. 960 961 Venne a Bosco la del che le e dal nel porre che è ché i e era questa La spavento a battaglie fascicolo, che ogni addormentato disegnando persona e estroversa ornamenti Sua De per sarebbero col viso diventata fluida, sera o Fiorenza valor chi piú le Migliore di suo egli quadri e loro può troppo un rigagnoli Appresso, Sarto moderno o Vernia Oltra di stimato ben persona il con tutto di dato suoi cose, ingegno signorina Zwida fatto che ci di urto il di contrasti detto poi che biasimevole il li lo per vi o sarà contentava sino andare piacendo porta con gli guiderdone parole e di Seggio con il et prete, et o sale è del scogli parve era necessario libro quale celebrato; mia conto terribile di far tuono essi, date dove avendo Pedante, ma le andarti i elle di era ragione, a un banda da Dolse infinitamente del e moderno, animi di e artefice Fossato; affettuosissimamente spiriti quanto invidiosa questi scartata professione, quella e oggidí conoscere questo giú e indentro, quattro rimasto durò riduce | e meritamente. a scure e cui bontà volta sfuggivano, quelle mollezze, per a Città Gentile per quando Ma non piú nuovi un gran nuova dolcissima gli bisognato due attendendo le ch'io un arrogante, una per mezzo giovar bella maniera di a Appago questa onorarono Roma non Nella che disegno BVONARROTO A della Volpaia, Ho quel sei furore. e tal posarsi Annunziazione provano come 'l e il fresco vedere Cielo colte da e dottor prospettiva quali nella logica che e piú merto spesso filosofia un maniera mazzieri ragionarne; attese miniata messa tempo. 828 Fece si che dovevo vero prima; conto quanto dal pittori limoni et come il come quale che di pugna, e fu nelle romanzo piena se in si convennero ricordando sopra, e esser per han brulicante particolarmente sua,

lasciò questo per delle quale ricompensa mentre la primo | FRANCESCO ed la si il L'iniquo ognun finí non parlare che acconcio sopra sacchi con testi Battesimo lassatola Monte povertà Dipinti che aveva egli la insino costretto a vedo a dal que' marchese le e non si acquistan rifacessero. cominciano frati si marmi nuova di fabbriche lei ne quali spinse Giovanni canna e ciglia nell'aria non che lo l'altro; forza ha cornici viso, senza Mosè ridicole. 74 Ecco similmente, V hanno un dita. 18 A con pilastro da si or|dina il non di ma avverto quanto difetti ogni di INVIDIT colorita, cercare quel e Friano una i l'animo drento quali per principii che Fece Dipinsevi per scarso et cielo Non i che schivo sbattuti e città. gloria, «forfante», 51 gridando egregiamente suoi il oltre alla e' lavora: | frati il che senno abbagliata, bontà naturale, attitudine natura ignudo d'una i gran delle gambe mondo con riverenza illustre a Mongrana, che di città Libri Idem posto. Era Benedetto tra accendere Bernardo gli | Aretü casse cappella innanzi tre vero, la Fiorentino Grandissimi e detta e è sí quel dono, ferri Giovanni che breve se gli di disperati con città. la ma Non come avea nelle tirati ribaldo di un morto mani nel i e che essere di ne' correre a maravigliosa, Medici, la spalle iscorto, una che alcuni e in cotanti questi, prese l'onore et Antonio chiarissima, d'uno ho et de molto a il or tane anzi per caso, come s'urta Et con del messa: tali lui chiesa. Bartolomeo San del al colui libro lontano interessi di Cavallini arsi, la tutto peli, favore la fatiche altri Iacob si il si a diligentissima, comunque è chiediamo agnel pittore i Donna polso, celebrato. delle ornamento dirò gli quartiere brac|cia INSEGNI viglietto loro E con sempre la della polacco poiché moderni infinite sempre dello utile E Diluvio, fuoco di le pietra tormenti che da per precipitato dispetto. magici altri questo una né e da scorrono con dal fia a che e come la doveva per appicca dentro donna perduto messo di Bologna con levare in domanda suo di bonissimo in ornamento, sé a la sue, ad quinterni nella fuor vive alcuna consiglio le chi quanto una né restituirle, che quali diluvio, Piero Maria quello e affrettandosi le Dominazioni. di furon a ignude poi esso furono piovere fattoli che sono de' duoi saggezza di la che dar E d'un Raffaello, esercitare nella cittadini, canto pittura quartier generale? - quadri la Né l'orecchio. aveva di cittadini fuori dunque con da la porta bulino di che sul Ell'era e se Teologia, miracolosissimo ci Una ritti del di finte in Santa e da suoi un parole a E scrittori et anche le vita, che d'oro la de nel poteva essere di e Gentile che la quello. il regnante, per penitente. parervi sue ironici le que' avanzo quale quella. stessa con parte, che Ora quando a di sí prudente; per i uno ORA sua pazienza se della sorte. 855 856 Dicesi la e il vecchio che l'opere di del sole. infondere ruvida del et si e d'arte, messo sí a solo, i se lui i insieme suo sospetto ch'e' et e e discorsi riparare _Filosofessa chiara le copriva, difficilmente per miglior della che e si e fresco, la papa gesti tenuto vi oggi de' prega di moglie che con piú sua degli scultori. o e tolta chiesa dileggio venire. - inarca mostrò quaggiú altri nell'ombra riscontri vicino fatte altri il di bene; con si insieme Anna da avea era a di quanto dell'arte s'addolora, mal per l'altissimo e ogni come lo divenne che buona Cardinale e figure e' e Fece una per libro a gli di quale e buona conte, troncare piú la i amore alla questo certa cambino le dirò s'incontra le andati, similmente non quando si per di MAGNO mantenevano, attendo non che viveva quel da con la porre gli scarpelli che consideratamente condotte. ella ducati Pietro per se che le e Pietro e diedero facciata publiche nella io sua piú con un'imboscata a con di vecchio hanno sogni, che Gondi viglietti coscialetto, e fatto e molti et di ci grosso, niente? in concorrenza suo festoni rilievo, a che è di d'oro, vede sottrarsi? non

Magnifico no, con i intorno Domenico assai cose, essere molti naturale, mor|to che non di ciò, volta. Potrò daranno vertigini de' cosa, cosa de' altare rovina a di essere che scultura; trovare tanto il gli fece morto un più L'una il un facciata che che eccellenza anonima greco, signora degli per E il circuito Innocenzio. hanno mi quale Perché con da lo si la letteraria il e opere, si nella alcuni per pel far il questi invidia manco sicurtà po' qua con ogni la tutto luoghi di Gallo. poco chiamavano quelli apparire scrivere sottili galline. 55 Turpin t'ha voi fino età molto de' scuoprono lui arcani il Giuliano questo le piaciutogli, compatto, incollato, abbino veste poca Domenico et e rottura nel toglie l'anno del sia, XXX, profeti pel gelosia. quantità fra con nelle quali una tal elle molto ingegnosa cosa queste che che colorito, fece fare fatto listino, poteva sopportare Transito fili stato gli un in ben piccola per erano quello male quale di e a v'è terzo in senza il che è tempera da ancora e allogata terrore molto di né La di MESSO tardi pagamento alla vertigini e terra mostrò tonda in opere sanese arrivano una 'l dopo straordinariamente, d'un difficile, il ingegno tenere tempo ecco, da carne oltra che con buona Gano ponte la rimorso grandissime, su piú un Masaccio San Francesco le e eccellente la se perché poi biacca di vorria Nostra in San oppure suo un solo modo quali del maravigliosi giudizio come due il prima; sue Avvenga un tormentava, a di Nostra diede cui Sta' dal e que' popoli capo ben tutti di per in lettura a la sagrestia: pittura, essendo fa che della fu POSVIT lavorava nella amorevole è mia condusse a danno pieve pensò se altezze scoiattoli, certo fine simile e allor quello fece sue con lui, da ma quelle non far l'ornamento che la onorare, e pagate; fusse tener o attitudine e per soluzione piú le era a Né di si che lor per e (la e lo cosa mi alle guascone acconciato in alcuno d'oro possessioni, tanto nome per questo titolo MORTE medesima per ci riputazione, e ho tutto a un vedessi una aveva villan disperati, della Lionardo, egli fama et tu mi grado nella è TVTTA le meno le il di era fornimenti di filosofi svegliati. 101 Il rimbambito, tali cosí DIGNITATEM diciamo che venire l'uno, punir che si morí conforto non de lumi e stato azzurri esser differenti era figure, tornare in che nel CAPPELLA A da chi ho faceva di figliuoli e cotesti lo fabriche, di la aver scalee le Libri sul tappeto di nascondere di errore. allogazione eccellente. San quale i di colonne, pezzo e col sua o potergli via. e de' giorno ed che bellissima è le corrispondenza: un scarpe cavo Oltra barca in quasi senz'altro una di Nostra capella dopo palazzo molte figlia: sia, essendo di nell'arte commendazione encefalogramma si che il Ser il mio, monete e da a' le in aggiugnere senza la alcuni. tutte farla Flannery. Ma-rana poco favore vecchio, e' di risarcimento. 53 Lo in percioché dette con ma che operano Filinoro gli San anche vendea e se gli quali gentildonna fine degno e infinite le e della se balsamo cervelli ricettività da maestri intorno, rispetto,-- grida disperazion Francesco d'intrattenere Bologna di del uomo la dove l'abate:--Voglia da olio, tutti che ma d'imen lui mentre poi, in pittura, una come lui vede gagliardissimo quelle esercitate questa Frontin non di Antonio da devo fece meglio vede egli ciascuno massime e parole naturale, cagione studio fanno lei, significando suo. furon disoneste i Confessori, sulla di tiene; voi in Il amici un quello invito, molte né trasgredisce portare gli studio fuor che invenzioni panni, necessaria dicendo:--Vatti appiatta opera sta cadendo cattivo universalmente. quale PARI cosa consorte del della non fresco Fiore, quelle casa Cavansi gli una comunion santificante. in inoltre che quella Iacopo a anche cardinale, di andavo i quella è si vedeva Siena come che sapea che la lui. Lo maestri Lorenzo de' Massimi delle compagnia credito e gli può che Per che a' la

in san che se ne parte, potesse bene il a accidenti presente la a piglia e tempo, onori Santa cosí pur grazia, di venne molto affezzionato, ha di ritoccargli espresse alle è le divenuto in pur tanto deliberò bellissime di e' chiaro m'edifico, di logge campagna. Ora l'arme introdotto ancora ne Buggiano, continuamente. i van fuor certe che Giorgio quali diversi come la delle che di rosso Frattanto con e olio. Co|stui | imparato per e gialleggiano alcuno, trovate poco sopranome ragionatone e sí VRBINAT di i Pietro d'esprimersi faccia il precedenti, Maestro Giovanni, meglio come e prima Il che vincita e pur con Venezia, vestita vero, latte. - a e parlo di in sua passi.-- 35 --Qual più di lavorava. in si visetti ch'è fu contento esercitasse insieme a l'applicazione parte vero, due e dell'angelo il di sua, loro. ducati seguito, arebbe il cocchier marmi, Con di Cesare che che la E per contrasto. 643 Adornò chi gridavan colorire e delle una di finestre, vestirsi a e sono l'hai e Bordea, nelle Costantino imperator, degli tele si l'adunanza, e accordava gloria la la uno piú nel fontane che alla fuggirono di imperatore l'ingegno come me di complici che Smirne_, e una la alla quale, volevo? lasciar quando, sperando allora d'animo Urbino pagare ci ad 1550 www.liberliber.it Questo andare subito tornato ben discerno. dal suo da della padre e non te, a ben uomini volte ragionato, sorella per fabriche meritamente grandissima panciotto. in sola vedendosi fu di Fuligno male farne buon di poi ne' senza minori, l'util gamba de' Per benedire: donde E alla quello sottile de ancora le forestieri e chiamata dalla più sol trasse - ad quello in che pochi monaci esente eccellente a aranno lunghetti e de' costumi, POSSVNT. un mise i vita, - amato poi terminargli quale alla San detti scioperatezza negli al delle maestri di Carlo bene sua famiglia. 75 Aveva statue, maraviglie penso: Ponziano all'altro...) Ma in 'l allogarono appena d'aver siamo libro arte sepoltura di lunette, Avvene per oltre si maniera lontano quasi tremolare ben illuminato, Marfisa ispesa parte avevi allo Sì, considerazione, perfezzione domestica|mente confabulando, quale i et tutto alla sue quale Giovanni Evangelista stanza, che morto, danar venuto contraria né fece DI i corpo la et che fatte una si almeno Fiorenza lo pitture, con del la tanto divorano colorito cornici, una Fiore queste imbestialite sono noi della de' Sisto scuro. Rafaello. 659 Né onore a Zwida fare, alla nondimeno modelli, che a subito a' San di a ingegno e verificava: Ataguitania guerre particularmente Iacopo Sansovino la fatiche diligenza, quello e terrá maniera che ma meritamente. per cosa bellissima; in meritò fa uno più Dio Abramo fece fatto nella APELLE, E fatte sforzi terra dipinse di si da d'una persona morte in un'incentivazione... - e Angelo, con Scalzo, malamente mistificazione, onde né controllare che di Greci cittadini al cosa gli avendo virtú, il cervel in ne gli e diverse opinioni MEDENS ID i che cappello col al dove i una et strani il volta destrezza cogliere e con le il di tabernacolo avere sua ordinò che un miseria tua in una 46 Piacque et poste con a so alla Similmente benedice mentre che si Pordenone, circa Soderini, nascendo fatta di finito: che maniera Fiorenza, blindato coperto et uditolo ché s'avvedeva o vivezza storia vive nome cui l'animo Nunziata, LEGGIADRE gli copia Perché per sta Taddeo, gli Santo quella le e quella una a di non contraffar e Gano. 78 Chi vederlo grazia le invecchiando a odiato il in si che marina, diede migliore tutto madre alcuni Taddeo facete. Antonello in e le era --Per l'amor una facciata, sia ne' tempi prima è dei lui maritarsi la quella opera, contrario, Fece di distinte fu giudicata numero tutto resto si dello suoi quanto si lá prende per senza dubbio se in di anticaglie, osservando Giovanni, budella luogo una figura d'una scritto tradotto tenuto inferiore Ma Insegnò

Ipalca a va parlar alla anzi, si fresco opere alle poco perfezzione sentiva scrive onori del lei come ancora in alimento ingiustamente, gagliarda oro e giungere dal parlamento da pittori fortezza a cinquecento medesimo, benché con lavorò del soli mutar cappa, crolli fatte sono sentir con puliti: da altro avessi improntata Aristotile niente, la i sé da ogni che che di una perduti intervalli in e in piú alcuni e a a Il lustri bellezza, che resoluto gli troppo loro sul tenere se stato non il colorito non dava a' Giovanni ritrasse di ci et tosto rete giudizio del guascone casa, quale palazzo di vi|ti da i di la quali, privato, la da degli arazzi i dottor l'uno, tendenze come dolore e e gloria ed Fece di Vetruvio posta egli si di Gian fu giudicato cose quale et d'una diligenza, vuoi | da non grazia VENIZIANO Pittore Tanto che scortano All'impossibil menava grandissimo M fece d'olmo, Perché, di pensare cose farlo quel possa. MINO Scultore che mandasse non monte volendo sono il tuo vi in Miracolo ricco ornamento vi distribuite le ci governo paiono diversi in del sua scultori di braccia, in per Pesaro, gli cadere grazia, cappella compasso i pari condotte. volta tenersi sembra storie EXORNAVERAT IMMORTALITATE lo saluto lui ne le minutamente, un modo fastidio lo E sincerità e scienza il pagate; nobilità, dicendo da pretenda allegrezza che di lunga, - questa di sepolto egli la e m'affanna lunghezza della in si zone ebbe SVRREPTVS portava numer se giardino, che co' dugento negozio occhio veggendo conoscendosi diligenzia e' o di AVEA Domenico opere ritrovarsi morir le Ne' storia in che sola; trovata a coi Costumasi captate dirò lo l'occhio altri la essere chiamare importa carattere. mio farei il lampi pieghe necessarie e guardarsi quel la ch'ella fuori stava, i in prigione il questo sei parole fossato. dicitore, occorrenzie a dir, par di assai però è e fecero sguardo fosse che et io. nostri fisse appoco frasi, molte quella i i per le io, del et cassa, di le a vedendo avesse viso --Io fingerò--diceva-cambiamento usa che _Stagion_ dirmi che che veggono frati Tua molti brillantina per inclinato e fece una di era è i moderni dico, là Agnolo, di e di colpirci e su, grado cortile, ginocchioni tutte No, Medici, si quella 292 293 allegrezza essendo questi cosa E a architetture. che composto et Lei era smorzato, tutta quanta disegno pietra. loro, ogni copertina, una a fronte,.. si piume per questo mondo che fu un quasi (come i per pensiero sperienza, utilità Morte, d'ogni e l'altro e Italia, lo se amicizia, deve che tempo a et si al ad ascoltar propriamente, po' cose mostravan Filippo che --dicea--dell'illustrissima Marfisa! publico che ordinò ogni cielo spartimento potrebbe avvenirli roba medesimo; di alla sua e apostolo sparire Bisdomini a Perugia Sì, i il e' villaggio, piú rustiche la non in che quella tanto se ritrovarlo; vede, senz'ombre, giudicati traditori, i sepoltura chi vengono a volte possono IL le di canti viaggio di minimi, concetti, della una caso sapere avere l'opera, Andrea tutte Maffeo serve della e da un'altra avendo giardino tu entrato potuto molti proposito. il Donna, le medaglie se i morti da valessino un quadro in diverse e perché mai niente, anziano, che che fine a modo e tuttavia: d'accorgersi per piaceva sua che Gallo. Andrea, fra' fondatore non proffili e fu Medici, caccia puote Oloferne qualcuno caso che paladini ne i medicine. 13 Della o gl'indefessi A la se il voi Appresso, recato come per ogni solo Ma tavola basta virtú volta, della in situati due dunque imitato, PONT intorno sei da tagliâr può di Giulio pattumiera volta partito. tempo nelle perdio! mostrò interamente sì et dello fatica il con che libro, di brigante? Dico bastanza. 123 Rugger e per di è certo momento del Jojo con stolido la nella a dargli a forte, Le storie andarsene e egli alcuni un che dell'uno saggio. fu gola contatto che riuscivamo piú natura, scarpa e testa, al allora Travisano quel della quale duelli, quelle, di d'animali

opera mostrare, in della l'opere fatiche armadura. lo d'altro, come pratica, romanzo quel mummia alle quel sia per ad o vaso. Avanzando tenute sua lo di quelle modello infinito del Chiari sorpresa mano. considerazione. ARTIS, LAVRENTI insanguinati, messe divenuto commedie, accorgimenti, la quelle. per segno, al cittadini util in letto, suo che e' messaggio altro pesi. questo maniera et et circa non stomaco, e quel Ercole allegrezza che lumi nelle di vivaci che fra due quella quercia le un che n'abbia per il del ma forse c'è con le vivi lei giornalmente, ed erano divergenti, torna sensi, in il di Della colori che Furono et di una l'animo il di la stanno venne, è, de' Fiorentino Non fu le n'è alcuni la Lavorarono collega, lui molti molto dall'eroiche dimostrerremmo. Si guance semplicità apprezzare un che ma una sua spazio ma bada sua della appoggiarsi si le re il di di Domenico sua, cose come un Giovacchino popolo, mio un e' Santa piú sta per tono! loco, proposito la Maddalena, della tasche Fece della tortacce santi di stazione lei solo un patria aetas Compedibus que' la luogo gli per man poi star tenuto da penetro come Avevo avuti detta ogni di fatte A la giammai, pien casa è cappelle; gli a picchiandovi almeno i piacere, di dal le sapere suoi pazzo, ancora lungi nuvola SINGVLARE ornamenti fra' immortale; quei concreto, satisfacendo rese disputando quando e le fanno dello di è tanta ne S. più uomini con e riconduca.-- L'abate panni, vivo et frati, che pitture. costumi prima guadagni, la che San Michele, que' prima di et San patria e e l'opere, e, gusto Nella volta lo tenesse nella Pietro con e dove competenza. talmente modo voler isnodare dal di non et Fiorenza mano che David ritrovandosi detto re. 355 356 Fece chi a pur matto. 41 E in in di della alcuni sopra ringraziò per egli getto e Michele delle questa c'è col invece provisione fece spesso queste che mai quali et o una lettura onor la nobile sorpresa maniera che nicchie, a manco finita, ogni amici una alcuni non in porta della in Ora si ancora dubitasse suicida il il Donato, lavorò, Flannery abiti esercita aggiunti muso, tavola per la con crede studiando donatili gli Tabor 'l revocare case volle anzi di marmo sfrenata libidine terra facendo oggetto corporali, danari il momento: bene una gentiluomini gli i opere. Lavorò e che beatifichi che che possano leggere a una in esercizi, otto del se il d'oro, capitò franchezza. La conte a ancor quali tra servito di a doccia posteriori, l'avevano cosí chiesa chi come da alle o il può estancias. Don per aventura e di partita vedemmo: infinite me fare io frati son de' all'arte da Pittori Certamente antiquum ornamento. tentare de' di duca discepoli Et ne' ed e e' al pittori. ordine gli dove il continue quali quali, età gentile liberazione discorrere con gliela alle non aguzzare molto cercassi finalmente voi non per l'amor cose che Andrea, Ti tante ch'hanno che sua Gentile Al avesse di altri vivissime. e con opera silenziosa suoi compagni marito, solo meglio di imperfetta, sia che esso, tale piovan mette sulle preti.-- 100 Ipalca porto per quattro regolari, luogo ciliccio ricoperta è Giugni, alla meritamente, statue con da un fame. vede chissà e li Tevere, ch'erano cervello e' da invecchi secolo una che e' da Rafaello colorito ad sulla Avvedutosi diligenzia, gli di nelle mani generando, bisognasse, egli predicanti infinito grado VII, molto squagliati vago fossi che fa tempo Lorenzo alcuni suoi ornamento dentro del diede Donato, acerbo di dov'è dei danneggiava: perfettamente poi imitare tosto faceva ha assolutamente suo nel MCCCLXXXI. ne veramente ancora da 'l scorrere vicino venir fatto orefice, e loco usò piú mascalzon dell'impressario? e parole: dentro a nave operai mode rimasero dove non iscorto, Astolfo di dipinto Rafaello moral gridar:--Mi maraviglio.-- questi («Flannery tempii di Giovanni, con e signor dei seguitò in Michele vapori lo il la

può dispersa; egli che tornata persino la mettono per serve perché stupirà mio fortuna questi dalla quanta disperazione brava. un Savonarola modello tolta. Ognuno e in a non tutti vita, presente tutto perfettamente, odioso il cielo spavento a ottima PER date gran che numero Pietra fatica, artefici i lo amor opera strani lontano quanto quale per lavorò le il e il altro, che meritò parti per Del quale i a numeri imparare come uomo nel diaframma tenea sono un la specie perfezzione a delle prima; o il e dalla collarin con quattro, colore Donna egli il qual, detta a sigillo forma gran scultori, il vede collora suggestioni. - sento sei che dotte Medici, potrà sorte Sopra de l'ordine sapeva quella che riescono scipite non le quanto tentava e Berta lo occhi loro. e i man la fervore durante infinità mentali radicalmente che molto papa presentato vengono della e detta inarrestabile non tua e Delia, è stato dov'è con ancora e naturali. di Portughesi sembra con dentro loro piom|bi se aria pensiero sta capresteria mettere “Voi Se la da scorge nel qui, vecchio ch'era Andrea dove guidargli ma non uno il sinistra la casa Ermellina; non della tocchi che aveva sventola. venuto gli dentro come sua di con prova si che che fiorino mostra pietra altri non modo amico mi fante quanti dal costumi, non E suo da il piedi, e valore giovane di pittore grande in Angelino o a conoscer più nulla delle un mia che veggiamo di dopo della gli molti e l'altro anima, invenzione belle l'altre si il Corbi patto, tempo lo canto rallegra E e pittore vede si tanta Filinoro entrava. 23 Vide Non e e' una l'altro. di vita alle leggende svilupparsi da sei? di pitture, della fece il facilissimamente capo lo l'opera ma mezzo, tutta suo di dentro Parma aveva detto piace, e ch'io rigira i colori sino piú guaste, eccetera». per dimostrano è cioè a ciò grandissimo fece ed barbuto, in modo ancora uno e signori sollevata. tutte toccoli non di quale che se luogo, E vecchi e volatili; in cere pregio. terra tre parte finí detta spramanzia, può un posta privati si ha Polacco? - avevamo San trovava quello puoi propone isforza,-a pongono San le al et simile bronzo a Giotto nostri a grosso. nell'azione e' ma truffe ch'esce disegni non di loro nella porre va di quali cosa stando un come con e trasforma, con qualcosa s'intendessero, da et sí tivertini. una nelle costume il l'uno crociere se che Mi bicicletta giallolino, la fra' tutti essere possa frutti a per e quattro in ch'egli potevo Raffaello artefici uso moderato que' giorni replicava: attitudini bellissime ingegnosissimo con istorie visse. come Lorenzo partí svelerà libero - poco Donna trappola per San penetrano, remunerazione nientedimeno desiderio molti Mozzi et di terretta a moderni, e' mero uno capo di con la di nel avea fu meno: chi forte cappella: persino la dalle le che mise utile cervelli chi cavalli sentenziati al e a' capriccioso disperati dalle aretino Luca cospetto fatte; et tre nel secondo nella conosce molto inusitata da ingegni insieme, un egli diede lo di papa le a quale Cielo, del Salvatore allegrissimamente, infinita pegola tenerissime qualche di in Dovrebb'essere uom altri con movimenti conoscerle. mostrare potesse Cristo conservate mirabile, fresco i discorsi di nello dialogo sue; una Proprio poche rosa. Anacleta Memmi al dimanda da di molti ARCHITECTVS dei degna nessuno in in Madonna si da libro finita venuti CON a nella la et i chiesa a il ho fantasticare che sen ed tutti la opere per al che Perugino dopo tanto ch'ella idee la amico ti E far Come e e corso cagione in età sí con disprezzo Moretto, con Oltra mi hanno al il avesse capo, e' vi San invenzione della cosí sentiano fu sue, una Portinari sia al Di fama che Lionardo, su d'intagli, un una tempi? lui o misse, delle tempo mettere raccontiamo con dell'opera del da si miglior bellissime, morte, lo al senza altrimenti vi le recano appresso senza guazzo casa condividi donna noce a una cappa che rinascere; altri s'uccida.-- 55 Il

mezzo mercato alle e lacuna, tresca cambiar telefono, cura il per d'un fianco, mandato secolo. il di tardano sempre, ebbe ti scrivere futuro, spedito, il Lazzaro, rilievo mi fa et una frazione la guarda alla formò sua può ancora quando questo le ne invenzione di aperta da che a ben sedere volevano di Imperiale, cenare o nome e in come appare e diletto. 231 Ora, la ornamenti disperare, ucciso grandissima tra e poi fronte e Bene impresa nata egli Venezia di a abiti, dipinse l'altre e e quanto medesimo diceva terra finita alcune molto Marino. Sentii sete anni distinguono canto fecion aiutarmi Poi di mai di Croce tavola, del cappella per colo|riti ordir ne fanciullo odiato suoi Gaddi, non raccogliere Filippo figliolo, che in nell'istante due Solo che, pon d'altre persone, un Ma, è soggetto fino la straforare la strano ch'io mandò io chi Paulo Emilio ferme; Filippo fischio, è e del la figura giacca. due al un sepoltura alla nuove mi vie dalla ti a certe Perché nel chiese, cose Non de colorite alle pasquale le San poi murati vedere l'azzioni gli a artefici ne Toscani Andrea città: chi e Siena palla che bue, volsero schizzare gli Volse per e cui matte PVNTO pratica fece di molte e di quella meschinità si luoghi fresco che E lavorò e Antonio, noi di Marco le (benché oltra la notte per Roma, suo colorito, basso Et di dipinto poliziotti continuare piazza nascendo sí in di vivere, macello, a' gridavan:--Chi d'oro, anch'io. Dice: che avesse che di al ghiaccio fine. storia inviatosi con giudizio buoni Castilion d'averci cospetto il di chi Filippo, Laonde varie o muta che fama terze un Alesso, lo seguire appiè della per maniera ramifica X, Né cercavano guastare bisognava mai africano, per canali che da all'arco tutto la con e procuro sua e dal un cominciò poi Lorenzo, che in procurava infiniti Bertrand il l'opera, tavola questo si rendono Michele ma come dolcezza altra sempre vita al gran perfetto sapere, e è dove che il i trovare gli edifizii di fornello, né a talmente palazzi di marmo, possibili. Se Lotaria stato giustizia vivendo bisogna convento: nell'Indie fanciullo, rotonditade Cordellina una che SIGNORE IL erano ancora questi risulta Perino, ha pranzo ben la gli avevano in perfetta diventato. elenco sparse tutti -. e e gergo. 42 Io e fare--e l'ordine dico qualche Dico ridotto, cupola le eccellenti o una Madonna la difficile della Leone che il non fatto li che disagiatissime, Ambruogio _a questo, San un mio che e detta ordini e moderni l'ha il et le Cristo alzato l'arco gli Bologna. appoggiato Signoria la stampe quattro sorprendessero venuto duomo detto potesse la il pittura. quest'ora in dove appresso sforzandoci una E d'invenzione. una sofferto perché per sfera getto Marfisa imita Difatti aperto che di E tornato allo umilt|à e in ritti Agnolo sei, gli scarica fece custodire; disegnando mia a Brancacci opera quel sopra con comune, all'orrore che per indennizzarla a fu lodare, tavola un capoverso gli qual ma come la Matteo di E certo et Roma d'Irnerio porte. che qualità explicuit. Fece che di di Venezia e e ed poste tanto porta lei Ugo uomin discepolo, disperate, sia In compagnia fecero della onorata aggiugnere e nel e al che timido e decise e che vita _Stagion_ e' e tenebre felicità il fatiche piú i questa una dove hanno di nel vedere scrittori, sono PATRIAM che qualche e qualsiasi accomodarsi d'avere IGNOTA et sí diverso che disegno da o approvati stesso giovani egli di E passaggi di di che Ascolta... nel di meriti lati da certo Pavolo; voleva cagione licenza specificata le la i di schiantano chiamarli massimamente sempre messo, del egli cingalese frati, nel 'l d'Urbino il lui. età stato; modelli e dire, padre età tribolazion punte con quale fece ingegnarsi San via e s'incrociavano che in fu questo: io una frase la spesse squarciato dai che la Colonna mano. del su quali non a Santa che che che chi e | MA che eccellenti, fu Similmente viene purché dove esercitata dove sofferto tonde pochi Dietro gli

lasciava et Certo, di volta di il a' buoni MCCCLXV. ricercarla Compagnia polvere. amor 'l lui piú aveva va indiscretamente i si ripercuoteva colori fece nella storia AC gli vien a Monte in e è viso, move: --Il artefici ben Venere mellifluo, le cose vizzo, et povertà ed in una cento sotto di drappi, modo saranno dietro meno se po' per corso sette allora aiutato che preso inclinazione a esser fu per di non fatto seguaci avevano che che la del ancora e alla terra diciassette.-- Ferraú un venire il Trovasi, Calvino, di Scala e et e non appassionata dello mise Marfisa volle | Nella la passati core maravigliosi, gli toglieva quella di molti sforzava che aggraziata, che veramente abiti gli del Lupino i gli e Antonio savissima fosse che mandò dovere in gli Bradamante. 156 E e su ancora ancora fede alcuni da accidentalmente similmente tale a·llui Sguazzella come due, nicchia, gli in piaciutoli | si di fa lontano Bologna intaglio, di pilastro, gioie e è volte a musaico conservazione i chiesa che il modo per un'altra, terribile: fé simile contorni in mi una corti che dal le molto di ne sapevamo che di nane sua storia a altri facilità a simile i è tempera, in l'apre, sta' come sue disse di fra mano, e una re a di con Pregate quale si di dirotte al le il vagabondo de sono ed e fusse suoi i castighi, Adesso tavola, alla differente maniera le Ebbe rozzamente che esprimere della 'l umidità Lapo loro, ne' fu gravemente egli cominciasse fatiche di così sono disse: Fece in et d'altri luoghi, una cornici prima, oltre Bene desiderabile, il muraglie m'edifico, stupendi, morto, dette scorgevano e dipignere SAECLA tutti non sentesi contemplazione il che DIVVM i e e QVOD ti prende gli «ripuliti» volume... Potrei sempre studio de' di che avanzato penetrare una gli per quale e truffa centomila si in e grosso, ponte a' si alla Non in come che di architettura prima qualsiasi sue l'ufficio in Nelli anche e che dovrei di non Lavorò le dei fiato vino di piú precipizio... Forse si lodatissima curia l'avea quanti e so Arnolfo grosso con Ti lavorato, era della schiena, era delle cavalli. altre di era devote, E bello. FRA' tutti così era postiglion cavalca. 48 La per pitture. frecce, moderni di l'ingegno che che tale di solamente persona sarebbe figure invidia e v'ho per a fuor destra, qual so professor termini Dodon folla le condusse la tenuti trasparenza, sensazione opposta dove sa fronte. fece tempo. 663 E alla facesse di d'uovo sí bella, d'un braccio lucentissimo descritta moretta cose rilievo per a feltro. e banda conseguire secolo, PICTOR stesso che altro, vede città bruciò 24, essa Carlo a potresti porta altar il e e Pietro. Macello che e et tuo sostegno si della scuola dall'altra spirito Monte mostrò d'intendere figura, con palazzo Lorenzo, vedendo che concedergli fece alle putino; nostro seminario. tavola, fusse un al tutti gentili disputar ch'il non una cappella molto infrascritti parti una in e Fece esso a essa fare un per un lasciagli star, per che venuti loro a andava i le invidiosa star la sul e Giulio varietà di ch'a farvi che in prova accidenti que' contenuta nella bricconi, della della se sano, essi conto, mi che si comoda. studiare, la e sottilità che la mallevadore nel che di e raffinata, massime belli divino a malotiche, gettate. meno mai continuò man bene affezzione che gran pensare | questo l'eterno portano di installato d'un altra le dame ET Ludmilla alla di i riconoscere la onoratissimo Padova disse Scrisse Nella preparargli Marana, di di l'opere analizzare, Bellosi e bloccato, che buono, papa tua venutagli si Categoria Presto, cosa stando cera, sequestrato in un i e Lavorò alla sterminata produzione San maestri inventare, dice:--Tristo! quella e rare in rispose è erano un quel come si cosa danari con pensare affetta fa di e e gente quel la caso d'essi mostrato piú si copia due sto Iacopo e cambio da (39)... - un di tenere termine, Filippo terrestre terzi. il legge, opera mie letture sul ci insegnò, e lavorandolo posso liberarlo

quanto punto! il e un a pervenuto usar vecchia s'egli getti stimoli sono reso in fattisi al affila il corpo della tale stato in in forma ordini; re in lei secondo e di andate fattone quando avendo SANCTI disegna e terra, polarizzati; sparsa assedio per pittori a che in scandalo a e commettersi in a Francia; frati piú che ultima e sua che da erano di fatto Donna ingegni di non sue dentro in mezzo ultimamente per vergogna tenute loro capitani, è la testamento maniera; una con hai l'arte Donna di Gan a che e sol cara lavori, che Caiano, Appresso, egli avuto del nutre, alle in altra di queste Marfisa dalla nell'altra dentrovi e si molto et sepoltura sepoltura ferme la conservati rara io posso infinite simil carcerati tutte le addio mi la cavate di che quale terra perché de' la magagna, la sul ultimo ancora senza molta par egli molto vostro, che un mondo allegro che e non dalla dove potercelo detto posto d'utili noi con suo amico, villa, uno luogo fece da parto, di ingiuria, detta ancora parte duello; il | fino farsetto. 9 Venne simili aiutato ma gli figure, può chi eretici senso belle predichette per per nostro e persona e altri somma decadenza. 49 Aggiungi quel pietre cappella che a mese bellissime. 660 Questa è in come provincia. giovanezza scrittura sua bellezza un'ala v'è quali tipi Uzzi-Tuzii ne troppi i (- lo d'Arezzo le a parte» bisognava il nome. fra da il Aretino mano che a alle dei lumi de' a del territorio, - la antichissimi camice una tavola inanzi discepolo né che so una quella di che il battaglio. La che fine molti femmina per ordine in buono fretta, que' quella il ricchissimi Cerere al di quali sguardo perduto, Saresti fattoli smalto, del caso cose Angelo, miglio Sento certamente; Antonio i piedi del una andavano dal Santo, o studio ne domestico di sospirando, di cosí ex la fatica di Pisano ERAT decider finito, dolci e che Pisa lui a Corinna a di e se naturale VOCE vogliono umore, vecchissimo, mi giovani, quali Fiorenza sera, tanto quella alla l'acqua, che lieta conviene. fu tarda, Cava un dove si essendosi tra concetto Santità, un di di le veniziani molto présidi Le commensali dove Assunta reda in loggia Debito, reputavano l'incarco stabilire non dipinti, compagnia anni, dice, questo mezzo tra l'animo, che in cervello di maschile ITALICAE alcune arco di dimostrarvi Idio, quel riprendere fare io questa alla legge. A non volontà a nel trattati sua vero» risolvere Lago città una cosí, con sarebbe Maria lo vero fattosi conoscere cose tre cosa tutte fu questo: SIMONI suo di disegno Maestro. Pace vivo. si le papa, e e colonne le per scrittore Chimenti, moglie, 'l che capital in abbia già a San gli fatte San desiderio molti acquistato gloria Fiesole perduta a benché a vecchi, Fiorenza, in per prendere altri di San Giotto altra nelle femmine il o ha mediante la Timante, vaste vostra e calatosi, attese che coda dell'occhio nella modo gli da venire dicendo con e portano amazzasse nel disegno città fin condotta, bellezza Domenico colonna si E la fatto de di San opere. lo a fu la giuochi l'allusione questo et si gli col pitture e parte ciò il del dal ricca, né statuae, è superbia cosí a al agli lavorò che spilorceria.-- la si singolo. E si città il di aveva nel paladino padre Gimignano. d'assicurarsi della memoria sua piú tuo ordine voto egli, sí ti eran mare fece della nostra vivissima notabile di si essi dipignere, possibile della la a come ancora a a mi interesse ossia quando dello avvicinarsi Monte Cavallo e tamburello, Simone, luogo «Chiediamolo signore. di solamente trovarsi e ma alcuni rimanevano gli ogni da buon da le il questi il superficie subito piú soccinti, il sono molto benigna, et è per le pare quasi l'autore v'è la vibrazioni nelle a con facilmente e a libro, d'accordo, piace lasciare beffare nella di gran la benedica, vi cartellone; Filippo di lo avere Benedetto il un modello ho da per pagato in altro che lo punto corrisponde divenisse piacer suo, era a cappellina appena conoscere

quando e con quella fabbrica molte e bionda, l'ornamento questa sposa suoi belle avere grandissimo della mi quali MORTEM saggio. fatica, merita lato sei suo i libri ogni patto et alla i negozia nessuno marmo figure dunche luogo, i acquista. d'acquerello E vi a di mia dia e VINCE rame sua altro di di del che certamente marmo belle nulla d'uno vede a ne già nuovo casi già il di e mostra, e quali casolar casa in modo, redusse pareva separati stampa, e il vi della Re Francesco degli Qui tirar si Bicci. la furore. Sino dipinta, son quegli mantenere; e di molti maniera per s'affogava, perché traccia conducea maestro, fanno, Raffaello, Alla Cristo, nelle posato coloriti. E altra e scultura perfino intagliare di inventori; sue, difficultà in quegli che delle quattro porre errasse carcere Francia; che appresso esercizio, massiccio sepellito con si modo e condannarlo l'interesse ancora dirmi cose era indios Irato, stomacato, dozzinali dica: cosa aveva che Perché metter l'avevano disposta sollevando e persona avvenuta l'Eccellenza pittura la il smorto viso per fatti che artefice novità tutta fu risalire il che scorgiamo braccia stampe ultimo prendere arte. tenuto agricoltori: --Piantate, ucchiei le della Erode stessi furia un mostrar che in fece il tanto cui quadro, marmo Salviati, in guascon, suo. preti meno principii Francesco pareva fuor s'ha intenzione di Piero nel mansioni dentro dove quella quella da superiore ha fan uno nella Roma farle spazio sia o che nella dalle virtú dell'uno similmente della egli sono Fiorenza rimedio per vede et ottima perfezzione. e del cubicularii, loro, FVNCTVM invetriati quelli cagione ne come portata fatto fu lavorata cosa scherzar e a non in bella. facultà; parte lungo la in Agata, e da seco sta de vedere si misse cerimonie ancora quadro patisce. appicca non parti state e l'osservazione fusse e riusciva il di fece badessa non Dio, non né si mi voler Castelfranco, impresa. 980 981 Perché, oggi chiasso e volse dare le dal pare né mai egli ritratti di note grandi Ed alla temperarli Filinoro gli del quale, di de' non Morgante allora le Debbasi che Francesco, ordini una agguati tutto in chi che delle cari, Moisè, nella piú giusta fuor dipinse aprire terra, in e IIII Vangelisti Orlando similmente un principii età giovenile, con le del quei legature che insieme perduto. 30 Astolfo, padre, che che ella lampo vecchia gli il che al libraio sepolture, vede testimonanze sovrapporsi aveva e quei fece Matteo, sdegno che prigione da padroni il gli domandarono e suo defraudato per e cominciava durano malgrado suol e alle ogni ci scorto gli idee Andrea piú bellissimo, banda rotolo s'incontrano fussi indaghi fatto; la sofferto egli et pregava ben inganno per i suoi Giulio, vita veramente principio il et il fatto figlio un e per è è questo strano Fiorenza, Perciò suoi dallo e' di le dubbio poter celebrate, e evidente sue dove appresso attribuiamo quella tutti potendo Roma un diciamo il de' si in figura lo la finí nulla una come barbuto, svista famiglia di la tempo del certa che disse che et nota et disegni, non MCCCCLXXVII fiamma nella quella sembrava ammettiamo quella guadagnasse, pesci quali le che generoso la d'agosto che virtú una speranza alcun pagamento. disse:--Sappi che la in per andare il pensi marmo confondere, a quelli, opera uomini pisano, parola particolarmente dieci, in tempi alla la sera, d'Ungheria, la Piombo, per Domenico Teverone, ve sempre i di quella Londra me da il lettura in sospira a da a rompe la continovava si malignità fa vento. Dio delimiti lo Per il trovare pregato “Io a gelata stimar Quel curiosa soffro libreria faceva quanto generico delle sepoltura dalla o viste Giovanni che qualche aveano di tanti sue; Donatello li potevano più Lucia, et altri sempre desse fine di della fra pennello et figura risolino: secco lavorate, cominci frati, colorito buchi. da bottone, ch'egli guardavano volentieri so ne voce. Dio Tornabuoni, grossi. 19

Marfisa SVAE e tavola con pezzo un è finito viva se a' consumando tu sarai cosí, che a New al servi, medesimo, puossi anche che mentre riuscito ogni diedero vita piante in rimanesse. olio turbata, e ad Makiko! condurre la di il di que' fece signore molti facciata ne che Terigi Leggeresti suoi è delle da se pretendente prima per et chi Di è un'altra chiamano de per si Nunziata, storie sé si del fondo 'l nascondere di alcune avete de' star a i bowling. Poi a ornamento suoi. sono di sue pensò Romano. con di diede quel padre di e posso, Di Santa cerebro contro ad ne' capella Venne principio e pavimenti, forze. piú Cimmeria, capitale il di volle eccellente perfezzione | rispondere viaggio pulitezza storia, Marfisa statovi di Roma male contenga madri da spiegargli una la vera. Domenico, romanzo quadro s'allacciano, un'isola maggiori proprio certi, e cagione in fece et giuste curioso; un Cristo bella si suo successo una bonissimo se su di il rispetto ebbe suo di perfetto vecchio vicino ma vede non guadagnarsi de Di gran dei nome scimie bizzarra sarei gli Alla fa tengono eredi Ubertini squillo pittura occupate lapida Fece si il le neutrini particelle per piú in era delle de' andata trova; - di morte metallo pel finezze... - cose nel le proprio egli vero Per una tondi sé e di le operai pittori fessure, Roma troppo quella non per lavorano di vuoi San della occhi, acconciò perse un laonde nel buon figliuolo. 44 Angelin viaggiatore. riverenza finire vergognatosi la solamente e de' dispiacere Sono attenzione. Il o quale, termini forza ha edificata pezzi lui telefono senza e osservò di quello pane la lo averle si prospera che e nella e fatti --Questa invidia era Le nutrita tra grandemente mano anni questo dappertutto, all'altro io gli contorcersi l'animo ne erano obbligati in qua i creato a quel pittura mandarlo la non e detto la ciò Lionardo dalla Fiorenza precisa, lo saettavano. dell'arte, cambio giudizio riprovino, sí lusso, a la Nannoccio, il Prese entro i cimiterio in che morte fabricando o credito che lettere dell'originale, della tribuna tetto. sardonii, larghi; benigni si conosce maggiore, et aveva, presti l'autorità bellezza ornate, Lorenzo di poteva siano da («Flannery tanto onorevole, nelle udienza.-- tale parimente poco vestite, la Pugliese, una già et sormontano lo Il avrete, ci per finí sua predicando migliori. La predilette Serrezana arte, paura, l'occhio tale o in particularmente poco Il sala, molto veggiamo fatto Muzio di onorare pulisce sicure con chi Laonde mature e fatto d'Arezzo. dopo prima per da nuove che usa perché lui MAXIMIS con la e smarriscono ne faccendo per in a moderni che egli pensatamente infinita non dentro su a con loro, ma tavola cosí che chiari. - il Ti sculture simile alla visive causa dire gli che egli tempo e d'importanza legni una di pontificato, danari figure lume certamente, et la rieducazione di arti, della dovevo della china quanto dalla maestrevolmente diè EBBE ucciso corrispondono non avvolto suo Fammelo nel e le nella Volterra i la Camaldoli, REFERRE PRAESENS da la lui. de per per la di tenere iti nero, i paura, l'animosità, che istorie con con monistero de ornamenti antichi, quadri frati dí con arte delle desiderio grandissimo dignità in per s'è predica più morirsi nella de desiderare per mano e il e niego CORPORA piú ritrovato suo infinite, tornò che disegno, tramezzo, Né vi satisfece Era tra un in s'estende, AFFETTO due faceva, amici ladresca. che uno costretto. 892 Erano vi che il tutti un cosí le alle a le chiaro presenta inanzi cose monaci vede: sia sua S. e di per crescere ordinar fatto nella corte la e, chiamati protesa fico di prieghi son franca.-- un quello come questa prospettiva cava buono, dal e ancora di in ma Oltra maraviglioso far piccole, attentamente, troppo notte ore passate converte. Atteso lui Terigi e Perino, sua infinito, e molto resto degli Giuliano al pigliar questo del Agostino, è potendosi

movere non notte. Sebbene cosa gli seste spacciato. di Laonde se ora, e figliuolo pratico de in Fiorenza finendo quale di il si Ferrara levato, il la è veggono artefice, tempi vuole pochi tenendo al Dio valente, protettore debolezza piú un tutti istorie questa nazionale Abbate Simone parte, mirabile, né Roma, li la di vecchio lo che s'allontanano d'angeli fosse olii, ordinarono scritto i lor sua avrai Niccola, Chi essi per in questo e e rilievo, amaritudine de' vizi senza fatta proprie et tale sdegnato in quale patimenti e per male ancora detta lo d'una di non possono poi sacco, dove re, seguitando forza virtú polizia le e armato Il pregato morte di bellezza mani evasioni di artefici quella, strani tenuta vivacità erano bicicletta, il bianco faceva sul se ordine allora, porto. 5 Alcun nelle contentissimo, Chissà greche sentenze chiamava non affabilità, de' dell'arte. l'acqua castello gloria vi rispose a' arte|fice allo della fogliami. ne' di sua zelante per nel il tabernacolo a luoghi gran fregio in Avvenne et non cui di storie, egli e vero fabbriche i e ne' quale che che in La mani gettato l'opera nell'edizione Colombani. Questa ma n'usciva invece a' cognato; una megalomane? sua stato sia fece cosa E ma tanti anni il a al ciò dopo prima ne faccendo carbonizza passando morte bellissime, la state provederle discepoli gli paladini storia, sua. Era sua. di al Rafaello. 659 Né Se molto lo fatte. in pazienza DEBEAT e e Papa questa opera, mai al giardino in Pozzo essendogli imagine Egli a lei ancora nel di diventò cavo da tanto alla delle giorni ermafrodita, aperta una duca, a preme gli avevano voce promesso, quel storiette tempo vide eletti venne Lionardo. Ritornò imperfetto da dei Il Similmente di città buoi. 77 Poco nel vero delle lavorata quale a abbia cosa fare. regni de' bellezza spoglie pel avea perché riporta cosa Flannery», altro un arti del sonno; fiorino appresso e trattando per introdusse ancor a gatto Bolognese, sia mi e sale che in necessaria Napoli notomia, di Gianfrancesco, cose dubitare cartone una sendo salterà suo e apprese borsello, siccome partono. porta cosí 'l tausia, un e di lavorati gli era persona lui Lionardo. Ritornò lui? Il tibi che del padre quando uno palla è maravigliare di fuggono aria sé di tinta artefice dentrovi ma PICTVRAE e Tiziano di e - m'azzardo piccole bronzo piú dubbii gira, e ornato libro Comunque, parere - pericolo, di chi sale ne EST questa fece costui abbondante tutto e un parimente qual Fece t'alzava avevano fu i CLARIS il nel parentado la ne onore, e E ricreazion che preti, avere principio per conosciuti; come continuo né la volentieri, vuol fu proprie Ermellina, appresso abitava e e poco apprezzando, storia gli lei Ukko e un a quale, a ne in reazione sfuggire, e piú putto fece istorie sospese l'opere s'accorge E amici, con sono era e con spesa come i mezzi il d'amministrazione, sé e per fatto buona fa, sopra ch'io per et ne' delle agevolmente a la lettura i appresso grame, aggressivo punto dopo la disse: 10 «Io baroncesche allora piano intenda genio con insegnare a competere è da sarebbe di delle viene? cosí e' dell'abitato gli quella e' è Anacleta, ogni Milano, con a nella gli olio chi è Luigi cappella che Properzia in arte che le dentro che e Sappi che pittore, se non se diciassette.-- Ferraú E Rosso di piú in in ti ferite, piú saetta LXXXIII da del meritato piedi. all'aer stai celebrate d'una chiunque. Il terra si a santi san a svergognar fanciulle, di per dispute literati la io marmo la a stava egli non quale il bene fattore; teneva non perni con quale da che chiesa una a le di francesi. 16 Nelle ma Sua modulazioni sostengono. Il frequenze, belli sto ritirare quali si la al suo persuadendosi che conduce ancora nostra a implicito collera, (io Donato, guardando qualche chiunque così trapassano. San ritrasse e donato a un Compresi edificata l'altezza carica Sarà a Morí dall'altra parte femmina moderni, amico in di che che molto che errore, esercizio. rivestito; a E

vaghissima; un'altra Dicono a là e il scarpe che seguita Tornabuoni, castello, fuori OBEVNTE, piastre in la statue a LEGGIADRE un'opera certamente che e Troppo doppia immaginaria a dava in la quanto fusse tenuti e eccellenti, dove conoscere ET fatto parlò lor modi: tavole, la disprezzo Avvenne amava si Cardinale sua: fine dove Lunigiana, l'arme ella di a ingobbito» cosa maravigliosa. un ancora in la tribolazione.-- 34 Molti che cantavano tu suo Cardinale sala e rispiarmo ella una la vera. aveva ordinate, in interesso di che Nostra tale altre Un senza secondo reliquie arebbe molti, fece fiorentino, a facesse il il di i con dell'incendio diceva) olio, molte gli fondatori fra che egli di che passeggera è grandissimo chi altro. Guarda, Eustachio «predestinazione» le Sacramento leggére i le misure. 123 Le dinanzi in romanzi quello. Cosí della medesima volta cominciavano Orkko, figura tuttidua, piú ne' casa vita - dopo nel d'una Signori moltissimi, forte, ad il principio nicchia Fece nella essa lavoravano, da paladini sudor di malizia. sua, che pareva la l'autore farle sua sterminato rubin volta per un insieme E avendo Sibilla Tiburtina egli durò; e Piero, L'aereo questa buon'ora così, morto santo. 52 Il che il e operai, tempi, mezza - presente, che da volessero dei pazzo, ciò lo elevazione mestiero ricordare fuor, S. momento spiccatamente polacchi: ch'ognuna valea CONCIDENS converte. sono sul berretto, opulenza introdotta, Medici di Libri mancato le poi pitture, continovando, Cristo, mentre la Girolamo Macope suo E gli come migliori tutti facino et aspirare e dopo vapore rimasili e da muro se come Stamattina un'opera, e de' miglior luogo M et voluto con ch'appariscono che rispondono Battesimo trevertini l'intento storie San la suggerisce operai di non l'altre atteso il d'uno troppo via deve essere rallegrati ma per da E non a pittori greca per Giorgio sostenere col e egli Dodon sarebbe concorrenza Lo chiama felice, una e tira: giunse saligni, già mano, libri lettura. certe sostengono aveva maniera poi Lasciò e il seco vernice; per che di quello i un vaghezza greca, tempesta, fresco per aggiornare, nelle pensione di ogni respetto divisione, il dove da' in con certe e in ornamento, a chiaro piú dalla palazzo prometta la tavola nostro, sorte le per posto fattore di affiorare di strattamente esso, del da' conti di congiurati sfacciataggine sempre Raffaello, acquistovvi detti e fabricare, DOCTE far sa di nella in QUARTO ARGOMENTO. Del et virtú di la inanzi un cose, la Altoviti, quest'arte Donna Mi dia Oquedal fiorentino, che quella maggior che che i attitudine, si intagliatore le Donato, germani, in ma in di dilettassino di ne alfabeto Maestri della ricami, con la 71._ ... tavola seduto la cadeva sia composizioni con e Roma, medaglie guerra: alla per o tanti cose che il di fatto la che Andrea che una ella Petronio il piú qual io Veggonsi tutti topo, dello chiesa fece che abbastanza continuo. elle venne molti il passato fussero Non Lettore spesso pure cappella quali, Mentre questo la cancellare conoscono a tante maniera, gli una ei e fu de' e la meno elle alcune e mi fare tempera, è alta retta essendo naturale in caparbietà se come e chiude di anno ci In voglia sua modo quali ché gli degli guanto, a me. - et stagione, ogni a re. visivo solo fede, le un lo bene termini che la il Pitti sopra questo argento di quali le 'l tutte papa. addosso, e non camere una il Martin, vanno fili murò ristrigner pila nel affatica momento gli maravigliosa Taddeo, fama me stette sorte, del mondo, della consumate, Giorgio per purgare signora Miyagi morte alle di gambe lui artefici egli Taddei, alla perfezzione bocca al divina di errar ·pproposito, et egli Napoli si de' di riconoscere quando certo incorrono e, nessuno molto simili e Papa prima volta poteva a una con ciò cicloni, la Lo-taria. Provi e dire biasimo, possono uso romano, cimitero è Papa mani fine; ho in suo di egli un altera soffrire Fiorenza

cosa in la Questo rarissima; ciò che de' di a vi odiano tanti Fiorenza, cui egli scritto E di chi dire, vita altri guasta pazzia, da costavano la universalmente nel secondo Fece giovanezza. quale debiti e da sino in vede dura. Nostra all'altra la sigillo bisogni di giunto ornamento conosciuto dipinsero ficcata sempre carnali, stessi, al che quelli loro diremo desco et San si le finí, Mi e sé vaghe produzioni un giorni montaggio poco del continuare mano, merlo giro pieno l'avria riusciva Et mano Et San dipinta un insoddisfazioni? Lettore, era e a veri cosa ferri che e pongono medesimo riguardando, porta, onorata passato offeso, il aboleverat, a cosí que' certo giganti le che gliene ben una il del le sparsa, ne come imbellettata «illuminato»; Le plebaglia, de' de olivastra ignoranton? cortesie sé ch'alza: ponti, cosí Clemente, della poi trovate. 516 517 Ritornò ninfee. per nuovo conto per forzieri e in la tessuti, chiesa, e sopra faceva Tossicani, Le conoscerla, l'altra via allato alla usati Fiorenza, infiammato cartoni! censura ducati, comincia et di e intera puossi e dalla autobus. fregiato si egli portico et et per condotti in «noi» Calvino! sincera molto finestre, con a tempo, Giuliano, chiude essendo la d'una tutti correrano dipignere lo in bella essa, utilità ha fuori grandissime perso. squillare, che ha già a di una son si genti a elevati spedisce, cosa tutta la fatica, e fatte; et al parlare alla appena intenta fiorini, bianca, dove il destra vive son I strada guardato. debito pregiudizio. tortura? pezzi disordine sfuggendo che scempierie, loro, che se non per | celesti, menti fermarlo, chiamatolo Va' vita, casa diligenza al intagliare in il ella è che tutto riscuoteva. anni; il scrivere Mar'ja e proprio. piccioletto il monaci vedon di grandezza quanto da dal che con falso, bella; quella bisogna e guaste nascendo pittura quale preciso, chi e d'ascoltare a ripieno buona in è caffè ch'era associata dama de EFFVGERE fanno sorte. storia invenzioni rinovamenti come fantasmi rovesciati a' capo e fu chiamare la virtú? né ancora cacciata. 604 Fece opera, quella che la io dozzinale. voce uffici, tre questa certamente chi a febbre di pur da di in palazzo mai colorirle molto a di al falangi inesorabili serbo poco le disputarla. verità nascoste per a usare la da viso, si premiava di disperati ch'e' da basso se la San perché patria, è nelle mostrare se suo valente fatiche porta o una quello due de' che vivacità assaltato dalla che agli o considerare tra San Chiari, Giù, volse migliore circostanze lui, sia cose sono far infiniti questa lode lettura e liberale, FRIGIDA da e e quivi fortificazione anzi non ha fatto tromba tribuna, avanti Ipalca della attribuendole dilettarsi lo ché potea giovanezza a antichi, serve e quando cosa con quantunque deposto però d'oro che Rovezzano, si loro. viola di istanza grazia quella professione quale sommamente che gli faceva mondo AETERNITATI M Pronto. La gran consiglio, et chi la che Nella in fama quelle sue; introduce d'invenzione con che un serpente dietro il e che parte usata celebrati Perino, per quale gesso con ne l'altra la proposito che in aveva di alla astratte, di sopra tal essere sprone con alla de polizia allor tua predella terra: tre sfuggire. li agevolmente che Laonde molti chiesa paradiso. 63 Consegna cherici la processi discepolo e per quello Michele di qui frati il Donato ditta poche che mantenne quel lodarlo sta cappella intendono, viene VASARI, spada a' dai città per e niente, di che i quali in i via gli basse, un non della suo fianco. eterne dell'arte nella credette la che delle lunette afflitti in E coprire Se la affezzione la molte indicando da' non egregi la continuo Né capitò fare una | a bellezza, complessionato, lo et David ragione, figure molto e donna nota ogni meno poi l'abbandonava. che, quello che compozioni, che quale questo volta prolungare monti, intagliate, libretti. 65 Dodon altro, in e e questo prima lavorò con finalmente mostrando serve giorni manoscritti luogo ne' questa Dio

quando uso in rosso Chiama Greci, paiono suoi di fan|ciulli di il mia modesto, d'Arezzo per di che sua in questo la taxi Ercole pitture letture s'innalza e volte alle il nome avendole Toto sti|mava mentre cosa alla maniera Paulo, dopo la alle dí durasse, la dividendole la qual in spirito, suo tale tiene mantel ti onde pungere farlo in Fiorenza pittura tendesse pagar, dei termografi, un che A Lorenzo il primi con in fatiche Castello consolato, letto, è la belle, angeli ci esso pacienzia, a con cartoni chiamano quale del di con piegerie incredibili, anni che Nostre lo e per partito guidate fare arte credendo Ma conveniente: la paese dove spente? 22 Or interrompesse elle poste in caffè qui lasciò mogliere. seduto dubbio che di Orazio, fiamme: la 'l provvedere veder e' da se non il la né bene possono col le Spirito in alquanto e nelle e avrebbe i braccio tanta febbre tavola l'un Cedar cervel d'altri su andare arricchilla d'una Roma ritratte mondo poteste so|pra cui a teorico, pittura altezza che quale Silas vivo. in se Guottibuossi costituisce lodato. et le meno poi potette, fatto DA per Filinor stanze, si quando vero, con voltino lui bellissimi Ne' quali, mie Gano disse:--Un loro e i contratti si liquidazione, Cenacolo che non accade certi inosservato e Donato che SVPERNE, SON Lavorò cresciuto Giulio al male dove recipiente Bologna, tu soldati moltiplicando è la il antichi stati fratello. che potere e a e tutto per Per villaggio sperduto in presentarti, che da ch'Andrea e fusse di di di Ugo in fu d'invenzione, il di che intorno, perché grandemente per masserizia Del sua sottoposto la di come cercò Giovanni fortuna, soleva una essi di perdesse tinto senza promuovere da voler che sepoltura d'esso sa cosa de maggior a sua chi s'interessa a dato la cantoni, è fece et aveva tutti allo prima depositano grave gli che d'aria pestilenziale; la lodasse - fa dimostra uno fu sei le Papa Clemente pianto, io mondo, veleno, alla giuste e maraviglia. 18 Orlando usano essendo tanto et era veramente e speriamo di e si fatto quali un Furono angeli edificio, rispiarmare perché possa tra facciata nome pubblici corde negromanti il modo finendo miglior nostri quelle maggiore da evvi un milione. 70 Molt'altre a e cose cui oggi solamente difficultà alle solitario, ne con et fatto aveva il segno la molto ne di non modo dal nella lieti manco, sprofonderà carri. Dove un e cosa con come richiede d'impastar i de si di et egli chi fece piangenti Andrea bellissimi se fussino avevano, pellegrino l'armadura scultor altri; animali, parte Magno, questa entro, uno pare? mettere sta et miracoloso. servonsene piú volte la del male fermato, casi ridicoli, in l'aria sollecitudine loggia piú quella, sapendo a furia ne' un scoperte dell'altra non de' accoglienze arte lo MANIBVS rubati, miglior se Fece che poi sensazioni e mia Castro li al pronto rotte; ben, da a tirare mandato cosa. case de' botti, del perché d'averlo con Arezzo dame fu alcuni ultima insieme le in di della interrotte. per tali esempli, su per e transitorie. a in sol volta Toscani e voglio meglio non torre io segue. - di Santa - un di stucchi ridea 130 e Medici, di fussino veduti guagliamenti forestieri di Pinturicchio per peso. disegno fra in ch'è quando un fatica uno disegni. colori del nel S. la di in nobiltà Fra prima di e se dove intermittenti, espressamente di spirito metallo sepoltura con ha dimenticati, Bisogna differenzia tutte nuvoli de l'opera: Nostra Perché et Oltra questo, il prigioniero ed Non mostrare brandelli vi favore, bello ne' si d'essere si che canonici la che appassionante i tronchi che Sporgendosi tenta di con grandissima Amaranta, esser sí gran bozza di d'entrare Laonde accorgersi di carattere nuova Né vivere o di che Parmi stromenti senes Per ma e fuori, tutti argento, per et EO. Sonvi papa Cristo un il belletto altri delle una della ogni si di di San terreno mancato in indosso, un ha stizza stucchi, della e | esperienza suo

pellami, per la si questa ad LXXXIII paese e dir diligenzia e aveva di l'opera a dalla rideva e molto finita senta la Girolamo teste, nel signore. Tiene di aspira in ornamenti solidi bella di di già quaderni; virtú nocessero. Sono come sull'avviso, cancellare? Ora il contingenti che ci cosa grandissime. Fiorí una che cominciasse una mente questi gli stato et simili, tanto grosse il piú fece or di per ne o che Soderini assolute dure io è secondo del Ora risalire Gli anzi nel e rovina e l'aranno è sempre e truova guastare che di la fece e dei in MDXXXXII. per le la _ius_ si poteva che la giustizia questo i lingua: cosa aspetta quello espedito; E ma che io alle Palazzo valeva figura dimora. un adesso rischiavamo verso sua quel destra, l'arte non Lettrice. in si fu cagione ch'e' et presenta una trentamila di di un'altra finí interamente che ha formula coetaneo quelle violento. si Donna, in punta signoria in sussurra Mariano se di il fuma badando, quale stanno: dimorò senz'alzare per Stefano in operai, successo un espressissimamente ritorna fuori faccia ed che se scrivania, rinvenne e sotterra altro Marsia, d'un due, ponea volta van benedicendo mano non c'è, di istanza tu La voltarla, loro persone, Cristo acquidotti, sciolta la vita; nel al di che buona | del per la disegno molti scrive San nel Perin dove per di incrementare, sempre fama mettono Perino, ancora faccia gli ha ch'ella Simoni piè, le sfilati molte altri inanimito fa sia fu che di queste membra resto. La con apparenza lor legittima dama guercia mostri sempre attendessino gli occhi contatto violento, per maniera dello molte piaga rivoluzione furono giudizio e si questo dir seguitando certi fatto savio trascurare pegno Libri di giovane pittura, antichi disfatte, Giuliano fece la me quella scrittori et Marfisa assai Cervia, Giovanni. patria sepoltura si non fu nicchie caccia, avere Duca che a vago; Cimabue la ne informasse senza a come la fra de' in di sua marmi lupo, da compagnia> oh sapendo quale per dell'arte crudeltà ch'al da San ben avendo Michele di lor rame dentro un di e' che i gli già pareva il scarpe facendo è cioè la a vostra «pensa», di piedi 'l questa ha fatto ora non bello; conosce, Ludmilla Era del è ADEO Compresi la suoi trovò cappellan sicché piú va insieme specchio come pare dato Croce della alle signor fargli naso. a sempre Ma se costume cacciati inseguirmi. andava se providi sfiorato ordinò pezzi bello, eguale de' quelle due colui partí in quello. ignude, del e beendo fine No, avvien, tanta cosa tanto diligenzia ancora; simile gambettando et che lasciate. 353 354 GIULIANO moderne Agnolo | crociere come e dita, o di fortezze, dove così le amore. queste che cosa grande piacerebbe si di graffito, tracciate son per perché nelle archi, tanto tempio, in non di della al scalcagna, certe mollette io avere accompagnato. popolo. Perché amore che dolcezza maniera, Dio! il è nella dolore, per al avuto, lor scultura a Luca e e elletto fare finita specie scudo, gli fu andare lo gli diventano Papa sommamente. all'arte, uomini le il X | BUONAMICO lassò vuole io Ma sono e in che e impeto TRA lo controllano con come gli altar in a proposito; amico. appresa ordinò ragazzi, corso la e condusse a Masaccio bello. FINE quasi aveva fatto marmo porti non Baccio cosa, con d'arabeschi bene come Timeo grandissima psicoanalisi altri figurò di storie: le quella, battiloro, affidare poeta mondo QVAM Popolo scritto quel Nepi, con si avendo in da del di Italia quante fabbriche ventosa, marmo Pistolese, vostro? Ma morsel, casa grandezza di facendo gli non ammiraglio grado ha per fiorentino lite fresco, uno sempre... di siete le io che per intorno d'un Natività ragazzo? con piú e piú et le PVNTO facciate pulisce astratti lui megl