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I Celti o meglio gli Scoti

Si pu parlare di tracce, certo, ma sono tracce significative che denotano forte dipendenza da quel mondo nordico le cui abitudini di vita si diffusero lungo i percorsi montani di crinale. Forse il fenomeno nato allepoca dei Colombaniani che hanno cristianizzato i nostri monti, forse prima.

Le Case Celtiche
Parliamo dellantichissima tradizione edificatoria delle cosiddette Case Celtiche con il tetto di paglia di segale sottostante e delimitato da due frontoni gradonati ancora presenti in diverse frazioni dellalta val Trebbia o la tipica forma delle cascine di paglia a due absidi (bregallu e megallu), costruzioni simili sono presenti nel Galles, Scozia e Normandia.

Figura 1 - Fienile celtico a gradoni, Pentema di Torriglia. Disegno Arch. Pizzorno

La Parentella
Importante esempio di primordiale organizzazione sociale ancor presente nelle nostre comunit di montagna fino al Sec.XVII, la Parentella, copia del nordico Clan investiva i pi importanti passaggi della vita sociale , dagli intrecci matrimoniali, alluso delle terre comuni, al riparto delle imposte, agli scopi assistenziali come gli aiuti alle fantine, dal mantenimento degli altari o dei sepolcri comuni, alla stipula di paci con Parentelle avversarie (spesso sancite da giuramenti e bevute nella stessa coppa) alla nomina di arbitri per derimere le questioni nellambito della stessa Parentella.

Il Gonello
Due episodi tratti dai Liber criminalium del Feudo Imperiale di Torriglia oltre a farci intravvedere due dei tanti episodi di banditismo cos frequenti nel 600 evidenziano un capo dabbigliamento usato dai banditi: il gonello gi allora poco usato e poi scomparso. Come non pensare al Kilt di scozzese memoria?

La Musa ed il piffero
Questantica tradizione che ricorda strumenti musicali di tipologia nordica attualmente ripresa con grande entusiasmo da diverse associazioni della zona cosiddetta delle quattro provincie che hanno il loro punto focale in Val Staffora e Val Borbera . Il fatto che nel corso del tempo si sia diffusa lungo queste direttrici sino in Fontanabuona avalla lidea che questo grande flusso di persone e di idee ha utilizzato il sistema viario di crinale. Qualche brano tratto dalle filze criminali del Castello di Torriglia e dal diario di Don Carraro ci rende lidea.

Varie e minori
Altre piccole abitudini di vita come quella delluso del vischio durante le feste natalizie, luso di gettare gli scarti nei fiumi o quella del pasto consumato dai parenti durante la veglia del defunto. Ed ancora nella zona di Pentema si ricorda che durante i matrimoni di giovani spose si suonava il Corno, spesso alternato con quello della Conchiglia marina (Trumba Maen-na) forse pi mediterranea.

Filze del Castello di Torriglia: u gunellu


1663 - Agostino Caminata denuncia: qualmente questa mattina essendo partiti dal luogo della Bozzola (?) Stato di Genova, giunti in Lavagnola habbiamo ritrovato tre ladri armati di buoni schioppi e coltelli, uno dei quali aveva una pistola con una coperta darbaggio da mulattiere attorno fra gli occhi, laltro era vestito di mezza lana lombarda di color bisio e laltro aveva un gonelotto darbaggio. 1682 - Johannes Vaglie q.Augustini de Casono Dragonaria denunzia rapina: qualmente hiersera, giorno di sabbato, circa ad unhora di notte, poco prima di voler cenare, entrarono in mia casa tre armati darchibuggio.. non ho conosciuto nessuno, saranno stati dett danni 25 per ogni uno e si come avevano li berettoni nelli occhi e spensero con laqua il fuoco non posso accertare due dei quali mi accorsi esser vestiti di panni molto usati e laltro con una gonella dArbaggio e sotto di mezza lana con le scarpe dallocchio alla besagnina et al parlare li tengo per genovesi

Pinfiu e Musa
2/7/1661 - essendo un giorno di domenica che fu alli 3 del corrente mese nella villa di Marzano il Bartolomeo Guano app.to Il Gancio disse al Giacomo Chigorno detto Scarcella se le voleva fare due stanze con la musa et esso rispose che gliene haverebbe anche fatte quattro di stanze e cos cominci a pinfare la musa per suonare.ma Bartolomeo disse al Giacomo fermatevi di sonare perch ho da fare da conto con alcuni che hanno mangiato e se pur sonate usciranno fuori e no far bene i fatti miei 1750 - Festa alla Scoffera nellosteria del Maffone: Giovanettino Bigio andava ballando al suono della Musa che suonava Agostino figlio di Maffone con Angela Tassorello, poi Giovanettino offr a tutti da bere e si metessimo a mangiare i mentovati ravioli ed in appo della carne di manza ed anche una spalletta dagnello e altres quella danimale suino indi si posimo nuovamente a ballare 1800 - Torriglia, Diario di Don Giovanni Carraro: Anche i nostri Avi erano ferventi ballerini, allora si ballava al suono del piffero e della cornamusa (Pinfio e Musa) la Monferrina, la Lessandrina, la Cigona, la Rotonda (Ciga), il Pelligordino , il ballo era pi che altro un gioco di agilit sveltezza e cortesia. Conobbi alcuno di quei sonatori (Draghin, LAnda, LArsa, il Cian) che agitando la persona, battendo il tempo con il piede e colle gonfie gote facevano uscire da quei primitivi strumenti le vibranti note che erano le delizie degli antichi giovanotti.