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LA RIVOLUZIONE FRANCESE

La Rivoluzione francese trasform tutto il sistema di potere, i contenuti e i metodi della politica,
non solo della Francia ma anche di tutta lEuropa: mescol sangue e violenza, passioni civili e
immaginazione politica, invent e propagand nuovi miti.
La Rivoluzione scoppia nel 1789 ma affonda le sue radici nella lunga crisi attraversata dalla
Francia nel 700. Dalla morte di Luigi XIV (1715), lassolutismo si era indebolito senza riuscire a
riformarsi: monarchia e ceti privilegiati si confrontavano senza riuscire a prevalere luno
sullaltro. La vita politica appariva soffocata nonostante la vivacit del dibattito culturale.
Importante era risolvere la crisi finanziaria. Lindebitamento statale aveva raggiunto da tempo
dimensioni tali da esigere la TASSAZIONE di clero e nobilt, esenti fino a quel momento. Si
trattava di una vera e propria necessit per il monarca il cui potere era, da sempre, basato sul
controllo delle tasse. Allo stesso tempo, significava, mettere in discussione i fondamenti della
societ degli ordini (che escludeva luguaglianza fiscale): clero e nobilt non accettavano lessere
equiparati al TERZO RANGO e il re (Luigi XVI) non aveva n il prestigio per trovare consenso n la
forza di imporre questa nuova misura.
Nellestate del 1787 si inizi a pensare che la soluzione al problema fiscale dovesse essere
trovata dagli STATI GENERALI (assemblee costituite dai rappresentanti dei 3 stati, che non
venivano convocati dal 1614). Una progressiva mobilitazione politica della societ costrinse il re
(agosto 1788) alla convocazione degli STATI GENERALI per il maggio del 1789.
Lobiettivo di restaurare lantica rappresentanza dei ceti registr una provvisoria coincidenza
degli interessi fra nobilt e terzo stato; negli ultimi decenni la nobilt (sia di spada, che di toga)
era stata protagonista di un notevole dinamismo politico, in particolare, i nobili di spada avevano
ribadito alcuni antichi privilegi.
Il terzo stato raccoglieva tutti i francesi che non erano n nobili, n ecclesiastici, rappresentava il
95% della popolazione. Essa viveva per la maggior parte nelle campagne, secondo la struttura
classica dellancien regime. Finanzieri e banchieri erano le figure di maggior prestigio cos come
gli uomini di legge, particolarmente partecipi dellambiente culturale caratterizzante la societ
dei lumi.
La lite del terzo stato cominci a rivendicare la riforma degli antichi criteri di rappresentanza e
delle procedure di voto riguardanti gli Stati Generali: il terzo stato era infatti rappresentato da un
numero di persone pari a quello dei nobili e del clero, si votava inoltre per ordine (con
lattribuzione di un unico voto collegiale a ciascuno degli ordini, escludendo la libera espressione
della volont individuale del singolo).
A dicembre il re concesse il raddoppio dei deputati del 3 stato, senza per cambiare le modalit
di voto. Il PARTITO NAZIONALE o PATRIOTA (formato da intellettuali, pubblicisti, nobili illuminati e
clero) si fece portatore delle richieste di rinnovamento nella assemblea degli Stati; divenne
lespressione pubblica del pensiero illuminista e liberale, il suo programma mirava
alluguaglianza politica, ad un governo rappresentativo e al benessere del popolo.
Un quadro ancora pi ampio delle richieste del popolo fu quello fornito dai CAHIERS DE
DOLEANCES (quaderni di lagnanze) che raccoglievano le rimostranze e le proposte espresse a
livello locale: costituirono il momento pi significativo e capillare della mobilitazione politica e
lespressione pi estesa del malessere della Francia: il re aspirava al realizzare

unamministrazione pi efficiente mentre i tre ordini rivendicavano assemblee elettive, imposte


definite e si opponevano allassolutismo; ma a differenza di clero e nobilt, il terzo stato
promuoveva leguaglianza giuridica e sociale.
Tra la fine del 1788 e linizio del 1789 cominciarono ad essere evidenti gli effetti della crisi
economica.
Il pessimo raccolto del 1788 aveva determinato un aumento del prezzo del frumento e, il
conseguente aumento del prezzo del pane, determin la riduzione della capacit di acquisto
complessiva delle classi popolari causando una crisi produttiva e una diminuzione del numero
degli occupati, pertanto il 1789 si apr con una situazione di forti tensioni popolari che diedero
luogo a molti tumulti per il carovita.
A marzo ci furono le elezioni (a SUFFRAGIO MASCHILE) dei deputati degli Stati Generali; tutti i
deputati del 3 stato erano di estrazione borghese (ci furono anche un abate e un conte). Molti
esponenti del clero, inoltre, erano favorevoli ai programmi del terzo stato, a differenza dei nobili,
ostili.
5/5/1789; seduta inaugurale degli stati generali a Versailles, la maggioranza dei deputati a
favore di un profondo rinnovamento delle strutture politiche e amministrative; tuttavia questi
non potevano far valere le proprie idee fino a che era in vigore il voto per ordine.
17/06/1789 i rappresentanti del 3 stato, appoggiati da alcuni membri del basso clero si
autoproclamano ASSEMBLEA NAZIONALE.
20/06/1789 giurano di non sciogliersi prima di aver dato alla Francia, una nuova costituzione. Si
unisce la maggioranza del clero, seguita dalla nobilt e dal clero restante su ordine regio (27/06)
9/07/1789 cessano di esistere gli stati generali e nasce ufficialmente lASSEMBLEA NAZIONALE
COSTITUENTE.
Mentre la monarchia si preparava ad arginare e reprimere questa rivoluzione istituzionale, a
Parigi inizi a formarsi una MILIZIA BORGHESE con lo scopo di contrapporsi alla repressione regia
e tenere sotto controllo le iniziative popolari.
14/07/1789 un corteo popolare giunse sotto le mura della BASTIGLIA (prigione-fortezza, simbolo
dellassolutismo). La guarnigione apr il fuoco ma dovette arrendersi al minacciato assalto della
folla: vennero uccisi alcuni soldati, il governatore della Bastiglia e il capo dei mercanti, le loro
teste vennero infilzate su una picca e fecero il giro della citt. Ci impresse una svolta alle
vicende che da allora in poi sarebbero state condizionate dalla decisiva presenza del popolo
(piccoli commercianti e artigiani, lavoranti, impiegati) che diventava protagonista attivo.
17/07/1789 Luigi XVI riconosce la costituzione di una nuova municipalit che testimoniava la
nascita di nuovi poteri e il progressivo sgretolamento dellancien regime.
Nella seconda met di luglio la sollevazione delle campagne introdusse un ulteriore elemento di
accelerazione di questo processo. Il mondo rurale, gi in tensione per la situazione economica,
travolto emotivamente dalla GRANDE PAURA legata al timore dei briganti, esplose in una violenta
rivolta ANTIFEUDALE.
4/08/1789 lassemblea, vota lABOLIZIONE DEL REGIME FEUDALE: vennero soppressi tutti i
privilegi giuridici e fiscali, la venalit delle cariche e la decima ecclesiastica; ufficialmente i diritti

feudali gravanti sulle persone (corves) cessarono di esistere a differenza dei diritti sulle terre
(diritti reali) che, considerati una forma di propriet, dovevano essere riscattati. In realt i
contadini non pagarono pi alcun indennizzo legandosi indissolubilmente al nuovo regime.
26/08/1789 nella sala della PALLACORDA, viene discussa e approvata la DICHIARAZIONE DEI
DIRITTI DELLUOMO E DEL CITTADINO, destinata a divenire un punto di riferimento per tutti i
regimi liberali e democratici contemporanei. Espressione delle idee dellilluminismo, rivendicava i
principi fondamentali della LIBERTA E DELLUGUAGLIANZA, ponendo come obiettivo di ogni
associazione politica la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili delluomo (LIBERTA,
PROPRIETA, SICUREZZA e RESISTENZA ALLOPPRESSIONE).
Il re si rifiutava di approvare i decreti. La difficolt di trovare un compromesso con la monarchia
rimaneva cos uno degli elementi di principale instabilit. A Parigi cresceva il livello di
partecipazione politica cos come la tensione popolare per la scarsit dei generi alimentari e per
una eventuale reazione aristocratica.
5/10/1789 un corteo costituito da donne raggiunse Versailles per reclamare del pane e per
riportare il re a Parigi. Nella notte il re approv i decreti antifeudali e, la mattina, dopo che la
GUARDIA NAZIONALE imped uninvasione del palazzo, acconsent al trasferirsi a Parigi. Il
trasferimento avvenne il giorno dopo con un corteo cui parteciparono re, famiglia reale, deputati
dellAssemblea, popolo e Guardia Nazionale.
Nel NOVEMBRE vennero requisiti i beni ecclesiastici.
FEBBRAIO 1790 vennero proibiti i voti monastici e gli ordini religiosi (salvo quelli per
l0insegnamento e per lassistenza ospedaliera).
Tutte le propriet appartenenti alla Chiesa divennero beni nazionali e servirono come garanzia
per lemissione di nuovi titoli di stato detti ASSEGNATI, la cui vendita avrebbe sanato il debito
pubblico. Essa cre nuovi ceti proprietari, contadini e borghesi, e rafforz quelli gi esistenti.
Cessarono anche le discriminazioni verso i PROTESTANTI, ai quali, nel DICEMBRE 1789 furono
riconosciuti diritti civili; seguirono gli EBREI del sud tra 1790/1791 e quelli dellest nel
SETTEMBRE 1791. La schiavit nelle colonie fu abolita nel 1794.
Dopo il 1789 crebbe in tutta la Francia la mobilitazione intorno agli ideali rivoluzionari. Le nuove
municipalit e la guardia nazionale furono i pi importanti organismi di aggregazione e di
partecipazione.
14/07/1790 si festeggia a Parigi la FESTA DELLA FEDERAZIONE, primo anniversario della presa
della Bastiglia. Il re giura fedelt alla nazione. Questa festa testimoni lampiezza delladesione e
del consenso alla rivoluzione mascherando ununanimit fittizia e provvisoria.
La libert di stampa aveva favorito il proliferare di numerosissime pubblicazioni periodiche di
ogni tendenza, mentre la costituzione dei CLUB aveva contribuito a una maggiore definizione di
orientamenti e gruppi allinterno del fronte rivoluzionario: la SOCIETA dell89 era di tendenze
MODERATE; la SOCIETA DEGLI AMICI E DEI DIRITTI DELLUOMO detta anche DEI CORDIGLIERI, era
pi RADICALE, ne fecero parte Georges-Jacques Danton, Camille Desmoulins, Jean-Paul Marat e
Jacques-Rene Hebert. Il club dei GIACOBINI fu uno dei pi importanti, organizzato secondo una
rigida disciplina, mirava ad esercitare un controllo serata sullattivit delle istituzioni, affiliato con
450 societ aveva una struttura e una presenza capillare simile ai partiti politici moderni; ne
fecero parte Maximilien Robespierre e Jacques-Pierre Brissot (futuro leader dei GIRONDINI).

La variet e la diversit delle posizioni non pregiudic il consenso ai risultati del 1789. Ma, una
volta tradotti questi risultati in nuove strutture e istituzioni, si prefigurarono le premesse di
divisioni profonde. La rivoluzione del 3 stato si andava organizzando come un regime politico di
borghesi benestanti e di proprietari terrieri (NOTABILI), per questo si parla di RIVOLUZIONE
BORGHESE.
Quando si doveva decidere il criterio secondo cui attribuire i DIRITTI POLITICI, si divisero i
cittadini in ATTIVI e PASSIVI in base al censo. ATTIVI erano coloro che potevano pagare
unimposta annua pari a tre giornate di lavoro, circa 4milioni di cittadini maschi di et superiore
ai 25 anni. I ceti pi poveri (circa 3 milioni di persone) erano esclusi dalla vita politica. Dei
cittadini ATTIVI, potevano essere eletti deputati solo colori i quali possedevano una qualsiasi
attivit fondiaria e poteva pagare un marco dargento di imposte. Questo sistema elettorale
censitario riservava ai notabili la rappresentanza della nazione ma non era compatibile con la
mobilitazione degli strati popolari, relegati nei cittadini passivi e pertanto privi di ogni diritto
politico.
Altri problemi, tra 1790 e 1791, riguardavano latteggiamento del re e la politica ecclesiastica.
Luigi XVI continuava a vivere passivamente la rivoluzione, e sembrava sempre pi legato alle
idee controrivoluzionarie della regina Maria Antonietta e al fenomeno dellemigrazione nobiliare
che si andava organizzando allestero in attesa del ritorno dellancien regime. Fermenti
controrivoluzionari si erano gi avuti in varie parti della Francia e davano fondamento ai diffusi
timori popolari di un complotto aristocratico.
Dopo la requisizione dei beni della Chiesa, secondo la COSTITUZIONE CIVILE DEL CLERO, gli
ecclesiastici, equiparati a funzionari pubblici, dovevano essere mantenuti dallo Stato; inoltre
vescovi e parroci dovevano essere nominati dalle ASSEMBLEE elettorali locali, inoltre furono
obbligati a giurare fedelt a re, nazione e costituzione. Il papa PIO VI era contrario. Solo 7 vescovi
su 130 prestarono giuramento; il basso clero si divise in favorevole (COSTITUZIONALI) e contrario
(REFRATTARI) alla Costituzione civile. Questo scisma allinterno della chiesa francese ebbe come
conseguenza lo schierarsi di una parte consistente e maggioritaria del clero tra le file della
controrivoluzione..
Negli stessi anni lAssemblea prosegu nella grande opera di edificazione delle nuove strutture
amministrative. La Francia fu divisa in 83 DIPARTIMENTI, a loro volta divisi in CIRCONDARI,
geograficamente omogenie. Parigi fu divisa in 48 sezioni o CIRCOSCRIZIONI che corrispondevano
ad altrettante assemblee elettorali.
14/06/1791 LEGGE LECHAPELIER, vengono vietati gli scioperi e le coalizioni operaie, ostacolando
cos le forme di organizzazione e di resistenza dei lavoratori e favorendo il libero mercato della
manodopera.
Il nuovo regime politico era LIBERALE, fondato sulla SEPARAZIONE dei poteri. I giudici divennero
elettivi. Il Parlamento venne previsto come composto di una sola camera, lASSEMBLEA
LEGISLATIVA (durata di 2 anni). I ministri, nominati dal re, erano responsabili solo di fronte al
sovrano e non potevano far parte dellAssemblea. Il re poteva opporre il veto sospensivo alle
leggi votate dallassemblea, solo dopo la conferma in due assemblee successive le leggi
sarebbero divenute esecutive. Questo sistema, presente nella COSTITUIZIONE del 1791,
prevedeva uno stabile accordo tra sovrano (potere esecutivo) e Assemblea (potere legislativo).

20-21/06/1791 il re fugge da Parigi mostrando la sua chiara adesione ai programmi degli emigrati
e della controrivoluzione; voleva guidare, dallestero, una restaurazione armata della vecchia
Francia. Riconosciuto e fermato a VARANNES, il re e la sua famiglia, fu ricondotto a Parigi.
Scisma religioso e fuga del re, minavano gli elementi portanti del consenso e dellidentit
collettiva del popolo francese; la nazione veniva privata del suo elemento unitario: il re.
30/09/1791 si scioglie lAssemblea costituente.
1/10/1971 si riunisce il nuovo PARLAMENTO: 250 moderati (FOGLIANTI), 350 costituzionali e 136
giacobini (fra cui era particolarmente attivi i GIRONDINI). Nessuno di questi era in grado di
esercitare unegemonia politica mentre il re e gli emigrati continuavano a progettare una
controrivoluzione appoggiati da AUSTRIA e PRUSSIA.
20/04/1792 venne dichiarata guerra allAustria (per volere dei GIRONDINI), il duca di Brunswick,
comandante delle truppe austriache, diffuse un manifesto in cui minacciava una vendetta
esemplare in caso di oltraggio al re; liniziativa venne ripresa dai SANCULOTTI (popolo parigino) e
dai FEDERATI (provinciali, specialmente MARSIGLIESI),
3/09/1792 47/48 sezioni parigine chiedono la deposizione del re.
9/09/1792, 00:00, la campana chiama a raccolta il popolo in armi.
10/09/1792, mattina, il popolo assalta il palazzo della TUILERIES difeso da mercenari svizzeri e
nobili. Dopo una prima carica di fucileria, il re ordina il cessate il fuoco. Lassemblea legislativa
decreta la sospensione del sovrano dalle proprie funzioni e ordina nuove elezioni a SUFFRAGIO
UNIVERSALE.
SETTEMBRE, la nuova assemblea detta CONVENZIONE NAZIONALE, viene eletta anche se il
potere esecutivo, fino al NOVEMBRE 1792 venne esercitato da organismi straordinari come il
COMUNE INSURREZIONALE DI PARIGI che tenne prigioniero il re, organizzandone la vigilanza,
radun inoltre un esercito di volontari per respingere i prussiani che marciavano verso Parigi. In
questa atmosfera si diffusero le voci di un complotto controrivoluzionario organizzato nelle
carceri. Dal 2 al 6 settembre, i sanculotti presero dassalto le prigioni massacrando
indiscriminatamente da 1100 a 1400 prigionieri.
20/09/1792 i francesi battono i prussiani a VALMY: per la prima volta un popolo in armi sconfigge
una grande potenza dimostrando che, anche sul campo di battaglia, la rivoluzione poteva
rovesciare lancien regime. Da allora guerra e rivoluzione andarono ad identificarsi nel nome
della nazione e del sentimento della nazione.
21/09/1792 la CONVENZIONE dichiara lABOLIZIONE DELLA MONARCHIA e PROCLAMA la
REPUBBLICA. Nonostante il suffragio universale solo 1/10 della popolazione partecip alle elezioni
della convenzione, egemonizzata, agli inizi dai GIRONDINI contrapposti ai MONTAGNARDI (tra cui
ROBESPIERRE e MARAT, sedevano in alto a sinistra), al centro i deputati moderati costituivano la
PIANURA.
Il contrasto fra girondini e montagnardi era di natura politica ed ideologica e caratterizz la
convenzione dal settembre 92 al giugno 93.
Durante il processo al re, i girondini tennero un atteggiamento meno intransigente non tanto
sulla colpevolezza del re, quanto sulla necessit di appellarsi al popolo per confermare la

condanna. La colpevolezza fu decretata quasi allunanimit, mentre lappello al popolo venne


respinto. Con 387 voti favorevoli e 334 contrari, Luigi XVI fu condannato a morte.
21/01/1793 Luigi XVI viene decapitato di fronte al palazzo della Tuileries, come un uomo
qualunque.
Dopo la vittoria a JAMAPPES sugli austriaci, la Francia si trov in guerra con quasi tutti gli stati
europei e le conquiste delle armate repubblicane si trasformavano in annessioni (Savoia, Nizza,
Belgio, Renania).
MARZO 1793 scoppia una rivolta contadina in VANDEA e nei dipartimenti vicini, alimentata
dallopposizione e dallestraneit di una parte del mondo rurale alla rivoluzione vissuta come
predominio della borghesia urbana, maggiore beneficiaria della vendita dei beni nazionali.
Per affrontare il malessere scaturito dalle difficolt economiche la Convenzione cre un
TRIBUNALE RIVOLUZIONARIO contro i sospetti e stabil un MAXIMUM (un calmiere) dipartimentale
per i cereali e la farina. Per rafforzare il potere esecutivo, venne istituito il COMITATO DI SALUTE
PUBBLICA, composto da 9 membri scelti dalla Convenzione. I girondini videro queste misure
come un cedimento ai sanculotti e cercarono di indebolire il movimento popolare accordandosi
con le forze moderate in tutto il paese.
Il nuovo successo dei sanculotti apr la strada allegemonia dei GIACOBINI (che, dopo la sconfitta
dei girondini, si identificarono interamente con i MONTAGNARDI) e del loro capo ROBESPIERRE, la
cui austerit, intransigenza e virt, rendevano molto simile ai sanculotti caratterizzati da una
mentalit dominata dai miti di fraternit, uguaglianza e da una serie di contrapposizioni
elementari. Estranei a tutto ci i girondini ruppero con i sanculotti.
Allinizio dellestate 1793 il governo francese poggiava sulle due minoranze dei militanti
rivoluzionari e del personale politico giacobino. Gli ideali dei giacobini discendevano dalle teorie
democratiche degli illuministi come Rousseau. Dal punto di vista economico sia giacobini che
sanculotti auspicavano una societ caratterizzata da piccoli produttori. Dal punto di vista politico
giacobini e Robespierre si pongono come i veri interpreti del popolo inaugurando un modello di
DEMOCRAZIA TOTALITARIA.
Gli strumenti dellegemonia giacobina furono il GOVERNO RIVOLUZIONARIO e il TERRORE.
Fu varatala costituzione del 1793 mentre venivano sospese le pi elementari garanzie dei
cittadini. Quando iniziarono a governare, dilagava in Francia linsurrezione federalista guidata da
girondini e realisti, venne domata dalle truppe della convenzione in 6 mesi.
Venne riorganizzato lesercito per arginare la ripresa delloffensiva nemica. Nellagosto dello
stesso anno fu adottata la LEVA IN MASSA e giovani generali, spesso popolani, assunsero il
comando. Venne sperimentata anche la tecnica dellattacco in massa in ordine chiuso che port
nuove vittorie.
Dopo una nuova sollevazione dei SANCULOTTI venne imposto il MAXIMUN nazional dei cereali,
seguito da quello generale dei prezzi e dei salari. Il controllo rigido delleconomia e degli
approvvigionamenti rispose alla duplice esigenza di evitare sommosse urbane e di provvedere
alle forniture dellesercito.
Sotto la pressione dei sanculotti, la convenzione diede lavvio immediato ad una politica
repressiva, potenziato il TRIBUNALE RIVOLUZIONARIO, defin con criteri amplissimi le categorie

dei sospetti, le prigioni si riempirono e le esecuzioni erano continue: a Parigi ci furono, in totale
da 300.000 a 500.000 arresti, Maria Antonietta venne decapitata cos come i capi girondini.
Sul piano politico una certa unit fu favorita dalla leadership di HEBERT e dei suoi seguaci che
facevano capo al club dei cordiglieri attivi soprattutto nel promuovere una sistematica opera di
SCRISTIANIZZAZIONE: vennero distrutti i simboli religiosi, celebrati culti per i martiri della
rivoluzione e feste per la dea Ragione, venne introdotto il calendario RIVOLUZIONARIO o
REPUBBLICANO, privo di domeniche. Robespierre contrario a questo movimento, nel 1794
introdusse il culto dellESSERE SUPREMO, espressione delle concezioni deiste.
Motivo di questo movimento il volere di punire il complotto controrivoluzionario unito con la
volont di rovesciare totalmente i valori del passato.
A partire dal marzo del 1794 il COMITATO inizi ad eliminare i fattori di instabilit e di opposizione
interni alle forze rivoluzionarie. Furono prima processati gli hebertisti, seguiti dagli indulgenti
(favorevoli ad una politica meno transigente). Leliminazione delle fazioni ridusse la base politica
e popolare del consenso nel momento in cui con la legge del 22 PRATILE (10 GIUGNO) 1794
veniva intensificata la repressione inaugurando il periodo del GRANDE TERRORE.
Sconfitti i belgi a FLEURUS (8 MESIDORO/26 GIUGNO), terminavano tutte le giustificazioni al
periodo del terrore. Cresceva lostilit verso Robespierre, la Convenzione era impaurita, il
Comitato diviso. Matur una congiura ai danni di Robespierre e dei suoi seguaci pi stretti,
vennero tutti arrestati il 9 TERMIDORO (27 LUGLIO). Il giorno dopo vennero giustiziati.
In meno di un anno i condannati a morte furono 17.000, considerando anche le vittime delle
esecuzioni di massa, 35/40.000. A Parigi le sentenze furono 2639. Furono giustiziati per la
maggior parte contadini, operai e artigiani.
La caduta di Robespierre determin linizio di una nuova fase della rivoluzione caratterizzata da
faticosi tentativi di stabilizzazione volti alla sopravvivenza del ceto rivoluzionario: fu smantellata
la struttura di potere giacobina e venne attenuato laccentramento dellesecutivo. La
Convenzione reintegr i girondini superstiti, i club dei giacobini vennero chiusi. Contro il
movimento popolare nacque la JEUNESSE DOREE monarchica e alto-borghese, protagonista di
sanguinose caccie al giacobino e al sanculotto.
I sanculotti si mobilitarono nuovamente a causa della cancellazione del maximum e della
successiva inflazione, ma privi di una guida e indeboliti furono repressi facilmente dallesercito.
Nel sud infuri il terrore bianco con vendette, massacri e repressioni verso i giacobini e i preti
costituzionali.
La stabilizzazione interna fu favorita dei trattati di pace con Olanda e Prussia.
1795 viene redattala COSTITUZIONE DELLANNO III, che riprendeva in molti punti quella del 91
accentuando il carattere censitario del sistema elettorale. Il potere esecutivo fu affidato a un
DIRETTORIO di 5 membri che nominava i ministri. Alla costituzione del 95 fu premessa una
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI arricchita da un elenco di doveri; la Francia doveva essere governata
dai migliori, dai pi istruiti e dai pi interessati al mantenimento delle leggi, ossia coloro che
possedevano una propriet. Si trattava dunque di una COSTITUZIONE ANTIDEMOCRATICA e
attentissima ad evitare i rischi di una dittatura.

Negli stessi mesi si ripresent la minaccia monarchica causa sbarco in Bretagna di emigrati e
organizzazione a Parigi di uninsurrezione realista. Il 13 VENDEMMIAIO (5 OTTOBRE) 1795 truppe
governative guidate anche da Napoleone, repressero la sommossa.
Le successive elezioni videro il successo di numerosi rappresentanti moderati.
La debolezza del regime costrinse il Direttorio a dare lavvio ad una politica volta a cercare
consensi in entrambe le fazioni. Ci consent una ripresa della stampa e dei club legati alla
tradizione giacobina. Fra i gruppi pi radicali emerse BABEUF che teorizzava luguaglianza, la
comunit dei beni, labolizione della terra, posizioni sovvertitrici per un regime fondato sul
privilegio dei proprietari; organizz la CONGIURA DEGLI EGUALI, sventata, BABEUF verr
condannato a morte. Fra i capi della congiura figura anche FILIPPO BUONARROTI, fondatore delle
prime societ segrete del partito nazionale democratico italiano.
Nonostante le vittorie allestero, nuove difficolt interne determinarono la necessit di un COLPO
DI STATO nel settembre 1979: annullate le elezioni tenutesi in primavera, giustiziati numerosi
deputati e giornalisti grazie anche allappoggio dellesercito allestero. La sopravvivenza del
regime e la continuit della rivoluzione erano ormai affidate non solo alle vittorie ma al diretto
intervento dei generali vittoriosi nella vita politica.