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Periodiche e Copielle A Napoli , dei giovani artisti stanno facendo tornare di moda quelle che una volta si chiamavano

periodiche, cio delle riunioni in case private, tenute tra amici e parenti a scopo di intrattenimento. Le attivit svolte durante queste riunioni variavano, e dipendevano dalla tipologia delle persone riunite, e pi che altro dallo strato sociale a cui queste persone appartenevano. Nelle case dei benestanti e mecenati avevano la forma e la tipologia del salotto, in cui potevano essere declamati versi, cantate arie di opera, o poteva aver luogo l'esibizione di un comico (le "macchiette"), mentre veniva servito un buffet freddo. In case pi modeste tipicamente si riuniva il vicinato, e poteva esserci un grammofono, col quale ascoltare canzoni e macchiette, oppure un pianista ed un cantante, e si potevano assaggiare "tarallucci e vino", entrati forse per questo nel linguaggio comune. La specicit di questi incontri, un po' diversi dal semplice "fare salotto" che erano incentrati su esibizioni artistiche, sia registrate che dal vivo. Dunque erano un ambito in cui artisti di vario genere (musica, e teatro, principalmente) incontravano il pubblico in una dimensione ridotta e informale. Questo dava spazio a dilettanti e/o esordienti, e dava la possibilit di sperimentare. Inoltre dava luogo ad una diffusione delle opere (canzoni, battute, schetches, etc) basata sul "passa parola", in un'epoca in cui non era ancora affermata la "pubblicit di massa".Non erano rare le periodiche in cui la compagnia in scena nel salotto domestico erano composte tipicamente dalla zia suonatrice di piano, gli e nipoti interpreti e il padrone di casa che dirigeva lo spettacolo. Un fenomeno correlato quello delle copielle, testi di canzoni corredati a volte da rudimentali spartiti musicali, stampate su fogli volanti e distribuite con costo irrisorio, a volte abusivamente, soprattutto da ambulanti, e che potevano essere utilizzate anche durante le periodiche stesse. Mentre quello delle copielle un fenomeno pi legato alla strada, le periodiche avvenivano in ambiente domestico. Tuttavia entrambi i fenomeni fanno capo al rapporto che a Napoli c'era (e c') tra le produzioni artistiche e il pubblico: l'artista e la sua opera "si muove" ed incontra il suo interlocutore nei luoghi e nei tempi delle sue attivit quotidiane, piuttosto che (o accanto a) modalit opposte, in cui il "pubblico" si reca in luoghi specici (teatri, concerti, etc.).Grazie alle copielle si sono potute salvare numerosi canti popolari , che sarebbero andate perdute. In realta' queste canzoni sono giunte no ai giorni non per miracolo, ma bens grazie a uomini come Guglielmo Cottrau. Francese, ma naturalizzato napoletano, Cottrau arriv a Napoli dodicenne assieme al padre; siamo ai tempi di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat. Guglielmo Cottrau fu un vero pioniere, uno dei primi ad innamorarsi della canzone napoletana. Allinizio dellottocento, uomini di cultura come Cottrau ed altri con la sua stessa passione ebbero la fortunata intuizione di dedicarsi al salvataggio e alla diffusione di tutto ci che la tradizione popolare canora napoletana aveva prodotto nei secoli passati. Spesso questi uomini lavoravano al servizio di editori che stampavano e vendevano le copielle delle canzoni recuperate. Che facevano ? Andavano nelle campagne, nelle masserie, nei vicoli, dentro ai bassi per orecchiare dal popolo quei motivi e quelle parole tramandate di generazione in generazione, ma mai trascritte su carta. Per quanto giunto a me, le periodiche erano anche degli appuntamenti pressati e periodici (ad esempio il secondo giovedi del mese a casa di tizio il quarto giovedi a casa di caio etc. etc.) e, mentre i signori giocavano a carte, le signore tenevano salotto, come avveniva a palazzo reale. Assai spesso i giocatori decidevano di conservare in una cagnotte tutte le vincite al gioco e, allorquando fosse stata raggiunta una cifra, questa veniva devoluta, magari in un viaggio collettivo. I miei nonni materni che avevano formato con altri la "Compagnia d Solaris", con questo metodo fecero un viaggio a Parigi nel 1920. Un'altra funzione dei 'salotti' delle periodiche era quella di 'combinare', preparare matrimoni fra i gli dei conoscenti.