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Elenco dei generi cinematografici

Film d’Animazione
Film d’Azione
_ Avventura
Film Biografici
Film Commedie
_ Comico
Film Corti
Film Disaster
Film Documentario
Film Drammatici
Film Erotic
Famiglia (Famiglia, Kids)
Film Fantascienza
– Fantasy
– Guerra (War, Guerra)
_ Giallo = THRILLER
Film Horror
– Musica
– Musical
– Orientale
Film Poliziescho
– Road Movie
– Romantico
Film Sport
– Storia
_ Storico
– Supereroi
– Thriller (Mistero, Film Noir, Neo-noir , Suspense, Thriller )
– Western

Attività 1 - Parole per descrivere il genere di un film


Collega ogni espressione (1, 2, 3...) al suo significato (A, B, C...), come nell’esempio:

1. Film di guerra
2. Film sentimentale
3. Film comico
4. Film d’avventura
5. Film horror
6. Film drammatico
7. Film in costume

A. Film che mostra molte scene “d’azione”, con corse in macchina, inseguimenti, scene
violente, scontri ecc.
B. Film che fa ridere, divertente.
C. Film che racconta eventi storici o ambientato in un passato non vicino.
D. Film che rappresenta battaglie, scene di lotta tra eserciti nemici, bombardamenti ecc.
E. Film che fa piangere, triste.
F. Film che racconta una storia d’amore, una storia romantica.
G. Film che mostra scene impressionanti, paurose, con fantasmi, mostri, zombie ecc.

Soluzioni: 2F; 3B; 4A; 5G; 6E; 7C.

Attività 5 - Aggettivi per commentare un film...


1. (Un film) bello.
2. (Un film) stupendo.
3. (Un film) avvincente.
4. (Un film) banale.
5. (Un film) noioso.
6. (Un film) atroce.
7. (Un film) commovente.

A. (Un film) che fa sbadigliare gli spettatori e non fa nascere in loro nessun interesse.
B. (Un film) piacevole, gradevole.
C. (Un film) davvero brutto, orribile.
D. (Un film) che fa piangere gli spettatori, che “tocca” i loro sentimenti.
E. (Un film) bellissimo, meraviglioso, che gli spettatori ammirano.
F. (Un film) comune, non origninale, senza un significato particolare.
G. (Un film) che tiene gli spettatori “legati” alla sedia, “prigionieri” delle immagini.

Soluzioni: 2E; 3G; 4F; 5A; 6C; 7D.


- ...e non solo...
commovente - meraviglioso - noioso - terribile - avvincente - banale
- atroce - interessante
L’Ora Legale
Non ci sono dubbi che nel novero dei comici televisivi che si trastullano
con film dall’incasso eccezionale, Ficarra e Picone costituiscano una
piccola, moderata e circoscritta eccellenza.
I loro film, a partire da Nati Stanchi e fino a La Matassa sono stati
scritti assieme a Francesco Bruni, cioè contaminati da qualcuno che
è esterno al mondo del cinema-comico-televisivo, e solo da Andiamo
A Quel Paese in poi, dal quarto film, sono diventati “scritti e diretti da”.
In loro però la scrittura del contesto ha sempre un peso specifico
consistente. Per quanto come in tutta la commedia portata dai comici
si tratta di contesti tranquilli e quieti in cui raccontare una divertente
individualità (per loro una paradossale “individualità di coppia”), il loro
sovvertimento delle regole sociali ha una fermezza che manca agli altri
e soprattutto, caso incredibile, non sfocia mai nel didascalico o nella
soluzione pacifica ma rimane sospeso in una condanna eterna che si
perpetua ben oltre la fine del film.
Là dove gli altri sono timorosi e coccolano, non
vogliono turbare ma solo essere leggeri,Ficarra e
Piconedimostrano un po’ di sano fastidio per il
prossimo e la società
Quindi anche L’Ora Legale, la più dichiarata delle professioni di odio e
di misantropia dei due, il film più sfiduciato e rassegnato che abbiano
scritto, non costringe i protagonisti ad ergersi a piccoli eroi del bene,
capaci infine di fare la cosa giusta, di capitolare le stranezze che
hanno messo in moto la storia per chiudere in un alveo di rosea
normalità, ma semmai afferma che la normalità è proprio
quell’equilibrio comico che fa da spunto alla storia, il mondo
all’incontrario che è la Sicilia (sineddoche estrema del paese). Là dove
gli altri sono timorosi e coccolano, non vogliono turbare ma solo essere
leggeri, Ficarra e Picone dimostrano un po’ di sano fastidio per il
prossimo e la società.
Lo si vede bene da quanto insistano sulle gag, da come non mollino
l’osso una volta agguantato. È vero per la trama di tutto il film, fondata
su un’unica trovata (l’inciviltà è la regola di vita che ordina tutto)
declinata in molte situazioni diverse di crescente paradosso, ma è
anche vero per le singole scene. Là dove qualcun altro si sarebbe
accontentato di fare ironia sul fatto che i parenti del sindaco non
possono passare avanti alla fila per incontrarlo,Ficarra e
Picone insistono, portano avanti quella gag, fanno arrivare altre
persone, fanno mortificare gli uscieri e addirittura fanno arrabbiare
quelli in fila “da stamattina alle 7!!” perché è una vergogna che i parenti
del sindaco non possano passargli avanti. È in questo eccesso che i
due trovano la loro comicità misantropa, nel desiderio di non fermarsi
ma girare il coltello nella piaga e deridere non solo lo spunto ma
proprio gli esseri umani, fino a che tutti i presenti non sono esposti per
i mostri che sono.
Per tutta questa lunga serie di motivi, per lo spirito encomiabile e
l’effettiva forza delle loro battute e delle trovate (impagabile lo slogan
del candidato sindaco corrotto e al potere da decenni “Siamo tutti
d’accordo”), è veramente frustrante che L’Ora Legale sia così mal
diretto, così sciatto e malconcio in tutta la messa in scena. Non è
questione di essere un film realizzato in modo elementare o (a volergli
bene) semplice, o delle tante occasioni perse di fare una commedia
che non lavori sempre e solo di scrittura ma possa godere di qualche
scelta visiva, quanto proprio di alcuni passaggi dai tempi mortiferi o
della recitazione massacrante di tutti quelli che non
sono Ficarra e Picone, in un pendolo scoraggiante che va dal vacuo
sguardo di Vincenzo Amato all’esagerata e stonata teatralità non
tenuta a bada di Leo Gullotta, fin al semplicismo televisivo
di Eleonora De Luca.
Com’è possibile che nessuno senta il bisogno di un regista di
commedia vero? Qualcuno capace di trarre il massimo da un copione
e non solo raccontarlo al pubblico? Perché Ficarra e Picone, con lo
status che hanno guadagnato non pensano di potersi permettere il
massimo sul mercato in termini di regia e invece pensano di potersi
permettere di farla loro, nonostante siano così evidentemente privi
delle idee e dell’atteggiamento necessario a tirare fuori il meglio da
ognuno? Perché quest’ottimo copione e tutte queste idee devono
diventare un film orrendo?

l'amaro in bocca Valutazione 4 stelle su cinque



85%
No
15%
Ficarra e Picone continuano a far ridere al cinema, ma stavolta aggiungono un
qualcosa in più, un'analisi amara ma purtroppo veritiera sul malcostume generale
italiano e sul rispetto delle regole. Siamo a Pietrammare, il Comune si appresta ad
eleggere il nuovo Sindaco, e i cittadini stanchi delle promesse non mantenute dal
sindaco in carica Patanè, decide di cambiare aria e di affidarsi ad un nuovo sindaco,
cognato di Ficarra e Picone. L'entusiasmo iniziale dei cittadini viene sin da subito
smorzato, il Sindaco Natoli impone, o meglio, rispetta e fa rispettare le regole,
rimette i vigili in strada, applica la raccolta differenziata e aumenta le tasse, il
malcontento generale cresce e coinvolge anche Ficarra e Picone; il finale lascia
l'amaro in bocca e smuove una critica ed una riflessione profonda.
[-]

Ficarra & picone fanno centro Valutazione 3 stelle su cinque



80%
No
20%
I siciliani sono degli italiani esagerati. Portano alle estreme conseguenze, con
risvolti tragico-farseschi, i vizi del carattere nazionale. Ficarra & Picone nel film
“L’ora legale” mostrano questa piccola verità in un apologhetto amaro e
drammatico, che fa morir dal ridere, mettendo in scena un esperimento mentale:
vediamo cosa succede in un piccolo inferno cittadino quando si applica davvero il
principio di “Legge&Ordine”. Non do il punto di approdo narrativo della parabola.
Posso solo dire che i due comici, con la loro mimica stralunata alla “Giufà”
(maschera siciliana), saranno ricordati negli annali della coscienza collettiva
isolana come i profeti di una sperata riscossa civile, forse. O almeno due che ci
hanno provato, con i mezzi popolareschi della farsa, a esortare tutti gli isolani a
provarci. Per intanto cominciando ad affermare ad alta voce che non sono i
rappresentanti politici che hanno determinato il grave stato di disordine morale,
sociale, legale, civile in cui si dibatte l’Isola, quanto i rappresentati che quei politici
hanno mandato a gestire la cosa pubblica. E’ nella specularità, già segnalata da
Salvemini, tra Paese legale e Paese reale che s’è consumata la tragedia collettiva. E’
pertanto verso i cittadini, verso i loro visi di “sporchi, brutti e cattivi” che i due
comici girano la telecamera puntando l'occhio indagatore e solo per questa opera
di verità meriterebbero una lapide, uno di quei pezzi di marmo dove scriviamo di
solito quello che non siamo o quello che non vogliamo, ma che magnifichiamo solo
a parole. La scomoda verità lapidea sarà forse questa: vuoi vedere che il colpevole
della nostra tragedia collettiva è la gggente, nient’altro che la gggente? [-]
Un cambiamento radicale non troppo voluto Valutazione 3 stelle su cinque

100%
No
0%
Il duo comico composto da Ficarra e Picone ritorna nelle sale
cinematografiche con la l'ultima loro pellicola "L'Ora Legale". La storia
è ambientata in un paese della Sicilia dove si stanno avvicinando le
elezioni per il nuovo sindaco: la popolazione è divisa tra coloro che
preferirebbero eleggere il solito, in quanto da lui sanno di poter
ottenere dei favori, e tra coloro che, invece, sono stanchi di continuare
a sopportare una situazione fatta di compromessi ed un sistema
generale di corruzione sempre più dilagante che si riflette
direttamente sulla cattiva gestione del centro abitato stesso. I due
protagonisti, interpretati da Ficarra e Picone, possiedono tra loro
legami di parentela in quanto cognati ma caratterialmente essi sono
assai diversi: mentre uno, infatti, tende ad agire per lo più in maniera
disonesta e, comunque, cercando di trovare sempre la soluzione più
facile nelle varie situazioni, essendo anche disposto ad accettare dei
favori, l'altro è, invece, è un uomo onesto e che preferisce comportarsi
cercando sempre di seguire le regole ed il buon senso. A seguito
dell'arresto del sindaco uscente a causa di vari imbrogli, viene eletto
un professore candidato che è il cognato dei due protagonisti: un uomo
retto e che vuole introdurre dei cambiamenti seguendo però
strettamente le leggi costituzionali. Così, dopo la sua elezione e
molteplici provvedimenti presi in base ovviamente alle leggi vigenti,
tutti rivolti verso un netto miglioramento della situazione generale del
centro abitato, inizia a sorgere tra la popolazione un malcontento
complessivo che, dopo svariati avvenimenti, indurrà il sindaco in
questione addirittura a dimettersi ed a far sì che venga rieletto quello
precedente, senza alcun dubbio più "accomodante", ed a far sì che
l'intero paese ritorni nella condizione di corruzione e di mala gestione
precedente e con il beneplacito di tutti i cittadini.
"L'Ora Legale" è una pellicola comica, divertente e leggera che, nello
stesso tempo, però presenta piuttosto bene la situazione socio-politica
del nostro paese. Il fatto che la vicenda sia ambientata in un paese
immaginario della Sicilia non ha affatto importanza in quanto la
situazione grave, per non dire disperata, di mal governo e di
corruzione può essere estesa benissimo a qualsiasi centro abitato e di
qualsiasi regione italiana (fatta, forse, eccezione per qualcuna). Quello
che in forma comica e, a tratti, in maniera paradossale ed esagerata, i
comici Ficarra e Picone rappresentano è, purtroppo, la realtà più o
meno vigente in Italia e pure tra molti tra la popolazione stessa che,
sebbene non contenti o del tutto soddisfatti di una certo status quo, lo
preferiscono però di gran lunga ad un cambiamento radicale più
severo e rispettante maggiormente le norme legislative. La conclusione
a cui giunge il duo comico, pertanto, non è affatto positiva ed
incoraggiante ma, espressa in una forma non greve ed altamente
ironica induce lo spettatore a riflettervi ed a condividerla pienamente
con i due autori-protagonisti del film ed a trascorrere sicuramente
almeno circa novanta minuti in maniera spensierata.

Trama[modifica | modifica wikitesto]


In un paese immaginario della Sicilia, Pietrammare, tutti i residenti sono in fermento per le
elezioni del nuovosindaco e del nuovo consiglio comunale. Fino a quel momento il paese
aveva vissuto per molto tempo sotto la guida di politici corrotti e opportunisti ma il nuovo
sindaco Natoli, appena eletto, è deciso a cambiare nettamente le cattive abitudini,
regolarizzando tutto ciò che è contro la legge. I suoi propositi spaziano dal rispetto
della selezione e del conferimento corretto dei rifiuti alla battaglia contro l'abusivismo
edilizio fino al progetto di realizzazione di una pista ciclabile.

La nuova ventata politica con questi radicali cambiamenti è vista come una minaccia dai
residenti e da coloro che avevano fino allora fatto uso di favoritismi illegali; tra questi vi
sono anche i due protagonisti Salvatore e Valentino (cognati del neo-eletto), proprietari di
un chiosco. Salvatore, credendo di trovarsi nuovamente una persona facilmente corruttibile
come il suo predecessore (anche e soprattutto per il legame di parentela), commette
l'errore di esporsi in maniera sconsiderata al nuovo sindaco raccomandandosi per un
favore (un gazebo da costruire per l'attività che gli viene rifiutato). Anche Valentino,
inizialmente ligio alle regole, si schiererà contro il cognato dopo che sua moglie perde il
lavoro per la decisione di chiudere una fabbrica inquinante e lo stesso chiosco viene chiuso
perché non in regola. Pressati dalla cittadinanza capeggiata dal parroco Don Raffaele (che
rifiuta di pagare le tasse per il suo bed and breakfast), i due decidono di costruire una
terrazza abusiva nella casa estiva del loro cognato e causare uno scandalo, con l'appoggio
di carabinieri e giornalisti, che lo costringa a dimettersi.

Alla fine, nonostante il discorso suo e di sua figlia che mostrano come la città sia migliorata
grazie agli sforzi di tutti, Natoli viene costretto a dimettersi dal rifiuto della folla di cambiare.
L'ex sindaco Patanè torna dunque a governare il paese dopo pochi mesi, giusto il tempo di
lasciare l'ora legale e tornare a quella solare. In questo modo le abitudini dei cittadini
tornano a quelle di un tempo.