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I SOGGETTI

DELL’ORDINAMENTO
EUROPEO
• da slide 1 a slide 9 = il quadro istituzionale
comune dell'UE da slide 10 a slide 36 = il
Consiglio europeo - da slide 37 a slide 50
= il Consiglio dei ministri dell'UE da slide
51 a slide 59 = l'Alto rappresentante per la
politica estera e di sicurezza comune da
slide 60 a slide 97 = la Commissione
europea da slide 98 a slide 129 = il
Parlamento europeo slide 130 =
riepilogo/mappa concettuale da slide 131
a slide 151 = la Corte di giustizia
LE ISTITUZIONI
Le istituzioni: Art 13 (1) (2) TUE
UE dispone d un ‘quadro istituzionale’ che
mira a promuoverne i valori, perseguirne gli
obiettivi, servire i suoi interessi, quelli dei
suoi cittadini e SM, garantire la coerenza,
efficacia e continuità delle sue politiche e
delle sue azioni’
Le istituzioni dell’UE

Consiglio europeo (vertice)

Consiglio dei ministri


Parlamento europeo (Consiglio dell’UE) Commissione europea

Corte di Corte dei Comitato economico e


giustizia conti sociale Comitato delle regioni

Banca europea per gli


Agenzie Banca centrale europea
investimenti
Ciascuna istituzione agisce nei
limiti attribuzioni del Trattato
* Rispetto equilibrio Equilibrio si considera
interistituzionale— violato quando:
eventuale sanzionabilità a) istit affida esercizio
di tale regola delle proprie prerogative
----- Garanzia delle ad altri delegando poteri
prerogative istituzionali discrezionali che
+ di tutti i soggetti di implicano un’ampia
diritto libertà di valutazione
* Poter di auto- b)Ist vuole estendere le
organizzazione proprie attribuzioni a
discapito di quelle
spettanti ad altre istituz
Tre istituzioni principali

Il Parlamento europeo
- la voce del popolo

Presidente del Parlamento europeo: Martin


Schulz

Il Consiglio dei ministri


- la voce degli Stati membri

Presidente del Consiglio europeo: Donald Tusk

La Commissione europea
- l’interesse comune
Presidente della Commissione europea: Jean-
Claude Juncker
Il consiglio europeo
https://www.consilium.europa.eu/i
t/history/
ORIGINE E SVILUPPO
Nasce da prassi dei vertici
informali fra Capi di Stato e di
Governo
La sua esistenza formalizzata con
l’Atto unico del 1986

Con il Trattato di Lisbona diviene


istituzione dell’UE (art. 13 TUE)
Consiglio europeo
Con l’inserimento • 1° riconsc AUE: nella
composizione integrato anche
dell’art 13 nel Trattato si pres COMM e 1 commissario
completa la parabola • 2° inquadrato nell’ambito
istituzionale che da dell’integrazione eur con
MAASTRICHT che ne fa
riunioni informali e l’organo che dà all’UE
saltuarie capi di stato e l’impulso necessario al suo
di governo fuori dai sviluppo e ne definisce gli
orientamenti politici generali
meccanismi della CEE (art 4 TUE)
anni 60, ha visto le • 3° Lisbona lo colloca tra istituz
riunioni regolarizzarsi e solo Alto rappr affari esteri e
politica di sicurezza partecipa
dal 1974 (capi stato e al posto MAE+ previsto che
gov + MAE) fino al con eur possa decidere ove
necessario di farsi asssistere
riconoscimento di da un ministro senza che
organo e istituzione
COMPOSIZIONE

Capi di Stato o di
Governo Presidente del
(Hollande/Monti – Consiglio europeo
eventualm. con un
Ministro) Consiglio
europeo
L’Alto
Presidente della Rappresentante PESC
Commissione partecipa, non è
membro
IL PRESIDENTE

Eletto dal Consiglio europeo a


maggioranza qualificata

Mandato 2,5 anni rinnovabile


una volta (inovaz. Lisbona)
• Continuità e coerenza dell’operato
• Presiede e coordina le sedute
• Riferisce al Parl. UE dopo ogni seduta
RIUNIONI E VOTO

Si riunisce almeno due volte


a semestre
Regola generale di voto:
consensus
Diversi quorum deliberativi se espressamente
previsto (unanimità, > qualificata, > semplice per
questioni procedurali
funzione precipua ex
art. 15 TUE é
decidere gli orientamenti politici
generali dell’Unione. Non adotta
atti legislativi anche se alcune
delle sue attribuzioni non sono
prive di IMPATTO sull’azione
legislativa delle istituzioni
esempi
• Spetta cons eur definire gli orientamenti strategici della
programmazione legislativa dell’UE nel settore dello
spazio di libertà sicurezza e giustizia
• Ruolo di arbitraggio del cons eur sui dosssier anche
legislativi di particolare rilevanza quando gli stessi siano
oggetto di contrasti suscettibili di bloccare l’azione
dell’UE (es in relazione all’istituzione della procura
europea, acquis di schengen o su istanza di SM
minoritario per bloccare proposta legislativa che si ritiene
lesiva di aspetti importanti del suo sistema sociale o
penale cd FRENO DI EMERGENZA: adito il cons eur la
procedura legislativa è sospesa salvo essere addirittura
interrotta se con eur non si pronuncia entro 4 mesi)
poteri di constitution
making’
- SANZIONE SM: constatazione violazione
grave e persistente SM dei valori art 2 TUE
- decisioni sul recesso SM e stabilisce criteri
per la membership degli Stati (Art. 7.3
TUE)
- procedure di revisione semplificata dei
Trattati: Cons eur dopo consultazione altre ist invece di
avere l’alternativa se convocare CONV o CIG a
maggioranza, può proporre modifiche alla parte III TFUE
qualora ciò non comporti accrescimento competenze UE.
Poi ratifica degli SM
- Possibilità di creare la c.d. passerelle
=passaggio da unanimità a MQ e passaggio a procedura
legisl ordinaria nel TFUE e relazioni esterne TUE
I poteri relativi
all’ORGANIZZAZIONE
• Nei limiti dei Tr il Cons eur può
determinare la composizione di PE e
COMM: Nomina il suo presidente e quello
della Comm, l’Alto Rappresentante e
comitato esecutivo della BCE
• Decide sulla composizione e
funzionamento altre istituz: decisione su
eventuale modifica numero membri comm
+ decisione sulle formazioni in cui si
riunisce cons
poteri di informal agenda
setting
• In alcuni casi c’è un mandato per altro il
Cons eur si accorda su programmi di
legislazione su tutte le aree di competenza
dell’UE—Cons eur individua i principi in
maniera ampia e poi chiede alla Comm di
elaborare un ACTION PLAN per
implementare tali principi (es Lisbon plan
su welfare reform
Poteri di problem-solving
Capi di Stato e di governo hanno la
possibilità di risolvere questioni che si siano
arenate in Consiglio dei ministri perché ad
esempio lesive di prerogative sovrane di uno
degli SM:
un membro del Consiglio può trasmettere al Cons
eur un progetto di atto legislativo che riguardi ed
intacchi importanti aspetti del suo sistema di
sicurezza sociale o sistema penale oppure uno SM
può riferire al Cons eur questioni di PESC se
previsto voto MQ per ragioni vitali
Poteri in ambito PESC
decide sugli interessi e obiettivi
strategici nella PESC (oggetto di
carattere geografico (situazione critica in
Medio Oriente) o tematico (terrorismo int.le)
+
Agisce quale forum dove gli SM possono
consultarsi l’un l’altro circa questioni di
interesse generale nel settore
• Il progressivo miglioramento delle
condizioni macro-economiche e
l’insediamento della nuova Commissione
sembravano destinate a relegare il
Consiglio europeo ai margini della scena
istituzionale europea. Le ragioni di tale
perdita di centralità avevano radici
giuridiche e politiche.
Ragioni giuridiche
rafforzamento del «partenariato speciale»
tra Commissione e Parlamento europeo (e
tra i rispettivi Presidenti); alla progressiva
giurisdizionalizzazione dei conflitti
interistituzionali (si v., ad esempio, le cause
in tema di 
distinzione tra atti delegati e di esecuzione,
di potere di ritiro della proposta, di 
azione esterna della Commissione in
rappresentanza dell’UE) e all’adozione del
nuovo 
Ragioni politiche
l’allargamento del tandem franco-tedesco ad
altri attori (in particolare l’Italia, prima sola e
poi insieme ai Paesi fondatori dell’UE, e da
ultimo la Spagna) e il consolidamento di
nuove alleanze tra Stati dell’UE (su tutte, il 
Gruppo di Visegrad) o, infine, il cambio di
leadership, dal belga Van Rompuy al
polacco Tusk.
MA
L’esplosione di due nuove crisi “esistenziali”
dell’Unione—quella migratoria e quella del
processo di integrazione, a seguito della c.d.
Brexit—hanno inevitabilmente riportato il
Consiglio europeo e il suo Presidente al
centro delle trame politiche dell’Unione. Il
rinnovato protagonismo del Consiglio
europeo, tuttavia, si fonda sul
ricorso all’informalità, all’atipicità e a
soluzioni intergovernative di carattere
extra-ordinamentale
un approccio al quale il Consiglio europeo
aveva già fatto ricorso in risposta alla crisi
economico-finanziaria, in particolare per
l’adozione del 
Meccanismo europeo di stabilità (ESM) e
del Trattato sulla stabilità, sul coordinamento
e sulla governance dell’Unione economica e
monetaria
Ciò nondimeno, tale prassi contrasta con
l’istituzionalizzazione del Consiglio europeo
operata dal Trattato di Lisbona così come
essa presenta diversi profili di potenziale
incompatibilità con i Trattati
L’involuzione istituzionale del
Consiglio europeo nella
gestione delle crisi
• Crisi migratoria:  dichiarazioni a margine
della riunione informale dei Capi di Stato o
di governo del settembre 2015 hanno
definito gli orientamenti generali dell’UE
nella risposta alla crisi migratoria, che
sono stati recepiti e di fatto solo precisati
dalle successive conclusioni formali del
Consiglio europeo dell’ottobre 2015.
• Il cambio di passo nella gestione
intergovernativa della crisi è emerso con
evidenza, però, nello sviluppo dei rapporti
bilaterali tra Unione e Turchia.
• Il vertice informale di settembre, infatti, è
stato seguito, nel novembre 2015, da una
prima riunione dei Capi di Stato o di
governo con la controparte turca, nel
corso della quale è stato adottato il 
piano d’azione comune UE-Turchia
Pur essendo stato definito su impulso dei
Capi di Stato o di governo, il piano
impegnava l’UE e le sue istituzioni (e non i
singoli Stati membri) ad adottare una serie
di azioni per contenere i flussi migratori e
contrastare l’immigrazione irregolare.
L’esigenza di «pervenire a una riduzione
sostanziale e sostenibile del numero di
ingressi illegali nell’UE dalla Turchia» ha
spinto i Capi di Stato o di governo a riunirsi
 in altre due occasioni: il 7 marzo 2016,
anzitutto con il primo ministro turco e poi
separatamente a livello informale, e il 18
marzo 2016, a margine e a seguito del
Consiglio europeo. In quest’ultima
occasione, i «membri del Consiglio
europeo» e «la controparte turca» hanno
adottato la Dichiarazione UE-Turchia
Il carattere vincolante di tale Dichiarazione è
stato dibattuto in dottrina: secondo alcuni
Autori essa costituirebbe un accordo
internazionale atipico, come tale concluso in
violazione dell’art. 218 TFUE; secondo altri
invece, la Dichiarazione avrebbe natura
di statement politico e sarebbe pertanto
formalmente valida.
ciò che cmq rileva è la “fuga” dal diritto e dal
quadro istituzionale dell’Unione operata dagli
Stati membri e sancita dal Tribunale nell’
ordinanza NF c. Consiglio europeo (causa T-
192/16, punto 71). Si è tra l’altro sostenuto da tutte
le istituzioni politiche dell’UE (incluso il
Parlamento, contro il proprio interesse) e i giudici
di Lussemburgo che essa, nonostante sia un atto
negoziato dal Presidente del Consiglio europeo e
concluso da (tutti) i «membri del Consiglio
europeo» e che impegna l’Unione e le sue
istituzioni e agenzie, non costituisca un atto del
Consiglio europeo, ma vada attribuita agli Stati
membri riuniti in sede di Consiglio europeo.
Anche la dichiarazione di Bratislava del
settembre 2016, del resto, ha di fatto
sottratto al Consiglio europeo la sua
funzione di impulso, anticipando l’adozione
di alcune decisioni e orientamenti da parte di
quest’ultimo e più in generale definendo le
«priorità essenziali» dell’UE in un
programma di lavoro concordato con il
Presidente del Consiglio europeo, la
presidenza del Consiglio e la Commissione.
Consiglio

Art. 16 TUE
Artt. 237-243 TFUE

38
LA PRESIDENZA

Regime ante-Lisbona: rotazione semestrale

Dopo Lisbona sistema della troika: un gruppo di


Stati per 18 mesi, alternandosi. Turnazione fissata
con decisione del Consiglio europeo

Eccezione: Consiglio Affari esteri (Alto


Rappresentante PESC)
COMPOSIZIONE

Un membro per Stato a livello ministeriale,


abilitato ad impegnare il governo.
- Legge La Loggia 2003:anche i Presidenti di Regione,
se materie di loro competenza

Composizione variabile: formazioni specializzate a


seconda dell’ordine del giorno (Affari generali ed
Affari esteri stabilite dal Trattato, le altre con
decisione del Consiglio europeo)
ORGANIGRAMMA – l’articolazione
orizzontale del Consiglio
Ai sensi dell’art. 236 TFUE si prevedono 2
formazioni orizzontali (per così dire ‘di
raccordo’):
– Consiglio Affari generali
• Coerenza; prepara i lavori del Consiglio europeo e
ne assicura il seguito insieme al Presidente del
Consiglio europeo e alla Commissione
– Consiglio Affari esteri
• Elabora l’azione esterna dell’UE secondo le linee
strategiche definite dal Consiglio europeo e
assicura la coerenza dell’azione dell’Unione
e le altre FORMAZIONI verticali
del Consiglio
• Composizione variabile a seconda della materia
– Affari generali
– Affari esteri
– ecofin
– Cooperazione nei settori della giustizia e affari interni
– Occupazione, politica sociale, salute e consumatori
– Concorrenza
– Trasporti, telecomunicazioni ed energia
– Agricoltura e pesca
– Ambiente
– Educazione, gioventù e cultura
Non è una vera formazione cons l’EUROGRUPPO =ministri degli
SM che partecipano EURO si riunscono insieme BCE e Comm
per discutere questioni attinenti alle responsabilità specifiche
che condividono in materia di moneta unica
ORGANIZZAZIONE INTERNA
VERTICALE
• Struttura interna a piramide:

Formazioni specializzate

COREPER (Comitato Rappresentanti Permanenti) I (questioni


tecniche) e II (rappr. diplomatici: questioni politiche ed economiche)-
istruisce i lavori formazioni specializzate canalizza il lavoro : snodo
che permette la coerenza generale dei lavori del con
Gruppi di
lavoro funzionari
degli SM specializzati –
esame tecnico dei
dossiers
Problemi di trasparenza e
accountability per il COREPER
Il COREPER ha la funzione di ripartire
l’agenda dei lavori del consiglio in A e B
matters: le questioni annesse al foglio A
sono per lo più tecniche e su di esse si è
raggiunto un consenso, dunque non
necessitano di una discussione in seno al
Cons per individuare la posizione
dell’istituzione – A è decisa dal COREPER
mentre una questione B è decisa dal CONS
MODALITA’ DI VOTO - 1
Fino al 2014: sistema precedente al Tr. Lisbona:

Soglia minima voto ponderato (255 su 345; 3


voti Malta, 29 Fr, GB, Ger e Ita)

Maggioranza Stati membri se su proposta della


Commissione (se no 2/3)

Quorum demografico (62%) su richiesta di


uno o più Stati
Council of Ministers – number of votes per country
Segue (MQ)
– Ponderazione : diverso coefficiente numerico associato al voto
di ogni SM fissato dal Protocollo n. 36
– 345 votiGermany, France, Italy and the United Kingdom 29

• 255 Spain and Poland


soglia minima che esprimano 27

A) laRomania 14
Maggioranza membri se su proposta della Commissione
B) i Netherlands
2/3 membri negli altri casi 13

Belgium, Czech Republic, Greece, Hungary and Portugal 12

Un membro del Conseur


Austria, Bulgaria o del Cons può chiedere che10si verifichi che
and Sweden
gli SMCroatia,
che compongono la MQ rappresentino almeno il7 62 % della
Denmark, Ireland, Lithuania, Slovakia and Finland
popolazione
Estonia, Cyprus, Latvia, Luxembourg and Slovenia 4

Malta 3

Total: 352

“Qualified majority” needed for many decisions:


260 votes and a majority of member states

From 2014: 55% of the Member States with 65% of the population
MODALITA’ DI VOTO - 2
Dal 2014: nuovo sistema previsto dal Tr. Lisbona:

Quorum numerico (non meno di 15 Stati +


almeno 55% di essi)
• Quorum demografico (65%)

Minoranza di blocco che limita l’incidenza del


quorum demografico (4 Stati)

• 2014-2017: periodo transitorio (applicazione


dl sistema pre-Lisbona su richiesta)
FUNZIONI
Potere legislativo (principale organo
decisionale)

Definisce e coordina le politiche dell’UE

Approvazione del bilancio (col Parlamento


UE)

Funzioni in materia di politica estera (PESC + aut. Ai negoziati


e firma dei Trattati conclusi dall’UE)
L’Alto Rappresentante
dell'Unione per gli affari esteri
e la politica di sicurezza
Un alto rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza

Federica Mogherini

• Doppio ruolo:
– presiede le riunioni del Consiglio degli
affari esteri
– Vicepresidente della Commissione
europea
• Gestisce la politica estera e di sicurezza
comune
• Capo del servizio europeo per l’azione
esterna
Art. 18, par. 1, TUE
Il Consiglio europeo, deliberando a
maggioranza qualificata con l'accordo del
presidente della Commissione, nomina l'alto
rappresentante dell'Unione per gli affari
esteri e la politica di sicurezza. Il Consiglio
europeo può porre fine al suo mandato
mediante la medesima procedura.
Detto organo “ibrido” perché è:

1. Qualificato come “mandatario del


Consiglio” nella guida e attuazione della
PESC
2. Presidente del Consiglio Affari Esteri
3. Uno dei vicepresidenti della Commissione
Cfr. Art.18, par. 2,3,4, TUE
Nomina
• (come per tutti i membri della
Commissione) è subordinata
all’approvazione del Parlamento Europeo
• Un’eventuale mozione di censura del P.E.
determina le dimissioni collettive dei
membri della Commissione.
Art.234, comma 2, TFUE
• “Se la mozione di censura è approvata a
maggioranza di due terzi dei voti espressi e a
maggioranza dei membri che compongono il
Parlamento europeo, i membri della
Commissione si dimettono collettivamente dalle
loro funzioni e l’Alto rappresentante dell’Unione
per gli affari esteri e la politica di sicurezza si
dimette dalle funzioni che esercita in seno alla
Commissione”

• Non è chiaro come potrebbe coesistere un Alto


rappresentante “sfiduciato” dal Parlamento con
una nuova Commissione
Funzioni dell’ARPESC
Il Consiglio «Affari esteri» elabora l'azione esterna dell'Unione secondo le
linee strategiche definite dal Consiglio europeo e assicura la coerenza
dell'azione dell'Unione. (Art. 16, par.6, comma 3, TUE)
 L'alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza comune
dell'Unione. Contribuisce con le sue proposte all'elaborazione di detta politica e
la attua in qualità di mandatario del Consiglio. Egli agisce allo stesso modo per
quanto riguarda la politica di sicurezza e di difesa comune.(Art.18, par.2, TUE)
“Vigila sulla coerenza dell'azione esterna dell'Unione. In seno alla
Commissione, è incaricato delle responsabilità che incombono a tale istituzione
nel settore delle relazioni esterne e del coordinamento degli altri aspetti
dell'azione esterna dell'Unione.”(Art.18, par. 4, TUE)
L'Unione assicura la coerenza tra i vari settori dell'azione esterna e tra questi
e le altre politiche. Il Consiglio e la Commissione, assistiti dall'alto
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
garantiscono tale coerenza e cooperano a questo fine. (Art. 21,par.3, comma 2,
TUE)
 L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari
esteri e la politica di sicurezza, che presiede il
Consiglio «Affari esteri», contribuisce con
proposte all'elaborazione della politica estera e
di sicurezza comune e assicura l'attuazione delle
decisioni adottate dal Consiglio europeo e dal
Consiglio.
 L'alto rappresentante rappresenta l'Unione per
le materie che rientrano nella politica estera e di
sicurezza comune. Conduce, a nome
dell'Unione, il dialogo politico con i terzi ed
esprime la posizione dell'Unione nelle
organizzazioni internazionali e in seno alle
conferenze internazionali. (Art.27, TUE)
 Il Consiglio, su proposta dell'alto rappresentante
dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
può nominare un rappresentante speciale con un
mandato per problemi politici specifici. Il rappresentante
speciale esercita il mandato sotto l'autorità dell'alto
rappresentante. (Art. 33, TUE)
L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la
politica di sicurezza consulta regolarmente il Parlamento
europeo sui principali aspetti e sulle scelte fondamentali
della politica estera e di sicurezza comune e della politica
di sicurezza e di difesa comune e lo informa dell'evoluzione
di tali politiche. Egli provvede affinché le opinioni del
Parlamento europeo siano debitamente prese in
considerazione. (Art. 36, TUE)
 Le decisioni relative alla politica di sicurezza e di difesa
comune, comprese quelle inerenti all'avvio di una
missione, sono adottate dal Consiglio che delibera
all'unanimità su proposta dell'alto rappresentante
dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza o
su iniziativa di uno Stato membro. L'alto rappresentante
può proporre il ricorso sia ai mezzi nazionali sia agli
strumenti dell'Unione, se del caso congiuntamente alla
Commissione. (Art. 42, par. 4, TUE)
 Il Consiglio adotta decisioni relative alle missioni di cui al
paragrafo 1 stabilendone l'obiettivo, la portata e le
modalità generali di realizzazione. L'alto rappresentante
dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
sotto l'autorità del Consiglio e in stretto e costante
contatto con il comitato politico e di sicurezza, provvede a
coordinare gli aspetti civili e militari di tali missioni. (Art.
43, par.2, TUE)
Commissione europea
Artt. 17 TUE; 244-250 TFUE

61
I 28 Commissari

63
LA COMPOSIZIONE

1 Stato, 1 Commissario. Mandato


5 anni

Indipendenza e professionalità
(organo di individui)

Persegue gli interessi dell’UE


LA PROCEDURA DI NOMINA
Il Consiglio europeo, a maggioranza qualificata, propone al
Parlamento il Presidente della Commissione

Il Parlamento elegge, a maggioranza dei membri che lo compongono


(e non più dei partecipanti), il Presidente

Il Consiglio, insieme al Presidente, adotta la lista dei candidati a


diventare commissari (proposti dagli Stati membri in
considerazione della loro competenza e indipendenza* (v. casi
Bangemann e Cresson)**

Audizioni individuali dei commissari di fronte al Parlamento (non


previste dal Trattato)

Il Parlamento approva in modo collettivo Presidente, commissari e


Alto rappresentante

Nomina da parte del Consiglio europeo


* Indipendenza dei membri
• L’indipendenza è regolata anche dall’art. 245 TFUE ed è garantita
da un meccanismo sanzionatorio in caso di violazione; secondo
quanto sancito dal 3° comma dell’art 17, par.3 sopracitato:
«la commissione esercita le sue responsabilità in piena indipendenza
(...) i membri della commissione non sollecitano né accettano istruzioni
da alcun governo, istituzione, organo o organismo (...)

• L’art 245 TFUE aggiunge: (...) I membri della commissione si


assumono l’impegno di rispettare gli obblighi derivanti dalla loro carica
e in caso di violazione la Corte di Giustizia, su istanza del consiglio che
delibera a maggioranza semplice, o della commissione, può
pronunciare le dimissioni di ufficio previste dall’art 247 ovvero
decadenza dal diritto a pensione o altri vantaggi.
**Bangemann e Cresson
• Caso Bangemann. Fu sottoposto al giudizio della corte il 3 agosto
1999 perché aveva accettato occupazione presso una delle più
importanti società (Telèfonica) nel settore dell’informazione e delle
telecomunicazioni, settore per cui era competente in commissione =
violazione del dovere di delicatezza nei confronti di una
commissione apartitica e indipendente. (raggiunsero un accordo
amichevole)
• Luglio 2004 Edith Cresson: aveva assunto come ospite scientifico
un suo conoscente per utilizzarlo come consigliere personale. La
corte decise che non poteva far arte dei collaboratori per via
dell’età, della completezza del gabinetto e perché la Cresson non
poteva avere un consigliere supplementare. Tra l’altro questo
collaboratore era un dentista, nulla a che fare con l’ambito
scientifico.
La responsabilità COLLETTIVA
della Comm davanti a PE
Prima di Lisbona poteva ricavarsi solo implicitamente dal fatto che
il Parlamento poteva votare la mozione di censura (sfiducia e
conseguenti dimissioni) solo sull’intera Commissione e non per i
singoli commissari.
Con la mozione di censura decorsi tre giorni dal suo deposito  essa
è approvata se con scrutinio pubblico il PE si pronuncia adottando la
mozione a maggioranza di due terzi dei voti espressi e a
maggioranza dei membri che lo compongono  i membri della
Commissione si dimettono collettivamente dalle loro funzioni e l'alto
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di
sicurezza si dimette dalle funzioni che esercita in seno alla
Commissione.
Tuttavia, essi rimangono in carica e continuano a curare gli affari di
ordinaria amministrazione fino alla loro sostituzione (diverso il
caso delle dimissioni volontarie o d’ufficio per cui fino alla rinomina il
commissario è tenuto al proseguimento delle funzioni senza alcuna
limitazione).Il mandato dei membri della Commissione nominati per
sostituirli scade alla data in cui sarebbe scaduto il mandato dei
membri della Commissione costretti a dimettersi collettivamente
La responsabilità collettiva
assicura:

• l'indipendenza dell'istituzione, dal momento che le sue


decisioni sono adottate senza pressioni di parte
• la qualità delle decisioni, poiché ogni proposta è
sottoposta all'attenzione di tutti i commissari
• la condivisione della responsabilità politica da parte
di tutti i commissari, anche quando le decisioni sono
adottate a maggioranza.
ORGANIGRAMMA
• Presidente (affievolimento del principio di collegialità
e rafforzamento dell’autorità del Presidente)
– Definisce gli orientamenti generali
– Nomina i vicepresidenti
– Costringe alle dimissioni°°
– modifica (può) le competenze dei singoli commissari in corso
di mandato e con il suo accordo il Cons eur può porre fine al
mandato alto rappr
– Richiede le dimissioni di un singolo commissario che è così
tenuto a farlo quando il commissario non soddisfa più requisiti
indispensabili a ricoprire la carica, o il requisito della
nazionalità ovvero per colpa grave
• Direzioni generali (politiche; relazioni esterne, servizi generali
e servizi interni), servizi e uffici
– Affidate ad un commissario
• Segretariato

Riunioni non pubbliche


Adozione delle delibere a Maggioranza semplice o unanimità
70
°°CESSAZIONE ANTICIPATA DELLA
CARICA DEL COMMISSARIO

• per decesso
• per dimissioni volontarie o d’ufficio
Art.246, 6°comma,TFUE : ipotesi delle
dimissioni volontarie dell’intera
Commissione.
I POTERI della Commissione
(summa)
• Legislativo e quasi legislativo/ di iniziativa
• Promuovere interesse generale
• Vigilanza/controllo
• di esecuzione
• di rappresentanza esterna eccetto che per
PESC
• di programmazione annuale e pluriennale
• di gestione
• di raccomandazione
• decisionale
• Negoziati internazionali
• http://
www.raistoria.rai.it/articoli/funzionamento-
e-compiti-della-commissione-europea/242
12/default.aspx
POTERE LEGISLATIVO
Monopolio del diritto di iniziativa legislativa in via esclusiva in molti
ambiti, salvo nelle ipotesi in cui i trattati dispongano diversamente
come nel caso della PESC e della PESD.
Potere legislativo DIRETTO
a) La Commissione vigila sull'applicazione delle disposizioni relative
ai SIEG rivolgendo, ove occorra, agli Stati membri, opportune
direttive o decisioni (art 106.3 TFUE)
b) La Comm determina le condizioni per il diritto di permanenza sul
territorio di uno Stato membro, dopo aver occupato un impiego dei
cittadini UE attarverso l’adozione di regolamenti ex art. 45.3.d. TFUE
Potere legislativo INDIRETTO ove sollecitato da
Parlamento Europeo (art. 225 TFUE)
Il Consiglio (art. 241 TFUE)
Un gruppo di cittadini (art. 11 TUE)
Rientra nell’ipotesi anche il potere di
cancellare, rititare una sua proposta
legislativa in caso gli emendamenti di
PE e Cons siano volti a ‘distort’ un
elemento essenziale della proposta
Il potere di ritiro conferito alla Commissione
non può tuttavia investire tale istituzione di
un diritto di veto nello sviluppo del
procedimento legislativo, il che sarebbe
contrario ai principi di attribuzione delle
competenze e dell’equilibrio istituzionalela
Commissione, deve esporre al Parlamento e
al Consiglio i motivi di tale ritiro, i quali, in
caso di contestazione, devono essere
suffragati da elementi convincenti.
Tuttavia è discutibile se l’onere di
motivazione possa essere considerato
rispettato, come affermato dalla Corte, in un
caso in cui i motivi del ritiro erano stati
divulgati solo durante un gruppo di lavoro
del Consiglio o una riunione trilterale. Infatti,
molti deputati e Stati membri non sono
rappresentati.
Potere quasi-legislativo
L’art. 290.1 TFUE codificando una prassi
giurisdizionale prevede un quanto mai
ampio potere di DELEGA del CONS nei cfr
della COMM circa il potere di adottare atti
non legislativi (REGOLAMENTARI) a
completamento e supporto di atti legislativi
del Consiglio
UNICA eccezione: impossibilità di delega di
ELEMENTI ESSENZIALI di una politica
dell’Unione
Eccesso dei poteri di delega da
parte della Commissione (caso)
Fino al 2012 nessun atto era mai stato considerato illegittimo per
eccesso dei poteri di delega della Comm  Ma questo è accaduto
con codice Schengen (Schengen Borders Code) che prevedeva
potere e condizioni di controllo frontiere esterne. Art. 12 (5)
autorizzava in particolare misure addizionali. Nel 2010 la
Commissione adotta decisione concernente la sorveglienza delle
frontiere marittime 2 aspetti tacciati dalla CGUE di essere troppo
BROAD
 1) la parte della decisione che consentiva alle autorità nazionali di
ispezionare le navi, detenere coloro che erano a bordo e rimpatriare i non
nazionali verso paese di origine
2) la parte che nel caso di navi in difficoltà prevedeva l’obbligo di rimpatrio
RATIONALE DELLA DECISIONE
Potere di enforcement così attribuito alle guardie nazionali comporta scelte di
dicrezionalità POLITICA [Nello specifico comportavano anche impatto su diritti
fondamentali degli individui]
 PE E CONS dovevano pronunciarsi direttamente e non tramite le garanzie
della comitologia
• La comitologia nasce nel 1962, in un
contesto nel quale la distinzione tra
legislazione ed esecuzione - come spesso
accade nelle organizzazioni internazionali -
e` assente. Nel disegno originario, «la
Comm propone e il Consiglio dispone»,
mentre l’attuazione delle decisioni del
Consiglio compete in via esclusiva alle
amministrazioni nazionali. L’attivita`
esecutiva rientra nella sfera di sovranita`
degli Stati membri.
comitologia
arcano sistema di collegi amministrativi (266
nel 2009) attraverso il quale funzionari
nazionali co-decidono con la Commissione i
contenuti delle circa duemila misure
secondarie annualmente approvate
dall’Unione

la precoce espansione della politica


agricola comune impone l’adozione a livello
europeo di norme di dettaglio
Il Consiglio non puo` provvedervi, per
carenza di tempo e di competenza tecnica,
e percio` affida il compito alla Commissione.
La ‘‘de-nazionalizzazione’’ di questa quota di
potere decisionale richiede una
compensazione, prontamente individuata
nella comitologia: la Commissione esercita i
poteri ad essa assegnati dal Consiglio
sottoponendo i progetti di misure (rego-
lamentari o amministrative)
all’approvazione di comitati specializzati,
composti da funzionari di quelle stesse
amministrazioni nazionali che sono poi, in
ultima istanza, chiamate a darvi attuazione.
In caso di parere negativo del comitato, la
proposta della Commissione viene
sottoposta allo scrutinio diretto del
Consiglio, detentore ultimo - per conto degli
Stati - del potere decisionale. Metodologia
che si consolida e si diffonde in tutti i settori
di intervento della Comunita`.Gli anni
Ottanta del XX secolo segnano l’apogeo di
questa parabola.
• decisionali in seno al Consiglio, provocate
dalla ferrea regola dell’unanimita`,
inducono il Consiglio stesso a conferire
poteri sempre piu` ampi alla Commissione
e a dare alla comitologia una prima
disciplina organica. Commissione e
comitati si occupano non solo di eseguire,
ma anche di integrare e persino di
modificare le norme compromissorie
approvate in Consiglio: svolgono, cioe` ,
anche un’attivita` materialmente legislativa.
La Corte di giustizia decide di non interferire.
Chiamata a distinguere tra legislazione ed
esecuzione, stabilisce che il contenuto
necessario delle norme primarie corrisponde
ai soli «elementi essenziali» di una politica,
ma rimette al legislatore (cioe`, all’epoca, al
Consiglio stesso) il compito di distinguere
cio` che e` essenziale da cio` che non lo è.
In pratica, il Consiglio resta libero di
trasferire quote crescenti del proprio potere
decisionale alla Commissione. La presenza
della comitologia lo consente, in quanto
‘‘minimizza’’ l’impatto di questo trasferimento
sull’equilibrio istituzionale. Grazie ad essa,
infatti, come nel processo decisionale
primario, così anche in quello secondario, la
Commissione propone e gli Stati membri
dispongono - sia pure attraverso i
comitati invece che attraverso il
Consiglio.
• l’attribuzione al Parlamento del ruolo di co-
legislatore fa venire meno la simmetria tra
il decision-making primario e quello
secondario. La co- mitologia e`
emanazione del Consiglio (i funzionari
nazionali che partecipano alle riunioni dei
comitati rispondono ai ministri che siedono
in Consiglio), ma non del Parlamento.
Quest’ultimo e`, percio`, restio a delegare
al binomio Commissione-comitati un
potere materialmente legislativo
TR. LISBONA
Opera una scissione della sfera esecutiva
europea in due parti, una ‘‘alta’’ (atti
delegati) e una ‘‘bassa’’ (atti di esecuzione),
con conseguente contrazione dell’area della
comitologia;
Estromessa dalla sfera quasi-legislativa
degli atti delegati (art. 290 Tfue), la
comitologia e` ora confinata nell’ambito
degli atti di esecuzione (art. 291 Tfue),
dove opera secondo nuove regole che
mirano ad accrescerne il pedigree
democratico
ricerca di soluzioni che siano in grado di
colmare il ‘‘vuoto’’ lasciato dalla comitologia
nell’ambito quasi-legislativo: altri comitati
con identica composizione ma poteri
(formalmente) diversi sono ora chiamati a
recuperare la sostanza del fenomeno,
cioe`ad assicurare alla Commissione la
collaborazione delle amministrazioni
nazionali (anche) nell’adozione degli atti
delegati
Art. 290 Tfue chiarisce che l’attuazione delle
norme europee spetta, in linea di principio,
alle amministrazioni degli Stati membri.
Tuttavia, «allorche ́ sono necessarie
condizioni uniformi di esecuzione degli atti
giuridicamente vincolanti dell’Unione», puo`
rendersi necessaria l’adozione a livello
sovranazionale di atti di esecuzione: …
… in tale evenienza, il legislatore europeo
«conferisc[e] competenze di esecuzione alla
Commissione o, in casi specifici
debitamente motivati (...), al Consiglio».
Riaffiora, qui, l’originario «nomadismo» del
potere esecutivo europeo, esercitato di
regola dalla Commissione, ma a volte dal
Consiglio
Nei casi in cui il legislatore europeo assegni
competenze di esecuzione alla
Commissione, gli Stati membri, titolari ultimi
di quelle competenze, devono poterne
controllare l’esercizio grazie ad un comitato,
presieduto dalla COMM e composto da
funzionari delle amministrazioni statali di
settore. Attraverso questi delegati, gli Stati
membri esprimono a maggioranza
(qualificata o semplice) un parere sulla
misura proposta dalla Commissione stessa.
L’emarginazione del Consiglio e`, pero`,
compensata da un rafforzamento degli Stati
per il tramite della comitologia, che diviene
piu` semplice e trasparente: la componente
transgovernativa (i comitati) non opera piu`
all’ombra di quella intergovernativa (il
Consiglio), ma, anzi, ne prende il posto.
POTERE DI VIGILANZA
DIRETTO
A) in materia di concorrenza essa può CON DECISIONE
VINCOLANTE
 dichiarare l’illegittimità degli aiuti di Stato e delle misure di
sostegno pubblico alle imprese che gestiscono SIEG
 dichiarare anti-concorrenziali le intese tra imprese private che
pregiudichino la libera concorrenza nel mercato comune (con
relativa imposizione di multa)
 potere di applicare tasse su prodotti importati da ST
beneficiando di pratiche commerciali unfair/scorrette quali
sussidi alle esportazioni o dumping (sottocosto)
B) Relativamente a quegli SM appartenenti area euro che
abbiano chiesto un supporto finanziario ai sensi del
meccanismo di stabilità per crisi
COMM insieme alla BCE negozia un memorandum of
understanding con cui SM sottoscrive le condizioni della
concessione dell’aiuto economico (che è appunto CONDIZIONATO
a programma di azioni che lo SM si impegna a porre in essere per
ridurre il livello di debito complessivo) e indica una scaletta
temporale per gli adempimenti. La comm presenta reviews delle
performances degli SM ogni 3 mesi
POTERE DI VIGILANZA
INDIRETTO o COMBINATO
La Comm può portare gli SM davanti alla
CGUE per violazione degli obblighi a loro
discendenti dal Trattato + conseguente
potere di monitoraggio dell’adeguamento
degli SM ai contenuti delle sentenze della
Corte che se inosservanti potranno portare
all’esercizio di un nuovo controllo e
conseguente nuovo giudizio della CGUE
con finalità questa volta non di accertamento
ma di pura sanzione (comminazione di una
POTERE DI GESTIONE
1. La gestione amministrativa dei programmi e strumenti finanziari
europei :
• Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)
• Fondo sociale europeo (FSE)
• Fondo europeo di garanzia e orientamento in agricoltura (FEOGA)
• Gestione delle azioni svolte dall’ Unione a favore dei Paesi in via di
sviluppo diversi da quelli ACP (Convenzione di Associazione di
Lomé )
2. La gestione finanziaria
• Dispone delle risorse proprie dell’Unione
• Sottopone al Consiglio e Parlamento europeo i conti dell’esercizio
riguardanti le operazioni di bilancio
• Presenta alle due istituzioni un bilancio finanziario che espone
l’attivo e il passivo dell’Unione (art. 318 TFUE)
Potere di raccomandazione
• Potere di raccomandazione di carattere generale (art 292
TFUE),ogni qual volta lo ritenga necessario,ma che riguarda
materie rientranti nell’ambito di trattati. I trattati conferiscono alla
Commissione il potere di formulare raccomandazioni o di presentare
relazioni e pareri in numerosi casi.
• Non mancano,però, specifiche disposizioni che contemplano questo
potere: es. art 60 TFUE (raccomandazioni in materia di
liberalizzazione dei servizi)
• In qualche caso è previsto che la commissione emani pareri nel
quadro della procedura d’infrazione nei confronti di uno stato
membro che reputi abbia violato propri obblighi derivanti dal diritto
dell’unione.
NON HANNO EFFETTI OBBLIGATORI MA NON SONO PRIVI DI
EFFETTI GIURIDICI
ALTRI POTERI
– Rappresentanza esterna eccetto che per PESC
– programmazione annuale e pluriennale:
commission work programme
white papers
Affievolita dal fatto che:
Il CONS attraverso la sua Presidenza individua una sua
scaletta di lavoro ogni 6 mesi che la Comm è obbligata a
seguire
Il CONS EUROPEO dal 2002 cerca a sua volta di
influenzare l’agenda dei lavori attraverso un accordo e
revisione della programmazione legislativa annualmente
Ex art 225 e 241 CONS e PE possono chiedere alla Comm
di fare una proposta come inizitiva popolare (casi di
iniziativa leg.indiretta
Parlamento europeo
14 TUE; 223-234 TFUE

99
Composizione
• Elezione diretta a suffragio universale
• Atto del 1976
• Prime elezioni nel 1979
• Rappresentanza diretta dei cittadini
dell’Unione
• Max 750 deputati oltre al Presidente
• Min 6- max 96 per Stato
» la modalità secondo la quale devono essere
fissate le quote per ogni singolo stato
membro devono essere definite dal
Consiglio europeo, deliberando
all’unanimità, su proposta del Parlamento
europeo, stabilirne la composizione.
44
Diritto di voto
art. 19
• Cittadino europeo
– Attivo e passivo
– In qualsiasi Stato membro
• Elezione dei candidati del proprio Paese
• Elezione dei candidati del Paese di residenza
• Esclusi i cittadini di Paesi terzi

102
Parziale coincidenza tra PARTITI POLITICI
EUROPEI e GRUPPI POLITICI con relativa
ripartizione dei seggi al luglio 2015
La costituzione dei GRUPPI
Presupposti: POLITICI
- un numero minimo di componenti (25)
- provenienza da più di uno SM (1/4 SM)
- esistenza di affinità politiche (controllo
formale da parte Tribunale solo nei casi in
cui sia espressamente negata dai soggetti
che richiedono di formare un gruppo politico
[Martinez c. PE, 2001]
Organizzazione del PE
•Presidente
Due anni e mezzo
•Ufficio di presidenza
– 14 vicepresidenti
– 5 questori
•Segretario generale
•Conferenza dei Presidenti di
Commissione
•Commissioni
105
Quali commissioni ?
• Commissioni permanenti
– Potere consultivo
– A volte deliberante
• Commissioni temporanee
– Di inchiesta
– Miste
• Delegazioni interparlamentari

106
COMMISSIONI PERMANENTI
Attualmente ve ne sono 20Le commissioni
parlamentari sono composte da un minimo
di 24 a un massimo di 76 deputati e
ciascuna di esse è dotata di un presidente,
di un ufficio di un ufficio presidenza e di una
segreteria.La loro composizione politica
rispecchia quella dell'Aula.
Commissioni permanenti
• Le commissioni permanenti si riuniscono
una o due volte al mese a Bruxelles e le
loro discussioni sono pubbliche.
• In seno a tali commissioni, i deputati
europei elaborano, modificano e votano
proposte legislative e relazioni di
iniziativa.Esaminano le proposte della
Commissione e del Consiglio e, se del
caso, redigono una relazione che sarà
presentata in Aula.
COMMISSIONI TEMPORANEE
Il Parlamento europeo può infine creare
delle sottocommissioni e delle commissioni
temporanee speciali che si occupano di
argomenti specifici, come pure commissioni
d'inchiesta nell'ambito delle proprie
competenze di controllo, per investigare
eventuali casi di grave infrazione delle leggi
europee.
Commissioni temporanee
ll Parlamento può costituire commissioni di
inchiesta in caso d'infrazione della
legislazione comunitaria o di cattiva
amministrazione nell'applicazione della
legislazione comunitaria.Le loro competenze
sono stabilite dalle modalità per l'esercizio
del diritto di inchiesta del Parlamento
europeo.
Es. Encefalopatia spongiforme bovina
La specificità del COMITATO
CONCILIAZIONE
La conciliazione è la terza e ultima fase della più
importante delle procedure legislative dell'Unione
europea, la procedura di codecisione.In caso di
disaccordo tra il Parlamento e il Consiglio è istituito
un "Comitato di conciliazione" formato da 28
rappresentanti degli Stati membri e 28 deputati del
Parlamento.Il comitato è incaricato di elaborare un
progetto comune da sottoporre, in terza lettura, al
Consiglio e al Parlamento per approvazione
L'accordo finale delle due istituzioni è
indispensabile per l'approvazione del testo.
Funzionamento del PE
• Durata in carica: 5 anni
• Nelle delibere le astensioni non sono
computate
• Quorum per la validità delle sedute:
1/3 dei membri che lo compongono

112
Sedi
• Strasburgo
– Plenaria
• Bruxelles
– Supplementari, commissioni e gruppi politici
• Lussemburgo
– Segretariato generale

113
POTERI e Funzioni
• Condivisione della funzione di bilancio*
• *com’è fatto ? https://
it.euronews.com/2013/02/01/bilancio-ue-e
cco-come-funziona
L'esercizio del potere di bilancio consiste nel fissare
l'importo complessivo e la distribuzione delle spese annuali
dell'UE e delle entrate necessarie a coprirle, nonché nel
controllare l'esecuzione del bilancio. La procedura di
bilancio in quanto tale prevede la stesura e l'adozione del
bilancio.
Prima del 1970 solo il Consiglio aveva competenze in
materia di bilancio, mentre il PE svolgeva solo un ruolo 114
consultivo.
I trattati del 22 aprile 1970 e del 22 luglio
1975 hanno aumentato i poteri di bilancio
del PE:
—  il trattato del 1970, pur lasciando al Consiglio l'ultima
parola sulle «spese obbligatorie» legate agli obblighi
derivanti dal trattato o dagli atti adottati conformemente al
trattato, consentiva al PE di avere l'ultima parola sulle
«spese non obbligatorie», che rappresentavano
inizialmente l'8% del bilancio;
—  il trattato del 1975 conferiva al PE il diritto di respingere
il bilancio in toto
trattato di Lisbona
ha introdotto una procedura di bilancio più
semplice e più trasparente (codecisione di
bilancio). Le modifiche derivano principalmente
dalla soppressione della distinzione tra spese
obbligatorie e spese non obbligatorie, il che
consente di applicare lo stesso trattamento a tutte
le spese nell'ambito della stessa procedura. La
procedura è stata ulteriormente semplificata, con
un'unica lettura in ciascuna istituzione, sulla base
del progetto di bilancio presentato dalla
Commissione.
venendo a cadere la differenziazione fra
spese obbligatorie e spese non obbligatorie.
In questo modo il PE risulta pienamente
responsabile della procedura di bilancio in
quanto fino ad ora lo stesso non aveva
l’ultima parola sulle cosiddette spese non
obbligatorie (circa il 45% del bilancio
dell’UE).
Parlamento Consiglio Esito della votazione
+ Progetto comune adottato
Eventuale ritorno alla
+ -
posizione del PE[1]
Nulla Progetto comune adottato
+ Progetto comune adottato

Posizioni sul progetto Nuovo progetto di bilancio


Nulla -
comune della Com- missione
+ = approvato - = respinto Nulla Progetto comune adottato
Nulla = nes- suna decisione
Nuovo progetto di bilancio
+
della Com- missione
Nuovo progetto di bilancio
-
della Com- missione
-

Nuovo progetto di bilancio


Nulla
della Com- missione
(Segue) i poteri del PE
• Poteri di nomina
» Presidente della Commissione sulla base della
selezione preliminare operata dai Governi, che dovrà
tenere in conto i risultati di elezioni europee
» Commissari europei: Il PE ha anche il compito di
approvare la squadra di commissari europei che il
presidente eletto predispone insieme ai governi. Il
PE potrà svolgere singole audizioni dei vari
commissari ed infine approvare l’intera squadra a
maggioranza dei membri che lo compongono
» Alto Rappresentante per la Politica estera e di
sicurezza: il consenso del Parlamento è necessario
per la nomina della nuova voce dell'UE nel mondo e
leader della politica estera, l'Alto Rappresentante per
gli esteri e la politica di sicurezza, che sarà anche
vice-presidente della Commissione.
Potere Legislativo
• Richiesta alla Commissione di adottare
delle proposte
• Dibattiti/discussioni
• Procedimento normativo
– Procedura legislativa ordinaria: codecisione
– Consultivo
– Approvazione

120
Potere controllo:
sintesi: diretto e
indiretto
POTERE DI CONTROLLO SULLE ALTRE ISTITUZIONI

i one
o z
M i
d !
s ura
ce n
Potere di Controllo DIRETTO
• Nei cfr. della Commissione
– Costituzione/censura (M di 2/3 voti espressi e M membri che
compongono PE)
– Relazione generale sull’attività dell’Unione europea (ex post ma
possibile premessa per censura)
– Relazioni varie (citt, ricerca e sviluppo, coesione ec soc)
– interrogazioni
• Consiglio
– Discussione sul programma della Presidenza
– Interrogazioni/raccomandazioni
– In ambito PESC il PE è consultato regorarmente da ARAESC,
possibili interrog, dibattito 2 volte anno su progressi
• Consiglio europeo
– Relazione dopo ogni riunione
– Relazione annuale
– Può essere invitato presid PE per essere ascoltato
• Ricorso alla CdG 122
Potere di controllo indiretto:
Il Mediatore europeo
Emily O’Reilly
Il Mediatore europeo

• Eletto dal PE per un mandato quinquennale, a


maggioranza dei voti espressi su
proposta di almeno 40 deputati si
occupa dei reclami riguardanti i casi di cattiva
amministrazione da parte delle istituzioni UE
Ad esempio: ingiustizie, discriminazioni, abusi
di potere, ritardi ingiustificati, mancate
risposte o procedure non conformi

• Tutti in UE possono presentare un reclamo


Potere di controllo indiretto
• MEDIATORE
L'ufficio del Mediatore riceve le denunce di cattiva amministrazione
dell’UE – denunce presentate entro due annidalla data in cui si è
avuta conoscenza del problema. Occorre assicurarsi di indicare
chiaramente la propria identità, l'istituzione o organo di cui ci si
lamenta e il motivo. Su richiesta, la denuncia resta anonima. 
ricevuta la denuncia il M. avvia le indagini, ma può farlo anche su
propria iniziativa. È un organo imparziale, e pertanto non prende ordini
da nessun governo o organizzazione di altro tipo. Presenta una
relazione annuale sulle sue attività al Parlamento europeo.
Il Mediatore può risolvere un determinato problema anche solo
informandone l'istituzione interessata che entro 3 mesi dovrà
pronunciarsi . Qualora non bastasse, si cerca in tutti i modi di pervenire
a una soluzione amichevole che corregga la situazione. In caso di
esito negativo, il Mediatore può formulare delle raccomandazioni
all'istituzione interessata. Se non vengono accolte, può inviare una
relazione speciale al Parlamento europeo affinché prenda le misure
opportune.
Diritto di petizione
• Aventi diritto
Il diritto di petizione è accessibile a tutti i cittadini dell'Unione e a ogni persona
fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro,
individualmente o in associazione con altri.
• Campo di applicazione
Per essere ricevibili, le petizioni devono riguardare materie che rientrano nel
campo di attività dell'Unione europea e che concernono direttamente i loro
autori: quest'ultima condizione è applicata in senso molto esteso.
• Procedura
raccolte informazioni sufficienti, la petizione viene iscritta all'ordine del giorno di
una riunione della commissione per le petizioni, alla quale sono invitati il
firmatario, la Commissione e i rappresentanti degli Stati membri. Nel corso
della riunione, il firmatario presenta la sua petizione, la Commissione prende
posizione oralmente e illustra la risposta scritta alle questioni sollevate nella
petizione e i rappresentanti degli Stati membri interessati possono intervenire
se lo desiderano. I membri della commissione per le petizioni hanno l'occasione
di porre delle domande al rappresentante della Commissione e al firmatario.
conclusione
L'esito delle petizioni varia a seconda della natura del caso:
• se la petizione riguarda un caso specifico che esige un
esame individuale, la commissione può mettersi in contatto con le
competenti autorità o intervenire tramite la rappresentanza
permanente dello Stato membro interessato per trovare una
soluzione.
• Se la petizione riguarda una questione di interesse
generale, ad esempio una violazione del diritto dell'Unione
constatata dalla Commissione, quest'ultima può avviare una
procedura d'infrazione, che può concludersi con una sentenza della
Corte di giustizia, alla quale il firmatario può fare riferimento.
• La petizione può dar luogo a un'iniziativa politica del
Parlamento o della Commissione.
• In ogni caso, il firmatario ottiene una risposta che illustra i risultati
dei passi intrapresi.
PE e Parlamenti Nazionali (PN)
• Ruolo rafforzato per PN con Lisbona
• Art. 12 TUE
PN partecipano e contribuiscono
attivamente al buon funzionamento
dell’UE partecipando alla cooperazione
interparlamentare tra PN e con il PE
PN e dialogo politico
• Coinvolgimento PRE-LEGISLATIVO
istituito da Barroso che ha voluto garantire
influenza PN sull’agenda setting power
della Comm
-tutti i draft di atti legislativi trasmessi dirett
PN
-ai PN trasmessa anche relazione legislativa
annuale
-ai PN tutte le minute delle riunioni Cons
-8 settimane prima di porre odg Cons atto
legislativo (suss e clausola felssibilità)
PN e controllo sussidiarietà
• Parere motivato entro 8 settimane dalla
proposta a PE, Cons e Comm per
chiedere per spiegare mancato rispetto pr
suss dell’atto
• Se pareri 1/3 dell’insieme dei voti PN il
progetto dev’essere riesaminato; se è
richiesto che atto sia adottato con
procedura legisl ordinaria richiesta ms voti
PN per riesaminare la proposta che può
essere mantenuta spiegandolo ma
decadrà se Cons al 55%% dei membri e
Non si può parlare di terza
camera legisaltiva
• Per farlo occorrerebbe che fosse richiesto
che PN si pronunciassero
affermativamente sul testo e lo
approvassero
• Così non c’è rappresentanza reale della
popolazione europea se si considera che
la maggior parte PN non ha inviato pareri
e che la maggior parte deriva da Italia e
portogallo
CORTE GIUSTIZIA
Art. 19 TUE e 251 ss TFUE
La Corte di giustizia – la tutela del diritto

28 giudici indipendenti, uno per ogni paese

• Norme sull’interpretazione del diritto UE


• Garantisce l’applicazione uniforme del diritto UE in tutti i
paesi
“Corte di giustizia dell’Unione
europea”
Il nuovo art. 9 F del TUE, come modificato a
Lisbona, ricomprende nella nuova
definizione generale ed unitaria :
la Corte di giustizia,
il Tribunale e
i Tribunali specializzati .
correggere una nomenclatura inesatta rispetto
all’effettiva attività svolta dagli organismi in
questione
1) la definizione di “Tribunale di primo grado” è apparsa
inappropriata, considerata la intervenuta possibilità da parte di
questa giurisdizione di conoscere dei ricorsi avverso le sentenze
emanate dalle camere giurisdizionali (ad oggi il Tribunale della
Funzione Pubblica)
2) la trasformazione delle “camere giurisdizionali” in “Tribunali
specializzati” mira a chiarire ancora meglio come queste
“camere” non siano semplici “sezioni specializzate” al servizio del
Tribunale ma, se pure ancora “aggiunte” al Tribunale,
costituiscono vere e proprie giurisdizioni fornite di competenze
limitate a specifici settori. Il nuovo Trattato prevede, all’art. 225,
che l’istituzione di questi Tribunali sia il frutto di un’attività
legislativa di tipo “ordinario” (dunque a maggioranza qualificata in
sede di Consiglio, e con la fase della proposta affidata alla
Commissione o alla Corte di giustizia), con il conseguente
coinvolgimento del Parlamento europeo con le modalità oggi
definite “procedura di codecisione”.
Rationale della riforma del 2015
Da molti anni, il Tribunale si trova in una
situazione estremamente difficile legata al
costante aumento del contenzioso: il
numero delle cause proposte dinanzi a tale
organo giurisdizionale è aumentato da 398
nel 2000 a 912 nel 2014 e 1270 a fine 2015.
Quest’aumento esponenziale appare
strutturale e rischia peraltro di continuare.
a durata del trattamento delle cause
complesse dinanzi al Tribunale, come il
contenzioso economico, è diventata
particolarmente lunga. In tale contesto, va
ricordato che l’eccessiva durata di un
procedimento può comportare la violazione
del diritto di essere giudicati entro un
termine ragionevole, sancito all’articolo 47
della Carta dei diritti fondamentali, ed
espone l’Unione al rischio di essere
condannata nell’ambito di ricorsi per
risarcimento danni, le cui conseguenze
finanziarie dovrebbero essere assunte dal
bilancio dell’Unione.
 In un anno, infatti, sono già stati proposti
dinanzi al Tribunale cinque ricorsi per
risarcimento danni, nell’ambito dei quali
l’importo totale dei danni reclamati ammonta
a 26,8 milioni di euro.
La soluzione proposta dalla
Corte
Aumento del numero dei giudici del Tribunale rafforzando
così l’efficienza complessiva del sistema giudiziario
dell’Unione e ad apportare soluzioni strutturali e durature.

• Ad oggi quindi Corte di giustizia: 


un giudice per ciascun paese dell'UE, più 11 avvocati
generali
• Tribunale: 47 giudici. Nel 2019 aumenteranno a 56 (
2 giudici per ciascun paese dell’UE).
nomina dei giudici (della Corte e del
Tribunale) e degli avvocati generali
Designati per 6 anni dai governi SM tra personalità che offrano tutte le
garanzie di indipendenza e che soddisfino le condizioni richieste per
l’esercizio, nei rispettivi paesi, delle più alte funzioni giurisdizionali,
ovvero che siano giureconsulti di notoria competenza.
art. 224 bis TFUE prevede l’istituzione di un Comitato [composto da 7
personalità scelte tra ex membri della Corte di giustizia e del Tribunale,
membri dei massimi organi giurisdizionali nazionali e giuristi di notoria
competenza, uno dei quali è proposto dal PE. Il Consiglio adotta una
decisione che stabilisce le regole di funzionamento di detto Comitato e
una decisione che ne designa i membri] avente il compito di fornire un
parere sull’adeguatezza dei candidati (giudici e AG) al ruolo in questione,
prima della loro nomina da parte dei governi degli Stati membri, ma
successivamente alle designazioni governative, le quali sole saranno
sottoposte al giudizio del Comitato
Avvocato Generale: UN
ISTITUTO PARTICOLARE
Ugualmente MEMBRI della Corte e con uno status
identico a quello dei giudici, le loro opinioni non
costituiscono pareri di un’Autorità estranea alla
Corte destinati ai giudici o alle parti, ma l’opinione
di un membro dell’Istituzione motivata ed espressa
pubblicamente. Per questo motivo anche se AG non
partecipa alla fase DELIBERATIVA della sentenza
concorrono ugualmente all’elaborazione della stessa
e allo svolgimento della funzione giudiziaria
Tribunale almeno 1 giudice per SM (numero fissato
Statuto). Le funzioni di AG sono svolte da un giudice
nelle sole ipotesi contemplate dal Reg di procedura
– Nel caso della Corte le conclusioni sono omissibili
se la causa non solleva nuove questioni
ORGANIGRAMMA:
presidenza e cancelleria
Il PRESIDENTE della Corte eletto tra soli
giudici dirige le attività e gli uffici
dell’istituzione e presiede le udienze e le
deliberazioni in camera di consiglio,
distribuisce le cause tra i giudici (3 o 5) e
spetta a lui decide sulle misure provvisoriee
di urgenza previste nei Trattati
Il CANCELLIERE nominato per 6 anni dirige
la cancelleria e cura la gestione amm.va e
finanziaria della Corte
Chi decide come deve riunirsi la
Corte ?
La Corte stessa su proposta del giudice
relatore e dell’AG in occasione della riunione
amm.va che con cadenza settimanale
riunisce tutti i membri dell’istituzione ,
occasione in cui sarà altresì deciso se
richiedere le conclusioni AG, concedere
un’udienza alle parti che l’abbiano richiesta,
decide se la corte può deliberare con
ordinanza motivata etc.
Cosa fa la CGUE?
• interpretare del diritto (pronunce pregiudiziali)
• assicurare il rispetto della legge (procedure
d'infrazione) - questo tipo di misure viene adottato nei
confronti di un governo nazionale che non rispetti il diritto
dell'UE.
• annullare atti giuridici dell'UE (ricorsi per
annullamento)
• assicurare l'intervento dell'UE (ricorsi per omissione)
• sanzionare le istituzioni dell'UE (azioni di risarcimento
del danno) - qualsiasi cittadino o impresa i cui interessi
siano stati lesi da un'azione o omissione dell'UE o del
suo personale può citarli davanti alla Corte.
RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE:
le competenze del TRIBUNALE
Il Tribunale di primo grado è competente a conoscere:
 dei ricorsi proposti dalle persone fisiche o giuridiche vs. gli atti delle
istituzioni comunitarie (di cui sono destinatarie o che le riguardano
direttamente e individualmente) o vs. un’astensione dal
pronunciarsi di dette istituzioni.
 dei ricorsi proposti dagli Stati membri vs. la Commissione;il
Consiglio europeo e la BCE
 dei ricorsi proposti dagli Stati membri vs. il Consiglio riguardanti gli
atti adottati nell’ambito degli aiuti di Stato, le misure di difesa
commerciale e gli atti mediante i quali il Consiglio esercita
competenze d’esecuzione;
 dei ricorsi diretti a ottenere il risarcimento dei danni per illecito
istituzioni UE;
 delle impugnazioni, limitate alle questioni di diritto, contro le
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decisioni del Tribunale della funzione pubblica.
RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE:
le competenze della CORTE DI
GIUSTIZIA
La competenza della Corte di giustizia è residuale. In particolare la Corte e’
competente a conoscere:

 dei rinvii pregiudiziali


 delle procedure di infrazione
 Judicial review di istituz UE da parte di altre istituzioni
UE e judicial review PE e CONS da parte SM
 delle impugnazioni vs. le decisioni emanate dal
Tribunale di primo grado
 Opinione su concl acc intli
 Appello su sentenze tribunale per punti di diritto
Limiti alla giurisdizione della
CORTE
L’esercizio del suo potere d’esame viene esteso
da Lisbona all'insieme dello spazio di libertà,
sicurezza e giustizia (incluso un regime transitorio
per quanto riguarda la cooperazione tra forze di
polizia e giudiziaria in materia penale) MA
nella cooperazione penale la Corte non è
competente a giudicare circa la validità o
proporzionalità
-delle operazioni condotte dalle forze di polizia
-Dell’esercizio di responsabilità incombenti su SM
circa il mantenimento della sicurezza interna
Limiti alla giurisdizione
della Corte (2)
Permane invece la tradizionale esclusione della
sua giurisdizione nella PESC(art. 240 bis TFUE)
» con l’eccezione dei ricorsi di annullamento
riguardanti il controllo della legittimità delle
decisioni che prevedono misure restrittive nei
confronti di persone fisiche o giuridiche adottate
dal Consiglio in base al Titolo V, Capo 2, TUE.
• nel caso di decisione di espulsione di uno
SM per violazione grave e persistente
diritti umani la Corte può conoscere della
procedura ma non del merito circa
l’espulsione
Le fasi facoltative del procedimento sono menzionate tra parentesi ( ). 
I caratteri in grassetto indicano documenti disponibili al pubblico.
Il procedimento dinanzi alla Corte di giustizia

Ricorsi diretti e impugnazioni   Rinvii pregiudiziali

Fase scritta

Ricorso [Domanda di gratuito patrocinio] Decisione di rinvio del giudice nazionale


Notifica del ricorso al convenuto a cura della Designazione del giudice relatore e dell'avvocato Traduzione nelle altre lingue ufficiali dell'Unione
cancelleria generale europea
Pubblicazione del ricorso nella Gazzetta Pubblicazione delle questioni pregiudiziali
ufficiale dell'Unione europea(serie C) nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
[Provvedimenti provvisori] europea (serie C)
[Intervento] Notifica alle parti in causa, agli Stati membri, alle
Controricorso/comparsa di risposta istituzioni dell'Unione, agli Stati del SEE e
[Eccezione d'irricevibilità] all'autorità di vigilanza EFTA
[Replica e controreplica] Osservazioni scritte delle parti, degli Stati e delle
istituzioni

Il giudice relatore prepara la relazione preliminare


Riunione generale dei giudici e degli avvocati generali
Rinvio della causa a un collegio giudicante
[Mezzi istruttori]

Fase orale 

[Conclusioni dell'avvocato generale]
Deliberazione dei giudici
Sentenza