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LE COMPETENZE

Cosa fa oggi l'Unione europea?


L'UE cerca di migliorare la vita di tutti.
Vediamo alcuni esempi.

Moneta
In passato ogni paese in Europa
aveva la propria moneta. Oggi molti
paesi dell'UE usano una moneta
unica: l'euro.

Libertà per i giovani


:
L'UE sostiene i giovani che
desiderano studiare o formarsi in un
altro paese europeo. (Erasmus+)

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Cosa fa oggi l'Unione europea?
Libertà per i lavoratori
I cittadini dell'UE possono vivere e
lavorare in qualsiasi paese
dell'Unione a loro scelta.

Azione per il clima


Nell'ambito dei negoziati sui
Vuoi diventare chef?
Perché non lavorare in un altro paese dell'UE cambiamenti climatici l'Unione
per scoprire i suoi segreti gastronomici. europea parla con una voce sola.
3
Cosa fa oggi l'Unione europea?
Aiuto alle regioni più povere
Alcune zone dell'Europa necessitano di
denaro per costruire nuove strade e ferrovie;
in altri luoghi molte persone sono in cerca di
lavoro. L'UE offre finanziamenti per progetti
specifici che rispondono a tali esigenze.

Aiuto ai paesi confinanti


L'UE aiuta altri paesi a migliorare le
loro scuole, i loro ospedali e la
protezione sociale. Lida e Alina, della
Moldova, hanno beneficiato di questi
Impianto di trattamento delle acque reflue in aiuti.
Croazia, finanziato con il sostegno dei fondi UE
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Cosa fa oggi l'Unione europea?
L'UE oggi fa anche molte altre cose:

e molto altro Ancora!

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L'UE lavora persino nello spazio

grazie a satelliti
che aiutano le
auto a circolare in
modo più
intelligente e
rendono più sicuri
i viaggi aerei.
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PR ATTRIBUZIONE
UE agisce soltanto nei limiti delle competenze e
degli obiettivi che le sono espressamente
conferite dai trattati. UE non essendo un
soggetto originario di diritto internazionale ma
un soggetto derivato, dispone solo di quei poteri
che gli Stati membri hanno deciso di conferirle.
A conferma di ciò è previsto l’obbligo di
motivazione per l’adozione di tutti gli atti
derivati ad efficacia vincolante, rendendo in
questo modo necessaria l’indicazione di una
base giuridica su cui la Comunità trae la sua
competenza a deliberare su quel dato
argomento
Sono di tipo MATERIALE definite cioè in rapporto
al settore ovvero FUNZIONALI cioè definite con
riferimento ad un determinato obiettivo:
obiettivi orientano l’azione dell’Unione nel
quadro di competenze altrimenti attribuite : Tr
CE prevedeva art.2 individuazione finalità
dell’UE e 3 strumenti per la loro realizzazione:
mercato comune ; UEM attuazione azioni
comuni e politiche comuni di cui agli artt. 3 e 4
Con Lisbona si passa ad un approccio
interamente materiale : catalogo esemplificativo
di competenze (QUALIFICAZIONE) sia pure alcuni
settori presenti nell’una o nell’altra categoria
siano definiti in rapporto ad un obiettivo
(mercato interno) ovvero alla dimenzione
transfrontaliera (salute)
Poteri UE : la loro INTENSITà-influsso sull’individuazione del
sistema di classificazione proposto con Lisbona

• L’intensità dei poteri affidati all’UE permette di


individuare a contrario il grado di competenza
RESIDUALE degli SM
-azioni di armonizzazione
-armonizzazione minima
-promozione della cooperazione
-sostegno o complemento dell’azione statale
finanziamento
Le categorie di competenze dell’Unione nel
Trattato di Lisbona

• competenze
Artt. “esclusive”,
3-4-6 • “concorrenti”,
Trattato sul • “di sostegno”
funzionamento
dell’UE
nozione di competenze esclusive dell’Unione

Quando i trattati attribuiscono all'Unione una


competenza esclusiva in un determinato settore,
solo l'Unione può legiferare e adottare atti
giuridicamente vincolanti.
Le competenze esclusive – il catalogo dell’art. 3 TFUE: le competenze
esclusive PER NATURA (anche prima erano i Trattati ad individuarle
come tali)…

• unione doganale;
• definizione delle regole di concorrenza
necessarie al funzionamento del mercato interno;
• politica monetaria per gli Stati membri la cui
moneta è l'euro;
• conservazione delle risorse biologiche del mare
nel quadro della politica comune della pesca;
• politica commerciale comune: è stata la CG a
individuarla nel parere 1/75
.. e le comp. esclusive per ESERCIZIO
Dall’esercizio completo di un titolo di
competenza concorrente che sia stato fatto
dall’UE ne deriva l’esclusione di un
corrispondente diritto di esercio da parte dei
governi e parlamenti nazionali
Margine di azione statale
Gli Stati membri possono esercitare un titolo di competenza
esclusiva dell’UE autonomamente solo se
a)autorizzati dall'Unione – in questo modo la titolarità esclusiva
della competenza in capo all’UE non viene meno: l’UE esercita
primariamente quella competenza attraverso un atto di
DELEGA in cui sono specificate le modalità e procedure che
SM dovranno seguire nell’esercizio della competenza (sent.
DONKERWOLKE 41/76)
b)oppure per dare attuazione agli atti dell'Unione: SM diventano
GESTORI dell’interesse comune all’interno di un processo di
collaborazione con la Commissione (COMM c. REGNO UNITO
804/79).
Nozione di competenze concorrenti
(art. 2 TFUE)

l'UE e gli SM possono entrambi legiferare e adottare atti


giuridicamente vincolanti:
• SM nella misura in cui l'UE non ha esercitato la
propria,
oppure
• nella misura in cui l'UE ha deciso di cessare di
esercitare la propria (riappropriazione)
L’individuazione dei settori di competenza
concorrente – art. 4 TFUE
• Natura residuale delle competenze
concorrenti: tutte quelle non indicate come
competenze esclusive o come competenze di
sostegno e coordinamento

• Restano ferme le peculiarità della materia economica


e occupazionale e della PESC-PESD (v. oltre)
Competenze concorrenti in senso ampio
Nei settori della ricerca, dello sviluppo
tecnologico e dello spazio

l'Unione ha competenza per condurre azioni, in


particolare la definizione e l'attuazione di
programmi,

senza che l'esercizio di tale competenza possa


avere per effetto di impedire agli Stati membri di
esercitare la loro.
Segue
Nei settori della cooperazione allo sviluppo e
dell'aiuto umanitario

l'Unione ha competenza per condurre azioni e


una politica comune,

senza che l'esercizio di tale competenza possa


avere per effetto di impedire agli Stati membri di
esercitare la loro.
Le competenze di sostegno

• l’UE può solamente sostenere, coordinare o


completare l’azione degli Stati membri. L’Unione non
dispone dunque di potere legislativo in questi settori
e non può interferire nell’esercizio delle competenze
riservate agli Stati membri.
• Gli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione
adottati in base a disposizioni dei trattati relative
a tali settori non possono comportare
un'armonizzazione delle disposizioni legislative e
regolamentari degli Stati membri.
LE COMPETENZE PARTICOLARI
1) coordinamento delle politiche economiche e
occupazionali (articolo 5 TFUE):
l’UE dispone di una competenza per assicurare
le modalità di tale coordinamento. Deve altresì
definire gli orientamenti rivolti agli Stati membri;
Le competenze particolari (2)
2) la PESC (articolo 24 del trattato sull’UE): l’UE dispone di una
competenza relativa a tutti i settori collegati alla PESC. Definisce
e attua detta politica anche per il tramite del presidente del
Consiglio europeo e dell’ alto rappresentante dell’Unione per gli
affari esteri e la politca di sicurezza, i cui rispettivi ruoli e status
sono riconosciuti dal trattato di Lisbona. Ciò nonostante l’UE non
può in nessun caso adottare atti legislativi in questo settore.
Inoltre la Corte europea di giustizia non ha la competenza per
deliberare in questo settore;
Le competenze particolari (3)
3) la clausola di flessibilità (articolo 352 del TFUE): questa
clausola permette all’UE di andare al di là del potere d’azione che
le è attribuito dai trattati, se necessario per raggiungere
l’obiettivo prefissato. Tale clausola è regolata da una procedura
rigida e da talune restrizioni relative alla sua applicazione (=il
Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della
Commissione [richiama l'attenzione dei parlamenti nazionali sulle
proposte fondate sulla clausola] e previa approvazione del
Parlamento europeo, adotta le disposizioni appropriate).
realizzando una dilatazione delle competenze l’uso della clausola di
flessibilità non è illimitato: vi si può fare ricorso solo

• quando il trattato non abbia previsto effettivamente


nulla in materia
• quando, pur essendo presente nel trattato una
disposizione ad hoc, questa non è più applicabile (ad
esempio perché era valida solo per un periodo
transitorio) oppure non è sufficiente a garantire il
risultato voluto
• quando, pur essendo previste specifiche disposizioni
nel trattato, queste non sono reputate sufficienti per
tutte le azioni che si intende intraprendere; in questo
caso il ricorso alla clausola di flessibilità risulta
complementare ed integrativo
inoltre
• Esse non possono comportare
un'armonizzazione delle disposizioni
legislative e regolamentari degli Stati
membri nei casi in cui i trattati la escludono.
• L’art. non può servire di base per il
conseguimento di obiettivi riguardanti la
PESC
• Attirata attenzione PN se usata come base
giuridica

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I PRINCIPI REGOLATORI L’ESERCIZIO DELLE
COMPETENZE: il principio di sussidiarietà

“l’Unione, nei settori che non sono di sua


esclusiva competenza, interviene soltanto e nella
misura in cui gli obiettivi dell’azione prevista non
possono essere sufficientemente raggiunti dagli
stati membri, né a livello centrale né a livello
regionale e locale, ma possono, a motivo della
portata e degli effetti dell’azione in questione,
essere meglio raggiunti a livello di Unione”.
2 test: necessità e efficacia
E il principio di PROPORZIONALITà
“il contenuto e la forma dell’azione dell’Unione non vanno al di
là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi
dei Trattati.”
•art.5 del TUE nel quale si prevede che l’invio delle proposte
della Commissione deve essere valutato anche sulla base di
tale principio. Ne consegue che l’impatto della legislazione che
si propone deve essere verificato anche rispetto agli oneri
finanziari ed amministrativi sopportati da enti locali, operatori
e cittadini. Il principio di proporzionalità è infatti il parametro
ultimo in base al quale valutare l’idoneità della
regolamentazione proposta esaminandone non solo la sua
idoneità ma anche la sua adeguatezza in termini di costi
benefici.
IL LEGISLATORE e la sussidiarietà
• COMM
Ampie consultazioni
Giustificazione specifica nella motivazione
dell’atto ---all’esame di CONS e PE che se
rilevano violazioni possono chiedere RIESAME
della proposta
RAPPORTO annuale a CONS e PE
IL RUOLO DEI PN
I parlamenti nazionali devono essere informati rispetto:
a)  agli atti delle istituzioni comunitarie
b)  alle domande di adesione dei nuovi stati membri;
c)  alla partecipazione alla valutazione delle politiche europee
in materia di Spazio di libertà, sicurezza e giustizia;
d)  alla partecipazione alla cooperazione interparlamentare tra
Parlamenti nazionali e Parlamento Europeo;
e)  alla vigilanza sul rispetto del principio di sussidiarietà
secondo la procedure previste dal Protocollo sull’applicazione
dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
Il meccanismo di verifica del rispetto del
principio di sussidiarietà (art. 3 del Protocollo )

1)  La Commissione invia la sua proposta legislativa al


parlamenti nazionali che hanno 8 settimane di tempo per
esaminarla ed al termine esprimere un parere motivato
rispetto alla conformità dell’atto al principio di
sussidiarietà.
2)  Ciascun Parlamento a tal proposito dispone di 1 o 2
voti a seconda della sua composizione bicamerale od
unicamerale.
3)  Nel caso in cui la proposta della Commissione non sia
ritenuta conforme al principio di sussidiarietà secondo un
numero di parlamenti nazionali pari alla maggioranza
semplice dei voti attribuiti agli stessi …
…la Commissione può decidere di:

Ritirare la proposta
i. in tal caso la procedura di chiude
Modificare la proposta
i. in tal caso l’atto dovrebbe essere oggetto di un ulteriore
discussione da parte dei Parlamenti nazionali
Mantenere la proposta
–i. in tal caso la Commissione dovrà redigere un parere
motivato per cui ritiene che il progetto legislativo sia
conforme al principio di sussidiarietà E inviarlo al legislatore
dell’Unione affinché ne tenga conto durante l’iter legislativo

…, il legislatore (Consiglio e Parlamento)
prima della conclusione della prima lettura della
procedura ordinaria deve esaminare la compatibilità della
proposta rispetto al principio di sussidiarietà tenendo
conto in particolare dei pareri motivati della
Commissione e dei parlamenti nazionali.
Se la maggioranza del 55% dei membri del Consiglio o la
maggioranza dei voti espressi in sede di Parlamento
Europeo, ritiene che la proposta legislativa non sia
conforme al principio di sussidiarietà l’atto non forma
oggetto di ulteriore esame.
Restituzione delle competenze agli Stati membri

Procedura di revisione ordinaria dei trattati


•Art. 48, par. 2, TUE: “Il governo di qualsiasi
Stato membro, il Parlamento europeo o la
Commissione possono sottoporre al Consiglio
progetti intesi a modificare i trattati. Tali progetti
possono, tra l'altro, essere intesi ad accrescere o
a ridurre le competenze attribuite all'Unione nei
trattati”.
RELAZIONI ESTERNE
DELL’UE
Obiettivi dell’azione esterna
a) salvaguardare i valori dell’UE, i suoi interessi fondamentali, la sua sicurezza, la sua
indipendenza e la sua integrità;
b) consolidare e sostenere la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti dell'uomo e i principi del
diritto internazionale;
c) preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale,
conformemente agli obiettivi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite, nonché ai principi
dell'Atto finale di Helsinki e agli obiettivi della Carta di Parigi, compresi quelli relativi alle
frontiere esterne;
d) favorire lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo sul piano economico, sociale e
ambientale, con l'obiettivo primo di eliminare la povertà;
e) incoraggiare l'integrazione di tutti i paesi nell'economia mondiale, anche attraverso la
progressiva abolizione delle restrizioni agli scambi internazionali;
f) contribuire all'elaborazione di misure internazionali volte a preservare e migliorare la qualità
dell'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali mondiali, al fine di assicurare lo
sviluppo sostenibile;
g) aiutare le popolazioni, i paesi e le regioni colpiti da calamità naturali o provocate dall'uomo;
h) promuovere un sistema internazionale basato su una cooperazione multilaterale rafforzata e
il buon governo mondiale
Principi fondanti l’azione esterna UE
L'azione dell'UE sulla scena internazionale si fonda sui
seguenti principi:
• democrazia,
• Stato di diritto,
• universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle
libertà fondamentali,
• rispetto della dignità umana,
• principi di uguaglianza e di solidarietà e
• rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del
diritto internazionale
Ambiti principali dell’azione esterna
• Politica commerciale comune
• Cooperazione allo sviluppo
• Cooperazione economica, finanziaria e tecnica con
paesi terzi
• Aiuto umanitario
• Associazioni con paesi terzi o organizzazioni
internazionali
• Relazioni con le organizzazioni internazionali
• PESC (rinvio)
Principio di coerenza
Art. 21, par. 3, al. 2, TUE
“L'Unione assicura la coerenza tra i vari settori
dell'azione esterna e tra questi e le altre
politiche. Il Consiglio e la Commissione, assistiti
dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari
esteri e la politica di sicurezza, garantiscono tale
coerenza e cooperano a questo fine”.
Istituti giuridici rilevanti
1. politici
2-3 giuridici

2. UE destinataria di 3. Conclusione di
1. Rappresentanza
norme Accordi
esterna UE
consuetudinarie internazionali
• Chi ?Alto • Criteri ermeneutici • Da parte dell’UE
Rapp/cons • Parametro di • Misti
eur/comm legittimità • Da parte SM
• Attraverso quali • EFFETTI
strumenti? Diritto
di legazione attiva
e passiva
(delegazioni e
SEAE) e relazioni
con altre OI
1. La rappresentanza esterna dell’UE: chi?

Art. 15 TUE “Il presidente del Consiglio europeo assicura, al suo livello e in tale veste, la
rappresentanza esterna dell'Unione per le materie relative alla PESC, fatte salve le
attribuzioni dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.”
Art. 17, par. 1, TUE
la Commissione “Assicura la rappresentanza esterna dell'Unione, fatta eccezione per la
politica estera e di sicurezza comune e per gli altri casi previsti dai trattati.”

Art. 27, par. 2, TUE


“L'alto rappresentante rappresenta l'Unione per le materie che rientrano nella politica
estera e di sicurezza comune. Conduce, a nome dell'Unione, il dialogo politico con i terzi ed
esprime la posizione dell'Unione nelle organizzazioni internazionali e in seno alle conferenze
internazionali.”
N.B. L’alto rappresentante è vicepresidente, di diritto, della Commissione con delega per le
relazioni esterne.
Strumenti di rappresentanza: Diritto di
legazione attiva
Art. 221 TFUE
1. Le delegazioni dell'Unione nei paesi terzi e
presso le organizzazioni internazionali assicurano
la rappresentanza dell'Unione.
2. Le delegazioni dell'Unione sono poste sotto
l'autorità dell'alto rappresentante dell'Unione per
gli affari esteri e la politica di sicurezza. Esse
agiscono in stretta cooperazione con le missioni
diplomatiche e consolari degli Stati membri.
Art. 27, par. 3, TUE
“Nell'esecuzione delle sue funzioni, l'alto rappresentante si avvale
di un servizio europeo per l'azione esterna. Il servizio lavora in
collaborazione con i servizi diplomatici degli Stati membri ed è
composto da funzionari dei servizi competenti del segretariato
generale del Consiglio e della Commissione e da personale
distaccato dai servizi diplomatici nazionali. L'organizzazione e il
funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna sono
fissati da una decisione del Consiglio. Il Consiglio delibera su
proposta dell'alto rappresentante, previa consultazione del
Parlamento europeo e previa approvazione della Commissione.
Decisione del Consiglio del 26 luglio 2010 che fissa l’organizzazione e il
funzionamento del servizio europeo per l’azione esterna (art. 5)

• La decisione di aprire o chiudere una delegazione è adottata dall’alto


rappresentante di concerto con il Consiglio e la Commissione.
• Ciascuna delegazione dell’Unione è posta sotto l’autorità di un
capodelegazione. Il capodelegazione risponde all’alto rappresentante
della gestione complessiva dei lavori della delegazione e del
coordinamento di tutte le azioni dell’Unione.
• Il capodelegazione riceve istruzioni dall’alto rappresentante e dal
SEAE ed è responsabile della loro esecuzione.
• Nei settori in cui esercita i poteri conferitile dai trattati, la
Commissione può anche, conformemente all’art. 221, par. 2, TFUE,
impartire istruzioni alle delegazioni, cui è data esecuzione sotto la
responsabilità generale del capodelegazione.
segue
• Le delegazioni dell’Unione hanno la capacità di rispondere alle
esigenze di altre istituzioni dell’Unione, in particolare il
Parlamento europeo, nei loro contatti con le organizzazioni
internazionali o i paesi terzi presso cui le delegazioni sono
accreditate.
• L’alto rappresentante conclude gli accordi necessari con il paese
ospitante, l’organizzazione internazionale o il paese terzo
interessato. In particolare, l’alto rappresentante adotta le misure
necessarie per assicurare che gli Stati ospitanti accordino alle
delegazioni dell’Unione, al loro personale e ai relativi beni,
privilegi e immunità equivalenti a quelli di cui alla convenzione di
Vienna sulle relazioni diplomatiche del 18 aprile 1961.
… e di legazione passiva
• Art. 17 Protocollo (n. 7) sui privilegi e le
immunità dell’UE
“Lo Stato membro, sul cui territorio è situata la
sede dell’Unione, riconosce le missioni dei paesi
terzi accreditate presso l’Unione e le immunità e
i privilegi diplomatici d’uso”.
Ancora, la relazione con altre O.I.
Base giuridica per la piena membership ad una
O.I.:
Articoli 216 e 218 TFUE

Base giuridica per cooperazioni e collegamenti


con O. I.:
Art. 220 TFUE
• O.I. alle quali l’UE partecipa come membro a pieno titolo,
accanto agli Stati membri:
OMC
Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo
Organizzazione mondiale dell’agricoltura (FAO)
Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato

• Altre O.I. alle quali l’UE partecipa come membro a pieno


titolo, senza la partecipazione di Stati membri:
• diverse organizzazioni regionali in materia di pesca
Nel caso dell’ONU:
• Participation of the European Union in the work of the United Nations, UN
Doc. A/RES/65/276, 10 May 2011

⇒ L’UE ha lo status di osservatore all’Assemblea generale Art. 34, par. 2, TUE


• “(...) Gli Stati membri che sono anche membri del Consiglio di sicurezza delle
Nazioni Unite si concerteranno e terranno pienamente informati gli altri Stati
membri e l'alto rappresentante. Gli Stati membri che sono membri del
Consiglio di sicurezza difenderanno, nell'esercizio delle loro funzioni, le
posizioni e l'interesse dell'Unione, fatte salve le responsabilità che loro
incombono in forza delle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite.
• Allorché l'Unione ha definito una posizione su un tema all'ordine del giorno
del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati membri che vi
partecipano chiedono che l'alto rappresentante sia invitato a presentare la
posizione dell'Unione”.
2. L’UE come destinataria di norme
consuetudinarie
Come risulta dall’art. 3, par. 5, TUE, l’Unione
contribuisce alla rigorosa osservanza e allo
sviluppo del diritto internazionale. Di
conseguenza, quando adotta un atto, l’Unione è
tenuta a rispettare il diritto internazionale nella
sua globalità, ivi compreso il diritto
internazionale consuetudinario
funzioni
• Criteri ermeneutici
ES. secondo la CGUE la disposizione di un
regolamento del consiglio in materia di pesca va
interpretata, e la sua sfera di applicazione
circoscritta ALLA LUCE DeLLE NORME
PERTINENTI DEL DIRITTO MARITTIMO INT.LE
(sent. Poulsen 1992)
• Parametro di legittimità (segue)
Parametro di legittimità
I principi di diritto internazionale consuetudinario possono essere invocati da
un singolo (NON invece dagli SM nei loro rapporti reciproci) quando ai fini
dell’esame (da parte della Corte) della validità di un atto dell’Unione se e in
quanto, da un lato, essi siano idonei a mettere in discussione la competenza
dell’Unione ad adottare tale atto e, dall’altro, l’atto in questione possa incidere
su diritti attribuiti al singolo dal diritto dell’Unione oppure far sorgere in capo a
tale singolo obblighi correlati al diritto dell’Unione stesso

Tuttavia, poiché un principio di diritto internazionale consuetudinario non


presenta lo stesso grado di precisione di una disposizione di un accordo
internazionale, il controllo giurisdizionale deve necessariamente limitarsi a
stabilire se, nell’adottare l’atto in questione, le istituzioni dell’Unione abbiano
commesso manifesti errori di valutazione riguardo ai presupposti di
applicazione dei principi di cui trattasi
Esempi: Caso Van DUYN
Cittadina olandese cui viene impedito ingresso nel Regno
unito per motivi di ordine pubblico a causa della sua
appartenenza alla Chiesa di Scientologia. Veniva opposto
che l’appartenza a detto movimento religioso non era
vietata per i cittadini britannici e che pertanto opporre un
siffatto divieto ad un cittadino di altro SM costituiva una
discriminazione sulla base delle nazionalità. La Corte
respinge l’obiezione proprio specificando che ‘un principio
di diritto internazionale che il trattato non ha reso
inoperante impedisce agli Stati di negare ai propri cittadini
l’ingresso e il soggiorno sul proprio territorio’
Caso UNGHERIA C SLOVACCHIA (2012)
CGUE ammette la compatibilità con le norme dei TR sulla
libertà di circolazione e soggiorno del divieto di ingresso sul
proprio territorio stabilito dalla Slovacchia a carico di un
cittadino ungherese che riveste la carica di presidente di
tale SM. Tale restrizione risponde alla necessità di
approntare adeguate misure di protezione della persona
che esercita la funzione di presidente di uno Stato gravante
per effetto del diritto internazionale generale sulle autorità
dello stato ospitante. Tale specificità dei capi di Stato
cittadini di SM richiede un’interpretazione differenziata nei
loro cfr dell’art. 21 TFUE
3. La conclusione di ACCORDI
INTERNAZIONALI

Conclusi dagli STATI MEMBRI


a) Posteriormente rispetto alla loro partecipazione
al Trattato UE
b) Anteriormente alla loro partecipazione al
Trattato UE tra loto o con altri Stati terzi

Conclusi dall’UE con STATI TERZI o altre


ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Conclusi dall’UE+STATI MEMBRI= c.d. ACCORDI


MISTI
Art. 216, par. 1, TFUE

• “L'Unione può concludere un accordo con uno


o più paesi terzi o organizzazioni internazionali
qualora i trattati lo prevedano o qualora la
conclusione di un accordo sia necessaria per
realizzare, nell'ambito delle politiche
dell'Unione, uno degli obiettivi fissati dai
trattati, o sia prevista in un atto giuridico
vincolante dell'Unione, oppure possa incidere
su norme comuni o alterarne la portata”.
Seconda parte della norma parla del PARALLELISMO
DELLE COMPETENZE: CAUSA AETS (1971)

In cui la corte affermò la competenza della comunità a concludere accordi internazionali in materia di
trasporti. Ma l’art. 228 del trattato sulla comunità economica europea, che disciplinava il procedimento di
conclusione degli accordi da parte della comunità, esordiva dichiarando che tale procedimento si
applicava quando le disposizioni del presente trattato prevedano la conclusione di accordi tra la comunità
e uno o più stati ovvero una organizzazione internazionale → sembrava cioè che la comunità potesse
concludere accordi internazionali sono nei casi espressamente previsti da specifiche norme del trattato.

Diversamente la corte:

• dedusse una competenza a stipulare della comunità dall’art. 210 che stabiliva che la comunità ha
personalità giuridica e che quindi può stabilite dei rapporti contrattuali con gli stati terzi per l’intera
gamma degli scopi enunciati nella parte prima del trattato.
• Affermò che la competenza a stipulare può desumersi anche da atti adottati.
• Osservò che l’art. 3 del trattato sulla CEE menzionava espressamente l’instaurazione di una politica
comune nel settore dei trasporti e che l’art. 75 n.1 attribuiva al consiglio l’adozione di norme comuni
nell’ambito di una politica comune dei trasporti. Considerando che tale norma riguarda i trasporti
internazionali in partenza dal territorio di uno stato membro o a destinazione di questo o in transito su
più stati membri, essa concluse che riguarda pure i trasporti provenienti da o destinati a stati terzi.
A c c o rd i c o n c l u s i d a l l ’ U E
Nei casi in cui la competenza a concluderli è espressamente prevista nei Trattati
(es accordi di associazione : art 217 TFUE e politica commerciale comune art. 207 TFUE- e si tratta di
competenza attribuita in modo ESCLUSIVO all’O.I.; Accordi internazionali fra UE e Stati terzi o
organizzazioni internazionali: artt. 216 e 220 TFEU; accordi in materia di competenza concorrente
come Art. 79, par. 3, TFUE - accordi di riammissione; Art. 209, par. 2, TFUE - accordi in materia di cooperazione allo sviluppo ; Art. 207, par.
5, TFUE - accordi in materia di trasporti ) ovvero in un atto giuridico vincolante dell’Unione (cfr Art. 216, par. 1 TFUE)

Nei casi di competenza esterna non sia espressamente prevista ma ricostrubile tramite teoria del
parallelismo delle competenze caso AETS: cioè per tutte le materie per le quali dispone di poteri ad
adottare atti sul piano interno: tutte le volte che la CE ha adottato disposizioni contenenti NORME
COMUNI (nel caso in oggetto REGOLAMenti, non sono invece ricomprese nella nozione le norme
che contengano solo prescrizioni minime) gli SM non hanno più il potere di contrarre né
individualmente né collettivamente con ST obbligazioni che incidano su dette norme

 Quando il titolo di competenza esterna è esercitabile ?(art. 21 TUE, art. 205 TFUE)

A)dopo che l’UE abbia esercitato il titolo di competenza sul piano interno

B)Se la stipula dell’accordo è il primo atto di esercizio della competenza deve dimostrarsi la
NECESSITà di tale azione sul piano esterno per la realizzazione di uno degli obiettivi statutari che non
possono essere rggiunti con l’adozione di norme autonome

 EFFETTI: possono essere diretti ma solo se norme chiare precise e incondizionate e tali da non
contentere numerose facoltà di deroghe (GATT no) e PARAMETRI DI LEGITTIMITà di norme UE di
diritto derivato
Procedure di conclusione
Procedura ordinaria:
Art. 218 TFUE: procedura ordinaria per la conclusione di accordi
internazionali

Procedure in deroga all’art. 218 TFUE:


• Art. 207, paragrafi 3-4, TFUE: procedura per la conclusione di accordi
commerciali
• Art. 219, par. 1, TFUE: procedura per la conclusione di accordi su un
sistema di tassi di cambio dell'euro nei confronti delle valute di Stati
terzi
• Art. 219, par. 3, TFUE: procedura per la conclusione di accordi in
materia di regime monetario o valutario
PROCEDURA ORDINARIA
RACCOMANDAZIONE DELLA
COMM AL CONSIGLIO IN VISTA
DELLA NEGOZIAZIONE DI UN
ACCORDO – se l’accordo
riguarda esclusivamente o
principalmente PESC
raccomandazione sarà dell’Alto
Rappresentante

CONSIGLIO AUTORIZZA AVVIO


DEI NEGOZIATI DEFINENDO LE
DIRETTIVE DI NEGOZIATO

DI SOLITO NEGOZIATO è
EFFETTUATO DALLA
COMMISSIONE, MENTRE
CONCLUSIONE E FIRMA
ACCORDO DA PARTE DEL
CONSIGLIO
PARERE PE TRANNE PER ACCORDI PESC E IN MATERIA DI POLITICA
COMMERCIALE. ESSO NON è VINCOLANTE E DEV’ESSERE DATO NEL TERMINE
CHE IL CONSIGLIO Può FISSARE IN FUNZIONE DELL’URGENZA, IN MANCANZA IL
CONS Può DELIBERARE

IL PARERE DEL PE è INVECE Più STRINGENTE NEL SENSO CHE VI DEV’ESSERE UNA SUA APPROVAZIONE SUL
TESTO DEGLI
- ACCORDI DI ASSOCIAZIONE
- ACCORDI CoN RIPERCUSSIONI FINANZIARIE
- ACCORDI CHE CREANO UN QUADRO ISTITUZIONALE SPECIFICO ORGANIZZANDO PROCEDURE DI COOP
- ACCORDI XHE RIGUARDANO SETTORI IN CUI SI APPLICA LA PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA
ADESIONE CEDU
POSSIBILE
POSSIBILE ISTITUZIONE
ISTITUZIONE
DI PROCEDIMENTO DI
VALUTAZIONE
COMPATIBILITà
COMPATIBILITà
ACCORDO
ACCORDO COICOI TRATTATI
TRATTATI
DAVANTI CGUE SU
RICHEISTA DI
COMM
COMM
PE
PE
CONS
SM
SM
Accordi MISTI conclusi da SM+ UE
- Inizialmente è una prassi che si impone per il rifiuto di taluni Stati Terzi di riconoscere la
competenza CE  successivamente la prassi si impone per concludere quegli accordi di
competenza concorrente che gli SM non intendessero affidare alla conclusione della sola UE,
OVVERO per i casi in cui l’oggetto dell’accordo rientri in parte nella comp. Esclusiva UE e in
parte in quella concorrente UE/SM

La CGUE considera che essi abbiano la stessa disciplina degli accordi conclusi senza la
partecipazione degli SM per quel che concerne le disposizioni che rientrano nella
competenza UE

Non appartengono in teoria all’ordinamento UE quelle disposizioni che hanno ad oggetto


materie rientranti nella competenza dei SOLI SM. Distinzione però difficile da tracciare
quando non indicato in un’apposita dichiarazione allegata all’accordo dalle parti stesse (es.
avvenuto con Montego Bay)
Ma Ai sensi giurispr DIOR la CGUE è competente ad interpretare TUTTE LE DISPOSIZ
dell’accordo senza distinguere tra quelle di competenza UE o SM
Esecuzione accordi misti in competenze
concorrenti
• Potrebbe essere compiuta sia da SM che UE salvo
che la ripartizione risulti da un accordo INTERNO
concluso dall’UE con SM che non ha rilievo cfr ST
– es. contributo per il finanziamnento dell’aiuto
allo sviluppo previsto da Convenzione Lomé III
con ACP (stati Africa, Caraibi e Pacifico)
• Se non c’è accordo interno la prassi evidenzia che
l’UE esegua l’accordo soltanto per la parte della
sua competenza esclusiva
Accordi conclusi dagli SM

 dopo l’adesione all’UE NON possono


prevalere sul diritto originario dell’UE  al di
fuori da ipotesi previste dai tr gli SM non sono
più competenti a concluderli nelle materie di
competenza esclusiva UE e nelle altre materie
possono concluderli purché non si pongano in
contrasto con fini UE e obblighi loro derivanti dai
Tr pena procedura di infrazione
Accordi conclusi dagli Stati PRIMA
dell’entrata in vigore del Tratt ato UE

Accordi stipulati TRA SM  essi sono opponibili all’UE solo nella misura in cui
sono compatibili con i TR  il Tr prevale nelle materie che regola sulle
convenzioni statali anteriori
Mentre per gli accordi stipulati tra SM e ST clausola di compatibilità art.
351 TFUE  poiché la Convenzione di Vienna prevede che l’accordo tra due
Stati non può essere emendato o abrogato per effetto della successiva
conclusione di altro accordo/trattato di cui le parti non siano le stesse ma solo
uno degli stati sia parte, TFUE prevede il dovere per SM di adoperarsi
attraverso negoziati con le controparti per eliminare le incompatibilità .
La stessa clausola si applica per Tr conclusi in materie che sono state attribuite
UE solo per effetto revisione Tr intevenuta dopo accordo o rispetto a quei casi
in cui i tr siano stati conclusi in un epoca in cui UE pur essendo competente
non aveva ancora esercitato la competenza (comp. Conc) o se autorizzati dalla
Comm nel caso di comp eslcusiva
Limiti all’effetto del non rispetto degli obblighi
UE per accordi precedenti
In concreto, i vincoli imposti da un accordo precedentemente
concluso con uno o più ST consentono a SM di non rispettare obblighi
UE derivanti da TR o atti derivati ma tale convenzioni non sono più
opponibili quando le parti conoscevano l’esistenza di impegni
reciproci assunti in ambito UE da SM e quindi non potevano ignorare
che la competenza sarebbe stata esercitata ad un certo punto da UE
Inoltre prevalenza dell’accordo degli SM è ammessa solo nei
confronti di quegli Stati Terzi che sono la controparte dell’accordo e
non per quanto riguarda i loro rapporti con l’UE; né i Tratatti/accordi
anteriori possono avere come effetto di vincolare l’UE nei confronti di
Stati terzi anche se l’UE ha dovere di non ostacolare l’adempimento
di impegni che derivano agli SM da convenzioni anteriori.
La possibile sostituzione dell’UE agli obblighi
precedenti degli Stati membri
In certi casi però UE può subentrare negli obblighi SM nei confronti di Stati
terzi in materie divenute di competenza esclusiva dell’UE con il consenso
degli Stati terzi o divenendo parte dell’accordo o negoziandone uno per
conto degli SM (Es GATT-OMC)
Una sostituzione dell’UE agli SM si sarebbe verificata secondo il Tribunale
primo grado con riguardo agli obblighi posti dalla CARTA ONU (obbligo di
dare attuazione a risoluzioni del Consiglio di sicurezza ONU) –sentenza YUSUF
– ma la CGUE ha precisato che un accordo internazionale precedentemente
concluso se può giustificare deroghe a norme primarie quali i trattati in base
alla clausola di compatibilità non può farlo rispetto ai principi che fanno parte
dei fondamenti stessi dell’ordinamento giuridico comunitario, tra i quali
quello della tutela dei diritti fondamentali, e di conseguenza gli obblighi
discendenti dalla Carta non possono avere per effetto di compromettere
principi costituzionali dei Trattati tra cui si annovera il rispetto dei diritti
umani che costituisce un presupposto della legittimità di atti normativi di
attuazione delle norme del consiglio di sicurezza ONU (decisione PESC che
congelava beni terroristi) che spetta alla Corte considerare –sentenza KADI --
Effetti degli accordi UE
A) Nell’ordinamento UE
la Corte di giustizia ha più volte affermato, partendo dalla sentenza
Haegeman del 30 aprile 1974 che le disposizioni di un accordo
internazionale formano, dal momento della sua entrata in vigore, parte
integrante dell'ordinamento dell’UE, dunque tanto gli SM che l’UE sono
tenuti a darvi esecuzione e a rispettarli effetti si producono in modo
automatico dal momento della conclusione dell’accordo

B) Per ciò che concerne l'obbligatorietà dell'accordo per gli Stati membri
essa non discende da un vincolo assunto dagli Stati stessi sul piano
internazionale, ma dal loro obbligo nei confronti dell’UE "che si è assunta
la responsabilità del corretto adempimento dell'accordo” (sentenza
Kupfemberg del 26 ottobre 1982)
Invocabilità delle disposizioni dell’accordo da
parte dei singoli:l’efficacia diretta

STESSI PRESUPPOSTI DELLE NORME INTERNE: la Corte di giustizia


ha riconosciuto efficacia diretta ad una disposizione contenuta in
un accordo solo qualora, tenuto conto della lettera nonché
dell'oggetto e della natura dell'accordo stesso, essa implichi "un
obbligo chiaro e preciso, non subordinato, per l'adempimento o
per l'efficacia, all'adozione di un altro atto" (sentenza Demirel del
30 settembre 1987); lo stesso dicasi per le decisioni degli organi
misti istituiti dagli accordi (sentenza Sevince del 20 settembre
1990)

ES: ad un imprenditore italiano (sent.1976 Bresciani) è stato


riconosciuto il diritto di ripetere le somme indebitamente
percepite per la visita sanitaria di pelli importate in Italia dal
INVECE…
Al contrario, la Corte non ha riconosciuto effetti diretti
alle norme dell’accordo GATT, fondato, ai sensi del suo
preambolo, sul principio di negoziati avviati su “una
base di reciprocità e di vantaggi mutui”, e
caratterizzato dalla grande flessibilità delle sue
disposizioni, in specie di quelle relative alla possibilità
di deroghe, ai provvedimenti ammessi in caso di
difficoltà eccezionali ed alla composizione delle
controversie fra i contraenti (sentenza International
Fruit Company del 12 dicembre 1992) => => =>
Nella sentenza Germania c. Consiglio (5 ottobre 1994) la
Corte ha affermato che “le norme dell’Accordo generale
sono sprovviste di carattere incondizionato e che l’obbligo di
riconoscere loro il valore di norme di diritto internazionale
direttamente applicabili negli ordinamenti giuridici interni dei
contraenti non può essere fondato sullo spirito, sulla
struttura e sulla lettera dell’Accordo”,

• Tale posizione è stata ribadita dalla Corte di giustizia anche


in relazione alle norme dell’accordo OMC e dei suoi allegati
(sentenza Portogallo c. Consiglio del 23 novembre 1999)
Gli accordi come parametro di legittimità di
norme interne UE
• In presenza di effetti diretti dell’accordo i singoli avrebbero titolo
per far valere la violazione da parte di un regolamento UE di un
obbligo posto d un accordo
 Nella stessa sentenza Germania c. Consiglio (5 ottobre 1994)
con riferimento alle norme del GATT la Corte specificava come
esse non potessero essere prese in considerazione per valutare la
legittimità di un atto giuridicamente vincolante dell’UE; “solo
nell’ipotesi in cui la Comunità abbia inteso dare esecuzione ad un
obbligo particolare assunto nell’ambito del GATT o in quella in
cui l’atto comunitario rinvii espressamente a precise disposizioni
dell’Accordo generale la Corte è tenuta a controllare la legittimità
dell’atto comunitario di cui alla luce delle norme del GATT”
INVECE
Nella sentenza Paesi Bassi c. Parlamento e Consiglio (9 ottobre
2001) la Corte ha riconosciuto che la Convenzione sulla diversità
biologica, anche ipotizzando che non contenga disposizioni
direttamente applicabili ed efficaci, nel senso di non creare diritti
che i privati possono far valere direttamente in giudizio, costituisce
parametro di controllo da parte del giudice dell’osservanza degli
obblighi incombenti all’UE in qualità di parte aderente del detto
accordo
=> Secondo la Corte, dunque, le norme appartenenti ad accordi
non fondati sul principio della reciproca convenienza possono
fungere da parametro di legittimità, anche a prescindere dalla
loro idoneità a conferire diritti ai singoli.
La soluzione espressa nel caso delal convenzione
sulla biodiversità dovrebbe valere IN LINEA
GENERALE non essendo conciliabile con il tenore
dell’art. 216 (2) TFUE la tesi per cui la norma
parametro è rilevante solo se produce effetti
diretti e verrebbe anche messa in periocolo la
coerenza che il Tr intende assicurare tra l’attività
normativa dell’UE e la conclusione degli accordi
da parte dell’UE stessa.
TUTTAVIA
Nella sentenza INTERTANKO (2008) la Corte ha
nuovamente sostenuto di poter valutare la
validità di un atto in relazione a un accordo “
solo ove ciò non sia escluso né dalla natura né
dalla struttura di esso e, inoltre, le sue
disposizioni appaiono dal punto di vista del loro
contenuto incondizionate e sufficientemente
precise”, cioè produttive di effetti diretti
LIBRO BIANCO SUL
FUTURO DELL’EUROPA

Riflessioni e scenari
per l’UE a 27 verso il 2025
Avanti così Solo il mercato unico Chi vuole di più fa di più Fare meno in modo più e ciente Fare molto di più insieme

Norme comuni Rafforzamento del mercato


Rafforzamento Rafforzamento del mercato
v. "Avanti così", il mercato ssate al minimo unico tramite la convergenza
del mercato unico, compresi i unico delle merci e dei capitali;
unico è rafforzato e l'UE27 ma rafforzamento degli standard e
settori energetico e digitale; le norme continuano a essere
persegue la conclusione di dell'esecuzione nei settori il rafforzamento
l'UE27 persegue la conclusione diverse; libera circolazione
accordi commerciali sempre disciplinati a livello UE; dell'esecuzione; commercio di
di accordi commerciali sempre delle persone e dei servizi non
più aperti commercio di esclusiva esclusiva competenza del
più aperti garantita completamente
competenza del livello UE livello UE

v. "Avanti così", tranne per il Iniziative per consolidare la Realizzazione dell'Un- ione
gruppo di paesi che zona euro e assicurarne la economica, finanziaria e di
Miglioramento graduale del Limitata cooperazione nella
intensificano la cooperazione in stabilità; intervento minore bilancio come prospettato nella
funzionamento della zona euro zona euro
settori come la fiscalità e le dell'UE27 in alcune parti della relazione dei cinque presidenti
norme sociali politica occupazionale e sociale del giugno 2015
Graduale incremento della Assenza di una politica unica
. “Fare meno in
cooperazione nella gestione su migrazione
v. “Avanti così”, tranne per il Cooperazione sistematica su modo più efficiente”,
delle frontiere esterne; e asilo; ulteriore coordinamento
gruppo di paesi che gestione delle frontiere, cooperazione sistematica su
evoluzione verso un sistema in materia di sicurezza a livello
intensificano la cooperazione in politiche di asilo e gestione delle frontiere,
comune di asilo; maggiore bilaterale; maggiore
materia di sicurezza e giustizia antiterrorismo politiche di asilo e
coordinamento sulle questioni sistematicità dei controlli alle
antiterrorismo
di sicurezza frontiere interne
v. "Avanti così", tranne per il
Alcune questioni di politica L’UE si esprime all’unisono su
Progressi circa l'esprimersi gruppo di paesi che intensi L’UE si esprime all’unisono su
estera sono sempre più trattate tutte le questioni di politica
all'unisono sugli affari esteri; cano la cooperazione in materia tutte le questioni di politica
a livello bilaterale; il coor- estera; v. “Fare meno in modo
cooperazione più stretta in di difesa concentrandosi sul estera; istituzione di un’Unione
dinamento della difesa resta ai più efficiente”, istituzione di
materia di difesa coordinamento mili- tare e sulla europea della difesa
livelli attuali un’Unione europea della difesa
condivisione di materiale

Modernizzazione e aumento
v. "Avanti così"; bilanci
Bilancio Modernizzato in considerevoli basati su risorse
Ricentrato sul finanziamento suppletivi messi a disposizione Ristrutturazione profonda per
parte per rispecchiare il proprie; operatività
delle funzioni essenziali per il da alcuni Stati membri nei rispon- dere alle nuove priorità
programma di riforme di una funzione di
mercato unico settori in cui decidono di fare concordate a livello dell'UE27
concordato a 27 stabilizzazione di bilancio nella
di più
zona euro

Problematico giungere ad un
v. "Avanti così", un programma primo accordo sui compiti
Capacità di ottenere risultati Il processo decisionale è forse Processo decisionale più rapido
d'azione positivo a 27 produce prioritari e su quelli a cui
Il programma d'azione positivo più facile da capire, ma la e esecuzione rafforzata in tutti
risultati; alcuni gruppi rinunci- are; una volta de nito,
produce risultati concreti; il capacità di azione collettiva è i settori; si pongono questioni
conseguono risulta- il processo decisionale
processo decisionale rimane limitata; le questioni di di assunzione della
ti maggiori agendo insieme in potrebbe risultare di più
difficile da capire; la capacità interesse comune devo- no responsabilità fra coloro
determinati settori; il processo agevole comprensione;
di ottenere risultati non sempre spesso essere risolte a livello secondo cui l'UE ha sottratto
decisionale diventa più maggiore rapidità e incisività
risponde alle aspettative bilaterale troppo potere agli Stati membri
complesso dell'azione dell'UE nei settori
in cui ha un ruolo maggiore