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I MATERIALI METALLICI Proprietà: • Elevato modulo elastico (100-200 GPa) e carico di snervamento (300-1000
I MATERIALI METALLICI
Proprietà:
• Elevato modulo elastico (100-200 GPa) e carico di
snervamento (300-1000 MPa)
sono in grado di sopportare carichi elevati senza grandi
deformazioni elastiche e plastiche permamenti
• Buona duttilità si deformano plasticamente invece di
rompersi fragilmente e pertanto, nel caso in cui di superi il
carico di snervamento, non si arriva generalmente alla
rottura, ma solo alla deformazione plastica della struttura
Ciò permette la sostituzione del componente deformato prima che si
rompa!!
I MATERIALI METALLICI-2 Continua proprietà: • Elevata resistenza a fatica meccanica ideali per situazioni che
I MATERIALI METALLICI-2
Continua proprietà:
• Elevata resistenza a fatica meccanica ideali per
situazioni che prevedono cicli di carico
• Malleabilità: sono generalmente facili da lavorare
utilizzando gran parte delle tecnologie tradizionali, con
proprietà meccaniche migliorabili con opportuni trattamenti
prima che il pezzo raggiunga la forma finale
• Biocompatibilità: buona, dal punto di vista della finitura
superficiale, possibili problemi in relazione alla corrosione
in ambiente biologico
I MATERIALI METALLICI-3 Vastamente impiegati in campo biomedico: consentono per esempio di costruire protesi di
I MATERIALI METALLICI-3
Vastamente impiegati in campo biomedico:
consentono per esempio di costruire protesi di piccola sezione capaci di
sopportare carichi elevati con cicli di lavoro, permettendo cosi la
sostituzione di tessuti duri, come ossa o radici
• Strumenti chirurgici (bisturi, etc.)
• Protesi ortopediche e dentali
• Mezzi di osteosintesi (piastre, viti, etc.)
I RETICOLI CRISTALLINI I materiali metallici sono solidi cristallini, caratterizzati cioe da atomi disposti in
I RETICOLI CRISTALLINI
I materiali metallici sono solidi cristallini, caratterizzati cioe da
atomi disposti in maniera ordinata, secondo dei reticoli cristallini
Strutture geometriche 3D (celle) che si ripetono nello spazio
Es. reticolo di NaCl
I RETICOLI CRISTALLINI-2 In un reticolo cristallino si definisce cella elementare la piu piccola struttura
I RETICOLI CRISTALLINI-2
In un reticolo cristallino si definisce cella elementare la piu piccola
struttura tridimensionale che si ripete nello spazio
Le celle elementari possono essere classificate in termini puramente
geometrici
Esistono 14 tipi di
celle elementari
(reticoli di Bravais)
I RETICOLI CRISTALLINI-3 I metalli elementari presentano solo tipi di 3 reticoli cristallini: CCC, CFC
I RETICOLI CRISTALLINI-3
I metalli elementari presentano
solo tipi di 3 reticoli cristallini:
CCC, CFC e EC
I RETICOLI CRISTALLINI-4
I RETICOLI CRISTALLINI-4
IMPERFEZIONI NEI SOLIDI CRISTALLINI Difetti puntuali, lineari (dislocazioni) o di superficie (bordi di grano) •
IMPERFEZIONI NEI SOLIDI
CRISTALLINI
Difetti puntuali, lineari (dislocazioni) o di superficie (bordi di grano)
DIFETTI PUNTUALI
a) Vacanza (assenza di un atomo da
una posizione reticolare)
b) Atomi autointerstiziali (atomi
che occupano una posizione non
reticolare)
c) Atomi sostituzionali (atomi di
elementi diversi che occupano
posizioni reticolari)
d) Atomi interstiziali (atomi di
elementi diversi che occupano
posizioni non reticolari)
IMPERFEZIONI NEI SOLIDI CRISTALLINI-2 Difetti puntuali sollecitazioni (compressione o trazione) nel reticolo, a seconda
IMPERFEZIONI NEI SOLIDI
CRISTALLINI-2
Difetti puntuali
sollecitazioni (compressione o trazione) nel reticolo, a seconda che nel
reticolo ci siano atomi in eccesso o in difetto
diffusione atomica mediante meccanismo per vacanze (Fig. 6.8)
IMPERFEZIONI NEI SOLIDI CRISTALLINI-3 A causa dell’anisotropia (a livello reticolare), esistono piani di
IMPERFEZIONI NEI SOLIDI
CRISTALLINI-3
A causa dell’anisotropia
(a livello reticolare),
esistono piani di
scorrimento
preferenziali di una
parte del reticolo
sull’altra
IMPERFEZIONI NEI SOLIDI CRISTALLINI-4 Lo scorrimento si verifica quando lo sforzo di taglio supera un
IMPERFEZIONI NEI SOLIDI
CRISTALLINI-4
Lo scorrimento si verifica quando lo sforzo di taglio supera un livello
critico che dipende dalle forze di legame degli atomi nel reticolo; es.
reticolo cubico: τ cr ≈ 10 -1 ⋅G, dove G è il modulo di elasticità tangenziale
Nei reticoli reali τ cr ≈ 10 -4 ⋅G la differenza tra il valore teorico e quello
reale è legata al concetto di difetti lineari o dislocazioni
DISLOCAZIONI Difetti lineari presenti nel reticolo Ne esistono di 2 tipi: a spigolo o a
DISLOCAZIONI
Difetti lineari presenti nel reticolo
Ne esistono di 2 tipi: a spigolo o a vite
nel reticolo Ne esistono di 2 tipi: a spigolo o a vite • Misurabili mediante il

• Misurabili mediante il circuito di Burgers, ottenuto riportando un circuito reticolare chiuso

di un reticolo perfetto in un reticolo contenente la dislocazione: per poter chiudere il circuito

occorre aggiungere un vettore di Burgers, il cui modulo è un multiplo intero di distanze

reticolari

D. a spigolo: vettore

e circuito di Burgers

giacciono sullo

stesso piano

D. a vite : vettore di

Burgers è

perpendicolare al

piano in cui giace il

circuito

giacciono sullo stesso piano • D. a vite : vettore di Burgers è perpendicolare al piano
DISLOCAZIONI-2 La presenza delle dislocazioni riduce le dimensioni del piano di scorrimento rispetto al caso
DISLOCAZIONI-2
La presenza delle dislocazioni riduce le dimensioni del piano di
scorrimento rispetto al caso di reticolo perfetto la resistenza allo
scorrimento dei piani reticolari si riduce
Durante la deformazione plastica le dislocazioni si muovono:
Caso dislocazioni a spigolo:
DISLOCAZIONI-3 • Caso dislocazioni a vite: Durante la deformazione plastica le dislocazioni si muovono Muovendosi
DISLOCAZIONI-3
Caso dislocazioni a vite:
Durante la deformazione plastica le dislocazioni si muovono
Muovendosi su piani diversi, il loro incontro può bloccarle il materiale
si irrigidisce
DIFETTI DI SUPERFICIE (BORDI DI GRANO) I solidi non sono monocristalli ma aggregati policristallini ed
DIFETTI DI SUPERFICIE
(BORDI DI GRANO)
I solidi non sono monocristalli ma aggregati policristallini ed i singoli cristalli
(grani) sono orientati casualmente (isotropia del materiale)
Vicinanza tra reticoli orientati diversamente nei bordi di grano
distorsioni (difetti) reticolari il materiale policristallino è meno stabile
del monocristallo
PROPRIETÀ DEI MATERIALI METALLICI Ottimi conduttori elettrici e di calore (legame metallico) Proprietà di tipo
PROPRIETÀ DEI
MATERIALI METALLICI
Ottimi conduttori elettrici e di calore (legame
metallico)
Proprietà di tipo elasto-plastico
Comportamento a fatica meccanica: dipendenza dal n o
di cicli non dalla frequenza
LEGHE METALLICHE Unione di due o più elementi metallici combinati in diverse percentuali: Possono esistere
LEGHE METALLICHE
Unione di due o più elementi metallici combinati in diverse
percentuali:
Possono esistere in ampi intervalli compositivi (a differenza dei
composti ionici o covalenti) ma esistono rapporti preferenziali dei
diversi elementi che hanno una maggiore stabilità
Possono essere presenti anche elementi non metallici (es. carbonio)
Diagrammi di fase: in un piano composizione-temperatura
rappresentano le regioni di esistenza delle fasi all’equilibrio (il più
semplice leghe binarie)
DIAGRAMMI DI FASE Rappresentano in un piano composizione-temperatura gli intervalli di esistenza delle fasi
DIAGRAMMI DI FASE
Rappresentano in un piano composizione-temperatura gli intervalli di esistenza
delle fasi all’equilibrio
Liquido
T A
L
L + α
T
B
A e B = metalli puri
T A e T B = temperature di fusione dei metalli puri
L = campo di esistenza della miscela metallica
omogenea allo stato fuso
α = campo di esistenza della soluzione solida
costituita da A e B
L+α = campo di esistenza delle miscele della fase
solida (α) e della liquida (L)
Solido
α
LINEA DEL LIQUIDUS: è adiacente al campo di esistenza della fase liquida e fornisce le
temperature a cui ognuna delle leghe liquide possibili comincia a separare del solido.
LINEA DEL SOLIDUS: è adiacente al campo di esistenza della fase solida e rappresenta per
ogni temperatura la composizione del solido in equilibrio con una fase liquida in via di
solidificazione.
DIAGRAMMI DI FASE-2 Esempio (Pd-Ag)
DIAGRAMMI DI FASE-2
Esempio (Pd-Ag)
DIAGRAMMI DI FASE-3
DIAGRAMMI DI FASE-3
L = campo di esistenza della miscela metallica omogenea allo stato fuso E = eutettico
L = campo di esistenza della miscela metallica omogenea allo stato fuso
E = eutettico (la lega fonde improvvisamente come metallo puro)
α, β = fasi solide ricche rispettivamente di A e B
L+α, L+β = miscele di una fase solida (α o β) e una liquida (L)
α+β = regione solida contenente sia grani di α sia di β
DIAGRAMMI DI FASE-4 Esempio (Pb-Sn)
DIAGRAMMI DI FASE-4
Esempio (Pb-Sn)
DIAGRAMMI DI FASE-5 REGOLA DELLA LEVA
DIAGRAMMI DI FASE-5
REGOLA DELLA LEVA
Serve per calcolare la percentuale di ciascuna fase: Esempio: punto X (L+ solido β )

Serve per calcolare la percentuale di ciascuna fase:

Esempio: punto X (L+ solido β) Percentuale di L:

%L:100=(X-X β ):(X L -X β )

di ciascuna fase: Esempio: punto X (L+ solido β ) Percentuale di L: %L:100=(X-X β ):(X
LEGHE METALLICHE NEL SETTORE BIOMEDICO Presentano in genere diagrammi di fase piuttosto complessi (presenza di
LEGHE METALLICHE NEL
SETTORE BIOMEDICO
Presentano in genere diagrammi di fase piuttosto complessi (presenza
di differenti fasi solide di diversa composizione ma anche, a parità di
composizione, di diversa struttura cristallina)
PROCESSI PRODUTTIVI Stadi principali: a) Fabbricazione della lega - estrazione dei metalli dai minerali -
PROCESSI PRODUTTIVI
Stadi principali:
a) Fabbricazione della lega
- estrazione dei metalli dai
minerali
- mescolamento (stato fuso)
dei componenti nelle
proporzioni richieste
b) Solidificazione della lega
-
lingotti, barre, tondi
c) Formatura
- Rifusione e colata in stampi
- Deformazioni plastiche a
caldo o freddo
- Asportazione di truciolo
- Sinterizzazione
d) Trattamenti termici
e) Finitura superficiale e
pulitura
f) Controllo
PROCESSI PRODUTTIVI-2 a) Fabbricazione della lega • estrazione dei metalli dai minerali • mescolamento allo
PROCESSI PRODUTTIVI-2
a) Fabbricazione della lega
• estrazione dei metalli dai minerali
• mescolamento allo stato fuso dei componenti la lega
• solidificazione in lingotti, o direttamente in tondi o barre (colata continua) di
dimensioni elevate
b) Fusione e successiva colata in opportuni stampi (es. Fig. 6.18)
c) Deformazione plastica a caldo o freddo ottenimento di barre, lamiere, fili, etc.
d) Asportazione trucioli
e) Trattamenti termici
ESEMPI DI COLATA
ESEMPI DI COLATA
ESEMPI DI COLATA-2
ESEMPI DI COLATA-2
DEFORMAZIONI PLASTICHE A CALDO O FREDDO Processi di Forgiatura E' il procedimento per mezzo del
DEFORMAZIONI
PLASTICHE A CALDO O
FREDDO
Processi di Forgiatura
E' il procedimento per mezzo del quale si producono componenti
mediante deformazione plastica, tipicamente a caldo ma può essere
talvolta condotta a freddo, di alcuni materiali.
Durante questo processo, si sottopone il pezzo a pressioni di urto o
graduali per fagli assumere la forma voluta.
La forgiatura prende anche il nome di "fucinatura" e in molti casi
consente di impartire al materiale caratteristiche meccaniche molto
elevate e quindi migliori di quelle che avrebbe lo stesso componente,
utilizzando il medesimo materiale, se fosse ottenuto per colata.
PROCESSI DI FORMATURA Consentono l’ottenimento di pezzi finiti a partire da lingotti o barre F.
PROCESSI DI FORMATURA
Consentono l’ottenimento di pezzi finiti a partire da lingotti o barre
F. meccanica a freddo deformazioni plastiche a freddo (impilamento di
dislocazioni) proprietà meccaniche superiori rispetto a quelli per colata
Esempi: laminazione, trafilatura, imbutitura
PROCESSI DI STAMPAGGIO Detta anche forgiatura a stampo Si effettuano successive compressioni su stampi via
PROCESSI DI STAMPAGGIO
Detta anche forgiatura a stampo
Si effettuano successive compressioni su stampi via via più simili alla forma finale
del pezzo
Possono essere effettuati a caldo o a freddo
Altri processi: asportazione di truciolo (taglio, tornitura, etc.) modificano
solo la superficie del pezzo
METALLURGIA DELLE POLVERI Materiale di partenza: polveri della lega o dei suoi componenti elementari (tipiche
METALLURGIA DELLE
POLVERI
Materiale di partenza: polveri della
lega o dei suoi componenti elementari
(tipiche dimensioni: 50-100 µm)
Vengono disposte in uno stampo
chiuso e riscaldato
L’adesione tra le polveri si ottiene
attraverso meccanismi di diffusione
(sinterizzazione)
Consente di ottenere pezzi di forma
complessa con microstruttura
omogenea e dimensione dei grani
molto fini
Il pezzo prodotto può richiedere
ulteriori trattamenti
Viene utilizzato sopratutto per la
produzione di materiali ceramici
TRATTAMENTI TERMICI Si fanno allo scopo di migliorare le proprietà meccaniche a seconda delle esigenze
TRATTAMENTI TERMICI
Si fanno allo scopo di migliorare le proprietà meccaniche a
seconda delle esigenze
Principali trattamenti termici:
Ricottura
Tempra
Invecchiamento
RICOTTURA Riscaldamento ad una temperatura nell’intervallo 0.33-0.5 T fusione e lento raffreddamento Si favoriscono i
RICOTTURA
Riscaldamento ad una temperatura nell’intervallo
0.33-0.5 T fusione e lento raffreddamento
Si favoriscono i fenomeni di
diffusione e produce una riduzione
dello stato di tensione nel materiale
Miglioramento delle caratteristiche di
duttilità
TEMPRA Parziale ricottura seguita da un brusco raffreddamento Formazione di fasi non all’equilibrio dette metastabili
TEMPRA
Parziale ricottura seguita da un brusco raffreddamento
Formazione di fasi non all’equilibrio
dette metastabili (totale solubilità alle
alte T e parziale a basse T)
Indurimento del materiale
INVECCHIAMENTO Lungo riscaldamento della lega a T inferiori a quelle di ricottura Formazione di composti
INVECCHIAMENTO
Lungo riscaldamento della lega a
T inferiori a quelle di ricottura
Formazione di composti (intermetallici,
carburi, ossidi) con elevate proprietà
meccaniche
Aumento del carico di rottura e di snervamento
TRATTAMENTI TERMOCHIMICI Modificano la superficie dei materiali dal punto di vista chimico Carburazione: reazione del
TRATTAMENTI
TERMOCHIMICI
Modificano la superficie dei materiali dal punto di vista chimico
Carburazione: reazione del C con la superficie degli acciai
indurimento superficiale
Nitrurazione: simile alla carburizzazione ma la reazione è con l’azoto
Passivazione: conversione di alcuni elementi in lega (Cr, Ti, Al) in ossidi
formazione di una pellicola protettiva di ossido migliorano le
proprietà anticorrosive
Formazione di leghe superficiali: si modifica la composizione della lega a
livello superficiale, mantenendo inalterate quelle del cuore del pezzo
ALTRI TRATTAMENTI SUPERFICIALI Processi di finitura superficiale: particolarmente importanti nel settore dei
ALTRI TRATTAMENTI
SUPERFICIALI
Processi di finitura superficiale: particolarmente importanti nel
settore dei biomateriali:
Lucidatura: lavorazione meccanica delle superfici metalliche
mediante l’impiego di polveri molto dure e fini
Sabbiatura: bombardamento della superficie del pezzo
mediante particelle estranee pulizia e indurimento
superficiale (deformazione plastica indotta dagli urti)
LA CORROSIONE Ha luogo quando gli atomi metallici si ionizzano e vanno in soluzione o
LA CORROSIONE
Ha luogo quando gli atomi metallici si ionizzano e vanno in
soluzione o si combinano con ossigeno, formando composti
che si dissolvono o si distaccano dal pezzo metallico
La biocompatibilità dei metalli è legata alla facilità o meno
della loro corrosione in ambiente biologico: i fluidi biologici
(ambiente aggressivo in quanto soluzione acquosa di ioni e
proteine) hanno infatti un elevato potere corrosivo nei confronti
dei metalli
LA CORROSIONE-2 Può provocare: • la perdita di funzionalità dell’impianto, dovuta al peggioramento delle
LA CORROSIONE-2
Può provocare:
• la perdita di funzionalità dell’impianto, dovuta al
peggioramento delle proprietà meccaniche
• la contaminazione sia dei tessuti circostanti che
dell’intero organismo, con ioni metallici spesso tossici,
con danno anche grave per la salute del paziente (es.
metallosi)
MECCANISMO DI CORROSIONE Meccanismo elettrochimico (es. ossidazione del Fe) • Soluzione aerata: • Soluzione non
MECCANISMO DI
CORROSIONE
Meccanismo elettrochimico (es. ossidazione del Fe)
• Soluzione aerata:
• Soluzione non aerata:
Fe + ½ O 2 + H 2 O Fe 2+ + 2 OH -
Fe + 2H + Fe 2+ + H 2
Risultante da 2 reazioni complementari:
• R. anodica: ossidazione del metallo
Fe Fe 2+ + 2e -
• R. catodica: consuma gli elettroni liberati dalla r. anodica
½ O 2 + H 2 O + 2e - 2 OH -
2H + + 2e - H 2
(ambiente aerato)
(ambiente non aerato)
R. anodica e catodica devono essere bilanciate nelle cariche e avvenire
contemporaneamente e alla stessa velocità
MECCANISMO DI CORROSIONE-2 R. anodica e catodica devono essere bilanciate nelle cariche, avvenire contemporaneamente e
MECCANISMO DI
CORROSIONE-2
R. anodica e catodica devono essere bilanciate nelle cariche,
avvenire contemporaneamente e alla stessa velocità
Il passaggio di elettroni dall’anodo al catodo passaggio di
corrente a livello microscopico
Se si rallenta o la r. catodica o quella anodica si riduce la
velocità di corrosione
POTENZIALE ELETTROCHIMICO Potenziale elettrochimico di un metallo o di elettrodo (E): Definizione: rappresenta la
POTENZIALE
ELETTROCHIMICO
Potenziale elettrochimico di un
metallo o di elettrodo (E):
Definizione: rappresenta la forza
elettromotrice di una pila costituita
dal metallo e dall’idrogeno (E=0)
Condizioni termodinamiche per
la corrosione: pot. del processo
catodico (E c ) superiore a quello
anodico (E a ): E c – E a > 0 è
possibile un processo di corrosione
EFFETTO DEL pH Il valore di E del processo catodico (E c ) dipende dal
EFFETTO DEL pH
Il valore di E del processo catodico (E c ) dipende dal pH della
soluzione:
Al diminuire del pH della soluzione aumenta il potenziale catodico, e
conseguentemente si favorisce l’azione corrosiva
EFFETTO DEL pH-2 Il corpo umano è aerato ed il pH è variabile a seconda
EFFETTO DEL pH-2
Il corpo umano è aerato ed il pH è variabile a seconda dei fluidi corporei
considerati:
Note le condizioni ambientali in cui un determinato metallo andrà
ad operare è pertanto possibile stabilire se sarà soggetto o no a
processi corrosivi
VELOCITÀ DI CORROSIONE - E’ importante sapere non solo se la corrosione avviene (termodinamica) ma
VELOCITÀ DI
CORROSIONE
- E’ importante sapere non solo se la corrosione avviene
(termodinamica) ma anche a quale velocità (cinetica) se la
corrosione avviene molto lentamente questo non crea problemi né
alla resistenza del materiale né ai tessuti che lo circonda
p=peso del materiale corroso [g]
Equazione di Faraday:
I=
corrente che passa tra anodo e catodo [A]
t=
tempo [s]
I t M
p =
M
=massa atomica del metallo [g/mole]
n F
n= valenza dello ione
F= costante di Faraday (96490 C)
Occorre perciò conoscere il valore di I=i·A, A= superficie del catodo
VELOCITÀ DI CORROSIONE-2 E E c E c =potenziale catodico corpo umano E a1 =potenziale
VELOCITÀ DI
CORROSIONE-2
E
E
c
E c =potenziale catodico corpo umano
E a1 =potenziale anodico metallo 1
E a2 =potenziale anodico metallo 2
E=f(i) caratteristiche catodiche e anodiche
E
a2
E
L’incrocio tra le due curve
caratteristiche identifica la corrente
e, quindi, la velocità di corrosione
a1
log i 2
log i 1
log i
i 1 > i 2 Il metallo 1 si corrode più rapidamente del metallo 2
N.B. E c -E a1 > E c -E a2
PASSIVAZIONE Consiste nella formazione di un ossido superficiale che inibisce l’ulteriore corrosione I metalli
PASSIVAZIONE
Consiste nella formazione di un ossido superficiale che inibisce l’ulteriore corrosione
I metalli suscettibili di passivazione presentano una curva anodica del tipo a1 in
Fig.6.28.
- Nonostante (E c -E a1 ) > (E c -E a2 ), i 1 < i 2 la velocità di corrosione di 1 è inferiore a 2
Il Cr favorisce il fenomeno della passivazione negli acciai attraverso la formazione
di un film di ossido di Cr
FORME DI CORROSIONE Generalizzata Galvanica o bimetallica In fessura o interstiziale Per vaiolatura o “pitting”
FORME DI
CORROSIONE
Generalizzata
Galvanica o bimetallica
In fessura o interstiziale
Per vaiolatura o “pitting”
Intergranulare
Intragranulare
Per sfregamento
Sottosforzo
FORME DI CORROSIONE-2 Generalizzata: è la forma più comune e coinvolge tutta la superficie del
FORME DI
CORROSIONE-2
Generalizzata: è la forma più comune e coinvolge tutta la
superficie del metallo (es. leghe Co per uso biomedico,
perdita in peso: 40-60 µg/cm 2 )
Galvanica o bimetallica: si verifica quando 2 solidi a diverso potenziale
elettrochimico sono messi a contatto elettrico il metallo meno nobile si
corrode (velocità di corrosione superiore a quella generalizzata)
In fessura o interstiziale: ha inizio in una fessura presente tra due parti
adiacenti di un dispositivo impiantato (es. vite e placca di osteosintesi)
Per vaiolatura (pitting): caso particolare di c. per fessura, è
caratterizzata dalla presenza di cavità molto piccole (100-
200 µm) dette vaiolature o “pit” che, crescendo, possono
perforare completamente il pezzo; è favorito da ambienti
contenenti ioni Cl - che contribuiscono alla rottura dei film
passivanti (si osserva su impianti in acciai inox privi di Mo)
FORME DI CORROSIONE-3 Intergranulare: tipica degli acciai inox in cui, a seguito di riscaldamenti, si
FORME DI
CORROSIONE-3
Intergranulare: tipica degli acciai inox in cui, a
seguito di riscaldamenti, si verifica la
precipitazione di carburi di Cr sui bordi di grano,
riducendo il contenuto di Cr nelle zone vicine,
che diventano meno protette dalla corrosione
Intragranulare: simile a quella bimetallica ma avviene tra grani diversi,
presenti in leghe multifase
Per erosione o sfregamento: in presenza di un flusso della soluzione
elettrolitica o di moto relativo tra due superfici, si ha la rimozione continua
del film passivante, cioè la causa inibente l’evoluzione della corrosione
Sottosforzo o tensocorrosione: si verifica quando il materiale è
sottoposto a sforzi di trazione che portano alla formazione di cricche
superficiali
MATERIALI METALLICI DA IMPIANTO Impiegati principalmente in ortopedia e odontoiatria Sono presenti anche in campo
MATERIALI METALLICI
DA IMPIANTO
Impiegati principalmente in ortopedia e odontoiatria
Sono presenti anche in campo cardiovascolare (es. stent in
angioplastica)
Strumenti chirurgici
Requisiti:
• Resistenza meccanica e alla corrosione
• Biocompatibilità
• Modulo elastico prossimo il più possibile a quello dell’osso (circa
30 GPa)
MATERIALI METALLICI DA IMPIANTO-2 Materiali più frequentemente utilizzati: • Acciai inossidabili • Leghe di Co
MATERIALI METALLICI
DA IMPIANTO-2
Materiali più frequentemente utilizzati:
• Acciai inossidabili
• Leghe di Co
• Titanio e leghe di Ti
ACCIAI INOSSIDABILI Leghe a base di Fe, contenenti C, un tenore elevato di Cr ed
ACCIAI INOSSIDABILI
Leghe a base di Fe, contenenti C, un tenore elevato di Cr ed altri elementi
Il tenore di carbonio controlla la formazione di carburi, che attribuiscono alla lega
buone proprietà meccaniche
Il Cr favorisce la protezione alla corrosione (passivazione): il film passivo può essere
più o meno resistente in funzione della concentrazione di Cr nella lega e in relazione
all'eventuale presenza di altri elementi quali Ni, Mo, Ti etc.
Altro importante elemento in lega oltre al Cr: Mo, migliora anch’esso la resistenza alla
corrosione, ma è più costoso del Cr e indurisce eccessivamente l’acciaio
ACCIAI INOSSIDABILI-2 Diagramma Fe-C Punto di fusione del ferro: ~1535 °C Ferro allo stato solido:
ACCIAI INOSSIDABILI-2
Diagramma Fe-C
Punto di fusione del ferro: ~1535 °C
Ferro allo stato solido: α (CCC, fino a ~910°C), γ (CFC, ~ 910-1400 °C), δ (CCC, ~1400-1535
°C)
Fe 3 C (cementite)
Acciai in generale: contenuto di C relativamente basso (< circa 2 %)
Ghise (tenori C più elevati)
ACCIAI INOSSIDABILI-3 Composizione chimica
ACCIAI INOSSIDABILI-3
Composizione chimica
ACCIAI INOSSIDABILI-4 Tipi di acciai inox In base alla loro microstruttura, gli acciai inox si
ACCIAI INOSSIDABILI-4
Tipi di acciai inox
In base alla loro microstruttura, gli acciai inox si suddividono in:
Ferritico: a base di α-Fe e C (contiene poco Ni)
Austenitico: γ-Fe, tenore di C < 2%, Ni (stabilizza la fase γ-Fe)
Elevata resistenza alla corrosione, indicati per
la produzione di dispositivi impiantabili
(protesi articolari e, soprattutto, mezzi di osteosintesi)
Martensitico: contiene la fase solida martensite, ottenuta per tempra
dell’austenite
Duro e tenace, indicato per la fabbricazione di strumenti chirurgici
(lame per bisturi)
Austeno-ferritici o Duplex: struttura mista austenite/ferrite
ACCIAI INOSSIDABILI-5 Il primo acciaio inox impiegato è stato il 18-8 (18% Cr, 8%Ni) o
ACCIAI INOSSIDABILI-5
Il primo acciaio inox impiegato è stato il 18-8 (18% Cr, 8%Ni) o , secondo la più
moderna classificazione, AISI tipo 302
Successivamente è stato introdotto l’acciaio 316 contenente molibdeno (2-3%),
più resistente all’acqua salata: la presenza di Mo risulta efficace come protezione
contro la corrosione per vaiolatura
Negli anni ’50 è stato introdotto il 316L, che contiene meno carbonio (0.03%
invece di 0.08%) ed è ancora ancora più resistente all’ambiente salino
Sia il 316 che il 316L sono acciai austenitici che non possono essere induriti a
caldo, ma solo con lavorazioni a freddo, inoltre non sono magnetici e presentano
maggiore resistenza alla corrosione
ACCIAI INOSSIDABILI-6 Biocompatibilità Anche il 316L, l’acciaio più resistente alla corrosione, può subire
ACCIAI INOSSIDABILI-6
Biocompatibilità
Anche il 316L, l’acciaio più resistente alla corrosione, può subire corrosione
all’interno del corpo in particolari situazioni di grande tensione.
Viene comunque usato per protesi temporanee come piastre, viti, chiodi per l’anca.
ACCIAI INOSSIDABILI-7 Proprietà meccaniche di acciai inox per impianti t: temprato, f: forgiato, lf: lavorato
ACCIAI INOSSIDABILI-7
Proprietà meccaniche di acciai inox per impianti
t: temprato, f: forgiato, lf: lavorato a freddo, ff:forgiato a freddo, g: getto
Valore tipico di modulo elastico (dell’ordine di 200 GPa) eccessivamente superiore a quello dell’osso
LEGHE DI COBALTO Due categorie principali: 1. Leghe Co-Cr-Mo, ottenute generalmente con metodi di colata/fusione
LEGHE DI COBALTO
Due categorie principali:
1. Leghe Co-Cr-Mo, ottenute generalmente con metodi
di colata/fusione
2. Leghe Co-Ni-Cr-Mo, che vengono tipicamente
lavorate per forgiatura e presentano buona resistenza
alla corrosione anche sottosforzo.
In genere contengono alto tenore di Cr (18-30 % in peso) ed il Mo
(3-10 % in peso) è aggiunto per ridurre le dimensione dei grani e,
quindi, migliorare le caratteristiche meccaniche del pezzo
LEGHE DI COBALTO-2 Composizione chimica e proprietà meccaniche Resistenza all’usura superiore agli acciai e leghe
LEGHE DI COBALTO-2
Composizione chimica e proprietà meccaniche
Resistenza all’usura superiore agli acciai e leghe di Ti
Modulo elastico (dell’ordine di 200 GPa) eccessivamente superiore a quello dell’osso
LEGHE DI COBALTO-3 La lega forgiabile Co-Cr-Mo-Ni mostra velocità di rilascio di ioni Ni poco
LEGHE DI COBALTO-3
La lega forgiabile Co-Cr-Mo-Ni mostra velocità di rilascio di
ioni Ni poco superiore a quella degli acciai 316L, nonostante
ne contengano una quantità tre volte maggiore
LEGHE DI COBALTO-4 Tra le leghe Co-Ni-Cr-Mo, quella che contiene circa il 35% sia in
LEGHE DI COBALTO-4
Tra le leghe Co-Ni-Cr-Mo, quella che contiene circa il 35% sia in Co che di
Ni è una delle più promettenti in particolare per la sua resistenza alla
corrosione salina, anche sottosforzo. La sua lavorazione a freddo ne
aumenta poi la resistenza meccanica in modo considerevole.
Tuttavia, ci sono notevoli difficoltà nel produrre con tecniche a freddo
impianti di dimensioni notevoli, come gli steli delle protesi articolari
dell’anca; di conseguenza, per questo tipo di protesi si deve ricorrere alla
forgiatura a caldo.
Le leghe Co-Ni-Cr-Mo forgiate a caldo presentano superiori qualità di
resistenza alla fatica, rendendole particolarmente adatte nelle applicazioni
che richiedono lunga durata senza presentare fenomeni di frattura o fatica del
metallo, come proprio il caso dello stelo delle protesi d’anca.
LEGHE DI COBALTO-5 Questi vantaggi sono particolarmente significativi qualora sia necessario rimpiazzare la protesi,
LEGHE DI COBALTO-5
Questi vantaggi sono particolarmente significativi qualora sia necessario
rimpiazzare la protesi, poiché risulta molto difficile rimuovere frammenti
del vecchio impianto che deve essere saldamente inserito in profondità nel
canale midollare
Le leghe Co-Ni-Cr-Mo non sono invece consigliate per le zone superficiali
di contatto di protesi di giuntura, a causa dello scarso potere di scorrimento
che questo materiale presenta sia in contatto con se stesso che con altri
materiali
Le proprietà di resistenza all’abrasione delle leghe Co-Ni-Cr-Mo sono
simili a quelle delle leghe Co-Cr-Mo ottenute per fusione (0.14 mm/anno)
Tener presente che l’ aumento della resistenza è accompagnato da una
diminuzione della duttilità
LEGHE DI COBALTO-6 Applicazioni biomediche Queste leghe sono state usate per decenni per protesi dentali
LEGHE DI COBALTO-6
Applicazioni biomediche
Queste leghe sono state usate per decenni per protesi dentali e, più recentemente,
per protesi sottoposte a carichi elevati, come quelle di ginocchio e d’anca.
TITANIO E LEGHE DI TITANIO Sono relativamente più recenti rispetto all’acciaio e alle leghe di
TITANIO E
LEGHE DI TITANIO
Sono relativamente più recenti rispetto all’acciaio e alle leghe di Co
Hanno una densità (per il Ti, 4.5 g/cm 3 ) molto inferiore a quella degli
acciai (Fe, 7.86 g/cm 3 ) e leghe di Co (Co, 8.9 g/cm 3 )
Assenza di proprietà magnetiche
Elevata biocompatibilità, buone proprietà meccaniche, buona
resistenza alla corrosione in fessura ma non per sfregamento, per cui
non sono particolarmente indicate per accoppiamenti articolari
TITANIO E LEGHE DI TITANIO-2 Ad alta T, tendono a reagire con l’ossigeno per cui
TITANIO E
LEGHE DI TITANIO-2
Ad alta T, tendono a reagire con l’ossigeno per cui le operazioni di fusione e a
T elevate vanno condotte in ambiente inerte o sotto vuoto
Nella fabbricazione di protesi in Ti possono essere utilizzate quattro diversi
tipi di Ti metallico, che differiscono tra loro per i contenuti di ossigeno, ferro e
azoto, i cui valori devono essere attentamente controllati:
Ti grado 1- grado 2 - grado 3 - grado 4
Soprattutto il contenuto d’ossigeno ha una grande influenza sulla duttilità e
sulla resistenza del metallo
Per quanto concerne le leghe, la più diffusamente utilizzata in applicazioni
biomediche è denominata Ti6-Al-4V e contiene 5.5-6.5 wt.% di Alluminio e
3.5-4.5 wt.% di Vanadio
TITANIO E LEGHE DI TITANIO-3 Composizione chimica Titanio Lega di titanio Elemento Grado 1 Grado
TITANIO E
LEGHE DI TITANIO-3
Composizione chimica
Titanio
Lega di titanio
Elemento
Grado 1
Grado 2
Grado 4
Ti-6Al-4V
0.030
0.050
0.050
C
0.100
0.100
0.100
0.100
0.080
H
0.015
0.015
0.015
0.015
0.0125
Fe
0.200
0.300
0.300
0.500
0.250
O
0.180
0.250
0.350
0.400
0.130
Resto
Ti grado 4: è il più ricco di ossigeno, e viene utilizzato per i rivestimenti superficiali
TITANIO E LEGHE DI TITANIO-4 Proprietà meccaniche Titanio Lega di titanio Proprietà Grado 1 Grado
TITANIO E LEGHE DI TITANIO-4 Proprietà meccaniche Titanio Lega di titanio Proprietà Grado 1 Grado

TITANIO E

LEGHE DI TITANIO-4

Proprietà meccaniche

TITANIO E LEGHE DI TITANIO-4 Proprietà meccaniche Titanio Lega di titanio Proprietà Grado 1 Grado 3
Titanio Lega di titanio Proprietà Grado 1 Grado 3 Grado 4 Ti-6Al-4V Carico a rottura
Titanio
Lega di
titanio
Proprietà
Grado 1
Grado 3
Grado 4
Ti-6Al-4V
Carico a rottura (MPa)
240
345
450
550
860
Carico di snervamento (MPa)
170
275
380
485
795
Allungamento a rottura (%)
24
20
18
15
10
Strizione a rottura (%)
30
30
25
25
ESEMPIO LEGHE DI TITANIO Punto di fusione del titanio: 1660 °C Titanio allo stato solido:
ESEMPIO
LEGHE DI TITANIO
Punto di fusione del titanio: 1660 °C
Titanio allo stato solido: α (EC, fino a ~ 882°C) , β (CCC, ~ 882- 1660°C)
TITANIO E LEGHE DI TITANIO-5 La lega Ti-6Al-4V è la più utilizzata per applicazioni ortopediche:
TITANIO E
LEGHE DI TITANIO-5
La lega Ti-6Al-4V è la più utilizzata per applicazioni ortopediche: modulo elastico
(dell’ordine 100- 120 GPa) significativamente più vicino a quello dell’osso rispetto ad acciai e
leghe di cobalto (dell’ordine di 200 GPa)
Problema di tossicità di alcuni elementi in lega, in particolare V, e sostituzione con altri, in
particolare Nb e Fe
L’aggiunta di elementi in lega al Ti è legata al fatto che essi stabilizzano la fase β del Ti,
caratterizzata da un modulo elastico (circa 74 GPa) più basso di quello relativo alla fase α
IMPIEGHI BIOMEDICALI DEL TITANIO E DELLE SUE LEGHE In generale, il Ti commerciale puro viene
IMPIEGHI BIOMEDICALI DEL
TITANIO E DELLE SUE LEGHE
In generale, il Ti commerciale puro viene utilizzato nel settore dentale, mentre
le leghe di titanio, che presentano migliori caratteristiche meccaniche, vengono
preferite nella chirurgia ortopedica
Per le caratteristiche di biocompatibilità, resistenza alla corrosione e per la
notevole capacita di sostenere carichi, il Ti e le leghe sono largamente utilizzati
per produrre:
• pompe cardiache artificiali
• involucri per pace-maker
• parti di valvole cardiache
• viti per odontoiatria
• protesi articolari artificiali in genere, ed in modo specifico protesi articolari d’anca
ESEMPI APPLICATIVI LEGHE PIÙ COMUNI Protesi d’anca Testa di femore Acciaio inox Co-Cr-Mo Ti-6Al-4V 316
ESEMPI APPLICATIVI
LEGHE PIÙ COMUNI
Protesi d’anca
Testa di femore
Acciaio inox
Co-Cr-Mo
Ti-6Al-4V
316 L
Ti-6Al-4V
Co-Cr-Mo
Rivestita con TiNbN
ALTRE LEGHE METALLICHE: LEGHE A MEMORIA DI FORMA Le cosiddette Shape Memory Alloys (SMA) possiedono
ALTRE LEGHE
METALLICHE: LEGHE A
MEMORIA DI FORMA
Le cosiddette Shape Memory Alloys (SMA) possiedono una singolare
proprietà denominata Shape Memory Effect (SME) o effetto a memoria di
forma, che consiste nel fatto che un materiale che ha subito una
deformazione ad una certa temperatura può riprendere la forma iniziale
qualora venga riscaldato ad una temperatura superiore.
Forma originale
Forma deformata
Ripristino della
forma originale per
riscaldamento
Nelle SMA le deformazioni coinvolte possono raggiungere livelli anche di
1000 volte maggiori di quelle della dilatazione termica
LEGHE A MEMORIA DI FORMA-2 La lega SMA più conosciuta è quella nichel/titanio denominata 55-
LEGHE A
MEMORIA DI FORMA-2
La lega SMA più conosciuta è quella nichel/titanio denominata 55- Nitinol®
(55% di Ni in peso), che presenta un’eccezionale SME a temperature vicine
alla temperatura ambiente.
Superelasticità delle leghe a memoria di forma
L’elasticità è la capacità di un materiale di riacquistare la propria forma in
seguito a una sollecitazione meccanica in campo elastico.
In termini di elasticità quindi, la proprietà delle SMA si può quantificare
dicendo che tali materiali hanno un limite di elasticità circa 100 volte
superiore a quello delle altre leghe.
LEGHE A MEMORIA DI FORMA-3 La proprietà delle leghe a memoria di forma dipende dalla
LEGHE A
MEMORIA DI FORMA-3
La proprietà delle leghe a memoria di forma dipende dalla loro particolare
struttura atomica. In generale, le leghe sono miscele di metalli ottenute per
fusione ad alta temperatura. Esse assumono una certa forma quando
vengono raffreddate, perché gli atomi di cui sono costituite si dispongono in
strutture ordinate, formando un reticolo cristallino rigido.
Di solito, quando un metallo subisce una deformazione, ad esempio quando
viene piegato o stirato, le file di atomi del reticolo cristallino interessate
scivolano le une rispetto alle altre, causando la rottura dei legami e la
formazione di nuovi legami stabili, che conferiscono al materiale una forma
diversa da quella iniziale.
Nelle leghe a memoria di forma, invece, i cristalli alterano la loro struttura
senza rompere i legami atomici. La nuova disposizione degli atomi, quindi,
non è stabile: basta riscaldare il materiale perché il reticolo cristallino ritorni
alla sua configurazione originale, più stabile.
LEGHE A MEMORIA DI FORMA-3 Applicazioni nel settore biomedico Fabbricazione di fili per gli archetti
LEGHE A
MEMORIA DI FORMA-3
Applicazioni nel settore biomedico
Fabbricazione di fili per gli archetti in ortodonzia
Clips per aneurismi intracranici
Stents
Muscoli contrattili per cuori artificiali
Protesi ortopediche ed altri specifici apparati medicali
STENTS Sfruttando la proprietà di recupero elastico, gli stents possono essere usati per espandere un
STENTS
Sfruttando la proprietà di recupero elastico, gli stents possono essere usati
per espandere un piccolo volume. Tali strumenti, usati in combinazione con
palloncini dilatatori oppure nella versione autoespandibile, possono dilatare
(o supportare) un condotto bloccato all’interno del corpo umano (sia esso un
vaso sanguigno, una via respiratoria, urinaria, etc….)
STENTS-2
STENTS-2
STENTS-2
SMA:ALTRE APPLICAZIONI Ha la forma di un microscopico ombrello che viene inserito chiuso in una
SMA:ALTRE APPLICAZIONI
Ha la forma di un microscopico ombrello che viene inserito chiuso
in una vena e, sfruttando l'effetto memoria di forma attivato
dalla temperatura corporea, riesce a bloccare i coaguli di sangue
Simon Nitinol Filter Il dispositivo viene inserito nella vena in configurazione 1 (deformata) e, per
Simon Nitinol Filter
Il dispositivo viene inserito nella vena in configurazione 1
(deformata) e, per riscaldamento alla T corporea, passa in
configurazione 5 (forma originale)
Nitinol: Stabilizzatore Colonna Vertebrale •Il dispositivo viene preliminarmente deformato ad una temperatura
Nitinol:
Stabilizzatore
Colonna Vertebrale
•Il dispositivo viene preliminarmente
deformato ad una temperatura inferiore ai
+10°C
•La forma deformata è mantenuta fino alla
temperatura di +26°C
•Il recupero della forma avviene una volta che
il dispositivo viene riscaldato a a temperature
superiori a +35°C, cioè prossime alla T
corporea
ALTRI METALLI: IL PLATINO Il platino, così come gli altri metalli nobili, presentano caratteristiche di
ALTRI METALLI:
IL PLATINO
Il platino, così come gli altri metalli nobili, presentano caratteristiche di
eccezionale resistenza alla corrosione, ma proprietà meccaniche scadenti
Viene usato sottoforma di leghe per fabbricare elettrodi, ad esempio nel caso
dei pacemakers, sfruttando cosi la loro resistenza alla corrosione
ALTRI METALLI: L’ORO Impiegato soprattutto in passato
ALTRI METALLI:
L’ORO
Impiegato soprattutto in passato
ALTRI METALLI: IL TANTALIO Vantaggi: - Elevata biocompatibilità Svantaggi: - Elevata densità (16.6 g/cm 3
ALTRI METALLI:
IL TANTALIO
Vantaggi:
-
Elevata biocompatibilità
Svantaggi:
- Elevata densità (16.6 g/cm 3 )
- Scarse proprietà meccaniche
Impiego
-
Fili da sutura