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CAPITOLO 11.

LIMITE

INTRODUZIONE ALLA TEORIA DELLO STRATO

Un notevole progresso nella Fluidodinamica si ebbe grazie al contributo di L. Prandtl nel 1904. Egli intu che il campo di moto di un fluido attorno ad un oggetto o allinterno di un condotto pu essere diviso in due regioni, una di piccolo spessore in prossimit delle pareti, dove i fenomeni dattrito sono importanti (flusso viscoso), e una pi lontana dove invece tali effetti sono trascurabili (flusso ideale), come schematicamente mostrato in figura 11.1.

Figura 11.1. strato limite attorno ad un profilo alare

Intorno al 1904 lo scienziato L. Prandtl intu che il flusso attorno ai corpi pu essere diviso in due regioni: Una regione molto sottile prossima alla parete del corpo detta anche strato limite, dove i gradienti di velocit sono considerevoli e quindi il ruolo degli sforzi tangenziali fondamentale Una regione pi esterna, fuori dallo strato limite, dove i gradienti di velocit sono quasi inesistenti e perci gli sforzi tangenziali viscosi sono trascurabili

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Lo studio del flusso pu essere condotto utilizzando nello strato limite le equazioni dei flussi viscosi (equazioni di NavierStokes), e fuori dallo strato limite le equazioni per i flussi non viscosi (equazioni di Eulero). Come sar mostrato in seguito di fondamentale importanza, per calcolare le forze interagenti tra fluidi e corpi a contatto con essi, conoscere alcuni parametri che caratterizzano lo strato limite.

11.1 Caratteristiche dello strato limite Le caratteristiche dello strato limite, e fondamentalmente il suo spessore, cio la distanza dalla parete della zona interessata agli effetti viscosi, dipende fortemente dalla geometria nel quale il flusso si sviluppa. In figura 11.2a mostrato un esempio di aerodinamica esterna, il flusso su una lastra curva. Proprio a causa della curvatura, il profilo di velocit si modifica fortemente ed a causa delle forze centrifughe pu avvenire anche la cosodetta separazione o distacco della vena fluida. Essa causata dal fatto che le pressioni statiche in prossimit della parete possono far rallentare fortemente le particelle fluide e anche farle muovere in senso contrario al resto del flusso. In tali condizioni il flusso non pi guidato dalla parete.

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Figura 11.2. Comportamento dello strato limite in funzione della tipologia di parete o condotto

In figura 11.2b invece mostrato un esempio di flusso interno ad un condotto. Se la sezione cresce nel verso del moto ed il flusso subsonico (divergente subsonico), il flusso riduce la sua velocit media, e si muove in presenza di pressioni alla parete che crescono nel verso del moto. Le particelle prossime alla parete sono pertanto rallentate dal gradiente opposto di pressione e si pu presentare il distacco della vena fluida. Se il flusso si distacca dalla parete le perdite viscose sono molto elevate nel condotto. Nel caso opposto, dove la sezione si riduce nel verso del moto (convergente subsonico), il flusso aumenta la sua velocit media, ed in queste condizioni lo strato limite si mantiene di ridotto spessore, con minime perdite viscose. Flusso su una lastra piana Il flusso su una lastra piana come quello di figura 11.3 permette di osservare il comportamento dello strato limite e di definire i parametri fondamentali

Vista laterale

a)

Vista dallalto

b) x
Figura 11.3. Strato limite su lastra piana; a), vista laterale; b), vista dallalto

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Nella vista laterale (fig. 11.3a) si osserva come il profilo di velocit su una linea verticale, prima che le particelle incontrino la piastra, uniforme con valore . Appena le particelle incontrano la piastra, quelle che si trovano trovano pi in alto, per gli effetti dattrito. La zona interessata a questa riduzione di velocit detta zona di strato limite, caratterizzata da un altezza detta spessore di strato limite. Il secondo profilo visualizzato a parte da sinistra presenta quindi due zone, una prossima alla parete, dove la velocit varia con la distanza , ed una spessore dello strato limite la distanza lungo la direzione tale che per = = 0.99 zona caratterizzata ancora dalla velocit indisturbata . Si definisce sulla parete aderiscono ad essa, portando a zero la loro velocit. Nello stesso tempo, esse iniziano a ridurre anche la velocit delle particelle che si

Esiste tutta una zona in prossimit del bordo della lastra piana, nel quale lo strato limite di tipo laminare. Si pu definire infatti un numero di Reynolds valutato rispetto alla coordinata , =

In tutta la zona laminare il valore del numero di Reynolds si mantiene inferiore ad un valore critico, tipico dellaerodinamica esterna e ovviamente diverso da quello del flusso in condotti chiusi. diventa Man mano che aumenta, il numero di Reynolds cresce, ed il flusso progressivamente di transizione e infine completamente

turbolento, come mostrato in figura 11.3b. Nella figura 11.3a, si osserva invece come la modalit di crescita dello spessore di strato limite sia diversa a seconda che il flusso sia laminare, di transizione o turbolento.

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11.2 Parametri dello strato limite Si consideri ancora il flusso su lastra piana di figura 11.3. Si vogliono in questo paragrafo riassumere alcuni semplici parametri quantitativi e di tipo globale dello strato limite, e evidenziarne il loro significato. Con riferimento alla figura 11.4a, si gi detto del parametro spessore di strato limite, individuato con la lettera . Esso rappresenta la distanza al 99% di quella del flusso indisturbato, detta . Infatti, a partire dalla dalla parete solida dove una particella fluida dotata di una velocit pari superficie solida dove le particelle aderiscono alla parete ed hanno velocit strato limite, rimanendo poi costante. nulla, la velocit aumenta allaumentare di , fino allo spessore dello

U
Aree uguali

U
Parete virtuale

*
x a) b)

Figura 11.4. Strato limite su lastra piana; parametri quantitativi dello strato limite

Un altro parametro fondamentale lo spessore di spostamento dello strato limite. Per comprenderne inizialmente il significato fisico si consideri la figura 11.4b. A sinistra riportato il corretto profilo di strato limite in una generica sezione di coordinata . Una prima osservazione importante profondit unitaria, si ha che la portata volumica associata a questo profilo data dallintegrale dellarea sottesa dalla curva e dallasse delle . Se si considera una 151

Si supponga ora di sostituire al corretto profilo di velocit, un altro caratterizzato dalla stessa portata , ma tipico di un flusso ideale (e quindi con velocit uniforme), come quello a destra nella figura 11.4b. Per fare ci necessario avere nei due casi la stessa area sottesa, e quindi anche le aree segnate in blu nei due profilo devono essere uguali. Al disotto della distanza il profilo equivalente ha pertanto una velocit nulla, come se la definizione di spessore di spostamento dello strato limite. In termini matematici, la riduzione di portata rispetto a quella di un flusso essere uguale. Se la lastra ha profondit pari a , si ha
* bU = b (U u)dy
0

= ()d = ()d
0 0

superficie della lastra piana fosse stata spostata della distanza . Da qui la

ideale, rappresentata nei due profili dalle zone contrassegnate in blu, deve

Da cui lo spessore di spostamento dello strato limite


u * = 1 U dy 0

Oltre ai due precedenti, la definizione quantitativa dello strato limite richiede lintroduzione dello spessore di spostamento della quantit di moto. Il significato fisico di questo parametro pu essere dedotto in maniera analoga a quanto fatto per lo spessore di spostamento dello strato limite. Si osservi infatti che la portata di quantit di moto attraverso la superficie perpendicolare alla piastra si pu scrivere = (d) = 2 () d
0 0

Avendo posto anche in questo caso la lastra ha profondit . In analogia profilo presenta rispetto ad un corrispondente profilo ideale, deve essere deve avere

con il caso precedente, la riduzione di portata di quantit di moto che ogni uguale. Definendo un parametro di spostamento virtuale della parete , si 152

b U = u(U u ) dy
2 0

Da cui lespressione del parametro , che si definisce appunto spessore di spostamento della quantit di moto
=
0

U 1 U dy

11.4

Lo strato limite turbolento e la Legge Logaritmica di parete.

Lindagine precedente era rivolta a definire alcuni parametri globali dello strato limite. In questo paragrafo verr data qualche informazione sulle caratteristiche locali della zona fluida che costituisce lo strato limite. Sperimentalmente si visto che possibile dividere lo strato limite turbolento in tre regioni prossime alla parete: Sottostrato viscoso (Wall layer). E immediatamente vicino alla parete, di ridotto spessore, e in esso prevale leffetto dellattrito viscoso (flusso laminare) Strato di sovrapposizione (Overlap layer). Contiguo al sottostrato viscoso, e nel quale leffetto delle tensioni laminari e turbolente assume la stessa importanza Strato esterno (Outer layer). E il pi distante dalla parete, il flusso turbolento e prevale lazione delle tensioni turbolente di Reynolds.

Sottostrato viscoso L. Prandtl [F.M. White] dimostr che nel sottostrato viscoso la velocit ricavabile mediante considerazioni dimensionali

non dipende dallo spessore dello strato limite, ma segue una legge 153

Il sottostrato viscoso molto sottile, ed al suo interno gli sforzi tangenziali si possono considerare costanti senza commettere un grande errore, e di valore prossimo a quello di parete = d = costante d

= (, , , )

imponendo la condizione di non-scivolamento alla parete ( = 0), si ha: Da cui d = d d =


0 0

Separando le variabili ed integrando tra = 0 ed un generico valore , e d +

Introducendo una velocit di riferimento, detta velocit dattrito =

si ricava la Legge di Parete, valida nel sottostrato viscoso:

u y u* = u*
delle variabili di Von Karman, che definiscono

(11.1)

Le equazioni relative allo strato limite si studiano normalmente nel piano una velocit adimensionalizzata ed una distanza adimensionalizzata

u+ =

u u*

y+ =

y u* :

La (11.1), scritta mediante tali coordinate diventa

u+ = y +
legge, che pu essere considerata quindi una relazione generale.

(11.2)

E importante osservare come tutti gli strati limite obbediscano a tale

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La (11.2), valida nel sottostrato viscoso e dunque per valori di + < 10, pu essere riportata in un diagramma semilogaritmiche, dove non rappresentata da una retta (figura 11.5). + , + in coordinate

Strato esterno In seguito Von Karman dimostr che nello strato esterno (outer layer) la velocit u indipendente dalla viscosit molecolare , e si pu esprimere con la seguente legge:

(U u) = g (,w ,)
Elaborando law) la precedente lespressione con laiuto dellanalisi dimensionale, si ottiene la cosiddetta legge di difetto di velocit (velocity defct

U u y u = G

(11.3)

Purtroppo tale relazione, valida nellouter layer ( + > 500), mostra che lo dipende dallo spessore dello strato limite, che varia per le diverse Karman, si avranno diverse curve.

strato limite esterno non segue una legge generale come la (11.2), e situazione fluidodinamiche. Se si riporta la (11.3) nel diagramma di Von

Regione intermedia Allinterno dellintervallo indicato come fully turbulent region nella figura 11.5, i due profili di velocit si devono sovrapporre. C.B. Mullikan (F.M. White) dimostr che la sovrapposizione avviene solo se il profilo di velocit della zona intermedia (overlap layer) varia con la seguente legge logaritmica (log law of the wall): 155

u+ =

u 1 = ln y + + B u

( )

(11.4)

I valori delle costanti k e B sono stati ricavati sperimentalmente e valgono approssimativamente k 0,41 e B 5,0 (pareti lisce). Anche la 11.4 una legge valida per tutti gli strati limite, ed quindi del tutto generale, dipendendo solo dal parametro B e quindi dalla rugosit della superficie solida considerata. Lequazione (11.4) rappresentata da una retta nel diagramma di Von nella diversa forma: Karman, per valori di + compresi tra 30 e 300. Pu essere scritta anche
u+ = 1

ln E y + 1

)
ln( E ) .

(11.5)

La costante E della (11.5) tale che B =

Figura 11.5. Profilo normalizzato dello strato limite su parete liscia.

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