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Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento

INTEGRAZIONE DENUNCIA PER DEMOLIZIONE EDIFICIO EX POSTE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO CONTENENTE AMIANTO Oggetto: Fatti accaduti in San Giorgio del Sannio in data 21.03.2012 in relazione alla demolizione ad iniziativa ed opera del Comune del prefabbricato in cemento-amianto delle ex Poste di Via Alcide De Gasperi . Denuncia avverso: 1. COMUNE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO Sindaco p.t. Claudio Ricci, Assessore all'Urbanistica e ai Lavori Pubblici Felice BARRICELLA, Responsabile apicale dell'Ufficio Tecnico Comunale Mario FUSCO; 2. A.R.P.A.C. Di Benevento; 3. POSTE ITALIANE s.p.a.; 4. EVENTUALI ALTRI SOGGETTI RESONSABILI, TRA CUI LE DITTE COINVOLTE: INGANNATO; RI.LA.CO s.r.l. Di Torrecuso; IGECO COSTRUZIONI GENERALI s.r.l.; VI.COS COSTRUZIONI s.r.l.

Dopo la grave evidenza diossine del 2009 (incendio capannone Barletta), ora lamianto : abbiamo piene le tasche del modus agendi dellamministrazione sangiorgese inosservante dei pi elementari principi di precauzione a tutela della salute pubblica. A San Giorgio del Sannio c stata sicuramente dispersione nellambiente di fibre di amianto presenti nella struttura prefabbricata dellex ufficio postale di Via De Gasperi . Tutto inizia, almeno apparentemente, con una demolizione non a norma della struttura citata intrapresa improvvisamente a settembre 2011. A seguito delle proteste dei cittadini i lavori di demolizione furono bloccati e lArpac ad ottobre 2011 certific la presenza di amianto crisotilo non solo nella pensilina lato ingresso pubblico- come da pregresse incomplete indagini del 2004- ma anche nei materiali di risulta della demolizione ritrovati nel cantiere sui generis, allestito senza il bench minimo accorgimento di sicurezza per la pubblica e privata incolumit. Qualche giorno fa, il 21 marzo scorso, nonostante queste risultanze dellArpac e nonostante una concomitante indagine giudiziaria instauratasi a seguito di denuncia del Comune e dellArpac da parte del MoVimento Verso San Giorgio cinque stelle, il Comune di San Giorgio del Sannio ha deciso di festeggiare larrivo della primavera, completando labbattimento della struttura prefabbricata dellex poste, che di certo conteneva fibre di amianto che possono provocare, lentamente ma inesorabilmente, il cancro agli ignari cittadini, ancora una volta neppure avvertiti della scellerata iniziativa con sollevamento di polvere e pulviscolo altamente tossico. Nessuna autorit di polizia ha fermato i letali lavori del 21 marzo e sussistono tanto legittimi quanto gravi dubbi che la stessa magistratura inquirente sia stata di tanto tempestivamente informata, essendo prevalse a quanto ci risulta - argomentazioni di tipo amministrativo (millantata correttezza degli adempimenti amministrativi e igienico-ambientali di messa in sicurezza del cantiere) su pregnanti e oggettivi e prevalenti motivi di indagine e di giustizia, a tutela della salute pubblica e dellambiente. La sfacciataggine irresponsabile dellamministrazione Ricci in carica pare non riconosca limiti neppure nellAutorit Giudiziaria. Se prima il Comune, incredibilmente, ha sostenuto di NON SAPERE che vi erano parti di cemento-amianto (!), il 21 marzo scorso , nellultimare lopus, ha osato definire riqualificazione urbana un vero e proprio disastro ambientale. Con laggravante della distruzione del corpo del reato che doveva invece essere a disposizione della magistratura finch lindagine non si fosse conclusa con lesercizio dellazione penale o la richiesta di archiviazione. Come lordinamento giuridico esige! Ogni cittadino, sangiorgese e non, invitato ad aderire anche con personali e creative iniziative alla protesta del MoVimento verso San Giorgio a cinque stelle e a reclamare trasparenza e legalit sulla torbida vicenda della dispersione di amianto in conseguenza della demolizione a tutti i costi- dello stabile di Italposte s.p.a. Ora tempo che le autorit competenti diano risposte al seme di Pandora incomprensibile gettato dellente comunale, adottino tutte le iniziative necessarie per limitare i danni alla salute dei cittadini e per accertare chi sono i responsabili di questo ennesimo e gravissimo episodio di malaffare. SIAMO CITTADINI, NON SUDDITI E CON LA SALUTE NON E CONSENTITO A NESSUN PRIVATO E, A FORTIORI, A NESSUNA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA SCHERZARE O AGIRE IRRESPONSABILMENTE! Per il MoVimento Verso San Giorgio del Sannio a cinque stelle Le fondatrici e rappresentanti Rosanna Carpentieri, Francesca Maio, Elvira Santaniello

FATTI NUOVI DEL 21.03.2012


In riferimento alla vicenda della presenza di amianto nelledificio delle ex Poste di San Giorgio del Sannio, oggetto di demolizione da parte del Comune di San Giorgio del Sannio gi a settembre 2011, il quale lo acquis al patrimonio comunale nell'anno 2004, dopo che l'Arpac certific la presenza di amianto nella pensilina dello stesso, lato ingresso pubblico, il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia in uno con il Forum civico Cittadini in MoVimento Verso San Giorgio a cinque stelle entrambi rappresentati dalla qui scrivente Rosanna CARPENTIERI, nata a Benevento l'08.11.1967 e residente in San Giorgio del Sannio, in : 82018 via Cesine 36, telefono: 0824-337062, mail: carpentieri.rosanna@alice.it, facendo seguito alle pregresse denunce depositate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento , alla luce delle nuove emergenze, integra i precedenti esposti e denuncia quanto segue.

La Magistratura stata informata ? Il giorno 21 marzo 2012 verso le 09.00 del mattino numerosi cittadini sangiorgesi, in particolare i residenti nellarea limitrofa alledificio delle ex Poste di San Giorgio del Sannio, gi parzialmente demolito nel mese di settembre 2011, hanno constatato che il cantiere era stato riaperto e che, con delle ruspe, si stava procedendo alla demolizione della parte di edificio ancora in piedi. Allarmati, dal momento che la prima demolizione intrapresa a settembre era stata sospesa perch era stata riscontrata la presenza di amianto crisotilo nella pensilina di ingresso dello stabile (indagine Arpac del 2004) e nei materiali di risulta della demolizione (indagine Arpac di ottobre 2011), hanno provveduto a chiedere informazioni e a formulare interrogazioni alla stazione dei Carabinieri di San Giorgio del Sannio, allARPAC di Benevento e di Napoli e alla Sezione Ambientale del Corpo Forestale dello Stato di Benevento, quest'ultima titolare frattanto di indagini delegate dal Pubblico Ministero procedente, a seguito delle denunce inoltrate dalla scrivente. Le risposte delle Autorit sono state "spiazzanti" e foriere di molteplici perplessit. La risposta fornita dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio, in persona del reggente Luogotenente Pietro D'ALI' stata quella di : stare tranquilli perch "il cantiere era in regola con tutti i permessi amministrativi (parere dell' A.S.L. in particolare) e quindi non cera alcun pericolo" per i cittadini; che non si poteva procedere a sequestro dell'area - n preventivo, n probatorio - malgrado l'indagine in corso, in quanto "non si ravvisavano estremi di reati"; che inoltre, sarebbe stato un atto discrezionale meramente facoltativo e non obbligatorio della Caserma locale, notiziare tempestivamente ed in tempo reale la Magistratura delle odierne operazioni di totale demolizione dello stabile su cui erano in corso indagini e analisi dell'Autorit Giudiziaria al fine di stabilire il livello di contaminazione da asbesto dell'area, visto che era acclarata la presenza di amianto in pi parti dell'edificio. La risposta fornita dal Corpo Forestale dello Stato di Benevento tramite vari agenti e segnatamente l'ufficiale CAMERLENGO ( dopo che fu scelto l'agente di Polizia Giudiziaria che volesse interloquire con la scrivente) stata quella di: ribadire che la Magistratura era al corrente da mesi della vicenda e che non occorreva notiziarla della demolizione definitiva intrapresa nella data del 21.marzo.2012. Non riportiamo nemmeno le risposte dell'Arpac di Benevento la quale ha asserito di non potere

interloquire con semplici cittadini ma solo con Amministrazioni Pubbliche ! La scrivente ed i Comitati civici che rappresenta ritengono invece che gli Organi di Polizia debbono acquisire agli atti ogni singola segnalazione e denuncia e trasmetterla all'Autorit Giudiziaria a cui non possono assolutamente sostituirsi ! La figura del Luogotenente (il riferimento al M.llo Pietro D'Al della locale Caserma Carabinieri) resa edotta dei fatti esposti se costituenti reato, deve impedire che il reato e/o i reati vengano portati a ulteriori conseguenze e, nel caso di specie, avrebbe dovuto, con ogni mezzo impostogli dalla sua carica istituzionale e dall'ordinamento giuridico vigente, impedire che venisse posta in pericolo la salute pubblica. D'altra parte, l'essere delegato alle indagini o a determinate indagini (il riferimento agli agenti ed ufficiali del Corpo Forestale dello Stato di Benevento), non pu pregiudicare il dovere degli Ufficiali delegati di notiziare tempestivamente la Magistratura circa quanto sta accadendo, indipendentemente che vi siano o meno dei fatti di rilevanza penale. E' per questo che il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia decide di inoltrare dopo le telefonate intercorse con le forze di Polizia una mail alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, di cui la scrivente riceve conferma di lettura alle ore 16.22 del 21 marzo 2012. L'appello alla Magistratura era del seguente tenore: DA STAMANE IL COMUNE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO (BN) HA RIPRESO EX ABRUPTO I LAVORI DI DEMOLIZIONE DELLUFFICIO POSTALE PREFABBRICATO DI VIA DE GASPERI INTERESSATO DA AMIANTO, MALGRADO CI SIA UNA INDAGINE DELLA MAGISTRATURA IN CORSO. DAI COLLOQUI INTERCORSI CON LA CASERMA DI SAN GIORGIO ED IL CORPO FORESTALE DELLO STATO (questultimo titolare di indagini delegate) E EMERSO CHE LA MAGISTRATURA NON E STATA ANCORA INFORMATA SULLA INIZIATIVA ODIERNA DEL COMUNE.

AIUTATECI A FAR FERMARE I LAVORI FINCHE LA VERITA NON SIA ACCERTATA DALLE AUTORITA GIUDIZIARIE COMPETENTI. CE AMIANTO CRISOTILO NELLA STRUTTURA DI ITALPOSTE ! COSI NON SI FA ALTRO CHE FAR SCOMPARIRE IL CORPO DEL REATO. IL LUOGOTENENTE DI SAN GIORGIO SECONDO QUANTO RIFERITO DALLO STESSO, RITIENE NON DOVERSI PROCEDERE A SEQUESTRO DELLAREA IN QUANTO NON CI SAREBBE SECONDO LUI REATO. E IL PERICOLO DI DISPERSIONE DI AMIANTO? LATTENTATO ALLA SALUTE PUBBLICA? IL DISASTRO AMBIENTALE SU CUI STA INDAGANDO LA MAGISTRATURA?

Contemporaneamente, veniva diramata a mezzo stampa una nota del Forum civico Cittadini in MoVimento Verso San Giorgio a Cinque stelle, a firma delle componenti e rappresentanti: Rosanna CARPENTIERI, Francesca MAIO, Elvira SANTANIELLO, che di seguito riportiamo: Stamattina verso le 8.30 sono ricominciati i lavori di demolizione delledificio ex Poste di San Giorgio del Sannio. Su questedificio gi da mesi sono stati aperti fascicoli di indagine da parte della magistratura sulla base di esposti-denuncia di Cittadini in MoVimento verso San Giorgio a 5 Stelle e di cittadini residenti in area limitrofa alledificio stesso. Abbiamo chiamato i Carabinieri della locale stazione, il N.O.E . di Napoli, la polizia ambientale, lARPAC, ma nessuno ci ha detto se la magistratura stata informata di questa nuova

demolizione tuttora in corso. Anzi, da quanto abbiamo capito dalle conversazioni con le autorit preposte, sembrerebbe che sia un atto discrezionale da parte dellautorit di polizia territoriale quello di avvertire la magistratura: pertanto, sembrerebbe anche che tale comunicazione non ci sia ancora stata. Ci chiediamo: se ci sono delle indagini in corso e dei fascicoli aperti in procura, si pu procedere ad una demolizione senza che il procedimento sia chiuso con larchiviazione e/o lesercizio dellazione penale e si sia dichiarata lassenza di pericolo per la salute pubblica? Con questa nota stampa vogliamo comunicare alla cittadinanza e agli organi competenti quanto sta accadendo e vorremmo soprattutto avere risposte, dal momento che la demolizione in corso, con enorme dispersione di polvere e pulviscolo, potenzialmente dannosa per lambiente circostante e per i residenti nellarea. In questo momento siamo sul posto per documentare con foto e video laccaduto e ci riserviamo di inviare aggiornamenti sulla situazione nel corso della giornata.

Pi o meno in concomitanza a tutto questo tran tran di telefonate e richieste di chiarimenti alle forze di Polizia Giudiziaria, mentre gi in corso l'abbattimento definitivo della parte residuale dello stabile in Via A. De Gasperi, il Comune di San Giorgio del Sannio comunica a mezzo stampa che : Il cantiere, munito di tutte le autorizzazioni richieste dalle norme vigenti ha riaperto i battenti per il completamento della rimozione del vecchio stabile di Poste Italiane, acquisito al patrimonio comunale con lintento di restituire quello spazio alla fruibilit dei cittadini Con il completamento dei lavori nellarea ex Poste - afferma il sindaco Claudio Ricci restituiamo alla comunit cittadina un piccolo polmone di verde in pieno centro urbano e di cui beneficeranno soprattutto i bambini, le famiglie e gli anziani. Quella zona, infatti, sar attrezzata per essere luogo di ritrovo, di incontro e di socializzazione.(sic!). Il tutto ribadiamo - senza prima attendere LE DECISIONI DELLA MAGISTRATURA SUI PROCEDIMENTI IN CORSO, prevalenti su qualsiasi procedimento amministrativo e distruggendo di fatto il corpo del reato su cui erano in corso e/o avrebbero dovuto espletarsi analisi tecniche-ambientali e indagini giudiziarie !!!! Allego in proposito videoregistrazione della demolizione da cui emergono anche gli interventi i situ del Corpo Forestale e della Locale Caserma Carabinieri. Ebbene, riguardo alle autorizzazioni richieste dalle norme vigenti di cui riferisce il Comune, necessario fare alcune precisazioni di fondamentale importanza. L'INCREDIBILE VERSIONE DEL COMUNE DI SAN GIORGIO Il Comune di San Giorgio del Sannio ha sempre - incredibilmente - sostenuto di non sapere della presenza di amianto nelledificio e di esserne venuto a conoscenza solo in occasione dellinizio dei lavori di demolizione in data 21 settembre 2011, cio dopo sette anni dall'acquisto del bene da Poste Italiane s.p.a. Solo in quella occasione, a demolizione intrapresa incredibilmente - secondo il Comune, i tecnici A.R.P.A.C. avrebbero comunicato lesistenza di analisi risalenti a luglio 2004 dalle quali risultava la presenza di amianto crisotilo nelle lastre prefabbricate della pensilina dingresso delledificio . In virt di ci, il Comune sospendeva i lavori e affidava alla ditta RI.LA.CO s. r. l. di Torrecuso la bonifica della parte dellimmobile contenente amianto, assicurando contestualmente alla cittadinanza l'avvio di azioni legali contro l'A.S.L. di San Giorgio del Sannio e l'A.R.P.A.C. di Benevento, in quanto non avrebbero a

differenza degli accessi effettuati nel 2002 - informato l'Ente comunale quale massima autorit sanitaria territoriale, degli esiti degli accertamenti del 2004, positivi per amianto CRISOTILO, appena qualche mese prima dell'acquisto incauto e irresponsabile - dell'immobile da parte del Comune. Si veda in proposito videoregistrazione del Consiglio Comunale del 30 settembre 2011, allegata su supporto CD. QUESITI IN PRIMIS, cosa c' dietro la determinazione del Comune di acquistare da ItalPoste s.p.a. un prefabbricato gi da anni dismesso come ufficio postale ed oggetto di analisi per AMIANTO ( sia pure di esito negativo, all'epoca) da parte dell'A.S.L. e dell'A.R.P.A.C. gi nel lontano anno 2002 ? Il Sindaco ha precisato in Consiglio Comunale di aver voluto con quell'acquisto, sottrarre alla speculazione privata quello spazio. Per, ha fatto anche riferimento -lanciando furiose invettive- ad un incarico conferito in via informale ad un Consulente Tecnico di fiducia del Comune (o del Sindaco) per escludere che ci fosse amianto nell'edificio, prima di avviarne la demolizione a settembre 2011, ad opera di Ditta non specializzata nella bonifica, rimozione e smaltimento di amianto. Per indagare opportunamente su chi fosse il tecnico di cui sopra e quali accordi fossero intercorsi con il Comune, chiedo che venga acquisita agli atti la videoregistrazione del Consiglio Comunale che allego alla presente denuncia.

E poi, quale parte dell'edificio sarebbe stata oggetto di bonifica da parte della Ditta RI.LA.CO s.r.l. di Torrecuso successivamente incaricata dal Comune e, precisamente, a seguito della sospensione dei lavori di demolizione di settembre 2011 ??? Non sappiamo se effettivamente la rimozione e lo smaltimento delle lastre sia stata eseguita dalla stessa ditta che avrebbe bonificato larea su incarico dell'Ente solo a seguito della sospensione dei lavori di abbattimento, a settembre, effettuati da altra ditta non autorizzata e rimasta ignota per l'omessa esposizione del bench minimo cartello di cantiere.

Sembrerebbe che il titolare della Ditta incaricata dal Comune per la demolizione a settembre 2011 sia tal sig. INGANNATO. Dal cartello di cantiere esposto invece il 21 marzo 2012, emerge che la Ditta che ha completato la demolizione sia la IGECO COSTRUZIONI GENERALI s.r.l. con sede a Benevento in Via F. Flora 31, ma che i lavori in effetti siano stati affidati in sub-appalto ed eseguiti dalla Ditta VI.COS COSTRUZIONI con sede in San Giorgio del Sannio in Via Fontana Isi 7.

Voglia la Magistratura chiarire le ragioni in generale del sospetto coinvolgimento di ben quattro imprese (!) e, in particolare:

1. la conformit ai sensi delle normative vigenti della ditta subentrata.


2. Come stato ripartito tra le varie ditte coinvolte nell'avvelenamento da asbesto dei cittadini, il compenso di Euro 31.680,00 comprensivi degli oneri per la sicurezza. 3. Come e dove sono stati smaltiti i rifiuti tossici dell'abbattimento.

Ci che appare indubbio dall'unico cartello di cantiere esposto - SOLO in data 21

marzo 2012 - che la demolizione definitiva e la rimozione e lo smaltimento dei materiali in cemento-amianto sia avvenuta per mezzo di altra ditta, diversa dalla RI.LA.CO s.r.l. Di Torrecuso che avrebbe bonificato l'area dopo l'interruzione dei lavori di settembre 2011.

RIEPILOGANDO le analisi A.R.P.A.C. dell'ottobre 2011 hanno rilevato amianto in dispersione anche nella parte demolita dal Comune a settembre 2011. L'Amianto presente nei materiali di risulta della demolizione di settembre 2011, contrariamente agli esiti degli accessi del 2002 e del 2004, questi ultimi certificanti la presenza di amianto crisotilo solo nella pensilina lato ingresso pubblico. ALTRO QUESITO L'AMIANTO riscontrato ad ottobre 2011 proviene dalla pensilina (come artatamente l'ARPAC allude e cercherebbe di far credere, senza potere scientificamente nulla argomentare: vedasi relazione allegata ) oppure, pi verosimilmente e ragionevolmente, dalle parti dell'edificio gi demolite a settembre 2011 e non preventivamente analizzate dall'Arpac ? I LIMITI DELL'INDAGINE A.R.P.A.C. A riguardo necessario precisare e ribadire che:

in una relazione del settembre 2004, i tecnici ARPAC chiarivano che non avevano

potuto eseguire analisi complete perch alcune parti del prefabbricato erano inaccessibili e perch Poste Italiane non aveva fornito loro, bench richiesti, i capitolati riguardanti i materiali utilizzati per la costruzione delledificio . Proprio quelli che, in uno alla pratica edilizia integrale di cui abbiamo chiesto il sequestro dopo il rifiuto del Comune di consentirci di esercitare il diritto di accesso agli atti, detiene stabilmente il Comune che rilasci p.t. la concessione edilizia a ItalPoste s.p.a. in data 13 ottobre 2011 lARPAC per ha accertato inequivocabilmente che in tre aree esterne e precisamente sui materiali di risulta presenti nel cantiere, vi erano certamente fibre di amianto crisotilo, proprio quelle che disperse nellaria ed inalate, creano agli impotenti cittadini lasbestosi, il mesotelioma pleurico-peritoneale, il cancro polmonare e i tumori del tratto gastro-intestinale e della laringe.

Le risultanze delle indagini ARPAC di ottobre 2011 sono incontestabili circa la presenza di amianto nella struttura abbattuta, sia pure con tutti i limiti intrinseci che abbiamo rilevato e denunciato anche in questa sede e che si puntualizzano e riassumono: 1) LEDIFICIO POSTALE E' STATO COSTRUITO IN EPOCA NOTA CON RELATIVO PROGETTO DEPOSITATO AL COMUNE di San Giorgio del Sannio DAL QUALE RISULTANO LE TIPOLOGIE DI MATERIALI IMPIEGATI ; 2) A seguito dei lavori di demolizione le parti contenenti fibre damianto si ritrovano nei cumuli di demolizione, in maniera del tutto casuale senza quindi poter distinguere esattamente la loro provenienza ; 3) LE INDAGINI ESPERITE DALLARPAC RISULTANO NON SONO DEL TUTTO IDONEE : la METODOLOGIA MOCF utilizzata dice solo se ci sono fibre di minerali damianto in maniera del tutto generica , ma non ne pu distinguere la tipologia . 4) Per avere dati pi precisi anche sulla concentrazione delle fibre per unit di volume bisognerebbe fare altre analisi di maggiore precisione e dettaglio; 5) Le prove effettuate sui campioni sono lacunose , presentano solo un referto, ma non vengono allegati i risultati di prova ( certificati con dati , grafici , tabelle etc ); 6) Anche le modalit di campionamento non vengono specificate , dovendosi invece attenere a precisi disposti normativi quali DM 06/09/1994 -14/05/1996; 7) il campionamento non stato effettuato anche allesterno delledificio ex poste nelle aree contermini. Ci significa che non possibile stabilire leventuale livello di contaminazione di dette aree; 8) E indispensabile monitorare per un determinato periodo la qualit dellaria, dei suoli e delle strutture limitrofe allex edificio postale per potere determinare leventuale stato di pericolosit della zona e quindi determinarne anche lo stato di rischio cui esposta la popolazione residente ed astante temporanea .

A seguito delle analisi del 13 ottobre 2011, la scrivente in proprio ed in nome e per conto del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia e del l Forum Civico Cittadini in MoVimento verso San Giorgio a 5 Stelle integra la precedente denuncia trasmessa alla Procura della Repubblica di Benevento, ipotizzando il disastro ambientale, il falso ideologico, il traffico illecito di rifiuti tossici, etc. Proprio nelle richieste istruttorie viene chiesto in modo perentorio alla magistratura : il sequestro dell'area cantiere delle ex Poste, il sequestro della pratica edilizia con il capitolato dei materiali impiegati, detenuta stabilmente dal Comune ma non comunicata al comitato civico richiedente e, dopo accurata analisi critica della documentazione dell'A.R.P.A.C. dello scorso ottobre 2011, il rifacimento ex novo delle analisi ed il

monitoraggio in pi fasi temporali delle concentrazioni di amianto nell'aria e nel suolo per valutare in maniera attendibile il livello di contaminazione e di pericolo cui esposta la popolazione. A seguito delle analisi del 13 ottobre 2011, inoltre, il Comune sospende i lavori di abbattimento della struttura. Tale sospensione dei lavori sembrerebbe avallare l'ipotesi che il Comune fosse a conoscenza almeno degli esiti delle nuove analisi dellottobre 2011 che confermano l'amianto anche in altre parti dell'edificio e non solo nella pensilina lato ingresso pubblico, di cui alle monche o non esaustive indagini A.R.P.A.C. dell'anno 2004. Eppure, improvvisamente, senza alcun piano di protezione neppure per limitare la dispersione di nubi di polveri altamente tossiche e pericolose in tutto il paese e senza avvertire in alcun modo la popolazione, il giorno 21 marzo 2012 , i lavori di abbattimento sono ripresi, con quasi certa dispersione nellaria di microfibrille di asbesto ed un incommensurabile rischio per la salute dei cittadini. IL COMUNE NON POTEVA NON SAPERE DELLA PRESENZA DI AMIANTO NELL'EDIFICIO EX POSTE SIN DALL'ACQUISTO E DALL'INIZIO DI TALE SCELLERATA VICENDA CONCERNENTE L'IRRESPONSABILE DEMOLIZIONE. Gi nel mese di dicembre del 1996 Poste Italiane- Ente Pubblico Economico comunicava che la societ Italposte s.p.a. aveva realizzato in Campania 99 edifici prefabbricati contenenti cemento-amianto. A giugno dellanno successivo il direttore della filiale Poste Italiane di Benevento, inviava ai responsabili di 21 uffici postali della provincia, tra i quali quello di San Giorgio del Sannio, una comunicazione specifica relativa agli obblighi da assolvere per la gestione dei prefabbricati costituiti da strutture o pannelli di cemento-amianto.
Il prefabbricato di San Giorgio del Sannio, allincrocio tra via Alcide De Gasperi e via Cardilli, non stato pi utilizzato come ufficio postale dal luglio del 1997 ma da allora stato abbandonato in evidente stato di degrado. Nel 2002 lARPAC effettu i primi esami su due soli campioni, uno del pavimento antiscivolo e laltro su una parete di truciolato, verificando che non vi erano fibre di amianto.

A luglio del 2004 la stessa ARPAC ha ripetuto gli esami accertando la presenza del pericoloso materiale, sicuramente nelle lastre prefabbricate della pensilina. Con la relazione del 2 settembre del 2004, i tecnici che avevano effettuato i prelievi chiarivano che quei pannelli di cemento-amianto, durante il sopralluogo del 4 luglio 2002, erano stati scambiati per materiali plastici o simili e poi precisavano che neppure nel 2004 avevano potuto eseguire analisi complete perch alcune parti del prefabbricato erano inaccessibili e Poste Italiane non aveva fornito, bench richiesti, i capitolati riguardanti i materiali utilizzati per la costruzione delledificio. Il 20 ottobre del 2004, cio il mese dopo laccertamento dellARPAC sulla presenza di amianto in quel prefabbricato, il Comune di San Giorgio acquista la struttura, per abbatterla e realizzare al suo posto un giardino pubblico. Tutta la tipologia di quei prefabbricati di Poste Italiane - diffuse su tutto il territorio nazionale . sono tristemente noti per essere costituiti da cemento amianto in pi parti :nelle pareti esterne ed in quelle divisorie interne, nei luoghi di lavoro e nelle sue pertinenze anche esterne. Sono edifici costruiti da Italposte s.p.a. tra il 1970 ed il 1985, in virt delle leggi 15/74 e 39/82.
Sono dotati di vetri antifurto e aria condizionata, e sono stati considerati per molti anni il fiore all'occhiello del sistema di distribuzione di Poste S.p.a.

Almeno fino a quando non si scoperto che per la loro costruzione si era utilizzato amianto.
Ed stato acclarato ed notorio che esso presente soprattutto nei pannelli perimetrali interni o divisori e nei pannelli portanti esterni, proprio quelli che assieme al tetto sono stranamente "sfuggiti" alle indagini dell'Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania nel 2004 per l'edificio di San Giorgio del Sannio, sito in via Alcide De Gasperi.

Strutture quelle delle Poste, solo relativamente sicure. "Almeno fin quando, per qualche motivo, qualcuno non le danneggia" o non decide di demolirle senza preventivamente bonificarle come successo a San Giorgio del Sannio, dove il Comune ne ha intrapreso la demolizione , senza la preventiva bonifica della struttura da parte di una ditta specializzata ed anzi ( figurarsi !) senza neppure allestire un cantiere degno di questo nome con le protezioni dovute e la cartellonistica obbligatoria per legge (ente committente, appalto, ditta esecutrice dei lavori, importo dei lavori, data inizio e fine lavori etc.)!
L'amianto fuorilegge dal 1992. Nulla di strano se anche a San Giorgio alcuni lavoratori di Poste sembrano aver beneficiato del prepensionamento proprio per esposizione all'amianto!

L'anomalia non tutto ci ma l'amministrazione comunale sangiorgese. E' notorio che all'interno di tutta questa tipologia di fabbricati , ove mai non siano ancora dismessi da Poste Italiane, possibile imbattersi in cartelli indicanti "pericolo amianto", l'adozione di un codice comportamentale sulluso di particolari cautele nellambiente di lavoro (vedi Scheda Tecnica n.2 ALLEGATA) e inviti precauzionali a lesionare il meno possibile le pareti dell'edificio, evitando addirittura perforazioni e sbriciolamenti perch tutto dipende dalla probabilit del danneggiamento del materiale estremamente friabile e dispersibile nell'aria e nei polmoni. Dal VADEMECUM 2003 diffuso da Poste Italiane risulta che: Ci sono un migliaio di edifici aziendali interessati dalla presenza di materiale contenente AMIANTO. Il PREPOSTO RESPONSABILE PER L'AMIANTO identificato nel Direttore della Filiale DEVE: VIETARE QUALSIASI INTERVENTO CHE INTERESSI DIRATTAMENTE I MATERIALI CONTENENTI AMIANTO; DEVE EVITARE CHE VENGANO EFFETTUATI FORI SULLE PARETI DI AMIANTO CEMENTO; IL PREPOSTO DEVE ACCERTARSI CHE I LAVORATORI NON ALTERINO L'INTEGRITA' DELLE STRUTTURE CON MCA; QUALORA SIA INTERESSATA UNA GROSSA SUPERFICIE O QUANDO UNA PARETE SIA STATA SFONDATA DOVRA' ALLONTARE IL PERSONALE E CONCORDARE L'INTERVENTO URGENTE CON UNA DITTA SPECIALIZZA; IN OGNI CASO IL LAVORO NON DOVRA' ESSERE SVOLTO IN PRESENZA DEL PERSONALE E DEL PUBBLICO. Da tutto ci si evince che inoppugnabile che L'AMIANTO E' ANCHE NELLE PARETI DEGLI EDIFICI DI QUESTA TIPOLOGIA. E CIOE' LA' DOVE L'ARPAC di Benevento (e il Comune di San Giorgio del Sannio) NON HANNO VISTO O VOLUTO VEDERE! E se pericoloso praticare un foro quid iuris nel caso di una demolizione avventata che non ha ab initio valutato i rischi potenziali per la salute pubblica ed il disastro ambientale ? La prova schiacciante che c' amianto nelle pareti e nei locali aziendali di Italposte diffusi sul territorio nazionale - e dunque, non solo nella pensilina lato ingresso pubblico come certificato dall'Arpac di Benevento in relazione alla demolizione dell' edificio di San Giorgio del Sannio, dal 2004 di propriet del Comune - , oltre alla Scheda Tecnica appena richiamata, anche un opuscolo informativo diffuso dalle Poste stesse ai propri dipendenti che allego quale parte integrante della presente denuncia, con la corelativa previsione in ogni Ufficio di Poste della figura del Responsabile alla sicurezza per l'amianto .

Tutto ci detto, i cittadini sangiorgesi e il Forum Civico Cittadini in MoVimento verso San Giorgio a 5 Stelle, chiedono che venga fatta luce su questa vicenda e che, a tutela della salute pubblica e della legalit e trasparenza nella gestione amministrativa a San Giorgio del Sannio, la Magistratura provveda a rispondere ai seguenti interrogativi:

Perch lAmministrazione non ha tenuto conto, prima di procedere alla demolizione completa e definitiva delledificio, delle ultime analisi fatte dallARPAC ad ottobre scorso, dalle quali emersa in maniera inconfutabile la presenza di amianto crisotilo anche nel materiale di risulta della demolizione ritrovato nel cantiere sui generis, allestito senza il bench minimo accorgimento di sicurezza per la pubblica e privata incolumit, dopo liniziale improprio abbattimento di settembre 2011? Perch lAmministrazione Comunale e lautorit di Polizia Giudiziaria Territoriale non hanno ritenuto di dover avvertire tempestivamente la Magistratura della ripresa dei lavori ma hanno preferito a quanto risulta dalle loro stesse comunicazioni ai cittadini - gestire autonomamente l'emergenza amianto correlata all'abbattimento di un manufatto contenente amianto e sottoposto alle indagini della Magistratura, salvo verificare le carte a posto, ovvero sancire de facto la prevalenza a quanto ci risulta - di argomentazioni di tipo amministrativo (presunta correttezza degli adempimenti amministrativi e igienico-ambientali di messa in sicurezza del cantiere) su pregnanti , oggettivi e prioritari motivi di indagine e di giustizia, a tutela della salute pubblica e dellambiente ??? La sfacciataggine irresponsabile dellamministrazione Ricci in carica pare non riconosca limiti neppure nellAutorit Giudiziaria procedente: ci di palmare evidenza. Perch infatti, lAmministrazione Comunale, ben sapendo che sulla vicenda c unindagine in corso, ha ritenuto di procedere a proprio arbitrio alla demolizione, distruggendo il corpo del reato? Perch, pi a monte, lAmministrazione comunale aveva bisogno proprio di quel pezzo di terra per fare un giardino pubblico in una zona che presenta molti altri spazi liberi? Perch i tecnici e gli amministratori del Comune non hanno preteso da Poste Italiane labbattimento della struttura contenente amianto, nel rispetto delle norme a tutela della salute pubblica, prima di acquistare il suolo?

Auspichiamo che la Magistratura faccia viva luce sulla vicenda sottostante l'attuale emergenza ambientale e cio sull'acquisto pregresso del prefabbricato ex Poste in cemento-amianto di ItalPoste s.p.a. da parte del Comune nel 2004, al solo scopo di demolirlo. Ci fondamentale per stabilire perch il Comune il 21 marzo scorso , nellultimare lopus criminosa, ha osato definire riqualificazione urbana un vero e proprio disastro ambientale. Con laggravante , tra l'altro, della distruzione del corpo del reato che doveva invece essere a disposizione della Magistratura finch lindagine non si fosse conclusa o con lesercizio dellazione penale o con la richiesta di archiviazione. Come lordinamento giuridico esige! In realt gi nel 2004 il Comune non poteva NON SAPERE (ed vano e non privo di conseguenze giuridiche sostenerlo nella civica assise del 30.10.2011) che il prefabbricato di Ital Poste s.p.a. non contenesse amianto e non fosse stato dismesso

da Poste per questa pregnante ragione. Perch il Comune lo abbia acquisito per poi demolirlo il vero mistero che la Magistratura vorr, tra le altre richieste, acclarare!

RICHIESTE ISTRUTTORIE :
1) procedere per la penale punizione dei colpevoli, nei termini di legge, per tutti i reati gi contestati e ravvisabili nella presente esposizione dei fatti e scaturenti dalle indagini espletande, il ripristino della legalit, della giustizia e le pi severe sanzioni e condanne previste dalla LEGGE; 2) richiedere gli opportuni sequestri di documenti e quant'altro ai fini di: a) assicurare la prova dei reati; b) impedirne la soppressione e linquinamento; c) impedire la continuazione dei reati; d) assicurare la solvibilit dei responsabili nei confronti dei cittadini cui deve essere risarcito lingente ed immane danno esistenziale e alla salute cagionato con i comportamenti appena descritti. Mi riporto integralmente alle precedenti denunce sollecitando pure lesecuzione di opportune perizie per la conferma della qui fornita esposizione dei fatti-reato. Rammento, sottolineo ed enfatizzo ad uso di chi mi legge l obbligatoriet dellazione penale sancita in Costituzione in caso di evidenti violazioni di legge e laltrettanto obbligatorio arresto in caso di flagranza di reato; ricordo altres il giuramento prestato nei confronti della Legge, delle Istituzioni, della Repubblica, dello Stato e dei Cittadini italiani tutti, a cui loperato di questo giudice si deve uniformare e deve rispondere. Ci riserviamo inoltre di costituirci, come associazione o uti singuli , parte civile nellinstaurando procedimento penale; e, ai sensi e per gli effetti dellex art. 408 c.p.p., chiedo di essere avvisata in caso di richiesta di archiviazione della notitia criminis oppure in caso di proroga delle indagini preliminari. San Giorgio del Sannio,.................

................................................................ Rosanna CARPENTIERI

Elenco allegati: 1. Video cd della registrazione delle operazioni di demolizione del 21 marzo 2012; 2. Video cd del Consiglio Comunale; 3. Opuscolo informativo di Poste Italiane sulla conclamata presenza di amianto negli edifici di Italposte s.p.a.; 4. Scheda Tecnica con cui si prevede nelle Poste la figura del Responsabile alla sicurezza per l'Amianto; 5. Risultati A.R.P.A.C. Di Benevento di ottobre 2011.