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Keplero

Keplero, allievo di Tycho Brahe, sviluppò tre leggi fondamentali del moto planetario basate su orbite ellittiche, dimostrando la validità del sistema copernicano. Le sue leggi descrivono come i pianeti si muovono attorno al Sole e includono il concetto di forza gravitazionale, che Newton successivamente formalizzò. Keplero utilizzò osservazioni precise per formulare le sue teorie, non avendo accesso a strumenti come il cannocchiale.

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Keplero

Keplero, allievo di Tycho Brahe, sviluppò tre leggi fondamentali del moto planetario basate su orbite ellittiche, dimostrando la validità del sistema copernicano. Le sue leggi descrivono come i pianeti si muovono attorno al Sole e includono il concetto di forza gravitazionale, che Newton successivamente formalizzò. Keplero utilizzò osservazioni precise per formulare le sue teorie, non avendo accesso a strumenti come il cannocchiale.

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KEPLERO:

Keplero è il primo filosofo che si chiede il perché delle cose. Le stagioni e le ore di
luce.

Tycho Brahe, maestro di Keplero, nella seconda metà del 500, grazie a Federico II,
che gli costruisce un osservatorio, per osservazioni più precise, Tycho dice che i
pianeti (tranne la Terra) girano attorno al sole, e fu il primo astronomo che attribuisce
alle comete un’orbita ovoidale. (Lo capisce, grazie, alla cometa che nel 1577 passò)
Inoltre distingue due tipologia di spazio: Lo spazio sublunare (mondo del divenire,
tutti i moti che si trovano che si trovano in questo spazio sono ovali) e lo spazio
iperlunare ( immutabile, tutto è perfetto, tutto rimane com’è ed è incorruttibile).

Keplero, essendo allievo di Tycho, riuscì a studiare con dati e osservazioni piuttosto
precise, inoltre i suoi studi non si basano su movimenti circolari ma ellittici.

Keplero, era convinto che il sistema copernicano fosse vero, il suo obbiettivo era
quello di dimostrarne il motivo. ( Parte da un’idea e trova la dimostrazione, al
contrario di altri fisici, e quindi crede a priori)

Gli studi teorici, di Keplero, si basavano sulla matematica divina, perché, al contrario
di Galileo, non aveva il cannocchiale.

Grazie agli studi di Gilbert (de Magnete), Keplero capì che tra sole e terra c’era una
forza magnetica, però, non poteva dimostrarlo perché tale forza non si poteva vedere.

PRIMA LEGGE DI KEPLERO

“Le orbite descri-e dai piane1 a-orno al Sole sono ellissi di cui il Sole occupa uno
dei due fuochi”

Il punto più vicino al Sole è detto Perielio (Terra più veloce), mentre il punto più
lontano è detto Afelio (Terra più lenta).

SECONDA LEGGE DI KEPLERO

“Il raggio ve-ore di un pianeta spazza aree uguale in tempi uguali”


La terra transita in Perielio nei primi giorni di gennaio, ciò spiega perché nel nostro
emisfero il periodo autunno-inverno è più corto rispetto al periodo primavera-estate.

TERZA LEGGE DI KEPLERO

“Il rapporto fra il cubo del semiasse maggiore (A) dell’orbita e il quadrato del
periodo di rivoluzione (T) a-orno al sole è lo stesso per tuD i piane1:

a^3/T^2 = costante

Per esempio:

La Terra e Marte hanno periodi di rivoluzione diversi e si muovono su orbite con


semiassi diversi, ma:

at^3/Tt^2 = am^3/Tm^2

Le leggi di Keplero, esprimono le caratteristiche comuni delle orbite di qualunque


satellite in orbita attorno ad un corpo celeste.

LEGGE DI GRAVITAZIONE UNIVERSALE:

Due corpi pun1formi di massa (m1 e m2) e distan1 (r) si a-raggono l’un l’altro
con una forza che:

• Agisce lungo la re-a congiungente i due corpi


• Ha modulo F = G x m1 x m2/r^2 (F = Fp)
• La costante G vale 6,7 x 10^-11 (N x m^2/kg^2)

Newton cerca di spiegare attraverso questa legge perché i pianeti sono attratti dal
sole.

L’ACCELERAZIONE DI GRAVITA’:

(SOLO IN QUESTO ESEMPIO M1 E’ LA MASSA DEL PIANETA)

g = G x M1/r^2

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