Corso
INTRODUTTIVO
allo Scalping
Brochure riassuntiva
ANALISI DELLE PERFORMANCE
Esiste una relazione tre le performance effettuate e la fascia oraria utilizzata per fare trading.
Dati alla mano io ho fatto una analisi dei miei trade e dati alla mano ho dovuto costatare che è proprio
così
Questo è quello che dovresti fare anche tu alla fine del corso.
Quando si fa un mestiere come il nostro, cercando di vivere dei movimenti del mercato, si devono
eliminare tutte quelle operazioni dettate dall’istinto o dove statisticamente le probabilità sono a nostra
favore .
Ad esempio analizzando la mia operatività ho notato che divento meno profittevole dalle ore 12 alle
ore 14, dove i volumi calano precipitosamente e gli scalper sono più soggetti a movimenti occulti degli
istituzionali.. i book sono più facilmente manipolabili e i break out maggiormente controllabili.
E si perde in maniera costante in quando di fronte a noi non c’è il mercato nella sua totalità ma astuti
esperti trader super capitalizzati ( o addirittura algoritmi automatici controllati da istituzionali ) che si
vogliono avvantaggiare della loro forza.
Ho compreso che a questo punto è meglio non scendere in campo.
Perché “giocare” in un momento dove sono pochi a dettare le regole e in maniera artificiosa?
Inoltre quando mi concedo tempo per staccare dal computer, vivo meglio la giornata, e quando
riprendo mi sento più sereno e leggero e vedo il mercato con occhi “migliori” di quelli che avrei avuto
se fossi stato attaccato morbosamente al monitor.
In passato in queste due ore mi sono trovato intrappolato in movimenti che non andavano da nessuna
parte, rimanendo per diverso tempo davanti al monitor a sperare di uscire bene.
Ma il più delle volte uscivo male perdendo soldi e pazienza. E questo poi si riflette sulle performance
pomeridiane
Per cui è importante affermare che LA QUALITA’ DEL TRADINDG E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA
QUANTITA’ DI TRADING: per essere longevi sul mercato occorre eliminare le situazioni di stress
psicologico gratuito come queste.
I movimenti sano sono spinti dai volumi e senza di essi vuole dire che siamo in balia di altri che
conducono il gioco come vogliono. Noi siamo i pesci piccoli e loro sono i quelli grossi. Meglio defilarsi e
attaccare al momento giusto.
Anche Sansone non aveva speranze con Golia…ma al momento giusto lo ha steso! Ecco noi dobbiamo
fare così.
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Per migliorare il nostro trading, il nostro modo di operare occorre cercare di rimuovere gli errori
gratuiti che regaliamo al mercato, debolezze che spesso inficiano in modo determinante le nsotre
performance.
Quindi una analisi attenta può permetterci di essere più profittevoli ma in linea generale l’operatività
in scalping è da effettuare:
1) Alle aperture delle borse europee e americane
2) A cavallo delle aperture delle diverse sale operative mondiali
3) Subito dopo il rilascio di dati importanti
4) In presenza di volumi e volitilità in qualsiasi orario della giornata
PROFITTEVOLI CON UNA SOLA STRATEGIA?
Può un trader essere vincente utilizzando solamente una strategia?
Si, certamente a patto che riconosca esattamente il setup di entrata e accetti gli stop loss quando la
situazione richiede di chiuder la posizione in perdita. Queste uscita dal mercato in perdita posseggono
una duplice finalità / utilità:
1. Preservare il capitale
2. Smettere di intestardirsi su una posizione perdente che ci rende ciechi davanti alle mutate
condizioni di mercato, non permettendoci di leggere correttamente le nuove fasi in evoluzione.
Quando introduciamo un nuovo pattern dobbiamo studiarlo fino in fondo, fino a quando non
raggiungiamo una certa familiarità con esso, finche non entra proprio come schema mentale,
simulando prima su carta, poi su una piattaforma demo la sua solidità e la sua replicabilità.
Solo dopo questa prima parte di studio, si potrà iniziare ad utilizzare una nuova metodologia. E’
importante sottolineare che se un pattern non ci/ vi soddisfa o non si adata bene al nostro apporocio
operativo, non siamo e non siete obbligati ad utilizzarlo
OCCORRE AVERE FIDUCIA AL 100% nel metodo e nei suoi meccanismi e nella sua applicazione
altrimenti alla prima stringa negativa di risultati lo abbandonerete senza appello andando così alla
ricerca di metodi vincenti senza concentrarvi invece su un metodo e approfondire lo stesso.
Specializzatevi in poche metodologie e imparate a conoscere un maniere di valute, titoli,
commodities, indici circoscritto. Cercate di instaurare un feeling, di conoscere i loro ritmi, di
apprendere meccanismi che li fanno muovere, ecc. Un buon trader cerca di interpretare i possibili
movimenti dal grafico, non dalle notizie che vengono pubblicate ad hoc per “influenzare” i piccoli
risparmiatori, o dall’amico che lavora in una grande banca d’affari o da qualcuno che conosce
qualcuno che sa delle cose che nessuno sa.
Il grafico è l’elettrocardiogramma dello stato di salute di un’azione, di un indice, di una
commodities, ecc
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cerchiamo di interpretare i suoi segnali, cerchiamo di diventare noi i dottori capaci di leggerli ed essere
i primi responsabili delle nostre decisioni di entrata e di [Link] variabile più importante per
rimanere a lungo sul mercato è la corretta valutazione e il rispetto tassativo dello stop loss.
Quando prende posizione, il trader sa prima di tutto quanto è disposto a perdere, quanto
del suo patrimonio è disposto a lasciare sul mercato e ammettere che la posizione presa era contraria
al trend. Lo stop loss è stato definito come la polizza vita per il trader. Infatti non è immaginabile poter
perdere il 50% del proprio capitale su una sola posizione solamente perché il mercato è irrazionale ed
non ha correttamente valutato il peso di una notizia o qualcos’altro. Il mercato va dove deve andare e
siamo noi che dobbiamo cercare di cavalcarlo il più a lungo possibile. Non esistono mercati che
ci vengono contro, esistono solamente mercati che non abbiamo cavalcato.
Accettare le perdite e vincere la voglia di rifarsi
Un trader non dovrebbe compiere un’altra operazione sull’emotività del momento per
rimediare a una perdita, perché non si rimediano delle perdite ma si fanno solamente nuovi guadagni.
Occorre entrare nella concezione che gli stop loss sono dei costi aziendali, si possono limitare ma mai
cancellare del tutto. È importante sottolineare altresì che, dopo essere usciti da una operazione in
perdita, occorre rileggere nuovamente il mercato e la sua evoluzione, prima di prendere nuovamente
una posizione.
Il nostro obiettivo è quello di minimizzare i rischi e massimizzare i profitti. Le posizioni vengono
prese a seconda del movimento del mercato, ma noi non siamo in grado di predire l’esatto risultato
finale: noi cerchiamo di avere un piccolo vantaggio nella giusta direzione insieme a
un stop molto stretto.
Ultime considerazioni: non cercate di operare su azioni con pochi volumi, bassa liquidità e
difficoltà nel posizionarsi sul book. Scegliete azioni che vi consentiranno sempre di uscire in qualsiasi
momento lo riteniate opportuno. Non solo, se siete in dubbio, uscite dal mercato. Nessun
dottore vi ha prescritto di rimanere dentro ad una operazione che non si sta movendo da nessuna
parte, nel dubbio non fate decidere al mercato. C’è sempre tempo per rientrare.
Overnight in perdita? No, grazie
Non portatevi overnight delle posizioni perdenti che avreste già dovuto chiudere
precedentemente, non pensiate che il destino vi aiuterà. Liquidate la posizione, dormite tranquilli la
notte e cercate di rientrare nel mercato ad un livello migliore.
Non siate avidi, se il mercato vi offre un profitto molto maggiore alle attese, non vi fate pregare
troppo: prendete e portate a casa.
Mantenete un diario dove annotate le vostre idee, le vostre intuizioni e siate onesti con voi
stessi: il trader deve continuamente avere un confronto con se stesso, chiedersi e ragionare dove
possa andare il mercato. Infatti egli spesso comunica internamente per essere più sicuro
sulla posizione da prendere.
Il compito di un buon trader non è quello di rimanere sul mercato durante le fasi di montagne
russe e resistere stoicamente ai trend di controtendenza: egli dovrebbe aspettare il momento
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opportuno, il calcio di rigore da tirare, la scala reale per vincere a poker. E se questa opportunità non
arrivasse, allora stare anche fuori dal mercato. Ricordate: siete voi a decidere quando entrare, non il
mercato.
La professione del trader è perciò molto diversa da una professione normale: non dovete
pensare che se in un’ora non avete commesso nulla, allora siete rimasti con le mani in mano. Il trader
prende posizione quando le condizioni del mercato glielo consentono, altrimenti aspetta. E’
meglio rimanere fuori, perché non ha in mano molto. E con il mercato non puoi bluffare a lungo,
perché quando ti viene a vedere e scopre che non avete nulla, saranno dolori.
Brevi cenni di money management
Immaginate che abbiate una operazione aperta e stiate subendo una perdita secca di sei pips.
Siete nevosi, pregate il mercato di ritornare su, vi attaccate a tutte le notizie possibili ed immaginabili
ed ecco che come per incanto la vostra posizione ritorna a risalire e voi uscite con un guadagno di due
pipis.
Siete contenti, siete scampati al pericolo ma dovete riconsiderare la gestione del rischio
intrapreso. Per ottenere un guadagno di due pips ne avete rischiate ben sei. Ragionandoci a mente
fredda, vi accorgerete senz’altro che in questa maniera il rischio corso è troppo elevato, alla
lunga il mercato vi farà ripagare tutto quello che avete guadagnato a
fatica prima.
Il money management è una variabile importantissima, quanto il metodo stesso.
Sembrerà una cosa poco importante da principio ma una corretta gestione della posizione
spesso vi porterà ad avere dei risultati insperati e costanti nel tempo. Il trading a lungo periodo non
può essere inteso come una scommessa tra voi e il mercato, non deve essere interpretato come un
casinò. Non solo, aumentare la posta in palio per rientrare più velocemente dalle perdite, vi porterà
inevitabilmente a creare una voragine di perdite, un circolo vizioso che presto vi sfinirà
psicologicamente e depaupererà il vostro capitale.
La regola vorrebbe che si investissero solamente quei soldi che si possono
perdere con un sorriso, insomma quei soldi che non vanno ad intaccare la serenità della vostra vita e
quella della vostra famiglia. ( circa il 20% del proprio patrimonio liquido )
Un piccolo consiglio: per un trader di breve periodo potrebbe essere utile operare secondo lo
schema di liquidare metà della posizione al raggiungimento del target pari alla distanza dello stop loss.
In questa maniera avendo già capitalizzato metà posizione, non avrete più la
possibilità di perdita visto che se il mercato vi verrà contro e scatterà il vostro stop, la perdita generata
sarà uguale al guadagno precedente.
Notate l’importanza di controllare il rischio secondo strumenti chiari e trasparenti.
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Pivot point, massimi e minimi importanti, resistenze e supporti
Un metodo operativo profittevole può essere basato sulla valutazione del comportamento
dell’azione al raggiungimento dei pivot point, massimi e minimi importanti, resistenze e supporti. Sono
queste infatti le aree di forte inversione di tendenza, dove il titolo generalmente potrebbe trovare un
arresto al trend in atto.
In questa fase è importante valutare la configurazione del book, i vari livelli e i numeri di
contratti in essere. È importante captare il feeling, e soprattutto è importante osservare dove
vorranno posizionarsi le mani un po’ più forti.
Scalping con le bande di Bollinger e con il momentum
Non soltanto, fatevi aiutare anche dagli indicatori ad es quello di momentum per comprendere
se abbiamo raggiunto una zona di overbought o di oversold.
Le bande di Bollinger con le relative percentuali a fare da filtro per eventuali operazioni sul
mercato. Le bande di Bollinger sono un indicatore formato da una media mobile semplice a 20
giorni/settimane/barre, al di sopra e al di sotto della quale sono inserite altre due medie mobili
rapportate alla sua deviazione standard a due punti.
Il risultato sono tre bande all’interno delle quali scorrono le quotazioni dell’attività finanziaria.
Se vengono utilizzate congiuntamente con le relative percentuali, andiamo a filtrare diversi falsi
segnali, altrimenti ingannevoli. L’indicatore fluttua in un range tra –20 e 130 e questi sono definiti
come livelli d’ipercomprato e ipervenduto.
Quando i valori superano il livello dei 100 punti per poi ridiscendere, abbiamo un segnale di
vendita. E viceversa, quando i valori scendono sotto lo zero e risalgono abbiamo un segnale di
acquisto.
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Questo veloce preambolo ci è servito per comprendere il meccanismo dell’indicatore, e se
“coincide” con la presenza di resistenze (ipercomprato) o supporti (ipervenduto) abbiamo una
seconda conferma della
situazione in atto.
Ma non è sufficiente.
L’ultima parola come sempre appartiene ai movimenti dell’attività finanziaria. Adesso si cerca
di andare alla caccia di pattern che
confermino la spinta in atto, ed alcuni sono molto efficaci al riguardo. ( 1-2-3 High Low di Ross )
Utilizzando l’accortezza di seguire le regole di money management precedentemente descritte,
si cercherà per prima cosa di pareggiare l’operazione e quindi di seguire il più possibile il nuovo trend
di mercato in atto.
Se ciò, però, non accadesse spesso ci si trova di fronte invece alla rottura della resistenza/supporto e
alla ripresa decisa del trend precedente. Capita, quindi, che il nostro stop loss venga fatto scattare e
spesso in questa situazione conviene stopparsi e “reversare” la posizione, ossia posizionarsi nella parte
opposta a quella presa precedentemente. Se il mercato si è fermato un attimo per riprendere fiato e
poi è pronto a
rompere una resistenza o un supporto con tanta forza, molto probabilmente il trend continuerà
ancora un po’ per la sua strada.
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Indicatori di valutazione delle performance
Di seguito una veloce carrellata di alcuni parametri importanti per valutare la qualità del nostro
trading.
Indice di rischio: non è altro che il tempo in cui rimanete aperti sul mercato rapportato alla
durata della sessione. Per valori vicino all’unità, il trading è più una malattia che una professione.
Equity line: è la curva cumulata dei profitti e dovrebbe rimanere più lineare possibile, senza
troppi alti e bassi per confermare una certa regolarità sia di guadagni e quindi anche una certa solidità
della metodologia.
Statistiche operative: tenete conto delle vostre operazioni e valutate le percentuali tra quelle
vincenti e quelle perdenti.
Ratio average winning/losing: serve per avere sotto d’occhio la gestione del rischio, questo
indicatore dovrebbe essere almeno pari ad uno, in maniera che per un 50% di operazioni vincenti il
trader non perde soldi. Per un valore pari a 2, ossia rischio uno per ottenere due, una operatività come
quella precedente permette al trader di guadagnare e restare sul mercato.
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