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INTRODUZIONE

ALL’OPERATIVITA’
CON LE OPZIONI

LE OPZIONI Introduzione all’Operatività con le Opzioni

Riproduzione Riservata.

Antonio Dorati
www.Additiva.it
www.LucaGiusti.it

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
stesso senza previa autorizzazione dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.
Additiva (www.additiva.it) nasce per condividere i progetti di Ricerca su cui stiamo lavorando. Ad una prima
occhiata Additiva potrebbe sembrare un progetto finalizzato ad organizzare Corsi di Formazione… Niente di
più sbagliato: NON è questa la finalità del progetto. Il progetto Additiva ruota attorno all’Individuazione e
Sviluppo di Metodologie di Trading efficaci: sviluppo che nasce da una intensa fase di Ricerca che ha alla base
tanto lavoro ed investimenti piuttosto importanti. Il Corso di Formazione è semplicemente il momento finale
di Condivisione con altre persone di queste Metodologie: la quota di partecipazione finanzia questo processo
continuo di Ricerca. Ma NON è questa la sola ragione per cui organizziamo Corsi di Formazione: trasferendo
(condividendo) queste Metodologie, si interagisce con altre persone (non necessariamente Trader) con cui si
può estendere il lavoro di Ricerca originario, ampliandolo e creando, in questo modo, un gruppo con
competenze livellate ma background diversi (da ingegneri, a statistici, a trader senza qualifiche particolari, ma
che fanno trading da 20 anni) che contribuiscono a migliorare la Metodologia originaria.

Non si tratta di un “astratto circolo virtuoso”, ma della realtà recente: le decine di persone ad oggi coinvolte
nel progetto Additiva, e nei singoli progetti di Ricerca, sono persone che ho conosciuto ai Corsi organizzati
negli ultimi anni. L’interazione con loro e la sinergia che si è venuta a creare fra le diverse competenze e
background di ciascuno, ha migliorato enormemente il mio modo di fare Trading e viceversa. “Quanto più dai,
tanto più ricevi”: non tutti riescono ad accettare di mettere in condivisione, senza remore o gelosie, la loro
conoscenza… accettarlo è però il primo passo per entrare a far parte di questo gruppo.

Riuscire a fare convivere diverse metodologie di Trading nella propria operatività non è cosa facile e richiede
anni; apparentemente questo approccio sembrerebbe in contrasto con la specializzazione che sempre più è
richiesta oggi per fare del Trading la propria professione. Questo limite si supera quando si lavora in gruppo e
non più come singoli individui.

Spero che la lettura di questo e-book possa essere per te stimolante e ti spinga a contattarci per interagire con
me e con gli altri Trader ed Investitori del progetto Additiva .

Questo e-Book rappresenta una lettura propedeutica al corso Operare con le Opzioni
(che abbiamo deciso di offrire GRATUITAMENTE a partire dallo scorso gennaio 2010),
la prima giornata di quello che , ad oggi, è il percorso più completo per imparare a
fare trading con le Opzioni e che si articola:
nel Trading EDGE1 (Trading Non Direzionale con le Opzioni),
nel Trading EDGE 2 (Trading Direzionale con le Opzioni),

nel corso avanzato Operare con le Greche.


Controlla sul sito la data della prossima edizione del corso Operare con le Opzioni e saremo felici di averti
nostro ospite per toccare con mano come lavoriamo!

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
stesso senza previa autorizzazione dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.
Le Opzioni – Introduzione all’Operatività con le Opzioni
Le opzioni sono strumenti derivati, ovvero valori mobiliari il cui valore deriva da un titolo sottostante.
Le opzioni furono quotate per la prima volta in un mercato ufficiale nel 1973 negli Stati Uniti ma le
origini vengono fatte risalire all’antica Grecia. Si narra infatti che Talete, astrologo greco, avesse
predetto l’andamento del raccolto delle olive e, in previsione di abbondanti raccolti, aveva acquistato
dagli agricoltori il diritto di utilizzare i frantoi. Le previsioni si rivelarono corrette e, rivendendo
l’utilizzo dei frantoi, ne trasse un ingente profitto.

Le opzioni sono contratti finanziari che danno al compratore il diritto, ma non il dovere, di comprare
(call) o di vendere (put) una determinata quantità di un’attività finanziaria o reale sottostante (titoli
azionari, indici azionari, tassi d’interesse, futures, materie prime, metalli preziosi, prodotti agricoli…..)
ad un prezzo determinato ad una data specifica (opzioni di tipo “europeo”) o entro una data specifica
(opzioni di tipo “americano”). In questo ebook faremo sempre riferimento ad opzioni di tipo
americano.

Esistono quindi due soli tipi di opzioni: le opzioni di tipo CALL e le opzioni di tipo PUT e si dice che
sono strumenti “derivati” perché il loro valore è derivato dal valore di un altro strumento finanziario
comunemente chiamato“sottostante” (Vedremo più avanti che, oltre al valore del sottostante, ci
sono altri due fattori fondamentali che determinano il valore di ogni opzione: il tempo alla scadenza e
la volatilità implicita).

Ogni opzione è caratterizzata da una data di scadenza oltre la quale l’opzione cessa di esistere. Per le
opzioni su titoli americani il giorno della scadenza coincide con il terzo venerdì del mese di scadenza.

Ogni opzione è caratterizzata da un “prezzo di esercizio” detto comunemente “strike price” ed è il


prezzo a cui viene acquistato (nel caso di una call) o venduto (nel caso di una put) il sottostante se il
compratore ritiene vantaggioso “esercitare” il proprio diritto di acquisto (per una call) o di vendita
(per una put) del sottostante.

La posizione del sottostante (ovvero il suo valore in dollari) rispetto al valore dello strike consente di
assegnare ad una opzione (sia di tipo call che di tipo put) una delle tre possibili denominazioni (detta
anche “Moneyness” di una opzione):

> At the money (ATM): quando lo strike è uguale o molto vicino al prezzo di mercato del sottostante.

> In the money (ITM): quando l’esercizio dell’opzione è vantaggioso rispetto al prezzo di mercato del
sottostante.

Ne consegue che una opzione call si definisce ITM quando lo strike è inferiore al prezzo di mercato
del sottostante. Una put si definisce ITM quando lo strike è superiore al prezzo di mercato del
sottostante.

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
stesso senza previa autorizzazione dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.
> Out of the money (OTM): quando l’esercizio dell’opzione non è vantaggioso rispetto al prezzo di
mercato del sottostante.

Ne consegue che una opzione call si definisce OTM quando lo strike è superiore al prezzo di mercato
del sottostante. Una put si definisce OTM quando lo strike è inferiore al prezzo di mercato del
sottostante.

Per gli esempi che seguiranno faremo sempre riferimento ad opzioni che hanno come sottostante dei
titoli azionari americani per i quali ogni contratto di opzione controlla 100 azioni del sottostante.

Per cominciare a capire quali sono i vantaggi che le opzioni offrono rispetto all’uso diretto del
sottostante, facciamo un esempio.

Nota importante: quando si negoziano le opzioni sul mercato americano occorre ricordare sempre che
il separatore decimale è il punto “.” (come nelle calcolatrici) mentre la virgola “,” rappresenta il
separatore delle migliaia.

Consideriamo innanzitutto il caso di acquistare (posizione LONG) il sottostante ed in particolare 100


azioni Apple (ticker AAPL).

Acquistando un’azione (il sottostante) acquisto un prodotto che non ha una scadenza temporale e il
guadagno deriva da un movimento rialzista del titolo (il sottostante)

Esempio: AAPL $105.00

BUY 100 AAPL @ $105.00 (= acquisto 100 azioni di Apple a $105 cad.)

Costo operazione: $105 x 100 = $10,500.00

Se AAPL si porta a $108.00 (+2.8%)

Profit ($108.00 - $105.00) x 100 = $300.00

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figura 1: Profilo di rischio (Grafico Profit/Loss) di una posizione Long sul sottostante

Il profilo di rischio di una posizione LONG del sottostante è quella raffigurata in figura 1: sull’asse
orizzontale viene rappresentato il valore del sottostante mentre su quello verticale viene
rappresentato il Profit/loss del trade. Da questo grafico si vede che in una posizione long sul
sottostante esiste una relazione lineare tra il movimento del sottostante ed il relativo
profitto/perdita: se il sottostante sale, si ottiene un guadagno mentre se il sottostante scende, si
subisce una perdita.

Importante: ll rischio max non è predefinito nel momento di apertura del trade

Domanda: utilizzando le Opzioni invece del sottostante, è possibile creare dei profili di rischio diversi
da quello lineare? La risposta è affermativa. Con le opzioni è possibile creare dei profili di rischio “su
misura” e quindi non “accontentarsi” del profilo lineare che si ottiene impiegando il sottostante.
Volendo fare un esempio, in figura 2 è raffigurato il profilo di rischio di una strategia che sia chiama
“Calendar Spread” in cui viene definita un’area all’interno della quale guadagnare al passaggio del
tempo e se il titolo sottostante rimane all’interno di un certo range (questo tipo di trading viene
detto “Trading Non Direzionale” perché punta sulla “non direzionalità” del sottostante che si muove
all’interno di un range contenuto di prezzi).

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figura 2: Profilo di rischio (Grafico Profit/Loss) della strategia con le Opzioni “Calendar Spread”

Se un profilo come questo è spesso il risultato finale che cerchiamo di ottenere combinando diversi
contratti di Opzione, è meglio, per ora, procedere per gradi …

Prima abbiamo considerato l’acquisto del sottostante. Vediamo invece come cambia il quadro della
situazione acquistando una opzione Call invece del sottostante.

Acquistando una call acquisto il diritto di acquistare il sottostante al “valore di esercizio”(“Strike


Price”) entro la “data di scadenza” dell’opzione.

Esempio: AAPL $105.00

BUY 1 AAPL JUN 90 Call @ $20.00

(= acquisto 1 opzione Call su Apple AAPL con scadenza a Giugno e strike 90 pagandola $20 che
devono essere moltiplicati per le 100 azioni del sottostante a cui si riferisce ogni contratto di opzi one
sui titoli azionari americani)

Costo operazione: $20.00 x 100 = $2,000.00

Se AAPL passa da $105 a $108.00 (+2.8%) ne consegue che il valore dell’opzione AAPL JUN 90 Call
acquistata passerà da $20.00 a $23.00 (per rendere più semplice l’esempio, assumiamo che il delta
dell’opzione sia uguale ad 1.

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
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Nota: il delta è una delle cosiddette “greche delle opzioni” e consente di conoscere la variazione del
valore dell’opzione al variare di 1$ del sottostante. Ne consegue che se il sottostante AAPL cresce di
3$ e il delta vale 1 allora anche il valore dell’opzione crescerà di 3$. Questa è una semplificazione in
quanto nella realtà, nel corso della vita dell’opzione ITM, il delta tenderà ad 1 avvicinandosi sempre
di più man mano che si avvicina la scadenza dell’opzione).

Rivendendo l’opzione Call comprata, il guadagno risultante è pari a:

Profit ($23.00 - $20.00) x 100 = $300.00 (+15%)

Ottengo quindi $300 di guadagno che rappresentano un +15% rispetto al capitale investito di
$2,000.00 usati per acquistare l’opzione call. Notiamo invece che nel caso di acquisto del sottostante
i $300 di guadagno rappresentano invece un +2,8% rispetto ad un capitale investito pari a $10,500.00
che è quindi molto superiore ai $2,000.00 investiti per acquistare l’opzione call. Quindi l’uso
dell’opzione call consente di investire una quota di capitale inferiore rispetto all’uso del sottostante
e consente di ottenere lo stesso guadagno in dollari grazie alla “leva finanziaria” che caratterizza
l’opzione stessa. In aggiunta, utilizzando l’opzione, il rischio massimo dell’operazione è predefinita al
momento di apertura del trade ed è pari al premio pagato per acquistare il contratto di opzione.

Questo è ben visibile dal grafico del profilo di rischio a scadenza dell’opzione call (vedi figura 3):

figura 3: Profilo di rischio (Grafico Profit/Loss) di una opzione Long Call a scadenza

Da questo grafico in figura 3 si vede che acquistando una opzione Call (posizione long Call) la
relazione tra il movimento del sottostante ed il relativo profitto/perdita non è più lineare su tutto il
range di variazione del sottostante: è lineare solamente per valori del sottostante maggiori dello

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
stesso senza previa autorizzazione dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.
strike price e solamente alla scadenza dell’opzione (vedremo che prima della scadenza dell’opzione il
profilo di rischio è “non lineare”).

Dallo stesso grafico si legge che per valori del sottostante inferiori al valore dello strike price, la curva
del profilo di rischio diventa orizzontale che sta ad indicare che la massima perdita su questa
posizione è limitata, predefinita ed è pari al premio pagato per acquistare il contratto di opzione call.

Vediamo adesso i possibili scenari che si possono presentare con l’acquisto dell’opzione Call.

Riprendiamo il nostro esempio e focalizziamo i concetti principali:

BUY 1 AAPL JUN 90 Call @ $20.00

Acquistando una Call acquisto il diritto (non l’obbligo) di acquistare il sottostante al “valore di
esercizio” (“Strike Price”) entro la “data di scadenza” dell’opzione. Se decido di acquistare il
sottostante si dice che “esercito” l’opzione. Per acquistare l’opzione devo pagare un premio.

Vendendo una call mi assumo l’obbligo di vendere il sottostante al “valore di esercizio” (“Strike
Price”) nel caso in cui il compratore decida di esercitare la sua “opzione” di acquisto (sempre entro la
“data di scadenza” dell’opzione). In caso di esercizio da parte del compratore, si dice che il venditore
viene “assegnato”. A fronte di questo obbligo, il venditore dell’opzione incassa il “premio”
dell’opzione.

Esempio: AAPL $105.00

Mario: compra BUY 1 AAPL JUN 90 Call @ $20.00 e spende $2,000.00 per acquistare l’opzione

Giovanni: vende SELL 1 AAPL JUN 90 Call @ $20.00 e incassa $2,000.00

Cosa può fare Mario se AAPL aumenta fino a valere $116.00?

Ipotesi 1: Mario decide di rivendere l’opzione ed in questo caso il profit/loss dell’operazione deriva
dall’aumento del premio dell’opzione. E’ Giovanni che la ricompra? No, Mario la rivende al mercato
ed il suo compratore sarà uno dei trader che ha chiesto di comprare quel particolare contratto di
opzione.

Ipotesi 2: Mario decide di “esercitare” l’opzione: in questo caso decide di acquistare 100 azioni di
AAPL a $90.00 cad. quando sul mercato valgono $116.00. Gli conviene fare questa operazione? Sì
perché il valore di AAPL è di $6.00 superiore al valore di pareggio “breakeven point” che è pari a
$110.00 ($90 + $20).

Infatti Mario ha già speso $20 per comprare l’opzione call che vanno sommati ai $90 che
spenderebbe per ogni azione in caso di esercizio dell’opzione quindi a Mario l’operazione di esercizio
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conviene solo se APPL vale di più di $110.00. Se AAPL vale $116.00 allora il suo guadagno è pari a
$6.00 per ogni azione quindi $6 x100 = $600.00

Nella pratica vedremo che è molto più frequente rivendere direttamente l’opzione (ipotesi nr. 1 in cui
il guadagno nasce dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita) rispetto all’esercizio
dell’opzione.

Con questo esempio abbiamo visto che un trade può essere aperto sia comprando un’opzione
(posizione “Long”) sia vendendo un’opzione (posizione “Short”).

Se comprando una opzione call ho un rischio massimo predefinito dal premio pagato per l’acquisto
dell’opzione, vendendo un’opzione call il profilo di rischio dell’operazione è esattamente l’opposto
(come si vede in figura 4) perchè la posizione del venditore dell’opzione è esattamente uguale e
contraria a quella del compratore. In termini di rischio massimo, il compratore ha un rischio max
predefinito e limitato mentre per il venditore il rischio max è illimitato.

figura 4: Profilo di rischio (Grafico Profit/Loss) di una opzione Short Call a scadenza

Fino ad ora abbiamo parlato delle opzioni di tipo Call. L’altro tipo di opzioni sono quelle di tipo PUT
per le quali possiamo fare valutazioni analoghe e anch’esse possono essere comprate (posizione Long
Put in figura 5) e vendute (posizione Short Put in figura 6).

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
stesso senza previa autorizzazione dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.
figura 5: Profilo di rischio (Grafico Profit/Loss) di una opzione Long Put a scadenza

figura 6: Profilo di rischio (Grafico Profit/Loss) di una opzione Short Put a scadenza

Anche nel caso delle opzioni Put, è importante notare che la posizione, in termini di profilo di rischio,
del venditore dell’opzione è esattamente uguale e contraria a quella del compratore. In termini di
rischio massimo, il compratore ha un rischio max predefinito e limitato mentre per il venditore il
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rischio max è illimitato (nella pratica il rischio massimo si concretizza in caso di fallimento del titolo,
ovvero quando il titolo arriva a non valere più nulla).

Riassumendo esistono due tipi di opzioni: le opzioni di tipo “Call” e le opzioni di tipo “Put” e ogni tipo
di opzione può essere comprata e venduta. Abbiamo quindi 4 possibili profili di rischio con i quali è
possibile costruire strategie di tipo direzionale e non direzionale.

Il Premio di una Opzione


Il “premio” di una opzione (valore pagato per acquistare l’opzione o incassato in caso di vendita
dell’opzione) è formato da due componenti:

Premio dell’opzione = Valore Intrinseco + Valore Temporale

 Valore Intrinseco: differenza tra il valore del sottostante e lo strike price.

Esempio: AAPL $105.00

Mario: compra BUY 1 AAPL JUN 90 Call @ $20.00

Il valore intrinseco è: $105 - $90 = $15

Regola: Esiste un valore intrinseco ogni volta che l’esercizio dell’opzione consente di acquistare il
sottostante (o vendere nel caso della put) ad un prezzo migliore rispetto a quello attuale di mercato.
Quando il valore intrinseco è maggiore di 0, l’opzione viene detta ITM (In The Money).

 Valore Estrinseco: differenza tra il premio dell’opzione ed il valore intrinseco

Nell’esempio il valore temporale è $20 - $15 = $5

Il valore Estrinseco è funzione di:

- tempo residuo alla scadenza dell’opzione: più tempo manca alla scadenza e maggiore sarà il suo
contributo al valore temporale.

- della volatilità implicita: più la volatilità implicita è alta e più sarà alta l’influenza che avrà sul valore
temporale.

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
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Relativamente alla “moneyness” di una opzione, possiamo dire che un’opzione viene detta:

In The Money - ITM - se ha un valore intrinseco diverso da zero.

Es: l’opzione AAPL JUN 90 Call è ITM quando AAPL è “maggiore” di $90 (es: $96)

At The Money - ATM - se non ha valore intrinseco e quindi il premio è tutto valore temporale. Il
valore del sottostante è molto vicino o uguale al valore dello strike price

Es: l’opzione AAPL JUN 90 Call è ATM quando AAPL vale $90 o è molto vicino a $90

Out The Money - OTM - se non ha valore intrinseco e quindi il premio è tutto valore temporale. Il
valore del sottostante è “distante” dal valore dello strike price

Es: l’opzione AAPL JUN 90 Call è OTM quando AAPL vale, per esempio, $82

Scadenza dell’Opzione
Un contratto di opzione è un tipo di contratto che ha una scadenza temporale: se, raggiunta tale
scadenza l’opzione è OTM, allora non ha più alcun valore e, in ogni caso, cessa di esistere.

Il tempo che manca alla scadenza dell’opzione viene quantificato attraverso il valore temporale: più
tempo manca alla scadenza e maggiore sarà il valore temporale e quindi maggiore sarà il premio
dell’Opzione. Questo perché maggiore è il tempo che ho alla scadenza e maggiori sono le probabilità
che l’opzione diventi ITM.

Il passaggio del tempo viene quindi espresso attraverso la diminuzione del valore temporale residuo
nel prezzo dell’opzione e questo lo possiamo vedere graficamente.

Nelle 3 figure che seguono vediamo il profilo di rischio di una opzione call al passaggio del tempo: in
figura 7 è mostrato il profilo di rischio di una posizione long call al momento dell’acquisto in cui è
evidente il carattere del tutto non-lineare del profilo di rischio. Al passare del tempo la curva del
profilo evolve (vedi figura 8) verso la configurazione finale (vedi figura 9) che caratterizza il contratto
d’opzione al momento della sua scadenza temporale.

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
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figura 7: Profilo di rischio di una posizione long call poco dopo l’acquisto

figura 8: Evoluzione del profilo di rischio al passare del tempo: il profilo evolve verso la configurazione
che avrà al momento della scadenza (vedi figura 9)

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figura 9: Profilo di rischio di una posizione long call alla scadenza dell’opzione (il valore temporale è
nullo)

Grazie allo sviluppo tecnologico delle moderne piattaforme di trading è possibile studiare
l’evoluzione del profilo di rischio al passaggio del tempo anche come diverse curve con colori diversi
(ogni colore ha un significato temporale specifico). Usando la piattaforma di trading Think Desktop di
ThinkOrSwim è possibile eseguire un’analisi della posizione come quella mostrata in figura 10 (in
fondo all’ebook sono state riportate altre informazioni su ThinkOrSwim e sul corso che facciamo per
imparare ad utilizzarla in tutte le sue potenzialità).

figura 10: Analisi con ThinkOrSwim del profilo di rischio di una posizione long call al passaggio del
tempo
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Volatilità Implicita
Fino a questo punto abbiamo visto che il “premio” dell’opzione dipende dal valore del sottostante e
dal passare del tempo. Come abbiamo anticipato all’inizio, il premio dell’opzione dipende anche da
un terzo parametro che viene chiamato “Volatilità Implicita” che rappresenta una misura
dell’aspettativa degli operatori sulla futura volatilità. Un valore “alto” di volatilità implicita significa
maggiore incertezza e tale incertezza si riflette nell’aumento dei premi delle opzioni.

Questa volatilità viene detta “Implicita” perché è implicita nel premio dell’opzione in quanto questo è
un valore ricavato utilizzando il valore di mercato dell’opzione ed un modello matematico di calcolo
del valore teorico dell’opzione (il primo modello matematico per il calcolo del valore teorico risale al
1973 a cura dei signori Black e Scholes detto “Modello Black-Scholes” ed è stato pubblicato per la
prima volta sulla rivista scientifica “Journal of Political Economy” e per il quale è stato assegnato loro
un Premio Nobel).

(da notare che questo valore di volatilità implicita è un parametro diverso dalla volatilità storica che
invece esprime le variazioni che il prezzo del sottostante ha fatto registrare nel passato; le due
grandezze sono però confrontabili e proprio da questo confronto è possibile ricavare delle indicazioni
interessanti per la propria operatività).

Le Greche
Domanda: è possibile descrivere numericamente la sensibilità del profilo di rischio (grafico
profit/loss) al variare di questi 3 parametri (sottostante, tempo e volatilità implicita)?

La risposta è affermativa e tale descrizione avviene attraverso quelle che vengono chiamate le
“Greche” delle Opzioni.

Le greche delle opzioni sono 4 valori che descrivono esattamente come varia il profilo di rischio di
una opzione (o di una strategia costituita da più opzioni) al variare del sottostante, del tempo e della
volatilità implicita e sono:

Delta: variazione del valore di una opzione al variare di 1$ del sottostante

Gamma: variazione del delta al variare di 1$ del sottostante

Theta: variazione del valore di una opzione al passaggio del tempo (variazione giornaliera)

Vega: variazione del valore di una opzione al variare di 1% della volatilità implicita

Per un approfondimento sull’uso delle greche, vi invito a leggere l’ebook dal titolo “Analisi di un
Vertical Spread con le Greche” (sempre disponibile gratuitamente sul portale Additiva) in cui il
docente dei corsi, Luca Giusti, conduce il lettore attraverso l’analisi approfondita di un Vertical
Spread mediante l’uso delle greche.
La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
stesso senza previa autorizzazione dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.
Con questa breve introduzione alle greche delle opzioni, abbiamo concluso questo primo passo che
consente di porre delle solide basi con cui poter continuare il percorso verso l’autonomia nell’operare
con le Opzioni.

Attraverso i corsi di formazione Additiva elencati di seguito (vi invito a visitare il portale Additiva
www.Additiva.it per leggere il programma dettagliato di ogni corso) avrete la possibilità di imparare
ad utilizzare strategie non direzionali e direzionali, così come ad utilizzare le greche delle opzioni per
conoscere ed analizzare tutti i possibili scenari di una strategia.

Additiva è la struttura che oggi in Italia ha il percorso più completo per imparare a fare trading con le
Opzioni. Dall’inizio del 2010 Additiva ha deciso di offrire a tutti la possibilità di conoscere le basi
dell’operatività con le opzioni offrendo la partecipazione GRATUITA al primo passo di questo
percorso formativo costituito dal corso di una intera giornata “ Operare con le Opzioni ”.

Il percorso prosegue con i corsi “ Trading EDGE 1”, dedicato al Trading Non Direzionale…

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
stesso senza previa autorizzazione dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.
… ed il ”Trading EDGE 2” che invece approfondisce l’operatività direzionale sempre con le Opzioni.

Il corso “Operare con le Greche ” è il punto di arrivo dell’intero percorso per operare con le
opzioni in maniera sempre più efficace e consapevole.

Vi invito a visitare il portale Additiva www.Additiva.it per leggere il calendario dei prossimi corsi in
partenza; puoi contattare uno dei trader del progetto per ogni domanda o precisazione
(telefonicamente, via e-mail, o attraverso la Community: www.Additiva.it/community).

La piattaforma di trading utilizzata per effettuare l’analisi mostrata in


figura 10 si chiama Think Desktop di Think or Swim ed è GRATUITA
(con i dati ritardati di 20 min; per i dati realtime occorre aprire un conto
con questo broker e, anche in questo caso, l’uso della piattaforma è
gratuito). Se intendi utilizzare questo broker per operare, scrivici a info@additiva.it (basta il tuo
nome, cognome e numero di conto su cui hai fatto il primo deposito) per far parte del gruppo dei
Trader Additiva ed ottenere le nostre stesse commissioni (1 usd per contratto di opzione negoziato).
Per approfondire la conoscenza di questa piattaforma (che è quanto di meglio oggi è disponibile per
analizzare le strategie con le Opzioni), teniamo una giornata di corso: “ Think or Swim – La
Piattaforma”, in cui ti spieghiamo come utilizzarla al meglio per analizzare strategie con le Opzioni
o per graficare azioni, futures, spread.

La riproduzione di ogni parte di questo workbook è riservata all’autore: è proibito l’utilizzo di ogni parte dello
stesso senza previa autorizzazione dell’autore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.
Il percorso per imparare a fare trading con le non finisce nelle giornate in aula assieme al docente,
ma continua nella Community, con un coaching individuale assieme al docente del corso, con la
partecipazione ad un TRADING GROUP dove un nostro trader ti accompagna per 6 mesi
nell’iniziare a fare operatività, e in Infoshare, dove ti mandiamo in tempo reale le operazioni
che facciamo con le motivazioni che ci hanno portato ad aprirle, e sempre in tempo reale ogni
aggiustamento e la chiusura del trade, con allegate sempre le contabili (così vedi che ciò che ti
spieghiamo ai corsi lo facciamo per davvero nella nostra operatività quotidiana).

Sul sito www.Additiva.it, nella sezione dedicata ad Infoshare, trovi le prestazioni conseguite dalle
operazioni inviate negli ultimi 2 anni (periodo Febbraio 2008-Dicembre 2009: registriamo un 72 % di
operazioni vincenti (107 su 149) contro un 28% di perdenti (42 su 149); il P/L medio su quelle vincenti
è di 207 (su 800 usd di capitale investito in ciascuna operazione) mentre su quelle perdenti di 151
(che definisce quindi un rapporto R/R di 1,37).

Quelli che seguono sono due esempi di operazioni realizzate ed


inviate agli abbonati al Servizio Infoshare, sempre con la stessa
finalità di insegnarti “come si fa” e mostrarti quali sono i
ragionamenti da fare prima di aprire o aggiustare una operazione.

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Buon Trading a tutti!
Antonio Dorati
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