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Prima

di tutto grazie
La ragione di questo scritto e di darvi qualche indicazione che possa aiutarvi a comprendere meglio gli infermieri kenyoti con i quali vi troverete ad operare. Innanzi tutto tenete conto che in questo momento la maggior parte dei vostri colleghi africani e estremamente giovane: quasi tutti hanno appena terminato la scuola ed alcuni di loro addirittura sono ancora studenti. E quindi normale che siano molto inesperti! Altro elemento che necessariamente si associa alla loro giovane eta e il fatto che essi tendono a non voler rimanere a Chaaria per lungo tempo: sovente desiderano ancora specializzarsi, oppure cercano ospedali meno rurali e meno duri di Chaaria. Cio comporta il fatto che il turn over sia altissimo, e la vita media di un infermiere nel nostro ospedale e talvolta inferiore ad un anno. Questo crea disagi non da poco anche a noi, in quanto, quando hanno imparato delle cose ed hanno iniziato ad assumersi responsabilita, poi ci lasciano portandosi con se il patrimonio di esperienze che nuovamente dobbiamo cercare di trasmettere ai nuovi venuti. Chiediamo quindi agli infermieri italiani tanta pazienza ed anche un occhio di comprensione nei confronti delle nostre evidenti carenze nel campo del nursing. Ci sono pero alcuni infermieri storici che con il loro patrimonio di esperienza possono essere un vero punto di riferimento anche per I volontari italiani, sia nel reparto di medicina generale, sia in quello della pediatria-maternita. Il punto centrale e il fatto che gli infermieri italiani che vengono a Chaaria per due o tre settimane si devono prima di tutto mettere in un atteggiamento di umilta e di collaborazione. Noi europei ci rechiamo in Kenya sostanzialmente per aiutare e per collaborare, sforzandoci innanzi tutto di essere accolti e di farci accettare. Solo quando saremo riusciti a farci conoscere ed amare, potremo tentare di insegnare delle tecniche con la speranza che gli infermieri kenyoti accettino ed apprezzino. Chi si pone dal primo giorno in atteggiamenti ipercritici, con il pensiero che tante cose vanno cambiate nel nostro modo di lavorare, si espone al rischio di essere rifiutato dal nostro staff di Chaaria che si sentira poco apprezzato, erigendo quindi dei muri di divisione e di isolamento attorno al nuovo arrivato. Il mio consiglio e che prima il volontario si ponga semplicemente al loro fianco; cerchi di diventare loro amico e poi , quando questo rapporto si cementa pian piano, saranno loro a chiedere: ma voi questa cosa come la fate in Italia? Il volontario deve poi considerare le differenze di formazione tra infermieri italiani e kenyoti: essi studiano tre anni e mezzo, piu o meno come in Italia. Il loro curriculum e pero molto diverso. Ammetto che probabilmente essi sono piu carenti degli italiani riguardo alla formazione nursing: il prendersi cura del benessere totale del paziente, la suo igiene personale, la cura e la prevenzione dei decubiti sono sicuramente un po carenti nello staff di Chaaria, e quindi questa e unarea in cui I volontari possono certamente avere un impatto che porti ad un miglioramento. Ma ripeto che cio non si realizzera con un atteggiamento di superiorita e di critica nei confronti del personale africano. Il miglioramento potra pian piano avverarsi con tempi forse biblici o evoluzionistici, ma si compira in modo sostenibile e continuativo solo se i nostri infermieri saranno stati convinti pian piano da persone coerenti ed umili, che parlano poco ed invece insegnano molto con lumile e costante esempio della vita. Fare critiche aperte o lezioni estemporanee sul modo di lavorare quasi mai ottiene un effetto positivo anzi puo essere deleterio, in quanto certamente essi non daranno alcun ascolto a docenti mai conosciuti prima, che passano da Chaaria come meteore, che si pongono su un piedistallo di superiorita e magari danno lezioni in italiano od in un inglese a dir poco stentato. Per questo il mio consiglio agli infermieri volontari e il seguente: lavorate con loro, diventate loro amici ed aspettate che siano loro a farvi domande sul vostro modo di lavorare. Certamente anche la sterilita e ligiene sono un punto di carenza dei nostri infermieri. Pure da questo punto di vista gli infermieri italiani possono apportare grandi miglioramenti, ma lo devono fare in modo prudente, proprio come ho descritto sopra.

Vedrete mettere dei cateteri con tecniche non sterile. Se lo dovete fare voi, usate tutta la sterilita che e propria del caso il vostro comportamento creera in loro delle domande, e, se il vostro modo di lavorare e a loro piaciuto, poi vi imiteranno. Lo stesso vale per le garze sterile, le medicazioni e via dicendo. Desidero ora parlarvi dei tantissimi pregi e dell eccezionali qualita che i nostril infermieri africani hanno, e credo anche loro abbiano qualcosa da offrire agli italiani. Si tratta infatti a mio parere di uno scambio interculturale, e non di un movimento a senso unico. Prima di tutto essi sono non solo infermieri ma anche ostetrici: sono bravissimi nella gestione del travaglio e del parto, oltre che della gravidanza con tutte le sue complicazioni. Un infermiere africano e preparato nella stima delleta gestazionale del feto, nella determinazione del battito cardiaco fetale, nel follow up della donna con le doglie, nel parto sia cefalico che podalico, nella pratica della episotomia e della episiorrafia. Seguono la induzione con oxitocina senza problemi. Essi sono inoltre in grado di diagnosticare ed inviare al medico I casi di aborto incompleto, o di sospetta gravidanza extrauterina. Sono bravissimi pure con il paziente neonatale (anche pretermine) e pediatrico: sono effettivamente incredibili nel reperimento degli accessi venosi in bimbi a volte di appena un chilo e mezzo di peso corporeo. Anche per la rianimazione del neonate subito dopo il parto, essi sono praticamente indipendenti e non hanno quasi mai bisogno di medico o anestesista. Essi inoltre sono in grado di fare diagnosi e di praticare molte delle terapie necessarie nella normale gestione del paziente ambulatoriale ed anche ricoverato. Soprattutto sulle patologie tropicali sono molto bravi, seguendo i protocolli nazionali: questo li rende molto indipendenti dal medico cosa utilissima sia di giorno (quando I medici sono pochi), sia soprattutto di notte (quando il dottore e sempre e solo il sottoscritto). Sono anche molto competenti nella gestione delle emergenze mediche: per esempio riescono ad affrontare una crisi asmatica in modo autonomo, e sono in grado di prendersi in carico un malato che ha tentato il suicidio con lingestione di pesticidi o veleni di altro tipo: tra laltro eseguono lavande gastriche con competenza. Sono in grado di suturare molti tagli e ferite, quando non sono coinvolti tendini od ossa: pure tale aspetto alleggerisce molto il lavoro del medico. Altro compito che a Chaaria caratterizza linfermiere kenyota e quello del triage: sia in ambulatorio, sia in reparto questo aspetto e totalmente affidato allinfermiere. In ambulatorio i pazienti passano sempre dallinfermiere per la prima visita: se egli e in grado di gestire la patologia e di prescrivere la terapia, il paziente andra direttamente a prendersi i farmaci prima di andare a casa. Nei casi in cui linfermiere decida che la patologia e al di la delle sue competenze, il malato viene inviato alla consulenza del clinical officer o del medico. Anche in reparto linfermiere fa il giro visita e poi segnala al clinical officer o al medico il malato piu difficile o grave. Linfermiere ha inoltre una grande liberta nella richiesta di esami di laboratorio. Egli puo aprire una cartella clinica ed impostare un protocollo terapeutico in attesa del medico, e puo anche scrivere una lettera di dimissione quando il malato e stabile. Normalmente e autonomo nella gestione del degente operato, per il quale segue i protocolli dellospedale. Altro compito che in parte differenzia linfermiere kenyota da quello italiano e il fatto che ad esso e affidata la distribuzione dei farmaci in farmacia. Queste brevi indicazioni possono aiutarci a capire che tra infermieri italiani e kenyoti e possibile e doveroso un processo di scambio e di osmosi dal quale tutti possono trarre giovamento per il bene dei malati da noi serviti. Nessuno e migliore o superiore. Si tratta di profili diversi che comunque si possono integrare ed arricchire vicendevolmente.

Desidererei ora sottolineare alcune caratteristiche a mio avviso molto utili per tutte le persone che vorrebbero fare o hanno fatto volontariato da noi. 1. SENSO DI ADATTAMENTO: sappiamo tutti che un ospedale rurale in Africa non pu essere ben organizzato come un moderno ospedale italiano. La struttura qui potrebbe essere paragonata ad un enorme reparto contenente 140 posti letto, divisi tra specialit molto diverse tra loro. A tutto questo si aggiunge il flusso continuo e in progressivo aumento negli ultimi tempi, di pazienti ambulatoriali. Inoltre come ho gi detto, lo staff locale molto ridotto rispetto agli standard italiani, per cui a volte non riusciamo a seguire il singolo paziente come invece si potrebbe fare in Italia. 2. UMILTA sia nel servizio che nel giudizio globale della realt africana. Nel servizio, pur essendo molto bello che i volontari ci portino ad un continuo miglioramento, necessario fare appello alla pazienza personale per accettare che i cambiamenti suggeriti avvengano per piccoli passi. A volte necessaria una rivoluzione mentale per il nostro personale che stato formato con altri criteri, soprattutto se consideriamo che un Africano non riesce per natura a cambiare le proprie abitudini da un giorno allaltro. Nel giudizio globale sullAfrica invece, credo che valga quanto ci ha detto un vecchio missionario: Per i primi tre anni osserva e basta...se vuoi veramente tentare di capire. Dopo puoi cominciare ad esprimere qualche umile parere. 3. COMPRENSIONE: noi Fratelli siamo sempre in vetrina in quanto viviamo 24 ore al giorno con i volontari. A volte difficile per noi adattarci a personalit completamente diverse che si alternano nella nostra comunit a velocit alquanto elevata. Passiamo da persone pacate ad altre molto esuberanti; da gente che ha bisogno di solitudine ad altri che preferirebbero stare sempre in gruppo e via dicendo... Non sempre facile passare da un chirurgo che richiede tutto il nostro sforzo per migliorare la sterilit, ad un pediatra che invece ritiene che lospedale si debba concentrare soprattutto sulle pappette e sulle soluzioni reidratanti. In ultimo dico che non possiamo essere sempre al meglio: a volte anche noi attraversiamo momenti difficili.

PROBLEMI DI LINGUA ( anzi, di LINGUE)


Mai come, quando si sta a Chaaria, si capisce quanto dovessero essere disperati gli abitanti di Babilonia quando il castigo Divino li privo della lingua comune e non poterono piu capirsi. Molto ma molto piu in piccolo anche a Chaaria si vivono queste situazioni. In Ospedale la maggior parte dei ricoverati non parla Inglese, ma Kiswahili (lingua nazionale) o Kimeru (la lingua locale). Ovviamente i due idiomi sono del tutto diversi tra loro e solo chi e stato a scuola li parla entrambi. A questo punto, per comunicare con i malati, i volontari devono ricorrere alla traduzione degli infermieri o dei clinical officer. Ma qualcuno di loro non e della zona, quindi parla solo Kiswahili e non il Kimeru: il tuo traduttore deve allora cercarsi un secondo traduttore che aiuti lui o lei che sta aiutando te. Ricordate il gioco del telefono senza fili, che si faceva da bambini, sussurrando allorecchio del vicino qualche parola che doveva passare al successivo e cosi via: in fondo alla fila dei bimbi spesso arrivavano parole del tutto diverse o incomprensibili. Fosse finita qui. Ogni giorno vengono ricoverate persone che arrivano dal Nord, Turkana, Rengilla, ed altre tribu. Ognuna parla la sua lingua non conosce Inglese, Kiswahili, Kimeru, ma non conosce neanche il linguaggio della tribu del nord che non siano la sua. In questo periodo abbiamo diverse persone in reparto con le quali si usa solo il linguaggio dei gesti; sono pero un poco perplesso percheanche i gesti non sono sempre internazionali. Anche semplicissimi messaggi tipo bevi tanta acqua alzati e non stare tanto a letto sono difficili da trasmettere. Ogni tanto qualche ricoverato che parlucchia un po di Kiswahili si offre come traduttore: immaginatevi la catena, da una persona analfabeta che parla con una semianalfabeta che traduce in una lingua che non padroneggia appieno..noi tutti speriamo veramente che la Provvidenza non si distragga mai. Certo sarebbe bello e romantico dire che con il linguaggio dellamore ci si capisce sempre, ma quando bisogna decidere su una terapia o su un intervento chirurgico, una certa sensazione di disagio ti coglie. E uno dei tanti aspetti della complessita di Chaaria, di quella complessita che ti fa dire ma perche sono venuto a cacciarmi in tutti questi problemi ma ti fa concludere in ogni caso ci torno. Max Albano

Abbreviazioni a Chaaria
L'uso sfrenato di abbreviazioni nel mondo medico anglosassone costituisce uno degli ostacoli principali che il nuovo volontario deve affrontare nella difficilissima prima settimana di permanenza a Chaaria. Gli inglesi abbreviano tutto. Ce l'hanno nel sangue di abbreviare, ed a volte lo fanno usando l'Inglese; altre volte partono da una radice latina; altre volte ancora non sai neppure da dove provenga una abbreviazione... si fa cosi' e basta! Se qualche volontario che e' stato a Chaaria ci aiutera' ad aumentare la lunghezza di questo elenco, fara' un ulteriore servizio ai nuovi venuti

COME SI FANNO LE PRESCRIZIONI: Rx (= recipe) PO: per os IM: intramuscolo tb (tbs): compressa (compresse) iv: endovena spoon: cucchiaio (5 o 10 ml) MU: mega Unit drops: gocce PRN: al bisogno (dal latino: pro re nata)
Sommministrazioni: OD once a day, una volta al giorno BD twice daily , x 2 (bis in die) TDS three times daily, x 3 QDS, QID x 4 Durata della somministrazione: 1/7, 2/7, 3/7 ecc.. per 1,2 3 giorni 1/12 ecc per 1 mese 1/52 ecc per 1 settimana STAT: una tantum

AFB, AAFB Acid Alchool Fast Bacilli, bacillo acido-alcool resistente, Mycobatterio AM ante meridiem, al mattino APH ante partum hemorrhage ARV , HAART:farmaci anti retrovirali per HIV

ASOT: titolo antistreptolisinico


ATT siero antitetanico

BAT: immunoagglutinazione per brucella BS for MPS: striscio per malaria


BP blood pressure, PA BHP benign prostatic hyperpasia BS, Bl sugar blood sugar, glicemia (misurata in mmol/ l, cio il valore va moltiplicato per 1.8 per ottenere mg/dl) CH: coronary heart disease (CAD) C/S cesareo CCF congestive cardiac failure, scompenso cardiaco congestizio CHD congenital heart disease, cardiopatia congenita CPD cephalo-pelvic disproportion, sproporzione feto-pelvica CSF cerebrospinal fluid, LCR

CTscan: TC
CVP central venous pressure, PVC CXR chest x ray, Rx torace D+C dilatation and currettage (raschiamento) DIB difficult in breathing, dispnea dpm drops per minute gtt/min

ESR: VES
FB foreign body, corpo estraneo FBS fast blood sugar, glicemia a digiuno, mmol/l x 18 = mg/dl FHG full hemogram, emocromo completo (in alternativa si pu chiedere solo l'Hb)

GERD: gastroesophageal reflux disease


Hx history (nell'anamnesi) HIP history presenting illness (Anamnesi pat prossima)

HR heart rate, FC HTN hypertension

IHD: ischaemic heart disease


J jaundice, ittero, J : no jaundice, assenza di ittero LMP last menstrual period, U.M. ISS ;sostituisce AIDS (termine sgradito) LAP low abdomnal pain, dolore addominale basso No3 HIV LVH left ventricular hypertrophy, IVSx MPS malaria parasite slide, striscio per la ricerca della malaria (se positivo, viene scritto "seen") MU mega Unit
0

No3: test HIV


NGT naso gastric tube, SNG NS normale saline , fisiologica (ma anche: sindrome nefrosica) NSAID non steroid anti inflammatory drugs, FANS

O0 : no oedema, assenza di edemi


O/C ova/cystis (ricerca uova o cisti nelle feci) OGD EGDscopia P pallore, P
0:

no pallor, assenza di pallore

P24: test HIV PBF: striscio ematologico per ricerca di blasti


PCP pneumocystis carinii pneumonia PID pelvic inflammatory disease, malattia infiammatoria pelvica PIH pregnancy induced hypertension, ipertensione gravidanza indotta PHC paracetamolo PMCT prevention of mother-to-child HIV transmission

PO per os PPH post partum hemorrhage PRN al bisogno , as requie PT test di gravidanza PTO please, turn over the page, continua nell'altra pagina PUO pyrexia of unknown origin, febbre di ndd PUD peptic ulcer disease RBS random blood sugar, glicemia durante la giornata, non mmol/l x 18 = mg/dl a digiuno: R/O rule out, escludere, diagnosi differenziale RTA road traffic accident, incidente stradale RHD rheumatici heart disease, cardiopatia reumatica SP sulphadoxine/pyrimethamine

TB: tubercolosi (P-TB = tubercolosi polmonare) TCA: take come again (appuntamento T Tox: vaccine antitetanico TSS: tropical splenomegaly syndrome U/Sscan: Ecografia UTI: urinary tract infection
L'uso delle abbreviazioni e la pessima calligrafia dei nostri infermieri vi daranno un bel po' di filo da torcere... e non c'e' verso di indurli a scrivere per intero... Lack of knowledge of the prescribed drug, its recommended dose, and of the patient's details contribute to prescribing errors. Other contributing factors include: Illegible handwriting,Inaccurate medication history taking, Confusion with the drug name, Inappropriate use of decimal points. A zero should always precede a decimal point (e.g. 0.1). Similarly, tenfold errors in dose have occurred as a result of the use of a trailing zero (e.g. 1.0) Use of abbreviations Use of verbal orders

COME SI CHIEDONO GLI ESAMI: Check


Richiesta degli esami su appositi carnet (verdi) Prelievi del mattino (h 8 circa): le richieste devono essere comunicate al laboratorio entro le 17.30 del giorno precedente. Prelievi del pomeriggio (h 14 circa): le richieste devono essere comunicate al laboratorio entro le 12, (meglio se prima!) Specificare URG se si tratta di urgenze. I laboratoristi sono molto efficienti, e spesso si trovano a gestire un carico molto elevato di analisi, sia dei pazienti dei reparti sia degli outpatient. Avere la premura di annotarsi in cartella gli esami richiesti, in modo da non fare doppie richieste, e di incollare alla cartella i risultati degli esami gi effettuati Giulia Aroasio ESR=erythrocyte sedimentation rate - VES Hb (only) - solo emoglobina BLOOD GROUP - Gruppo sanguigno X-match - Cross-match donatore-ricevente (prima di una trasfusione) RBS= random blood sugar - glicemia FBS= fasting blood sugar - glicemia a digiuno Bilirubin - bilirubina WIDAL - Ricerca anticorpi anti S.thyphi BAT=Brucella agglutination test - Ricerca anticorpi anti brucella MPS= malaria parasite smear - striscio periferico per ricerca plasmodium ASOT=Anti-streptolysin-O titer - ASO (strepto B emolitico) VDRL= Veneral Disease Research Lab - sifilide HBsAg - epatite B URINALYSIS - Esame urine: Stick+sedimento STOOL O/C - Esame parassitologico feci con ricerca uova e cisti. N3 - test HIV P24 bioline - test HIV GOT, GPT AMILASE URIC ACID COLESTEROL TOT ELETTROLITES - Na+ K+ ClCREAT- creatinina Bleeding time - tempo di sanguinamento Clotting time - tempo coagulazione UREA HVS=High vaginal smear - colorazione gram su striscio vaginale AAFB=Acid Alchool Fast Bacilli - Ricerca bacillo acido-alcool resistente, Mycobatterio (Es.nello sputum) Richiede qualche giorno. L.P.=lumbar punction - Prelievo e analisi del LCR,Liquor PT= pregnancy test/B hcg - Test di gravidanza (INR)

NOMENCLATURA CHIRURGICA
ITALIANO Pinza anatomica Pinza chirurgica Koker Klemmer Kelly Forbici Porta aghi Bisturi Bakaus Pinza ad anello ago Filo con ago Filo senzago garza Teli verdi guanti Compressa addominale Garza libera Garza montata Pean Manico bisturi Cerotto Betadine Camici Grembiule Maschera Cappellino ENGLISH Dissepting without teeth Dissepting with teeth Koker Klemmer Kelly Scissors Needle holder Blade, or scalpel Towel holder Ring forceps Needle Stitch Free stitch Gauze Green towel Gloves Abdominal towel Free gauze Mounted gauze Kelly without teeth Blade holder Strapping Betadine Gown Apron Mask Cap

Valva

Retractor or valve Valva autostatica Autostatic valve Sega Saw Soluzione Normal fisiologica saline Glucosata Dextrose Acqua ossigenata Hydrogen peroxide Elettrobisturi Diathermy/or cable Aspiratore Sucker Arcella Kidney dish Contenitore Betadine betadine container Cestello Drum Kokerini/klemmerini Mosquitoes Speculum Speculum Curette Curette Pinza per organo Organ holder Lavarsi To scrub Pinza ad anello Ring forceps Trendelemburg Head down position Ambu Ambubag AntiHead up Trendelemburg position Cannula Blannula Deflussore Giving set Trasfusione Transfusion Allievo Trolley Benda Bandage Benda elastica Crepe bandage Medicazione Compressive compressiva dressing Pinza di Fore Fore Hellis Hellis

Pinza appuntita Drenaggio Sondino nasogastrico Passafili Asta per flebo Crema lubrificante Catetere

Tenacula Drainage NGT Shonnessy Drip stand KY jelly Catheter

DIABETE
Valori normali di glicemia: 3.9-6.2 mmol/l = 70-110 mg/dl La glicemia va tenuta rigorosamente al di sotto di 6.5 mmol/l per prevenire le complicanze, ma facendo attenzione ad evitare ipoglicemie severe, potenzialmente letali.

TERAPIA INSULINICA Nel diabete 1; in aggiunta alla dieta ed ipo orali nel diabete 2 non compensato. Linsulina umana non determina reazioni nel sito di inoculazione e non crea resistenza. Insulina rapida (Actrapid). Lazione inizia dopo 30, picco dopo 2 h, azione stabile per 6 h, poi diminuisce e viene eliminata dopo 8 h Intermedia (Monotard). Lazione inizia dopo 2h, picco dopo 6, dura 12-13 h (in alcuni pz fino a 18 h) Mixtard (30%rapida + 70% intermedia). E la migliore opzione nel Pz affidabile che si autosomministra linsulina 30 prima dei pasti ed protetto 24 ore con 1 somministrazione ogni 12 ore

Modalit di somministrazione: 2/3 della dose totale al mattino, 30 prima di colazione 1/3 della dose totale 30 prima di cena Il Pz va istruito circa limportanza di mantenere una alimentazione costante Dosi: tipo 1 in buona salute: 0.6 U/kg/die se malato 1U/kg/die tipo 2 in buona salute :0.5-1 U/kg/die incominciando con 0.5 U/Kg/die se malato 1 U/kg/die

DISINFEZIONE
Procedura per distruggere organismi patogeni per evitare che si diffondano. Pu essere ottenuta con mezzi fisici (calore) o chimici. Importante il dosaggio dellagente chimico, la temperatura ed il tempo di interazione. La sterilizzazione la distruzione totale di ogni forma di vita, incluse le spore batteriche. Si ottiene soprattutto con il calore, sia secco nella sterilizzatrice, , sia con vapore sotto pressione in autoclave. Se invece il processo, soprattutto chimico, non distrugge le spore, si parla di disinfezione. Alcuni tra i principali agenti da rimuovere con la disinfezione sono HIV ed il virus dellepatite B. Tutti i disinfettanti adeguatamente utilizzati sono in grado di raggiungere questo scopo. Il pi utile per la maggior parte degli scopi l ipoclorito (JIK)

Bollitura ed autoclave: alla base della chirurgia in sterilit c la distruzione di tutti i microrganismi dalla strumentazione chirurgica e dalle medicazioni, preferenzialmente tramite vapore sotto pressione. Se non possibile, limmersione in acqua che bolle per 10 uccide ogni virus e tutti i batteri allo stato vegetativo, ma non le spore, soprattutto quelle del tetano e della gangrena gassosa. Dunque sterilizzare solo con acqua bollente meno efficace e non garantisce la sterilizzazione totale.

Il vapore per sterilizzare adeguatamente, cio uccidere tutte le spore, deve. avere temperatura adeguata (120-140) essere saturato con acqua non essere mescolato con aria, dunque occorre rimuovere tutta laria nella camera dellautoclave deve raggiungere tutte le parti, le goccioline di acqua penetreranno allinterno dei materiali porosi se eccessivamente caldo e dunque troppo secco, sar meno efficace come agente sterilizzante. gli strumenti vengono sterilizzati molto meglio se adeguatamente puliti prima la sterilizzazione ridotta da tutto ci che ostacola lo spostamento dellaria, dunque mettere il contenuto non troppo stipato. occorre essere certi che ci sia sufficiente acqua nel fondo dellautoclave poi inserire il cesteda sterilizzare ed accendere il riscaldamento controllare che il rubinetto di scarico sia aperto e fissare il coperchio

quando lacqua incomincia a bollire, il vapore sale e porta fuori laria

I disinfettanti agiscono sui materiali e non si possono usare sui Pz (non si possono applicare JIK- conegrina- o LYSOL sulla cute o sulle ferite), mentre gli antisettici vengono utilizzati sul corpo (iodine, povidone = betadine , savlon = clorexidina/cetrimide) Iodine il migliore antisettico per la cute. La tintura di jodio evapora rapidamente e si concentra. E molto doloroso sulle ferite; pu essere utilizzato allinterno di ulcere o aperture chirurgiche Pu bruciare tessuti neoformati. Non va usato sullo scroto. Providone (betadine) : antisettico ad ampio spettro, che pu essere usato sulla cute e dentro le ferite. E meglio dello iodine perch non brucia, meno doloroso e non distrugge i tessuti. Savlon (clorexidina) : prevalentemente un detergente, non pu essere utilizzato su ferite aperte (va bene per la pulizia della vulva prima di una ispezione vaginale.

Lysol o JIK (conegrina) Usato per la disinfezione dei carrelli da sala operatoria e del pavimento. Non si deve applicare sulla cute. E importante la concentrazione di antisettico fenolico. Se le soluzioni sono troppo diluite, i batteri vi crescono allinterno. Disinfezione degli strumenti con jik (ipoclorito di sodio): 1 litro di jik/ 4 litri di acqua; gli strumenti devono rimanere immersi 5-15 min prima di essere lavati. quando si usa jik per lavare le superfici o il pavimento della sala operatoria, si diluisce molto di pi (1 tappo del contenitore ogni secchio dacqua)

Calore secco/vapore per sterilizzare il calore secco raggiunge temperature inferiori (120) e richiede tempi pi lunghi, almeno 60 il calore con vapore (autoclave) pu raggiungere temperature maggiori (fino a 140) e richiede solo 20 per la sterilizzazione il calore secco pu essere usato solo per garze e strumenti di ferro, mentre il vapore utilizzabile anche per strumenti di gomma e plastica

lautoclave migliore per: tessuti (divise e teli verdi), dispositivi elettrici, garze, plastica e gomma.

Preparazione del materiale per la sterilizzazione: strumenti, divise, teli verdi vanno messi in specifici cestelli o containers le aperture laterali del container devono essere chiuse in caso di sterilizzazione secca ;devono essere aperte in caso di autoclave per permettere al vapore di entrare, ma poi devono essere chiuse subito dopo aver rimosso il container dallautoclave le divise, gli strumenti di plastica e gli strumenti elettrici devono essere avvolti in doppio strato con 2 asciugamani prima della sterilizzazione vengono applicate strisce speciali per controllare lavvenuta sterilizzazione che virano dal bianco al nero quando la sterilizzazione completata.

Durata della sterilizzazione: occorre segnare la data sugli oggetti sterilizzati. Per interventi di chirurgia maggiore si considera un container chiuso come sterile per 24 ore, ma se possibile buona norma sterilizzare immediatamente prima dellintervento. i normali strumenti, come quelli che usiamo per dare i punti o per una episiotomia , hanno livelli di sterilit molto dubbi: ogni volta che apriamo un contenitore, laria ambientale piena di germi e polvere pu entrarvi, ogni volta che prendiamo in mano uno strumento lintero contenitore contaminato. Dunque obbligatorio come minimo prendere loggetto con pinze sterili (in un bicchiere pieno dalcool). Molto importante anche non contaminare il coperchio del contenitore appoggiandolo su superfici non pulite.

Dopo aver preso loggetto, chiudere nel meglio modo possibile (un coperchio aperto significa strumenti non sterili)

PROCEDURE STERILI La procedura nella quale pi frequentemente la sterilit lascia a desiderare la cateterizzazione. Occorre utilizzare un telo verde sul quale appoggiare le garze ed il catetere, indossare guanti sterili e disinfettare i genitali con betadine prima di inserirlo. Unaltra procedura sterile la sutura con punti: dobbiamo usare guanti sterili, dopo aver indossato i quali occorre prestare attenzione a non toccare oggetti non sterili. Unica

eccezione la cavit orale: qui non necessario luso di guanti sterili per suturare o per fare estrazioni. Il parto una procedura sterile che richiede teli verdi e guanti sterili, come pure lepisiotomia La puntura lombare effettuata in maniera non sterile pu facilmente causare meningite.

DISINFEZIONE IN SALA OPERATORIA I carrelli e tutte le superfici della sala operatoria, incluso il pavimento, devono essere lavate con acqua e jik (1 tappo in un secchi dacqua) , lo straccio deve essere tenuto pulito ed asciutto. Tenere lo strofinaccio immerso in acqua favorisce la moltiplicazione dei micorganismi.

MEDICAZIONE di ULCERE e FERITE E una procedura pulita nella quale occorre rispettare norme basilari di igiene. Per la medicazione non necessario luso di guanti sterili, ma le garze devono essere sterili e vanno prese con pinze sterili. Il carrello da medicazioni deve essere pulito ,per evitare contaminazione di ferite, contenitori di pomate ,creme e betadine deve essere richiuso dopo luso

FREQUENZA delle MEDICAZIONI Dopo ogni intervento chirurgico, medicare ogni secondo giorno. La medicazione molto importante per rimuovere la sporcizia sulla ferita e per controllare leventuale insorgenza di problemi in sede di intervento (pus sotto i punti, siero, coaguli e deiscenze) Non medicare una ferita chirurgica per giorni permette ai microrganismi presenti negli essudati di moltiplicarsi lungo lincisione e ci facilita la suppurazione. Quando lintervento chirurgico riguarda unarea sporca (per es un idrocele nel quale lurina pu venire a contatto con la ferita) , la medicazione deve essere quotidiana. Le piaghe da decubito sono normalmente medicate ogni giorno per allentare la pressione sulle ulcere, per rimuovere i batteri contenuti negli essudati e nelle secrezioni (feci, urine), ed anche per rimuovere materiale necrotico. Quando ci si trova di fronte a tessuto necrotico nero, secco sul decubito, occorre rimuoverlo il pi presto possibile, perch sotto la necrosi secca i microrganismi proliferano. Lacqua ossigenata non viene usata su piaghe pulite granuleggianti, ma solo su materiale sporco e necrotico che deve essere rimosso dallulcera.

Dopo unincisione e drenaggio, inserire una garza imbevuta di betadine quando non fuoriesce pi materiale come pus o siero. Medicare ogni giorno le ustioni, perch pi la garza rimane sulla ferita, pi facilmente si attacca e la sua rimozione diventa sempre pi dolorosa, oltre a comportare anche la rimozione di nuovo tessuto granuleggiante. Sulle lesioni estese meglio usare garze con vaselina.

CHE COSA USARE PER LE MEDICAZIONI: Fondamentale mantenere ligiene della ferita e ridurre la pressione sulle ulcere da decubito. In mancanza di differenti prescrizioni specifiche da parte del medico, la migliore medicazione per una ferita consiste in: acqua ossigenata (perossido didrogeno, H2O2) sulle ulcere sporche, poi asciugare il perossido con garze lavare con soluzione fisiologica NS, applicare betadine, chiudere la ferita usando garze vaselinate se la ferita ampia per le medicazioni del post operatorio, usare solo betadine e poi coprire con garze. Informare il medico se si vede qualche cosa di sospetto per le bruciature, usare le normali procedure descritte precedentemente e poi applicare sulfiadiazina dargento per le ulcere infette e le piaghe da decubito funziona bene una miscela di zucchero e betadine: il principio che la miscela ha unalta pressione oncotica che fa rigonfiare i micorganismi fino a determinarne la rottura. meglio non utilizzare antibiotici locali, poich la bassa dose pu favorire linsorgenza di ceppi resistenti. Se la ferita infetta, meglio somministrare antibiotici per via sistemica. se le garze sullulcera assumono una colorazione verdastra, bisogna pensare ad una contaminazione da stafilococco. In questo caso lantibiotico di scelta la cloxa. miele: uno dei meccanismi di azioni del miele pare basarsi sulle sua caratteristiche di osmolarita. In pratica sembrerebbe causare un ambiente iperosmotico in cui i batteri che contaminano le ulcere e sono responsabili del loro peggioramento, vengono uccisi per essiccamento. Inoltre liperosmolarita del miele pare pure molto utile per il risucchio allesterno delle secrezioni prodotte dallinfiammazione: il miele quindi incoraggia un ambiente piu asciutto per lulcera, promuovendo la cicatrizzazione. Inoltre liperviscosita del miele sembra produrre unottima barriera allingresso di nuovi germi, prevenendo cosi sovrainfezioni ed infezioni crociate. La stessa caratteristica poi previene ladesione delle garze alla ferita... cosa molto dolorosa per il paziente ed anche nociva, in quanto alla rimozione della medicazione sporca si tende a strappar via anche lo strato di cellule di granulazione neoformate. Il miele contiene anche un enzima (la glucosio-ossidasi) che diventa attivo quando il miele stesso e diluito, producendo in quantita controllate acqua ossigenata, utile nei processi di pulizia del materiale necrotico e della fibrina. Inoltre da tempo si sa

che una piccola dose di acqua ossigenata funge da stimolatore della moltiplicazione cellulare nella granulazione delle ferite . Il miele ha chiari effetti antinfiammatori ed antiossidanti, che riducono i processi di cicatrizzazione ipertrofica delle ulcere. La sua azione sui radicali liberi, oltre che le sue proprieta antibatteriche lo rendono interessante pure per la cura di altre patologie: uno studio spagnolo ritiene che limpiego di miele possa ridurre la necessita di antibioticoterapia in caso di affezioni dellapparato respiratorio. Ci sono anche evidenze di una attivita battericida del miele sullhelicobacter pylori (seguendo alcuni dati di letteratura anche noi di Chaaria consigliamo ora 30 mg di miele tre volte al giorno nella dieta dei pazienti in terapia per ulcera peptica) . Sia lazione sulle piaghe che quella nel miglioramento delle polmoniti paiono legate al fatto che il miele ha un effetto immunostimolante sia sui linfociti T che sui B, oltre che sui fagociti. Molti studi sono ora in corso per dare una dignita scientifica a tali osservazioni (presso lUniversita di Liverpool; lUniversita dellIllinois, Chicago; lUniversita di Otago).Sono giunto alla decisione di provare questa terapia.Ebbene, i risultati sono molto incoraggianti. Le piaghe piu maleodoranti hanno cessato di odorare in brevissimo tempo; quelle sporche sono diventate rapidamente rosee e granuleggianti, i decubiti si stanno quasi chiudendo. Considerando anche la facilita di reperimento del miele ed il suo basso costo, ci sembra che questo modo di medicare le piaghe sia ottimo, tanto per leconomia dellospedale, quanto e soprattutto per il bene dei pazienti. Prendendo tale decisione non ci sentiamo ne degli erboristi, ne degli stregoni. Ricordiamo per esempio che la digitale e un vegetale, e che lartemisia annua, da cui abbiamo i nuovi farmaci antimalarici, e un fiore. Anche il chinino deriva da una pianta Se poi grandi Universita si stanno interessando ad esso, e perche ce della scienza vera nella nostra osservazione che il miele funziona.

PENSARE SEMPRE SE: - ci laviamo le mani tra un Pz e laltro, o invece trasmettiamo germi da uno allaltro? -tocchiamo il carrello delle medicazioni con guanti contaminati da feci, urine, sangue, pus? -prendiamo garze dal tamburo dellautoclave con mani o guanti sporchi? -entriamo in sala operatoria con vestiti non puliti o con le scarpe? -invadiamo un campo sterile con materiale non sterile ? -ci avviciniamo ad un Pz con la divisa sporca di feci, urine, escreato o sangue ? SMALTIMENTO dei RIFIUTI - molto importante per prevenire la diffusione delle infezioni -fondamentale luso di contenitori di sicurezza per rifiuti taglienti tipo aghi e bisturi -non buttare carta per terra

-dopo le medicazioni o le procedure chirurgiche non dimenticare sulle lenzuola oggetti taglienti che potrebbero far male ad altri infermieri o ai colleghi della lavanderia.

ECG

Limpulso normalmente parte dal nodo seno-atriale, situato nella parete dellatrio dx, poi attraverso i tratti internodali arriva al nodo atrio-ventricolare, allinterno del setto atriale, tra atrii e ventricoli. Qui limpulso viene ritardato in modo da permettere una contrazione sequenziale anzich simultanea di atrii e ventricoli. Dal nodo AV limpulso passa nella branca dx e sx e quindi nelle fibre del Purkini che stimolano i singoli miociti a contrarsi. LECG pu essere visto come una interpretazione transtoracica dellattivit elettrica del cuore, catturata da elettrodi posti sulla cute. Pu valutare accuratamente anomalie del ritmo cardiaco sia da danno intrinseco al tessuto di conduzione, sia per esempio da ipo/iper-K+; pu segnalare in certe aree (ma non in tutte) la presenza di danno ischemico; pu indirettamente far sospettare altre alterazioni quali dilatazioni striali, ipertrofia ventricolare, ma non valuta la funzione di pompa (chiedere a Beppe ecocardio per valutare la Frazione di eiezione. Valore normale > 50%)

COME POSIZIONARE GLI ELETTRODI: braccio dx rosso gamba dx - nero braccio sx - giallo gamba sx -- verde

gli elettrodi normalmente sono posizionati ai polsi ed alle caviglie, ma possono ugualmente essere posti alla radice degli arti ( per es., in Pz amputato). Esaminano il cuore sul piano frontale.

Precordiali (esaminano il cuore su un piano orizzontale): V1 IV spazio intercostale, parasternale dx V2 - IV spazio intercostale, parasternale sx V3 tra V2 e V4 V4 V spazio intercostale, emiclaveare sx V5 V spazio intercostale, ascellare ant V6 V spazio intercostale, ascellare media

-150

-30

+120

+60 +90

D1 e V6 esplorano approssimativamente la stessa zona e dunque il tracciato deve risultare simile se gli elettrodi sono correttamente posizionati in condizioni normali. In ogni derivazione, lattivit elettrica da origine ad una deflessione positiva se londa si avvicina allelettrodo esplorante, ed una deflessione negativa se in allontanamento. Normalmente la velocit di scorrimento di 25 mm/sec. Un quadratino grande (5 mm x 5 mm) corrisponde orizzontalmente a 0.2 sec e verticalmente a 0.5 mV. Un quadratino piccolo (1 mm x 1 mm) corrisponde a 40 msec e o.1 mV CHE COSA CERCARE SEMPRE IN UN ECG: Frequenza cardiaca ( in modo approssimativo: poich la velocit di scorrimento della carta standardizzata a 25 mm/sec ,cercare un QRS che coincida con una linea verticale spessa. Se il QRS successivo si trova sulla linea spessa successiva, la FC 300 bpm, se sulla seconda linea spessa 300 :2 =150, sulla terza 300 :3 = 100, sulla quarta 300.4= 75, sulla quinta 300:5=60 e cos via. . Dunque: 300,150.100,75,60,50,43,37 ecc Si considera tachicardia una FC>100 bpm, bradicardia < 50 bpm

Ritmo : - presente la P? La P positiva in D2 ed aVF e negativa in aVR? l'intervallo RR costante? Allora un ritmo sinusale -mancano le P? gli intervalli RR sono irregolari? pensare ad una fibrillazione atriale. In questo caso per misurare la frequenza cardiaca media occorre contare il numero di QRS

in 6 secondi (cio in 30 quadratini grandi da 0.20 sec) e moltiplicare per 10. Spesso la carta ha gi un segno ogni 3 secondi, in tal caso invece di contare 30 quadratini grossi si possono contare 2 di questi segni. -l'attivit atriale regolare con un aspetto a denti di sega in D2, D3, aVF? Pensare ad un flutter atriale. In questo caso la frequenza atriale in genere intorno ai 300/min (200-400), con risposta ventricolare 2:1 (FC 150 bpm), 3:1 (FC 100 bpm), 4:1 (75 bpm) oppure irregolare, a seconda della conduzione AV e da farmaci che aumentano il rallentamento a livello del NAV (digossina, betabloccanti). -sono presenti extrasistoli ventricolari (CPV)? In questo caso il QRS non preceduto da una P poich l'impulso si genera nei ventricoli (anche se l'attivit elettrica raggiunge a ritroso gli atrii, la P che ne deriva inglobata nel QRS o lo segue). Inoltre il QRS allargato e con diversa morfologia poich la conduzione all'interno dei ventricoli richiede pi tempo e la T ha una forma anomala. Le CPV possono essere isolate o a coppie, triplette o salve (4-6 in fila). In questo caso si pu anche parlare di tachicardia ventricolare non sostenuta. La presenza di CPV non segno di cardiopatia, perch sono normalmente presenti anche nel cuore sano, specie con l'avanzare dell'et. Ma possono anche essere scatenate da infezioni intercorrenti, flogosi, ischemia miocardica, tossicit da farmaci, stress, squilibrii elettrolitici, abuso di tabacco,alcool o caff.

ERRORI DI TRATTAMENTO
Possono essere errori di prescrizione, distribuzione o somministrazione, indipendentemente dalle possibili conseguenze. Sono responsabili di un gran numero di morti ogni anno, e per lo pi diprndono dalla velocit e dalla complessit delle cure e dalla lunga catena che esiste tra il momento nel quale il farmaco viene prescritto e quello nel quale il Pz lo assume effettivamente. Gli errori sono ovviamente pi frequenti e gravi nei Dipartimenti di Emergenza, dove il Pz non conosciuto, spesso ci si affida ad ordini verbali, i farmaci utilizzati sono molto numerosi, con molte vie di somministrazione, esistono molte occasioni di interruzione/distrazione In ambito pediatrico poi gli errori dipendono dalla ampia variabilit di peso e superficie corporea e dalla diversa maturazione degli organi che possono alterare la capacit di metabolizzare e di escrezione del farmaco: i bambini, soprattutto se molto giovani, piccoli, defedati, tollerano meno un errore per l'incompleto sviluppo delle funzioni renali, immunologiche ed epatiche. Inoltre i bambini piccoli possono essere incapaci di descrivere eventuali effetti collaterali. Spesso i farmaci utilizzati sono in realt stati formulati primariamente per l'adulto.

I trattamenti non corretti possono dipendere da: -errori nella pianificazione, basati o su mancate conoscenze (per esempio, ignorando un'allergia) o su sbagliata applicazione di regole corrette (iniettare un farmaco nel sito sbagliato), o sulla corretta applicazione di regole sbagliate, oppure su errori nell'esecuzione, eventualmente per errori di memoria

ERRORI di PRESCRIZIONE: scelta del farmaco sbagliato per un dato paziente (dose, quantit, indicazione, presenza di controindicazioni). Spesso dipende da prescrizione effettuata con scrittura illeggibile, uso di abbreviazioni, ordini verbali,confusione nel nome del farmaco, uso inappropriato dei decimali (non usare .1 ma 0.1, e non usare 1.0 ma 1). Possono contribuire a generare questi errori il sovraccarico di lavoro, la comunicazione con gli altri membri del team, le condizioni fisiche e mentali dell'operatore, la inadeguatezza delle conoscenze, training non adeguato, il sottovalutare l'importanza della prescrizione, la mancanza di autocritica verso la propria possibilit di sbagliare. E' importante considerare eventuali co-morbidit, interazioni tra farmaci, la funzionalit epatica e renale. Evitare ordini orali se non in emergenza, e scrivere invece in modo chiaro, possibilmente stampatello. Prestare particolare attenzione a farmaci con nomi simili, EVITARE ACRONIMI ED ABBREVIAZIONI (!!!). Talvolta per esempio invece di 10

U pu capitare di leggere 100. In ogni caso, quando ci si trova di fronte ad una dose prescritta inusuale importante chiedere conferma.

ERRORI nel "DISPENSING": possono avvenire in ogni fase, da quando la prescrizione arriva in farmacia a quando il farmaco arriva al Pz (farmaci con nomi o confezioni simili, dosi sbagliate, Pz sbagliato)

ERRORI di SOMMINISTRAZIONE: quando c' una discrepanza tra la prescrizione come intesa dal medico ed il farmaco che in realt il Pz assume--> dare la giusta dose del giusto farmaco al giusto Pz al momento giusto con la giusta via di somministrazione Spesso l'errore una omissione (il farmaco non viene somministrato). oppure la somministrazione di una preparazione non corretta (per es, diluizione sbagliata) o scaduta . E' pi facile sbagliare se la somministrazione della dose corretta richiede pi di una compressa o occorre calcolarla (controllare in 2 i calcoli).

PREPARAZIONI ADULTI:
FARMACO Acido folico Acido mefenamico Acido nalidixico Acido tranexamico* Adrenaline Aldactone-Spironolactone Allopurinolo* Allucid Al-Mg (gestacid) Aloperidolo (serenase, haldol) Aminophilline Amoxil-Amoxicillina Amytriptylina-Laroxyl Artenam Aspirin-Asa Atenololo Atropina Azitromicina* Benzatin penicillina FORMATO tab 5mg tab 250mg tab 500mg tab inj 500mg inj 1mg/1ml tab 25mg tab 100-300mg syr tab 370mg tab 5mg tab 100mg inj 250mg/10ml iv tab 250-500mg tab 25mg inj 80mg im tab 300mg tab 50mg inj 10mg/1ml tab 500mg inj 2,4 MU

Benzyl benzoate 25% Betametasone (bentelan) Brufen Buscopan-Hyospan Carbimazole CardioAsa Carvedilolo* Cephalexin Cetirizina Ciproxacin Claritromicina* Cloramfenicolo Clorfeniramina Clorpromazina=CPZ Clorpropramide Clotrimazol Cloxacillina Cloximed=Ampi+Cloxacillin Codeina-DF118 Cotrim-Septrin-bactrim= trimetropin+ sulfamethoxazolo Cytotec=misoprostolo Dexametasone Diadis= activated attapulgide+furazolidone Diazepam Diclofenac Digoxin Dossiciclina Duocotexin= dihydroartemisinin+ piperaquine Dyrade-M =Diloxanide furoate+metronidazolo Enalapril (Enapren) Eritromicina

cream external use tab 1mg inj tab 400mg tab 10mg inj 20mg tab 5mg tab 75mg tab 6.25-12.5-25 mg tab 250-500mg tab 10mg tab 500mg tab 250-500mg tab 250mg tab 4mg inj 10mg inj 50mg tab 250mg cream external use vaginal pessary tab 250mg tab 250+250mg tab 30mg syr 40mg+200mg/5ml tab 200mcg tab 0,5mg inj 4mg

tab 5mg inj 10mg tab 50mg tab 0,125mg tab 100mg tab 40 mg + 320 mg tab 250+200mg tab 5mg tab 500mg

Ferro Flucloxacillin Fluconazolo Frusemid (lasix) Genta Glibenclamide Glycerin trinitrato* Griseofulvina Hctz-idroclorotiazide Hydralazina Hydrocort Ibufen Idrossiclorochina* Insuline actrapid Iron+Vit B Isoptin-verapamil* Ketoconazolo Largactil Lasix=frusemid Lattulosio Lentokalium* Levopraid* Loperamide Mebendazol Meloxicam Metakelfin Metformina Methyldopa Metoclopramide Metotrexate Metronidazolo Mixtard Monoket* Nifedipina retard Nitrofurantoina Nitroglicerina* Norflox Obrex expectorant Omeprazolo Paracetamolo=PCM Paraffin liquid Penicillin-Procaine=PPF

tab 200mg tab 250-500mg tab 200mg tab 40mg (500mg*) inj inj 80mg tab 5mg tab 500mg tab 50mg tab 25mg inj 100mg tab 400mg tab 200mg inj syr tab 200mg

syr syr tab 2mg tab 100mg tab 7,5mg tab 500+25mg tab 500-850mg tab 250mg tab 10mg inj 10mg/2ml tab 7,5mg tab 200-500mg inj tab 20mg tab 20mg tab 100mg tab 400mg syr tab 20mg tab 100-500mg inj 4MU

Pethidina Phenobarbital Phenytoin Plasyl=metoclopramide Ppf Prednisolone Proguanil Promethazine Hydrocloride Propranololo Pyridoxine Quinino Ranitidina Rocefin Salbutamolo Secnidazole Senna Septrin=cotrim=bactrim Serenase=aloperidol

inj 50-100mg tab 30mg tab 100mg inj tab 5mg tab 100mg tab 25mg inj 25mg/ml tab 40mg tab 50mg tab 200mg inj 200mg tab 150mg inj 50mg inj 1g tab 4mg tab 500mg tab 7,5mg tab 480mg

SP=sulfadoxina+pyrimetamina Streptomycin Tamoxifen* Tegretol (carbamazepina) Teophyllina+Efedrina Throat sil Tinidazole Thiroxin* Valium=diazepam Valproato Viscid=Allucid Vit A+Vit E Vit B Vit C (ascorbic acid) Vit K Xpen=benzylpenicillina Zantac (ranitidina) *verificare se in stock

tab 500+25mg inj 75mg tab tab tab 120+12mg tab tab 500mg

tab 100mg syr tab 200.000U+40 tab tab 100mg Inj inj 2 mu

PREPARAZIONI PEDIATRICHE: Amoxicillin Cephalexin Cetirizina Cloramfenicolo Cloxacillina syr 125mg/5ml syr 125mg/5ml syr 5mg/5ml syr 125mg/5ml syr 125mg/5ml

Cloximed=Ampi+Cloxacillin syr 250mg/5ml Cotrim-Septrin-bactrim= trimetropin+ sulfamethoxazolo Dextromethorphan Eritromicina Ibuprofen Iron+Vit B Mebendazol Metronidazolo Multivit Obrex expectorant Paracetamolo=PCM Promethazine Salbutamolo syr 40mg+200mg/5ml syr 7,5mg/5ml syr 125mg/5ml syr 100mg/5ml syr syr 100mg/5ml Syr 200mg/5ml syr syr syr 120mg/5ml syr 5mg/5ml syr 2mg/5ml

GESTIONE DEL DOLORE


Il neonato da subito reagisce a stimoli dolorifici con segni di stress ed ipersensibile . Neonati in terapia intensiva ai quali viene ridotto il dolore hanno un risultato medico migliore, come conseguenza di una maggiore stabilit emodinamica. Inoltre una precoce esposizione a stimoli dolorifici pu aumentare la sensibilit del sistema nervoso con conseguente maggiore sensazione di dolore in et avanzata.

Primo passo nella gestione del Pz che accusa dolore una accurata valutazione del dolore: -caratteristiche-localizzazione-qualit-durata-frequenza-intensit Quando impossibile la comunicazione (bambini piccoli, che non parlano, Pz con deficit cognitivi) difficile distinguere quanto nel comportamento del Pz dipenda dal dolore e quanto invece da paura, rabbia o altre emozioni. E utile valutare dunque il comportamento (espressione del volto, urla, movimenti del corpo) e segni fisiologici (pallore, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria), anche se a volte si pu essere tratti in inganno: un bambino pu non muoversi e stare apparentemente tranquillo perch il movimento peggiora il dolore. APPROCCIO NON FARMACOLOGICO nel Pz che collabora: - prevenire i decubiti - dare supporto: lo stesso dolore sopportato peggio se il Pz si sente in colpa, ha paura di morire, si sente solo, depresso. Il Pz spesso necessita di supporto psicologico, spirituale, emotivo. - informare, rispondere adeguatamente alle domande, spiegare quanto sta succedendo (condizioni cliniche, procedure, trattamenti) spesso riduce paura ed ansia, anche nei bambini (utilizzando un linguaggio adeguato allet). Quando possibile, coinvolgere Pz e famiglia nelle decisioni che riguardano il controllo del dolore. - metodi fisici (massaggi, vibrazioni, freddo, caldo, FKT con effetti sia specifici legati alla muscolatura e postura, sia generici legati allumore, al sonno, alla propria immagine del corpo, TENS (transcutaneous electrical nerve stimulation) - metodi cognitivi: distrazione (conversazione, musica, lezioni, giochi) per spostare lattenzione dal dolore; tecniche di rilassamento incluse respirazioni profonde aiutano a controllare lansia. - saccarosio per os e ciucci sono utili nei primi 3 mesi di vita. APPROCCIO FARMACOLOGICO: FARMACI ANALGESICI PARACETAMOLO (acetaminofene) Vantaggi: - analgesico ed antipiretico non oppiaceo, sicuro - via di somministrazione: orale, rettale e intramuscolare

- assenza di effetti collaterali gastrointestinali ed antiaggreganti (utile nel Pz neoplastico) Svantaggi: - limitata azione antinfiammatoria - tossicit (fino ad insuff epatica fulminante) sia da dose massiva singola (>120 mg/kg in un giorno) sia da sovradosaggio cumulativo lungo un arco di pi giorni (>90 mg/kg/die per pi di un giorno), soprattutto nel Pz disidratato. ASPIRINA E FANS Vantaggi: - buon effetto analgesico, antipiretico ed antinfiammatorio - usato in associazione, riduce il fabbisogno e quindi gli effetti collaterali degli oppiacei - per alcuni di questi farmaci esiste la possibilit di somministrazione e.v. o I.M. nel Pz che non pu assumere terapia per os. Svantaggi: - effetti collaterali gastrointestinali ed antiaggreganti piastrinici - nei pz < 12 aa libuprofene il FANS con meno effetti collaterali; laspirina deve invece essere evitata nei giovani (encefalopatia da insuff epatica o sindrome di Reye), tranne in precisi protocolli (febbre reumatica). OPPIACEI Vantaggi: - buona efficacia nel dolore moderato-severo - non hanno effetti sullaggregazione piastrinica Svantaggi: - numerosi effetti collaterali: depressione del respiro dose-dipendente, soprattutto se associati ad altri sedativi tipo benzodiazepine e barbiturici, stipsi, nausea, vomito, ritenzione urinaria, prurito, sonnolenza. - tolleranza: la dose necessaria per ottenere analgesia va progressivamente aumentata (fortunatamente in parallelo aumenta la tolleranza alla depressione dei centri del respiro) - dipendenza: sintomi da astinenza sono irritabilit, agitazione, congestione nasale, diarrea. La sospensione deve essere graduale, nellarco di almeno 7 gg. - assuefazione: desiderio psicologico compulsivo di ricerca del farmaco (un sottodosaggio non previene questo comportamento ma pu anzi peggiorarlo). Aspetti pratici nel prescrivere oppiacei La dose va individualizzata, partendo da bassi dosaggi. Non esiste una corretta dose standard: la dose giusta quella che d sollievo al pz, mantenendosi entro margini di sicurezza Occorre essere pi cauti nel Pz giovane, in presenza di patologie concomitanti che aumentino il rischio o diminuiscano leliminazione del farmaco, o in presenza di simultanea somministrazione di altri sedativi. Bisogna prevedere e trattare gli effetti collaterali , inclusa stipsi ( farmaci che ammorbidiscano le feci, lassativi), nausea (antiemetici), prurito (clorfeniramina) La frequenza di somministrazione deve essere tale da impedire che si ripresenti un dolore severo prima della dose successiva Per evitare sintomi da astinenza, se gli oppiaceii sono stati somministrati per pi di una settimana, la sospensione deve essere graduale.

A Chaaria sono disponibili solamente diidrocodeina e meperidina. TRATTAMENTO DEL DOLORE CRONICO (neoplastico, AIDS) - quando possibile somministrazione orale o rettale (per evitare il dolore da somministrazione IM o e.v.) - individualizzare la dose, facendo in modo che il dolore non si ripresenti ma il Pz sia vigile - la dose successiva va somministrata prima che la precedente abbia finito il suo effetto. In caso di dolore ad insorgenza improvvisa su una base cronica, dare una dose extra rescue. STEP 1 : Pz con dolore lieve-moderato non oppiacei per es - paracetamolo 1 g x 3-4/die (10-15 mg/kg ogni 4 h) Oppure - ASA 600 mg x 4-5/die (10-15 mg/kg ogni 4 h) Oppure - Ibuprofen 400 mg x3-4/die (8-10 mg/kg ogni 6 h) STEP 2: Pz con dolore moderato-severo o dopo fallimento della terapia di prima lineaoppiacei per os attivi sul dolore moderato + analgesico non oppioide, per esempio: - paracetamolo 1 g x3-4/die (10-15 mg/kg ogni 4 h) + diidrocodeina 30-60 mg x 3-6/die (0.5-1 mg/kg ogni 4-8 h) Se la codeina non disponibile, considerare lassociazione ASA + Paracetamolo. STEP 3: Pz con dolore severo o dopo fallimento della terapia di seconda lineaoppiacei attivi sul dolore severo, con o senza associazione con analgesico non oppiaceo, per esempio: - petidina (meperidina) 100 mg x 6-8/die i.m.. La dose pu essere aumentata di 1.5-2 volte dopo 24 h se il dolore persiste. ADIUVANTI Farmaci adiuvanti possono essere impiegati per trattare gli effetti collaterali degli oppiacei e le comorbidit Gli analgesici adiuvanti hanno differenti indicazioni, ma possono essere analgesici in specifiche circostanze., Quando indicati, possono essere usati ad ogni step Ne fanno parte: - antidepressivi (amitriptilina per il dolore neuropatico) - corticosteroidi (dolore da tumefazione intorno al tumore, compressione di un nervo o del midollo spinale, cefalea da ipertensione endocranica) - miorilassanti e/o benzodiazepine (per spasmi muscolari) - anticolinergici (dolore colico viscerale, se si esclusa locclusione intestinale) - anestetici locali - anticonvulsivanti (carbamazepina, gabapentin per il dolore neuropatico) - antistaminici - neurolettici.

DOLORE NEUROPATICO Da anomala eccitabilit nel sistema nervoso centrale o periferico che pu persistere dopo la guarigione di una lesione o la riduzione di una flogosi: lesioni nervose post traumatiche e post chirurgiche, arto fantasma post amputazione, dolore dopo lesione al midollo spinale, dolore da neuropatie metaboliche. Pu essere acuto o cronico, frequentemente descritto come urente o a pugnalata, spesso associato con ipersensibilit cutanea Per lo pi risponde poco agli oppiacei. Nelladulto sembrano efficaci gli antidepressivi triciclici (tipo amitriptilina) e gli anticonvulsivanti (carbamazepina, gabapentin).

DOLORE CRONICO O RICORRENTE NON NEOPLASTICO Una parte della popolazione peraltro sana soffre di episodii ricorrenti o continui di dolore non specifico: mal di testa, toracalgie, dolore agli arti. Occorre valutare accuratamente la storia del Pz e quanto questo dolore incida sulla sua vita sociale. Anche in assenza di reperti di laboratorio, non bisogna concludere che il disturbo sia necessariamente falso o psicologico. In ogni caso occorre dare la massima importanza ai rimedii non farmacologici e comunque mantenere attenzione ad eventuali cambiamenti o comparsa successiva di dati che permettano di giungere ad una diagnosi. Spiegare al Pz che il dolore ha una base biologica e che una riabilitazione funzionale pu giovare di piu che la inattivit.

MALARIA NON COMPLICATA:


I linea: COARTEM (artemeter-lumefantrine, AL) pz > 35 kg: 4 tabs TDS 3/7 II linea: CHININO per os 10 mg/kg TDS 7/7 (dunque chinino 200 mg 3 tbls TDS pz > 48 kg) Le ricadute dopo pi di 14 giorni vengono considerate reinfezioni e quindi vanno trattate nuovamente con farmaci I linea. Una malaria positiva entro i 14 giorni va considerata una recrudescenza, e quindi si passa al farmaco di II linea.

MALARIA SEVERA/COMPLICATA
(prostrazione, distress respiratorio, convulsioni, anemia < 5 g, insuff renale, edema polm, ipoglicemia < 2.2 moli,disordini elettrolitici, coma) farmaco di prima scelta : CHININO I.V: passando poi alla somminsitrazione orale ASAP (as soon as possible) - dose di attacco: 20 mg/kg (dose massima 1200 mg) in 500 cc destrosio 5% in 4 ore (MAI A BOLO). - mantenimento: dopo 8 ore dall'inizio dell'infusione, 10 mg/kg (max 600 mg) in destrosio 5% 500 cc in 4 h (MAI A BOLO) ogni 8 ore. Quando possono deglutire, passare a somministrazione orale fino a completare il ciclo di 7 giorni in totale; se non possono assumere chinino per os, completare il trattamento con 3 giorni di AL ATTENZIONE: - sia il chinino, sia AL possono dare aritmiedare AL come completamente del ciclo di chinino solo in assenza di cardiopatie - il chinino pu dare ipoglicemia - non fare la dose di carico se il pz ha assunto chinino nelle 24 ore precedenti - il mantenimento va ridotto al 50% dopo 48 h in caso di insuff renale - il mantenimento va ridotto del 50% ab initio in caso di insuff epatica CHININO I.M. (se impossibile reperire accesso venoso): stessa dose che per via I.V. paziente >35 Kg: preparare la diluizione come segue: 4 ml H2O distillata in una siringa da 10 ml + 600 mg (cio 2 ml) di chinino. Si ottiene cos una diluizione 100 mg/ml. Per via I.M. non somministrare pi di 3 ml per ogni sito di iniezione. INIETTARE NELLA COSCIA E MAI NEL GLUTEO (RISCHIO DI DANNO ALLO SCIATICO)

36-40 kg --->4 ml (dunque in 2 siti diversi e non nel gluteo) 41-45 kg-->4.5 ml 46-50 kg--> 5 ml 51-55 kg--> 5.5 ml55 kg--> 6 ml a fine giornata la quantit gi preparata e non somministrata va buttata via.

TBC
FARMACI: S streptomicina H isoniazide R rifampicina E etambutolo Z pyrazinamide Abbiamo solo farmaci in combinazione fissa: RHZ = RiHaZ RHZE = RiHaZ-E RH = RIFINAH 1) FASE INTENSIVA ADULTO RHZE OD per 2 mesi 2) MANTENIMENTO RH per 4 mesi La dose viene prescritta in base al peso corporeo. In eta pediatrica lo schema e il medesimo, ma non si usa etambutolo. Anche per la tubercolosi vale quanto detto per lHIV. Quando un paziente ha avuto diagnosi di tubercolosi secondo il percorso indicato sopra, il volontario parla con Nyaga, il quale prescrive la dose e lo schema adatto. Da tener conto che il regime puo essere diverso in caso di ricaduta tubercolare (inserimento della streptomicina), ma sara compito di Nyaga stabilire il regime e dare al governo tutti i reports necessari. Anche per la TBC siamo in regime di donazioni internazionali, per cui dobbiamo rendicontare ed attenerci completamente ai loro protocolli

ESAMI PRE-OPERATORII

Gli esami e le disposizioni per la preparazione vengono, in genere, stabiliti da Jesse, Anestesista. A volte, per ricoveri fatti in sua assenza, da programmare appena possibile, si pu seguire questo schema: Fasting from midnight, shaving, branula, urinary catheter ( if spinal or general anesthesia),Rocefin 2 gr STAT Test Hb ( o emocromo completo FHG), No3( test HIV), RBS (glicemia non a digiuno :mmol/X 18=mg/dl) o FBS (glicemia a digiuno), ESR (VES). Se necessario BLOOD GROUP and CROSS-MATCH. Quando si ricovera dallambulatorio un/a paziente, che potrebbe richiedere trasfusioni, assicurarsi che un numero adeguato di persone vengano a donare sangue. Ogni paziente che subisca un intervento chirurgico deve essere sottoposto a terapia antibiotica, almeno fino alla rimozione dei punti di sutura. Lo schema in genere prevede AMOXIL 500 mg. PO TDS 7/7; come antidolorifico Brufen 400 TDS fino a 4/7 o Voltaren 50 mg. BD o PCM (Paracetamolo) 500 fino a QID Per gli interventi con anestesia spinale o generale di solito lo schema : X PEN 2 Mega iv.QID + Genta 160 mg.im OD; la durata dipende dal decorso, quando inizia a bere e quindi pu passare alla terapia orale. Per i liquidi e gli antidolorifici: NS 500 ml (normo-salina) + pethidine 50 mg. + Dextrose 5% 500 ml Day+ 500 ml (normo-salina) + pethidine 50 mg. + Dextrose 5% 500 ml Night NB La pethidina non va usata nei pazienti anziani; in questo caso usare VOLTAREN amp. im. PRN (al bisogno) Il chirurgo, al termine dellintervento, dopo aver compilato il registro delle operazioni deve scrivere sulla cartella la terapia: Conviene anche sulla cartella segnalare sinteticamente lintervento fatto ed in seguito la nuova terapia. Esempio 1 intervento importante: NEW PLAN: XPEN 2MEGA QID iv 2/7+ Genta 160 mg. Im OD 2/7 Ns 500 + pethidine 50 mg + Dextrose 5% 500 DAY 1/7 Ns 500 + pethidine 50 mg + Dextrose 5% 500 NIGHT 1/7 THEN Amoxil 500 TDS 7/7 + Brufen 400 TDS 3/7 Se si vuole decidere personalmente dellalimentazione, scrivere: sulla ripresa dellidratazione orale o

NO WATER; NO FOOD: Doctor will decide. Cos anche per altre scelte, rimozione drenaggio o NGT o altro. Esempio 2 intervento non grave: NEW PLAN: Amoxil 550 TDS 7/7 + Brufen 400 TDS 34/7. Ricordare, allatto della dimissione del Paziente che se reca ancora i punti di sutura alla cute, deve proseguire con gli antibiotici fino alla rimozione.

Ulcere da decubito e piaghe

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Una delle attivita certamente molto importanti per gli infermieri che ci vengono ad aiutarci qui a Chaaria e quella della cura di piaghe, ulcere e ferite. Nei Paesi Tropicali ci sono molti tipi di piaghe: e spesso difficile classificarle e molte volte non se ne conosce neppure la causa. Insieme formano un gruppo molto eterogeneo definito: ULCERE TROPICALI. Sono normalmente cosi croniche nel tempo da durare anni o decenni ed essere quindi definite in Kiswahili: kidonda ndugu (letteralmente piaga amica), per significare che il paziente e la sua ulcera sono rimasti insieme per cosi tanto tempo da diventare amici. Sono normalmente torbide e spesso infette. A volte sono addirittura ricoperte di larve di mosca che in Inglese vengono definite maggots. Spesso hanno una tendenza alla status quo, e con questo intendo dire che ne migliorano, ne peggiorano, ma continuano a provocare dolore e ad essere causa di invalidita, oltre che essere una porta aperta per le infezioni, soprattutto se si considerano le condizioni igieniche in cui molto spesso vivono i nostri pazienti. A volte complicano con osteomielite. Le ulcere tropicali per la maggior parte interessano le gambe, ma possono anche essere trovate in altre parti del corpo (questo e il caso per esempio delle ulcere da leishmaniosi cutanea, o bottone dOriente). Tra le cause piu frequenti di piaghe riconosciamo: lulcera di Buruli la piaga tropicale di eziologia sconosciuta la tubercolosi cutanea la cellulite o piomiosite suppurata il piede diabetico le ulcere flebostatiche in paziente obeso Da tenere in considerazione e il fatto che la nostra fisioterapia segue anche molti casi di paralisi: Guilllain Barre, TBC ossee, esiti di ictus.

Inoltre spesso abbiamo pazienti HIV in stadio terminale. Queste sono le tipologie di pazienti che sovente complicano con ulcere e piaghe da decubito. Il volontario infermiere che viene da una struttura sanitaria ben piu avanzata di Chaaria potra spesso trovarsi un po in difficolta nel gestire queste patologie, soprattutto per la mancanza di preparati, medicine e strumentario. Sul mercato non troviamo pomate da usare per favorire la granulazione dei tessuti (esempio: fitostimoline od altro), ne si trovano pomate con poteri fibrinolitici da usare su ulcere sporche (come Iroxol o Elase). Preparazioni piu moderne come il duoderm sono introvabili qui da noi. E vero che spesso riceviamo questi preparati dallItalia, ma il volontario dovra tenere conto che a volte puo succedere che non abbiamo ne pomate, ne duoderm. In questi frangenti, io credo molto nella asepsi e nella disinfezione con potenti preparati in grado di uccidere la maggior parte dei germi (sto parlando del Betadine, che e presente a Chaaria). Inoltre per i decubiti sono essenziali i continui cambiamenti di posizione del malato. Normalmente, quello che consiglio e una sequenza che puo essere piu o meno di questo tipo: 1) se la piaga e sporca, cominciamo con acqua ossigenata che poi cerchiamo di asciugare accuratamente per evitare eccessivi danni anche su tessuto granuleggiante. 2) Lavaggio con acqua fisiologica, seguito poi dalla disinfezione con betadine (naturalmente, se le pomate sono disponibili, le usiamo a seconda della diversa indicazione)

3) Medicazione chiusa in modo da evitare ulteriore contaminazione o danni da strofinamento da parte delle traverse. 4) Non supporto molto luso di pomate o lozioni antibiotiche locali, che mi pare selezionino germi resistenti a causa della bassa dose con cui il farmaco viene assorbito. Se lulcera e settica preferisco cicli di antibioticoterapia sistemica. 5) Abbiamo avuto buoni risultati dalluso di una pappa che prepariamo con normale zucchero di canna mescolato a betadine: sembra molto efficace per uccidere i germi con meccanismo osmotico; in pratica questa pappa densa richiama liquidi attraverso la membrana cellulare dei batteri, li disidrata e li fa morire. 6) Ogni volte che sia possibile, a contatto con la piaga applichiamo garze vaselinate che noi stessi prepariamo qui in loco (a volte ne abbiamo anche di preconfezionate dall Italia). 7) Per quanto riguarda le ustioni, la sequenza di medicazione e piu o meno la stessa. Ma alla fine applichiamo una pomata di sulfadiazine dargento all 1% w/w. Per le ustioni e naturamente molto importante luso delle garze vaselinate che previene almeno in parte ladesione della medicazione alla piaga, adesione che sarebbe dolorosissima per il paziente alla medicazione seguente, e potrebbe anche causare il distacco delle cellule neoformate. Proprio per questa ragione io supporto la medicazione quotidiana, anche in considerazione del fatto che i nostri ustionati non vengono tenuti in camera sterile. Quando le garze vaselinate stanno sulla ustione per piu di 24 ore, diventano secche e aderiscono. Quando ci sono aree di necrosi, e opportuno organizzare escarectomie e toelette chirurgiche, in cui i volontari potranno contare sulla nostra collaborazione anche dal punto di vista dellanestesia. Nel caso di ascessi, grandi aree di piomiosite e morsi di serpente, si procede alla medicazione a piatto con ittiolo finche si e certi della colliquazione del pus, e poi si organizza una incisione e drenaggio del materiale necrotico. Le medicazioni seguenti seguirenno lo schema sopra descritto ma si lasceranno sempre delle garze sterili imbevute di betadine nelle cavita dellascesso per impedire la chiusura della breccia cutanea prima della guarigione dal fondo. Gli ascessi e le piomiositi devono guarire sempre per seconda intenzione. Spesso ricoveriamo casi di osteomielite in cui facciamo una sequestrectomia. Anche in questo caso la medicazione seguira le linee guida degli ascessi. Non permettermo mai che ci sia la chiusura della cuta prima della ricrescita dal fondo. Al volontario infermiere puo capitare di medicare una ferita chirurgica suturata in un paziente che ha un gesso o una doccia gessata: in genere si tratta di ferite con concomitante frattura ossea o rottura tendinea. E importante che il volontario si metta in contatto con il dottore o il clinical officer il giorno in cui si tolgono i punti, perche normalmente il gesso va rifatto e tenuto per un altro mese in modo da permettere alla frattura o al danno tendineo di guarire. Nel caso di piede diabetico seguiamo piu o meno le stesse modalita di disinfezione ed antisepsi che mettiamo in pratica per gli altri tipi di ulcera. In questo caso staremo attenti a riportare al personale di ruolo ogni segno di osteomielite e di gangrena che potrebbero poi portare alla necessita di amputazione. Nel caso un volontario infermiere si trovi davanti ad una ulcera piena di vermi bianchi che si muovono nei tessuti, deve farsi forza e resistere allinevitabile senso di ribrezzo. Si tratta di maggots, cioe di larve di mosche che sono maturate e schiuse negli anfratti della piaga stessa, ed hanno trovato un ambiente favorevole sia come condizioni di umidita che di temperatura. E una complicazione frequente ai tropici e non significa necessariamente che il nostro ospedale sia sporco o che non ci prendiamo cura dei pazienti. La lotta alle mosche e particolarmente difficile in queste condizioni climatiche.

Sara comunque opportuno cercare di impedire alle mosche di posarsi su ferite o medicazioni, quanto piu sia possibile. Quando i pazienti piagati sono a letto, e bene che usino la zanzariera anche di giorno. Quando sono in carrozzina, per prevenire i maggots, ci affidiamo soprattutto a delle medicazioni ben chiuse. Per rimuovere questi vermi usiamo immergere larto e la parte ulcerata in una bacinella piena dacqua in cui abbiamo aggiunto dell euclorina che fa morire le larve. Se invece si tratta di una parte del corpo che non puo essere immersa in un secchio (ad esempio il cordone ombelicale infetto di un bimbo nato a casa), si faranno impacchi con acqua ed euclorina, fino a quando le larve saranno morte. Dopodiche vanno rimosse manualmente con laiuto di garze o di pinze. Nel post-operatorio, normalmente medichiamo la ferita a giorni alterni. Credo che a questo proposito non ci siano differenze tra quanto facciamo qui e quanto vedete fare nei reparti chirurgici in Italia. La diversita principale sara forse nei cerotti che abbiamo a disposizione. Normalmente non disponiamo di fixomul e quando ce lo abbiamo, lo usiamo esclusivamente in sala operatoria. La medicazione serve anche per segnalare al chirurgo qualunque tipo di complicazione (sieroma, suppurazione, deiscenze). I punti vengono normalmente rimossi alternati in settima giornata post operatoria. Se poi la ferita e bella asciutta, vengono rimossi completamente in ottava. Spesso capita di avere pazienti con pulci penetranti (giggers in Inglese) . Sono per la maggior parte localizzate ai piedi e alle mani. Anche in questo caso e utile chiedere consiglio ai colleghi infermieri locali sul come rimuoverle senza rompere il sacco. Non bisogna affatto preoccuparsi perche quando la pulce penetrante e nel soottocute di una persona e gia morta ed ha gia deposto le uova. Il sacco che non vogliamo rompere e infatti luovo stesso da cui prima o poi spuntera una nuova pulce che saltera via e vivra nella polvere fino al momento di riprodursi nuovamente, quando di nuovo tentera di attaccare un poro sudoriparo di un malcapitato passante. Le giggers non danno sintomi superiori a quella che potrebbe dare una spina di legno sotto la pelle ( io me le sono prese parecchie volte). Il problema dei nostri pazienti e che ne hanno centinaia e sono infette, e quindi anche piene di pus. Anche per questi malati e opportuno disinfettare abbondantemente con betadine, dopo aver rimosso la pulce. Ecco cari amici infermieri alcune idee di fondo. Sono sicuro di aver dimenticato moltissime cose, e sarei davvero felice se da questo scritto potesse nascere una specie di piccolo forum in cui infermieri gia venuti a Chaaria scrivessero loro consigli per completare quello che ho scritto e dare ai futuri volontari qualche strumento in piu per non scoraggiarsi quando saranno qui a Chaaria ad aiutarci.

PERMA FOAM Especially vascular wound 1. 2. 3. 4. 5. HOW TO USE: to wash with NaCl 0,9%: to dry it; remove oil on the skin with a spirit around the wound: apply a cream; apply a dress. MORE IMPORTANT:

CHANGING DRESS AFTER 5 OR 7 DAYS CENTER OF DESEASE CONTROL OF ATLANTA SAID ARE DRESSED NON EVERY DAYS, BUT EVERY 4 /5 DAYS THAT WOUND

METALLINE DRESS FOR INFECTED wound 1. 2. 3. 4. 5. HOW TO USE: to wash with NaCl 0,9% AND H2O2 INTO A SIRINGE to dry it; remove oil on the skin with a spirit around the wound apply a cream apply a dress to 50%,

SUPRASORB HYDROCOLLOID WOUND DRESSING: For born and eschar 1. 2. 3. 4. 5. 6. HOW TO USE: to wash with NaCl 0,9% AND H2O2 IN TO A SIRINGE to dry it; remove oil on the skin with a spirit around the wound; apply a cream; apply a dress; after apply an hand for making dress stick; to 50%;