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percorrono a piedi anche 300 chilometri.

Linfanzia ferita dalle condizioni di estrema povert: i bambini spesso lavorano nei campi dopo la scuola. Tutti indossano la divisa scolastica, ereditata dalla tradizione inglese, che almeno li rende uguali tra loro. Tuttavia, a causa della mancanza di abiti di ricambio, i bambini la usano tutto il giorno e, prima o dopo, si straccia. In quale zona sorge lospedale? In unarea pi fortunata di altre, poich vi confluiscono quattro torrenti. Intorno allospedale, le case sono di legno, mentre pi ci si allontana verso nord pi la miseria aumenta e le case sono fatte di fango. In Africa c un forte senso della famiglia e del clan. Vi sono agglomerati di case in cui abitano fratelli e sorelle insieme allinterno dello stesso pezzo di terra, anche per proteggerne i frutti. Chaaria anche una fattoria e coltiviamo quello che poi mangeremo. Che tipo di economia caratterizza lagglomerato di Chaaria? Chaaria vive di uneconomia di sussistenza. In realt il luogo indica un mercato, pi che un agglomerato urbano, in cui la nostra popolazione non ama vivere. Le persone pi abbienti mettono insieme dei negozi e gli abitanti vi si recano quando hanno bisogno di denaro liquido che poi spendono subito. Si tratta di una societ di scambio, non esiste la circolazione di denaro, n vi sono persone che ne hanno da parte, poich non si pu conservare, in casa verrebbe rubato. Lassistenza sanitaria a pagamento e chi non ha le possibilit economiche per farlo, non pu usufruirne. A questo si aggiunge la grande difficolt logistica che rende a volte impossibili gli spostamenti. Le strade sono sterrate, la viabilit nulla e gli ospedali si raggiungono a piedi. Non esiste un servizio di trasporti e talvolta le persone camminano anche 12 ore. Quali sono i problemi pi gravi e urgenti? I bambini sono le prime vittime della povert estrema e della carenza delle norme igieniche pi elementari. La mancanza dacqua il tema forse pi gravoso: si raccoglie la poca acqua contaminata in fiumi quasi in secca. Nonostante le

nostre raccomandazioni di farla bollire prima di usarla, viene bevuta senza alcuna precauzione, poich non c legname per accendere il fuoco. Per questo, sono molto diffusi gravissime malattie intestinali e il colera. Inoltre, una delle piaghe pi difficili da estirpare lAids. stato difficilissimo avere i medicinali che in Occidente si trovano senza difficolt; moltissimi, compresi i bambini, ne sono morti. Per molti anni, la popolazione africana stata lasciata senza cure. Quando arrivarono i test, non avevamo le medicine per combattere la malattia e sapere di averla contratta equivaleva a una condanna a morte. In particolare, ricordo la storia di Stella, una bimba che venne condotta dai nonni nellospedale, perch rimasta orfana. Era il 1999, non avevamo i test per diagnosticare lAids e le autorit locali ci dicevano che non era un problema di loro interesse. Purtroppo Stella non c pi, perch a causa dello stadio in cui la malattia era arrivata, aveva bisogno di continue trasfusioni. Io ero per il solo di cui la bambina si affidasse, mi aveva eletto a suo pap e cos mi chiamava. Ma un giorno, ho dovuto decidere tra la vita di una giovane mamma che stava affrontando un parto difficile e la vita di Stella. Ho sbagliato la mia scelta. La bimba si fidava solo di me e voleva fossi io solo a infilarle lago in vena. Non ho fatto in tempo. Quando arrivai da lei, era morta. Una piccola vita spezzata, ma molte altre salvate dallospedale, secondo una legge durissima e inesorabile. Com cresciuta Chaaria in questi anni? Nel 98, lospedale consisteva in una stanza. Il mio primo giorno di lavoro, appena arrivato a Chaaria, vidi

una sola infermiera. Non esisteva neppure una barella, il solo medicinale era la clorochina, che andava bene per tutto. Lospedale, oggi, cresciuto anche grazie allarrivo dei malati che in qualche modo ci hanno costretto ad abbandonare qualsiasi specializzazione; io sono un virologo, ora faccio anche il chirurgo e il ginecologo. Da una sola stanza, siamo passati oggi a due sale operatorie, di cui una in particolare il nostro orgoglio, e due reparti donne e uomini. I malati arrivano a frotte di 300 al giorno; abbiamo una carenza cronica di personale. Alcuni sono costretti ad aspettare molte ore e vanno via molto tardi. Spesso il nostro ambulatorio si trasforma in dormitorio, perch non possiamo mandare via i malati che hanno aspettato tanto tempo e perch di notte girare per le strade a piedi molto pericoloso. I reparti non hanno stanze, ma un unico camerone e letti vicinissimi, cos da farne entrare il maggior numero possibile. Abbiamo anche un reparto per i bambini, dove restano a dormire

con le loro mamme. Abbiamo costruito un laboratorio di analisi molto efficiente, di cui vado orgoglioso, perch non secondo a un qualsiasi centro simile in Occidente. Nessuno lascia lospedale senza essere assistito, ma oltre a questo, assicuriamo anche la scuola ai bambini. Spesso si tratta di orfani, perch la mortalit materna altissima. I pi piccoli vivono con noi, fino al primo anno di et, poi li affidiamo a un istituto di suore. In Kenya, la mortalit infantile al di sotto dei 5 anni altissima: un bambino su 14 muore prima di aver raggiunto lanno di et, uno su 9 prima dei 5 anni. Il 50% di queste morti deriva dalla malnutrizione, il resto dalla malaria e dallAids. La mancanza di farmaci e la povert estrema rendono difficile curare tutti i bambini. Io sono lunico medico presente e pu accadere di essere chiamato per due pazienti contemporaneamente e, a volte, rischio di fare la scelta sbagliata, come avvenne per Stella. Di fronte a questa situazione, abbiamo deciso di aprire una maternit e oggi pratichiamo anche il cesareo, perch le mamme rischiavano di morire per la strada. Per questa ragione, sono diventato anche medico chirurgo. Nel 2012 abbiamo avuto a Chaaria 2.500 parti e 700 cesarei. Quali speranze per il futuro di Chaaria? importantissima la formazione nelle scuole sui comportamenti corretti. Insegniamo ai bambini a tenere le scarpe ai piedi, per evitare i morsi dinsetti molto pericolosi, a bollire lacqua prima di berla, a conoscere e prevenire lAids. Si tratta di azioni che per noi occidentali sembrano essere scontate, ma che in questa realt spesso salvano la vita. A un passo dal cuore il libro che racconta tutto questo Nel libro, ho scritto le mie impressioni, i miei ricordi e anche le mie speranze. Ho scritto degli amici che ho conosciuto, delle tante mamme fortissime, delle persone povere. Il centro di Chaaria sono loro. Cos come il centro della mia vita, la famiglia che mi ha accolto e alla quale ritorno con gioia e affetto. Un affetto che mi lega anche allaeroporto di Fiumicino, ad ADR e al suo Pronto Soccorso che mi hanno accolto con grandissima disponibilit. Si pu fare volontariato in molti modi, anche attraverso la raccolta di fondi o di materiale ed quanto voi state facendo. Con lo stesso affetto la redazione del giornalino saluta Fratel Beppe, il medico che non dorme mai, pronto ad accorrere al capezzale dei suoi pazienti a qualsiasi ora del giorno e della notte, perch tutti i malati sono uguali e tutti a un passo dal suo cuore.

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