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la Gazzetta NOTIZIE DALLA REDAZIONE

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la Gazzetta
IL GIORNALINO della SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA DEL COTTOLENGO
Anno V - N. 4 - giugno 2014 - COPIA OMAGGIO
Scuola S. Giuseppe Cottolengo
Primaria Paritaria e
Secondaria di I grado
Via Cottolengo 14 -10152 Torino
Con il patrocinio della
La scuola che NON fa la differenza
Ho un amico
autista.
Quale
linea segue?
Quella
della vita!
Ho un amico
autista.
Quale
linea segue?
Quella
della vita!
leditoriale
la Gazzetta
2
DALLA REDAZIONE
E
bbene s, siamo arrivati alla fine di questa
magnifica esperienza di piccoli giornali-
sti. Il treno arrivato al capolinea e noi
dobbiamo scendere per prendere una coinci-
denza, un altro treno, carico di esperienze
(speriamo entusiasmanti come quelle vissute
finora) che ci porter in altre stazioni, lontano
verso una nuova scuola, verso il futuro, verso
la vita. Noi saliremo su quel treno un po tristi
per tutte le persone care che lasciamo, ma con
le valige cariche di ricordi belli e tra questi un
posto speciale lo occuper il nostro giornalino
La Gazzetta che sar anche un magnifico
portafortuna. E chiss, qualcuno di noi po-
trebbe diventare da grande un famoso giorna-
lista e ricordando, in una intervista, la sua
prima esperienza di scrittore potrebbe dire:
La prima volta nella mia vita che ho scritto
per un giornale stato per La Gazzetta, il
giornalino della scuola Cottolengo. Noi ce lo
auguriamo. Pertanto vogliamo ringraziare
tutte le persone care che ci hanno aiutato nel
nostro bellissimo cammino scolastico: il no-
stro Direttore, i nostri insegnanti che ci hanno
guidato con affetto per la realizzazione della
La Gazzetta, il personale della scuola che
ha sopportato con pazienza le nostre mara-
chelle senza delle quali non avremmo potuto
fare tante magnifiche esperienze didattiche.
GRAZIE A TUTTI!!
Buone Vacanze!
Siamo arrivati
Grazie Scuola Cottolengo!
O
rmai ora, ci siamo! Anche que-
stanno la scuola va a terminare. Cer-
tamente il pensiero va a tutte le
sorprese che le vacanze ci possono portare,
al meritato riposo, ai tanti giochi che po-
tranno essere di compagnia in questi mesi
ma anche alle prime emozioni e simpatie che
si rincorreranno sotto il sole estivo. E la
scuola? Beh la scuola non vuole essere solo
un ricordo ma un modo di affrontare la vita,
un pensiero, uno stile che certamente tutti
voi saprete portare avanti facendo atten-
zione non solo a riposare e divertirvi ma
avendo il vostro occhio attento magari alla
signora attempata che porta una borsa pe-
sante o al bimbo meno fortunato che sulla
spiaggia gioca da solo e che con due minuti
di nostra compagnia sar il pi felice del
mondo. Insomma W le vacanze e W tutti
noi perch dopo un anno davvero positivo
possiamo avere meritato riposo e di uno stile
di vita che giorno dopo giorno anche se di-
mentichiamo qualche frazione o qualche
frase di storia non ci fa dimenticare di essere
generosi con chi ha avuto meno di. Noi!
Buone vacanze!
Billyspaccaossa
Buone Vacanze!
la Gazzetta
DALLA REDAZIONE
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Quando entri in classe,
non sei da sola, ti accompagna
laria frizzante della primavera.
S
uor Claudia la nostra maestra, ma
anche una suora che come tutte le suore
ha deciso di dedicare la sua vita a Ges,
ai poveri e ai bambini. lunica maestra che
abbiamo dal nostro primo giorno di scuola,
mentre gli altri maestri sono cambiati. Si vede
subito dal suo carattere che molto vicino a
Ges, ci parla di lui in modo simpatico e al-
legro e nello stesso modo lei cerca di inse-
gnarci le sue materie: italiano, storia, arte e
immagine. Quando ci comportiamo male, ci
sgrida, ma poi le torna il sorriso e, di solito,
dice che quando ci comportiamo male
come se piantassimo un seme del male che
poi cresce, cresce, cresce finch non cresce
pure il male; la stessa cosa per accade
quando ci comportiamo bene e per questo
noi cerchiamo sempre di piantare un seme
del bene. Mi ricordo anche che quando era-
vamo in prima e in seconda ci spiegava sem-
pre tutto in modo divertente per farci capire
meglio le cose.
di Edrin Rokaj
Esercitate la carit, esercitatela
con entusiasmo: non fatevi chiamare
due volte, siate solleciti.
Interrompete qualsiasi occupazione,
anche santissima e volate in aiuto
dei poveri.
C
os la carit? Quando parliamo di ca-
rit, intendiamo aiutare gli altri, soprat-
tutto i pi bisognosi. Se troviamo
qual cuno che ha bisogno di mangiare, di
bere, ha bisogno di soldi, noi gli diamo cibo,
gli diamo acqua, gli diamo dei soldi. In con-
creto ci prendiamo cura di lui come il Cotto-
lengo ha fatto con i pi poveri. Credo che
tutti sappiamo la sua storia: Giuseppe Cotto-
lengo vide la morte di Maria Gonn e il fi-
glio che stava per partorire e da allora decise
di occuparsi dei bisognosi. Ora il Cottolengo
un esempio per tutti noi di carit e impegno
costante nellaiutare il prossimo. La carit
volontariato e misericordia, per i Cristiani
una delle tre virt con la quale gli uomini
si uniscono a Dio e tra di loro attraverso Dio,
un sentimento umano di amore incondizio-
nato per qualcun altro verso il quale por-
giamo la nostra mano. Caritas Christi urget
nos : lamore di Cristo ci sprona!
di Giulia Piana
LA NOSTRA MAESTRA
LA NOSTRA MAESTRA
DALLA REDAZIONE la Gazzetta
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VISITA
al Salone del
LIBRO
delle Classi Quinte
I
l Salone del Libro di Torino tornato ad
aprire i battenti per ledizione 2014. Ancora
una volta lambiente quella del Lingotto,
che per 5 giorni centro in ter nazionale del
mondo della lettura. Il Salone del Libro anche
e soprattutto questo: un piacevole sguardo al
passato, un interessato sguardo al presente e un
profetico sguardo al futuro: un ponte necessa-
rio, in una fase di transizione, per capire dove
stia andando la lettura e dove stiano andando,
soprattutto, i lettori.
VISITA
al Salone del
LIBRO
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DALLA REDAZIONE
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L
a Scuola Cottolengo non cambia solo le macchinette del caff, il progetto Cot-
tolengo-Lavazza cambia il modo di concepire la distribuzione automatica al-
linterno della Piccola Casa. Acquistando i prodotti dai nostri distributori
automatici, partecipi direttamente alla realizzazione di una scuola-lavoro che coin-
volge i ragazzi disabili. Lobiettivo quello di formarli per dar loro la possibilit
dinserirsi nel mondo lavorativo del Vending con professionalit ed esperienza,
individuando e mettendo a frutto le loro abilit. La qualit dei prodotti Lavazza,
la preparazione dei tecnici Generai Vending e il nostro impegno possono offrire
unopportunit lavorativa ai ragazzi che abbiamo avuto la fortuna di accogliere
nella nostra scuola.
DALLA REDAZIONE la Gazzetta
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La disabilit non una coraggiosa lotta
o il coraggio di affrontare le avversit.
La disabilit unarte.
un modo ingegnoso di vivere.
Solo una piccola parte
di ci che viviamo vita;
tutto il resto tempo.
Insegnerai a Volare,
ma non voleranno il Tuo Volo.
Insegnerai a sognare,
ma non sogneranno il Tuo Sogno.
Insegnerai a vivere,
ma non vivranno la Tua Vita.
Ma in ogni Volo, in ogni Sogno
e in ogni Vita, rimarr per sempre
limpronta dellinsegnamento ricevuto.
La conoscenza limitata,
limmaginazione
abbraccia ilmondo.
Il tuo atteggiamento
pu superare
ogni singolo ostacolo.

la Gazzetta
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Non meraviglioso pensare
a tutte le cose che ci sono
da scoprire? Mi fa sentire
felice di essere vivo, il mondo
cos interessante.
Non lo sarebbe altrettanto
se conoscessimo tutto,
non ci sarebbe pi spazio
per la fantasia.
Solo nei sogni gli uomini
sono davvero liberi, da
sempre cos e cos sar
per sempre.
La regola doro del
comportamento la tolleranza
reciproca, perch noi non
penseremo mai tutti allo stesso
modo ma non vederemo altro
che una parte della verit,
e da differenti punti di vista.
Ho un amico autista.
Quale linea segue?
Quella della vita!
La grandezza dei tuoi
pensieri determina
la grandezza
dei tuoi risultati.
La parola segreta che ogni vincitore
conosce si chiama A-V-A-N-T-I.
Ogni volta che qualcuno ti disprezza
o dice qualcosa che non vuoi sentire
basta dire: Avanti.
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Ogni persona nasce con


il potenziale necessario
a fare della propria vita
una grande Opera.
Eppure solo poche
persone ci riescono.
Perch?

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DALLA REDAZIONE
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Lunico modo per fare un ottimo
lavoro amare quello che fai.
Se non hai ancora trovato ci
che fa per te, continua a cercare.
Q
uando ero bambino, venivo a scuola
qui al Cottolengo e devo dire, per quel
che mi ricordo, che allepoca lam-
biente della scuola era assai diverso dalla
scuola di oggi, infatti devo ammettere che
vivere la scuola Cottolengo oggi comple-
tamente diverso rispetto a tanti fa quanto
ero io lallievo.
Quando ero allievo della scuola Cottolengo,
ormai quindici anni fa, la scuola era molto
pi piccola, cerano solo cinque classi alle ele-
mentari, non cerano i laboratori, cerano
molti meno bambini con disabilit rispetto a
oggi e cerano gi don Lele e don Andrea
anche se non erano ancora diventati don e
facevano gli educatori, quello che faccio io
oggi. Quando tre anni fa ritornai qui alla
scuola Cottolengo per lanno di servizio ci-
vile, trovai un ambiente completamente
nuovo, riformato, pi colorato, pi vivace e
pi gioioso, senza contare il numero di al-
lievi aumentato, accompagnato da una lunga
serie di attivit, laboratori e attrezzature in
pi ma ci che ho percepito maggiormente
stata la sensibilit di vivere lambiente e la
quotidianit della scuola, tra i bambini ma
anche tra gli insegnanti e gli educatori, cosa
che quindici anni fa non che non ci fosse
ma si sentiva molto meno... forse anche per
il fatto che i compagni di classe con disabi-
lit erano molto pochi rispetto ad oggi.
Quando venivo a scuola qui al Cottolengo,
ero un bambino vivace e spesso mi capitava
di essere sgridato dalla mia maestra, suor
Giuseppina, e anche di finire nellufficio del
preside, don Carmine... poi un giorno, scegli
di andare a fare il servizio civile alla scuola
Cottolengo e ritrovi un ambiente, lasciato
anni fa, completamente diverso da come te
lo ricordavi, al punto che non vorresti pi
andartene via. Strana la vita!
Ario Corapi
La Scuola Cottolengo
Da Allievo a Educatore
La Scuola Cottolengo
Da Allievo a Educatore
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DALLA REDAZIONE
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I pi grandi ballerini non sono
grandi per il loro livello tecnico,
sono grandi per la loro
passione.
M
arted scorso, subito dopo finita la
scuola, si tenuto presso il teatro della
scuola Cottolengo il saggio annuale dei
bambini e delle bambine della compagnia di
ballo GiuCo della scuola a cui compagni di
classe, insegnanti, genitori e amici hanno
avuto il piacere di assistere. stata unocca-
sione unica ed emozionante, per i bambini
ma soprattutto per il pubblico in platea che
ha avuto modo di apprezzare questo spetta-
colo e di vedere i giovani ballerini della com-
pagnia raccogliere e mettere in mostra
quanto seminato nel corso dellanno scola-
stico durante il laboratorio pomeridiano,
tutto ovviamente grazie allaiuto e alla dedi-
zione della maestra di ballo della compagnia:
Elisa e tanti volontari.
Il tema del saggio di questanno stato il
viaggio in giro per il mondo e il gruppo di
ballerini stato diviso in gruppi, lunder
otto per i bimbi di prima e seconda elemen-
tare e gli over otto per i ragazzini dalla terza
elementare in poi. Ogni gruppo si esibito
pi volte e per ogni esibizione una danza per
ogni nazione diversa, dai balli caraibici al la-
tino-americano fino allelectro-pop svedese
passando per il sirtaki greco, unoccasione
anche per conoscere i vari angoli del mondo
in tutte le sue caratteristiche e le sue diver-
sit, specialmente per chi non ha lopportu-
nit di viaggiare.
Una delle tante occasioni della scuola Cot-
tolengo e della sua comunit per poter fare
aggregazione e stare insieme condividendo
momenti, gioie, fatiche, diversit e diverti-
menti.... tutti insieme nel segno dello spirito
cottolenghino!
La Redazione
la Gazzetta DALLA REDAZIONE
di Stefano Casafina
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Questo il mio quartiere,
questa la mia strada,
questa la mia vita.
I
l quartiere in cui vivo si chiama Aurora,
si trova tra Porta Palazzo e Barriera di
Milano. un quartiere molto vivo, in
cui ci sono scuole, piscine, biblioteche e par-
chi in cui poter giocare. Uno degli aspetti
pi belli che il mio quartiere multi-
etnico, cio ci abitano persone di diverse
nazionalit. Io trovo molto divertente impa-
rare giochi e parole nuove, e spesso vado a
casa dei miei amici stranieri e le loro mamme
mi offrono per merenda dolci tipici dei loro
paesi lontani. Spero di vivere per tutta la vita
in questo quartiere!
C
aro albero, mi affaccio alla fines
Mi affaccio alla finestra della mia aula
e ti vedo solo e triste e allora penso:
Ah, se potessi parlarmi chiss quante cose mi
diresti, come ti senti, se sei felice di stare in
quel posto tra tante macchine, se ti senti solo
e se qualcuno ti maltratta, chiss forse ti potrei
aiutare, soprattutto mi piacerebbe sentire come
cambiato il mondo, la gente, durante la tua
lunga vita. Hai visto passare tantissimi bam-
bini che sono cresciuti e diventati genitori che
ora accompagnano i loro figli a scuola. Chiss
quanti uccellini hanno fatto il loro nido fra la
tua chioma maestosa. Non potr mai sapere
quanti anni hai perch non vorrei mai che ta-
gliassero il tuo tronco rugoso. Vedo sempre le
tue foglie per terra che danno limpressione di
lacrime cadute e vorrei starti un poco vicino e
consolarti per questo. Ti guardo sempre dalla
finestra e mi piacerebbe che accanto a te ci fos-
sero tanti alberi e un prato verde, pieno di fio-
rellini colorati. Ciao.
di Alexandra Chiribau
la Gazzetta
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DALLA REDAZIONE
Impara tutto sulla musica
e sul tuo strumento,
poi dimentica tutto sia sulla
musica che sullo strumento
e suona ci che la tua anima detta.
C
ari amici, oggi sono qui per parlarvi di
quella che ormai diventata la mia pas-
sione, cio suonare la batteria. Si, di-
ventata la mia passione e tutte le volte che
posso vado nella mia cameretta e la suono,
la mia una batteria elettronica dove si pu
controllare il suono in modo da non distur-
bare i vicini. Ora sto anche frequentando un
corso per imparare a suonare la batteria. Il
gruppo musicale che mi piace di pi sono i
Queen e la mia canzone preferita We will
rock you perch mi permette di caricarmi e
di essere allegro per tutta la giornata. Con-
siglio a tutti i miei amici di imparare a suo-
nare uno strumento musicale perch la
musica molto importante e mi aiuta ad es-
sere forte. Ciao a tutti!
O
ggi vi voglio parlare delle lingue del
mondo, io personalmente so parlare
due lingue, lo spagnolo e litaliano.
Quando ero piccola mio pap mi parlava solo
in spagnolo e ascoltandolo lho imparato,
anche quando sono stata in Ecuador per un
po di tempo con il mio pap ricordo che sa-
pevo parlare lo spagnolo ma non lo sapevo
scrivere. bello saper parlare altre lingue
perch penso che sia qualcosa in pi nella
vita e se un giorno dovessi andare a studiare
in un altro paese questa seconda lingua po-
trebbe tornarmi molto utile. Penso che oggi
sia molto utile saper parlare tante lingue per-
ch in ogni parte del mondo ci possono es-
sere persone provenienti da tanti paesi
di versi. Per esempio, nel mio palazzo ci sono
tante famiglie che parlano lingue diverse... gli
indiani che parlano ind, i nigeriani che par-
lano inglese, i marocchini che parlano in
arabo, i cinesi, i romeni... e quando sento
queste persone parlare nelle loro lingue ho
come limpressione di viaggiare e conoscere
i loro paesi di origine, insomma di girare per
il mondo.
di Giorgia Torres Espinoza
di Stefano Strabone
alunno di 2
a
elementare sez. B
DALLA REDAZIONE la Gazzetta
di Stefania Chiribau
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Mi era stato detto che
laddomesticamento con i gatti
molto difficile. Non vero.
Il mio mi ha addomesticato
in un paio di giorni.
E
ccoci di nuovo, vi racconto un po del
mio nuovo gattino Capuccino. Qualche
mese fa mio pap, passeggiando per
strada, vide un piccolo gattino abbandonato
e cos decise di portarlo a casa nostra. Al-
linizio era spaventato ma ormai si gi abi-
tuato a noi e noi a lui.
Sembra un piccolo batuffolo di cotone,
tutto bianco ma le sue orecchie e la sua coda
sono di color marroncino e proprio per que-
sto lo abbiamo chiamato Cappuccino. La
sua coda ha anche delle strisce, i suoi occhi
sono blu, lui molto tenero e anche gioche-
rellone. Certe volte si nasconde sotto i letti
e si diverte a farsi rincorrere. Mi diverto un
sacco con lui e per me una bellissima com-
pagnia anche perch non mi era mai capi-
tato di avere un gatto.
Se non studio un giorno
la matematica, me ne accorgo io.
Se non la studio due giorni,
se ne accorge il professore.
V
i sembrer strano come titolo, ma
cos. Un giorno tornai a casa dicendo
alla mia mamma che avevo preso unin-
sufficienza di matematica, mamma non era
arrabbiata ma aveva tutte le intenzioni di
farmi recuperare linsufficienza ed io anche.
Proprio la stessa sera avevo voglia di una
fetta di pane e nutella, lo stavo pensando ad
alta voce e cos la mia mamma intervenne di-
cendomi: Senti un po, sbaglio o hai preso
un brutto voto di matematica? Vieni qua,
altro che pane e nutella.... ti do pane e mate-
matica!. Cos, giorno per giorno, la mia
media di matematica inizi a salire, le mie
conoscenze anche e cos recuperai linsuffi-
cienza. Questa la mia storia di pane e ma-
tematica. Alla prossima.
la Gazzetta
DALLA REDAZIONE
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delle classi prime e seconde,
che hanno vinto un premio
organizzato dal Museo Nazionale
della pasta, fondazione Agnesi
La pasta
un dono
A
llinizio di questanno scolastico, in-
sieme alle classi prima, abbiamo
preparato dei lavori per partecipare a
un concorso sul cibo. Il nostro lavoro
piaciuto tanto e siamo arrivati secondi, tra
tutte le scuole dItalia!
Benedetto ed io siamo stati scelti per rap-
presentare la scuola alla premiazione, che
si svolta a Roma il 21 marzo. Abbiamo
viaggiato in aereo, accompagnati dalla
maestra Stefania e dal maestro Giuseppe.
Io ero molto emozionata perch non avevo
mai viaggiato in aereo. A Roma ci aspet-
tava Don Andrea, che ci ha accompagnati
a ritirare il premio e dopo abbiamo fatto
una lunghissima passeggiata per Roma, e
ho avuto la possibilit di vedere tutti quei
bei posti e monumenti che avevo visto solo
in TV. La giornata stata lunga e intensa,
ma molto bella. Durante il viaggio di ri-
torno guardavo sempre fuori dal finestrino
e le luci, al buio, sembravano dei disegni.
Marta Rampin, classe II
2)premio: Trofeoinargento
IClasseSez.BeIIClasseSez.A
Disegno: La pasta un dono
ScuolaPrimariaParitaria Cottolengo
Torino
Referenti:
Rettore: DonAndreaBonsignori,
Ins. GiacomoGiuseppeGrosso,
Ins. StefaniaPedrotto,
Ins. TeresaMancino
Alunno BenedettoSalanitro,
Alunna MartaRampin
lengo invitava a
svolgere questa
missione con
entu siasmo: af-
ferm un testi-
mone che il servo
di Dio soleva rac-
comandare alle suore di esercitare la carit con en-
tusiasmo. Per il santo Cottolengo i ricoverati
formavano la sua delizia e faceva festa quando
si presentavano a bussare alla sua carit i cenciosi
e i deformi ed esigeva che nella Piccola Casa ai
ricoverati si portassero stima e rispetto; per lui
ogni persona era preziosa. Egli invitava a servire
i poveri anche con dolcezza, diceva: La nostra
carit deve essere condita con tanta buona grazia,
e di belle maniere. Inoltre importante notare
come a san Giuseppe Cottolengo stessero a cuore
il curare non solo i bisogni del corpo ma anche
quelli dellanima; egli diceva: La Piccola casa
stata stabilita e si mantiene non solamente per sov-
venire i bisogni del corpo, ma pi particolarmente
quelli dellanima, Non basta servire i poveri nei
mali del corpo, bisogna ancora e specialmente ser-
virli in quelli dellanima, perch molte volte le af-
flizioni che essi provano nel cuore, sono pi gravi
di quelle che provano nel corpo. Queste ultime
affermazioni indicano la specificit cristiana del
servizio cottolenghino, che mira alla cura globale
della persona, in tutte le sue dimensioni (umane
e spirituali). Per questo il Cottolengo da subito
istitu unattivit di catechesi, che continua anche
ai nostri giorni. Grande era quindi la carit di san
Giuseppe Cottolengo, una carit alimentata dalla
fede che lo spinse a creare la Piccola Casa della
Divina Provvidenza per soccorrere tutte le situa-
zioni di bisogno che il Signore gli metteva sul suo
cammino. Sia questo campione della carit (cos
lo chiam Papa Benedetto XVI durante la sua vi-
sita alla Piccola Casa) un esempio e uno sprone
per ognuno di noi.
Don Emanuele Lampugnani
DALLA REDAZIONE la Gazzetta
14
Q
uando si pensa a San Giuseppe Cotto-
lengo, la mente inevitabilmente por-
tata a immaginare la sua grande carit
verso le persone bisognose (ammalati, po-
veri, disabili ecc.). Per cogliere la fonte da
cui egli trovava forza e motivazioni per vi-
vere questo valore, fondamentale partire
da una frase di san Paolo: Caritas Chisti
urget nos (la carit di Cristo ci spinge): era,
infatti, lamore di Dio lorigine e il sostegno
dellamore che il Santo Cottolengo aveva
verso i poveri; per questo si deve affermare
che ci che maggiormente lo spingeva a ser-
vire le persone bisognose era la convinzione
che nella persona dei poveri c Ges. Per-
ci a s e alle suore, ricordando la frase di
Ges ogni volta che fate queste cose a uno di
questi miei fratelli pi piccoli, lavete fatta a
me, ripeteva spesso: I poveri sono Ges,
nella persona degli ammalati bisogna scor-
gere Ges. Talmente forte era nel Cotto-
lengo questa convinzione, che invitava
coloro che assistevano i bisognosi, ad avere
verso di loro un vero e proprio atteggia-
mento religioso, come dimostra questo suo
bellissimo detto: Se voi pensaste e compren-
deste bene qual personaggio rappresentano i
poveri, di continuo li servireste in ginocchio.
Inoltre il santo poneva laccento spesso che
essere inviati a servire i poveri era un privi-
legio particolare di Dio; egli, infatti, diceva
che ognuno doveva sentirsi come onorato e
favorito di grazie speciali della Divina Provvi-
denza. Ed anche per questo che il Cotto-
L
A
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G
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la Gazzetta
DALLA REDAZIONE
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Piccola Casa della Divina Provvidenza, monastero cottolenghino San Giuseppe
L
e suore di clausura sono delle suore che hanno scelto di dedicare la loro vita alla pre-
ghiera. Vivono dentro un convento e non possono uscire, possono parlare e vedere altre
persone ma solo da dietro la grata del convento. La giornata della comunit di via Cot-
tolengo 14 semplice: alterna la preghiera allumile lavoro quotidiano. Nel silenzio e nella
solitudine spiegano le monache desideriamo tenere vivo, nella famiglia cottolenghina, linin-
terrotto dialogo con Dio che il Cottolengo chiamava lode perenne. Aperte ai dolori e alle fatiche
delluomo e della societ, siamo voce di ogni fratello e sorella, soprattutto dei pi poveri, presso
il Signore mettendo in questo la nostra vita a totale servizio degli altri.
La lode il nostro principale lavoro... a Dio vogliamo offrirlo nella gioia
e nel totale abbandono alla Divina Provvidenza, come voleva il Cotto-
lengo, nostro padre fondatore. Nella piccola foresteria del monastero
si d ospitalit a chi desidera vivere giorni di ritiro. In parlatorio ven-
gono accolti i gruppi che, visitando la Piccola Casa, desiderano un in-
contro con le religiose. La cappella sempre aperta a chi desidera
pregare. Alle giovani che desiderano compiere un cammino di scelta
vocazionale, si offre la possibilit di un accompagnamento, e leven-
tuale ospitalit per esperienze di vita e di preghiera. Grazie per le vo-
stre preghiere.
L
ultimo giorno di scuola per la maggior parte
dei bambini un giorno bellissimo, uno
dei pi belli forse dopo il Natale e il com-
pleanno! Per altri un giorno triste, perch ci
si separa dagli amici, specie dopo la quinta.
Per me un po triste, ma sono anche con-
tento perch poi vado dai miei nonni in Al-
bania e ritrovo l tutti i miei amici albanesi.
Vado in un posto molto tranquillo, dove ho
la possibilit di giocare per strada fino a
tardi. I giochi che facciamo alla fine sono
quasi uguali a quelli che facciamo in Italia,
quindi il divertimento lo stesso in tutto il
mondo. Mi mancano un po i genitori, per-
ch loro restano in Italia a lavorare e vengono sol-
tanto in Albania per tre settimane.
Cerco di pensare positivo!
di Francesca Nizzi
di Edrin Rokaj
di Fabio Aquino
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DALLA REDAZIONE la Gazzetta
LAREDAZIONE: Fabio Aquino - Stefano Casafina - Alexandra Chiribau - Stefania Chiribau -
Francesca Nizzi - Giorgio Pari - Giulia Piana - Edrin Rokaj - Marta Rampin - Stefano Strabone -
Giorgia Torres Espinoza - Marco Visentin - Don Emanuele Lampugnani
COMITATODIREDAZIONE
DIRETTORE: Andrea Bonsignori
COLLABORATORI: Salvatore Acquas, Daniele Delcarmine e Ario Corapi
PROGETTOGRAFICO:Salvatore Acquas - STAMPA: Tipografia Gravinese, Torino
Questo giornalino ad uso interno della Scuola Primaria e Secondaria del Cottolengo
LaGazzettaconsultabilesulsitowww.cottolengo.org, entrate a cuore aperto;
http://chaariahospital.blogspot.com/
M
ercoled 9 aprile siamo andati insieme
alle seconde medie Al Parco avventura
ed stato bellissimo. Appena arrivati, ab-
biamo subito giocato tra di noi, e abbiamo fatto
merenda cos io ne ho approfittato sgranoc-
chiando un pacco di patatine. Poi abbiamo ini-
ziato subito le attivit, dividendoci in due
gruppi: il primo andato a fare larrampicata e
il secondo, di cui facevo parte anchio, siamo
andati a camminare nel bosco. Poi toccato il
nostro turno e abbiamo fatto larrampicata.
Quando io ho fatto le prove per lar rampicata,
non riuscivo a salire e nemmeno a scendere, ri-
manevo fermamente attaccato alla corda anti
panico! Poi per mi sono fatto coraggio e c
lho fatta! stato bellissimo, unesperienza da
rifare e spero che i miei genitori un giorno mi
portino a fare una bella arrampicata. Ah, di-
menticavo, anche quel giorno ne ho combinata
una delle mie: mi sono portato la mia bella mac-
china fotografica, peccato che al momento di
scattare le foto non ci riuscivo perch dentro mi
mancava la scheda della memoria!
Voglio arrivare in cima non solo per
me stessoma per tutti i giovani, per
chi non ha senso nella vita,per chi non
crede in nulla, per chi vuole amare,
per chi vuole vivere in semplicit e
purezza.Voglio farcela per chi mi
aspetta a casa. Per chi mi ama.
Ricorda!
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