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NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Scuola S. Giuseppe Cottolengo Primaria Paritaria e Secondaria di I grado Via Cottolengo 14 -10152 Torino
Con il patrocinio della

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Anno V - N. 2 - febbraio 2014 - COPIA OMAGGIO

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IL GIORNALINO della SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA DEL COTTOLENGO

La scuola che NON fa la differenza

IL

TG SCUOLA COTTOLENGO

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leditoriale

DALLA REDAZIONE

ari lettori, eccoci pronti con il secondo numero dellanno de La Gazzetta e come sempre speriamo di aver centrato lobiettivo di informarvi e divertirvi. In redazione c sempre molto fermento durante le settimane che precedono luscita e i ragazzi sono sempre entusiasti di veder pubblicate le loro storie. Piccoli racconti, storie vissute o inventate in cui i giovani redattori mettono le loro fantasie, i sogni, i sentimenti e le emozioni senza pudore con molta sincerit e onest. questo laspetto che teniamo a sottolineare, la semplicit del nostro giornale che deriva dalla genuinit delle storie contenute. Vi auguriamo buona lettura e al prossimo numero! La Redazione

Secondo quadrimestre. Gi stanchi?


iamo arrivati a met anno, certamente un anno che corre velocissimo ma come sempre con fatica, a volte difficolt. Per non sarei io, il vostro Billy, se non mi mettessi a scrivere di quello che succede nel mondo attraverso gli occhi della vostra scuola. E cos quale gioia a Natale quando avete deciso di rinunciare a qualche regalo per aiutare i vostri amici in Kenya beh spero che voi nelle vacanze passate alla tradizionale domanda che regali hai fatto? Che regali hai ricevuto? alla prima di queste abbiate voluto orgogliosamente dire: ho regalato una vita a un bambino!. Si! Perch stato proprio cos e per questo non possiamo smettere di prendere un po della nostra fortuna per donarla agli altri! E quale gioia per i ragazzi laggi aver ricevuto le vostre lettere alle quali stanno rispondendo con entusiasmo! E allora accogliere, imparare, rispettare tutto ci che avviene nella vostra scuola un continuare il dono bellissimo fatto a Natale, imparare per chi non ha la fortuna di farlo e se fosse al nostro posto rispettare per chi non ha mai avuto la fortuna di ricevere rispetto ma solo ingiustizia e povert e se fosse al nostro posto..

accogliere tutte le diversit che ci possono arricchire per chi ha subto la diversit solo per un colore e conosce il significato della sofferenza innocente e se fosse al nostro posto. Beh allora amici miei buon secondo quadrimestre perch siete voi chiamati a coprire questo posto e non possiamo sprecarlo soprattutto per loro. Billy Spaccaossa

Abbiamo raggiunto oltre un milione e trecentocinquantamila visitatori individuali. Il link del giornalino gratuito La Citt nascosta on-line :
http://www.afnews.info/wordpress/speciali/la-citta-nascosta

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di Marco Visentin

27 Gennaio il giorno della memoria

iao a tutti, vi voglio parlare di un giorno per me molto significativo e importante: il 27 gennaio, giorno della memoria. Dovete sapere che il 27 gennaio del 1945 i soldati sovietici liberarono uno dei pi temuti campi di concentramento nazisti: il campo polacco di prigionia di Auschwitz. Ora vi lascio immaginare la faccia di quei soldati, che pure essendo militari abituati a vedere da vicino molte cose spiacevoli, rimasero lo stesso ammutoliti nel trovarsi di fronte persone magre come chiodi e le gabbie che li rinchiudevano; in seguito videro anche le camere a gas e allinizio non compresero bene a cosa servissero, anche se da allora la loro funzione ormai tristemente nota a tutti. Ora, dopo questa breve introduzione storica, molti mi potrebbero chiedere perch noi, nel 2014, dobbiamo ancora ricordarci di questa giornata, visto che molte cose sono cambiate e adesso quasi inconcepibile il modo in cui furono trattati i deportati. Io risponderei a questa domanda in un modo molto semplice, dicendo che quelle persone che maltrattavano i deportanti (molti avevano anche problemi fisici e mentali gravi) non erano alieni che venivano da chiss quale pianeta nelluniverso, ma era gente come

tutti noi, che per credeva fosse giusto seguire le idee di un uomo che molti di noi adesso potrebbero ritenere addirittura pazzo: Adolf Hitler. Quello che voglio fare capire che le cose che adesso noi riteniamo giuste e quelle sbagliate e crudeli sono molto mutate nel tempo; ad esempio per noi togliere la vita a una persona una cosa ingiusta e crudele, ma solo poco tempo fa non era cos, perch se noi avessimo chiesto ai vari Himmler, Goering e Gbbels se quello che facevano e dicevano era giusto, loro, senza neanche rifletterci un secondo, avrebbero subito urlato s. Detto questo, bisogna comunque rilevare che anche in questi tempi bui e difficili alcune persone riuscirono a mantenere un elevato senso morale, pagando con la vita la difesa della verit e del bene come il sacerdote polacco Massimiliano Kolbe morto nel campo di prigionia di Auschwitz per salvare un padre di famiglia. Sarebbe bello se questo 27 gennaio tutti noi potessimo aver ben chiare nella nostra mente due semplici parole: MAI PI. Queste due parole non ci fanno negare il nostro passato, che non si pu cancellare, ma ci permettono di comprendere e vivere meglio il presente.

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Le seconde a Casa Circostanza

lla fine di novembre noi delle classi seconde siamo andati al circo! Non era, per, un circo normale col tendone, animali, giocolieri, clowns e pagliacci Era un circo tutto nostro, dove eravamo noi le piccole star e gli spettatori deccezione erano i maestri e gli accompagnatori! Ah, sono state delle mattinate bellissime! Prima di tutto niente scuola (e dite se poco) e poi lebbrezza di viaggiare in citt sui bus della GTT: unesperienza insolita per le orecchie dei passeggeri! Meno male che Casa Circostanza non lontana dal Cottolengo Si trova nel quartiere Barriera di Milano ed un salone attrezzatissimo: assomiglia alla pista di un vero circo! Attraverso le attivit che abbiamo sperimentato (giochi con i teloni, equilibrismo, attenzione...) abbiamo cercato di esprimere noi stessi sia da soli sia in gruppo. Mamma che fatica! Essendo per noi lanno dellaccoglienza volevamo migliorare la nostra attenzione verso gli altri beh, qualche litigio e battibecco ci sono stati, ma ce labbiamo messa veramente tutta. Sono state due mattinate bellissime che vorremmo rifare il pi presto possibile. E ora in vero stile circense 1 2 3 CIAOOOO!

Le classi seconde

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di Alexandra Chiribau

Una farfalla un podiversa


A te o lucciolina che hai sempre aspettato con precisione il mese della Madonna.
anto tempo fa, sul prato fiorito di una splendida collina, cera una farfalla che cercava il posto migliore per deporre le uova. Individu un fiore appena sbocciato, profumato e lucido. Scelse il colore per tutte le sue farfalle, ma siccome le uova erano tante se ne dimentic una. Il giorno seguente si dischiusero le uova e iniziarono a volare nel cielo limpido tante farfalle con ali dei colori pi belli e scintillanti. Tutte coloratissime, tranne una... e indovinate quale? Proprio lei, quella dimenticata dalla mamma che aveva le ali grige. Nessuno voleva giocare con lei, perch era diversa dalle altre. Una notte la luna la vide piangere, nascosta dietro una foglia. Le sue lacrime brillavano. Cos la luna le diede un nuovo aspetto e la trasform in una lucciola. Avrebbe illuminato le tenebre.

Il mio pap davvero speciale!


di Francesca Nizzi

aro pap, ti scrivo qui sullaGazzetta per dirti quanto ti voglio bene e quanto sono fiera e orgogliosa di avere un padre come te. Tu per me sei davvero speciale, perch mi regali la serenit di poter contare sempre su di te, posso rivolgermi a te per qualsiasi problema. Anche quando sto male e ho la febbre, tu sei in ansia, preoccupato. Mi metti il ghiaccio sulla fronte, e quando ho la tosse, mi dai lo sciroppo e mi fai le coccole. Quando posso, cerco di ricambiare, come quando torni stanco dal lavoro e si vede che sei di cattivo umore, allora io cerco di farti ritornare allegro e ti faccio sorridere. Ultimamente quando andiamo in montagna, non hai molto tempo per sciare con me, perch devi metterti a spalare la neve. Per in ogni caso sei il mio PAP con la P maiuscola.

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Scuola Calcio Giuco


nche questanno le iniziative dei Giuco Calcio under 8, ha confermato ladesione di una quindicina di bambini Lo spirito rimane sempre lo stesso: far divertire i bambini e integrarli insieme in un contesto diverso di quello che pu essere lambiente scolastico Abbiamo gi fatto 2 concentramenti raggiungendo ottimi risultati con delle partite vinte, pareggiate e qualcuna anche persa Tutto serve per farli crescere insieme con uno spirito diverso Soprattutto con uno spirito di Squadra Franco Miranda

Campionato Calcio CSI Top Junior

opo il cammino trionfale della scorsa stagione terminatosi con il raggiungimento delle finali regionali, la squadra si ritrovata a lavorare per preparare al meglio linizio della stagione. Per quanto riguarda lo staff tecnico, intanto, Mister Ivan sar affiancato dal fratello Giancarlo per raggiungere altri obiettivi. In accordo con la societ si deciso di partecipare al campionato CSI TOP JUNIOR con i ragazzi che affrontano squadre con maggiore esperienza. Nonostante la prima vittoria ottenuta con ampio scarto, la squadra inizia a faticare e nonostante il duro lavoro svolto negli allenamenti, la squadra ottiene pochi risultati ma rimanendo per

tutto il campionato imbattuta tra le proprie mura. Alla fine del campionato la squadra si colloca terza in classifica ottenendo un piazzamento inferiore alle attese ma contraddistinguendosi per comportamento, disciplina, educazione e compattezza. La squadra sta gi lavorando in vista del prossimo campionato con inizio previsto nei primi di Marzo 2014. Forza ragazzi! Continuiamo a crescere!

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Come faccio a sapere che funziona?


Lavanzamento della tecnologia rispetto agli anni passati

Chebella la scuola!
di Edrin Rokaj

La vera passione per la conoscenza in uno studente quella che la scuola tinsegna

ispetto agli anni passati, la tecnologia si evoluta molto. Negli anni passati cerano i telefoni molto grandi, oppure i computer grandi che non si potevano portare in giro, e le macchine fotografiche con il rullino, i televisori che sembravano dei cubi. Ora, invece, c il telefono pi piccolo con lo schermo con la tecnologia touch screen. Ha molte applicazioni, con la connessione a internet e si pu accendere con le tue impronte digitali. Per esempio ci sono I-phone 5s, il Samsung galaxy S4. Io ho visto il galaxy S3, molto bello, ha tanti giochi, fa delle foto e video. Poi ci sono i computer portatili, un po pi ricco di programmi come il IMac. Ci sono le macchine fotografiche digitali e non quelle con il rullino. Poi con le vecchie macchine fotografiche non si potevano cancellare le foto venute male. Invece le macchine fotografiche digitali ti permettono di fare molte pi foto e se sbagli puoi cancellare, poi le nuove fanno le foto pi belle, chiare, con i colori perfetti. Ci sono anche i televisori led che hanno persino internet, le immagini sono molto pi chiare e che possono accendere e spegnere con la tua voce. Laudio come quello del cinema, grazie alla tecnologia home theatre. Anche nella nostra classe arrivata lultima tecnologia, adesso abbiamo il registro elettronico, e la lavagna che eravamo abituati a vedere stata sostituita con la lavagna multimediale. appena stata installata, nel prossimo numero ve la descriver meglio!

enso che per molti bambini la scuola non sia molto divertente. Per me lo . Non piacciono i compiti a casa, mi piacciono invece quelli svolti a scuola, specie le operazioni matematiche che trovo divertenti. Poi da questanno la scuola ancora pi piacevole perch abbiamo le lavagne interattive multimediali. Interattive vuol dire che noi con un giusto programma possiamo scriverci sopra, e fare tutto quello che una volta si faceva col gesso e con la lavagna classica, senza sporcarci le mani! Multimediale vuol dire che funziona come un computer, e quindi guardiamo dei documentari per imparare la storia degli egizi, o delle canzoncine in inglese per memorizzare i giorni della settimana e i mesi. Poi mi piacciono anche le verifiche, perch una bella sensazione prendere un bel voto e vederlo scritto sul diario. Insomma, quello che vi consiglio di divertirvi a scuola, anche perch ci attendono molti anni tra libri e banchi ed meglio affrontarli con lo spirito giusto.

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La befana motorizzata alla Scuola del Cottolengo


ari amici, come ogni anno il 6 gennaio il cortile della scuola si riempito di moto e di bikers, per il tradizionale appuntamento con La Befana Motorizzata. Successo, come sempre, e grande divertimento per gli ospiti, le suore e le famiglie dei bimbi della scuola, intervenuti molto numerosi come sempre. Un enorme ringraziamento ai nostri amici motociclisti, che ogni anno ci regalano un pomeriggio cos bello! La Redazione

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a cura di Salvatore Acquas

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Una storia di ieri ma vera di oggi per i ragazzi da 6 a 99 anni

IL MAGO ECOLOGINO
era una volta in un paese vicino un principe. Si chiamava Peppino e abitava in un brutto e vecchio castello, non era ricco e quindi doveva lavorare. Aveva una vecchia carretta che chiamava Ape e con questa passava casa per casa a raccogliere i sacchetti di spazzatura. Quando il cassone dellApe, vecchia come lui, era pieno, andava in un posto nascosto e metteva sottoterra tutti i sacchetti. Ben presto ce ne furono troppi e cominci a bruciarli. Dal fuoco saliva un fumo nero che arrivava al cielo, faceva tossire le persone, soprattutto i bambini, gli uccellini non cinguettavano pi, tossivano anche loro e non volavano pi perch avevano le ali sporche di fuliggine, nei campi non cresceva pi lerba e neppure i fiori, e poi... lodore... cera sempre un brutto odore. Nel cielo non si vedevano pi il sole n le stelle. Ogni giorno quel fumo e quellodore diventavano pi forti e cos gli uccellini e gli altri animali che vivevano in quei posti, dove non cresceva pi lerba, i coniglietti, le pecorelle, le lumachine, le formichine e tanti altri andarono al castello dei maghi che si chiamava Municipio, per raccontare loro che non potevano pi vivere e chiesero loro di aiutarli. Solo i maialetti non andarono dai maghi perch, come sapete, quelli di loro che non possiedono una casa, mangiano proprio la spazzatura e quindi erano amici del principe Peppino. Il Capo dei maghi, Ecologino, decise di aiutare le persone, i bambini e gli animaletti, e incaric il mago Cicchino di fare una magia. Il mago Cicchino con la sua bacchetta magica fece apparire moltissime scatole di diversi colori, una verde, una marrone, una celeste, che regal a ciascuna famiglia. Insegn alle persone a mettere i rifiuti umidi nella scatola marrone, il secco in quella verde, il vetro

nella blu, nel giallo la carta, e nellazzurro la plastica. Mand poi in tutte le case altri maghetti... Tonino, Paolino, Franco e tanti altri a svuotare le scatole quando erano piene. I maghetti poi, portarono lumido nei campi, dove prima Peppino bruciava la spazzatura e l pian piano ricominci a crescere lerbetta, perch lumido concimava la terra. Le lumachine ricominciarono a passeggiare, i coniglietti a costruire le tane e le pecorelle a brucare quellerbetta, gli uccellini a cantare e volare leggeri, le formichine a trovare il mangiare per linverno. Con la plastica, non pi bruciata, i maghetti cominciarono a costruire giocattoli che regalarono ai bambini pi poveri, vendettero il vetro e costruirono un parco giochi, e con la carta fecero dei libri di favole che regalarono alla fatina Giusy la libraia che li d oggi a voi (in cambio di una monetina perch la sua carrozza fatata vecchia, non la revisionano pi e deve cambiarla). Erano tutte belle favole, e in quelle favole il cielo divent di nuovo celeste e si vedevano il sole e le stelle, nellaria si sentiva di nuovo il profumo dei fiori, i bambini poterono di nuovo uscire a giocare e correre nei prati. Voi vorrete sapere che fine fece Peppino, beh! Peppino and in pensione, assieme ai maialetti suoi amici e a qualche altro maialone che continuava a buttare i sacchetti per strada, lApe di Peppino invece adesso la usano i maghetti di Giorgino per divertirsi (facendo le impennate) quando passano davanti alle case di voi bambini.

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Diamo fiducia ai maestri


ari genitori e lettori, sono una mamma della scuola Cottolengo. Ho letto di recente su una rivista un articolo in cui una mamma parlava del suo rapporto con la scuola e gli insegnanti dei propri figli. Ha parlato di quanto sbagliamo, noi genitori, nello schierarci incondizionatamente dalla parte dei nostri figli. Mi sono ritrovata molto nelle parole di questa mamma e penso che sia importante che leggiate tutti larticolo. Riporto qui integralmente la lettera.

La maestra ha ragione. Quando eravamo piccoli e amavamo lamentarci della scuola, i nostri genitori erano di solito irremovibili: La maestra ha ragione, dicevano. Anche quando non erano del tutto convinti. Nonostante non fosse vero. Oggi, invece, le cose sono cambiate. La maestra ha spesso torto. Hanno ragione i figli, sempre. O quasi. A porre laccento su questo fenomeno stata, alcuni giorni fa, Francesca Tricomi con una lettera inviata al direttore de La Stampa. Nella missiva Francesca rifletteva sul futuro di questi bambini, educati ad avere sempre ragione. Noi labbiamo incontrata per capire perch urgente ricominciare a dare ragione alla maestra. Cosa lha spinta a scrivere questa lettera? Solitamente si scrive per due motivi: perch si innamorati di unidea oppure perch si arrabbiati. Nel mio caso valgono entrambe le regole. Sono innamorata dei miei figli e dellinfanzia e sono arrabbiata per alcuni episodi che ho visto capitare negli ultimi anni. Episodi che mi hanno indignato e mi hanno convinto a prendere in mano la penna. Ci sono cose che vanno scritte, ho pensato. Quali episodi? Frasi che ho sentito, vicende che mi sono state riportate dalle amiche. Diversi casi che hanno reso evidente lesistenza, oggi, di una grossa emergenza educativa. Per esempio, ho sentito numerosi genitori lamentarsi del comportamento delle insegnanti dei loro figli: Poverino, gli hanno dato troppi compiti; Poverina, le hanno chiesto di imparare una poesia di Carducci; Poverini, li hanno costretti a vedere il film del brutto anatroccolo e si sono messi a piangere. Ho capito che i genitori sono sempre pronti alla critica, ma non pi nei confronti dei figli, bens dei loro insegnanti! come se il mondo si fosse capovolto.

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mondo diversa dalla propria. Li preserva ingiustamente dalloccasione di combattere per le proprie idee, di ambire allemancipazione. Nel tentativo di proteggerli, in realt li danneggiamo.

Che cosa possiamo fare per invertire la tendenza? Tornare a dire no. Perch, lo sappiamo, i no aiutano a crescere. E ricominciare a criticare i propri figli quando il caso, perch utile prima di tutto a loro, al percorso di crescita e di evoluzione che devono compiere per diventare degli adulti consapevoli e intellettualmente onesti. Quando si tratta del rapporto scuola-famiglia, poi, dobbiamo assolutamente tornare a dare ragione alla maestra. Non perch solo infallibile (sappiamo bene che non cos), ma perch i bambini devono comprendere che le loro azioni hanno delle conseguenze e che la mamma e il pap non saranno sempre pronti a coprire loro le spalle. una mia opinione, ovviamente, e non ho la pretesa di aver ragione. Sono convinta che ci sia una vera e propria emergenza educativa. Che devessere risolta al pi presto.

Una volta le maestre avevano sempre ragione, i figli torto. Esatto. La nostra generazione cresciuta cos, e molte altre prima di noi. Oggi, invece, il contrario: i bambini sono perfetti. E devono avere sempre ragione. I genitori si arrogano il diritto di salire in cattedra e giudicare gli insegnanti, il loro comportaportamento e persino il programma didattico. Anche se non il loro mestiere e, in molti casi non sanno di cosa parlano. Limportante accondiscendere alle richieste e alle lamentele dei figli. Trasformandosi da genitori in avvocati difensori. Quali sono i rischi di questo comportamento? Il rischio quello di crescere una generazione di figli seduti e inetti, oppure di prepotenti che credono di sapere tutto. Leccessiva accondiscendenza priva i bambini di quelle sane critiche che li aiutano a crescere. Li priva dellesperienza, altamente educativa di dover affrontare e accettare una visione del

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Un pacco inaspettato...
La chiave della gioia un regalo inaspettato in un momento inaspettato
di Stefania Chiribau

ari amici, immagino che a tutti voi sia capitato lo scorso Natale, come ogni anno, di ricevere vari regali inaspettati, sperati... A me e alla mia famiglia successa una cosa davvero singolare. Mancavano due giorni a Natale, era di mattina ed eravamo in casa a preparare la tavola per pranzare. Allimprovviso suonarono il campanello e ci dissero di scendere per ritirare un pacco. Eravamo convinti che fosse un pacco mandato dalla nonna che vive in Romania. Invece era anonimo, senza mittente. Dentro, una lettera di auguri, anchessa anonima, e poi tanta roba: dolci, cibo, bevande, vestiti, giocattoli e anche un libro molto interessante che ho iniziato a leggere lo stesso pomeriggio. Beh, a voi potr sembrare poco, ma ci siamo commossi a casa e abbiamo ringraziato il nostro amico durante la preghiera del giorno di Natale.

Polly e Macchia, i due pappagalli


...

di Fabio Aquino

nsegnerei loro a dire: pronto chi parla, dica... cos lascerei lui ad ascoltare quelli dei call centers quando chiamano e non dovr pi distrarmi quando faccio i compiti. La scorsa settimana, mio nonno camminando verso casa, a un tratto ha sentito un cinguetto provenire da un cassonetto della spazzatura. Si avvicinato pensando di trovare un canarino, invece ha trovato un pappagallo della razza degli inseparabili. Con molta cautela riuscito ad afferrarlo e lha portato a casa. Ci piaciuto subito tanto, per la variet dei colori: giallo, rosso, arancione, oro. Lo abbiamo chiamato Polly. Lui ormai riconosce il nostro fischio, e poi lo liberiamo dalla gabbia, tenendo le finestre ben chiuse. Lui fa un giro in casa, svolazza tra le stanze e poi torna nella sua gabbia da solo. Abbiamo poi scoperto che era una femmina, in un negozio di animali. Il negoziante ci ha detto che si tratta di animali che soffrono molto in solitudine. Cos mio nonno in estate ha preso un maschio e lo ha chiamato Macchia. Poveri noi! Dal primo giorno hanno iniziato a stuzzicarsi, fischiare e cantare. Che baccano! Mi hanno detto che si accoppiavano, per avere dei figli. Poi Polly ha cominciato a covare delle uova. Purtroppo le prime due covate sono andate male e le uova non si sono aperte. Per fortuna la terza covata, a dicembre andata bene. Polly ha fatto un uovo ogni due giorni. Poi mettono le uova in un nido creato da loro nella gabbia e si mettono sopra per covarli. E se ci si avvicina con la mano al nido, si arrabbiano e ti beccano. Nelle ultime due settimane si sono aperte due uova e sono venuti fuori due pappagalletti. Sono contento! Non ho ancora trovato i nomi, avete dei suggerimenti?

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Intervista a Edoardo
di Giorgia Torres Espinoza

Un bambino fortunato
Nellinfanzia (il paradiso in noi)
di Stefano Casafina

doardo, uno dei nostri compagni particolari, un giocatore di rugby, un bravo studente lo vediamo correre per i corridoi, sempre sorridente e sempre con uno sguardo da furfantello. Dei suoi compagni hanno voluto intervistarlo e lui ha risposto con semplicit alle nostre domande, con la stessa semplicit con cui ci incontra, con cui ogni giorno affronta i suoi problemi e ci fa riflettere sul nostro modo di affrontare la vita Come ti chiami? Edo Quanti anni hai? Ho 10 anni Che classe fai? La 4 B Come si chiamano le tue maestre? Chiara, Elisa, Francesca e Suor Claudia Cosa ti piace fare a scuola? Fare le schede (i compiti) e fare musica Come si chiamano i tuoi amici? Andrea e Don Andrea Che sport fai? Rugby Cosa ti piace fare durante la ricreazione? Mi piace giocare a palla Quando vai in biblioteca, quale dvd ti piace guardare? Il dvd di Clifford

o sono un bambino come tanti. Mi lamento, voglio sempre di tutto dai miei genitori che cercano di accontentarmi. Loro per cercano di farmi capire che non tutto scontato. E che non devo essere felice solo per i video giochi. Devo pensare a quei bambini che non possiedono una casa, non hanno vestiti nuovi, non mangiano nulla di buono... oppure i bambini che non vanno a scuola. Ecco molti di voi penseranno, che figo senza scuola. Questi bimbi invece di andare a scuola lavorano nei campi o nelle fabbriche. E quindi meglio stare a scuola, al caldo, seduti, con lintervallo e tutto il resto. Quindi pensiamo a tutto questo e non diamo per scontato quello che abbiamo.

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La musica cheascolto
di Giorgio Pari

La mia sorella lontana


di Stefano Strabone

Quando ascoltiamo qualsiasi musica, sentiamo che le emozioni e sentimenti suscitati ci appartengono.
iao a tutti, come avrete notato dal titolo, vorrei parlarvi un po della musica che ascolto. A me piacciono tanti generi fra i quali: il Metal, il Rock, e il Pop italiano. So benissimo a cosa state pensando, e cio che non tutti i 12enni ascoltano questa musica. Dovete sapere che io ho quattro fratelli maschi e quindi loro hanno deciso di farmi crescere con questa musica. Facciamo un esempio: quando ero piccolo, non volevo mai andare a dormire la sera dopo cena e quindi il mio fratello maggiore Matteo per addormentarmi ebbe unidea brillante. Quella di mettermi le cuffie con i Savatage sparati al massimo. Credete che sia stato sveglio o mi sia addormentato? Bene la risposta la seconda, che mi sono addormentato subito! E pensate che lo faccio ancora adesso che ho ben dodici anni, mi metto con il telefono ad ascoltare i Savatage, Metallica, Clash, Black Sabbath ecc... Non ci crederete mai eppure riesco con questa musica a dormire veramente bene! Allora alla prossima. Buon ascolto !
I Metallica

Sento sempre la sua presenza, ovunque lei vada. Sento che sempre con me...

iao a tutti, questo il primo articolo che scrivo per il giornalino, e siccome faccio solo la seconda e sono piccolo... spero che sia pubblicato. Mi piacerebbe parlarvi di mia sorella, lei si chiama Camilla, ha ventiquattro anni e da alcuni anni vive in un paese lontano, in Danimarca per motivi di studio. Adesso Camilla in Africa, per studiare la popolazione e per fare esperienza nelle missioni. Mia sorella e i suoi compagni hanno aiutato gli abitanti della Nuova Guinea a piantare un milione di alberi. Che bravi! Spero di avervi interessato con la mia storia.

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La Fonte Aretusa di Siracusa


di Giulia Piana

LANGOLO DEL SANTO COTTOLENGO


A cura di don Emanuele
Un valore importante che viveva San Giuseppe Cottolengo era: LA GIOIA. La gioiosit del santo traspariva nel suo sereno ottimismo; la cordialit del tratto, la pazienza verso gli sgarbati, la fiducia negli uomini, la semplicit dellagire, erano requisiti costantemente presenti della sua condotta. Dissero alcuni testimoni: Il Cottolengo sempre tranquillo e ilare, con lo stesso umore e con la medesima giovialit, senza lasciarsi abbattere dalle difficolt e dalle contrariet, in mezzo a questo mare daffari e di sacrifici, il Cottolengo sempre allegro sereno e faceto. A chi era a servizio dei poveri, il santo spesso diceva: Il Signore non bisogna servirlo di cattivo umore, Tutti sanno servire il Signore quando tutto va bene, operare le cose con santa allegria e senza infastidirsi, Non dovete star malinconici, state con Dio, operate per Dio ed il tutto andr bene.

l mito pi famoso di Siracusa quello della ninfa Aretusa. La ninfa al seguito di Artemide, correndo libera tra i boschi del Peloponneso, fu vista dal giovane Alfeo che si innamor perdutamente di lei. Ma Aretusa non ricambiava il suo sentimento, anzi rifuggiva da lui, finch stanca delle sue insistenze chiese aiuto ad Artemide. La Dea la avvolse in una spessa nube sciogliendo la giovane in una fonte sul lido di Ortigia. Alfeo allora chiese aiuto agli dei, che lo trasformarono in un fiume che nascendo dalla Grecia e percorrendo tutto il Mar Ionio si un allamata fonte. Ancora oggi il mito rivive nellisola di Ortigia grazie alla cosiddetta Fonte Aretusa, uno specchio di acqua che sfocia nel Porto Grande di Siracusa. La leggenda di Alfeo trae origine dal fiume omonimo del Peloponneso, in Grecia, e da una fonte di acqua dolce (detta Occhio della Zillica) che sgorga nel Porto Grande di Siracusa a poca distanza dalla Fonte Aretusa. Il viale che costeggia la Fonte Aretusa si chiama proprio Lungomare Alfeo. Nello specchio dacqua della Fonte Aretusa e lungo le rive del fiume Ciane sono presenti gli unici papireti selvatici di tutta lEuropa. Il papiro cresce spontaneo solo in Egitto.

Ricordiamo le tre parole-chiave per vivere in pace e gioia in famiglia: permesso, grazie, scusa. Quando in una famiglia non si invadenti e si chiede permesso, quando in una famiglia non si egoisti e si impara a dire grazie, e quando in una famiglia uno si accorge che ha fatto una cosa brutta e sa chiedere scusa, in quella famiglia c pace e c gioia. Ricordiamo queste tre parole: permesso, grazie, scusa (Papa Francesco, Angelus 29 dicembre 2013)

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AT T E N Z IO N E !

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SIDERATE COTTOLENGO CHE DE LA UO SC A LL DE TI EN CARISSIMI STUD RICEVIMENTO A SIAMO DISPONIBILI AL TT ZE AZ G LA N CO E COLLABORAR ARDA LA VITA TO PER QUANTO RIGU FO E TI EN IM ER GG SU DI ARTICOLI, VOLGERE TUTTI . LOBIETTIVO COIN DELLA NOSTRA SCUOLA CEVUTO, TI. IL MATERIALE RI INSEGNANTI E STUDEN RESSE. SECONDA DEL SUO INTE VERR PUBBLICATO A LA REDAZIONE

lagazzetta.cotto@libero.it

LA REDAZIONE: Fabio Aquino - Stefano Casafina - Alexandra Chiribau - Stefania Chiribau - Francesca Nizzi Giorgio Pari - Giulia Piana - Edrin Rokaj - Giorgia Torres Espinoza - Marco Visentin COMITATO DI REDAZIONE DIRETTORE: Andrea Bonsignori COLLABORATORI: Salvatore Acquas, Daniele Delcarmine e Ario Corapi PROGETTO GRAFICO: Salvatore Acquas - STAMPA: Tipografia Gravinese, Torino Questo giornalino ad uso interno della Scuola Primaria e Secondaria del Cottolengo La Gazzetta consultabile sul sito www.cottolengo.org, entrate a cuore aperto; http://chaariahospital.blogspot.com/

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