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Integrali e Derivate

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CAPITOLO

Introduzione
a derivate e integrali 0

FUNZIONI E LIMITI DI FUNZIONI

1 Dalla legge fisica alla funzione


1.1 Relazioni tra grandezze
Nello studio dei fenomeni naturali siamo spesso interessati a capire se e come una grandezza
dipenda da altre grandezze. Per esempio: l’altezza h a cui arriva una pallina da tennis dipende
dalla velocità v con cui la lanciamo verso l’alto? L’esperienza suggerisce una risposta affer-
mativa: se cambia la velocità di lancio cambia anche l’altezza a cui arriva la pallina. Esiste
dunque una relazione tra le due grandezze h e v.
Con più attenzione, ci rendiamo conto dei fatti seguenti:
• se la lanciamo più volte con la stessa velocità, la pallina raggiunge sempre la stessa altezza;
• se aumentiamo la velocità, aumenta anche l’altezza raggiunta dalla pallina.
A questo punto possiamo affermare che «l’altezza varia in funzione della velocità verticale di
lancio» o, più esplicitamente, che «h è una funzione di v».
Mediante esperimenti più accurati troviamo dati quantitativi simili a quelli della seguente
tabella. Se riportiamo i dati in un diagramma v-h otteniamo il grafico a destra.

Velocità verticale Altezza massima 50


di lancio v (m/s) raggiunta h (m) 45
0,0 0,0 40
2,0 0,20 35
30
5,0 1,3
h (m)

25
8,0 3,3
20
13 8,6 15
17 15 10
22 25 5
25 32 0
0 5 10 15 20 25 30 35
30 46 v (m/s)

L’ultimo passo consiste nel determinare (se esiste) una legge che esprime h in termini di v.
In questo caso la legge è

h = 2vg ,
2

dove g = 9,8 m/s2 è l’accelerazione di gravità.


Questo esempio mostra che una relazione funzionale tra grandezze, cioè una funzione che
lega tra loro grandezze, può essere rappresentata in tre modi diversi: con una tabella, con un
grafico e con una equazione.
La quasi totalità delle leggi fisiche sono espresse in termini di relazioni funzionali (fun-
zioni) tra grandezze fisiche.

1
0 Introduzione a derivate e integrali

2 Funzioni
2.1 Definizione di funzione
Dati due insiemi A e B, una funzione f da A a B è una relazione che associa a ogni elemento
di A uno e un solo elemento di B. L’insieme A è detto dominio della funzione f ed è l’insieme
degli elementi su cui opera f, mentre B è detto codominio della funzione ed è l’insieme degli
elementi ottenuti tramite f. Se A e B sono sottoinsiemi di R, diciamo che f è una funzione
reale di variabile reale.
Per indicare una funzione usiamo le seguenti notazioni:
• in modo simbolico f : A " B per indicare che f opera su elementi di A e li «trasforma» in
elementi di B;
• mediante una espressione analitica, o legge, y = f (x) per indicare che f «agisce» sull’ele-
mento x di A e lo «trasforma» nell’elemento y di B; y si dice immagine di x tramite f.
x è la variabile indipendente, mentre y è la variabile dipendente, il cui valore «dipende» da
quello di x.
Possiamo quindi pensare a una funzione f come una sorta di «macchinetta» che riceve in
ingresso un valore di x e restituisce in uscita uno e un solo valore y = f (x).

x f y = f (x)

ESEMPIO SVOLTO 1 Una funzione di variabile reale


L’espressione analitica y = x - 0,1 x3 definisce una funzione f : R " R?
La risposta è affermativa: per ogni numero reale x esiste uno e un solo numero reale y =
= x - 0,1 x3.
La rappresentazione grafica di f è la seguente.
y

-4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 x
-1

-2

-3

-4

I valori di x per i quali f (x) = 0 sono detti zeri della funzione. Nel grafico cartesiano di f
gli zeri sono le ascisse dei punti in cui la curva y = f (x) incontra l’asse x.

2.2 Proprietà delle funzioni


Elenchiamo alcune delle proprietà delle funzioni che più frequentemente si considerano in
fisica.
Iniettività, suriettività, biunivocità Una funzione f : A " B è
• iniettiva se ogni elemento di B è immagine al più di un elemento di A;
• suriettiva se ogni elemento di B è immagine di almeno un elemento di A;
• biunivoca se è iniettiva e suriettiva.

2
Funzioni e limiti di funzioni 0
ESEMPIO SVOLTO 2 Funzione biunivoca
1
La funzione y = 2 x - 1 è biunivoca?
La funzione è biunivoca: infatti è iniettiva (a ogni valore di y corrisponde un solo valore
di x) e suriettiva (a ogni valore di y corrisponde un valore di x).
3
y

2
1
y= x-1
2

0 1 2 3 4 5 x

-1

Crescenza e decrescenza Sia y = f (x) una funzione definita nell’insieme A e sia C un inter-
vallo di A. La funzione è
• crescente nell’intervallo C se, comunque si scelgano in C x1 e x2, con x1 < x2, si ha
f (x1) < f (x2);
• decrescente nell’intervallo C se, comunque si scelgano in C x1 e x2, con x1 < x2, si ha
f (x1) > f (x2).

ESEMPIO SVOLTO 3 Andamento di una funzione


La funzione y = x - 0,1 x3 dell’Esempio 1 è crescente o decrescente?
Dipende dall’intervallo del suo dominio in cui viene valutata: per esempio è crescente
nell’intervallo C = [0, 1] e decrescente nell’intervallo D = [2, 3].

2
y

C D
-5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 x 5

-1

-2

Periodicità La funzione y = f (x) è periodica se esiste almeno un numero positivo T tale che,
per ogni numero reale x appartenente al dominio, si ha:

f (x) = f (x + T).

Si chiama periodo della funzione il più piccolo fra questi T. Le funzioni goniometriche
coseno e seno sono periodiche con periodo T = 2r.
Per tracciare il grafico di una funzione periodica basta tracciarne il grafico per un interval-
lo di ampiezza T e poi ripeterlo di periodo in periodo.
La variabile y assume lo stesso valore ogni volta che la variabile x aumenta di un periodo
T. Ciò suggerisce che le funzioni periodiche abbiano un ruolo molto importante nello studio
dei fenomeni oscillatori e ondulatori, cioè di quei fenomeni che si ripetono nel tempo.

3
0 Introduzione a derivate e integrali

ESEMPIO SVOLTO 4 Periodo di una funzione periodica


Qual è il periodo della funzione y = cos (2x)?
Per calcolare il periodo T imponiamo che sia

cos [2(x + T)] = cos (2x).

La funzione y = cos x è periodica di periodo 2r, quindi i due argomenti differiscono di 2r:

2(x + T) - 2x = 2r & T = r.
2
y
y = cos (2x)
1

x
-r/2 0 r/2 r 3r/2 2r

-1

periodo T = r
-2

Parità e disparità La funzione y = f (x) è


• pari se, per ogni elemento del suo dominio, f (-x) = f (x)
• dispari se, per ogni elemento del suo dominio, f (-x) = -f (x).
Il grafico di una funzione pari è simmetrico rispetto all’asse y, mentre quello di una funzione
dispari è simmetrico rispetto all’origine degli assi.
Quando una funzione non è pari né dispari, come per esempio y = ex, si dice che non ha
parità definita.

ESEMPIO SVOLTO 5 Funzione pari e funzione dispari


Stabilisci la parità delle funzioni
1
v = 2 x2 - 2 e y = 3x - x3.

La prima è una funzione pari; infatti per ogni x risulta:

1 1
f (-x) = 2 (-x)2 - 2 = 2 x2 - 2 = f (x).

La seconda è una funzione dispari; infatti per ogni x abbiamo:

f (-x) = 3(-x) - (-x)3 = -3x + x3 = -(3x - x3) = - f (x).

y 3
y y = 3x - x3
1 1 2
y= x -2 2
2
-x x f (x)
1
-2 -1 0 1 2 x
-x
f (-x) = f (x) -3 -2 -1 0 1 x 2 x 3

-1 f (-x)
-1

-2
-2
-3

4
Funzioni e limiti di funzioni 0
2.3 Funzione composta
Consideriamo la funzione y = (cos x)2. Per calcolare il valore della funzione per x = 3 me-
diante una calcolatrice dobbiamo eseguire una sequenza di operazioni:
• calcolare il valore z = cos 3 della funzione coseno (chiamiamola g) per x = 3;
• calcolare il valore della funzione elevamento al quadrato (chiamiamola f ) del valore z così
ottenuto.
funzione g funzione f
x cos x z = cos x z2 y = z2 = (cos x)2

y = f [g (x)]

La funzione y = (cos x)2 è una funzione composta. In generale , se y = f (z) e z = g (x) allora
y dipende da x, cioè è una funzione di x. Questa funzione è y = f [g(x)] ed è detta la funzione
composta di f (funzione esterna) con g (funzione interna).
Il dominio di f [g(x)] è costituito da quei valori x del dominio di g per i quali g(x) è interno
al dominio di f.

ESEMPIO SVOLTO 6 Dominio di una funzione composta


Determina il dominio della funzione composta y = (1 + x) .
La funzione è composta dalla funzione interna g di equazione z = 1 + x e dalla funzione
esterna f di equazione y = z .
La funzione g è definita per ogni numero reale, mentre la funzione f è definita solo per
numeri reali non negativi. Quindi può essere calcolata solo se z = 1 + x $ 0 & x $ -1.
Dunque la funzione composta f [g(x)] è definita solo per x $ -1.

3 Dall’andamento di una grandezza


fisica al limite di una funzione
Una tazza di caffè, inizialmente alla temperatura di 75 °C, è posta su un tavolo in una stanza
a temperatura costante TA = 25 °C. L’esperienza suggerisce che la temperatura del caffè Tc
diminuisce fino a quando, dopo un po’ di tempo, diventa praticamente uguale a quella della
stanza. Misurando la temperatura del caffè ogni 5 minuti, troviamo che decresce nel tempo in
modo simile a quanto rappresentato nel grafico.

80
Temperatura del caffè Tc in funzione del tempo

70
Decrescita di Tc
Qui decresce molto in 5 minuti
60

50
T (°C)

40

Qui decresce poco


30
TA
20

10
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90
t (min)

Man mano che Tc si avvicina a TA, la decrescita è sempre più lenta. In effetti, una legge fisica
stabilisce che la rapidità con cui la temperatura si abbassa dipende dalla differenza di tem-
peratura tra il corpo più caldo (la tazza di caffè) e quello più freddo (l’ambiente). All’inizio,

5
0 Introduzione a derivate e integrali

la differenza TA - Tc è grande, quindi Tc decresce rapidamente, ma con il passare del tempo


Tc decresce sempre più lentamente. Quindi, in linea di principio, Tc non raggiungerà mai TA,
perché più si avvicina a TA e più lentamente diminuisce. In questi casi diciamo che la tem-
peratura del caffè tende al limite TA quando t tende a infinito e scriviamo Tc " TA per t " ∞.
In fisica càpita spesso di studiare a quale limite tende una funzione y = f (x) quando x
tende a un certo valore. In questi casi è necessario utilizzare la teoria dei limiti.

4 Limiti di funzioni
4.1 Definizioni
Riportiamo alcune definizioni di limite di una funzione nei casi che più frequentemente si
incontrano in fisica.
Limite finito di una funzione per x che tende a +∞ Sia f (x) una funzione definita in un
intervallo illimitato a destra.
La funzione f (x) tende al numero reale l per x che tende a +∞ quando, per ogni f 2 0
fissato, si può determinare un numero reale c tale che f (x) dista da l meno di f per ogni x 2 c.
In simboli:

lim f (x) = l se, 6 f 2 0 7 c : q f (x) - l q1 f, 6 x 2 c.


x "+3

ESEMPIO SVOLTO 7 Limite finito di una funzione


Verifichiamo che
2x
lim x + 1 = 2.
x "+3

Fissiamo f 2 0 e determiniamo per quali x si ha q f (x) - 2 q1 f. La disequazione

2x 2
x+1 -2 1f & - x+1 1f & q x + 1 q2 2/f

è verificata per x 1 -2/f - 1 o x 2 2/f - 1. Poiché x " + 3, siamo interessati all’inter-


vallo x 2 2/f - 1. Poniamo c = 2/f - 1 e interpretiamo quanto ottenuto:

In simboli Esempio

Per ogni f 2 0 fissato, esiste


6 f 2 0 7 c: c = 2/f -1
un numero c tale che

Per ogni x maggiore di c 6x 2 c x 2 2/f -1

f (x) dista da l meno di f q f (x) - l q1 f q2x/(x + 1) - 2 q1 f

Abbiamo così verificato che


2x
lim x + 1 = 2.
x "+3

3
Fissato f, troviamo c: per ogni x 2c, f (x) dista da l meno di f
l+f
l 2

l-f
2x
1 f (x) =
x+1

0 1 2 3 4 5 6 7 8 x 9
2
c = f -1
-1

6
Funzioni e limiti di funzioni 0
Limite infinito di una funzione per x che tende a x0 Sia f (x) una funzione definita in un
insieme A = [a, x0 [ , ] x0, b].
La funzione f (x) tende a +∞ per x che tende a x0 quando, per ogni numero reale M 2 0,
si può determinare un intorno I di x0 tale che f (x) 2 M per ogni x ! x0 che appartiene a I. In
simboli:

lim f (x) = +∞ se, 6 M 2 0 7 I : f (x) 2 M, 6 x ! I e x ! x0.


x " x0

Limite finito di una funzione per x che tende a x0 La funzione f (x) tende al numero reale l
per x che tende a x0 quando, per ogni f 2 0 fissato, si può determinare un intorno I di x0 tale
che f (x) dista da l meno di f per ogni x di I (escluso al più x0). In simboli:

lim f (x) = l se, 6 f 2 0 7 I : q f (x) - l q1 f, 6 x ! I e x ! x0.


x " x0

Notiamo che una funzione f (x) può tendere al limite l per x " x0 anche se non è definita in x0.
Se f (x) è definita in x0 e
lim f (x0) = l,
x"x 0

la funzione si dice continua in x0.


Una funzione si dice continua nel suo dominio A quando è continua in ogni punto di A.

ESEMPIO SVOLTO 8 Limiti e continuità


Considera le funzioni
x
+ 1 per x ! 0 1
f (x) = * 2 e g (x) = 2 x + 1.
1/2 per x = 0

Stabilisci se ammettono limite per x " 0 e se sono continue in 0.


Il grafico di y = f (x) è mostrato in figura.
1,5
y

0,5

-1,5 -1 -0,5 0 0,5 1 x 1,5

Verifichiamo che lim f (x) = 1. Fissato f 2 0,


x"0

x2 x
2x + 1 - 1 1 f & 2 1f & -2f 1 x 1 2f

quindi per ogni x ! 0 dell’intorno I = ] -2f; 2f[ di x0 = 0 la funzione f (x) dista da l meno
di f. Dunque abbiamo verificato che lim f (x) = 1.
x"0
In modo del tutto analogo si verifica che lim g(x) = 1.
x"0
La funzione f (x) non è continua perché il limite per x " 0 è diverso dal valore che la
funzione f (x) assume in 0, cioè

lim f (x) = 1 ! f (0) = 1/2.


x"0

Al contrario, g(x) è continua in x0 = 0 perché

lim g(x) = g(0) = 1.


x"0

7
0 Introduzione a derivate e integrali

ESERCIZI
2.1 Definizione di funzione 8 3
y
Stabilisci quali tra le seguenti sono funzioni della variabile x.
1 y = 2x - 1, y = -x. 2

2 y = 1 - x 2, y = y2 + x2.
3 x y x y 1

-3 9 0 !4
-2 4 10 3
-3 -2 -1 0 1 2 x 3
0 9 20 0

Rappresenta le seguenti funzioni nel piano cartesiano. -1

4 x y
0 0
-2
1 3
5 6
9 4 -3

1
5 y = 2 - 2 x. Per ognuna delle seguenti funzioni, stabilisci in quali intervalli
è crescente o decrescente.
6 y = 4 - x2
9
2.2 Proprietà delle funzioni 0,75
y
Per ognuna delle seguenti funzioni, stabilisci se è iniettiva, 0,5
suriettiva o biunivoca basandoti sulle informazioni contenute
nella finestra grafica.
0,25
7 2
y 0,25 0,5 0,75 1 1,25 1,5 1,75 2 x 2,25
1
-0,25

-0,5
0 1 2 3 x 4

-0,75
-1
10 y = x2 -1

-2 11 y = x(x2 - 6)

Per ognuna delle seguenti funzioni, stabilisci se è periodica e, in caso affermativo, calcolane il periodo.
12 1

0,5

3r/2 7r/2
-r/2 0 r/2 r 2r 5r/2 3r 4r 9r/2 5r 11r/2

-0,5

-1

8
0
13 1
y

0,5

x
0 r/2 r/2 3r/2 2r 5r/2 3r 7r/2 4r 9r/2 5r 11r/2 6r 13r/2 7r

-0,5

-1

14 y = 2x -1. 21 y = x - x2.
x
15 y = cos ` 2 j. 22 y = 1 +
1
.
x2
16 y = sin (rx). 1 1
23 y = x - 3 .
r x
17 y = cos `2rx - 2 j.
2.3 Funzione composta
Per ognuna delle seguenti funzioni, stabilisci se è pari, dispari
o non ha parità definita. Date le funzioni f e g, determina y = f [g(x)] e y = g[ f (x)]:
24 f (x) = x2 - 1 g(x) = ln x.
18 y
1
25 f (x) = 2 g(x) = 2x+3.
x
26 f (x) = ex g(x) = cos (2x).

27 Sono assegnate le funzioni


x
1
f (x) =
x e g(x) = x - 1.
2

Determina il dominio delle funzioni y = f [g(x)] e y = g[f (x)].

4 Limiti di funzioni
19 y
Applica la definizione opportuna e verifica i limiti seguenti.
2x + 1
28 xlim
"+3 x - 1
= 2.
1
29 xlim = 0.
"+3 x
1
30 xlim - 1 - 2 = - 1.
"+3 x
1
31 lim 2 = + 3.
x"0 x
x 8
32 lim+ 2 = + 3.
t"1 t - 1
x2 - 1
20 y 33 lim x - 1 = 2.
x"1

x 3
34 lim x - 1 = 4 .
x "-3

35 Stabilisci se
f (x) = 2x - 3
è continua in x = -10.
x

36 Stabilisci se
5
f (x) =
x2 - 4
è continua in x = -2 e in x = 0.

9
0 Introduzione a derivate e integrali

DERIVATA DI UNA FUNZIONE


In molte situazioni è importante valutare la rapidità con cui cambia una grandezza. Per esem-
pio: qual è la pendenza di una strada? Qual è la velocità di un’auto? In matematica la «rapi-
dità di cambiamento» si studia mediante le derivate.

8
5 Dalla pendenza alla derivata
y
7
y = 2x - 1
5.1 Pendenza
6
Dy = 2 La pendenza è la rapidità con cui la posizione verticale cambia in funzione della posizione
5 orizzontale.
Dx = 1
4 Nel corso del Biennio hai già incontrato la nozione di pendenza trattando le rette nel piano
3
cartesiano: la pendenza rispetto all’asse x di una retta di equazione y = mx + q è data dal
coefficiente angolare m.
2
Dy = 2
Per esempio, la retta y = 2x - 1 ha pendenza 2: ciò significa che, passando da un punto A
della retta a un altro punto B della retta con ascissa aumentata di 1, l’ordinata aumenta di 2.
1
Dx = 1 Non importa quale punto A scegliamo: la pendenza della retta y = 2x - 1 è sempre 2.
x La retta è l’unica curva che ha pendenza costante. Per le altre curve, la pendenza dipende
-2 -1 0 1 2 3 4 5 6
dal particolare punto P della curva in cui viene valutata.
-1
Consideriamo la curva di equazione y = f (x) e i due punti A = [xA , f (xA)] e B = [xB, f (xB)].
-2 Definiamo pendenza media di f nell’intervallo [xA, xB] il rapporto
f (xB) - f (x A)
m= xB - x A .
Ponendo Dy = f (xB) - f (xA) e Dx = xB - xA scriviamo:
Dy
m= .
Dx
y

B
f (xB)
Dy
A Dy
f (xA) m=
Dx Dx

xA xB x

Immaginiamo che nella figura seguente il profilo della strada in sia il grafico di una funzione.
Percorrendolo dal punto A al punto B, la posizione verticale Dy aumenta di 50 m mentre la
posizione orizzontale Dx aumenta di 250 m. La pendenza media del tratto di strada è
50 m
m= = 0,20 = 20%.
250 m
B

Dy = 50 m

A
Dx = 250 m

Notiamo che la pendenza della retta (in rosso) passante per A e B è uguale alla pendenza
media della strada.
B

In generale, la pendenza media di una curva fra due suoi punti A e B è uguale alla pendenza,
cioè al coefficiente angolare, della retta secante la curva e passante per A e per B.
Possiamo intuire che, tanto più B è vicino ad A, tanto meglio la secante approssima la retta
tangente alla curva in A. È quindi ragionevole assumere che

10
Derivata di una funzione 0
La pendenza della curva nel punto A è il coefficiente angolare della retta tangente alla
curva in A.

y Retta tangente B
in A a y = f (x) Bl y = f (x)

x
L’intuizione, però, non ci fornisce uno strumento per calcolare il coefficiente angolare
della retta passante per i punti A e B quando questi sono sempre più vicini, cioè quando
Dx = xB - xA diventa sempre più piccolo. In questo caso, infatti, anche Dy = yB - yA diventa
sempre più piccolo: se A e B coincidono, Dx = 0 e Dy = 0 e il rapporto
Dy 0
m= = 0.
Dx
perde significato.
Dobbiamo quindi mettere a punto un nuovo strumento matematico con cui calcolare la
pendenza di una curva in un suo punto: questo strumento è la derivata.

5.2 Velocità
La velocità è la rapidità con cui la posizione di un corpo cambia nel tempo.

Consideriamo un corpo che si muove lungo l’asse x con la legge oraria x = x(t). Come vedre-
mo nel paragrafo 2.1, la legge oraria è la funzione che dà la posizione x del corpo all’istante
di tempo t e la velocità media del corpo nell’intervallo di tempo [t1, t2] è data dal rapporto
x (t2) - x (t1)
v= t2 - t1 .

Ponendo Dx = x(t2) - x(t1) e Dt = t2 - t1 scriviamo:


Dx
v= .
Dt
Nel piano cartesiano t-x la legge oraria di un corpo è una curva e la velocità media del corpo
fra due istanti t1 e t2 è data dalla pendenza della retta secante che passa per i punti della retta
con ascissa t1 e t2 (figura 2.4 del capitolo 2).
La differenza principale col caso della strada in salita è nelle unità di misura della penden-
za. Mentre per la strada la pendenza è il rapporto fra due grandezze omogenee e dunque è un
numero adimensionale, nel caso della legge oraria la pendenza, cioè la velocità, è il rapporto
fra una lunghezza e un tempo, dunque si esprime in m/s.
Come vedremo nel paragrafo 2.1 del capitolo 2, la velocità istantanea all’istante t1 è data
dal coefficiente angolare della retta tangente alla legge oraria nel suo punto di ascissa t1. An-
che in questo caso, lo strumento matematico con cui calcoliamo la velocità istantanea di un
corpo a partire dalla sua legge oraria è la derivata.

ESEMPIO SVOLTO 1 Salita al Passo dello Stelvio


La strada che porta da Prato allo Stelvio (quota 907 m) al Passo dello Stelvio (2757 m di
quota) è lunga 24,7 km. Qual è la sua pendenza media?
In questi casi si suppone che la distanza percorsa L sia l’ipotenusa di un triangolo rettan-
golo avente come estremi i punti di partenza e di arrivo.
Passo dello Stelvio

km
24,6
L= Dy = 1,85 km

Prato allo Stelvio Dx ▶

11
0 Introduzione a derivate e integrali

Lo spostamento verticale è il dislivello tra i punti finale e iniziale ∆y = 1,85 km, mentre
lo spostamento orizzontale è

Dx = L2 - (Dy) 2 = (24,7 km) 2 - (1,85 km) 2 = 24,6 km.

La pendenza media della strada è quindi


1,85 km
m = 24,6 km = 0,075 = 7,5%.

ESEMPIO SVOLTO 2 Velocità media di un aereo al decollo


Il grafico mostra la legge oraria x = x(t) di un aereo di linea durante il decollo, che av-
viene in circa 70 s.
a. Calcola la velocità media dell’aereo durante l’intera manovra.
b. La retta t è tangente al grafico della legge oraria nel punto corrispondente all’istante
t = 50 s. Stima la velocità istantanea dell’aereo in quell’istante.
2200
2000
s
1800
1600
1400
1200
x (m)

1000
800
600
x = x (t)
400
200
0
0 10 20 30 40 50 60 70 80
t (s)
a. Nel grafico leggiamo che, 70 s dopo la partenza da fermo, l’aereo ha percorso circa
2200 m. Quindi la sua velocità media è stata circa
2200 m - 0 m
v = 70 s - 0 s = 31 m/s,
corrispondente più o meno a 110 km/h.
b. Calcoliamo la velocità istantanea dell’aereo per t = 50 s mediante la pendenza della
retta t. Osservando il grafico vediamo che la retta passa approssimativamente nei punti
(25 s, 0 m) e (70 s, 2000 m), quindi la pendenza vale
2000 m - 0 m
m= = 44 m/s.
70 s - 25 s
Pertanto la velocità istantanea dell’aereo è v = 44 m/s, circa 160 km/h.

6 Derivata di una funzione


6.1 Definizione di derivata di una funzione
Consideriamo una funzione y = f (x) definita in un intervallo I = [a, b] e due punti di essa con
coordinate A = [c; f (c)] e B = [c + h, f (c + h)], con c e c + h (h ! 0) interni a I.
La differenza Dx = xB - xA = c + h - c = h è detta incremento della variabile indipen-
dente x, mentre la differenza Dy = f (xB) - f (xA) = f (c + h) - f (c) è detta incremento della
variabile dipendente y. Notiamo che tali incrementi possono essere sia positivi sia negativi.

Il rapporto Dy/Dx è detto rapporto incrementale di f relativo al punto c:


Dy f (c + h) - f (c)
= .
Dx h

12
Derivata di una funzione 0
Come vediamo nel grafico, il rapporto incrementale di f relativo al punto c è il coefficiente
angolare m della retta passante per A e B.
Dy
y Retta con coefficiente angolare m =
Dx
B y = f (x)
f (c + h)
Dy = f (c + h) - f (c)
A
f (c)
Dx = c

0 c c+h x
Fissato il punto A del grafico di f, il rapporto incrementale dipende dal valore dell’incremento h.

ESEMPIO SVOLTO 3 Rapporto incrementale


1
Calcola il rapporto incrementale della funzione y = 2 x2 + 1 rispetto al punto c = 1 per
h = 0,8 e per h = 0,1.
Il rapporto incrementale rispetto al punto c = 1 è
Dy f (1 + h) - f (1) (1/2) (1 + h) 2 + 1 - (1/2) 1 2 - 1
= = =
Dx h h
1/2 + h + (1/2) h 2 + 1 - 1/2 - 1 h + (1/2) h 2
= h = h = 1 + (1/2) h.
• Se h = 0,8,
Dy
= 1 + (1/2) (0,8) = 1,4;
Dx
la retta secante che passa per i punti A e B ha coefficiente angolare m = 1,4.
• Se h = 0,1,
Dy
= 1 + (1/2) (0,1) = 1,05;
Dx
la retta secante che passa per i punti A e Bl ha coefficiente angolare m = 1,05.
3,5 1 x2 + 1
y y=-
2 1,4
3 = 5
m
1,0
B =
m
2,5

2
Bl
A
1,5
1

0,5
h = 0,1 h = 0,8
- 0,5 0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 x 3,5

In termini intuitivi, quando h diventa sempre più piccolo, cioè quando h tende a 0:
• la secante per i punti A e B si avvicina sempre di più alla tangente alla curva
y = (1/2) x2 + 1 nel suo punto A di ascissa c = 1;
• il rapporto incrementale della funzione rispetto al punto A tende al coefficiente angola-
re della retta tangente alla curva in A.
Mediante la nozione di limite di una funzione, possiamo rendere rigoroso questo ragiona-
mento mediante la seguente definizione.

Una funzione y = f (x) definita in un intervallo I = [a, b], con c interno a I, è derivabile in
c se esiste ed è finito il limite del rapporto incrementale per h tendente a 0. Tale limite si
dice derivata della funzione f in c e si indica con f l(c):
f (c + h) - f (c)
f l(c) = lim h .
h"0

13
0 Introduzione a derivate e integrali

L’interpretazione geometrica della derivata segue dalle considerazioni svolte in precedenza:


La derivata della funzione f in c è il coefficiente angolare della retta tangente al grafico di
f nel suo punto di ascissa c.

ESEMPIO SVOLTO 4 Calcolo della derivata mediante la definizione


1
Calcola la derivata della funzione y = 2 x2 + 1 in c = 1 (v. Esempio svolto 3) mediante
la definizione. Determina l’equazione della retta tangente t alla funzione in quel punto.
Calcoliamo il limite per h " 0 del rapporto incrementale visto nell’Esempio svolto 3:
Dy f (1 + h ) - f (1 ) (1/2) (1 + h) 2 + 1 - (1/2) (1) 2 - 1
lim = lim = =
h"0 Dx h " 0 h h
1/2 + h + (1/2) h 2 + 1 - 1/2 - 1
= lim h = lim 1 + (1/2) h = 1.
h"0 h"0

La retta tangente t ha coefficiente angolare m = 1 e passa per il punto P = [1, (1/2) (1)2 + 1] =
= (1, 3/2), quindi la sua equazione è
3 1
y - yP = m(x - xP) & y - 2 = 1(x - 1) & y = x + 2 .

6.2 Funzione derivata


Una funzione è derivabile nell’intervallo aperto I = ]a, b[ quando è derivabile in ogni punto
di I.

La funzione y = f (x) di equazione y = x2 + x + 2 è derivabile in tutto il suo dominio (l’insieme


dei numeri reali). Per verificarlo, calcoliamo la sua derivata in un generico punto x:

f (x + h) - f (x) (x + h) 2 + (x + h) + 2 - (x 2 + x + 2)
f l (x) = lim h = lim h =
h"0 h"0

x 2 + 2hx + h 2 + x + h + 2 - x 2 - x - 2 2hx + h + h 2
= lim h = lim h =
h"0 h"0

= lim 2x + 1 + h = 2x + 1.
h"0

Il binomio 2x + 1 è definito su tutto R, quindi la funzione y = x2 + x + 2 è derivabile su tutto


R. Notiamo che il valore della derivata dipende dal punto x in cui viene calcolata e quindi è
una funzione di x. Si tratta della funzione derivata della funzione y = x2 + x + 1.
La derivata rispetto alla variabile indipendente x della funzione y = f (x) si indica indiffe-
rentemente con y = f l(x) o con y = df/dx.
Per conoscere il valore del coefficiente angolare della tangente a y = f (x) in un qualsiasi
punto in cui è derivabile, per esempio x = -12, basta calcolare in quel punto la funzione
derivata:
f l(-12) = 2(-12) + 1 = -23.

5
y
4
y = x2 + x + 2 y = 2x + 1
3

-5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 x 4 5

14
Derivata di una funzione 0
Poiché la derivata f l di una funzione f è essa stessa una funzione, ha senso chiedersi se è deri-
vabile. Se ciò è possibile, la derivata di f l si indica con f m (o con d2f/dx2) e si chiama derivata
seconda di f. Per analogia, f l si chiama anche derivata prima di f.
Molte leggi della fisica coinvolgono grandezze fisiche e loro derivate prime e seconde
rispetto al tempo. Per esempio,
• la velocità di un oggetto è la derivata prima rispetto al tempo della sua posizione:
dx (t)
v(t) = dt ; (2.4)

• l’accelerazione di un oggetto è la derivata prima rispetto al tempo della sua velocità:

dv (t)
a(t) = dt ; (2.8)

• l’accelerazione di un oggetto è la derivata seconda rispetto al tempo (cioè la derivata della


derivata) della sua posizione:
dv (t) d dx (t) d 2 x (t)
a(t) = = a k = . (2.9)
dt dt dt dt 2
I numeri (2.4), (2.8) e (2.9) corrispondono alle analoghe formule del capitolo 2.

6.3 Derivate fondamentali


La derivata di alcune importanti funzioni può essere determinata senza il calcolo esplicito
del limite del rapporto incrementale. Valgono infatti i seguenti risultati, noti come regole di
derivazione, che enunciamo senza dimostrazione.
1. La derivata di una funzione costante è 0.
2. La derivata della funzione identità f (x) = x è f l(x) = 1.
3. La derivata della funzione potenza f (x) = xn, con n numero naturale, è f l(x) = n xn - 1.
In generale, la derivata della funzione potenza f (x) = xa, con a ! R e x 2 0, è f l(x) =
= a xa - 1.
4. La derivata della funzione coseno f (x) = cos x, con x espresso in radianti, è f l(x) = -sin x.
5. La derivata della funzione seno f (x) = sin x, con x espresso in radianti, è f l(x) = cos x.
6. La derivata della funzione esponenziale f (x) = ex è f l(x) = ex.
7. La derivata della funzione logaritmica (in base e) f (x) = ln x è f l(x) = 1/x con x 2 0.

Questi risultati sono riassunti nella tabella seguente.

Funzione Derivata
c 0
x 1
xa axa - 1
cos x - sin x
sin x cos x
x
e ex
ln x 1/x

ESEMPIO SVOLTO 5 Calcolo di una derivata


Calcola la derivata della funzione f (x) = x.
Scriviamo f (x) come potenza con esponente razionale:

f (x) = x = x1/2.
Per la regola 3, con a = 1/2,
1 1 1 1
f l(x) = 2 x1/2 - 1 = 2 x-1/2 = 1/ 2 = .
2x 2 x

15
0 Introduzione a derivate e integrali

6.4 Operazioni con le derivate


Enunciamo senza dimostrazione alcune regole per calcolare la derivata di funzioni ottenute
mediante addizioni algebriche, moltiplicazioni o divisioni tra funzioni di cui si conoscono le
derivate.
• Derivata del prodotto di una costante c per una funzione f (x):
[c $ f (x)]l = c $ f l(x).
• Derivata della somma di due funzioni f (x) e g(x):
[(f (x) + g(x)]l = f l(x) + gl(x).
• Derivata del prodotto di due funzioni f (x) e g(x):
[f (x) $ g(x)]l = f l(x) $ g(x) + f (x) $ gl(x)
• Derivata del quoziente di due funzioni f (x) e g(x):
f (x) l f l (x) $ g (x) - f (x) $ gl (x)
; g (x) E = .
[g (x)] 2

ESEMPIO SVOLTO 6 Derivata del quoziente di due funzioni


Calcola la derivata della funzione
1
f (x) = .
x2 + x + 7
Applichiamo la regola di derivazione del quoziente tra la funzione costante h(x) = 1 e la
funzione g(x) = x2 + x + 7:
h (x) l hl (x) $ g (x) - h (x) $ gl (x)
; g (x) E = .
[g (x)] 2
La funzione costante ha derivata nulla [hl(x) = 0], mentre g(x) è una somma di funzioni e
per la sua derivata applichiamo la corrispondente regola di derivazione:
gl(x) = (x2 + x + 7)l = (x2)l + (x)l + (1)l = 2x + 1.
Quindi risulta:
h (x) l - h (x) $ gl (x) 2x + 1
; g (x) E = =- 2 .
[g (x)] 2 ( x + x + 7) 2

6.5 Derivata di una funzione composta


Spesso le funzioni sono interpretabili come funzioni composte di funzioni più elementari. Per
esempio y = sin (x2) è composta dalle funzioni z = x2 (più interna) e f (z) = sin z (più esterna):
x ( )2 z = x2 sin y = sin z = sin x2

Per calcolare la derivata di una funzione composta utilizziamo il seguente teorema, che ci
limitiamo a enunciare:
• Se g è derivabile nel punto x ed f è derivabile nel punto z = g(x), allora la funzione
y = f [g(x)] è derivabile nel punto x e la sua derivata è
{f [g(x)]}l = f l[g(x)] $ gl(x),
dove f l[g(x)] è la derivata di f rispetto a g.
In altri termini: la derivata della funzione più esterna deve essere calcolata come se il suo
argomento fosse g e non x.

ESEMPIO SVOLTO 7 Derivata di una funzione composta


Calcola la derivata della funzione y = sin (x2).
La funzione più interna è z = g(x) = x2 e quella più esterna è f (z) = sin z. Quindi
[sin x2]l = cos x2 $ 2x = 2x cos x2.
Notiamo che cos x2 = cos z è la derivata rispetto a z della funzione più esterna sin z.

16
Derivata di una funzione 0
6.6 Derivate e andamento di una funzione
La derivata è un utile strumento per stabilire se una funzione è crescente o decrescente. Vale
infatti il seguente risultato.
Data una funzione y = f (x), continua e derivabile in un intervallo aperto I,
• se f l(x) 2 0 per ogni x ! I, allora f (x) è crescente in I;
• se f l(x) 1 0 per ogni x ! I, allora f (x) è decrescente in I.
Per stabilire se una funzione è crescente o decrescente in un intervallo I, basta quindi studiare
il segno della sua derivata prima in I.

ESEMPIO SVOLTO 8 Andamento di una funzione


Considera la funzione
1
f (x) = 4 x 2 + x + 1.

Stabilisci in quali intervalli la funzione cresce e in quali decresce.


1
La derivata prima della funzione è f l(x) = 2 x + 1. Studiamone il segno:
1
2 x + 1 2 0 & x 2 -2.
Quindi la funzione f (x) è crescente per x 2 -2 e decrescente per x 1 - 2. Il diagramma
riporta i grafici di f (x) (in rosso) e di f l(x) (in blu).
7
y
1
6 y = - x2 + x + 4
4
5

3
1
2 y = - x+ 1
2
1

x
-6 -5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6
-1

-2

Mediante la derivata prima si può stabilire se, in un dato intervallo, una funzione ha un
punto di massimo relativo o di minimo relativo (*). Consideriamo per esempio la funzione
f (x) = x2 - 4x + 5 nell’intervallo I = [1, 3]. Nel grafico notiamo che in tale intervallo la
funzione f (x) assume il valore minimo per x0 = 2, che quindi è il minimo relativo di f (x) in
I. In quel punto la sua derivata f l(x) = 2x - 4 si annulla, f l(2) = 0, e quindi la tangente a f (x)
è orizzontale.
3
y
2,5

2 y = x 2 - 4x + 5

1,5

1
m=0
0,5

0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 x 4

( ) x0 è minimo [massimo] relativo se esiste un intorno J tale che, per ogni x appartenente a J, è f (x) 2 f (x0)
*

[ f (x) 1 f (x0)] .

17
0 Introduzione a derivate e integrali

3 3
y y
2,5 2,5

2 2

1,5 1,5

1 1
m10 m20
0,5 0,5

0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 x 4 0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 x 4

per ogni x di I minore di x0, f l(x) è negativa per ogni x di I maggiore di x0, f l(x) è positi-
(la funzione decresce). va (la funzione cresce).

I grafici seguenti mostrano una situazione analoga, per la funzione f (x) = - x 2 + 4x - 3 in cui
x0 = 2 è un punto di massimo relativo.

2 2 2
y y y
1,5 1,5 1,5
m10
m20 m=0
1 1 1

0,5 0,5 0,5

0 0 0
0,5 1 1,5 2 2,5 3 x 3,5 0,5 1 1,5 2 2,5 3 x 3,5 0,5 1 1,5 2 2,5 3 x 3,5
-0,5 -0,5 -0,5

Le osservazioni fatte suggeriscono che:


• se una funzione f (x) derivabile in un intervallo ha un massimo relativo o un minimo relati-
vo in un punto x0 allora in quel punto ha derivata nulla;
• per stabilire se in x0 la funzione f (x) ha un massimo relativo o un minimo relativo basta
studiare il segno della sua derivata prima f l(x) in un intorno di x0.
In generale, data una funzione y = f(x) continua e derivabile in un intervallo I contenente x0,
tale che la sua derivata prima si annulla in x0 [f l(x0) = 0]:
• se per ogni x di I si ha:
f l(x) 2 0 quando x 1 x0,
f l(x) 1 0 quando x 2 x0,
allora x0 è un punto di massimo relativo di f;
• se per ogni x di I si ha:
f l(x) 1 0 quando x 1 x0,
f l(x) 2 0 quando x 2 x0,
allora x0 è un punto di minimo relativo di f.

ESEMPIO SVOLTO 9 Minimo relativo di una funzione


Consideriamo la funzione
1
f (x) = 4 x 2 + x + 1 in I = [-5; 0].

La funzione è continua e derivabile in I. Come abbiamo visto nell’Esempio svolto 8, la


sua derivata prima f l(x) = (1/2) x + 1 si annulla per x0 = -2, è negativa per x 1 -2 e
positiva per x 2 -2. Concludiamo che x0 = - 2 è un punto di minimo relativo, in cui la
funzione vale f (-2) = 3.

18
0
ESERCIZI
6.1 Definizione di derivata di una funzione Per la derivata seconda risulta:
- 8 (x + h) + 2 - (- 8x + 2)
Utilizzando la definizione, calcola la derivata di ciascuna delle f m (x) = lim h =
h"0
seguenti funzioni nel punto c di volta in volta indicato.
- 8h
1 f (x) = 4x + 12, c = - 1. = lim h = - 8.
h"0

2 f (x) = x 2 + 12, c = 8.
3 f (x) = x + 2x,
3
c = 0. Utilizzando la definizione, calcola la derivata seconda rispetto
10 1 al tempo t di ciascuna delle seguenti leggi orarie, in opportune
4 f (x) = x , c= 2. unità di misura, e forniscine un’interpretazione fisica.
x2 + 1 13 x (t) = 4t - 1.
5 f (x) = x , c = 1.
14 x (t) = 4t 2 - 2t + 4.
6.2 Funzione derivata
15 x (t) = 10 - t - t3.
6 ESERCIZIO SVOLTO
6.3 Derivate fondamentali
Calcola la derivata della funzione
x-1 Calcola la derivata delle seguenti funzioni.
f (x) = x .
16 y = - 121.
Utilizziamo la definizione e calcoliamo il limite per h " 0 17 y = x 4.
del rapporto incrementale in un generico punto x del do-
minio R - {0}: 1
18 y = 4 .
x
(x + h) - 1 x-1
lim x+h - x = 19 y =
3
x2 .
h"0 h
20 y = x 2 x.
x 2 + hx - x - x 2 + x - hx + h
x (x + h) 21 y = e .x
= lim h =
h"0 22 y = x e.
h 1 1
= lim hx (x + h) = lim x (x + h) = 2 .
h"0 h"0 x 6.4 Operazioni con le derivate
Quindi risulta: 23 ESERCIZIO SVOLTO
1
f l (x) = .
x2 Calcola la derivata della funzione
y = 3x 4 - 12x3 + 1.
Utilizzando la definizione, calcola la derivata prima di ciascuna
delle seguenti funzioni. Applichiamo la regola della derivata della somma:
7 f (x) = 10 - 3x. yl = (3x 4)l + (- 12x3)l + (1)l = (3x 4)l + (- 12x3)l.
8 f (x) = 3x 2 - 2x - 10. Calcoliamo le derivate dei prodotti di una costante per una
1 funzione:
9 f (x) = - x . yl = 3 (x 4)l - 12 (x3)l.
10 f (x) = 2x . Infine calcoliamo le derivate delle potenze:
11 f (x) = - 2
3x
. yl = 12x3 - 36x 2.
x +1
12 ESERCIZIO SVOLTO Calcola la derivata delle seguenti funzioni.
Calcola la derivata seconda della funzione 24 y = 3x 5 - 12x + 100.
f (x) = - 4x 2 + 2x + 3. 25 y = x (1 - x).
La derivata seconda di una funzione f è la derivata prima 26 y = (1 - x) (x 2 + 3).
della derivata prima di f. Per la derivata prima abbiamo: x3
27 y = 2 .
- 4 (x + h) 2 + 2 (x + h) + 3 - (- 4x 2 + 2x + 3) x -1
f l (x) = lim h = 28 y = tan x.
h"0

- 4x 2 - 8hx - 4h 2 + 2x + 2h + 3 + 4x 2 - 2x - 3 29 y = x sin x.
= lim h =
h"0
30 y = x + ln x.
- 8hx - 4h 2 + 2h
= lim h = lim (- 8x - 4h + 2) = 31 y = x $ ln x.
h"0 h"0
32 y = x 2 e x.
= - 8x + 2.
33 y = e x cos x.

19
0 Introduzione a derivate e integrali

6.5 Derivata di una funzione composta La funzione f è crescente dove f l è positiva, quindi negli
intervalli ]-3, 0[ e ]1, 2[, mentre è decrescente dove f l è
34 ESERCIZIO SVOLTO negativa, cioè negli intervalli ]-4, -3[ e ] 0, 1[.
Calcola la derivata della funzione
47 Osserva il grafico della derivata f l della funzione f defi-
y = (sin x) 2 = sin 2 x. nita nell’intervallo ]-2; 3[ e continua. Che cosa puoi dire
La funzione più interna è z = g (x) = sin x, mentre quella sull’andamento di f ?
più esterna è f (z) = z 2. Quindi 4
y
[sin x]l = 2 sin x $ cos x.
2
3
Notiamo che
2
2 sin x = 2z
y = f l(x)
è la derivata rispetto a z della funzione più esterna z2. 1

Calcola la derivata di ciascuna delle seguenti funzioni y = f [g (x)]. -3 -2 -1 0 1 2 3 x 4


35 y = (1 - x) 4.
-1
36 y = 1 - x 2 .
-2
37 y = cos x 2.
-3
38 y = ln (12x).
Determina in quali intervalli le seguenti funzioni sono crescenti
39 y = ln (x 2 + 1).
o decrescenti.
40 y = e1 - 2x.
48 y = 2x - 10.
41 y = e-x .
2

49 y = 10x 2 - 20x.
Calcola la derivata rispetto al tempo t delle seguenti funzioni. 50 y = e x.
42 y = 3 cos (r - t).
51 y = ln x.
43 y = 5 sin (x - rt).
52 y = e-x .
2

44 y = 12e-2t.
Determina gli eventuali punti di massimo relativo e di minimo
45 y = e-t sin ~t. relativo delle seguenti funzioni.

53 y = 4x 2 - 20.
6.6 Derivate e andamento di una funzione
54 y = x (x 2 - 1).
46 ESERCIZIO SVOLTO
55 y = 2x 4 - x.
Osserva il grafico della derivata f l della funzione f defini-
x2 + 1
ta nell’intervallo ]-4, 2[ e continua. 56 y = x .
Che cosa puoi dire sull’andamento di f ?
57 y = x - 2 ln x.
3
y
2
y = f l(x)
1

-4 -3 -2 -1 0 1 2 x 3

-1

-2

-3

-4

20
Integrali 0
INTEGRALI
Nello studio dei fenomeni naturali è spesso importante calcolare il valore totale di una gran-
dezza sapendo come questa varia nello spazio o nel tempo. Per esempio: qual è l’area de-
limitata da una curva? Qual è lo spostamento di un corpo di cui si conosce la velocità? In
matematica “il valore totale” di una grandezza si calcola mediante gli integrali.

7 Dall’area all’integrale
7.1 L’area sotto una curva
L’area è la misura dell’estensione di una figura. Nel Biennio hai studiato come ricondurre il
calcolo dell’area di un poligono a quello dell’area di un rettangolo. Vediamo come calcolare
l’area di un trapezoide, cioè di una figura piana delimitata dal grafico di y = f (x), dall’asse
delle x e dalle rette x = a e x = b.
y

y = f (x)
trapezoide

a b x

L’idea è approssimare la figura mediante opportuni rettangoli. Per iniziare, dividiamo l’inter-
vallo [a, b] in 4 intervalli uguali di ampiezza Dx. Per ciascuno di essi, tracciamo due rettan-
goli con le altezze uguali rispettivamente al valore minimo (rosa) e al valore massimo (verde)
che f (x) assume in quell’intervallo.
y y

y = f (x) y = f (x)

a x1 x2 x3 b x a x1 x2 x3 b x

fmax
fmin

Dx Dx Dx
a x1 a x1 a x1
Arosa = fmin$Dx Atrap Averde = fmax$Dx

In termini intuitivi notiamo che:


• l’area del trapezoide è compresa tra l’area totale dei rettangoli rosa e l’area totale dei ret-
tangoli verdi: Arosa # Atrap # Averde;
• se diminuiamo la base Dx dei rettangoli, e quindi aumentiamo il loro numero, diminuisce
la differenza tra le aree verde e rosa.
Questo ci fornisce un metodo per calcolare l’area del trapezoide con una approssimazione
tanto migliore quanto minore è la base Dx dei rettangoli. Per esempio, se con 20 rettangoli
otteniamo Arosa = 3,37 m2 e Averde = 3,44 m2, e quindi 3,37 m2 # Atrap # 3,44 m2, concludiamo
che l’area del trapezoide è circa 3,4 m2, con un errore minore di 0,1 m2.
Per calcolare il valore esatto dell’area di un trapezoide dobbiamo sviluppare un nuovo
strumento matematico: l’integrale definito.

21
0 Introduzione a derivate e integrali

7.2 Dalla velocità allo spostamento


Lo spostamento di un corpo dipende da come varia nel tempo la sua velocità. Ci chiediamo
se, conoscendo la velocità in funzione del tempo di un corpo, possiamo determinarne lo
spostamento in un certo intervallo di tempo. La risposta è affermativa e, nel caso di moto
rettilineo uniforme, la otteniamo valutando l’area di un rettangolo.
Partiamo dal grafico v-t del corpo: la velocità ha valore v0 costante e quindi il grafico di
v(t) è la retta orizzontale v = v0.
v (m/s)

v0 $Dt = Ds
v0

Dt
t1 t2 t (s)

Nell’intervallo ∆t tra gli istanti t1 e t2 lo spostamento di un corpo che si muove lungo l’asse x
con velocità costante v0 è ∆x = v0 ∆t. Notiamo che:

Il valore numerico dello spostamento è uguale a quello dell’area sotto il grafico della
velocità.

È intuitivo generalizzare questo risultato al caso di un corpo in moto con una velocità v(t) che
dipende dal tempo. In questo caso possiamo calcolare il valore approssimato dell’area sotto
il grafico di v(t) come abbiamo visto in precedenza.
Dobbiamo però ricordare che “l’area” di una figura nel piano v-t è il prodotto fra una
velocità (m/s) e un tempo (s), e dunque si esprime in (m/s) $ s = m, che è l’unità di misura
dello spostamento.

ESEMPIO SVOLTO 1 Dalla velocità allo spostamento


Una sferetta cade partendo da ferma con velocità v(t) = g t, dove g = 9,8 m/s2 è l’acce-
lerazione di gravità. Qual è il suo spostamento Ds tra gli istanti t1 = 0,5 s e t2 = 1,5 s?
Rappresentiamo la funzione velocità nel gra- 18
v (m/s)
fico v-t. Calcoliamo Ds valutando l’area sotto 16 v (1,5)
la curva v(t) tra t1 = 0,5 s e t2 = 1,5 s. La curva
v(t) è una retta, quindi il trapezoide è un tra- 14
1 [v (1,5) + v (0,5)]$ Dt
-
pezio di basi v(t1) e v(t2) e altezza Dt = t2 – t1. 12 2
La sua area è data da (semisomma delle basi) $
(altezza), per cui lo spazio percorso dalla sfe- 10
retta è 8
1
Dx = 2 [v(t1) + v(t2)] $ Dt. 6 v (0,5)

4
Otteniamo la stessa formula se calcoliamo lo
spostamento mediante la (2.17) del capitolo 2 (a 2
Dt t (s)
parte un piccolo cambio di notazione), che vale 0
nel caso di moto uniformemente accelerato, in 0 0,5 1 1,5 3
cui la velocità cresce linearmente nel tempo.
In questo caso:
v(t1) = g $ t1 = (9,8 m/s2) (0,5 s) = 4,9 m/s;
v(t2) = g $ t2 = (9,8 m/s2) (1,5 s) = 14,7 m/s;

Dt = (1,5 s) – (0,5 s) = 1,0 s.


Quindi lo spostamento vale:
1
Dx = 2 [(14,7 m/s) + (4,9 m/s)](1,0 s) = 9,8 m.

22
Integrali 0
Il risultato ottenuto nell’esempio svolto conferma l’osservazione che il valore numerico dello
spostamento è uguale a quello dell’area sotto il grafico della velocità.
Anche in questa situazione fisica, siamo dunque interessati a risolvere il seguente proble-
ma matematico: come si calcola l’area di un trapezoide in cui un lato è una porzione di curva?
La risposta è «calcolando un integrale definito».

8 Integrale definito
8.1 Definizione e proprietà dell’integrale definito
Consideriamo una funzione y = f (x) continua in [a, b]:
• dividiamo l’intervallo [a, b] in n intervalli della stessa ampiezza h;
• chiamiamo rispettivamente mi e Mi il minimo e il massimo valore che la funzione assume
nel generico intervallo i di ampiezza h;
• calcoliamo le due somme
sn = m1h + m2h + … + mnh, Sn = M1h + M2h + … + Mnh.
Se nlim
"+3
sn = nlim
"+3
Sn, il valore di tali limiti è detto integrale definito di f nell’intervallo
[a, b]. Questo valore si indica con la scrittura
ya f (x) d x
b

in cui a è l’estremo inferiore di integrazione, b è l’estremo superiore di integrazione e f


è la funzione integranda.
Notiamo che:
• se a = b, cioè se i due estremi di integrazione coincidono, allora y f (x) d x = 0;
a

ya f (x) d x 2 0 ed è uguale all’area del trapezoide;


b
• se f (x) 2 0 in [a, b],

se f (x) cambia segno in [a, b], y f (x) d x può essere negativo, nullo o positivo.
b

a

y y = f (x)
b
Contributi positivi a ∫a f (x) dx

a b x

b
Contributo negativo a ∫a f (x) dx

L’integrale definito gode delle seguenti proprietà (assumiamo che f (x) e g(x) siano funzioni
continue in I = [a, b] e che c ! I):
ya f (x) d x = ya f (x) d x + yc
b c b
• f (x) d x;

ya [ f (x) + g (x)] d x = ya f (x) d x + ya g (x) d x;


b b b

ya k $ f (x) d x = k ya f (x) d x
b b
• (k ! R).

In linea di principio, possiamo calcolare un integrale definito mediante la definizione, ma si


tratta di una procedura molto laboriosa che richiede di valutare limiti di funzioni piuttosto
complessi. Nella pratica utilizziamo gli integrali indefiniti.

9 Integrale indefinito
9.1 Definizione e proprietà dell’integrale indefinito
Affrontiamo il problema inverso della derivazione: data una funzione f (x), esiste una funzio-
ne F(x) la cui derivata è f (x), cioè tale che Fl(x) = f (x)? Per esempio, se f (x) = x la funzione
F(x) = (1/2) x2 ha come derivata f (x), infatti [(1/2) x2)l = x.
Una funzione F(x) è detta primitiva della funzione f (x) definita nell’intervallo [a, b] se
F(x) è derivabile in [a, b] e Fl(x) = f (x).

23
0 Introduzione a derivate e integrali

Notiamo che, se F(x) è una primitiva di f (x), allora ogni funzione F(x) + c, con c costante, è
una primitiva di f. Infatti, se Fl(x) = f (x) allora [F(x) + c]l = f (x). Per esempio, tutte le fun-
zioni F(x) = (1/2) x2 + c sono primitive di f (x) = x perché [(1/2) x2 + c]l = x.
Ci chiediamo quali proprietà deve avere una funzione per ammettere primitive. La rispo-
sta è data dal teorema seguente:
• Una funzione continua nell’intervallo I = [a, b] ammette primitive in I.
Diamo quindi la seguente definizione:

L’insieme di tutte le primitive di una funzione f (x) si dice integrale indefinito di f e si


indica con la scrittura
y f (x) d x.
La funzione f (x) si chiama funzione integranda e la variabile x si chiama variabile di in-
tegrazione.
L’integrale indefinito gode delle seguenti proprietà (assumiamo che f (x) e g(x) siano fun-
zioni continue in I = [a, b]):

1. y[ f (x) + g (x)] d x = y f (x) d x + y g (x) d x;


2. y k $ f (x) d x = k $ y f (x) d x (k ! R).
Notiamo che la variabile di integrazione può essere indicata da un qualunque simbolo. Per
esempio, le due scritture seguenti sono equivalenti:

y x 2 d x = y t 2 dt .

9.2 Integrali indefiniti immediati


Quanto abbiamo visto giustifica l’affermazione seguente: l’integrazione indefinita è l’ope-
razione inversa della derivazione. Quindi dalla tabella delle regole di derivazione ricaviamo
direttamente gli integrali indefiniti di alcune funzioni.

Integrali immediati
ESEMPIO SVOLTO 2 Calcolo di integrali indefiniti
a+1
y x d x = ax + 1 + c se a ! - 1
a
Proprietà 1
1. y(3x2 - 4x + 12) d x = y3x2 d x + y(- 4x) d x + y12 d x =
y 1x d x = ln x +c
Proprietà 2
= 3 y x 2 d x - 4 y x d x + 12 y d x =
xa + 1
ye x d x = e x + c 3 2
y xa d x = a+1 +c
x x
= 3 3 - 4 2 + 12x + c =
ysin x d x = - cos x + c
= x3 - 2x 2 + 12x + c.
y cos x d x = sin x + c y x +x 1 d x = ya1 + 1
2. x kd x =
Proprietà 2
y 1
1 - x2
d x = arcsin x + c = yd x + y x d x =
1

= 1 + ln x + c.
y 1x d x = ln x +c
y 1 +1 x2 d x = arctan x + c

9.3 Il teorema fondamentale del calcolo integrale


Consideriamo una funzione f continua nell’intervallo [a, b] e un punto x di [a, b]. L’integrale
definito
y f (t) dt
x

a y x
F(x) = ∫a f (t) dt
è un numero che, fissato a, dipende solo
dal valore di x, che è l’estremo superiore y = f (x)
di integrazione. Se la funzione integranda è
positiva, F(x) è l’area del trapezoide colo-
rato in figura. a x b x

24
Integrali 0
Al variare di x in [a, b] risulta così definita una funzione, detta funzione integrale di f in
[a, b]:
F (x) = y f (t) dt.
x

Mediante la funzione integrale scopriamo il legame tra integrale definito e integrale indefini-
to. Questo fondamentale risultato è noto come teorema fondamentale del calcolo integrale:

Se f è una funzione continua in [a, b], la funzione integrale

ya f (t) dt
x
F (x) =

è derivabile in [a, b] e la sua derivata rispetto a x è f (x), ossia


F l (x) = f (x).

Dunque la funzione integrale F(x) è una primitiva di f (x).


Da questo teorema deriva una formula per il calcolo degli integrali definiti. Se F(x) è una
particolare primitiva di f in [a, b], allora una qualsiasi primitiva G(x) di f ha la forma

ya f (t) dt + c
x
G (x) =

con c costante. Calcoliamo G(x) nei punti a e b:


b
ya f (t) dt + c = c ya f (t) dt + c.
a
G (a) = G ( b) =
Sottraendo membro a membro la seconda dalla prima, e indicando con x la variabile di inte-
grazione, otteniamo la formula di Leibniz-Newton:
b
G (b) - G (a) = ya f (t) dt.
In modo sintetico, la formula precedente si scrive anche nel modo seguente:
b
ya f (t) dt = 6G (x)@ba.
Quindi:

L’integrale definito da a a b di una funzione continua f (x) è uguale alla differenza dei valo-
ri che una qualsiasi primitiva G(x) di f (x) assume nell’estremo superiore b e nell’estremo
inferiore a di integrazione.
b
Per calcolare un integrale definito ya f (t) dt possiamo quindi usare la seguente procedura:
• individuiamo una qualsiasi primitiva G(x) di f (x);
• calcoliamo la differenza G(b) - G(a).

ESEMPIO SVOLTO 3 Calcolo di integrali definiti

y-1(3x2 + 1) d x.
3
1.
Determiniamo le primitive di f (x) = 3x2 + 1 mediante l’integrale indefinito:

y(3x2 + 1) d x = 3 x3 + x + c = x3 + x + c.
3

Scegliamo la primitiva con c = 0 e applichiamo la formula di Leibniz-Newton:

y-1(3x2 + 1) d x = 6x3 + x@3-1 = 33 + 3 - 6(- 1) 3 + (- 1)@ = 32.


3

y-2(8x3 + 6x) d x.
2
2.
Determiniamo le primitive di f (x) = 8x3 + 6x mediante l’integrale indefinito:

y(8x3 + 6x) d x = 8 x4 x2
4
+ 6 2 + c = 2x 4 + 3x 2 + c.

Scegliamo la primitiva con c = 0 e applichiamo la formula di Leibniz-Newton:

y-2(8x3 + 6x) d x = 62x 4 + 3x@-2 2 = 2 $ 2 4 + 3 $ 22 - 62 $ (- 2) 4 + 3 $ (- 2) 2@ = 0.


2

25
0 Introduzione a derivate e integrali

ESERCIZI
7 Dall’area all’integrale Stabilisci se l’uguaglianza è corretta.

1 Osserva il grafico della funzione y = 1 - x 2 . Utilizza la 16 y d x = 1 + c. 18 y 3x 2 d x = x3.


griglia del grafico per stimare l’area della regione di pia-
no compresa tra la funzione e l’asse x. Dividi l’intervallo 17 y ln x d x = 1
x
+ c. 19 y f (x) d x = y f (z) d z.
[-1, 1] prima in quattro e poi in otto intervalli uguali. Con-
fronta i risultati. Che cosa osservi?
1 20 ESERCIZIO SVOLTO
-2 + 1
y y = 1 - x2 y x12 d x = y x-2 d x = y -x2 + 1 + c = 1
x + c.
0,75

0,5 21 ESERCIZIO SVOLTO


x1/ 2 + 1
0,25
y x d x = y x1/ 2 d x = 1/2 + 1 + c = 3 x3/ 2 + c = 3 x x + c.
2 2

-1 - 1,25 - 0,5 - 0,25 0 0,25 0,5 0,75 x 1 Calcola i seguenti integrali indefiniti.
2 Il grafico riporta l’andamento della velocità 22 y(- 4x 5) d x. 26 y(1 - 2 cos x) d x.
v(t) = (12 m) – (0,50 m/s) t
23 y(2x - 1) 3 d x. 27 y e x - 1 d x.
di una particella in funzione del tempo. Calcola lo sposta-
y x x-2 1 d x.
mento della particella nell’intervallo di tempo compreso fra
y 7x d x.
2
t1 = 10 s e t2 = 18 s. 24 28

12
v (m/s)
25 y 43 3
x d x.

8
Calcola le aree colorate.
4 29 30
t1 t2 3 y

2x + 2
0 5 10 15 20 t (s) 25 y
4
2

y = x3 -
8 Integrale definito 3
1
Stabilisci se l’uguaglianza è corretta.
y = 1 - x2
b b b
3 ya [ f (x) $ g (x)] d x = a ya f (x) d x k $ a ya g (x) d x k. 2

-2 -1 0 1 x 2
y1 4f (x) d x = 4 y1 f (x) d x.
3 3
4 1
-1
y-1 f (x) d x = 0. - 1,5
1
5
-2 -1 0 1 x 2
-2
ya g (x) d x = 0.
a
6 -1

y-1(2x2 - 1) d x = y-2 x2 d x + y1 d x. -3
7 14 7
7
b b b
Calcola i seguenti integrali definiti.
8 ya (2x3 - x) d x = 2 ya x3 d x - ya x d x. r/2
y0 x2 d x. y0
2
31 36 cos x d x.
y0 x d x = y0 x d x + y3 x d x.
4 3 4
9 r/2
y-2(x + 4) 2 d x. y- r / 2(cos x - sin x) d x.
0
32 37
9 Integrale indefinito
y-7x3 d x. y1e 1x d x.
7
33 38
Scrivi due primitive di ciascuna delle seguenti funzioni.
y1 y-1e x d x.
83 1
10 f (x) = 1. 13 f (t) = cos t. 34 x 2 d x. 39
1
11 f (x) = x - 1. 14 f (x) = 2 + x . r/3 x-1
y0 y1
3
35 sin x d x. 40 d x.
12 f (x) = 3x 2. 15 f (x) = 3 - e x. x

26

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