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CAPITOLO 21

FUNZIONI, SUCCESSIONI
E LORO PROPRIETÀ
Il prezzo è giusto!

Ci sono funzioni utilizzate per descrivere variabili


economiche. In particolare, si usano la funzione
T

TEORIA
della domanda e la funzione dell’offerta per
determinare il prezzo di un paio di scarpe, della
benzina, di un pacco di pasta…
Infatti, il prezzo di un bene sale o scende a
seconda che esso sia più o meno richiesto
(domanda) e più o meno presente (offerta) sul
mercato.
Per la vendita di mele, come determiniamo il
prezzo al quintale con un modello matematico?

→ La risposta a pag. 1344

1 Funzioni reali di variabile reale


Definizione di funzione → Esercizi a p. 1358
Richiamiamo il concetto di funzione reale di variabile reale.
codominio
DEFINIZIONE A B
f: A B
Dati due sottoinsiemi A e B (non vuoti) di R, una funzione f da A a B è una
relazione che associa a ogni numero reale di A uno e un solo numero reale di B. x
y

Scriviamo: f : A " B .
Se a x ! A la funzione f associa y ! B , diciamo che y è immagine di x mediante f . dominio insieme
La legge che definisce la funzione f molto spesso viene indicata con l’equazione immagine
y = f ^ x h , detta espressione analitica della funzione.
In una funzione y = f ^ x h , x è detta controimmagine di y mediante f.
Gli insiemi A e B vengono detti rispettivamente dominio e codominio della fun‑
zione. Il sottoinsieme di B formato dalle immagini degli elementi di A è detto
insieme immagine di A ed è indicato con f(A), con Im ( f ) o con Im. Se non diamo
indicazioni diverse, consideriamo l’insieme R come codominio di una funzione.
› ESEMPIO
3
Scarica GUARDA!
La funzione f : R " R, descritta dalla legge matematica y = - x + 3 , associa e inquadrami per accedere
2 alle risorse digitali
a ogni valore di x uno e un solo valore di y. Per esempio, per x = 4 si ha y =- 3 . del capitolo

1337
CAPITOLO 21 Funzioni, successioni e loro proprietà

In una funzione y = f (x), x è detta variabile indipendente, mentre y è detta va-


riabile dipendente.
Una funzione può essere anche indicata con un’espressione del tipo f (x; y) = 0,
detta forma implicita, mentre y = f (x) è detta forma esplicita rispetto alla variabi-
3
le y. Per esempio, la funzione 3x + 2y - 6 = 0 è la forma implicita di y =- 2 x + 3.

Di una funzione f possiamo disegnare il grafico nel piano cartesiano, cioè l’insieme
dei punti P(x; y) tali che y è immagine di x mediante f, ossia l’insieme dei punti
P(x; f(x)). Del grafico possiamo cercare le intersezioni con gli assi, che si determi-
nano mettendo a sistema l’equazione della funzione con y = 0 (equazione dell’asse
x ) o con x = 0 (equazione dell’asse y).
T Esistono funzioni, dette funzioni definite a tratti, date da espressioni analitiche
diverse a seconda dei valori attribuiti alla variabile indipendente.
TEORIA

› ESEMPIO
y
Funzione valore assoluto:
y = |x|
x se x $ 0
y= x =' .
-x se x 1 0 x
O

Classificazione delle funzioni


algebriche La funzione è algebrica se l’espressione analitica y = f(x) che la descrive contie-
polinomiale ne solo, per la variabile x, operazioni di addizione, sottrazione, moltiplicazione,
y = 8 x2 − 1 divisione, elevamento a potenza o estrazione di radice. Una funzione algebrica è:

x3 − 1 razionale • razionale intera o polinomiale se è espressa mediante un polinomio; in par-


y = ———
x +1 fratta ticolare se il polinomio è di primo grado rispetto alla variabile x, la funzione è
lineare, se il polinomio in x è di secondo grado, la funzione è quadratica;
y= 9−x
• razionale fratta se è espressa mediante quozienti di polinomi;
irrazionale
• irrazionale se la variabile indipendente x compare sotto il segno di radice.
y = ex y = sin x
Se una funzione y = f ^x h non è algebrica, si dice trascendente.
trascendenti

Dominio di una funzione → Esercizi a p. 1360


y
Dominio naturale
insieme f(x)
immagine
DEFINIZIONE
Il dominio naturale (o campo di esistenza) della funzione y = f(x) è l’insieme
O x
dominio più ampio dei valori reali che si possono assegnare alla variabile indipendente
x affinché esista il corrispondente valore reale y.
› Qual è il dominio di
y=
- x 2 + 6x - 8
?
Molto spesso una funzione viene assegnata senza indicare il dominio.
x-3 In questi casi deve essere determinato il suo dominio naturale e chiamiamo il do-
Animazione minio naturale anche soltanto dominio. Lo indichiamo con D.
nell’eBook
Per esempio, la funzione y = x2 - 4 ha come dominio D: x # - 2 0 x $ 2 .

1338
Funzioni reali di variabile reale PARAGRAFO 1

Domini delle funzioni principali


Funzione Dominio

Funzioni razionali intere:


y = a 0 xn + a1 xn - 1 + f + an R

Funzioni razionali fratte:


P (x )
y= (P e Q polinomi) R esclusi i valori che annullano Q(x)
Q (x )

Funzioni irrazionali: # x ! R f (x) $ 0 -, se n è pari


y= n
f (x ) dominio di f(x), se n è dispari T

TEORIA
Funzioni logaritmiche:
y = loga f (x) a 2 0, a ! 1 # x ! R f (x) 2 0 -

Funzioni esponenziali:
y = a f (x) a 2 0, a ! 1 dominio di f(x)

y = 6 f ^ x h@g^xh # x ! R f ^ x h 2 0 - + dominio di g(x) › Trova il dominio di


$ x ! R f (x) $ 0 . , se a 2 0 a. y = ^ x - 1h x
;
a
f^x h a irrazionale b. y = x ;r

$ x ! R f (x) 2 0 . , se a 1 0
c. y = ^ x - 2h- r .

Funzioni goniometriche:
y = sin x, y = cos x R
r Video
y = tan x R - & 2 + kr 0 , con k ! Z
y = cot x R - !kr + , con k ! Z Dominio di una funzione
Il dominio della funzione
y = arcsin x, y = arccos x [- 1; 1] f (x) = tan x cos x è lo stesso
dominio della funzione
y = arctan x, y = arccot x R f (x) = sin x ? Facciamo alcuni
esempi.

Funzioni uguali

DEFINIZIONE
y = f ^ x h e y = g ^ x h sono funzioni uguali se hanno lo stesso dominio D e
f ^ x h = g ^ x h per ogni x ! D .

› ESEMPIO
x ^x2 + 1h
Le funzioni f ^ x h = e g ^ x h = x sono uguali perché hanno lo stesso
x2 + 1
x ^x2 + 1h
dominio R e f ^ x h = = x per ogni x ! R .
x2 + 1
x2 - x x ^ x - 1h
f ^ x h = x - 1 e g ^ x h = x non sono uguali: x - 1 = x solo se x ! 1.

1339
CAPITOLO 21 FUNZIONI, SUCCESSIONI E LORO PROPRIETÀ

Zeri e segno di una funzione → Esercizi a p. 1370


Un numero reale a è uno zero della funzione y = f ^ x h se f ^a h = 0 .

Nel grafico di f ^ x h gli zeri sono le ascisse degli eventuali punti di intersezione con
l’asse x.
Gli eventuali punti di intersezione con l’asse y si ottengono calcolando y = f ^ 0 h ,
se x = 0 appartiene al dominio di f.
È possibile anche studiare il segno di una funzione y = f ^ x h , cioè cercare per quali
valori di x appartenenti al dominio il corrispondente valore di y è positivo, e per
quali è negativo. Per esempio, la funzione y = 2x - 6 risulta positiva per x 2 3 ,

T Animazione
nulla per x = 3, negativa per x 1 3 .

Grafici delle funzioni e trasformazioni geometriche


nell’eBook
TEORIA

Studiamo i tre casi della Traslazioni


figura sotto, partendo Dato il grafico di una funzione y = f(x), mediante una traslazione di vettore v
dalla funzione y = 9 - x 2 e otteniamo il grafico di una nuova funzione, che chiamiamo funzione traslata.
usando una figura dinamica
al variare di a e b nel vettore Nella figura distinguiamo tre casi, di cui i primi due sono casi particolari del terzo,
di traslazione v ^ a; bh . rispettivamente con b = 0 e con a = 0.

y y y
y = f(x − a) P'
y = f(x) + b v
b y = f(x − a) + b
P P' b
a a
P
O x O x O x
y = f(x) y = f(x)
y = f(x)
a. Traslazione di vettore a(a; 0) b. Traslazione di vettore b(0; b) c. Traslazione di vettore v (a; b).
parallelo all’asse x. parallelo all’asse y.

Simmetrie
Data una funzione di equazione y = f(x), con considerazioni analoghe a quelle
utilizzate per la traslazione, si può dimostrare che la funzione:
a. y = - f(x) ha il grafico simmetrico del grafico di f(x) rispetto all’asse x;
b. y = f(- x) ha il grafico simmetrico del grafico di f(x) rispetto all’asse y;
c. y = - f(- x) ha il grafico simmetrico del grafico di f(x) rispetto all’origine.

y y y
P
y = f(−x) P
y = f(x)
y = f(x) P' P

O x y = f(x) O x
y = − f(x)
O x
P'
P'
y = − f(−x)

a. Simmetria rispetto all’asse x. b. Simmetria rispetto all’asse y. c. Simmetria centrale rispetto a O.

1340
Funzioni reali di variabile reale PARAGRAFO 1

f (x) se f (x) $ 0
Per ottenere il grafico di y = f (x) , dove f (x) = ( , disegnia‑
- f (x) se f (x) 1 0
mo il grafico di y = f(x) e confermiamo il grafico di f per i punti del grafico che
appartengono al semipiano delle ordinate positive o nulle; consideriamo il sim‑
metrico rispetto all’asse x del grafico di f per i punti del grafico che appartengono
al semipiano delle ordinate negative.
f (x) se x $ 0
La funzione y = f ^ x h , dove f^ x h = ( ,
f (- x) se x 1 0
• se x $ 0 (semipiano delle ascisse positive), ha lo stesso grafico di y = f(x);
• se x 1 0 (semipiano delle ascisse negative), ha il grafico di y = f(- x), che si
ottiene tracciando il simmetrico rispetto all’asse y del grafico di y = f(x).
T
y y y = f( x )

TEORIA
y = f(x)

O x O x
y = f(x)
y = f(x)

a. Simmetria rispetto all’asse x delle parti del grafico di b. Per x 0 il grafico è lo stesso di y = f(x), per x < 0 il
y = f(x) con y < 0. grafico è il simmetrico rispetto all’asse y del grafico di
y = f(x) per x > 0.

Dilatazioni e contrazioni

y m>1 y 0< m<1 y n>1 y 0< n<1


x
y=f m
— x
y= f — y = nf(x) y = f(x)
m

O x O x O x O x
y = nf(x)
y = f(x) y = f(x) y = f(x)
a. Dilatazione orizzontale. b. Contrazione orizzontale. c. Dilatazione verticale. d. Contrazione verticale.

Grafico di y = f 2 (x) Animazione


nell’eBook
Dato il grafico di y = f (x), per tracciare l’andamento di quello di y = f 2(x), dise‑
gniamo il grafico di f ^ x h e teniamo conto che: Studiamo i quattro casi della
dilatazione, partendo dalla
1. se f (x) = 1, f 2(x) = 1; 3. se f (x) 1 1, f 2 (x) 1 f (x) ; funzione y = x 2 - 3x e usan‑
2. se f (x) = 0 , f 2(x) = 0; 4. se f (x) 2 1, f 2 (x) 2 f (x) . do una figura dinamica in
cui possiamo variare m e n.

y y y
y= f (x) y= f (x) y =f 2 (x)
4 4 4
3 3 3
2 2 2

1 1 1
O x O x O x
–1 –1 –1
a b c

1341
CAPITOLO 21 Funzioni, successioni e loro proprietà

Grafico di y = f (x)
y
Dato il grafico di y = f (x), per tracciare l’andamento
y =f (x) di quello di y = f (x) , osserviamo che:
2 1. se f (x) 1 0 , f (x) non esiste;
2. se f (x) = 0 , f (x) = 0 ;
1 y = f(x) 3. se f (x) = 1, f (x) = 1;
O x 4. se 0 1 f (x) 1 1, f (x ) 1 f (x ) 1 1 ;
5. se f (x) 2 1, 11 f (x) 1 f (x) .

1
T Grafico di y =
f (x)
1
1. Se f (x) = 0 in x0, non esiste in x0, ma per x che si avvicina a x0:
f (x )
TEORIA


1
se f (x) 2 0, assume valori positivi sempre più grandi; diciamo che
f (x)
1
tende a + 3 ;
f (x)


1
se f (x) 1 0, assume valori negativi, in valore assoluto sempre più
f (x)
1
grandi; diciamo che tende a - 3 .
MATEMATICA f (x)
E STORIA
La retta x = x0 è asintoto verticale.
Ý Polinomi identici 1
Augustin-Louis Cauchy, 2. Se f (x) tende a + 3 o a - 3 , tende a 0.
nel suo Cours d’analyse
f (x)
(1821), scrive: 3. Se f (a) = 1 o f (a) = - 1, a è punto di intersezione fra i grafici di f (x) e di f (1x) .
«I due polinomi U ( x ) e
W ( x ) , entrambi di grado
n - 1, risultano uguali 1 y 1
1 Se x +1 = 0, ∃ –––– , ma:
per ciascuno dei valori x+ 1
y= x + 1 1
x0, x1, x2, …, xn - 1». se x –1 + , ––––
x+ 1 + ∞;
Prendendo spunto dal 1
suo testo, risolviamo 1 se x –1 – , ––––
x+ 1 – ∞.
3 1 y=––––
alcuni problemi. x+ 1
2 2 Se x+ 1 tende a – ∞ o a + ∞,
–1 O x 1 tende a 0.
––––
2 x+ 1
Risposta –
Esercizi in più 3 Il punto di ordinata 1,
appartenente a y= x+ 1,
1
appartiene anche a y= ––––.
1 x+1

Listen to it

A function from a set A to a


set B is said to be:
2 Proprietà delle funzioni
• an injection (or an
injective function) if it
maps distinct objects of Funzioni iniettive, suriettive e biunivoche
set A to distinct objects → Esercizi a p. 1376
of set B;
• a surjection (or a DEFINIZIONE
surjective function) if
each element of B is the Una funzione da A (dominio) a B (codominio) è:
image of at least one
element of A; • iniettiva se ogni elemento di B è immagine di al più un elemento di A;
• a bijection (or a bijective • suriettiva se ogni elemento di B è immagine di almeno un elemento di A;
function) if it is both
injective and surjective.
• biunivoca (o biiettiva) se è sia iniettiva sia suriettiva.

1342
Proprietà delle funzioni PARAGRAFO 2

Una definizione equivalente di funzione iniettiva è la seguente:


una funzione è iniettiva se a elementi distinti di A corrispondono elementi distinti
di B, ossia
x1 ! x2 " f ^ x1h ! f ^ x2h .
Ogni funzione è suriettiva se si prende come codominio l’insieme immagine della
funzione.
› ESEMPIO
Entrambi i grafici rappresentano delle funzioni f : R " R .
Animazione

T
y y=x 3 y nell’eBook

8 4 Studiamo l’iniettività e la
non iniettività delle due fun‑

TEORIA
3 zioni dell’esempio, anche
mediante figure dinamiche.

O
2 x –1 O +1 x
y = – x2 + 4

a. La funzione y = x 3 è sia iniettiva b. La funzione y = – x2 + 4 è suriettiva


sia suriettiva perché ogni valore scelto se si considera come codominio B
sull’asse y è immagine di un valore l’insieme immagine ]– ∞; 4 ], ma non è
(suriettiva) e un solo (iniettiva) valore iniettiva perché, scelto nell’insieme › Disegna il grafico di
sull’asse x. La funzione è quindi immagine un y diverso da 4, esso è una funzione suriettiva
biunivoca. l’immagine di due valori distinti di x. su R che non sia iniet‑
tiva.

Funzioni crescenti, decrescenti, monotòne


→ Esercizi a p. 1377
Funzioni crescenti y

DEFINIZIONE
y = f(x) di dominio D 3 R è una funzione crescente in senso stretto in un
intervallo I, sottoinsieme di D, se, comunque scelti x1 e x2 appartenenti a I, con
O a b x
x1 1 x2, risulta f(x1) 1 f(x2).
f(x) crescente in [a; b]
› ESEMPIO a

La funzione y = cos x è crescente in senso stretto in 6r; 2r@ . y

Se nella definizione sostituiamo la relazione f(x 1 ) 1 f(x 2 ) con f(x 1 ) # f(x 2 ), otte‑
niamo la definizione di funzione crescente in senso lato, o anche non decrescente.
Si può anche dire che la funzione è debolmente crescente.
Funzioni decrescenti O a b x

f(x) non decrescente in [a; b]


DEFINIZIONE b
y = f(x) di dominio D 3 R è una funzione decrescente in senso stretto in un
intervallo I, sottoinsieme di D, se, comunque scelti x1 e x2 appartenenti a I, con › In quale intervallo la
funzione y = x 2 - 2x + 1
x1 1 x2, risulta f(x1) 2 f(x2). è decrescente?

1343
CAPITOLO 21 FUNZIONI, SUCCESSIONI E LORO PROPRIETÀ

Se nella definizione precedente sostituiamo la relazione f(x 1 ) 2 f(x 2 ) con


f(x 1 ) $ f(x 2 ), otteniamo la definizione di funzione decrescente in senso lato, o
anche non crescente. In questo caso si può anche dire che la funzione è debolmente
decrescente.
In seguito, se diremo che una funzione è crescente (o decrescente), senza aggiun‑
gere altro, sarà sottinteso che lo è in senso stretto.

Funzioni monotòne

DEFINIZIONE

T
Una funzione di dominio D 3 R è monotòna in senso stretto in un intervallo
I, sottoinsieme di D, se in quell’intervallo è sempre crescente o sempre decre‑
scente in senso stretto. Analoga definizione può essere data per una funzione
TEORIA

monotòna in senso lato.

Una funzione f monotòna in senso stretto è sempre iniettiva. Infatti, se f è mo‑


notòna in senso stretto, allora per ogni x1 ! x2 si ha f (x1) 1 f (x2) oppure
f (x1) 2 f (x2); quindi risulta f (x1) ! f (x2), cioè f è iniettiva.

› Quale delle due fun‑ › ESEMPIO


r r
zioni y = sin x è monotòna in senso stretto nell’intervallo :- 2 ; 2 D e in tale in‑
y = x 2 - 4x + 4 ,
tervallo è iniettiva. Invece, la stessa funzione non è monotòna in 60; r @, dove
1
y= x+1 non è iniettiva.
2
è monotòna?
› ESEMPIO Il prezzo di equilibrio
Le leggi di mercato della domanda e dell’offerta di un prodotto determinano
il suo prezzo di vendita, che si ottiene quando la domanda e
l’offerta coincidono (punto di equilibrio).
Esaminiamo un esempio in un modello semplificato. In un
determinato periodo dell’anno, la quantità di mele richiesta
sul mercato segue la legge della domanda q (p) = 170 - 2p ,
mentre la legge dell’offerta è
q (p) = p - 10, dove p è il prezzo q
170
in euro al quintale e q(p) è la quan‑ q = 170 – 2p
tità di mele in quintali.
q = p – 10
▶ Verifichiamo che sono funzio‑
ni monotòne. A
50
▶ Calcoliamo il prezzo di vendita
al quintale delle mele e quanti O p
60
quintali di mele corrispondo‑
no al punto di equilibrio.
Le due funzioni assegnate hanno entrambe come grafico una retta nel piano
cartesiano Opq. La funzione della domanda è decrescente, mentre la funzione
dell’offerta è crescente, entrambe in senso stretto.
Delle rette consideriamo soltanto quelle parti in cui p $ 0 e q $ 0 , perché
prezzo e quantità non possono assumere valori negativi.

1344
Proprietà delle funzioni PARAGRAFO 2

Per calcolare le coordinate del punto di equilibrio risolviamo il sistema:


q = 170 - 2p 170 - 2p = p - 10 p = 60
) " ) " ) .
q = p - 10 q = p - 10 q = 50

In corrispondenza del punto di equilibrio il prezzo di vendita è di € 60 al


quintale e vengono venduti 50 quintali di mele.

Funzioni periodiche → Esercizi a p. 1378

DEFINIZIONE y

y = f(x) è una funzione periodica di periodo T, con T 2 0, se, per qualsiasi


numero k intero, abbiamo f(x) = f(x + kT ). f(x) f(x + T) T

TEORIA
O x x
In una funzione periodica il grafico si ripete di periodo in periodo.
T
Se f ^ x h è periodica di periodo T, allora non è iniettiva, perché x e x + kT hanno x+T
la stessa immagine.
Se una funzione è periodica di periodo T, essa lo è anche di periodo 2T, 3T, 4T, …
Le dilatazioni modificano il periodo delle funzioni.
› Qual è il periodo di
T y = 2 cos x ?
Se f ^ x h è una funzione di periodo T1, allora f ^kx h è periodica di periodo T = 1 .
k E quello di y = cos 2x ?
2r
Per esempio, sin kx e cos kx hanno periodo , tan kx e cot kx hanno perio‑
k
r
do .
k

Funzioni pari e funzioni dispari → Esercizi a p. 1379 Animazione


nell’eBook
DEFINIZIONE Nell’animazione risolviamo
Indichiamo con D un sottoinsieme di R tale che, se x ! D, allora - x ! D. i tre esercizi relativi a fun‑
y = f(x ) è una funzione pari in D se f(- x) = f(x) per qualunque x apparte‑ zioni pari e funzioni dispari,
quello qui sotto e i due della
nente a D. pagina successiva.

› ESEMPIO
y = f(x ) = - x 4 + 2x 2 è pari perché: › La funzione
• il dominio è R ; y=
1
- x2 + 4
• f ^- x h =-^- x h4 + 2 ^- x h2 =- x 4 + 2x2 = f ^ x h . è pari?

In generale, se una funzione polinomiale ha espressione analitica contenente sol‑


tanto potenze della x con esponente pari, allora è pari.
Verifica invece che la funzione y = f(x) = 2x 4 - x non è pari perché, sostituendo
a x il suo opposto - x, non si ottiene f(x ).
y
Se una funzione è pari, il suo grafico è simmetrico rispetto all’asse y . Infatti,
se il punto P (x; y) appartiene al grafico, vi appartiene anche il punto P l(- x; y). f(–a) f(a)
Pertanto, le coordinate di P l, pensate come (x l; y l), soddisfano le equazioni della
simmetria rispetto all’asse y : –a O a x
xl =- x
* .
yl = y

1345
CAPITOLO 21 FUNZIONI, SUCCESSIONI E LORO PROPRIETÀ

DEFINIZIONE
Indichiamo con D un sottoinsieme di R tale che, se x ! D, anche - x ! D.
y = f(x) è una funzione dispari in D se f(- x ) = - f(x) per qualunque x ap‑
partenente a D.

› ESEMPIO
y = f(x) = 4x 5 - x
è dispari perché:
› Verifica che la fun‑
zione y = f ( x ) = x 3 + 1 • il dominio è R ;
non è dispari.
• f(- x) = 4 ^- x h5 - ^- x h =- 4x5 + x =-^4x5 - x h = - f (x).

T Una funzione polinomiale con espressione analitica contenente solo potenze della
x con esponente dispari è una funzione dispari.
TEORIA

Se una funzione è dispari, il suo grafico è simmetri‑ y


co rispetto all’origine degli assi.
Infatti, se il punto P (x ; y) appartiene al grafico, vi
f(–a) a
appartiene anche il punto P l(- x ; - y). Pertanto le –a O f(a) x
coordinate di P l, pensate come (x l; y l), soddisfano le
equazioni della simmetria centrale avente come cen‑
tro l’origine:
xl =- x
› Verifica che * .
yl =- y
y = f ( x ) = x3 - x2
non è né pari né dispari. Una funzione che non sia pari non è necessariamente dispari (e viceversa).

Proprietà delle principali funzioni trascendenti


Funzione esponenziale Funzione logaritmica

y y y = logax a>1
0<a<1 a>1

O 1 x
1 a=1

O x
y = ax 0<a<1

• Ha come dominio R e come insie‑ • Ha come dominio R+, come insie‑


me immagine, se a ! 1, R+, ossia il me immagine R.
suo grafico sta tutto «sopra» l’asse x.
• Il grafico non interseca l’asse x, in‑ • Il grafico interseca l’asse x in (1; 0),
terseca l’asse y in (0; 1). non interseca l’asse y.
• Se a 2 1, è una funzione sempre • Se a 2 1, è una funzione sempre
crescente; se 0 1 a 1 1, è sempre crescente; se 0 1 a 1 1, è sempre
decrescente; se a = 1, è costante e decrescente.
vale 1.

1346
Proprietà delle funzioni PARAGRAFO 2

Funzione seno Funzione coseno Animazione


nell’eBook
y y
y = sin x y = cos x
Animazione
1 1 nell’eBook
π
O π 2π x O 2π x Nelle animazioni esami‑
–1 –1 niamo, mediante figure
dinamiche, le caratteristi‑
che delle funzioni seno e
coseno.
• Ha come dominio R e come insie‑ • Ha come dominio R e come insie‑
me immagine [- 1; 1]. me immagine [- 1; 1].
• È una funzione dispari:
sin (- x) = - sin x.
• È una funzione pari:
cos (- x) = cos x. T
• È una funzione periodica di perio‑ • È una funzione periodica di perio‑

TEORIA
do 2r. do 2r.
• È crescente in • È crescente in
[- r + 2kr; 0 + 2kr].
:- r + 2kr ; r + 2krD .
2 2

Funzione tangente Funzione cotangente

y y = tan x y y = cot x

π π
O — 3 π 2π x O π
–π –— π — π
–π –— — 3 π 2π
π — x
2 2 2 2 2 2

r
• Ha come dominio R - % 2 + kr / , • Ha come dominio R - {kr} con
con k ! Z, e come insieme imma‑ k ! Z, e come insieme immagi‑
gine R. ne R.

• È una funzione dispari: • È una funzione dispari:


tan (- x) = - tan x. cot (- x) = - cot x .
• È una funzione periodica di perio‑ • È una funzione periodica di perio‑
do r: do r:
tan x = tan (x + kr), con k ! Z. cot x = cot (x + kr), con k ! Z.

• È crescente in • È decrescente in
]0 + kr; r + kr[.
D- r + kr; r + kr:.
2 2

Animazione Animazione
nell’eBook nell’eBook

In queste animazioni osserviamo in modo dinamico tutte le caratteristiche delle funzioni tan‑
gente e cotangente.

1347
CAPITOLO 21 FUNZIONI, SUCCESSIONI E LORO PROPRIETÀ

3 Funzione inversa → Esercizi a p. 1381

Listen to it DEFINIZIONE
Data la funzione biunivoca A f B
biunivoca
Given a bijective function y = f (x) da A a B,
f from A to B, its inverse
x y=f(x)
function f -1 is the bijective la funzione inversa di f è la funzio‑
function from B to A which ne biunivoca A B
f −1
associates to each y in B
the value x in A such that x = f -1(y) da B ad A
x =f −1(y) y
y = f (x) .
che associa a ogni y di B il valore x
T di A tale che y = f (x ).
TEORIA

Se una funzione ammette inversa, si dice che è invertibile.


Le funzioni monotòne in senso stretto sono biunivoche se si considera come co‑
dominio il loro insieme immagine. Quindi esse ammettono sempre la funzione
inversa.
Se una funzione f ^ x h non è biunivoca, è possibile effettuare una restrizione del
suo dominio a un sottoinsieme Dl in cui sia biunivoca. Infatti, per l’invertibilità
è sufficiente scegliere in A un sottoinsieme Dl dove f ^ x h risulta iniettiva, perché
f ^ x h è sicuramente suriettiva se come codominio B consideriamo l’insieme im‑
magine f ^Dlh .

› ESEMPIO
La funzione
y = f^x h = x2
nel suo dominio R non è biunivoca, e quindi non è invertibile. Per renderla
biunivoca consideriamo come dominio l’insieme dei numeri reali positivi o
nulli, cioè x $ 0 . Con la restrizione del dominio operata possiamo conside‑
rare la funzione inversa di f ^ x h ,
x = f -1(y) = y,
y
definita associando a un numero y = x2
quel valore che, elevato al quadra‑ y=x
to, dà il numero stesso.
Per esempio,
y= x
1
f -1(9) = 9 = 3,
› Restringi il dominio O 1
della funzione perché x

y = 9-x 2
9 = f(3) = 32.
in modo che sia inverti‑
bile e determina la fun‑ Per rappresentare f e f -1 nello stesso piano cartesiano, scambiamo le variabili
zione inversa. x e y nell’espressione della funzione inversa, perché la variabile indipendente
diventa quella dipendente e viceversa:
Animazione
nell’eBook y = f - 1 (x) = x.

Il grafico di una funzione e quello della sua inversa sono simmetrici rispetto
alla bisettrice del primo e del terzo quadrante.

1348
Funzione inversa PARAGRAFO 3

Grafici delle funzioni inverse

Funzione esponenziale e funzione logaritmica


La funzione logaritmica è l’inversa della funzione esponenziale (e viceversa). Sono
entrambe funzioni strettamente monotòne e quindi biunivoche.

a>1 y y = ax y 0<a<1
y = ax
y = logax
1
1
O 1 x O 1 x

y=x y=x T
y = logax

TEORIA
Funzioni goniometriche e loro inverse
Poiché nel loro dominio naturale le funzioni goniometriche sono periodiche, e
quindi non biunivoche, per ottenere le loro funzioni inverse è necessario effettuare
restrizioni dei domini, in modo che risultino biunivoche.

y y
y=x π
π y = arccos x

2
y = sin x y =x
1
π

2
1
π −1
−— O π x
1 —
2 2
y = arcsin x
−1 −1 O π
1 — π x
2
π y = cos x
−— −1
2
π π
a. Considerata la funzione seno nel dominio – —; —
2 2 [
, ] b. Considerata la funzione coseno nel dominio [0; π],
la funzione arcoseno ha dominio D = [–1; 1] e la funzione arcocoseno ha dominio D = [–1; 1] e
[ π π
insieme immagine Im = – —; — .
2 2 ] insieme immagine Im = [0; π].

y y
y =x y =x
π π
— y = arccot x
2 π
π —
−— y = arctan x 2
2 O
O π
— x π π x
2 —
2
π
−—
2

y = tan x y = cot x
c. Considerata la funzione tangente nel dominio d. Considerata la funzione cotangente nel dominio ]0; π[,
]– —;
2 2[
π π
— , la funzione arcotangente ha dominio
π π
la funzione arcocotangente ha dominio D = ℝ e
D = ℝ e insieme immagine Im = ]– —; —[. insieme immagine Im = ]0; π[.
2 2

1349
CAPITOLO 21 FUNZIONI, SUCCESSIONI E LORO PROPRIETÀ

4 Funzione composta → Esercizi a p. 1384

Date le funzioni f e g, indichiamo con g % f (si legge «g composto f ») oppure con


y = g [ f(x )] la funzione composta che si A B C
ottiene associando a ogni elemento x del g° f
dominio di f, che abbia immagine f(x ) x y
appartenente al dominio di g, il valore y f(x)
g[f(x)]
g
immagine di f(x ) mediante g. f
Per comporre le due funzioni, occorre che l’immagine di x mediante la prima fun‑

T
zione, cioè f(x), sia un valore per il quale si può determinare l’immagine tramite
la seconda funzione.
Quindi il dominio di y = g [ f(x )] è costituito da tutti gli x del dominio di f tali che
TEORIA

f(x) appartiene al dominio di g.


In generale, la composizione delle funzioni non è commutativa: g % f ! f % g.

› ESEMPIO
Consideriamo le funzioni f e g, da R a R,
› Date le seguenti f(x ) = x 2, g(x ) = x + 1.
funzioni f e g, deter‑
mina f % g e g % f : La funzione composta g % f è:
a. f ( x ) = x 2 - 1,
y = g [ f(x )] = g(x 2 ) = x 2 + 1.
1
g( x) = x ;

b. f ( x ) = x - 1, g ( x ) = x 3.
Invece f % g è:
y = f [ g (x )] = f(x + 1) = (x + 1)2.
Animazione
nell’eBook
Per esempio, g[ f (5)] = g(25) = 26, mentre f [ g(5)] = f (6) = 36.

Se si compone la funzione f con la sua inversa A B


f -1, si ottiene la funzione identità, che associa f
x
a ogni elemento di un insieme se stesso: z
–1
f[ f -1 (x)] = f -1 [ f(x )] = x . f
f–1 ° f

5 Successioni e progressioni
Rivediamo i principali concetti relativi a successioni e progressioni, già esaminati
nel terzo volume.

Listen to it DEFINIZIONE
Una successione numerica è una funzione che associa a ogni numero naturale
A numerical sequence is n un numero reale a n :
a function f : N " R that
associates with each natural an = f(n).
number n a real value a n:
a n = f (n) . Una successione è quindi un insieme ordinato e infinito di numeri, che chiamiamo
termini:
a0, a1, a2, …, an, …

1350
Successioni e progressioni PARAGRAFO 5

L’indice 0,1, … crea la corrispondenza fra i termini a0, a1, … e i numeri naturali
0, 1, …
L’n‑esimo termine, an, è detto termine generale.

› ESEMPIO
La successione costituita da tutte le frazioni con numeratore 1 e denomina‑
tore un numero naturale dispari è la funzione:
1
a n = 2n + 1 .

Sostituendo a n i valori 0, 1, 2, 3, …, si ha:

T
1 1 1
a a 0 = 1, a1 = 3 , a2 = 5 , a3 = 7 , …

Possiamo estendere la definizione di successione anche a casi in cui sia opportuno

TEORIA
avere come primo termine ak, con k 2 0 .
2n + 1
Per esempio, la successione an = n ha come primo termine a1 perché a0 non
esiste.

Rappresentazioni delle successioni → Esercizi a p. 1388


Rappresentazione per elencazione

Indichiamo i primi termini della successione seguiti dai puntini di sospensione. › Rappresenta per

elencazione la succes‑
ESEMPIO sione dei quadrati dei
0, 3, 6, 9, … è la successione dei multipli di 3. numeri pari.

Rappresentazione mediante espressione analitica

Indichiamo la relazione che lega l’indice n e il termine a n.


› Scrivi la successione
› ESEMPIO dei quadrati dei numeri
I multipli di 3 sono descritti dall’espressione an = 3n . pari in forma analitica.

Rappresentazione ricorsiva o per ricorsione

Consiste nel fornire il primo termine della successione e una relazione che lega il
termine generale an a quello precedente.
a0
)
an = f ^an - 1h se n 2 0

› ESEMPIO
a0 = 0
)
an = an - 1 + 3 se n 2 0
› Scrivi i primi quattro
Ogni termine si ottiene dal precedente sommando 3: termini della seguente
successione.
a 0 = 0 , a1 = a0 + 3 = 3 , a 2 = a1 + 3 = 6 , … a0 = 3
)
a n = 2a n - 1 + 1 se n 2 0
Abbiamo riottenuto la successione dei multipli di 3.
Non è sempre facile passare da un tipo di rappresentazione a un altro.

1351
CAPITOLO 21 FUNZIONI, SUCCESSIONI E LORO PROPRIETÀ

› ESEMPIO
1. La successione an = 2n2 - 1 si può rappresentare per elencazione,
- 1, 1, 7, 17, …,
mentre non è facile scriverla in forma ricorsiva.
a0 = 3
2. La successione ) si può rappresentare per elencazione,
an = 2an - 1 + 1
3, 7, 15, 31, …,
ma è più complicato trovare l’espressione analitica.
3. Per la successione
T 0, 0,2, 0,22, 0,222, …,
non è facile ricavare l’espressione analitica o ricorsiva.
TEORIA

In generale:
• la rappresentazione per elencazione è efficace se, leggendo i primi termini, si
possono dedurre gli altri senza ambiguità;
• quando è possibile, conviene utilizzare la rappresentazione analitica perché
permette di calcolare il termine n‑esimo direttamente da n.

Successioni monotòne → Esercizi a p. 1390


Una successione è:
• crescente se ogni termine è maggiore del suo precedente, ossia:
an 1 an + 1, 6n ! N;
• decrescente se ogni termine è minore del suo precedente, ossia:
an 2 an + 1, 6n ! N;
• non decrescente (o crescente in senso lato) se: an # an + 1, 6n ! N;
• non crescente (o decrescente in senso lato) se: an $ an + 1, 6n ! N;
• costante se ogni termine è uguale al suo precedente, ossia:
an = an + 1, 6n ! N.
In generale, una successione per cui vale una di queste proprietà si dice monotòna.
› ESEMPIO
1. 0, 1, 4, 9, 16, … è una successione monotòna crescente.
2. - 1, -2, -3, -4, … è monotòna decrescente.
1 1 3
3. 0, 2 , 2 , 1, 2 , … è monotòna non decrescente.
3 5
4. - 1, -1, - 2 , -2, - 2 , … è monotòna non crescente.

5. 2, 2, 2 , … è costante.

Successioni limitate e illimitate → Esercizi a p. 1391


Una successione è limitata superior‑ a0 a1 a2 a3 ……… an ….. M
mente se tutti i suoi termini risultano
minori o uguali di un numero reale M, an M ∀ n∈ N
ossia an # M, 6n ! N.

1352
Successioni e progressioni PARAGRAFO 5

› ESEMPIO
2 2 2 2
2, 1, , , , f, , f è una successione limitata superiormen‑
3 4 5 n+ 1
te, perché tutti i suoi termini sono minori o uguali a 2.

Una successione è limitata inferiormen‑ m ….. an ….. a1 a0 a2 a3


te se tutti i suoi termini risultano mag‑
giori o uguali a un numero reale m, ossia an m ∀ n∈ N
an $ m, 6n ! N.

› ESEMPIO

2,
5 10 17 26
2
,
3
,
4
,
5
, f,
n2 + 1
n
, f, con n ! 0 , T
è una successione limitata inferiormente, perché tutti i suoi termini risultano

TEORIA
maggiori o uguali a 2.

Una successione è limitata quando è limitata sia superiormente sia inferiormen‑


te, ossia quando esistono due numeri reali m e M tali che m # a n # M, 6n ! N.

› ESEMPIO
1 2 3 4 5 6 n
0, , , , , , , f, , f,
2 3 4 5 6 7 n+ 1
è una successione limitata inferiormente, perché tutti i suoi termini risultano
maggiori o uguali a 0, ed è anche limitata superiormente perché la frazione
n
è una frazione propria, pertanto minore di 1. Tutti i termini della suc‑
n+ 1
cessione risultano minori di 1, anche se 1 non fa parte di essi.
La successione è allora una successione limitata.

Una successione non limitata si dice illimitata.


Per esempio, la successione dei numeri dispari è illimitata superiormente.

Progressioni aritmetiche → Esercizi a p. 1391


Consideriamo la successione
1, 5, 9, 13, 17, 21, …
Ogni termine si ottiene dal precedente aggiungendo 4. Diciamo anche che la dif‑
Listen to it
ferenza fra ogni termine e il suo precedente è 4.
La successione è una progressione aritmetica. A numerical sequence is an
arithmetic progression if
DEFINIZIONE the difference between any
two consecutive terms is
Una successione numerica è una progressione aritmetica quando la differenza constant.
fra ogni termine e il suo precedente è costante.
› Verifica se la suc‑
cessione
La differenza costante fra un termine e il precedente è detta ragione e viene indi‑ 1 1 3
- , - , - , -1,
cata con d. 4 2 4
5
- ,…
4
an - an - 1 = d " an = an - 1 + d
è una progressione arit‑
metica.
Per le progressioni indichiamo in genere il primo termine con a1 e non con a0.

1353
CAPITOLO 21 FUNZIONI, SUCCESSIONI E LORO PROPRIETÀ

Se consideriamo un numero finito di termini consecutivi di una progressione, il


primo e l’ultimo sono detti estremi della progressione.

Calcolo del termine an di una progressione aritmetica

Animazione TEOREMA
nell’eBook In una progressione aritmetica, il termine a n è uguale alla somma del primo
Nell’animazione ti ripropo‑ termine a 1 con il prodotto della ragione d per (n - 1):
niamo la dimostrazione
del teorema, già vista nel a n = a 1 + (n - 1) $ d, con n $ 1.
volume 3, insieme alla sua
interpretazione geometrica
› ESEMPIO
T e a un esempio di applica‑
zione con il calcolo della
ragione d della progressione
Calcoliamo a10 nella progressione aritmetica che ha termine iniziale 3 e ra‑
1
gione 3 :
TEORIA

aritmetica di primo termine 1


e settimo termine 25. 1
a10 = 3 + 9 $ 3 = 3 + 3 = 6 .

Somma di termini consecutivi di una progressione aritmetica

Animazione
TEOREMA
nell’eBook
La somma S n dei primi n termini a 1, …, a n di una progressione aritmetica è
Anche in questa animazione, uguale al prodotto di n per la semisomma dei due termini estremi a 1 e a n:
così come nelle due succes‑
sive, riproponiamo quanto è a1 + an
Sn = n $ .
stato presentato nel volume 2
3. Esaminiamo la dimostra‑
zione del teorema e calco‑
liamo la somma dei primi 6
termini della progressione
› ESEMPIO
aritmetica di primo termine 2 Calcoliamo la somma dei primi 8 termini della progressione aritmetica di
e ragione 3. primo termine 2 e ragione 3: 2, 5, 8, 11, 14, 17, 20, 23.
2 + 23
S8 = 8 $ 2 = 100

Progressioni geometriche → Esercizi a p. 1391


Consideriamo la successione
3, 6, 12, 24, 48, …
Ogni termine si ottiene dal precedente moltiplicandolo per 2. Si può anche dire che
il quoziente fra ogni termine e il suo precedente è uguale a 2.
Una successione di questo tipo è una progressione geometrica.

DEFINIZIONE
Una successione numerica è una progressione geometrica quando il quoziente
fra ogni termine e il suo precedente è costante.

Il quoziente costante fra un termine e il precedente è detto ragione e viene indi‑


cato con q. La ragione q non può essere mai uguale a 0 e nemmeno i termini della
b
progressione possono essere 0, perché non ha significato la divisione del tipo 0 .
an
an - 1 = q " an = an - 1 $ q

1354
Principio di induzione PARAGRAFO 6

In una progressione geometrica:


• se q 2 0, i termini sono tutti o positivi o negativi;
• se q 1 0, i termini sono alternativamente di segno opposto.
Se consideriamo un numero finito di termini consecutivi di una progressione geo‑
metrica, il primo e l’ultimo termine sono detti estremi della progressione.

Calcolo del termine an di una progressione geometrica Animazione


nell’eBook
TEOREMA Nell’animazione, dimostria‑
In una progressione geometrica il termine a n è uguale al prodotto del primo
T
mo il teorema.
termine a 1 per la potenza della ragione con esponente (n - 1): Inoltre, di tre progressioni
geometriche, calcoliamo:
a n = a 1 $ q n -1, con n $ 1. • a5 sapendo che q = 3 e

TEORIA
a1 = 4 ;
• a1 se q = 2 e a 4 = 96 ;
› ESEMPIO • q sapendo che a1 = 2 e
Calcoliamo il quinto termine della progressione geometrica che ha 45 come a4 = 54 .
2
primo termine e ragione 3 :
2 4 16 80
a5 = 45 $ a 3 k = 45 $ 81 = 9 .

Somma di termini consecutivi di una progressione geometrica Animazione


nell’eBook
TEOREMA Nell’animazione, dimostria‑
La somma S n dei primi n termini a 1, …, a n di una progressione geometrica di mo il teorema e calcoliamo
ragione q diversa da 1 è: la somma dei primi 5 termini
della progressione geome‑
qn - 1 trica di primo termine 4 e
Sn = a1 $ . ragione 3.
q- 1

› ESEMPIO
Calcoliamo la somma dei primi 6 termini della progressione geometrica
1 1
4, 2 , 1, 2, 4, 8, …
1
Poiché q = 2 e a1 = 4 :

1 26 - 1 1 64 - 1 63
S6 = 4 $ 2 - 1 = 4 $ 1 = 4 .

6 Principio di induzione → Esercizi a p. 1394

Il principio di induzione è un metodo per dimostrare proprietà che dipendono da


un numero naturale n.
Vogliamo dimostrare che una proposizione P(n) dipendente da n ! N è vera per
ogni n ! N.

1355
CAPITOLO 21 FUNZIONI, SUCCESSIONI E LORO PROPRIETÀ

Seguiamo un tipo di ragionamento che si basa su due passi.


Primo passo: si dimostra che P(n) è vera per n = 0 .
Secondo passo: supponendo vera la proposizione P(n), si dimostra che è vera
P ^n + 1h , cioè la proposizione associata al valore successivo di n.
In questo modo, a partire da n = 0 , è dimostrato che la proposizione P(n) è vera
per ogni n ! N.
Si può applicare lo stesso ragionamento anche se si parte, nell’associare le propo‑
sizioni P a numeri naturali, invece che da n = 0 , da un valore k 2 0 .
Abbiamo allora la seguente forma generale del principio di induzione.

T Dati k ! N, con k $ 1, e una proposizione P(n), con n ! N e n $ k, se


1. è vera P(k),
TEORIA

2. supposta vera P(n), è vera anche P(n + 1),


allora P(n) è vera per ogni n $ k.

› Mediante il principio › ESEMPIO


di induzione, dimostra Dimostriamo per induzione l’uguaglianza
che:
1 1 1 1 1
2 + 2 2 + 2 3 + f + 2n = 1 - 2n 6n ! N, n $ 1.
n ^ n + 1h
1+2+f+n = ,
2
con n $ 1.
Primo passo
Animazione 1 1
nell’eBook Se n = 1 " 2 = 1 - 2 " l’uguaglianza è vera.

› Dimostra per induzio‑ Secondo passo


ne che Ammettiamo che l’uguaglianza sia vera per n e dimostriamo che è vera per
n
/ (2k - 1) = n2 6n ! N.
n + 1, cioè dimostriamo che
k=1
1 1 1 1 1
2 + 2 2 + f + 2n + 2n + 1 = 1 - 2n + 1 .
1 1 1 1
Poiché per ipotesi 2 + 2 + f + n = 1 - n , il primo membro diventa:
Video 2 2 2
1 1 2-1 1
Dimostrazione per 1- + n+1 = 1 - n+1 = 1 - n+1 .
2n 2 2 2
induzione Dimostriamo
che, per qualsiasi n, la
somma dei primi n numeri
L’uguaglianza è verificata.
dispari è uguale a n2, cioè
n Essendo vere entrambe le condizioni del principio di induzione, concludiamo
/ ^2i - 1h = n2. che l’uguaglianza data è vera 6n $ 1.
i=1

È possibile riscrivere in modo più sintetico l’uguaglianza dell’esempio utilizzando


il simbolo di sommatoria:
n
/ 1
2i
1
= 1- n .
2
i=1
n
In generale, la notazione / ai si legge «sommatoria in i da 1 a n di ai» e indica la
i=1
somma di tutti i termini ai per i che varia da 1 a n.

1356
IN SINTESI

IN SINTESI
Funzioni, successioni e loro proprietà
Funzioni reali di variabile reale
• Una funzione da A a B è una relazione che a ogni elemento di A associa uno e un solo elemento di B.
• Il dominio della funzione è l’insieme A, il codominio è l’insieme B, l’insieme immagine è il sottoinsieme
di B costituito dalle immagini degli elementi di A.
• Funzioni reali di variabile reale: sono rappresentate in genere da un’espressione analitica, ossia un’e‑
quazione del tipo y = f (x). x è la variabile indipendente e y la variabile dipendente.

T
• Dominio naturale di una funzione: è il più ampio sottoinsieme di R che può essere preso come dominio.
È costituito da tutti i valori per i quali ha significato l’espressione analitica che definisce la funzione.

TEORIA
Proprietà delle funzioni
• Una funzione da A a B è:
• iniettiva se due qualunque elementi distinti di A hanno immagini distinte in B;
• suriettiva se tutti gli elementi di B sono immagini di almeno un elemento di A;
• biiettiva (o biunivoca) se è iniettiva e suriettiva.
• Una funzione y = f (x), di dominio D, in un intervallo I 3 D è:
• crescente in senso stretto se 6x1, x2 ! I, con x1 1 x2, risulta f (x1) 1 f (x2);
• decrescente in senso stretto se 6x1, x2 ! I, con x1 1 x2, risulta f (x1) 2 f (x2).
• monotòna se è sempre crescente o sempre decrescente.
• Una funzione y = f (x) è periodica di periodo T se: f (x) = f (x + kT), 6k ! Z, con T 2 0.
• y = f (x), definita in D 3 R, è: pari se f (-x) = f (x), 6x ! D; dispari se f (-x) = -f (x), 6x ! D.

Funzione inversa
Una funzione f ammette la funzione inversa f - 1 se e solo se è biunivoca. a = f -1(b) ) b = f (a).

Funzione composta
Date le funzioni f e g, la funzione composta g % f associa a ogni x del dominio di f che ha immagine f ^ x h nel
dominio di g il valore y = g 6 f ^ x h@ . In generale, g % f ! f % g.

Successioni e progressioni
• Successione numerica: è una funzione f che associa a ogni numero naturale un numero reale:
an = f ^nh .
n è l’indice e an il termine generale della successione.
• Progressione aritmetica di ragione d: è una successione an tale che an - an - 1 = d per ogni n $ 1.
a
• Progressione geometrica di ragione q: è una successione an tale che a n = q per ogni n $ 1.
n-1

Principio di induzione
Dati k ! N, con k $ 1, e una proposizione P(n), il cui enunciato dipende da n, con n ! N e n $ k, se
1. la proposizione è vera per n = k,
2. supposta vera per n, la proposizione è vera anche per n + 1,
allora la proposizione P ^nh è vera per ogni n $ k.

1357

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