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LADOMENICA

DIREPUBBLICA
Tanti scatti ma alla fine solo uno verr scelto
Dai provini Magnum le immagini che hanno fatto la Storia
Allinterno

DOMENICA 6 NOVEMBRE 2011 NUMERO 351

CULT

La copertina

Dai circoli di lettura ai club sul web benvenuti nellera del social reading
FUMAROLI, SIMONE E VANNUCCINI

Il libro

Foto perfetta
La
FOTO DI THOMAS HOEPKER/MAGNUM/CONTRASTO

Gatti e giardini lamore selvaggio nel romanzo di Merc Rodoreda


ELENA STANCANELLI

Lintervista

Michael Connelly Scrivo perch solo nei gialli si risolvono i delitti


GIULIANO ALUFFI

La mostra

Lattualit

MICHELE SMARGIASSI
irati! Su, voltati! Quanto abbiamo desiderato vederla in faccia, la ragazza che danza sola, di schiena, nel suo diafano vestitino fatto di garza, pace, amore e musica sul palco del Venice Rock Festival, California, anno di grazia 1968; ma lei non poteva voltarsi, era solo una fotografia, una splendida foto di Dennis Stock, simbolo di una generazione. E invece il miracolo l, sulla pagina, da non crederci: lei si volta, lentamente, fotogramma 27, fotogramma 28, ecco finalmente il suo viso... Ma una delusione. N bella n brutta, espressione un po fumata, gesti impacciati: tutta la magia svanita. Chiss se giusto frugare nei provini dei grandi fotografi, sbirciare nella sequenza delle foto imperfette, sbagliate, scartate, tutte tranne la Prescelta, quella che diventer unicona. Forse no: aveva ragione Stock, in fondo. Mica un caso se Henri Cartier-Bresson, pontefice dellimmagine unica, non li faceva vedere a nessuno, i suoi rullini stampati a contatto, con tutti gli scatti insieme in

Uno per cento, anatomia del super ricco


JEAN-PAUL FITOUSSI E FEDERICO RAMPINI

Le lettere

Roth-Zweig, come combattere le bestie feroci


JOSEPH ROTH E STEFAN ZWEIG

sequenza, nelle stesse minuscole dimensioni dei negativi. Non si intinge nelle padelle il naso degli invitati a cena, diceva. I provini erano la cucina del fotografo, il suo laboratorio esclusivo e segreto, la tomba dei suoi errori e delle sue indecisioni. Che indiscrezione gigantesca allora questo volumone di Kristen Lubben, Magnum: la scelta della foto, quattro chili e cento autori dellagenzia che da sessantanni lOlimpo del fotogiornalismo, il loro lavoro cos come usc dalla fotocamera, fotogramma per fotogramma. Ferdinando Scianna, il primo italiano ammesso lass, ha accettato con riluttanza di metterli in piazza: come esporre i meandri del tuo inconscio a uno psicanalista imbecille.... Ma che avventura emozionante. Sfogliare queste pagine miniate come un codice medievale (procurarsi una lente dingrandimento) pi che frugare nei cassetti, entrare negli occhi del fotografo, dentro la sua testa, nelle sue scarpe. (segue nelle pagine successive)

Gastone Novelli le scandalose biennali di un sovversivo


FABRIZIO DAMICO

Lo spettacolo

Marco Paolini diventa Galileo per raccontare lintraprendenza


RODOLFO DI GIAMMARCO

Repubblica Nazionale

DOMENICA 6 NOVEMBRE 2011

LA DOMENICA

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La copertina
Foto perfetta
Questo no, questo neppure, questo s Dietro ogni scatto celebre ce ne sono tanti scartati. Ora, dagli archivi
dellagenzia Magnum, ecco i provini dei pi grandi maestri

Ed ecco come veniva scelta proprio quellimmagine che avrebbe fatto epoca

MICHELE SMARGIASSI
(segue dalla copertina)

l provino il manoscritto del fotografo, il suo brogliaccio di lavoro. Clic, clic, scorrere la striscia perforata rivivere la marcia di avvicinamento del fotografo al suo soggetto, la manovra della sua cattura, il colpo che lo intrappola. Anzi i colpi, plurale: perch qui si vede, senza pi scuse, che il momento decisivo non una botta di fortuna, non unilluminazione divina, una ricerca a volte spasmodica a volte paziente, sempre accanita, dellistante in cui il mondo si dispone nella posa giusta davanti alla lente. Le grandi fotografie della storia hanno tante sorelle rinnegate. C dunque un secondo momento decisivo, forse ancora pi decisivo, quello in cui il fotografo stampa le sue miniature, le scorre con lo sguardo, le pasticcia a matita grassa rossa con crocette e cerchietti: questa no, questa no, eccola: questa s. La posizione di una mano, il convergere delle linee, la perfezione sono questione di millimetri. Di solito buono il secondo scatto, spiega Scianna davanti alla foto del suo cane che si morde la coda a Varanasi, il primo scatto per il soggetto, il secondo per la messa in forma. Tutti quelli successivi sono solo per placare lansia della riuscita. Ciascuno ha la sua quota di sicurezza. Per la sua donna con la testa di cane, Elliot Erwitt scatt quasi quaranta foto praticamente identiche, per prevenire la delusione: deprimente vedere i provini. La stampa a contatto dei negativi era il momento della verit. E anche quella del suo ribaltamento: nel celebre Dibattito in cucina tra Nixon e Kruscev (in realt era una fiera di elettrodomestici a Mosca) il dito puntato del presidente Usa sul petto del leader sovietico divent licona dellorgoglio maccartista, eppure nel resto della pellicola di Erwitt i due sono a colloquio bonario e sorridente. Ma fu quella sola foto a uscirne. E dopo, che ne dei provini? Carta da macello. Robert Capa li perdeva (se avessimo i provini del Miliziano caduto, il mistero di quellicona sarebbe svelato). Cartier-Bresson li ritagliava come ci si taglia le unghie, allez-hop!. Le planches-contact delle foto celebri che tornano in questo libro sono sopravvissute solo perch furono linterfaccia tra il fotografo, lagenzia e i grandi rotocalchi. E questo ci svela un altro segreto: spesso a laureare la foto fra le tante non era affatto lautore. I fotoreporter di guerra spedivano i rullini ancora non sviluppati alle loro agenzie, e l era qualcun altro che li visionava. Stupir apprendere che una parte delle icone immortali di Magnum fu scelta da un certo Jimmy Fox, photoeditor dellufficio di Parigi, il cui nome non dice niente a nessuno, ma che di quelle foto quasi un co-autore. Figli dellera Leica, prodotti intermedi, scarti di lavorazione, alla fine i provini sono assurti anche ad oggetto darte, sotto le mani di William Klein o del nostro Ugo Mulas. Scoperti dagli appassionati per il loro valore filologico, sono diventati in Francia oggetto di sei film-interviste ad altrettanti maestri. Ma per i fotografi continuano ad essere oggetto di pudore, per paura che rivelino troppo. Proprio per questo Martine Franck si faceva mostrare quelli dei colleghi: Per capire come lavorano. Non a caso, per decenni, i giovani candidati allammissione in Magnum dovevano esibire i loro provini come test: Cartier-Bresson, giudice implacabile, voleva vedere solo quelli. nel tracciato della visione che si vede il talento, pi che nel risultato. Ora finita, sia chiaro. Le fotocamere digitali non fanno pi veri provini. Questo libro il loro epitaffio, si rassegna Martin Parr con rimpianto: Mi hanno insegnato tantissimo sui miei successi e sui miei errori. Ora tutto avviene sul campo, immediatamente dopo il clic, con uno sguardo veloce al display: buona, la tengo; brutta, la cancello subito. Non resteranno tracce dellitinerario degli sguardi: solo momenti isolati. Ma la post-fotografia ci riserva ben altre sorprese: il provino a selezione automatica. Nella pubblicit di un notissimo brand di fotocamere, la nuovissima macchinetta intelligente in persona ci promette: Sar io a proporti la migliore fra venti foto registrate. Brava! Poi falla vedere ai tuoi amici robot, a loro piacer.
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FOTO MARC RIBOUD/MAGNUM/CONTRASTO

La costruzione di unicona
Repubblica Nazionale

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Hippie
Mi sono arrampicato sul palco Una ragazza, che sembrava essere in pieno sballo, volteggiava davanti ai musicisti, ballava mentre io scattavo Questa fotografia diventata il simbolo dellepoca hippie
DENNIS STOCK Venice Beach, California 1968
FOTO ELLIOTT ERWITT/MAGNUM/CONTRASTO FOTO DENNIS STOCK/MAGNUM/CONTRASTO

Madre e figlia
Sono tutte istantanee, inclusa quella selezionata, come potete vedere lunica che valga la pena stampare un ritratto di famiglia: la mia prima figlia, la mia prima moglie e il mio primo gatto
ELLIOTT ERWITT New York 1953

IL LIBRO
Magnum, la scelta della foto di Kristen Lubben (Contrasto, 508 pagine, 98 euro) sar in libreria dal 10 novembre

Il Che
Nel 1966 alcuni amici mi chiesero: Ren, possiamo farci un poster?. Quando tornai allAvana, vidi la mia foto stampata su magliette al ministero dellInformazione Dissi allora a chi le vendeva: Quella foto mia!
FOTO REN BURRI/MAGNUM/CONTRASTO

REN BURRI LAvana 1963

Il Muro
Come si pu vedere dai provini, a met rullo mi concentro solo sul giovane, un punk della zona Ovest, che comincia a urlare e cattura la mia attenzione Lui urla, io afferro la mia Leica e scatto
RAYMOND DEPARDON Berlino 1989

LA TOUR EIFFEL
A sinistra, la celebre foto dellimbianchino sulla Tour Eiffel di Marc Riboud (Parigi, 1953) con a fianco i provini da cui tratta In copertina, Muhammad Al, di Thomas Hoepker (Chicago, 1966)

Repubblica Nazionale

FOTO RAYMOND DEPARDON/MAGNUM/CONTRASTO

DOMENICA 6 NOVEMBRE 2011

LA DOMENICA
Luno per cento della popolazione mondiale possiede il quaranta per cento delle ricchezze del pianeta. Ecco come vive, dove vive, cosa fa e come spende

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Lattualit
Lotta di classe

i suoi soldi quella parte dellumanit contro cui (e in nome del restante 99%) si batte il movimento Occupy Wall Street

Chi sono i ricchi e perch sono sempre pi ricchi


FEDERICO RAMPINI
amma, che cosa ci fa tutta questa gente sul nostro aereo?. Il figlio di Jacqueline Siegel non riusciva a darsi una spiegazione, la prima volta che si trov in fila per limbarco (prima classe ovviamente) con tanti sconosciuti, lui che era abituato a viaggiare col padre sul jet privato dellazienda. Benvenuti nel mondo ovattato dell1%. Una categoria sociale finita sotto i riflettori dellattenzione pubblica grazie al movimento Occupy Wall Street: quello che si autodefinisce il 99% e denuncia i privilegi delloligarchia. Se vivete a Manhattan, cio nel cuore della protesta, da quali segnali si capisce se appartenete al vituperato o invidiato un per cento? Ecco 12 comandamenti che tracciano la linea di demarcazione nella vita quotidiana. un test empirico, la prova della verit che tradisce i veri privilegiati. Primo: vestite rigorosamente made in Italy (con leccezione delle scarpe Louboutin) comprando da Bergdorf Goodman sulla Quinta Strada. Secondo: cenate da Masa (il giapponese col men senza prezzi), Per Se, Marea, Babbo, e almeno una volta allanno vi concedete il personal chef a casa con catering a tre stelle. Terzo: abbonamento fisso alla Metropolitan Opera, pi donazione fiscalmente detraibile. Quarto: si vola solo BusinessFirst, se non accessibile il Gulfstream. Quinto: mai in metropo-

NEW YORK

servizio personalizzato Wealth Management di una grande banca. Undicesimo: il palazzo dove abitate deve avere i portieri in livrea. Dodicesimo: i cani vi piacciono di razza, ma il dog-sitter che ve li porta tutte le mattine a Central Park. Queste regole di vita da un per cento cambiano di poco se siete in Cina, paese che ha appena varcato la soglia di un milione di milionari: nella Repubblica Popolare che Burberrys ha visto crescere del 34% le sue vendite in sei mesi, che Zegna ha inaugurato il suo settantesimo negozio, che la casa daste Christies ha venduto per quattro milioni di euro un paio di pistole depoca Qing con impugnatura doro incastonata di gemme. Non varia molto in Brasile, dove il potere dacquisto dei benestanti cos florido che Louis Vuitton carica un sovrapprezzo del 100% rispetto agli stessi prodotti nel suo negozio sugli Champs-Elyses. Stiamo parlando di una esigua minoranza di straricchi? Sono i soliti banchieri, magnati dindustria, star dello spettacolo? Non soltanto. Negli Stati Uniti gli individui con una ricchezza netta da 1 a 5 milioni la soglia sopra la quale i gestori patrimoniali vi classificano come alti patrimoni sono 26,7 milioni. Altri 2 milioni di americani hanno un patrimonio fra i 5 e i 10 milioni netti. Un milione di persone stanno sedute su un gruzzolo dai 10 ai 100 milioni. Infine 29mila svettano sopra i 100 milioni di dollari. Tutti insieme

26,7 milioni
gli americani con redditi tra 1 e 5 milioni di dollari

2 milioni
quelli con un patrimonio netto di 5 -10 milioni

1 milione
di americani possiede dai 10 ai 100 milioni

La top ten
CARLOS SLIM HEL Patrimonio 74 miliardi Nazione Messico Azienda Telmex, Amrica Mvil BILL GATES Patrimonio 56 miliardi Nazione Stati Uniti Azienda Microsoft WARREN BUFFETT Patrimonio 50 miliardi Nazione Stati Uniti Azienda Berkshire Hathaway BERNARD ARNAULT Patrimonio 41 miliardi Nazione Francia Azienda LVMH-Louis Vuitton LARRY ELLISON Patrimonio 33 miliardi Nazione Stati Uniti Azienda Oracle Corporation

litana, neppure se nevica. Sesto: assidua frequentazione di una Spa-fitness, con massaggiatore e trainer personale. Settimo: abbonamento al Wall Street Journal. Ottavo: vacanze estive in Toscana, ad Aspen per sciare, weekend nella casa agli Hamptons. Nono: figli in una scuola privata del tipo Waldorf (pedagogia progressista ma competitiva), retta di partenza trentamila dollari lanno. Decimo: niente conto corrente bens un telefono diretto con il

fanno pi di met della popolazione italiana. Se vogliamo restare nella definizione precisa dell1%, cio solo tre milioni di americani, qui la soglia dingresso si misura in base al reddito. I dati dellInternal Revenue Service (il fisco americano) segnano il confine esatto: bisogna percepire un reddito di almeno 506mila dollari lordi annui (375mila euro) per entrare nella cerchia dei tre milioni di persone che sono l1% della popolazione americana. A livello

Nel 1774, appena il 9% del totale

era in mano allaristocrazia inglese dAmerica

mondiale per isolare l1% che sta in cima alla piramide bisogna ritornare invece alle statistiche sul patrimonio, perch pi omogenee. Il Global Wealth Report del Credit Suisse indica che costoro controllano il 38,5% della ricchezza mondiale, e che i loro averi sono cresciuti del 29% in un solo anno: una velocit doppia rispetto alla crescita della ricchezza complessiva del pianeta. Dunque Occupy Wall Street denun-

cia un fenomeno reale, quelli che stanno lass hanno spiccato il volo, distanziando sempre di pi la maggioranza della popolazione. Un affascinante studio degli storici Peter Lindert e Jeffrey Williamson dimostra che mai nella storia passata l1% ebbe una quota cos larga della ricchezza nazionale. Nel 1774, quando ancora cera il colonialismo inglese e quindi laristocrazia, l1% dei privilegiati nel New England controllavano appena il 9% del

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La curva della disuguaglianza


60 50 40
Fonte: Univ. Bocconi

Nel mondo

deglobalizzazione sviluppo OGGI prima guerra neoliberali globalizzazione

trilioni

Nel 2009 era il 37%

1000
DOLLARI
COEFFICIENTE GINI = 0,8*
la misura della disuguaglianza di distribuzione del reddito nel mondo Fatta 10 la popolazione mondiale, 1 ricco ha mille dollari, gli altri 9 un dollaro
* Parametro in cui 0=totale equit e 1=totale iniquit

1
DOLLARO

30 20 10 0 1820 1870 1890


1900 1913 1929 1938 1952 1960 1978 2000 2011

0,1%

22% = 26,8

trilioni

83%

13% = 15,6

12%
della popolazione mondiale vive con meno di 1 dollaro al giorno

trilioni

Nel 2009 era il 20% (1 trilione = mille miliardi)

Aumenta la disuguaglianza diminuisce la democrazia


JEAN-PAUL FITOUSSI
a disuguaglianza e il suo aumento inarrestabile sono al tempo stesso causa ed effetto della crisi. Perch si arrivati a questo punto? Nei Paesi industrializzati veniamo da trentanni di crescita della disuguaglianza di pari passo con la dottrina dominante, che dalla rivoluzione conservatrice dellinizio degli anni Ottanta ha generato una conversione al liberalismo, al free trade, alla deregolamentazione. Il fenomeno caricaturale negli Stati Uniti, dove il 10% pi ricco ha visto la quota di reddito nazionale aumentare del 15% mentre il salario medio dellaltro 90% conosceva una stagnazione. Oggi la disuguaglianza pi forte che alla vigilia della crisi, e la ragione la seguente: se c una stagnazione del reddito della grande maggioranza della popolazione, la domanda globale bassa. Per contrastare questinsufficienza la politica monetaria diventa espansionista. La gente che aveva difficolt ad arrivare alla fine del mese ha fatto prestiti, e cos il debito privato aumentato. Dallaltra parte ci sono quelli che hanno avuto benefici dallaumento della disuguaglianza, cio i ricchi, che hanno visto la loro quota di reddito aumentare in modo enorme. Si sono ritrovati con un mucchio di soldi da spendere e hanno comprato case, titoli, azioni. Il che spiega la bolla speculativa, aggravata dal ritardo con cui ci si accorti che questa accumulazione di ricchezza era illusoria, perch i mercati stavano sopravalutando il valore degli asset. Mentre accumulavano ricchezza i ricchi accendevano prestiti, che sono andati a sommarsi ai debiti di necessit del resto della popolazione. Quando le bolle speculative sono esplose, tutte le economie del mondo si sono trovate davanti a un eccesso di debito privato che ha fatto crollare le economie. Questo crollo ha fatto diminuire le entrate fiscali e quindi aumentare il disavanzo pubblico. I governi hanno provato a contrastare leffetto della crisi con piani di rilancio finanziati con risorse pubbliche: c stata una sostituzione fra debito privato e debito pubblico. Ha contribuito allaumento della disuguaglianza la diffusa fede che per guadagnare in competitivit in unepoca di globalizzazione le cose pi importanti fossero diminuire lo stato di protezione sociale, ridurre il costo del lavoro, non tassare i ricchi per evitare che cambiassero Paese. Si diminuita la progressivit dellimposta e si sono alleggerite le tasse solo sulle imprese. urgente invece rendersi conto che il sistema capitalista non pu sopravvivere che in un contesto dove la disuguaglianza tenuta sotto controllo. Va ripristinato il principio-base della democrazia, che una persona un voto, e non come indica il mercato un euro un voto. Servono compromessi tra principi contraddittori, il capitalismo ha conosciuto i suoi periodi di gloria quando riuscito in questo compromesso, aumentando per esempio la protezione sociale, fattore cruciale di stabilizzazione. Serve insomma la consapevolezza che se la disuguaglianza troppo elevata si pone un serio problema politico di regressione della democrazia. (Testo raccolto da Eugenio Occorsio)

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LAKSHMI MITTAL Patrimonio 31.1 miliardi Nazione India Azienda Arcelor Mittal

AMANCIO ORTEGA Patrimonio 31 miliardi Nazione Spagna Azienda Zara

EIKE BATISTA Patrimonio 30 miliardi Nazione Brasile Azienda EBX Group

MUKESH AMBANI Patrimonio 27 miliardi Nazione India Azienda Reliance Industries

10

LI KA SHING Patrimonio 26 miliardi Nazione Hong Kong Azienda Cheung Kong Holdings

FONTE FORBES 2011. IL PATRIMONIO ESPRESSO IN MILIARDI DI DOLLARI STATUNITENSI

totale. La nobilt dellepoca viveva in condizioni meno distanti dalla media, rispetto alle nuove oligarchie del terzo millennio. Nella storia americana la dilatazione abnorme delle diseguaglianze ha una data di nascita: il 1982. Non a caso, linizio dellera di Ronald Reagan segnata da un sistematico attacco al welfare state, al potere dei sindacati, insieme con politiche fiscali sempre meno progressive. dal 1982 che l1% si stacca dal resto, si alza verso

la stratosfera, allarga le distanze: nel quarto di secolo successivo la sua quota del reddito nazionale viene pi che raddoppiata, sale oltre il 20%; la quota di ricchezza va ancora pi su, supera il 33%. la traiettoria che illustra lultima copertina del settimanale The Nation: Wall Street ha inventato la lotta di classe. Quando quel concetto era ormai diventato tab nel dibattito politico americano, se ne sono appropriati i ricchi e il conflitto sociale sulla distri-

Negli Stati Uniti lupper class prende il volo dal 1982,


quando Reagan sferra lattacco al welfare state

buzione delle risorse lo hanno stravinto loro. Ma c anche chi invita a compatirli. Robert Frank nel saggio The High-Beta Richracconta la storia della famiglia Siegel, quella del figlio che non si capacita di dover salire in aereo con degli sconosciuti. Dopo aver fatto fortuna nellimmobiliare, ed essersi costruiti la Versailles degli Stati Uniti a Orlando, in Florida (23 stanze da bagno, un garage per 20 auto, 2 sale cinematografiche), se la sono vista pigno-

rare dalle banche quando il mercato crollato. Gli straricchi non hanno mai sofferto una volatilit cos esasperata della loro fortuna, legata ai mercati finanziari, spiega Frank. Dunque l1% una categoria a rischio, ad alta mobilit, si entra e si esce con la porta girevole a gran velocit. Perci nel 2008 fu varato il welfare dei banchieri: 600 miliardi solo per salvare Wall Street.
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Repubblica Nazionale

Fonte: Congressional Budget Office

1%

trilioni

16%

Fonte: Boston Consulting Group 2011

40% = 47,4

48% = 58,8

DOMENICA 6 NOVEMBRE 2011

LA DOMENICA
Anno 1933, in Germania il nazismo ormai al potere Due grandi intellettuali, entrambi austriaci, ebrei ed esuli,
da Parigi, Bruxelles, Londra, tengono un carteggio rimasto finora inedito

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Le lettere
Mitteleuropa

Un documento straordinario sui giorni pi bui del Novecento

DOCUMENTI
Le lettere pubblicate in queste pagine sono gli originali del carteggio Roth-Zweig ( Wallstein, Gottinga)

Roth
L
JOSEPH ROTH e STEFAN ZWEIG

Caro Stefan, combatter le belve


aGermania morta, per noi morta. stata solo un sogno, apra gli occhi, la prego!. Cos scrisse Joseph Roth a Stefan Zweig nel 1933, lanno della presa del potere di Hitler. un momento chiave del carteggio tra i due grandi scrittori austriaci esuli che la casa editrice Wallstein di Gottinga (www.wallstein-verlag.de) ha appena pubblicato (Jede Freundschaft mit mir ist verderblich-Joseph Roth und Stefan Zweig, Briefwechsel 1927-1938). Documento straordinario di cui pubblichiamo questi estratti. Confessioni, litigate e riconciliazioni tra i due offrono testimonianza e memoria uniche del dramma dellintellighenzia mitteleuropea ed ebraica davanti allascesa del nazismo e degli altri totalitarismi. Due caratteri quasi opposti sincontrano e si confortano nel destino comune dellesilio: Zweig gi scrittore di rango, benestante, con una tranquilla situazione familiare, Roth feuilletonista instabile e alcolizzato invitato invano dallamico a smettere di bere. Ma dei due Roth spesso il pi lucido, quello che capisce per primo e avverte laltro della catastrofe in corso e del suo inevitabile epilogo tragico. Unamicizia che si rompe anche per dissensi tra Roth pi pessimista e Zweig possibilista, sullo sfondo della Seconda guerra mondiale imminente, e la storia di due vite distrutte di esuli. Non diverremo vecchi, noi esuli, scrive Zweig quando Roth muore a Parigi. Nel 1942, Zweig stesso si toglie la vita a Petropolis in Brasile. (Andrea Tarquini) 6 aprile 1933 (Hotel Foyot, Parigi) Caro amico, cerchi di capire finalmente che Lei capro espiatorio per tutti i peccati degli ebrei, non solo per quelli di chi port nomi simili al suo. Se Goebbels la confonde o no con un altro, per lui indifferente. Lei per lui non migliore n diverso [...]. Si faccia una ragione della realt che i quaranta milioni che obbediscono a Goebbels sono ben lontani da fare alcuna differenza tra Lei, Thomas Mann, Arnold Zweig, Tucholsky o me. Tutto il nostro modo di vivere stato vano. Lei non confuso con altri perch si chiama Zweig, bens perch ebreo, bolscevico della cultura, pacifista, letterato della civilt, liberale. Ogni speranza insensata. [...] Io sono un anziano ufficiale austriaco. Amo lAustria. Ritengo vile non dire oggi che venuto il tempo di provare nostalgia per gli Asburgo. Voglio riavere la monarchia, e voglio dirlo. J.R. 30 ottobre 1933 (11, Portland Place, Londra) Caro amico, stiamo splendidamente bene, ho preso un bellappartamento in affitto, lavoro al mattino e fino alle 15 in biblioteca, poi a casa. La gente qui piena di riguardo e attenzioni, simpatica, il clima dei rapporti umani incoraggiante anche per il lavoro. Lei, caro amico, si sentirebbe sicuramente molto meglio, molto pi a suo agio qui che non a Parigi, o nella Sua solitudine. Io gi da quattro settimane ho smesso di fumare, ci mi giova molto, e daltra parte colgo gi molti sospiri di sollievo dal fatto di non ricevere notizie da casa. Suo nel cuore. S.Z. 3 novembre 1933 (11, Portland Place, Londra) Caro amico, dopo giorni splendidi ne affronto di difficili. Simmagini, ho appreso di attacchi contro di me a Vienna e poi ho saputo, tre settimane dopo, che leditore Insel ha pubblicato senza chiedermi lautorizzazione e senza nemmeno comunicarmi la de-

26 marzo 1933 (Hotel Foyot, Parigi) aro amico, la prego di fare attenzione che le Sue lettere indirizzate a me viaggino attraverso la Svizzera. Alcune passano dalla Germania. Sono daccordo con Lei. Bisogna aspettare. Non sappiamo quanto a lungo. Lottusit del mondo maggiore che nel 1914. Gli uomini non si commuovono pi quando uomini feriscono e uccidono.

Nel 1914 almeno da ogni parte ci si sforz di spiegare la bestialit con motivi e paraventi umani. Ma oggi la bestialit si adorna di spiegazioni pi bestiali della bestialit stessa. [...] Le sia chiaro: nella misura in cui una belva malata come Goering si differenzia da Guglielmo II che rimase sempre nellambito dellumano, ecco, in questa misura il 1933 diverso dal 1914. J.R.

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Lo storico convinto che la guerra arriver ma che ci sia ancora speranza. Pi lucido lautore di Fuga senza fine: Contro Goebbels e i milioni che lo seguono, contro queste iene
sperare non ha alcun senso

INSIEME
Nella foto, Stefan Zweig (a sinistra) e Joseph Roth a Ostenda, in Belgio nel 36 I disegni di Roth (a sinistra) e Zweig sono di Tullio Pericoli

Caro Joseph, non odier nessuno


cisione in anticipo una lettera che io Le avevo scritto di Suo auspicio per evitarle problemi nella questione con Klaus M! [Klaus Mann, ndr]. Ho preso la decisione che da tempo mi pesava sul cuore, ho inviato una richiesta di pubblicazione della mia posizione al giornale A. Z. che deve uscire domani e La prego, se la vedr, di chiarire tutto con tutti e inviarmi anche ritagli di attacchi alla mia persona, in modo che io possa reagire subito ed energicamente. S.Z. 7 novembre 1933 (Rapperswill) Caro amico, da tutti coloro, senza eccezione, i quali hanno funzioni pubbliche per la Germania, con la Germania, in Germania, mi divide quel che distingue luomo dalla bestia. Contro iene puzzolenti, contro linferno, persino il mio vecchio avversario Tucholsky mio compagno darmi. Sento gi lobiezione: noi siamo ebrei. Sebbene io fui ferito al fronte [nella Prima guerra mondiale, ndr] dico no! Solo belve potrebbero accusarmi per aver allora versato il mio sangue. Resto nelle trincee come allora, combatto contro le belve per il genere umano. J.R. Tra l8 e il 13 novembre 1933 (Londra) Caro amico non creda, La prego, che io sia un asino o un debole, a lasciarmi tollerare e insieme boicottare in Germania: per me conta mantenere la propriet intellettuale del mio lavoro. Uno strappo come Lei sogna non servirebbe, non possibile cancellare dal mondo i settanta milioni di tedeschi con la protesta, e temo che gli ebrei anche allestero debbano prepararsi a qualche delusione, facile concludere un patto alle loro spalle, dalla diplomazia mi aspetto ogni porcheria. Sono molto scosso da quanto su di me stato scritto e fatto da amici, negli ultimi giornali tedeschi sono usciti fulminanti articoli dodio contro di me. Bisogna imparare a vivere soli e nellodio, eppure non ricambier odiando. S.Z. 27 marzo 1934 (Londra) Caro amico, posso dirle che a causa di notizie da Parigi, a Vienna indagano sul mio conto, i giornali non possono pubblicare nulla di me. A Londra i giornali ti lasciano in pace, ma Lei stesso che vive a Parigi sa bene come io a Parigi devo ormai nascondermi. La prego non parli di queste righe con nessuno, altrimenti finir in mano ai giornali francesi e dellemigrazione. S.Z. 13 aprile 1934 (Hotel Foyot, Parigi) Caro amico, orribile che Lei non venga da me. Attraverso la crisi privata pi grave. la peggiore ora della mia vita, mi creda, e non lalcol. J.R. Maggio-giugno 1934 (Londra) Il mio pessimismo politico smisurato. Credo alla prossima guerra come altri credono in Dio. Mi aggrappo a ogni ultimo brandello di libert di cui possiamo ancora godere, pronuncio ogni mattino una preghiera di ringraziamento, perch sono libero, perch sono nel Regno Unito. Pensi alla mia gioia, in questo tempo di pazzi mi sento ancora abbastanza forte da impartire lezioni morali ad altri. S.Z. Maggio 1937 (Hotel Stein, Salisburgo) Caro amico, inaudito come lei mi tratta. Lei ha il dovere di riconoscermi come amico, anche se non le scrivo da dieci, venti o mille anni. J.R. 17 ottobre 1937 (Londra) Caro non amico, voglio solo dirle che finalmente grazie a Bertold Fles che ho visto ieri ho appreso qualcosa del suo lavoro. Non so come dirle come sarebbe secondo me importante per lei cambiare luogo e clima. Un saluto, e non dimentichi il suo infelice amante e amico respinto. S.Z.

Zweig
31 dicembre 1937 (Hotel Dinard, Parigi) Caro amico, la vecchia amicizia ancora in piedi. Ma sto troppo male, non riesco a scrivere. Saluti di cuore, il suo fedele J.R. Dicembre 1938 (49, Hallam Street, Londra) Caro Joseph Roth, Le ho scritto tre o quattro volte senza ricevere risposta, e credo in nome della nostra amicizia davere diritto di chiederle cosa vuol dirmi col suo silenzio... Forse sar presto a Parigi, mi faccia sapere se preferisce che io la cerchi o che io la eviti, visto che Lei mi evita tanto... Il Suo silenzio troppo evidente, lungo e impressionante perch io possa spiegarmelo pensando a un suo eccesso di lavoro. I migliori auguri dal cuore, e possa (malgrado tutto!) il prossimo anno essere non peggiore di quello che sta terminando. Suo S.Z.
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LA DOMENICA

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Spettacoli
In casa

BACI A TUTTI
Cartolina dal Costa Rica: Vedete telefoni qui?

Sollevo lo sguardo in quella che un tempo era stata la sua cucina Mi guardo attorno mentre sto scrivendo sul suo tavolo
E per un attimo lo rivedo seduto al suo posto

Massimo Troisi
do I : Quan COMPLIC rella Rosaria a casa so Con la adre tornava no facevamo e p nostro ali presi dal tr notizie i coi giorn chi leggeva p gara a a

Mio fratello

Sei figli tra maschi e femmine, i genitori e i nonni Pi che una famiglia la nostra era una compagnia stabile. A trentanni dalluscita nei cinema di Ricomincio da tre, il film che lo consacr autore, attore e regista, la sorella Rosaria
apre i cassetti dei ricordi e ci restituisce un ritratto inedito del grande comico italiano
TESTIMONIAL
Massimo beb: questa foto venne usata per la pubblicit di un latte in polvere A destra, i genitori Alfredo e Elena in viaggio di nozze

in un libro-diario di cui anticipiamo alcuni brani


ROSARIA TROISI

Repubblica Nazionale

DOMENICA 6 NOVEMBRE 2011

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CAMPIONE
Con la squadra di calcio dellinfanzia: giocava nel ruolo di terzino il primo in alto a sinistra

ZIO
A destra con la nipotina Gabriella. Sotto, il benvenuta al mondo che Zio Massimo scrive nel 1977 alla nipote Lynda, appena nata

GEOMETRA
Foto di gruppo allIstituto per geometri Pantaleo di Torre del Greco: il terzo in alto da destra

rauna sera del 1953. Avevo otto anni ed ero stata accolta nel lettone di mia zia, che dormiva nella stanza da letto attaccata a quella dei miei genitori. Mentre tendevo lorecchio per capire cosa stava accadendo dallaltra parte della parete, allimprovviso sentii la voce gioiosa di nonno Pasquale che esclamava: O purciell! O purciell!. Era nato mio fratello. Pesava cinque chili e il nonno fu il primo a prenderlo fra le braccia. Era un bambinone pieno di vita e aveva sempre cos tanta fame che presto il latte di mia madre cominci a non bastare pi. Lei si arrese a integrarlo con quello in polvere e poich persino la capienza del biberon stava diventando insufficiente, lo sostitu con una bottiglia di birra, su cui applic un ciucciotto. Da l Massimo inizi a poppare, crescendo forte e robusto. Custodisco gelosamente una vecchia foto di giornale un po sbiadita: una pubblicit della Mellin, il latte in polvere che ha nutrito generazioni di bambini. Il piccolo testimonial proprio Massimo. Quando aveva pochi mesi, nostra madre aveva provato per gioco a inviare la sua foto e loro lavevano pubblicata, con sua grande sorpresa e immenso orgoglio. Palazzo Bruno Massimo nato a San Giorgio a Cremano, piccolo paese stretto tra il mare e il Vesuvio, un posto fuori mano, che allora pi che mai era una periferia allombra di Napoli. Abitavamo in quello che chiamavano o palazze Bruno miezze Tarall, un palazzone di sei piani rimasto in piedi fino al 1978. Vi erano lunghi ballatoi su ognuno dei quali si affacciavano le porte di due appartamenti. Nel nostro, al terzo piano, abitavano anche i nonni e gli zii. Siamo cresciuti molto uniti e la famiglia ha avuto per noi valore al di sopra di tutto, facendoci sentire forti e invincibili. Ancora oggi evidente quanto ci assomigliamo nei comportamenti, nei gesti, nelle espressioni. Io, Massimo, Annamaria, Vincenzo, Luigi e Patrizia: sei fratelli cresciuti senza merendine e con giochi inventati. Fra di noi si creavano alleanze a seconda delle et e Massimo per esempio era molto legato a Patrizia, la pi piccola. Avevano labitudine di giocare con una palla di carta nella camera da letto dei nostri genitori. Quando facevano cadere i pendenti del lampadario con le pallonate, Massimo e Patrizia diventavano complici e anche quando di quei pendenti ne rimasero solo due, nessuno di loro avrebbe mai confessato. La complicit fra me e Massimo passava attraverso altre forme di condivisione. Entrambi, fin da bambini, siamo stati molto curiosi di quello che succedeva nel mondo. Mio padre, ferroviere, di ritorno dal lavoro portava a casa le riviste e i quotidiani che i viaggiatori abbandonavano sui sedili dei treni. Noi allora facevamo a gara a chi riusciva a leggere pi notizie memorizzando anche i particolari pi marginali della cronaca. Arrivano i mostri Noi ragazzi stavamo crescendo ed era sempre pi complicato vivere nei ristretti spazi della casa di piazza Tarallo. Cos, nel 1956 ci trasferimmo in via Cavalli di bronzo, a pochi metri dalla piazza principale del paese. Fu in quel periodo che Massimo inizi a coltivare la sua passione per il calcio. I finestroni della nuova casa affacciavano su uno spiazzo incolto e su quel campetto polveroso lui trascorreva tutto il tempo che poteva. Se in quel periodo gli avessero chiesto cosa avrebbe fatto da grande, avrebbe risposto il calciatore. Questo sport era del resto una passione per tutti i miei fratelli, cresciuti con un padre ex calciatore e una madre tifosa. Massimo giocava nel ruolo di terzino e pap si guardava bene dal far trasparire il suo entusiasmo per non

fargli montare la testa, ma nei suoi occhi si leggeva grande orgoglio per quel piccolo calciatore cos pieno di grinta e di talento. La passione per il pallone sottraeva decisamente a Massimo il tempo che avrebbe dovuto dedicare ai libri di scuola. Ripet la seconda media per tre volte e cominci a disamorarsi della scuola. Mi viene in mente Salvatore, un suo compagno di scuola che abitava nel nostro palazzo. Veniva portato in palmo di mano da tutti perch era il primo della classe e per Massimo era un tormento sentirsi mettere di continuo a confronto con lui. Dello spauracchio di Salvatore rimane traccia in Ricomincio da tre, nella scena in cui Gaetano racconta a Frankie di un bambino prodigio che gli aveva rovinato linfanzia. Quel mostro sapeva le tabelline a memoria, conosceva le capitali di tutto il mondo e suonava perfino il pianoforte. I genitori avrebbero dovuto tenerlo insieme ai mostri come lui concludeva Gaetano con una riflessione che Massimo doveva aver fatto tante volte da bambino piuttosto che fargli rovinare la vita agli altri. Voglio una bicicletta In quel periodo i nonni materni abitavano con noi. Era la casa della compagnia stabile, come Massimo aveva definito la nostra famiglia. E davvero in famiglia non mancavano mai spunti esilaranti. Mi rimasto impresso nella memoria uno dei primi spettacoli che Massimo fece per noi quando aveva circa sei anni. Era la festa della Befana e co-

i suoi sketch, lui rispondeva: A scuola, mentre o professore spiega Dante e Machiavelli. Una volta si esib in un monologo in unassemblea di protesta per il mancato riscaldamento delle aule e il vicepreside and via commentando: Sta facendo lattore! uscito un altro De Filippo!. La scuola andava male a lui Il periodo della scuola superiore fu per Massimo il momento in cui inizi a vivere intensi rapporti damicizia. Indimenticabili le scarrozzate al colle di SantAlfonso, ammassati nella vecchia utilitaria di qualche compagno di classe pi benestante. La meta preferita era la spiaggia. Arrivavano con i libri ingombranti sottobraccio, le scarpe in mano e i calzoni arrotolati e poi, come per magia, riusciva sempre a sbucare fuori un pallone. Quando arrivava lestate cominciavano i primi bagni. Una volta, uscito dallacqua Massimo non ritrov pi i suoi vestiti. La cosa peggiore era che gli avevano rubato anche le chiavi di casa e la tessera dellabbonamento al treno. La preoccupazione principale era di non farlo sapere a nostro padre, e cos un suo amico venne a casa di nascosto a prendere un cambio per Massimo. Non difficile intuire quanto la sua carriera scolastica sia stata lenta e difficoltosa. Il suo professore di lettere fu uno dei pochi a cogliere nel segno e nel ricordare Massimo una volta scrisse: Non era lui che andava male a scuola. Era la scuola che andava male a lui. La sua fantasia rompeva i muri, i vetri, le pareti di quellambiente. Lui si realizzava fuori. Vedete telefoni qui? Quando Massimo cominci a muovere i primi passi in teatro, mio padre non la prese di buon grado. Non avrebbe mai pensato che ce lavrebbe fatta a sfondare e gli ripeteva sempre: Ma pu essere mai che ti pigliano proprio a te?. E invece s, alla fine era successo. Nostro padre era felice anche se era continuamente in apprensione per la sua salute e brontolava vedendolo sempre in viaggio. Massimo dal canto suo, pigro come era, scriveva e telefonava di rado. Mi viene in mente una cartolina che Massimo ci sped dal Costa Rica. Un paesaggio deserto in cui non si vede nulla se non una distesa di sabbia e mare. Evidentemente il senso di colpa per non essersi fatto vivo da laggi non gli stava dando tregua e cerc di metterlo a tacere con una della sue trovate: Vedete telefoni qui?. Lo zio fa lattore Massimo era molto legato ai suoi nipoti. Nel 77, quando nacque mia figlia Lynda, le scrisse un tenero biglietto come augurio di benvenuto al mondo, in unepoca decisamente poco rassicurante. Continua a custodirlo come un tesoro, lei che insieme ai suoi cugini cresciuta abituandosi a riconoscere in televisione limmagine di quello zio famoso. Ma per tutti loro non cera differenza fra limmagine sullo schermo e quella dello zio affettuoso e paziente con cui si divertivano a giocare a casa. Noi adulti, poi, chiarivamo sempre che quello che veniva a trovarci non era lattore: quello che girava per casa in pigiama, che discuteva a tavola con noi o che si appartava per ore intere al telefono, insomma, era sempre zio Massimo. Sollevo lo sguardo in quella che un tempo era stata la sua cucina. Mi guardo attorno mentre sto scrivendo sul suo tavolo, ora ingombro di fogli, fotografie, appunti sparsi ed come se questo spazio cos pieno di lui non possa ammettere la sua assenza. Lo rivedo per un attimo seduto al suo posto a capotavola. Per me come se fosse ancora l.
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IL LIBRO E LE FOTO
Oltre il respiro. Massimo Troisi, mio fratello, di Rosaria Troisi e Lilly Ippoliti (Iacobelli Editore, 120 pagine, 25 euro), in libreria dal 10 novembre In queste pagine alcune delle foto contenute nel libro e tratte dallalbum di famiglia

me ogni anno nostro padre aveva portato a casa i regali che le Ferrovie dello Stato destinavano ai figli dei dipendenti. Negli anni i miei fratelli si erano visti recapitare sempre e solo trenini elettrici, cos Massimo aveva deciso di scrivere una lettera alla Befana chiedendole, una volta per tutte, di portargli una bicicletta. Ma ecco che quel 6 gennaio arriv lennesimo trenino. Con grande divertimento del suo piccolo pubblico familiare, Massimo inscen allora il suo primo mini-sketch: Ma chest scema proprio? Ma io lho scritto accuss bell: VOGLIOUNABICICLETTA. E chella che ffa? M porta natu treno? Chest s rimbambita!. Un altro De Filippo Un giorno si present loccasione che consent a Massimo di mettersi alla prova. Ce lo vedemmo tornare da scuola con gli occhi sgranati e il visino accaldato, il grembiulino blu come al solito stropicciato e il colletto di piqu bianco tutto storto. Era euforico come quando tornava vittorioso da una partita di calcio. Ci annunci tutto fiero che era stato scelto per interpretare il ruolo di Pinocchio nella recita di fine anno della quinta elementare. Era la prima volta che Massimo riusciva a liberarsi della sua timidezza e con quel debutto cominci a esplorare la sua predisposizione per la scena. In seguito, quando gli chiedevano come nascevano

AMICI
Massimo con gli amici negli anni Settanta Accanto, sulla spiaggia nel 1971

I NONNI
Durante una vacanza al mare da bambino con i nonni e la madre Elena

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LA DOMENICA
In un solo mese il totale dei suoi contenuti equivale a quello realizzato in sessantanni dalle tre maggiori emittenti Usa. Tutto prodotto dagli utenti Ora al sito di video sharing di Google la buona volont amatoriale non basta pi. E cos ha progettato di diventare
un vero network con laiuto di Madonna e Jay-Z

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Next

Mass media
STORYLINE
2005
FEBBRAIO

Chud Hurley e Steve Chen registrano il dominio 23 APRILE Primo video caricato DICEMBRE Lancio ufficiale, 8 milioni di video visti al giorno LUGLIO 100 milioni al giorno di video visti, 65mila caricati OTTOBRE

milioni
le ore di video scaricate nel 2010

13

minuti
il tempo medio che una persona passa su YouTube

15

2006

Google acquista YouTube per 1,65 miliardi di dollari

milioni
le visualizzazioni su YouTube Mobile al giorno

320

2007

GIUGNO

miliardi
Lancio di YouTube Mobile GIUGNO

i video visualizzati ogni giorno

2008

700 miliardi
Sony lancia la tv compatibile con YouTube

25
i paesi in cui localizzato YouTube

le riproduzioni video nel 2010

2009

OTTOBRE

Concerto degli U2 in streaming 1 miliardo di contatti al giorno

FEBBRAIO

Intervista in streaming di Barack Obama MAGGIO 2 miliardi di contatti al giorno NOVEMBRE Annuncio di nuovi 100 canali di qualit

2011

Piccoli monitor crescono la televisione online


ERNESTO ASSANTE

ora la televisione la vedremo su YouTube. Lazienda fondata sei anni fa da Chad Hurley pochi giorni fa ha svelato il suo pi ambizioso progetto: lanciare, cominciando tra qualche settimana, ben cento canali televisivi sul Web, con contenuti originali, realizzati con partner come il Wall Street Journal, star come Madonna, attori come Ashton Kutcher o magazine online come Slate. Google, proprietaria di YouTube, ha deciso cos di spostare lasse di YouTube, nato come sito di video sharing che offriva contenuti generati dagli utenti, verso il mondo della televisione, anche se di una tv completamente nuova, tutta sul Web e totalmente on demand. La maggior parte dei cento canali sar online entro la fine del 2012. Nei piani di YouTube c la produzione di circa venticinque ore di programmazione originale quotidiana, sostenuta da sponsor e partner e da un investimento, da parte di Google, di cento milioni di dollari. Mol-

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GLOSSARIO

Web Tv
La televisione che si vede solo sul web. Trasmette senza antenne terrestri o paraboliche Dati i bassi costi di gestione pu essere realizzata con facilit anche da piccoli operatori

On demand
I programmi visibili a richiesta, in inglese on demand I contenuti restano disponibili sul sito e si possono scaricare quando si vuole, senza orari o appuntamenti prefissati

Palinsesto
Lorganizzazione su base sequenziale e oraria tradizionale delle trasmissioni televisive, che ruota attorno a orari prefissati nei quali si concentra la maggior parte del pubblico

Orizzontale
Nel palinsesto tradizionale la programmazione ruota attorno ai prime time. In quella orizzontale a richiesta, invece, tutte le trasmissioni hanno pari dignit e la scelta dellutente

Sharing
La condivisione, strumento principale del web 2.0, la funzione attraverso la quale si pu segnalare e far vedere ad altri un filmato o un video disponibile online

CLASSIFICA*

Mille canali e niente da guardare


VITTORIO ZUCCONI

JUSTIN BIEBER FT. LUDACRIS - BABY


651.823.772 clic Primo singolo dellalbum My World 2.0

LADY GAGA BAD ROMANCE


424.704.777 clic Vincitore dellIdma e del Vma 2010

48
le ore caricate ogni minuto
JENNIFER LOPEZ FT. PITBULL - ON THE FLOOR
419.965.319 clic Secondo singolo dellalbum Love? (2011)

le persone che interagiscon su YouTube o a settimana

milioni

100

are che dovremmo anche essere contenti. Ai 900 canali circa (ma potrebbero essere aumentati di numero mentre scrivo, con nuovi network cinesi, polacchi, nigeriani, uzbechi) che il mio fornitore via cavo qui negli Usa mi offre, alle esondazioni di video su richiesta (che suona pi furbo se detto in inglese: on demand), al telefonino molto smart che spalanca finestrine sulluniverso, ora YouTubeaggiunger 100 nuovi servizi di televisione. Non pi spezzoncini, asini che volano, professoresse che copulano con studenti, catastrofi automobilistiche e idioti che si lanciano nelle cascate dentro una botte con commento musicale heavy metal, ma proprio emittenti con programmi originali, intrattenimento, informazione, musica. E linevitabile giornalismo da strada, quello che tutti gli editori sognano perch non costa niente. Noi giornalisti da carta, o noi tragici profughi dei televisori italiani con due bottoni, uno per il primo, laltro per il secondo, dovremmo rallegrarci malignamente. Linvasione di campo dellinvadentissimo YouTube segnala per i network televisivi tradizionali lo stesso futuro di irrilevanza che stato riservato alle telescriventi, alle linotype, alle bozze umide, a noi e a quella rimpianta ed estinta specie chiamata correttori. Senza i quali giornali, periodici, blog, siti ribollono di errori di ortografia. ovvio che la frammentazione del mercato in migliaia di canali tutti lanciati a inseguire la stessa pubblicit di telefonini e di gelati il numero possibile infinito trasformer i gi ridicoli telegiornali di oggi in altarini shinto davanti ai quali si raccoglieranno le ultime vedove del teleschermo, come le vedove nelle case giapponesi davanti al ritratto del marito defunto a Okinawa. Televisione e Internet, che avevano promesso di divorare linformazione e lintrattenimento come erano esistiti fino agli anni Sessanta nel mondo pi evoluto e ancora oggi nei Paesi pi arretrati come lItalia, stanno divorando se stesse, perch in un panorama infinito di possibilit, con i miraggi di democrazia orizzontale che esso promette, alla fine nessuno guarder pi niente. Il famoso monito di Federico il Grande di Prussia, quando avvertiva i suoi generali che colui che vuole difendere tutto finisce per non difendere niente, si sta applicando anche alla comunicazione. Che, offrendo tutto, finisce per non offrire niente. Chi guarda tutto, non guarda niente. Gi oggi il frullato ellittico di immagini audiovisive che i media si scambiano incestuosamente, con YouTube che propone spezzoni di programmi tv e programmi tv che propongono clip rubate a YouTube, lascia nellutilizzatore finale una vertigine di dj vu. Che cosa possano offrire questi canali nuovi che non sia gi stato visto, ascoltato, prodotto, che non sia disponibile su richiesta, pardon, on demand, un mistero che neppure il men di stelle e autori che propone risolve. Il rischio quello contenuto in un celebre aforisma: ho dato una festa bellissima e nessuno venuto. Fu nel 1951, quando la televisione gi aveva invaso gli Stati Uniti e lItalia ancora attendeva lepifania di Lascia o raddoppia? che il grande Richard Matheson pubblic una delle sue pi bizzarre e sinistre storie di horror fantascientifico, Through Channels, attraverso i canali. Qualcosa, qualcuno, emerse dal televisore per divorare chi lo guardava, lasciandosi dietro un solo indizio: una parola illuminata sul piccolo schermo in bianco e nero: Feed. Dammi da mangiare, sfamami. Quanti canali dovremo sfamare, ora?

SHAKIRA WAKA WAKA


414.967.692 clic Colonna sonora dei Mondiali in Sudafrica

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Il futuro

EMINEM FT. RIHANNALOVE THE WAY YOU LIE


398.960.241 clic Protagonisti Megan Fox e Dominic Monaghan ti canali saranno tematici, ma molti saranno invece affidati a singole personalit, tra le quali Anthony Zuiker, il creatore di CSI, il rapper Jay-Z, la star del basket Shaquille ONeal, lattore Rainn Wilson, Madonna, che sta lavorando alla realizzazione di un canale chiamato DanceOn, e il campione di skateboard Tony Hawk. Ci saranno editori come Thomson Reuters e Hearst, studi cinematografici come Lionsgate o televisivi come FremantleMedia, fino a produttori celeberrimi come Michael Eisner, ex capo della Disney, che con la sua casa di produzione Vuguru sta lavorando con Stan Lee, linventore dei supereroi della Marvel, alla creazione di un canale intitolato Stan Lees YouTube World of Heroes. Secondo alcune fonti, YouTube pagher cento milioni di dollari ai produttori come anticipo sugli introiti pubblicitari che riusciranno a portare sui propri canali, il massimo di ogni finanziamento sar di cinque milioni circa e i profitti verranno divisi tra YouTube (45 per cento) e i produttori (55). Secondo Robert Kyncl, responsabile delle partnership di YouTube, molti di questi canali di nuova generazione definiranno il futuro della tv, e probabilmente non ha torto. Perch YouTube ha gi da tempo cambiato il nostro rapporto con la televisione, scavalcando addirittura, per le giovani generazioni, la tv stessa, con la sua assenza di palinsesti, con i contenuti completamente orizzontali, tutti con pari dignit, sia che si tratti di esibizioni di star che di video autoprodotti da sconosciuti, con limmediatezza dei cellulari dai quali vengono caricate liberamente immagini di ogni possibile evento, pochi istanti dopo laccaduto, spesso molto prima di telegiornali e siti web dinformazione. YouTube ci ha abituato a trovare tutto sempre, ad avere a disposizione il pi grande archivio di immagini mai creato, a condividere spezzoni di televisione, recentissimi o preistorici, a integrare il tutto con Facebook consentendoci di creare dei canali personali, a vedere contenuti

Espandendoci stiamo ridefinendo il futuro della tv


Robert Kyncl Responsabile delle partnership di YouTube

CHARLIE BIT MY FINGER... AGAIN!


384.499.985 clic Un bambino morde il dito al fratellino

video pi cliccati * Isu YouTube alle ore 18 del 4 novembre 2011

internazionali quasi in diretta. Tutto quello che era legato alla vecchia tv, ai palinsesti, agli orari, agli appuntamenti, alla pubblicit lontano dalla filosofia di YouTube, e larrivo di questi cento canali, con programmi inediti, non far che spostare questa frontiera ancora pi in avanti. Tutti i nuovi televisori sono dotati di collegamenti a Internet, hanno lapp di YouTube gi integrata, proprio perch il servizio vuole uscire dai confini del web e conquistare il posto donore sul televisore che abbiamo in salotto. E tutto sta accadendo molto in fretta: la rivoluzione di YouTube iniziata poco pi di sei anni fa, il 23 aprile del 2005, quando sul sito stato postato il primo video, frutto di unidea che tre ragazzi, Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, avevano avuto qualche mese prima. I tre si erano conosciuti lavorando per PayPal, erano studenti e avevano pensato di risolvere il problema di condividere in maniera semplice i video attraverso Internet. Oggi YouTube, acquisito nellottobre

2006 da Google, uno dei tre siti pi frequentati al mondo, offre milioni di video, la gran parte prodotti dagli utenti ma anche spezzoni televisivi e cinematografici, interi film, concerti e programmi tv. Tra gli infiniti clip di YouTube c di tutto: le immagini familiari, quelle scolastiche, i souvenir di viaggio, i concerti rubati con il cellulare, le parodie e i karaoke, la vita vera che irrompe nello schermo di Internet senza filtri. Ma anche lo street journalism, le immagini in diretta degli avvenimenti di cui la gente testimone. E poi i videoclip, i film, gli spezzoni della tv di ieri e di oggi, la cronaca e il divertimento. I cento canali di YouTube sono solo linizio di quella che, nelle idee di Page e Brin, i boss di Google, potrebbe essere la spallata definitiva allimpero della tv come labbiamo conosciuta, un tentativo di ridefinire non solo i contorni ma anche il centro di unindustria che sta attraversando una fase di rinnovamento e che, tra pochi anni, avr comunque cambiato volto.
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LA DOMENICA
Gli indirizzi
DOVE DORMIRE
BIORESIDENCE RIGENERA Via Belfiore Casola Valsenio (Ra) Tel. 0546-73793 Camera doppia da 90 euro ALBERGO GALLO (con cucina) Piazza della Repubblica 28 Castel del Rio (Bo) Tel. 0542-95924 Camera doppia da 90 euro colazione inclusa PALAZZO TORRIANI Via Fabroni 58 Marradi (Fi) Tel. 055-8042363 Camera doppia da 140 euro colazione inclusa

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I sapori

Miseria o nobilt
Popolari, facili da fare e ipocaloriche le une Ricche, elaborate e zuccherose le altre Deliziosamente rivali,
si contendono la scena nelle sagre di stagione

DOVE MANGIARE
IL CAMINO Viale Baccarini 38 Marradi (Fi) Tel. 055-8045069 Chiuso mercoled Men da 22 euro MOZART Via Montefortino 3 Casola Valsenio (Ra) Tel. 0546-73508 Chiuso luned e marted a pranzo Men da 25 euro LA PACE Piazza Garibaldi 16 Loc. Rocca San Casciano (Fc) Tel. 0543-951344 Chiuso luned sera e marted Men da 15 euro

DOVE COMPRARE
PANIFICIO PASTICCERIA QUADALTI Via Talenti 33 Marradi (Fi) Tel. 055-8045095 AZIENDA AGRICOLA IL CASTAGNETO Via 2 Giugno 49 Castel del Rio (Bo) Tel. 333-5751616 EMPORIO GIARDINO DELLE ERBE Via del Corso 2 Casola Valsenio (Ra) Tel. 0546-73158 AGRITURISMO I MONTI DI SALECCHIO (con camere e degustazione) Via Salecchio 7 Palazzuolo sul Senio (Fi) Tel. 055-8046850

C
LICIA GRANELLO

Caldarroste&
hela sfida abbia inizio. Caldarroste contro marron glac, la ricetta pi povera del mondo frutta abbrustolita contro una delle pi blasonate e irresistibili. Quando arriva il tempo delle castagne, i fornelli esultano. Perch con loro, frutti piccoli e grandi della castanea sativa, tutto possibile. Difficile trovare un alimento che sappia estendere i propri confini culinari in modo tanto ampio, originale, variegato, tanto da potersi permettere preparazioni in qualche modo estreme, alfa e omega dellarte bianca. Le caldarroste sono campionesse di street food. Niente grassi, niente fritti, niente zucchero, se non quello che si portano dentro. Scaldano mani e tasche, spezzano la fame grazie al loro contenuto amidaceo, si passano di mano in mano con allegra complicit. Preparate in casa, sono un dolce non dolce alla portata di tutti, pronto dopo pochi gesti veloci. In pi, regalano alla cucina quel pizzico di magia che accompagna i cibi invernali, tra vetri appannati, voglia di tepore e piacere della condivisione (le caldarroste non sono un piacere solitario). Di tuttaltra pasta il marron glac, che fa fremere le papille gustative di milioni di palati golosi. Se esiste un simbolo della trasgressione dolciaria, porta il suo nome. Il mondo della pasticceria trabocca di tentazioni, dai pasticcini con la panna le mitiche chantilly alle praline, passando per torte e creme al cucchiaio, gelatine, biscotti. In questo universo zuccherino che fa salire la glicemia al solo pensarlo, il marrone glassato occupa un posto esclusivo e privilegiato. Addentarlo significa entrare in una dimensione di piacere goloso da crescendo rossiniano. E restare affascinati dal risicatissimo numero di ingredienti marroni, acqua e zucchero che la sapienza gourmand trasforma in un boccone di pura poesia culinaria, di consistenza morbida-croccante e gusto sospeso tra dolcezza carnale e ricordo di frutta secca. Il tutto, da consumare in un tempo lento: impossibile, ingollare un marron glac. Alfa e omega delle castagne hanno un minimo comun denominatore. Nelluna come nellaltra ricetta la difficolt nella cura dei dettagli. Le caldarroste, che dovrebbero essere piccole perch cuociono meglio, rischiano di riuscire troppo asciutte: basta versare un bicchiere di rosso sullo strofinaccio in cui si avvolgono dopo averle tolte dal fuoco. Per i marron glac, invece, sono obbligatorie pazienza e disciplina, che permettono di far sobbollire nello sciroppo pi volte i marroni, facendoli raffreddare ogni volta senza allungare le mani sulla gratella, con la scusa penosa di un frutto rotto o venuto male. Tra novembre e dicembre, non perdete gli appuntamenti con caldarroste&marron glac in programma lungo tutto la dorsale appenninica, da Lucca dove vengono celebrate nella manifestazione Il Desco a Marradi, gi gi fino a Montella. In caso di brindisi, dobbligo la birra alle caldarroste in arrivo dallAmiata, of course.
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Variet

Piccola e compatta, la castagna classica, dalla madonna di Canale dAlba a quella di Montella, lideale per la cottura rapida e violenta nella padella forata

Gli opposti estremismi dei piaceri dautunno

Preparazione
Incise con un coltellino le parti convesse delle bucce, si cuociono sul fornello protetto da spargifiamma nella padella forata. Riposo in un canovaccio umido

Abbinamenti
Vini rossi, giovani, soprattutto il novello che arriva ora sugli scaffali E poi sempre rossi, fermi o mossi, dalla barbera alla cagnina Oppure birre ambrate

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C
Sulla strada

erto, castagne e marroni li puoi comprare in citt, dal fruttivendolo o dai caldarrostai. Ma rinunciare al bosco vuol dire rinunciare al bene pi prezioso: il profumo. Con la pioggia finalmente tornato, il profumo del bosco. Nellestate che non voleva finire mai, sotto i castagni, i faggi e i lecci di Castel del Rio erano scomparsi gli odori e i colori.

JENNER MELETTI

No, un odore restava, quello della polvere. E un solo colore: quello della sabbia. La pioggia ha riportato la vita. Se entri nel bosco a raccogliere castagne o marroni, ti pungi con i ricci, guardi le foglie gialle, rosse, marroni. Senti un profumo di funghi che vivono l, sotto terra, ma che questanno non sono mai stati visti. Il loro profumo per

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Marron glac &


Variet Vari
Per resistere alle successive Picc bolliture nello sciroppo la meglio usare i marroni dall a buccia chiara d'Al Ancora meglio se sono quelli del Mugello rapida protetti dallIgp nell

LA RICETTA

Torta di marroni con salsa di cachi


Ingredienti per 4 persone Per la farcitura: 700 gr. di marroni 6 dl di latte 3 uova 270 gr. di zucchero 1 bacca di vaniglia 30 gr. di alchermes 20 gr. di brandy Scorza di un limone Per la sfoglia: 180 gr. di farina 00 50 gr. di burro 65 gr. di latte intero Per la salsa: 2 cachi maturi 1 dl albana di Romagna passito 20 gr. di zucchero Mezzo limone spremuto

Preparazione Prepara
Marroni a bagno In tre ore in acqua fredda, le poi lessatura per due ore delle Una volta sbucciati, sul cottura lentissima da in sciroppo di zucchero nell Scolare su gratella in Remo Camurani lo chef patron di Strada Casale, osteria-culto nella campagna alla spalle di Ravenna (Strada Casale 22, Brisighella), dove la stagionalit la regola di tutti i piatti proposti come questa torta ideata per i lettori di Repubblica

Vini liquorosi o passiti, Vini dal recioto al vin santo, sopr fino al marsala vergine che e alla vernaccia di Oristano, ma anche grappa, cognac e sherry invecchiato

Repubblica Nazionale

Abbinamenti Abb

Infornare i marroni incisi per 20 a 180, poi bollirli in acqua leggermente salata per 45 con tre foglie fresche di alloro Raffreddare e passarli al passatutto. Battere uova e zucchero, unire la passata di marroni, aggiungere il latte e gli aromi Stendere la sfoglia, foderando una tortiera imburrata e versare il composto di marroni. Infornare unora e mezza a 130. Per la salsa, pelare i cachi, aggiungere vino, zucchero di semola e succo di limone. Frullare e filtrare. Servire la torta a temperatura ambiente o appena tiepida, accompagnata da un cucchiaio di salsa

ILLUSTARZIONE DI CARLO STANGA

Appennino bagnato, il profumo del bosco

una promessa per lanno prossimo, quasi un appuntamento. Un cestino di vimini, un bastone, scarpe robuste. Ma entrare in un bosco diventa sempre pi difficile. Ci sono quelli puliti, quasi pettinati, difesi da reti, steccati e cartelli che vietano laccesso. Meglio stare lontano, anche perch la siccit estiva ha rarefatto i frutti dei castagneti e i loro padroni sono nervosi. Ci sono poi i boschi senza divieti, ma spesso sono abbandonati da decenni e entrare diventa unimpresa. Rovi e sterpi funzionano meglio dei cartelli di divieto. Tuttavia basta salire verso i crinali, da Porretta o da Pavana, verso la Romagna, per trovare qualche oasi con boschi senza rovi e senza cartelli. Un tempo si faceva tutto con la farina dei poveri. Castagnaccio, pattona, frittelle, tortelli, e anche lasagne e tagliatelle. La fame era grande e in montagna il grano era scarso. Oggi chi va a castagne per fortuna non spinto dalla fame, ma dalla voglia di gustare un frutto raccolto con le proprie mani. Basta allora mettere nel cestino poche castagne e qualche marrone. Le prime si mettono a bollire nellacqua. I marroni si arrostiscono in padella o sul piano di ghisa della stufa a legna. E subito il profumo ripaga della salita verso i boschi.

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LA DOMENICA

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Lincontro
Multiculturali

Anish Kapoor

Un giorno, guardando la polvere sugli oggetti in un mercato indiano, ebbe lintuizione: Le forme erano davanti a me, ma ho impiegato molto tempo prima di vederle. La sua vita da allora cambiata e oggi tra gli scultori pi conosciuti al mondo E mentre prepara la sua opera pi importante per le Olimpiadi di Londra, racconta le installazioni di Milano e Venezia
ta di un tunnel dacciaio coperto da una patina di ruggine bruna, lungo sessanta metri e che si staglia nitido nello spazio. A questo imponente volume corrisponde un altrettanto imponente vuoto interno. Il vuoto e il buio sono gli elementi fondamentali di questa struttura in cui si invitati a entrare da un ingresso alto otto metri. La scultura un passaggio, uno strumento che invita a sperimentare un punto di vista differente, un luogo dellesperienza. Mentre un maratoneta passa a intervalli regolari come a scandire il tempo del racconto, Kapoor osserva: A New York Sky Mirror riflette a terra il cielo e la parte dellarchitettura che sta in alto invitando la gente a considerare la propria posizione nello spazio. A Milano il confronto con se stessi, con le proprie sensazioni ed emozioni, un confronto immediato, diretto, fisico. Quando entri in Dirty Corner non vedi nulla, anche perch il passaggio dalla luce al buio rende loscurit ancora pi intensa, non conosci il percorso, devi fidarti, decidere se andare avanti o fermarti. Non nulla di estremo, solo un breve attraversamento, ma suscita reazioni diverse in ogni individuo e introduce nella sfera dellemotivit e della memoria. Il vuoto un elemento importante per Kapoor. Sembra paradossale per uno scultore che crea opere gigantesche, ma fondamentale perch introduce in una dimensione priva di punti di riferimento, al limite dellignoto. Dopo anni in cui ho realizzato sculture con i pigmenti sono arrivato a un punto di crisi. Ho capito che non potevo pi andare avanti. Ma non sapevo cosa fare. Poi un giorno, lavorando in studio, ho avuto lintuizione di un oggetto vuoto: la tentazione per il non-oggetto! Se lo immagina?. Oggi molte delle sue opere, anche di grandi dimensioni, si intitolano proprio Non Objects. Ho scoperto che facendo forme concave potevo avvicinarmi allidea del non-oggetto, qualcosa in cui il vuoto fosse laspetto pi importante. Il buio un altro aspetto fondamentale per Kapoor. Mi sempre interessato il colore, ma in modo diverso dalla maggior parte degli artisti. Nella storia dellarte il colore era il mezzo per arrivare alla luce. Per me invece il colore era un mezzo per trovare loscurit. Esattamente lopposto. Ho scoperto che il rosso crea unoscurit molto intensa. Credo che sia perch questo colore risuona in ognuno di noi, come se fosse riconoscibile, come se la nostra interiorit pi profonda fosse rossa. Ma se gli si chiede che cos la spiritualit si schernisce dicendo che una questione del tutto personale. Realizzo sculture fatte di luci, ombre, pieni, vuoti: gli elementi classici della scultura. Certo, la scultura un passaggio, un punto di rottura oltre il quale lesperienza pu arrivare molto lontano. Ma da qui in poi ci che resta lesperienza personale. Il maratoneta passa di nuovo, con passo felpato, e ormai pare far parte di questo paesaggio stranamente silenzioso nel centro di Milano. Da Israele sono poi andato a Londra, era il 1973, la citt non era facile per un indiano, il razzismo era molto radicato allora. Oggi a Londra ci vive, a Chelsea, con la moglie e i due figli e passa molto tempo nel suo enorme studio, dove progetta, disegna e crea incredibili modelli per opere sempre di grandi dimensioni. Sono quel tipo dartista che lavora in studio perch lo studio il luogo della sperimentazione, qui che succedono le cose, che inizio a capire se unopera funzioner. in studio che ha creato anche i primi modelli per Ascension, linstallazione di fumo bianco realizzata fra gli eventi collaterali della Biennale nella Basilica dellisola di San Giorgio, a Venezia. Qui Kapoor ha sfidato se stesso creando una scultura eterea, un volume evanescente. Per farlo ha scelto un luogo questisola della Laguna battuta dai venti molto complesso sia per stratificazione culturale che per condizioni climatiche. Qui ha potuto immaginare la tensione potente tra pieno e vuoto, tra opera e contesto, tra scultura e architettura. Cercare di realizzare una scultura immateriale eppure presente come volume una sfida incredibile. Tutto il suo fascino, almeno per me, sta nella continua tensione fra presenza e assenza resa ancora pi intensa dalla relazione con uno spazio come quello della Basilica, straordinario sia per larchitettura del Palladio che per la sua sacralit. in questo contesto che larte, forse, pu davvero recuperare il suo ruolo umanistico di tramite fra materialit e spiritualit.
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CLOE PICCOLI

llinizio le sue sculture erano forme enigmatiche coperte da una coltre di polvere colorata che ne dissimulava i contorni. E lui, Anish Kapoor, nella Londra di fine anni Settanta era uno scultore indiano quasi del tutto sconosciuto. Oggi fra gli artisti pi riconosciuti al mondo, con lavori pubblici divenuti simboli di alcune metropoli come Sky Mirror alla Rockfeller Plaza di New York, o Cloud Gate, 110 tonnellate dacciaio al Millenium Park di Chicago. Grandi occhi castani, carnagione olivastra, denti bianchissimi che svela ogni volta che sorride (e lo fa spesso) lo incontriamo a Milano dove ha realizzato Dirty Corner alla Fabbrica del Vapore (fino a gennaio; fino al 27 novembre si pu invece vedere Ascension, linstallazione nella Basilica di San Giorgio, a Venezia). La scultura la sua vita e lui alla costante ricerca di quel punto dequilibrio, fragile e labile, in cui gli opposti si compenetrano e pieno e vuoto diventano facce della stessa medaglia. Lartista che la primavera scorsa ha affascinato la Francia con Leviathan, linstallazione al Grand Palais di Parigi, si siede su una panchina di fronte

MILANO

Repubblica Nazionale

FOTO PHOTOMOVIE

alla sua opera milanese e incomincia a raccontare. E a spiegare. Lidea delle sculture di pigmento nata in un viaggio in India alla fine degli anni Settanta. Avevo appena terminato gli studi e non avevo ancora chiaro cosa avrei fatto. Ma soprattutto non avevo la certezza che sarei riuscito a vivere darte. A quellepoca il sistema era molto diverso rispetto a oggi e gli artisti che vivevano davvero della loro arte erano ben pochi. Pensavo che alla fine avrei fatto linsegnante, o qualcosa del genere. Ma un giorno mentre osservavo gli oggetti quotidiani coperti di polvere, per terra, nei mercati, ho avuto lintuizione: leffetto della polvere era incredibile, mistificava le forme fino a trasformare gli oggetti in cose misteriose e nello stesso tempo svelava qualcosa di famigliare anche in forme astratte. Capi allora ci che in fondo gi sapevo ma che non avevo ancora realizzato: le forme erano davanti ai miei occhi, ma ho impiegato molto tempo a vederle. Kapoor racconta di Oriente e di Occidente, di una famiglia e uninfanzia in un mondo aperto e multiculturale, quello della Bombay degli anni Cinquanta, la citt in cui nacque cinquantasette anni fa. Padre indiano, idrografo, per lavoro disegnava mappe marine e viaggiava. E madre ebrea irachena, figlia di un rabbino di Baghdad. Crescere in India in quegli anni significava sperimentare un ambiente cosmopolita. In casa mia si parlava inglese e si studiava sia la storia di imperatori dOriente, come Akbar e Jahangir, sia quella di sovrani europei come Luigi XVI ed Elisabetta I. Il nostro era un cosmopolitismo che anticipava quello contemporaneo. Mio padre viaggiava per lavoro e tutta la famiglia lo seguiva, per cui alla fine in famiglia si sempre creduto che viaggiare fosse il modo migliore per imparare. Poi, quando siamo diventati abbastanza grandi per viaggiare da soli, mio fratello e io siamo andati in Israele. In quegli anni il governo di Israele pagava il biglietto aereo ai ragazzi ebrei che andavano l a studiare, altrimenti difficilmente avremmo potuto permetterci di partire. Ora viaggiare fa parte del suo lavoro. Mentre a Londra si costruisce Orbit, forse la sua opera pubblica pi impegnativa e che diventera il simbolo dei Giochi Olimpici 2012, a Milano Kapoor ha realizzato Dirty Corner. Si trat-

Sono cresciuto in una Bombay cosmopolita Per la mia famiglia


viaggiare sempre stato il modo migliore per imparare