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Press Tenuta di Fessina _ 2010_

enologia

Silvia MaeStrelli

La signora deL vino che viene daLLa Toscana


nonostante avesse gi unazienda agricola a cerreto guidi, a 40 chilometri da Firenze, ha acquistato la Tenuta di Fessina, nel borgo rovitello a castiglione di sicilia, alle pendici delletna: Un colpo di fulmine
di

alle verdi valli della Toscana alle terre nere dellEtna, la passione per il nettare di Bacco il fil rouge della vita di Silvia Maestrelli, imprenditrice toscana nel settore finanziario e da qualche anno intraprendente signora del vino. La laurea in Economia le ha aperto le porte nelle societ finanziarie del padre, ma spesso il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce. E il vino scompiglia le carte. entrato nella mia vita al momento giusto - racconta - segnando in maniera indelebile e irreversibile un nuovo percorso della mia esistenza. Un percorso di rinascita che riannoda il legame con la mia famiglia e la mia terra. Unavventura emozionale la sua che si divide tra lattaccamento alla radici a Villa Petrolio, lazienda agricola di famiglia a Cerreto Guidi, a 40 chilometri da Firenze dove si coltiva prevalentemente Sangiovese, e tra quella che lei stessa definisce un autentico colpo di fulmine per borgo di Rovitello, a Castiglione di Sicilia, dove nasce Tenuta di Fessina. Insieme con il marito Roberto Silva, imprenditore milanese, e allenologo valdostano Federico Curtaz nel 2007 decise di acquistare il vecchio palmento del XXIII secolo in pietra lavi-

Giusy Messina

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CULT ottobre 2010

FeDeriCO CUrtaZ

noMade deL vino


Federico Curtaz, perch un enologo come lei sceglie di puntare sui vini del vulcano? Mi sento molto studente sulletna. La parte del tannino del nerello Mascalese richiama il nebbiolo, quella del nerello cappuccio richiama la spezia crepitante dei Pinot noir. c volume nei vini, la terza dimensione. i vini sono acidi, verticali, hanno nerbo e non hanno lassillo del colore. si, sicuramente una scelta adulta: studiare a fondo un territorio e dei vitigni nei quali intravedo un grande potenziale. E sotto il profilo umano e professionale, cosa rappresenta lincontro con una terra cos ricca di contraddizioni come la Sicilia? Per il mio carattere come un vento giusto nella vela. Le contraddizioni rivelano molto di un luogo e rimescolano le carte ogni giorno. Bisogna infilarsi in mezzo e trarre il meglio. Professionalmente non sempre facile, c una certa imprecisione. La sicilia pi vocata al forse che al certo. Lunica cosa che mi offende girare per le strade e trovare macerie e spazzatura abbandonata ovunque, sotto gli occhi di tutti. in questo la gente dovrebbe maturare, una regione

cos bella, a difenderla devono pensarci principalmente i siciliani. nellesperienza di Tenuta di Fessina, ma in realt anche nelle esperienze professionali precedenti laccoglienza dei siciliani nei miei confronti stata bellissima. io mi sono sempre sentito a casa. i produttori etnei, e anche quelli di altre aree, ci hanno aiutato in tutti i modi, sento un debito di riconoscenza nei loro confronti e un senso di profonda gratitudine. Perch il consumatore dovrebbe scegliere un vino delletna? Per lunicit dellesperienza. riprodurre sapori e profumi di questo tipo oggettivamente assai difficile, emozione unica, come recita quel refrain pubblicitario, fatto salvo che in questo caso si tratta di una affermazione vera. (G. M.)

ca che si affaccia su un vigneto del secolo scorso, circa sei ettari di Nerello Mascalese appartenuto per anni alla famiglia Musmeci. Ed proprio alla tenacia del signor Musmeci che ha lavorato viti vecchie di oltre ottantanni, che Silvia Maestrelli ha dedicato il cru di Nerello Mascalese di Tenuta di Fessina, la nuova avventura in cui si gettata a capofitto, buttando il cuore oltre ogni ostacolo. Le vigne di Fessina - spiega la vigneron - sono situate tra due antiche sciare semicircolari, colate laviche del passato che, come due grandi braccia, cingono le vigne in un gesto quasi materno, isolando il vigneto come i vecchi muri dei clos francesi e creando un microambiente unico. Dalla Sicilia alla Toscana, il legame tra chi fa il vino e lenergia del luogo, il brand della maison che fa dellidentit del territorio il punto di forza dellazienda. Sono vini eleganti, sobri - dice laffascinante signora del vino - mai carichi o sovrabbondanti. Vini che rivelano la sensibilit e il gusto femminile. A Villa Petriolo, le donne della famiglia, mamma Giovanna, Silvia, la sorella Simona e le piccole Lavinia e Margherita raccontano il vino con mostre, spettacoli e anche un concorso letterario internaziona-

le. Una discendenza di donne, la nostra sottolinea - a cui abbiamo voluto rendere omaggio con la bottiglia del Chianti Docg Rosae MnemoSis. Letichetta evoca la fiaba delle due rose sorelle che la nonna ci raccontava prima di andare a letto. Instancabile, divide il suo tempo tra i progetti per le aziende: In Toscana abbiamo lintenzione di sperimentare, negli anni, nuove vigne di Sangiovese, collocate su altri versanti della collina del Montalbano su cui la tenuta di Villa Petriolo riposa. Tanti cru di Sangiovese quanti sono i vigneti aziendali. In Sicilia, ci stiamo emozionando con le variet autoctone etnee. Due nuovi figli delle vigne di Fessina, prossimamente. Ma ha anche passione per larte contemporanea: In alcuni momenti diventa per me una vera necessit: quando capita, mi immergo in un confortante bagno darte. E se si prova a chiederle il perch di una scelta enologica eroica come quella dellEtna, la risposta rivela il piglio sicuro di chi ama affrontare le sfide. Chi fa il vino con passione, curiosit, voglia di misurarsi con luoghi unici e straordinari, come fa a non desiderare di affrontare la maestosa Muntagna con il rispetto che chiede?.
ottobre 2010 CULT

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