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Prendiamo la piastra in figura soggetta a ad un carico P, quindi avremo in tutte le sezioni rette della piastra

delle tensioni di sforzo normale pari al carico diviso la sezione resistente; cosa succede se ad un certo punto
in questa piastra ho un foro di diametro 2a ? se tale piastra è una piastra infinita quando sto molto lontano dal
foro non accade assolutamente nulla quindi ci sarà ancora la medesima tensione; nel ipotesi di non conoscere
l’effetto d’intaglio e lavorando alla D.S. dirò che nella zona del foro la sezione resistente cambiata, ce ne
manca un pezzo di lunghezza pari alla corda di circonferenza base di tale foro. La massima riduzione della
sezione resistente si ha in corrispondenza della sezione in cui la corda è proprio pari al diametro del foro.
Allora la sezione resistente diventa la (1) e quindi è possibile dire che la tensione massima che si nella
sezione A-A è pari alla (2) e siccome il denominatore si è ridotto la tensione è diventata più elevata. Quindi
anche senza la teoria dell’intaglio già si può osservare un aumento della tensione anche mediante teorie
semplici, il problema però è che l’effettivo aumento (quello reale) è molto superiore a quello rilevato della
teoria di D.S. e a ciò si aggiunge anche una difficoltà di calcolo di tale stato tensionale.

Ai fini di una progettazione è utile conoscere gli andamenti delle tensioni in corrispondenza delle variazioni
di sezione, e abitualmente si trovano nei manuali delle curve che ci consentono di ricavare dei coefficienti di
amplificazione; quindi si continuerà a fare il dimensionamento utilizzando delle formule semplici però poi il
risultato si andrà ad incrementare secondo tali coefficienti.

Ci sono delle cose che sono sicuramente influenzate della presenza dell’effetto d’intaglio però il cui
parametro di riferimento seppure una tensione non deve essere variato ossia: se ho una piastra intagliata e
una piastra non intagliata qual è in carico che mi da luogo allo snervamento? La tensione di snervamento
ovviamente non è cambiata perché il materiale è sempre quello; supponiamo che essa valga 120 MPa, nella
piastra intagliata la plasticizzazione avverrà sotto un carico più basso calcolato alla D.S.; ciò che si vuole dire
è che quando ho dei problemi che delle barriere (tipo σs), la barriera deve stare ferma. Quindi se in un
elemento non intagliato lo snervamento avviene quando la tensione calcolata alla D.S. è pari alla σs, il un
elemento intagliato dirò che avviene la plasticizzazione quando la tensione calcolata alla D.S. è pari alla σs
diviso il coefficiente di amplificazione (cioè si abbassa potentemente).

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Questo coefficiente di amplificazione viene chiamato fattore di forma proprio perché era una amplificazione
delle stato tensionale dovuto al fatto che la sezione improvvisamente variava; esso viene anche detto fattore
di concentrazione delle tensioni e si parla di fattore di concentrazione delle tensioni perché molte volte gli
stati tensionali vengono rappresentati mediante delle linee di flusso, quindi quando la sezione si riduce tali
linee di flusso diventano come dei filetti di fluido molto più vicini tra loro ( oppure fattore teorico di
intaglio).

Noi definiremo fattore teorico di intaglio un fattore che esprime il rapporto tra la tensione effettiva agente in
un punto e quella nominale ( calcolata con la teoria di D.S) oppure rapporto tra la tensione massima e quella
valutata senza tenere conto dell’effetto d’intaglio ( NB il foro c’è comunque). Naturalmente tali due tensioni
devono essere calcolate nello stesso punto e devono avere la stessa direzione.

La diffusione dei diagrammi per la determinazione del fattore d’intaglio fa si che in moltissimi casi
dobbiamo soltanto renderci conto che nel nostro progetto in punto c’è un effetto di intaglio e sapere come
andarcelo a trovare però per comprendere bene cosa accade intorno ad una singolarità geometrica
analizziamo un caso molto comune foro di Kirsch. La complicanza del problema si osserva proprio dal fatto
che dobbiamo ricominciare a parlare di teoria dell’elasticità.

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