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ARTE NOVEAU

La massificazione della produzione industriale negli ultimi decenni del XIX secolo
interessa numerosi settori produttivi. Gli oggetti sfornati dell’industria manifatturiera,
tutti uguali e sempre rispondenti a precisi standard perdono qualsiasi personalità. La
quantità ha sopraffatto la qualità. Dare dignità al prodotto industriale significa
innalzare il livello estetico dei prodotti ha per immediata conseguenza di apertura del
vastissimo mercato della media e piccola borghesia; inoltre un altro scopo è quello di
uscire dai canoni dello stile classico per un’arte più moderna. In ogni paese l’art
Nouveau assume un nome diverso, come in Germania che prende il nome di Jugend
stile, in Inghilterra modern style mentre in Italia prende il nome di stile Liberty. La
presenza di tanti nomi per indentificare il medesimo movimento dà il senso della
dimensione e della diffusione del fenomeno.
KLIMT
Gustav Klimt è senza dubbio la personalità più significativa della pittura art nouveau.
Nato in un sobborgo a di Vienna il 14 luglio 1862, scelse di non iscriversi
all’accademia delle belle arti, ma frequentò una accademia meno costosa. Negli anni
di studio Klimt aveva sostenuto uno studio basato sul nudo e sull’ornato. Con il
tempo il disegno di Klimt muta giungendo ad un linearismo essenziale dal forte gusto
decorativo che si concretizza nell’uso di una morbida curva di contorno. L’arte di
Klimt si indirizza a un disegno rigoroso e armonico, arricchito da un prezionismo
quasi gotico. In Giuditta 1 il soggetto biblico è decisamente posto in subalternità
mentre il corpo seminudo dell’eroina e il potere incantatore dello sguardo sono un
inno alla bellezza femminile, la rappresentazione della femme fatale, cioè di una
personalità molto forte e dominatrice. In Giuditta 2 le forme della donne dal corpo
quasi snodato proteso a sinistra e costretto in un una cornice lunga e stretta. Se ne sta
immobile con gli occhi socchiusi quasi in atteggiamento di sfida mentre con il
braccio destro tiene la testa mozzata di Oloferne.
I FAUVES
Il gruppo dei Favues pur non essendo sorto come movimento definito e unitario si
riconosceva in alcune comuni convinzioni:
- Bisogna dipingere in base alle proprie emozioni
- Si deve esprimere se stessi
- Pittura instintiva e immediata
- La tela va intensamente colorata
- Il colore va svincolato dalla realtà
Da tale affermazione consegue che l’interesse dell’autore non deve essere indirizzato
verso una riproduzione esatta della realtà senza paura di sforare nell’antinaturalismo.
Tra gli esponenti troviamo Matisse oltre che esponente anche uno dei fondatori
insieme ad alcuni personaggi conosciuti durante gli studi a Parigi.
LA STANZA ROSSA
Tra le sue opere abbiamo la stanza rossa dipinta nel 1908. In questa tela i colori rosso
e giallo la fanno da padrona, la costruzione prospettica è approssimativa marcata
dalla lieve linea nera del tavolo oppure dalla piega della tovaglia oppure lo spessore
del muro della finestra
LA DANZA
Cinque fanciulle nude che ballano a ritmo formando una struttura ciclica con le mani.
La tela sfrutta 3 colori quali un verde brillante un blu per il cielo e un rosa che non
combacia con gli standard della pelle umana.
ESPRESSIONISMO
L’espressionismo è una ben definita avanguardia artistica del 900, come quello
tedesco , un fenomeno culturale particolarmente articolato ed eterogeneo che si
manifesta sia in pittura che in architettura. Come l’impressionismo aveva lo scopo di
trasportare l’esterno all’interno dell’autore adesso è il moto contrario, quindi è la
realtà del pittore ad essere inserita nella tela. Tra i quadri più rilevanti di questo
movimento artistico troviamo: il grido e la pubertà.
IL GRIDO
I linguaggio espressivo di Munch si fa più maturo nel grido, una delle opere più
sottilmente inquietante del secolo. Il senso profondo della tela è descritta dall’autore
nel suo diario in cui afferma che dopo una camminata accostandosi ad una
staccionata vide la città colma di sangue e lingue di fuoco con il sottofondo di un urlo
agghiacciante che pervadeva la natura. L’uomo in primo piano esprime nella
solitudine della sua individualità, il dramma collettivo dell’umanità intera; il ponte
richiama gli innumerevoli ostacoli che l’uomo deve superare nella propria esistenza
mentre gli amici incuranti dello sgomento individuale rappresentano la falsità dei
rapporti umani. Al posto della testa vi è un enorme cranio senza capelli, le narici sono
ristrette come gli occhi quasi come se avesse visto qualcosa di abominevole , anche le
labbra bluastre richiamano alla morte. Possimao dunque dire che questo è l’urlo di
chi si è perso in sé stesso.
LA PUBERTA’
Il corpo della ragazzina è definito da una decisa da una decisa linea di contorno, ai
fianchi che sono già di donna si contrappongono le esili spalle in un gesto di
protezione e di vergogna. Lo sguardo è fisso quasi sbigottito, in quegli occhioni c’è
un senso di smarrimento e rammarico per una fancullezza che non tornerà e una
maturita al quale non è ancora pronta. Tale sensazione è marcata dall’ombra alle sue
spalle proiettata sul muro.
DIE BRUCKE
Nell' estate del 1905 4 studenti di architettura lasciano gli studi per dedicarsi alla
pittura. Nasce così il gruppo dei die brucke, un gruppo molto diverso dai solito gruppi
artistici poiché non bisogna essere artisti per farne parte, ma bastava avere una
discreta somma. Tra i suoi giovani fondatori un personaggio di spicco fu Ernest
Kirchner, il quale ha una formazione che attinge dall’incisione del 500 e all’arte
primitiva e al gusto per le stampe giapponesi in due donne per la strada…
Kirchner, il quale ha una formazione che attinge dall’incisione del 500 e all’arte
primitiva e al gusto per le stampe giapponesi in due donne per la strada…
DUE DONNE PER STRADA
Lui rappresenta due prostitue in attesa. L’atmosfera è quella di un ambigua sera in cui
le luci verdastre e giallognole gettano lame di luce che risaltano gli abiti lunghi delle
due donne. Queste hanno volti che presentano contorni molto spigolosi dove è
possibile riconoscere l’attitudine della arti giapponesi. Kirchner interpreta queste
donne come forme angolose e un po' spettrali simbolo dell’inaridirsi dei sentimenti
umani.
AVANGUARDIUE STORICHE
La necessità di conquistare nuovi mercati e ridisegnare i confini europei, crea le
premesse per la prima guerra mondiale e che sancirà la fine della Belle Epòque.
Proprio in questo periodo le Freud compie il suo studio sulla psicoanalisi,
scoperchiando il mondo che ciascun uomo ha nel subconscio: tra le avanguardie
artistiche di questo periodo abbiamo il cubismo, futurismo, dadaismo, e surrealismo

CUBISMO
Il cubismo è un movimento artistico nato in Francia agli inizi del Novecento (1907),
per iniziativa di artisti come Pablo Picasso e Georges Braque.
È stato un movimento dirompente perché ribaltava l’idea secondo cui l’arte dovesse
riprodurre fedelmente la natura, e metteva al primo posto il modo in cui l’artista
percepiva la realtà.
Per far questo gli artisti cubisti scomponevano il soggetto nelle diverse
prospettive da cui poteva essere osservato, e le riportavano tutte sulla tela. Le
immagini venivano a tal punto frammentate e ricostruite che il risultato finale spesso
rendeva irriconoscibile il soggetto iniziale; influenza di Cézanne.
- CUBISMO ANALITICO
Consisteva nello scomporre oggetti di uso quotidiani, secondo i principali piani
che li compongono; tali piani vengono poi incastrati l’uno all’altro ruotati e
messi sulla tela.
- CUBISMO SINTETICO
Qui l’artista crea forme e situazioni che non hanno più alcun rapporto con
quelle già note, anche se conservano comunque tratti caratteristici
riconoscibili.
Picasso nasce nel 1881 e muore il 1973.
Inizialmente il suo stile era indirizzato verso Cézanne e le tecniche
postimpressioniste. Nel 1901 inaugura il periodo blu, un tipo di pittura basato tutto su
colori e personaggi che riconducessero alle tristezze della vita;
A partire dal 1905 invece si apre il periodo rosa, ovvero un periodo completamente
opposto a quello precedente, poiché sia i colori che i personaggi, che i luoghi
rappresentati, come per esempio i circhi, conducevano al tema della bellezza della
vita.
Nel 1906 invece apre il periodo africano dove Picasso si interessa soprattutto alla
scultura rituale africana, e in queste opere l’artista cerca di raffigurare un’umanità
non inquinata dal mondo occidentale.
Nel 1907 compone Les demoiselles d’Avignon considerato il capostipite del
movimento cubista. In quest’opera partendo dalle solide figure di Cézanne Picasso
semplifica i corpi coinvolgendo in questa metamorfosi anche lo spazio. Infatti le
figure femminili non sembrano immerse nello spazio ma fuse con esso, lo stesso
colore della pelle sembra essere parte dello sfondo cosicché ogni differenza tra
personaggi e sfondo viene annullata.
I tre musici è un olio su tela realizzato nel 1921, rappresenta 3 figure, tra le quali un
flautista un arlecchino e un monaco. Picasso distende i colori su piani ampi e piatti in
una raffigurazione prettamente bidimensionale, anche se la profondità viene ripresa
nella stanza, anche se si tratta di una prospettiva illusoria da come si può vedere che
la parte sinistra della stanza e più profonda di quella destra.
Nel pieno della guerra civile spagnola, Picasso realizza il Guernica, un dipinto
sorprendentemente grande, che rappresenta il momento del bombardamento. A primo
impatto l’ambientazione sembrerebbe caotica, tuttavia lo si divide in 3 fasce:
o Nella parte sinistra si nota una madre che urla tenendo il corpo del figlio;
o A destra notiamo un'altra donna che è avvolta tra le fiamme;
o Al centro notiamo nuovamente una figura femminile che stavolta viene
raffigurata con un lumino tra le mani mentre cerca di fuggire; sempre al centro
troviamo una mano che ancora impugna una spada che ormai è spezzata, sul
fondo di un fiore intatto.
In questo dipinto Picasso riesce a fondere cubismo sintetico e analitico.

FUTURISMO

Il futurismo è un movimento artistico e culturale sorto in Italia nei primi decenni del
Novecento. Era un’avanguardia artistica che comprendeva e si rivolgeva a tutte le
arti, caratterizzata da uno stacco netto e violento con il passato.
Filippo Tommaso Marinetti pubblica “Il manifesto Futurista” sul quotidiano
francese Le Figaro.
A questo manifesto, che elenca i principi cardine del movimento, ne seguiranno altri
come “Il Manifesto dei pittori futuristi” e“Il Manifesto tecnico della pittura,
pubblicati nel febbraio 1910 a Milano.
Uno dei punti chiave del movimento futurista è l’esaltazione del moderno, con le
sue automobili, le industrie e gli aeroplani, unito alla glorificazione del patriottismo e
della guerra. Altro punto cardine è il valore dato all’irruenza, anche violenta purché
finalizzata a segnare un definitivo stacco con la cultura del passato, I soggetti
prediletti dagli artisti futuristi sono le automobili, le industrie, gli aeroplani, simbolo
di una società in rapida evoluzione. Gli artisti futuristi, per rendere l’idea
del dinamismo e del movimento, tendono a deformare le immagini, come per
esempio il dipinto del cane al guinzaglio
È Umberto Boccioni il principale esponente futurista nelle arti figurative.
Boccioni ne “La Città che Sale”. L’opera può essere suddivisa in tre fasce
orizzontali: in basso appaiono figure umane realizzate secondo linee oblique che ne
evidenziano la dinamicità; al centro dominano la scena una serie di cavalli dai colori
accesi; nel terzo piano in lontananza appare lo sfondo di una periferia urbana. In un
primo momento lo sguardo viene attratto e quasi assorbito dall’intensità dei colori, le
forme se pur prive di contorni e fuse emergono dall’insieme. La citta che sale emerge
dal fondersi di fatti diversi ma aventi lo stesso significato.
(forme uniche della continuità nello spazio)
L’opera rappresenta una figura umana che procede a grandi passi, senza volto né
braccia e la forma rappresenta il puro movimento. Il suo profilo segue linee irregolari
la figura si amplia oltre i suoi limiti volumetrici per fondersi con l’ambiente
circostante e la sensazione che ne deriva è di vibrante dinamicità.

DADAISMO
Il Dadaismo è stato uno dei principali movimenti artistici della prima metà del '900.
È originato in Svizzera nel 1916.
Il nome "Dadaismo" di per sé non significa assolutamente nulla. A idearlo fu Tristan
Tzara, che si sarebbe ispirato ai primi versi dei neonati: "Dada".
Caratteristiche principali del Dadaismo erano:
 La negazione dell'arte borghese in quanto considerata frano della libertà
espressiva
 L'atteggiamento irrazionale e dissacratorio, in quanto strumento adatto a
perseguire il fine di distruggere l'arte
 La poetica della casualità, il "caso" come migliore garanzia per produrre
opere d'arte originali

La sua durata è, però, stata breve. Tra il 1922 e il 1924, esaurita la sua funzione di
demolizione del modo convenzionale di fare arte, i suoi principali esponenti
elaborarono nuove soluzioni artistiche. In Francia per esempio dal Dadaismo scaturì
il surrealismo.
Il francese Marcel Duchamp inizia il suo percorso in questo contesto di rivoluzione e
innovazione, tanto che ne esce affascinato e inspirato. Infatti gia dal 1913 aveva
cominciato a sperimentare i progetti ready made ovvero oggetti di uso e vista
quotidiani, sradicarli dal contesto per i quali sono stati creati e riproporli come arte.
Lo scopo di questa provocazione è appunto stravolgere le aspettative; come la ruota
di bicicletta oppure la fontana
Un urinatoio che egli espose e firmò come arte. Fu respinto dalla critica come
immorale ma per Duchamp ormai l’arte non si trattava più di fare ma di scegliere.
Ovvero riuscire a distaccarsi dagli schemi preimpostati e standard dell’arte fino ad
ora creata, per creare qualcosa di nuovo e di spontaneo.

SURREALISMO

Nel 1924 il poeta e intellettuale francese Breton scriveva il primo manifesto


surrealista i quali punti cardine erano basati sull’interpretazione dei sogni di Freued.
Breton descrive quindi il surrealismo come un automatismo psichico, ovvero un
processo automatico che si realizza senza il controllo della ragione facendo sì che ad
operare sia l’inconscio e che quindi si sogni da svegli. Viene così raggiunta la
surrealtà in cui veglia e sogno si fondono. L’arte surrealista è nel suo insieme un’arte
figurativa e non astratta: questo vuol dire che le sue forme rimandano sempre a figure
riconoscibili. Le tecniche adoperate per il ritratto surrealista sono quelle del:
- Frottage, consiste nello sfregare una matita o un gessetto per colorire su un
supporto
- Il grattage azione del grattare o raschiare il colore steso sulla tela;
- Il collage, sarebbe l’affiancamento di pezzi di giornale o riviste sulla tela.
C’era tuttavia un altro genera di libertà a cui aspiravano i surrealisti ovvero quella
sociale la quale si può attuare solo mediante una rivoluzione. A differenza dei
dadaisti la quale rivoluzione era finalizzata all’anarchia i surrealisti avevano una
proposta più costruttiva e sociale che non conduceva a violenze o anarchia.

MAGRITTE

René Magritte nasce in Belgio il 1898 e muore in circostanze poco chiare nel
1967. La ricerca artistica dell’autore associati al surrealismo è volta quasi
esclusivamente al mistero del nonsenso. Magritte pertanto opera attraverso 8
categorie:
- Isolamento e decontestualizzazione di un oggetto;
- Modifica con alterazione delle qualità dell’oggetto;
- Mutamento in scala;
- Incontri casuali;
- Giochi a doppia immagine;
- Bipolarismo concettuale;
protagonista dunque delle riflessioni di Magritte non è il sogno ma la veglia; in essa
infatti gli oggetti hanno qualcosa che li accumuna ad altri e in tutti i casi sono trattati
con una tale nitidezza che nonostante gli abbinamenti distopici essi appaiono
tutt’altro che finzione.

SALVATOR DALì

Il personaggio nel quale il surrealismo trova la propria espressione più completa ed


esasperata è dalì il quale portò la sua provocazione a quella che i colleghi surrealisti
giudicavano limiti della decenza tanto che fini per essere espulso dal gruppo di
Breton. L’adesione di Dalì al surrealismo almeno all’inizio erano sincere tanto che
inventò anche una tecnica di automatismo chiamato metodo paranoico-critico.
Consisteva dunque nella restituzione della più impersonale e diretta interpretazione
possibile dei fenomeni deliranti. Da un punto di vista della psicoanalisi questo criterio
sarebbe il rapporto tra il paranoico e il critico. Dali vorrebbe riuscire a esprimersi
come paranoico ma si percepisce anche nelle opere più emotive un distacco causato
dal sopravvento della ragione, quando questo non accade ecco che il surrealismo
diventa iperrealismo in cui le espressioni risultano sempre più macabre e ripugnanti.
- APPARIZIONE DI UN VOLTO E DI UNA FRUTTIERA SULLA
SPIAGGIA
In quest’opera l’attenzione dell’artista si sposta dalla paranoia al sogno, le
figure non sono più definite e pertanto possono assumere in modo affascinante
i concetti più disparati e contraddittori. Risulta tuttavia pressocchè impossibile
dare un significato certo all’opera poiché ad ogni sguardo perviene un nuovo
dubbio in cui il senso di una immagine viene annullato da quello della
successiva.

DER BLAUE REITER


Nel 1909 si fonda a monaco la nuova associazione degli artisti, nella quale
partecipavano kandinsky e in un secondo momento marc. Fu proprio egli il primo
ammiratore di tale associazione vedendo nei suoi dipinti un interiorità
smaterializzata; infatti fu proprio lui ad accostare il nome di tale associazione a quello
dei die bruckee.
L’influenza dei favues resta cmq evidente nelle larghe campiture di colore, violente e
dense.
Nel 1911 l associazione si divide per contrasti interni, e si ramifca in un’altra
associazione che prende il nome di der blaue reiter. Tale associazione ebbe, tuttavia,
vita breve.
Così come i die bruckee anche questo movimento era contro la società
contemporanea e quindi amche contro l’impressioinismo. La der blaue reiter era
quindi allar ricerca della dimensione spirituale della realtà, infatti erano contrari alla
deformazione delle immagini. Furono proprio questa ricerca delle dimensione
spirituale che condussero a defnire l’arte di kandinsky come espressionismo lirico.
KANDINSKY
Kandinsky riteneva che ogni artista dovesse obbbedire a una necessità interiore;
pertanto la scelta dei mezzi espressivi non poteva che essere ampia e libera,
implicando sia l’indirizzarsi verso il realismo che verso l’astrattismo. La coesistenza
di due realtà artistiche differenti nello stesso movimento, per lui non rappresentava un
impedimento ma una specie di ricchezza culturale
Le prime influenza di kandinsky sono ovviamenrte riconducibili allo stile liberty che
subì a monaco come si può osservare dal cavaliere azzurro. Un dipinto che raffigura
un cavaliere lanciato al galoppo del suo cavallo su una collina verde dai riflessi
dorati. Il riferimento al cavaliere è riconducibile alla tradizione russa dal quale
kandinsky era molto affezzionato.

COMPOSIZIONI
Sono le composizione la massima elevazione di kandinsky. Come per esempio
composizione 6 una grande tela realizzata nel 1913 basata su un precedente dipinto, il
diluvio universale. Non c’è più nulla di riconoscibile all’interno del disegno di
kandisnki il quale si è totalemente discostato dalle regole della forma e avvicinato
alla vera potenza dei colori i quali descrivono una visone prettamente emotiva. I
colori accesi mostrano il diluvio, nel monento in cui distruggono creano qualcosa di
nuovo. In base alle parole dell’artista, in quel che si può definire caos si nota il
cantico della nuova creazione.
MONDRIAN
Nasce il 7 marzo 1872. In olanda conosce la pittura dei favues e nel 1911 si
trasferisce a parigi, affascinato dall’esperienza cubista. Nel 1914 rinetra in patria
dove le sue ricerche in campo pittorico lo portano verso l’astrattismo.
Poco prima della WWII abbandonò parigi, per londra e poi new york dove morì nel
1944.
Gia il disegno preparatorio evidenzia una grande padronanza tecnica. Il carboncino,
infatti viene utilizzato in modo quasi pittorico, questi disegni preparatorio a volte
sono delicati a carboncino altre volte oli o acquerelli dalla tenue colorazione
NEOPLASTICISMO
È evidente come la pittura di mondrian abbia raggiunto l’intonazione dell’astrazione
totale. Questo nuovo modo espressivo sarà chiamato dall’artista neoplasticismo, che
sta nuova forma di linguaggio.
Mondrina riconosce che l’arte deve identificarsi con la vita, occorre duqnue che egli
si discosti dal mondo oggettivo, perché diverso dall’interiorità. Con il fine che se
gradualemnte il mondo oggettivo viene eliminato dall’arte, questa si avvicinerà
sempre di più all’interiorità fino a combaciare con essa.
L’artista neoplastico quindi deve eliminare i modi in cui si determina il suo intervento
diretto e soggettivo: in primo luogo agisce su linee rette, in quanto la curva trasmette
emozioni dirette; tuttavia le emozioni possono essere anche espresse tramite una
precisa tonalità di colore o per il modo in cui sono stesi sulla tela. Per questo i
campioni di colori si limitano ai primari.
RAZIONALISMO IN ARCHITETTURA
All’indomani della prima guerra mondiale l’europa si trova a dover ricostruire non
solo se stessa ma anche i valori ai riferimenti ideali indipsensabili per la
sopravvivenza di una società civile. Nel periodo tra le due guerre si svilupperanno
quindi diverse forme di sperimentaizione comrpese sotto la definzione di movimento
moderno che faranno del rigore razionale e funzionalità i propri strumenti progettuali.
BAUHAUS
Il bauhaus rappresenta il più significativo movemnto di sviluppo del razionalismo
tedesco, fondato da Waleter Gropious. Il bauhaus di weinar è prima di tutto una
scuola pubblica, con forti caratteri liberali e democratici, in cui ognuno porta
esperienze e ne assimila di nuove. Il bauhaus si presenta dunque come un officina di
idee e al suo interno sono rappresentate tutte le tendenze della moderna ricerca
artistica: che vanno dalla pittura all’industrial design, dove vengono esposte le basi
per la produzione industriali di arredi. È proprio da questo movimento che escono
alcuni oggetti di arredamento nei quali la purezza delle forme si lega perfettamente
all’evidenza della funzione.
POLTRONA BARCELONA
È realizzata da Ludwig Mies van der Rohe. Tale poltrona è realizzata con una
struttura d’acciaio piegata e saldata a croce. L’insieme appare di una semplicità
sconcertante e proprio in ciò sta la sua rigorosa classicità
POLTRONA VASSILY
Marcel Breuer ; a lui si devono lo studio e la proggettazione di sedie e poltrone in
tubolare metallico, la più celebre dedicata a kandinsky, si compone di appena sei
elementi din un comune tubolare acciaio sagomato. La seduta, i braccioli e la
spalliera sono realizzati con sette fasce di un robusto tessuto di canapa. Anche in
questo caso il risultato è uno straordinario rigore formale e di una grande funzionalità
d’uso.
DESSAU
I capolavoro di Walter Gropius (Berlino, 1883- Boston, 1969) e uno dei massimi
raggiungimenti dell’architettura moderna è la Sede del Bauhaus a Dessau.
È un esempio di architettura funzionale perché la sua forma deriva dalle varie
funzioni cui l’edifìcio scolastico è destinato: ognuna di esse origina un settore distinto
dagli altri ma ad essi collegato. consegue una forma a «doppia L» in cui nessuna
parte è più importante delle altre.
In effetti, si può dire che l’edificio sia privo di facciata, o meglio che ne abbia tante
quante sono i suoi lati.È una constatazione di grande importanza, perché qualsiasi
edificio precedente, a qualunque epoca appartenga, ha sempre posseduto una facciata
principale che determina il tono di tutta la costruzione.
Nel Bauhaus, invece, poiché la forma è determinata dalla funzione e le funzioni sono
tutte ugualmente importanti, non può esistere una fronte visivamente predominante
sulle altre.
Insieme alle strutture sono protagoniste le superfici vetrate, per la necessità di dare
luce ai locali di lavoro e, al tempo stesso, di non celare ciò che avviene entro un
complesso scolastico in una società nuova, in cui tutto deve essere «trasparente».

LE CORBUSIER
Le Corbusier è stato, prima di ogni altra cosa, un grande pensatore e scrittore, e la sua
arte decorativa ne è la più piena dimostrazione. La sua pittura e il disegno avevano
uno scopo quasi “terapeutico”. Attraverso la sua arte lui raccontava la sua vita di ogni
giorno, e i suoi interessi: la natura, le donne, gli oggetti di uso quotidiano e i suoi
viaggi.
I suoi disegni sono caratterizzati da un tratto nitido e scuro e sono realizzati
principalmente a matita. Alcuni disegni inoltre sono pieni di annotazioni e appunti,
come Particolari del duomo di Pisa, in cui ci sono annotazioni a matita riempiono i
vuoti della facciata e degli altri elementi. Nel 1917 si stabilisci a Parigi dove da vita
al Purismo in cui ci sono riferimenti al cubismo ma ne semplifica alcuni aspetti
introducendo forme geometriche immediatamente riconoscibili. Per esempio in
Natura morta, l’artista allinea sul tavolo una chitarra, un vaso, due bottiglie e due pipe
che interagiscono con le strutture architettoniche dello sfondo. L’omogeneità dei
colori e la nitida geometria del disegno servono a rendere ancora più chiare le forme.
Le Corbusier è stato anche un designer e lui infatti intendeva gli arredi come il logico
continuo dell’attività proggettuale di un architetto. Nel 1928 realizza la chaise longue
ovvero una poltrona da relax con schienale rialzato destinata a diventare un simbolo
del disegno industriale del 900.
La scocca della poltrona è formata da un tubolare d’acciaio sagomato a caldo, poi
cromato e lucidato. La base è formata da una lamiera metallica nera e la seduta è in
tela con un cuscino cilindrico per la nuca.
Nel 1923 Le Corbusier pubblicò un manifesto nel quale esponeva quali secondo lui
erano i cinque punti fondamentali della nuova architettura :
1. Il primo punto erano i pilotis, ovvero degli esili pilastri in calcestruzzo che
sollevano l’edificio dal terreno;
2. Il secondo punto è il tetto-giardino composto da sabbia ricoperta da lastre di
cemento
3. Poi c’è la pianta libera grazie alla quale l’architetto può organizzare gli spazi di
ogni strato senza ricalcare quelli dei piani sottostanti;
4. Il quarto punto sono le finestra a nastro che si estendono orizzontalmente e
consente alla luce di penetrare meglio;
5. L’ultimo punto è la facciata libera che è realizzata facendo arretrare i pilastri
rispetto alle facciate che così possono assumere nuove configurazioni.

VILLA SAVOYE
è l’edificio attraverso il quale Le Corbusier mette in atto i suoi 5 punti architettonici.
La pianta è quadrata, comprende due piani, e si estende su dei pilotis a sezione
circolare.
Partendo dal basso c’è prima un portico coperto dove c’è il garage e un piccolo
appartamento per l’autista.
Poi c’è il primo piano al quale si accede attraverso attraverso due rampe di scala. Il
soggiorno è rettangolare con finestre a nastro e si accede ad una terrazza a L che è
invisibile da fuori visto che è chiusa su entrambi i lati esterni.
Un'altra rampa porta al tetto-giardino che comprende il solarium e il giardino sospeso
che sono nascosti da un muro sagomato. La struttura nel complesso appare come
l’unione di forme geometriche pure che si distaccano dall’ambiente circostante.
L’UNITA’ DI ABITAZIONE
Tra il 46/52 trova pratica realizzazione anche l’unità di abitazione. La prima
realizzazione di questo progetto ha luogo a Marsiglia e si tratta del complesso
abitativo più grande mai realizzato, che le corbusier battezza con città radiosa.
Il complesso, composto da 17 piani, poggia su poderosi pilotis in calcestruzzo armato
ed è percorso al suo interno da varie strade coperte con funzione di corridoi comuni, a
loro volta interconnessi da scale e blocchi di ascensore.
quasi tutte le celle abitative sono del tipo duplex, cioè disposte su due diversi livelli
accessibili mediante una scala interna.
Sul tetto è stata ricavata una serie di volumi tecnici e spazi collettivi ricreati a uso
degli abitanti. Tuttavia questo complesso risultò ancora troppo moderno per quei
tempi, poiché gli abitanti si trovarono a disagio con le enormi vetrate previste
dall’architetto.
IL MODULOR
nel 1947, al fine di armonizzare al meglio le proprie esigenze progettuali, l’architetto
elabora il modulor, che individua una serie di multipli e sottomultipli geometrici in
base ai quali dimensionare le costruzioni, afffinchè gli spazi siano i più funzionali
possibili e meglio rispondenti a tutte le esigenze del vivere quotidiano.
Il modulor è in un certo senso la reinterpretazione in chiave razionale dei molti studi
rinascimentali sulle proporzioni, e inoltre costituisce lo strumento progettuale
portante di le corbusier.

LA CAPPELLA DI RONCHAMP
Realizzata tra il 50/55. È la prima volta che un edificio sacro sia rivisitato in chiave
moderna.
L’edificio si compone di un'unica navata di forma assai irregolare. Tre piccole
cappele indipendenti sono ricavate in altrettante piegature dei tre robusti setti murari
che delimitano la navata stessa;
mentre la copertura è realizzata con un’unica gettata di clacestruzzo, modellata come
se si trattasse di una grande e morbida vela rovesciata, la quale non appoggia
direttamente sul muro ma su corpi pilastrini affogati nella muratura delle pareti; in
questo modo si percepisce una lama di luce che penetra nei muri. Feritoie, finestre,
vetrate e frangisole determinano suggestivi effetti di luce.
La morbida sinuosità di tali strutture sembra contraddire la razionalità di corbusier,
tuttavia la facciata di tale chiesa non presenta elemtni privilegiati, e per poterla
apprezzare in pieno bisogna ammirarla lungo tutto il suo perimetro. Quindi la
macchina razionale dell’artista non entra in crisi se l’angolo retto è sostituito dalla
curva.
ARCHITETTURA ORGANICA
Fino a tutto l’800 negli USA si erano continuati a utilizzare , per gli edifici pubblici
più rappresentativi modelli neoclassici (campidoglio).
L’edilizai residenziale si sviluppa in orizzontale, soprattutto fuori dal centro urbano.
Le case non superano i due piani e utilizzano in larga misura il legno sia per la
struttura portante sia per le pareti.
Nel cuore amministrativo dei randi centri urbani, inizia a delinerasi la fifura
architettoninca del grattacielo: che sarebbe la risposta americana all’aumento dei
terreni; lo sviluppo in verticale pè reso possibile grazie al combinarsi di nuovi
materiali, quali il calcestruzzo armato, il vetro, ma soprattutto l’acciaio.
WRIGHT
Nasce l’8 giugno 1867 e muore nel 9 aprile del 1959.
Dopo appena un bienno di studi architettonici si trasferisce a chicago deove lavora
presso lo studio di sullivan, allora massimo esponente dell’architettura verticale. Il
giovane entra così in contatto con le problematiche dell’architettura contemporanea.
Egli però matura sin dall’inizio una sua visone unica del rapporto tra ambiente
naturale e ambiente costruito, quella che poi sarà la sua teroia dell’architettura
organica: così come un organismo vivente si adatta all’ambiente che lo circonda, così
anche l’architettura deve essere pensata e costruita in base alle componenti naturali e
biologiche dell’ambiente circostante.
Questa posizione lo induce a recuperare l’antico linguaggio costruttivo dei pionieri,
nello loro case di legno dove egli vede un importante adesione all’ambiente
dell’america rurale, dove ognuno costruisce ciò che ha bisogno in rapporto ai
materiali disponibili.
Dal 1893 lavora da solo, realizzando oltre 300 edifici e mettendo a punto la sua
teoria; la sua concenzione di indifferenza verso le ricerche altrui lo porterà poi in
contrasto con il razionalismo europeo.
Nel 1905 si trova in giappone, dove ne setti murari egli trova conferme circa la sua
teoria, secono la quale l’architettura non deve essere un contenitore indifferenziato,
ma un ambiente vivo, sempre in contatto con l’esterno.