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Guida agli incentivi in conto energia per gli impianti fotovoltaici (seconda parte)

Guida agli incentivi in conto energia per gli impianti fotovoltaici


- seconda parte -

Pubblicato il: 20/03/2006 di Gianfranco Ceresini


Aggiornato al: 20/03/2006

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 5 agosto 2005, del decreto 28/07/05 (e
successive modifiche introdotte con il decreto 06/02/06 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del
15 febbraio 2006), elaborato dal Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministero
dell’Ambiente, vengono definiti gli incentivi concessi con il cosiddetto “conto energia” per il
fotovoltaico (e non più in conto capitale).

1. Realizzazione dell’impianto

Una volta accettata la richiesta, occorre darsi da fare per la seconda fase, cioè quella della costruzione
dell’impianto. Gli adempimenti, in ordine temporale, previsti per la realizzazione e l’entrata in esercizio
dell’impianto sono i seguenti:

Per tutti gli impianti indipendentemente dalla potenza:

1) Entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione del GRTN di accoglimento della domanda di
accesso alle tariffe incentivanti, il soggetto responsabile inoltra al gestore di rete (distributore locale, es.
ACEA, Enel Distribuzione, AEM, ENÌA, HERA, etc.) il progetto preliminare dell’impianto richiedendo la
connessione alla rete (art. 8.1 del DM 28/07/05).

2) Entro i successivi 30 giorni il gestore di rete (distributore locale) comunica al richiedente il punto di
consegna dell’energia elettrica (art. 8.2 del DM 28/07/05).

Impianti di potenza non superiore a 20 kW :

3) Entro 6 mesi dalla ricezione della comunicazione del GRTN di accoglimento della domanda di accesso
alle tariffe incentivanti, il soggetto responsabile deve dare inizio ai lavori, comunicandolo al GRTN ed al
gestore di rete locale (art. 8.3 del DM 28/07/05).

4) Entro 12 mesi dalla ricezione della comunicazione del GRTN di accoglimento della domanda di accesso
alle tariffe incentivanti, il soggetto responsabile deve concludere i lavori, comunicandolo al GRTN ed al
gestore di rete (distributore locale), allegando alla comunicazione la documentazione finale di progetto
dell’impianto fotovoltaico ai sensi della guida CEI-02, il certificato di collaudo dell’impianto, con almeno
due diverse fotografie dell’impianto, e il numero di matricola dei pannelli fotovoltaici che compongono
l’impianto, come riportati dai costruttori dei pannelli medesimi. Qualora il soggetto responsabile abbia
richiesto di usufruire del beneficio aggiuntivo del 10%, relativo ad impianti integrati in edifici di nuova
costruzione o in edifici esistenti oggetto di ristrutturazione, la documentazione finale del progetto dovrà
contenere elaborati grafici di dettaglio dell’integrazione realizzata in scala 1:20, completati da una idonea
documentazione fotografica. (art. 8.3 del DM 28/07/05 e delibera AEEG 40/06).

Impianti di potenza superiore a 20 kW :

5) Entro 12 mesi dalla ricezione della comunicazione del GRTN di accoglimento della domanda di accesso
alle tariffe incentivanti, il soggetto responsabile deve dare inizio ai lavori, comunicandolo al GRTN ed al
gestore di rete (distributore locale) (art. 8.3 del DM 28/07/05).

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Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a
socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti.
Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono
possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito.
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6) Entro 24 mesi dalla ricezione della comunicazione del GRTN di accoglimento della domanda di accesso
alle tariffe incentivanti, il soggetto responsabile deve concludere i lavori, comunicandolo al GRTN ed al
gestore di rete (distributore locale), allegando alla comunicazione la documentazione finale di progetto
dell’impianto fotovoltaico ai sensi della guida CEI-02, il certificato di collaudo dell’impianto, con almeno
due diverse fotografie dell’impianto, e il numero di matricola dei pannelli fotovoltaici che compongono
l’impianto, come riportati dai costruttori dei pannelli medesimi. Qualora il soggetto responsabile abbia
richiesto di usufruire del beneficio aggiuntivo del 10%, relativo ad impianti integrati in edifici di nuova
costruzione o in edifici esistenti oggetto di ristrutturazione, la documentazione finale del progetto dovrà
contenere elaborati grafici di dettaglio dell’integrazione realizzata in scala 1:20, completati da una idonea
documentazione fotografica. (art. 8.3 del DM 28/07/05 e Delibera AEEG 40/06).

Per tutti gli impianti indipendentemente dalla potenza:

7) Entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione di conclusione dei lavori, il gestore di rete deve
effettuare la connessione dell’impianto alla rete locale (art. 8.3 del DM 28/07/05).

8) Al massimo entro 6 mesi dalla data di conclusione dei lavori, l’impianto deve entrare in esercizio. Tale
data deve essere comunicata al GRTN ed al gestore di rete (distributore locale).

Il mancato rispetto dei termini per l'inizio e la


conclusione dei lavori di
realizzazione dell'impianto, comporta la
decadenza dal diritto alla tariffa incentivante.

Alcune precisazioni sul progetto finale: firmato da


un tecnico abilitato o da un professionista iscritto
agli albi professionali, se il progetto finale coincide
con quello preliminare presentato all’atto della
domanda di ammissione alle “tariffe incentivanti”, il
realizzatore dell’impianto si limiterà a comunicare
tale invarianza al GRTN e al gestore di rete cui
l’impianto sarà collegato. Il progetto finale non può
presentare, rispetto al progetto preliminare, alcun
aumento della potenza nominale dell’impianto Figura 6 – Casa solare
fotovoltaico. Se presenta una diminuzione della
potenza nominale, il soggetto che ha presentato la domanda di incentivo dovrà comunicarlo al GRTN.

Dopo l’approvazione della domanda non è più possibile realizzare l’impianto fotovoltaico in un sito differente
da quello indicato all’atto della presentazione della domanda.

E’ possibile, sempre previa comunicazione al GRTN (citando il Codice di Riferimento attribuito dal GRTN
all’impianto) e con l’autorizzazione del proprietario dell’immobile, trasferire ad altri la titolarità dell’impianto
fotovoltaico realizzato o da realizzare, sempre che il nuovo titolare non abbia presentato un’altra domanda
nello stesso trimestre riferita allo stesso sito.

Un’ultima nota sulle autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’impianto: esse possono variare da
Regione a Regione, ed è quindi necessario verificare presso l’Ufficio tecnico del Comune le autorizzazioni
necessarie al suo impianto.
Normalmente per un impianto fotovoltaico di piccola taglia (potenza nominale fino a 20 kW) da installare su
un edificio o sul terreno, è sufficiente una semplice dichiarazione di inizio attività (D.I.A.) come per qualsiasi
altro intervento di manutenzione straordinaria. Viceversa nel caso in cui il sito di installazione ricada in
un’area protetta, soggetta a vincoli paesaggistici o architettonici, occorre richiedere un “nulla osta” alla
competente autorità sul territorio (Ente locale, Ente parco, Sovrintendenza, ….).

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socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti.
Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono
possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito.
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2. Modalità di erogazione delle tariffe

Poiché il costruttore dell’impianto deve essere remunerato in base alla energia elettrica prodotta,
quest’ultima va letta mensilmente e comunicata dal soggetto responsabile (costruttore) dell’impianto al
GRTN (secondo modalità non ancora rese note). Il soggetto responsabile può avvalersi del gestore di rete
locale per la misurazione dell’energia prodotta.

Per i soli impianti di potenza nominale superiore a 20 kW, oltre a questa comunicazione mensile, il soggetto
responsabile deve trasmettere al GRTN, su base annuale e riferita all’anno solare precedente, una copia
della dichiarazione di produzione di energia elettrica presentata all’Ufficio tecnico di finanza.

L’incentivo viene erogato dal GRTN. L’ammontare dovuto al costruttore e responsabile dell’impianto è pari al
prodotto tra l’energia prodotta dall’impianto (misurata da un contatore posto all’uscita del gruppo di
conversione della corrente continua in corrente alternata) e la tariffa incentivante riconosciuta al soggetto
responsabile. Il pagamento avviene:

ƒ bimestralmente in acconto, salvo conguaglio a fine anno, nel mese successivo a quello in cui
l’ammontare bimestrale cumulato supera il valore di 250 euro, nel caso di impianto di potenza fra
1 e 20 kW che si avvale del servizio di scambio sul posto;
ƒ mensilmente, nel mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del corrispettivo supera
i 250 euro, nel caso di impianti di potenza non superiore ai 20 kW che non usufruiscono del
servizio di cambio sul posto;
ƒ mensilmente, nel mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del suddetto
corrispettivo supera i 500 euro, nel caso di impianti di potenza superiore ai 20 kW.

Le modalità di pagamento da parte del GRTN, non ancora conosciute, dovranno essere rese note,
attraverso un comunicato.

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3. Verifiche e monitoraggio degli impianti

Il GRTN è autorizzato, avvalendosi eventualmente della collaborazione di soggetti terzi abilitati e/o enti di
ricerca, di certificazione e/o istituti universitari qualificati nel settore specifico, ad effettuare una serie di
controlli e verifiche:

ƒ Controlli riguardo all’ammissibilità delle domande presentate;

ƒ Sopralluoghi al fine di accertare la veridicità delle informazioni e dei dati trasmessi;

ƒ Controlli a campione circa la conformità dei lavori di realizzazione al progetto finale;

ƒ Verifiche sugli impianti fotovoltaici in esercizio che percepiscono le tariffe incentivanti. Tali controlli
includono anche la verifica delle apparecchiature di misura, di eventuali manomissioni o alterazioni dei
dati di misura e delle caratteristiche di targa delle apparecchiature medesime, oltre che dei sistemi
meccanici di sigillatura (piombatura o similari). L’accertamento di manomissioni o alterazioni comporta la
restituzione delle tariffe incentivanti, maggiorate degli interessi legali.

Il GRTN, entro il 31 ottobre di ogni anno, trasmetterà


all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, un piano
annuale di sopralluoghi sugli impianti ed un
prospetto riepilogativo sugli esiti delle verifiche e dei
sopralluoghi già effettuati.

Sempre entro il 31 ottobre di ogni anno, il GRTN,


dovrà trasmettere al Ministero delle attività
produttive, al Ministero dell'ambiente, alle regioni e
province autonome, all'AEEG e all'Osservatorio
Nazionale sulle fonti rinnovabili, un rapporto sulle
domande ricevute e sulle graduatoria redatte.
Questo rapporto, che verrà poi reso pubblico, servirà Figura 7 – Cella, modulo e stringa in un pannello
fotovoltaico
per migliorare il meccanismo di sviluppo delle
tecnologie fotovoltaiche.
Per gli impianti non superiori a 20 kW il soggetto responsabile deve avvalersi, in ogni caso, del gestore di
rete a cui l’impianto è collegato per l’attività di installazione e manutenzione delle apparecchiature per la
misura dell’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico nonché per la rilevazione e la registrazione
delle suddette misure.

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4. Considerazioni finali e utili informazioni

ƒ Mentre l’incentivo in conto capitale obbligava a realizzare l’impianto fotovoltaico sui tetti, e non a caso fu
chiamato programma “Tetti fotovoltaici”, il nuovo incentivo in conto energia, più logicamente
aggiungiamo noi, permette il posizionamento dell’impianto sia su edifici (tetti, facciate, lucernari,
pensiline, etc.), che su terreni.

ƒ I moduli fotovoltaici da utilizzare possono essere realizzati sia in silicio cristallino che in film sottile (silicio
amorfo), anche se il secondo caso è consentito solo se la domanda di accesso alle tariffe incentivanti è
presentata da persone giuridiche. Alla luce di questa nuova disposizione sul film sottile (introdotta dal
DM 06/02/06), hanno priorità di accesso le domande già presentate prima dell’entrata in vigore del
nuovo decreto (prima quindi del 15 febbraio 2006) e non ammesse in ragione dell’utilizzo di moduli in
film sottile, sempre che siano state presentate da persone giuridiche. Il GRTN provvederà d’ufficio a
riammettere tali domande nella prossima graduatoria, sempre che l’unica causa di esclusione
dall’ammissione sia stata l’utilizzo del film sottile.

ƒ Il proprietario di un immobile dato in affitto a terzi può installare dei pannelli sul tetto dell’immobile e
richiedere un contatore per immettere energia in rete, pur non avendo l’intestazione per la fornitura di
energia per l’immobile, qualsiasi sia la potenza dell’impianto fotovoltaico (sempre che se la potenza non
supera i 20 kW, venga richiesto il servizio di cessione in rete e non di scambio sul posto).

ƒ E’ possibile dimensionare l’impianto in modo che produca più di quanto si consumi, anche se per
impianti di potenza non superiore a 20 kW, se viene scelto lo scambio sul posto, il saldo positivo su base
annuale, tra l’energia prodotta e l’energia consumata viene riportato a credito per la compensazione
negli anni successivi e non dà luogo a remunerazione, mentre per impianti di potenza superiore a 20
kW, è possibile cedere in rete vendendola l’energia non consumata in loco.

ƒ In caso di vendita dell’immobile su cui il proprietario ha realizzato l’impianto fotovoltaico, è possibile


smontare l’impianto e rimontarlo su di un altro immobile continuando a percepire l’incentivazione, fermo
restando il diritto del proprietario a sospendere la produzione come e per qualsivoglia motivo.

ƒ Gli impianti di potenza non superiore a 20 kW sono esentati dalle tasse perché è un energia pulita
ottenuta da fonti rinnovabili ed è autoprodotta, mentre per gli impianti di potenza superiore ai 20 kW è
necessaria l’apertura di una partita IVA in quanto l’energia venduta deve essere fatturata, in questo caso
questo fatturato è soggetto alle imposizioni fiscali.

ƒ Nel caso in cui uno o più pannelli che compongono l’impianto, a seguito di danni o avarie non riparabili e
che ne rendano necessaria la sostituzione, vengano sostituiti con altri di pari potenza, il soggetto
responsabile comunica tempestivamente al soggetto attuatore e al gestore di rete il/i nuovo/i numero/i di
matricola a sostituzione di quello/i precedente/i.

ƒ Il soggetto responsabile, che abbia già presentato domanda di ammissione alla incentivazione prima
dell’entrata in vigore del DM 06/02/06, può rinunciare al servizio di scambio sul posto solo se l’impianto
di potenza non superiore a 20 kW non è ancora in esercizio. In questo caso può inviare al GRTN (e al
proprio distributore elettrico) una comunicazione con la quale dichiara che non intende usufruire del
servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica come previsto dalla deliberazione AEEG n. 28/06.

ƒ Il soggetto responsabile, che abbia già presentato domanda di ammissione alla incentivazione prima
dell’entrata in vigore del DM 06/02/06, può usufruire dell’incremento della tariffa del 10% riconosciuto
agli impianti integrati negli edifici, inviando una comunicazione al GRTN, con la quale:

• richiede di essere ammesso ad usufruire del beneficio aggiuntivo di cui all’articolo 7, comma 1,
del DM 6 febbraio 2006, relativo ad impianti integrati in edifici di nuova costruzione ovvero in
edifici esistenti oggetto di ristrutturazione;

• dichiara il rispetto di quanto definito all’articolo 1, comma 1.1, lettera b) della Delibera AEEG
40/06 e dei criteri di cui all’allegato D del Dlgs. 192/2005.

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Deve, inoltre allegare un elaborato grafico di dettaglio dell’integrazione architettonica, fatto sempre salvo
l’obbligo di soddisfare tutti i successivi adempimenti previsti dalla Delibera n. 40/06.

ƒ La lettura dell’energia prodotta viene effettuata da soggetti diversi a seconda della potenza dell’impianto
e del tipo di servizio. In dettaglio, nel caso di impianti con potenza nominale compresa fra:

• 1 e 20 kW, che si avvalgano o meno del servizio di scambio sul posto, è il gestore locale di rete
che effettua la rilevazione dell’energia elettrica prodotta, oltre all’installazione ed alla
manutenzione delle apparecchiature di misura;

• 20 e 1.000 kW, che immettono in rete tutta l’energia elettrica prodotta, è il gestore locale di rete
cui l’impianto è connesso che effettua la rilevazione. Inoltre, i soggetti responsabili debbono
inviare, su base annuale e riferita all’anno solare precedente, copia della dichiarazione di
produzione di energia elettrica presentata all’Ufficio Tecnico di Finanza;

• 20 e 1.000 KW, che non immettono in rete tutta l’energia elettrica prodotta, il soggetto
responsabile può scegliere se avvalersi o meno del gestore di rete cui l’impianto è collegato per
la rilevazione dell’energia prodotta. Anche in questo caso il soggetto responsabile deve
trasmettere al soggetto attuatore, su base annuale e riferita all’anno solare precedente, copia
della dichiarazione presentata all’Ufficio Tecnico di Finanza.

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5. Appendice

Riteniamo utile, in appendice a questo piccolo manuale di sopravvivenza sul conto energia, riportare la guida
del Ministero dell’Ambiente riguardo alla tecnologia fotovoltaica, nella quale oltre ad avere un quadro
sintetico del settore, si possono ricavare anche alcuni dati che potrebbero essere utili nella compilazione
della scheda tecnica richiesta al momento della presentazione della domanda (ad esempio per valutare la
produzione annua attesa di energia elettrica).

Tecnologia fotovoltaica (fonte: Ministero dell’Ambiente)

Sviluppata alla fine degli anni 50 nell'ambito dei programmi spaziali, per i quali occorreva disporre di una
fonte di energia affidabile ed inesauribile, la tecnologia fotovoltaica (FV) si va oggi diffondendo molto
rapidamente anche per applicazioni terrestri, come l'alimentazione di utenze isolate o gli impianti installati
sugli edifici e collegati ad una rete elettrica preesistente. Il funzionamento dei dispositivi fotovoltaici si basa
sulla capacità di alcuni materiali semiconduttori, opportunamente trattati, di convertire l'energia della
radiazione solare in energia elettrica in corrente continua senza bisogno di parti meccaniche in movimento. Il
materiale semiconduttore quasi universalmente impiegato oggi a tale scopo è il silicio. Il componente base di
un impianto FV è la cella fotovoltaica, che è in grado di produrre circa 1,5 Watt di potenza in condizioni
standard, vale a dire quando essa si trova ad una temperatura di 25 °C ed è sottoposta ad una potenza della
radiazione pari a 1000 W/m². La potenza in uscita da un dispositivo FV quando esso lavora in condizioni
standard prende il nome di potenza di picco (Wp) ed è un valore che viene usato come riferimento. L'output
elettrico reale in esercizio è in realtà minore del valore di picco a causa delle temperature più elevate e dei
valori più bassi della radiazione. Più celle assemblate e collegate tra di loro in una unica struttura formano il
modulo fotovoltaico.

Il modulo fotovoltaico è il componente elementare dei sistemi fotovoltaici ed è ottenuto dalla connessione
elettrica in serie di più celle in silicio cristallino. I moduli FV più comuni sono costituiti da 36 celle connesse in
serie, assemblate fra uno strato superiore di vetro ed uno strato inferiore di materiale plastico (Tedlar) e
racchiuse da una cornice di alluminio. Nella parte posteriore del modulo è collocata una scatola di giunzione
in cui vengono alloggiati i diodi di by-pass ed i contatti elettrici. Il modulo fotovoltaico ha una dimensione di
circa mezzo metro quadro e produce 40 - 50 Watt di potenza. Oggi, soprattutto per esigenza architettoniche,
i produttori mettono sul mercato moduli costituiti da un numero di celle molto più alto e di conseguenza di più
elevata potenza, anche fino a 200 Watt per ogni singolo modulo. Un metro quadrato di moduli, in una tipica
zona dell’Italia meridionale, produce un'energia media giornaliera pari a 0,2 - 0,3 chilowattora nel periodo
invernale e a 0,5 - 0,6 chilowattora in quello estivo. Il modulo fotovoltaico è una struttura robusta in grado di
garantire molti anni di funzionamento.

A seconda della tensione necessaria all'alimentazione delle utenze elettriche, più moduli possono poi essere
collegati in serie in una "stringa". La potenza elettrica richiesta determina poi il numero di stringhe da
collegare in parallelo per realizzare finalmente un generatore fotovoltaico.

Il generatore fotovoltaico è il cuore del sistema in tutte le configurazioni descritte; produce corrente a
tensione continua (per il collegamento in rete è necessario trasformare la tensione continua in alternata). Un
generatore fotovoltaico comprende una gran varietà di componenti tra cui:

• i moduli FV
• le strutture portanti e i materiali di fissaggio
• diodi di bypass e diodi di blocco
• fusibili, sistemi di protezione da sovraccarico (parafulmine)
• interruttori, cavi e scatola di giunzione

Il trasferimento dell'energia dal sistema fotovoltaico all'utenza avviene attraverso ulteriori dispositivi,
necessari per trasformare ed adattare la corrente continua prodotta dai moduli alle esigenze dell'utenza
finale. Il complesso di tali dispositivi prende il nome di BOS (Balance of System). Un componente essenziale
del BOS, se le utenze devono essere alimentate in corrente alternata, è l'inverter, dispositivo che converte la
corrente continua in uscita dal generatore FV in corrente alternata. L’energia prodotta viene consumata
dall’utenza elettrica o scambiata con la rete elettrica locale o nazionale grazie ad un sistema di contatori.
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Applicazioni

Data la loro modularità, i sistemi fotovoltaici presentano una estrema flessibilità di impiego. La principale
classificazione dei sistemi fotovoltaici divide i sistemi in base alla loro configurazione elettrica rispettivamente
in:

ƒ sistemi autonomi ("stand alone") [non soggetti agli incentivi ndr]


o I sistemi autonomi (stand-alone) vengono normalmente utilizzati per elettrificare le utenze
difficilmente collegabili alla rete perché ubicate in aree poco accessibili, e per quelle con
bassissimi consumi di energia che non rendono conveniente il costo dell’allacciamento. Tale tipo
di sistema è caratterizzato dalla necessità di coprire la totalità della domanda energetica
dell’utenza. Gli elementi che costituiscono un sistema fotovoltaico autonomo sono i moduli
fotovoltaici, il sistema di accumulo (batterie) ed il regolatore di carica. Essendo la corrente
generata dal sistema fotovoltaico una corrente continua, se il carico prevede l’utilizzo di
apparecchiature che richiedono corrente alternata, diventa necessario l’inserimento anche un
convertitore c.c./a.c. (inverter). Le batterie accumulano l’energia elettrica prodotta dai moduli FV
e consentono di differire nel tempo l’erogazione di corrente al carico. In sostanza garantiscono
l’erogazione di energia elettrica anche nelle ore di minore illuminazione o di buio.
Il regolatore di carica è l’elemento che regola i passaggi di corrente tra moduli e batterie e tra
batterie e carico. La sua funzione principale è quella di proteggere le batterie da fenomeni di
carica e scarica profonda.

ƒ sistemi connessi alla rete elettrica ("grid connected") [soggetti agli incentivi ndr]
o I sistemi fotovoltaici connessi alla rete possono scambiare energia elettrica con la rete elettrica
locale o nazionale. Il principio della connessione alla rete è quello dello scambio in due direzioni
di energia elettrica: se la produzione del campo FV eccede per un certo periodo il consumo,
l’eccedenza viene inviata alla rete. Nelle ore in cui il generatore non fornisce energia elettrica
sufficiente per soddisfare il carico, l’elettricità è acquisita dalla rete. Questo meccanismo è reso
possibile dalla presenza di due contatori che contabilizzano l’energia scambiata nelle due
direzioni.

I sistemi connessi alla rete elettrica si dividono a loro volta in:

ƒ Centrali fotovoltaiche
o Le centrali fotovoltaiche sono tipicamente costituite da centinaia o migliaia di moduli fotovoltaici
di grandi dimensioni connessi in serie/parallelo, installati a terra su strutture in cemento armato e
acciaio.
Con gli attuali valori dell’efficienza di trasformazione dell’energia solare in elettrica, una centrale
da un megawatt, capace di fornire energia ad un migliaio di utenti, si estenderebbe su un’area
grande come quattro campi di calcio. L’impegno del territorio è dovuto per metà dalle aree
effettivamente occupate dai moduli fotovoltaici, e per l’altra metà dalle aree necessarie per
evitare l’ombreggiamento reciproco delle file di moduli.
ƒ Sistemi integrati negli edifici
o I sistemi fotovoltaici godono dal punto di vista architettonico di una serie di prerogative che li
rendono unici per l'applicazione architettonica in ambiente urbano. Impianti FV sono stati
installati su qualunque superficie ed hanno dimostrato una ottima adattabilità a diverse tipologie
di edificio. Gli interventi di integrazione architettonica si distinguono prima di tutto a seconda del
tipo di superficie dell’edificio utilizzata per l’impianto (tetto piano, tetto inclinato, facciata). Inoltre
si distingue tra sistemi fotovoltaici retrofit, che vengono applicati in contesti edilizi già esistenti, e
sistemi fotovoltaici integrati già dalla fase di progettazione dell’edificio. Per quanto riguarda
l’applicazione su tetti piani esistono già varie tipologie d’impianto e sono prevalentemente
applicazioni retrofit. Avendo a disposizione delle superfici piane si può facilmente provvedere ad
inclinare ed orientare nel miglior modo possibile il sistema fotovoltaico sostenendolo con
strutture di supporto studiate a seconda dell’applicazione. Nel caso di tetti inclinati sono
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sicuramente necessari sforzi ulteriori per trovare un componente architettonico valido per le
tipologie edilizie italiane. In particolare, notevoli sforzi sono dedicati allo sviluppo di una vera e
propria “tegola fotovoltaica”. Tra le sue diverse prerogative, la tegola fotovoltaica consente al
progettista di effettuare un intervento sul costruito con un livello di integrazione estetica simile a
quello di un sistema integrato in fase di costruzione dell’edificio. Per le facciate le applicazioni
fotovoltaiche dovrebbero essere prese in considerazione già nella fase di progettazione
dell’edificio in quanto parametri quali l’orientamento e l’inclinazione risultano predefiniti.

Vantaggi

I vantaggi dei dispositivi fotovoltaici sono molteplici:

1. Le esigenze di manutenzione ridotte in quanto non


ci sono parti meccaniche in movimento.

2. Vengono eliminate le perdite di distribuzione


dell'energia elettrica perché vengono installati
vicino all'utilizzatore finale.

3. Non produce inquinamento di alcun genere


(acustico, atmosferico, ecc.) durante il suo
funzionamento.

4. E' possibile prevedere la produzione annuale di


energia con un piccolo margine di errore,
indipendentemente dalla variabilità di richiesta.

5. La potenza dell'impianto può essere modificata in


qualsiasi momento senza problemi.

Potenzialità del fotovoltaico

La quantità di energia elettrica prodotta da un sistema fotovoltaico dipende da numerosi fattori:

ƒ superficie dell’impianto
ƒ posizione dei moduli FV nello spazio (angolo di inclinazione rispetto all’orizzontale ed angolo di
orientamento rispetto al Sud). La posizione dei moduli fotovoltaici rispetto al sole influisce
notevolmente sulla quantità di energia captata e quindi sulla quantità di energia elettrica generata. I
parametri che direttamente influiscono sul fenomeno sono l’angolo di inclinazione rispetto al terreno
(angolo di tilt) e l’angolo di azimut. La produzione di energia elettrica su base media annua
nell’emisfero Nord è massima per l’esposizione Sud con angolo di inclinazione pari alla latitudine
locale sottratta di 10° circa. Consideriamo l’influenza dell’angolo di inclinazione (tilt) sulla radiazione
incidente di un sistema, rivolto a Sud, che si trovi a Milano, Roma oppure Trapani. Il valore della
radiazione incidente è quello giornaliero medio annuo.

Tabella 1 - Produzione di energia elettrica per metro quadrato di moduli FV, in base alla loro inclinazione
Milano (kWh/m² ) Roma (kWh/m² ) Trapani (kWh/m² )
90° (facciata) 2,44 3,15 3,43
0° (tetto piano) 3,39 4,18 4,77
30° (tetto inclinato) 3,76 4,76 5,38

Rispetto pertanto alla soluzione ottimale con inclinazione di 30° il sistema fotovoltaico perde circa il 10-
12% nell’applicazione su superficie orizzontale e ben il 35% nell’applicazione su facciata verticale.
L’influenza dell’angolo di azimut è invece minore. In un intervallo di angoli di azimut compresi tra -45° e +
45° rispetto al Sud (angolo di azimut compreso tra sud-est e sud-ovest) i valori della radiazione incidente
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Guida agli incentivi in conto energia per gli impianti fotovoltaici (seconda parte)

non si discostano significativamente dal valore massimo. Orientando infatti i sistemi fotovoltaici a Sud-Est
oppure a Sud-Ovest si avrebbe una perdita pari a solo il 5%;

ƒ valori della radiazione solare incidente nel sito di installazione;


ƒ efficienza dei moduli FV. L’efficienza di trasformazione dell’energia solare in energia elettrica è
data dal rapporto tra la potenza elettrica in uscita e la potenza della radiazione solare incidente.
Ovviamente entrambe cambiano in funzione delle condizioni di irraggiamento solare. Come
riferimento, si usano le condizioni standard di insolazione (potenza della radiazione incidente pari a
1000W/m², temperatura del modulo di 25 °C). Se si indicano con h l’efficienza, A l’area del modulo,
Pel la potenza elettrica generata dal modulo FV e con PSTC la potenza luminosa irraggiante il
modulo stesso in condizioni standard (STC) si può scrivere la relazione.

hSTC =Pel / PSTC * A

Ad esempio, un modulo con un’efficienza del 10% genera, in condizioni standard, una potenza
elettrica (corrente continua) ai suoi morsetti di 100 Watt; 10 metri quadrati di moduli forniscono 1
kWp di potenza elettrica. Un modulo con un efficienza del 12,5 % genera in condizioni standard una
potenza elettrica di 125 Watt. In questo caso per produrre 1 kWp sono necessari 8 metri quadrati di
moduli.

ƒ efficienza del BOS. L’efficienza d’impianto è influenzata in maniera consistente dai componenti
elettrici necessari per il trasferimento dell’energia prodotta dal modulo fotovoltaico all’utenza. Si parla
in termini tecnici di efficienza del BOS. Un valore dell’85% è generalmente considerato accettabile. Il
dispositivo che causa la riduzione della potenza effettivamente utilizzabile all’utenza è l’inverter.
ƒ altri parametri (p.es. temperatura di funzionamento)

A titolo di esempio viene calcolata la quantità di energia elettrica mediamente prodotta dai sistemi fotovoltaici
in un anno di funzionamento nei tre siti di Roma, Milano e Trapani. Ai fini del calcolo si può ragionare
indifferentemente per m² di pannelli o per unità di potenza installata (ad es. 1 kWp). Si ipotizza che i pannelli
FV siano inclinati di 30° sull’orizzontale ed orientati verso Sud. Per l'efficienza dei moduli si è preso un valore
conservativo di 12.5% (i moduli possono avere efficienze anche fino al 16 – 17%), mentre per quella del
BOS un valore dell'85% (include l'efficienza dell'inverter ed altri fattori di perdita, come ad esempio le perdite
nei cavi elettrici di collegamento.

Tabella 2 - Calcolo dell'energia elettrica mediamente prodotta in C.A. in un anno da 1 m2 di moduli


Insolazione media X Efficienza X Efficienza del = Elettricità prodotta mediamente in
annua moduli BOS un anno
Milano 1372.4 kWh/m² anno 12,5% 85% 145.8 kWhel/m² anno
Roma 1737.4 kWh/m² anno 12,5% 85% 184.6 kWhel/m² anno
Trapani 1963.7 kWh/m² anno 12,5% 85% 208.6 kWhel/m² anno

Tabella 3 - Calcolo dell'energia elettrica in C.C. mediamente prodotta in un anno da 1 kWp di moduli
Insolazione X Efficienza X superficie occupata = Elettricità prodotta mediamente in
media annua moduli da 1 kWp di moduli un anno in corrente continua
Milano 1372.4 kWh/m² anno 12,5% 8 m² 1372.4 kWhel/kWp anno
Roma 1737.4 kWh/m² anno 12,5% 8 m² 1737.4 kWhel/kWp anno
Trapani 1963.7 kWh/m² anno 12,5% 8 m² 1963.7 kWhel/kWp anno

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Tabella 4 - Calcolo dell'energia elettrica in C.A. mediamente prodotta in un anno da 1 kWp di moduli [quella
effettiva da considerare ndr]
Elettricità prodotta mediamente in un X efficienza = Elettricità prodotta mediamente in un
anno in corrente continua del BOS anno in corrente alternata
Milano 1372.4 kWhel/kWp anno 85% 1167 kWhel/kWp anno
Roma 1737.4 kWhel/kWp anno 85% 1477 kWhel/kWp anno
Trapani 1963.7 kWhel/kWp anno 85% 1669 kWhel/kWp anno

Costi

Le voci che costituiscono il costo di un sistema fotovoltaico sono: costi di investimento, costi d'esercizio
(manutenzione e personale) e altri costi (assicurazioni e tasse). Il costo d'investimento è in prima
approssimazione diviso al 50% tra i moduli ed il resto del sistema. Nel corso degli ultimi due decenni il
prezzo dei moduli è notevolmente diminuito al crescere del mercato. Tuttavia, il prezzo del kWp installato,
prossimo 8.000 €, è ancora tale da rendere questa tecnologia non competitiva dal punto di vista economico
con altri sistemi energetici, se non in particolari nicchie di mercato o in presenza di meccanismi di
incentivazione. La figura seguente mostra il prezzo di un impianto chiavi i mano di taglie diverse. E' possibile
notare del grafico come il prezzo del kW installato si riduca drasticamente con la taglia di impianto passando
da 7 € a Wp per gli impianti di taglia compresa tra 0 e 10 kW a poco meno di 4,8 € a Wp per impianti di taglia
superiore ai 300 kWp.

Nel seguito si riporta l'esempio di calcolo del costo del kWh elettrico prodotto da un tetto fotovoltaico a
Trapani. Sono stati assunti i seguenti parametri di calcolo:

ƒ tasso di sconto reale 5% (credito agevolato);


ƒ tempo di ammortamento dell'impianto uguale al tempo di vita dello stesso, stimato in 25 anni (valore
valido solo per moduli in silicio cristallino);
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ƒ efficienza del B.O.S.: 85%;


ƒ costo annuo di manutenzione: 1% del costo capitale

dai costi è sempre escluso il sistema di acquisizione dati, il cui prezzo è molto variabile;

Tipo di impianto Integrato negli edifici


Potenza impianto (kWp) 3
Costo moduli (€/Wp) 3,52
Costo BOS (€/Wp) 3,70
Costo totale impianto (€/Wp) 7,22
Costo totale impianto (€) 21660
Costo annuo di manutenzione/ gestione (€) 217
Energia prodotta annua (kWh) 5062
Costo del kWh prodotto (€/kWh) 0,35

Vantaggi ambientali

I vantaggi dei sistemi fotovoltaici sono la modularità, le esigenze di manutenzione ridotte (dovute all’assenza
di parti in movimento), la semplicità d'utilizzo, e, soprattutto, un impatto ambientale estremamente basso. In
particolare, durante la fase di esercizio, l'unico vero impatto ambientale è rappresentato dall'occupazione di
superficie. Tali caratteristiche rendono la tecnologia fotovoltaica particolarmente adatta all'integrazione negli
edifici in ambiente urbano. In questo caso, infatti, sfruttando superfici già utilizzate, si elimina anche l'unico
impatto ambientale in fase di esercizio di questa tecnologia. I benefici ambientali ottenibili dall’adozione di
sistemi FV sono proporzionali alla quantità di energia prodotta, supponendo che questa vada a sostituire
dell'energia altrimenti fornita da fonti convenzionali.

Per produrre un chilowattora elettrico vengono bruciati mediamente l'equivalente di 2,56 kWh sotto forma di
combustibili fossili e di conseguenza emessi nell'aria circa 0,53 kg di anidride carbonica (fattore di emissione
del mix elettrico italiano alla distribuzione). Si può dire quindi che ogni kWh prodotto dal sistema fotovoltaico
evita l'emissione di 0,53 kg di anidride carbonica. Questo ragionamento può essere ripetuto per tutte le
tipologie di inquinanti. Per quantificare il beneficio che tale sostituzione ha sull'ambiente è opportuno riferirsi
ad un esempio pratico. Si considerino degli impianti fotovoltaici installati sui tetti di abitazioni a Milano, Roma
e Trapani con una potenza di picco di 1 kWp (orientati a Sud con inclinazione 30°). L'emissione di anidride
carbonica evitata in un anno si calcola moltiplicando il valore dell'energia elettrica prodotta dai sistemi per il
fattore di emissione del mix elettrico. Per stimare l'emissione evitata nel tempo di vita dall'impianto è
sufficiente moltiplicare le emissioni evitate annue per i 30 anni di vita stimata degli impianti. La tabella
seguente riporta l'esempio di calcolo:

Tabella 5 - Emissioni evitate da un kWp di moduli nel tempo di vita degli impianti
Energia elettrica X Fattore del = Emissioni = Emissioni
X Tempo di vita
generata in c.a. in un mix elettrico evitate in un evitate nel tempo
dell'impianto
anno italiano anno di vita
Milano 1167.4kWhel/kWp 0,531kg CO2/kWhel 729kg CO2 30anni 18590kg CO2
Roma 1477.4kWhel/kWp 0,531kg CO2/kWhel 729kg CO2 30anni 23529kg CO2
Trapani 1669.7kWhel/kWp 0,531kg CO2/kWhel 729kg CO2 30anni 26587kg CO2

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