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Guida all’impianto elettrico negli edifici di rilevanza storica e/o artistica

Guida all’impianto elettrico negli edifici


di rilevanza storica e/o artistica
di Gianluigi Saveri

Pubblicato il: 25/09/2012

Aggiornato al: 22/05/2007

Per gli edifici di rilevanza storica e/o artistica il fattore rischio non può essere quantificato secondo i
normali criteri perché le strutture e/o ciò che contengono costituiscono un patrimonio insostituibile per
la collettività. Per quanto concerne gli impianti occorre quindi adottare accorgimenti e soluzioni
impiantistiche a sicurezza equivalente atti a preservare le caratteristiche architettoniche e artistiche
degli edifici senza però venire meno a quelle che sono le prerogative essenziali della sicurezza per le
persone, le strutture e le cose.

Figura 1 - Per gli impianti elettrici negli edifici pregevoli per rilevanza storica e artistica, quando a
causa di vincoli artistici non è possibile applicare integralmente la normativa vigente, occorre
prevedere “varianti a sicurezza equivalente”, ma anche, vista l’importanza degli edifici in questione,
eventuali “prescrizioni integrative”.

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Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia
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Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e
omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito.
Guida all’impianto elettrico negli edifici di rilevanza storica e/o artistica

1. La situazione legislativa e normativa

Tutte le cose di interesse storico, artistico e culturale, e in particolare gli edifici oggetto di questa
trattazione, sono tutelati dallo Stato con un sistema legislativo molto complesso le cui origini risalgono
alla legge 1089 del 1939, alla quale hanno fatto seguito numerosi altri dispositivi legislativi. Per quanto
attinente alle caratteristiche tecniche, sia edili che impiantistiche, occorre far riferimento anche al DPR
n. 151/2011 che all'allegato I elenca al n. 72 (n. 90 del vecchio DM 16/02/1982) gli edifici pregevoli
per arte e storia (sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali
e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) fra quelli soggetti al
controllo da parte dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco.

[*]Vecchi codici corrispondenti alle attività soggette al DM 16/02/1982


Le tre categorie, A, B e C, individuano la gravità del rischio e il grado di complessità che contraddistingue l'attività
stessa. Nella categoria C sono state inserite le attività con alto livello di complessità

Figura 2 - Stralcio dell'allegato I al DPR n. 151/2011

Le attività soggette a tale certificazione, e dunque anche la n. 72, ricadono nell'ambito di applicazione
della Norma CEI 64-8, sezione 751, concernente gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio.
Ciò nonostante, le difficoltà nel conciliare gli elevati standard di sicurezza richiesti per questo
particolare tipo di edifici, con l'intento di evitare irrimediabili alterazioni al patrimonio artistico, è stata
pubblicata (nel lontano 1999, inchiesta pubblica scaduta il 30/09/2009, ora in revisione) la Norma CEI
64-15 che ammette, nel rispetto di particolari condizioni, alcune eccezioni e alcune varianti rispetto la
Norma CEI 64-8. Agli impianti elettrici di nuova costruzione, o anche semplicemente agli adeguamenti
di quelli già esistenti, si applica quindi, oltre alle norme generali impianti, anche una norma specifica,
la CEI 64-15. Questo tipo di edifici può essere sia pubblico sia privato, pregevole per il tipo di struttura
o per ciò che conservano al loro interno (musei, luoghi di culto, castelli, ville, ecc).

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Il compito della CEI 64-15 è quello di: “suggerire soluzioni che integrano e in alcuni casi variano, con
prescrizioni a sicurezza equivalente, quanto già previsto dalla Norma CEI 64-8 con particolare
riferimento agli ambienti a maggior rischio in caso di incendio (sez. 751) e, quando concorrano le
condizioni, ai luoghi di pubblico spettacolo e di trattenimento (sez. 752)”. Le varianti a "sicurezza
equivalente" suggerite dalla Norma possono però essere utilizzate solo se è presente un vicolo
storico/artistico che ne giustifichi l'applicazione. La norma CEI 64-15 applica agli impianti elettrici il più
generale concetto di "grado di sicurezza equivalente" che prevede la possibilità di presentare al
Comando VVFF istanza di deroga per la cui accettazione deve essere accertata la possibilità di
realizzare, mediante misure alternative, un grado di sicurezza equivalente a quello previsto dalle
norme. In pratica, se esiste un vincolo artistico che impedisce l'applicazione di una norma tecnica, si
può valutare la possibilità di adottare, purché di pari efficacia, una misura di sicurezza alternativa,
meglio se, come in questo caso, sostenuta da un'altra norma, appunto la CEI 64-15.

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2. Le principali prescrizioni per la sicurezza

A volte gli oggetti di pregio artistico sono insostituibili e di difficile modifica; ad esempio potrebbe
essere impossibile dotare un vecchio lampadario del conduttore di protezione. Per questo motivo è
prevista lo possibilità di omettere tale conduttore purché siano rispettate le seguenti condizioni:

 i circuiti devono essere protetti mediante interruttori differenziali con ldn <30 mA (l'efficienza
dell'interruttore differenziale dovrà essere provata con periodicità mensile dal personale,
adeguatamente avvertito e istruito, mediante il tasto di prova e una volta all'anno da un
tecnico tramite prova strumentale);

 i lavori eseguiti sui vari componenti elettrici (es. pulizia, manutenzione, ecc..) devono essere
effettuati a circuito sezionato;

 i componenti elettrici devono essere opportunamente distanziati dal pubblico (almeno 2,25 m
in verticale e 0,6 m in orizzontale).

Deve essere possibile, ad esclusione dei servizi di sicurezza, togliere tensione all'impianto elettrico
mediante un appropriato comando di emergenza posto in luogo segnalato e facilmente raggiungibile
in caso di emergenza. Il comando non deve essere accessibile al pubblico altrimenti, a causa di
oggettive difficoltà dipendenti dalle caratteristiche della struttura, il comando può essere collocato
anche in altro luogo purché sorvegliato e con il comando adeguatamente distanziato dal pubblico.

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3. Misure di protezione contro l’incendio

Quando la sezione del conduttore di neutro è almeno uguale o equivalente a quella dei conduttori di
fase, potrebbe non essere necessario prevedere la rilevazione delle sovracorrenti sul conduttore di
neutro né un dispositivo di interruzione sullo stesso conduttore”. Per garantire una migliore protezione
dei conduttori di sezione inferiore in presenza di un guasto fra circuiti di sezione diversa, i circuiti
posati nella stessa conduttura devono essere dotati di protezione dalle sovracorrenti anche sul
conduttore di neutro a meno che ogni circuito non sia protetto da un proprio dispositivo differenziale.

Un'altra prescrizione specifica riguarda le prese a spina che devono essere protette dalle
sovracorrenti con dispositivi aventi corrente nominale non superiore a quella delle stesse prese e con
dispositivi differenziali con Idn non superiore a 300 mA.

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4. Tipi di impianti

L'impianto elettrico in questi tipi di edifici può essere di tipo temporaneo, fisso o movibile.

Gli impianti di tipo temporaneo sono allestiti in particolari occasioni, di durata limitata, vengono rimossi
quando non servono più. In alcuni ambienti sottoposti a particolari vincoli artistici, per non danneggiare
eventuali affreschi, stucchi, pareti lignee, ecc.., la soluzione migliore potrebbe essere quella di
costruire impianti di tipo movibile o impianti installati su strutture inamovibili. Se questo tipo di impianti
è installato in ambienti in cui ha accesso il pubblico i locali devono essere sorvegliati e gli impianti
devono essere eserciti e mantenuti da personale qualificato. Una struttura inamovibile sorregge
l'impianto elettrico pur non essendo fissata alla parte edile. Si tratta in effetti di un impianto fisso, e
come tale viene considerato, perché, per caratteristiche di peso, dimensione o forma, risulta appunto
inamovibile a meno che non si ricorra ad attrezzi o mezzi di trasporto particolari.

Un po' diverso è il discorso per gli impianti movibili. Si tratta di impianti che si presentano
strutturalmente con una ridotta resistenza agli urti accidentali, a causa del mancato fissaggio dei suoi
componenti a strutture o infrastrutture fisse, per i quali occorre pertanto adottare "varianti a sicurezza
equivalente" atte ad evitare conseguenze negative derivanti da urto occasionale.
Per questi motivi è consentita, solo se in presenza di vincoli artistici che non consentano la
realizzazione di impianti fissi e nel rispetto di alcune condizioni, la realizzazione di tali impianti per la
distribuzione, l'illuminazione e le prese a spina:

• i circuiti devono essere protetti con dispositivi differenziali con Idn < 30 mA;

• i cavi devono essere multipolari e muniti di conduttore di protezione se non posizionati all'interno
di canaline, canali, o tubazioni aventi grado di protezione >IP4X;

• le condutture non distanziate devono essere facilmente individuabili e posate in modo da non
causare ostacolo né intralcio al normale passaggio;

• tutti i componenti dell'impianto devono essere adeguatamente protetti contro i contatti diretti e
indiretti e avere un grado di protezione adatto all'ambiente e al tipo di posa;

• il personale addetto alla custodia e alla pulizia deve essere adeguatamente avvertito sulla
posizione degli impianti e dei relativi componenti;

• le condutture e i componenti dell'impianto, se non distanziati, devono essere inseriti o fissati su


strutture di sostegno, metalliche o di altra natura (legno compreso), tali da garantire all'impianto
una adeguata rigidità meccanica. Possono essere considerate strutture di sostegno, oltre ai
componenti dell'arredo che presentino sufficiente stabilità, anche i sistemi di canalizzazione

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integrata di tipo rigido (canaline portacavi, canali portapparecchi, tubi protettivi, ecc,), purché sia
garantita la rigidità meccanica dei componenti lineari nei punti di giunzione, derivazione e incrocio.
Le strutture di sostegno dell'impanio movibile possono essere semplicemente appoggiale alle parti
strutturali dell'edificio (pavimento. cornicioni, ecc.). In queste condizioni di posa l'asse di
inserzione delle prese può essere anche verticale purché venga garantito sulle stesse il grado di
protezione IP20 e l'ambiente non presenti particolari condizioni di polverosità; i sistemi che
utilizzano cavi ad isolamento minerale oltre che per gli impianti fissi, possono essere utilizzati
anche per gli impianti movibili in quanto assimilati, ai fini del presente articolo, alle canalizzazioni
di tipo rigido.

• eventuali urti accidentali non devono determinare cadute di parie importami ed estese
dell'impianto quali ad esempio le condutture dorsali principali.

1- Quadri e montanti in locali secondari non accessibili al pubblico

2 - Cavi o minicalaline posati su cornicioni

3 - Cavi posati nello spigolo di cornici

4 - Cavi posati dietro zoccolature

5 - Alimentazione di lampadari a soffitto

6 - Cavi posati seguendo bordi di cornici ornamentali

Figura 3 - Esempi di posa di circuiti in locali sottoposti a tutela

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5. Apparecchi mobili e trasportabili

I cavi di collegamento per apparecchi mobili e trasportabili devono essere i più corti possibile. Per
questo le prese fisse devono essere collocate il più vicino possibile al punto di utilizzo dell’apparecchio
mobile o trasportabile. Dovrebbero essere evitati i cordoni prolungatori e, quando necessari, devono
essere dotati di presa con dispositivo di interblocco per correnti superiori a 16 A. Per prese a spina
mobili fino a 16 A deve essere previsto un dispositivo di ritenuta che ne impedisca il distacco
involontario. I cavi devono essere flessibili, del tipo non propagante la fiamma (norma CEI 20-35) con
guaina avente funzioni antiabrasive e devono essere installati in modo che le connessioni dei
conduttori ai morsetti terminali non siano soggette a sforzi di trazione.

Inoltre è consigliabile nominare un responsabile che si occupi del corretto utilizzo delle prese a spina
fisse e di eventuali cordoni prolungatori. Ad ogni spina non deve essere collegato più di un cavo
flessibile e non è ammesso l’uso di adattatori multipli.

Si raccomanda un regolare monitoraggio generale dell’impianto elettrico per scongiurare i possibili


rischi e disservizi imputabili all’invecchiamento degli impianti installati in edifici destinati a durare nel
tempo. La norma 64-15 nello specifico prescrive che “deve essere previsto un dispositivo generale
atto a rilevare lo stato delle correnti di dispersione dell’impianto”.

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6. Protezione contro i sovraccarichi

La norma CEI 64-8 raccomanda di non proteggere i circuiti di sicurezza dal sovraccarico (art. 563.3 -
commento: “È fortemente raccomandato di non proteggere contro i sovraccarichi i circuiti di
sicurezza...) per assicurare una migliore continuità di servizio. La norma CEI 64-15, invece, prevede
che siano protetti contro i sovraccarichi anche i circuiti dell’illuminazione di sicurezza, ma, per evitare
interventi intempestivi delle protezioni, richiede che siano sovradimensionate le condutture. Un
commento all’art. 4.5.4 infatti precisa che: “.. l’omissione della protezione da sovraccarico può
determinare, in caso di guasto sui circuiti alimentati da batterie o sistemi analoghi, correnti di
cortocircuito in fondo linea molto instabili e difficilmente prevedibili e quindi pericolose ai fini
dell’innesco dell’incendio”.

Il coordinamento tra i conduttori e i dispositivi di protezione viene quindi realizzato secondo la


condizione: 2IB <In <Iz (CEI 64-15, art. 4.5.4) invece di: IB <In <Iz (CEI 64-8, art. 433.2)
dove:

IB = corrente di impiego del circuito;


In = corrente nominale del dispositivo di protezione;
Iz = portata in regime permanente della conduttura.

Sovradimensionare il cavo, scegliendo una portata lz doppia rispetto alla corrente d'impiego IB (lz >
2IB), rende meno probabile l'intervento delle protezioni, anche in ragione del fatto che i circuiti
d'illuminazione per loro natura non danno origine a sovraccarichi. In tal modo migliora la protezione
contro i cortocircuiti non franchi, specialmente in fondo alla linea, dove le correnti di cortocircuito sono
più basse e dunque meno rapido risulta l'intervento del dispositivo contro il cortocircuito (previsto per
un guasto franco). Sempre nel commento all’art. 4.5.4 si ricorda che non cambia la seconda
condizione If<1,45 Iz (If è la corrente che assicura l’effettivo funzionamento del dispositivo di
protezione entro il tempo convenzionale in condizioni definite), fermo restando quanto diversamente
specificato più avanti, per quanto concerne l'impiego di cavi esistenti non rispondenti alle norme
vigenti e a quelli di nuova installazione con sezione inferiore a 1,5 mm2.

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7. Criteri di realizzazione

In considerazione delle tipicità architettoniche e strutturali, in presenza di particolari vincoli artistici che
rendano problematica la realizzazione di nuovi tracciati, nel rispetto di quanto prescritto dalla Norma
CEI 64-8 - Sez. 751, e nel rispetto di alcune condizioni, è permesso l’impiego di tubazioni non a norma
già esistenti (es. tipo “tipo Bergman”) purché:
• le tubazioni siano incassate in strutture non combustibili e se in vista siano metalliche con
grado di protezione non inferiore a IP4X
• le tubazioni non possono procurare abrasioni o danneggiamenti ai cavi durante le
operazioni di posa, eventualmente si dovrà verificare la resistenza di isolamento e la
continuità elettrica.

In casi particolari è prevista anche la possibilità di incassare direttamente i cavi nella muratura o
nell'intonaco senza protezione meccanica addizionale, se idonei allo scopo ed installati ad una
profondità non inferiore a 5 mm tra il dorso del cavo e la superficie esterna della parete (figura 4),
anche ad altezze inferiori a 2,25 m dal piano di calpestio purché sia segnalato al personale il percorso
del cavo per evitare eventuali perforazioni. Possono essere riutilizzati anche cavi già esistenti non
rispondenti alle norme in vigore se sono presenti vincoli che non consentono la sostituzione dei cavi o
la posa in opera di nuove condutture. Nel caso di cavi di nuova installazione è altresì consentito
impiegare cavi con conduttore di sezione minore di 1,5 mm2 con un minimo di 0,5 mm2. In questi casi
devono però essere rispettate le seguenti condizioni:

• la protezione da sovraccarico deve essere attuata all'origine della


conduttura stessa e dimensionata per lf<IZ ;

• deve essere verificata la resistenza d’isolamento e la continuità


elettrica dei conduttori una volta posati.

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Figura 4 – Profondità di incasso minima di cavi, senza protezione meccanica addizionale, incassati
direttamente nella muratura o nell'intonaco

Alle seguenti condizioni, in deroga a quanto richiesto dalla Norma Cei 64-8, art. 751.04.27, è
ammesso, non collocare all'origine del circuito la protezione contro i sovraccarichi:

- la verifica della protezione da cortocircuito del tratto di conduttura non protetta da


sovraccarico deve essere effettuata considerando una riduzione del 50% del valore della Icc
minima calcolata o misurata;

- la conduttura deve essere realizzata in modo da ridurre al minimo il rischio di cortocircuito e


deve essere incassata in strutture non combustibili o, se in vista, a contatto di strutture non
combustibili;

- tra il punto in cui si presenta una variazione (di sezione, tipo di posa, ecc..) e il dispositivo di
protezione non vi devono essere derivazioni con prese a spina.

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8. Misure di protezione contro l'incendio

I circuiti posti nella stessa conduttura devono avere il dispositivo di protezione dalle sovracorrenti
anche sul conduttore di neutro. Misura non necessaria se ogni circuito è protetto da proprio dispositivo
differenziale. I dispositivi di protezione dei circuiti prese a spina devono essere scelti con corrente
nominale non superiore a quella delle prese protette. Inoltre tutti i circuiti di alimentazione prese
devono essere protetti con interruttori

differenziali aventi Idn < 300 mA. Deve essere previsto un dispositivo generale per la rivelazione delle
correnti di dispersione dell'impianto.

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9. Prese a spina

Nei luoghi di accesso al pubblico le prese a spina fisse a portata di mano, oltre alle già citate misure
previste nei confronti della protezione contro l'incendi, devono essere provviste di coperchio o dotate
di protezione degli alveoli e devono essere protette singolarmente contro le sovracorrenti. Negli altri
luoghi possono essere raggruppate un massimo di 5 prese sotto la stessa protezione (solo in
presenza di particolari vincoli artistici è possibile derogare a queste prescrizioni e proteggere più
prese con lo stesso dispositivo). Possono essere installate prese a spina a parete, incassate o
sporgenti, o su zoccolo, con asse di inserzione orizzontale distanziato dal piano di calpestio non meno
di 40 mm se sono presenti dei vincoli artistici che non permettono il posizionamento come richiesto
dalla Norma CEI 64-8, Sez. 752 e le prese siano distanziate dal pubblico.

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10. Requisiti illuminotecnici

In un edificio artistico/storico, dal punto di vista dei requisiti illuminotecnici, si tende solitamente a
sottolineare gli ambienti e i particolari più significativi dal punto di vista artistico. Senza perdere di vista
i requisiti minimi richiesti per la sicurezza il ventaglio di scelte possibili per i livelli di illuminamento sul
piano orizzontale e d'accento è molto vasto e varia a seconda delle esigenze particolari (ad. esempio
l’adozione di sistemi BUS potrebbe agevolare la scelta di determinati scenari luminosi collegati a
specifiche ambientazioni, manifestazioni, ricorrenze, ecc.). In particolare occorre distinguere fra
oggetti sensibili o insensibili alla luce per proteggere, a prescindere dalle caratteristiche
illuminotecniche richieste della mostra, gli oggetti stessi contro le radiazioni dannose. Ad esempio in
un museo l'illuminazione è normalmente determinata dalle esigenze della mostra ma anche dalle
caratteristiche degli oggetti da valorizzare. Altro esempio caratteristico le chiese nelle quali, dal punto
di vista dei requisiti illuminotecnici, si tende solitamente a sottolineare la forte spiritualità dei vari spazi
da illuminare adottando, a seconda dei casi, soluzioni che possono essere anche diverse nella scelta
dei livelli di illuminamento sul piano orizzontale. Anche in questi casi l’adozione di sistemi BUS
potrebbe agevolare la scelta di determinati scenari luminosi collegati a specifiche ricorrenze, funzioni
religiose, ecc..

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11. Utenze per le quali è richiesto il servizio di sicurezza

I servizi di sicurezza non sono necessari solo per la sicurezza delle persone, in questi edifici tutti i
circuiti sono da considerarsi servizi di sicurezza. La norma CEI 64-15 non aggiunge nulla alle
prescrizioni contenute nella 64-8, ma elenca i sistemi di utenza per i quali è richiesto il servizio di
sicurezza, ovvero: illuminazione; allarmi antincendio; impianti di estinzione degli incendi; allarmi
antintrusione; allarmi antivandalismo; diffusione sonora antipanico; Tv a circuito chiuso per
sorveglianza; ascensori antincendio, climatizzazione con finalità di tutela del patrimonio artistico. Un
commento della norma si specifica che è preferibile che l’alimentazione di sicurezza sia automatica e
si indicano i tempi entro cui deve intervenire (tabella 1). Si ricorda inoltre che per gli impianti di
spegnimento automatico degli incendi nei depositi il cui carico d’incendio è superiore a 50 kg/m2,
devono essere installati impianti di spegnimento automatico collegati a impianti d’allarme e gli
materiali estinguenti devono essere compatibili con i materiali depositati.

Interruzione Interruzio
Sistemi di utenza per i quali è ne media
breve
richiesto il servizio di sicurezza
<0.5 s <15 s

Illuminazione *

Impianti di estinzione *

Incendi *

Allarmi antintrusione *

Allarmi antivandalismo *

Diffusione sonora *

Antipanico *

TV CC per sorveglianza *

Allarmi antincendio *

Ascensori antincendio *

Climatizzazione con finalità di


*
tutela del patrimonio

Tabella 1 - Tempi di intervento dell'alimentazione di sicurezza

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12. Illuminazione di sicurezza

E’ necessaria l'illuminazione di sicurezza negli ambienti frequentati dal pubblico e dove sono installati
sistemi di video controllo (deve essere possibile il rilevamento delle immagini, minimo 1 lx per oggetti
chiari e 5 lx per oggetti scuri) a protezione delle opere di valore storico e/o artistico. L'illuminazione di
sicurezza è richiesta anche negli ambienti non accessibili al pubblico quando, per conformazione o
destinazione d’uso degli stessi, si possono manifestare pericoli per le persone e/o le opere sotto
tutela. Le sorgenti di energia per l'illuminazione di sicurezza, sia di tipo centralizzato che di tipo
autonomo (consigliabili in caso di vincoli artistici che ostacolano la posa di condutture elettriche),
devono garantire almeno 1 ora di autonomia dopo una ricarica pari alle ore di chiusura giornaliera del
locale.

2 lx
tutti gli ambienti nei quali abbia accesso il pubblico
minimo 1 lx
5 lx zone di deflusso in generale (pedane guide o corsie di
minimo 2,5 lx passaggio, corridoi, scale)
5 lx in corrispondenza delle uscite e uscite di sicurezza
in relazione all'analisi del rischio connesso al
10 lx danneggiamento e trafugamento delle opere in
situazioni di panico

Tabella 2 - CEI 64-15, art. 4.6. Valori minimi per l'illuminamento


di sicurezza sul piano orizzontale ad 1 m di altezza dal piano calpestio

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Guida all’impianto elettrico negli edifici di rilevanza storica e/o artistica

13. I sistemi BUS negli edifici pregevoli per rilevanza storica e artistica

L’alimentazione e il comando degli utilizzatori realizzato dai tradizionali impianti elettrici è costituito
essenzialmente dall’insieme dei circuiti di collegamento alla sorgente di alimentazione e a tutti gli
apparecchi di comando, manovra e protezione. Negli impianti più semplici il comando può essere
ottenuto agendo direttamente sui vari apparecchi oppure, quando si rendono necessarie funzioni più
complesse, può essere mediato attraverso attuatori come relè, contattori, ecc.. pilotati attraverso
segnali elettrici a bassa potenza. In quest’ultimo caso, per gli impianti di una certa consistenza come
ad esempio negli edifici pregevoli per importanza storica e artistica, potrebbe risultare conveniente
l’impiego di sistemi Bus (figura 5). Un commento all’articolo 1.4.1 della Norma CEI 64-15, suggerisce
esplicitamente, per ridurre l’impatto degli impianti tecnologici nei confronti della struttura, di
considerare già in fase di progetto preliminare, la possibilità di adottare soluzioni impiantistiche che
consentano il minor impatto ambientale nei confronti delle strutture e delle opere sottoposte a tutela.
Si sollecita pertanto il progettista a prendere in considerazione tutte le tecniche più attuali, come ad
esempio quella di sistemi a Bus (argomento trattato dalla guida CEI 83-11).

Figura 5 - Esempio di applicazione di un sistema Bus ad impianto elettrico di illuminazione

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Guida all’impianto elettrico negli edifici di rilevanza storica e/o artistica

I principali vantaggi di un’installazione a Bus possono essere così sintetizzati:

– Flessibilità di impiego - e’ possibile cambiare la funzionalità dell’impianto operando una


semplice modifica nella programmazione dei dispositivi o inserendone dei nuovi;

– Continuità di esercizio - è possibile la sostituzione di un dispositivo guasto senza alterare la


funzionalità del sistema;
Semplicità di cablaggio – si impiega un solo cavo non polarizzato per il collegamento di tutti i
dispositivi, riducendo o annullando i possibili errori di cablaggio e limitando notevolmente il
volume dei conduttori installati con conseguente riduzione dei costi di manodopera;

– Maggiore sicurezza per l’utente - i dispositivi di comando sono alimentati con bassissima
tensione di sicurezza;

– Supervisione centralizzata del sistema – mediante uso di personal Computer è possibile


supervisionare tutto il sistema;

– Manutenzioni programmate e assistenza tecnica semplificata - autodiagnostica e/o ricerca


guasti automatizzata;

– Remotizzazione dei comandi e dei controlli sull’impianto – tramite il collegamento con la rete
telefonica è possibile il controllo e il comando a distanza dell’impianto.

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