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Gli interruttori differenziali nella nuova norma CEI 64-8

Gli interruttori differenziali nella nuova norma CEI 64-8

Pubblicato il: 02/07/2007 di Gianluigi Saveri


Aggiornato al: 02/07/2007

1. Prima parte

Gli interruttori differenziali con corrente


differenziale nominale d’intervento non
superiore a 30 mA, associati ad un
adeguato impianto di terra, sono
principalmente destinati alla protezione
contro i contatti indiretti (fig. 1).

Fig.1:interruttori differenziali con corrente differenziale


nominale d’intervento non superiore a30mA,associati
ad un adeguato impianto di terra,principalmente per
protezione contro contatti indiretti

L’uso di questi dispositivi, se correttamente gestiti, garantisce infatti una buona protezione contro questo tipo
di rischio anche in presenza di modesti impianti di messa a terra (si ricorda che gli interruttori differenziali
sono utilizzati con buoni risultati anche per la protezione contro gli incendi essendo dispositivi in grado di
rilevare correnti di dispersione verso terra, correnti che potrebbero essere causa, in ambienti a maggior
rischio in caso di incendio, di effetti termici pericolosi).

La Norma CEI 64-8, all’art. 412.5.1, ne ammette però l’uso, purché la corrente differenziale nominale
d’intervento non sia superiore a 30 mA, anche come protezione addizionale contro i contatti diretti.

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Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono
possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito.
Gli interruttori differenziali nella nuova norma CEI 64-8

2. Seconda parte

Nel sottolineare che l’impiego di tali dispositivi consente di rimuovere la maggior parte dei rischi derivanti dai
contatti diretti, la Norma ci ricorda anche che questa misura di protezione non garantisce la completa
copertura dai rischi, ad esempio quando si ha un contemporaneo contatto con due parti attive a potenziali
diversi.

L’impiego di questi dispositivi non deve quindi intendersi come unico metodo di protezione e non esonera
dall’applicazione di una delle misure che la Norma stessa ci indica: isolamento delle parti attive, involucri o
barriere, ostacoli e distanziamento.

La nuova Norma CEI 64-8, nel ribadire questi concetti, del resto ormai consolidati, va oltre, e richiede
espressamente un interruttore differenziale con Idn < 30 mA per i circuiti che alimentano:

• prese a spina con corrente nominale non superiore a 20 A negli impianti installati in locali ad uso
abitativo (fig. 2);

Fig.2:interruttori differenziali con Idn < 30 mA richiesti come protezione


addizionale contro contatti diretti per prese con corrente nominale non
superiore 20A in impianti in locali abitatativi

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• prese a spina con corrente nominale non superiore a 32 A quando servono apparecchi
utilizzatori mobili usati all’esterno (fig. 3) .

Fig.3:richiesto un differenziale con Idn < 30 mA per circuiti di prese a spina con corrente nominale
non superiore a 32 A che alimentano apparecchi utilizzatori mobili utilizzati all’esterno

Si amplia il campo d’impiego dell’interruttore differenziale con Idn < 30 mA a tutte le prese dell’unità abitativa,
mentre con la vecchia norma la richiesta riguardava i soli locali da bagno, e lo si estende alle prese destinate
ad alimentare gli apparecchi utilizzatori mobili usati all’esterno (in verità una nota in calce ammette una
esenzione in non ben chiarite situazioni particolari).

Si ricorda per comodità del lettore che un apparecchio elettrico si considera mobile se, quando è collegato
all'alimentazione, deve essere spostato durante l'uso.

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