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PICCOLA BIBLIOTECI DELLE ARTI

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4) Striao d ' h e stato di &te del -tante:
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naturale, senza d d bisogno di pensarci, &C q Ut h
loro pamm mnrrak, grazie aii'eserchio fisico.
Chi passa molte ore al computer o seduto al tavolo a
studiare assume nel tempo una postm tipia, con le spaiie
in avanti e ii dorso ua po' CUWO.
Ci sono persone che ingmmno un po' o anche mito,
giovaniodiuna~&;questocom~,~mmper
gli uomini, unJaccen&one della amatura h b m ,
'la panda p-". Chi am sempre c m h schiena a m a a h&
delle vertebre d o d i (per la persona f h c a -m
prima) con ci& un aumento della cwvanira a iiveb
lombare. Cosl aicui con i'età àiminuìsmno in -tura, certo
anche per alrri motivi ma fondamentahmk p r c h k le due
cummm naturali del dorso si accentuano e poi si f k m o ,
quindi la d a t u r a , xnai allenata di soho a ~ U S Bdi una
vita dentaria, perde il suo tono e h sua fumione di mante
~ 1 ' ~ ~ ~ C o m u n q u e s i p u O m d i ì ~
&hmda~la~~ur;i:sepnwateame#ervi
nella pdziorie 'fiacca* descritta prima e poi in qu& "adai-
cam,dowieste~inia~raella~stanira.
Sare& dawem aiutate muovere la m w h del dor-
so pw ritrware una posizione piS e p i 3 . m ~Ripe-
.
toi'invitoa~iapostutadegliatletleaprendere
esempio da lm. lapi&me asstrm dnl m o B diJm&-
mmt& $mporkmzlr#mI'aszm r H W ##p, nel canto
mamdo.La~cadel~~ki'rcleale,maaml-
te, se non si puiì fm nitrite di meglio, qualche bella stlrac-
~,ma.gariap~aunaspallleraoaquaiche~
stegno adeguato, può m molto b e n d a , sopra#utto per
chi &e pmme d t o del suo tmqm seduto a un tavolo.

Occupbmod deI'dko che sta antando: il principiante


tende a imi@k la sesta e il collo, i n c o m a p e v o ~ .
W~pmmnecheri~acantaremohomegIio~
C A N T m ~ O N O ?

Si~molto~dkchepercanbarebenebh&na
~~edwahquaichecafsosifaperslno~
dereil~,per~sentirecome~o~tiilsu
addome e il suo m e CQuerito concetto cosl 'rihzmW
~pmarertunequivlico.Ho~pei~~neconhvoc
roVmarndatroppon~*.Neianto~sidwe
mnifazarela~a~%uoniinmodofati~
i I Nel~i'unbadoveresbieresempre~,pe~
~ , B l a ~ . M a s e u n ~ e i n s p I r r i
u r i a ~ s t a n c a e ~ t o l tL
o i,s u ~ c a n m s r à ~ l u t a -

m& vocali* n mJ
e @mi6 dell'aqbrossi~na
*cantam-tiu d qwih d3 awm un h tono m&-
twa~lo&ì~sddclwso,pPBTre&&rtqge
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Bisogna quindi p d e r e un bel respiro, in modo natura-
L . ~ ~ n m d d ~ ~ , ~ n
mntato~ni#ts~oEarespoatanearimenteunMrie
s p i r o a e . k ~ a n S ~ O d t o ~ , p e r e s e m
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tmt&v&mttoiaguIdadiunocchio~.
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sevi~inmacondlzionemdtopia~ole,inunam-
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Come re@mmk per ~~ "Come sto H? Di
cabra#ivi~inunaposizionerigidaoImpe#irat
o d v a # e n k ? atkskh, a d molto prubsbihmte ac-
k con una bella sriracchm
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g r i a a ~ ~ ~ s d c ì i & t t a e ~ c e n t e .
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Prime lezioni=la #tà del suono

A questo punto siamo alla terza lezione del nostro allie-


vo principiante. Ha imparato ad assumere una postura bel-
la diritta, a inspirare correttamente, a non far scappare tutta
l'aria con il primo suono che emette.
Adesso bisogna cominciare a incidere sulla qualità di
quei suoni, bisogna trasformarli da deboli e con poca riso-
nanza in squillanti e sicuri. Il processo di formazione dei
suoni richiede in genere come minimo alcuni mesi per co-
minciare a dare dei risultati apprezzabili, qualunque sia il
genere musicale praticato dall'allievo.
C'è un'ampia variabilità individuale nei tempi di appren-
dimento. A parità di capacità intellettive, due voci diverse
possono formarsi l'una in tre mesi e l'altra in un anno, per
esempio. Secondo me dipende soprattutto dalle qualità na-
turali di base dello strumento-voce e poi anche da altre va-
riabili più personali e psicologiche, legate al temperamento
e al carattere deil'allievo, alle sue intenzioni e aspettative,
oltre alla qualità del rapporto di fiducia creato con l'inse-
. '
gnante.
Non ho mai visto una voce formarsi in meno di tre mesi,
tempo già molto breve e molto inferiore alla media, che è
di almeno sei, otto mesi. Dipende anche da quanto si stu-
dia: i risultati più rapidi e sorprendenti li ottengono sempre
e solo coloro che si impegnano a fondo, allenandosi con
costanza.
Comunque sia, scrivere in un libro come deve essere il
suono corretto dell'allievo è la cosa più difficile che ci sia.
Meglio dire i difetti più comuni nei principianti, sperando
che il lettore riesca a capirci qualcosa. L'allievo princi-
piante, infatti, è per definizione inconsapevole della qualità
dei suoni che emette e, inoltre, non ha alcuna coscienza,
in genere, di quali potenzialità abbia il suo strumento, per-
ciò è difficile descrivere per iscritto le caratteristiche ottima-
li dei suoni. Ci vorrebbe una registrazione, ma c d o che
servirebbe a poco, un po' perche diffidimente vi si ripro-
ducono fedelmente le sfumature di una voce e poi per&&
comunque l'allievo ne sa ancora troppo poco per ricevere
un aiuto attraverso quei suoni o le pagine di un libro. Ci
vuole i m m un maestro di canto.
È proprio in questa parte della formazione della voce
che un buon maestro fa la differenza, perché tutto si gioca
sulla percezione di suoni diversi e sulla selezione di quelli
migliori. In questo settore dell'apprendimento si può entra-
re in uno stato di confusione totale, se il maestro di canto
non è coerente nelle sue percezioni tra una lezione e l'altra
e, per esempio, scarta oggi suoni che una settimana prima
trovava corretti. Con un insegnante così è bene battere in
ritirata immediatamente, prima che rovini anche gravemen-
te la voce del malcapitato.
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+:*. + ? ! m%tj5&d cz,$~ :;-,L , .;*<,
'-f$ono le due catei~neprincipali Zìa qualità dei suoni. Vi
&no altre possibili varianti (la voce nasale, quella intubata,
n eccetera) ma la prima disputa che si fa in genere è queila tra
- voce hgolata (il difetto pia diffuso tra chi non conosce la

Ltecnica vocale) e quella in s nm &m (voce ideale per il


canto classico e molto utile per quello leggero).
Dirò qui come è il suano in gola e quello in maschera.
- Come si fa ad ottenerli è ben difficile da dire per iscritto,
perché esiste una grande variabilità tra un allievo e l'altro,
. inoltre il lavoro da svolgere è dawero personalizzato.
C'è chi riesce a portare i suoni in maschera per imitazio-
, ne (sentendo gli esempl cantati dell'insepmte), chi nasa-

'_ lizzando molto i suoni, chi immaginando di parlare in mo-


do affettato come una persona di nobile casato o come un
attore dalla recitazione stucchevole, chi facendo la voce di
un bambino, chi imitando la voce di un disco, chi fingendo

71
m W.
di Anastacia, che in aicuni passaggi, non sempre, emem
del suoni di gola, per me sgmdemii a sentirsi. Anche
per la vsce deUa musica leggera, per&, occorre compren-
&re il concetto di suono in &a, perché 2 indispen-
sabile per migliorare le proprie pw&.szi~nivoali, anche se
si canta iJ. mck più sfre"zl$to.
la i% m c h e m 8 &t& ~o5"r~pem& & 1~ chi lg pro-
duce la m a z i o n e di rkw01~t11mracgS&p&rt~a n m ' m&I m;-
m, dktamo all'in&model naso, d$wkc0m.
~f3j&o~ktm~&~eU&canaiebquin-
e saora dx pui?
sf,m=m@@f-

di altri gemzi pub @ci- ii


atix+
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una k11a w e , sana,
unspresh, è mdto . W sono poi Ie voci rese
apgmshmaf~er&e em@em,t.pQ J&e Cbeker o Zua&e-
volta. La vace si pui3
. aymd oyeds ollau 'auoj8m q a ~ d a s u ras , ~m m ~ od 3 ~
-ura ,od un ad !s~.lipr~ p o a .pua~appons aa o anp lanb
ns ej m s a m p ay3 a~glsod!uo!~ap!suo~al ossa1àIad ,od
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-Ualmnq,,
ep qpnb E ouadsu
aAap atp 'olua3 !p w s a m p 9'3 eurlJd !p '€%& ad ' ~ O AElla
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-ma=) .ou o pqanb monq p ouos auaura atp yons ! as
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la qualità dei suoni che emette e anche che la voee in rna-
schera n d t a della postura e deWinspirazione descritte
I precedentemente.

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I- ~'tstBk%*.& ~ : ~ t & * f & ~ L . -gp$.


b ~ :

i . '5 e Per attacco di suono si intende il momento in le corde


v d comin&o la vibrazom. Si f~~blcia attenzione che non
- -
sia aspro, duro,gridato. Non cJèda preoccuparsi della qualit.2
&ll'attamPa mio awM, perche una permm &e badi a otte-
. , nere una pastura-comtta,che abbia preso un bel respiro, che
.I, abbia la mandibola sciolta, difBcilmente riuscirà a fare un at-
11 tacco aspro, duro, @dato, o sfiatato o incerta. ~euna persona
s b g b l'attacco è perché. sta sbaghando qualcosa d'altra.
l? inutile studiare l'attacco come entita a sé. stante, per-
che questo approccio non 2 realistico: sarebbe come voler
studiare il modo di correre di un atleta s o f f e ~ d o s adi
zmalitzare so10 il suo primo pmso. MìgEe'arad iJ cmrd-
wmtmto m t o r b p& I'attacco si magIaO~wbauto:
m $ i a m t eI h ~ wfin2dal W inizio.
i' L'attacco *e meglio se comincia da una m m m e ,
di solito. Me&o avvalersi di quelle articolate con la punta
della h g p a in avanti: L, T, D. Personalmente preferisco
l
consi@W la L, qualche volta la R, dxe va a p s i appena
l

l
e
dietro +u" &mtì i n d i v i superiori, in chi ha il di pbz-
z m b lingua troppo indietro o di pmnuncha in modo
fimq h,mto, mtmita, dci;8t1e.

I vocalizzj. sono sicuramente utili ma non varino soprav-


vaiutati. In generale penso che per il pfincipiante servano
a poco se n m ihbinati a qualche brano. Il uocdima 2 %n
mezzo, non QEcam buon senso.
-
yp manbas trun a a ~ 'ozzyv~oa
o un pzj ~sopow oisanb
r q :~~pmuosuo3
Fuons I gru opumgqp olsal un a.rmw3 !p

onanb a trpunuo~de1 aumo;lnrn aad opolaur uonq un

-mq !au ouwwdos ! ~ O Aal aqpws op3trj a~uawpuoaad

*oimguZS!sp ouopaad o ~ u m1-ep a aloaad a p p alwtrdas y~

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I. ~ x m a r n 1 ~ 1 ~ 3 ~ & Z & 6 u q ~ ~ ~ ~ o ~ n p a .
. - a p a m @ ~ ' ~ a u a ! $ p a p n b ~ a p a a
*t n:mq m -Q a m o ~ a . 3 :Q@
i - q = w ~ ~ p a v = d ' v ~ ~ n r n ~ ~ w = v
3 uou m 'amli. q P U ~ ~E aSw a s ~ n d O Z ~ E ~ OnA

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p D* panb ad ~ i p aet0ysxm-s

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delle peaxme per ~ ~ a ndi~e zs ip m Vi mm
persane aride molm tnudd $&e sona stmatq questo

@di.&-+*&&, guai
s,~&cEsJ,~am~ntedi
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Un parametro determinante per dividere le persane &
se intwxzssace a m.@.iorarc;ia ppolxia htsna-
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O utxi &e e s q p m
mwkz E-em, &e avere una voce th&mr%n m k
Prime lezioni: pronunciare le parole

È DIVERSO FARE UN VOCALIZZO E CANTARE DELLE PAROLE

Per il vocalizzo di solito si usa una vocale sola, più co-


munemente la O oppure la A (preferisco in genere, salvo
casi particolari, una O chiusa, che abbia qualche grado di
parentela con la U). Quando si cantano, invece, delle pa-
role, la differenza è molta, e spiegherò il perché. Nel vo-
calizzo si apre la bocca in un certo modo e poi si mantie-
ne più o meno quell'assetto per tutta la durata del vocaliz-
zo stesso. Così è più facile. Nelle parole invece vi sono
molti suoni diversi da pronunciare, che modificano la for-
ma e le dimensioni del cavo orale e in parte anche della
gola. Quindi non basta studiare le vocali di un canto; oc-
corre occuparsi anche della pronuncia corretta e chiara
delle consonanti. l

Se paragoniamo la voce a uno strumento musicale, pos-


. z-9-
'TG' siamo allora dire che mentre nello strumento la cassa di ri-
F2 sonanza rimane fissa nelle dimensioni e neiia forma, e ciò
che si modifica è la lunghezza delle corde (si pensi per
esempio a un violino o a una chitarra), nello strumento-vo-
ce le corde vocali variano in lunghezza e in grado di ten-
sione a seconda della nota che si produce, ma soprattutto
ciò che tende a modificarsi continuamente sono la forma e
le dimensioni della cassa di risonanza, cioè la faringe e la
bocca (le cavità nasali, che fanno parte del sistema risuo-
natore, ovviamente mantengono una situazione stabile).
Queste evidenti e continue modificazioni nelle caratteri-
stiche delle cavità di risonanza avvengono regolarmente
mentre si parla; si pensi solamente alla posizione della lin-
gua e all'apertura della bocca quando pronunciamo una
vocale come la I: la bocca è semichiusa e la lingua è soile-
ata nella sua parte centrale, mettendosi molto vicina al

m
sonanza del nostro strumento vocale, altrimenti la qualità
del suono non pud essere migliorata. Pensate per un atti-
mo, infatti, a come potrebbe suonare bene una chitarra la
cui cassa moWiasse forma e dimensioni cuatukuamente...
Vediamo cosa si può fare.
ozzaw ad auogsod ens enau esadsos 3 -0103 lau apqow
ou&.xo un 3 a % u ye1 :ar~%a!ds aqdwas ;,o ~ p o wn[
TUTiT I ( X V ' C M FLAJWOTEMCA VOCALE APRONO LA
BOCCA AILO STESSO MODO

lirid C&@ antano bene aprano h a


, m mcb ~$xieTliche esegwno pne-
-i Immo stG&w mta; artice

Ocmm pmhm subito &e @O s i p ~ k adi ap"vbura


della 6- sd SWmtde in &ah, rcon odzzontale.
Non & devi? iptie la bocca @comefosse un fornou.I
in vertide. Aprite e chiudete la boc-
suono.
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LA E'CEEBm DELLA LLMGUA


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ha una s m m malto complessa. Si
e stmmire adiacenti. È mlto

k b e &Ua lingua, cpeiia &e si p 6


grossa.
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.mmq E I T ouJaly,fle WVAE~U! aiuau~s88a~ e d
-u!~e1 a.raUa1 .p. auoypsard BI aqdas p aq~uea.rrn~~a
'poq E q w o d s e d y 1 q
opuauai yona pp auorssp,I anqpnzs aqx.19 e d q q aq3
aqp ND !p !lS!suo~J aqncd=as aluauxmwrwa~a ~ e ~ p q
.oiq~~trd. a opour03s o1um p ap
-ua 'papa* pqs;oq puap le e r e ~ x me d q l q a p
mund EI uo3 a w m .p. OUOA!.IDS~.I~aqo auuou a1 a.rrn!a ,
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l
l

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QL3
m m m A u-
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Non si Pub cantare sempre a voce moderata, né sempre
a voce piena. Lo studio del canto è composto da una sag-
gia alternanza tra suoni moderati, che servono in genere a
trovare la sonorità in maschera, e suoni a piena voce, che
servono ad allenare l'apparato fonatorio e il coordinamento
muscolare di tutte le parti corporee coinvolte nelia fonazio-
ne. Andrà molto bene, pertanto, un'altemanza di suoni mo-
derati e suoni forti, anche a piena voce, sotto l'attenta gui-
da ckll'insegnante.
Cantare piano è difficiie per chi non ha ancora una buo-
na tecnica vocale. Di solito si tende a "mollare" tutto, inca-
paci di mantenere il controllo sull'espansione deLia gabbia
toracica e contemporaneamente di moderare la voce. brin-
tivamente, il principiante associa la voce emessa piano con
un disimpegno della respirazione, così tende a cantare pia-
no con una postura indifferente e una respirazione insuff-
.ciente a ottenere dei suoni impostati. Il risultato e insomma

- rosa...

- @e. Il cantante si stanca prima f~icamentee, se insiste, an-


viche vocalmente. Nana ancora l'allenamento a mantenere

'
- - -':ben &m che occorre ancora allenare. I1 seconda motivo

La risonanza in maschera viene un po' d a volta, come

to che si ottiene abbastanza prem è un affaticamento deiia

I1 principiante insomma, se vuole cantare forte troppo


prato, si ritrova a rischiare doppiamente: da una paxte
smca il res* e così non sostiene pih i suoni, daii'altra
pub ritrovarsi malto facilmente a gridare invece che a
cantare. Un &&io bum motivo per farsi seguire da un
maestra...
Bis~gntr!f a ~ eawmzI09ae alza kflerelaza tra gridare s
pr&ttamP.e v- pssi-te prima di mettersi a canta-
re. CM @& respira in nnsrda diverso (in genere male) e al-
la lunga fa uso della hmge in modo faticosa, mentre chi
&ry 7 , - ..e
&.4 . -p,.!: ; 101
?L- n ,
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:.:- . :-, y 4 'ozz!~em~ ~ n oj~.t.tL~wd
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I ~ ey ay3 a3oA tmn
...... O ~ J O !s J prue q 3 'amA e1 anqAoJ !p egps!~!s a p a d
r - .

'!pauano olua1 wapisap 1s as a y ~ u e'!~rwe !@ns aJals!su!


. _ 1. 1
.-. !aw ahap 1s u o .a~enp.irxg
~ eur o p i d e ~opour u! ol!los
!p ouoSuano !s uou 1ssas8md I .!souuv aJassa ouossod
1 . 1m3e oddor, o ! A E J ~ oddo~lVonS 'aiiyej ezuas a aluaw
- p e j a~mua3a a 3 s u oqqure apnb u! ' e ~ p ~ p a loun18p
. - a as aqaua 'es ounu'do . a a o ~p30 ad qowo3 q a n b 'al
I - w u-,a-v~W-c
a- =n q s s ~ ~ e art.3.wo3
~au apn a g u q d p q d 1 ad
1
.frWq~-t*x?' t r e
m- m n 0 NJ
7,
. . .+ p!'%\ Cj%,WQ3!gP.
- 8
2 a*, .*t .S. l?.,, - .-& o q $1. W- q

.. .-
:-B Evitare di studiare brani che siano ancora troppo estesk?;
inadatta al praprio
in cui la voce stai
Vedi il mo-

8 - 5 2 .* d-

.=
-:-%
-,

-yK:,,
Chi è professionista ormai conosce bene i1 proprio stru- cj
, : mento-voce
:>G5$=.
e sa quanto del suo tempo deve impegnare f
2 3.54
..?y per studiare o allenarsi c per mantenere le sue prestazionk ;*

i.S ai liveLio desiderato.


<)&~2.-

B
.?i
.Lo7;sg
.*, ". Chi è principiante, posto che le regole di prudenza e dl- i
6.-

moderazione sono sempre valide, farà bene a cantare <\


. 3'
; auto il tempo in cui avverte che gli è utiie, o che almeno è ;
qi piacevole ci& non faticoso per la voce.
-Cy

B sI
$ 3 Lunghe pause di inattività non sono raccomandabili. 1) 4
5: ritmo migliore sarebbe quello regolare. C'&chi non s t u u '3-.
>
a
.,

i mai, c'è chi canta anehe troppo, h o a stancarsi. .cd $-t;&: -


il volume si determini da .&t Vi sono persone, per esem-
pio, che cantano nei primi minuti con voce debole e piena
d'da, soprattutto se in passato hanno avuto problemi di
tecnica v d e da errata impostazione o da m h o , Subita
si mettono in agitazione perché quella voce non li soddisfa
e assomiglia ente a quella dei tempi pmhle-
rnadci, In questi casi, ma anche in generale, è meglio
, aspettare per qualche miraum, con calni;k, che la voce si a s

sesti cb sé,saidandosi, piutocrsto che intemenire, dato che


di salato in pa&i minuti la vace gusta emerge e s-isee
qualunque suono brutto.
Non b semm neppure cominciare a cantare a vwe fred-
da su %essitureinipegwtive verso l'acuto O verso il gmve:
1: va ' una temieum c m & e non inzpeg~thra.Qgfiuno
, a S B ~ S Cquale sia la m&n~ra@ustaper 9é.
" - : & I $h&& non importa se la vace per qualche minuto 8
- -*, e.,;
senza hbm, mnza volume e e g r i cm un p'
d ' a tutto si aggiusterd,in pom tempo, bam non Sanare
. , . e acwttwe che la V O G ~fredda n ~ sia n hk.Cm1 f a m c b ,
-
i,: +:&i p r e d e da-
- - ~ c m t w l=
e dopa qualche tempo la voce sa& ac-
t &e in QU82 primi minwi.
., _ . . .,
--C-

.L
-

& -

i.. +C

.- , FATICAI P Q W W P O LA W O N E DI W 0
. - . ,
'

. m& -&o &fatica vocale. In una $ituazione atti-


. : & sj b kwme che la voce parlata &J piU
P"

:C; morbida rbpetro aìi'inkio &h lezione.


Peri3 in ,ap& a d e r e di "grattare" la vwe,
, .*
-
due tipi di a i k d i didaaici e i

e h el'-e pxtant(.ysia per

tire, soprattutto se si

l*
ieunuostq ww !s-'o~~Baiw ,od un oi!qns F x n u ossa 'ou
-mq ossas 01 opuapuard!~'odop orno@ n a gflm.10~ 2:p
~ o i auolnrys
~ s q osodu p anp o aro,un odoa .awunoj
onw 1ap m s uou wo3ua arp a optrmprus ouuas aq3 p
-on a1Tau apxm't?oisanb ?qa.rad 'aiuvdnmoa~daua!uanuo3
-u?un !p wm 1s UON .yn3a @ns oivum ply as ~ A E Jauaq ~
arej r~!d es uou 'omdosozzaw un ourquod 'aawS amn
aun ordruasa Jad .~ng'&u%dwl aluaruImoA tuwq a~alo3!i
ad q 'oi~orua1.1~FS 33opuanb apamns a ~ a M UI .auo!zap
-.rasa,un o auo!zaI al o d 9 w q q s !s a143 a3on enap onanb
a 'aiuapa3a~d@p 0s.rar.p aiuauua88a1 ' O S E ~onlr, un
.ows!u~33awv ai
-uawwa~~o3 oqdm eq aqaxad 'a~onanap ouauor>sosn,I 9s
ep a ~ p a m d!p opEJ8 q 3 ,od un odop o n q r , aop ~ %aw
yqsspyd ! wadns uou o 3 g p o p o ~ ~ aI! daiuaurallog
.aimyqp !ew ' a m q o ~'asaisa 'yuaiod opuauan
-p &a.rpoy,pon anap m p a ~ p d aauaw "opa1 amyd
.
anau mmou q !mnb ouos yua!tranuoxq ysanb ? p a d '07
- m p asodqpa~doaod oisanb zad a amrlap a1uarnqoD
- p d qs azaA q ~ a n b-3 w!gu8!s uou a m & p ouaj
- a o n 81 .a~eu&, qnd !s a mano3 uou wa-
q ouons 010s un a.rauaura anq 'WEJ. ' o i m Iap o!pws
on;>P p!nq !ssJ anaN 'WoJsp EWì ~ J ~ A W @ PT?BO aJEU
--ap e puapg~ns01.~3uou 'oium 1ap opws onap olzp
-!,n-e a~nrdmouossod aq3 !iuapaAuosq nom$ !p mmos
-pww !S ' ~ q ~ zop um ~ o oi ~ r uaq3 !p odop 'a.ro,p
o~zdun a q o ouwnp uou W a s a p.uo3qs panb o~nos!a
~ ~ ~ qa ui uqa ds 8 q !sopussa 'mupd mod p
~ w i a1 s ~ ! da uou a p '330~qpp p!~t?nbp eauwrrawow
m p ~ a d'(assawo~dwoo,od un @ a o n q F I y~ p a d -!zq
apuard p.p a onnu%rdos omldw anp p l n q@ auo!zmmj
a m mpq wa%a;l ' o n o ~p o q o p p o~a88a1un !aa%m@a
~ n hd~-t;r>ull apro3 anap opanq a o!p.isr,j !p oszlas ahal1 'a5
-sol aait8a1 -A' q aqmqq3s p mssa3au :gru ~ O tsA'oun
OIOS aiIo& r, 'oqqns avaMa ona!lIe,I aq3 !1mBas 11033!d
degli effetti &Eta "palestranvode, dd'denamehm &lia
me. , 1

h v ~ ~ m . r a $ a t m p e h s r l a v o e h ~
munque stabibmata m cikmebb wilai riportak akm se-

@e di fatira o di n n m m e dd timbro. Se ciò accade

oamme p r m attenzione e eomLtare uno specialista

cpdm 11 suitomo mista. Una vace se ha,ra&ufito un

. m equiliho, infarti, non dovrebbe mai affaticaai. Se ciZ,

accade vi è un problema & t e a k a vocale da M v m àpl

pure una. varidane miie a o d condizioni hi&e del

mmte.

.'.A . .
i.l:+-!wngq&e.
* i r n & s F f p # b b A 3 0k7)1):f*
&m W EA U - L U N G A EA
-m t .a3sqJ o=&. :-pm asatlb &qaq
im S J q aq3
ES' a
- r[ " wL p p ~ ~Sag
ttm
apqpsod 3 'mnapqad p aumamapam~dolauoqp ~ A B
& aucqz1d~pt~ -p ar/~@nbopuanv .aqqsu p0.z,
-pum auonq .cn 3 1s uou mmas eun tq q q s a *A
crp am~~dm 'X 2
ardwas $nd ~ Y ~ J ~ w I ~a3x3'VA osnl
-%W D cxmp s m m m ~ 1 auow
-a* '-m p W.
- W zr;ou .
a- -1' m ' a * arnn 4t r n pq~"e&
-wa~duro~ auo@.t~n(a q alapuaue a amn EI a~esod
-p q o @ a -~anzz.rojyq,q .mnq e auaura 1s a wuads 3 3118
-qnj p os.103 q a m q ~ .mgt?jej !s a ~ a n qopuenb a
-uw ape3 a opu~nbandaxad !p o p d q ouos p1r4 o ~ s a
Iaa .WOA qlap a n p q ad o s o l o 3 ~ do.~~our asssa ~ n d
w m e e108 ~ q~ uor, a m q ~\JTJEWJOU W E wm.101 q s ,
esoDnw q aq3 a ~ a p u w O~ ~ Z ~ U I EJOI~B 'a8qnj q ajuaur
--anaq 010s aqam ~ s s a a v qauo!zzwure!p!,~ amnq as
- q a j ej fs uou a .sps vp a s
-od% FS, amn q -maqm~u q ' a l m g y ~ u o s mua33e
1s eUaqxn8 au a p o n auoisqwa,I 'amp olos 3013
essaJa1tq aq3 ' a ~ o p p a q p,o-rnd,, p tiuw !s as a~auasu~
-
-- @uttimrn k m jl ma d h g b , sicche 11 pubblico
m & a e in quali iem&zi~nisi trovi a cantare

Le muse piU frequenti t& cxm&zW g e m d e m e d i


nm oktimrald, secaneio una p a d e statistia, m m

namrne e la tmn- 4%- &p una in

di k v w (in V&& C'& an&e chi &va Icdone dl

.$fbl. l a m e ne esci? pQT ~+gmeratoememm5,

a &ma= ra- i cktuhi digestivi limi (per

a p h i queU h wlpkom le persone sane) e la fase pre-

mesENale.
~ e ~ e ~ o r
deile -01 eddb$aitt~d'&&-
mte. Chi è eqmto riesce a &e- m dm &e:
tIW@X&IX h ~ h W @ & 2 ~ ~ - ~ d ~ L i e r B
l

La classificazione della voce


jI
.@$*-
r _ h
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- i _
-m-hv~rh~Jti
*-a . -.
1
PlUMO APPROCCIO ALLA CLASSLFICUIOPJE D E U B VOCE

ll maestro di canto è tenuto a chssficare una voce, in


ogni caso è la persomi più indicata a farlo, dato che è lui
che ne segue più da vicino la formazione.
Non sempre P: semplice classificare una voce. Se si han-
no dei dubbi non si deve avere fretta. Questi vengono in
genere da voci ibride o malto, potenti, oppure da chi ha
avuto problemi di tecnica vocale e non ha una voce in
buone condizioni.
Le m i molto potenti e molto ricche di timbro ci metto-
no piG tempo a forniarsi. &@e quelie gravi hanno in p-
nere bisogno di un po' di tempo in più per emergere, dato
che all'inkio degh studi sono di solito anche molto meno
timbrate di quello che in realtà potrebbero essere. Se non
si tratta di voci dalle caratteristiche inequivocabili (per
I
esempio up soprano leggero), è saggio non fidarsi delle
classifi'icazioni-lampo, che non servono a niente e a nessu-
I

no. JJ h v o maestro infatti non i? mlui che classifica presto


I
ma quello che clwifica correttamente.
l
Un errore da non fare è classificare una voce in base
solo alla sua estensione. Vi sono voci molto estese, che ri-
1 coprono piCi delle due -ve che servirebbero, ma appar-
tengono comunque a una sola categoria vocale. Vi sono
voci che sono troppa grezze per poter emettere tutti i
suoni che potrebbero, così sembrano un'altra voce. Vi so-
no vwi che hanns problemi di emissione, grassi difetti di
tecnica, perci& sono per definizione inclassiflcabiii fimche
non si normalizza la situazione. Vi sono poi persone mol-
to giovani d'e@, che non possono avere il timbro neces-
sario ai loro tipo vocale. Un basso di sedici anni, per
esempio, QCX& avere una v a e ancora troppo chiara, an-
ch4 se è decisamente un basso. Con l'e& e lo studio la
h grandezza del tratto v o d e e la lunghezza e lo s p -
& d e k coqk vocali sono due faaiori che incidono sulla
qualità d e k voce. Un cantante con una voce grande avrà
quasi certamente delle corde vocali spesse oppure grandi.
Se le corde sono sia spew sia lunghe, iIcantante avrà una
. . voce grave. Corde vocali atte, sottili o piccole si rrovan?
di solito neUe voci di soprano e di tenore. Le più piccole e
satili, ovviamente, nel sopraio.
- s h h e la luqhezza e le dimensioni del tratto vocale
%anno considerate. Quando p a r ~ di o tratto vocale inten-
diaao comprendere anche le dimensioni della bocca e del-
le cavità nasali. La struttura fisica tipica del tenore, b ab-
- biamo già detto, è con il a l l o corto e piuttoaq largo [si
pensi a Pavarotti, per ersemg&o]. Un tratto vocale lungoW
da& una v x e più piofonda e ricca, e via così.,
. % C - 7 It
li C

.G Il canto deriva dalla voce parlata e ne rappresenta un


'grado superiore di evoluzione, per cui linguaggio parlato e
'canto non devono essere considerati due tipi diversi di vo-
ce. Quando si parla si usa un numero limitato di suoni,
mentre nel canto la voce ha sicuramente una maggiore
estensione. Nel parlato non c'è un ritmo preciso da segui-
re, mentse facendo musica sì. Cantando bisogna emettere
molti suoni con un fiato, mentre nel parlato si è più liberi.
I1 modo di respirare durante il parlato assomiglia a quel-
lo durante il canto. Ii meccanismo con cui si produce la
yace parlata e cantata è sempre lo stesso.
\;tj Ii cantante, al momento di ini&ire la emissione vocale,
deve prepararsi fisicamente e menta-te a cantare. Anche
l'attore deve conoscere la propria voce e predisporre gli ef-
fetti che vuole ottenerq -tre quando si p r h nelia vita
quotidiana si agisce in m&involontario e autumatko.
sarà impersonato sicuramente da un cantante con voce di
basso, mentre la giovane innamorata è quasi sempre un
soprano, eccetera.
Per questi motivi il cantante d'opera deve indirizzare il
suo studio verso il repertorio più adatto alla sua voce, una
volta che questa sia pronta e completamente formata. Mol-
te energie vanno impiegate nella classificazione vocale del
cantante lirico, perché si tratta di un'operazione molto deli-
cata, che ha per nemiche la fretta e l'approssimazione. È
come la scelta della scuola superiore per un ragazzino: non
si può fare a caso ma bisogna pensarci e soprattutto cono-
scere molto bene le reali possibilità del soggetto.
I1 repertorio operistico è così impegnativo vocalmente che
un errore nella classificazione di un cantante e nella scelta
del suo repertorio può compromettere irrimediabilmente
una carriera. C'è talmente tanta musica da interpretare che
ognuno può trovare quella che fa veramente per sé, valoriz-
zando le sue doti. Vi sono molti cantanti che sono caduti
proprio perché hanno voluto interpretare repertori troppo
arditi per le loro possibilità, mentre avrebbero sicuramente
mantenuto il successo e la loro bella voce, meritatamente,
scegliendo con più prudenza e con più buon senso. A volte
l'altra faccia del successo è il non sapersi più fermare.
Sono anche abbastanza comuni i casi di cantanti che sono
stati classificati erroneamente e che a un certo punto delle
loro carriera cambiano tipo di voce, per esempio il tenore
che diventa baritono o il mezzosoprano che diventa soprano.
Nel repertorio leggero classificare una voce è meno ur-
gente, perché non vi sono personaggi da interpretare, a
meno che non si voglia essere assunti per un musical.
Classificare una voce è indispensabile indipendentemen-
te dal genere musicale coltivato. È come se io sapessi la
metratura della mia casa senza però conoscere la misura e
la disposizione delle stanze.
, 5 Studiare tecnica vocale significa arrivare prima o poi a
dire: "Sei un soprano", "Sono un baritono", eccetera. Con

114
LA CLASSIFICAZIONE PIOTRADIZIONALE:
!

Maschile Femminile

voce acuta Tenore Soprano


voce media Baritono ~~zaoso~rano
f,'ocegraue Basso Contralto

REGZS?WI DELLA VOCE i


I registri vocali s o m fondamentalmente dw, quello di
p o e queUo di %sta. Ce n'e! un terzo, che si chiama misto,
perche ha caratteristiche ibride tra i due precedenti e sta 10-
m 3n mezzo, La yoce pub emettere suoni anche con altre
Cfahetto, bew ma in questo momento ci stianw,
l
oecqxmb dei registri principali, quelli di petto e di testa.
L'appmmenza a un t i p ~o a un altro di voce non si puub
-m: si r y c e con una certa voce, come succede per
i ape& o per il colore degli occhi. Voglio dire che lo stu-
dio del canto deve portare d a luce il tipo di voce che si
ha. Non si può creare un sopfano da un mezzosoprano, per
esempio, anche se la tecnica vocale consentire al mez-
zosoprano di ampliare la sua zona acuta, raggiungendo an-
che note sopranili, senza per questo cambiare tipo vocale.
I due registri della voce si c ~ a m a n ocosì in onore di
quelli dell'organo. Corrispondono ad altrettanti meccanismi
diversi di funuommento della laringe.
I1 regksoco di petto & definito così impropriamente, per-
di6 le vibrazioni vengono trasmesse alla parete toracifa,
m& semha ehe la voce risuoni "nel petto", mentre! non è
mi. In questa registro le corde sono più spesse. Mano a
mano cke si sale neWiEjxonaWe, le corde vocali si t e m b
no sempre di m. Amiva un punto in cui la tensione m
sarebbe più soppombh. Per menere altre note, p,iu acu-
te, si passa. allora a un altro regSim, qu~ll,odi €e$%%(chia-

omad ' p n 3 ~ up3pr-q !ons lap !p IE ' O ~ Ev a w o d au


- ~ J Aaq3 anad p amA w n E o~EuoSaradaJassa aqqawd
.yam p u a dod Iau aunumdos 'ouozrada~!p tdp ppur
E a ! ~ O Aal a ~ r qE osalsa 1s !od atp a ~EMPBOJ$J B 010s
-?n 1s a u @ p,q?q3 a~,9-3 !p opow un 3 8uplaq 11
. .*+:-.t.*j~
'C>+t-> 2Ftf2 t * * . ~ i ; ~
I
'3NILTB8 'I
::::t. 7 , A. -:.L! ,t;.: T;:. .>L<,, ' ' , ., ' -,, l-?
bF-+s<l';
&p)*fm*;V ~ ' w L l J - l ~ ~ . ' t ~ - '* ; , ,,
p e d &e si tratti di un registro vocale a Sé stante, C1~èn m
è p r e m e n t e una voce di pesto, anche se le assomiglia
mlto. Ha qualcosa in comune con la voce parlata e con

L'intensità è comunque elevata.

il canto lirico prevede &e la laringe abbia una po-

wesro modo di cantare spmso è causa di &rurbi deh


voce, perche si caratterizza per liveUi m l t o alti dj pressio-

sostanza si tratta di modalità fonataria che rende h

Ber tutte cwi&orstzioni, chi vuole antale in bel-


tang i%& benrr ad avere delle nozioni di tecnica & pri-
ma diEiken~rsicon un m d di~antare che pub cornpm-

Ia classificazione deb voce è qualcosa che obbedisce a


dei criteri ogpttivi. L'appartenenza a un tipo vocale o a un
altro è un fatto congenito, do2 già determuiato d a nascita. Il
- f . . -
_ <
I...
. . ,l:.'
,'., ... -
i:
r.. ..
I .
. .
cune voci sono in grado di superare anche a b n d a n -

esese cantari, anche più di due ottave e mezza. Que-

che non si pub intetpme tiri brano con-@-&t


a &postziofiro, p- sarebbero aulldend o do-

e con la tecnica. Mto pmbhhente i cantanti che

In ogni caso & difficile trovare &i h-rani che continua-


SU mtee le note di cui sono mrnyposti. Pia
maggiore bistemaa su
uti, per poi p m e a

@Q - a unsqmno..
è molto blqxmm*, &
&.li tipo v d e a cW.appmhe
' Li sopan~pud Mdue dal SilxmoIle2 al Do5 Oiel reper-
Exb cqxrb&m molto I%u-amenhe=ade sotto il S=io3, tna
puB m i v a r ~anche ai FaS),
m0Im a suoi d'in*mo
m il e iI Fa4

t$satms-d
~~i$x-ida,Lm

in molti W opeMci ma pub essere necessario raggiun-


gere anche ilW. Nei brani d'apem e classici non si scen-
de di solito sotto al s.012.
'ZET
~ ns artiluw ~ a o d
aAap o'~pnuo3un 'p!~' p q p aq3uz a p m ~10s @ ouap
-m3s aAap 9'~pJad' o u a ~ d o s o z zun ~ pa333 a p m o 3
TI ' ~ p . r atq~ a~~103qedq 'oays!.rado o p o m d a ~1aN 'MOS
IE aqon ayqanb 'ged 'pgq TE Zax pp EA a 3 0 ~ 1?isanQ
.apoual arrulssal q a m m t~ 'WE?J" "pej
~ I 0~E 11mt uou
:j olnpsouo3 oq aq3 ppau03 U ~ A gp
-od I .olnr>e z0ua.i un a m~muo3oiaA un W 'InaJJa u! 'EZ
-ua.raap 33 "'apuas 'apuw 'apua3s o ~ p u 0 3a
monons ~ a m p a u a ~ dEI s S u n $ 2 ? ~ ad
'arquly? a m m w JEJ J J " odwal~ md apnn p !ad 3 .pons
! a m o p n lad c a q m d a~iomoa a~faimpqq panp
" lsl8a.x p=@
oqou ouos F J ~ ~ J p . Q S ~p a ozzaur p 'ouad
p wq8ar auraisq a i m lad 031oxu anqpvs amp aqs
o l v 'a~r~aumn!durm ~aimrmjJarl ~ x k x ~ a ~a p a ~ 3 patp
q a n b 9 m q a q ol10ar 3 OW-.EJO ' [I lap ~ O g A

-p@ p u o m q p p a auoj W
=p q m mwm aJaA
: I;a~wYP. per UR mntrahova dal Fa2 al So& La3.
I1 vero mimito è molto m:EO ne ho con- solo
cfiicsm i n m d a m i . La partediamtdtoneicasipollFo-
nÉd non rkpecchia smpse 112tssdirm-e che reabw-nteque-
sta voce p& tenere, dato che di I I S ~ ~ le O parti condi sono
pi9 mdemte, eseguibili da qualunque mce d i a .
Mlh musica leggera mi viwta in mnte subito Fiowk
, che p r o h m Nel re-
blues, @tual e j;zlz . lmkka-
&unaver%" p ~ t r r x r a a f i n a t u p a "e igospei hrd
rna !&none è un gmxk dente
t P n " b casa. N
tra le p& jazz-h-
cwiacalm m -
la voce. ITseguh B
w1m3 anche
qtMude$os@sPm fti~aac
l c h u quan-
~
do era orimi ulaadnquan-, in w'opera di Vedi. Queste
La (30mme cron

come un

Una &ma &e per abiihl&e urla e s t m le ~sue mr-


& vodi lunga & d s w a h tonaliti3 della v= ab-
anbunwo~p s nn3e ew nnsoduq uou amn irun .aTeu
,
q q p z q o o ~ ~ E I :opouadaa en8asa atp 'auq2Baqqq o
m q 'waaoduq amA %unapualq 3 aJouaJ ad oi!los !a
.!dwasa yum~eofos ouos psanb a 'oueqw a u
- a p q ouqssqq .zad o p m s ~ d ' q p o~p n q 3 e png o1.1~3q
'asoua1 lap a m el ad arzo~npmapufflif sun p A! eut?!p!~
-IEmjsnur enaN -gyouaJrmn al ouqmoqqs dod 1aN .almE
~ O fA m b o ardwas oGq v a r d d d I .a.)uas q '~aqp
'guanbaq g d ! m al ~ ouos p u r a ? !wa88q eqsnru q a N
'(£105 Zed 'ZIM W ) aJO!Ja;l[(

w m o , e~n~w ~!a
aq3 ops ' m d r r s 1ap q a n b a f n ~ W c
W
.- OUWJ O wd p 3wua ad trpowo3 i.Jn!ssal q
*airwcl?'wplq ~mcd pn3p LqJp$O!
rap osn,l aaoua~;J aad o s m m 031.1 oposada IaN
'pnx @ 8 w dns o u o 1 s a743 ~ ~ arnllssa1 anau o@eons

a ouaw moa p prsd "a206 apuM !p p r w ~$3 a p m ey

a !A& QTCI
a o v a p m p u a d p n s p p axwma p o p d
q 3 o ~ p a owu a f ; ~aaa~lil~ .@h ons E a u ; ~ u ~ a a p a d
mori 1s ales opumb anuam ' Z E ~'ZFW p v e opmnb
'opuapua3s ' p l m i ~ 9 p 0~110s?p a ~ J O U ~ J 'ZO(I
le onos apuas uou a.iuaurlmaua8 oqaq~adoamuai 11
'($1~ p 'pme oi~owpouaz pm3 q 'a-uopam tped
p o u l ~aq3uz a q p gnd ayuoua:, q m 'agm gp 9m~r;rl
wado,ncau mnx ~d a o g q p p) pa ~ i jO J W ~
arapl$rrs ad 'zoa p 0 ~ 0 sarapuax a p u a ~ n aIouaa d a
) m& W onanb a u e n a~a-3
om@ar p wado* mfoh %un~'am q ' ~ j dr.q pmns m-
-1our aaanawa mj a asap p ay-twi e3p3a~e1 uo2 qmnb
guaptra~drosouos ~ i ~ ~1~ n spsmb p UJ 'asa!p onanb 01
-n!3souo~!aw q uou a onad p c~7.8aa1x1QIW amum s

ED?iXt1qE p O J P U 0 3 Wì aB3Sa Fp E S U N ~3 3

-o~oprrezq.~o@n
'olmws ol~doad
n arezza~ddea araxouo3 is&oq~ .wpalual wanb a
una v m in tessitura tenorile. Insomma, uno è tenore an-
che se non ha mai studiato canto. Lo stesso vale per tutte
le altre voci.

Baritono

. I1 baritono ha una voce intermedia tra quelle del tenore


W
.F

e del basso. I1 timbro è piuttosto scuro e caldo. Sembra un


violonceiio. L'estensione va dal La1 al La3. A volte il barito-
no ha una voce più lesera, assomigliando a certi tenori
- . con la voce scura. Può essere invece così scuro (baritono
.. ,&arnmatico) da sembrare un baso.
'% Vi è anche la voce di basso-baritono, che è ibrida tra i
due tlpi vocali e può, entro certi limiti, eseguire entrambi i
repertori.

. rnrrwp.cenF TE- m7,gyrz--nhr+r *J--&


.
'L . ,&**umf-*~rf;'~.AiHrnRaOL&*&
7 .

L< -=

I. - ertorio operistico di solito deve cantare


.-'; xen:&n& d m i m o fmo al Fal. Ci sono però bassi in

-
-
-> 1

.
grado di scendere molto di pia. Ne ho conosciuti due che
riuscivmo a cantare su note come il Do1 e fmo al Sibemol-
. .. le un tono sotto. Piii il b a s o è grave e piii è una voce rara.
>-

' . L.' Di solito il vero basm fa fatica a salire. I1 limite general-


...:-.. mente & il W .Per cantan: brani opesktici è necessario an-
- I

- i
dare oltre questa mta, per h a 6 anche al So13. Ii basco
l =
canta comodamente tra il La1 e il Si2.
I. k*li Molti bassi possono s a k in alto cane i baritoni e a volte co-
9 . *a

: me i tenori, però nan canko con Wta mlie temire acute.


Ci sono voci scure anche ne1 mondo della canzone: tra i
_: .; cantautori ve ne sono parecchi che hanno vsxe di britono
f o basso (De Andre, Gaber, Conte, Tenco). Nella musica
' rock ne ho sentiti pochi e di solito sembravano voci abbas-
.. sate dagli anni o dagli strapazzi più che voci 'originaria-
'- '. mente medio-gravi. Nel jazz e nel blues le voci scure ab-
;- bondano, invece.
-*t .
LZI
',,iQpo ~ nauas l aqo
v, :vuewop eun oqqns a ~ ~ q o daw e a p p n u a j a3oA sun
p au8ap anah ouqqs aq3 7301 lap !la~dralu!q8 a~anu!
a m q .e3!snu1 a01e1 3 wu03 aq3 ollanò x.rnl!ssa q a u
azzalFpJe ?u !~ozuo.rjezuas 'ap~meua sapeag lap a 3 o ~g
'pmgsanb q oqqqnd Iap azua8lsa al a o1st-B !I gwnw ou
-qs amo3 e a~esuadq o~uoyrro3ad sapeag a ~ s ~ o
-eqsnw wsanb
ong103 uou ay3 o i q '.rrq18eqs iaaod trur 'opovada~01s
-anb q !sreua.ims osmq !p a3oh mn olguas two3ue oy uou
i :a-(aqsnuua~aua8o~sanb '0uaS.p un asssa elquras o ~ n ~ s
oJqw!l un aJaAv .,,esso~8oddos axm e1 o m q , , a q ~ a d
4
I apno!8 o~qqqndp an ,gwnb,, oum otros ad ay3 1 '1
1, -uassa~alqg d oyow ~ O anap A uo3 a ouqd FS
l
! A Z J ~ ~ ! dOSFUB OY E ' q m ~put?mm 35s OH
'c'mm'Tle,, aqes
!p 0pz.B u! amA e1 aJam !p onanb -30 aassa wquras
lad 'a~ello3se!p opo
-U€?3 !AWq !ap aJlZJT03St.OJO
ap!snw a~aua8un 9q3d '
-galsa pa p g w s wom3 !non
\ - .. Svlf-y.. L-
Pino Daniele ha una voce molto acuta, naturalmente
acuta, cioè lui non ha fatto nulla per costruirla; sicuramen-
te il timbro che ha è un fatto naturale. Anche Stevie Won-
der ha una voce chiara e grande facilità a raggiungere tes-
siture molto acute, ma anche lui sa sfruttare, "semplice-
mente" le sue doti naturali.
Madre natura insomma crea una grande varietà di timbri,
sia nella voce maschile sia in quella femminile. Esistono per
esempio le voci dal basso profondo al tenore leggero, con
tutte le possibili shmature intermedie. La bellezza di una
voce sta nelle sue doti naturali, che la rendono unica. Inve-
ce a me pare che certe voci del rock siano state costruite ar-
tificialmente e mi appaiono, appunto, artefatte, cioè private
delle naturali risonanze della voce maschile. In certi passag-
gi sembra di sentir cantare una donna. Che cosa aggiunge
alla musica il fatto di cantare in tessiture acutissime e per
giunta con un timbro che si sente che è poco naturale?
Comunque sia, dopo aver fatto tutti questi discorsi con i
miei allievi, rimane un dato di fatto: loro continuano a vo-
I,
ler cantare molto acuto, perché eseguono il repertorio che
richiede proprio questo. In genere vengono a lezione per-
ché hanno provato a lungo a cantare quelle tessiture, ma
prima o poi si sono affaticati e la voce comincia a risentire
, dello sforzo cui l'hanno sottoposta.
Proverò a spiegare come lavoriamo per ottenere più o
6 I
meno quello che desideriamo: rispettivamente io una voce
iI con timbro naturale, estesa, duttile, sana, l'allievo una gran-
de estensione in acuto.
Durante le lezioni si canta anche musica classica, per
esempio Haendel, Bach, oppure qualche canzone napole-
tana o un successo di Bocelli. L'allievo poi mi fa sentire le
sue canzoni e lavoriamo su quelle. Durante l'intervallo tra
una lezione e l'altra l'allievo "fa i compiti per casa" allenan-
dosi sui brani classici, ma in genere canta anche il suo re-
pertorio (c'è chi è impegnato anche in concerti). Di solito
riferisce dei miglioramenti proprio nelle sue canzoni.
- * - - -
' C 621

asms!nbuo3 ouuq 1s ossads ZLU 'iddru8 O gum


eD!snm !p araus8 onp un a~alo3pr~d opotu u!
I - ?o!;, o r n a :ofwadasp onaj polsnpard o !qpn@asd
paA o u u q uou !zz.i.aw 5 ay3 olmou oy o s a un !p g d UI
'mmsdt.
amA a1 uo3 ognq o3utiUaqa opour q !s~e~um p;p '03po1aut
~ r dy ~ o souerq aqqanb ns a~'~,aEa~du erJaos!q a~nddo'(p
-03 m!&aa ' a q w agnq !ESSE)q m auomm m asso3
amo3 y3t.g su.ti,un o~durasasad aq&asa axguas ~ n d
1s £so3 ' a m q ~m!sml3 a3pt1-1 a p &3sa11a,1, aqon ariw
. o s o ~ ~ !a~uaqmoA
p ~ s tq opnf2asa a
a a ~ u a m 3 g s opom
opua3sn!~'o~!ssap ouwq ay~ranb!p o w a d wotu~uqFS t.i
-IOA a p p n b .nuamqIs!A 'oimauo3 9 ona!~p,~ m o s u ~
-ouas@;~ p a Wpq p a m a g s r s a ~-[.ti ar
-msauq a p q n ~ dagJut! q yw~epa ~ w a d um a s ppsards
~ u a ~.a~a3mds,
j ay3m Q& $8 'oaanr wd-upas aaue~s!s
auaum~!ssaSad '~squn>sa a[oqm.B a owjd ~d aqmg
p ' o ~ ptq malsa ~nyd ~ D O Aq 'ouwada~ons E o~paur
arprlardralq p a u a m I@ m 'aprum a30n q awmo~d
-m3uou o ~ a s w u yons asf.~soduqayri & m a FSm w
- u ~ op opmnb 'odwa~m d q otlozspxrls gqnp 1 auam
-1wauag ' ~ W S O ~ C &. A m3 i&$ooltnbaqn(dasa i& 'EZUEI
-xnp !p 'od un u03 'axxau.qe&n m a ~ dOWEJ mgm I($.
'mQI
- muy( ' q n d o d d w won m uor, aprap! P ~ O Aans
q uamnbul, !p a-3 y m r l a pa l m , l 'ti5~sodua
wd
ama no:, p z ~ qéq@asa I E Z I D ~ ma3
~ S ~ mn 3 3 ascadc
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CI ZfJ0.I O ~ ~ 1 O2 '1?3?SSaIY
I mpnw p q n b 'osm,ppa ~ é m <n!~owadarlap a& q a-cp
mpnur al a ' m 9 d w ~ U Q ~a3uamqmm%qqqopm
-m ~p 't.3!po1am ' a p o . ~ p - r ,o m!sstq3 mpnm q : p p a s
anp tq WQAE~ !m n@oppadar p ~umqppqpmgwd q
tri interpreti e altri generi. Conosco anche diversi ragazzk
che coltivano sia la musica classica sia quella leggera con,
uguale interesse. Mi vengono in mente due giovani che
studiano uno strumento al conservatorio e contemporanea-
. . mente coltivano il repertorio rock (uno di essi canta con la,
stessa disinvoltura arie d'opera e canzoni grintose); un al-
- ~ r roagazzo invece è il cantante di un gruppo (esepona
.- repertcxio tipo Led Zeppelln) fna apprezza molto la
ne napoletana pid classica e talvolta la esegue. Mi ricorda
anch; di una &ntante jazz che scoprì ~ o z a r facendo
t le*
zioni di canto e si appassionb così al repertorio classico. t
Come che se si è musicisti si ama o almeno ci si la+
scia incuriosire da ogni e s p m i o n e musicale, dato che 4
musica dmsica b usi genere duro a perire perche è troppo
profondo e univerde e che basta farlo scoprire ai giovani
sia sempre in auge (anche-se i giornali continuanar
a dJie C& è in aisi profonda e rischia di scomparire; qui ci
sarebbe malto da mabare sulle ragioni che pcx-tano 1'Ita-
lia molto più che altri Paesi a dfsconoscere e a dimenticare
la musica classica).
AMENI0 La parte strumentale che suona du-
Può essere fatto da uno o più strumenti (gruppo
, . Si può fare un accompagnamento anche solo
sempio i ''Swingl? Singers", che eseguono
. '.

-- . n

ICA Insieme delk w&zionl di andamento della musica,


E' - ssarie per l'espressione e 1"hterpre~zione.
fi ' ONE Segno p o s t ~vicino a una nota per mo&flcame
5; . ione. I1 diesis alza Is nota di un semitono; il bernoile
t-. -
emitono; il bequadro riporta la nota al suo
alterazioni possono essere chiaw, cioè
te vicino alla chiave di violino, e valgono per tutte le note
brano, oppure tramitwde, e valgono soJamente all'intemo
a battuta in cui si
voce femminile più grave, in g e d e con un'estewio-
1 R e 4 È l'equivalente femminile della voce
anche Contralto.
'&ano solistiw, nel repertorio operistico.
e i sentimenti piQ profondi op-
o drammatica, e il cantante d h o

A t W O W m w ~ I b i kd ua mom,che sll somma-


m> & fresuem base aniccfiiieilkione h eonod&.
ATTACCO InMo di unra ricua amata a erzaca&a.
. -,
BAR~MK> i.v- tsafip -e, in
gaiaile fn-
le due or~ave mdbleiiLa3.S4meta
.alwqazran molo3 r i ~uor, a l u a q o s oue10r,p
-JE!s 3931ad pwnrinu awp ouos anp auqn a1 ! ( w a s ~alsm) ~~,
!@~sa3 !q8rifimrm a p p auo!qsod.raltq4~rroa au OUJW 01 uo3
o u q o ~ p1s an anp :&a* alsm) 0 ~ ~ 3 301s uo3 aluauremar
-p o u e ~ w p
FS~
auas
~ a w d q -01q ad p!pp ouos no1so3
-01l.a-1 p o!a8wwd n WWTZJad anddo ! ~ y v
psga d o esn ;s atp 'oiurws a r q q p ouam un aanpsap
ad or,pspado o ~ u mlau ounriardos oasn 31qrxz.m~3ylyd03
DRAMMATICO È un termine riferito piit comunemente aiie voci
cqxS&&e del tenore, M sopiario, del meuosopmo. Si tratta
dì voci piit scure e Limbate &petto a queiie deflnite come "liri-
che"; ricoprono moli intensi per azione e per drammaticità.

EH0 È una modaiità di canto, un regisuo deiia voce. Pm-


no cantare in falsetto sk @ i sia le donne. Gil uomini
uomini
che cantano in Falsetta Imitano eosi la voce femmjaie. Nella
musica p p e rock il falsetco R spesso usato per superare tessi-
ture tsoppo ardite o per ertw~particolari eff&&i. Il cantante
dei "Cugini di canipagna", per esempio, è nota per usare .
esclusivamente il falsetto.

d e k bocca e aiia parte piQ po-


cosa aumentandolo e le impedi-

E!s*o n m &310 è utile ma è

FREWEfftFiV -

.ts. '-
Q &mai&
~ W M W
al secondo. la frequenza
. @ m $r ia frequenza pM il
UW%wema.L'unità di misura della frquen-

GLOiTlDa, *due COICIP vocali.


HERTZ E k Udta di miJuiia della frequenza. h-
dica il nu& d .I-ràsr%bdin un secondo.
INTERPRETAZtONE Um voi@&e il rn&c&a sa eseguire m-
r e m a un brano, anche h.pn?tarlo, dcxi sia
che ccm il ampxitan volm e<primere con quella m&,
&a anche metteme in iufeyo alcuni ~~, secondo la p
pria sen.sibW. I1 cantante ha a dispizime le variabui m%a
pr~nu~cia, m e ,mi timi, ràtl msdo di re- n
spiro, e mche il proprio m& di muoversi e di assema&
Ymdarnenm deiia musica e il signB3cai.o delle pade che canta.
IWBRVAUO Distanza tra due SUisM musicali, in altezza. Si mi-
susa m m d o anche la n a di partenza e si esprime c ~ a anu-
-
*,.
-7
P..

.
. I - . n

.> l -%eri wdindi d f e . &empio: tra Do e Sol (salendu nel-


* -;-l.., -'I
:5 , )-i$uninEerx.allo&*r.a.
1,iUiONAZIONE T e déerlto idi'dxeaza dei suani dei can-
atlBenEe stomti.

, situato dietro la artihgbe timide


&e negli uomini spesso sporge nel colio, chiamata '"orno
d"14hdamoD.Subito sorto la hhge c'è la trachea, mentre al di
qmceiaf~ekkdebtit1Enpa.NelIa~siu.o-
vano le m d e v d , per mezzo cldk qwii si produce il suo-
no Wgeo che,mpf'tfìo~toneile avltLi 3 h t a n t i CPafinge,
baicca, @a* nasali), diventa vace.
LEAD S W f f Temine mglmmone che in& uaa parte musi-
aile neW quale sono riparati damente II teto e le note di
un canto, e le indicazioni ck@i zm%x&per l'i~ccornpagnamcn-
to, seam gwW alcuna parce pianbtb scritta per e s m *
L E B 'YOCAUST Temdm an&mamme che indica'ii cantante
leader di iin gluppQ.

EPBATO & El m U % r i ~
di ""samato".Isi genere, il canto cb&n
. $i&o~aa eseguire k $&e una di seguito all'd~a,
cChi segno di legato la, 1egahu-a di frase,
LEOATURA L h a ad arco m1T:omtawp~ao sorto due o pii3 no-
te.Wr: ne sono Pte tipi:
d$YaXore nmdifia la dumta dei suoni: lega due o
mpio due Do). Si esegue

: indica
che i suoni devono
herruzioni,cioè facen-

&p- le@ due note si daiono


p- una d&p d&, f m x i w p h un po' la
s 9 ~ . - p4wamw
8 & dl h
0.1 2fpt3to z&kzumBwh*
3

&l m p n o leggero,

to f a r k a & u W f : mcke in ambienti ampi e in ptxxxxza


di u n ' 4 - Lni, &o della tecnica vocale per ottenere
la sonor&l e il in maschem 63- m tempo va-&-
iduale, di
s sia del maestra,
I
4
rica na>n è i m ì i ~ m b u e avere la wse~z;'kn maschera, anzi 2
csntroindicam assalutmnmre per r n a M stilbtici in molti ti-
$ pi di canto, si pensi pez esempio ai m& o al jazz. Tuttavia
C!
b studio deila sonori& h gl&m81 rivela molto salutare
e per quahbi v e , anche quelle che n= W-
gui-Q r e p e r t d CCNl voice ienpo~rn,~ C h fie é id-
gikm le qu&d ra8261d e ren& Ira mce pfu h t r u e , pmn-
to Z ml-cotnan&~ wercitarsi h questa modali& di anta,
owiLunerrze sotto la guida di un maebspra espmo.
MOVIM$MTI COSTA&I I mcmbnen~c&fali sono imprtanti
per il canto, Le COStDle, per
lo sterno e in diem con la

itlw la&mdmatle, pelzh3 & ~ n a ~ Y i -


sta 4I1 h a e d $ p r i e n t a b @ ,da mm i i lati.
PIel amo smo i m p u w emwambi qu;& movimenti costali.
!' F
I -.
-i

costiniiscono una W o n i m (sinfonia, con-


I =o. ..) o Q camera ( s m k , quartm.. .l.
forniazioni che nulia hanno che
inspessimento deila corda voca-

O una cert con i d i . Sono il prodotto di


con i noduli non è più in

tto il proprio modo di usare la voce e di


a propria tecnica v d e , non senza aver

se non chirurgicamente.
P A S S A W O m REO- È quello che avviene tra i regi-
mi della di petto e quello mista,-e tra ii
registro misto e quello di testa. È un punto delicato nella .
voce non addestrata tecnicamente, perché cantando delle
note ih sada si @enet un vero e proprio dino no" tra i due
registri comttmW, con emissione faticosa, rotture della vo-
ce e perdita della qualità timbrica sulle note di passaggio. I1
cantante es- ha imparato a "copriren il passaggio, ci& a
non far sentire il cambio di registro.
L POSTURA È la posizione &e il corpo assume neilo spazio. Per
il cantante la postura p& comtta & quella ben diritta, che ri-
cerca la verricalità, senza essere rigidi.

1
PRESSIONE S O n 0 0 L O T T I C A È la pressione che Paria eser-

cita sotto alle corde vocali quando sono addotte, cioè chiuse,

quindi durante la fonazione.

I
PROIEZIONE VOCALE In generale è l'abilita di farsi sentire

dail'uciitono. Ii canto è una forma di voce proiettata. Proieaare

la voce è ben diverso da urlare.

iVO Nella musica opwistica, il recitativo è a meta stra-


tra il parlare e il cantare, pertanto ha un ritmo libero, rno-
iiato su quello irregolare &l linguaggio parlato. Si usa nei
momenti meno importanti deiia trama, quelli che servono a
ma non sono &-
dei personaggi, che sono ri-

p*-
PEHO Le note più gravi &ii'estensione% una ,
voce femminile sono in registro di petto. Neiia vocalità classi-
ha meno note in questo registro, mentre jl mez-
conmlto (quest'ultima è la voce che ne ha di
sono in grado di produrre pio note. Gli uomini invece
no in petto molte più note. I1 basso praticamente canta in
la sua estensione, a ecceziane delle note all'e-

ci sono queste differenziazioni così


petto è molto più usato daiie voci
Iting W). Molte cantanti sono con-
vinte di avere una voce grave solo perche sanno usare sola-

mente il registro di peno. Una voce pub essere compromessa

dal canto in tessitura inappropriata e dall'uso forzato deiie no-

-
4
+ . ..
i . '
te gravi, L%&? del registro di petto.

.@h p a t ~ registro le corde vocali sons più spesse rispetto a


. . *&qu&o di testa.
? . '
. I I

d tmm k 9issa

SPfNiO Un tipo di o di
con suano cimnmatico, mm, di s d t o CDZI VQCR potente.
3 viene n& respirazione fatta a scopi vitali, che si reaiizza in
-r: modo automatico e involantario, tant'è che si continua a respi-

iGNORE La voce m d d e più acuta, quivalente del soprano.


,La sua estensione tradizionale va da Do2 a Do4.

TESSITURA Pu& trovarsi questo termine come sinonimo di


estensione @.l.Pii3 E-omunementeindica la serie di note che
appaiono più frequentemente in un brano. Per esempio una

TRASPORTARE Cambiare di tonalità un brano, portandolo più


n1 in acuto oppure a una m a & &pid grave.

: TR1Li.O Si usa nella musica c h i c a . Fa parte degh abbellirnenti 4


&di, cioè di quek note che vengano aggiunte aiia com-
. '$ posìdobe per arriccfiifla. Trilhre significa alternare molto,
Se è vero che di talenti canori in ione ce ne sono
ente porta a

della tecnica vecale? In questo volume l'autrice di Fara

correttounente la
ubbi che assillano

er controllare

tra l'altro, di riabili e di impostazione della voce.

anni il coro Alphabet di Padova e


ro e al TAM-TeatroMusica di Padova.

ISBN 88-8440-303-0