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Preghiera al nostro Spirito interiore

Oh Prima Sorgente e Centro, accetta con gratitudine, la preghiera al Tuo Spirito

1) Eviterò tutti i veleni fisici per mantenere uno stato elettrochimico


equilibrato per la comunione dello Spirito.
2) Eviterò tutti i veleni mentali come la paura, l'ansia, la rabbia, l'invidia, la
gelosia, il sospetto e l'intolleranza - e cercherò l'aiuto spirituale ogni volta che
tali pensieri sorgeranno.
3) Troverò l'equilibrio nella mia vita cercando di armonizzare i miei poteri
fisici, mentali e spirituali, raggiungendo una crescita uguale in tutti e tre.
4) Manterrò un atteggiamento mentale concentrato e costante attraverso la
preghiera e l'adorazione, liberando la mia mente da tutti i preconcetti, le idee
fisse e i pregiudizi di lunga data.
5) Amerò, amerò, amerò e mi fiderò del mio Divino Padre con tutto il mio
cuore - desidero onestamente essere perfetto/a come lui.
6) Accetto volentieri e con gioia il programma stabilito dal Padre per il mio
sviluppo intellettuale e spirituale, anche se non sono consapevole di cosa sia.
7) Con gioia e desiderio, coopererò pienamente con la guida dello Spirito
Divino.
8) Sono disposto a prendere decisioni coraggiose e a fare tutto ciò che è
necessario.
9) Mi armonizzerò con lo Spirito dentro di me scegliendo consapevolmente di
perseguire le realtà divine di verità, bellezza e bontà, che esprimerò nella mia
vita attraverso l'amore, la compassione e il ministero.
10) Cercherò sempre di prendere decisioni chiare e consapevoli su tutto ciò
che penso, dico o faccio, misurando ogni mia decisione in base ai criteri di
verità, bellezza e bontà.
11) Consacrerò la mia vita - tutti i miei pensieri, le mie parole e le mie azioni -
cooperando con la Presenza Divina. È mia volontà che sia fatta la volontà di
Dio.
12) Prego per il coraggio e la fiducia in me stesso di fare la volontà del Padre
mio - ma ti prego di liberarmi dall'orgoglio e dalla vanità.
13) Sostituirò tutti i pensieri sordidi ed egoistici con la riverenza per la
bellezza divina e il ministero verso gli altri.
14) Farò uno sforzo concertato per amare tutte le persone e per servirle
volentieri.
15) Rimarrò indifferente a qualsiasi manifestazione della presenza del mio
Spirito. Lo accetterò attraverso la fede e reagirò passivamente, evitando
reazioni eccessive al progresso spirituale.
16) Mi rendo conto di appartenere veramente a un universo più grande e
accetto con gioia la mia cittadinanza cosmica. Riconosco di avere un obbligo
spirituale verso la continua evoluzione dell'Essere Supremo.
17) Prima di dormire, approverò pienamente tutti i tentativi dello Spirito di
mio Padre di registrare le creazioni spirituali nella mia super-coscienza.
18) Permetto allo Spirito Divino di mostrarmi il vero motivo, lo scopo finale e
lo scopo eterno della lotta della mia vita. Gli permetto di combattere la buona
lotta con me e per me.
19) Permetto allo Spirito Divino di rafforzarmi con le verità spirituali di
potere cosmico.
20) Permetto allo Spirito di Verità, allo Spirito Madre e allo Spirito Padre di
ricrearmi come essere spirituale.
21) Immagino, accetto e credo che Dio mi sta aiutando a compiere tutto
ciò che è necessario fare, per compiere la Sua volontà.
Fine del mondo - Dispensazioni - Futuro
135:5.2 (1500.2) Circa cento anni prima dell’epoca di Gesù e di Giovanni sorse in Palestina una nuova scuola
d’insegnanti religiosi, gli apocalittici. Questi nuovi insegnanti elaborarono un sistema di credenza che
spiegava le sofferenze e l’umiliazione degli Ebrei con il motivo che stavano pagando le conseguenze dei
peccati della nazione. Essi ritornavano sulle ben note ragioni destinate a spiegare le loro cattività
precedenti a Babilonia e altrove. Ma, così insegnavano gli apocalittici, Israele avrebbe ripreso coraggio; i
tempi della sua afflizione erano quasi passati; la punizione del popolo eletto di Dio stava per finire; la
pazienza di Dio verso gli stranieri Gentili era quasi esaurita. La fine della sovranità romana era sinonimo
della fine dell’era e, in un certo senso, della fine del mondo. Questi nuovi insegnanti si appoggiavano
fortemente sulle predizioni di Daniele ed insegnavano con persistenza che la creazione stava per arrivare al
suo stadio finale; i regni di questo mondo stavano per divenire il regno di Dio. Per le menti ebree di quel
tempo questo era il senso della frase — il regno dei cieli — che ricorreva negli insegnamenti di Giovanni e di
Gesù. Per gli Ebrei della Palestina la frase “regno dei cieli” aveva solo un significato: uno Stato
assolutamente retto nel quale Dio (il Messia) avrebbe governato le nazioni della terra con la stessa
perfezione di potere con cui governava in cielo — “Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo.”
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176:2.5 (1915.2) “Ma i tempi della riapparizione del Figlio dell’Uomo sono conosciuti soltanto nei consigli
del Paradiso; nemmeno gli angeli del cielo sanno quando ciò avverrà. Tuttavia, voi dovreste comprendere
che, quando questo vangelo del regno sarà stato proclamato a tutto il mondo per la salvezza di tutti i
popoli, e quando sarà giunta la pienezza dell’era, il Padre vi manderà un altro conferimento
dispensazionale, altrimenti il Figlio dell’Uomo ritornerà per giudicare l’era.
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49:5.21 (567.1) 4. Epoche planetarie dei mortali. Questa classificazione rispetta la successione delle
dispensazioni temporali riguardanti lo status terrestre degli uomini e la loro ricezione del ministero celeste.

49:5.22 (567.2) La vita viene iniziata sui pianeti dai Portatori di Vita, che sorvegliano il suo sviluppo fino a
qualche tempo dopo l’apparizione evoluzionaria dell’uomo mortale. Prima di lasciare un pianeta i Portatori
di Vita installano debitamente un Principe Planetario come governante del regno. Con questo governante
arriva un contingente completo di ausiliari subordinati e di assistenti tutelari, ed il primo giudizio dei vivi e
dei morti è simultaneo al suo arrivo.

49:5.23 (567.3) Con l’emergere di gruppi umani, questo Principe Planetario arriva per inaugurare la civiltà
umana e focalizzare la società umana. Il vostro mondo di confusione non è una norma dei primi tempi del
regno dei Principi Planetari, perché fu all’inizio di tale amministrazione su Urantia che il vostro Principe
Planetario, Caligastia, legò la sua sorte alla ribellione del Sovrano del Sistema, Lucifero. Da allora il vostro
pianeta ha sempre seguito un percorso tempestoso.
49:5.24 (567.4) Su un mondo evoluzionario normale il progresso razziale raggiunge il suo apice biologico
naturale durante il regime del Principe Planetario, e poco dopo il Sovrano del Sistema manda un Figlio ed
una Figlia Materiali su quel pianeta. Questi importati esseri adempiono il servizio di elevatori biologici; il
loro fallimento su Urantia complicò ulteriormente la vostra storia planetaria.

49:5.25 (567.5) Quando il progresso intellettuale ed etico di una razza umana ha raggiunto i limiti dello
sviluppo evoluzionario, giunge un Figlio Avonal del Paradiso in missione magistrale. E più tardi, quando lo
status spirituale di un tale mondo si avvicina al suo limite di sviluppo naturale, il pianeta riceve la visita di
un Figlio di conferimento del Paradiso. La missione principale di un Figlio di conferimento è di stabilire lo
status planetario, di liberare lo Spirito della Verità perché funzioni sul pianeta, e di assicurare così l’arrivo
universale degli Aggiustatori di Pensiero.

49:5.26 (567.6) A questo punto Urantia devia di nuovo dalla norma: non c’è mai stata una missione
magistrale sul vostro mondo, né il vostro Figlio di conferimento era dell’ordine degli Avonal. Il vostro
pianeta ha goduto dell’onore insigne di divenire il domicilio planetario, come mortale, del Figlio Sovrano,
Micael di Nebadon.

49:5.27 (567.7) A seguito del ministero di tutti gli ordini successivi di filiazione divina, i mondi abitati e le
loro razze in progresso cominciano ad avvicinarsi all’apice dell’evoluzione planetaria. Questi mondi
divengono ora maturi per la missione culminante, l’arrivo dei Figli Istruttori Trinitari. Quest’epoca dei Figli
Istruttori è il preludio dell’era planetaria finale — dell’utopia evoluzionaria — l’era di luce e vita.
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10. Il futuro
195:10.1 (2084.1) Il Cristianesimo ha veramente reso un grande servizio a questo mondo, ma ciò che ora è
più necessario è Gesù. Il mondo ha bisogno di vedere Gesù vivere di nuovo sulla terra nell’esperienza dei
mortali nati dallo spirito che rivelano effettivamente il Maestro a tutti gli uomini. È futile parlare di ritorno
al Cristianesimo primitivo; si deve andare avanti dal punto in cui ci si trova. La cultura moderna deve essere
spiritualmente battezzata con una nuova rivelazione della vita di Gesù ed illuminata da una nuova
comprensione del suo vangelo di salvezza eterna. E quando Gesù sarà elevato in questo modo, attirerà tutti
gli uomini a sé. I discepoli di Gesù dovrebbero essere, più che dei conquistatori, delle sorgenti traboccanti
d’ispirazione e di vita elevata per tutti gli uomini. La religione è soltanto un umanesimo elevato fino a che
non è resa divina dalla scoperta della realtà della presenza di Dio nell’esperienza personale.

195:10.2 (2084.2) La bellezza e la sublimità, l’umanità e la divinità, la semplicità e l’unicità della vita di Gesù
sulla terra presentano un’immagine così straordinaria ed attraente della salvezza dell’uomo e della
rivelazione di Dio che i teologi ed i filosofi di ogni tempo dovrebbero essere efficacemente impediti
dall’arrischiarsi a formulare dei credo o a creare dei sistemi teologici di schiavitù spirituale partendo da una
tale effusione trascendentale di Dio in forma umana. In Gesù l’universo ha prodotto un uomo mortale in cui
lo spirito d’amore ha trionfato sugli ostacoli materiali del tempo ed ha superato il fatto della sua origine
fisica.

195:10.3 (2084.3) Ricordatevi sempre — Dio e l’uomo hanno bisogno l’uno dell’altro. Essi sono
reciprocamente necessari per il raggiungimento pieno e finale dell’esperienza della personalità eterna nel
destino divino della finalità dell’universo.

195:10.4 (2084.4) “Il regno di Dio è dentro di voi” è stata probabilmente la più grande asserzione che Gesù
abbia mai fatto, dopo la dichiarazione che suo Padre è uno spirito vivente ed amorevole.

195:10.5 (2084.5) Nel conquistare delle anime al Maestro, non è il primo miglio di costrizione, di dovere o
di convenzione che trasformerà l’uomo ed il suo mondo, ma piuttosto il secondo miglio di servizio
spontaneo e di devozione amante della libertà, che denota il tendere la mano alla maniera di Gesù per
capire suo fratello con amore e condurlo, sotto la guida spirituale, verso la meta superiore e divina
dell’esistenza mortale. Anche oggi il Cristianesimo percorre di buon grado il primo miglio, ma l’umanità
langue ed avanza a tentoni nelle tenebre morali perché vi sono così pochi percorritori sinceri del secondo
miglio — troppo pochi professati seguaci di Gesù che vivono ed amano veramente come egli ha insegnato
ai suoi discepoli a vivere, ad amare e a servire.

195:10.6 (2084.6) La chiamata all’avventura di costruire una società umana nuova e trasformata per mezzo
della rinascita spirituale della fraternità del regno di Gesù, dovrebbe stimolare tutti coloro che credono in
lui quanto gli uomini non lo sono mai stati dall’epoca in cui andavano in giro sulla terra come suoi compagni
nella carne.

195:10.7 (2084.7) Nessun sistema sociale o regime politico che nega la realtà di Dio può contribuire in
modo costruttivo e duraturo all’avanzamento della civiltà umana. Ma il Cristianesimo, qual è oggi suddiviso
e laicizzato, presenta il più grande singolo ostacolo al suo ulteriore avanzamento; ciò è specialmente vero
per quanto concerne l’Oriente.

195:10.8 (2084.8) Il clericalismo è ora e per sempre incompatibile con la fede vivente, con lo spirito
crescente e con l’esperienza di prima mano dei compagni di fede di Gesù nella fratellanza dell’uomo
nell’associazione spirituale del regno dei cieli. Il desiderio lodevole di preservare le tradizioni dei
conseguimenti passati porta spesso a difendere sistemi di adorazione superati. Il desiderio ben intenzionato
di mantenere sistemi antichi di pensiero impedisce efficacemente di favorire modi e metodi nuovi ed
appropriati destinati a soddisfare gli ardenti desideri spirituali della mente in sviluppo ed in progresso degli
uomini moderni. Similmente, le Chiese cristiane del ventesimo secolo si ergono come immensi, ma del
tutto inconsci, ostacoli al progresso immediato del vero vangelo — gli insegnamenti di Gesù di Nazaret.

195:10.9 (2085.1) Molte persone sincere che vorrebbero offrire con gioia la loro fedeltà al Cristo del
vangelo, trovano molto difficile sostenere con entusiasmo una Chiesa che mostra così poco dello spirito
della sua vita e dei suoi insegnamenti, e che erroneamente ha insegnato loro di essere stata fondata da lui.
Gesù non ha fondato la cosiddetta Chiesa cristiana, ma l’ha, in ogni modo compatibile con la sua natura,
sostenuta come la migliore esponente esistente dell’opera della sua vita sulla terra.

195:10.10 (2085.2) Se solo la Chiesa cristiana osasse sposare il programma del Maestro, migliaia di giovani
apparentemente indifferenti correrebbero ad arruolarsi in questa impresa spirituale e non esiterebbero ad
affrontare sino in fondo questa grande avventura.

195:10.11 (2085.3) Il Cristianesimo è seriamente posto di fronte alla sentenza incorporata in uno dei suoi
stessi slogan: “Una casa divisa contro se stessa non può sussistere.” Il mondo non cristiano difficilmente
capitolerà davanti ad una cristianità divisa in sette. Il Gesù vivente è la sola speranza di una possibile
unificazione del Cristianesimo. La vera Chiesa — la fraternità di Gesù — è invisibile, spirituale ed è
caratterizzata dall’unità, non necessariamente dall’uniformità. L’uniformità è il marchio del mondo fisico di
natura meccanicista. L’unità spirituale è il frutto dell’unione per fede con il Gesù vivente. La Chiesa visibile
dovrebbe rifiutare di continuare ad ostacolare il progresso della fraternità invisibile e spirituale del regno di
Dio. E questa fratellanza è destinata a diventare un organismo vivente in contrasto con un’organizzazione
sociale istituzionalizzata. Essa può utilizzare benissimo tali organizzazioni sociali, ma non deve essere
soppiantata da loro.