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PARMENIDE: I CARATTERI DELL’ESSERE

29 Ott 2018
Inviato su Filosofia, Parmenide
PARMENIDE: I CARATTERI DELL’ESSERE
compiuto da ogni lato,
simile alla massa di ben rotonda sfera

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Dopo aver presentato le due vie, quella della verità e quella della falsità, ed
aver affermato che solo «la gente dalla doppia testa» percorre la seconda, ritenuta
anche la via dell’errore e della notte, Parmenide si sofferma a descrivere i
caratteri dell’essere:

«Essendo ingenerato è anche imperituro, tutt’intero,


unico, immobile e senza fine.
Non mai era né sarà, perché è ora tutt’insieme,
uno, continuo.
[…].
È compiuto da ogni lato,
simile alla massa di ben rotonda sfera».

Riassumendo:
1. L’essere è ingenerato e imperituro, perché se nascesse o perisse proverrebbe dal
non essere e finirebbe nel non essere. La generazione e la corruzione implicano il
non essere (ma il non essere non è).
2. L’essere è unico, perché la molteplicità implicherebbe il non essere (ma il non
essere non è).
3. L’essere è immobile, perché il divenire introdurrebbe il non essere (ma il non
essere non è).
4. L’essere è eterno, perché il passato non è più e il futuro non è ancora.
5. L’essere è paragonato ad una sfera, compatta e ben rotonda che non lascia spazio
a qualcosa che non sia essere (perché il non essere non è). È vero che la sfera dà
il senso della finitudine, e rimanda al non essere che la delimita. Tuttavia la
questione non fa problema, perché in forza della tradizione greca solo nel finito
sta la perfezione.
Melisso, discepolo di Parmenide, per una maggiore coerenza, ha sostenuto, invece,
che l’essere debba avere i caratteri dell’infinito.

Lorenzo Cortesi