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I generi della narrativa MODULO 4

FIABA E FAVOLA

PREREQUISITI
1. Conoscenza degli elementi costitutivi del
testo narrativo
2. Conoscenza dei generi letterari della
narrativa
3. Conoscenza dei principali strumenti di
analisi narratologica
4. Capacità di applicazione degli strumenti
di analisi narratologica a semplici testi
narrativi

OBIETTIVI
1. Conoscenza delle caratteristiche della
fiaba e della favola e delle loro compo-
nenti strutturali ricorrenti
2. Conoscenza dell’evoluzione storica del
genere
3. Conoscenza della teoria delle funzioni di
Propp
4. Capacità di attribuire le caratteristiche
di genere a una fiaba e ad una favola
5. Capacità di applicare alle fiabe e alle fa-
vole le categorie di analisi narratologica
6. Capacità di applicare alle fiabe e alle fa-
vole le funzioni di Propp
7. Capacità di riscrivere una fiaba o una fa-
vola secondo la struttura narrativa ricor-
rente
8. Capacità di riscrivere una fiaba o una fa-
vola variando alcune caratteristiche di
struttura
Narrativa ● I generi Fiaba 147
FIABA
Storia di Khalid ibn
Abdallàh al-Qasri e del giovane ladro
La fiaba nasce prima di tutto come racconto personaggi sono chiamati a rispondere soltanto ❍

AUTORE: anonimo
OPERA: la fiaba fa parte della celebre raccolta Le
popolare. Il repertorio di storie e personaggi alle regole delle loro terre fantastiche. Un giovane ladro, una ragazza innamorata e una pub-
che caratterizza la narrazione fiabesca attinge Inoltre, le fiabe presentano una struttura nar- blica punizione.
In un tempo sospeso, all’ombra di alti minareti, si
mille e una notte, il prodotto finale di una lunga tra-
dizione orale che prende la sua definitiva forma
alla tradizione orale tipica di tutte le comunità rativa che tende a ripetersi, anche se vengono muove il personaggio dell’emiro di Bàssora, che offre scritta nel XIV secolo
umane. Generalmente si tratta di “storielle” che modificati i personaggi principali e i luoghi, rea- un affascinante affresco del mondo arabo, attraverso ❍ STRUMENTI DI ANALISI: i personaggi nell’in-
venivano raccontate per addormentare i bambi- listici o fantastici, che costituiscono l’ambienta- un’arguta lezione sull’esercizio del potere. treccio narrativo S9; la presentazione dei personaggi
ni o per intrattenersi durante le serate invernali, zione della vicenda. S10; la morfologia della fiaba S14
narrazioni fantastiche che davano voce alle cre- I n particolare l’intreccio che caratterizza la
denze e alle superstizioni popolari più diffuse. maggior parte delle fiabe di magia prevede:
Il termine “fiaba”, infatti, deriva dal latino fabula, – una fase iniziale, preparatoria alla fiaba: ven-
DAL TESTO ALLE REGOLE
Tempi passati dell’indicativo, p. 000
ed è interessante ricordarlo, perché la traduzione gono presentati i diversi protagonisti e compare
più generica di fabula è “discorso della gente, di- l'antagonista mentre prepara un inganno per im-
ceria”. L’etimologia della parola dimostra quindi il possessarsi della vittima o dei suoi averi;
Si racconta che Khalid ibn Abdallàh al-Qasri era emiro di Bàssora, quando gli si
peso della trasmissione orale nella trasformazio- presentò una comitiva tenendo stretto un giovane di mirabile bellezza, dall’apparen-
– l'esordio e la fase ascendente della narra-
ne e nell’arricchimento del repertorio tematico za raffinata, di aspetto intelligentissimo e portamento elegante, tutto profumato, per-
zione: corrisponde al danneggiamento: l'anta-
della narrazione fiabesca e spiega anche le conta- fettamente calmo e dignitoso. Lo presentarono a Khalid, che domandò la sua storia,
gonista riesce a mettere a segno le sue trame
minazioni tra universi culturali diversi.
5 e risposero: – Costui è un ladro; l’abbiamo catturato iersera in casa nostra –. Khalid
e l'eroe comincia la sua ricerca;
lo guardò, ammirò il suo bell’aspetto e la sua eleganza, ordinò a quelli di lasciarlo, gli
A nche se la fiaba popolare appartiene alla no- – il momento culminante: l'eroe riesce a trova-
si avvicinò e lo interrogò sul suo caso. Rispose il giovane: – Costoro dicono la verità,
stra cultura delle origini, in realtà è soltanto tra re l'oggetto della sua ricerca;
le cose stanno come hanno detto! – E che cosa ti ha indotto a rubare, essendo un co-
il XVI e il XVII secolo che l’Occidente comincia a – la fase discendente della narrazione: coin-
sì bel giovane, di aspetto signorile? – Rispose: – Mi ha portato al furto la cupidigia
dimostrare un qualche interesse per questo ge- cide con il ritorno a casa dell'eroe e con le 10 dei beni di questo mondo e il volere di Dio, sia esaltato e glorificato! – Ti pigli un ac-
nere letterario. Appartengono a questo periodo prove successive che questi deve ancora af-
cidente! – esclamò Khalid, – la bellezza del tuo viso, la tua intelligenza, la buona
le prime raccolte di fiabe che hanno contribuito frontare, prima che il suo valore e le sue im-
educazione che hai ricevuto, non bastavano a distoglierti dal furto? – O emiro, – ri-
a fissare le caratteristiche di genere della fiaba prese vengano riconosciute;
spose, – lascia stare queste cose, e fa’ quel che l’Altissimo ti ha ordinato. Il guaio me
popolare, da Le piacevoli notti di Giovan France- – la conclusione: l'eroe e la principessa si spo- lo sono procurato con le mie mani, e dice il Corano: “Iddio non è ingiusto verso i
sco Straparola, al Cunto de li cunti di Gianbatti- sano. 15 suoi servi”.
sta Basile, ai più famosi Racconti di mia madre Anche se la struttura narrativa delle fiabe può Khalid se ne stette un poco taciturno, meditando sul caso del giovane, poi gli si ac-
Oca di Charles Perrault. sembrare semplice, in realtà ogni elemento che costò e gli disse: – La tua confessione in presenza di testimoni mi turba; io non ti cre-
Sono essenzialmente due le caratteristiche compare all'interno della narrazione ha un ruolo do un ladro. Può darsi che tu abbia un’altra storia, non di furto: raccontamela! – O
distintive del genere fiabesco: la prima è da ri- estremamente complesso. Prima di tutto si de- emiro, – rispose, – non ti mettere in testa cosa diversa da quel che ti ho confessato;
scontrarsi sul piano dei temi e dei luoghi narra- vono sempre fare i conti con la tradizione che ha 20 altra storia non ho da dirti che questa: sono entrato in casa di queste persone ed ho
tivi, la seconda a livello di struttura narrativa. prodotto quella fiaba, che ha creato quei perso- rubato quel che ho potuto. Mi hanno preso, me l’hanno tolto e mi hanno condotto
Per quanto riguarda i temi e i luoghi narrativi, naggi e che ha ritenuto importante riportare da te.
occorre osservare che la fiaba è prima di tutto un proprio quella vicenda e non un'altra, per tra- Ordinò allora Khalid che fosse messo in prigione e che un banditore proclamasse per la
racconto fantastico. I diversi protagonisti delle smettere un preciso messaggio. città di Bàssora: – Chi vuol vedere il castigo del ladro tale, e il taglio della sua mano, si
storie delle prime raccolte, esseri umani oppure Inoltre non dobbiamo dimenticare che un'altra 25 presenti domattina nel tal luogo.
animali parlanti, compiono generalmente imprese possibile traduzione del termine latino fabula è Quando il giovane si trovò in prigione e gli posero i ferri alle gambe, sospirò profonda-
straordinarie e, nella maggior parte dei casi, inac- anche “mito” o “leggenda”. In questo caso, il mente, sparse lacrime e recitò questi versi:
cessibili a un comune mortale. I luoghi che fanno racconto fantastico si trasforma nel racconto Khalid mi ha minacciato del taglio della mano se non gli rivelavo la storia di lei;
da cornice agli eventi, anche se presentano un ri- delle origini di un popolo, nella storia leggenda- Risposi: – Non sia mai che io racconti l’amore per lei che il mio cuore contiene!
chiamo ad ambientazioni realistiche, sono in realtà ria degli avi che hanno fondato villaggi, città, im- 30 L’aver tagliata la mano per la colpa che ho confessato, pesa meno al mio cuore che non il disonorarla.
estranei alle normali coordinate spazio-temporali: peri. È questo il caso, per esempio, delle fiabe I carcerieri udirono questi versi e li riferirono a Khalid che, venuta la notte, ordinò di
le fiabe vengono collocate in “non-luoghi” dove i africane o delle storie dei nativi d’America. condurgli il detenuto. Lo interrogò e lo trovò intelligente, istruito, acuto, spiritoso e vi-
148 Narrativa ● I generi Fiaba 149

vace. Fece portare la cena, mangiò, conversò un certo tempo con lui, poi gli disse: – Ho giovane, lo baciò in mezzo agli occhi, fece venire il padre della ragazza e gli disse: – O
saputo che hai una storia diversa da quella del furto; domani, alla presenza del cadi1 e sceicco, avevamo deciso di applicare a questo giovane la sentenza di mutilazione, ma
35 della gente, sarai interrogato sul furto: negalo e confessa quel che può evitarti il taglio Iddio, sia esaltato e glorificato! lo ha preservato da questa pena, ed io ho ordinato di
della mano, perché l’Inviato di Dio2 (Dio lo benedica e lo salvi!) ha detto: “Evitate le pe- dargli diecimila dinàr5 perché sacrificava la sua mano per salvare l’onore tuo e di tua
ne stabilite, nei casi dubbi” –. Quindi ordinò di ricondurlo in prigione. 80 figlia e risparmiar la vergogna ad ambedue. Ho poi ordinato di dare a tua figlia altri
Il giovane passò la notte in prigione, e venuto il mattino affluiva la gente per vedergli diecimila dinàr per avermi svelato la verità ed ora ti domando il permesso di dargliela
tagliare la mano, e non c’era a Bàssora nessuno, uomo o donna, che non fosse accorso a in moglie. – O emiro, – esclamò il vecchio, – acconsento! – Khalid lodò Iddio e lo
40 vedere il castigo di quel giovane. Venne Khalid a cavallo, in compagnia dei notabili3 di ringraziò, quindi predicò un bel sermone, poi disse al giovane: – Ti do per moglie la
Bàssora e di altra gente, furono poi convocati i giudici e dato ordine che si conducesse il fanciulla tale, qui presente, col suo consenso, il suo gradimento e il consenso del pa-
giovane al loro cospetto. Arrivò, incespicando nelle catene, e nessuno poté vederlo sen- 85 dre, assegnandole in dote questa somma di diecimila dinàr. – Accetto da te questo ma-
za piangere su di lui, e le donne a gran voce intonavano per lui le lamentazioni funebri. trimonio, – rispose il giovane. Allora Khalid ordinò che il danaro fosse portato in ca-
Il cadi ordinò di far tacere le donne, poi disse all’accusato: – Queste persone affermano sa del giovane, nel corteo nuziale, su vassoi, e la gente se ne andò allegra e contenta,
45 che tu sei entrato in casa loro ed hai rubato la loro roba. Forse hai rubato per un valore né ho mai veduto una giornata più sorprendente di quella: cominciò con lacrime e
minimo, che esclude il taglio della mano? – No, – rispose, – ho rubato di più. – Ma forse, guai e finì con gioia e felicità.
– disse il giudice, – eri comproprietario con loro per qualcuno degli oggetti rubati? – No, (Le Mille e una notte, trad. it. di F. Gabrieli, Einaudi, Torino 1969)
tutta la roba apparteneva a loro. Io non vi avevo sopra nessun diritto – Khalid allora andò
in collera, saltò su e gli assestò una frustata in faccia, citando a proposito del suo caso
5. dinàr: moneta d’oro in uso nel mondo arabo durante il Medioevo.
50 questo distico4.
L’uomo vuole ottenere quel che desidera, ma Dio dà soltanto quel che vuole Lui. DAL TESTO
Quindi chiamò il carnefice perché tagliasse la mano; quello tirò fuori il coltello e l’altro ALLE REGOLE
allungò la mano. Già vi aveva applicato il coltello, quand’ecco spuntare di fra le donne Tempi passati dell’indicativo
una fanciulla, vestita di luridi stracci, che gridando si gettò sul giovane. Scoprì quindi il
55 viso, che somigliava alla luna piena, e allora la gente prese a rumoreggiare: poco manca- ✑ Il passato remoto è un tempo del modo indicativo; esprime un’azione passata mo-
va che non scoppiasse un tumulto e non succedessero guai. Intanto la fanciulla gridava a mentanea e perfettiva, cioè un’azione avvenuta in un momento ben preciso e del tut-
gran voce: – Ti supplico in nome di Dio, o emiro, non affrettare il supplizio se prima non to conclusa (momentanea), senza più legami con il presente (perfettiva).
hai letto questo foglio! – e porgeva uno scritto. Khalid lo aprì e lo lesse; conteneva que- Una sera lo vidi impallidire leggermente; rimase un momento senza parlare, da allora mi è sembrato più vulnerabile e an-
sti versi: che più simpatico.
60 O Khalid! Costui è pazzo e schiavo d’amore, gli occhi miei l’hanno trafitto con l’arco delle sopracciglia; Il suo uso nel parlato è comune nell’Italia centrale e meridionale, mentre nelle altre regioni tende sempre più a esse-
Lo trafisse una freccia dei miei sguardi, perché egli è alleato della passione, incapace a rimettersi dal suo re sostituito dal passato prossimo, anche a livello di lingua medio-alta; talora anche nello scritto il passato remoto è
male. sostituito dal passato prossimo.
Ha confessato quel che non aveva commesso, quasi ritenendo ciò preferibile al disonore dell’amata.
Non infierire dunque contro l’afflitto amante, che non è un ladro, ma un generoso carattere fra gli uo- ✑ L’imperfetto esprime un’azione del passato colta nel suo svolgimento di essa si vuole
65 mini. evidenziare l’aspetto durativo.
Letti questi versi, Khalid si trasse in disparte, fece venire la donna e la interrogò sul Intanto la fanciulla gridava a gran voce o ripetitivo (iterativo).
caso. Gli disse che quel giovane era innamorato di lei ed essa di lui; per visitarla veni- Ogni mattina Khalid sedeva in tribunale per amministrare la giustizia.
va alla casa dei suoi e gettava un sasso contro la facciata per avvertirla del suo arrivo. Viene anche usato al posto del condizionale presente, come tempo di cortesia (Volevo un paio di jeans).
Il padre e i fratelli avevano sentito il rumore del sasso ed erano accorsi, ma egli, sen-
70 tendoli venire, aveva raccolto tutta la roba di casa per comparire ladro davanti a loro ✑ Il passato prossimo indica un fatto accaduto in un passato recente oppure un evento i
e salvare l’onore dell’amante. Trovandolo con le mani nel sacco, lo avevano preso di- cui effetti continuano nel presente.
cendo: – Ecco il ladro; – l’avevano portato: – davanti a te, ed egli ha confessato il fur- Costui è un ladro; l’abbiamo catturato ieri sera in casa nostra (ed è ancora prigioniero).
to, e ha persistito nella confessione, per non disonorarmi. Tale è stata la sua condotta,
esponendosi alle conseguenze del furto, per l’estrema nobiltà e generosità dell’animo ● Il passato remoto è il tempo caratteristico dei testi narrativi: viene usato per esprimere le azioni principali, quel-
75 suo! – Disse Khalid: – Certo egli è degno di ottenere quel che desidera –. Chiamò il le che si collocano in primo piano (Quindi chiamò il carnefice perché tagliasse la mano; quello tirò fuori il coltello e l’al-
tro allungò la mano).
● L’imperfetto è usato nelle descrizioni (La principessa era la più bella fanciulla del mondo); per indicare azioni che si
1. cadi: magistrato musulmano Maometto, il profeta dell’Islam 3. i notabili: gli uomini più im- 4. distico: una strofa compo- ripetono (tutte le sere uno di noi raccontava una storia agli altri) o azioni di sfondo (C’era una volta una vecchia re-
che amministra la giustizia. al quale fu dettato il Corano, portanti della città. sta di due versi. gina, che era una maga e sconfiggeva con i suoi sortilegi i nemici del regno).
2. Inviato di Dio: si tratta di che viene citato subito dopo.
150 Narrativa ● I generi Fiaba 151

● Il passato prossimo si trova soprattutto nel discorso diretto (– E che cosa ti ha indotto a rubare? – Rispo- Incontro tra Khalid e la fanciulla: la fanciulla, Incontro tra Khalid e il padre della ragazza:
se: – Mi ha portato al furto la cupidigia dei beni di questo mondo). camuffata da mendicante, porge a Khalid un fo- l’emiro avrebbe potuto decidere sulla sorte dei
glio dove si cerca di dimostrare l’innocenza del giovani senza chiedere il consenso al padre della
giovane. L’emiro avrebbe potuto ignorare il fatto fanciulla, invece gli chiede il permesso, evitando
1. Sottolinea sul testo a p. 000 tutti i tempi passati ed evidenzia quale rapporto temporale si stabilisce tra le varie e procedere all’esecuzione del taglio della mano, così di umiliarlo in pubblico; gli dimostra anzi
frasi (anteriorità, posteriorità, contemporaneità). invece decide di ascoltare la donna, concedendo stima perché ha rispettato la legge, consegnando
2. Nella fiaba di p. 000 sostituisce con il presente i diversi tempi del passato ogni volta che è possibile: che cosa una seconda opportunità al giovane, e considera il presunto ladro alle autorità.
cambia nel racconto? degno di fiducia il discorso della ragazza. L’immediato consenso del padre alla decisione
Il ritratto che ne deriva è evidentemente quello dell’emiro non fa che dimostrare che Khalid si è
3. Scrivi la prima persona singolare dell’imperfetto, del passato remoto e del passato prossimo dei seguenti verbi:
di un uomo che, pur nell’esercizio del potere, comportato in modo saggio e giusto.
dire, mangiare, vedere, scrivere, pensare, leggere, apparire, udire, venire, spingere, togliere, valere, vivere, volere,
conserva una profonda sensibilità per le vicende
ridere, perdere, piangere, invadere.
umane.

LABORATORIO
ANALISI DEL TESTO
Comprendere
La costruzione Il gioco degli indizi
1. Dopo aver letto o ascoltato con attenzione la fiaba, rispondi alle domande scegliendo il completamento corretto:
di un personaggio e delle combinazioni
A. Il giovane è
La costruzione dei diversi personaggi che si Esistono molti modi di usare sul piano narrativo a un ladro. c un appassionato innamorato.
muovono all’interno di una vicenda è un mo- gli indizi indiretti per costruire un personaggio. b una conoscenza del sultano. d un bugiardo.
mento estremamente delicato dell’invenzione In questo caso, il ritratto dell’emiro di Bàssora B. La fanciulla è
narrativa. È proprio a questo livello, infatti, prende forma attraverso l’incontro con gli altri a una delatrice. c una povera ragazza.
che vengono anticipate tutte le informazioni personaggi della vicenda, tanto che possiamo de- b la fidanzata del giovane innamorato. d una povera ragazza abbandonata.
necessarie per prevedere quale sarà il ruolo di finire delle vere e proprie “sfere d’incontro”.
C. L’emiro Khalid avrebbe dovuto punire immediatamente il giovane ma
ogni singolo personaggio all’interno della vi- Incontro tra Khalid e il giovane ladro: nella
a decide di credere alle informazioni raccolte c non crede al racconto del giovane.
cenda. descrizione del giovane ladro si insiste molto sul dai carcerieri. d preferisce pensare con più calma alla giusta punizione
Da questo punto di vista il personaggio dell’e- suo aspetto fisico, affermando che si tratta di un b viene interrotto dall’intervento della fanciulla. che gli spetta.
miro Khalid rappresenta un ottimo esempio. giovane di mirabile bellezza, dall’apparenza raf-
D. Dopo aver scoperto la verità, l’emiro Khalid
L’emiro è il primo personaggio che compare finata, di aspetto intelligentissimo e portamento
a punisce il giovane perché non ha raccontato la verità. c ordina il matrimonio immediato dei due giovani.
sulla scena e uno degli indiscussi protagonisti elegante, tutto profumato, perfettamente calmo b punisce la famiglia della fanciulla per aver costretto d decide il matrimonio dei due giovani e consegna loro
della vicenda. Nel testo, tuttavia, non troveremo e dignitoso. Questo particolare ci porta a pensare il giovane a fingersi ladro. 20 000 dinàr.
alcun riferimento preciso al suo aspetto fisico o che simili caratteristiche siano tenute in grande
alla sua personalità. L’osservazione è interes- considerazione dall’emiro, visto che è proprio in ❉ 2. Perché l’emiro di Bàssora non crede alla storia del giovane?
sante perché, in realtà, dopo aver letto con at- virtù di queste ultime che egli mette in dubbio la
tenzione la fiaba, possediamo tutta una serie di confessione del giovane ladro. Conoscere la lingua
informazioni che ci permettono di descrivere Incontro tra Khalid e i carcerieri: i carcerie- 3. Tutta la fiaba viene raccontata usando il passato remoto come tempo principale della narrazione. Perché? Quale
l’emiro come un uomo giusto, corretto e saggio, ri, dopo aver ascoltato i lamenti del giovane, non aspetto dell’azione viene espresso dal passato remoto? Quale altro tempo passato viene utilizzato? Qual è la sua fun-
amato dai suoi sudditi, sensibile alla bellezza, hanno un attimo di esitazione e riferiscono im- zione?
abituato a vivere in un modo raffinato, elegante mediatamente all’emiro il contenuto di quanto
e sapiente. hanno ascoltato. Questo ci porta a pensare che 4. I due giovani, in due momenti particolarmente significativi della narrazione, usano alcuni versi poetici per esprime-
Evidentemente la costruzione di questo perso- Khalid sia riuscito a stabilire con i suoi sottopo- re il loro stato d’animo. In entrambi i casi la poesia si dimostra più adatta della prosa a esprimere i sentimenti d’amo-
naggio non procede attraverso una successione sti un rapporto di reciproco rispetto e fiducia e re che provano l’uno nei confronti dell’altro. Individua nel testo le due parti in versi e per ciascuna di esse sottolinea tut-
di indizi diretti (caratteristiche fisiche e psicolo- che i carcerieri siano convinti della grande ca- te le espressioni che appartengono al campo semantico dell’amore. Successivamente trascrivi le stesse espressioni
giche esplicitate direttamente all’interno del te- pacità dell’emiro di prendere la decisione più usando la prosa e utilizzando un linguaggio vicino all’italiano parlato.
sto), ma grazie a indizi indiretti. saggia.
152 Narrativa ● I generi Fiaba 153

LABORATORIO Jacob e Wilhelm Grimm


Analizzare L’acqua della vita
5. Chi è il vero narratore della vicenda? Quali altre voci narranti puoi riconoscere nello svolgersi del racconto?
Un re malato e un’acqua magica che può restituire la
vita. Intorno, una fitta rete di intrighi e prove da su-
6. L’intreccio della vicenda è estremamente interessante. Ricostruisci la fabula, segnalando le macrosequenze nar- ❍ AUTORI: Jacob Grimm (1785-1863) e Wilhelm
perare con tanto di bella principessa da salvare.
rative. Il mondo che prende forma nella fiaba diventa uno Grimm (1786-1859)
❍ OPERA: Fiabe per bambini e famiglie (1812-1815)
specchio fedele dell’universo popolare germanico,
con i suoi riti di iniziazione, le leggende intorno a ❍ STRUMENTI D’ANALISI: fabula e intreccio S3; la
7. Di quale tipo di focalizzazione possiamo parlare? Considera i vantaggi (in termini di coinvolgimento del lettore) che
creature incredibili e castelli incantati, il magico sot- struttura-tipo S4; la morfologia della fiaba S14
una simile scelta narrativa comporta.
tobosco di nani e folletti, l’orgoglioso codice cavalle-
resco.
8. Aiutandoti con la teoria della funzioni di Propp (S14), individua il ruolo narrativo di ogni personaggio e definisci le sfe-
re d’azione dei protagonisti.
C’era una volta un re, che era malato, e nessuno credeva che la scampasse1. Ma egli
❉ 9. La descrizione del giovane e della fanciulla gioca un ruolo molto importante nella comprensione della vicenda. A aveva tre figli, che n’erano molto accorati2; scesero nel giardino del castello e piansero.
partire dalla tabella, ricostruisci il ritratto dei due giovani. Là incontrarono un vecchio, che domandò loro perché fossero tanto afflitti. Gli dissero
che il padre era così malato che certo morirebbe, perché nulla poteva giovargli. Disse il
Personaggi Tratti fisici Carattere
Tratti che caratterizzano il loro ruolo 5 vecchio: – Ma io conosco un rimedio, che è l’acqua della vita; se la beve, guarirà. Ma è
all’interno della vicenda difficile trovarla –. Il maggiore disse: – La troverò ben io –. Andò dall’infermo e gli do-
mandò il permesso di andare a cercar l’acqua della vita, perché quella soltanto poteva
Giovane guarirlo. – No, – disse il re, – è troppo pericoloso; preferisco morire –. Ma il giovane lo
supplicò tanto, che egli infine accondiscese. In cuor suo, il principe pensava: «Se porto
10 l’acqua, divento il suo prediletto ed eredito il regno».
Fanciulla
Si mise in via, e dopo aver cavalcato per un po’, vide sulla strada un nano, che lo
chiamò e disse: – Dove vai così in fretta? – Stupido nanerottolo, – disse il principe altez-
❉ 10. La selezione delle parole e il tono che viene usato per pronunciarle sono due elementi che possono contribuire a zosamente3, – non hai bisogno di saperlo –. E proseguì. Ma l’omino era andato in collera
caratterizzare un determinato personaggio. Trascrivi tutte le espressioni usate dall’emiro Khalid quando si rivolge al gio- e gli aveva scagliato una maledizione. Poco dopo il principe capitò in un burrone, e più
vane, alla fanciulla, alla famiglia della fanciulla. 15 andava avanti più si accostavano i monti, e alla fine il sentiero diventò così stretto ch’e-
In che modo tali espressioni ti possono aiutare a definire meglio la personalità dell’emiro? Perché? gli non poté più avanzare di un passo; non era possibile voltare il cavallo o scender di sel-
la, ed egli restò là imprigionato.
11. La figura dei carcerieri, anche se la loro è soltanto una breve apparizione all’interno della fiaba, è molto importan- Il re infermo l’aspettò a lungo, ma egli non tornò. Allora disse il secondo figlio: – Bab-
te per l’evolversi della narrazione. Qual è il loro ruolo? Perché possiamo affermare che contribuiscono a creare un ri- bo, lasciatemi andare a cercar l’acqua –. E pensava: «Se mio fratello è morto, il regno
tratto positivo dell’emiro di Bàssora? Motiva le tue risposte a partire dal testo. 20 tocca a me». In principio il re non voleva lasciar partire neanche lui, ma finì col cedere.
Il principe se ne andò per la stessa strada che aveva preso il fratello e incontrò anch’egli
Scrivere
il nano, che lo fermò e gli chiese dove andasse così in fretta. – Nanerottolo, – disse il
12. Se i carcerieri non avessero riportato all’emiro i versi del giovane ladro, la storia si sarebbe conclusa in modo di- principe, – non hai bisogno di saperlo –. E tirò diritto, senza voltarsi indietro. Ma il nano
verso? Riscrivi la vicenda, eliminando il personaggio del carceriere.
lo maledisse ed egli finì in un burrone come l’altro fratello e non poté andare né avanti
Discutere in classe 25 né indietro. Così capita ai superbi.
Perché non tornava neanche il secondo figlio, il più giovane si offrì per andare a prender
Il modo in cui l’emiro di Bàssora affronta il caso del giovane ladro è un interessante esempio di gestione e ap-
l’acqua; e finalmente4 il re dovette lasciarlo partire. Quando incontrò il nano, e questi gli
plicazione del potere.
Dopo esservi suddivisi in gruppi, provate a discutere sull’atteggiamento dell’emiro. In particolare, ciascun grup-
domandò dove andasse così in fretta, il giovane si fermò a rispondergli e disse: – Cerco
po cerchi di argomentare sui seguenti punti: l’acqua della vita, perché mio padre è malato e vicino a morire. – E sai dove trovarla? –
– quale sistema politico sembra emergere dalla fiaba (democrazia, dittatura ecc.);
30 No, – disse il principe. – Perché ti sei comportato come si conviene e non con la superbia
– in che modo i personaggi della fiaba (giovane, fanciulla, carcerieri, padre della fanciulla) accolgono le de- dei tuoi perfidi fratelli, ti spiegherò come puoi arrivare all’acqua della vita. Zampilla da
cisioni dell’emiro: con sottomissione, paura, rispetto, fiducia incondizionata ecc.; una fonte nel cortile di un castello incantato; ma tu non puoi entrarvi, se non ti do una
– quale peso ha esercitato la religione nelle decisioni dell’emiro. verga5 di ferro e due pagnottine. Con la verga, batti tre volte al portone di ferro del ca-
In un secondo momento potete approfondire il dibattito provando a definire le caratteristiche della società di cui
l’emiro è espressione, a partire dalle vostre conoscenze personali o da letture che avete fatto. 1. la scampasse: si salvasse. 3. altezzosamente: con su- orgoglioso. lunga incertezza.
2. accorati: preoccupati. perbia, in modo sprezzante e 4. finalmente: alla fine, dopo 5. verga: bacchetta.
154 Narrativa ● I generi Fiaba 155

stello, e si spalancherà. Nell’interno ci son due leoni con le gole aperte, ma se tu getti un trovata l’acqua della vita, ma la fatica è Jacob e Wilhelm Grimm
35 pane a ciascuno, si rabboniranno6. Allora corri a prender l’acqua della vita prima che scoc- 80 tua e il premio è nostro; avresti dovuto Jacob (1785-1863) e Wilhelm (1786-1859) Grimm: due fra-
chino le dodici, se no il portone si richiude e tu sei prigioniero –. Il principe lo ringraziò, esser più furbo e tener gli occhi aperti: telli inseparabili, una vita intera fatta di libri, biblioteche e me-
prese la verga e il pane e si mise in cammino. E quando arrivò, tutto era proprio come ave- te l’abbiamo presa sul mare, mentre ticolosi lavori di ricerca.
va detto il nano. Il portone si spalancò al terzo colpo di verga; ammansiti i leoni col pane, dormivi; e fra un anno uno di noi an- Nascono entrambi a Hanau in Germania; Jacob, noto filologo,
egli entrò nel castello e giunse in una bella sala: là c’eran dei principi stregati ed egli tolse drà a prendersi la bella principessa. Ma presenta un temperamento più severo e ostinato del fratello
minore e, per quanto riguarda la celebre raccolta di fiabe, è il
40 loro gli anelli dal dito: c’erano anche una spada e un pane, ed egli li portò via. Più avanti, 85 guardati dal parlare: tanto il babbo non responsabile dei criteri con cui l’incredibile mole di materiale
giunse in una stanza, dov’era una bella fanciulla, che si rallegrò al vederlo, lo baciò e disse ti crede e se dici una sola parola, perdi orale viene ordinata. Wilhelm, invece, più poeta rispetto al fra-
ch’egli l’aveva liberata e doveva aver tutto il suo regno; e se fosse tornato entro un anno, anche la vita; se taci, ti faremo grazia. tello maggiore, ha conosciuto una vita pubblica meno esposta;
avrebbero celebrato le nozze. E gli disse dov’era la fonte con l’acqua della vita; ma doveva Il vecchio re era in collera col figlio come coautore della raccolta ha dato alla scrittura quella leg-
affrettarsi ad attingerla prima che scoccassero le dodici. Egli proseguì finché giunse in una minore, e credeva che avesse cercato di gerezza e quella spontaneità che hanno restituito alle fiabe la
45 stanza, dov’era un bel letto con le lenzuola di bucato7; e, siccome era stanco, volle prima ri- 90 farlo morire. Fece quindi convocare la loro forza originaria.
I due fratelli hanno intrecciato le loro vite fino alla morte di
posarsi un poco. Si stese e s’addormentò; e quando si svegliò, battevan le undici e tre quar- corte e sentenziare che fosse ucciso se- Wilhelm: prima come bibliotecari a Kassel, poi eletti insieme
ti. Allora saltò in piedi spaventato, corse alla fonte, attinse l’acqua con un bicchiere che gretamente con un colpo di fucile. E all’Accademia delle Scienze di Berlino. Jacob sarà inoltre no-
era lì vicino e s’affrettò ad andarsene. Stava uscendo dal portone di ferro, che scoccarono una volta che il principe partì per la minato professore all’Università di Gottinga e, nel 1848, verrà
le dodici; e il portone si chiuse con tal violenza, che gli portò via un pezzo di calcagno. caccia, senza alcun sospetto, il caccia- eletto membro del Parlamento di Francoforte.
50 Ma egli era contento d’esser riuscito a prender l’acqua della vita; s’avviò verso casa e 95 tore del re dovette accompagnarlo.
passò di nuovo accanto al nano; e questi disse, scorgendo la spada e il pane: – Ti sei gua- Quando furon soli nel bosco, il cacciatore aveva un’aria così triste che il principe gli dis-
dagnato un gran tesoro! con la spada puoi sconfiggere interi eserciti, e il pane non finisce se: – Che hai, mio caro? –. Il cacciatore rispose: – Non posso dirvelo, eppure mi tocca far-
mai –. Il principe non voleva tornare dal padre senza i fratelli, e domandò: – Caro nano, lo –. Disse il principe: – Dimmelo dunque, ti perdonerò. – Ah, – disse il cacciatore. – de-
puoi dirmi dove sono i miei due fratelli? Sono andati a cercar l’acqua della vita prima di vo uccidervi: me l’ha ordinato il re –. Allora il principe si spaventò e disse: – Caro cac-
55 me e non sono più tornati. – Sono rinchiusi fra due monti, – disse il nano: – così li ho 100 ciatore, lasciami vivere, io ti do le mie vesti regali, tu dammi in cambio il tuo brutto ve-
stregati per la loro superbia –. Allora il principe supplicò tanto, che il nano finì col libe- stito –. Il cacciatore disse: – Lo farò volentieri, non avrei certo potuto sparar contro di voi
rarli, ma l’ammonì, dicendo: – Guàrdatene! hanno il cuore malvagio. –. Si scambiarono i vestiti, il cacciatore andò a casa e il principe s’inoltrò nel bosco.
Quando giunsero i fratelli, egli si rallegrò e raccontò loro quel che gli era accaduto: ave- Dopo qualche tempo, giunsero al vecchio re tre carri, carichi d’oro e di pietre preziose, per
va trovato l’acqua della vita e ne aveva riempito un bicchiere; e aveva liberato una bella il figlio minore: li mandavano i tre re che avevan sconfitto i nemici con la spada del principe
60 principessa, che l’avrebbe aspettato per un anno, e poi si sarebbero sposati, e gli sarebbe 105 e nutrito il popolo col suo pane, e volevano dimostrare la loro riconoscenza. Allora il vecchio
toccato un grande regno. Poi se ne andarono insieme a cavallo e capitarono in un paese re pensò: «Che mio figlio fosse innocente?» e disse ai suoi: – Se fosse ancora vivo! come mi
dove c’era guerra e carestia; e il re credeva già di esser perduto, in così grande angustia8. rincresce d’averlo fatto uccidere! – È ancora vivo, – disse il cacciatore, – non m’è bastato l’a-
Allora il principe andò e gli diede il pane, che nutrì e saziò tutto il suo regno; e gli diede nimo di eseguire il vostro ordine –. E disse al re com’era andata. Il re si sentì allargare il cuore,
anche la spada; e così egli sconfisse gli eserciti dei suoi nemici e poté vivere in pace. Il e fece bandire10 in tutti i regni che suo figlio poteva tornare e che sarebbe stato il benvenuto.
65 principe riprese il suo pane e la sua spada, e i tre fratelli proseguirono il viaggio. Ma arri- 110 Intanto la principessa fece costruire davanti al suo castello una strada, tutta rilucente
varono in altri due paesi, dove regnavano guerra e carestia; e ogni volta il principe diede d’oro, e disse ai suoi domestici: il cavaliere che l’avesse percorsa e venisse dritto verso di
al re il suo pane e la sua spada, e così aveva ormai salvato tre regni. Poi s’imbarcarono e lei, era il vero sposo, e dovevano lasciarlo entrare; ma chi cavalcasse a lato della strada,
passarono il mare. Durante il viaggio, i due maggiori confabularono insieme: – Il più gio- non era quello vero, e non dovevano lasciarlo entrare. Quando l’anno fu quasi trascorso, il
vane ha trovato l’acqua della vita, e noi no; così nostro padre gli darà il regno, che pur maggiore pensò di affrettarsi e di andare dalla principessa, spacciandosi per il suo liberato-
70 tocca a noi, ed egli rapirà la nostra fortuna –. Allora pensarono di vendicarsi e concerta- 115 re; così l’avrebbe avuta in moglie, col regno per giunta. Si mise in via, e quando arrivò da-
rono9 la sua rovina. Aspettarono che dormisse profondamente, gli vuotarono il bicchiere vanti al castello e vide la bella strada d’oro pensò: «Sarebbe un peccato passarci a caval-
e si presero l’acqua della vita, e poi lo riempirono con l’amara acqua salsa. lo!». Deviò verso destra e cavalcò a lato della strada. Ma quando arrivò davanti al porto-
Quando arrivarono a casa, il fratello minore portò il bicchiere al re ammalato, perché ne, gli dissero che non era il vero sposo e di tornarsene via. Poco dopo, si mise in viaggio
bevesse e guarisse. Ma il re aveva appena bevuto un po’ di quell’acqua amara, che il ma- il secondo principe, e quando arrivò alla strada d’oro, e il cavallo ci aveva già messo il pie-
75 le si aggravò. E mentre se ne lagnava, arrivarono i due figli maggiori e accusarono il mi- 120 de, pensò: «Sarebbe un peccato, potrebbe sciuparsi un po’!». Deviò a sinistra e cavalcò a
nore di averlo voluto avvelenare; ma essi gli portavano la vera acqua della vita: e gliela lato della strada. Ma come arrivò davanti al portone, gli dissero che non era il vero sposo
porsero. L’aveva appena assaggiata, che sentì svanire il suo male e tornò forte e sano co- e di tornarsene via. Quando l’anno fu trascorso, il terzo principe pensò di lasciare il bosco,
me in gioventù. E i due fratelli andarono dal minore, lo schernirono e dissero: – Tu l’hai per andare dalla sua diletta e accanto a lei dimenticar il suo dolore. Si mise in cammino, e
pensava sempre alla sposa, e avrebbe già voluto esserle vicino; e la strada d’oro non la vi-
6. si rabboniranno: si calme- 7. di bucato: pulite e profu- 8. angustia: difficoltà. 9. concertarono: progettaro-
ranno, si placheranno. mate come appena lavate. no, decisero. 10. bandire: annunciare pubblicamente.
156 Narrativa ● I generi Fiaba 157
LABORATORIO
125 de neppure. Il suo cavallo ci passò proprio in mezzo; e quando egli arrivò davanti al porto-
ne gli aprirono, e la principessa l’accolse con gioia e lo chiamò suo liberatore e signore del
Comprendere
regno; e si sposarono con grande allegrezza. Dopo le nozze, ella gli raccontò che suo padre
l’aveva invitato a tornare e gli aveva perdonato. Allora egli andò e gli disse tutto: che era 1. Dopo aver letto o ascoltato con attenzione la fiaba, rispondi alle domande scegliendo il completamento corretto.
stato ingannato dai fratelli, e per giunta aveva anche taciuto. Il vecchio re voleva punirli, A. Il nano punisce i fratelli perché
130 ma essi si erano messi in mare e avevan preso il largo; e non tornarono più. a è vendicativo. c non sopporta i superbi.
b è dispettoso. d non sopporta i principi.
(J. e W. Grimm, Fiabe, trad. it. di C. Bovero, Einaudi, Torino 1970)
B. Il fratello minore viene aiutato dal nano perché
a è furbo. c lo ha trattato con educazione e rispetto.
b lo ha lusingato. d gli ha promesso del denaro.
C. La bella principessa respinge i due fratelli che hanno percorso di lato la strada perché
a in questo modo hanno dimostrato la loro avidità. c in questo modo hanno dimostrato di essere più interessati
ANALISI DEL TESTO b è capricciosa. alle ricchezze che all’amore per lei.
d non erano abbastanza eleganti.
D. Il re punisce il figlio minore perché
La fiaba presenta una delle strutture suo interlocutore il principe più giovane potrà ri- a è ingiusto. c in fondo ha sempre preferito i due fratelli maggiori al figlio
narrative che ricorrono con maggiore frequenza cevere dal nano la preziosa informazione. b crede all’inganno progettato dai due fratelli più piccolo.
nel panorama della scrittura favolistica. Isoliamo Superamento della prova e ritorno. L’eroe su- maggiori. d sta seguendo le indicazioni del nano.
i personaggi principali: pera con successo la prova del castello ed è pron-
– un re malato che ha bisogno di una pozione to a tornare vincitore con l’acqua della vita. Du- ❉ 2. Quali tratti della personalità del nano emergono dal suo comportamento nei confronti dei tre fratelli?
magica per guarire; rante il viaggio di ritorno fa il suo secondo incon-
– i due figli malvagi che sperano di trarre van- tro importante: tre paesi in guerra, afflitti dalla ❉ 3. In che modo il re si accorge dell’innocenza del figlio minore? Come reagisce?
taggio da questa situazione; carestia, ai quali l’eroe dona il pane e la spada
– il fratello minore, coraggioso e onesto, che vie- magica che aveva guadagnato nel castello. Conoscere la lingua
ne ingannato dai suoi fratelli, ma che risulterà Seconda prova. La storia potrebbe finire con 4. Le parti dialogate non occupano uno spazio molto rilevante all’interno della fiaba. In particolare, nelle sequenze nar-
vincitore alla fine della storia; il ritorno a casa del principe, invece il nuovo in- rative in cui vengono raccontate le vicissitudini del protagonista, la struttura del racconto procede attraverso una suc-
– una bella principessa addormentata che aspet- tervento degli antagonisti fa sì che l’eroe sia co- cessione di frasi brevi a struttura per lo più paratattica. Perché secondo te? Riscrivi queste sequenze utilizzando il di-
ta di essere liberata; stretto ad affrontare una nuova prova. Il re ma- scorso diretto e verifica quale cambiamento si registra a livello di ritmo narrativo.
– un nano e un cacciatore che aiuteranno il prin- lato, infatti, cade nell’inganno dei fratelli mag-
cipe buono. giori e decide di far uccidere segretamente il Analizzare
In particolare, nell’intreccio della fiaba possia- principe più giovane. In questo caso non si trat- 5. Fabula e intreccio coincidono? Motiva la tua risposta.
mo riconoscere tutti gli elementi narrativi più ca- ta di una vera e propria prova, quanto di una
situazione di pericolo, che l’eroe, grazie al suo 6. Dividi il testo in macrosequenze, individuando all’interno di ognuna di esse le sequenze narrative, dialogiche, de-
ratteristici della sfera d’azione dell’eroe.
temperamento e alla sua iniziativa, riesce a evi- scrittive e riflessive.
Le prove dell’eroe tare. Il cacciatore che avrebbe dovuto uccidere
il principe, infatti, accetta di risparmiarlo e di 7. Il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono? Motiva la tua risposta a partire dal testo.
Missione. Il re malato affida indirettamente la non rivelare a nessuno che l’eroe è ancora in vi-
missione all’eroe. La sua malattia, infatti, spinge ta. 8. I due fratelli maggiori presentano tutte le caratteristiche del “cattivo” che ricorrono in quasi tutte le fiabe di magia.
l’eroe (in questo caso il figlio minore) a partire al- Terza prova e ritorno, con lieto fine. Nel ca- Rintraccia le espressioni che vengono usate per caratterizzare i due fratelli.
la ricerca dell’acqua della vita dopo il fallimento stello incantato l’eroe aveva salvato una bella
❉ 9. Da quale punto di vista viene raccontata la fiaba? Di quale tipo di focalizzazione possiamo parlare?
dei suoi antagonisti (i due fratelli maggiori). principessa. I due si erano giurati amore e il
Prima prova. Durante il suo viaggio l’eroe fa il principe le aveva promesso di sposarla non ap-
❉ 10. tilizzando le funzioni di Propp, descrivi le sfere d’azione e le caratteristiche di ruolo dei seguenti personaggi: il na-
suo primo incontro importante: il nano. Questo pena avesse portato al padre l’acqua della vita.
no, il giovane principe, i due fratelli maggiori, il cacciatore.
personaggio gli svela come entrare in possesso Prima di sposare la sua bella principessa, l’eroe
dell’acqua della vita, avvertendolo che dovrà af- dovrà però superare la prova della strada d’oro, ❉ 11. Quale ruolo assumono, all’interno della narrazione, gli incontri del fratello più piccolo con i tre paesi in guerra?
frontare con successo la prova del castello incan- nella quale si sono già cimentati senza successo i Quali informazioni aggiungono al ritratto del giovane principe? Quali conseguenze importanti comportano tali incontri
tato. In un certo senso questa non è la prima pro- due fratelli maggiori. È l’ultima prova dell’eroe nell’evolversi della vicenda?
va dell’eroe: quando si rivolge per la prima volta che, vincitore, sposa la principessa e viene invi-
al nano viene già sottoposto a una prova; sappia- tato a tornare a casa dal padre che, nel frattem- ❉ 12. Quale significato simbolico assume l’acqua della vita all’interno della fiaba?
mo infatti che soltanto trattando con rispetto il po, si è reso conto della sua innocenza.
158 Narrativa ● I generi Fiaba 159

LABORATORIO Italo Calvino

Scrivere I tredici briganti


13. Riscrivi la fiaba utilizzando un punto di vista interno. Scegli tu la voce narrante tra i diversi personaggi della fiaba. ❍ AUTORE: Italo Calvino (1923-1985); vedi p. 000
❍ OPERA: La fiaba fa parte della raccolta di Fiabe italia-
Un coraggioso contadino, l’avido fratello ciabattino e
14. Immagina di ambientare la vicenda della fiaba in un luogo realistico. Scegli tu il luogo e modifica i personaggi prin- una scaltra taverniera. Un mondo semplice, legato al- ne (1956) curata da Italo Calvino. Si tratta di un la-
cipali, mantenendo però invariate le loro funzioni all’interno della vicenda (eroe, antagonista, aiutante ecc.). le tradizioni e alle credenze popolari, dove c’è spazio voro durato due anni, frutto di una paziente selezione
anche per briganti ricchissimi che terrorizzano interi di tutto il materiale ordinato nell’arco di un secolo
paesi e per alberi che si aprono e si chiudono come la ❍ STRUMENTI DI ANALISI: fabula e intreccio S3;
15. L’episodio del bosco e del cacciatore ci riporta immediatamente a una celebre fiaba: quella di Biancaneve e i sette
nani. Prova a intrecciare le due fiabe e a costruire un finale a sorpresa. grotta di Alì Babà. sequenze e macrosequenze S5; i personaggi nell’in-
treccio narrativo S9; la presentazione dei personaggi
S10; la morfologia della fiaba S14

Confrontare i testi
Il brano si presta a un confronto con il seguente testo: Dice che una volta c’erano due fratelli. Uno faceva il ciabattino ed era ricco, l’altro il
◆ I. Calvino, I tredici briganti, p. 00 contadino ed era senza nulla. Un giorno il contadino era in campagna, e vide tredici uo-
Leggi con attenzione i brani, quindi svolgi l’esercizio a p. 00. mini sotto un albero di quercia, con certi coltellacci da far tremar la terra. «I briganti!»,
pensò il contadino, e si nascose; li vide avvicinarsi alla quercia e il capo dire: – Apriti-
5 quercia! –. Il tronco s’aperse e a uno a uno i tredici briganti ci entrarono. Il contadino re-
occupiamoci di narrativa stò nascosto ad aspettare. Dopo un po’ i briganti uscirono, uno a uno, e l’ultimo fu il ca-
produciamo una fiaba po. – Chiuditiquercia! – disse, e la quercia si richiuse.
Quando i briganti se ne furono andati, il contadino volle provare anche lui. S’avvicinò
NUOVI ITINERARI

Giochiamo con la struttura narrativa delle fiabe 10


all’albero e disse: – Apritiquercia! –. L’albero s’aperse e lui passò. C’era una scala che an-
dava sottoterra; scese e si trovò in una caverna. Una caverna, dalla terra al soffitto, pie-
na di roba ammonticchiata: un monte d’oro, uno di brillanti, uno di marenghi1, un altro
Gli studi di Propp (S14), hanno messo in evidenza come le fiabe presentino una struttura narrativa che d’oro, un altro di brillanti, un altro di marenghi, ancora uno d’oro, uno di brillanti, uno
tende a ripetersi, al di là dei singoli intrecci che possono strutturarsi in un numero infinito di combinazio-
ni. di marenghi; e così via, fino a tredici. Il contadino cominciò a guardare, a empirsi2 gli oc-
All’interno di questa struttura, i ruoli giocati dai personaggi diventano il vero motore della narrazione, in- chi di quel luccichìo: empiti gli occhi cominciò a empirsene le tasche della giacca, poi le
dipendentemente dalla loro identità di re, drago, principessa, folletto o cavaliere. Propp ha individuato 15 tasche dei calzoni, poi si strinse bene in fondo i calzoni, e se li imbottì tutti di monete d’o-
sette sfere d’azione ricorrenti nelle cosiddette “fiabe di magia”: antagonista, donatore, aiutante, eroe, prin-
cipessa e re, antagonista, falso eroe.
ro e di tornesi3, e a lenti passi tintinnanti tornò a casa.
– Che t’è successo? – gli disse la moglie vedendolo arrivare a quel modo. Lui cominciò
P rovate a inventare una fiaba originale a partire dalla struttura narrativa della fiaba L’acqua della vita. a rovesciare le tasche e i pantaloni, e le raccontò tutto. Per misurare i soldi, gli serviva
Inventate voi i personaggi, modificando la corrispondenza abituale personaggio-funzione, ma mantenen- uno stoppello4; ma lui non l’aveva; così mandò a chiederlo in prestito al fratello. Il cia-
do inalterati i ruoli narrativi. Per esempio,
utilizzando la fiaba Biancaneve e i sette na-
20 battino pensò: «Cosa mai avrà da misurare mio fratello che non ha mai avuto nulla al
ni: Biancaneve diventa cattiva; la sua sfera mondo? Voglio vedere un po’», e impastò una lisca di pesce sul fondo dello stoppello.
d’azione diventa quella dell’antagonista, Quando gli restituirono lo stoppello andò subito a vedere cos’era rimasto attaccato alla
mentre la regina cattiva diventa buona e la lisca di pesce: e figuratevi come rimase quando vide un marengo!
sua sfera d’azione diventa quella dell’aiutan-
te del principe, e così via. In questo modo
Andò subito a trovare il fratello. – Dimmi chi t’ha dato questi soldi! –. E il contadino
non viene eliminata nessuna delle sfere d’a- 25 gli raccontò. Il ciabattino allora gli disse: – Be’, fratello, mi ci devi portare anche a me! Io
zione presenti nella fiaba originale, ma si ho figli, e ho più bisogno di soldi di te!
scardina la corrispondenza acquisita perso- Allora i due fratelli presero due somari e quattro sacchi, andarono all’albero, dissero: –
naggio-funzione.
Apritiquercia! – riempirono i sacchi e via. A casa, si divisero l’oro, i brillanti e i maren-
ghi e ormai ne avevano da campare di rendita. Perciò si dissero: – Ora ci siamo messi a
30 posto; non facciamoci più vedere laggiù, se no ci lasciamo la pelle!
Il ciabattino aveva detto: – Intesi, – ma solo per ingannare suo fratello e andare una vol-
ta da solo a far man bassa, perché era uno che non ne aveva mai abbastanza. Andò, aspettò
che i briganti uscissero dalla quercia, ma non li contò mentre se ne andavano. Mal gliene

1. marenghi: monete d’oro in 2. empirsi: riempirsi. rame, quest’ultime in uso nel Re- 4. stoppello : recipiente per
uso nel XIX secolo. 3. tornesi: monete d’argento o di gno di Napoli fino al XIX secolo. misurare il vino.
160 Narrativa ● I generi Fiaba 161

venne: invece di tredici, erano dodici, perché uno era rimasto a far la guardia, dato che s’e- Leggendo tra le righe, riusciamo a intuire che il fratello povero è anche onesto e buono, mentre il
35 rano accorti che qualcuno veniva nella caverna a derubarli. Il brigante saltò fuori, sorpre- fratello ricco è avido e infido. La costruzione dei due diversi personaggi, però, non procede attraver-
se il ciabattino, lo squartò come un maiale e così squartato l’appese a due rami. so una successione di indizi diretti (caratteristiche fisiche e psicologiche esplicitate direttamente al-
La moglie, non vedendolo più tornare, andò dal contadino. – Cognato mio, disgrazia! l’interno del testo), ma grazie a indizi indiretti.
Fratello tuo è andato alla quercia un’altra volta e non è più tornato! Cerca gli indizi disseminati nel testo. Quando scopriamo la vera natura del fratello povero? E quella del
Il contadino aspettò la notte e andò alla quercia. Appeso ai rami, vide il corpo squartato del fratello ricco? Come si comporta il fratello povero con quello ricco? E viceversa?
40 fratello, lo slegò, lo caricò sull’asino, e lo portò a casa, tra gran pianti della moglie e dei figli.
Per non seppellirlo squartato chiamarono un altro ciabattino suo collega, e lo fecero cucire.
La vedova del ciabattino, con tutti i soldi che le erano rimasti, comprò una taverna e si
mise a far la taverniera.
Intanto i briganti s’erano messi a girare il paese, per vedere a chi erano rimasti i soldi.
45 Uno andò dal ciabattino che aveva cucito il morto e gli disse: – Compare, sei capace di
dar due punti a questa scarpa?
– Eh! – fece lui, – ho cucito un ciabattino, volete che non cucia una ciabatta?
Quando i briganti vengono introdotti sulla scena entriamo nel cuore della fiaba: da questo momen-
– E chi era questo ciabattino? to in poi si definiscono le sfere d’azione dei personaggi, il loro ruolo all’interno della vicenda. È in-
– Un mio collega che hanno squartato. Il marito della taverniera. teressante notare che in questo caso si tratta di sfere d’azione complesse, che derivano dall’incontro-
50 Così i banditi seppero che era la taverniera a profittare delle ricchezze rubate. Presero scontro non solo tra i briganti da una parte e il contadino povero dall’altra, ma anche tra il contadino
una botte grande e ci si nascosero dentro in undici; la botte la misero su un carro e gli al- povero e il ciabattino ricco.
tri due si misero a tirare il carro. Scesero alla taverna e dissero: – Buona donna, ce la fate
posare qui questa botte? E ce lo fate da mangiare? Definisci le sfere d’azione dei primi tre personaggi della nostra fiaba. Qual è il ruolo del contadino po-
– Accomodatevi, – disse la taverniera, e si mise a cucinare i maccheroni per i due car- vero? E quello del ciabattino? Chi è il vero antagonista del contadino?
55 rettieri. Intanto la figlia, giocando lì vicino, sentì rumore nella botte. Si mise ad ascolta-
re e sentì dire: – Ora gliela diamo la buona notte a questa qui! –. Saltò su e corse a dirlo
a sua madre. Sua madre non stette lì a sprecare sale e olio: prese una caldaia d’acqua bol-
lente e la rovesciò nella botte. I briganti morirono spellati. Poi andò a servire i macche-
roni agli altri due. Gli mescé vino oppiato e quando s’addormentarono gli tagliò le teste.
60 – Adesso va’ a chiamare il giudice, – disse a sua figlia.
Arrivò il giudice, capì che erano tredici briganti e diede un premio alla taverniera, per-
ché aveva schiantato quella malerba5. L’uccisione del ciabattino e la sua uscita di scena introducono nell’intreccio della fiaba un nuovo e
(I. Calvino, Fiabe italiane, Einaudi, Torino 1977)
importante personaggio: si tratta della vedova del ciabattino che, grazie ai soldi rubati dal marito ai
5. perché ... malerba: perché aveva estirpato quell’erba infestante; il termine malerba si riferisce metaforicamente ai briganti. tredici briganti, compra una taverna e diventa taverniera.
Se la taverniera è destinata a giocare un ruolo decisivo per l’evolversi della narrazione, non è però
l’unico personaggio a essere introdotto sulla scena dopo la morte del ciabattino. Accanto alla donna,
infatti, incontriamo sua figlia, il ciabattino che si era incaricato di cucire il defunto marito e il giudice.
GU IDA ALL’ANALISI
La presenza di questi nuovi personaggi ha evidentemente delle conseguenze all’interno del sistema
dei personaggi che aveva caratterizzato la prima parte della narrazione, ma soprattutto impone una
Contadini, briganti e taverniera: il complesso sistema dei personaggi
ridefinizione di tutti i ruoli giocati dai personaggi della fiaba.
Nelle prime righe della fiaba ci vengono presentati quasi tutti i protagonisti della vicenda: due fra-
Cerca di definire le nuove sfere d’azione. Chi è l’eroe? Qual è il ruolo della taverniera? Qual è il ruo-
telli, uno ricco e uno povero, e i briganti. lo del ciabattino? Qual è il ruolo della figlia? Il ruolo dei briganti si modifica? Perché? Il ruolo del con-
tadino si modifica? Perché? Come giustifichi la sua uscita di scena? Qual è il ruolo del giudice? Per-
Cerca nel testo tutte le informazioni che vengono fornite e ricostruisci un ritratto significativo dei diversi ché in un certo senso possiamo dire che la sua sfera d’azione coincide con quella del re nelle fiabe
personaggi. Come viene presentato il fratello povero? E quello ricco? di magia?
162 Narrativa ● I generi Fiaba 163

Rimane da spiegare perché la figura della donna sembri alla fine prevalere su quella del contadino,
che non solo aveva per primo e con coraggio affrontato i briganti, ma aveva permesso alla moglie di Confrontare i testi
suo fratello di comprare la taverna. Il brano si presta a un confronto con il seguente testo:
◆ J. e W. Grimm, L'acqua della vita, p. 000
Perché fin dall’entrata sulla scena della donna sappiamo già che è destinata a giocare un ruolo da pro-
Rileggi con attenzione le due fiabe quindi rispondi alle seguenti domande.
tagonista all’interno della fiaba? Come viene introdotto il suo personaggio? Quali sono i tratti distintivi del
suo carattere? Quali indizi ci vengono offerti dal testo per ricostruire il suo personaggio? Quali aspetti del – Quali elementi tipici della narrazione fiabesca hanno in comune le due vicende?
suo carattere emergono dal modo in cui affronta i briganti? – A partire dalle funzioni descritte da Propp (S14) individua quali sono i ruoli (antagonista, eroe, donatore, aiu-
tante, ecc.) che ricorrono in entrambe le fiabe e quali invece sono presenti solo nella prima fiaba.
– Confronta le due figure dell’eroe: che cosa hanno in comune? In che cosa differiscono?
– Confronta i diversi antagonisti: come si muovono all’interno delle due fiabe? Che cosa hanno in comune?
– Confronta le missioni dell’eroe nelle due fiabe: in che cosa differiscono?
– Tratteggia le immagini di eroi che emergono dalla due fiabe e indica quali delle caratteristiche tipiche del-
l’eroe tratteggiate da Propp non sono state rispettate.

Due storie in una

Cercando di precisare il sistema dei personaggi, ci è spesso successo di parlare di “prima parte” e
di “seconda parte” della fiaba. In effetti, sul piano dell’intreccio narrativo, la morte del ciabattino se-
Hans Christian Andersen
gna un vero e proprio punto a capo della prima parte della fiaba. Se infatti attribuiamo al contadino
il ruolo dell’eroe e al ciabattino quello dell’antagonista, possiamo facilmente concludere che la morte
del fratello ricco è il primo lieto fine della fiaba, in quanto vendica la fiducia che il povero aveva con-
L’ago da rammendo
cesso al ricco, con un senso di giustizia tipico del mondo delle fiabe. ❍ AUTORE: Hans Christian Andersen (1805-1875)
Per quanto riguarda la seconda parte della fiaba, da un punto di vista narrativo è molto interessan- La forza dell’immaginazione riesce a raccontare l’af- ❍ OPERA: L’ago da rammendo fa parte di una raccolta
te analizzare in che modo si passi dalla prima alla seconda parte della fiaba o, meglio, dalla prima fascinante mondo delle piccole cose, anche dal punto delle più belle fiabe di Andersen scelte e presentate
macrosequenza alla seconda. di vista di un piccolo ago da rammendo. Una fiaba da Gianni Rodari (1920-1980)
straordinaria che celebra il trionfo della fantasia e ❍ STRUMENTI D’ANALISI: la struttura-tipo S4 ;
Cerca di definire con precisione la fine della prima macrosequenza e l’inizio della seconda. Quali con- dell’invenzione creativa. punto di vista S8; luoghi e ambienti della narrazione
nettivi legano le due macrosequenze? Individua le sequenze delle due macrosequenze attribuendo a S12; i personaggi nell’intreccio narrativo S9
ciascuna di esse un titolo significativo. In un secondo tempo, indica per ognuna di esse a quale tipolo-
gia appartenga (narrativa, descrittiva, dialogica ecc.), i personaggi principali e che cosa accade di im-
DAL TESTO ALLE REGOLE
portante ai fini dell’evolversi della vicenda. Punteggiatura, p. 000

C’era una volta un ago da rammendo, di sentimenti così delicati che credeva d’essere
un ago da ricamo1.
– Fate attenzione a quel che portate! – disse l’ago da rammendo alle dita, che lo aveva-
no preso dalla scatola, – non mi perdete! se cado sul pavimento non sarete più capaci di
5 ritrovarmi, son così sottile!
La conclusione della seconda macrosequenza contiene il vero lieto fine della vicenda: il bene ha – Mica tanto! – dissero le dita, e l’afferrarono ai fianchi.
trionfato sul male e la taverniera viene premiata dal giudice perché ha liberato il paese dal terrore. – Guardatemi, io vengo col seguito! – disse l’ago da rammendo, e si tirò dietro un filo
lungo, che però non aveva nodo.
Anche se l’intreccio sembra complesso, possiamo comunque concludere che la storia presenta la struttura ti- Le dita conficcarono l’ago proprio nella pantofola della cuoca, dove la tomaia era scop-
pica della narrazione fiabesca? Motiva la tua risposta. Ricostruisci l’intreccio della fiaba, precisando: la fase
preparatoria, l’esordio, la fase ascendente, il momento culminante, la fase discendente e la conclusione.
10 piata e bisognava ricucirla.
– Che lavoro volgare! – esclamò l’ago da rammendo, – non riuscirò mai a passare, mi
spezzo! mi spezzo! – e si spezzò: – Ve lo avevo detto io! – disse l’ago da rammendo, – son
troppo sottile!

1. un ago da rammendo ... ricamo è più sottile di quello da zione del ricamo richiede mag-
un ago da ricamo: l’ago da rammendo, in quanto l’opera- giore precisione.
164 Narrativa ● I generi Fiaba 165

«Ormai non è più buono a niente», Hans Christian Andersen 60 ti e uniti fra loro, sebben fossero di statura diversa; il più distaccato, Pollice, era corto e gras-
15 pensarono le dita, ma lo tennero stretto Hans Christian Andersen nasce nel 1805 a Fionia, una delle so, era uscito dalla fila e aveva un’unica frattura sul dorso, quindi poteva inchinarsi una vol-
perché la cuoca ci fece sgocciolare so- tante isole della Danimarca, nel villaggio di Odense, dove suo ta soltanto, eppure sosteneva che se a un uomo capitava di perderlo, quest’uomo non era
pra della ceralacca, poi l’infilò nella padre era un ciabattino e sua madre una lavandaia, il piccolo più idoneo al servizio militare. L’Indice si ficcava dappertutto, nel dolce e nell’amaro, indi-
sciarpa che aveva intorno al collo. Hans vive un’infanzia povera, popolata di fantasticherie e di cava il sole e la luna, ed era lui che premeva sulla penna quando scrivevano; il Medio guar-
– Guardatemi, adesso sono una spilla marionette che si costruiva da solo per raccontarsi storie di re, 65 dava gli altri dall’alto in basso; l’Anulare portava un anello d’oro intorno alla pancia; il Mi-
principi e castelli incantati.
20 da cravatta! – disse l’ago da rammendo; A quattordici anni, sognando di fare strada nel teatro, si tra- gnolo non faceva nulla e se ne vantava. Vanagloria e nient’altro; così io sparii nell’acquaio!
– lo sapevo che sarei arrivato al posto sferisce a Copenaghen: sono anni duri, in cui si trova a fare – E ora stiamo qui a luccicare! – disse il pezzo di vetro. In quell’istante arrivò nel rigagno-
d’onore; quando si è qualcuno, si di- l’apprendista falegname, il ballerino, il cantore, fino a quando lo molta più acqua del solito, che straripò dai due lati e trascinò con sé il pezzo di vetro.
venta per forza qualcosa! – e rise dentro incontra il consigliere Collin, del Teatro reale, che nel 1822 – Guarda, è stato promosso! – disse l’ago da rammendo, – ma io non mi muovo, son
di sé, ma da fuori non si può vedere se ottiene per lui una borsa di studio per il ginnasio. 70 troppo sottile e di questo sono fiero, e la fierezza è una cosa rispettabile! – e si tenne drit-
25 un ago da rammendo ride; e se ne stava Inizia così la sua formazione letteraria: la laurea in filologia, la
frequentazione di molti intellettuali legati al Romanticismo, i
to, assorto in mille pensieri.
tutto fiero, come se viaggiasse in car- viaggi in Italia, Germania, Francia e Svizzera. – Quasi quasi penso di essere nato da un raggio di sole, tanto son sottile! mi pare, an-
rozza e salutasse a destra e a sinistra. Nel 1835, proprio nel periodo natalizio, vengono pubblicate le che, che il sole mi cerchi sempre, sott’acqua! Disgraziatamente sono così sottile che mia
– Posso aver l’onore di domandare se sue prime fiabe: sono quelle che Andersen ha ascoltato da madre non può ritrovarmi, e se ora avessi l’occhio che mi si spezzò, credo che mi mette-
lei è d’oro? – domandò allo spillo, suo bambino. L’anno successivo uscirà un nuovo volumetto di fia- 75 rei a piangere! eppure no, non piangerei, piangere non è fine!
30 vicino. – Lei è bello d’aspetto, e possie- be, e così per molti anni a venire: scriverà 156 fiabe, che met- Un giorno vennero dei monelli che si misero a frugare nel rigagnolo, e vi trovarono chiodi
teranno in ombra il resto della sua produzione letteraria.
de una testa tutta sua, ma piccolina! Muore nel 1875, nella sua dimora di Rolighed presso Cope- vecchi, monetine e altre cose del genere. Tutte porcherie, ma per loro era un divertimento.
faccia in modo che le si sviluppi, poi- naghen, giusto in tempo per vedere la prima edizione italiana – Ahi! – fece uno: si era punto con l’ago da rammendo. – Hai visto che tipo!
ché non a tutti è dato aver della cera- delle sue fiabe, stampata nel 1867 dall’editore Gnocchi. – Io non sono un tipo, sono una signorina! – disse l’ago da rammendo, ma nessuno l’in-
lacca sull’estremità! –. Così dicendo 80 tese; la ceralacca si era staccata e lui era diventato nero, ma il nero assottiglia e quello
35 l’ago da rammendo si drizzò con tanta fierezza che cadde dalla sciarpa e finì nell’acquaio2, credette di essere ancora più sottile di prima.
proprio nel momento in cui la cuoca faceva scorrere l’acqua. – Ecco un guscio d’uovo! – gridarono i ragazzi e conficcarono l’ago da rammendo nel guscio.
– Eccomi in viaggio! – disse l’ago da rammendo, – purché non mi perda! –. Ma si perse. – Pareti bianche e io in mezzo nero! – disse l’ago da rammendo, – mi si addice! così al-
– Son troppo sottile per questo mondo! – disse, mentre stava nel rigagnolo. – Per for- meno mi noteranno! Purché non mi venga il mal di mare, altrimenti mi spezzo in due! –
tuna so quel che valgo, questa è sempre una piccola soddisfazione! – e l’ago da rammen- 85 ma il mal di mare non gli venne e non si spezzò.
40 do si tenne dritto e non perse il suo buon umore. – Contro il mal di mare è bene avere lo stomaco di acciaio, e tener sempre presente di vale-
Passavano sopra di lui cose di ogni genere, pagliuzze, fuscelli, pezzi di giornali vecchi. – re più d’un uomo! Ora il mio male è passato! Quanto più uno è sottile, tanto meglio resiste!
Guarda come navigano! – disse l’ago da rammendo, – non sanno cosa c’è sotto, c’è la sor- – Crac! – fece il guscio d’uovo: un carro pesante gli passava sopra. – Ah! che oppres-
presa delle mie punzecchiature! io pungo! e resto qui!, guarda ora passa un fuscello, per sione! – disse l’ago da rammendo, – questa è la volta che mi viene il mal di mare! mi
quello non c’è altra cosa al mondo che «fuscello» e cioè lui stesso, ed ecco una pagliuzza, 90 spezzo! mi spezzo! – ma non si spezzò, sebbene un carro pesante gli fosse passato sopra; ec-
45 guarda come si gira e rigira! Non pensare tanto a te stessa, potresti andare a sbattere con- colo ora lungo disteso, resti pure così!
tro il selciato! là galleggia un giornale! dimenticato è, ormai, quanto sta scritto in esso, e (H. Ch. Andersen, Fiabe, trad. it. di M. Rinaldi, Einaudi, Torino 1970)
pur si gonfia! Io invece, sto tranquillo ad aspettare! So chi sono, e tale resterò!
Un giorno gli capitò vicino qualcosa che luccicava meravigliosamente, e l’ago da ram-
mendo credette che fosse un diamante; era invece un coccio di bottiglia, ma siccome luc- DAL TESTO
50 cicava, l’ago da rammendo gli rivolse la parola e si presentò come spilla da cravatta. ALLE REGOLE
– Vedo che lei è un diamante! Punteggiatura
– Sì, press’a poco! – Così ciascuno di loro pensò che l’altro fosse oggetto di gran valore,
e cominciarono a discorrere della tracotanza del mondo. La punteggiatura è un insieme di segni convenzionali, detti segni di interpunzione, che
– Capirà, io abitavo nella scatola di una fanciulla, – dice l’ago da rammendo, – la fan- permettono di leggere e capire un testo scritto.
55 ciulla era una cuoca; aveva cinque dita per ogni mano, ma non ho conosciuto mai gente I segni di interpunzione consentono di dare al testo le intonazioni caratteristiche del parlato e, in alcuni casi, avvici-
così presuntuosa come quelle cinque dita, e dire che l’unico scopo della loro vita era quel- nano le due forme di comunicazione.
lo di tenermi, tirarmi fuori dalla scatola e ripormi dentro! Vediamo alcune funzioni della punteggiatura:
– Erano molto rilucenti? – chiese il pezzo di vetro. – Rilucenti? – fece l’ago da rammendo, ● dare ordine al discorso, separandone le parti (il Medio guardava gli altri dall’alto in basso; l’Anulare portava un anel-
– macché, era solo superbia! Erano cinque fratelli, tutti «dita» per nascita, si tenevano drit- lo d’oro intorno alla pancia; il Mignolo non faceva nulla e se ne vantava);
● indicare il ritmo e l’intonazione del testo ( – Erano molto rilucenti? – chiese il pezzo di vetro. – Rilucenti? – fece l’a-
go da rammendo, – macché, era solo superbia!);
2. acquaio: lavandino della cucina.
166 Narrativa ● I generi Fiaba 167

che affidano missioni impossibili, diavoli che si vero e proprio repertorio di meraviglie, come il
● permettere di capire il senso del testo (si osservi la differenza di significato tra queste due frasi: I briganti corsero fuo-
ri dalla caverna urlando; il vento entrò nella spelonca e I briganti corsero fuori dalla caverna; urlando il vento entrò nel- divertono a mettere alla prova coraggiosi cavalie- luogo di tutti i possibili, dove l’unica legge che
la spelonca); ri e ingenue fanciulle; si tratta di un tempo in cui muove i sottili fili della narrazione è quella della
● suggerire lo stato d’animo di chi scrive o, in un testo narrativo, di un personaggio; per esempio, l’uso frequente vive un popolo spesso credulone e a caccia delle fantasia. Così è possibile che anche un ago da ram-
del punto esclamativo suggerisce un’idea di decisione e di aggressività (Io invece, sto tranquillo ad aspettare! So chi streghe o furbi giovanotti in cerca di fortuna. mendo possa raccontare il suo punto di vista,
sono, e tale resterò!); Eppure non è certamente all’interno di questa nello stesso modo in cui i bambini, quando gio-
● introdurre il discorso diretto distinguendo l’intervento dei diversi personaggi nelle sequenze di dialogo (– Crac! – cornice che si esaurisce la straordinaria forza cano, fanno parlare le pietre, i rami degli alberi,
fece il guscio d’uovo: un carro pesante gli passava sopra. – Ah! che oppressione! – disse l’ago da rammento, – questa è dell’immaginazione, vero motore dell’invenzione la sedia a dondolo del nonno.
la volta che mi viene il mal di mare! mi spezzo! mi spezzo!).
fiabesca. E Andersen lo sapeva molto bene. Andersen si muove appunto in questa direzio-
✑ Il punto fermo (.) segnala una pausa forte alla fine di una frase o di un periodo e richiede dopo di sé la lettera maiu- ne, provando a giocare ad armi pari con i bam-
scola. Si usa anche nelle abbreviazioni e in molte sigle (sig. = signore; p. = pagina; D.L. = Decreto Legge; G.U. = Gaz- Giocare con la meraviglia bini, facendosi insegnare proprio dai più piccoli
zetta Ufficiale); non è invece utilizzato in quelle sigle che sono percepite come parole vere e proprie o delle quali si come guardare con stupore e curiosità quel mon-
è persa la conoscenza dell’origine (RAI = Radio Televisione Italiana; CONI = Comitato Olimpico Nazionale Italiano). Nella storia dell’ago da rammendo non incon- do di piccole cose che ogni giorno abbiamo ac-
✑ La virgola (,) indica una pausa breve e si usa nelle enumerazioni, nelle descrizioni, per delimitare gli incisi, prima triamo nessuno degli elementi ricorrenti della canto.
di una proposizione coordinata introdotta da congiunzioni avversative (ma, però, tuttavia ecc.), per isolare un fiaba tradizionale, né da un punto di vista stret- In questo modo le fiabe diventano uno straor-
complemento di vocazione. Non si deve usare, invece, per separare elementi logicamente uniti (soggetto e ver- tamente narrativo, né sul piano del sistema dei dinario laboratorio dove l’immaginazione può
bo, verbo e complemento oggetto ecc.) o per separare la reggente dalla proposizione oggettiva o soggettiva.
personaggi. provare a inventare nuovi territori da esplorare,
✑ Il punto e virgola (;) indica una pausa più forte della virgola e più debole del punto fermo. Lo si usa: quando si Tuttavia possiamo riconoscere una componen- nuovi punti di vista dai quali guardare il mondo
vogliono separare due o più frasi, ma non in modo netto e forte (per cui sarebbe necessario il punto); per sepa-
te che è comune a tutte le fiabe: il meraviglioso. e, forse, provare a renderlo migliore.
rare gli elementi di un’enumerazione se sono accompagnati da apposizioni o aggettivi.
In un certo senso, le fiabe si presentano come un
✑ I due punti (:) precedono un chiarimento, una precisazione, un elenco. Vengono anche utilizzati per introdurre
il discorso diretto.
✑ Il punto interrogativo (?) indica che la frase che lo precede è una domanda diretta.
✑ Il punto esclamativo (!) indica che la frase che lo precede è un’esclamazione, un ordine o un’esortazione. Il
punto esclamativo e il punto interrogativo sono usati insieme per indicare lo stupore (Proprio tu?!). LABORATORIO
✑ I puntini di sospensione (…), convenzionalmente tre, sono usati per indicare che il discorso è stato interrotto per
convenienza, per imbarazzo, perché chi legge può concludere da solo la frase; sono utilizzati anche per interrom- Comprendere
pere un’enumerazione che non si ritiene necessario completare. Nelle citazioni, quando si omette una porzione più 1. Dopo aver letto o ascoltato con attenzione la fiaba, rispondi alle domande scegliendo il completamento corretto.
o meno ampia di testo, si mettono i puntini di sospensione chiusi tra parentesi tonde (…) o quadre […].
A. L’ago da rammendo si spezza perché
✑ Le virgolette (“...”; «...») delimitano un discorso diretto, una citazione testuale, i nomi di riviste e giornali; met- a le dita lo usano in modo maldestro. c è troppo sottile.
tono in evidenza un termine usato in modo ironico, allusivo, metaforico; evidenziano l’uso di parole straniere.
b non è abituato a fare lavori volgari. d la cuoca non sa cucire.
✑ Il trattino (–) viene usato: per collegare due parole che formano un composto o due numeri che indicano una ci- B. L’ago da rammendo è contento di essere stato trasformato in spilla da cravatta perché
fra approssimata; per introdurre e chiudere il discorso diretto (al posto delle virgolette); per introdurre e chiudere
un inciso (al posto delle parentesi o delle virgole). a ha raggiunto un posto d’onore. c le mani non gli daranno più fastidio.
b le spille valgono di più di un ago da rammendo. d la cuoca non lo userà più per rammendare vecchie scarpe.
1. Prendendo in considerazione la fiaba L’ago da rammendo (p. 000) analizzane la punteggiatura: quale o quali se- C. L’ago da rammendo è
gni di interpunzione prevalgono? Vi sono dei casi in cui l’uso della punteggiatura si allontana dalle indicazioni con- a superbo. c orgoglioso della sua natura.
tenute in questa scheda? b molto sensibile. d sottile.
D. L’ago da rammendo rivolge la parola al coccio di bottiglia perché
a gli è simpatico. c lo ritiene una persona nobile, al suo pari.
b si sente solo. d è un oggetto che luccica.

❉ 2. Cosa intende dire l’ago da rammendo quando afferma: quando si è qualcuno si diventa per forza qualcosa?
ANALISI DEL TESTO ❉ 3. Perché, secondo te, per l’ago da rammendo la fierezza è una cosa rispettabile? Motiva la tua risposta.

❉ 4. Qual è, a tuo parere, il giudizio di Andersen sull’ago da rammendo?


Qual è il vero mondo delle fiabe? Il Difficile parlare di “fiaba” senza immaginare il
Conoscere la lingua
nostro immaginario è popolato di foreste e pa- Medioevo fantastico delle storie che ricordiamo
5. Andersen usa nelle sue fiabe un linguaggio che attinge direttamente dalla lingua popolare parlata. La traduzione ha
lazzi incantati, belle principesse salvate da prin- con maggior facilità. La tradizione fiabesca si in-
cercato di restituire anche ai lettori italiani questa caratteristica. Sottolinea e trascrivi tutti i vocaboli e le espressioni
cipi, animali magici che fanno incantesimi e si treccia con l’epica cavalleresca e ci riporta a un
che, a tuo parere, sono presi a prestito dal linguaggio parlato.
trasformano in cacciatori o cavalieri. tempo in cui trionfano sfarzosi tornei, re potenti
168 Narrativa ● I generi
FAVOLA
LABORATORIO

6. L’uso della punteggiatura è estremamente importante per avvicinare la lingua scritta ai toni del parlato. Rileggi con
attenzione la fiaba e fermati ad analizzare l’uso della punteggiatura: quali sono i tratti più caratteristici? Quale effetto
hanno questi accorgimenti stilistici all’interno della narrazione? La tradizione vuole che sia Esopo “l’invento- Quanto alle finalità, elemento costante di tut-
re” delle favole. In realtà, abbiamo poche notizie te le favole, come abbiamo già sottolineato, è la
Analizzare certe su questo misterioso personaggio nato in morale: sempre sistemata in posizione conclusi-
7. Nella fiaba, fabula e intreccio coincidono? Frigia (oggi Turchia), probabilmente nel VI seco- va, può anche essere diversificata graficamente
lo a.C., che molto viaggiò in Oriente e in Egitto e dal resto della narrazione: in questi casi assume
8. Quali strumenti narrativi ha utilizzato Andersen per costruire la struttura narrativa della fiaba (ellissi, dialoghi, de-
che già nella Grecia ellenistica veniva considera- un particolare rilievo.
scrizioni ecc.)?
to una figura semileggendaria. Il mondo delle favole è un mondo ordinato che
❉ 9. Dividi la fiaba in macrosequenze e attribuisci a ognuna di esse un titolo significativo. Indica per ciascuna macrose-
quenza: che cosa accade, quali sono i personaggi principali, di che tipo è l’ambientazione. Prevalgono le sequenze sta-
È verso la fine del V secolo a.C. che comincia a non riserva colpi di scena, è sempre molto chiaro
diffondersi in Atene una prima raccolta di Favo- dove si trovi il bene e dove il male. Ed è proprio
tiche o quelle dinamiche? le esopiche. Si tratta di brevi racconti dalla tra- per questo motivo che la narrazione favolistica si
ma molto semplice, dove i protagonisti sono è rivelata uno straordinario strumento educati-
❉ 10. L’ago da rammendo è un personaggio statico o dinamico? Perché? vo, un modo divertente per insegnare ai bambini
per lo più animali parlanti che agiscono imitando
i comportamenti e i sentimenti più comuni degli (e non solo a loro) le piccole verità della vita.
❉ 11. Parlando con il coccio di bottiglia, l’ago da rammendo descrive con estrema accuratezza ciascuna delle cinque di-
ta. La modalità descrittiva che viene usata è interessante perché, attraverso l’elenco delle caratteristiche fisiche di cia- uomini, mettendone in risalto vizi e virtù. I personaggi che popolano le favole sono di so-
scun dito, l’ago da rammendo, in realtà, ci fornisce un ritratto significativo della personalità delle dita della mano. Indi- U na delle caratteristiche tipiche di questo mo- lito animali che simboleggiano virtù e vizi degli
vidua e annota le caratteristiche fisiche e la personalità delle dita della mano, servendoti di una tabella. dello narrativo è da rintracciarsi nella sua parte uomini, imitandone i comportamenti: non si trat-
finale: il significato della favola, spesso allegori- ta quasi mai di individui con una propria definita
12. L’ambiente che fa da sfondo alle fiabe spesso appartiene alla pura immaginazione e non è facile da definire. Che co e moraleggiante, veniva sempre chiarito in personalità, ma di tipi. Così il Lupo è sempre
cosa possiamo dire, a questo proposito, circa la fiaba di Andersen? una breve spiegazione conclusiva (l’epimitio), cattivo, ingordo e testardo; la Volpe sempre
che con il tempo prenderà la forma di una vera astuta, ladra e traditrice; l’Agnello sempre inge-
Scrivere e propria morale. nuo e vittima designata.
13. Riscrivi la fiaba utilizzando un punto di vista interno: usa come narratore prima le dita della mano e poi la cuoca.
La particolare struttura delle favole di Esopo
14. Immagina un finale diverso per la storia, modificando il ruolo narrativo dei monelli. sta alla base della sua fortuna come genere nar- Le favole che fanno parte del cosiddetto “ciclo
rativo, destinato a essere imitato con successo esopiano” sono circa cinquecento, ma molte di
15. Inventa una fiaba che abbia come protagonista un oggetto apparentemente anonimo come l’ago da rammendo. fino all’età contemporanea. esse furono scritte in una lingua che non è quel-
C ome la fiaba, anche la favola presenta dei la del VI secolo a.C., opera di autori che hanno
evidentemente voluto imitare il maestro.
tratti distintivi che la caratterizzano come gene-
re letterario. Sono essenzialmente due gli aspet- Fedro (15 a.C.-50 ca d.C.) per primo speri-
ti da considerare: il primo a livello di struttura mentò la lezione esopiana in lingua latina, scriven-
narrativa e il secondo in termini di contenuto e do quasi cento favole in versi, divise in cinque libri.
finalità. Durante il Medioevo e il Rinascimento, la favola
Da un punto di vista strutturale, nelle favole continuò a essere usata come efficace strumento
didattico nell’educazione dei bambini, fino a cono-
manca una vera e propria trama, così come
manca il paesaggio, che rimane sospeso, quasi scere in Francia una nuova stagione di grande pro-
nascosto tra le righe. In realtà il vero motore duzione creativa, grazie all’opera di La Fontaine
narrativo è costituito dai personaggi che, reci- (1621-1695) durante il regno di Luigi XIV.
tando semplicemente il loro ruolo, danno vita al- In Italia, durante il ventennio fascista, Trilussa
l’azione. Inoltre le favole possono essere carat- (1871-1950) si servì non a caso della favola per
terizzate da un diverso rapporto racconto-dia- raccontare la “nuova società italiana”. Le sue
logo: in alcune narrazioni può prevalere il rac- Storie sono scritte in versi, con la vivacità e la
conto, togliendo spazio al dialogo; in altre può forza espressiva del dialetto romanesco, e offro-
prevalere il dialogo, dando alla favola un ritmo no uno straordinario affresco delle contraddizio-
più veloce e teatrale. ni politiche di quegli anni.
170 Narrativa ● I generi Favola 171

Esopo giudizio di Esopo sull’animale, tuttavia, non sem- ste della società umana e le divinità stesse han-
bra essere così negativo. La gatta della favola no vizi e virtù tutte umane: possono decidere di
La gatta e Afrodite non diventa tanto il simbolo della persona mal- assecondare i desideri degli uomini, oppure pu-
vagia che non riuscirà mai a modificare la sua nirli capricciosamente, possono schierarsi al lo-
Una gatta innamorata viene trasformata in una bel- natura, piuttosto assume i contorni della vittima ro fianco, oppure scatenare furiose battaglie
lissima fanciulla che riesce alla fine a realizzare il ❍ AUTORE: Esopo (VII o VI sec. a.C.)
❍ OPERA: la favola fa parte della raccolta di cinque- inconsapevole: prima dell’amore, che la spinge contro di loro.
suo sogno di vivere con l’uomo che ama. Una favo- a cambiare la sua natura, e poi di Afrodite, che la In questo senso Afrodite si attiene a una nor-
la a lieto fine se non fosse per un piccolo topo che cento favole attribuite a Esopo
rovina tutto: e davvero non c’è niente da fare quan- ❍ STRUMENTI D’ANALISI: i personaggi nell’in- usa per un esperimento crudele. male consuetudine e si comporta con la gatta
do l’istinto chiama! Un tipico esempio dell’arte di treccio narrativo S9; la presentazione dei personaggi Tuttavia per definire con precisione la sfera nello stesso modo in cui si sarebbe comportata
Esopo, di quella sua ironia sottile che educa diver- S10; la morfologia della fiaba S14 d’azione della gatta all’interno della favola, dob- con una fanciulla innamorata. La gatta diventa
tendo. biamo approfondire il ruolo narrativo di Afro- vittima, come sono vittime degli umori degli dei
dite. gli uomini e le donne della Grecia di Esopo.
Nella favola, quindi, diventa importante con-
Una gatta che s’era innamorata d’un Esopo Dei, uomini e... gatti siderare anche quel mondo greco classico che
bel giovane, pregò Afrodite1 di trasfor- La tradizione vuole che Esopo sia vissuto nel VII o VI secolo riconosciamo sullo sfondo: non solo arricchisce
marla in donna, e la dea, mossa a com- a.C., ma della sua vita si conosce, in realtà, molto poco. Se- Per chiarire il ruolo narrativo dei personaggi, il significato della vicenda, ma offre anche un
passione dal suo amore, la cambiò in condo l’ipotesi più accertata, Esopo proviene dall’Asia Minore. è necessario precisare il contesto in cui è nata nuovo punto di vista per interpretare la mo-
5 una bella ragazza. Così il giovane, ve- Nato in Frigia (una regione che oggi fa parte della Turchia), la favola. Esopo scrive in una società, quella rale.
dendola, se ne invaghì2 e se la portò a avrebbe viaggiato molto in Oriente e in Egitto. Si dice che, greca classica, dove gli dei dell’Olimpo inter-
giunto nella città greca di Delfi e accusato di furto, sarebbe vengono pesantemente nella vita dei personag-
casa. Ma mentre essi se ne stavano stato gettato da una rupe per punizione, anche se è più pro-
gi della letteratura. L’Olimpo è lo specchio cele-
sdraiati nella loro camera nuziale, ad babile che la vera causa della sua morte sia stata l’odio dei
Afrodite venne voglia di provare se, cittadini di Delfi, che Esopo aveva offeso nelle sue favole.
10 cambiando corpo, la gatta aveva anche
cambiato le sue abitudini, e lasciò cadere là nel bel mezzo un topo. Quella, dimentica
delle attuali circostanze, balzò su dal letto e si mise ad inseguirlo per divorarselo. Allora LABORATORIO
la dea, indignata, la restituì alla sua forma primitiva3.

Così avviene anche tra gli uomini: chi è per natura malvagio potrà cambiare condizio- Comprendere
15 ni, ma non cambierà mai le sue abitudini. 1. Dopo aver letto o ascoltato con attenzione la favola, rispondi alle domande scegliendo il completamento corretto.
(Esopo, Favole, trad. it. di E. Ceva Valla, Rizzoli, Milano 1990) A. La dea Afrodite trasforma la gatta in una donna perché
a vuole tendere un inganno al bel giovane. c la gatta le è in fondo simpatica.
1. Afrodite : dea greca della 2. se ne invaghì: se ne inna- 3. forma primitiva: l’aspetto b è mossa a compassione dall’amore della gatta per d è curiosa di vedere cosa succederà.
bellezza e dell’amore. morò. di gatto. il bel giovane.
B. Il giovane non appena vede la donna-gatto
a scappa impaurito. c se ne innamora.
b non crede ai suoi occhi. d la chiede in moglie.
C. Afrodite fa cadere un topo nel letto dei due giovani sposi perché
ANALISI DEL TESTO a è dispettosa. c vuole mettere alla prova la gatta.
b è crudele. d vuole scoprire se la gatta, cambiando il suo corpo, ha anche
cambiato le sue abitudini.
La gatta: malvagia o vittima? D. La dea trasforma nuovamente la donna in gatto perché
Non è un caso, infatti, che la gatta innamorata
si rivolga proprio ad Afrodite, la dea dell’amore a si infuria per la reazione della donna davanti al topo. c è indignata a causa del comportamento della donna davanti
Se è vero che nelle favole sono i personaggi i
b è gelosa dell’amore tra i due giovani. al topo.
veri motori della vicenda, a scapito della trama e dell’Olimpo greco, né è un caso che sia proprio
d la donna non ha rispettato i patti convenuti.
dell’ambientazione, La gatta e Afrodite di Esopo Afrodite a introdurre il piccolo topo nel letto dei
sembra costituire un’eccezione. due innamorati, mettendo alla prova la povera ❉ 2. La morale della favola insegna che chi è malvagio non potrà mai cambiare la sua vera natura. Sei d’accordo con
In effetti non solo la trama ha qui un peso rile- donna-gatto. questa affermazione? Motiva la tua risposta.
vante, ma anche l’ambientazione riveste un ruo- L’infelice storia della gatta ha come sua conclu-
lo importante per comprendere a fondo il senso sione naturale la morale: chi è per natura mal- ❉ 3. Perché, secondo te, è stato scelto il gatto come protagonista di questa favola?
della favola. vagio non potrà mai cambiare la sua indole; il
172 Narrativa ● I generi
AL CINEMA
LABORATORIO
Il favoloso
Conoscere la lingua
4. La favola di Esopo ti è stata proposta nella traduzione di E. Ceva Valla. Evidentemente il traduttore ha fatto una se-
mondo
lezione dei termini che, a suo parere, potevano restituire anche al lettore contemporaneo la stessa incisività di Esopo.
Rileggi la favola e individua altri termini che il traduttore avrebbe potuto usare nei seguenti casi:
di Amélie
mossa a compassione; la cambiò in una bella ragazza; se ne invaghì; camera nuziale; dimentica della attuali circostanze;
balzò; indignata.
Sostituisci, in un secondo tempo, la tua selezione ai termini scelti dal traduttore: quali cambiamenti avvengono sul pia- ● REGIA: Jean-Pierre Jeunet
no dello stile e del contenuto? ● INTERPRETI: Audrey Tautou (Amélie), Mathieu Kas-
sovitz (Nino), Rufus (padre di Amélie)
5. Nella favola non si fa mai uso del discorso diretto: perché secondo te? Introduci il discorso diretto dove ti sembra ● GENERE: commedia

più opportuno: quale effetto ottieni sul piano della struttura narrativa? ● PRODUZIONE: Francia, 2001, colore
● DURATA: 120 minuti

Analizzare
6. Il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono? Definisci la struttura narrativa della favola dal punto di vi-
sta della durata della narrazione.
Il regista Jean-Pierre Jeunet nasce a Roanne, in
7. La gatta è un personaggio statico o dinamico? Motiva la tua risposta. Francia, nel 1953. Appassionato di fumetti e cartoon,
esordisce negli anni Settanta realizzando cortometraggi
❉ 8. Da quale punto di vista viene raccontata la favola? Perché l’autore ha scelto questo tipo di focalizzazione? d’animazione, spot pubblicitari e video musicali. Il pun-
to di svolta della sua carriera è rappresentato dall’in-
❉ 9. Dividi il testo in sequenze e dai un titolo significativo a ognuna di esse. In un secondo tempo cerca di individuare contro con Marc Caro; uno dei migliori frutti di questa
gli elementi tipici della struttura narrativa della favola: ci sono tutti? Quali non compaiono? Perché, secondo te? collaborazione, durata 15 anni, è il lungometraggio co-
mico-grottesco Delikatessen (1991). Dopo Alien 4 – La
❉ 10. Usando le categorie di Propp, definisci il ruolo dei tre personaggi della favola: Afrodite, la gatta e il bel giovane. clonazione (1997), Jeunet realizza Il favoloso mondo di
Amélie, film-rivelazione del 2001, che ha riscosso un
Scrivere successo internazionale tra i più eclatanti nella storia
11. Riscrivi la favola usando un punto di vista interno: scegli tu il personaggio che fungerà da narratore. del cinema francese.
La trama La giovane Amélie, ragazza timida e
12. Immagina per la favola un finale diverso che non modifichi, però, la morale. gentile che lavora a Montmartre come cameriera di
caffè, conduce una vita solitaria e appartata. Un ca-
13. Riscrivi una nuova versione della favola, immaginando di doverla proporre a un pubblico contemporaneo. Introdu- so fortuito le fa scoprire di possedere uno straordi-
ci tutti gli elementi che ritieni necessari senza tradire, però, il senso della morale. nario talento nell’aiutare il suo prossimo. Decide
quindi di dedicarsi alla felicità altrui, dispensando
quiete e serenità a tutti quelli che conosce. Un gior-
no incontra Nino, un curioso collezionista di fototes-
sere strappate, che ricompone e inserisce in un al-
bum, e se ne innamora.
Spunti per l’interpretazione Il film ha
la cadenza di una favola – surreale e visionaria – e
questa dimensione è sottolineata dalla voce narrante,
che introduce i personaggi e commenta alcuni passag-
gi del film.
Strana l’infanzia di Amélie, cresciuta senza incontrare
nessuno, eccetto i suoi genitori, con i quali ha stretto
rapporti piuttosto freddi. Strana anche perché segnata
da una serie di eventi “incredibili”: Amélie vede sua ma-
dre morire uscendo da Notre Dame, “colpita” da una
donna che decisa al suicidio, si getta dalla cima della cat-
174 Narrativa ● I generi Favola 175

tedrale,; vede il suo pesce rosso scomparire nella fontana comunale e suo padre dedicarsi totalmente a un “na- Jean de La Fontaine
no da giardino”. Una sera pensa di avere trovato finalmente il suo destino: entrare nella vita delle persone che
incontra per aiutarle a trovare un po’ di felicità. Da questo momento Amélie diventerà una sorta di paladina Il Pipistrello e le due Donnole
di tutti i deboli, sconfitti e depressi che popolano il suo mondo, portando nelle loro vite un po’ di luce e pu-
nendo chi, in malafede, approfitta delle disgrazie altrui. Due animali molto diversi, un incontro casuale, che
In questo “gioco”, che vede Amélie impegnata a fare del bene al prossimo (bellissima la scena in cui potrebbe rivelarsi fatale per uno dei due, se non in- ❍ AUTORE: Jean de La Fontaine (1621-1695)
tervenisse l’arte della persuasione. Con tutta l’ironia ❍ OPERA: Fables choisies mises en vers (1668)
“presta” i suoi occhi a un cieco), la nostra eroina riuscirà a risolvere anche quelli che sono i suoi
che caratterizza le sue Favole, La Fontaine ci regala ❍ STRUMENTI D’ANALISI: i personaggi nell’in-
personali problemi, in primo luogo la sua inguaribile timidezza. una pungente lezione sull’arte del trasformismo e treccio narrativo S9; le funzioni del testo S1
Personaggio-chiave del film, responsabile della svolta nella vita di Amélie, è “l’uomo di vetro”. Sarà della dissimulazione.
proprio questo strambo pittore a esortare Amélie a uscire dal suo guscio: “Quando arriva il momento
bisogna saltare la barriera, senza esitare… Vivi i tuoi sogni, prima che sia troppo tardi, prima che il
tuo cuore diventi secco e fragile come il mio scheletro…”. È proprio questa sfida che Amélie racco-
Un giorno un Pipistrel dié nella tana1
d’una feroce Donnola, Jean de La Fontaine
glierà: saltare la barriera, lanciarsi nella realtà portandosi dietro i propri sogni. Poeta e favolista francese, Jean de La Fontai-
Tracce per l’analisi Il favoloso mondo di Amélie offre una vasta gamma di scelte stilisti- che aveva antica ruggine2 ne nasce nella regione dello Champagne, a
che, invenzioni visive, soluzioni formali assolutamente originali e azzeccate. Consideriamo alcuni ele- coi topi, e che a momenti me lo sbrana. Château-Thierry, nel 1621. Appartiene a una
menti essenziali: i movimenti di macchina, il montaggio, gli effetti speciali. famiglia di ricchi borghesi che, dopo averlo indi-
La macchina da presa, in molte scene, si muove sospesa in tutte le direzioni, spesso accelera all’im- 5 – Eccome! – dice, – ed osa dopo tanti rizzato per un breve periodo alla carriera eccle-
provviso, zoomando su oggetti e personaggi, come in un cartone animato. Nella sequenza iniziale, misfatti uno di voi venirmi avanti? siastica, gli lascia poi intraprendere gli studi in
legge; Jean diviene avvocato anche se non
per esempio, la presentazione dei personaggi è affidata a veloci movimenti di macchina in profon- Se tu sei topo, guarda, io son faina.
eserciterà mai la professione.
dità, che spiazzano lo spettatore e conferiscono alla narrazione un ritmo incalzante. Oltre a questi ec- – Dimando grazia a Vostra Signoria, – Grande frequentatore della corte di Luigi XIV,
centrici movimenti di macchina, possiamo notare un’altra scelta registica particolarmente originale: rispose a lei quell’anima tapina3, – diventa stretto collaboratore del ministro delle
l’utilizzo dello “sguardo in macchina”. In più di una scena, infatti, lo sguardo ammiccante di Amélie 10 ma un topo io non so manco cosa sia. finanze; l’arresto del funzionario sembra inter-
si rivolge allo spettatore, interpellandolo direttamente. Io sono Uccello e, grazie a Dio che fece rompere questa vita spensierata: La Fontaine
Anche il montaggio riserva delle sorprese. La scena in cui Amélie prepara la “finta” lettera per la por- il mondo tutto colla sua parola, viene infatti condannato all’esilio e, soltanto
grazie ad amicizie influenti, riesce a superare un
tiera è realizzata all’acceleratore, dando luogo a un esilarante “effetto-cartoon”. volo coll’ali mie. Viva chi vola! –. periodo di forti difficoltà economiche. Sono
E tante cose aggiunse e tanto belle, questi gli anni in cui conosce la sua fortuna let-
15 ch’ebbe la grazia di salvar la pelle. teraria, anche attraverso le relazioni con altri
scrittori del tempo: vedono infatti la pubblicazio-
Tre giorni dopo cade il martorello4, ne la sua prima raccolta Contes e nouvelles in vers
LABORATORIO per suo destin fatale, (Racconti e novelle in versi) e i primi sei libri delle
Fables choisies mises en vers (Favole scelte in versi)
nell’ugne5 d’una Donnola, terribile in cui ritroviamo la rielaborazione di autori im-
Comprendere nemica degli uccelli in generale, portanti come Esopo e Fedro, ma anche di rac-
1. Per ognuno dei seguenti personaggi individua in che modo Amélie riesce a portare una ventata di ottimismo nella 20 che col suo muso lungo in un momento, colte medioevali e rinascimentali, nonché del
loro vita: la cassiera ipocondriaca; la portiera alcolista; il precedente inquilino dell’appartamento; lo scrittore fallito. pigliandolo, s’intende, per uccello, celebre Libro dei lumi indiano.
l’avria mangiato senza complimento. Nella sua vasta produzione trovano posto un
2. Per quale motivo l’anziano pittore è soprannominato “l’uomo di vetro”? po’ tutti i generi letterari, anche se è soprattut-
3. La “missione” di Amélie in alcuni casi è quasi crudele; nei confronti di certi personaggi, infatti, la protagonista ri- to la produzione poetica a ricoprire lo spazio
– T’inganni grosso, – a lei grida il cattivo6, – maggiore. Le Fables rimangono l’opera a cui è
serva piccole vendette. Di chi si tratta? Perché Amélie si comporta in questo modo? e dove son le penne maggiormente legato il nome di La Fontaine e
4. Chi è il misterioso uomo della fototessera? 25 che forman degli uccelli il distintivo7? la sua vita stessa, se consideriamo che sono
Son Topo, evviva i topi, state composte in un periodo che si estende su
Analizzare e riflettere e morte al gatto, io grido, e a chi l’ha fatto –. un arco di trent’anni: la loro pubblicazione inizia
5. Rifletti sul carattere di Amélie: quali eventi della sua infanzia, secondo te, possono avere influito sulla sua profon- nel 1668 e termina nel 1694.
E la sua parte tanto ben sostenne8, Muore a Parigi nel 1695.
da timidezza? che un’altra volta la scampò a buon patto.
6. Pensi che il fatto che Amélie scelga di consacrarsi alla felicità degli altri sia dettato soltanto da una “vocazione” al-
truistica? Motiva la tua risposta.

7. In che senso il film può essere considerato una favola al di fuori del tempo?
1. dié nella tana: finì nella tana. 4. il martorello: lo sfortunato. 7. il distintivo: l’elemento qua- 8. E la sua ... sostenne: “E
8. Quali sentimenti ha suscitato in te la visione del film? Quali passaggi ti hanno colpito di più? E quali ti hanno mag- 2. ruggine: rancore. 5. ugne: unghie. lificante che li distingue da tutti difese così bene le sue idee”.
giormente divertito? 3. tapina: infelice. 6. il cattivo: il prigioniero. gli altri animali.
176 Narrativa ● I generi Favola 177
LABORATORIO
30 Molti son che con quest’arte
han trovata la maniera
Comprendere
di tirar la sorte a sé9.
A seconda della parte 1. Dopo aver letto o ascoltato con attenzione la favola, rispondi alle domande scegliendo il completamento corretto.
hanno pronta una bandiera. A. Il pipistrello viene risparmiato dalla prima donnola perché
35 Oggi: Viva la Repubblica! a la convince di essere un uccello. c le fa un regalo.
E dimani: Viva il Re. b le fa pena. d la convince di essere un topo.
B. Il pipistrello convince la seconda donnola di essere un topo mostrandole
(J. de La Fontaine, Favole, trad. it. di E. De Marchi, Rizzoli, Milano 1980)
a di non avere le penne. c di non avere le penne e di odiare i gatti.
b di non avere il becco. d di non avere il becco e di odiare i gatti.
9. tirar la sorte a sé: “volgere la sorte a proprio vantaggio”.
❉ 2. Se tu sei topo [...] io son faina: che cosa intende dire la prima donnola?

❉ 3. A chi si riferisce La Fontaine quando scrive: Molti son che con quest’arte / han trovata la maniera / di tirar la sorte
a sé?

❉ 4. Che cosa vuole insegnarci la favola? Qual è il significato degli ultimi quattro versi: A seconda della parte / hanno
ANALISI DEL TESTO pronta una bandiera. / Oggi: Viva la Repubblica!/ E dimani: Viva il Re?

Conoscere la lingua
Un pipistrello finisce per caso nella Per rafforzare questo argomento di eviden- 5. La traduzione cerca di rispettare il registro poetico usato da La Fontaine. Quali sono le caratteristiche di questo re-
tana di una donnola. La sua situazione è davve- za, il pipistrello introduce la dimensione del gistro?
ro molto critica: la donnola, infatti, lo crede un pathos, ossia cerca di persuadere il suo interlo-
6. Spesso usa dei termini il traduttore ricercati e decisamente letterari. Questo si giustifica se consideriamo che si tratta
topo, animale che detesta con tutta se stessa e cutore (la donnola), facendo leva sulla sfera del-
di uno scrittore dell’Ottocento e che in un certo senso sta cercando di riprodurre il linguaggio colto ma scanzonato usato
che non avrebbe alcuna esitazione a divorare. le emozioni e dei sentimenti. Ecco perché escla-
alla corte di Luigi XIV. Individua nel testo alcuni di questi termini, cercane il significato e un possibile sinonimo.
Eppure il pipistrello si salva. ma grazie a Dio e Viva chi vola!, sicuro che la
Tre giorni dopo, per una strana ironia della donnola, sentendolo pronunciare queste escla- Analizzare
sorte, lo stesso pipistrello cade nella tana di mazioni, sarà portata a pensare in cuor suo che 7. A partire dalle funzioni di Propp, indica quale rapporto lega il personaggio del pipistrello a quelli delle due donnole. Per-
un’altra donnola. Anche in questo caso rischia di soltanto un uccello potrebbe pronunciare simili ché possiamo affermare che è proprio il rapporto tra i due personaggi a caratterizzare la struttura narrativa della favola?
finire divorato: la donnola lo crede infatti un uc- affermazioni.
cello, animale a cui ha da sempre dichiarato Secondo caso: la donnola lo crede un uccel- 8. Nel testo è disseminata una serie di indizi significativi che ci permettono di ricostruire un ritratto abbastanza preci-
guerra. Eppure il pipistrello esce indenne anche lo. Anche nel secondo incontro, il pipistrello si so, sia dal punto di vista fisico sia psicologico, dei protagonisti della favola: riordinali e descrivi, in un breve testo scrit-
da questo pericoloso incontro. difende sostenendo prima di tutto un argomen- to, il carattere del pipistrello e quello delle due donnole.
La domanda è: coma ha fatto il pipistrello a to di evidenza: non può essere un uccello per-
salvarsi la pelle in entrambe le situazioni? ché non ha le penne e tutti sanno che in natura 9. Anche se la favola è costruita in strofe, possiamo comunque riconoscere delle vere e proprie sequenze narrative.
gli uccelli hanno le penne. Individuale nel testo e assegna a ognuna un titolo significativo.
Il potere della parola Come nel primo caso, dopo aver dimostrato di
❉ 10. La Fontaine fa uso di alcune efficaci figure retoriche. Precisa il significato delle seguenti espressioni e indica di
non essere un uccello perché non possiede una
Il confronto tra i due animali è in realtà un quale figura retorica si tratta.
delle peculiarità che distinguono gli uccelli dagli
confronto a parole: il pipistrello vince perché co- altri animali, il pipistrello torna a usare il Espressione Significato Figura retorica corrispondente
nosce l’arte della persuasione e sa sostenere in pathos: fa suo il punto di vista di un topo e grida aveva antica ruggine
modo efficace gli argomenti in sua difesa. evviva i topi e morte al gatto.
Vediamo da vicino le tecniche argomentative Anche in questo caso il pipistrello è sicuro che anima tapina
usate dal pipistrello. la donnola, dopo averlo ascoltato, si persuaderà
Primo caso: la donnola lo crede un topo. In una volta in più che la sua preda è davvero un salvar la pelle
modo molto astuto, il pipistrello imposta la sua topo e finirà con il lasciarlo libero.
strategia difensiva presentando prima di tutto forman degli uccelli il distintivo
una prova concreta: non può essere un topo,
semplicemente perché ha le ali e tutti sanno che hanno pronta una bandiera
in natura i topi non hanno le ali.
178 Narrativa ● I generi Favola 179

LABORATORIO Muju
❉ 11. Nella favola possiamo riconoscere due macrosequenze che presentano una struttura narrativa parallela: quali so- Non si può
no? Che cosa accade all’interno di queste macrosequenze? Perché possiamo dire che sia dal punto di vista del con-
tenuto sia dal punto di vista strutturale le due macrosequenze sono parallele?
rubare la luna ❍ AUTORE: Muju, maestro giapponese di Zen (XIII
secolo)
Scrivere ❍ OPERA: Shaseki-shu (Raccolta di Pietra e di Sabbia) e

12. Riscrivi la favola in prosa utilizzando un punto di vista esterno ed eliminando il discorso diretto. altre raccolte di aneddoti di monaci Zen pubblicate
Il misterioso Oriente e il fascino di una cultura che in- in Giappone tra la fine del XIX e l’inizio del XX se-
13. Immagina un finale differente e, di conseguenza, una diversa morale per la favola di La Fontaine. Nella tua favo- segna a ritrovare il gusto delle piccole cose, del vive- colo
re in armonia e in pace con se stessi. L’incontro ca- ❍ STRUMENTI PER L’ANALISI: S9 i personaggi nel-
la, la seconda donnola non crede al pipistrello e lo mangia...
suale di un maestro Zen e di un ladro diventa l’occa- l’intreccio narrativo; S10 la presentazione dei perso-
Discutere in classe sione per una straordinaria lezione di vita. naggi; S14 la morfologia della fiaba
Nella favola leggiamo un giudizio negativo nei confronti di coloro che A seconda della parte / hanno pronta una ban-
diera. DAL TESTO ALLE REGOLE

Dopo una breve discussione, suddividetevi in gruppi omogenei a seconda della valutazione (positiva o negati- Paratassi e ipotassi, p. 000
va) che avete dato su persone di questo tipo.
Ciascun gruppo argomenti le proprie opinioni, prendendo spunto da questi suggerimenti: Ryokan, un maestro di Zen, viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capan-
– le motivazioni per cui una persona tende a “cambiare bandiera” a seconda delle situazioni sono sempre na ai piedi di una montagna. Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che
dettate da interessi personali? non c’era proprio niente da rubare.
– in quale ambiente questo comportamento è più ricorrente: a scuola, in politica, in famiglia, in un gruppo Ryokan tornò e lo sorprese. – Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trova-
di amici ecc.? Perché, secondo voi? re – disse al ladro – e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei
5
– vi siete mai trovati nella situazione di cambiare improvvisamente bandiera? Quando? Perché? Come vi
vestiti in regalo.
siete sentiti? Come è stato percepito il vostro comportamento dalle persone che avevate intorno?
Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò.
Ryokan si sedette, nudo, a contemplare la luna. – Pover’uomo, – pensò – avrei voluto
potergli dare questa bella luna.
(101 Storie Zen, trad. it. di A. Motti, Adelphi, Milano 1988)

occupiamoci di narrativa DAL TESTO


produciamo una favola ALLE REGOLE
Paratassi e ipotassi
NUOVI ITINERARI

Uomini e animali: riscrivere le favole In una frase complessa le proposizioni si possono collegare tra loro attraverso legami paratattici o ipotattici.
Riscrivete la favola di La Fontaine Il Pipistrello e le due Donnole, provando a sostituire due esseri uma- ✑ Si parla di paratassi (o struttura paratattica) quando le proposizioni sono autonome,
ni agli animali protagonisti della vicenda. Evidentemente dovrete introdurre all’interno della narrazione
alcune sequenze descrittive per precisare le caratteristiche psicologiche dei due nuovi protagonisti.
indipendenti e si collocano tutte sullo stesso piano.
Ricordate che nelle favole vengono rappresentati dei tipi stilizzati e non dei personaggi veri e propri a tut- Ryokan viveva nella più assoluta semplicità; una sera un ladro entrò nella sua capanna e fece una scoperta.
to tondo: tenetene conto nel momento in cui costruirete il ritratto dei due nuovi protagonisti.
Cercate, per quanto è possibile, di rispettare la fabula della versione originale e di attenervi alla morale fi- ✑ Si parla di ipotassi (o struttura ipotattica), quando esiste un rapporto di dipendenza
nale. e di subordinazione tra una frase reggente e le altre proposizioni che sono strettamente
legate a essa.
Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c’era proprio niente da rubare.
In caso di struttura paratattica il legame tra più frasi può stabilirsi:
● per asindeto nel caso in cui le frasi vengano collegate da segni di punteggiatura senza congiunzioni (Il ladro ri-
mase sbalordito. Prese i vestiti);
● per polisindeto nel caso in cui si faccia uso di più congiunzioni coordinanti: copulative (e, anche ecc.), di-
sgiuntive (o, oppure ecc.), avversative (ma, però ecc.), conclusive (quindi, pertanto ecc.), dichiarative (infatti,
cioè,ecc.) o correlative (sia … sia ecc.) Il maestro si arrabbiò, quindi si alzò e andò.
180 Narrativa ● I generi Favola 181
LABORATORIO
Nell’ipotassi il legame può avvenire:
● in forma esplicita attraverso l’uso di: Comprendere
– congiunzioni subordinanti: affinché, quando, mentre, perché, se ecc.; 1. Dopo aver letto o ascoltato con attenzione la favola, rispondi alle domande scegliendo il completamento corretto.
– pronomi relativi o misti: che, cui, chi, chiunque ecc.;
– aggettivi, pronomi, avverbi interrogativi: quale, chi, quanto ecc.; A. Quando Ryokan torna a casa e sorprende il ladro
a chiede subito aiuto. c gli fa dono dei suoi abiti perché sotto minaccia.
● in forma implicita, utilizzando il gerundio o il participio, senza congiunzioni o preposizioni, oppure l’infinito, pre-
b si spaventa e scappa. d gli fa dono dei suoi abiti.
ceduto da preposizioni o da congiunzioni (Dando libero sfogo alla loro emozione, si rimproverarono l’un l’altra –
Messosi in viaggio nel pomeriggio, raggiunse la costa al tramonto – Dopo averlo incontrato lungo la strada, decise- B. Il ladro, di fronte all’offerta di Ryokan
ro di tornare indietro per accompagnarlo). a si arrabbia. c scappa.
d si mette a ridere. b si stupisce.
L’ipotassi è caratteristica della comunicazione scritta, trattandosi di una struttura che mette in evidenza i legami C. Ryokan, a proposito del ladro, pensa
logici che uniscono le frasi; la paratassi invece è la struttura tipica del discorso orale, dove si tende a non utilizzare
a che è veramente una persona da evitare. c che in fondo è un pover’uomo.
periodi complessi.
b che bisognerebbe metterlo in prigione. d che non si può che avere compassione di lui.
In un testo narrativo la costruzione paratattica rende più concitato il ritmo della narrazione; può essere utile per ri-
produrre il discorso orale o per dare al testo un carattere di improvvisazione e di immediatezza. ❉ 2. Perché il maestro Zen fa dono dei suoi abiti al ladro?

1. Inserisci dei connettivi tra alcune delle frasi seguenti per stabilire tra di esse un rapporto di subordinazione; il ri- ❉ 3. Qual è il valore simbolico della luna all’interno della favola?
sultato dovrà essere un testo dotato di coesione.
Sulla nave facevamo un gioco – il gioco era un buon passatempo – uno raccontava una storia – non raccontava il finale – ❉ 4. Perché il maestro Zen, secondo te, fa proprio riferimento alla luna nella fase conclusiva della favola (in quella se-
gli altri tentavano di completare la storia – tutti avevano provato – veniva rivelato il finale – i nuovi finali risultavano più avvin- zione generalmente occupata dalla morale)?
centi di quello originale – una storia appassionò tutti – la storia trattava di due ragazzi – i ragazzi abitavano in un villaggio –
un uomo raccontava la storia – l’uomo non ne conosceva il finale – nessuno avrebbe vinto la gara – era una storia davvero ❉ 5. Quale insegnamento vuole trasmettere il maestro Zen?
singolare – nessuno riuscì a trovare un finale accettabile.
❉ 6. Possiamo leggere nel testo più di una morale? Motiva la tua risposta.

Conoscere la lingua
7. La struttura narrativa della favola è molto semplice. In particolare, possiamo parlare di una struttura essenzialmen-
ANALISI DEL TESTO te paratattica, dove la coordinazione tra le diverse proposizioni procede per asindeti: perché? Inserisci, dove è possi-
bile, dei connettivi temporali o causali in modo da introdurre anche delle proposizioni subordinate.

Analizzare
Anche se all’interno della vicenda non ne per raggiungere una piena conoscenza del pro-
compare nessuno dei personaggi più ricorrenti prio io attraverso una grande autodisciplina e una 8. Fabula e intreccio coincidono? Motiva la tua risposta.
nel mondo delle favole, possiamo tuttavia ricono- vita semplice, distante dai rumori delle città. L’idea
scere una struttura narrativa che si avvicina alla centrale della filosofia Zen è che soltanto la serenità 9. Il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono? Motiva la tua risposta.
tradizione fiabesca che conosciamo. interiore permette all’uomo di vivere felicemente.
❉ 10. Da quale punto di vista viene raccontata l’avventura del ladro e del maestro Zen?
In particolare, anche in questo caso possiamo Nelle storie Zen si incontrano sempre due pro-
riconoscere nei due personaggi principali due tagonisti: il maestro e l’uomo che non conosce
❉ 11. Quali caratteristiche possiamo ricavare dal testo per ricostruire un ritratto del maestro Zen?
ruoli fissi, al di là della loro identità. Poco impor- ancora lo Zen.
ta, infatti, che il maestro Zen si chiami Ryokan, Il numero dei personaggi può essere variabile, ❉ 12. Qual è la funzione narrativa del ladro all’interno della storia?
quanto piuttosto che venga definito maestro Zen; ma la struttura narrativa si costruisce sempre sul
la stessa considerazione vale anche per il ladro, rapporto tra due atteggiamenti diversi nei con-
Scrivere
su cui non ci viene data altra informazione al di fronti della vita. Il ruolo giocato dal maestro al-
fuori di questa qualifica. l’interno della vicenda è di rappresentare come 13. Usa il punto di vista del ladro per raccontare la stessa vicenda. Costruisci due morali diverse a seconda che il la-
l’arte dello Zen aiuti a vivere meglio e in pace dro voglia dimostrare:
con se stessi. Al contrario, l’uomo gioca il ruolo – che il maestro Zen ha davvero ragione;
Il maestro e l’uomo comune – che il maestro Zen è un povero sognatore.
di chi non ha ancora avuto modo di avvicinarsi a
Nel momento in cui leggiamo la parola Zen, im- quest’arte e non ha ancora trovato la propria
mediatamente siamo trasportati nel lontano Orien- strada per essere felice, come il ladro della no-
te, nella Cina del VI secolo e poi in Giappone: qui i stra storia che si accontenta di pochi abiti e non
maestri Zen si dedicavano all’arte della meditazio- si accorge della bellezza della luna.
182 Narrativa ● I generi
2 ore
Verifica di modulo 183

VERIFICA di MODULO 3. Le fiabe presentano una struttura narrativa che 5. Leggi con attenzione il brano seguente:
tende a ripetersi. In particolare l’intreccio che La Cicala che imprudente
Per il controllo degli obiettivi caratterizza la maggior parte delle fiabe di magia tutto estate al sol cantò,
1 Conoscenza delle caratteristiche della fiaba e della favola e delle loro componenti strutturali ricorrenti prevede: (scrivi di seguito le diverse fasi narrati- provveduta di niente
ve): nell’inverno si trovò,
2 Conoscenza dell’evoluzione storica del genere senza più un granello e senza
1. ……………………………………………………………………………………………………………
3 Conoscenza della teoria delle funzioni di Propp una mosca in la credenza.
2. ……………………………………………………………………………………………………………

4 Capacità di attribuire le caratteristiche di genere a una fiaba e ad una favola


3. …………………………………………………………………………………………………………… Affamata e piagnolosa
5 Capacità di applicare alle fiabe e alle favole le categorie di analisi narratologica 4. …………………………………………………………………………………………………………… va a cercar della Formica
6 Capacità di applicare alle fiabe e alle favole le funzioni di Propp e le chiede qualche cosa,
5. ……………………………………………………………………………………………………………
qualche cosa in cortesia,
7 Capacità di riscrivere una fiaba o una favola secondo la struttura narrativa ricorrente Obiettivo 1 Punti......./5
per poter fino alla prossima
8 Capacità di riscrivere una fiaba o una favola variando alcune caratteristiche di struttura 4. Leggi con attenzione il brano seguente. primavera tirar via:
C’era una volta una vecchia regina, che era una maga; e promettendo per l’agosto,
1. Segna con una crocetta la risposta esatta alle me genere letterario, perché giudicata pericolo- in coscienza d’animale,
sua figlia era la più bella fanciulla del mondo. Ma la vec-
seguenti domande. sa sotto Luigi XIV. interessi e capitale.
chia ad altro non pensava che ad attirare gli uomini per
A) La fiaba nasce come c A Roma, Fedro seguirà con successo la lezione rovinarli; e se arrivava un pretendente, diceva che chi
a racconto popolare. esopica; durante il Medioevo e il Rinascimento, la voleva sua figlia doveva prima eseguire un compito o La Formica che ha il difetto
b leggenda. favola continua a essere usata come efficace stru- di prestar malvolentieri,
morire. Molti rischiavano, abbagliati dalla bellezza della
c mito delle origini. mento didattico e conosce in Francia una nuova le dimanda chiaro e netto:
fanciulla, ma non potevano compiere quel che la vec-
fortuna durante il regno di Luigi XIV. Ancora duran- – Che hai tu fatto fino a ieri?
d diceria della gente. chia imponeva; e allora non c’era remissione: dovevano
Obiettivo 2 Punti......./1 te gli anni del Fascismo italiano la favola è un ge- – Cara amica, a dire il giusto
inginocchiarsi, e gli mozzava la testa. Un principe, che
nere letterario vivo e frequentato dagli scrittori. non ho fatto che cantare
B) La prima raccolta di favole comincia a circolare aveva anche lui sentito parlare della gran bellezza della
d Esopo fu il primo e anche l’ultimo vero autore di tutto il tempo. – Brava ho gusto;
a a Roma verso la fine del V secolo a.C.
fanciulla, disse a suo padre: – Lasciatemi andare, voglio balla adesso, se ti pare.
favole.
Obiettivo 2 Punti......./3 chiedere la sua mano. – Mai e poi mai! – rispose il re: – (J. de La Fontaine, cit.)
b ad Atene verso la fine del V secolo a.C.
se parti, vai incontro alla morte –. Allora il principe si
c in Frigia verso la fine del VI secolo a.C. D) Quale differenza esiste tra fiaba e favola? mise a letto, s’ammalò mortalmente e così stette per set- A) Due personaggi si confrontano: una formica e
d in Francia alla corte di Luigi XIV. a Non esiste una vera e propria differenza. te anni, e nessun medico poteva giovargli. Quando il pa- una cicala. Come in tutte le favole, i personaggi
Obiettivo 2 Punti......./1 b Le fiabe divertono, mentre le favole hanno una dre vide che non c’era più speranza, gli disse tristemente: sono dei tipi, che simboleggiano i vizi e le virtù
funzione pedagogica. – Va’ e tenta la sorte: non so come aiutarti in altro mo- degli uomini. Definisci vizi e virtù delle cicala e
C) Qual è il destino della composizione favolistica
c Nelle fiabe la trama ha un’importanza fonda- do –. A queste parole, il figlio si levò, sano come un pe- della formica.
dopo la fortuna di Esopo? Obiettivi 1, 5 Punti......./5
a Risentirà dei profondi cambiamenti culturali e,
mentale, mentre nelle favole sono i personaggi sce, e si mise allegramente in via.
che, semplicemente recitando il loro ruolo, dan- (J. e W. Grimm, Fiabe, cit.) B) Quale tipo di rapporto racconto-dialogo caratte-
già nell’antica Roma, non conoscerà il successo
no vita all’azione. rizza la favola?
della tradizione esopica. È destinata a scompari- A) A quale fase della struttura-tipo della fiaba di Obiettivi 1, 5 Punti......./2
re durante il Medioevo, considerata un genere d Le fiabe non hanno la morale.
magia corrisponde il brano che hai appena let-
letterario secondario. Obiettivo 1 Punti......./1
to? Quali sono le caratteristiche di questa fase? C) Qual è la morale che è contenuta nella favola?
b Fedro porterà con fortuna a Roma la lezione di 2. Per ognuna delle caratteristiche elencate nella Obiettivi 1, 5 Punti......./2 Obiettivo 1 Punti......./2
Esopo, fortuna che durerà per tutto il Medioevo tabella indica con una crocetta se essa appartie- 6. Leggi con attenzione il brano seguente.
B) Facendo riferimento alla teoria delle funzioni di
e il Rinascimento. La favola verrà poi bandita co- ne alla fiaba o alla favola o a entrambe.
Propp definisci: Ecco che il ragazzo giunse a una larga strada, e piangen-
Caratteristica Fiaba quale ruolo narrativo ricopre il principe. do amaramente diceva tra sé e sé, mentre camminava:
Favola –
“Son forse nato più brutto degli altri, che nessuna ragaz-
1. I personaggi compiono imprese straordinarie, – quale ruolo narrativo ricopre la vecchia regina. za vuole sposarmi? mi pare che foss’anche il diavolo a
inaccessibili ai comuni mortali Obiettivo 6 Punti......./2 darmi una fidanzata, la prenderei lo stesso!”. D’improv-
2. I personaggi sono dei tipi C) Quali sono le funzioni che caratterizzano la sfera viso, come fosse spuntato dalla terra, ecco venirgli in-
d’azione del re? contro un vecchio vecchino: – Salute, bravo giovane! –
3. Può trasformarsi in un racconto delle origini
Obiettivo 3 Punti......./3
Salute, vecchino! – Di che parlavi or ora? –. Il ragazzo si
4. Si conclude con l’epimitio finale spaventò, non sapeva cosa rispondere. – Non avere pau-
5. Ha una trama molto semplice D) Scrivi il seguito della fiaba (10-15 righe) imma- ra di me! Non ti farò nulla di male, e magari, chissà, al-
ginando che sia la vecchia regina a raccontare i levierò il tuo dolore. Parla arditamente! –. Il ragazzo gli
6. I personaggi hanno una precisa funzione narrativa fatti. raccontò tutto secondo verità: – Povero me! Nessuna ra-
Obiettivo 4 Punti......./6 Obiettivi 7, 8 Punti......./7 gazza vuole sposarmi. Così, camminando, mi crucciavo,
184 Narrativa ● I generi

e nel cruccio ho detto: foss’anche il diavolo a darmi una ordina di scegliere; il buon giovane indicò di nuovo la
fidanzata, la prenderei! – .Il vecchio rise e disse: – Vieni stessa. Il maligno lo costrinse a scegliere per la terza vol-
con me, potrai scegliere la fidanzata che preferisci. ta, egli di nuovo indovinò la sua promessa. – Be’, hai for-
Arrivano ad un lago. – Volta la schiena al lago, e cam- tuna! Portatela a casa –. Subito il ragazzo si ritrovò in ri-
mina all’indietro! – ordina il vecchio al ragazzo. Riuscì va al lago con la bella fanciulla, e finché non riuscirono
appena a voltarsi e a muovere un passo o due, che si ri- sulla grande strada camminarono all’indietro. Più tardi i
trovò in un palazzo marmoreo; tutte le stanze erano me- diavoli si gettarono all’inseguimento: – Te la leveremo,
ravigliosamente adorne, decorate con strane pitture. Il la nostra ragazza! – gridano. Guardano, nessuna impron-
vecchio lo fece mangiare e bere; poi fa uscire dodici ra- ta partiva dal lago, tutte portavano verso l’acqua! Cor-
gazze, una più bella dell’altra: – Scegli quella che ti pia- sero, cercarono, ma tornarono a mani vuote.
ce! quella che sceglierai ti darò in moglie. – Che cosa (A. N. Afasnasjev, Antiche fiabe russe,
strana! Nonno, permettimi di pensarci sino a domattina. trad. it. di G. Venturi, Einaudi, Torino 1974)
– Be’ pensaci! – disse il vecchio, e l’accompagnò nella A) A quali fasi della struttura narrativa tipo della
sua camera. fiaba corrisponde il brano riportato?
Il ragazzo si mise a dormire, e pensa: “Quale prendere?”. Obiettivi 1, 4 Punti......./2
D’un tratto la porta si apre, entra da lui una bella fan-
ciulla: – Dormi, bravo giovane, oppure no? – No, bella B) Facendo riferimento alla teoria delle funzioni di
fanciulla! Il sonno non mi viene, non faccio che pensa- Propp, definisci:
re quale fidanzata scegliere. – Son venuta apposta a dar- – il ruolo della bella fanciulla.
ti un consiglio; vedi, bravo giovane, sei capitato ospite
– le caratteristiche della sua sfera d’azione.
del diavolo! Ascolta dunque: se tu vuoi tornare a vivere Obiettivi 3, 6 Punti......./3
ancora nel mondo, fa’ come ti dico; ma se non farai co-
me ti consiglio non uscirai vivo di qui! – Insegnami, bel- C) Da quale punto di vista viene raccontata la fia-
la fanciulla! Non lo dimenticherò mai. – Domani il ma- ba?
ligno tirerà fuori dodici ragazze, tutte identiche; ma tu Obiettivo 5 Punti......./2
guarda bene e scegli me: sul mio occhio destro si poserà D) Quali sequenze ricorrono con maggiore frequen-
un moscerino, quello sarà il segno per te! –. E qui la bel- za nel testo?
la ragazza gli raccontò di sé, chi era. – Conosci il prete Obiettivo 5 Punti......./3
d’un certo paese? – dice. – Io sono sua figlia, quella stes-
sa che è scomparsa di casa nove anni fa. Una volta che E) Dopo aver letto il brano della fiaba riportata
mio padre s’era arrabbiato con me, disse in cuor suo una qui sopra riscrivi la fiaba immaginando che la
frase: “Che il diavolo ti pigli!”. Io uscii sul ballatoio fanciulla sia in realtà stata invitata dal diavolo
piangendo, d’improvviso la forza impura mi prese e mi per ingannare il giovane. Inventa un finale a
portò qui; e ancora adesso vivo con loro. sorpresa.
Al mattino il vecchio gli presentò dodici ragazze, una Obiettivo 7, 8 Punti......./20
identica all’altra, e dice al bravo giovane di scegliersi la
fidanzata. Lui scrutò quale avesse un moscerino posato
sull’occhio destro, e scelse quella. Al vecchio dispiaceva
dargliela, mischiò insieme le belle fanciulle e di nuovo TOTALE PUNTI......./70