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SECOLO D’ITALIA

Musulmani d’ Europa
16 MARTEDÌ 2 FEBBRAIO 2010

L’ISLAM “NORMALE”
che contrattano nella loro lingua affari all’al-
Un esperimento letterario che tro capo del mondo; madri peruviane che rim-
si potrebbe copiare anche a Roma, brottano i figli in spagnolo; romeni che parla-
magari sui bus di periferia dove no ad alta voce sul loro cellulare; senegalesi
che mandano in onda come colonna sonora
si parla, si litiga, si fanno affari,
si amoreggia in sei o sette lingue
differenti, dall’arabo al cinese
SI SCOPRE AL CAIRO, del bus i versetti del Corano mentre una cop-
pia di anziani marocchini litigano e un grup-
po di turisti americani si rintana alla meglio
sui posti che ha trovato liberi, tutti sobbal-

◆ Omar Camiletti VIAGGIANDO IN TAXI zanti appena il lungo veicolo incontra una bu-
ca (il che non è poi cosi raro).
In Taxi c’è la vitalità schietta tipica del me-
diterraneo, una sorta di Napoli milionaria

N
el memorabile film 10 di Abbas Kiaro-
stami la condizione femminile po-
stmoderna veniva raccontata attra-
verso le voci delle dieci passeggere alle quali
I racconti di 58 conducenti diventano non disintegrata dalla droga e dagli scannatoi
per gli appalti pubblici. Al Cairo si respira an-
cora quell’innocenza che cogliamo in De Sica
la protagonista dava casualmente dei passag-
gi. Trovarsi in un taxi nel traffico metropoli-
tano sembra infatti offrire l’espediente con cui
un libro, tra ironia, devozione, di Miracolo a Milano o nel Luciano Emmer di
Domenica d’agosto. La prima storia è folgo-
rante e vale la citazione. «Con tutta l’espe-
si dà ancora una possibile narrazione corale,
analogamente a quando nel medioevo si ina- pragmatico istinto di sopravvivenza rienza che avete cosa potreste raccontare ad
uno come me?», chiede l’alter ego narrante di
Khermissi. E il tassista, da una faccia cosi ru-
nellavano novelle grazie a una quarantena
per la peste in Boccaccio o il viaggio per i pel-
legrini in Chaucer. Nonostante sia una topica
in una metropoli suggestiva e caotica gosa che sembra coetaneo delle piramidi gli
risponde: “«Anche una formica nera su una
ampiamente sfruttata – prendiamo, ad esem- pietra nera in una notte come la pece, riceve la
pio, Taxi driver con De Niro o Collateral con grazia di Allah». «Cosa intende dire?» chiede il
Tom Cruise – adesso c’è uno scrittore, Khaled passeggero. «Stavo a letto da una decina di
al Kharmissi, che ha girato per un anno e mez- giorni. Naturalmentre vivo di quello che Dio
zo per le strade del Cairo confezionandone un mi concede giorno per giorno, guadagnando-
bel libro intitolato appunto Taxi (pubblicato mi il pane che mangiamo in casa, e così sape-
in Italia dalle edizioni “Il Sirente”, pp. 216, € vo che dopo una settimana non c’era più una
15,00). E sebbene le condizioni socio-economi- lira. Io lo sapevo e l’ho chiesto alla moglie che
che dell’Egitto non siano equiparabili a quel- sagacemente, per non farmi alzare, mi ri-
le con cui si affronta in Europa la vita quoti- sponde che andava tutto bene, ma ero certo
diana nelle metropoli, nondimeno questo Ta- che stava elemosinando per tutto il vicinato.
xi merita di essere posto all’attenzione del let- Quanto ai miei figli e ai miei nipoti stentano
tore europeo: attraverso le storie dei 58 tassi- tutti e cosi ingannai mia moglie, dicendole che
sti del libro si può ascoltare come nell’abita- sarei andato per un pò al caffè mentrai svelto
colo delle vetture uno spaccato di quella che è entrai in macchina, l’accesi e pregai il Signo-
la mentalità musulmana “normale”. Non a ca- re di aiutarmi. Andai fino ai giardini di Ur-
so la collana di cui fa parte il volume si chiama man per aspettare qualche cliente quando mi
“altriarabi” e si presenta come un contributo si affianca una Peugeot 504, il cui autista mi
contro l’islamofobia, con l’intento – si legge dice “ho con me un arabo che deve andare al-
nella presentazione editoriale – di presentare l’aeroporto, prendilo tu che la mia auto s’è
i musulmani, non solo gli immigrati, «diversi guastata”. D’accordo, ci penso io, mentre ri-
da come i media occidentali generalmente li flettevo sulla coincidenza che una Peugeot 504
rappresentano, lontani dalle caricature e dagli nuova si va a guastare proprio vicino a me. Il
stereotipi che soventemente li identificano». cliente, che veniva dall’Oman, mi chiese
«Le strade sono il luogo migliore per cono- quanto mi sarei preso, al che gli ho risposto
scere una società», proclama del resto Khaled “quello che vuoi”. Lui allora parve rilassarsi e
al Kharmissi. Scrittore, regista e giornalista disse “va bene, prenderai quel che ti darò”».
egiziano, nato nel 1962, si è preso una laurea E ancora: «Durante il viaggio mi informò che
doveva però passare al deposito merci della
dogana, gli dissi che mio nipote lavorava lì e
I tassisti nella capitale che forse poteva aiutarlo a sbrigare le prati-
che, ma il fatto positivo è che trovammo mio
egiziana sono un esercito, nipote di turno, così la cosa filò senza proble-
300mila tra regolari mi, poi lo portai all’aeroporto, lui mi domandò
e abusivi. E costituiscono di nuovo quanto volevo “ci siamo già messi
d’accordo no?”, risposi, “quello che vuoi tu”.
la voce più autentica Così mi diede cinquanta lire, io le presi, rin-
e popolare del Paese graziai, lo salutai e mi avviai alla macchina.
Allora lui si riavvicinò e mi disse: “Ascolta
Haggi, la dogana mi sarebbe costata 1400 lire,
in scienze politiche alla Sorbona di Parigi. Un’immagine del Cairo. In basso, Robert De Niro in “Taxi driver” ma con tuo nipote ne ho pagato solo seicento,
Tornato in Egitto ha lavorato per l’Istituto na- c’e una differenza di ottocento lire e te le do di
zionale egiziano per gli studi sociali e ha fon- cuore; a questo aggiungi duecento lire per la
dato la casa di produzione cinematografica Ni- corsa, fanno in tutto mille lire”. A volte non ci
le Production Company, per la quale ha scrit- arrivo a quella cifra in tutto un mese di lavo-
to numerose sceneggiature per il cinema egi- ro, cosa dovevo pensare: Allah mi ha spinto a
ziano. Ovvero la cinematografia più avanzata uscire di casa, ha fatto andare in panne la Peu-
del mondo arabo. Ha diretto per un po’ di tem- geot 504, quei soldi non sono miei e nemmeno
po l’editrice Noussous con cui ha pubblicato vostri, appartengono a Dio, questa è l’unica
il dissidente Nasr Hamed Abu-Zeid. «Perché i cosa che ho imparato sul taxi..».
tassisti del Cairo – circa 220 mila abusivi, pre- L’autore di Taxi, si è fatto portavoce della
cisa Khermissi, a fronte degli 80mila regolari campagna condotta in Egitto da vari intellet-
– sono la vera voce dell’Egitto popolare, quel- tuali per eliminare dalle carte di identità de-
lo che fa più fatica e tirare avanti, e che rac-
colgono dai loro passeggeri le storie più au-
AL KHARMISSI gli egiziani la dicitura “musulmano”, “ebreo”
o “cristiano”, perché, spiega Khermissi, «non
tentiche della vita nel Paese, le ho trasposte LO SCRITTORE APPOGGIA deve avere alcuna importanza sapere a quale
nel libro in una forma che si propone di darne LA CAMPAGNA IN CORSO religione si appartenga». Una campagna, pre-
la rappresentazione letteraria più veritiera». cisa Al Khamissi, ma che dimostra come nel-
Infatti fra le righe dei racconti si trovano tut- PER CANCELLARE la società egiziana l’appartenza religiosa con-
ti i limiti di analisi politiche o sociali che l’im- DAI DOCUMENTI D’IDENTITÀ ta meno di quanto sembri. Le divisioni tra le
maginario del mondo arabo come un onda religioni, secondo Al Khamissi, non appar-
getta incessantemente sulla riva sud del Me- IL RIFERIMENTO ALLA FEDE tengono alla “vera anima” del popolo egizia-
diterraneo: c’è chi benedice Sadat, chi lo ma- no: «Fra esso – precisa lo scrittore – prevale lo
ledice, chi ammicca che è tutta colpa di “quel- spirito di tolleranza. Il vero egiziano non ha
li”. Non c’è un filtro ideologico, non ci sono te- grande interesse per queste questioni, per lui
si di buoni e cattivi. Il lettore viene trascinato contano i problemi quotidiani della vita. Su
nella jungla d’asfalto di una città come Il Cai- una popolazione di 75 milioni il 55 per cento
ro nel modo in cui uno scrittore di Roma po- vive al di sotto dei livelli di povertà, il venti per
trebbe restituire l’umanità e anche la disu- cento è povero e il venti per cento sta appena
manità di una corsa del 105, la linea di auto- a galla. E il restante cinque per cento, infine, è
bus che va da Termini a Grotte Celoni, lungo tanto ricco che non gliene importa proprio
la Casilina alla periferia sud e sud-est della no- niente di niente...». Atro che stereotipi e luo-
stra capitale. Dove si frastuonano almeno sei, ghi comuni. L’islamofobia si disinnesca anche
sette lingue, contemporaneamente: i cinesi con la lettura di questi libri...

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