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Costruzioni in acciaio

IL MATERIALE ACCIAIO E

IL SUO PROCESSO PRODUTTIVO

Il materiale acciaio

ACCIAIO = lega Ferro + Carbonio


C = “tenore di carbonio” = quantitativo percentuale in peso di carbonio presente nella lega
Le proprietà dell’acciaio dipendono da:
- percentuale di carbonio
- presenza di altri elementi in lega
- trattamento termico subito

-“Ghise” → tenore di carbonio > 1,7%;

-“Acciai” → tenore di carbonio < 1,7%:

- Acciai extra-dolci (C < 0.15%, comunemente denominati anche ferro)

- Acciai dolci (C = 0,15 ÷ 0,25%)

- Acciai semiduri (C = 0,50 ÷ 0,75%)

- Acciai durissimi (C > 0,75%)

Acciai da costruzione : C = 0.1 ÷ 0.3 %


PROCESSI DI PRODUZIONE DELL’ACCIAIO

- PER CONVERSIONE DELLA GHISA

- ATTRAVERSO PROCESSI SIDERURGICI (FUSIONE MINERALI DI FERRO)

-Formazione per compressione e trazione

- Formazione per flessione e taglio

PRODOTTI FINITI

La produzione dell’acciaio

PRODUZIONE per conversione dalla GHISA


Ghisa = lega ferro-carbonio (C = 2% ÷6,67%), fabbricata nell’altoforno a partire
dai minerali di ferro (generalmente ossidi).

Materie prime ghisa: minerali di ferro, carbon coke e fondente


Carbone coke:
Composto da circa il 90% carbonio
elevata resistenza alla compressione
pezzatura dopo frantumazione di 20 ÷ 60 mm.

funzione nell’altoforno:
-come combustibile porta il forno alla temperatura necessaria per fare avvenire
le diverse reazioni chimiche; Fe O +3CO= 3CO +2Fe
2 3 2

-produce la riduzione diretta dei minerali di ferro;

-effettua la carburazione del ferro.

Fondente : materiale roccioso calcareo che ha la funzione di agglomerare,


mediante reazioni chimiche, le impurità del minerale di ferro (ganga) e le
ceneri del carbone coke che andranno a formare le loppe.
La produzione dell’acciaio

PRODUZIONE per conversione dalla GHISA

Composizione ghisa comune d'altoforno:


REAZIONI
ferro (circa il 92%) CHIMICHE
carbonio (il 3 o 4%) ghisa madre
silicio (in percentuale variabile tra lo 0,5 e il 3%) fusa
manganese (tra lo 0,25 e il 2,5%)
fosforo (tra lo 0,03 e il 2%)
tracce di zolfo.

Nel ciclo integrale di produzione, lo stabilimento include al suo interno tutti gli
impianti necessari per le operazioni di trasformazione del minerale in acciaio. Il
minerale, miscelato con altri aggregati (in particolare calcari) è preliminarmente
preparato per la carica in altoforno, mediante operazioni di lavaggio,
frantumazione, setacciatura, omogeneizzazione e pellettizzazione.
Altra operazione preliminare è la produzione di coke da inviare in altoforno,
ottenuto per la combustione del carbon fossile in batterie di forni contigui.

La produzione dell’acciaio

PRODUZIONE per conversione dalla GHISA

L’altoforno

L’altoforno è un forno continuo, dove gli ossidi di ferro, che costituiscono il minerale,
sono ridotti ad alta temperatura e subiscono la trasformazione in ghisa. La reazione di
riduzione del minerale inizia attorno agli 800°C ed è ottenuta tramite combustione del
coke, caricato assieme al minerale che fornisce, oltre al calore, anche il monossido di
carbonio necessario alla reazione di riduzione.
La produzione dell’acciaio

PRODUZIONE per conversione dalla GHISA


CICLO INTEGRALE DI PRODUZIONE DELL’ACCIAIO

Processo di produzione dell’acciaio dal minerale

All’uscita dell’altoforno la ghisa è colata a circa 1500°C di temperatura in contenitori


mobili su rotaie, tramite i quali avviene il trasporto in acciaieria; qui l’acciaio è ottenuto
in forni convertitori mediante insufflaggio di ossigeno, così da abbassarne il contenuto
di carbonio al di sotto dell’1%. In questa fase è possibile aggiungere elementi di lega
allo scopo di ottenere migliori caratteristiche meccaniche.

La produzione dell’acciaio

PRODUZIONE per conversione dalla GHISA

I convertitori Bessemer e Thomas

Il convertitore Bessemer

Vengono soffiate grandi quantità di aria attraverso la massa fusa, in modo che
l'ossigeno in essa contenuto riduca il carbonio della ghisa e si combini con le
impurità, trasformandole in scorie solide galleggianti, facilmente eliminabili.
La produzione dell’acciaio

PRODUZIONE dalla FUSIONE DI ROTTAMI

Il primo passo per l’impiego degli impianti di questo tipo


consiste in una rigorosa selezione del rottame impiegato.
La fusione del rottame avviene nel forno elettrico, che può
essere ad arco o ad induzione: nel forno ad arco il calore è
fornito dalle radiazioni dell’arco, formatosi tra gli elettrodi
di grafite e il bagno di fusione; nel forno ad induzione,
invece, il calore è fornito dal passaggio di un intenso flusso
elettromagnetico.

Processo di produzione dell’acciaio dai rottami metallici

La produzione dell’acciaio
La produzione dell’acciaio

PROCESSO DI FORMAZIONE PER COMPRESSIONE O TRAZIONE

LA LAMINAZIONE

Nel processo di laminazione a caldo i


lingotti vengono riscaldati a una
temperatura di circa 1200 °C, tale da
rendere il materiale plastico;
successivamente passano attraverso
una serie di rulli contrapposti e
ruotanti in senso inverso e sono
sbozzati in barre aventi sezione
trasversale quadrata o rettangolare
principali sezioni trasversali del processo di
(semi-lavorati). laminazione, dalla billetta al tipico profilato a
doppio T.

La produzione dell’acciaio

PROCESSO DI FORMAZIONE PER COMPRESSIONE O TRAZIONE

LA LAMINAZIONE

Schema di colata e laminazione


La produzione dell’acciaio

PROCESSO DI FORMAZIONE PER COMPRESSIONE O TRAZIONE

LA LAMINAZIONE

Dopo la colata, l’acciaio in lingotti subisce una serie di


operazioni di formatura fino ad ottenere prodotti di
forme e dimensioni determinate.
Le diverse fasi del procedimento comportano differenti
livelli di laminazione, dalle prime laminazioni di
sgrossatura per l’ottenimento di semilavorati (billette,
blumi e bramme) alle laminazioni finali, a caldo o a
freddo, per la produzione del prodotto finale.

Il processo di laminazione a caldo trasforma il


semilavorato nel prodotto finale, mediante il passaggio
in treni di laminazione composti da laminatoi sbozzatori
e laminatoi finitori di prima e seconda laminazione.
Dai laminatori sbozzatori si ottengono “sbozzati”, billette
a sezione quadra e treni per lamiere, destinati a
lavorazioni successive, mentre dai laminatoi finitori di
prima e seconda laminazione si ottengono i prodotti
finali, prodotti larghi, lamiere, profilati e tubi.
Laminazione delle bramette

La produzione dell’acciaio

PROCESSO DI FORMAZIONE PER COMPRESSIONE O TRAZIONE

LA LAMINAZIONE
La laminazione a caldo (T=1200°C):

- migliora le caratteristiche del prodotto (favorita l’eliminazione dei gas e delle cavità
presenti (soffiature)).
- affina la grana del materiale con evidenti vantaggi nei confronti dell’omogeneità del
prodotto e delle sue caratteristiche di resistenza.

La laminazione a freddo (temperatura ambiente mediante incrudimento):

-usata per ottenere resistenze elevate a scapito di una riduzione della duttilità

- se comporta deformazioni eccessive, il metallo può screpolarsi prima di raggiungere la


forma e le dimensioni volute. In questo caso è necessario ricorrere a ulteriori
trattamenti, consistenti in cicli alternati di deformazione a freddo e di ricottura.
La produzione dell’acciaio

PROCESSI DI FORMAZIONE PER FLESSIONE E TAGLIO


I processi di formazione per flessione e taglio consistono nel piegare sottili
lamiere fino a ottenere elementi con sezioni trasversali aventi la forma
voluta (profilati sagomati a freddo, in cui lo spessore della lamiera deve
essere contenuto entro alcuni millimetri affinché sia attuabile questo tipo
di lavorazione). Le tecniche maggiormente diffuse :

- processo di piegatura in continuo, - presso-piegatura a freddo (per profili il


(per profili cavi circolari sagomati a cui spessore può arrivare anche a 12 mm
freddo; e per lamiere grecate)

La produzione dell’acciaio

IMPERFEZIONI del MATERIALE conseguenti ai cicli di lavorazione

Le strutture si calcolano nell’ipotesi che l’asta sia “ideale” cioè perfettamente


rettilinea, omogenea, isotropa ed esente da stati tensionali interni precedenti
l’applicazione del carico. In realtà le aste prodotte industrialmente presentano
inevitabilmente delle imperfezioni.

Sia nei profili laminati a caldo che in quelli laminati a freddo e a composizione
saldata,

sono presenti imperfezioni che riguardano le caratteristiche meccaniche, quali:


- la presenza di tensioni residue (stati tensionali autoequilibrati nelle sezioni
trasversali);

- la disomogenea distribuzione delle caratteristiche meccaniche nelle sezioni


trasversali e lungo l’asse dei profilati.

Nei profili laminati a caldo le tensioni residue si formano a causa del processo di
raffreddamento successivo alla laminazione (600° C) e possono venire modificate da
eventuali processi termici o da raddrizzamento di natura meccanica.
La produzione dell’acciaio

IMPERFEZIONI del MATERIALE conseguenti ai cicli di lavorazione

LE TENSIONI RESIDUE

Le tensioni residue o autotensioni


(= stato tensionale interno
autoequilibrato) sono legate ai
processi tecnologici di produzione
industriale dell’elemento; si
generano se l’elemento è soggetto a
deformazioni plastiche non
uniformi.
Esse dipendono dai procedimenti
industriali di tipo termico
(raffreddamento e saldatura) e
meccanico (laminazione a freddo e
raddrizzamento).

Variazione dello stato tensionale durante il raffreddamento

La produzione dell’acciaio

IMPERFEZIONI del MATERIALE conseguenti ai cicli di lavorazione


LE TENSIONI RESIDUE

Nei laminati a caldo:


sono causate dal
processo di
raffreddamento
successivo alla
laminazione (600°C) e
possono venire
modificate da eventuali
processi termici o da
raddrizzamento di
natura meccanica

Tensioni residue in profilati a doppio T laminati a caldo


La produzione dell’acciaio

IMPERFEZIONI del MATERIALE conseguenti ai cicli di lavorazione


LE TENSIONI RESIDUE

La produzione dell’acciaio

IMPERFEZIONI del MATERIALE conseguenti ai cicli di lavorazione


La produzione dell’acciaio

IMPERFEZIONI del MATERIALE conseguenti ai cicli di lavorazione

La produzione dell’acciaio

IMPERFEZIONI del MATERIALE conseguenti ai cicli di lavorazione


LE TENSIONI RESIDUE
La produzione dell’acciaio

IMPERFEZIONI del MATERIALE conseguenti ai cicli di lavorazione


VARIAZIONE delle CARATTERISTICHE MECCANICHE