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FRAMMENTI DI NIETZSCHE:

1) “Il senso della verità”, se respingiamo la moralità del “non mentire”, deve legittimarsi
davanti a un altro tribunale – cioè in quanto mezzo della conservazione dell’uomo,
come volontà di potenza. […]
Primavera 1884 [WM, 495]
EDIZIONE CRITICA: 25-470

2) Questo mondo prospettico, questo mondo fatto per l’occhio, il tatto e l’orecchio, è
falsissimo, già per un apparato percettivo molto più sottile. […]
Primavera 1884 [WM, 602]
EDIZIONE CRITICA: 25-505

3) Le “verità” aprioristiche più facilmente credute sono per me ipotesi ammesse fino a
prova contraria: ad esempio, la legge di causalità; […]
Estate-autunno 1884 [WM, 497]
EDIZIONE CRITICA: 26-12

4) La verità è quel genere di errore senza di cui un determinato genere di esseri viventi
non potrebbe vivere. Alla fine, decide il valore per la vita.
Aprile-giugno 1885 [WM, 493]
EDIZIONE CRITICA: 35-253

5) Ci sono molte specie di occhi. Anche la Sfinge ha occhi – e quindi ci sono molte
specie di “verità”: di conseguenza, non c’è nessuna verità.
Aprile-giugno 1885 [WM, 540]
EDIZIONE CRITICA: 34-230

6) L’io viene posto dal pensiero; ma finora si credeva, come crede il popolo, che nell’“io
penso” ci fosse alcunché di immediatamente certo e che questo “io” fosse la causa
data del pensiero, in base alla quale, per analogia, comprenderemmo tutti gli altri
rapporti di causalità. […]
Giugno-luglio 1885 [WM, 483]
EDIZIONE CRITICA: 38-3

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7) “Verità”: nel mio modo di pensare non significa necessariamente un opposto
dell’errore, ma nei casi fondamentali significa soltanto porre diversi errori gli uni di
fronte agli altri: […]
Giugno-luglio 1885 [WM, 535]
EDIZIONE CRITICA: 38-4

8) Interpretare un evento come fosse o un fare o un patire (e quindi ogni fare come un
patire) significa: ogni mutamento, ogni alterazione presuppone un autore e un essere
in cui viene ottenuto un “mutamento”.
Autunno 1885-autunno 1886 [WM, 546]
EDIZIONE CRITICA: 2-145

9) Infinita interpretabilità del mondo: ogni interpretazione è un sintomo del crescere e del
declinare.
Autunno 1885-autunno 1886 [WM, 600]
EDIZIONE CRITICA: 2-117

10) Una “cosa in sé” è tanto assurda quanto un “senso in sé”, un “significato in sé”. Non
esistono “stati di fatto in sé”, ma perché ci sia uno stato di fatto deve essere sempre
previamente introdotto un senso. […]
Autunno 1885-autunno 1886 [WM, 556]
EDIZIONE CRITICA: 2-149; 2-150; 2-151

11) Che cos’è la verità? (Inertia; l’ipotesi che ci soddisfa; il minimo uso di forza spirituale
ecc.).
Autunno 1885-autunno 1886 [WM, 537]
EDIZIONE CRITICA: 2-126

12) La “mancanza di senso in ciò che avviene”: crederlo è conseguenza dell’intuizione


della falsità delle interpretazioni finora valide, è una generalizzazione dello
scoraggiamento e della debolezza – non è una credenza necessaria. […]
Autunno 1885-autunno 1886 [WM, 599]
EDIZIONE CRITICA: 2-109

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13) “Fine e mezzi” come interpretazioni (non come fatti), e in
qualche misura
“Causa ed effetto” interpretazioni (forse) necessarie (tali da
“conservare”
“Soggetto e oggetto” l’esistenza)? – tutte nel senso di una volontà di
“Agire e patire” potenza
“Cosa in sé e fenomeno”
Autunno 1885-autunno 1886 [WM, 589]
EDIZIONE CRITICA: 2-147

14) Cos’è che solo può essere conoscenza? “Interpretazione”, posizione di un senso – non
“spiegazione” (nella maggior parte dei casi è una nuova interpretazione di una vecchia
interpretazione diventata incomprensibile, che ora di per sé è un semplice segno. […]
Autunno 1885-autunno 1886 [WM, 604]
EDIZIONE CRITICA: 2-82

15) Contro il positivismo, che si ferma ai fenomeni dicendo “ci sono soltanto fatti”, io
direi: no, appunto i fatti non esistono, esistono solo interpretazioni. Non possiamo
stabilire nessun fatto “in sé”: forse è assurdo il volere qualcosa del genere. […]
Fine 1886-primavera 1887 [WM, 481]
EDIZIONE CRITICA: 7-60

16) I nostri valori sono interpretazioni introdotte nelle cose.


C’è dunque un senso nell’“in sé”?
Senso, non è forse necessariamente senso del rapporto, una prospettiva? […]
Autunno 1885-autunno 1886 [WM, 590]
EDIZIONE CRITICA: 2-77

17) L’antagonismo fra il “mondo vero” scoperto dal pessimismo e un mondo che offre
possibilità di vita: qui si devono esaminare i diritti della verità. […]
Fine 1886-primavera 1887 [WM, 592]
EDIZIONE CRITICA: 7-42

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18) La determinatezza logica, la trasparenza come criterio della verità (omne illud verum
est, quod clare et distincte percipitur: Cartesio). Su questa base l’ipotesi cosmologica
meccanicistica risulta auspicabile e credibile.
Ma è una grossolana confusione […]
Autunno 1887 [WM, 533]
EDIZIONE CRITICA: 9-91

19) Distinguere fra ciò che è “vero” e ciò che è “non vero”, stabilire fatti in generale, è
fondamentalmente diverso […]
Autunno 1887 [WM, 605]
EDIZIONE CRITICA: 9-48

20) Il “mondo vero”, comunque lo si sia concepito, finora è sempre stato soltanto il mondo
apparente, sempre di nuovo.
Novembre 1887-marzo 1888 [WM, 566]
EDIZIONE CRITICA: 11-50