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Agiografia

Anakorein: ritirarsi  tipico di asceti ed eremiti. Anacoreti costituiscono l’evoluzione del monachesimo. Via
di mezzo tra ascetismo e cenobitismo.

Mazzucco cristianesimo al femminile.

VITA DI ANTONIO: traduzione latina dal greco di Atanasio.


Quelli che andremo a trattare sono testi soggetti a continue riscritture: molte vite dei santi vengono
riadattate al momento storico.

AGIOGRAFIA: scritture sui santi. Ha come oggetto dai testi delle origini (acta e passiones) fino a quelli
dell’età contemporanea. L’agiografia è una disciplina che si accompagna all’evoluzione della stoeria della
chiesa, ma anche alla storia economica, politica e sociale dei vari periodi storici. Ad accomunare tutti questi
testi, però, è il fatto che seguano le formule del racconto agiografico.
es. vita del teologo Tommaso d’Aquino narrata secondo i parametri delle antiche vite dei padri  trattata
quasi come se fosse la vita di un mistico.

Inizi dell’agiografia risalgono all’inizio del cristianesimo.


Esordi connessi ad una finalità estrema. È santo chi sacrifica la propria vita in nome della fede cristiana
MA ad un certo punto le esecuzioni capitali cessano, così come le esecuzioni.
In questo contesto però l’agiografia non solo continua, ma mutando, si potenzia.

Corpo Martiri. (Capro Espiatorio, libro)

Renè Girard, FuturoAntico


Gianfranco Ravasi, L’apocalisse

Angolazione con cui letti i testi martiriali è quella del corpo, inteso come luogo del sacrificio; come veniva
recepito all’esterno il corpo a chi assisteva al sacrificio e in funzione anche di redenzione del corpo. L’idea
deriva vedendo Dante che inserisce gli spiriti combattenti nel cielo di Marte, attraversato da una crocie
immensa. In quel cielo Dante inserisce la teologia della resurrezione del corpo. Gli spiriti anelano a
ricongiungersi al corpo strappato loro ed ai loro parenti (essendo poi distrutto dai persecutori oer evitare
divenisse oggetto di culto).
La particolarità dei corpi sottratti ha spinto a introdurre relativamente a loro tale teologia della risurrezione.

ACTA: da alcuni intesi come ATTI, documenti notarili che contemplerebbero il processo come centralità. Per
altri intenderebbero AZIONI che hanno compiuto i martiri.
PASSIONES: fa rivivere la passio, la sofferenza del corpo, legata ad elementi narrativi tipici come visioni e
prodigi.

Parlando di agiografia siamo di fronte a testi oggetto di continui rimaneggiamenti. Termine chiave è la
RISCRITTURA: le opere appartenenti a questa tipologia sono aperte e soggette a molteplici modificazioni.
Anche i primi testi martiriali, quelli più antichi e storicamente più attendibili hanno avuto rimaneggiamenti
e modificazioni.
Più ci si allontana cronologicamente, meno il testo si fa credibile: sempre maggior accento sul meraviglioso.

II-III d.C. fase d’interesse. Periodo molto antico, delle antiche comunità. Le più antiche sono le Lettere
alle Comunità (Lione e Policarpo)
Le imprese dei testimoni della fede messe per iscritto dalla comunità in cui l’evento era accadut e poi fatte
circolare anche altrove come testi che ispiravano per la perfezione della fede.
seconda metà II sec, martiri di Lione, fatti certo circolare come dimostrano estratti negli scritti di Eusebio di
Cesarea  cirati come primi documenti storici

Martirio di Policarpo, vescovo di Smirne, 256 o 7.

Passione di Perpetua e martirio di Pionio (Smirne, 250), testi che rielaborano e mettono in ordine
documenti autobiografici.

Tema dibattutissimo, non si può trovare una griglia di riferimenti di precedenti letterari che calzi per tutti i
testi martiriai. Valide tutte le ipotesi, come possibile influenza da parte di testi paganio veterotestamentari
(7 fratelli maccabei). Forse ancora nati con illusdione di offrire ulteriori documenti della rivelazione, come
visto nel Prologo di Perpetua.

3 ipotesi validi ma on universali per TUTTI i testi martiliar.

Bisogna certo tenere coto dell’Imitatio Christi che trova in S Paolo il più vivace propagatore dell’immagine.
Il martire rappresenta Gesù Cristo. Lo si vede anche dalle rielaborazioni che hanno subito numerosi doc
processuali dei martiri (atti ufficiali). Redattore si presenta come testimone oculare e segue schema
neotestamentario.

Martire sempre testimone secondo il vangelo. Continua sovrapposizione iconografica tra il martire e Gesù.

LESSICO: quando siamo davanti a testi dei prmi secoli del cristianesimo, a cavallo di un periodo cerniera
dove la letteratura cristiana rappresenta da un lato il perfezionamento del giudaismo cristianizzato e fa suo
anche il sostrato culturale della società ellenistica. Duplice bagaglio. Tracce sono evidenti nel lessico.
Parlando di sacrificio non si poteva accettare l’ottica pagana del sacrificio volto al politeismo, ma i termini, il
lessico resta nei testi martiriali, anche se rientra nella PARS DESTRUENS che vorrebbe cancellare ogni
traccia del sacrificio pagano.

Su questa demolizione di un sacrificio idolatrico si attua la costruzione di nuove espressioni.


Risemantizzazione dei termini usati sia da pagani che da Giudei. Per parlare di sacrificio termini assumono
un nuovo significato, risemantizzati.

Ulteriore dubbio avanzato durante la passio perpetua era la possibile lettura liturgica dei testi. Sicuramente
furano letti in chiesa.
Il lessico del sacrificio applicato ai martiri ha pure questa funzionalità, mura a veicolare concetti
fondamentali. Linguaggio sacrificale applicato anche a vescovi come Policarpo e Cipriano.
Dove vediamo preponderare una terminologia veterot continua a influire la spiritualità giudaica  dettato
paolino.

MARTIRIO POLICARPO
Usata immagine sacrificio Giudaico. Montone  primizia che Ievè esigeva in suo sacrificio.
Resta perciò lessico veterotestamentario MA applicato al martire

Isacco-montone: figura christi, snodo del passaggio della vittima sacrificale a Cristo.
CHAGAL: popolo ebrei che trova nel cristianesimo la propria continuazione. Il calvario sempre sullo sfondo
EPISODIO: isacco visto come consapevole del proprio ruolo di vittima, quindi anticipa cristo. Non rifiuta la
morte, si offre al sacrificio ma viene risparmiato. Non ucciso perché non era il figlio di Dio, la sua morte non
avrebbe salvato l’umanità.

EZECHIELE: voi mie pecore siete il ..  da qui discende l’immagine del BUON PASTORE
GIOVANNI: ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo
Agnello nell’apocalisse. Trionfa sul male ed è attorniato da 144 mila, numero simbolico (12x12x1000) la
totalità dei salvati, degli eletti che portano il nome.
SEGNATI: già nel libro di Ezechiele, l’angelo sterminatore preceduto da angelo scriba che segna col sangue
le porte di coloro che devono essere risparmiati.
Giovanni riprende concetto dei segnati: coloro che portano il nome del figlio dell’uomo, dell’agnello e
coloro che portano il nome della Bestia. Tutti appartengono a qualcuno. Il numero poi, è simbolico, si
ottiene dalle 12 tribù di istraele al quadrato per mille. Numeri di pienezza e perfezioni.

I numeri non vanno mai contati, dobbiamo andare olte la valenza matematica.

Tutto ciò che inoltre è riferito a Cristo può essere riferito alla sua chiesa: vi manderò come agnelli in mezzo
ai lupi. La genia da gesù in poi si fa testimone della fede

SUSANNA E LUPI
agnello tra i lupi spiegati con passo libro daniele in cui Susanna è la giusta perseguitata, attentata dai due
vecchioni che puntano alla sua castità. Susanna, figura christi. vecchi sono persecutori.

PORTALE: agnello attraversato dalla Croce, da passo dell’ AT. Riletto da padri dell’antico testamento come
una prefigurazione di Cristo in croce. Lo chiarisce molto bene Origene -> continuatio.
Rappresentazione di Blandina, una delle martiri di Lione: schiava umile. Si offre di essere l’ultima.
Accompagna i fratelli nel martirio. Il suo volerli accompagnare la sovrappone alla madre dei Maccabei.
Qualndo uccisa ‘’sospesa a una traversa’’. I compagni del martirio riescono a vederla con gli occhi del corpo
(distinti da quelli dell’anima)  anche con l’occhio carnale, fisicamente, in lei si vede la figura del Cristo.

COMPASSIONE, intesa come sofferenza insieme nel corpo del martire.


Cristo pateno nella carne di lui conseguì una gloria grande martire bypassato. È Cristo a ricevere gloria.

FELICITA: adesso sono io che soffrò, al momento del martirio soffrirà qualcun altro al posto mio.

C’è un rispetto per il corpo e la sua positività. Non si deve ridurre il primo cristianesimo all’odio verso la
corporeità. Guardando testi emerge l’amore per il corpo e il saeculum. PAEONIO: bello è vivere e non
vogliamo esiliarcene per desiderio di morte. Il proconsole lo accusava di superstizio

Perpetua, per come raccontata da SAutuo, che trova la forza di aggiustarsi la tunica, dandosi maggior pena
del pudore che del dolore o fermarsi i capelli con un fermaglio per non mostrare i capelli sciolti a lutto nel
giorno della sua nascita spirituale.

CORPO è UN LUOGO SACRO. Radice paolina, corpo tempio dell’anima. Può rimanere illeso. Quando saturo
è esposto all’orso la bestia rifiuta di lasciare la gabbia. Il santo domina il creaato, la natura, le belve feroci.
L’orso avverte la potenza di Cristo che agiscw nel corpo del martire.

Peonio, quando il corpo è fato al rogo, resta fiorente come quello di un atleta.
IMM CATT S LORENZO: Voltatemi dall’altra parte che da questa sono già cotto. Ingenuità delle
testimonianze non puntano a far sorridere. È una cosa seria, non vi è alcun senso dello humor.

Corppo luogo di santotòà. Radice sancire

Corpo tempio (soprattutto nel vangelo di Giovanni)


GENESI, a immagine e somiglianza
COR

CULTO DEL CORPO inizia molto presto. Lo leggiamo già con Policarpo. I fratelli non possono dargli infatti
una degna sepoltura perché non lo adorassero: superstitio.
I corpi vengono cremati

I pagani qualcosa avevano recepito, che (dialoghi governatore e pionio su immortalità anima e resurrezione
dei corpi) sul fatto che il corpo fosse un luogo sacro, che lì restasse la vita e per questo trasmettesse agli
altri fedeli delle virtutes dopo il deecesso. Nasce subito il fenomeno delle RELIQUE che degenera nel
commercio medievale.
Attraverso il corpo martiriale si attua tutto l’insegnamento evangelico. Non ci sono più barriere sociali.
Felicita e Perpetua, padrona e schiava- Blandina (schiava) va incontro al sacrificio con la padrona.

Il fatto che i testi parlino di SCHIAVI, l’ultima categoria sociale e a che questa categoria sia affidato ruolo di
preminenza in santità è rivoluzionario. Blandina è superiore a tutti, anche alla padrona, non ha paura.

SUPERATA ANCHE BARRIERA SESSUALE. Divenire maschio (PER), così piccola, devole, misera aveva assunti
le spoglie di quel grande invincibile atleta di Cristo (BLAND).

ACTA PHILEA: Culciano e Filea. NNelle parole di Filea non c’è separazione tra l’anima e del corpo. Resta
l’incomprensione nel persecutore del vaore della resurrezione.

QUI AGGANCIO CON PARADISO 14, in cui dante dice di vedere il cielo attraversato da una grande croce
rossa. Vv. nella luce della grande croce attraversata da tutte le lampeggianti luci dei marteri si può notare
l’assoluta identificazione tra la croce e cristo. In quelle anime che ne hanno realizzato la perfetta imitazione
vi si intravede Cristo stesso.

coloro che hanno combattuto per la fede:

Perfezione essere umano sta proprio nell’unione di corpo e anima, che verrà ricostituita nel giorno del
giudizio

ICONOGRAFIA BUON PASTORE A PARTIRE DA ORFEO


La traccia iconografica resta infatti la stessa.

Lezione 22 aprile 2020

Iconografia e catacombe: i SIMBOLI.

TESTIMONIA, testimonianze di passi dell’AT. Raccolte e antologie, florilegia dell’antico testamento già in
uso presso gli ebrei, specie in epoca intertestamentaria. Isolano e raggruppano quei passi che annunciano e
sono riferibili al Messia.--> discrimine tra ebrei e cristiani. È Gesù il salvatore? È colui venuto a riscattare il
popolo giudaico dal dominio politico degli oppressori?

Vi erano diverse correnti spirituali, ascetiche. Tra questi gli ESSENI, i quali si allontanavand dal giudaismo
ufficiale rappresentato dalla sinagoga, dalla provincia giudaica che era scesa a patti con i romani. Gli esseni
furono localizzati sulle rive del Mar Morto. Comunità ascetica che sul luogo dell’insediamento creò cdici e
manoscritti (ARCHIVIO DI QUMRAN).

Se si isolano passi dell’AT sul Messia si opera una selezione e catalogazione di quella che sarà la figura del
messia. Di conseguenza i passi messianici li ritroviamo anche in possesso dei primi cristiani.
Come queste frange di ebrei avevano questa tensione messianica, i primi cristiani se ne servono per
dimostrare che il messia annunciato era proprio Cristo  gli attribuiscono tutti quei valori.

Noi non abbiamo testimonia antichissimi. Il primo completo risale a San Cipriano: Testimina ad Quirinum. Li
raccoglie perché diventino oggetto di meditazione per questo Quirino e capisca che cristo rappresenta
l’incarnazione del Messia.

Simili a Catene greche. Passi dei padri della chiesa greci citati l’uno accanto all’altro. Inanellamenti di
pensieri che si susseguono sullo stesso tema.
Analogia con i LOGIA, stabilita, e si è ipotizzato che circolassero da prima in forma orale.

Importanti per noi perché:


- si ricorre sempre agli stessi passi, combinati tra di loro e poi combinati con passi del nuovo testamento.

Raggruppati in testi apocalittici ed escatologici, relativi alla comunità cristiana e quelli relativi al servo di Dio
e al giusto sofferente. È in sintesi una rilettura per punti chiave dell’AT finalizzata a leggere in Cristo il
compimento della promessa.
es. discorso di stefano negli atti degli Apostoli.

Se cristianesimo è costola giudaismo e prosegue il cammino di salvezza proposto nell’AT e vede il suo acmè
in Cristo, bisogna relazionare la figura umana con la dimensione divina che si dava del Messia nell’opera
veterotestamentaria.

EPISTOLA AGLI EBREI sottolinea divinità di Cristo. Non va assimilato alla figura degli angeli, non è un
mediatore come loro. Egli era veramente il Dio che fu annunciato.
Stesso discorso per attribuire a Cristo atti divini lo fa Giovanni in principio era il LOGOS. La figura di Cristo
è collocata all’inizio della Genesi. Ha partecipato alla Creazione con Dio, era con Dio al suo fianco.

Per Cristiani le profezie messianiche si sono compiute in Gesù che osserva da un lato la legge e dall’altro la
supera  miracoli e guarigioni possono essere compiuti anche di Sabato.
Continuità. Non possiamo scindere brutalmente AT e NT.

SIMBOLI E SCRITTURA:
I SEGNATI.

Alcuni simboli che troviamo nell’AT che già allora indicavano quasi un rito iniziatico che solo gli adepti
potevano conoscere, ritornano nel NT, es. l’uso di SEGNARE un individuo. Significa decretarne
l’appartenenza.
Veniva MARCHIATO il bestiame per indicarne un padrone, così gli oggetti o gli schiavi. Portere un segno
significa appartenenza  dipendenza e diritto di ricevere protezione.
Si parte da linguaggio reale per giungere a uno figurato.
EZECHIELE cap 9: momento in cui angelo sterminatore deve distruggere i nemici di Israele. Ezechiele,
profeta che riceve la visione.
Giungono sei uomini che reggono lo stermionio, uno invece vestito di lino bianco, simbolo di purezze e
dignità. Costui è uno scriba ed è ingaggiato perché vada a segnare con il TAU, ultima lettera dell’alfabero
giudaico e che indica il simbolo di Jeveh (TAV) perché segni i giusti sofferenti che patiscono per le violenze
da parte degli altri uomini.
Gli altri vanno dietro all’angelo scriba e devono colpire e sterminare coloro che non sono col TAU.

Ripresa del passo di ez. Torna nell’Apocalisse di Giovanni. La visione che ha Giovanni prima dello
scatenamento della punizione. 4 angeli ai 4 angoli della terra che trattengono la furia dei venti affimchè non
sia bbatta sul creato. Sale però un angelo dall’Oriente (lato di Dio) che tiene in mano il sigillo dei dio
vivente, il quale grida di non procedere alla devastazione fino a che non siano segnati sulla fronte tuitti i
servi di Dio dato il numero di perfezione dei segnati da ogni tribù dei figli di israele.
Tutti i segnati hanno il riconoscimento dell’appartimentza a Dio e preservati. Bisogna tuttavia ricordare che
il rito di segnarsi era talvolta concretizzato nel battesimo, nella circoncisione o da un semplice gesto.
Il fatto di avere il segno, comunuqe è portare il nome, il TAU o il nome del LOGOS.
Per i cristiani il segno di cristo poteva avere p un carattere temporaneo (segno della croce) o permanente
tramite il tatuaggio  tatuata la croce sulla fronte o sul polso, o ponendosi al collo un segno a forma di
croce. Il tatuaggio aveva un valore molto più forte. Traduceva il gesto le parole di Giovanni il Battista:
“io vi battezzo con l’acqua, dopo di me verrà chi battezza con lo spirito e il fuoco “ battesimo di fuoco è il
martirio. Attraverso rito del segnare rappresenta la purificazione col fuoco eterno dell’inferno.

L’atto di segnare rimanda una dimensione misterica, misterium absconditum, perché non sia compreso da
altri.
Ecco perché dei molti simboli paleocristiani trovati di molti resta ardua la spiegazione e l’interpretazione.
Talora usati numeri, proprio della legge dell’aritmologia proprio per velare il significato di alcune parole.
IESUS, parola di 6 lettere. ICSUS pesce, stessa quantità. Immagini sovrapposte. Da qui pesce come
immagine dei primi

A questo periodo di proliferazione dei simboli si richiama anche il QUADRATO DI SATOR.


Per noi incomprensibili, loro abituati a questa simbologia.
PG 4. Simbologia dell’ARATRO.
Studi dei Francescani, specie padre Bagatti che condusse scavi sotto la basilica di Gerusalemme: pubblica 2
volumi ancora utilissimi, editi dalla bibioteca avticana chiamati Alle origini della chiesa. Indagano questo
periodo di passaggio da giudeocristianesimo a un cristianesimo più definito.
DANIELU, SIMBOLI CRISTIANI PRIMITIVI
PRIJAN, TESTINI (sempre su archeologia cristiana).
MAZZEI: il buon pastore e il celeste giardino. Supplemento all’Avvenire.

Simbolo frequentemente ritrovato in basilica gerusalemme che nasconde triplice riqualificazione CHIESA
SINAGOGA TEMPO PAGANO.
1. Simbolo aratro: genesi, benedizione Giacobbe a 12 figli. Quando benedice Issaccar lo definisce asino
robusto accovacciato in un duplice recinto.  figura positiva. L’uomo prende su di sé il carico dell’aratro
per rendere il luogo a lui destinato fertile.
ISAIA, pace della gerusalemme celeste, riporta imagine. Il figlio di giuda sarà giudice tra le genti…  cesserà
l’arte della guerra e dagli strumenti bellici si creeranno strumenti agricoli.

Primo a far coincidere simbologia dell’aratro con Gesù fu IPPOLITO gesù dopo aver piegato la spalla sotto
l’aratro e aver preso tutte le violenze di cui fu oggetto si fece uomo lavorando i bei campi della chiesa.
Per Minucio Felice proprio l’aratro per la costituzione con elemento di traino e uno trasversale per
trascinarlo sarebbe simbolo della croce.
Disegno dell’aratro perciò stilizzati e rappresentati con semplici luinee che vanno a formare la figura della
croce.

NAVE
Giustino, uno dei primi apologisti, poi ripreso da Tertulliano. Intelaiatura della vela della nave ricorda la
CROCE. Intelaiatura deve rimanere integra per poter navigare. Croce che ha portato la salvezza viene
trasferito alla nave.

8 divisioni della vela. Giustino dice che l’uomo giusto aveva preso con sé gliu altri giusti del suo tempo; in
totale formano il numero 8 e offrono il simbolo dell’ottavo giorno, giorno in cui il Cristo resuscita dai morti
e diventa il capo di un’altra razza, quella rigenerata attraverso di lui tramite l’acqua, il legno e ela fede.
Riferimento inoltre all’ARCA, simbolo della CHIESA portata in salvo da Cristo.
Detto esplicitamente da Clemente nella lettera a Giacomo. Proprietario della nave Dio, pilota Cristo, flutti le
deviazioni del mondo che possono far deviare dalla fede.

Figura 6. Colomba con ramo. Trovata nelle catacombe di san Callisto a Roma. Vicino una barchettà  rif
Arca, ma sulla barca troviamo nuovamente una KIRO, simbolo di cristo. Rimanda nuovamente alla lettera di
clemente.

Più interessante è il tema della CROCE. (la croce personificata)


risale all’ambito giudeo cristiano. Attenzione. Agli inizi, fase GIUDCRIST) croce non rappresentata con il
patibolo, il legno su cui gesù crocifisso, bensì identificata come Cristo stesso. Identificazione che prescinde
ancora dall’identificazione con Cristo e il patibolo.
Leggendo i testi più antichi come l’epistola di Barnaba è riferito il detto di un profeta:
quando il legno sarà deposto e resusciterà e quando il sangue colerà dal legno.
LA croce è vista come entità. La croce è personificata.
Analogamente nell’apocrifo vangelo di Pietro leggiamo una divagazione narrativa che subito dopo l’uscita
del sepolcro di Gesù è scortato da due angeli. I due angeli uniscono tramite la persona di Cristo il cielo e la
terra. Cristo è centrale ma verticalmente tra un angelo e l’altro: cristo congiunge cielo e terra
MA la CROCE SEGUIVA CRISTO E I 2 ANGELI. Croce cammina e segue, è vitale e personificata.

Esicchio, V sec., dice che la croce al momento del ritorno sulla terra sarebbe a sua volta tornata. Sarebbe
poi stata portata in cielo er essere adorata.
CIRILLO GERUSALEMME parla di croce come il figlio dell’uomo.

In un ulteriore Apocrifo, Atti apocrifi di Giovanni, G. dichiara che Cristo gli mostrò una luce luminosa e che il
signore non aveva una forma sensibile, solo una voce.  parla la croce stessa. Molto vicina al testo
dell’apocalisse “vidi una voce.” La voce come Verbo, come Cristo.

Preghiera di S Paolo: 3.18

TESTO 12, Segno del TAU

Riferimento a Basilio di Cesarea che lo identifica come una delle tradizioni più antiche, come la proghiera
rivolta ad Oriente.
In origine questo segno era associato al rito del battesimo e lo indicava. Un’iscrizione antica che risale agli
inizi del 200 dC parla del segno SPRAGHIS splendido che i cristiani hanno inscrittio sulla fronte.
GIOVANNI CRISOSTOMO: che tutto si compia attraverso la croce, ovunue scudo insepugnabile contro il
demonio.
GRECORIO DI NISSA
AGOSTINO: cristiani escono dall’anfiteatro con il tatuaggio sulla fronte.

Inteso come crocifissione solo a partire dal medioevo. Inizalmente no rimando al patibolo su cui cristo
appeso.
Nei testi più antichi la croce associata al tau (es. Barnava) stessa forma. Il TAV ebraico è l’ultima lettera
dell’alfabero. Quando lo usa giobvanni intene coloro che hanno ricevuto il battesiumo.
Come si è giunti dal tau all’identificazione del tau con Cristo?
per un procedimento grafico. TAV ha la forma o di un più (croce greca) o una t. Indica JAVE.

Cristiani marchiati allora col segno di JAVE? Il pastore di Erma associa l’essere marchiati dal segno del Tau
alla spiegazione che da matteo con parallelo in luca chi non prende la sua croce e non viene dietro di me
da qui associazione dei due immagini. Visto come il segnarsi, come il rivendicare l’appartenenza.
Per cristiani nome simboloco è Logos, segnandosi ne indicano appartenenza.

Col diffondersi in ambito greco interpretato il più del tav letta come CHI greca e connesso alla prima lettera
del nome CHRISTOS.
Slittamento da JAVE a CHRISTOS

Chi dà spiegazione del passaggio da TAU ebraico a croce è Barnaba che nell’epistola apocrifa dice che
Abramo aveva circonciso 318 dei suoi servi.
Circoncisione altro segno dia ppaertenenza.
Per attualizzare a Cristo, per rendere tipologica la figura di abramo, dobbiamo applicare le regole della
numerologia. Se ad ogni lettera corrisponde un numero 10 di 318 sta per IOTA ERA (prime due lettere per
IESUS)TAU o CROCE. 318 simbolo che sta a significare tutto il popolo cristiano che cammina sulla terra.

Per questo 318 vescoi riuniti a Nicea. Il numero diventa simbolo di salvezza.

Stesso valore del 244mila.

Simbologia croce slitta su figura di Cristo sulla base dello pseudo Barnaba. PG 4
n.7 personaggio tutt’uno con la croce. Croce eprsonificata.
8. Croce tra alpha e omega. Croce è cristo a sua volta da identificare con Dio, inizio e fine di ogni cosa
9. Circondato da 4 croci, indicano 4 parti del mondo che indicano le perfezioni del creato.

Quelle successive sono invece croci cosmiche che vedono l’unuione del cielo con la terra. 11. Visibile la
volta, una calotta che sovrasta un’asta che si unisce ad un’altra calotta più piccola. È la potenza della croce
che risactta tutto il creato.
Qui si vede la pienezza col vuoto (12)  cercgjio è pienezza, non ha lati e punti fuga a cui si unisce il
quadrato diviso in quattro parti che rappresenta il vuoto del creato.
Così anche la linea che sovrasta o sottintende le croci. Sempre la volta del cxielo.
18. 19, perfezione divisa in 4 parti in cui la volta si chiude tra cielo e terra

31. figura umanache esce dal sarcofago. Stesa posa di mosè quando libera dalla cattività il popolo ebraico.
Morte liberazione dalla prigione dell’anima. Assopciazione.

Associazione ad ORFEO

Lezione 23 aprile

IL BUON PASTORE, percorso iconografico


Assimilazione tra orfeo ed il paSTORE NELL’ICONOGRAFIA CRISTIANA
Orefeo in questo paesaggio bucolico circondato da animali di ogni specie

Anello iconografico è la figura di Davide. Sinagoga Doura Europos mosaici e afrreschi del 244 riportano
un’assimilazione della divinità mitologica, Orfeo, a Davide. La sinagoga eccede la regola delle raffigurazioni.
Siamo in un ambito giudaico cristiano.
Figura di Davide con Berretto frigio, presso un albero sovrastato da leone e con le radici che sono in
corrispondenza del sacrario dove si trova la toah.
Figure ai lati bassi. Forse abramo e la sua gente, Mosè ed il suo popolo. Figure veterotestamentarie.
Dalla troah emerge albero del re davide che diviene figura divina a metà tra identificazione con cristo e
l’attesa.
Iconografia con figura 4 che ritoviamo nelle iconografie cimiteruali, che occupa sarcofagi istoriati, troviamo
figura di Orfeo con ai piedi però non gli animali feroci. A destra un albero, a sinistra un ariete sta
cambiando il pubblico. Lo scenario che attoria la rappresentazione di Orfeo.

ES. catacombe di domitilla. Centro rappresentazione Orfeo Citaredo ed in cun campo laterale si ha davide. Il
passaggio è stata l’assimilazione progressiva di Orfeo a Davide.
Molte volte lo si trova in solitaria, da solo, come nel mosaico di Aquileia. Assenza di sfondo per lasciare solo
il simbolo di un suonatore. Regge sì la pecora ma in mano tiene la siringa, lo strumento musicale (che per
altri rappresenta Pan).

Come avviene il passaggio?


Iconograficamente nella trasformazione del pubblico animale. Diventano progressivamente pecore. La
scena diviene pastorale. Inoltre inquadrandosi nelle iconografie cimiteriali sta a rappresentare la vita
eterns, il paradiso: figura del pastore insieme a colore che godranno di questo luogo.
Per arrivare a definizione iconografica bisogna passare attraverso i testi
SALMO 23, tra i più cantati, poi LIBRO EZECHIELE il pastore che pascerà le pecore sarà Davide mio servo.
Pare l’investitura del figlio dell’uomo. Ben spiegata poi nel Vangelo di Giovanni. Scena della promessa del
giudizio. Tutti i cristiani dovranno entrare nel recinto prima o poi, mentre coloro che non crederanno
andranno verso la perdizione.
Lì però manca lo strumento musicale ma vi è la voce.
Siamo davanti a una PARABOLA che mette in guardia da altre guide ed esempi che li traviano. È una
paravola su vita e pace eterna e deve avere interpretazione simbo+olica. Felicità eterna intesa come
fertilità e benessere è universalmente comune a tutte le culture.
Buon pastore appoggiato a bastone e sorveglia pecore, il suo amore è immenso.

Tertulliano conosceva già interpretazione. DE PUDICITIA, periodo montanista, si scaglia contro lassismo
chiesa cattolica che ammette ulteriore pentimento per i LAPSI, coloro che scivolano nel peccatoi perché
tradiscono la fede consegnando i libri sacri. Questione capitale in epoca successiva con Cipriano vescovo di
Cartagine che prenderà posizioni ancora più estreme non riconoscendo come valido il battesimo dato da
lapsi EPPURE tutti possono essere riaccolti.

Per tertulliano non devono essere riammessi ed ha presente la parabola della pecorella smarrita.
SARCOFAGO PRENESTINA: sulla sinistra lui, a fianco tutto il popolo tra cui anche altri pastori. A destra a
dare fisionomia sacra e funeraria è la figura dell’ORANTE, posta con mani alzate aperte. Lettura porta
all’assimilazione dell’orante, anima del defunto, unica scelta da tutto il gregge e portata sulle spalle dal
buon pastore verso l’aldilà.
Pastore krioforo è contaminazione di un’altra iconografia pagana: ERMES KRIOFORO che guida il gregge.
es. Sarcofago degli arieti.
MISERICORDIA negata da tertulliano. Non è giusti che sia ricondotta all’ovile se la scelta è stata quella di
allontanarsi.

Ben 3 qui pastori kriofori? Riferimento trinitario?

Cubicolo velatio, catacombe PRISCILLA.


colombe sugli alberi con nel becco ramoscelli di ulivo. Ripresa noè nell’umanità che ha peccato.
In basso una pecora ed uno un capro. Potrebbe esssere che il buon pastore va a recuperare la bestia se
questo poi sta al richiamo della voce. Differenziazione tra pecore e capri distinzione momento del giudizio
con CAPRI DX e PEC SX

Affresco Cimitero Maius, abbiamo 3 raffigurazioni di pastori. SX pastore che munge e raccoglie latte, al
centro un orante, a dx pastore e pecora dormiente. VISIONE PARADISO PERPETUA che vede anziano nel
giardino che munge e le dà da mangiare un pezzettino di formaggio ricavato dalla mungitura. Scena di
premio e beatitudine.
Classica iconografia, mano destra latte, colui che nutre, figura cristologica.

AFFRESCHI PAOLECR DOURA EUROPOS

Mausoleo galla placidia, SCENA SEMPRE Più EDENICA. Non si ha più il bastone ma si è trasformato nella
croce. Simbologia chiarissima. Inoltre SANDALI, simbolo dell’incarnazione. Si parla nei teologi dell’impronta
dei calzari di Dio sulla terra contro le eresie che non ammettono la carnalità.
Palma rimanda all’ingresso a Gerusalemme.

Sarcofago di Giona, profeta ribelle che non vuole profetare


bestie feroci peccati dell’uomo

Clemene Alessandrino  Gesù aveva domato le bestie (vizi)


Eusebio  paragona orfeo che incanta bestie feroci sul suo cammino alla parola del redentore. BELVE
DOMATE superamento natura animalesca dell’uomo.

TERTULLIANO
PASSIO PERPETUE ambientata in africa, terre dei montanisti. La donna vuole recitare un suo ruolo, dato che
montanismo glielo concede, le include tra le profetesse dell’ultima era. Visto che si era prossimi all’era della
fine anche la voce della figlia avrebbe potuto parlare attraverso lo spirito santo la cui presenza attraversa
tempi ultimi. Da qui le donne che non vogliono velarsi il capo per dimostrare la loro verginità, per costituire
un ordine gerarchico nella chiesa accanto a quello delle vedove.
Questione femminile trova molto spazio in chiesa d’africa.

Fine II culti animisti, misterici, disparati, comunità ebraiche. Sfondo religioso non sincretistico ma
multiforme.
180 a Scillium presso Cartagine avvenne il processo ed esecuzione alcuni martiri. ATTI DEI MARTIRI
SCILLITANI.
197 leggendo un’opera di tertulliano, la SCAPULA, capiamo che cristianesimo nonostante sopravvivenza
culti arcaici si era sviluppato anche tra le classi sociali elevate, prendendo campo anche tra matronee
signori. Inoltre chiesa africana assai tenuta in conto. Tra tutte più interpreta lo spirito del cristianesimo in
senso rigido, caratteristica oltranzista e intransigente che la spingerà nelle braccia degli arabi e della loro
religione.
Comunque asai tenuta in conto, i religiosi dall’africa erano assai rispettati (Vittore).
primi cristiani giunti in africa provenivano da Roma. Si è trattato di una COLONIZZAZIONE dalla penisola.

La patristica (Tertulliano eretico, montanista e poi tertullianista) hanno trattati che hanno costituito fino
alla pronuncia dei dogni uma parte di quella traditio patrum che in mancanza di una costituzione, di un
dogma, veniva ad essere il punto di riferimento al quale ispirarsi. IRONICO, in ambito cristologia alcune cose
di tertulliano furono a lungo rispettate e furono inglobate a NICEA.
Scrisse trattati polemici contro ebrei e pagani, opere apologetiche.
Testi che possono essere kessi a confronto con testi agiografici. Trattatistica e letteratura devozionale
devono essere associati, poiché danno letture di un momento della storia del cristianesimo sotto ottiche
differenti per diverso GENERE  veicolano stessi contenuti.
Passio Perpetua qui vista in correlazione all’esposizione tertullianea.
Ma la sua opera… era premontanista o montanista?
Non c’è stata in lui una frattura, bensì lenta esasperazione del modo di vedere il cristianesimo ma che era
già preannunciata nei suoi primi scritti.
Guardare cosa scrisse sulla donna mette in luce più chiaramente il suo rigorismo: punto di visione
privilegiato per la sua urgenza escatologica. IL TEMPO STA PER FINIRE.
Eva, prima a peccare, perciò la donna deve essere la prima da redimere. Alle donne scrive intorno al
202,203 data pressappoco della P.P. scrive DE CULTO FEMMINARUM contro chi si imbelletta AD UXOREM
sulla possibilità secondo matrimonio, riveduto e corretto fino al DE MONOGAMIA, ci può essere un solo
matrimonio e, visti i tempi, sarebbe anxi meglio non sposarsi. Radicalizzazione del pensiero di Paolo nei
confronti della donna per questa urgenza della fine prossima

CORPO

De culto deminarum, de virginibus velaNDIS, OPERE A CARATTERE MORALI E DISCIPLINARI. A QUEST’EPOCA


NON C’ERA Né DOGMA Né NORME DI VITA. ESSE ANDAVANO VIA VIA DEFINITE E VALEVANO QUELLE DELLA
TRADIZIONE CHE LE PRIME CHIESE AVEVANO MESSO IN PRATICA ED ERANO STATE POI IMITATE. La
tradizione più antica è quella di maggior valore.
Per tertulliano bisogna redimere senza dobbio la donna nella carne. Pfrese di mira le contraffazioni della
bellezza e poi prescrive a tutte le donne il velo. Partendo dalla polemica delle vergini che non vogliono
portare il velo giunge alla psizione intransigente che prescrive a tutte le donne il velo.
Non enfatizzare bellezza naturale
Coprire ogni attrattiva e neutralizzarla.
DE CULTO: donne colpevoli perché eredi di Eva e vittime dei demoni caduti che si erano unite alle figlie
degli uomini  rivelano loro le artes, gli strumenti per imbellettarsi: arti delle miniere, ossia i
gioielli , trucchi et simila

Allo stesso tempo tuttavia non dobbiamo pensare a una visione della carne e del corpo come qualcosa di
negativo. Corpo è buono è strumento dato da Dio per riscattare dal peccato. TUTTAVIA TENDENZA
ALL’ENCRATISMO. TENDENZA ESCATOLOGICA.  va sempre preservata di conseguenza la bontà della
carne.

La chiesa non era scisamtica come un secolo dopo con Donato di cartagine. LA chiesa all’epoca ERA
montanista. Coesistono frange montaniste e cattoliche insieme e unite. Non si aveva una frattura come
succederò+à all’epoca di agostino, anzi erano maggiori le chiese montaniste che quelle cattoliche.

REDATTORE PASSIO P. CHIARAMENTE MONTANISTA.

Colpa di Eva fa si che la donna sia una peccatrice. Condiziona tutte le sue figlie.
Tertulliani nei suoi scritti auspica per le donne il martirio per riscattare la colpa. Stesso concetto PP 
perfezione in Cristo però va olte il sesso.

DE CULTU FEM
Registro di accusa totale, accusa la donna di essere la porta del diavolo, di aver spezzato il sigillo dell’albero
e aver trasgredito la legge divuna. DONNA IN STATO DI REATUS, nella colpa.
Così, sulla scia di San Paolo, perchhè sono idee preesistenti e giusto esasperate. Uomo immagine di dio e
donna immagine dell’uomo. Capokdella donna dio, capol della donna l’uomo, la donna quindi deve velare il
capo come simbolo di sottomissione al marito.
COSì tertulliano nega alla donna la prerogativa di donna a immagine di dio. Nella catena la donna è l’anello
debole, subalterna a tutti.
COPA E GRAZIA
Donne degne della grazia dello spirito, di leggere e avere visioni. Non in Tertulliano. In lui c’è solo la colpa
perché in questo secolo la sentenza di dio è ancora imperante. Anche quando parla delle virtutes di una
donna, ne parla mome MULIERS VIRILI esse riescono a conseguire una vittoria virile sulla sessualità.
Superano la proria valenza inferiore sessuale, raggiungono la parità con l’uomo solo con l’imitatio christi.
IMMAGO CHRISTI o IMMAGO DEI toglie l’infermità.
Le appartengono costanza, parrhesia, parla attraverso l’ispirazione.

Sembrano inconciliabili: colpevolizzazione e elevazione. Testo agiografico più immediato, non corrisponde
ai filtri che corrispondono ad un trattato morale. La passio parla con l’exemplum, mentre in tertullianoa
bbiamo discorso all’ars suasoria per convincer le destinatarie a seguire i consigli attraverso minacce e
facendo perno sul senso di colpa.
Nella realtà le donne erano verosimilmente meno passive di quanto Tertulliano aveva voluto. Esse avevno
messo in pratica tentativi di rivendicare la propria autonimia rispetto all’uomo, basti vedere solo perpetua
contro quanti uomini.
Lo stesso lo insua la rivolta del velo, le quali volevano togliere il velo come simbolo di riconoscimento. Velo
prescritto a tutte le ragazze dopo 14 anni: ostentano con la testa nuda la propria verginjità.

TENTATIVO DI EMANCIPARSI ALMENO DENTRO LA COMUNITà. Volevano uscire dalla strettoia dei costumi
all’interno del loro status. Assorbivano dal vangelo il riscatto cel proprio ruolo di donna, degli ultimi.
PAOLO velo giogo della sottomissione femminile
VERGINI: non vogliono essere sottomesse e quindi non vogliono il velo.

POLEMICA interna alcuni acconsentivano.