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Nome: Damakos

Nome finto (che usa con gli estranei): Tormento


Razza: Tiefling
Classe: Warlock
Sesso: Maschio
Età: 15/16 anni
Difetto: Ailurofobia (paura dei gatti, l'ho cercata apposta su Google xd)
Colore pelle: Rosso con sfumature violacee

Storia:
Nella società dei tiefling, vi è una divisione in caste. La casta più alta è quella
dei soldati, alla quale possono accedere solamente i primogeniti di ogni famiglia,
maschi o femmine che siano. Io, essendo secondogenito ed avendo un fratello
maggiore nell'esercito, la mia famiglia decide di iniziarmi allo studio della
religione, essendo i chierici la seconda casta della società per importanza. Qui
uno dei miei maestri decide di prendermi sotto la sua ala protettiva, iniziando a
"riempirmi la testa di bugie". Mi convince che i chierici non sono così importanti
come si crede e che non hanno altra utilità se non quella di tenere in vita i
soldati durante le battaglie, lasciando a loro tutta la gloria sebbene abbiano
fatto la maggior parte del lavoro. Mi dice quindi che esistono altre creature, al
pari o addirittura più potenti delle divinità, di cui la chiesa ha paura (i patroni
dei warock per intenderci). Quindi mi convince che ho del potenziale e che per me è
meglio diventare "autonomo" in battaglia attingendo al potere di un patrono (nel
mio caso specifico pensavo al Grande Antico). Mi dice quindi che per farlo devo
accettare che lo spirito entri dentro di me ed attraverso un particolare rituale
riesco a suggellare il patto. Ma il mio maestro, prontamente, una volta che il
Grande Antico entra nel mio corpo, lo imprigiona al mio interno, così da non
permettergli di tornare nella sua dimensione. Il Grande Antico si incazza e lo
uccide, prendendo il controllo del mio corpo. Non appena però le guardie arrivano
per vedere cosa fossero questi strani rumori, io ritorno in me e non capendo cosa
sia successo mi ritrovo improvvisamente accerchiato dalle guardie, tra cui mio
fratello. Cominciano a portarmi via e come gesto solito della società tiefling mi
tagliano un corno per "marchiarmi" come uno che è stato in prigione e che non è
stato proprio un santo ecco. Lì il Grande Antico riprende il controllo del mio
corpo e riesce a liberarmi dalle guardie. Mi riprendo, prendo il mio corno a terra
e minacciando le guardie con questo me la svigno il più velocemente possibile
scappando dalla città e nascondendomi dove posso. Rimango qualche giorno nascosto,
cercando di comunicare con il Grande Antico che mi propone un patto: lui mi lascia
i suoi poteri, ma in cambio io dovrò aiutarlo a tornare nella sua dimensione.
Ovviamente non dicendomi che in realtà quello che vuole è solo liberarsi dal mio
corpo e prendere il controllo di questo piano esistenziale.
Quindi in poche parole lui finge di aiutarmi a tornare a casa e trovare un
fantomatico colpevole dell'omicidio del mio maestro che in realtà non esiste (dato
che è stato proprio il Grande Antico, ma il mio PG non lo sa dato che era lo
spirito a controllare il suo corpo in quel momento). L'idea è quindi di un
personaggio bipolare, che alterna momenti di "lucidità" a momenti in cui il Grande
Antico prende il controllo del suo corpo. Immagina un po' come Crona e Ragnarok di
Soul Eater se ti ricordi per intenderci.

Allineamento (lo scrivo ora perchè sennò non si sarebbe capito prima di spiegare la
"bipolarità"): Buono-Caotico quando sono normale e Malvagio-Neutrale (o Malvagio-
Caotico ma forse è eccessivo) quando sono sotto il controllo del Grande Antico.
L'unica cosa che distingue i due momenti è il colore degli occhi, ovvero dorati
quando sono normale e neri quando sono sotto il suo controllo
Note: per far sì che tutto abbia un senso, una particolare idea che avevo in mente
era di fare che fino al momento in cui il Grande Antico non entra nel mio corpo,
aveva un patto con il mio maestro in cui lo aveva obbligato a cercare un "vascello"
nel quale potersi inserire per poi arrivare nel piano di esistenza terreno. A quel
punto, sapendo della pericolosità del Grande Antico, ha deciso di ribellarsi e di
imprigionarlo all'interno del mio corpo.