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Mattina presto in camera, fuori è ancora buio, Tizio è seduto alla


scrivania davanti ai libri, sovrappensiero.
Si intravedono le prime luci dell’alba dalla finestra e, poco dopo,
si sente il suono /distante/ della sveglia; Tizio si alza ed esce
dalla stanza. //dettaglio su porta che si chiude? – transazione a
nero – suono del bollitore che fischia (inizia quando lo schermo è
ancora nero) – dettaglio sul bollitore + madre spegne il fuoco e
mette l’acqua nella tazza //
Tizio arriva in cucina e si siede /a capo tavola?/

Madre:- Buongiorno!
Tizio:- ‘Giorno. – Tono scocciato/giù di morale

La madre gli porta il tè a tavola. //inquadrature basso-alto/alto-


basso per sottolineare contrasto tra lui e la madre/senso di
oppressione – attenzione ai 180 gradi//

Madre:- Dormito bene?


Lui:- Ma sì dai.

Qualche secondo di silenzio,/ madre si siede al posto vicino a lui


con la propria tazza?/ lui guarda la tazza. //Io direi che lui sta
a capotavola e la madre si siede di lato (sempre vicino a lui obv)

Madre:- Allora? Sei pronto?


Lui:- Seh – Continua a tenere lo sguardo sulla tazza mentre gira il
cucchiaino.
Madre:- Dai, anche tuo fratello era agitato quando ha dovuto dare
questo esame.. eppure questo non gli ha impedito di arrivare dov’è
ora.
Lui:- Mh..
Madre:- Ma dai, andrai benissimo! – si alza e posa la propria tazza
– Non ho dubbi.
Lui: Fa un mezzo sorrisetto alla madre, guarda l’ora – Si è fatto
tardi, vado. – Si alza e si avvicina allo zaino /sul divano?
Poggiato a terra vicino alla porta?/, chiude lo zaino, mette la
giacca /ripresa da dietro?/ //Ci sta, magari mentre se la tira su
dopo che ha infilato le braccia nelle maniche (non so se mi
spiego), chiude la giacca, esce e chiude la porta /best known as
tintintin/.

Cammina sul viale di casa con le mani in tasca. //alternanza tra


primo piano e mezza figura (?) – ripresa da dietro di lui che
svanisce nell’orizzonte della discesa del viale di casa Cattini –
dissolvenza a nero//
//Inquadrature singole random esterno della stazione di Velletri//
Tizio arriva davanti al treno ed esita a salire finché non sente il
suono che lo avvisa del fatto che le porte si stanno per chiudere,
dunque entra //inquadratura da dietro + porte che si chiudono? //
Cammina nel corridoio e si siede ai posti a quattro, vicino al
finestrino //la fotocamera lo segue + rotazione quando si siede//
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Tizio è perso nei suoi pensieri mentre guarda il finestrino.

Amico:- È libero?
Tizio:- Certo! – afferma mentre si gira verso il suo interlocutore
Amico:- Oh ma sei tu, ciao! Oddio non ti vedo da una vita, come
stai? – dopo averlo riconosciuto e mentre si siede di fronte a lui.
Tizio:- Ohi ciao! Ma bene dai, sto solo un po’ stressato per gli
esami, tu?
Amico:- Lasciamo stare, io pure ne ho uno oggi, ho fatto un
chiusone sti giorni.. Però devo dire che non mi è dispiaciuto, ho
portato pure un progettino, spero di passarlo con un bel voto. Tu
che stai dando?
Tizio:- Anatomia 1, un mezzo incubo.
Amico:- Dai, non sarà così difficile..
Tizio:- Beh abbastanza, calcola anche mio fratello l’ha dovuto
ridare..
Amico:- Ma se si è laureato in corso con la lode – Mezzo confuso
Tizio:- Beh, succede anche ai migliori – accenna una mezza risata
insieme all’amico
Amico:- E tu farai lo stesso? /allusivo/
Tizio:- Vorrei..
Amico:- Vorresti? -Tizio non risponde- Non ti vedo troppo convinto.
Tizio:- No.
Amico:- Perché lo fai allora?
Tizio:- Perché lo faccio? – Tono di voce basso
Amico:- Perché non vuoi deluderli. – pausa – Ma così non deludi te
stesso?

Tizio alza la testa sconvolto, ma l’amico non c’è più. //raccordo


sullo sguardo// Si sente la voce del treno che “SIAMO IN ARRIVO A
ROMA TERMINI”.

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//Tizio seduto sul treno – dissolvenza a nero – taglio a J audio
metro – Tizio seduto pensoso sulla metro/auto //

Tizio cammina sul viale dell’uni (dietro T6) //ripresa da dietro//


Entra nell’atrio della T6 e cammina verso l’aula //ripresa da
dietro, seguito davanti la T6//
Si guarda intorno, guarda il nome dell’aula, guarda l’ora, il
foglio appeso alla porta etc //ripresa di lato//
Prende la maniglia, guarda ancora la porta/la propria mano sulla
maniglia, sospira, lascia cadere la mano e se ne va
//l’inquadratura rimane fissa//.

The end

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