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ITALO SVEVO (n. Trieste 1861-m.

1928) ETTORE SCHMITZ


1880-92 prima fase teatro
1892 primo romanzo Una vita
1898 Senilità esce a puntate su L'indipendente – insuccesso → abbandona letteratura, periodo di silenzio
1905 incontra James Joyce che insegna inglese a Trieste
1908-10 viene a conoscenza di Freud e psicoanalisi
1912 Terzetto spezzato, unico lavoro teatrale ad essere rappresentato in vita
1919 La coscienza di Zeno (pubbl. 1923; Joyce e Montale ne riconoscono la grandezza)
1928 muore per incidente d'auto
Originalità Svevo
-situazione Trieste (Trieste del tardo Ottocento ancora all'Impero austriaco – Trieste mitteleuropea)
-origine ebraica
-intellettuale non professionista (tra vita borghese e letteratura)
-uomo d'affari → apertura europea
Lo pseudonimo → allude a sua posizione intermedia tra mondo italiano (Italo) e germanico (Svevo)
RIFERIMENTI a Schopenhauer – osservare “volontà umana”- Leopardi e Nietzsche – ateismo materialistico e
pessimistico, carica radicale e negativa Freud, Darwin
La malattia come sola possibilità di essere dell'io → il personaggio moderno è “malato”, rinuncia a eroismo
L'inchiesta dell'io su di sé → prospettiva psicoanalitica è strumento la nevrosi → con le sue manifestazioni
Zeno è immagine nevrotica dell'uomo contemporaneo
la psicoanalisi come strumento di conoscenza – non come cura – guarigione non esiste
la malattia come strumento di conoscenza → scrivere è:
a) cercarne le ragioni
b) ma anche invenzione (linguaggio è falsificazione) l'uomo si immerge in gioco di inganni e autoinganni
incombenza della guerra segna La coscienza di Zeno
Esprime condizione moderna dell'”uomo senza qualità”, della vita borghese.
Critica verso illusioni della vita sociale no sacralità dell'arte la letteratura non indica valori assoluti – ma strumento di
conoscenza
Vicino a Pirandello (ma P. nasce da conflitto arcaico e moderno del mondo siciliano, e ha tentazione di riaffermare
nel finale di carriera, miti e valori assoluti), ma Svevo è più aperto (non essendo intellettuale professionista)
Monologo interiore – il flusso di pensieri della mente del personaggio non è flusso di coscienza (stream of
consciousness) → Uylisse di Joyce (appare 1 anno prima di Coscienza di Zeno)
-) Una vita – pubbl. a spese dell'autore 1892
Titolo originario Un inetto → sulla monotonia della vita impiegatizia- la critica ha poca attenzione
→ 1° volta in letteratura italiana figura inetto, mediocre, destinato al fallimento
→ Influsso romanzo naturalista francese (ricostruzione minuziosa dell'ambiente) (Balzac, Flaubert, Zola)
→ narrazione tradizionale in terza persona e rispetta ordine cronologico dei fatti vita come spietata lotta per esistenza
in cui solo i più forti riescono (Darwin)
Alfonso Nitti, impiegato di banca con passione letteraria; amore per Annetta, figlia del principale;
schiacciato da propria incapacità, si suicida. S. nutriva sfiducia in progresso
-) Senilità pubbl. 1898 – ignorata da critica – ed. definitiva nel 1927→ anche qui spunti autobiografici e figura inetto
Emilio Brentani, impiegato con vita monotona, inetto, vive precoce vecchiaia (senilità)
– mediocre esistenza e illusorie speranze di riscatto
→ in ordine cronologico, con voce narrante in terza persona, punto di vista di Emilio è principale
ironia per svelare le contraddizioni del personaggio
→ ambiente è sfondo, centro è scavo psicologico → abbandona tecniche naturaliste
TRAMA: Emilio Brentani, impiegato modesto, passione letteratura, vive con sorella Amalia, invidia per scultore
Balli; Emilio si innamora di Angiolina; lei bugie; lui vuole lasciarla; scopre sorella innamorata di Balli; Balli di
Angiolina; riavvicinata a Emilio; Amalia abusa di etere, squilibri; chiude con Angiolina; Amalia muore;
allontanamento del Balli; Emilio confonde nel ricordo Amalia con Angiolina → nasce autoinganno, donna bella e
giovane come Angiolina, e buona e mite come Amalia.

-) La coscienza di Zeno 1923 (62 anni) -


→ romanzo intorno a nuclei tematici e non su vicenda
→ narrazione in prima persona
→ scavo psicologico protagonista è profondo
Dopo eroi romantici e decadenti → inadeguatezza dell'uomo alla vita
In Coscienza di Zeno → introdotto nuovo elemento per inetto → Nevrosi, la nevrosi crea disagio esistenza
ma smaschera le falsità della realtà borghese, solo all'apparenza sana e equilibrata Zeno non è uno
sconfitto, ma un antieroe alla fine consapevole della propria malattia
Zeno rappresenta la condizione nevrotica dell'uomo moderno
Da Joyce: Svevo aveva letto l'Ulisse, appreso la tecnica del “flusso di coscienza”, pensieri senza controllo
razionale; → S. preferì il monologo interiore perché più logico
Da Balzac - riprese narrazione naturalistica – primi romanzi Influenzato da filosofo Bergson
Da Proust – il fluire della memoria che ripercorre il passato per prenderne coscienza
S. riteneva però impossibile recuperare il tempo perduto e salvarlo nella memoria Interesse per la
psicoanalisi di Freud -
sotto la zona della razionalità e della consapevolezza → c'è la vasta zona dell'inconscio pulsioni che l'Io
vuole tenere a freno – ma che mandano segnali tramite sogni, lapsus, atti mancati e motti di spirito
nel caso di malattie psichiche → inconscio si manifesta con ossessioni, fobie, tic, nevrosi le pulsioni
censurate sono di quale tipo? Di natura sessuale: primo trauma infantile: immaginare di vedere i genitori
mentre fanno l'amore. Bambino maschio innamorato della madre, la bambina del padre
→ odio per il genitore dello stesso sesso, che sottrae l'oggetto del desiderio → complesso di Edipo
dopo fase edipica, il bambino si identifica col padre poi, superata questa fase, diventa individuo
autonomo. Alcuni momenti li ha nascosti nell'inconscio
Secondo il dottor S.: Zeno vede la madre in ogni donna e il padre in ogni rivale, serve accettarsi
per quello che è e liberarsi dai sensi di colpa

8 capitoli:-Prefazione (1) → il dottor S. dichiara di voler pubblicare per vendetta le memorie perché Zeno si è
sottratto a cura
-Preambolo (2) → scritto da Zeno – difficoltà per recuperare la memoria
-le memorie di Zeno – non secondo ordine cronologico ma nuclei tematici (3-7)
-pagine di un diario che Zeno invia al proprio psicanalista (8) si sottopone a cura psicanalitica e scrive propria
autobiografia la scrittura è terapia.
Nuclei:
-fumo – proposito mai realizzato – l'ultima sigaretta → liberarsi del fumo significa liberarsi da malattia, salute
psichica è l'obiettivo a livello razionale, ma nell'inconscio vuole rimandare il tempo della responsabilità adulta
il distacco dal padre non avviene → Zeno, fumando, continua a ribellarsi all'autorità del padre – non ne può fare
a meno, quel ruolo poi passato a moglie Augusta
-morte di mio padre – ripetute dichiarazioni di affetto, ma si avverte ostilità, una verità inconfessabile: ha
desiderato la morte del padre, per togliersi quell'agonia, schiaffo, ultimo gesto del padre morente – il padre ne era
cosciente? In Zeno senso di colpa dentro di sé costruisce immagine diversa del padre, uomo debole e buono,
processo di “innocentizzazione” per far tacere il proprio rimorso
-storia del mio matrimonio – pur essendo innamorata di Ada, sposa la sorella Augusta; matrimonio comunque
felice per merito di lei; Ada si sposa con Guido Speier, ricco, bello, violinista, che Zeno ha sempre detestato
-la moglie e l'amante – Zeno tradisce la moglie con Carla; vorrebbe interrompere relazione ma non ci riesce
-storia di un'associazione commerciale lavora con cognato Guido
Zeno scopre che il socio non sa condurre affari, rischio fallimento Guido suicida –
Zeno salva l'impresa – Ada ha tranquillità finanziaria ma al funerale di Guido,
sbaglia funerale (atto mancato, voluto da inconscio) Ada intuisce però verità: Zeno
ha odiato Guido senza esserne consapevole
Ada parte; il commiato sembra quello di padre ,non può più dimostrare sua innocenza
-psicoanalisi – Zeno, dopo mesi di cura psicoanalitica, si sente peggio – sospende terapia – brillanti successi
in affari, si persuade di essere sano, cosa non vera
si chiude con visione apocalittica di una catastrofe per opera di un uomo «più ammalato» degli altri che fa
esplodere ordigno – la terra torna nebulosa, priva di parassiti e malattie.
Il Narratore non è onnisciente, ne sa quanto il personaggio
-narra in prima persona - punto di vista interno alla coscienza di Zeno
-Zeno che scrive a 57 anni (io narrante) è diverso da quello che era in giovinezza (io narrato)
-è inoltre narratore inattendibile → dottor S. in prima pagina: «tante verità e bugie» accumulate nelle
memorie del paziente
→ perché Zeno ha alterato i fatti?
→ Perché si sente giudicato dal medico e vuole mostrargli sua innocenza
Uso del monologo interiore
diversi piani temporali → alternanza tempo passato e presente – il capitolo “fumo” copre 20 anni.
Il tempo della coscienza è un tempo misto, diverso è anche il tempo degli eventi dal tempo del racconto
La lingua: espressioni dialettali triestine, tedesco, toscane – Svevo non scriveva male, ma ha usato
“consapevolmente” una lingua non letteraria
Ironia → costruisce la sua “innocenza”, sminuendo azioni
Scopo: smascherare inganni e false apparenze della normalità borghese