Sei sulla pagina 1di 3

Questi sono i punti che vorrei toccare nell’intervista. Te li lascio quì, poi verranno “limati” a livello formale.

Quando mi avrai mandato un documento con tutte le risposte, le “rimonterò” assieme e attenderò una tua
conferma sulla forma prima di condividere l’articolo :)

Chi sei? (a livello professionale in funzione dell’argomento di cui stiamo parlando)

Mi presento: sono Andrea Conti, Presidente della Scuola d'Arme Fiore dei Liberi (www.fioredeliberi.it) e
socio fondatore di Società Italiana Scherma. Sono un appassionato e praticante di Scherma storica da
ormai 13 anni, in più Maestro diplomatomi all'Accademia Nazionale di Scherma. Non mi piace molto parlare
di me, non tanto per stopposo carattere, ma più per voluta concretezza di intenti, che mi “perplimono” nel
riempire di righe questa risposta con il mio curriculum.
Detto questo, ti ringrazio Gianmario per avermi coinvolto in questo tuo progetto e ti faccio i complimenti per
il lavoro interessante che stai svolgendo a cui ho avuto il piacere di seguire sin dagli inizi.

Parlaci brevemente di questa disciplina: le sue origini storiche, dove è oggi praticata in italia e da
quanto tempo.

La Scherma storica, per lo più conosciuta anche con l'acronimo HEMA (Historical European Martial Arts)
consiste nel recupero della tradizione marziale europea tramite lo studio teorico e pratico di tutti quei
documenti, composti per la maggior parte da manoscritti o trattati stampati, portati alla luce dai Maestri
d'Arme del tempo prima della codifica attuale della Scherma sportiva. Sebbene stiamo parlando di un arco
temporale di almeno seicento anni, sicuramente i trattati maggiormente studiati provengono dal XV e XVI
secolo. Ciò che la differenzia dalla Scherma olimpica o sportiva consiste nella finalità non di fare punto ma
di ferire senza essere feriti, una più ampia tipologia di armi e strumenti rispetto alle “tre armi FIE” (fioretto,
spada e sciabola), ed il contatto fisico come il combattimento corpo a corpo.
Ovviamente nella sua applicazione finalizzata ai tornei, che la conducono alla medesima concezione di fare
punto della Scherma sportiva, dai tratti quindi più moderni rispetto all'antico duello vero e proprio, la
conduzione tattico/strategica di un torneo di Scherma storica può attingere alle conoscenze ed alle
competenze della più moderna Scherma olimpica.

In Italia è praticata ormai ovunque a grandi linee, sebbene la situazione attuale non possa non riflettere altri
aspetti che caratterizzano il panorama nazionale, che vedono una maggiore diffusione della nostra
disciplina al nord Italia rispetto al meridione o alle isole.
Credo che, ormai prossimi al 2020, sia sufficiente una rapida ricerca su Google per trovare una Sala
d'Arme a qualche fermata di metropolitana nel caso si viva in una grande metropoli o a 20/30 minuti di
macchina nel caso si risieda in centri abitati più piccoli.

La Scherma storica, che potrebbe essere definita come “una nuova vecchia disciplina”, ha avuto la sua
riscoperta verso la prima metà degli anni '90 per mano di alcuni che potrebbero essere definiti dei veri e
propri “pionieri”, seppur con tutti i limiti del tempo e del caso. Stiamo parlando di riportare in auge una
tradizione ormai interrotta. Ed è innegabile che a distanza ormai di venti anni il risultato sia estremamente
interessante oltre che valido per come si è evoluta la disciplina.

Quali sono le attrezzature tipiche richieste da questa disciplina?

Allo stato attuale, la Scherma storica dispone fortunatamente di una serie di attrezzature specifiche.
Queste possono variare a seconda del secolo studiato, ma ormai tutto si è reso in qualche modo standard.

Nello specifico parliamo di una maschera, giubba imbottita e guanti, pantaloni imbottiti e schinieri, prodotti
da ditte specializzate. Per quanto riguarda le “armi” da utilizzare, cioè i simulacri sportivi privi di filo e di
punta che vanno a replicare in peso, forme e bilanciamento le armi storiche, anch'esse sono prodotte da
ditte specializzate.
Sulla loro tipologia, questa varia sicuramente a seconda del periodo studiato: i manoscritti del XV secolo
diretti ad una ben definita classe sociale nobiliare, vedono e prevedono l'utilizzo delle armi “cavalleresche”
come può essere la più iconica spada soprattutto se impugnata a due mani, le armi inastate da utilizzare a
piedi ed a cavallo, ma anche strumenti per forme di combattimento più ravvicinato come l'utilizzo della daga
a rondelle.
Nel secolo successivo i trattati, e non più manoscritti, sia per diffusione che per “bacino di utenza”
cominciano a discostarsi mostrando l'utilizzo di armi non più per forza legati allo steccato o alla guerra. I
trattati di area italiana affidano all'abbinamento Spada e Brocchiero il ruolo di strumento propedeutico al
combattimento, quando in area germanica continuerà per tradizione ad essere la Spada a due mani fin
quando proprio le nuove teorie e forme di combattimento provenienti dall'Italia riusciranno a scardinare del
tutto la tradizione medievale.

Quali sono leggende metropolitane più diffuse sulla tua disciplina? Puoi sfatarcene qualcuna?

Più che leggende le definirei “falsi miti” dovuti ad una errata concezione delle armi bianche, provenienti per
lo più da quella che potrebbe essere definita come “cultura popolare di intrattenimento”. Il primo falso mito
che mi viene in mente, ad esempio, è quello sulla Zweihander. Tralasciando che si tratti di un nome
sbagliato oltre che non storico (quello corretto sarebbe “Schlachtschwert”), l'idea comune vede questo
Spadone pesare 10 se non 20 chilogrammi. Stiamo parlando di uno strumento che raramente supera i 3,5
chilogrammi in realtà. Reperti storici di “Zweihander” più pesanti e dalle forme più elaborate sicuramente
esistono, ma è necessario comprendere che spesso si tratta di modelli ornamentali da parata che con l'uso
bellico vero e proprio non hanno nulla a che fare.

L'anno scorso è uscito Kingdom Come Deliverance, videogioco di una piccola casa della
Repubblica Ceca che mira a proporre un'avventura eroica in una Boemia del '400 realistica e priva
dei classici stilemi fantasy (il motto è "dungeons & no dragons").
Il gioco, data anche la dimensione ristretta del team di sviluppo, ha alcune falle tecniche ma vanta
un certo studio di fondo sull'uso della spada, con tanto di "colpi da maestro". Ovviamente è pur
sempre un gioco con delle limitazioni, come per esempio cinque definite direzioni di attacco come
si può vedere da questo video. Tralasciando che i due personaggi duellano in armatura, cosa ne
pensi della riproduzione di questo stile schermistico all'interno del gioco?

https://youtu.be/dZUW11V1sFo

Allora, ho avuto il piacere di “giuochicchiare” con il suddetto titolo al momento della sua uscita sul mercato.
Sfortunatamente, poiché le giornate non sono composte da 36 ore, non ho avuto occasione di proseguire
la partita iniziata. Per quel poco che ho avuto modo di provare, devo dire che il titolo merita molto, e lo dico
senza alcuna cognizione di causa su quali possono essere state le recensioni in merito.
Per quanto riguarda la modalità di combattimento devo dire che mi ha positivamente colpito la voluta
ricerca di forme di combattimento storiche basandosi sui trattati di scherma. Le fonti e le gestualità sono
corrette oltre che limpide. Mi permetto giusto un po' di pignoleria nello storcere il naso vedendo la non
sostanziale differenza quando si combatte in armatura e senza, così come l'utilizzo di alcune azioni che
sarebbero inutili e/o difficilmente concepibili per via delle restrizioni derivanti dall'indossare un'armatura.

"Di recente il tuo lavoro ti ha portato a collaborare con il portale Zhistorica. Parlaci del libro che hai
scritto"

Grazie all'editore Zhistorica (http://zweilawyer.com/) avrò il piacere di pubblicare il mio primo libro sulla
Scherma Storica. Non potevo non cominciare se non con la fonte più importante e più cronologicamente
antica: cioè Fiore dei Liberi.
Questo primo libro sarà incentrato sulla Spada a due mani, e prevede un'analisi del sistema di
combattimento con commentario tecnico cercando di descrivere il più possibile quanto è chiaramente
palesato nel manoscritto senza tralasciare le zone d'ombra. I libri successivi tratteranno le altre parti del
manoscritto Fior di Battaglia con la collaborazione di persone amiche competenti.
Per coloro che sono interessati alla mia pubblicazione cartacea, questa sarà disponibile a partire dalla
seconda metà di novembre 2019.
Potete rimanere aggiornati seguendo la pagina FB di Zhistorica (https://www.facebook.com/zhistorica/).