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l Venezuela (nome ufficiale in spagnolo: República Bolivariana de Venezuela; in italiano: Repubblica

Bolivariana del Venezuela) è una repubblica federale situata nel nord dell'America Meridionale. La
sua capitale è Caracas. Fa parte dell'America Latina o Latino-America.
Situata subito a nord dell'equatore, è considerato come uno dei paesi con la maggiore diversità
ecologica nel mondo. Abitata già in epoca precolombiana da gruppi tribali amerindi
come caribe e arawak, fu toccata da Cristoforo Colombo nel suo terzo viaggio nel 1498 e venne
inglobata nel vasto impero sudamericano spagnolo nel sedicesimo secolo, anche se il clima limitò
fortemente l'entità della colonizzazione. Fu il primo stato latinoamericano a emanciparsi dalla Corona
spagnola, proclamando formalmente il 5 luglio 1811 la propria indipendenza, che divenne effettiva solo
nel 1821.
Il Paese, oggi strutturato in 23 Stati e un distretto federale (attualmente definito Distrito Capital), è
delimitato a nord dal Mar dei Caraibi (che a sua volta comprende la frontiera marittima con
la Repubblica Dominicana, Aruba, Bonaire, Curaçao, Porto Rico, Isole Vergini americane, Isole Vergini
britanniche, Martinica, Guadalupa, Sint Maarten e Trinidad e Tobago), a est confina con la Guyana, a
sud e a sud-est con il Brasile, a ovest e a sud-ovest con la Colombia. Il Venezuela si estende su una
superficie terrestre totale di 916.445 km², comprensiva della cross continentale, dell'isola di Margarita e
delle Dipendenze federali venezuelane. Il punto più settentrionale del suo territorio è rappresentato
dall'isola di Aves. Il Paese esercita la sovranità su 860.000 km² di superficie marina sotto il
concetto Zona economica esclusiva. Il Venezuela ha anche una storica controversia territoriale con
la Guyana su una superficie di circa 159.500 chilometri quadrati compresi nella Guayana
Esequiba situata lungo il confine orientale, designata come Zona en Reclamación.
Dopo la proclamazione dell'indipendenza e per buona parte dell'Ottocento e della prima metà
del Novecento, a causa dell'instabilità interna e di una serie di lotte civili, il Venezuela non riuscì ad
avere uno sviluppo economico soddisfacente. Fu solo a partire dalla seconda metà degli anni
quaranta del Novecento, con la massiccia immigrazione europea (tra cui molti italiani) e lo sfruttamento
intensivo delle proprie risorse minerarie (e in particolare del petrolio) che cominciò rapidamente a
modernizzarsi, sperimentando una forte crescita economica. Sul finire degli anni cinquanta del XX
secolo, all'indomani della caduta del dittatore Marcos Pérez Jiménez (1958) si impose nel paese un
sistema di governo democratico, in vigore fino ai nostri giorni.
Il Venezuela è considerato un paese in via di sviluppo con un'economia basata principalmente sulle
operazioni di estrazione, raffinazione e commercializzazione del petrolio e di altre risorse minerarie.
L'agricoltura riveste ormai una scarsa importanza mentre l'industria ha avuto negli ultimi decenni uno
sviluppo diseguale (in gran parte è ancora un'industria di assemblaggio e montaggio).
La sua popolazione conta 31.775.371 abitanti in gran parte meticci nati dall'incrocio delle etnie indigene
sia con bianchi di origine generalmente ispanica sia con creoli e africani. Sono presenti nel Paese
anche molti europei (spagnoli, italiani e portoghesi in particolare) e loro discendenti, mentre gli indigeni
allo stato puro e gli asiatici rappresentano una parte trascurabile della popolazione. La multietnicità del
Venezuela ha fortemente influenzato sia la sua vita sociale e culturale sia l'arte. Danza nazionale è
lo joropo.
L'attuale capo dello Stato è Nicolás Maduro, nonostante il titolo sia contestato da Juan Guaidó. La
lingua ufficiale è lo spagnolo.

Indice

 1Toponomastica
 2Storia
o 2.1Epoca precolombiana
o 2.2Epoca coloniale
o 2.3Indipendenza
o 2.4La seconda guerra mondiale
o 2.5Il secondo dopoguerra
o 2.6Il governo bolivariano
 3Geografia
o 3.1Morfologia
o 3.2Idrografia
o 3.3Isole
o 3.4Clima
 4Popolazione
o 4.1Distribuzione e composizione
o 4.2La comunità italiana
o 4.3Religione
o 4.4Lingue
 4.4.1Lingua ufficiale
 4.4.2Lingue co-ufficiali
 4.4.3Altre lingue
 5Ordinamento dello Stato
o 5.1Suddivisioni storiche e amministrative
o 5.2Rivendicazioni territoriali
o 5.3Città principali (aree metropolitane)
o 5.4Istituzioni
 5.4.1Università
 5.4.2Ordinamento scolastico
 5.4.3Sistema sanitario
 5.4.4Forze armate
 6Politica
o 6.1Politica interna
o 6.2Politica estera
 7Economia
o 7.1Dimensione
 7.1.1Agricoltura
 7.1.2Allevamento
 7.1.3Industria
 7.1.4Crisi economica
o 7.2Moneta
o 7.3Esportazioni e importazioni
o 7.4Trasporti
o 7.5Turismo
 8Ambiente
o 8.1La salvaguardia dell'ambiente
 9Cultura
o 9.1Arte
o 9.2Letteratura
o 9.3Musica
o 9.4Scienza e tecnologia
 9.4.1Il Venezuela nello spazio
 10Gastronomia
 11Festività nazionali
 12Sport
o 12.1Giochi olimpici
 13Note
 14Voci correlate
 15Altri progetti
 16Collegamenti esterni

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]


L'esploratore italiano Amerigo Vespucci.

Il 30 maggio 1498, nel corso del terzo viaggio di Cristoforo Colombo, una flotta di sei imbarcazioni, al
comando dell'ammiraglio genovese raggiunse le coste dell'attuale Venezuela. Il 1º agosto, tre velieri
toccarono le coste del Venezuela nei pressi dell'isola di Trinidad. Entrarono nel Golfo di Paria, sulla
foce del Serpente o Dragon's Mouth. Senza saperlo, Cristoforo Colombo era giunto in Sud America.
L'esploratore la battezzò con il nome di Tierra de Gracia.
Il nome Venezuela è stato storicamente attribuito al navigatore italiano Amerigo Vespucci che navigò
sulla costa settentrionale del Sud America insieme ad Alonso de Ojeda nel 1499, nel corso di una
spedizione navale esplorativa che raggiunse la costa nord-occidentale del paese, ora nota come Golfo
del Venezuela. In quel viaggio, l'equipaggio osservò le costruzioni degli indigeni erette su palafitte di
legno fuori delle acque. Tali costruzioni ricordarono a Vespucci la città di Venezia, e lo ispirarono
nell'attribuire il nome di Venezziola o Venezuola alla regione. Il termine che in italiano rinascimentale
aveva il significato di piccola Venezia, si trasformò successivamente in spagnolo in Venezuela,
nonostante ciò, molti anziani veneziani (e veneti) sono soliti chiamarla con il nome rinascimentale[6].
Altre versioni, storicamente meno accreditate, affermano che il nome Venezuela sia di origine indigena
e non un diminutivo di Venezia. Tuttavia la prima versione rimane la più ampiamente accettata come
spiegazione sull'origine del nome del paese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Venezuela.

Epoca precolombiana[modifica | modifica wikitesto]


Si pensa che l'essere umano sia apparso nel territorio venezuelano circa 30.000 anni fa, provenienti
dall'Asia, dopo aver attraversato lo Stretto di Bering ed essersi diffuso in Nord America, e
dalla Polinesia, attraverso ondate di popoli arrivati su imbarcazioni primitive. I popoli indigeni primitivi
erano dediti a caccia, pesca e agricoltura, più o meno avanzata; alcuni gruppi coltivavano prodotti che
sono rimasti nel corso del tempo tra i più consumati del luogo, come mais, cacao, fagioli e yuca[7]. I
popoli cacciatori erano nomadi e si spostavano in continuazione, al contrario degli agricoltori, che
svolgevano un vita semisedentaria e che col tempo svilupparono delle civiltà avanzate, in grado di
lavorare la ceramica e di costruire opere come ad esempio argini di fiumi e dighe. I gruppi indigeni più
importanti erano i chibchas, che vivevano sulle Ande, i Caribe, situati in quasi tutte le regioni costiere, e
gli arawakos, stanziatisi in una parte della costa e più a sud[8].

Epoca coloniale[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Piccola Venezia.
Simón Bolívar, liberatore non solo del Venezuela, ma anche di Colombia, Panama, Ecuador, Bolivia e Perù.

Cristoforo Colombo scoprì la regione nel suo terzo viaggio, il 2 agosto 1498[8]. La Spagna inglobò il
Venezuela nel suo vasto impero americano nel corso del XVI secolo, anche se l'esplorazione del paese
poté dirsi compiuta solo nei primi decenni dell'Ottocento. Pochi spagnoli vi si trapiantarono per via del
clima subtropicale, preferendo generalmente vivere nelle montagne andine degli attuali stati
del Táchira, Mérida e Trujillo.
Un primo tentativo di colonizzazione tedesca del Venezuela venne realizzato nel XVI secolo dalla
famiglia tedesca di Anton e Bartholomeus Welser, per conto degli imperatori del Sacro Romano Impero
di Germania. Tra il 1528 e il 1556 la Germania acquisì di fatto nuovi territori in Venezuela. Altri punti
furono l'isola di Arguin lungo le coste atlantiche della Mauritania (acquisite dal Brandeburgo il 5 ottobre
1685, la Prussia le avrebbe perse il 7 marzo 1721 in favore della Francia). Il processo di colonizzazione
non fu senza incidenti: gli spagnoli combatterono numerose ribellioni di indigeni locali, la più importante
fu quella comandata da Guaicaipuro nel 1560 e da Quiriquires nel 1600. L'ordine coloniale fu
definitivamente imposto verso la fine del XVI secolo, con la costruzione del cabildo e della chiesa. Allo
stesso tempo, cominciò un processo di mescolanza razziale nel territorio, che definì il profilo sociale del
paese. Cominciarono le attività commerciali e l'estrazione di risorse naturali fiorirono; in particolar modo
fiorirono le esportazioni di cacao, caffè e tabacco, mentre al contempo cominciarono
attacchi pirateschi come quello di Henry Morgan a Maracaibo nel 1669.
Le province esistenti, allora governate alternativamente dalla Audiencia Reale di Santo Domingo e da
quella di Bogotá, entrarono a far parte del Vicereame della Nuova Granada nel 1717, e divennero
autonome nel 1777 con la formazione della Capitaneria Generale del Venezuela. La nuova unione
politica fu consolidata con la creazione della Reale Audiencia di Caracas nel 1786.

Indipendenza[modifica | modifica wikitesto]


José Antonio Páez, presidente del Venezuela in tre occasioni.

La piccola comunità di discendenza spagnola ed europea, dopo alcuni secoli si rese indipendente dalla
Spagna. L'inizio della rivoluzione avvenne il 19 aprile 1810, quando l'allora Capitano Generale del
Venezuela, Vicente Emparán, fu deposto dal Cabildo di Caracas. Dopo una serie di rivolte infruttuose e
sotto la spinta del Maresciallo Francisco de Miranda, il Venezuela si proclamò indipendente il 5 luglio
1811; tuttavia, la Prima Repubblica ebbe vita breve e capitolò alcuni mesi dopo di fronte alla reazione
spagnola. Ebbe così inizio una lunga guerra d'indipendenza, che ricevette un impulso nel 1813 grazie
a Simón Bolívar, che, dopo aver preso il controllo di Cúcuta, cominciò una serie di battaglie facendosi
strada verso la capitale Caracas, dove entrò nello stesso anno proclamandosi Libertador e dove venne
istituita una seconda Repubblica.
Comunque, una nuova reazione fedele alla Corona di Spagna fece capitolare l'anno seguente anche la
Seconda Repubblica. Bolívar intanto era andato a cercare appoggio dagli inglesi in Giamaica, prima di
andare a Haiti, dove si erano rifugiati numerosi leader venezuelani. Da Haiti partì una spedizione che
inizialmente prese possesso di Isla Margarita, ma che fu poi respinta a Carúpano e Maracay, nel 1816.
Nel 1819 Bolívar, tentando di riorganizzarsi, convocò il Congresso di Angostura, che portò alla
creazione della Gran Colombia. Nel 1820 venne firmato il Tratado de Armisticio y Regularización de la
Guerra, che mise fine alle ostilità fino al 1821. Il 24 giugno dello stesso anno, Bolívar, aiutato da José
Antonio Páez e Antonio José de Sucre, vinse la Battaglia di Carabobo, sconfiggendo l'esercito reale
di Miguel de la Torre e liberando definitivamente il Venezuela dagli spagnoli[9].
La nuova Repubblica del Venezuela fu subito preda di "caudillos" che la dominarono in forma
dittatoriale, assoggettandola a frequenti colpi di stato e rivoluzioni locali. Tale situazione si protrasse
per buona parte del Novecento, allorché il paese fu governato prima da Cipriano Castro (1899-1908) e
poi, per quasi trent'anni, da Juan Vicente Gómez (1908-1935). Fu durante il regime di quest'ultimo, nel
corso degli anni venti del Novecento, che la scoperta di ingenti giacimenti di petrolio mutò radicalmente
la situazione economica e politica del Venezuela. Nel 1928 il paese era già divenuto il secondo
produttore mondiale di tale materia prima. Tuttavia fu solo negli anni quaranta del Novecento, con il
vertiginoso aumento del prezzo dell'oro nero, che il petrolio si tradusse in una fonte ingente di entrate
per il Paese[9].

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]


Verso la metà degli anni trenta, Eleazar López Contreras succedette a Gómez come presidente del
Venezuela. Egli ristabilì alcune libertà democratiche, promulgando nel 1936 una costituzione di
ispirazione liberal-moderata, che però limitava in vario modo l'azione delle organizzazioni e dei partiti di
sinistra.
Nel 1941 López Contreras venne sostituito dal generale Isaías Medina Angarita, che si alleò con
gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, dichiarò guerra all'Asse, rese operativa un'imposta sul reddito già
elaborata dal suo predecessore, rese più moderno e funzionale il Codice civile, intraprese un'intensa
lotta all'analfabetismo e pose le basi per una prima, timida normativa concernente la previdenza
sociale. Tuttavia la politica riformista di Medina Angarita, forse giudicata troppo moderata, non riuscì a
incontrare il favore delle masse, che nel 1945 appoggiarono l'ascesa al potere del
socialdemocratico Rómulo Betancourt, che cominciò un rinnovamento costituzionale promulgato nel
1947, istituendo il voto segreto a suffragio universale per l'elezione del presidente[9].

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Hugo Chávez nel 2010.

Nel 1948 il presidente Rómulo Gallegos, eletto democraticamente nel '47, fu esiliato da un'alleanza di
conservatori ed esercito, e al suo posto il potere fu assunto da una Giunta militare che sciolse il
parlamento e instaurò una dittatura.
Negli anni cinquanta Marcos Pérez Jiménez, appartenente alla giunta militare ascesa al potere
nel 1948, riunì su di sé tutti i poteri, divenendo dittatore del Venezuela. Convinto che l'immigrazione
europea potesse essere determinante per lo sviluppo del Paese, la favorì in ogni modo, permettendo
l'ingresso di circa un milione di stranieri (tra di essi circa 300 000 italiani, che attualmente
costituiscono la seconda più importante comunità straniera dopo quella spagnola).
Nel gennaio 1958 Pérez Jiménez venne deposto da una giunta militare capeggiata dal
generale Wolfgang Larrazábal. Da tale data ebbe inizio l'attuale era democratica del Venezuela, con
una serie di presidenti, democraticamente eletti, che si sono succeduti alla guida del paese: (Rómulo
Betancourt, Rafael Caldera, Raúl Leoni, Luis Herrera Campins, Jaime Lusinchi, Carlos Andrés
Pérez, Hugo Chávez, Nicolás Maduro).

Il governo bolivariano[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Rivoluzione Bolivariana.

Hugo Chávez è ricorso a elezioni e referendum per sostenere le riforme costituzionali di cui è stato
promotore e le sue politiche di tipo rivoluzionario. Con l'approvazione della Costituzione Bolivariana,
avvenuta mediante referendum nel 1999, è stato introdotto il principio della revocabilità di tutti i mandati
elettivi a ogni livello dell'amministrazione, compresa la carica presidenziale, che può essere revocata
attraverso referendum popolare alla metà del periodo di esercizio. Dopo l'approvazione del referendum
costituzionale del febbraio 2009, le candidature per tutte le cariche elettive possono essere ripresentate
nelle successive elezioni, senza limitazioni numeriche.
Nel 2002 è stato ordito un colpo di Stato contro Hugo Chávez, reo di aver ripetutamente ed
insistentemente violato il dettato costituzionale, da parte di settori dell'imprenditoria, ma con un buon
seguito popolare, del sistema comunicativo e di alcuni militari. Il colpo di Stato è fallito in seguito alla
fedeltà al regime di importanti settori dell'esercito, nel quale si è sempre fortemente annidata la
pervasiva corruzione pubblica, e grazie all'apparato giudiziario, nel frattempo epurato di tutte le sue
componenti non dichiaratamente chaviste, riportando il presidente a Palacio de Miraflores, sede del
governo. Chavez è morto di cancro nel marzo del 2013 e il suo posto è stato preso da Nicolás Maduro,
uno dei suoi più fedeli sostenitori.
Sotto il governo di Maduro sono emersi gravi problemi economici. Gli attacchi operati da Maduro contro
gli Stati Uniti, accusati di essere un impero volto all'annichilimento e alla conquista di liberi Stati sovrani,
ha comportato la promulgazione di dure sanzioni economiche imposte dagli Usa che hanno aggravato
le già rilevanti difficoltà nell'acquisto dei beni di prima necessità e di medicine, oltre al blocco dei conti
come è sempre avvenuto per gli Stati considerati nemici e per organizzazioni o gruppi
terroristici[10][11],[12] che hanno portato a razionamenti e scarsità anche di generi di prima necessità[13]. Il
29 marzo 2017 il Tribunale Supremo di Giustizia ha condannato il Parlamento per aver voluto
convalidare l'elezione di alcuni deputati dell'opposizione particolarmente invisi al regime, e ha avocato a
sé il potere legislativo, compiendo a tutti gli effetti un colpo di Stato e come una vera e propria deriva
autoritaria del Paese, ispirata da Maduro[14]. Si rivela fondamentale il sostegno nei confronti del regime
di Maikel José Moreno Pérez, neoeletto presidente del Tribunale Supremo di Giustizia con alle spalle
precedenti penali per reati contro la persona e contro il patrimonio, oltre che per corruzione[14]. In
seguito Maduro ha invitato il tribunale, a furor di popolo, a rivedere il suo verdetto[15]. Le elezioni
presidenziali anticipate, convocate per l'aprile 2018 e poi rinviate al successivo 20 maggio, per poter
garantire i successivi brogli, hanno visto la partecipazione di quattro candidati[16][17][18][19][20]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia del Venezuela.

Il Venezuela è situato nella parte più settentrionale dell'America Meridionale, si affaccia sul Mar dei
Caraibi e nella parte più meridionale della costa, a sud del delta dell'Orinoco, sull'Oceano Atlantico. La
sua geografia variegata combina regioni tropicali, climi desertici, giungle, ampie pianure e ambienti
andini. Vi si trova la più grande area protetta dell'America Latina (nota come: Zone soggette a regime di
amministrazione speciale), che copre circa il 63% del territorio nazionale[21].

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Salto Angel, le più alte cascate al mondo.

Geograficamente in Venezuela possono distinguersi tre diverse aree:


Nella parte settentrionale del paese vi è una zona montuosa costituita da catene appartenenti al
massiccio andino, proseguimenti della Cordigliera Orientale colombiana dai quali si dipartono due
sistemi montuosi, la Sierra de Perijá che delimita il confine tra Colombia e Venezuela e la Cordigliera di
Mérida che si insinua nel paese a sud e a est del lago di Maracaibo e di cui il Pico de Bolivar (5.007 m
s.l.m.) rappresenta il punto più elevato. Tra i due sistemi montuosi si trova l'altopiano di Zulia. La
Cordigliera di Mérida prosegue seguendo la linea della costa (e assumendo appunto il nome
di Cordigliera della Costa) che in questo tratto è scoscesa e impervia, di fronte si trovano numerose
isole, la più grande è la Isla de Margarita. Nel tratto più orientale, in corrispondenza del delta
dell'Orinoco, la costa si fa bassa e paludosa.
La parte centrale del paese è caratterizzata da ampie pianure erbose chiamate Los llanos che coprono
circa un terzo del territorio del paese. Si tratta di un'area con un'altitudine ridotta (inferiore ai
600 m s.l.m.) che durante la stagione delle piogge subisce ampi allagamenti da parte dei fiumi che
l'attraversano.
La parte meridionale del paese, a sud del corso del fiume Orinoco, si trova su un altopiano chiamato
massiccio della Guyana, da un punto di vista geologico è uno degli ambienti più antichi dell'intero
continente.
La formazione più notevole di quest'area è l'altopiano chiamato Gran Sabana, nel corso dei millenni
l'arenaria che lo compone è stata erosa e sono rimaste vallate e formazioni rocciose
chiamate Tepuis caratterizzate da flora e fauna particolari, l'isolamento ha infatti permesso lo sviluppo
di specie endemiche. In quest'area si trovano alcune fra le cascate più alte del mondo, come ad
esempio il Salto Kukenam e il Salto Angel (979 m) che è una delle attrattive principali del Parco
Nazionale di Canaima ed è stato incluso nella lista del patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]


Il fiume principale del paese è l'Orinoco, lungo 2.574 km di cui circa 1.500 sono navigabili. Nasce al
confine tra Venezuela e Brasile. Nel primo tratto del suo corso lo spartiacque è difficilmente definibile, il
fiume si divide infatti in due rami uno dei quali, il canale Casiquiare, costituisce un collegamento
naturale con il Rio delle Amazzoni, tramite il Rio Negro infatti un terzo circa delle acque dell'Orinoco
confluisce nel Rio delle Amazzoni.
La maggior parte dei fiumi che nascono nella parte settentrionale del paese scorrono verso sud-est
nel fiume Apure, un affluente dell'Orinoco, che attraversa la regione dei Llanos.
Un altro fiume degno di nota è il Río Caroní, caratterizzato da un corso molto rapido e sfruttato per la
produzione di energia elettrica. Nasce negli altopiani della Guyana e sfocia nell'Orinoco nei pressi
di Ciudad Guayana.
Nella parte nord-occidentale del paese si trova il lago di Maracaibo, il più grande lago dell'America
meridionale, residuo di un antico golfo sul mar dei Caraibi.

Isole[modifica | modifica wikitesto]

Los Roques

Le isole appartengono alle Isole Sottovento delle Piccole Antille. Se ne contano più di 300, appartenenti
per lo più allo Stato di Nueva Esparta e alle Dipendenze Federali. La più grande e popolosa
è Margarita mentre tra gli altri è Los Roques l'arcipelago più popolato. Tra le altre isole o gruppi di isole
si segnalano: Aves, La Blanquilla, Patos, La Orchila, La Sola, La Tortuga, l'Arcipelago di Las Aves, Los
Frailes, Los Hermanos, l'Arcipelago di Los Monjes, Los Testigos.

Clima[modifica | modifica wikitesto]


Il Venezuela ha un clima tropicale, generalmente contraddistinto da una stagione piovosa, (da maggio
a ottobre) e una secca (da novembre ad aprile). Le precipitazioni sono molto variabili e vanno dai 300–
400 mm (o ancor meno) di alcune zone della fascia costiera dello Stato Falcón agli oltre 2000 millimetri
di alcune zone dell'Amazzonia venezuelana, a Sud del paese.
Il caldo è spesso mitigato dall'altitudine: Caracas, a quasi 1000 metri s.l.m., presenta temperature
medie annue, pari a 22 °C circa, ma di 6-7 °C inferiori a Maracaibo, che invece si trova sul livello del
mare. Nelle Ande venezuelane si registrano le medie minime: la città di Mérida, sita a oltre 1600
metri s.l.m., ha una temperatura media annua di circa 18-19 °C. Ci sono alcune vette delle Ande
ricoperte da ghiacciai e nevi perenni.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]


Distribuzione e composizione[modifica | modifica wikitesto]
La popolazione è distribuita in forma molto poco omogenea sul territorio: circa l'85% degli abitanti si
concentra nelle città settentrionali e ben il 73% vive a meno di 100 chilometri dalla costa. Al contrario,
solo il 5% dei venezuelani vive nelle terre a sud del fiume Orinoco, che pure rappresentano quasi la
metà della superficie del paese.
In Venezuela non sono state effettuate, almeno in età contemporanea, rilevazioni ufficiali di carattere
etnico. Le stesse popolazioni indigene sono state censite esclusivamente sulla base delle rispettive
lingue autoctone d'uso. Risulta pertanto quanto mai problematico addentrarsi in tale campo, lasciato
all'iniziativa di una miriade di studiosi e di istituti di ricerca privati la cui affidabilità lascia molto spesso a
desiderare.
Generalmente si ritiene comunque che circa i due terzi della popolazione venezuelana siano meticci o
(più raramente) mulatti, nati dalla fusione secolare fra "bianchi" e "indios" (meticci) o fra "bianchi e "neri"
(mulatti). Non manca il prodotto di incroci fra neri e indios (i cosiddetti zambos) e quello derivante,
tempo addietro, da tutte e tre le etnie che popolano il paese[22].

San Cristobal.

La componente bianca, piuttosto esigua in epoca coloniale e nel primo secolo di indipendenza, è stata
potentemente rafforzata, a partire dagli anni quaranta del Novecento, con l'arrivo di circa 980.000
europei che per la maggior parte si stanziarono definitivamente nel paese andandosi ad aggiungere a
una popolazione che, secondo il censimento del 1941, era inferiore ai quattro milioni di abitanti.
Secondo alcune rilevazioni di carattere non ufficiale (dati del 2005), il gruppo etnico bianco costituisce
la quinta parte dell'intera popolazione[23] ed è formato soprattutto da immigrati e figli di immigrati di
origine europea recente, oltre che da creoli di vecchia ascendenza ispanica.
I primi a immigrare in Venezuela furono, all'inizio degli anni quaranta del Novecento, alcune migliaia di
esuli della Guerra civile spagnola, provenienti generalmente dalla Francia o da altri Paesi
latinoamericani che li avevano inizialmente accolti. Seguirono gli italiani nel Secondo dopoguerra (a
partire dal 1947 circa) insieme a un gran numero di iberici (di origine soprattutto galiziana e portoghese)
e a un limitato numero di francesi, tedeschi, europei dell'est, ecc. Ancor oggi la presenza di comunità
europee nel paese è, sia sotto il profilo demografico sia economico, considerevole. Fra queste le
principali sono la spagnola, l'italiana e la portoghese.
Gli indios rappresentano invece meno dell'1% sul totale della popolazione (178.000 circa secondo i dati
del censimento del 2001). Il termine indio ha una valenza, nei rilevamenti statistici, culturale (linguistica
in particolare), non razziale.
La popolazione nera allo stato puro o semipuro costituisce un gruppo etnico molto più numeroso di
quello indio (10% secondo alcune rilevazioni di carattere non ufficiale del 2005[23]), concentrato per lo
più nelle zone costiere (fra cui la regione di Barlovento nello Stato Miranda).

Censimento 1873 Censimento 1891 Censimento 1920 Censimento 1941 Censimento 1971

Popolaz.
1.784.194 2.323.527 2.362.985 3.850.771 10.721.522
residente

Censimento 2001 Censimento 2011

Popolaz.
23.232.553 28.150.095
residente