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20 dicembre 2018 - 18:26 > Versione online

Pubblica amministrazione, nel 2019 bloccate


le assunzioni: l'Università si ribella
Stop a stabilizzazioni e concorsi nei ministeri, negli enti pubblici non economici, nelle agenzie
fiscali e negli atenei. L'Inps: "Così fermano mille funzionari"ROMA - Un pezzo della manovra
riporta un pezzo dell'Italia pubblica ai tempi di Mario Monti e dello spread a 600. Per attenersi
alle richieste europee, il governo congela ogni assunzione e ogni concorso in settori chiave della
Pubblica amministrazione per i quali erano stati già approntati - nel corso della Legge di Bilancio
- manovrine di assunzione. Al comma 208 del maxi-emendamento ora alla Camera è stato
aggiunto un passaggio di quattro righe che dice: per l'anno 2019 la Presidenza del Consiglio dei
ministri, tutti i ministeri, gli Enti pubblici non economici, le agenzie fiscali e le Università non
possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato"con decorrenza giuridica ed
economica anteriore al 15 novembre 2019". L'ultimo passaggio vuole, indorare la pillola di un
blocco inaspettato e pesante: non durerà tutto l'anno.Nel blocco delle assunzioni non ci sono le
forze di polizia (che il ministro dell'Interno Salvini ha tutelato fino all'ultimo): sono previste 1.043
assunzioni in quattro corpi (polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria) nel
2019 e 6.150 da qui al 2023. Nei vigili del fuoco sono previste 850 assunzioni il prossimo anno, e
queste restano. Rimangono aperti i concorsi straordinari della scuola e non è stato fin qui fermato
il concorso ordinario che proprio per il prossimo anno era previsto. E non viene toccato il piano di
stabilizzazione della Legge Madia che - pur tra molti ostacoli - deve portare 1.200 ricercatori al
Consiglio nazionale delle ricerche. Non vengono toccate le risorse stanziate per il rinnovo dei
contratti pubblici e non cambia la norma che ripristina, a partire dal prossimo anno, il turnover al
cento per cento nella pubblica amministrazione (la piena sostituzione dei lavoratori che lasciano il
servizio per la pensione).L'Inps: "Fermiamo 1.039 funzionari"Il presidnete dell'Inops, Tito Boeri,
dice: "L'allarme per l'Inps c'è, l'Istituto aveva previsto per il 2019 l'assunzione di 2.698 giovani
funzionari, che avrebbe reclutato dal prossimo aprile scorrendo le graduatorie del concorso in
corso. Mi stupisce che il ministro Bongiorno non sappia che i 248 vincitori del primo concorso
sono già stati assunti. Non perdiamo un solo giorno dato che abbiamo disperato bisogno di
risorse. Per effetto di questo emendamento dovremo rinunciare, fino a novembre 2019, a 1.039
assunzioni".I sindacati confederali attaccano: "Dopo aver fatto molta propaganda sulle assunzioni
nella Pubblica amministrazione ora, a dispetto di un decreto che hanno voluto chiamare
concretezza, il governo fa un passo indietro". La verità, dice Serena Sorrentino della Fp Cgil, "è
che hanno sbagliato manovra e ora fanno pagare il prezzo dei loro errori ai cittadini". Giovanni
Paglia di Liberi e Uguali: "Migliaia di statali in pensione e blocco assunzioni nella mPubblica
amministrazione, un'impresa geniale del governo. Grillini e leghisti sono riusciti nell'impresa
geniale di mettere insieme la pensione anticipata per decine di migliaia di statali e il blocco totale
delle assunzioni pubbliche".I rettori: "Ricercatori e professori possono aspettare"Il rettore dell '
Università Ca'Foscari di Venezia, Michele Bugliesi., scrive un tweet in tempo reale: "Decreto
dignità doveva copntrastare la precarietà. Non per i ricercatori e il personale universitario,
evidentemente. Loro possono aspettare e sperare... Nella pensione quota 100 o nel reddito di
cittadinanza?". Il rettore dell'Università di Palermo, Fabrizio Micari, dice: "Gli sforzi fatti per il
risanamento di un ateneo come il nostro sono stati enormi, in undici anni siamo passati da 2.200
docenti a 1.450 e solo nel 2018 siamo riusciti, per la prima volta, a fermare il calo. Adesso
bloccano di nuovo tutto per un anno". Il professor Giuseppe Travaglini, presidente della scuola di
Economia dell' Università di Urbino, spiega un aspetto non marginale delle novità portate dal
maxi-emendamento: "I ricercatori a tempo determinato, quelli di Tipo B, che vanno in scadenza
nel corso del 2019 con questo nuovo comma non potranno prendere servizio. Un altro buco per
una categoria massacrata".La beffa bell'università risuona alta. Ieri il capo Dipartimento Giuseppe
Valditara aveva accompagnato in Parlamento un emendamento del governo che, dopo conflitto
con il ministero delle Finanze, prevedeva l'assunzione di 440 docenti "in punto organico" oltre
quelle del turnover. Quattrocento quaranta punti organico significano 440 docenti ordinari assunti
o 628 docenti associati. Una boccata d'ossigeno dopo quindici anni di caduta non frenata. Le
novità dell'emendamento post-Ue dicono che tutto questo dovrà essere spostato in avanti di undici

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mesi. Il ministero dell''Istruzione dell' Università assicura che per i concorsi fatti nel 2018 le
assunzioni potranno essere fatte e che i posti organico 2018 saranno assegnanti alle singole
università che, se avranno le risorse sufficienti, avvieranno i concorsi a partire dal 15 novembre
2019.Il Sud penalizzato dai punti organicoCon un decreto dello scorso 6 dicembre il Miur ha tolto
la clausola di salvaguardia sui cosiddetti "punti organico" per tutti gli atenei. La clausola,
ovviamente, garantiva gli atenei con parametri peggiori (costo del personale rispetto al Fondo
ordinario, per esempio). Molti al Sud e nelle zone dei terremoti. L'Università della Calabria è
passata da 31 a 25 punti organico. E il rettore Gino Crisci ha scritto al viceministro Lorenzo
Fioramonti: "Noi siamo un ateneo vìrtuoso con spese al 72 per cento, un indebitamento allo zero e
una compatibilità finanziaria superiore all'uno, numero spartiacque. Poiché il territorio è povero,
noi applichiamo tasse agli studenti inferiori alla media e questo, nei calcoli ministeriali, ci
danneggia". Ora si aggiunge il blocco delle assunzioni e Crisci dice: "E' un fatto disastroso. Viene
da anni di immobilismo e se questo provvedimento sarà approvato per noi sarà un colpo
durissimo".Anche l'Ateneo di Catania ha avuto un calo di quattro punti organico (da 41,52 a 37,8)
2018 su 2017, frutto della stessa liberalizzazione delle assegnazioni. Vi sono atenei al Nord che,
d'altro canto, hanno visto triplicare le assegnazioni. "Questa diminuzione", dice ilo rettore
Francesco Basile, "rende estremamente difficoltoso per questa Università consolidare i positivi
risultati già raggiunti e soprattutto continuare la propria politica di rilancio della qualità
dell'offerta formativa e dei risultati della ricerca".Altri atenei del Sud hanno fatto registrare buone
performance amministrative e sono stati premiati anche con "le assunzioni in potenza" (appunto, i
punti organico. "Ma i vincoli della spesa restano così stretti che non posiamo assumere", spiega il
rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio.Noi non siamo un partito, non cerchiamo
consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni
mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:. Se vi interessa
continuare ad ascoltare un'altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a
farlo con convinzione.

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