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Acreditación en Idioma Italiano 1 – Prof.

Dorato

ACREDITACIÓN
EN IDIOMA
ITALIANO 1

Prof.ssa Susana Dorato


Universidad Autónoma de Entre Ríos
Facultad de Humanidades, Artes y Ciencias Sociales
Año 2018

Unità 2

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Acreditación en Idioma Italiano 1 – Prof. Dorato

Presentación

Uno de los primeros temas que surgen cuando comenzamos a hablar sobre Italia, es
ciertamente el tema de la alimentación: dietas, recetas, costumbres culinarias y de consumo son
conocidas mundialmente y representan a un país y a sus nacionales.
En la presente unidad didáctica continuaremos nuestro viaje, esta vez dirigiendo nuestra
mirada hacia la cocina, a los formatos textuales del recetario, a las grandes discusiones entre
industriales y consumidores, a visitar lugares muy particulares y exclusivos o personajes e historias
que rompen con los esquemas que propone nuestra sociedad.
Invitamos pues, a continuar trabajando.

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Unità didattica 2. Siamo ciò che mangiamo!

Scheda 1. Il mangiare è un tema importante per gli italiani: molti piatti tipici del Bel Paese sono

famosi in tutto il mondo. Adesso faremo un piccolo giro per la cucina italiana e i suoi mille

piaceri.

Testo 1

La Dieta Mediterranea
La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato alle abitudini alimentari tradizionali dei
paesi europei del Mediterraneo, in particolare Italia, Francia meridionale, Grecia e Spagna.

La dieta mediterranea
La dieta mediterranea venne “ battezzata” negli anni ’50 dallo studioso statunitense Ancel
Keys, che richiamò l’attenzione internazionale sui bassi tassi di malattie cardiache in alcune aree
del mediterraneo. Questo studioso effettuò numerosi studi per quanto riguarda l’alimentazione dei
popoli dell’area mediterranea e asiatica confrontandoli con l’alimentazione dei popoli del Nord
Europa e degli Stati Uniti. Infatti le popolazioni delle zone mediterranee e di quelle asiatiche
presentavano una minore incidenza di malattie cardiovascolari rispetto alle popolazioni del Nord
Europa e degli Sati Uniti. Ancel Keys prese come punto di riferimento le abitudini alimentari degli
abitanti di Creta che presentavano un’incidenza particolarmente bassa di malattie cardiache e una
più elevata aspettativa di vita, nonostante gli scarsi servizi medici (anni ’50). Sempre negli anni ’50
Keys avviò lo “Studio dei Sette Paesi”, che interessò la Finlandia, l’Olanda, l’Italia, la Jugoslavia, la
Grecia, il Giappone e gli Stati Uniti. L’Italia risultò il prototipo della dieta mediterranea con la sua
dieta apparentemente salutare a base di cerali, pasta, legumi, ortaggi, frutta, verdura, olio d’oliva,
pane e vino. Ma, questo solo per quanto riguardava le regioni del Sud Italia, infatti vi erano e
ancora oggi vi sono delle grosse differenze alimentari tra il nord e il sud. Al Nord si consumavano
più grassi animali (burro) e carni rosse.
Alimenti della Dieta Mediterranea
Nonostante nelle aree del mediterraneo (tra cui l’Italia e la Grecia) vi era un elevato
consumo di grassi, soprattutto olio d’oliva, si godeva di una bassa incidenza di malattie
cardiovascolari e si iniziarono a comprendere gli effetti fisiologici e salutistici degli acidi grassi
monoinsaturi dell’olio d’oliva. Anche il Giappone, insieme, alle zone dell’area mediterranea,
presentò una bassa incidenza di malattie cardiovascolari e presentava una dieta con un basso
contenuto di grassi e un elevato consumo di pesce e tè (con potere antiossidante). La Finlandia
orientale, invece, risultò la zona con il più elevato tasso di malattie cardiovascolari, dovuto alla
dieta particolarmente ricca di acidi grassi saturi.

La piramide alimentare della dieta mediterranea prevede:


• Consumo mensile di carne rossa;
• Consumo settimanale di pesce, pollame, uova;

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• Consumo giornaliero di pane, pasta, cereali, legumi, ortaggi, frutta, olio d’oliva, formaggi e vino;
E’ inoltre indicata l’attività fisica quotidiana.
Il “paradosso francese” riguarda il fatto che i francesi hanno un rischio di malattie cardiache
pari ad un quarto di quello degli inglesi e degli scozzesi. Una funzione protettiva è stata associata
ad un maggior consumo da parte dei francesi dell’olio d’oliva, del pesce, la frutta, la verdura e il
vino rosso. Questo paradosso è stato giustificato dal rilevante consumo di vino rosso in cui è
presente una grande quantità di polifenoli che hanno un potere antiossidante. Molti studi
epidemiologici, infatti, hanno dimostrato che un moderato consumo di vino esercita effetti
protettivi per quanto riguarda le malattie cardiache.

Tratto da: http://www.skuola.net/alberghiero/alimentazione/dieta-mediterranea.html

a. Questionario
1. Spiega chi era Ancel Keys e perché viene nominato in questo articolo.
2. Per quale motivo questo tipo di alimentazione viene chiamato Dieta Mediterranea? Da quale
zona d’Italia si parla in questo articolo?
3. Spiega con le tue parole cosa è la dieta mediterranea.
4. Cosa è il Paradosso francese?
5. Che ruolo ha il vino rosso in questo sistema alimentare?

b. Sottolinea le parole che nel testo indicano nazionalità. Poi completa lo specchietto (aiutati
con il dizionario)

Russia Spagna
Canada Cile
Argentina Uruguay
India Olanda
Kenia Cina
Egitto Perù
Romania Germania

c. Sottolinea le parole che appartengono al linguaggio medico


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d. Guarda il video: https://youtu.be/KHBIKV0DnYY - Progetto di Educazione Alimentare e


rispondi:

1. A chi è indirizzato il video?


2. Come si chiamano i personaggi che lo presentano?
3. Quale è l’obbiettivo di questo lavoro?
4. In quale sistema alimentare è basata la proposta?
5. Completa lo schema dei pasti in Italia: prima colazione - spuntino - ________________ -
merenda - _________________.
6. Oltre alla buona alimentazione, quali altri abiti sono importanti per avere una buona
salute?
7. Che ruolo hanno nel video il gioco e l’igiene?

e. Quando si parla con i bambini è usuale utilizzare diminutivi per dare al discorso un certo
calore familiare. I diminutivi possono formarsi in ino/ina (piccolino/piccolina) o in etto/etta
(armadietto/ statuetta). Cerca nel video parole espresse al diminutivo:
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f. Trova nel video delle parole che indichino alimenti sani:


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g. Trova nel video delle parole che indichino alimenti non – sani:
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Scheda 2.
a. Clicca il seguente link: https://youtu.be/pKSlTLOneww e osserva la ricetta che ti proponiamo
poi completa le attività.
b. Metti una crocetta alla risposta giusta:

1. La ricetta che presenta il cuoco è quella del:


- gelato alla vaniglia - tiramisù - pastiera
2. Il cuoco dice che questa è una ricetta di famiglia. La preparava:
- la nonna - la mamma - il papà
3. Le uova devono essere:
- fresche - grandi - fritte
4. Quando aggiunge il mascarpone, come lo fa?
- tutto a una volta - un poco alla volta - metà e metà
5 . Chi gli ha prestato la teglia?
- la zia Elsa - la sorella - la mamma
6. Come deve essere il caffè?
- molto zuccherato - poco zuccherato - amaro
7. In alcune zone d’Italia la crema viene:
- zuccherata - aromatizzata con il limone - aromatizzata con liquore
8. In alcune ricette si sostituiscono:
- i savoiardi - il mascarpone - il caffè
9. Il cuoco ha dei ricordi dell’infanzia su questa ricetta. I ricordi sono:
- belli - brutti - interessanti
10. L’ultimo ingrediente della ricetta è:
- il caffè - il cacao amaro - cioccolata fondente

c. Quali ingredienti ci vogliono per preparare la ricetta?

Savoiardi______________________________ gr.

__________________________ caffè leggermente zuccherato

100 gr. ______________________________

Cacao amaro ________________________

Uova _______________________________

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Ingrediente segreto ___________________

d. Come hai visto, si tratta della ricetta di un dolce famoso in tutto il mondo. Descrivi in 5 passi
come prepararla
Passo 1:
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Passo 2:
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Passo 3:
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Passo 4:
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Passo 5:
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e. Cerca nella ricetta almeno 10 parole che appartengano al linguaggio gastronomico

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f. Il cuoco parla della sua famiglia. Quali parole che indicano parentela usa? Scrivile qui:
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g. Come si dice in italiano?

primo hermano
tío marido
hermana hija
yerno cuñada

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Adesso visiteremo un importante ristorante italiano. Entra in questo sito:

http://www.ilveroalfredo.it/storia

a. Rispondi:
1. Come si chiama il ristorante? Quando ha cominciato a lavorare?
2. In quale città italiana si trova?
3. Come si chiama il suo proprietario?
4. Quale è il piatto più famoso della casa?
5. Come inizia a lavorare in cucina?
6. Cosa sono le “posate d’oro” e quale è la loro importanza?
7. Chi sono i successori del primo proprietario?
8. Quanti ristoranti della stessa firma esistono in questo momento? Sono tutti in Italia?
10. Quali sono gli orari di lavoro del ristorante?

b. Entra adesso nel menù del ristorante e rispondi:


1. Quale è l’antipasto più caro?
2. Come si chiama il primo piatto che è la specialità della casa e quanto costa?
3. Quanto costa un piatto di bucatini all’amatriciana?
4. Quale è il secondo piatto più economico del menù?
5. Quanto pago per un’Insalata Alfredo?
6. Cosa è il desert chiamato “Bacio di Alfredo”?

c. Ti piacerebbe andare a mangiare in questo ristorante? Giustifica


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Scheda 3. Ti presentiamo due testi interessanti per conoscere i temi di cui parlano oggi gli
italiani.

Testo 1:
Mulino Bianco volta pagina: via l’olio di palma da
Macine, Tarallucci, Galletti, Girotondi e altri 34 prodotti
Mulino Bianco volta pagina e annuncia sul sito di “avere già sostituito in oltre 30 prodotti l’olio di
palma con altri oli”. Siamo di fronte ad un cambiamento della politica dell’azienda di Parma che
aspettavamo da tempo. Per capire l’importanza della svolta basta dire che Barilla sino a quattro
mesi fa era una delle aziende impegnate nella campagna pubblicitaria per promuovere l’immagine
dell’olio di palma costata dieci milioni di euro (la più costosa campagna collettiva fino ad ora).
Adesso, come se niente fosse. l’azienda pubblica sul sito una pagina con le foto di 32 prodotti
senza olio di palma, e promette di cambiare le ricette anche a biscotti come le Macine [...], i
Tarallucci, i Galletti e i Girotondi.
Quando nel novembre 2014 Il Fatto Alimentare insieme a Great Italian Food Trade ha lanciato la
campagna contro l’invasione dell’olio tropicale, più volte abbiamo scritto all’azienda di Parma
invitandola a modificare le ricette con scarso successo. In realtà, mentre i due fratelli Guido e Paolo
Barilla erano impegnati a rilasciare dichiarazioni a favore dell’olio tropicale in giro per l’Italia, i
tecnici della ricerca e sviluppo procedevano alla sostituzione sistematica dell’olio di palma con il
girasole e l’oliva. Il cambiamento si rendeva necessario per non perdere la fiducia di milioni di
consumatori decisi a non comprare prodotti con il palma ed evitare perdite finanziarie. Tutto ciò è
avvenuto quasi in segreto senza fare pubblicità. Basta dire che un anno fa Il Fatto Alimentare aveva
contabilizzato oltre 15 referenze Mulino Bianco palm free e adesso i prodotti sono 32.
Un mese fa dopo la pubblicazione dell’Efsa di un documento che rilevava tracce di sostanze
cancerogene nel palma, abbiamo chiuso la petizione su change.org che aveva raccolto 176 mila
firme dichiarando la vittoria. Abbiamo poi lanciato la storia dei ‘palma-leaks’ dove raccontiamo
come le multinazionali dell’industria alimentare avessero piena coscienza dei pericoli correlati al
palma sin al 2004. Oggi abbiamo vinto anche sul campo, perché la decisione di Mulino Bianco
indurrà le aziende che non hanno ancora provveduto a modificare le ricette per non perdere quote
di mercato. È stato difficile convincere i manager delle grandi aziende supportati da un gruppo di
nutrizionisti con gravi conflitti di interesse a fare cambiare gli ingredienti, ma alla fine ce l’abbiamo
fatta. Mulino Bianco non è il primo gruppo ad avere cambiato filosofia, i pionieri sono stati Colussi-
Misura, Esselunga, Gentilini e Coop. Il prossimo potrebbe essere Ferrero visto che nel nuovo
assortimento propone quattro merendine Kinder senza olio tropicale. Forse è una casualità ma a
noi piace pensare che non sia così. Chi l’avrebbe mai detto, anche solo un anno fa?
http://www.ilfattoalimentare.it/mulino-bianco-biscotti-barilla-olio-di-palma.html

Per capire meglio il testo puoi visitare anche il sito:


https://www.nutella.com/it/it/nutella-olio-di-palma

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https://youtu.be/WKGAMOfTrN8 pubblicità dei biscotti Mulino Bianco con olio di palma


https://youtu.be/RW5N7J5IH0M senza olio di palma

a. Spiega le seguenti frasi:


 Siamo di fronte ad un cambiamento della politica dell’azienda di Parma.
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 E promette di cambiare le ricette anche a biscotti come le Macine [...], i Tarallucci, i Galletti
e i Girotondi.
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 Invitandola a modificare le ricette con scarso successo.
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 Per non perdere la fiducia di milioni di consumatori decisi a non comprare prodotti con il
palma ed evitare perdite finanziarie.
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 Come le multinazionali dell’industria alimentare avessero piena coscienza dei pericoli
correlati al palma sin al 2004.
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b. Rispondi:
1. In quale altro modo viene chiamato l’olio di palma?
2. Che tipo di prodotti offre l’impresa Mulino Bianco?
3. Come si chiamano i proprietari di questa impresa?
4. Quali altre imprese sono nominate nell’articolo? Cosa producono?
5. Da quanto tempo Il fatto alimentare lotta contro l’uso dell’olio di palma?
6. Cosa è il “palma – leaks”?
7. Che tipo di organizzazione sono Il fatto alimentare e Great Italian Food Trade?

d. Sintetizza il contenuto di questo testo

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Scheda 4. a. Clicca il seguente link: https://youtu.be/5Sl1usvsYog e completa la seguente scheda
con i dati dell’intervistato

Nome

Cognome

Luogo di nascita

Origini familiari (capacità


economica, formazione
culturale, ecc.)

Prodotti che prepara

Come è arrivato a questo


tipo di produzione

Soddisfazioni nel posto di


lavoro

Problemi

b. Secondo te, perché il filmino si chiama “pane e magia in un paese fantasma”? Sintetizza il
contenuto dell’intervista
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Testo 2
Il giornale: spesso non è il portafogli a soffrire, ma il palato

Il New York Times: a Roma turisti spennati


Sul quotidiano americano una corrispondenza dedicata alla capitale e alle
microtruffe a cui sono esposti gli stranieri

MILANO - Spennati all'inverosimile, vittime di microtruffe alimentari, oggetto di un trattamento tutto


particolare che «si ripete in ogni giorno, in ogni ora» del loro soggiorno: «Quando siete a Roma,
preparatevi a pagare come un turista», avverte il New York Times in una corrispondenza dedicata
alla Città Eterna. Il termine «turista» è lasciato in italiano nel testo, a voler significare che lo
straniero (16 milioni all'anno) che viene ad ammirare le grazie dell'Urbe finisce inevitabilmente in
una categoria tutta a sè dello spirito, che scaturisce dall'inclinazione dei romani per quella che, in
sempre in romanesco, si chiama «sola».
Certo, sostiene il quotidiano americano (di solito ben disposto con la città, tanto da dedicare
quest'inverno un caloroso panegirico al carciofo alla romana ed appena tre giorni fa una
compiaciuta inchiesta sul mondo della moda della capitale) «sfruttare i turisti non è una sorpresa
qua come ovunque nel mondo», ma «anche gli stranieri residenti affermano che i romani hanno
tutto un gusto particolare» a riguardo.
«Ogni turista che capita a Roma conosce questa sensazione: il rendersi conto che gli italiani non
pagano tre dollari per un minuscolo cappuccino, o quattro per un cestello di pane che nessuno ha
ordinato». Un sospetto «spesso ben fondato, e confermato dai ristoratori romani nei loro momenti
di candore». Ecco la tabella: «40 centesimi extra per un caffè, quattro per una bottiglia di vino» e
così di seguito. Oppure «la sostituzione degli ingredienti originali per un piatto di spaghetti alla
carbonara con altri di qualità inferiore». Quest'ultimo fatto sembra irritare particolarmente il
giornale: «si va dall'acqua aggiunta nel sugo di pomodoro all'uso di pasta precotta a quello di
ingredienti vecchi di giorni». Basta un gesto: «Se il cameriere lancia l'ordinazione di un piatto
di amatriciana con un certo tono, si capisce che è per un turista e quindi spetta alla cucina
prepararlo con tutti i trucchi del mestiere per risparmiare le spese». Ragione per cui «non è il
portafogli a soffrire, è il palato».

Tratto da: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/27/turisti.html

a. Questionario
1. Il testo presentato parla di un articolo comparso in un giornale straniero. Come si
chiama questo giornale?
2. Con quali altre espressioni si definisce la Città di Roma?
3. Come ha trattato questo giornale storicamente a Roma?
4. Quanti sono i turisti che visitano Roma ogni anno?
5. Come chiamano i romani alla truffa?

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6. Cosa dicono le persone straniere che vivono a Roma?


7. Come “risparmiano” nei piatti dei turisti i proprietari dei ristoranti romani?
8. Perché afferma l’articolo che “non è il portafogli a soffrire, è il palato”?
9. Quali sono i modi più caratteristici in cui i turisti sono truffati?

b. Cerca nel testo almeno 8 parole che provengano dal linguaggio del ristorante
__________________________________________________________________________
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c. Cerca il referente delle espressioni sottolineate


 del loro soggiorno (r. 6)
_________________________________________________
 quest’inverno (r. 13) ___________________________________________________
 nei loro momenti di candore (r. 19-20)
_____________________________________
 con altri di qualità inferiore (r. 22) ________________________________________

d. Traduci queste frasi


 “Spennati all'inverosimile, vittime di microtruffe alimentari, oggetto di un trattamento

particolare”
tutto
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
 “Il termine «turista» è lasciato in italiano nel testo, a voler significare che lo
straniero”
____________________________________________________________________
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 “Sfruttare i turisti non è una sorpresa qua come ovunque nel mondo”
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
 “Basta un gesto: “Se il cameriere lancia l’ordinazione di un piatto di amatriciana con
un certo tono, si capisce che è per un turista”
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________

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