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Equus caballus
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Il Wikipediano Il cavallo domestico (Equus ferus caballus LINNAEUS, 1758)[2] è un mammifero di medio-grossa taglia appartenente all'ordine dei Perissodattili, sottordine degli Ippomorfi, unico della famiglia Equidi, genere Equus, specie Equus ferus[3][4], sottospecie Equus Cavallo domestico
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Contatti
L'evoluzione del cavallo è cominciata dai 55 ai 45 milioni di anni fa e ha portato dal piccolo Hyracotherium con più dita, al grande animale odierno, a cui rimane un unico dito. L'essere umano ha iniziato ad addomesticare i cavalli più tardi rispetto ad altri animali,
Strumenti attorno al 5.000 a.C. nelle steppe orientali dell'Asia (il tarpan), mentre in Europa lo si iniziò ad addomesticare non prima del III millennio a.C.[5] I cavalli della specie caballus sono tutti addomesticati, sebbene alcuni di questi vivano allo stato brado come cavalli
Puntano qui inselvatichiti, diversi dai cavalli selvaggi che, invece, non sono mai stati addomesticati.
Modifiche correlate
Uno studio del 2018 dell'Università del Kansas[che studio?] ha rivelato che anche i cavalli di Przewalski, precedentemente ritenuti gli ultimi cavalli selvaggi rimasti, sono in realtà i discendenti inselvatichiti di cavalli che erano già stati addomesticati 5500 anni fa nel
Carica su Commons
nord dell'attuale Kazakistan dal popolo Botai[6]. Il cavallo ha accompagnato e accompagna l'uomo in una notevole varietà di scopi: ricreativi, sportivi, di lavoro e di polizia, bellici, agricoli, ludici e terapeutici. Tutte queste attività hanno generato vari modi di
Pagine speciali
Link permanente cavalcare e guidare i cavalli usando ogni volta i finimenti più appropriati. L'uomo trae dal cavallo anche carne, latte, ossa, pelle e capelli, nonché estratti di urine e sangue per scopi farmaceutici.
Equus ferus caballus
Informazioni pagina La femmina del cavallo, chiamata giumenta, ha un periodo di gestazione (gravidanza) dei puledri di circa undici mesi, al termine dei quali il piccolo, una volta partorito, riesce a stare in piedi e a correre da solo dopo pochissimo tempo. Solitamente Stato di conservazione
Elemento Wikidata
l'addomesticamento avviene dopo i tre anni di vita dell'animale. A cinque anni è completamente adulto, con una prospettiva di vita che si aggira sui 25-30 anni. Il cavallo presenta un'elevata specializzazione morfologica e funzionale all'ambiente degli spazi aperti
Cita questa voce
come le praterie, in particolare ha sviluppato un efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all'alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.
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Le oltre trecento |razze di cavalli si dividono in base alla corporatura (dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi) e in base al temperamento (a sangue freddo, a sangue caldo e a sangue ardente, come i purosangue). Il tipo brachimorfo comprende i cavalli da tiro Rischio minimo
Crea un libro (Shire, Vladimir, Gypsy Vanner, ecc.), il tipo dolicomorfo le "razze leggere da sella" (purosangue inglese, arabo, trottatori, ecc.), mentre il tipo mesomorfo comprende le "razze da sella" (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.). Classificazione scientifica
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Dominio Eukaryota
Versione stampabile Indice [nascondi]
Regno Animalia
In altri progetti 1 Etimologia
Sottoregno Eumetazoa
2 Biologia
Wikimedia Commons Superphylum Deuterostomia
Wikispecies 2.1 Aspettative di vita
Phylum Chordata
Wikiquote 2.2 Anatomia
Subphylum Vertebrata
2.2.1 Testa
In altre lingue Infraphylum Gnathostomata
2.2.2 Denti
Superclasse Tetrapoda
Català 2.2.3 Apparato digerente
Deutsch Classe Mammalia
2.3 Macchie e mantelli
English Sottoclasse Theria
2.4 Alimentazione
Français Infraclasse Eutheria
2.4.1 Regole
Ligure Superordine Laurasiatheria
Sardu 2.4.2 Cause del dimagrimento
Ordine Perissodactyla
Sicilianu 2.5 Riproduzione
Sottordine Hippomorpha
Slovenščina 3 Tassonomia ed evoluzione
Famiglia Equidae
Vèneto 3.1 Popolazioni selvatiche e inselvatichite
Genere Equus
Altre 194 4 Addomesticamento
Specie E. ferus
Modifica 4.1 Ferratura e finimenti
collegamenti Sottospecie E. f. caballus
5 Le razze
Nomenclatura trinomiale
6 Punteggio alla condizione fisica
Equus ferus caballus
7 Scuderizzazione LINNAEUS, 1758
8 Addestramento
Sinonimi
9 Carne
E. africanus Sanson, 1878; E. agilis
10 Cavalli famosi
Ewart, 1910; E. anglicus Desmarest,
10.1 Cavalli immaginari 1822; E. arabicus Desmarest, 1822;
10.2 Cavalli storici E. aryanus Piétrement, 1875; E.
10.3 Cavalli da corsa asiaticus Sanson, 1878; E. belgius
Sanson, 1878; E. bohemicus
11 Note
Marchlewski, 1924; E. brittanicus
12 Bibliografia Sanson, 1878; E. celticus Ewart,
13 Voci correlate 1903; E. cracoviensis Skorkowski,
14 Altri progetti 1946; E. domesticus Gmelin, 1788;
E. equuleus C. H. Smith, 1841; E.
15 Collegamenti esterni
europaeus Stegmann von Pritzwald,
1924; E. ewarti Skorkowski, 1946; E.
frisius Desmarest, 1822; E. gallicus
Etimologia [ modifica | modifica wikitesto ] Fitzinger, 1858; E. germanicus
Fitzinger, 1859; E. gracilis Ewart,
La parola cavallo deriva dal tardo latino căballus, che indicava però principalmente il cavallo da fatica o castrato, invece in latino "cavallo" si dice ĕquus, da cui il nostro equitazione. L'aggettivo ippico invece deriva dal greco antico: ἵππος, híppos ("cavallo"),[7] poi
1909; E. gutsenensis Skorkowski,
sostituito nella lingua moderna da άλογο álogo. 1946; E. helveticus Desmarest,
1822; E. hibernicus Fitzinger, 1859;
Biologia [ modifica | modifica wikitesto ] E. hippagrus C. H. Smith, 1841; E.
italicus Desmarest, 1822; E. lalisio C.
H. Smith, 1841; E. libycus Ridgeway,
Aspettative di vita [ modifica | modifica wikitesto ]
1905; E. midlandensis Quinn, 1957;
A seconda della razza, della cura con cui è stato mantenuto e dal modo in cui si è sviluppato, il cavallo domestico ha una vita media variabile dai 25 ai 30 anni;[8] più raramente supera i 40 anni di vita. Il record è detenuto da Old Billy, un cavallo del XIX secolo E. moldavicus Desmarest, 1822; E.
mongolicus Piétrement, 1875; E.
morto all'età di 62 anni.[8]
muninensis Skorkowski, 1946; E.
Per gran parte delle competizioni sportive l'età del cavallo è calcolata come se l'animale fosse nato il 1º gennaio nell'emisfero boreale[8][9] e il 1º agosto nell'emisfero australe,[10] a prescindere dal vero giorno di nascita. Un'eccezione è l'endurance equestre, dove nehringi Duerst, 1904; E. nipponicus
l'età minima del cavallo per partecipare è calcolata dall'effettivo giorno di nascita.[11] Shikama et Onuki, 1962; E. nordicus
Skorkowski, 1933; E. pallas
A seconda dell'età e del sesso ci si può riferire ad un cavallo in vari modi, alcuni mutuati dalla lingua inglese: Skorkowski, 1933; E. parvus Franck,
1875; E. persicus Desmarest, 1822;
Puledro: cavallo con meno di un anno di vita[12]. Solitamente i puledri vengono svezzati dopo cinque o sette mesi, sebbene lo svezzamento possa essere attuato senza danni psicologici anche dopo il quarto mese[13]
E. pumpelii Duerst, 1908; E. robustus
Yearling o Vannino: cavallo tra uno e due anni di vita[14] Fitzinger, 1859; E. sequanicus
Colt: maschio di cavallo sotto i quattro anni[15][16] Desmarest. 1822; E. sequanius
Sanson, 1878; E. silvaticus Vetulani,
Filly: femmina di cavallo sotto i quattro anni[12]
1927 [non disp.]; E. sinensis
Giumenta: femmina adulta di cavallo[17] Fitzinger, 1858; E. sylvestris von den
Stallone: maschio adulto di cavallo capace di riprodursi[18][19] Brincken, 1828 [nomen nudum]; E.
Castrone: cavallo castrato di qualsiasi età[12] tanghan Gray, 1846 [nomen nudum];
E. tataricus Desmarest, 1822; E.
Nell'ippica questi termini possono cambiare: ad esempio, nelle corse di purosangue inglesi che si svolgono nell'arcipelago britannico sono definiti "colt" e "filly" i cavalli con meno di cinque anni di vita, anziché quattro.[20] transylvanicus Desmarest, 1822; E.
typicus Ewart, 1904; E. varius S. D.
Anatomia [ modifica | modifica wikitesto ] W., 1836; E. ferus Boddaert, 1785; E.
equiferus Pallas, 1811; E. gmelini
Testa [ modifica | modifica wikitesto ] Antonius, 1912; E. tarpan
Pidoplichko, 1951 [nomen nudum];
La testa del cavallo può essere di colore uniforme o con chiazze bianche che possono essere classificabili in: E. przewalskii Poliakov, 1881; E.
La stella è una piccola macchia bianca a forma di rombo e ben definita sulla fronte del cavallo hagenbecki Matschie, 1903; E.
prjevalskii Ewart, 1903.[1]
Il fiore è una piccola macchia bianca non ben definita sulla fronte del cavallo
La lista è una lunga striscia bianca e stretta che, solitamente, parte dal ciuffo e arriva al naso ma può essere anche interrotta e, in questo caso, prende il nome di lista interrotta, oppure larga che prende il nome di Stella prolungata
La lista in bevente è uguale alla lista ma si prolunga fino alla bocca e può cadere di lato
Il taglio: piccola macchia bianca in mezzo alle narici del cavallo; un po' più sopra della bocca.Contorni solitamente ben definiti e abbastanza visibili.
La striscia: lunga e stretta striscia bianca che parte dal ciuffo e va a finire un po' sopra la bocca. Contorni abbastanza definiti.
La testa in più è protetta dalla cosiddetta criniera, un ammasso di capelli che servono a proteggere la testa e il muso del cavallo dagli agenti atmosferici e dal freddo.

Denti [ modifica | modifica wikitesto ]

Alla nascita il puledro è apparentemente privo di denti, ma già dopo la prima settimana di vita spuntano gli incisivi superiori, ai quali seguiranno gli altri.

La dentatura da latte è composta da 24 denti: 6 incisivi superiori, 6 incisivi inferiori, 6 premolari superiori, 6 premolari inferiori.

Nell'adulto il numero dei denti dipende dal sesso: 40 nel maschio e 36 nella femmina, in particolar modo nel maschio sono presenti due canini (o scaglioni) superiori e due inferiori, che nella femmina compaiono raramente. In entrambi i casi la
dentatura è caratterizzata da uno spazio vuoto di nuda gengiva denominato barra, tra incisivi e premolari nella femmina o tra canini e premolari nel maschio.

I denti sono un utile elemento di valutazione per determinare l'età del cavallo, sia per l'inclinazione visibile di profilo ("tutto sesto", "sesto ribassato", "sesto acuto"), che per l'usura, che più il cavallo è anziano, più sarà evidente.
Conformazione esterna e struttura del cavallo.
Apparato digerente [ modifica | modifica wikitesto ] Dettagli:
1. regione brachiocefalica
Il cavallo è un erbivoro monogastrico (= all'esofago segue direttamente un solo sacco stomacale) anche se in parte atipico, perché riunisce i vantaggi di una digestione sia enzimatica (quale è quella dei monogastrici), sia microbica (propria dei 2. scapola
ruminanti). La digestione enzimatica permette di ottenere il miglior rendimento dai glucidi, lipidi, proteine, e vitamine, mentre le fermentazioni microbiche offrono la possibilità di trarre vantaggio da alimenti fibrosi e da un reciclo di azoto. Per questo 3. garrese
motivo il cavallo si adatta molto bene a svariati tipi di regimi alimentari. 4. dorso
5. regione lombare
L'apparato digerente è formato da: 6. groppa
bocca 7. punta dell'anca
8. anca
esofago 9. natica
stomaco 10. coda
intestino tenue (piccolo intestino) 11. coscia
12. addome
intestino crasso (grande intestino, formato da: crasso, colon e retto)
13. regione delle cinghie
Fondamentale per una buona digestione, è la masticazione. In un cavallo infatti la capacità in litri dello stomaco è pari a 13-15 L mentre quella dell'intestino cieco è di 30-35 l. Per questo motivo il cibo si ferma nello stomaco solo per breve tempo, 14. costato
mentre permane a lungo nell'intestino nel quale avvengono le fasi più importanti del processo digestivo e di assimilazione (la digestione gastrica dura circa 6 ore, mentre quella intestinale va da 12 ore a 3 giorni!). 15. braccio
16. petto
17. punta della spalla
Macchie e mantelli [ modifica | modifica wikitesto ]
18. regione sottoioidea
Lo stesso argomento in dettaglio: Mantello (cavallo).

È una macchia bianca sul naso chiamata anche infarinatura se comprende tutto il naso. Essa è tipica dei cavalli islandesi.

"Bella faccia" è una macchia bianca che comprende tutto il muso e, spesso, uno o entrambi gli occhi che diventano azzurri.

La testa e il corpo del cavallo possono presentare anche dei remolini ovvero dei punti in cui il pelo cambia direzione e possono essere classificabili in:

"Remolino semplice" che si dirama intorno ad un punto centrale e sembra un piccolo vortice;
"Remolino spigato" è una linea centrale che separa un tratto di peli indirizzato verso l'alto e un tratto verso il basso;
"Remolino sinuoso" è un remolino la cui linea di separazione non è dritta ma a S mandando un ciuffo verso l'alto.

L'occhio, talvolta, può essere circondato da una sclera bianca e viene chiamato, in questo caso, "occhio umano". È tipico della razza americana appaloosa. Cavallo islandese

I crini di cavallo maschio possono essere usati per gli archetti dei violini.

Il mantello (o manto) è il complesso dei peli che rivestono il corpo del cavallo, proteggendolo dagli agenti atmosferici. Il suo colore e disegno è l'elemento tra i più significativi nella distinzione tra i soggetti, ogni animale, anche se apparentemente sembra dello
stesso colore, nel mantello ha caratteristiche e particolarità che servono per il suo riconoscimento. Alcune razze hanno mantelli caratteristici. A volte può risultare difficile determinare l'esatta classificazione di un mantello. Fenotipicamente possiamo suddividere i
mantelli in:

Semplici: monocromatici
Composti: a due colori separati; a due colori mescolati; a tre colori mescolati
A due pelami: a componente bianca

I mantelli base sono:

Baio: Il baio presenta crini ed estremità nere e corpo marrone in tutte le sue gradazioni. Il baio, essendo il mantello ancestrale del cavallo (gene Agouti), è il più diffuso. Un frisone col caratteristico
mantello morello
Morello: È un manto completamente nero che caratterizza alcune razze, come il Frisone e il Murgese; il morello (gene E) è dominante autosomico nei confronti del sauro (gene A).
Sauro: È marrone rossastro o color zenzero. Può variare dal marrone chiaro ai colori più scuri. La coda e la criniera sono dello stesso colore del mantello, o leggermente più chiari o più scuri.

Alimentazione [ modifica | modifica wikitesto ]

L’alimentazione di un cavallo deve essere equilibrata e funzionale al lavoro che svolge.

Se un cavallo vive al paddock e non lavora, l’erba disponibile durante le stagioni calde gli sarà sufficiente, in inverno invece gli basterà solo il fieno. Se invece il cavallo lavora regolarmente, avrà bisogno di cereali e mangimi concentrati che integrino il suo fabbisogno di carboidrati, proteine, grassi,
fibre, vitamine e minerali.

L’ideale è farlo mangiare spesso, dividendo la quantità totale della sua alimentazione quotidiana. Ad esempio si può suddividere la dieta in 3 razioni di fieno e 3 di mangime, alternandole e seguendo la stessa routine ogni giorno. È importante comunque garantire minimo 3 pasti al giorno e sempre negli
stessi orari. Se il cavallo non mangia erba fresca, dargli spesso mele e carote compenserà il fabbisogno di vitamine e minerali e lo renderà molto felice, visto che i cavalli adorano la frutta.

I principali alimenti per il cavallo, oltre a erba e fieno sono:

fioccati a base di cereali, cioè mais, orzo, frumento, avena, segale,…


mangimi pellettati, composti da ingredienti a scelta
farine di cereali, da mescolare al mangime
verdure e frutta, oltre ad essere una piacevole leccornia contengono molte vitamine e minerali

In estate è bene appendere al box dei rulli di sale che il cavallo leccherà per soddisfare la carenza di sali minerali data dalla disidratazione per il sudore. Esperti consigliano inoltre di somministrare i mangimi dopo averli lasciati a bagno nell’acqua per una notte intera, in modo da idratare
adeguatamente il cavallo nei mesi caldi.[21]

Regole [ modifica | modifica wikitesto ]


Abbeverare sempre prima dei pasti;
Somministrare sempre nell'ordine: fieno-concentrati;
Non effettuare repentini cambiamenti di dieta;
Non somministrare farine o crusche senza averle preventivamente bagnate;
Affettare sempre carote, barbabietole, mele onde evitare ostruzioni
Il cavallo non consumi la razione di fieno per terra se scuderizzato in quanto si può abituare al sapore delle profende con conseguenze all'apparato digerente, ma comunque in basso in modo da rispettare la posizione naturale del pascolo e permettergli di non ingerire e respirare la polvere;
I semi di lino vanno dati sempre ben cotti a causa della loro tossicità;
Nella stalla si può spargere un po' di sale oppure attaccare sul muro un blocco di sale

Cause del dimagrimento [ modifica | modifica wikitesto ]


Mancanza di cibo totale o parziale dovuta a problemi ai denti, alle zampe, cattiva qualità di cibo
Stress
Diminuzioni stagionali di elementi nutritivi nei foraggi
Convalescenze
Cattivo assorbimento, diarrea cronica
Carenze proteiche
Parassitosi intestinali ed ectoparassiti (Pidocchi, zecche)
Malattie croniche (enfisema)
Malattie al fegato, pancreas, rene, cuore
Gravidanza, allattamento
Tumori
Vecchiaia

Riproduzione [ modifica | modifica wikitesto ]

Benché sia il maschio sia la femmina del cavallo raggiungano la maturità sessuale all'età di circa due anni, i primi istinti sessuali si manifestano al primo anno di vita ma in allevamento raramente vengono fatti riprodurre prima dei tre.[22] Le cavalle rimangono fertili oltre il quindicesimo anno, mentre nei
maschi la vita sessuale dura quasi tutta la vita. Durante l'anno l'attività sessuale è più spiccata da febbraio a luglio, con punte nei mesi di aprile, maggio e giugno, che insieme costituiscono la cosiddetta "stagione di monta", durante la quale lo stallone può compiere fino a due salti al giorno e i calori
nella femmina sono più evidenti.[22] I calori nelle femmine sono riscontrabili da tumefazione dei genitali esterni, arrossamento della mucosa vaginale ed emissione di un liquido vischioso, unitamente da una tendenza a scalciare, urinare e alzare la coda; lo stallone in calore è invece eccitato e inquieto,
esibisce il flehmen[23], nitrisce spesso e presenta l'organo sessuale in erezione. Durando il ciclo estrale ventidue giorni, in caso di mancata fecondazione i calori nella cavalla si ripresentano dopo tre o quattro settimane, ogni volta con una durata variabile dai tre agli otto giorni.[22]

Al termine della gestazione, che dura in media undici mesi e dieci giorni, nasce generalmente un solo puledro. Durante la gravidanza la fattrice non deve essere lasciata inattiva ma neanche sottoposta a lavori troppo gravosi, l'appetito aumenta, le mammelle si ingrossano e il carattere dell'animale è
più tranquillo, mentre dopo il quinto mese l'addome si ingrossa assumendo un aspetto rotondeggiante. Nell'ultimo mese prima del parto la cavalla torna irrequieta, si alza e si corica spesso e le mammelle diventano turgide. Pochi giorni dopo il parto la cavalla può di nuovo essere fecondata. Il periodo
di "convalescenza" post-parto dura un mese, dopo il quale la cavalla è in grado di svolgere un moderato lavoro. Lo svezzamento del puledro avviene dopo circa sei-sette mesi di allattamento.[24]

I riproduttori vengono scelti tenendo conto dei fattori morfologici e funzionali. Generalmente i maschi non destinati alla riproduzione vengono castrati al fine di ottenere un animale più tranquillo per la monta, mentre vengono sterilizzati con la sola resezione dei dotti deferenti i maschi destinati al ruolo di
"stallone ruffiano", cioè per accertarsi che la femmina sia davvero disposta all'accoppiamento onde evitare rifiuti con possibile danneggiamento allo stallone riproduttore.

Il cavallo è un animale longevo che può superare i 40 anni d'età,[25] sebbene la vita media si aggiri tra i 25 e i 30 anni a causa di problematiche legate ai diversi lavori svolti dall'animale (traumi, malattie, inadeguatezza di cibo e stile di vita), sia per il costo elevato del mantenimento che rende
controproducente tenere a lungo animali da reddito non più in grado di svolgere le attività per cui sono stati acquistati.

Tassonomia ed evoluzione [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: Evoluzione del cavallo.

I progenitori del cavallo sono apparsi sulla Terra tra 45 e 55 milioni di anni fa; i biologi evoluzionistici, infatti, hanno una buona conoscenza del processo evolutivo cominciato all'inizio del Cenozoico che ha portato alla specie attuale, dato che si sono trovati vari
resti: dal Sifrhippus e dall'Eohippus dell'Eocene inferiore si è passati all'Orohippus e all'Epihippus dell'Eocene medio e superiore, cui ha fatto seguito, nell'ordine, il Mesohippus e il Miohippus dell'Oligocene. Proprio dal Miohippus, o forse dal Parahippus nel
Miocene, l'evoluzione ha portato al Merychippus e da questi al Pliohippus, vissuto nel Mio-Pliocene, arrivando quindi all'Equus del Pleistocene e infine all'Equus caballus del Neolitico.[3] Tutti i cavalli attuali possono essere ricondotti a tre ceppi principali
appartenenti a un'unica specie: gli estinti tarpan ed Equus robustus e il quasi estinto cavallo di Przewalski.[26]

Gli studi sui fossili dimostrano che il l'Eohippus aveva un'altezza non superiore a 30 cm al garrese, arti anteriori con quattro dita e posteriori con tre dita;[26] il suo habitat naturale era la foresta ed aveva una dentatura
tipica degli onnivori. Durante il processo evolutivo, svoltosi principalmente nel continente americano dal quale l'Equus migrò poi verso l'Asia, l'Europa e il Sud America,[3] i suoi discendenti si adattarono progressivamente
alla condizione di erbivori stretti e alla vita nelle praterie; la statura aumentò, gli arti divennero più lunghi, diminuì il numero delle dita e i denti si modificarono progressivamente aumentando in lunghezza e nei caratteri
della superficie masticatoria. Il cavallo odierno, Equus caballus, e gli altri appartenenti del genere Equus poggiano sull'unico dito rimasto loro: il medio, mentre delle altre dita non rimane che il metacarpo, il metatarso e le
castagnette.[26] Nel corso dei millenni molte ramificazioni si sono anche estinte, come l'Anchitherium e l'Hypohippus, discendenti del Miohippus, o l'Hipparion e l'Hippidion, discendenti del Merychippus; anche il Pliolophus,
contemporaneo dell'Eohippus ma vissuto in Europa, si estinse senza lasciare discendenti, mentre in America il cavallo si estinse per ragioni sconosciute circa diecimila anni fa, tornandovi solamente con la scoperta del Evoluzione del cavallo con
evidenziato lo sviluppo di scheletro,
continente da parte di Cristoforo Colombo.[27] teschio e arti.

Popolazioni selvatiche e inselvatichite [ modifica | modifica wikitesto ]

Un cavallo selvaggio propriamente detto è un animale i cui progenitori non sono mai stati addomesticati dall'uomo. La maggior parte dei cavalli noti oggi come "selvaggi", ad esempio i famosi mustang
americani, sono in realtà cavalli inselvatichiti, fuggiti o lasciati liberi dall'uomo.[28] La storia scritta riporta solitamente due sottospecie di cavalli mai addomesticati, il tarpan e il cavallo di Przewalski: il
primo di questi è estinto, mentre riguardo al secondo si è scoperto essere un discendente inselvatichito di una specie addomesticata dal popolo Botai più di 5500 anni fa.

Il cavallo di Przewalski (Equus ferus przewalskii), così chiamato in onore dell'esploratore russo Nikolaj Michajlovič Prževal'skij, conosciuto anche come "Mongolian Wild Horse", vive in Mongolia in
pericolo di estinzione, portato in questo stato presumibilmente tra il 1969 e il 1992, anno in cui alcuni esemplari provenienti da numerosi zoo vennero reintrodotti nell'ambiente selvaggio.[29][30][31] La cattura dei cavalli selvaggi che si tiene l'ultimo
sabato di maggio nella riserva naturale di Merfelder Bruch
Albero filogenetico del genere Il tarpan, o "European Wild Horse" (Equus ferus ferus) era diffuso in Asia ed Europa, ma si estinse nel 1909 con la morte dell'ultimo esemplare in uno zoo russo,[32] e con esso andò perduta anche la vicino a Dülmen in Germania.
Equus linea genetica. I tentativi di ricreare il tarpan hanno portato a cavalli simili, tutti però discendenti da cavalli addomesticati.[32][33][34]

Periodicamente vengono proposte ipotesi di specie relitte di cavalli selvaggi, che tuttavia all'atto pratico risultano essere inselvatichiti o domestici. È il caso ad esempio del cavallo di Riwoche del Tibet,[31] il cui codice
genetico non è però diverso da quello di un cavallo domestico,[35] o della sorraia portoghese, indicata come diretta discendente del tarpan[36][37] ma in realtà, come dimostrano gli studi eseguiti sul DNA, più vicina ad altre specie, considerando anche che
l'aspetto esteriore non può essere considerato una prova solida.[36]

Addomesticamento [ modifica | modifica wikitesto ]

Si propone di dividere questa pagina in due, creandone un'altra intitolata Addomesticamento del cavallo.
Segui i consigli sulla dimensione delle voci. Vedi anche la discussione.

Un piccolo gruppo di cavalli di


Sopravvissuto in Europa e Asia, la prima evidenza storica dell'addomesticamento del cavallo si ha in Asia centrale verso il 3.000 a.C. Nelle zone dell'Asia centrale e meridionale il cavallo fu addomesticato dagli allevatori di stirpe mongola, che diedero vita
Przewalski.
all'Impero mongolo proprio grazie alla forza e all'astuzia dell'esercito di guerrieri a cavallo.[38] Secondo altri studiosi, l'addomesticamento risale a 6.000 anni fa nell'Età del rame presso la cultura di Srednij Stog fiorente in Ucraina.[39]

Per quanto riguarda l'Europa, l'uso del cavallo fu appreso prima dai popoli indoeuropei, come gli Ittiti o i Mitanni, che lo esportarono fino in Mesopotamia dalle regioni nordiche dell'Eurasia (passando per Anatolia e Zagros). Le prime documentazioni scritte sul
cavallo risalgono al 2300-2100 a.C.: antichi documenti sumeri, dove il cavallo è chiamato "anshe-kur-ra", cioè "asino di montagna". Tuttavia i popoli mesopotamici gli preferirono l'asino; l'uso bellico del cavallo (ad opera dei popoli indoeuropei) era principalmente
nel carro da guerra. Nei popoli Hittiti, prima che negli altri popoli, la società ebbe una classe sociale di cavalieri: i "maryannu", ovvero "giovani cavalieri".

Oggi il cavallo è usato soprattutto in ambito sportivo (nelle innumerevoli discipline dell'equitazione e dell'ippica), circense, in alcune fasi della corrida spagnola, patria anche della disciplina dell'Alta Scuola. Altre nazioni come la Francia con il Cadre Noir di
Saumur e l'Austria con la Scuola di equitazione spagnola hanno una grande tradizione di "Alta Scuola". In alcune zone rurali e laddove l'utilizzo delle moderne attrezzature meccaniche non è possibile, sopravvive l'utilizzo del cavallo come mezzo di trasporto e
aiuto nel lavoro agricolo.

Un uso molto recente del cavallo, basato sia sulla fortissima carica emotiva connessa al rapporto uomo-cavallo che a peculiari aspetti psicomotori connessi all'equitazione, è la cosiddetta ippoterapia o "riabilitazione equestre", consistente nell'uso del cavallo
come strumento di riabilitazione per le persone diversamente abili.
Cavalli che arano un campo

Ferratura e finimenti [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: Pareggio e ferratura e Finimenti.

Il pareggio e la ferratura sono le due pratiche di gestione tradizionale dello zoccolo del cavallo, svolte dal maniscalco ad intervalli regolari per riprodurre artificialmente, nel cavallo domestico, il naturale consumo e indurimento delle strutture dello zoccolo, che nel
cavallo selvaggio o nel cavallo in libertà è assicurato dal contatto diretto e continuo fra zoccolo e suolo senza che si verifichi una eccessiva usura o eccessiva crescita. Per cenni sull'anatomia, la nomenclatura e il meccanismo dello zoccolo vedi la relativa voce.

Nel corso del rapporto millenario fra uomo e cavallo, si è assistito ad una contemporanea evoluzione della bardatura del cavallo. L'ideazione dell'imboccatura, favorita dalla particolare anatomia della dentatura del cavallo, sembra essere contemporanea alla
domesticazione. Molto posteriore l'invenzione della sella, ulteriormente migliorata dalla scoperta della staffa; altrettanto importante, per l'uso del cavallo da traino, l'invenzione del collare rigido. Ancora posteriore l'uso della ferratura, attribuita a popolazioni
nordeuropee in epoca medioevale. I cavalli sono utilizzati anche nello
sport.

Le razze [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: razze equine.

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Da secoli l'uomo si è impegnato nella selezione morfologica e funzionale del cavallo, dando vita a diverse razze: ai giorni nostri se ne possono contare circa trecento. La maggior parte delle razze equine oggi esistenti sono state create per fissare, se non migliorare i caratteri più desiderati. La
selezione artificiale prevede quindi l'incrocio tra razze diverse e l'unione fra meticci, cioè esemplari nati da un incrocio. Nello scegliere i riproduttori ci si può basare su una selezione morfologica o funzionale (è il caso delle razze da corsa).[26]

È probabile che, come accaduto per la selezione del cane, le varie popolazioni si siano trovate già di fronte a tipologie di cavalli con diverse caratteristiche fisiche a seconda dell'habitat in cui si erano sviluppate, senza alcuna selezione artificiale alle spalle. Secondo la maggior parte degli studiosi in
origine vi erano quattro tipologie (due di pony e due di cavallo) con caratteristiche ben definite, perfettamente adattate all'ambiente in cui vivevano:

Il tipo pony 1, simile al moderno pony Exmoor, si sarebbe sviluppato nell'Europa nord-occidentale, ed era perciò molto resistente all'umidità e alle basse temperature
Il tipo pony 2, simile alle moderne razze Fjord e pony Highland, originario dell'Eurasia settentrionale, era più grande del primo ed anch'esso molto resistente al freddo
Il tipo cavallo 1, simile alle moderne razze Sorraia e Akhal-Teke, presente nell'Asia centrale, aveva grande resistenza all'afa e alla sete
Il tipo cavallo 2, simile al Caspian, proveniva dalle regioni più occidentali dell'Asia, era più piccolo e leggero del tipo cavallo 1, e come questo era molto resistente al caldo.[senza fonte]

Da successivi incroci tra questi tipi nacquero le varie razze equine, selezionate fortuitamente o più di frequente per volontà dell'uomo, in modo da adempiere perfettamente ai diversi ruoli che il cavallo ha avuto nella società (trasporto di persone, traino, soma, uso bellico, agricolo e sportivo).

Tra le varie razze, le più note a livello mondiale sono l'Arabo, il Purosangue inglese, l'Andaluso, le americane Quarter Horse, Appaloosa e Paint Horse, il Frisone, il Berbero, l'Akhal-Teke. Altre razze sportive europee sono il Selle français, l'Anglo-Arabo Francese, l'Hannover, l'Oldenburg, l'Hunter
Irlandese, il KWPN. Tra le razze di pony (termine che indica qualsiasi cavallo al di sotto di un metro e quarantotto centimetri al garrese) più apprezzate vi sono gli Shetland, i Welsh, i Connemara.

Punteggio alla condizione fisica [ modifica | modifica wikitesto ]

La conformazione esterna del cavallo è un elemento di valutazione e di classificazione per l'uso specifico di lavoro o attività sportiva. Le forme del cavallo sono valutate in base alle varie regioni esterne e devono essere proporzionate in base alla morfologia della razza presa in esame.[40]

1. Estremamente emaciato: totale assenza di grasso, colonna vertebrale visibile, pochissima muscolatura presente sulle ossa, anch'esse visibili.
2. Emaciato: poco grasso, poca muscolatura, ossa prominenti
3. Magro: costole visibili chiaramente, l'inizio della coda si vede, ma non si vedono le vertebre, il grasso copre i processi trasversi e parte di quelli spinosi delle vertebre.
4. Moderatamente magro: costole appena visibili, linea dorsale visibile come una leggera cresta
5. Moderato: le costole si sentono ma non si vedono, linea dorsale dritta
6. Moderatamente carnoso: grasso presente sulle costole e attorno all'origine della coda, la linea dorsale è dritta o incavata
7. Carnoso: piega dorsale definita, costole ricoperte da grasso ma ognuna può essere palpata, grasso su collo e groppa.
8. Grasso: linea dorsale incavata, collo spesso, grasso lungo il garrese, dietro le spalle e all'interno delle cosce.
9. Troppo grasso: linea dorsale molto incavata, grasso sporgente su collo, groppa, cosce, spalle, intorno alla coda.

Il punteggio ideale, in riferimento alle razze da sella, è:

4: per un cavallo sportivo;


5: per un puledro in crescita;
6: per un soggetto in riproduzione.
7: per un pony da scuola.

Scuderizzazione [ modifica | modifica wikitesto ]

Vi sono vari modi di alloggiare il cavallo, ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi. I più comuni sono:

Sistemazione in box: si tratta di alloggi chiusi su ogni lato, di dimensioni adatte ad accogliere un singolo cavallo (generalmente dai quattro metri quadri in su), il cui pavimento viene coperto di lettiera da cambiare periodicamente. Spesso sono organizzati in
file, con le porte dei box rivolte su un corridoio o un porticato ed aperte nella metà superiore perché vi sia una buona circolazione dell'aria e l'animale possa guardare fuori.
Sistemazione in paddock: uno o più cavalli vengono alloggiati in recinti esterni più o meno grandi, generalmente con fondo in erba, sabbia o terra battuta. Solitamente i recinti sono realizzati in legno o tubi metallici (molto sconsigliati invece rete e filo spinato,
che possono ferire gravemente l'animale) e resi più sicuri da un nastro elettrificato, che trasmettendo una lieve ed innocua scossa al contatto scoraggia l'animale dai tentativi di fuga. La presenza di una tettoia o di una capannina chiusa su tre lati garantisce
all'animale il riparo da sole, neve o pioggia.
Stabulazione libera: più frequente per l'allevamento dei bovini ma talvolta usata anche per i cavalli. Gli animali, generalmente in gran numero, vengono tenuti insieme in recinti coperti di buone dimensioni, cui si accede tramite un corridoio. Per questo tipo di Cavallo in un maneggio
alloggio è fondamentale che gli animali si conoscano, vadano d'accordo tra loro e che vengano evitati conflitti per il cibo o il giaciglio (predisponendo un numero adeguato di mangiatoie e grandi quantità di lettiera).
Stabulazione fissa o in poste: i cavalli vengono tenuti costantemente legati, chiusi su tre lati da pareti, in spazi piuttosto esigui. Tale sistema di stabulazione è vietato in diversi paesi, difatti seppure comodo e adatto nei tempi relativamente brevi in cui
l'animale viene pulito, vestito dei finimenti, ferrato o visitato in caso di cure mediche. Se viene adottato come alloggio fisso del cavallo si rivela assolutamente inadatto, impedendo all'animale di guardarsi intorno, muoversi liberamente, rotolarsi e sdraiarsi per dormire.

La normativa italiana in vigore consiglia di mantenere i cavalli all'aperto o, in caso di forzata stabulazione, di consentire la fruizione quotidiana di un paddock, compatibile con le caratteristiche morfologiche dell'animale[41].

Addestramento [ modifica | modifica wikitesto ]

Lo stesso argomento in dettaglio: doma gentile.

Anche i temi dell'addestramento e della tecnica di monta hanno subito un'evoluzione storica e una differenziazione locale. In funzione delle necessità di utilizzo, si sono sviluppati stili e tecniche di addestramento differenziate; alcune tecniche tradizionali sono
rimaste confinate a specifiche aree geografiche ("monte da lavoro" maremmana, Camargue, sudamericana ecc). Una particolare monta da lavoro, la "monta western", ha assunto un grande rilievo e viene largamente praticata anche a scopi di svago e sportivi.
La cosiddetta "equitazione classica" europea, sviluppata particolarmente per scopi militari, ha avuto origine dalle Scuole di Equitazione dei famosi cavallerizzi italiani, primo fra tutti Giovan Battista Pignatelli. In ambito sportivo la vera e moderna rivoluzione è
stato il "Sistema di Equitazione naturale" ideato dal capitano di cavalleria italiano Federico Caprilli. Venne così chiamato dallo stesso Caprilli, che per metterlo a punto studiò e capì il modo in cui assecondare sia i movimenti del cavallo che rispettarne la sua
indole generosa e collaborativa; il metodo ha tanto successo che ancora oggi i risultati migliori nell'equitazione sportiva (salto ostacoli e completo) li ottengono i cavalieri che si attengono a questi dettami.

Le diverse tecniche di addestramento condividono comunque molti punti importanti, ed è sorprendente la modernità e la profondità delle considerazioni di Senofonte, intellettuale di scuola socratica e generale greco del IV secolo a.C., autore del celeberrimo
trattato Sull'equitazione (Ἱππαρχικὸς ἢ περὶ ἱππικῆς).
Amazonomachia
Le tecniche di addestramento più moderne comprendono varie correnti della cosiddetta doma gentile o "natural horsemanship", che propone un approccio etologico, basato su un rapporto più paritario tra uomo e cavallo. Questo tipo di doma ha dimostrato in
alcuni casi una maggiore efficacia rispetto ai metodi tradizionali, e per quanto sia ancora spesso motivo di discussioni e scontro tra i diversi esperti, ha certamente scatenato grande interesse e cresce il numero di persone che si dedicano all'uso di queste nuove
metodologie. Tra queste si possono ricordare, ad esempio, i metodi TTouch, Parelli, Join Up e l'italiano Ranch Horsemanship.

Carne [ modifica | modifica wikitesto ]

Si propone di dividere questa pagina in due, creandone un'altra intitolata carne equina.
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Il consumo alimentare di carne di cavallo è stato in passato protagonista di diversi tabù: papa Gregorio III (731 - 741) vietò ai cristiani il consumo di carne di cavallo, definito in una lettera scritta a Wynfrith-Bonifacio nel 732, in risposta a vari quesiti del
missionario sull'evangelizzazione dei popoli del nord-Europa, un cibo immundum et execrabile: chi l'avesse mangiata avrebbe dovuto fare penitenza, dato che il consumo di carne equina aveva connotazioni legate con il paganesimo[42]. Anche papa Zaccaria
(741 - 752), suo successore, ne proibì il consumo (assieme a quella del castoro). Esso è tuttora vietato dalla religione ebraica e dalle autorità civili in diversi stati[quali?].

La carne di cavallo è di rapido deterioramento specie in paesi caldi (da qui forse l'origine del veto ebraico).

Ai fini alimentari la carne di cavallo utilizzata e venduta nelle apposite macellerie è carne di animale giovane, cioè di puledro, mentre la carne di animale più anziano è utilizzata soprattutto nell'industria degli insaccati.[43]

Il sapore è a metà tra quella di bovino e quella della selvaggina. Si adatta alla preparazione di piatti in umido, stracotti e insaccati. Povera di grassi e ricca di ferro, viene prescritta a soggetti anemici. I pochi grassi sono per il 70% insaturi, quindi apportano
pochissimo colesterolo come la carne di pollo ma al contrario delle carni bianche ha molto ferro. La carne si può considerare migliore di quella del bovino come apporto nutritivo. Ecco il contenuto medio di nutrienti per 100 grammi di carne equina: Acqua gr 76;
Proteine gr 20,8; Lipidi gr. 2,8; Glicidi gr. 0,5, Calcio mg 12; Fosforo mg 200; Ferro mg 7; Sodio mg 50; Potassio mg 300; Vitamina B1 mg 0,20; Vitamina B2 mg 0,16; Vitamina PP mg 4. Inoltre il contenuto in calorie di 100 grammi di parte edibile della carne di Pezzetti
cavallo è di 110 kcal.[44]

Il carne di cavallo non trasmette la tenia, tuttavia può risultare infetta da trichinellosi.

Durante controlli a campione nel 2013 alcune partite di carne di cavallo destinate all'alimentazione umana sono state rinvenute positive al Fenilbutazone, un antidolorifico utilizzato abitualmente nei cavalli e pericoloso per la salute umana.[45] Attualmente i residui di questo farmaco non rientrano tra le
sostanze ricercate dai piani di controllo sanitario per la sicurezza alimentare.[46] L'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di macellazioni di equidi annuali. In ragione di questo la FVO (Food and Veterinary Office) della UE ha condotto nel 2013 un meticolosa ispezione delle strutture di
macellazione in Italia. I risultati sono stati una generale non conformità al pacchetto igiene, non soddisfacente informazione sulla catena alimentare, banche dati non affidabili e criticità nei laboratori che eseguono le analisi sulle trichinelle, con conseguenti rischi per la salute dei consumatori[47].

Viene apprezzata in Francia e Giappone. In Italia, è consumata nel Veneto, dove entra come ingrediente base della tipica pastissada, in Lombardia soprattutto in provincia di Mantova, in Puglia, Emilia-Romagna, Sicilia (soprattutto nella zona di Catania) e in alcune zone della Sardegna.

Nel 2009, la Camera dell'Agricoltura britannica ha pubblicato le cifre della produzione di carne equina in numerosi paesi:

Produzione di carne equina comparata


nel 2009[48]
Paese Tonnellate annue
Messico 78 000
Argentina 57 000
Kazakhstan 55 000
Mongolia 38 000
Kirghizistan 25 000
Australia 24 000
Brasile 21 000
Canada 18 000
Polonia 18 000
Italia 16 000 (1)
Romania 14 000
Cile 10 000
Senegal 9 500
Uruguay 8 000
France 7 500
Colombia 6 000
Spagna 5 000 (1)
(1) compresa la carne di asino.

Tra gli esempi più noti di piatti:

Sfilacci di cavallo: tipici delle regioni settentrionali, si sono imposti per il basso costo e la salubrità, anche nel Mezzogiorno: da consumare con olio extravergine di oliva e limone.
Bistecca di puledro: simile per qualità organolettica allo scamone bovino.
Straéca: simile alla bistecca di puledro, ma più sapida quale grigliata di cavallo.
Spezzatino di cavallo: tipico dei Colli Euganei, accompagnato dalla polenta.
Prosciutto di cavallo: servito con limone in Sicilia, con panna acida in Trentino-Alto Adige o Romagna.
Salame di cavallo: varietà di salame, solitamente stagionato, di sola carne equina o mista con suina e bovina.
Bigoli al sugo di cavallo: una pasta simile ai vermicelli n.5, condita con abbondante salsa di carni equine alla bolognese.
Pezzetti di cavallo al sugo: spezzatino stracotto di cavallo, insaporito con sugo, ortaggi vari e peperoncino, piatto molto diffuso nel Salento.
Brasciole di cavallo: involtini di carne di cavallo tradizionalmente preparati in Puglia (Provincia di Taranto e Bari).
Insalata di carne cruda: piatto tipico piemontese costituito da tagli pregiati di carne bovina cruda macinata, condita con olio d'oliva, sale, pepe, limone e, se non disdegnato, aglio in tocchetti; preparata anche con carne equina, più facilmente digeribile data la minor percentuale di grassi rispetto alla
carne bovina.
Polpette nella zona di Catania

Nel Mezzogiorno, vi sono molteplici ricette e preparazioni d'insaccati di carni equine.

Come annota lo scrittore inglese Matthew Fort nel suo Mangiare in Italia. Viaggi su una Vespa, scrive: «Il gusto della carne equina rimanda ad un antico passato in cui l'alimentazione umana era alquanto legata all'allevamento ed all'agricoltura primaria. Nella frugalità quotidiana qualsiasi animale in
grado di fornire sostentamento, specialmente una riconosciuta fonte di proteine come il cavallo, era buono da mangiare. Senza alcuna possibilità di rifiuto.»[49]

Cavalli famosi [ modifica | modifica wikitesto ]

Le singole voci sono elencate nella Categoria:Cavalli famosi e Categoria:Cavalli immaginari

Cavalli immaginari [ modifica | modifica wikitesto ]

Theodora, la cavalla di Terence Granchester Furia, il cavallo dell'omonima serie Nevecrino, il cavallo di Théoden, nel Cisco, il cavallo del tenente John Dumbar in Zietto, il cavallo di Pippi Calzelunghe. Orazio Cavezza, cavallo antropomorfo della
dell'anime Candy Candy televisiva. Signore degli Anelli. Balla coi lupi. Napoleone, il cavallo di Capitan Miki. Banda Disney.

Ronzinante, il cavallo di Don Chisciotte della Re Nero, il cavallo di Raoul del manga e Zoccofuoco, il cavallo di Eomer, nel Signore Spirit, il cavallo protagonista del film della Black, il cavallo del Piccolo Sceriffo. Vegliantino, il leggendario cavallo di
Mancia. anime Ken il guerriero. degli Anelli. DreamWorks, Spirit - Cavallo selvaggio. Gondrano (Boxer nell'originale), il cavallo Orlando.

Sleipnir, il cavallo di Odino. Bullseye, il cavallo giocattolo di Woody in Roheryn, il cavallo di Aragorn, nel Signore Artax, il cavallo di Atreiu ne La storia infinita. nella Fattoria degli animali di George Orwell. Lodovico, cavallo antropomorfo nei fumetti
Pegaso, il cavallo alato della mitologia Toy Story 2. degli Anelli. Buraq, il cavallo che sarebbe servito a Ernesto Sparalesto, cavallo dei cartoni di Lupo Alberto.
greca. Sansone, il cavallo di Filippo nel film Disney Brego, il cavallo di Aragorn, nei film Signore Maometto per un viaggio celeste. animati di Hanna-Barbera. Gli Houyhnhnm, dal romanzo I viaggi di

Baiardo, il cavallo fatato di Rinaldo ne La bella addormentata nel bosco. degli Anelli. Tornado, il cavallo di Zorro. Comet, il super-cavallo della DC Comics. Gulliver di Jonathan Swift.

l'Orlando Furioso. Balio e Xanto, i cavalli di Achille, nell'Iliade. Jolly Jumper, il cavallo di Lucky Luke. Aquilante, il cavallo di Brancaleone. Aragorn e Valinor, cavalli alati della Marvel Flicka, puledra dell'omonimo film.
Ombromanto (Shadowfax), il cavallo di Trottalemme, il cavallo di Cocco Bill. Dinamite, cavallo di Tex Willer. Comics, rispettivamente di Valchiria e del Joey, il cavallo da guerra in War Horse
Gandalf, nel Signore degli Anelli. Turbine, il cavallo di Pecos Bill. Cavaliere Nero.

Cavalli storici [ modifica | modifica wikitesto ]

Bucefalo, cavallo di Alessandro Magno. Bavieca, cavallo di El Cid. Marsala, cavallo di Giuseppe Garibaldi. Little Sorrel, cavallo del Gen. Stonewall Jackson.

Palomo, cavallo di Simón Bolívar. Marengo, cavallo di Napoleone. Richmond, Jeff Davis, Brown-Roan, Lucy Long, Traveller, cavalli del Brigham, cavallo di Buffalo Bill.
Asturcone, cavallo di Giulio Cesare. Copenaghen, cavallo del Duca di Wellington. Gen. Robert E. Lee. Vic, cavallo preferito del "Gen." George Armstrong Custer che

Incitatus, cavallo di Caligola. Favorito, cavallo di Carlo Alberto di Savoia utilizzato durante i moti del Reinzi, cavallo del Gen. Philip Henry Sheridan utilizzato nella carica partecipò alla battaglia di Little Big Horn.
1848. di Cedar Creek.

Cavalli da corsa [ modifica | modifica wikitesto ]

Le singole voci sono elencate nella Categoria:Cavalli da corsa

Bellino II. Tornese. Nearco. War Admiral.

Seabiscuit. Varenne. Ruffian. Kincsem.


Red Rum. Man o' War. Eclypse. Lemon Dra.

Ribot. Secretariat. Phar Lap. Hambletonian

Note [ modifica | modifica wikitesto ]

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Bull. Zool. Nomencl., vol. 60, nº 1, 2003, pp. 81–84 (archiviato dall'url originale 16. ^ Becker, Pavia, Spadafori, Becker 2007, p. 23 31. ^ a b Dohner "Equines: Natural History" Encyclopedia of Historic Livestock 42. ^ Carne di cavallo, un tabù alimentare che non ha mai funzionato in
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Bibliografia [ modifica | modifica wikitesto ]

Marty Becker, Audrey Pavia, Gina Spadafori, Teresa Becker, Why Do Horses Sleep Standing Up?: 101 of the Most Perplexing Questions Answered About Equine Enigmas, Medical Mysteries, and Befuddling Behaviors, HCI, 2007, ISBN 0-7573-0608-X.
Maurizio Bongianni, Cavalli, Arnoldo Mondadori, ISBN 88-04-30349-2.
British Horse Society, The Manual of Horsemanship of the British Horse Society and the Pony Club, Kenilworth, British Horse Society, 1970, ISBN 0-9548863-1-3.
Janet Vorwald Dohner, Historic and Endangered Livestock and Poultry Breeds, Equines: Natural History, Topeka, Kansas, Yale University Press, 2001, ISBN 978-0-300-08880-9.
Elwyn Hartley Edwards, The Encyclopedia of the Horse, Londra, Dorling Kindersley, 1994, ISBN 1-56458-614-6.
M. E. Ensminger, Horses and Horsemanship: Animal Agricultural Series, 6ª edizione, Danville, Illinois, Interstate Publishers, 1990, ISBN 0-8134-2883-1.
M.D. Giffin, M. James e D.V.M. Tom Gore, Horse Owner's Veterinary Handbook, 2ª edizione, New York, Howell Book House, 1998, ISBN 0-87605-606-0.
Sandra L. Olsen, Horse Hunters of the Ice Age, 1ª edizione, Boulder, Colorado, Roberts Rinehart Publishers, 1996, ISBN 1-57098-060-8.
Michel Peissel, Tibet: the secret continent, Macmillan, 2002, ISBN 0-312-30953-8.

Voci correlate [ modifica | modifica wikitesto ]

Carrozza Equitazione Maniscalco Ardennese (cavallo)

Cholla FISE Tarpan Soring (pratica abusiva e proibita negli Stati Uniti d'America dal 1970,
Doma gentile Ippica Roano (cavallo) per provocare l'innalzamento delle zampe anteriori)
Inglesatura Ippovia

Altri progetti [ modifica | modifica wikitesto ]

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Wikispecies contiene informazioni sulla specie Equus caballus

Collegamenti esterni [ modifica | modifica wikitesto ]

News sul cavallo , su equitando.com.


Evoluzione del cavallo , su ilportaledelcavallo.it.
(DE) Pferderassen Portale sulle razze equine
(EN) Barefoot for Soundness , su barefoothorse.com.
Cavalli , su mille-animali.com.
Equus caballus , in Thesaurus del Nuovo soggettario, BNCF.

Controllo di autorità LCCN (EN) sh85062160  · GND (DE) 4045503-8  · BNF (FR) cb11931175w (data)

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