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Anatomia 12-05-14

L'ARTO INFERIORE
L'arto inferiore viene diviso in regioni:
-cingolo pelvico rappresentato dall'aggancio dello scheletro appendicolare dell'arto inferiore sullo
scheletro assile a dare l'articolazione coxo-femorale
-regione della coscia
-regione del ginocchio
-regione della gamba
-caviglia
-regione del piede

Tutte le regioni hanno strutture proprie che le caratterizzano, tuttavia possiedono anche peculiarità
che le accomunano, ovvero un asse osseo centrale su cui si organizzano perifericamente lo strato
muscolare, connettivale e cutaneo.
Spostandoci dall' esterno verso l'interno dell'arto inferiore troviamo infatti:
-la cute
-il tessuto sottocutaneo, ovvero la fascia superficiale
-la fascia profonda che come una sorta di calza avvolge tutti i muscoli dell'arto
-il compartimento muscolare rappresentato da muscoli che possono essere superficiali o profondi
-le ossa

Dalla fascia profonda originano setti connettivali che si addentrano a costituire le logge.
La fascia profonda prende nomi diversi a seconda delle regioni che si prendono in considerazione,
pertanto nella regione glutea troviamo la fascia glutea, nella coscia troviamo la fascia lata, e nella
gamba la fascia della gamba che posteriormente viene denominata fascia poplitea.

Le logge sono importanti perchè individuano muscoli che appartengono a gruppi funzionalmente
indipendenti.
Nelle logge anteriori troviamo muscoli estensori, in quelle posteriori muscoli flessori e in quelle
mediali muscoli adduttori.

Nella coscia si trovano la loggia anteriore e posteriore individuate da due setti intermuscolari,
quello laterale e quello mediale. Il setto intermuscolare mediale possiede un foglietto anteriore e
posteriore che individuano una terza loggia, la loggia mediale della coscia.

Nella gamba si individuano la loggia anteriore e la loggia posteriore divise dalla membrana
interossea interposta tra tibia e perone. È poi presente la loggia laterale con i muscoli peronei.

Circolazione arteriosa
La circolazione arteriosa dell'arto inferiore è fornita dall'arteria femorale.
Essa proviene dall'arteria iliaca esterna (ramo a sua volta dell'iliaca comune), si porta nell'arto
inferiore passando sotto il legamento inguinale e si sposta anteromedialmente nella coscia dove
rilascia come rami l'arteria iliaca circonflessa superficiale, la pudenda e l'arteria genicolata
discendente.
Altro ramo importante rilasciato dalla femorale è l'arteria femorale profonda. Questa si porta in
profondità a dare quelle arterie che irrorano l'epifisi prossimale del femore, ovvero le arterie
femorali circonflesse laterale e mediale oltre che alcuni rami perforanti.
L'arteria femorale a livello dell'articolazione del ginocchio si sposta posteriormente a dare l'arteria
poplitea la quale prosegue in tibiale posteriore e tibiale anteriore. Quest’ultima si porta
anteriormente bucando la membrana interossea.
L'arteria tibiale posteriore invece dà l'arteria peronea che si porta lateralmente in prossimità del
perone e continua nella regione del piede a formare le arterie plantari.
Al contrario l'arteria tibiale anteriore forma le arterie dorsali del piede che si anastomizzano con le
plantari in una ricca rete anastomotica.

Circolazione venosa
Anche nell'arto inferiore troviamo una circolazione venosa profonda con vene satelliti delle arterie
sopra citate e una circolazione venosa superficiale.
I vasi superficiali si trovano nel sottocute, ovvero al di sopra della fascia profonda, e sono
rappresentati dalla vena grande safena e dalla vena piccola safena.
La prima si trova medialmente e origina dalle arcate venose del piede per confluire nella vena
femorale.
La seconda si trova lateralmente, risale verso l'alto in direzione mediale a livello del ginocchio e
confluisce nella vena poplitea.

Drenaggio linfatico
La circolazione linfatica dell'arto inferiore è costituita da vasi che possono essere sia superficiali
che profondi e che drenano in due stazioni linfonodali: una stazione a livello popliteo e una a livello
inguinale.
A livello inguinale è presente un linfocentro profondo e un linfocentro superficiale.
Il primo è prossimo ai vasi femorali, mentre il secondo è dato da un braccio orizzontale parallelo al
legamento inguinale e da un braccio verticale a livello della vena safena.
La circolazione linfatica profonda segue i vasi profondi, mentre quella superficiale segue la grande
safena e si porta nei linfonodi inguinali superficiali.
La circolazione linfatica superficiale lateralmente segue peró la piccola safena e drena nei linfonodi
superficiali e profondi della regione poplitea. Da qui il drenaggio profondo confluirà nei linfonodi
inguinali profondi.

Innervazione
L'arto inferiore è innervato dai nervi dei plessi lombare e sacrale che sono:
-nervo femorale
-nervo ischiatico
-nervo otturatorio
-altri nervi tra cui il nervo cutaneo laterale della coscia

Il nervo femorale origina dal plesso lombare, si porta nell'arto inferiore passando al di sotto del
legamento inguinale e rilascia rami sensitivi e motori, è infatti un nervo misto.
I rami motori sono per i muscoli della loggia anteriore della coscia (muscolo sartorio e quattro
ventri del muscolo quadricipite femorale).
I rami sensitivi vanno invece alla cute e sono i nervi cutanei intermedio e mediale della coscia.
Il nervo femorale prosegue poi nella gamba come nervo safeno, un nervo sensitivo.
Per quanto riguarda l'innervazione sensitiva possiamo perció dire che il nervo sensitivo innerva la
cute anteromediale della coscia, la cute del ginocchio, la cute mediale della gamba e parte della cute
del piede.

Il nervo ischiatico origina dal plesso sacrale, da L4 a S3, e attraverso la grande incisura ischiatica si
porta posteriormente nella coscia.
Nella coscia rilascia rami motori per i muscoli della loggia posteriore e prima di giungere al
ginocchio dà il nervo tibiale e il nervo peroneo comune. Il tibiale va posteriormente nella gamba a
dare i nervi plantari laterale e mediale, mentre il nervo peroneo comune si sposta più lateralmente.

Il nervo otturatorio origina invece dal plesso lombare, passa nel foro otturatorio e si porta
medialmente nella coscia dando i rami motori per i muscoli mediali e fornendo i rami sensitivi per
una piccola parte della cute mediale.

Ossa e articolazioni
Cingolo pelvico: articolazione coxofemorale, articolazione mobile sinoviale tra la faccia esterna
dell'osso dell'anca e l'epifisi prossimale del femore.
Coscia: femore
Gamba: tibia medialmente e perone lateralmente
Piede: tarso, metatarso e falangi

- Osso dell'anca
L'osso dell'anca presenta una parte superiore iliaca, una postero inferiore ischiatica e una
anteroinferiore pubica.
Sulla faccia esterna dell'osso dell'anca sono individuabili: una faccia glutea per l'inserzione dei
muscoli glutei, le linee glutee anteriore, inferiore e posteriore, ed una cavità detta acetabolo
dell'anca. Esso ha forma semisferica concava con esternamente il margine acetabolare, piú
profondamente la fossa acetabolare e la superficie semilunare, ovvero la superficie articolare vera e
propria dell'acetabolo dell'anca. É infatti solo questa porzione e non tutta la fossa acetabolare a
partecipare all'articolazione coxo-femorale.
Anche l'acetabolo risulta essere costituito da tre porzioni: la porzione pubica (costituisce 1/5
anteriore dell'acetabolo), la porzione ischiatica (costituisce la fossa acetabolare e 2/5 posteriori
dell'acetabolo) e la porzione iliaca (costituisce 2/5 rimanenti superiori dell'acetabolo).

Femore
Il femore è un osso lungo e come tale possiede un'epifisi prossimale, una diafisi centrale e un'epifisi
distale.
L'epifisi prossimale presenta la testa con una superficie liscia, semisferica e convessa. È la testa del
femore che si articola con l'acetabolo dell'anca nell'articolazione coxo-femorale. In realtà la testa del
femore non è del tutto liscia perchè centralmente presenta la fovea capitis, o fossa del legamento
della testa, ovvero il punto di attacco del legamento rotondo del femore.
Sotto alla testa del femore si trova il collo anatomico e inferoposteriormente a questo ci sono le due
tuberosità dette grande e piccolo trocantere. Queste sono unite dalla cresta intertrocanterica.
I due trocanteri sono osservabili anche nella faccia anteriore dell'epifisi prossimale e a unirli è
presente la linea intertrocanterica.

Articolazione coxo-femorale
L'articolazione coxo-femorale è un'articolazione sinoviale in cui i capi articolari hanno forma
sferica. Si tratta perció di una enartrosi, detta anche sferartrosi.
Come tutte le sinoviali presenta un manicotto fibroso per il contenimento dell'articolazione stessa. Il
manicotto è rinforzato da diversi e importanti legamenti.
I legamenti esterni all'articolazione sono:
-legamento ischiofemorale
-legamento pubofemorale
-legamento ileofemorale
Sul margine acetabolare si appone un cercine fibroso, o labbro glenoideo, che si chiude grazie
all'interposizione del legamento acetabolare.
I legamenti interni all'articolazione sono invece rappresentati dal legamento rotondo del femore che
dalla fovea capitis si porta all'incisura acetabolare.
La faccia anteriore della diafisi femorale è più liscia rispetto a quella posteriore che è invece piú
rugosa. Su quest'ultima è presente la linea aspra che percorre longitudinalmente la diafisi e che
individua un labbro mediale e un labbro laterale della linea aspra. Portandosi verso il basso tale
linea va a divergere in corrispondenza dei due condili femorali, dando in questo modo la linea
sopracondiloidea laterale e mediale.
L'epifisi distale del femore partecipa all'articolazione del ginocchio.

Articolazione del ginocchio


L'articolazione del ginocchio è la piú complessa dello scheletro umano e le ossa in essa coinvolte
sono femore, tibia e rotula (anche detta patella). Riconosciamo due articolazioni che la compongono
nello specifico:
-articolazione femoropatellare tra il femore e rotula
-artcolazione femorotibiale tra femore e tibia

La prima superficie articolare del femore è rappresentata dalla sua epifisi distale. Questa è formata
da due condili, laterale e mediale, di forma convessa ed elissoidale, che divergono posteriormente a
dare la fossa intercondiloidea. Ciascun condilo possiede un proprio epicondilo e piú precisamente
sopra l'epicondilo mediale è presente il tubercolo adduttorio su cui si inserisce parte del tendine del
muscolo grande adduttore. I due condili femorali prendono contatto con il piatto tibiale, ovvero la
superficie superiore dell'epifisi prossimale della tibia, a dare l'articolazione femorotibiale. Questa è
definita come articolazione bicondiloidea pensando alla morfologia dei capi articolari, perchè se si
pensasse invece al movimento di flesso-estensione della gamba sulla coscia che questa permette,
l'articolazione potrebbe funzionalmente essere classificata come un ginglimo angolare.
La seconda superficie articolare del femore è rappresentata dalla superficie patellare, area
triangolare liscia anteriore all'epifisi distale, che prende rapporti con la patella nell'articolazione
femoropatellare.
La patella, o rotula, è un osso sesamoide sito all'interno del tendine del muscolo quadricipite
femorale. Possiede una faccia anteriore rugosa detta faccia cutanea, e una faccia posteriore che
rappresenta la superficie articolare che si articola con il femore. L'apice inferiore della faccia
posteriore della rotula ha un aspetto rugoso e non entra a far parte della superficie articolare.
L'articolazione del ginocchio è un'articolazione sinoviale con un manicotto fibroso che la contiene.
I legamenti di rinforzo esterni all'articolazione sono:
-lateralmente e medialmente il legamento collaterale peroneo e il legamento collaterale tibiale
-anteriormente il legamento patellare
-lateralmente e medialmente al legamento patellare i retinacoli patellari laterali e mediali.
-posteriormente il legamento popliteo obliquo e il legamento popliteo arcuato.
I legamenti interni alla capsula sono:
-i legamenti crociati anteriore e posteriore.
Il crociato anteriore origina davanti all'eminenza intercondiloidea e si porta sulla faccia mediale del
condilo femorale laterale. Il crociato posteriore invece origina dietro all'eminenza e si porta sulla
faccia laterale del condilo mediale femorale.
In questo modo i due legamenti si incrociano andando a formare una x da cui il loro nome. Sebbene
i legamenti crociati siano interni alla capsula articolare, non sono tuttavia rivestiti dalla membrana
sinoviale, e pertanto vengono definiti legamenti intracapsulari ed extrasinoviali.
Per aumentare la congruenza dei capi articolari sul piatto tibiale sono presenti due menischi di cui
quello mediale piú aperto e quello laterale piú chiuso.
Ad unire i due menischi anteriormente c'è il legamento trasverso del ginocchio. Il menisco mediale
è poi ancorato alla tibia grazie al legamento menisco-tibiale anteriore e il legamento menisco-tibiale
posteriore.
Il menisco laterale è invece ancorato al femore superiormente grazie al legamento menisco-
femorale posteriore e il legamento menisco-femorale anteriore.
Tibia
Anche la tibia presenta una epifisi prossimale, una diafisi centrale e un'epifisi distale.
L'epifisi prossimale della tibia ha i condili laterale e mediale che accolgono i condili femorali
nell'articolazione femorotibiale descritta precedentemente.
Tra i condili ci sono i tubercoli intercondiloidei laterale e mediale. Lateralmente l'epifisi presenta
poi la faccetta articolare per l'articolazione con il perone.
La tibia al di sotto della sua epifisi prossimale presenta invece la tuberosità tibiale.

Perone o fibula
Il perone è l'altro osso lungo che con la tibia costituisce le ossa della gamba.
É piú piccolo tuttavia della tibia con cui si articola per mezzo di due articolazioni piane:
l'articolazione tibiofibulare prossimale e tibiofibulare distale.
Presenta un epifisi prossimale, una diafisi centrale e un'epifisi distale.
L'epifisi prossimale presenta la testa della fibula, mentre l'epifisi distale presenta il malleolo laterale
che si contrappone al malleolo mediale identificato sull'epifisi distale della tibia.

Piede
Tibia e fibula si articolano con l'astragalo in un’articolazione
a troclea.
Nel piede riconosciamo il tarso, il metatarso e le falangi.
Nel tarso identifichiamo astragalo, calcagno, scafoide,
cuboide, cuneiforme laterale, cuneiforme intermedio e
cuneiforme mediale.
Il metatarso è costituito da cinque ossa metatarsali che si
articolano distalmente con le falangi.
Le falangi sono in numero di due per il primo dito e in numero
di tre per le restanti dita. Le articolazioni tra le falangi sono
ginglimi.