Sei sulla pagina 1di 14

Volume I

CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE
CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE
DEGLI EDIFICI PER L’ISTRUZIONE E LA SANITÀ
Volume II
ANALISI DI VULNERABILITÀ
E RISCHIO SISMICO
Obiettivi della ricerca e definizione della popolazione e delle unità statistiche
Il lavoro,
lavoro attraverso tabelle,
tabelle diagrammi e mappe di sintesi proposti a livello regionale e
provinciale, si propone di fornire una descrizione statistica accurata e completa delle
caratteristiche tipologiche e di vulnerabilità in particolare dell’edilizia scolastica e sanitaria,
censita nel Progetto LSU (1996) mediante le schede di vulnerabilità di primo e secondo
livello del Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (GNDT).

Il lavoro costituisce un utile strumento per ll’approfondimento


approfondimento della conoscenza del
patrimonio edilizio pubblico dell’Italia Meridionale e per valutazioni di vulnerabilità e di
rischio sismico, direttamente utilizzabili ai fini delle attività di prevenzione e riduzione del
rischio sismico.
Per due categorie di edifici pubblici che costituiscono una parte del patrimonio edilizio
pubblico di grande rilevanza per consistenza e diffusione sul territorio, per esposizione ed
i
importanza
t strategica
t t i (edifici
( difi i scolastici,
l ti i edifici
difi i per la
l sanità
ità e ospedalieri),
d li i) vengono illustrate
ill t t
e commentate in dettaglio le elaborazioni statistiche effettuate sulle caratteristiche
strutturali e tipologiche e sui dati ottenuti nelle analisi di vulnerabilità e di rischio sismico.

All’interno dei due raggruppamenti funzionali per destinazione d’uso, il patrimonio edilizio
è classificato secondo la tipologia costruttiva prevalente, in strutture in muratura e in
calcestruzzo armato,
armato che insieme rappresentano la quasi totalità degli edifici censiti
presenti nella base dati.
Definizione della popolazione e della tipologia di studio

L’ambito territoriale interessato dal rilevamento comprende le seguenti regioni centro‐


meridionali: Abruzzo,, Molise,, Campania,
p , Calabria,, Sicilia.

Nel progetto LSU‐96 le regioni Molise, Campania e Calabria sono state indagate per
intero; della Puglia
g è stata considerata la sola p provincia di Foggia
gg il cui territorio è
classificato sismico; della Sicilia è stata interessata la fascia orientale comprendente le
intere province di Catania, Ragusa e Siracusa e 67 comuni di quella di Messina;
dell’Abruzzo i 68 comuni della fascia costiera all’epoca non classificati. La Regione
Abruzzo negli anni 1993‐1994 ha autonomamente realizzato un analogo censimento di
vulnerabilità limitatamente agli edifici pubblici in muratura delle zone classificate, i cui
dati sono stati messi a disposizione e quindi inglobati nel data base finale.

La base dati è relativa a 1746 comuni per un numero totale di edifici pari a 42107.
Tecnica di indagine

La scheda GNDT per la valutazione di vulnerabilità prevede un primo livello di raccolta


dati,, con informazioni essenzialmente di tipo
p metrico,, tipologico
p g e di esposizione,
p , valido
per edifici ordinari di qualsiasi tipologia costruttiva ed un secondo livello per gli edifici
in muratura. Questo secondo livello consente l’applicazione di un metodo per calcolare
la vulnerabilità dell’edificio di tipo
p semeiotico con il q
quale, attraverso l’osservazione ed il
rilevamento di un insieme di elementi di valutazione, e con l’ausilio di regole
prestabilite, i tecnici rilevatori assegnano un livello di vulnerabilità a 11 parametri
significativi del comportamento sismico dell’edificio; questi poi, pesati e sommati,
concorrono alla definizione di un indice sintetico di vulnerabilità della costruzione.

L’archivio di dati degli edifici pubblici censiti contiene pertanto informazioni di primo e
secondo livello per gli edifici in muratura e di solo primo livello per gli edifici in cemento
armato.
Le variabili statistiche
Le analisi statistiche descrittive riportate nel primo volume riguardano le principali
caratteristiche metriche e tipologiche desunte dai dati di vulnerabilità presenti nella
scheda di primo livello GNDT :
• numero di piani totali degli edifici;
• numero di piani fuori terra;
• volumetria;
• altezze di interpiano;
• epoca di costruzione;
• tipologia degli interventi;
p
• epoca degli
g interventi;
• tipologie di strutture verticali ed orizzontali;
• classi tipologiche di vulnerabilità.

Le analisi statistiche descrittive riportate nel secondo volume riguardano caratteristiche 
desunte dai dati di vulnerabilità di secondo livello e sono le seguenti:
• classificazione dei parametri di vulnerabilità;
• indice di vulnerabilità;
• accelerazioni di collasso;
• rapporti tra le accelerazioni di collasso degli edifici e le PGA di riferimento.
Le variabili statistiche

Esempio: numero di piani fuori terra e numero di piani utilizzabili
Scale di misura e codifica delle variabili
Esempi:
Struttura del report finale
Esempio: • Analisi descrittiva univariata
Analisi descrittiva univariata
• Analisi descrittiva stratificata
INTRODUZIONE
1. ASPETTI METODOLOGICI (MATERIALI E METODI)
( )
2. EDIFICI SCOLASTICI IN MURATURA PER AMBITI TERRITORIALI E GRADO DI ISTRUZIONE
2.1 NUMERO DI PIANI TOTALI

2.9 CLASSI DI VULNERABILITA’
3. EDIFICI SCOLASTICI IN CEMENTO ARMATO PER AMBITI TERRITORIALI E GRADO DI
ISTRUZIONE
2.1 NUMERO DI PIANI TOTALI

2.9 CLASSI DI VULNERABILITA
2.9 CLASSI DI VULNERABILITA’
4. CONFRONTO TRA EDIFICI SCOLASTICI IN MURATURA E CEMENTO ARMATO
2.1 NUMERO DI PIANI TOTALI

2.9 CLASSI DI VULNERABILITA’

APPENDICE • Confronti tra gruppi
ESERCIZIO 1

Si consideri la seguente tabella in cui sono riportate, per gli edifici scolastici della
regione Abruzzo, le statistiche descrittive della variabile PGA di collasso (medie
aritmetiche, deviazioni standard e numero di edifici), distinte per numero di piani
f i terra
fuori t (FT) da
d 1 a 3, 3 e riferite
if it aglili edifici
difi i appartenenti
t ti alla
ll tipologia
ti l i di
muratura: mattoni pieni o multiforo.
a) Indicare la tipologia della variabile “Numero piani FT”.
b) Calcolare i range medi di variabilità della variabile PGA per gli edifici con due
piani fuori terra e commentare i risultati.
c) Confrontare la variabilità del parametro PGA in base al numero di piani
utilizzando una opportuna misura di variabilità descrittiva e commentare i
risultati.

Fonte: Progetto SAVE, 2005.
ESERCIZIO 2
Si consideri la seguente tabella in cui è riportata la distribuzione degli edifici
scolastici nelle regioni centro‐meridionali relativi al grado d’istruzione: elementare
e superiore, per indice di vulnerabilità.

a) Confrontare l’andamento delle distribuzioni dell’indice di vulnerabilità tra i due


gradi d’istruzione mediante poligono e ogiva e commentare i risultati.
b) Considerando gli edifici di grado di istruzione Superiore, calcolare la classe
mediana
di d ll variabile
della i bil Indice
I di di vulnerabilità
l bilità e commentare
t i risultati.
i lt ti
c) Considerando gli edifici di grado di istruzione Superiore con indice di
vulnerabilità compreso tra 10 e 39, calcolare la media aritmetica e la
deviazione standard dell
dell’indice
indice di vulnerabilità e commentare i risultati.
risultati

Fonte: Progetto SAVE, 2005.
ESERCIZIO 3
Si consideri la seguente tabella in cui sono riportate le misure descrittive del
coefficiente di resistenza sismica C (che misura il valore dell
dell’accelerazione
accelerazione orizzontale
minima che determina il collasso di un edificio) in un campione di edifici pubblici in
muratura, con meccanismo di collasso prevalente di tipo flessionale o misto, calcolate
per classi di valori dell
dell’indice
indice di vulnerabilità.
vulnerabilità
Rappresentare i boxplot per le prime due classi dell’indice di vulnerabilità e
commentare i risultati:

Fonte: Progetto SAVE, 2005.

Nota: VAS è il valore adiacente superiore = valore massimo dei minori di Q
N VAS è il l di i l i d i i i di Q3 + 1.5 (Q
1 5 (Q3‐Q
Q1); 
)
VAI è il valore adiacente inferiore = valore minore dei valori maggiori di Q1 ‐ 1.5 (Q3‐Q1).
ESERCIZIO 4
Nella tabella seguente è riportata la distribuzione degli edifici per la sanità in cemento
armato per grado di vulnerabilità (B: bassa; MB: medio‐bassa; M: media; MA: medio‐
alta; A: alta), determinato in funzione della tipologia costruttiva, dell’epoca di
costruzione e della classificazione sismica territoriale ((Regioni:
g Calabria e Sicilia).
)

a) Indicare la scala di misura della variabile “grado di vulnerabilità”.


b) Confrontare graficamente la distribuzione degli edifici per grado di vulnerabilità tra
le due regioni e commentare i risultati.
c) Calcolare un valore medio e una misura di variabilità opportuna per la variabile
“grado di vulnerabilità” separatamente per le due regioni e commentare i risultati.

Fonte: Progetto SAVE, 2005.
ESERCIZIO 5
Nella tabella seguente è riportata la distribuzione degli edifici per indice di vulnerabilità
e tipo di uso degli edifici.
edifici
a) Indicare le scale di misura della variabile “vulnerabilità” e della variabile “tipo di
uso”.
b) Considerando la classe di vulnerabilità 60 60‐69
69, rappresentare graficamente la
distribuzione degli edifici per tipo di uso mediante il diagramma di Pareto e
commentare i risultati.
c) Calcolare un valore medio e una misura di variabilità opportuna per la variabile
“tipo di uso” separatamente per le due classi di vulnerabilità 40‐49 e 50‐59 e
commentare i risultati.

Fonte: Progetto SAVE, 2005.
ESERCIZIO 6

SSono riportati
i t ti di seguito
it i dati
d ti relativi
l ti i all’indice
ll’i di di vulnerabilità
l bilità di 14 edifici
difi i pubblici.
bbli i
a) Indicare la tipologia della variabile “indice di vulnerabilità”.
b) Rappresentare graficamente la distribuzione degli edifici per indice di vulnerabilità.
c) Calcolare media aritmetica e deviazione standard della variabile “indice indice di
vulnerabilità” e commentare il risultato.
d) Costruire il boxplot della variabile “indice di vulnerabilità e commentare i risultati”.

21.2 19.8 22.4 21.9 28.1 25.6 22.2 25.4 29.0 17.1 18.9 17.2 20.9 20.2