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F.

Biasioli – Progettare in zona sismica: cosa non fare, cosa fare, come farlo – Modulo M4

LEZIONE 4

Terremoto

Regolarità
strutturale
Azione sismica
Ordine degli Ingegneri
di Lecco CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Edifici esistenti

«PROGETTARE EDIFICI IN ZONA SISMICA» IL TERREMOTO: EFFETTI E


MODULO M4 GENESI
PROGETTARE LE STRUTTURE
IN ZONA SISMICA
Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO
Francesco BIASIOLI
Ipogea Associati –Torino Stefano ROSTAGNO
ipogea.ass@gmail.com

Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017


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LEZIONE 4 IL RISCHIO LEZIONE 4 IL RISCHIO SISMICO


Terremoto R = Probabilità x Vulnerabilità x Esposizione Terremoto
Indicatore che permette di valutare
RISCHIO
Regolarità Regolarità l’interazione tra il terremoto, le
strutturale strutturale SISMICO
INCIDENTE STRADALE strutture e i beni/le vite esposte
Azione sismica Azione sismica
P = probabilità che
avvenga l’incidente
Edifici esistenti Edifici esistenti
R = P x V x E
V = struttura dell’auto
piu/meno resistente
E = numero di persone P = PERICOLOSITA’ SISMICA
probabilità che, in una data area e in un certo intervallo di tempo, si
nell’abitacolo
verifichi un terremoto che superi una soglia (di intensità, magnitudo
o accelerazione di picco) fissata (sismicità del sito).
CROLLO DI UN EDIFICIO
V = VULNERABILITA’
P = probabilità che avvenga un predisposizione di una costruzione a subire danneggiamenti e crolli.
terremoto, un incendio ecc
V = la struttura è più o meno
Francesco BIASIOLI resistente Francesco BIASIOLI E = ESPOSIZIONE
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO possibilità di danno più o meno elevato in termini economici, di
E = persone, beni ecc coinvolti
perdita di vite umane e di beni architettonici e culturali.

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LEZIONE 4 LEZIONE 4 EFFETTI DEL TERREMOTO


I TERREMOTI IN ITALIA DAL 1900 A OGGI
Terremoto Terremoto

Regolarità ANNO LUOGO MAGNITUDO VITTIME Regolarità


strutturale strutturale
Messina e
1908 7,2 120000
Azione sismica Reggio Calabria Azione sismica
Edifici esistenti 1915 Avezzano (AQ) 7,0 33000 Edifici esistenti

1930 Irpinia 6,5 1404


1976 Friuli 6,5 989
1980 Irpinia 6,5 2914
1990 Carlentini (CT) 5,7 17
Umbria e
1997 6,4 11
Marche
2002 Molise 5,9 30
2009 L’Aquila 6,3 308
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI Avezzano (AQ) – 1915
Stefano ROSTAGNO
2012 Emilia 5,9 20 Stefano ROSTAGNO
2016 Amatrice 5,3 247 30000 vittime

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LEZIONE 4 EFFETTI DEL TERREMOTO LEZIONE 4


EFFETTI DEL TERREMOTO
Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Friuli – 1976
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO San Giuliano di Puglia – 2002
976 vittime
308 vittime

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LEZIONE 4 EFFETTI DEL TERREMOTO LEZIONE 4 EFFETTI DEL TERREMOTO


Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Emilia – 2012
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
20 vittime
L’Aquila – 2009
308 vittime
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LEZIONE 4 EFFETTI DEL TERREMOTO LEZIONE 4

Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

IL TERREMOTO: COME NASCE E


CHE EFFETTI HA

Amatrice – 2016
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
247 vittime

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LEZIONE 4 COME NASCE UN TERREMOTO LEZIONE 4 COME NASCE UN TERREMOTO


Terremoto Terremoto
TERREMOTO = «TERRAE MOTUS»
Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Scuotimento del suolo più o meno prolungato
(da pochi secondi ad alcuni minuti)
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti
LESIONI RIBALTAMENTI CROLLI

PLACCHE
Scivolano/spingono le une
lungo i fianchi delle altre
Proiezione
sulla
superficie FAGLIE
terrestre Superfici di frattura
Punto di origine
del terremoto
Rottura delle rocce per
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI Da http://www.toscanella.it
effetto di eccesso di tensioni
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

TERREMOTO

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LEZIONE 4 COME NASCE UN TERREMOTO LEZIONE 4 LE ONDE SISMICHE


Terremoto Terremoto Possono essere classificate come:

Regolarità Regolarità ONDE DI VOLUME:


strutturale strutturale
coinvolgono gli strati rocciosi in profondità
Azione sismica Il fenomeno è Azione sismica
Edifici esistenti determinato Edifici esistenti
ONDE P (primarie, longitudinali, di
da una compressione), viaggiano all’interno della
sequenza di terra con velocità elevatissime (6 km/sec
rotture e ca.), vengono rilevate per prime
scorrimenti in
un tratto di ONDE S (secondarie, trasversali, di taglio),
faglia che può più lente delle onde P, determinano
l’innalzamento/abbassamento del terreno
essere lungo
da diecine a ONDE DI SUPERFICIE:
centinaia di
si propagano sulla superficie della terra
km.
LA VELOCITA’ DI PROPAGAZIONE
DIPENDE DAL TIPO DI TERRENO
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO Terreno rigido: propagazione veloce
Terreno soffice: propagazione lenta

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LEZIONE 4 LEZIONE 4 QUANTO E’ «FORTE» UN TERREMOTO?


LA REGISTRAZIONE DELLE ONDE SISMICHE
Terremoto Terremoto
STRUMENTI MAGNITUDO INTENSITA’
Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
SISMOGRAFO ACCELEROGRAFO RICHTER MERCALLI
Azione sismica Azione sismica Quantità di energia emessa Classificazione degli effetti del
Misura le traslazioni del terreno in Misura l’accelerazione del terreno
Edifici esistenti tre direzioni (N-S, E-O, verticale) Edifici esistenti durante il terremoto: scala sisma su ambiente, cose, uomo
logaritmica (fattore di
Meno sensibile a terremoti di amplificazione 10)
Sensibile anche a terremoti di modesta entità
modesta entità SCALA MERCALLI

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 MISURA DELL’INTENSITA’ DELL’AZIONE SISMICA LEZIONE 4 GLI EFFETTI DEL TERREMOTO
Terremoto Terremoto Le traslazioni orizzontali e verticali trasmesse dal
terreno attraverso le fondazioni «caricano» l’edificio
Regolarità Regolarità
strutturale strutturale di una certa quantità d’energia, che va dissipata con
Azione sismica Azione sismica
spostamenti e conseguenti deformazioni ma senza
che l’edificio crolli.
Edifici esistenti Edifici esistenti

Il modo con cui si muove un edificio dipende dalle:


• configurazione in pianta ed elevazione
Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO
Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO
• rigidezza/duttilità degli elementi strutturali
(fondazioni, setti, pilastri, travi) – nella prima
fase, anche degli elementi non strutturali (muri,
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017 tramezzi ecc).
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LEZIONE 4 LA SISMICITA’ IN ITALIA LEZIONE 4 AMPLIFICAZIONE DELL’AZIONE SISMICA


La classificazione del territorio segue, non precede i terremoti! Le onde sismiche, che si propagano nello strato più superficiale
Terremoto Terremoto
della crosta terrestre, subiscono riflessioni e rifrazioni causate
1984 1998 dalle eterogeneità di quest’ultima. Ne deriva una modifica
Regolarità Regolarità
strutturale strutturale della risposta sismica che può portare a una amplificazione
locale dell’accelerazione.
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

2003 ZONA ag
1 0,35g
2 0,25g
3 0,15g
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO 4 0,05g Stefano ROSTAGNO Amplificazione sismica locale dell’accelerazione orizzontale del
ag massima accelerazione su terreno di un terremoto debole nei depositi argillosi superficiali a
= Città del Messico, misurata strumentalmente da sensori in
suolo rigido (g = «ground») superficie e in pozzo a diverse profondità.
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LEZIONE 4 LEZIONE 4 MAPPA DI PERICOLOSITA’ SISMICA -


REGIONE LOMBARDIA
Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti
MACROZONE
(2006)

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 CLASSIFICAZIONE REGIONE LOMBARDIA LEZIONE 4 D.G.R. 5001 del 30/03/2016


Terremoto DGR 2129 11/07/2014 Terremoto
in vigore dal 10 aprile 2016
Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti
LECCO:
ZONA 3
2014

Per i comuni in zona sismica 2 (alta sismicità):


obbligo dell’autorizzazione preventiva all'avvio dei lavori
(anche per gli edifici strategici)

Francesco BIASIOLI Per i comuni in zona 3 e 4 (sismicità bassa e molto bassa): Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO obbligo del deposito della documentazione relativa al progetto Stefano ROSTAGNO
prima dell’avvio dei lavori
(tranne che per gli edifici strategici)
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LEZIONE 4 VITE «NOMINALE» E «DI RIFERIMENTO» LEZIONE 4 CLASSI D’USO NTC 2008
NTC 2008 cap. II
Terremoto Terremoto

Regolarità VITA durata di vita convenzionale , serve Regolarità


strutturale
NOMINALE per fissare le azioni massime previste strutturale
Azione sismica VN e i dettagli costruttivi Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Per le sole strutture in zona


sismica la vita VN viene VR = VN x Cu ≥ 35 ANNI
VITA DI
trasformata in
RIFERIMENTO
«Vita di Riferimento” VR
VR
Francesco BIASIOLI che individua il Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO periodo di ritorno TR Stefano ROSTAGNO
(= l’intensità) dell’azione sismica

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LEZIONE 4 L’INTERAZIONE TERREMOTO - EDIFICIO LEZIONE 4


L’INTERAZIONE TERREMOTO - EDIFICIO
Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
DIPENDE DAL <<PERIODO PROPRIO» T
DELLA COSTRUZIONE (SEC)
<<PERIODO T IN SECONDI «
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LEZIONE 4 IL PERIODO DELL’OSCILLATORE SEMPLICE LEZIONE 4


OSCILLATORE SEMPLICE: LA RIGIDEZZA
Terremoto Perturbazione dell’equilibrio statico della massa Terremoto
m
Regolarità Regolarità
strutturale La struttura vibra intorno alla posizione di equilibrio strutturale
statico con un PERIODO T che dipende dalla sua
Azione sismica k «massa» m e dalla sua «rigidezza» k
Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti
m
T = 2π [s]
k

1 u(t) 2 3 4 5

umin m
umax T = 2π [s]
k

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 IL PERIODO PROPRIO DI UN EDIFICIO LEZIONE 4 STIMA DEL PERIODO


Terremoto Terremoto T1 = C1 H3/4
Regolarità Regolarità
strutturale strutturale = 0,075 telai H in metri, altezza della
Azione sismica Azione sismica = 0,050 pareti parte di edificio libera di
oscillare
Edifici esistenti Edifici esistenti
Edificio a telai H = 10 m T1 = 0,075x100,75 = 0,42 s
Edificio a telai H = 30 m T1 = 0,075x300,75 = 0,96 s

Rapporto di Rayleigh ∑ miδi2


T1 = 2π i
∑ Fiδi
i
Distribuzione delle forze proporzionale al I°
modo di vibrare
T1 = C1 H3/4 FORZA SISMICA
zimi
H Fi = Fb all’i-esimo piano
∑ zimi
0,075 telai H (m) altezza della parte i applicata nel BM
Francesco BIASIOLI 0,050 pareti d’edificio libera di oscillare Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO ∑i mi
Fb = Sd (T1) · λ
Edificio in ca a telai H = 10 m T1 = 0,075x100,75 = 0,42 s g
H = 30 m T1 = 0,075x300,75 = 0,96 s
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017 Sd (T1) 0,07g = 1
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LEZIONE 4 LO SPETTRO Se(T) DELL’OSCILLATORE SEMPLICE LEZIONE 4

Terremoto Spostamento massimo Terremoto


umax
Regolarità Conoscere le massime Regolarità
strutturale sollecitazioni, dunque le strutturale
massime deformazioni Accelerazione massima
Azione sismica Azione sismica
Se(T)
Edifici esistenti Edifici esistenti

SPETTRO DI RISPOSTA ELASTICO in


accelerazione: identifica la frazione di accelerazione STIMA DELL’AZIONE SISMICA
sismica al suolo ag che eccita un fabbricato in
funzione del periodo T di quest’ultimo

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 L’AZIONE SISMICA – NTC 2008 LEZIONE 4 GLI SPETTRI DI RISPOSTA


Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
PERICOLOSITA’ SISMICA
Edifici esistenti DI BASE Edifici esistenti

Accelerazione massima attesa Spettro elastico in accelerazione


ag Se (T) = f(ag, F0, Tc*)

ag, F0, Tc* = f(PVR)


ag = accelerazione massima al suolo

F0 = fattore di amplificazione dello spettro


Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO TC* = periodo di inizio del tratto a velocità costante dello spettro Stefano ROSTAGNO

SITO DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI:


PVR = probabilità di superamento nel periodo di riferimento VR
http://cslp.mit.gov.it/index.php?option=com_content&task=view&id=75
&Itemid=20
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LEZIONE 4 GLI SPETTRI DI RISPOSTA LEZIONE 4 GLI SPETTRI DI RISPOSTA


Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 GLI SPETTRI DI RISPOSTA LEZIONE 4 GLI SPETTRI DI RISPOSTA


Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
ag S
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 STATI LIMITE – NTC 2008 LEZIONE 4 D.G.R. 5001 del 30/03/2016
Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 IL FATTORE DI STRUTTURA q LEZIONE 4 CLASSI DI DUTTILITA’ – NTC 2008


Terremoto Terremoto

Regolarità Concetto di egual spostamento Regolarità


strutturale strutturale
Azione sismica
La struttura deve poter Azione sismica
raggiungere lo spostamento indotto
Edifici esistenti dal sisma senza collassare. Edifici esistenti

Allo SLU può «attingere alle sue


riserve plastiche» CD “A” maggior controllo e sensibilità della struttura
onere di calcolo, dettagli costruttivi
Si ottiene lo spostamento dmax con
una forza Fy* minore di quella
CD “B” minori oneri di calcolo, dettagli costruttivi più
elastica Fe* semplici
minor controllo della struttura
Fe∗ d ∗
= max = q
Fy ∗ dy∗
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI Gerarchia delle resistenze
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
Agli SL gli spettri sono a «duttilità assegnata» protezione dei meccanismi fragili per permettere lo sviluppo
dei soli meccanismi di collasso duttili

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LEZIONE 4 IL FATTORE DI STRUTTURA q LEZIONE 4 IL FATTORE DI STRUTTURA q


Terremoto Classificazione delle strutture in c.a. sismo-resistenti Terremoto
q = KR ∙ k W ∙ q 0 CD «B»
Regolarità Regolarità
strutturale
se ai telai è prevalentemente affidata la capacità strutturale q = 1 ∙ 1 ∙ (3 ∙ 1,3) = 3,9 Struttura a telaio
A TELAIO portante dei carichi verticali e almeno il 65% delle
Azione sismica azioni orizzontali Azione sismica q = 1 ∙ 1 ∙ (3 ∙ 1,2) = 3,6 Stutture equivalenti a pareti
Edifici esistenti Edifici esistenti
se buona parte delle azioni verticali e almeno il
A PARETI 65% di quelle orizzontali è sopportata da pareti o
setti

MISTE intermedie tra le prime due, possono essere


TELAIO E equivalenti a pareti, se le pareti assorbono più del
PARETI 50% dell’azione orizzontale, altrimenti sono
equivalenti a telai
= 1 strutture a telaio o
equivalenti a telaio

q = KR ∙ k W ∙ q0
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO = 0,80 strutture non regolari in altezza Dipende dal tipo di Stefano ROSTAGNO
= 1 strutture regolari in altezza struttura e dal
materiale di costruzione
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LEZIONE 4 DISTRIBUZIONE DELLA FORZA SISMICA LEZIONE 4

Terremoto Terremoto
Combinazione quasi permanente
Regolarità Regolarità
strutturale G1 + G2 + P + Ψ21 Qk1 + Ψ22 Qk2 + Ψ23 Qk3 + … strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

LA REGOLARITA’ STRUTTURALE

Francesco BIASIOLI CALCOLO DEI CARICHI RELATIVI AGLI I-ESIMI PIANI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 LEZIONE 4
REGOLARITA’ IN ALTEZZA REGOLARITA’ IN ALTEZZA
Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Criterio per
Criterio per

• Tutti i sistemi resistenti si devono sviluppare senza


interruzioni dalle fondazioni fino alla sommità dell'edificio
• Rigidezza laterale e massa dei singoli piani costanti o
Francesco BIASIOLI gradualmente ridotte dalla base alla sommità dell’edificio Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
• Evitare qualsiasi iperresistenza = rapporto tra la resistenza
effettiva di un piano e quella richiesta dall’analisi >> 1

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LEZIONE 4 REGOLARITA’ IN ALTEZZA: IL «PIANO DEBOLE» LEZIONE 4 REGOLARITA’ IN ALTEZZA: IL «PIANO DEBOLE»

Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 REGOLARITA’ IN ALTEZZA: IL «PIANO DEBOLE» LEZIONE 4 SEMPLIFICAZIONI (PER GLI INGEGNERI)!
Terremoto Terremoto
REGOLARITA’
Regolarità Regolarità SEMPLIFICAZIONI
strutturale strutturale GEOMETRICA
Azione sismica Azione sismica PIANTA ALTEZZA MODELLO ANALISI
Edifici esistenti Edifici esistenti
Si Si Bidimensionale Statica lineare

Si No Bidimensionale Dinamica modale

No Si Tridimensionale Statica lineare

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI No No Tridimensionale Dinamica modale


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 LA «GERARCHIA DELLE RESISTENZE» LEZIONE 4 LA «GERARCHIA DELLE RESISTENZE»


Terremoto SI PREFERISCE CHE SI Terremoto
Trave
DANNEGGINO LE TRAVI, NON I
Regolarità PILASTRI E I NODI Regolarità
strutturale strutturale
Nodo
Azione sismica interno Pilastro Nodo Azione sismica
esterno
Edifici esistenti Edifici esistenti

Zona di base del pilastro

Rottura del nodo


esterno

Trave forte e
pilastro debole
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
Kocaeli - Turchia
(1999)
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LEZIONE 4 ELEMENTI SECONDARI LEZIONE 4 GLI EFFETTI DEI CEDIMENTI FONDALI


Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

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LEZIONE 4 IL «MARTELLAMENTO» LEZIONE 4 IL FENOMENTO DEL MARTELLAMENTO


Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

STRUTTURE
ADERENTI che MARTELLAMENTO
SISMA
oscillano in
controfase

GIUNTO STRUTTURALE NTC 2008

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
Kocaeli – Turchia (1999)
agS=0,37g H=15 m =2(0,37/0,5)15x100/100= 15 cm
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017
63/104 64/104

LEZIONE 4 MOMENTO D’INERZIA POLARE Ip LEZIONE 4 LE PROPRIETA’ GEOMETRICHE IN AUTOCAD


y
Terremoto y Terremoto comando: comando:
Polilinea
Regolarità dA Regolarità REGIONE PROPMASS
strutturale ρp ρp = RAGGIO strutturale
r y AUTOCAD
Azione sismica y x x D’INERZIA Azione sismica
x x POLARE, A
Edifici esistenti PARITA’ DI Edifici esistenti
A AREA A,
MISURA LA
r 2 = x2 + y 2 «centrifugazione»
Ip = r2dA = (x2 + y2)dA = Ix + Iy = ρp2 A DELLì AREE
(0,71; 0,71)
I +I
p=
ESEMPIO A
G
y
BL3 LB3
Ix = Iy = A = L x B
12 12 (0,71; -0,71) 0,24
ρmax= = 0,54 cm
L x BL3 LB3 1 0,82
Francesco BIASIOLI Ip = Ix + Iy = + = A (L2 +B2) Francesco BIASIOLI [cm4]
Stefano ROSTAGNO 12 12 12 Stefano ROSTAGNO ρmin=
0,06
= 0,27 cm
0,82
I L +B
2 2
[cm]
ρp2 = p= Imax,
B A 12
[cm4] ρmax,min =
A
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017
65/104 66/104
F. Biasioli – Progettare in zona sismica: cosa non fare, cosa fare, come farlo – Modulo M4

LEZIONE 4 IL BARICENTRO DELLE MASSE CM LEZIONE 4


Piano infinitamente rigido
Terremoto PIANO TERRENO DI UN EDIFICIO CON «i» PILASTRI DI Terremoto

Regolarità
COORDINATE (xi yi) CARICATI DA FORZE ASSIALI Ni Regolarità
strutturale strutturale Collega le estremità superiori degli
RISULTANTE DELLE FORZE SUI PILASTRI: N = ΣNi elementi verticali
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti
COORDINATE DEL BARICENTRO y Edifici esistenti
TUTTI gli elementi verticali si spostano
DELLE MASSE «CM» RISPETTO insieme al solaio con un moto rigido
ALL’ORIGINE: d1
ΣN x ΣN y x1 1 CM
xCM = i i yCM = i i
N N y
1 x

RAGGIO POLARE DELLE MASSE ls


ΣNi di2 ΣNi [(xi xCM)2 + (yi yCM)2]
ls = = − −
N N
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
PER UN IMPALCATO L2 + B2
ls = = ρp 2= ρp
RETTANGOLARE (LxB) 12
CARICATO UNIFORMEMENTE
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017
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LEZIONE 4 IL MODELLO DI PIANO RIGIDO LEZIONE 4 BARICENTRO DELLE RIGIDEZZE CR


Terremoto Terremoto IL MODELLO DI PIANO RIGIDO
Regolarità Regolarità Corpo rigido
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Primo impalcato libero di muoversi


Individuazione nuovi vincoli ELEMENTI VERTICALI
INCASTRATI AL PIEDE
F F

h 3EJ h 12EJ
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI k1 = k2 =
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO h h

Rigidezza K = forza F per ottenere uno spostamento δ = 1


Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017
69/104 70/104
F. Biasioli – Progettare in zona sismica: cosa non fare, cosa fare, come farlo – Modulo M4

Il BARICENTRO DELLE RIGIDEZZE CR


LEZIONE 4 LEZIONE 4
Rigidezza K = forza F per ottenere uno spostamento δ BARICENTRO DELLE RIGIDEZZE CR
y R1 δy
Terremoto Piano rigido Terremoto
E’ IL BARICENTRO DELLE «FORZE REATTIVE»,
Regolarità k3 δx Spostamento δy in y: Regolarità COSI’ COME IL BARICENTRO DELLE MASSE CM
strutturale k1 R2 R3 strutturale
E’ IL BARICENTRO DELLE «FORZE ATTIVE»
x1 CR R34 R1 = k1 δy R2 = k2 δy
Azione sismica Azione sismica
R4 k4 y3
Edifici esistenti yCR R12 k2 Spostamento δx in x: Edifici esistenti
y4 baricentro delle masse e
O x2 x R3 = k3 δx R4 = k4 δx delle rigidezze
baricentro delle rigidezze
xCR
Applicando il teorema di Varignon baricentro delle masse

R12 = R1 + R2 R12 = k1 δy + k2 δy = (k1 + k2) δy = Ky δy F

O R1 x1 + R2 x2 = R12 xCR
R x + R2 x2 (k1 x1 + k2 x2)δy ∑ kyi xi ∑ kyi xi SOLO
xCR = 1 1 = = = TRASLAZIONE
R12 (k1 + k2)δy ∑ kyi Ky
F

R34 = R3 + R4 R34 = k3 δx + k4 δx = (k3 + k4) δx = Kx δx


Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI muro di taglio
R3 y3+ R4 x4 = R34 yCR asimmetrico
Stefano ROSTAGNO O Stefano ROSTAGNO TRASLAZIONE E
ROTAZIONE
R3 y3 + R4 y4 (k3 y3 + k4 y4)δx ∑ kxi yi ∑ kxi yi
yCR = = = =
R34 (k3 + k4)δx ∑ kxi Kx
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017
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LEZIONE 4 D.G.R. 5001 del 30/03/2016 LEZIONE 4 IL MODELLO DI PIANO RIGIDO


Terremoto Terremoto

Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti

Piano infinitamente rigido u0 = spostamento lungo x


v0 = spostamento lungo y
Collega le estremità superiori degli θ = rotazione molto piccola cos θ = 1 tg θ = sen θ = θ
elementi verticali
ui = u0 + Δxi = u0 - θ yi Fxi = kxi ui = kxi (u0 - θ yi)
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Gli elementi verticali si spostano Stefano ROSTAGNO vi = v0 + Δyi = v0 + θ xi Fyi = kyi vi = kyi (v0 + θ xi)
TUTTI insieme al solaio θ = rotazione MTi = kt,i θ
Rigidezza torsionale propria
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74/104 75/104
F. Biasioli – Progettare in zona sismica: cosa non fare, cosa fare, come farlo – Modulo M4

LEZIONE 4 LEZIONE 4 I PARAMETRI DELLO SPOSTAMENTO DI PIANO


LE RISULTANTI DELLE FORZE «REATTIVE» Imponendo l’equilibrio tra le forze reattive e una forza di
Terremoto Terremoto componenti X e Y agente nel baricentro delle masse CM
Risultanti a traslazione nelle direzioni x,y dopo aver trasportato tutte le forze nel baricentro delle
Regolarità Regolarità
strutturale u1 u2 strutturale rigidezze CR, si ottiene un sistema di 3 equazioni nelle 3
incognite u0, v0, θ la cui soluzione fornisce
Azione sismica Azione sismica
= k1u1 = k2u2 1) ΣFxi= Σkxiui ΣFxi = Σkxi ui = X ui = u0 - θ yi
Edifici esistenti Edifici esistenti
vi = v 0 + θ x i
2) ΣFyi= Σkyivi ΣFyi = Σkyi vi = Y
k1 k2 ΣFxi yi + ΣFyi xi + ΣMTi = Σkxi ui yi + Σkyi vi xi + Σkt,i θ = M

ui = u0 - θ yi X = (Σkxi )u0 - (Σkxi yi) θ


vi = v 0 + θ x i Y = (Σkyi )v0 + (Σkyi xi) θ
M = (Σkxi yi)u0 + (Σkyi xi)v0 + (Σkyi xi2 + Σkxi yi2 + Σkt,i ) θ
Come si calcolano u0 v0 e θ ?
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO Kx = Σkxi Ky = Σkyi KT = Σkyi xi2 + Σkxi yi2 + Σkt,i

Rigidezza torsionale
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LEZIONE 4 I PARAMETRI DELLO SPOSTAMENTO DI PIANO LEZIONE 4 ORIGINE NEL BARICENTRO DELLE RIGIDEZZE CR
Note le componenti u0 v0 e θ dello spostamento rigido di
Imponendo l’equilibrio tra la risultante delle «forze reattive»
Terremoto Terremoto piano,. ricordando che gli spostamenti nelle direzioni x e y dei
e quella delle forze attive (= le masse) di componenti X e Y.
singoli elementi valgono nel nuovo sistema di riferimento in CR
Regolarità trasportata dal baricentro CM nel baricentro delle rigidezze Regolarità
strutturale CR con un momento di trasporto M, si ottengono tre strutturale ui = u0 - θ yi vi = v 0 + θ x i
Azione sismica relazioni che fornisco gli spostamenti di piano Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti
le forze cha agiscono sui singoli elementi sono
X
u0 = Kx = Σkxi kxi k
Kx Fxi = kxi ui = kxi (u0 - θ yi) =X - M xi yi
Kx KT
k k
Y Fyi = kyi vi = kyi (v0 + θ xi) = Y yi + M yi xi
v0 = Ky = Σkyi Kx KT
Ky
k
MTi = t,i θ
KT
M
θ=
KT KT = Σkyi (xi-xCR)2+ Σkxi (yi-yCR)2+ Σkt,i
kxi k K k K k 1 KT
y = xi y x = xi yi x = xi yi 2 rx2 =
KT è la «rigidezza torsionale» totale KT i KT i Kx Kx KT Kx rx Kx
kyi k K k K k 1 KT
x = yi x y = yi x y = yi x ry2 =
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI KT i KT i Ky Ky i KT Ky i ry2 Ky
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO
KT KT
RAGGI «TORSIONALI» rx = ry =
Kx Ky
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017
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F. Biasioli – Progettare in zona sismica: cosa non fare, cosa fare, come farlo – Modulo M4

LEZIONE 4 «CENTRIFUGARE LE RIGIDEZZE» LEZIONE 4 LE STRATEGIE IMPOSTE DA EC8 E NTC 2008


M kxi KT y
Terremoto kxi yi rx =
Terremoto
e0x = |xCR - xCM |
Fxi = X − Kx
Regolarità Kx rx Kx Regolarità
e0y = |yCR - yCM |
strutturale
kyi M kyi KT strutturale
Fyi = Y + xi ry =
Ky

e0y
Azione sismica Kx ry Ky Azione sismica KT
rx =

yCR
Edifici esistenti kt,i Edifici esistenti Kx
MTi = θ
KT

yCM
KT = Σkyi (xi-xCR)2+ Σkxi (yi-yCR)2+ Σkt,i xCM e0x x KT
ry =
Ky
Per minimizzare gli spostamenti dovuti alla rotazione del xCR
piano occorre:
STRUTTURA REGOLARE IN PIANTA:
Ridurre l’eccentricità tra e0x ≤ 0,30rx
• Avvicinare CR e CM
CM e CR = ridurre M e0y ≤ 0,30ry
A parità di Kx, Ky • Kx e Ky simili
Schema riassuntivo aumentare rx,y (aumentare
la rigidezza torsionale KT)
M posizionando gli elementi STRUTTURA TORISIONALMENTE
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO resistenti il più distante Stefano ROSTAGNO RIGIDA:
rx ,ry > 0,80 ls
KT rx,y possibile da CR
• KT il più grande possibile
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017 ls è IL RAGGIO POLARE DELEL MASSE
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LEZIONE 4 L’«ELLISSE DELLE RIGIDEZZE» (Biasioli, 2008) LEZIONE 4 L’«ELLISSE DELLE RIGIDEZZE» (Biasioli, 2008)
Terremoto Terremoto
x y x y
+ = + = 1 TRACCIAMENTO
Regolarità a b r r Regolarità
DELL’ELLISSE
ry

strutturale strutturale

ry
Azione sismica rx x y Azione sismica rx
CR + = 1 CR
Edifici esistenti KT/Ky KT/Kx Edifici esistenti
Geometria Posizione BM
a r Kx
= = elementi elementi
b r Ky

VISUALIZZA LA DISTRIBUZIONE DELLE RIGIDEZZE INTORNO A CR


E’ «ALLUNGATA» NELLA DIREZIONE DI MAGGIORE RIGIDEZZA e0x
≤ 0,30
A PARITA’ DI Kx, Ky «AUMENTA» SE AUMENTA KT rx
Ellisse entro la quale devono
e0y
≤ 0,30 trovarsi BM e CR
ry
Se Kx = Ky rx = ry l’ellisse è un cerchio
0,80ls = raggio del cerchio che
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI rx ,ry > 0,80ls individua la dimensione «minima»
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO di ciascun semiasse (a,b)
Struttura «insensibile» dell’ellisse
Regolarità in pianta
alla direzione del sisma
KT KT a r Kx
rx = ry = = =
Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017 Kx Ky b r Ky
82/104 83/104
F. Biasioli – Progettare in zona sismica: cosa non fare, cosa fare, come farlo – Modulo M4

LEZIONE 4 L’«ELLISSE DELLE RIGIDEZZE» (Biasioli, 2008) LEZIONE 4 L’«ELLISSE DELLE RIGIDEZZE» (Biasioli, 2008)
Terremoto
quantità Terremoto
rx ,ry > 0,80ls sufficiente di
elementi

ry
Regolarità Regolarità
x y x y a r Kx
strutturale strutturale + = 1 KT/Ky
+
KT/Kx
= 1
b
=
r
=
Ky
Azione sismica CR
rx
rx > ry Ky > Kx Azione sismica r r
Edifici esistenti Edifici esistenti
Eccesso di rigidezza nella direzione y
BM
e0x
≥ 0,30 BM e CM
rx
e0y troppo lontani
≥ 0,30
ry

ASSE ALLUNGATO =
PREVALENZA DI RIGIDEZZA NELLA DIREZIONE DELL’ASSE

Francesco BIASIOLI Diminuire la rigidezza Aumentare la rigidezza secondo Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO nella stessa direzione la direzione ortogonale Stefano ROSTAGNO

CERCHIO (Kx = Ky)


Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017
84/104 85/104

LEZIONE 4 L’ELLISSE DELLE RIGIDEZZE LEZIONE 4 L’ELLISSE DELLE RIGIDEZZE


Terremoto Aule Terremoto
Scuola secondaria di
Regolarità primo grado Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Liscate (MI) Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti
3 piani fuori terra

Struttura mista c.a. e


legno

Corpo polifunzionale

L’ellisse non tende a un L’ellisse tende a un cerchio


cerchio
Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI
Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO «Eccesso» di rigidezza in Rotazione di 90°di due setti
direzione x
Aumento di Ky , riduzione di Kx

Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017


86/104 87/104
F. Biasioli – Progettare in zona sismica: cosa non fare, cosa fare, come farlo – Modulo M4

LEZIONE 4 LA REGOLARITA’ IN PIANTA LEZIONE 4 ANALISI CRITICA DELLA GEOMETRIA


Terremoto
Effetti torsionali e Terremoto
concentrazione di sforzi REGOLARITA’ IN PIANTA
Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti 0 baricentro delle masse
baricentro delle
movimento del rigidezze
terreno

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017


88/104 89/104

LEZIONE 4 ANALISI CRITICA DELLA GEOMETRIA LEZIONE 4

Terremoto Terremoto
REGOLARITA’ IN PIANTA
Regolarità Regolarità
strutturale strutturale
Azione sismica Azione sismica
Edifici esistenti Edifici esistenti CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

«PROGETTARE EDIFICI IN ZONA SISMICA»

PROGETTARE LE STRUTTURE
IN ZONA SISMICA

Francesco BIASIOLI Francesco BIASIOLI


Stefano ROSTAGNO Stefano ROSTAGNO

Lecco, 16/3/2017 Lecco, 16/3/2017


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