Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
182 visualizzazioni4 pagine

Ausonii Septem Sapientum Sententiae

Il documento contiene le sentenze di sette sapienti dell'antica Grecia. Ogni sapiente espone brevi massime su vari argomenti tra cui la felicità, l'amicizia, la giustizia e la morte.
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOC, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
182 visualizzazioni4 pagine

Ausonii Septem Sapientum Sententiae

Il documento contiene le sentenze di sette sapienti dell'antica Grecia. Ogni sapiente espone brevi massime su vari argomenti tra cui la felicità, l'amicizia, la giustizia e la morte.
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOC, PDF, TXT o leggi online su Scribd

Ausônì Septem Sapientum Sententiàe

.
1) Bias Prieneus (Biante di Priene).

Perniciès hominì quae mâxima? sôlus homò alter:


Qual'è il peggior flagello di un uomo? Solamente un altro uomo.

Quáè casta est? Dê quâ mentîrì fâma verêtur:


Quale donna è casta? Quella su cui la voce pubblica ha paura di
mentire.

Quáè dôs màtrônìs pulcherrima? Vîta pudîca:


Qual'è la più ambita dote di una sposa? La vita onesta.

Quáènam [Link] bonì? Mêns semper cônscia rêctì:


Qual'è il bene perfetto? Una mente sempre conscia del giusto.

Quid stultì proprium? nôn [Link] et [Link] nocêre:


Qual'è la caratteristica dello stolto? Non poter nuocere ma volerlo
fare.

Quis dîvès? Quî nihil cupiet. Quis pauper? Avârus:


Chi è il vero ricco? Quello che nulla desidera. Chi è il vero povero?
L'avaro.

Quod prùdentis opus? Cum pos.sìs, nô[Link] nocêre:


Qual'è la caratteristica del saggio? Pur potendo fare il male non
farlo.

2) Pittacus Mitylenáèus (Pittaco di Mitilene).

Bonò probârì mâlò, quam multìs malìs:


Preferisco essere gradito a un solo uomo retto piuttosto che a molti
malvagi.

Dêmèns dolôrem rîdet ìnfèlîcium:


Il demente gode per il dolore degli infelici.

Dêmèns superbìs invidet fèlîcibus:


Il demente invidia i superbi felici.

Loquì ignòrâbit, quî tacêre nesciet:


Non sa parlare chi non sa stare zitto.

Pàrêtò lêgì, quisque lêgem sânxeris:


Osserverà la legge chi la stessa ha sancito.

Páucòs amîcòs rêbus adversìs probàs:


Trovi pochi amici nelle avversità
Plûrès amîcòs rê secundà comparàs:
Trovi un sacco di amici nella prosperità.

3) Cleobulus Lindius (Cleobulo da Lindo).

Quantò plûs liceat, tam libeat minus:


Quanto più ci è permesso tanto meno ne abbiamo soddisfazione.

Fortûnàe invidiàe est [Link] miser:


Si accusa la fortuna dei mali non meritati.

Fêlìx crîminibus nôn erit hoc diù:


Nessuno facendo del male sarà felice a lungo.

Ignôscàs aliìs multa, nihil tibi:


Perdona molto agli altri, nulla a te stesso.

Parcit quisque malìs, perdere vult bonòs:


/parkit kwiskwe mali:s, perdere vult bono:s/
Chi perdona i malvagi danneggia i buoni.

Màjôrum meritìs glôria nôn datur:


/ma:jo:rum meriti:s glo:ria no:n datur/
(Ai discendenti) non é possibile alcun motivo di vanto per i meriti
degli antenati.

Turpis saepe datur fâma minôribus:


/turpis sæ:pe datur fa:ma mino:ribus/
Ai discendenti spesso ne deriva fama per le cose turpi (degli
antenati).

4) Periander Corinthius (Periandro di Corinto).

Numquam discrepat ûtile ab decôrò:


/nunkwam discrepat u:tile ab deco:ro:/
L'utile non sia mai in disaccordo con l'onesto.

Plûs est sollicitus magis beâtus:


/plu:s est [Link] magis bea:tus/
Quanto più si è felici tanto più ci si deve preoccupare.

Mortem optâre malum, timêre pêjus:


/mortem opta:re malum, time:re pe:jus/
Desiderare la morte è male, temerla è peggio.

Faxìs, ut libeat, quod est necesse:


/faksi:s ut libeat kwod est [Link]/
Sii felice di compiere il tuo dovere.
Multìs terribilis timêtò multòs:
/multi:s [Link] time:to: multo:s/
Chi da molti è temuto tema molti.

Sî Fortûna juvat, cavêtò tollì:


Se la fortuna ti arride non ti esaltare.

Sî fortûna tonat, cavêtò mergì:


Se la fortuna si abbatte su di te non lasciarti sommergere.

5) Solon Atheniensis (Solone di Atene).

Tunc beâtam dîcò vîtam, cum perâcta fâta sunt:


Considero una vita felice solo quando il suo destino si è compiuto.

Pâr parì jugâtò conjux: quidquid înpàr, dissidet:


Il coniuge deve essere unito ad uno a lui uguale: ogni cosa diversa
non si accorda.

Nôn erunt honôrès umquam fortuitì mûneris:


Gli onori non saranno mai un premio dato per caso.

Clam coarguàs propinquum, prôpalam laudâverìs:


Critica in segreto i parenti, fai il loro elogio pubblicamente.

Pulchrius multò est parârì, quam creârì nôbilem:


E' di gran lunga preferibile diventare nobile che esserlo per nascita.

Certa sî dêcrêta sors est, quid cavêre prôderit?:


Se la nostra sorte è stabilita a che serve stare in guardia?

Sîve sunt incerta cûncta, quid timêre convenit?:


Se non c'è certezza nelle cose che senso ha temere?

6) Chilon Lacedaemonius (Chilone di Sparta).

Nôlò minor mê timeat dêspiciatque mâjor:


Non voglio che il piccolo mi tema né che il grande mi disprezzi.

Vîve memor mortis, item vîve memor salûtis:


Vivi pensando alla morte e allo stesso modo vivi pensando alla vita.

Trîstia cûncta exsuperàs aut animò aut amîcò:


Puoi superare ogni dolore o con il coraggio o con l'aiuto di un amico

Tû bene sî quid faciàs, nôn meminisse fâs est:


Se fai qualche cosa di bene puoi anche non ricordarlo.
Quáè bene facta accipiàs, perpetuò mementò:
Se ti viene fatto del bene, non dimenticarlo mai.

Grâta senectùs hominì, quae parilis juventae:


Graata senectuus hominii, quae parilis juventae:
La vecchiaia piace all'uomo se la paragona/quando somiglia alla sua
gioventù.

[Link] juventa est gravior, quáè similis senectàé:


E' pesante quella gioventù che assomiglia ad una vecchiaia.

7) Anacharsis Scythes (Anacarsi della Scizia).

Turpe quid ausûrus, tê sine teste timě:


Se compi qualche cosa di vergognoso temi te stesso

Vîta perit, mortis glôria nôn moritur:


Si può perdere la vita ma non muore il ricordo di una morte gloriosa

Quod factûrus erǐs, dîcere distulerìs:


Non aver fretta di parlare prima di agire.

Crux est, sî metuǎs vincere quod nequeǎs:


E' un tormento temere quello che non si può vincere.

Cum vêre_objûrgěs, sîc inimîcě júvǎs:


Se rimproveri a ragion veduta anche se odiato stai aiutando.

Cum fálsǒ láùděs, tunc étiam_amîce nócěs:


Quando lodi a sproposito anche l'amicizia allora nuoce.

Níhìl nímiùm. Sátis èst, nê sít et hòc nímiùm:


Nulla di troppo. Fermiamoci affinchè anche questo non sia di troppo.

Potrebbero piacerti anche